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“Riparte l’Italia”, intervista a Francesco Starace: le prossime sfide di Enel a sostegno del Paese

Il futuro del Paese tra emergenza Coronavirus e ripresa economica, il valore della sostenibilità, l’impegno di Enel sul fronte della decarbonizzazione e dell’economia circolare: l’intervista dell’Osservatorio "Riparte l’Italia" all’AD e DG Francesco Starace.

Francesco Starace, AD Enel

Enel proietta il Paese in un futuro sempre più sostenibile: l’intervista all’AD e DG Francesco Starace

La prima scommessa è stata vinta: "Oggi le rinnovabili sono più competitive delle altre fonti e rappresentano il futuro dell’energia". Ma per Enel questo è solo l’inizio, come ha spiegato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Francesco Starace nell’intervista rilasciata al think magazine dell’Osservatorio "Riparte l’Italia": "Enel è stata tra i primi a credere in queste tecnologie, ormai dieci anni fa, in un momento in cui gli scettici erano ancora la maggioranza, ed è oggi il primo operatore privato a livello mondiale di energia prodotta da acqua, sole, vento e calore naturale della terra. Oggi sono rimasti in pochi a dubitare del ruolo di queste tecnologie per il futuro. La prossima sfida è completare la sostituzione graduale delle fonti fossili con le rinnovabili". L’AD ha illustrato "gli obiettivi sfidanti" che il Gruppo si è dato in tale ottica: tra questi "la chiusura e riconversione delle centrali a carbone oggi attive in Italia entro il 2025 e nel mondo entro il 2030, ridurre del 70% le emissioni dirette di gas a effetto serra per kWh entro il 2030, rispetto ai valori del 2017, e raggiungere la piena decarbonizzazione entro il 2050, grazie ad uno sviluppo sempre maggiore delle fonti rinnovabili, un ulteriore impegno per la digitalizzazione e per la ricerca di soluzioni innovative per l’elettrificazione consumi finali". E sul raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2050 "siamo sulla buona strada: a livello globale sia la capacità installata che la produzione di energia da fonti rinnovabili del Gruppo hanno superato quelle da fonti termoelettriche". Nell’intervista, Francesco Starace ha parlato anche delle dieci proposte di Enel per il Recovery Fund: "I cluster di azioni "verdi" individuati seguono tre linee guida: decarbonizzazione e crescita delle rinnovabili, sviluppo di reti sempre più intelligenti e resilienti e elettrificazione dei consumi finali. Le nostre proposte riguardano investimenti che accelerino l’uso delle rinnovabili, rafforzino le reti di distribuzione resilienti e digitali, promuovano le città sostenibili, la mobilità elettrica e l’efficienza energetica: una serie di azioni in grado di favorire la ripresa e di generare nuove opportunità per il Paese".

Francesco Starace a "Riparte l’Italia": economia circolare, rinnovabili e tecnologie green per vincere la sfida della ripartenza

"Negli ultimi anni l’esperienza di Enel ha dimostrato come l’adozione di una strategia e di un modello di business sostenibili non sia soltanto un bene per l’ambiente, ma anche per la creazione di valore di lungo periodo", ha ricordato Francesco Starace nell’intervista rilasciata all’Osservatorio "Riparte l’Italia", evidenziando quindi come non ci possa essere contrapposizione tra ripresa economica e sostenibilità "ma al contrario, l’emergenza sanitaria ha reso ancora più evidente come l’adozione di strategie e modelli di business sostenibili renda le aziende più competitive proprio perché meno esposte a rischi, garantendo una maggiore solidità nel lungo termine". E in merito alla ripresa, l’AD ha parlato dei punti di forza dell’Italia rilevando come il nostro Paese abbia "una vocazione naturale per la sostenibilità e oggi la sfida per la ripartenza non può che mettere al centro soluzioni che vadano in questa direzione, improntate su economia circolare, rinnovabili e tecnologia". In questa prospettiva è necessario "lavorare su iter approvativi più rapidi per evitare, ad esempio, che siano necessari anni per realizzare nuovi impianti da fonti rinnovabili o che la transizione energetica abbia tempi più lunghi di quelli che la tecnologia permetterebbe". Rivolgendosi poi ai giovani, Francesco Starace ne ha richiamato il valore facendo notare come abbiano "una visione del mondo e di come vorrebbero che fosse gestito molto chiara", ben evidente già prima che scoppiasse la pandemia: "Cambiamento climatico, effetti delle attività umane sull’ambiente, importanza di agire prima che sia troppo tardi. Abbiamo l’opportunità di dare risposte a queste richieste e penso ci sia finalmente una condivisione di obiettivi e risposte a queste legittime richieste".

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“Adnkronos”: l’intervento dell’AD di Eni Claudio Descalzi per il Libro dei Fatti 2020

Il Libro dei Fatti 2020 di "Adnkronos" si avvale del contributo di Claudio Descalzi: "Eni sta cambiando volto, in modo radicale e irreversibile. A febbraio abbiamo presentato un Piano di decarbonizzazione delle attività che porterà l’azienda da qui a 30 anni a essere leader nella produzione e vendita di prodotti decarbonizzati, e del quale i princìpi dell’economia circolare saranno tra i pilastri strategici".

Claudio Descalzi

"Adnkronos", Libro dei Fatti 2020: il "modello Eni" nelle parole dell’AD Claudio Descalzi

È un cambiamento "radicale e irreversibile" quello che porterà Eni a riappropriarsi di un nuovo volto. Lo definisce così l’AD Claudio Descalzi nel suo intervento sul Libro dei Fatti di "Adnkronos": "A febbraio abbiamo presentato un Piano di decarbonizzazione delle attività che porterà l’azienda da qui a trenta anni a essere leader nella produzione e vendita di prodotti decarbonizzati e del quale i princìpi dell’economia circolare saranno tra i pilastri strategici". Per il momento il piano lanciato da Eni "non ha pari nell’industria", come evidenzia l’AD: si avvale di "una metodologia di valutazione delle emissioni unica nel settore, comprensiva di tutti i passaggi della catena di produzione e commercializzazione e di tutti i prodotti generati". È stata elaborata "in collaborazione con esperti del mondo accademico e attraverso un processo di verifica indipendente compiuto da terze parti che ne garantisce un’applicazione coerente". Una strategia dunque "complessa", come rimarca Claudio Descalzi: "Attraverso tecnologie esistenti e il nostro know how coniuga gli obiettivi di continuo sviluppo con una significativa riduzione dell’impronta carbonica delle nostre attività".

Claudio Descalzi: entro trenta anni Eni sarà leader nella produzione di prodotti decarbonizzati

Nell’intervento sul Libro dei Fatti, l’AD Claudio Descalzi illustra inoltre gli obiettivi che il Gruppo si è dato: il più grande "è quello di ottenere al 2050 la riduzione dell’80% rispetto al 2018 delle emissioni nette riferibili all’intero ciclo di vita dei prodotti energetici venduti, che includono emissioni Scope 1, 2 e 3". Eni punta dunque a valorizzare e a rendere sempre più sostenibile il portafoglio upstream oil&gas con l’obiettivo di ridurne l’impronta carbonica attraverso una forte azione di efficienza energetica e l’espansione della componente gas, nell’ambito di una progressiva riduzione della produzione di idrocaburi. Non solo: "Produrremo energia verde sviluppando le rinnovabili; faremo gas, Gnl e idrogeno da gas ripuliti dalla CO2 grazie ai progetti di cattura e stoccaggio; produrremo bio carburanti dalle nostre bioraffinerie, nonché metanolo e idrogeno dai nostri progetti di valorizzazione dei rifiuti organici; faremo chimica bio sfruttando i materiali da riciclo e produrremo biometano di derivazione agricola". È dunque questa l’Eni del futuro, come ribadisce infine Claudio Descalzi: focalizzata su prodotti decarbonizzati che sono destinati "a un enorme parco clienti retail, commerciale e industriale, domestico e relativo alla mobilità sostenibile".

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Nicola Bedin: un vademecum autorevole contro la paura e il sovraffollamento dei Pronto Soccorso

Regole precise, condivise dalla comunità scientifica, contro la paura del contagio e gli assalti ai presidi ospedalieri di primo soccorso: la soluzione di Nicola Bedin al centro dell’editoriale pubblicato su "Repubblica".

Nicola Bedin

Nicola Bedin su "Repubblica": Covid-19 curato a casa, necessario un vademecum per rassicurare i potenziali malati

L’allarmismo e la paura per la pandemia si combatte solo attraverso regole chiare, validate dalla comunità scientifica. In un editoriale pubblicato su "Repubblica" lo scorso 30 ottobre, il Presidente di Snam Nicola Bedin, alla luce della sua lunga esperienza professionale nella sanità, riflette su un fenomeno tornato prepotentemente alla ribalta in queste settimane, a fronte dell’aumento del numero di contagi. Le lunghe code fuori dai Pronto Soccorso si devono principalmente alla seconda ondata di Coronavirus e alla sua particolare aggressività ma sono anche il risultato di una scarsa consapevolezza che genera paure in molti casi immotivate. Il sovraffollamento che si crea davanti alle strutture ospedaliere contribuisce ad aumentare il rischio di diffusione del virus provocando inoltre ritardi e disfunzioni nell’erogazione delle cure "ordinarie". Secondo Nicola Bedin, per fronteggiare tale situazione bisognerebbe fare in modo che i pazienti sapessero come comportarsi: fondamentale è quindi predisporre regole autorevoli e precise per rassicurare e contribuire ad evitare assalti impropri agli ospedali, come accaduto in queste settimane.

Nicola Bedin: il valore di regole chiare e condivise con la comunità scientifica per aiutare medici e malati

Nell’editoriale, Nicola Bedin invita dunque "gli esperti della materia, cioè medici e professionisti che hanno maturato una specifica esperienza sul trattamento del Covid-19" a riunirsi al più presto, sotto l’egida del Ministero, per predisporre "un vademecum semplice e chiaro, di una pagina, da diffondere pubblicamente, contenente indicazioni su cosa fare e non fare in relazione all’età, allo stato di salute, ai diversi sintomi ed alla loro gravità". Qualche esempio: "Hai 20 anni e hai solo febbre a 37,5°? Stai tranquillo a riposo a casa, senza prendere farmaci. La febbre si alza e cominci ad avere tosse? Fai questo, ma non fare quello (perché non serve o può addirittura essere controproducente). Cominci ad avvertire un affaticamento respiratorio? È il caso che ti procuri un saturimetro e verifichi l’ossigenazione del sangue: se fosse sotto ad un certo livello sarebbe il caso di andare in Pronto Soccorso. E così via, in modo schematico e facilmente intellegibile". Il pensiero di Nicola Bedin non è solo indirizzato ai potenziali pazienti ma anche ai medici "che non si sono trovati nelle condizioni di poter conoscere direttamente il virus e la malattia ad esso associata. Questi medici possono rappresentare una task force aggiuntiva per fornire consulti telefonici o video-telefonici in relazione ad una certa fase dell’evoluzione della patologia, secondo le linee guida stesse". Il Presidente di Snam e fondatore di Lifenet Healthcare si dice convinto del fatto che "non mancherebbero i volontari pronti a prestarsi a questo ruolo nonché gli enti che potrebbero favorirne l’organizzazione in tempi rapidi".

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Cortina 2021, Alessandro Benetton al Rotary di Treviso: “Vogliamo essere un esempio”

Secondo Alessandro Benetton, i Mondiali di Sci che si terranno a Cortina nel 2021 hanno tutte le carte in regola per rilanciare la Regina delle Dolomiti.

Alessandro Benetton

Covid-19 e Mondiali di Sci: il commento di Alessandro Benetton

Martedì 13 ottobre, presso il ristorante "Al Migò" di Treviso, si è tenuto un incontro intitolato "I campionati mondiali di sci a Cortina". Promosso da Rotary Treviso, l’evento ha visto la partecipazione di Alessandro Benetton, intervenuto come relatore principale. Il Presidente di Fondazione Cortina 2021 ha inizialmente parlato delle difficoltà sorte a causa della pandemia da Covid-19, che in questi giorni registra dati allarmanti in tutto il mondo: "Stimiamo di dover ospitare metà pubblico, ma potremmo fare i conti pure con le ‘porte chiuse’. Siamo pronti a tutto, solo a ridosso dell’evento sapremo come muoverci". Lo scorso luglio la Federazione Internazionale di Sci ha confermato la programmazione dell’evento sportivo, previsto dall’8 al 21 febbraio, sebbene la Fondazione avesse fatto richiesta ufficiale di rinvio proprio a causa dell’emergenza sanitaria in corso. "Con il governo – ha dichiarato Alessandro Benettonstiamo predisponendo un evento che faccia da lancio. Lo stesso Esecutivo ci ha garantito risorse aggiuntive per far fronte a limitazioni e necessità imposte dall’era Covid".

Alessandro Benetton: l’importanza della "legacy" per il territorio

"Stiamo preparando una cerimonia d’apertura televisivamente molto accattivante": secondo Alessandro Benetton, viste le misure restrittive in atto, la diffusione dei Mondiali dovrà avvenire soprattutto grazie ai media e in particolare alla televisione. "Il ruolo della tivù, in questo momento, diventa fondamentale. I Mondiali saranno anzitutto un grande spettacolo televisivo. Con la premessa di poter raggiungere una platea di almeno 500 milioni di telespettatori. Con la mente che giocoforza andrà già alle Olimpiadi 2026". Gli effetti positivi dell’evento sportivo sul territorio saranno fondamentali per il rilancio di Cortina nel post pandemia: "I Mondiali potranno generare un movimento di centinaia di milioni di euro, un indotto straordinario". Tuttavia, la città veneta è stata già protagonista di diversi importanti interventi che hanno portato alla creazione di palestre, piscine e piste di allenamento: "Ci sono i 25 alberghi oggetto di restauro dopo 30 anni. Vogliamo essere un esempio. Perché il grande evento può fare la differenza. I Mondiali di Sci rilanceranno Cortina come l’Expo lo ha fatto per Milano". Il fondatore di 21 Invest mette in risalto anche l’importanza del capitale umano: "Il vero lascito sarà la squadra che ha lavorato negli ultimi anni. Una straordinaria iniezione di energie. Quello che ho ribattezzato effetto palla di neve", ha concluso Alessandro Benetton.

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Russia: Perché Navalny è un problema per il Cremlino

Russia: Perché Navalny è un problema per il Cremlino

MOSCA (AP) – Il ritorno in Russia dalla Germania del leader dell’opposizione Alexei Navalny è stato segnato dal caos e dall’indignazione popolare, e si è concluso, quasi prevedibilmente, con il suo arresto.
Il volo del 17 gennaio da Berlino, dove Navalny ha trascorso quasi cinque mesi a riprendersi da un avvelenamento da agenti nervini, ha trasportato lui e sua moglie, insieme a un gruppo di giornalisti che documentavano il viaggio. Ma l’aereo è stato dirottato dal suo aeroporto previsto a Mosca a un altro nella capitale in quello che è stato visto come un apparente tentativo di sventare il benvenuto dalla folla che lo attendeva.

Alexei Navalny arrestato appena sceso dall'aereoAlexei Navalny è circondato da giornalisti all’interno dell’aereo prima del suo volo per Mosca all’aeroporto di Berlino Brandeburgo (BER) a Schoenefeld, vicino a Berlino, Germania. Il ritorno di Navalny dalla Germania dopo aver trascorso cinque mesi a Berlino per riprendersi da un avvelenamento da agenti nervini è stato segnato dal caos e dall’indignazione popolare, e si è concluso, quasi prevedibilmente con il suo arresto. Il volo del 17 gennaio ha trasportato lui e sua moglie, insieme a un gruppo di giornalisti che documentavano il viaggio.

22 gennaio 2021 – Le autorità lo hanno anche preso immediatamente in custodia, suscitando indignazione in patria e all’estero. Alcuni paesi occidentali hanno minacciato sanzioni e la sua squadra ha chiesto manifestazioni a livello nazionale sabato. Navalny aveva preparato la sua sorpresa per il suo ritorno: un video denunciava che un sontuoso “palazzo” era stato costruito per il presidente Vladimir Putin sul Mar Nero attraverso un elaborato schema di corruzione. Il suo team lo ha pubblicato su YouTube martedì e in 48 ore ha ottenuto oltre 42 milioni di visualizzazioni.

Navalny rischia anni di carcere per una precedente condanna che sostiene fosse politicamente motivata, mentre i commentatori politici affermano che non ci sono buone opzioni per il Cremlino. L’AP osserva il suo lungo scontro con le autorità:

CHI È ALEXEI NAVALNY?
Navalny, 44 anni, è un attivista anti-corruzione e il più feroce critico del Cremlino. È sopravvissuto a molte figure dell’opposizione e non si lascia scoraggiare dai tentativi incessanti di fermare il suo lavoro.

Ha pubblicato decine di rapporti schiaccianti che denunciano la corruzione nella Russia di Putin. È stato una figura galvanizzante nelle proteste di massa, comprese le manifestazioni senza precedenti del 2011-12 innescate da notizie di brogli diffusi in un’elezione parlamentare.

Navalny è stato condannato due volte con accuse penali: appropriazione indebita e successivamente frode. Ha ricevuto condanne sospese di cinque anni e 3 anni e mezzo.
Ha denunciato le condanne come motivate politicamente e la Corte europea dei diritti dell’uomo ha contestato entrambe le condanne.

Navalny ha cercato di sfidare Putin nelle elezioni del 2018, ma una delle sue convinzioni gli è stato impedito di candidarsi. Tuttavia, attirava folle di sostenitori quasi ovunque andasse nel paese. Frequentemente arrestato, ha scontato più periodi in carcere per accuse relative a proteste principali. Nel 2017, un aggressore gli ha lanciato un liquido antisettico verde in faccia, danneggiandogli la vista. È stato anche ricoverato in ospedale nel 2019 dopo un sospetto avvelenamento mentre era in prigione.

Niente di tutto questo lo ha fermato. Nell’agosto 2020 si è ammalato durante un volo interno in Siberia e il pilota è atterrato rapidamente a Omsk, dove è stato ricoverato in ospedale.
I suoi sostenitori sono riusciti a farlo volare a Berlino, dove è rimasto in coma per oltre due settimane e gli è stato diagnosticato un avvelenamento da un agente nervino dell’era sovietica – un’accusa che il Cremlino ha negato.

Dopo essersi ripreso, Navalny ha rilasciato una registrazione di una telefonata che ha detto di aver fatto a un uomo che sospettava fosse un membro del Servizio di sicurezza federale russo, o FSB, che lo avrebbe avvelenato. L’FSB ha liquidato la registrazione come un falso, ma ha comunque scioccato molti in patria e all’estero.

Navalny ha promesso di tornare in Russia e continuare il suo lavoro, mentre le autorità lo hanno minacciato di arresto. PERCHÉ NAVALNY È RITORNO? Navalny ha detto di non aver lasciato la Russia per scelta, ma piuttosto “è finito in Germania in un reparto di terapia intensiva”. Ha detto di non aver mai considerato la possibilità di restare all’estero.

“Non mi sembra giusto che Alexei Navalny chieda una rivoluzione da Berlino”, ha spiegato in un’intervista a ottobre, riferendosi a se stesso in terza persona. “Se sto facendo qualcosa, voglio condividere i rischi con le persone che lavorano nel mio ufficio.”

Gli analisti affermano che sarebbe stato impossibile per Navalny rimanere rilevante come leader dell’opposizione al di fuori della Russia. “Restare all’estero, diventare un emigrato politico, significherebbe la morte di un politico pubblico”, ha detto Masha Lipman, analista politico indipendente.

Nikolai Petrov, ricercatore senior del Programma Russia ed Eurasia di Chatham House, ha fatto eco al suo sentimento, dicendo: “Persone attive e brillanti che potrebbero avviare alcune azioni reali e partecipare alle elezioni … mentre nel paese, una volta all’estero, finiscono per tagliati fuori dal vero legame con le persone “.

PERCHÉ NAVALNY STA ORA DI FRONTE ALLA PRIGIONE? La sua condanna sospesa dalla condanna del 2014 prevedeva un periodo di prova che doveva scadere nel dicembre 2020. Le autorità hanno detto che Navalny era soggetto a regolari controlli di persona con le forze dell’ordine.

Durante gli ultimi giorni del periodo di prova di Navalny, il servizio carcerario russo lo ha inserito in una lista di ricercati, accusandolo di non presentarsi per questi controlli, anche quando era in convalescenza in Germania. I funzionari hanno presentato una petizione alla corte per fargli scontare l’intera pena di 3 anni e mezzo. Dopo il suo ritorno, Navalny è stato messo in custodia per 30 giorni, con un’udienza per rivedere la sua condanna prevista per il 2 febbraio.

All’inizio di questo mese, il comitato investigativo russo ha aperto un’altra indagine penale contro di lui per accuse di frode, sostenendo che si fosse appropriato di donazioni alla sua Fondazione per la lotta alla corruzione. Se condannato, potrebbe rischiare fino a 10 anni di carcere.

NAVALNY MINACCIA IL KREMLIN? Putin non chiama mai Navalny per nome ei media statali lo descrivono come un blogger senza importanza. Ma è riuscito a diffondere la sua portata ben al di fuori di Mosca attraverso i suoi account YouTube molto popolari, incluso quello di questa settimana che conteneva le accuse sulla massiccia tenuta del Mar Nero.

La sua infrastruttura di uffici regionali istituiti a livello nazionale nel 2017 lo ha aiutato a sfidare il governo mobilitando gli elettori. Nel 2018, Navalny ha lanciato un progetto chiamato Smart Voting, progettato per promuovere i candidati che hanno maggiori probabilità di sconfiggere quelli del partito dominante Russia Unita del Cremlino.

Nel 2019, il progetto ha aiutato i candidati dell’opposizione a vincere 20 dei 45 seggi nel consiglio comunale di Mosca e le elezioni regionali dello scorso anno hanno visto Russia Unita perdere la maggioranza nelle legislature in tre città. Navalny ha promesso di utilizzare la strategia durante le elezioni parlamentari di quest’anno, che determineranno chi controlla la Duma di Stato nel 2024. È allora che scade l’attuale mandato di Putin e ci si aspetta che lui cerchi la rielezione, grazie alle riforme costituzionali dell’anno scorso.

Gli analisti ritengono che Navalny sia in grado di influenzare questo voto chiave, motivo sufficiente per volerlo fuori dal quadro. COSA SUCCEDE DOPO? Gli analisti affermano che il ritorno di Navalny è stato un duro colpo per l’immagine di Putin e ha lasciato il Cremlino con un dilemma.

Putin ha lavorato principalmente dalla sua residenza durante l’epidemia di coronavirus e la percezione diffusa che sia rimasto lontano dal pubblico non è paragonabile all’audace ritorno di Navalny nel paese in cui è stato avvelenato e ha subito l’arresto, ha detto Petrov di Chatham House.

“Non importa se le persone sostengono Navalny o no; vedono queste due immagini e Putin perde ”, ha detto. I commentatori dicono che non c’è una buona scelta per il Cremlino: imprigionare Navalny per lungo tempo lo renderà un martire e potrebbe portare a proteste di massa, mentre lasciarlo andare minaccia le elezioni parlamentari.

Finora, la repressione ha solo aiutato Navalny, “e ora, anche i lealisti pensanti sono, se non dalla sua parte, di certo non dalla parte degli avvelenatori e dei persecutori”, ha scritto Alexander Baunov del Carnegie Center di Mosca in un recente articolo.

Tutti gli occhi sono puntati su ciò che accade alle proteste programmate di sabato, ha detto Petrov. Nel 2013, Navalny è stato rapidamente rilasciato dalla prigione dopo una condanna a cinque anni per appropriazione indebita dopo che una grande folla si era radunata vicino al Cremlino.

Da allora il governo di Putin è diventato molto più duro sul dissenso, quindi è improbabile che le proteste di massa spingano il rilascio immediato di Navalny, ha detto Petrov. Ma il Cremlino teme ancora che una mossa dura possa destabilizzare la situazione e l’entità delle manifestazioni potrebbe indicare come reagirebbe il pubblico se Navalny fosse imprigionato per molto tempo.

Il giornalista dell’Associated Press Kostya Manenkov ha contribuito.

FONTE: mail.com
FOTO:  APN Associated Press

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Attualità e News Salute e medicina

Ministero Salute, vantaggi delle prescrizioni dematerializzate nell’ultimo anno

Farmacie - la ricetta elettonica fa risparmiare tempo e protegge l'ambiente

Ministero Salute, vantaggi delle prescrizioni dematerializzate nell’ultimo anno

Roma, 22 gennaio – Il decreto del 30 dicembre 2020 del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 gennaio scorso,
https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2021-01-15&atto.codiceRedazionale=21A00160&elenco30giorni=true
ha fornito al ministero della Salute il pretesto per ripercorrere, in una nota pubblicata sul suo sito istituzionale,   http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=5281
il percorso di potenziamento del processo di dematerializzazione delle prescrizioni di farmaci.

A dare particolare impulso alla dematerializzazione delle ricette mediche è stata la situazione di emergenza determinata dalla pandemia. Per assicurare la disponibilità di farmaci ai soggetti più fragili e, in generale, ridurre l’afflusso di pazienti negli studi medici, al fine di non esporre a situazioni di potenziale rischio sia i professionisti che i pazienti, sono state infatti messe in atto diverse misure per la dematerializzazione delle prescrizioni e del promemoria cartaceo.

L’Ordinanza del Capo della Protezione civile del 19 marzo 2020   https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=73722

ha introdotto modalità alternative al promemoria cartaceo per limitare gli accessi presso gli studi dei medici del Ssn; il decreto interministeriale del 25 marzo 2020
https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=73790
ha previsto l’estensione della ricetta dematerializzata ai farmaci con piano terapeutico Aifa, ai medicinali distribuiti per conto del Servizio sanitario nazionale e ha esteso le modalità elettroniche alternative al promemoria cartaceo oltre la fase emergenziale.  Il già ricordato decreto del 30 dicembre scorso estende la dematerializzazione delle ricette mediche alla prescrizione di farmaci non a carico del Ssn e prevede modalità di rilascio del promemoria della ricetta elettronica attraverso ulteriori canali, sia a regime che nel corso della fase emergenziale da Covid-19.

Sul decreto del 30 dicembre è opportunamente intervenuta la Fofi, realizzando una sorta di “baedeker” delle modalità operative previste dal provvedimento per l’erogazione delle ricetta e per il rilascio del promemoria da parte del medico prescrittore,  sia in regime ordinario sia nella fase emergenziale dovuta alla pandemia,  aperto da una fondamentale precisando in via preliminare che la ricetta dematerializzata bianca si affianca a quella cartacea, senza però “mandarla in pensione”. I medici potranno pertanto continuare a effettuare prescrizioni anche con la ricetta cartacea.

 

Il “baedeker” della Fofi sulla gestione della ricetta dematerializzata bianca

REGIME ORDINARIO

Generazione ricetta e Nrbe
Il medico prescrittore procede alla generazione in formato elettronico delle prescrizioni di farmaci non a carico del Ssn, secondo le medesime modalità previste per le ricette Ssn (dm 2 novembre 2011), riportando almeno i dati relativi al codice fiscale del paziente, la prestazione e la data della prescrizione, nonché le informazioni necessarie per la verifica della ripetibilità e non ripetibilità dell’erogazione dei farmaci prescritti.
La ricetta è individuata univocamente dal Numero di ricetta bianca elettronico (Nrbe, assegnato dal SAC in fase di compilazione della ricetta da parte del medico prescrittore, secondo le medesime modalità di cui al decreto 2 novembre 2011, eventualmente anche tramite SAR.
Il medico rilascia all’assistito il promemoria cartaceo, secondo il modello pubblicato sul portale del SAC (www.sistemats.it).
Su richiesta dell’assistito, tale promemoria può essere trasmesso tramite i canali alternativi di cui all’art. 3-bis del decreto 2 novembre 2011. In merito, si rammenta che il promemoria può essere reso disponibile per il paziente:a) nel portale del SAC www.sistemats.it anche tramite SAR; b) nel Fse dell’assistito, solo a fronte del rilascio del consenso all’alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico; c) tramite posta elettronica; d) tramite sms.
A tal proposito, si precisa che il cittadino non potrà inviare, tramite posta elettronica o sms il suddetto promemoria alla farmacia, in quanto il decreto, all’art. 3, stabilisce espressamente le modalità di utilizzo del promemoria da parte del cittadino stesso (vedi paragrafo successivo).
La farmacia invia i dati della prestazione erogata con le medesime modalità di cui al decreto 2 novembre 2011. Il SAC, anche tramite SAR, verifica le condizioni di ripetibilità della vendita del farmaco, sulla base di quanto previsto dal medico, nonché della normativa di riferimento.

Promemoria della ricetta elettronica. Modalità a regime della disponibilità attraverso altri canali

L’assistito può accedere al SAC, anche tramite SAR, con Spid o CNS, ad una apposita area del portale www.sistemats.it, al fine di: a) consultare e scaricare le proprie ricette elettroniche generate dai medici prescrittori e i relativi promemoria dematerializzati; b) selezionare la farmacia di propria fiducia alla quale inviare il promemoria per il successivo ritiro dei farmaci prescritti.
Qualora non fosse dotato di Spid o Cns, il cittadino può accedere ad un’area libera del portale del Sistema Ts inserendo il Nre, il suo codice fiscale e la data di scadenza della tessera sanitaria. In tale contesto, il cittadino potrà accedere alla sola ricetta inserita e svolgere le stesse attività di cui alle lettere a) e b).
Il SAC, anche tramite SAR, a fronte della richiesta da parte del cittadino, invia una notifica alla farmacia prescelta dall’assistito.
Nel caso in cui i farmaci siano disponibili ed erogabili, la farmacia accetta la richiesta dell’assistito e provvede alla «presa in carico» e alla successiva erogazione dei farmaci.
Il SAC provvede a darne immediata notifica all’assistito che provvede al ritiro presso la farmacia.
Ad avviso della Fofi, tale disposizione – così come tutte quelle inserite nel sopraindicato articolo 3 – pur richiamando solo l’acronimo Nre, relativo alle ricette Ssn, debba considerarsi riferita sia alle prescrizioni di medicinali a carico del Ssn sia a quelle di medicinali con oneri a carico del privato. Diversamente, infatti, si genererebbe un vulnus normativo, in quanto mancherebbe la disciplina dell’invio del promemoria dematerializzato delle ricette bianche da parte del cittadino alla farmacia. La Federazione ha, pertanto, chiesto conferma al ministero della Salute di tale interpretazione eavrà cura di fornire indicazioni non appena perverranno dal Dicastero.Divieto di utilizzo di applicativi o canali non previsti per la trasmissione del promemoria
Si ribadisce, pertanto, che le uniche modalità previste per l’utilizzo del promemoria da parte del cittadino sono quelle sopra elencate e, pertanto, quest’ultimo potrà utilizzare il promemoria esclusivamente recandosi di persona in farmacia ovvero attraverso il sistema SAC, anche tramite SAR. In regime ordinario, non è ammessa la trasmissione del promemoria dal cittadino alla farmacia tramite sms o posta elettronica ovvero attraverso il ricorso ad ulteriori applicazioni informatiche.FASE EMERGENZIALE PANDEMICAPromemoria della ricetta elettronica. Modalità di utilizzo presso le farmacie nella fase emergenziale
Fino al perdurare dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 (al momento fissata al 30 aprile 2021), l’assistito che ha ricevuto la ricetta elettronica farmaceutica da parte del medico prescrittore con le modalità di cui all’art. 1 dell’ordinanza PC n. 651/2020 (messaggio di posta elettronica – SMS o altra applicazione di messaggistica – comunicazione telefonica – cfr circolare federale n. 12066 del 20.3.2020) può inoltrare gli estremi della ricetta alla farmacia prescelta.
A tal fine, oltre alle modalità sopra indicate, l’assistito individua la farmacia e le comunica i dati della ricetta elettronica unitamente al codice fiscale riportato sulla tessera sanitaria dell’assistito a cui la ricetta stessa è intestata, secondo le seguenti modalità:
a) via posta elettronica, inviando in allegato il promemoria, ricevuto dal medico tramite e-mail oppure estratto dal proprio fascicolo sanitario elettronico, ovvero, inviando il numero di ricetta elettronica unitamente al codice fiscale riportato sulla tessera sanitaria dell’assistito a cui la ricetta stessa è intestata;
b) via sms o con applicazione per telefonia mobile che consente lo scambio di messaggi e immagini, inoltrando il messaggio ricevuto dal medico di cui all’art. 1, comma 1, lettera b) dell’ordinanza PC n. 651/2020;
c) laddove abbia ricevuto telefonicamente dal medico il numero di ricetta elettronica, lo comunica alla farmacia con il codice fiscale a cui è intestata la ricetta elettronica.
Pertanto, l’invio del promemoria dal cittadino alla farmacia secondo tali canali alternativi è consentita esclusivamente fino al perdurare dello stato di emergenza sanitaria e non in regime ordinario.
Restano ferme le iniziative per le persone più fragili tramite i servizi telefonici:
a) del ministero della Salute;
b) di ciascuna Regione e Provincia autonoma, eventualmente attivate.
Nei casi sopra considerati, la farmacia individuata per l’erogazione del farmaco, imposta la corrispondente ricetta elettronica nello stato di «presa in carico» nel SAC, anche tramite SAR, e provvede alla erogazione dei farmaci dandone informativa all’assistito per il ritiro presso la farmacia.
Sempre nel periodo emergenziale, laddove possibile, la farmacia provvede a recapitare i farmaci all’indirizzo indicato dall’assistito in fase di richiesta telematica di erogazione farmaci.
Deleghe alla trasmissione delle ricette
Con riferimento alla tematica della delega del paziente al medico per l’invio del promemoria direttamente alla farmacia dallo stesso prescelta, si precisa che, a seguito delle osservazioni formulate dalla Federazione degli Ordini, è stata soppressa la disposizione – inizialmente inserita nella prima versione del decreto – che consentiva tale prassi.
Non è, pertanto, ammessa la suddetta delega al medico da parte del paziente.Adempimento obblighi relativi alla dispensazione
Come è noto, l’art. 89, comma 3, del D.Lgs. 219/2006 stabilisce che le ricette mediche non ripetibili “devono essere ritirate dal farmacista, che è tenuto a conservarle per sei mesi”.
In considerazione della dematerializzazione di tali prescrizioni e per un completo processo di gestione elettronica delle ricette, la scrivente ritiene che il suddetto obbligo possa considerarsi correttamente adempiuto mediante la conservazione elettronica della ricetta bianca DEM chiusa sul SAC, senza la necessità che il farmacista proceda alla stampa del promemoria cartaceo ai fini della conservazione.
Anche a tal proposito, si segnala che è stata richiesta al ministero della Salute la conferma del suddetto orientamento interpretativo e la Federazione provvederà a fornire aggiornamenti in merito non appena possibile.FONTE: rifday.it
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IL TAKE AWAY E IL DELIVERY DEL TUTTO ARTIGIANALE DELL’OSTERIA DELLA STAZIONE L’ORIGINALE A MILANO

4 chiacchiere tra Borghi d’Europa e Gunnar Cautero, nume tutelare dell’ottima Osteria specializzata in cucina friulana autentica



Milano, 14 Gennaio 2021- Siamo ad inizio 2021 e, nonostante la seconda ondata della pandemia Covid-19, Borghi d’Europa continua a lavorare alacremente per promuovere le tante eccellenze enogastronomiche e culturali del Belpaese.

La Redazione milanese di Borghi d’Europa si è recata alla nota e ottima Osteria della Stazione l’Originale, specializzata in cucina friulana autentica, per fare quattro chiacchiere con Gunnar Cautero, nume tutelare del locale di Via Popoli Uniti .

L’incontro è stato molto utile sia per capire il momento attuale della ristorazione meneghina e nazionale, che sapere se è possibile bypassare o addirittura superare la crisi generata dalla pandemia.

Per Gunnar Cautero, l’intero comparto della ristorazione avrebbe dovuto usare questo periodo nero per riassettarsi e fare delle attente riflessioni, specialmente quei locali tipici (proprio come l’Osteria della Stazione) con gestione unica senza soci o catene in franchising/multiproprietà, soprattutto in tema di sprechi alimentari, che sono peggiori della crisi stessa.

Infatti, secondo un’italian style decisamente pessimo, solo pochi ristoratori hanno fatto effettivamente tali riflessioni, gettandosi così nello sconforto, in balia di una crisi nera.

Una mossa strategicamente giusta per poter continuare a lavorare e a proporre piatti di livello alla clientela, anche nelle fasce arancione e rossa,è stata quella di attuare il take away e il delivery a domicilio.

Gunnar Cautero propone il servizio di take away e delivery nel suo locale tipico, ma in veste molto artigianale: infatti ha dovuto allargare il menù, adattandolo al servizio consegna (la parte delivery la fa lui di persona senza l’ausilio delle famose app),in modo che il cliente si ritrovi a casa pietanze succulente così come al tavolo e, se consegnate durante il pomeriggio per la sera, con la possibilità di poter riscaldare il piatto scelto, senza perdere nulla in termini di qualità.

La Clientela, vecchia e nuova, smaniosa di poter gustare diverse prelibatezze, apprezza particolarmente il Frico totalmente friulano, che ha esordito per l’asporto il 13 Dicembre 2020, l’Arista di Mangaliza (tipologia di maiale ungherese allevata a Cividale del Friuli da cui si ricavano salumi strepitosi) e gli Cjarsons al Greiser Zahre (formaggio di malga alle erbe di Sauris) con salsa al topinambur e dragoncello.

Di certo non dev’essere stato facile per lo Staff dell’Osteria della Stazione riorganizzare completamente il lavoro, focalizzandosi sull’asporto di qualità, va fatto pertanto un plauso per la reazione avuta in un momento buio e triste per tutto il settore, con la speranza che il 2021 abbia veramente una svolta positiva!
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Lombardia: 60 milioni di euro investiti da Terna per il nuovo elettrodotto a 380 kV “Cassano – Chiari”

Ottenuta l’autorizzazione dal Ministero dello Sviluppo Economico per il nuovo elettrodotto a 380 kV "Cassano – Chiari", Terna investirà 60 milioni di euro per la riqualificazione. Cantieri aperti nel 2022.

Elettrodotto in Lombardia: un investimento da 60 milioni di euro per Terna

Il piano industriale lo aveva preannunciato: investimenti per mezzo miliardo di euro nei prossimi 5 anni destinati alla sola Lombardia. 60 milioni di questa cifra preventivata da Terna saranno per la realizzazione della nuova linea elettrica a 380 kV "Cassano – Chiari", tra le province di Milano, Bergamo e Brescia. L’autorizzazione è arrivata dal Ministero dello Sviluppo Economico: il progetto consentirà di incrementare l’efficienza e la stabilità della rete elettrica lombarda e dell’intero Nord Italia. La società guidata dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Donnarumma si occuperà della progettazione esecutiva dell’intervento, che ha ottenuto il via libera finale grazie anche alla valutazione positiva di impatto ambientale (decreto di VIA) da parte del Ministero dell’Ambiente, alla conferma della conferenza dei servizi e all’intesa raggiunta con la Regione Lombardia. L’attività svolta da Terna in questo periodo sarà propedeutica all’apertura dei cantieri prevista per il 2022.

L’investimento di Terna: le province e i Comuni interessati

L’intervento di Terna, che prevede la riqualificazione a 380 kV dell’esistente elettrodotto a 220 kV, della lunghezza di circa 35 km, interesserà un’area che va da Cassano d’Adda (provincia di Milano) a Chiari (provincia di Brescia). Realizzata in sinergia con il collegamento autostradale tra Brescia, Bergamo e Milano (BRE-BE-MI), l’opera percorrerà per circa il 60% il tracciato esistente toccando i Comuni di Cassano d’Adda (MI), Casirate d’Adda (BG), Treviglio (BG), Calvenzano (BG), Caravaggio (BG), Fornovo San Giovanni (BG), Bariano (BG), Romano di Lombardia (BG), Covo (BG), Antegnate (BG), Calcio (BG), Urago d’Oglio (BS), Rudiano (BS) e Chiari (BS). In occasione dei "Terna Incontra", momenti aperti alla cittadinanza organizzati nei Comuni di Treviglio, Chiari e Casirate D’Adda, la società guidata dall’AD e DG Stefano Donnarumma ha perseguito una politica di massima trasparenza attraverso un percorso di ascolto e condivisione del progetto con il territorio.

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Torino, CDP inaugura la nuova sede territoriale: l’intervento dell’AD e DG Fabrizio Palermo

"Ripartiamo da qui per supportare ancora di più le imprese, la PA le infrastrutture e il settore immobiliare": l’AD e DG di Cassa Depositi e Prestiti Fabrizio Palermo a Torino per inaugurare la nuova sede territoriale del Gruppo.

Fabrizio Palermo, AD Cdp

Nuova sede a Torino per Cassa Depositi e Prestiti: la soddisfazione dell’AD e DG Fabrizio Palermo

L’apertura di una nuova sede territoriale a Torino per Cassa Depositi e Prestiti ha "un significato particolare". È "la citta dove nasciamo 170 anni fa e in cui abbiamo lavorato molto", ha sottolineato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Fabrizio Palermo, intervistato da "Affari Italiani" nel giorno dell’inaugurazione lo scorso 10 settembre: i nuovi uffici daranno supporto a oltre 12.600 imprese e a oltre 1.300 enti pubblici presenti nelle regioni Piemonte e Valle d’Aosta, oltre a valorizzare le sinergie con i partner bancari e le istituzioni locali. Un’iniziativa che riconferma l’attenzione del Gruppo CDP al territorio, ben evidente anche nei progetti avviati in precedenza tra cui "la firma del Piano Città per Torino un anno fa e di altri importanti accordi conclusi con le Istituzioni territoriali negli ultimi mesi, come quello per la realizzazione della linea 2 della metropolitana". Parlando del "rapporto storico che unisce CDP ai territori", l’AD e DG Fabrizio Palermo ha sottolineato come l’intenzione del Gruppo sia di proseguire in questa direzione rafforzando e innovando ulteriormente il proprio impegno "grazie a un modello di cooperazione con le pubbliche amministrazioni e le imprese, per rispondere alle esigenze del territorio in una fase caratterizzata da nuove sfide per l’Italia, come la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale e sociale". In quest’ottica, anche a fronte dell’emergenza Coronavirus, CDP si è da subito attivata "con nuove misure straordinarie per sostenere le imprese e le pubbliche amministrazioni". E oggi "siamo pronti a lanciare nuove iniziative a supporto dell’economia locale e del tessuto imprenditoriale, grazie ad esempio al Patrimonio Rilancio e alle risorse che arriveranno dal Recovery Fund".

Fabrizio Palermo, AD e DG di CDP: nell’arco di un anno apriremo altri dieci punti territoriali

"Questa ulteriore apertura dimostra quanto vogliamo essere vicini al territorio sostenendone e promuovendone lo sviluppo a livello locale. Stiamo andando avanti sul piano delle nuove aperture. Nell’arco di un anno apriremo altri dieci punti territoriali, completando il piano con una presenza costante e stabile", ha annunciato l’AD e DG di Cassa Depositi e Prestiti Fabrizio Palermo ad "Affari Italiani" evidenziando inoltre come il Gruppo punti molto sul digitale "che potrebbe essere alla base del nuovo protocollo che andremo a lanciare". Nuovi uffici che, nell’ottica di CDP, non saranno sedi di rappresentanza ma veri e propri punti di riferimento operativi: all’interno di quelli di Torino sono dodici le risorse del Gruppo che si occuperanno di rispondere alle necessità di imprese e PA. "Siamo felici dei risultati di Torino e speriamo siano di buon auspicio, siamo pronti a firmare qui nuovi protocolli, questo è un segno di come CDP voglia essere vicino alle persone", ha aggiunto Fabrizio Palermo, intervenuto all’inaugurazione lo scorso 10 settembre insieme al Presidente Giovanni Gorno Tempini, alla Sindaca Chiara Appendino e al Governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio. "Siamo orgogliosi di dare avvio a questa nuova fase ripartendo dalla nuova sede di Torino, proprio qui dove Cassa Depositi e Prestiti è nata 170 anni fa, confermando ancora una volta il nostro ruolo di investitore paziente che punta sullo sviluppo e sul futuro del Paese", ha sottolineato infine l’AD e DG del Gruppo.

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Appennino FARM a Bologna

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  • 22 Gennaio 2021

Appennino FARM è importante una azienda della provincia di Bologna, impegnata nella produzione di cannabis light in base a quanto previsto della Legge 242 del 2016. Tale normativa infatti, ha previsto la libera produzione della canapa ma con una precisa limitazione: che questa contenga una quantità di Thc (il tetraidrocannabinolo) che non superi lo 0,2%, sebbene c’è una tolleranza che raggiunge lo 0,6%.

L’azienda Appennino FARM è continuamente impegna dunque per migliorare le tecniche di produzione e garantire degli standard di qualità sempre elevati ai propri clienti per tutti i prodotti presenti all’interno del proprio shop.

La produzione è ovviamente biologica, e questo significa che non vengono impiegati in alcun modo fertilizzanti o pesticidi di sintesi chimica, e ciò ha un notevole influsso sulla qualità del prodotto, che sarà ovviamente di assoluto livello grazie alla grande cura e meticolosità che viene quotidianamente impiegata.

I prodotti che la Appennino Farm propone sono inoltre facilmente accessibili a tutti in virtù della politica di prezzi bassi adottata, e grazie alla quale tutti possono facilmente acquistare questi prodotti e riceverli a casa rapidamente e con i costi di spedizione già inclusi nel prezzo. Sullo shop ufficiale è possibile trovare infiorescenze, semi femminizzati cannabis light e piante, di vario tipo e prezzo.

Acquistare prodotti sul sito dell’azienda Appennino Farm (https://cannabislight.guru) è davvero semplice e bastano pochi click: dopo aver aggiunto al carrello la merce prescelta, è sufficiente procedere al pagamento con il metodo preferito per ricevere la merce direttamente a casa entro un paio di giorni lavorativi.

Si tratta dunque di prodotti di alta qualità, sicuri e certificati, prodotti nel rispetto della normativa vigente e che per questo non possono essere considerati degli stupefacenti, proprio perché la quantità di Thc non supera lo 0,2% così come previsto dalla legge.

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Rilancio del Made in Italy, Pierfrancesco Latini: “SACE pronta a fare la sua parte”

L’Amministratore Delegato di SACE Pierfrancesco Latini tra i relatori di Roadshow Patto per l’Export, una serie di appuntamenti dedicati alla presentazione dell’accordo promosso dal Governo.

Pierfrancesco Latini

Pierfrancesco Latini: "Export come fattore di resilienza"

Dal 31 agosto al 18 settembre, nelle regioni italiane, si è tenuto il RoadShow Patto per l’Export 2020, una serie di appuntamenti promossi dal Ministero degli Affari Esteri, dall’Agenzia ICE e da SACE e SIMEST. Durante l’appuntamento del 9 settembre, dedicato a Toscana e Lazio, è intervenuto Pierfrancesco Latini, Amministratore Delegato di SACE. La società, attiva nell’export credit, è tra i protagonisti dell’accordo siglato dalla Farnesina con enti locali, regioni e amministrazioni per il rilancio del Made in Italy nel mondo, duramente colpito dall’emergenza sanitaria in atto. "Stiamo vivendo un contesto di avversità, in cui alle incertezze ereditate dal 2019 si sono aggiunte le conseguenze della pandemia Covid-19 con impatti inevitabili per l’export a livello nazionale ma anche a livello regionale. Nonostante la severità dello shock, in realtà vediamo i presupposti per una ripartenza – ha dichiarato Pierfrancesco Latiniuna ripartenza che inevitabilmente dovrà essere trainata da quel grande fattore di resilienza per la nostra economia che è l’export. Ovviamente SACE, nell’ambito del Patto per l’Export, è pronta a fare la sua parte in questa direzione".

Pierfrancesco Latini: l’impegno di SACE contro il Coronavirus

Gli effetti dell’emergenza Covid-19 si registrano anche nei risultati di SACE ottenuti nel primo semestre 2020: "Pur in un contesto avverso – ha spiegato Pierfrancesco Latinile nostre attività hanno consentito nella prima parte dell’anno di mobilitare risorse a supporto di export e internazionalizzazione per oltre 11 miliardi di euro: il l 37% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a conferma di un ruolo naturalmente anticiclico della ECA". Al 30 giugno, la società ha servito oltre 7.500 imprese, con una particolare preponderanza di Mid cap e PMI. "Un impegno – ha continuato il manager – rafforzato dagli strumenti governativi messi a disposizione negli ultimi mesi: uno di questi è Garanzia Italia, previsto dal Decreto Liquidità, che ci ha visto impegnati proprio per dare risposta alle esigenze di liquidità delle imprese colpite dallo shock Covid-19". Attraverso la garanzia di SACE, il sistema bancario ha erogato oltre 13 miliardi di finanziamenti: "Tutto questo ci ha portato a raggiungere nei soli primi sei mesi dell’anno un volume di oltre 20 miliardi di euro mobilitati a supporto delle imprese", ha concluso Pierfrancesco Latini.

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nel dribbla la crisi da Covid-19: crescono utili ed Ebitda della società guidata da Francesco Starace

Utili ed Ebitda in crescita per Enel: il Gruppo guidato da Francesco Starace dribbla la pandemia e non subisce l’impatto della crisi, come confermato dai conti semestrali.

Francesco Starace

Conti semestrali di Enel: crescono utili ed Ebitda per il Gruppo guidato da Francesco Starace

Nonostante il contesto difficile, i conti semestrali di Enel confermano una certa resistenza all’impatto della crisi da Covid-19. Il Gruppo guidato dall’AD Francesco Starace, infatti, registra una crescita degli utili del +5,6% rispetto allo stesso periodo del 2019, a oltre 2,4 miliardi. Aumenta anche il margine operativo lordo ordinario (EBITDA ordinario), che segna un incremento di 31 milioni di euro rispetto all’analogo periodo del 2019 (+0,4%) e si assesta sugli 8.794 milioni di euro. Questo risultato è da ascrivere alla crescita di generazione termoelettrica e trading, in particolare in Spagna, e alle ottime performance di Enel Green Power. Un pochino in calo, invece, l’Ebit e il risultato netto del semestre, così come i ricavi. Tale variazione è dovuta alle minori vendite di energia elettrica in Spagna e in Italia, principalmente per gli effetti legati alla pandemia. Risultato positivo, infine, anche per gli investimenti: nel primo semestre 2020 ammontano a 4.137 milioni di euro, sostanzialmente in linea con l’analogo periodo del 2019.

Cambi nel management di Enel: il ringraziamento di Francesco Starace a Livio Gallo

Nel corso della presentazione dei conti semestrali, Enel ha anche annunciato alcuni avvicendamenti nel management del Gruppo. Livio Gallo, a capo di Global Infrastructure and Networks, la business line globale per infrastrutture e reti, va in pensione e lascia il suo posto ad Antonio Cammisecra, responsabile della produzione globale e dell’area Africa, Asia e Oceania. Tale ruolo sarà ricoperto invece da Salvatore Bernabei, che a sua volta cede il Global Procurement a Francesca Di Carlo. Sarà Guido Stratta a sostituirla in qualità di Responsabile della funzione di holding People and organization. L’Amministratore Delegato Francesco Starace ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a Livio Gallo “con profondo affetto e stima, anche a nome del Presidente e di tutti i colleghi, per il suo prezioso contributo per la modernizzazione e digitalizzazione delle reti di distribuzione in tutti i Paesi in cui operiamo”. È grazie a lui che “Enel è diventata leader mondiale nello sviluppo e gestione delle infrastrutture e delle reti di distribuzione; un percorso che è partito dall’Italia dove, caso unico a livello globale, abbiamo installato da più di un decennio oltre 32 milioni di contatori digitali di prima generazione, che stiamo sostituendo con quelli di seconda generazione”, ha concluso il manager.

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Eni e SNOC avviano la produzione dal campo di Mahani: il punto dell’AD Claudio Descalzi

Eni, la soddisfazione dell’AD Claudio Descalzi per l’accordo con Snoc in UAE: "Con tecnologia abbiamo dimostrato come aree mature possano rivelare nuove possibilità".

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: tempistiche record dietro l’avvio della produzione dal campo di Mahani

Ennesimo traguardo per Eni: è stato annunciato nei giorni scorsi l’avvio della produzione dal campo di Mahani, situato nella Concessione Area B nell’entroterra dell’Emirato di Sharjah. Frutto della collaborazione con SNOC, compagnia di Stato dell’Emirato di Sharjah, il Gruppo guidato da Claudio Descalzi detiene il 50% di interesse partecipativo nella Concessione denominata Area B dove SNOC è Operatore con il 50%. "L’inizio della produzione è stato raggiunto in meno di due anni dalla firma del contratto petrolifero e in meno di un anno dalla dichiarazione di scoperta grazie alla collaborazione fruttuosa e continua con SNOC", ha sottolineato l’AD Claudio Descalzi parlando delle tempistiche record con cui è stata portata avanti l’operazione. Eni acquisì infatti l’Area B nel gennaio 2019 attraverso una gara competitiva. L’avvio della nuova produzione rappresenta un primo passo verso la piena valutazione della scoperta a gas e condensati di Mahani annunciata lo scorso gennaio: secondo le stime contiene significativi volumi di risorse di gas e condensato associato.

Claudio Descalzi: focus su attività e progetti di Eni nell’Emirato di Sharjah (UAE)

"Questo è un importante risultato di cui entrambi dobbiamo essere orgogliosi, considerando anche le eccezionali difficoltà logistico-operative affrontate durante l’anno in corso a causa della pandemia COVID-19", ha commentato in merito l’AD di Eni Claudio Descalzi spiegando come la nuova produzione dal campo di Mahani, avviata in meno di due anni, sarà inviata tramite una nuova linea multifase all’impianto di trattamento gas di Sajaa di proprietà di SNOC dove verrà processata. Nell’ambito del progetto è prevista inoltre la perforazione di due pozzi aggiuntivi che saranno connessi all’impianto principale in modo da aumentare ulteriormente la produzione del campo. "L’esplorazione in Sharjah era considerata finita alla fine dagli anni ’80", ha aggiunto Claudio Descalzi: "Invece, insieme a SNOC, abbiamo dimostrato che usando tecnologia allo stato dell’arte e competenze di alto livello, anche aree considerate "mature" possono rivelare nuove potenzialità".

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Bullismo: come arginarlo attraverso le buone prassi

Comunicato Stampa

Bullismo: come arginarlo attraverso le buone prassi

 

Il 27 gennaio 2021 la Fondazione AiFOS organizza un webinar gratuito per valorizzare le buone prassi che possono contrastare il fenomeno del bullismo e del cyber bullismo nelle scuole e nelle organizzazioni giovanili.

 

Come ricordato in un documento inviato dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) alla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, con il termine “bullismo” si fa riferimento generalmente alle prepotenze perpetrate da bambini e ragazzi nei confronti dei loro coetanei. Un fenomeno contraddistinto da un’interazione tra coetanei caratterizzata da un comportamento aggressivo, da uno squilibrio di forza/potere nella relazione e da una durata temporale delle azioni “vessatorie”.

 

Il bullismo risulta anche molto diffuso. Una indagine ha messo in rilievo che più del 50% degli intervistati 11-17enni riferisce di essere rimasto vittima di un qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento. Quasi uno su cinque dichiara di aver subìto azioni tipiche di bullismo una o più volte al mese e in circa la metà di questi casi si tratta di una ripetizione degli atti molto frequente: una o più volte a settimana. Inoltre le ragazze presentano una percentuale di vittimizzazione superiore rispetto ai ragazzi.

 

Il nuovo webinar per conoscere le prassi per arginare il bullismo

Proprio partendo dalla constatazione delle gravità del fenomeno e della necessità di nuovi strumenti per affrontarlo, la Fondazione AiFOS – fondata nel 2016 dalla società cooperativa Aifos Service e da AiFOS (Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro) – organizza per il 27 gennaio 2021 il seminario gratuito in modalità webinar “Bullismo: come arginarlo attraverso le buone prassi”.

 

Il seminario ha il fine di aumentare la consapevolezza della gravità del fenomeno, per il cui contrasto la Fondazione AiFOS ha lanciato in passato anche il premio “Bullis-NO!”, e di favorire la conoscenza di strumenti specifici come la prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018. Questa prassi – dal titolo “Prevenzione e contrasto del bullismo – Linee guida per il sistema di gestione per la scuola e le organizzazioni rivolte ad utenti minorenni” – si applica non solo a tutti gli istituti scolastici e formativi, ma anche alle varie attività assimilabili alla scuola (centri di formazione professionale, centri diurni, convitti, centri sportivi-ricreativi, centri giovanili, …).

 

Il seminario si terrà a distanza in modalità webinar, un termine nato dalla fusione dei termini web e seminar e utilizzato per identificare sessioni informative e formative a cui è possibile prender parte attraverso una connessione informatica.

 

I fenomeni del bullismo e del cyberbullismo

Il fenomeno del bullismo è in continua evoluzione. In particolare le nuove tecnologie a disposizione, internet o smartphone, sono divenute oggi potenziali mezzi attraverso cui compiere e subire prepotenze o soprusi. Per questo motivo è ormai necessario, per disporre di un quadro più completo del fenomeno, fare riferimento anche al cyberbullismo che consiste nell’invio di messaggi offensivi, insulti o foto umilianti tramite sms, e-mail, diffuse in chat o sui social network, allo scopo di molestare una persona per un periodo più o meno lungo.

Il cyberbullismo si differenzia spesso dal tradizionale bullismo proprio per la natura indiretta delle prepotenze attuate in rete: non c’è un contatto faccia a faccia tra vittima e aggressore nel momento in cui gli oltraggi vengono compiuti”.

Nel cyberbullismo anche una singola offesa divulgata a molte persone attraverso la rete può arrecare danno alla vittima, potendo raggiungere una platea ampia di persone contemporaneamente ed essere condivisa ipoteticamente in modo illimitato, ampliando notevolmente la gravità e la natura dell’attacco.

 

Ricordiamo che la prassi di riferimento UNI/PdR 42:2018 individua i criteri per prevenire e contrastare il bullismo e definisce le caratteristiche per un sistema di gestione che affronti e prevenga il rischio di comportamenti violenti nei confronti di minori e di condotte dannose alla formazione della loro personalità.

 

Il programma e le informazioni per iscriversi al nuovo webinar

Per migliorare la conoscenza, la prevenzione e la gestione del fenomeno del bullismo, mercoledì 27 gennaio 2021 – dalle ore 16.30 alle ore 18.00 – si terrà il seminario gratuito, in modalità webinar, “Bullismo: come arginarlo attraverso le buone prassi”.

 

Il programma del seminario:

 

Saluti istituzionali

Paolo Carminati, Presidente Fondazione AiFOS

 

Moderatore

Carlo Peruchetti, Comunicazione Esterna AiFOS

 

Interventi

  • Emanuele Montemarano, Project Leader Prassi UNI/Pdr 42.2018, “Presentazione UNI PdR 42:2018”
  • Claudia Strasserra, Chief Reputation Officer – Bureau Veritas, “L’impegno di Bureau Veritas nella prevenzione del Bullismo”
  • Francesco Naviglio, Consigliere Fondazione AiFOS, “La Fondazione AiFOS e il Premio Bullis-No!”
  • Ignacio Vazzoler, Istituto Paritario Sabinianum, “Buona Prassi vincitrice del Premio Bullis-No!”

 

Il link per avere informazioni e iscriversi al webinar:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/bullismo_come_arginarlo_attraverso_le_buone_prassi

 

Per informazioni:

Fondazione AiFOS – Palazzo CSMT – via Branze, 45 – 25123 Brescia – tel. 030.6595037 – https://www.fondazioneaifos.org/[email protected]

 

21 gennaio 2021

 

 

Ufficio Stampa Fondazione AiFOS

[email protected]

www.fondazioneaifos.org

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L’influenza dei portali di consulenza agli acquisti nel commercio online.

Oggi giorno assistiamo ad una vera e propria ascesa del commercio online. A differenza del passato infatti sempre più persone decidono di affidarsi alle nuove realtà digitali per i propri acquisti.

Questa rapida crescita è indubbiamente accentuata da una serie di fattori a favore di questo settore. Tra i più noti sicuramente vi sono i Social. Da diversi anni infatti, grazie all’enorme visibilità ottenuta da alcuni individui su questi portali, molte aziende hanno iniziato stringenti collaborazioni con alcuni di questi per la sponsorizzazione di prodotti selezionati.

In questo modo nasce la figura dell’Influencer. Oggi alcuni di questi sono famosi come le star di Hollywood e riescono con un loro post, ad attirare l’attenzione di milioni di persone.

Ovviamente, non tutto ciò che è promosso sui social, è direttamente collegato ad un portale di acquisti online, ma molti beni e servizi pubblicizzati, sono indubbiamente facilmente reperibili in rete.

Il legame inizia ad essere così stretto, che da pochi anni, alcuni dei social più noti, sono diventati loro stessi dei veri e propri canali di commercio.

I siti di consulenza agli acquisti digitali.

Tra le realtà che hanno certamente contribuito all’ascesa del commercio online vi sono anche i siti di consulenza digitale o i siti di opinioni. Questi portali infatti offrono spesso delle vere e proprie consulenze dettagliate sui diversi prodotti che è possibile acquistare in rete.

Grazie a schede di confronto di caratteristiche e prezzi, sono tanti gli utenti che ogni giorno consultano questi siti, al fine di scegliere la soluzione più adatta alle proprie necessità.

Tra le realtà note in questo senso, ricordiamo ad esempio il noto portale Opinioni dal Web, divenuto famoso proprio grazie alle innumerevoli schede di confronto relative a caratteristiche e prezzi di centinaia d prodotti.

Questi portali di fatto, offrono ai tanti utenti, delle vere e proprie consulenze mirate ad individuare preggi e difetti dei diversi prodotti oggi venduti in rete. Nati di fatto proprio al fine di aiutare i tanti consumatori ad orientarsi tra le diverse offerte oggi disponibili che spesso finiscono per disorientare l’utente finale.

In conclusione:

Abbiamo dunque parlato brevemente, di alcuni degli aspetti che negli ultimi anni hanno contribuito alla crescita del mercato degli acquisti online. Osservando nello specifico il ruolo giocato dai social e dai e dai siti di opinioni online.

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FS Italiane oltre i confini nazionali: i progetti del Gruppo guidato da Gianfranco Battisti

FS Italiane è riconosciuta a livello internazionale come punto di riferimento per Alta Velocità, infrastrutture e servizi di ingegneria, una posizione che il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti ha consolidato grazie a competenze tecnologiche e progettuali ad alto tasso di innovazione.

Gianfranco Battisti

Gianfranco Battisti: i traguardi internazionali di Ferrovie dello Stato Italiane

In prima linea per lo sviluppo di una rete europea dei trasporti sostenibile e interoperabile, Ferrovie dello Stato Italiane rappresenta la capacità del Made in Italy di farsi promotore di eccellenza e innovazione all’estero. A rimarcarlo è l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Gianfranco Battisti che, in occasione di un’intervista rilasciata a “Panorama”, ha ripercorso le tappe che hanno condotto il Gruppo a occupare una posizione di primo piano nel mercato globale dei trasporti. “In FS Italiane, con 350 milioni di passeggeri trasportati in Italia in 10 anni sulla rete ad Alta Velocità, abbiamo sviluppato competenze uniche in Europa, apprezzate nei mercati del Vecchio continente e non solo”. Così l’AD e DG ha sottolineato un traguardo che FS Italiane, nel corso degli anni, ha raggiunto per l’appunto grazie a grandi capacità di tipo tecnologico, ingegneristico e progettuale. Un bagaglio di competenze e conoscenze che il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti ha saputo promuovere e valorizzare oltre i confini nazionali, esportando l’eccellenza del Made in Italy e la capacità italiana di fare trasporti.

FS Italiane: la crescita del Gruppo sotto la guida di Gianfranco Battisti

Quella compiuta da FS Italiane è un’espansione che nel corso di 10 anni ha riguardato fette di mercato sempre più consistenti, con numerosi progetti attivi in tutto il mondo. “Siamo molto orgogliosi di mettere a disposizione il nostro know how fuori dai confini nazionali”, ha proseguito l’AD e DG Gianfranco Battisti, “e di esportare all’estero l’eccellenza italiana non solo nel settore dei trasporti ferroviari, ma anche per le tecnologie innovative che utilizziamo”. Germania, Francia, Grecia, Paesi Bassi e Regno Unito sono solo alcune delle nazioni in cui Ferrovie dello Stato Italiane ha all’attivo importanti progetti nel settore europeo dei trasporti. Un impegno che, oltre a consolidare la posizione del Gruppo su scala internazionale, apporta ricadute positive anche per l’economia del Paese. Ne è un esempio il recente accordo siglato in Spagna, dove FS Italiane si è aggiudicata i servizi AV per le tratte Madrid-Barcellona, Madrid-Valencia/Alicante e Madrid-Malaga/Siviglia, con 23 Frecciarossa 1000 da realizzare in Italia grazie alla collaborazione con Hitachi Rail e Bombardier Transportation Italy. Ai traguardi in Europa si affiancano anche importanti commesse in altri continenti: il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti, attraverso la società d’ingegneria Italferr, ha infatti avviato progetti di rilievo in Paesi quali Stati Uniti, Colombia, Perù, Brasile, Etiopia e India.

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Alessandro Benetton: conclusa da 21 Invest la cessione della partecipata Apaczka

Affiancata da 21 Invest, società di investimento guidata da Alessandro Benetton, Apaczka ha raggiunto ambiziosi obiettivi di crescita.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: ottime performance raggiunte da Apaczka con 21 Invest

21 Invest ha annunciato di aver completato la cessione della partecipata Apaczka, identificando in Abris Capital Partner l’interlocutore ideale per portare avanti la crescita dalla società attiva nel settore logistico e dell’e-commerce. Rafforzamento della struttura manageriale, acquisizione di player strategici, diversificazione dei fornitori e accelerazione sul digitale sono stati gli obiettivi centrati da Apaczka durante il periodo di investimento condotto dalla società di Alessandro Benetton. Dal 2017 lo sviluppo dell’operatore polacco è stato affiancato dal team locale di 21 Invest, un’operazione che ha permesso alla partecipata di raggiungere ottime performance sul fronte del fatturato. Nel triennio l’operatore logistico ha realizzato un tasso di crescita annuale composto (CAGR) superiore al 15%, a cui si aggiunge un fatturato di oltre 35 milioni previsto per fine 2020. La società con sede a Varsavia ha inoltre acquisito il secondo player polacco nel settore logistico e portato a termine cinque acquisizioni minori nel campo dello sviluppo digitale, diversificando altresì i fornitori tramite nuovi accordi con corrieri internazionali. Ma non solo: il triennio affiancato dal Gruppo di Alessandro Benetton ha consentito di sviluppare un nuovo servizio di spedizioni internazionali, che hanno raggiunto la cifra di circa 8 milioni nel 2020, a fronte dei 2,4 milioni di spedizioni effettuate nel 2016.

21 Invest: focus sul percorso professionale di Alessandro Benetton

Fondata nel 1992, 21 Invest (in passato 21 Investimenti) è oggi tra le maggiori società di private equity in Italia. Sin dalla nascita la società è guidata da Alessandro Benetton, uno dei principali esponenti italiani del settore. Originario di Treviso, classe 1964, il Presidente di 21 Invest è protagonista di un percorso formativo internazionale che include una laurea all’Università di Boston e una specializzazione in Business Administration presso la Harvard Business School. Avvia a Londra la sua carriera professionale operando in Goldman Sachs International. A tale esperienza fa seguito, nel 1992, la fondazione di 21 Investimenti, l’attuale 21 Invest. Nel giro di pochi anni la società si espande in Francia con la nascita di 21 Partners SA e in Polonia con 21 Concordia Ltd. Dal 2017 Alessandro Benetton è Presidente di Fondazione Cortina 2021, ente che si occupa dell’organizzazione dei Campionati Mondiali di Sci 2021. Tra i riconoscimenti ricevuti nel corso della carriera, il Premio EY Imprenditore dell’Anno (2011), il Premio Vittorio De Sica (2014) e il Premio America della Fondazione Italia USA (2016). È inoltre Cavaliere del Lavoro dal 2010.

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Come essere primi su Google nel 2021: consigli utili

Con l’inizio del nuovo anno pare abbastanza consolidato il pensiero della maggior parte delle imprese di dedicarsi al rinnovamento e alla definitiva digitalizzazione. Uno degli obiettivi più ambiziosi e difficili, ma che al tempo stesso può portale innumerevoli vantaggi, è riuscire ad essere primi su Google. Vediamo qualche utile accorgimento per riuscire a raggiungere l’obiettivo nel lungo periodo.

Primi su Google

Il web marketing offre una miriade di soluzioni e strategie volte ad incrementare la brand Identity di una realtà imprenditoriale. La migliore possibilità per riuscire ad aumentare la visibilità e l’acquisizione di nuovi potenziali clienti è analizzare il mercato e sfruttare diverse strategie digitali in modo sinergico. Uno delle tecniche più ambizione, complesse e in grado di produrre un vantaggio competitivo notevole rispetto alla concorrenza è l’ottimizzazione SEO del proprio e-commerce o sito web. Tramite determinate procedure, con il supporto di numerosi strumenti di analisi SEO, sarà possibile migliorare il posizionamento organico delle pagine web su determinate keywords, ossia le parole chiave digitate dagli utenti nel momento in cui sono alla ricerca dei tuoi prodotti o servizi.

Questo servizio web, che rappresenta l’acronimo di Search Engine Optimization, è una delle strategie di web marketing più dinamiche che esistono all’interno del panorama digitale. Infatti, per via dei sempre più numerosi e frequenti aggiornamenti dell’algoritmo di Google, diventa necessario mantenersi aggiornati sulle evoluzioni del motore di ricerca e adattare le strategie SEO di volta in volta. Per esempio, durante il 2021, per essere primi su Google, è fondamentale rispettare gli standard in grado di ottenere elevati livelli di User Experience. Velocità di caricamento e facilità nella fruizione delle pagine web del sito sono diventati fattori di ranking dall’importanza enorme rispetto al passato.

SEO e UX

L’ottimizzazione SEO e la User Experience, ormai, sono diventati due ambiti appartenenti alla stessa identica categoria in quanto, salvaguardare l’esperienza utente porta inevitabilmente ad un miglioramento del posizionamento organico. Lavorare sulla SEO, nel corso del 2021, significa implementare strategie anche e soprattutto in ottica UX. Questa, probabilmente, consiste nella novità più rilevante dell’algoritmo di Google che porterà ad una maggiore volatilità delle SERP con conseguente peggioramento del ranking di siti che non rispettano tali prerogative.

SEO on-page e off-page

Gli altri fattori di ranking in grado di incrementare nel medio e lungo periodo la visibilità di un brand sul motore di ricerca sono riscontrabili sia dal punto di vista dell’ottimizzazione on-page del sito, sia in riferimento a strategie lato off-page. Per quanto riguarda la prima attività, gli step da seguire sono:

– Keywords research;

– Alberatura sito web;

– Meta tags;

– Ottimizzazione immagini;

– Ottimizzazione contenuti;

– Breadcrumbs;

– Markup dei dati strutturati.

La strategia da implementare lato off-page, invece, si riferisce sostanzialmente alla link building, ossia una tecnica volta ad acquisire backlink. Con questo termine si vuole indicare i link, composti da anchor text (parola evidenziata che, se cliccata, rimanderà ad una pagina del sito di riferimento) ed un URL (la pagina di destinazione), ospitati su siti esterni altamente autorevoli. Ricevendo un link da un sito ad elevate performance e che, soprattutto, tratta dei medesimi argomenti del sito di riferimento, porterà ad un aumento sostanziale del Trust Flow, ossia la qualità backlink che, di conseguenza, permetteranno di migliorare anche il posizionamento su Google.

Per maggiori informazioni sull’argomento è necessario rivolgersi ad una web agency altamente qualificata, in grado di implementare tutte le necessarie strategie mirate ad incrementare le notorietà di un marchio sui principali motori di ricerca.

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Superbonus 110%: Gruppo Green Power accompagna i clienti dalle verifiche alle pratiche amministrative

Il Superbonus 110% consente di ridurre i costi energetici della propria abitazione, di aumentare il valore dello stabile e al contempo di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Gruppo Green Power ha attivato un servizio ad hoc per accompagnare i clienti durante le verifiche e le pratiche amministrative necessarie.

Gruppo Green Power

Gruppo Green Power: il servizio specifico per il Superbonus 110%

Gruppo Green Power offre un servizio di consulenza a tutto tondo dedicato al Superbonus 110%: parte integrante del “Decreto Rilancio 2020” e della successiva “Legge di bilancio 2021”, tra i primi provvedimenti nati per contrastare l’impatto economico negativo dell’emergenza sanitaria, il bonus riguarda la riqualificazione energetica degli edifici. La detrazione fiscale è valida per tutti i lavori realizzati tra il 1° luglio 2020 e il 30 giugno 2022. Per accedervi è necessario il miglioramento di almeno due classi energetiche. Gruppo Green Power supporta i clienti in tutte le operazioni preliminari (sopralluoghi, verifiche catastali, pre APE) per accertarsi che sia possibile procedere. Nel caso di esito positivo, un team dedicato accompagnerà il cliente dalla scelta dei prodotti più adeguati fino all’effettivo conseguimento del Superbonus, nonché al completamento delle pratiche amministrative connesse. Il numero verde attivato dalla società è disponibile.

Gruppo Green Power: le attività

Con sede a Mirano, fondato nel 2010, Gruppo Green Power ha il suo core business nel settore dell’energia solare fotovoltaica per utilizzo prevalentemente di tipo domestico. Le attività vertono su impianti a energia solare e fotovoltaica, sistemi ibridi, accumulatori di energia, pompe di calore ACS, sistemi di illuminazione a LED e dispositivi automatizzati (domotica). Da sempre attenti alla salvaguardia ambientale, in Gruppo Green Power trovano un servizio efficiente e di qualità tutti i nuclei familiari e le piccole attività che puntano ad essere supportati nell’acquisto e nella messa in posa di prodotti innovativi basati su etica sostenibile e oculatezza nel consumo delle risorse. Dal 2015 fa parte dell’Associazione nazionale censimento efficienza energetica (A.N.C.E.E.), stesso anno in cui nasce anche il CONSORZIO GGP, rete di installatori e fornitori scelti per soddisfare l’alto livello di prodotti e servizi offerti.

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Coronavirus, l’appello di Susanna Esposito: chiusura scuole ha effetti drammatici

Ordinaria di Pediatria all’Università di Parma e consulente dell’Oms, Susanna Esposito è tra i firmatari di diversi appelli destinati al Governo italiano in tema di gestione della pandemia.

Susanna Esposito

Susanna Esposito: nei prossimi mesi necessari mini lockdown

Nelle ultime ore il Governo italiano è al lavoro per decidere le misure restrittive da applicare per la restante parte del mese di gennaio. Lo scorso 18 dicembre un gruppo di medici, tra i quali figura anche la professoressa Susanna Esposito, aveva lanciato un appello chiedendo un lockdown nazionale per le festività natalizie. Due gli obiettivi principali della richiesta: la diminuzione dei contagi attraverso dei mini lockdown previsti fino a giugno e il ritorno alla didattica in presenza per tutti gli studenti, compresi i liceali. Appello che è stato recepito solo nella parte relativa ai giorni di festa: il Governo ha infatti deciso di rinviare l’apertura delle scuole all’11 gennaio in attesa di valutare l’evolversi della situazione, mentre sono diversi i governatori di regione che hanno già optato per un prolungamento della DAD fino alla fine del mese. Un clima di incertezza evidenziato anche dai firmatari dell’appello, che hanno chiesto all’Esecutivo una gestione della pandemia più chiara e soprattutto più efficace: “La chiusura delle scuole ha effetti drammatici sulla salute fisica e psichica di milioni di bambini e ragazzi”, ha dichiarato Susanna Esposito.

Susanna Esposito: istruzione dei ragazzi non più sacrificabile

Non è la prima volta che il gruppo di medici e ricercatori preme per l’apertura delle scuole. Lo scorso 2 novembre il Governo aveva ricevuto già un appello dove si sottolineavano i disagi psicologici subiti dai ragazzi: “Uno studio nazionale effettuato durante il primo lockdown – aveva dichiarato Susanna Esposito, firmataria di entrambi gli appelli – su 2.064 adolescenti di età compresa tra 11 e 19 anni abbiamo dimostrato che il 58,5% dichiarava una sensazione di tristezza che si associava a crisi di pianto (nel 31% dei casi) e ad agitazione (nel 48%) come conseguenza della chiusura delle scuole, con il 52,4% dei ragazzi che riferivano disturbi alimentari e il 44,3% che presentavano disturbi del sonno”. Tuttavia da novembre la situazione sembra essersi congelata, mentre il numero di contagiati e soprattutto di decessi rimane elevato, con la conseguente preoccupazione riguardo un’eventuale riapertura degli istituti scolastici: “Dobbiamo avere una strategia di riduzione dei contagi e chiusure pulsate fino all’estate, che ci consenta di frenare questa seconda ondata e scongiurarne una terza. Bisogna tutelare salute e istruzione, non più ulteriormente sacrificabili”, ha concluso Susanna Esposito.

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Impegno ambientale e qualità: i fattori di successo di Gruppo Riva nel settore siderurgico

Gruppo Riva è tra i leader del settore siderurgico internazionale: fondato nel 1954 grazie all’intuizione di Emilio e Adriano Riva, ha raggiunto una posizione primaria grazie allo sviluppo di prodotti e servizi all’avanguardia e incentrati nell’ottica della sostenibilità.

Gruppo Riva

L’acciaio sostenibile: il riciclo nella produzione di Gruppo Riva

Tra i settori che maggiormente consentono di riciclare le materie prime nei processi produttivi, quello siderurgico costituisce un comparto in cui l’innovazione va sempre più di pari passo con lo sviluppo sostenibile. E proprio su questo fronte l’Italia gioca un ruolo da protagonista per l’economia circolare: secondo i dati diffusi ultimamente da Federacciai, il Belpaese è infatti al primo posto in Europa per il riciclo dell’acciaio. Tale risultato vede in prima linea uno dei colossi internazionali che operano nel comparto: Gruppo Riva, storica azienda italiana che vanta un percorso imprenditoriale di successo a partire dai primi anni del secondo dopoguerra. Nel corso dei decenni l’azienda ha portato avanti un susseguirsi di attività incentrate sul fattore dell’innovazione, proseguendo tuttora in questo percorso e dedicando un’attenzione particolare alla produzione sostenibile. Verso tale direzione è orientata la realizzazione di prodotti in acciaio utilizzando esclusivamente forni elettrici alimentati con rottami riciclati, un processo end of waste in conformità con il Regolamento Europeo 333/2011. In tal modo la strategia sostenibile di Gruppo Riva permette di promuovere al massimo la riciclabilità dell’acciaio, favorendo al contempo l’economia circolare.

La storia di Gruppo Riva: nascita, traguardi e innovazioni

Pioniere a livello europeo nella produzione siderurgica, Gruppo Riva ha raggiunto numerosi primati nel settore in oltre
60 anni di attività. La sua nascita risale al 1954 su iniziativa di Emilio Riva che, supportato dal fratello Adriano, intuì l’enorme potenziale che di lì a poco il settore siderurgico avrebbe espresso in Italia dopo il secondo conflitto mondiale. In seguito all’apertura del primo impianto a Caronno Pertusella (VA) nel 1957, il Gruppo proseguì con l’avviamento di numerosi stabilimenti dislocati sul territorio italiano. Lo stesso periodo vide Gruppo Riva impegnato nell’introduzione dell’utilizzo del forno elettrico ad arco dalla capacità di 25 tonnellate, un’innovazione che si rivelò rivoluzionaria nel settore siderurgico dell’epoca. Tale spirito pionieristico proseguì con un’ulteriore introduzione, quella della tecnica della colata continua, sviluppata nel 1964. Nei decenni a venire l’azienda consolidò la presenza a livello nazionale ed estese le proprie attività anche in Europa, giungendo agli attuali 21 siti produttivi tra Francia, Germania, Italia, Belgio, Spagna e Canada. Tra i primati del Gruppo, anche quello di essere stato nel 1978 la prima realtà europea a intraprendere un fitto rapporto commerciale con la Cina.

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Ripartenza e imposte: il punto di Andrea Silvestri, esperto di diritto tributario

Sgravi fiscali su investimenti e assunzione di personale per incentivare la produzione in Italia: l’avvocato Andrea Silvestri , Coordinatore del Dipartimento di Diritto Tributario dello Studio legale BonelliErede, interviene su ripartenza economica e riduzione delle imposte.

Andrea Silvestri, avvocato

Andrea Silvestri: stimolare la crescita anche attraverso sgravi fiscali su investimenti e personale

“Ridurre le imposte, specie in questo periodo, è senz’altro una buona idea”: a sostenerlo è l’avvocato Andrea Silvestri, Coordinatore del Dipartimento di Diritto Tributario dello Studio Legale BonelliErede e autore del volume “Il fisco che vorrei. Una nuova politica fiscale per far ripartire l’Italia”. “Dato che le risorse sono limitate, non condivido però la proposta di concentrarle sulla riduzione dell’IVA, peraltro a tempo” precisa il legale che, analizzando il tema, rileva come “si tratterebbe di uno stimolo ai consumi, ma necessariamente ridotto e di impatto incerto”. Secondo Andrea Silvestri “molto meglio, allora, incentivare la produzione in Italia con sgravi fiscali sugli investimenti e/o sull’assunzione di personale”. Soluzioni che potrebbero contribuire significativamente a incentivare la ripartenza economica: “Ora più che mai abbiamo bisogno di stimolare la crescita!”.

Andrea Silvestri: il ritratto formativo e professionale dell’avvocato esperto di diritto tributario

Andrea Silvestri nasce a Roma nel 1968. Si laurea in Economia e Commercio presso la Luiss di Roma e in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza, dove consegue anche il Dottorato di ricerca in Diritto Tributario. In curriculum anche il prestigioso Master of Laws in Taxation, conseguito alla Boston University nel 2001. È in Tremonti Romagnoli Piccardi e Associati, studio legale e fiscale fondato da Giulio Tremonti, che ha inizio il suo percorso professionale: vi collabora dal 1991 al 2000. In seguito si trasferisce a Boston: in qualità di Senior Manager per Deloitte & Touche, primaria società di consulenza e revisione, si occupa di tassazione internazionale. Nel 2003 entra nello Studio legale BonelliErede, dove assiste alla nascita del Dipartimento di Diritto Tributario, di cui è tuttora Coordinatore. La lunga esperienza nel settore gli consente di raggiungere traguardi significativi e di ricevere numerosi riconoscimenti, tra cui “Avvocato dell’Anno Tax” (Top Legal Awards 2013), l’inclusione nell’elenco dei massimi esperti italiani in diritto tributario (Chambers & Partners e The Legal 500 EMEA) e il premio “Studio dell’Anno-Tax 2016” (Legalcommunity Awards). Andrea Silvestri opera attualmente anche all’interno degli organi societari di Bennet, Ariston Thermo Group e Fondazione Amplifon. È docente di “International Businesses & Taxation” presso LUISS – Business School.

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News da tutto il mondo con Adong.org

News da tutto il mondo con Adong.org si avete letto bene, Adong.org vi da la possibilità di leggere le news di molteplici giornali del mondo in unico sito

Adong.org aggregatore di feed rss di News in tutto il mondo

Quando ci siamo imbattuti in questo sito, la prima cosa che abbiamo notato era che in unico sito c’era la possibilità di consultare la maggior parte di quotidiani e testate locali di tutto il mondo.

L’idea a nostro parere geniale di chi la creato è che non c’è più bisogno di andare su ogni testata giornalistica aprendo molteplici pagine su vari browser per consultare in anteprima ogni notizia ecc ecc, qui in un unico sito potete leggere le notizie dei maggiori giornali/quotidiani autorevoli che forniscono tramite feed rss le loro news.

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Stefano Donnarumma: Terna inaugura la nuova linea elettrica Capri-Sorrento, focus sul progetto

"I nostri investimenti per rendere il sistema ancora più affidabile, efficiente e green possono concretamente contribuire alla ripresa economica del Paese": l’intervento dell’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma all’evento per l’inaugurazione della linea elettrica Capri-Sorrento.

Stefano Donnarumma, AD Terna

Terna, inaugurazione della nuova linea elettrica Capri-Sorrento: la soddisfazione dell’AD e DG Stefano Donnarumma

L’inaugurazione della linea elettrica Capri-Sorrento segna "assolutamente un passo avanti" per Terna: a sottolinearlo è l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Donnarumma, intervenuto lo scorso 14 ottobre all’evento a cui ha preso parte anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, oltre alle autorità locali. "Si tratta di un anello che garantisce sicurezza per il doppio collegamento. È anche una garanzia di rete anche per la stessa penisola Sorrentina, perché viene raddoppiata l’alimentazione", ha sottolineato l’AD e DG di Terna parlando degli importanti benefici ambientali e della maggiore efficienza e affidabilità del servizio. Un’opera "di rilevanza storica" come ha indicato Stefano Donnarumma: lunga 19 km, completa l’anello elettrico da 160MW di capacità il cui primo tratto tra l’isola e Torre Annunziata è stato completato nel 2017. L’AD e DG ha inoltre spiegato come sia parte di "un investimento da 150 milioni, 20 dei quali impiegati nella stazione di trasformazione" presente a Capri "che ha la capacità di erogare energia pari almeno al doppio rispetto a quella di picco di assorbimento della rete". Non solo: "L’opera, oltre a innestarsi in un contesto archeologico e paesaggistico di pregio con il massimo rispetto nella realizzazione architettonica, è anche un’opera esemplare per la transizione energetica nel nostro Paese".

Stefano Donnarumma: gli investimenti di Terna all’insegna dell’efficienza, della sicurezza e della sostenibilità

"L’opera che inauguriamo oggi ha una rilevanza storica in quanto rende più sicura da un punto di vista elettrico e con meno emissioni inquinanti un’isola come quella di Capri, simbolo di bellezza naturale riconosciuto in tutto il mondo", ha evidenziato Stefano Donnarumma: il progetto, come ha ricordato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo, è frutto di una "proficua collaborazione fra pubblico e privato e testimonia il ruolo fondamentale di Terna nella transizione energetica". In quest’ottica "i nostri investimenti per rendere il sistema ancora più affidabile, efficiente e green possono concretamente contribuire alla ripresa economica del Paese", ha spiegato in merito Stefano Donnarumma rimarcando come il Gruppo, che a novembre presenterà il nuovo piano industriale, si proponga di essere "uno strumento per l’evoluzione e lo sviluppo del Paese per quanto riguarda la transizione energetica e il rispetto per l’ambiente". Lo ha ribadito anche nel corso del suo intervento all’inaugurazione: Terna "è attore, ma più regista, nella transizione energetica" dell’Italia e "nei prossimi anni spenderemo tra i 14 e i 15 miliardi per accompagnare" il processo.

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Commercio, situazione drammatica. Neppure i saldi riescono a risollevare il settore

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  • 19 Gennaio 2021

Neppure i saldi riusciranno a guarire le profonde ferite per il settore del commercio, specie quello dell’abbigliamento. Il Paese è ancora vittima del coronavirus, e questo spedisce i saldi lontano dalla lista delle priorità dei consumatori. Per questo motivo si tratta di una partenza azzoppata.

Saldi e commercio

commercio abbigliamentoIl quadro è così fosco e incerto che neppure si può fare un confronto veritiero con l’andamento dello scorso anno. All’epoca infatti i negozi sono rimasti aperti per tutti i primi 10 giorni di gennaio, e nessuno immaginava cosa sarebbe successo qualche tempo dopo. Stavolta invece fino all’Epifania i negozi hanno aperto al pubblico a singhiozzo. E come detto, i consumatori avevano anche ben altro a cui pensare.

La perdita stimata per il settore del commercio in abbigliamento è tra il 50% e il 90%. Una apocalisse, secondo Federmoda. Oltre al calo di vendite per i negozi che sono rimasti comunque aperti, bisogna considerare anche che nell’anno del Covid hanno chiuso 20.000 punti vendita. Quasi tutti nel settore abbigliamento e calzature. Tradotto in termini occupazionali, si parla di un calo di 50.000 unità di lavoro.

Fattori incidenti

Diversi fattori hanno colpito a far tracollare il commercio di abbigliamento. A cominciare dalla minore disponibilità di reddito delle persone. Ma anche dallo sviluppo dello smart working. Con esso infatti si è ridotta la necessità di abbigliarsi in modo formale per andare in ufficio. Non c’è più bisogno di abiti nuovi per eventi, pranzi e altri impegni, perché si resta a casa. Le misure di lockdown hanno inoltre ridotto le gite fuori porta, che nei periodi dei saldi erano un’abitudine per molte famiglie. Il guaio è che non ci sono indicatori di inversione trend all’orizzonte.

Problemi di liquidità

A creare ulteriori problemi è il fatto che la merce non venduta, quella giacente in magazzino, l’anno successivo si svaluta completamente. Sui mercati otc le collezioni infatti vengono superate da quelle dell’anno successivo. E non c’è modo di recuperare quanto perso, ma nel frattempo servono liquidità per acquisire la merce dell’anno successivo.

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Fabe “Guerra d’orgoglio” il primo Ep del cantautore torinese

Una raccolta di cinque brani autobiografici che si arricchiscono di sfumature indie/rock 

 

Guerra d’orgoglio” è una raccolta di cinque brani autobiografici, uno storytelling in cui testi e musica descrivono un malessere diffuso e una generale insoddisfazione. Cinque canzoni, ognuna con la sua storia, che insieme compongono un progetto poliedrico, in cui ogni parola ha un peso e riprende un momento specifico della vita del suo autore. 

Il legame fra i brani, oltre che nel modo di narrare, resta nel suono: un cantautorato moderno con influenze indie/rock e rap. 

 

«Per me la musica è un confessionale dove posso sfogare liberamente le mie ansie, metterle nero su bianco aiuta ad alleviarle. Parte tutto da una chitarra e nonostante io non sia un musicista che sa leggere la musica riesco a comporre seguendo il mio istinto e una certa libertà che la musica sa dare». Fabe

 

Track by track 

 

Guerra d’orgoglio

La richiesta di ascolto di un figlio che cerca un rapporto non conflittuale con i propri genitori. Il brano che dà il nome all’Ep, descrive quelle situazioni in cui l’orgoglio prende il sopravvento ed edifica muri invisibili, apparentemente invalicabili, formati dal logorio e dal deterioramento dei rapporti affettivi. 

 

Molesta

Musicalmente un tributo agli anni Novanta, nelle parole l’incertezza di un nuovo amore che si scontra con la voglia di assaporare nuovamente l’emozione della prima volta e la paura di riprovare le brutte sensazioni raccontate in CDV. I due brani sono legati dallo stesso filo conduttore: la passione. 

 

Linea50

La sonorità varia in questo caso verso il rock, raccontando un incidente stradale, il trauma e le sensazioni che si provano prima, durante e dopo. È il brano più intimo dell’Ep, quello che Fabe stesso considera più “vero”. 

 

Gabbiani

Un brano tipicamente pop con l’attitudine consolidata della hit estiva e un testo impegnato, una riflessione sulle disuguaglianze sociali e il periodo della pandemia con un sound colorato e radiofonico. 

 

CDV 

La sigla abbrevia la frase “Cuore di veleno”, mentre la canzone racconta la storia di un’amore malato e possessivo, che sfocia nella follia. Musicalmente è il pezzo più indie dell’Ep. 

 

 

Etichetta: Autoproduzione

Release ep: 15 gennaio 2021 

 

BIO

Fabe” pseudonimo di Fabio Rapisarda è un cantautore e rapper torinese classe 1989. Nel 2014 fonda il duo acustico “FM” con il quale inizia a suonare nei club torinesi con più di cento serate all’attivo, presentando un repertorio di inediti scritti dallo stesso cantautore.

Nel 2015 a fronte dello scioglimento del duo, partecipa ai casting di “Amici” ed è lì che nasce il suo nome d’arte Fabe, in onore a Faber (De Andrè) e Fab (Fabrizio Moro), i suoi brani sono autoprodotti, piacciono, ma non riesce ad entrare nel programma.

Vincitore di “Musica è” 2016 con il brano “Guerra d’orgoglio” con cui trionfa anche a “San jorio” premiato dalla critica composta da Bungaro e Massimo Cotto, come miglior testo e canzone in gara. Sempre nel 2016 partecipa ad Area Sanremo.

Il 30 Giugno 2020 pubblica il suo primo singolo su Spotify “CDV” (Cuore di veleno) che fa da apripista al suo secondo singolo “Gabbiani”

I suoi brani in rete vengono condivisi in maniera costante e crescente, il tutto fa hype al suo terzo singolo “Linea50” pubblicato il 12 Ottobre 2020 e a “Molesta” pubblicato il 7 Dicembre 2020.

 

Contatti e social

 

Spotify https://open.spotify.com/artist/6S5vEcDe9RCS55PlTy2NAK?si=LtljKua_TOuMjVCuCi77JQ 

Instangram https://www.instagram.com/p/CIgbzxWDadL/?igshid=ywgaw5yk8i9r

Facebook https://www.facebook.com/FABE-100903308641334/

YouTube https://youtu.be/X5zlhHaxfC8

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Gianni Lettieri (Atitech): “Necessari investimenti nell’aerospazio da parte dello Stato”

In un’intervista rilasciata al quotidiano “Il Mattino”, Gianni Lettieri chiede che il Governo faccia come i francesi con il territorio di Toulouse.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: lo scenario dell’industria aerospaziale

C’è bisogno di più attenzione per il settore aerospaziale da parte dello Stato: è l’appello che Gianni Lettieri, Presidente di Atitech, ha lanciato al Governo lo scorso 9 settembre in un’intervista rilasciata a “Il Mattino”. Sul quotidiano campano l’imprenditore ha espresso le sue preoccupazioni per lo scenario attuale del reparto industriale: “L’aerospazio non ha mai avuto la considerazione che merita. Non siamo mai riusciti a fare quello che hanno fatto in Francia con Toulouse, un territorio che vive di aerospazio con importanti investimenti da parte dello Stato”. Il manager fa riferimento all’Aerospace Valley situata nel Sud Ovest, tra Bordeaux e Toulouse, dove attualmente esiste un cluster di oltre 500 aziende dell’industria aerospaziale. Pochi mesi fa il Governo francese ha varato un piano da 15 miliardi di euro per salvare il settore messo in crisi dal Covid-19. Gianni Lettieri chiede quindi maggiore consapevolezza da parte dello Stato, soprattutto in considerazione del fatto che in Italia ci siano “competenze, aziende efficienti con buoni prodotti, maestranze addestrate e soprattutto le Università”.

Gianni Lettieri: per investimenti prendere in considerazione il Recovery Fund

Secondo il Presidente di Atitech, bisogna innanzitutto che il Governo realizzi degli investimenti strutturali per permettere al settore di dispiegare le sue potenzialità. Investimenti che però, ha specificato Gianni Lettieri, siano accompagnati da una programmazione di tutto il settore industriale, seguendo gli esempi di partner europei e d’oltreoceano. Il Recovery Fund potrebbe rappresentare uno spiraglio: “Tutto si può fare se c’è la volontà e la capacità. Certo bisogna discuterne con l’Europa. Ma peggio della crisi sarebbe non approfittare della crisi stessa. L’Italia può “usare” la crisi per risolvere i problemi del Paese e di interi settori”. Il rilancio e la valorizzazione di tutto il reparto potrà verificarsi in primis trovando soluzioni per le difficoltà registrate da territori e aziende, problematiche già presenti ma peggiorate con l’emergenza sanitaria: “In Campania pur producendo tutto, dalla fusoliera all’avionica, non è mai decollato un velivolo finito ma sempre pezzi da assembrare altrove – ha dichiarato Gianni Lettieriparliamo di aerei di grandi dimensioni, ovviamente. Si era arrivati quasi al punto di partire con il nuovo Turboprop ma poi il progetto si è arenato”.

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UNITRE MILANO – Conferenza del 15 gennaio 2021 Le meraviglie d’Oriente da Erodoto al Medioevo: “Terre leggendarie, popoli mostruosi”

L’Università delle Tre Età UNITRE Milano riprende il ciclo di incontri di carattere extraaccademico proposti per l’anno 2020/2021, adattando in formato digitale l’offerta di convegni e seminari che da sempre affianca l’impegno didattico dell’Ateneo. Venerdì 15 gennaio 2021 alle ore 17:15 si terrà la conferenza online Le meraviglie d’Oriente da Erodoto al Medioevo: “Terre leggendarie, popoli mostruosi”, uno spaccato tematico tra archeologia e storiografia che condurrà alla scoperta del mondo misterioso e affascinante dell’antico Oriente.

La conferenza, tenuta sulla piattaforma Google Meet, sarà guidata dalla Prof.ssa Maurizia Manara di UNITRE Milano, con introduzione del Prof. Marco Marinacci dell’Università eCampus. Per iscriversi, è necessario indicare il proprio nominativo via mail all’indirizzo [email protected] entro le ore 12:00 di giovedì 14 gennaio 2021. Il link per accedere alla conferenza sarà diffuso solo fra gli utenti prenotati.

I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE MILANO rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari.

La ricca offerta di corsi che UNITRE propone ai soci iscritti per l’Anno Accademico 2020/2021 è stata ulteriormente ampliata rispetto agli anni passati, includendo argomenti didattici provenienti da ogni ambito del sapere: dalla storia locale alla letteratura straniera, dalle lingue antiche ai rudimenti di fisica, passando per numerosi laboratori creativi e approfondimenti monografici. Centinaia di corsi e laboratori tenuti da docenti universitari, esperti e professionisti di settore, sono a completa disposizione degli studenti, con un fitto programma di lezioni frequentabili online tramite la nuova piattaforme UNITRE Education. La quota associativa permette la frequenza, in assoluta libertà, di qualsiasi corso scelto e con le modalità che si preferiscono. Alle lezioni si affiancano le numerose iniziative extraaccademiche, come conferenze, convegni, visite guidate e attività formative online, che si prolungheranno anche durante i mesi estivi.

 

UNITRE MILANO si configura come una “comunità del sapere” di carattere universitario, libera e indipendente, che si propone di offrire a tutti gli iscritti un’ampia scelta di opportunità culturali, senza alcun limite di età o di titoli di studio.

 

 

UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano   www.unitremilano.com –   [email protected]

Ufficio Stampa: Studio Binaschi, Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 – Milano Tel: 02- 36699126 – [email protected]

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Energie rinnovabili, F2i con Asterion Industrial Partners rileva Sorgenia

L’AD di F2i Renato Ravanelli commenta la recente operazione compiuta dal Fondo infrastrutturale italiano che, affiancato da Asterion Industrial Partners, ha finalizzato il closing di Sorgenia.

F2i

Sorgenia, l’AD di F2i Renato Ravanelli commenta l’acquisizione

“Con questa acquisizione acceleriamo il rilancio industriale di Sorgenia, garantendone indipendenza e integrità, rafforzandola con una importante dotazione di rinnovabili e nuove capacità di finanziamento”: sono le parole di Renato Ravanelli, Amministratore Delegato di F2i, sulla recente operazione condotta insieme ad Asterion Industrial Partners e finalizzata all’acquisizione del Gruppo Sorgenia. A pochi mesi dal via libera rilasciato dall’Antitrust, prosegue dunque l’operazione che condurrà alla nascita di un operatore integrato nelle tecnologie per la transizione energetica. “Sorgenia sarà leader nel processo di transizione energetica in Italia”, ha aggiunto l’AD di F2i Renato Ravanelli, evidenziando il valore dell’acquisizione alla luce del ruolo che il nuovo Gruppo svolgerà nell’ambito della sostenibilità. Dotata infatti di moderne centrali alimentate a gas e impianti da fonti rinnovabili, Sorgenia continuerà a fornire un prezioso contributo per la copertura dei consumi nazionali a partire da fonti rinnovabili.

F2i: con acquisizione di Sorgenia, nascita di nuovo operatore da 4.800 MW

“Quella di Sorgenia è una storia esemplare”, ha spiegato Renato Ravanelli, “in cui da una situazione di difficoltà, anche grazie al sostegno delle banche creditrici, si è creato un percorso di sviluppo in cui è stato mantenuto il controllo italiano di asset strategici”. L’operazione condotta dal maggiore Fondo infrastrutturale italiano, affiancato dalla società di gestione di investimenti Asterion Industrial Partners, porterà così alla nascita di un operatore integrato nelle tecnologie per la transizione energetica, dalla capacità installata di circa 4.800 Megawatt. Nell’ambito dell’operazione, F2i ha conferito in Sorgenia la titolarità dei propri impianti eolici (per una capacità installata di 282 Megawatt) e la società San Marco Bioenergie, operatore italiano attivo nella produzione di energia elettrica da biomasse vegetali (68 Megawatt installati). Il contributo del nuovo Gruppo nei confronti del processo di transizione energetica sarà consolidato anche tramite lo sviluppo di ulteriore capacità rinnovabile a partire da segmenti come l’eolico e le biomasse, in cui è già presente, oltre che da settori quali solare, bio-metano, idroelettrico e geotermico. Nel nuovo Gruppo derivante dall’operazione condotta da F2i, Angelo Barbarulo e Gianfilippo Mancini saranno rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di Sorgenia S.p.A.

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Se l’avessi saputo prima: come valutare e gestire le emergenze

Comunicato Stampa

Se l’avessi saputo prima: come valutare e gestire le emergenze

Il 25 febbraio 2021 si terrà a Brescia un corso di formazione in presenza per migliorare la valutazione e gestione delle emergenze e per acquisire la capacità di prevedere e misurare gli eventi negativi in azienda e nel territorio.

 

Non c’è dubbio che uno dei principali strumenti per la prevenzione di infortuni e malattie professionali sia costituito dalla conoscenza e consapevolezza dei rischi e delle buone prassi per evitarli e gestirli. Tuttavia, perché questa conoscenza e consapevolezza sia realmente diffusa tra i lavoratori, è necessario che, con le necessarie precauzioni relative all’emergenza COVID-19, possano ripartire tutti i percorsi di formazione, a partire dalla formazione in presenza e con particolare riferimento proprio alla valutazione e gestione delle emergenze.

 

Ci sono in Lombardia dei percorsi formativi in presenza sulla gestione delle emergenze? Ci sono corsi che forniscono idonei strumenti per prevenire o ridurre, in caso di emergenza, i pericoli per i lavoratori e le aziende?

 

La formazione in presenza per valutare e gestire le emergenze

Proprio per fornire agli operatori competenze adeguate in materia di gestione delle emergenze, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 25 febbraio 2021 a Brescia un corso di 8 ore in presenza dal titolo “Se l’avessi saputo prima – valutazione e gestione delle emergenze in azienda”.

 

Il corso – rivolto a RSPP/ASPP, formatori, consulenti in materia di sicurezza, coordinatori e a tutti coloro che desiderano ampliare le proprie conoscenze relativamente alle tematiche di valutazione e gestione delle emergenze – permette di acquisire la capacità previsionale degli eventi negativi in azienda e nel territorio, avendo a disposizione un metodo per poterli misurare. Attraverso il corso il discente conoscerà il concetto di vulnerabilità e sarà in grado di applicarlo nei contesti in cui opera. Durante il corso saranno poi presentati alcuni casi studio e si terranno varie esercitazioni pratiche.

 

I docenti del corso sulla valutazione e gestione delle emergenze:

  • Gregorio Barberi: formatore esperto in gestione delle emergenze
  • Massimiliano Longhi: emergency manager in ambito antincendio e nel settore prevenzione, pianificazione e gestione delle emergenze

 

Prevenire è meglio che curare: l’importanza della valutazione

Benchè una saggia regola indichi che “prevenire è meglio che curare”, purtroppo la rincorsa alla prevenzione avviene spesso all’indomani dei grandi incidenti ed emergenze.

 

Tuttavia gli effetti di un’emergenza dipendono anche dalle vulnerabilità delle aree esposte e dal livello di antropizzazione dei territori. Ad esempio, riguardo ai terremoti, è proprio sulla sicurezza degli edifici che si può e si deve intervenire: la maggior parte delle perdite umane a seguito di una tale emergenza sono infatti generalmente causate da costruzioni inadeguate.

 

Esistono dunque utili strumenti e tecnologie per migliorare la preparazione e la risposta ai disastri naturali e a quelli causati dall’uomo. Non solo i sistemi di previsione e di allerta possono costituire un elemento essenziale per poter prendere le giuste decisioni, ma sono disponibili anche idonee procedure per fare una valutazione complessiva dei rischi cui un territorio, una comunità o un’azienda sono esposti.

 

Il programma e le informazioni per il corso di formazione

Per fornire idonee competenze e strumenti si terrà dunque il corso di 8 ore “Se l’avessi saputo prima – valutazione e gestione delle emergenze in azienda”.

Per massimizzare la partecipazione attiva dei corsisti, lo scambio di informazioni e il confronto costruttivo e, in definitiva, per favorire l’efficacia del percorso formativo, l’Associazione AiFOS ha organizzato il corso in presenza che, nel massimo rispetto delle misure anti-contagio da COVID-19 previste dai protocolli di sicurezza, avrà luogo il 25 febbraio 2021 a Brescia dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 presso AiFOS Service in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.

 

Questi gli argomenti affrontati durante il corso:

  • scienza dei disastri: disastri e catastrofi
  • le cause e la memoria storica, quale fondamento della cultura del rischio
  • valutare e parametrare il rischio (casi pratici contestualizzati in azienda)
  • la misurazione del rischio: come e perché saper misurarlo
  • il concetto di vulnerabilità
  • comunicazione interna (verso i colleghi) ed esterna (verso il pubblico): casi studio e modalità di attuazione
  • comunicazione istituzionale verso il 112 e i mass media: tempistiche, modalità, esempi
  • comunicazione non verbale: come attuarla in azienda e con quali specificità (esempi pratici). Gli “script” e i “frame”. I “landmark”.

 

La partecipazione al corso vale come 8 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, Formatori qualificati (area 2) e Coordinatori alla sicurezza. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (Legge 4/2013).

 

Per avere informazioni e iscriversi al corso è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/se_l_avessi_saputo_prima_valutazione_e_gestione_delle_emergenze_in_azienda

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected][email protected]

 

 

14 gennaio 2021

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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