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Saturimetri, partita la distribuzione gratuita di 30 mila dispositivi in 1200 farmacie

Saturimetro o Pulsossimetro

Saturimetri, partita la distribuzione gratuita di 30 mila dispositivi in 1200 farmacie

Roma, 12 gennaio – Con l’avvio della distribuzione gratuita dei primi 30 mila saturimetri acquistati grazie alle donazioni fatte alla Società italiana di pneumologia (Sip). è partita ieri la campagna promossa dalla stessa società scientifica per “far conoscere questo dispositivo, che serve a misurare il grado di ossigenazione del sangue e che può essere un alleato prezioso per prevenire le complicanze gravi da Covid”.

I saturimetri rappresentano uno strumento fondamentale per monitorare le condizioni dei pazienti con Covid-19 e per prevenire le gravi complicanze respiratorie legate a questa patologia: da qui la decisione della Sip, presieduta da Luca Richeldi (nella foto a sinistra), che è anche componente del Comitato tecnico scientifico (Cts), di dare vita a una campagna, in collaborazione con Federfarma, per dare impulso alla loro conoscenza e al loro uso (RIFday ne ha ampiamente riferito il mese scorso in questo articolo).

Dopo la prima fase, svoltasi nello scorso mese di dicembre e consistita nella misurazione gratuita in farmacia della saturazione dell’ossigeno nel sangue, raccogliendo dati preziosi che saranno la base per uno studio a cura della stessa Sip, ieri è cominciata la fase 2, con la distribuzione gratuita dei dispositivi sul territorio, nelle farmacie che hanno aderito all’iniziativa. Si punta a distribuire i primi 30 mila saturimetri nell’arco di uno-due mesi. Proprio i farmacisti, chiarisce Richeldi, “saranno preziosi, grazie ai loro contatti e la conoscenza del territorio, per individuare i soggetti o le famiglie che potranno ricevere il dispositivo gratuitamente”.

I dispositivi, infatti, andranno ovviamente affidati a soggetti con malattie respiratorie,  più esposti al rischio di complicanze gravi se infettati da SarsCov2. “Proprio il ridotto livello di ossigeno nel sangue, causato da disturbi respiratori e che il saturimetro è in grado di rilevare” spiega Richeldi  “è indice infatti del rischio di polmonite interstiziale che rappresenta una complicanza grave del Covid. Questi pazienti possono andarvi incontro se infettati e il saturimetro migliora il loro monitoraggio”.

In caso di Covid, disporre di questo dispositivo è fondamentale anche per identificare i pazienti per i quali è necessario il ricovero in ospedale. “Se il valore segnalato è sotto il 92%”  afferma Richeldi “va avvertito subito il medico e si può rendere necessario il ricovero”. In questo modo, aggiunge, “anche per il medico è più facile monitorare i pazienti. Inoltre, consigliamo ai pazienti Covid di monitorare le proprie condizioni con il saturimetro anche in assenza di problemi respiratori. Può infatti verificarsi una condizione di ipossia silente in cui l’ossigeno diminuisce nel sangue ma il paziente non se ne rende conto e quindi ritarda l’andata in ospedale. Il monitoraggio può evitare che ciò accada”.

Al contrario, rileva lo pneumologo, “il controllo tramite il dispositivo può anche evitare ricoveri inutili. Insomma, riuscire a dare una maggiore tranquillità ai pazienti rispetto al rischio di sviluppare la polmonite grave è importante e ciò è cruciale anche per il medico che deve monitorare a distanza il malato”.

Questa iniziativa, aggiunge il presidente di Federfarma Marco Cossolo (nella foto a destra), “punta ad educare i cittadini sull’importanza dell’utilizzo del saturimetro, ancora poco conosciuto. La dotazione che abbiamo è di 30mila apparecchi, circa 22 per ognuna delle 1.200 farmacie impegnate nella campagna, ma speriamo di poterne avere ancora in seguito”.

Il saturimetro verrà distribuito in questa fase principalmente a pazienti con asma e Bpco, “maggiormente a rischio e che in Italia – conclude Cossolo – in totale rappresentano circa un milione di persone”.

All’interno della categoria non sono però mancate le polemiche nei confronti delle modalità di realizzazione e comunicazione dell’iniziativa, che è stata ampiamente ripresa dai mezzi di informazione, generando in molti cittadini l’erronea convinzione che i saturimetri (30 mila per l’intero territorio nazionale, come già riferito) fossero disponibili gratuitamente in tutte le farmacie e, addirittura, per tutti. Inevitabilmente, le richieste sono state moltissime e la stragrande maggioranza dei farmacisti si è ovviamente trovata nella condizione di dover dire no e di spiegare il motivo del diniego.

Su chat e piattaforme di discussione di categoria, al riguardo, si è abbattuto un diluvio di critiche: tra le osservazioni prevalenti, quella relativa a presunti deficit di comunicazione dell’iniziativa all’interno della stessa categoria. In realtà, le circolari di Federfarma sul tema non sono mancate ed è ragionevole ritenere che le associazioni provinciali abbiano poi provveduto a inoltrarle ai loro associati. Può essere, dunque, che le comunicazioni (come accade) non siano state molto lette. Era chiaro fin da novembre, ad esempio (circolare Federfarma n. 16207 del 27 novembre ai presidenti dei sindacati provinciali),  che la fase 2 dell’iniziativa avrebbe riguardato un numero necessariamente ridotto di farmacie: la nota conteneva infatti l’invito esplicito al presidente provinciale di indicare  “n. 10 farmacie della tua provincia, al fine di coinvolgerle nella seconda fase del progetto”, alle quali far pervenire circa 20 saturimetri (consegnati “dalla rete delle aziende di distribuzione aderenti a Federfarma Servizi”).  Qui, semmai, si è innescato un altro motivo di polemica, relativo ai criteri (non resi noti) utilizzati per scegliere le dieci farmacie da ammettere alla fase 2.

Sia come sia, dai molti commenti pubblicati in rete emerge una scarsa conoscenza dell’iniziativa e molta irritazione per aver esposto ancora una volta la grande maggioranza delle farmacie a una figura che avrebbe certamente potuto essere evitata. “Un’iniziativa che poteva essere valida si è trasformata in un boomerang” sintetizza al riguardo un farmacista in una chat associativa, restituendo fedelmente un pensiero largamente condiviso  nel gurgite vasto ambito dei “malpancisti”.

FONTE:  rifday.it
FOTO:  amazon.it

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Sindacato Titolari Farmacie. “Farmacisti coinvolti in truffa Ssn, pronti a costituirci parte civile”

Marco Cossolo - Sindacato Titolari di Farmacia


Roma, 17 luglio “Mi auguro che i farmacisti destinatari delle perquisizioni effettuate dai Carabinieri del Nas su incarico della Procura di Bari possano dimostrare la loro estraneità ai gravissimi fatti contestati. In caso contrario Federfarma, che condanna fermamente ogni comportamento illecito, è pronta a costituirsi parte civile negli eventuali processi che dovessero aprirsi nei confronti dei titolari di farmacia accusati di essere coinvolti nella truffa ai danni del Ssn”.

Questa la reazione che Marco Cossolo (nella foto), presidente del sindacato nazionale dei titolari di farmacia, ha diffuso con una nota ufficiale dopo la notizia dell’operazione portata a termine ieri dai Nas in Puglia e diverse altre province del Paese.  “Auspico anche che, qualora le accuse fossero confermate, le articolazioni territoriali di Federfarma intervengano nei modi previsti dai loro statuti nei confronti dei farmacisti interessati”.






“Esprimo grande apprezzamento, come sempre, per l’operato dei Nas, che vigilano affinché le risorse del Ssn non siano sperperate a causa di comportamenti illeciti”
continua Cossolo, che afferma anche di condividere “il rammarico e la condanna da parte del ministro Speranza perché ogni truffa ai danni del Ssn priva i cittadini delle prestazioni sanitarie e dei farmaci cui hanno diritto”.

Cossolo conclude quindi dicendosi “particolarmente dispiaciuto perché fatti come questi  ricadono  negativamente anche sulla rete delle farmacie che, in questa recente emergenza sanitaria, hanno dimostrato ancora una volta spirito di sacrificio, dedizione e impegno nel rispondere al meglio ai bisogni di salute delle persone.”

FONTE: rifday.it
IMMAGINE: farmaciavirtuale.it

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Nas scoprono farmacisti e medici implicati in truffa a Ssn

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  • 18 Luglio 2020
Tg Federfarma Channel - Edizione del 17 luglio

Operazione “Senza vergogna”: i Nas scoprono farmacisti e medici implicati in truffa a Ssn

Roma, 17 luglio – Sono finiti nei guai, e potrebbero essere guai  davvero molto grossi, i farmacisti individuati dai Nas nell’ambito di un’inchiesta sulle truffe al Servizio sanitario nazionale e regionale condotta  in diverse Regioni, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari, su incarico della quale i carabinieri del Nucleo Tutela della salute  hanno eseguito ieri 44 perquisizioni nei confronti di titolari di aziende farmaceutiche, informatori scientifici del farmaco, farmacie, medici specialisti e di medicina generale.

Nel corso della mega-operazione, denominata Shameless (letteralmente Senza vergogna, nome in codice che già esprime un preciso giudizio di valore sui reati commessi e su chi li ha commessi), sono stati eseguiti anche 17 ordini di esibizione di documentazione ad altrettante aziende farmaceutiche. Rilevante il giro d’affari delle presunte truffe, che secondo gli investigatori si aggira intorno ai 20 milioni di euro. È invece ancora in corso di quantificazione il danno erariale ai danni del Ssn.

Le indagini avevano preso il via dopo la scoperta, in uno studio associato di medici di medicina generale, di alcune confezioni di farmaci prescritte con ricette false. Secondo gli investigatori, alcuni titolari di aziende farmaceutiche, farmacisti e medici “compiacenti” avevano creato “un articolato meccanismo corruttivo” basato sulla prescrizione di farmaci a pazienti ignari. Poi le ricette venivano spedite a farmacie convenzionate con le Aziende sanitarie locali e i farmaci rivenduti a cittadini stranieri. Ma l’attività investigativa ha consentito di appurare che migliaia di confezioni di farmaci sono state gettate tra i rifiuti o bruciate in aperta campagna.

Per comprendere e valutare bene l’entità della truffa, i carabinieri del Nas hanno passato al vaglio i dati sulle prescrizioni di specialità medicinali a carico del Ssn forniti dalla Regione Puglia.

Il ministro della Salute Roberto Speranza  ha subito fatto pervenire il suo apprezzamento ai carabinieri dei Nas “per l’importante operazione svolta a Bari. Non sono ammissibili truffe ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, specialmente in questa fase così delicata. Ogni risorsa sottratta illegalmente alla nostra sanità” ha concluso il ministro “è un danno alla salute dei cittadini”.

FONTE: rifday.it
IMMAGINE: internet

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