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Battaglia vinta: farmaci per uso umano agli animali

Farmaci per uso umano ora anche per gli animali

Il farmaco equivalente per uso umano  anche per uso veterinario è ora realtà:
Il ministro della salute Roberto Speranza ha firmato il decreto che riconosce la possibilità di prescrivere un medicinale per uso umano che contiene lo stesso principio attivo di quello veterinario sulla base della migliore convenienza economica dell’acquirente.
Era una richiesta che un’istanza che era stata avanzata da tutte le associazioni e dall’ Enpa (Ente nazionale per la protezione degli animali) in primis dal 2006 è supportata anche da tanti consiglieri comunali regionali e dai cittadini stessi perché  effettivamente aiutare i propri animali e tutelarne i diritti della salute è fondamentale perché si mette e nella possibilità di poter curare i propri animali anche con patologie gravi e con farmaci che possano agevolare la salute dell’animale stesso senza dover incorrere in spese costose e comunque  costi troppo alti. Ne siamo soddisfatti, è una grande vittoria!  è una vittoria per loro per i loro diritti perché  loro non hanno una sanità pubblica e quindi le spese per curarli sono altissime quindi questa è una prima battaglia vinta.
Adesso spero che si prenderà anche in considerazione  l’iva in merito ai ricoveri anche presso gli studi veterinari perché al momento l’iva è del 22 per cento.
Qquindi io spero che sia il primo passo.
Ma cosa ne pensano i veterinari? Se vero che il farmaco veterinario rispetto all’equivalente umano costa di più, è pur vero che il farmaco veterinario rispetto al farmaco umano a parità di principio attivo ha delle caratteristiche diverse che riguardano in particolare la somministrazione quindi la posologia del farmaco e anche l’appetibilità e poi parliamo anche di un altro aspetto importante che la patologia cioè riuscire ad avere una formulazione di farmaco disponibile biodisponibile per un gatto per un cane di un chilo per un gatto per un cane di 40 50 oltre per avere questo c’è bisogno di varie formulazioni che vanno a coprire tutto il range cosa che in patologia umana chiaramente non c’è.
Dovranno essere fatte delle spiegazioni, delle delucidazioni molto più accurate non legate solamenteal prezzo o al costo di una terapia perché quello sì è un aspetto importante, in particolare in questo periodo, però vincolante molto su tanti altri aspetti che invece non vengono considerati almeno per il momento.

FONTE: YouTube

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Ministero Salute, vantaggi delle prescrizioni dematerializzate nell’ultimo anno

Farmacie - la ricetta elettonica fa risparmiare tempo e protegge l'ambiente

Ministero Salute, vantaggi delle prescrizioni dematerializzate nell’ultimo anno

Roma, 22 gennaio – Il decreto del 30 dicembre 2020 del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 gennaio scorso,
https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2021-01-15&atto.codiceRedazionale=21A00160&elenco30giorni=true
ha fornito al ministero della Salute il pretesto per ripercorrere, in una nota pubblicata sul suo sito istituzionale,   http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=5281
il percorso di potenziamento del processo di dematerializzazione delle prescrizioni di farmaci.

A dare particolare impulso alla dematerializzazione delle ricette mediche è stata la situazione di emergenza determinata dalla pandemia. Per assicurare la disponibilità di farmaci ai soggetti più fragili e, in generale, ridurre l’afflusso di pazienti negli studi medici, al fine di non esporre a situazioni di potenziale rischio sia i professionisti che i pazienti, sono state infatti messe in atto diverse misure per la dematerializzazione delle prescrizioni e del promemoria cartaceo.

L’Ordinanza del Capo della Protezione civile del 19 marzo 2020   https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=73722

ha introdotto modalità alternative al promemoria cartaceo per limitare gli accessi presso gli studi dei medici del Ssn; il decreto interministeriale del 25 marzo 2020
https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/dettaglioAtto?id=73790
ha previsto l’estensione della ricetta dematerializzata ai farmaci con piano terapeutico Aifa, ai medicinali distribuiti per conto del Servizio sanitario nazionale e ha esteso le modalità elettroniche alternative al promemoria cartaceo oltre la fase emergenziale.  Il già ricordato decreto del 30 dicembre scorso estende la dematerializzazione delle ricette mediche alla prescrizione di farmaci non a carico del Ssn e prevede modalità di rilascio del promemoria della ricetta elettronica attraverso ulteriori canali, sia a regime che nel corso della fase emergenziale da Covid-19.

Sul decreto del 30 dicembre è opportunamente intervenuta la Fofi, realizzando una sorta di “baedeker” delle modalità operative previste dal provvedimento per l’erogazione delle ricetta e per il rilascio del promemoria da parte del medico prescrittore,  sia in regime ordinario sia nella fase emergenziale dovuta alla pandemia,  aperto da una fondamentale precisando in via preliminare che la ricetta dematerializzata bianca si affianca a quella cartacea, senza però “mandarla in pensione”. I medici potranno pertanto continuare a effettuare prescrizioni anche con la ricetta cartacea.

 

Il “baedeker” della Fofi sulla gestione della ricetta dematerializzata bianca

REGIME ORDINARIO

Generazione ricetta e Nrbe
Il medico prescrittore procede alla generazione in formato elettronico delle prescrizioni di farmaci non a carico del Ssn, secondo le medesime modalità previste per le ricette Ssn (dm 2 novembre 2011), riportando almeno i dati relativi al codice fiscale del paziente, la prestazione e la data della prescrizione, nonché le informazioni necessarie per la verifica della ripetibilità e non ripetibilità dell’erogazione dei farmaci prescritti.
La ricetta è individuata univocamente dal Numero di ricetta bianca elettronico (Nrbe, assegnato dal SAC in fase di compilazione della ricetta da parte del medico prescrittore, secondo le medesime modalità di cui al decreto 2 novembre 2011, eventualmente anche tramite SAR.
Il medico rilascia all’assistito il promemoria cartaceo, secondo il modello pubblicato sul portale del SAC (www.sistemats.it).
Su richiesta dell’assistito, tale promemoria può essere trasmesso tramite i canali alternativi di cui all’art. 3-bis del decreto 2 novembre 2011. In merito, si rammenta che il promemoria può essere reso disponibile per il paziente:a) nel portale del SAC www.sistemats.it anche tramite SAR; b) nel Fse dell’assistito, solo a fronte del rilascio del consenso all’alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico; c) tramite posta elettronica; d) tramite sms.
A tal proposito, si precisa che il cittadino non potrà inviare, tramite posta elettronica o sms il suddetto promemoria alla farmacia, in quanto il decreto, all’art. 3, stabilisce espressamente le modalità di utilizzo del promemoria da parte del cittadino stesso (vedi paragrafo successivo).
La farmacia invia i dati della prestazione erogata con le medesime modalità di cui al decreto 2 novembre 2011. Il SAC, anche tramite SAR, verifica le condizioni di ripetibilità della vendita del farmaco, sulla base di quanto previsto dal medico, nonché della normativa di riferimento.

Promemoria della ricetta elettronica. Modalità a regime della disponibilità attraverso altri canali

L’assistito può accedere al SAC, anche tramite SAR, con Spid o CNS, ad una apposita area del portale www.sistemats.it, al fine di: a) consultare e scaricare le proprie ricette elettroniche generate dai medici prescrittori e i relativi promemoria dematerializzati; b) selezionare la farmacia di propria fiducia alla quale inviare il promemoria per il successivo ritiro dei farmaci prescritti.
Qualora non fosse dotato di Spid o Cns, il cittadino può accedere ad un’area libera del portale del Sistema Ts inserendo il Nre, il suo codice fiscale e la data di scadenza della tessera sanitaria. In tale contesto, il cittadino potrà accedere alla sola ricetta inserita e svolgere le stesse attività di cui alle lettere a) e b).
Il SAC, anche tramite SAR, a fronte della richiesta da parte del cittadino, invia una notifica alla farmacia prescelta dall’assistito.
Nel caso in cui i farmaci siano disponibili ed erogabili, la farmacia accetta la richiesta dell’assistito e provvede alla «presa in carico» e alla successiva erogazione dei farmaci.
Il SAC provvede a darne immediata notifica all’assistito che provvede al ritiro presso la farmacia.
Ad avviso della Fofi, tale disposizione – così come tutte quelle inserite nel sopraindicato articolo 3 – pur richiamando solo l’acronimo Nre, relativo alle ricette Ssn, debba considerarsi riferita sia alle prescrizioni di medicinali a carico del Ssn sia a quelle di medicinali con oneri a carico del privato. Diversamente, infatti, si genererebbe un vulnus normativo, in quanto mancherebbe la disciplina dell’invio del promemoria dematerializzato delle ricette bianche da parte del cittadino alla farmacia. La Federazione ha, pertanto, chiesto conferma al ministero della Salute di tale interpretazione eavrà cura di fornire indicazioni non appena perverranno dal Dicastero.Divieto di utilizzo di applicativi o canali non previsti per la trasmissione del promemoria
Si ribadisce, pertanto, che le uniche modalità previste per l’utilizzo del promemoria da parte del cittadino sono quelle sopra elencate e, pertanto, quest’ultimo potrà utilizzare il promemoria esclusivamente recandosi di persona in farmacia ovvero attraverso il sistema SAC, anche tramite SAR. In regime ordinario, non è ammessa la trasmissione del promemoria dal cittadino alla farmacia tramite sms o posta elettronica ovvero attraverso il ricorso ad ulteriori applicazioni informatiche.FASE EMERGENZIALE PANDEMICAPromemoria della ricetta elettronica. Modalità di utilizzo presso le farmacie nella fase emergenziale
Fino al perdurare dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 (al momento fissata al 30 aprile 2021), l’assistito che ha ricevuto la ricetta elettronica farmaceutica da parte del medico prescrittore con le modalità di cui all’art. 1 dell’ordinanza PC n. 651/2020 (messaggio di posta elettronica – SMS o altra applicazione di messaggistica – comunicazione telefonica – cfr circolare federale n. 12066 del 20.3.2020) può inoltrare gli estremi della ricetta alla farmacia prescelta.
A tal fine, oltre alle modalità sopra indicate, l’assistito individua la farmacia e le comunica i dati della ricetta elettronica unitamente al codice fiscale riportato sulla tessera sanitaria dell’assistito a cui la ricetta stessa è intestata, secondo le seguenti modalità:
a) via posta elettronica, inviando in allegato il promemoria, ricevuto dal medico tramite e-mail oppure estratto dal proprio fascicolo sanitario elettronico, ovvero, inviando il numero di ricetta elettronica unitamente al codice fiscale riportato sulla tessera sanitaria dell’assistito a cui la ricetta stessa è intestata;
b) via sms o con applicazione per telefonia mobile che consente lo scambio di messaggi e immagini, inoltrando il messaggio ricevuto dal medico di cui all’art. 1, comma 1, lettera b) dell’ordinanza PC n. 651/2020;
c) laddove abbia ricevuto telefonicamente dal medico il numero di ricetta elettronica, lo comunica alla farmacia con il codice fiscale a cui è intestata la ricetta elettronica.
Pertanto, l’invio del promemoria dal cittadino alla farmacia secondo tali canali alternativi è consentita esclusivamente fino al perdurare dello stato di emergenza sanitaria e non in regime ordinario.
Restano ferme le iniziative per le persone più fragili tramite i servizi telefonici:
a) del ministero della Salute;
b) di ciascuna Regione e Provincia autonoma, eventualmente attivate.
Nei casi sopra considerati, la farmacia individuata per l’erogazione del farmaco, imposta la corrispondente ricetta elettronica nello stato di «presa in carico» nel SAC, anche tramite SAR, e provvede alla erogazione dei farmaci dandone informativa all’assistito per il ritiro presso la farmacia.
Sempre nel periodo emergenziale, laddove possibile, la farmacia provvede a recapitare i farmaci all’indirizzo indicato dall’assistito in fase di richiesta telematica di erogazione farmaci.
Deleghe alla trasmissione delle ricette
Con riferimento alla tematica della delega del paziente al medico per l’invio del promemoria direttamente alla farmacia dallo stesso prescelta, si precisa che, a seguito delle osservazioni formulate dalla Federazione degli Ordini, è stata soppressa la disposizione – inizialmente inserita nella prima versione del decreto – che consentiva tale prassi.
Non è, pertanto, ammessa la suddetta delega al medico da parte del paziente.Adempimento obblighi relativi alla dispensazione
Come è noto, l’art. 89, comma 3, del D.Lgs. 219/2006 stabilisce che le ricette mediche non ripetibili “devono essere ritirate dal farmacista, che è tenuto a conservarle per sei mesi”.
In considerazione della dematerializzazione di tali prescrizioni e per un completo processo di gestione elettronica delle ricette, la scrivente ritiene che il suddetto obbligo possa considerarsi correttamente adempiuto mediante la conservazione elettronica della ricetta bianca DEM chiusa sul SAC, senza la necessità che il farmacista proceda alla stampa del promemoria cartaceo ai fini della conservazione.
Anche a tal proposito, si segnala che è stata richiesta al ministero della Salute la conferma del suddetto orientamento interpretativo e la Federazione provvederà a fornire aggiornamenti in merito non appena possibile.FONTE: rifday.it
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Saturimetri, partita la distribuzione gratuita di 30 mila dispositivi in 1200 farmacie

Saturimetro o Pulsossimetro

Saturimetri, partita la distribuzione gratuita di 30 mila dispositivi in 1200 farmacie

Roma, 12 gennaio – Con l’avvio della distribuzione gratuita dei primi 30 mila saturimetri acquistati grazie alle donazioni fatte alla Società italiana di pneumologia (Sip). è partita ieri la campagna promossa dalla stessa società scientifica per “far conoscere questo dispositivo, che serve a misurare il grado di ossigenazione del sangue e che può essere un alleato prezioso per prevenire le complicanze gravi da Covid”.

I saturimetri rappresentano uno strumento fondamentale per monitorare le condizioni dei pazienti con Covid-19 e per prevenire le gravi complicanze respiratorie legate a questa patologia: da qui la decisione della Sip, presieduta da Luca Richeldi (nella foto a sinistra), che è anche componente del Comitato tecnico scientifico (Cts), di dare vita a una campagna, in collaborazione con Federfarma, per dare impulso alla loro conoscenza e al loro uso (RIFday ne ha ampiamente riferito il mese scorso in questo articolo).

Dopo la prima fase, svoltasi nello scorso mese di dicembre e consistita nella misurazione gratuita in farmacia della saturazione dell’ossigeno nel sangue, raccogliendo dati preziosi che saranno la base per uno studio a cura della stessa Sip, ieri è cominciata la fase 2, con la distribuzione gratuita dei dispositivi sul territorio, nelle farmacie che hanno aderito all’iniziativa. Si punta a distribuire i primi 30 mila saturimetri nell’arco di uno-due mesi. Proprio i farmacisti, chiarisce Richeldi, “saranno preziosi, grazie ai loro contatti e la conoscenza del territorio, per individuare i soggetti o le famiglie che potranno ricevere il dispositivo gratuitamente”.

I dispositivi, infatti, andranno ovviamente affidati a soggetti con malattie respiratorie,  più esposti al rischio di complicanze gravi se infettati da SarsCov2. “Proprio il ridotto livello di ossigeno nel sangue, causato da disturbi respiratori e che il saturimetro è in grado di rilevare” spiega Richeldi  “è indice infatti del rischio di polmonite interstiziale che rappresenta una complicanza grave del Covid. Questi pazienti possono andarvi incontro se infettati e il saturimetro migliora il loro monitoraggio”.

In caso di Covid, disporre di questo dispositivo è fondamentale anche per identificare i pazienti per i quali è necessario il ricovero in ospedale. “Se il valore segnalato è sotto il 92%”  afferma Richeldi “va avvertito subito il medico e si può rendere necessario il ricovero”. In questo modo, aggiunge, “anche per il medico è più facile monitorare i pazienti. Inoltre, consigliamo ai pazienti Covid di monitorare le proprie condizioni con il saturimetro anche in assenza di problemi respiratori. Può infatti verificarsi una condizione di ipossia silente in cui l’ossigeno diminuisce nel sangue ma il paziente non se ne rende conto e quindi ritarda l’andata in ospedale. Il monitoraggio può evitare che ciò accada”.

Al contrario, rileva lo pneumologo, “il controllo tramite il dispositivo può anche evitare ricoveri inutili. Insomma, riuscire a dare una maggiore tranquillità ai pazienti rispetto al rischio di sviluppare la polmonite grave è importante e ciò è cruciale anche per il medico che deve monitorare a distanza il malato”.

Questa iniziativa, aggiunge il presidente di Federfarma Marco Cossolo (nella foto a destra), “punta ad educare i cittadini sull’importanza dell’utilizzo del saturimetro, ancora poco conosciuto. La dotazione che abbiamo è di 30mila apparecchi, circa 22 per ognuna delle 1.200 farmacie impegnate nella campagna, ma speriamo di poterne avere ancora in seguito”.

Il saturimetro verrà distribuito in questa fase principalmente a pazienti con asma e Bpco, “maggiormente a rischio e che in Italia – conclude Cossolo – in totale rappresentano circa un milione di persone”.

All’interno della categoria non sono però mancate le polemiche nei confronti delle modalità di realizzazione e comunicazione dell’iniziativa, che è stata ampiamente ripresa dai mezzi di informazione, generando in molti cittadini l’erronea convinzione che i saturimetri (30 mila per l’intero territorio nazionale, come già riferito) fossero disponibili gratuitamente in tutte le farmacie e, addirittura, per tutti. Inevitabilmente, le richieste sono state moltissime e la stragrande maggioranza dei farmacisti si è ovviamente trovata nella condizione di dover dire no e di spiegare il motivo del diniego.

Su chat e piattaforme di discussione di categoria, al riguardo, si è abbattuto un diluvio di critiche: tra le osservazioni prevalenti, quella relativa a presunti deficit di comunicazione dell’iniziativa all’interno della stessa categoria. In realtà, le circolari di Federfarma sul tema non sono mancate ed è ragionevole ritenere che le associazioni provinciali abbiano poi provveduto a inoltrarle ai loro associati. Può essere, dunque, che le comunicazioni (come accade) non siano state molto lette. Era chiaro fin da novembre, ad esempio (circolare Federfarma n. 16207 del 27 novembre ai presidenti dei sindacati provinciali),  che la fase 2 dell’iniziativa avrebbe riguardato un numero necessariamente ridotto di farmacie: la nota conteneva infatti l’invito esplicito al presidente provinciale di indicare  “n. 10 farmacie della tua provincia, al fine di coinvolgerle nella seconda fase del progetto”, alle quali far pervenire circa 20 saturimetri (consegnati “dalla rete delle aziende di distribuzione aderenti a Federfarma Servizi”).  Qui, semmai, si è innescato un altro motivo di polemica, relativo ai criteri (non resi noti) utilizzati per scegliere le dieci farmacie da ammettere alla fase 2.

Sia come sia, dai molti commenti pubblicati in rete emerge una scarsa conoscenza dell’iniziativa e molta irritazione per aver esposto ancora una volta la grande maggioranza delle farmacie a una figura che avrebbe certamente potuto essere evitata. “Un’iniziativa che poteva essere valida si è trasformata in un boomerang” sintetizza al riguardo un farmacista in una chat associativa, restituendo fedelmente un pensiero largamente condiviso  nel gurgite vasto ambito dei “malpancisti”.

FONTE:  rifday.it
FOTO:  amazon.it

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Sindacato Titolari Farmacie. “Farmacisti coinvolti in truffa Ssn, pronti a costituirci parte civile”

Marco Cossolo - Sindacato Titolari di Farmacia

Roma, 17 luglio “Mi auguro che i farmacisti destinatari delle perquisizioni effettuate dai Carabinieri del Nas su incarico della Procura di Bari possano dimostrare la loro estraneità ai gravissimi fatti contestati. In caso contrario Federfarma, che condanna fermamente ogni comportamento illecito, è pronta a costituirsi parte civile negli eventuali processi che dovessero aprirsi nei confronti dei titolari di farmacia accusati di essere coinvolti nella truffa ai danni del Ssn”.

Questa la reazione che Marco Cossolo (nella foto), presidente del sindacato nazionale dei titolari di farmacia, ha diffuso con una nota ufficiale dopo la notizia dell’operazione portata a termine ieri dai Nas in Puglia e diverse altre province del Paese.  “Auspico anche che, qualora le accuse fossero confermate, le articolazioni territoriali di Federfarma intervengano nei modi previsti dai loro statuti nei confronti dei farmacisti interessati”.






“Esprimo grande apprezzamento, come sempre, per l’operato dei Nas, che vigilano affinché le risorse del Ssn non siano sperperate a causa di comportamenti illeciti”
continua Cossolo, che afferma anche di condividere “il rammarico e la condanna da parte del ministro Speranza perché ogni truffa ai danni del Ssn priva i cittadini delle prestazioni sanitarie e dei farmaci cui hanno diritto”.

Cossolo conclude quindi dicendosi “particolarmente dispiaciuto perché fatti come questi  ricadono  negativamente anche sulla rete delle farmacie che, in questa recente emergenza sanitaria, hanno dimostrato ancora una volta spirito di sacrificio, dedizione e impegno nel rispondere al meglio ai bisogni di salute delle persone.”

FONTE: rifday.it
IMMAGINE: farmaciavirtuale.it

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Nas scoprono farmacisti e medici implicati in truffa a Ssn

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  • 18 Luglio 2020
Tg Federfarma Channel - Edizione del 17 luglio

Operazione “Senza vergogna”: i Nas scoprono farmacisti e medici implicati in truffa a Ssn

Roma, 17 luglio – Sono finiti nei guai, e potrebbero essere guai  davvero molto grossi, i farmacisti individuati dai Nas nell’ambito di un’inchiesta sulle truffe al Servizio sanitario nazionale e regionale condotta  in diverse Regioni, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari, su incarico della quale i carabinieri del Nucleo Tutela della salute  hanno eseguito ieri 44 perquisizioni nei confronti di titolari di aziende farmaceutiche, informatori scientifici del farmaco, farmacie, medici specialisti e di medicina generale.

Nel corso della mega-operazione, denominata Shameless (letteralmente Senza vergogna, nome in codice che già esprime un preciso giudizio di valore sui reati commessi e su chi li ha commessi), sono stati eseguiti anche 17 ordini di esibizione di documentazione ad altrettante aziende farmaceutiche. Rilevante il giro d’affari delle presunte truffe, che secondo gli investigatori si aggira intorno ai 20 milioni di euro. È invece ancora in corso di quantificazione il danno erariale ai danni del Ssn.

Le indagini avevano preso il via dopo la scoperta, in uno studio associato di medici di medicina generale, di alcune confezioni di farmaci prescritte con ricette false. Secondo gli investigatori, alcuni titolari di aziende farmaceutiche, farmacisti e medici “compiacenti” avevano creato “un articolato meccanismo corruttivo” basato sulla prescrizione di farmaci a pazienti ignari. Poi le ricette venivano spedite a farmacie convenzionate con le Aziende sanitarie locali e i farmaci rivenduti a cittadini stranieri. Ma l’attività investigativa ha consentito di appurare che migliaia di confezioni di farmaci sono state gettate tra i rifiuti o bruciate in aperta campagna.

Per comprendere e valutare bene l’entità della truffa, i carabinieri del Nas hanno passato al vaglio i dati sulle prescrizioni di specialità medicinali a carico del Ssn forniti dalla Regione Puglia.

Il ministro della Salute Roberto Speranza  ha subito fatto pervenire il suo apprezzamento ai carabinieri dei Nas “per l’importante operazione svolta a Bari. Non sono ammissibili truffe ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, specialmente in questa fase così delicata. Ogni risorsa sottratta illegalmente alla nostra sanità” ha concluso il ministro “è un danno alla salute dei cittadini”.

FONTE: rifday.it
IMMAGINE: internet

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