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28 Febbraio 2022

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Le tappe della carriera di Stefania Bariatti

Le principali tappe professionali di Stefania Bariatti, giurista riconosciuta a livello internazionale.

Stefania Bariatti

Stefania Bariatti: i traguardi accademici

Milanese, classe 1956, Stefania Bariatti è professore ordinario di Diritto internazionale presso l’Università degli Studi di Milano. Autrice di oltre 150 pubblicazioni, ha partecipato come relatrice esperta a numerosi corsi nelle principali università italiane e straniere. Protagonista di un’intensa attività in rappresentanza del Governo italiano, attualmente è Membro del Governing Council dell’International Institute for the Unification of Private Law (UNIDROIT). Iscritta all’Ordine degli Avvocati, per quasi 20 anni ha collaborato come of Counsel presso Chiomenti. Stefania Bariatti si distingue già durante gli anni della formazione. Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita presso l’Università degli Studi di Milano, diventa ricercatrice di Diritto internazionale, ottenendo poi nel 1994 il ruolo di professore ordinario all’Università di Sassari, dove insegna anche Diritto dell’Unione Europea e della concorrenza. Nel 1997 il passaggio all’Università Milano-Bicocca. In quegli anni, oltre alle attività come docente, per i due Istituti riveste anche la carica di Consigliere di Amministrazione. Viene eletta, inoltre, Presidente di numerose associazioni internazionali che operano nell’ambito del Diritto europeo e internazionale. Nel 2002 il ritorno all’Università degli Studi di Milano, poi l’esperienza come visiting professor a Tolosa e l’impegno come Co-Direttore della Rivista di Diritto Internazionale Privato e Processuale.

Stefania Bariatti: gli altri incarichi professionali

Stefania Bariatti lavora anche come avvocato: nel 2002 avvia infatti la sua esperienza nello Studio Legale Chiomenti, collaborando inizialmente come associate, poi come partner e infine come of Counsel, arrivando a dirigerne la sede di Bruxelles e la practice di diritto della concorrenza europeo e italiano. Un rapporto che si concluderà nel 2021. Ha fatto anche parte del Comitato per la Corporate Governance di Borsa Italiana, incaricata di elaborare la versione del “Codice di autodisciplina delle società quotate”. Stefania Bariatti è stata Presidente del Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena e di SIAS, oltre che membro dei CdA di ASTM S.p.A. e SIT Group S.p.A.,. Oggi siede nei Board di A2A, MediaforEurope NV e BNL (Gruppo BNP Paribas). E’ stata Vicepresidente dell’Associazione Bancaria Italiana (dove oggi è come membro del Consiglio e Presidente del Comitato Tecnico Antitrust) e membro della giunta di Assonime.

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“La Svolta”: l’imprenditore Pietro Colucci presenta il nuovo progetto editoriale

Realizzare con efficacia la transizione ecologica è possibile solo puntando sull’informazione e sulla formazione: le riflessioni di Pietro Colucci, fondatore del progetto editoriale “La Svolta”.

Pietro Colucci

Nasce “La Svolta”, iniziativa cross-mediale di Pietro Colucci

“Credo fermamente che l’attuale transizione ecologica possa realizzarsi solo se accompagnata da un’adeguata informazione e formazione”: presenta così Pietro Colucci la nuova testata giornalistica “La Svolta”, realizzata insieme alla Direttrice Cristina Sivieri Tagliabue e a Roberto Coizet, fondatore di Edizioni Ambiente, casa editrice specializzata in cultura della sostenibilità. È con loro che “abbiamo condiviso e sostenuto la nuova iniziativa de ‘La Svolta’ per continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica, la politica ed il mondo delle Imprese”, ha dichiarato Pietro Colucci. Per l’imprenditore alla guida di Sostenya, oggi impegnato anche nelle vesti di Direttore Editoriale della testata, l’obiettivo è porre al centro “l’importanza di uno sviluppo che sappia coniugare crescita economica e sostenibilità ambientale, in un quadro di tutela dei diritti e di futuro industriale ispirato all’innovazione tecnologica”.

Pietro Colucci: giovani, innovazione e trasformazioni nel focus del progetto editoriale

“La Svolta” si propone, dunque, come un’iniziativa di tipo cross-mediale: quotidiano di informazione online, settimanale di approfondimento cartaceo e progetto attivo sui social media. È così che, nelle intenzioni di Pietro Colucci, si rende possibile quell’adeguata informazione e formazione, nonché interazione con i lettori, per affrontare temi a dir poco fondanti oggi quali l’ambiente, i diritti umani e le prospettive sul futuro. Tutto ciò con un’attenzione particolare verso il mondo giovanile, l’innovazione e le trasformazioni sociali ed economiche della società contemporanea. “La Svolta”, Società Benefit, è una testata giornalistica partecipata da Sostenya, azionista di controllo del Gruppo Innovatec, che opera nel settore della sostenibilità e della clean technology. Fa capo al Gruppo anche Edizioni Ambiente, storica casa editrice dedicata ai temi della sostenibilità ambientale. Come evidenziato da Pietro Colucci, la promozione per il lancio è partita a inizio febbraio a Milano, con 10 tram personalizzati e una campagna pubblicitaria realizzata in collaborazione con Igp Decaux.

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Antonio Liseno: il Don Alfonso 1890 San Barbato offre un’esperienza culinaria unica

Il San Barbato Resort Spa & Golf sorge a Lavello, in Basilicata, terra natìa del suo fondatore, l’imprenditore Antonio Liseno. Al suo interno una delle perle del luxury resort: il ristorante Don Alfonso 1890 San Barbato, nato da una partnership con Alfonso Iaccarino, proprietario di uno dei più importanti ristoranti al mondo.

Antonio Liseno

Antonio Liseno: la collaborazione con la famiglia Iaccarino

“Avere fiducia nelle persone che lavorano con me, che mostrano lo stesso entusiasmo e che hanno la stessa passione per l’accoglienza, è la base del mio operato”, aveva dichiarato Antonio Liseno nell’intervista rilasciata a “Food & Travel Italia”. In effetti, in quanto a scelta di partner per i propri progetti, si potrebbe affermare che l’imprenditore sappia il fatto suo. Franco Pepe, Chef Niimori Nobuya e Don Alfonso Iaccarino sono alcuni dei nomi illustri con cui ha collaborato. Con quest’ultimo, in particolare, è riuscito a portare la cucina d’autore di uno dei più grandi ristoranti al mondo, il bistellato Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui Due Golfi, all’interno del suo resort. Iaccarino, insieme alla moglie Livia e ai suoi due figli, Ernesto e Mario, ha così trasferito la stessa passione e la medesima filosofia che contraddistinguono la sede originaria in quella di Lavello. Adesso, il San Barbato Resort gode di un ristorante stellato, dove ogni piatto viene realizzato con materie di primissima qualità, poi trattate dalle mani sapienti degli chef che le trasformano in piatti unici, nel gusto e nell’estetica.

Antonio Liseno: nel ristorante del San Barbato i nostri clienti godono di un’atmosfera unica

Antonio Liseno e i suoi collaboratori non lasciano nulla al caso. Per la sala del Don Alfonso 1890 San Barbato si è deciso di puntare sull’eleganza. Qui il nero la fa da padrone: dal colore delle pareti ai posti a sedere. Questa scelta, oltre a conferire alla sala un’atmosfera davvero raffinata, serve per far sì che l’attenzione si concentri sulle ampie vetrate panoramiche e sulla cucina a vista. I protagonisti sono solo loro: i piatti degli chef. Immersi in una tale cornice, gli ospiti vivranno una vera e propria esperienza culinaria interattiva, godendo dello spettacolo offerto dalla brigata di cucina gourmet, con tanto di giochi di luce che accompagnano la preparazione delle pietanze e la mise en place.

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La realizzazione del DVR dalla teoria alla pratica

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La realizzazione del DVR dalla teoria alla pratica

Un corso in videoconferenza il 14 e 21 aprile 2022 per approfondire gli obiettivi della valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro e conoscere le tecniche più efficaci per la redazione del documento di valutazione.

 

Malgrado le trasformazioni del mondo del lavoro, dovute all’evoluzione della tecnologia, all’arrivo di nuovi rischi ed emergenze sanitarie, la valutazione dei rischi continua a rimanere una delle colonne portanti di qualunque strategia di prevenzione di incidenti e malattie professionali nei luoghi di lavoro.

Ricordiamo che Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008) definisce la valutazione dei rischi come la ‘valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza’.

 

Malgrado l’importanza dei processi di analisi e valutazione dei rischi, ancora oggi in molti luoghi di lavoro i rischi non sono adeguatamente valutati o lo sono in modo solo superficiale, senza attenzione ai rischi effettivi e senza un adeguato coinvolgimento di tutti gli attori della sicurezza aziendale.

 

Ci sono percorsi formativi per conoscere le tecniche più adeguate per valutare i rischi? Ci sono esercitazioni che permettono di sperimentare la realizzazione di documenti di valutazione?

 

Il corso in videoconferenza sulla realizzazione del DVR

Proprio per favorire un miglioramento nell’elaborazione dei documenti di valutazione dei rischi (DVR), l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 14 e 21 aprile 2022 un corso in videoconferenza di 8 ore dal titolo “La realizzazione del DVR: dalla teoria alla pratica”.

 

Il corso si pone l’obiettivo di fare il punto sugli scopi della valutazione dei rischi e sulle tecniche più efficaci per la redazione del documento di valutazione.

Dal punto di vista operativo il corso intende fornire un approccio pratico alla valutazione e alla realizzazione di un documento di valutazione dei rischi, anche con l’impiego di esercitazioni e lavori di gruppo.

 

Il percorso formativo, che si terrà tramite piattaforma informatica e in sincrono (tra persone presenti nello stesso momento), si compone di due giornate formative: la prima è incentrata sulla valutazione dei rischi, la seconda è incentrata sul documento di valutazione dei rischi.

 

Il docente del corso è Lucio Fattori, formatore e consulente esperto in tematiche relative alla salute e sicurezza sul lavoro.

 

Il processo di valutazione dei rischi

Ricordiamo che la valutazione dei rischi consiste nel valutare tutti i rischi esistenti per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, e presuppone almeno cinque fasi fondamentali:

  • individuazione e registrazione dei pericoli;
  • valutazione dei pericoli per determinare il livello di rischio;
  • individuazione delle misure di prevenzione e protezione;
  • attuazione delle misure;
  • monitoraggio e revisione.

 

Ad esempio, dopo aver individuato e registrato i pericoli, bisogna valutarli per determinare il livello di rischio che può dipendere da diversi fattori:

  • probabilità che il pericolo si verifichi;
  • gravità degli effetti dopo che il pericolo si è verificato;
  • frequenza e durata dell’esposizione al pericolo.

È poi necessario individuare le misure da adottare per ridurre quanto più possibile il rischio tenendo presente che l’attenuazione dei rischi deve avvenire nel seguente ordine:

  1. eliminazione della fonte di pericolo,
  2. sostituzione della fonte di pericolo,
  3. riduzione dei pericoli derivanti dalla fonte,
  4. isolamento della fonte di pericolo,
  5. protezione del personale per mezzo di dispositivi di protezione.

 

I contenuti del corso e le informazioni per iscriversi

La videoconferenza di 8 ore “La realizzazione del DVR: dalla teoria alla pratica”, organizzata dall’Associazione AiFOS, si terrà nelle seguenti giornate e orari:

  • 14 aprile 2022, dalle 14.00 alle 18.00 (4h)
  • 21 aprile 2022, dalle 14.00 alle 18.00 (4h).

 

Questi i contenuti trattati nelle due giornate.

 

Prima giornata:

– La valutazione dei rischi e i relativi obblighi;

– “Cosa è” e “cosa non è” il DVR;

– Documentazione di supporto per la VdR;

– Errori più comuni nella valutazione dei rischi.

 

Seconda giornata:

– DVR: contenuti, struttura e organizzazione;

– Criteri di redazione;

– DVR, collaborazione e consultazione;

– Il piano di miglioramento.

 

La partecipazione al corso vale come 8 ore di aggiornamento per RSPP, ASPP, Formatori Area 2, Coordinatori alla sicurezza. Corso valido per Manager HSE (UNI 11720:2018 – area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/la_realizzazione_del_dvr_dalla_teoria_alla_pratica

 

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected] –  [email protected]

 

 

24 febbraio 2022

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Municipia S.p.A.: la tecnologia a servizio della sicurezza urbana, i progetti della società

Strumenti predittivi e analisi dei big data: Municipia S.p.A. offre risposte efficaci e tecnologicamente avanzate per una gestione efficiente della sicurezza nei centri urbani.

Municipia S.p.A.

Sicurezza urbana: l’approccio di Municipia S.p.A., società del Gruppo Engineering

L’innovazione tecnologica a servizio della sicurezza urbana: Municipia S.p.A. supporta quotidianamente in questo ambito le amministrazioni locali implementando progetti che si basano sull’applicazione di nuove tecnologie funzionali a monitorare in tempo reale ciò che succede in città e a elaborare predizioni a partire dai dati raccolti. In tal modo la gestione della sicurezza urbana diventa più efficiente: la società del Gruppo Engineering in particolare crea infrastrutture a supporto della sicurezza urbana, stradale e sociale attraverso l’installazione di reti di sensori e telecamere, arredi urbani intelligenti, pannelli a messaggio variabile, sensori di nuova generazione strategicamente posizionati e capaci di rilevare eventi e registrare diversi tipi di informazioni e movimenti per rendere più efficaci le attività di analisi dei fenomeni del territorio e supportare i processi decisionali. Risposte efficaci e tecnologicamente avanzate quelle proposte da Municipia S.p.A. nell’ottica di ridurre il senso di insicurezza e i potenziali pericoli in città.

Municipia S.p.A.: sicurezza urbana e qualità della vita, il valore della tecnologia

Nella vision di Municipia S.p.A. nuove tecnologie e strumenti predittivi in grado di analizzare i big data raccolti dall’ambiente urbano possono fare la differenza nella realizzazione di soluzioni integrate di sicurezza attiva. La questione della sicurezza urbana d’altronde occupa un ruolo di rilievo nell’opinione pubblica e nel dibattito politico sull’amministrazione delle città: l’impegno nel migliorare la qualità della vita dei cittadini, elemento fondamentale di sviluppo sociale, non può prescindere da quello per politiche di sicurezza funzionali. L’applicazione di nuove tecnologie, la conoscenza in tempo reale di ciò che succede in città attraverso l’interpretazione degli eventi, le predizioni basate sui dati raccolti, l’analisi e la combinazione dei dati stessi sono alla base del modello attraverso cui Municipia S.p.A. si propone di ridisegnare il concetto di "sicurezza urbana" nelle città: integrata, più immediata e vicina ai cittadini e ai loro reali bisogni, più funzionale alle decisioni da assumere e a un miglior controllo del territorio.

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Arriva anche nella splendida Loreto la campagna di sensibilizzazione al Buon Senso dedicata alla Via della Felicità.

Grazie all’impegno dei suoi volontari, la guida al sano vivere scritta da L. Ron Hubbard agl’inizi degli anni Ottanta ha raggiunto le attività del centro storico della conclamata città di Loreto che con il suo Santuario è ormai riconosciuta in tutto il Mondo.
La scelta di azioni e decisioni richiede capacità e saggezza, non solo l’interesse del gruppo. Con 21 precetti, La via della felicità di L. Ron Hubbrd aiuta una persone nelle scelte da prendere nel corso della vita. Potrebbe trattarsi del primo codice morale non religioso basato interamente sul buon senso.
Dalla Regola Aurea:’ Non fare agli altri quello che non vorresti che venga fatto a Te!’, a precetti come ‘Non Rubare’, ‘Non Assassinare’ che ben ci ricordano i comandamenti descritti nel Vecchio Testamento.
Oggi la Via della Felicità è pubblicata in ben 97 lingue e promossa in ben 107 paesi. Il suo obbiettivo: ripristinare il decoro e la prosperità nella collettività.
Nel ricevere una copia, una commessa di un negozio di Articoli Religiosi ha esclamato:’ Una Via della Felicità nelle Marche?!….Ci piace!’. Grazie alla copertina appositamente dedicata al territorio marchigiano dove sono rappresentate le foto del Monte Conero, lo Sferisterio, la Rotonda di Senigallia e il Mare Adriatico, la Via della Felicità nelle Marche ha il desiderio di alzare il morale di tutte le persone che ricevono una copia; consigli per vivere all’insegna del Buon Senso in direzione di una vita migliore.
Quando viene a mancare il buon senso, allora iniziano a palesarsi i comportamenti scorretti e piano piano il degrado diventa sempre più evidente.
Non a caso parlando con moltissime persone i volontari hanno spesso sentito esprimere il concetto che il male di questa società è proprio dovuto a un abbassamento del valore morale, e di conseguenza molte buone maniere sono venute men, al punto che alcune disonestà sono considerate normali.
Il risultato che più danneggia la civiltà e impedisce il suo progresso è che più la morale si abbassa più aumenta la sfiducia e automaticamente il Senso di Responsabilità scompare. E proprio l’assenza di Responsabilità sta generando la confusione sociale in ogni campo e istituzione. Nessuno ha “la responsabilità” per cui nessuno risolve i problemi e di conseguenza trovare soluzioni è solo una parvenza di tentativi che il più delle volte sono motivati da interessi economici, più che per un genuino senso di responsabilità.
Di questo passo dove andremo a finire? Qualcuno pone l’ipotesi che l’evoluzione tecnologica e l’inserimento della digitalizzazione come modo di vivere possa ridurre le problematiche e di conseguenza dei costi cercando di tracciare e permettere così un’individuazione immediata della nascita del problema.
Ma è realmente così? Per quanto la tecnologia oggi sembra essere in grado di ascoltarci e darci risposte lampo, si denuncia il suo limite, ovvero “l’incapacità di stabilire il buon senso nella Società!”. E questo è chiaramente dimostrato dal fatto che la tecnologia non ha evitato la pandemia, non ha evitato crisi economiche, e tutt’ora in questo momento, ci troviamo sotto minaccia di una guerra.
Tutto questo apparente progresso, da solo, non ha risolto i problemi più importanti: nonostante l’Agenda ONU 2030, la tecnologia non sta aiutando la risoluzione di queste piaghe sociali. Spesso infatti non è insolito che alcune persone esclamino:’ Ma non si stava meglio prima?!’, riferendosi ai tempi in cui si viveva in un mondo meno complesso, eppure con quei ‘valori’ che sono il riflesso di un ‘Vivere e Sano e Felice e all’Insegna del Buon Senso!’.
L’invito è quindi rivolto a tutti! Conoscere i 21 precetti affinché si ristabilisca l’integrità e il valore di ogni individuo, con l’obbiettivo di sviluppare un progresso all’insegna del buon codice morale. Allora forse il progresso tecnologico potrebbe essere un valido strumento per migliorare la società!
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Edizione, Alessandro Benetton: “CdA di primissimo livello, due donne tra gli indipendenti”

Due "importanti ingressi" e altrettante "gradite riconferme" per il CdA che affiancherà Alessandro Benetton nella sua nuova avventura in Edizione.

Alessandro Benetton

Edizione, Alessandro Benetton: "Costruire team di lavoro solido step fondamentale"

"Vi avevo promesso che avrei raccontato la mia esperienza in Edizione, e quindi eccomi qui. In ogni azienda, un primo passaggio fondamentale è costruire un team di lavoro solido, e dato che in Edizione abbiamo da poco ufficializzato il nuovo Consiglio di Amministrazione, ci tengo a presentarvelo". Inizia con queste parole il messaggio recentemente apparso sui social di Alessandro Benetton. L’imprenditore ha da poco preso in mano le redini della Holding di famiglia: il suo compito come neo Presidente è reinterpretarne l’approccio industriale e riportare Edizione ad essere nuovamente punto di riferimento italiano nel mondo. E la discontinuità inizia non solo con un nuovo modo di comunicare, ma soprattutto con una squadra di "primissimo livello". Nel CdA, oltre allo stesso Alessandro Benetton e all’Amministratore Delegato Enrico Laghi, siederanno in rappresentanza della famiglia anche Carlo Bertagnin Benetton, Christian Benetton ed Ermanno Boffa. Sono quattro invece i consiglieri indipendenti eletti dall’Assemblea dei Soci: "Due di questi sono in realtà due gradite conferme: Claudio De Conto e Vittorio Pignatti-Morano Campori, persone che hanno dimostrato negli anni il valore del loro contributo".

Alessandro Benetton: nel CdA spazio a donne di "caratura internazionale"

I seggi restanti tra gli indipendenti saranno invece occupati da due volti nuovi. Ad accompagnare Alessandro Benetton e cugini nel nuovo corso di Edizione anche Irene Boni e Francesca Cornelli. AD di Talent Garden e con passato in Yoox Net-A-Porter, Irene Boni porterà in Edizione le sue competenze nel mondo della tecnologia e dell’innovazione, con un focus sui giovani talenti del futuro digitale. Francesca Cornelli, economista e Dean and Professor of Finance alla Kellogg School of Management, contribuirà con il profondo know-how sui temi della business education e dello sviluppo manageriale: "Entrambe figure di caratura internazionale – scrive Alessandro Benettonche sono orgoglioso di poter contare tra i membri di questo Consiglio". L’ingresso di Boni e Cornelli, fa sapere la Holding in una nota, "amplia il network relazionale internazionale del Gruppo e lo spettro di competenze distintive e di elevato profilo che abbraccia i settori del management, della finanza e M&A così come i temi di governance, educazione, innovazione e tecnologia".

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La SEO è morta, lunga vita alla SEO!

Data per morta da tantissimi anni la SEO (Search Engine Optimization) è più viva che mai perché è integrata in ogni aspetto del digital marketing.

Infatti esiste una seo per i social, esiste una seo per i video che carichiamo su youtube, esiste una seo per le immagini. Inoltre la seo si sposa benissimo per le campagne a pagamento su Google ed è fondamentale quando si realizza un sito web.

Tutte le web agency sanno bene che è così.

Andiamo per gradi e vediamo il perché la SEO è sempre sulla cresta dell’onda.

La SEO nei social

In ogni contenuto social pubblichiamo foto e video, in questo caso l’ottimizzazione SEO è importante per dire all’algoritmo del social chi è il nostro lettore tipo. Insomma questo tipo di ottimizzazione aumenta la possibilità di visibilità organica di un contenuto.

Inoltre potrebbe ridurre i costi e migliorare le performance di una campagna a pagamento.

Su LinkedIn esiste una vera e propria ottimizzazione SEO del profilo e dei contenuti pubblicati, si tratta di operazioni fondamentali per farsi trovare da recruiter ed aziende o per trovare clienti e contenuti informativi.

La SEO per immagini

Si tratta di una tecnica fondamentale, infatti Google Immagini è il terzo motore al mondo di ricerca. Inoltre i suoi risultati li trovi sempre sulla Serp di Google.

Si ottiene inserendo il titolo, l’oggetto e i tag cliccando su tasto destro, proprietà e poi dettagli nei formati jpg, inoltre aggiungendo l’alt tag delle immagini una volta caricati su wordpress.

Anche nominare correttamente le immagini è molto utile per migliorare la loro visibilità. Chiaramente è importante evitare il keyword stuffing e preferire un numero minimo di parole chiave descrittive.

La SEO su Youtube

I video sono uno strumento potentissimo che sta prendendo sempre più spazio nel marketing. Alla fine youtube non è soltanto un social, ma anche il secondo motore di ricerca al mondo.

L’ottimizzazione dei video deve essere fatta a livello di piattaforma dopo il caricamento. Il nome file incide molto limitatamente. Maggiore spazio ce l’ha l’inserimento di parole chiave nel titolo e nella descrizione.

Come tutte le strategie SEO, anche questa ha bisogno di tempo. Quando si parla di SEO parliamo sempre di tempi lunghi per ottenere risultati importanti.

La SEO è una maratona: ci vuole allenamento, perseveranza e pazienza. L’advertising invece è più operativo ed è più simile alle gare dei velocisti.

La SEO per Google Ads

Fare campagne pubblicitarie su Google per un sito che ha avuto una buona ottimizzazione SEO è molto più facile e redditizio.

Per prima cosa si possono trovare facilmente le keyword giuste su cui biddare, dall’altra le campagne saranno più efficienti e avranno costi inferiori grazie a migliori punteggi di qualità.

La coerenza è fondamentale in questo tipo di campagne, quindi Google premia chi acquista parole chiave che sono allineate con la landing page.

Insomma, la SEO non è morta ma è più viva che mai. Il motivo è semplice perché si basa sui nostri bisogni, le nostre aspirazioni e prende forza dai nostri desideri e dalle nostre paure. Noi siamo fatti di SEO.

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