Daily Archives

10 Dicembre 2021

Comunicati

Chat senza registrazione video la gente ci passa il 40% del proprio tempo.

Chat senza registrazione video.  La maggior parte delle persone non si siederebbe davanti a uno specchio per ore al giorno, controllandosi, ma la pandemia di COVID-19 ha scoperto che molti fanno proprio questo.

Servizi di chat sena registrazione video che ti catturano.

I servizi di chat senza registrazione video come Zoom sono diventati un modo comune per tenersi in contatto con amici, familiari e colleghi di lavoro. Ma ha anche costretto le persone a sedersi faccia a faccia con se stesse con una chiara visione di ogni brufolo, ogni ruga e ogni espressione imbarazzante che altrimenti non vedrebbero mai.

È solo strano. Ma è peggio di così? La nostra percezione di sé è cambiata?

La ricerca della Washington University di St. Louis suggerisce che per la maggior parte delle donne -; ma non per tutte le donne -; questa nuova visione di se stessi non è stata accompagnata da alcun cambiamento nel modo in cui sono soddisfatti del proprio aspetto. La ricerca, condotta dalla prima autrice Gabrielle Pfund, una studentessa laureata nel laboratorio di Patrick Hill, professore associato presso il Department of Psychological & Brain Sciences in Arts & Sciences, è stata pubblicata sull’International Journal of Eating Disorders.

Quando le chat senza registrazione video sono diventate più pervasive, “Ho pensato, questo è diverso da qualsiasi cosa io abbia mai sperimentato. Mi chiedo se questo stia influenzando le persone?” Pfund ha previsto che potrebbe scoprire che le persone sarebbero generalmente meno soddisfatte del loro aspetto più aumenta l’utilizzo della chat video senza registrazione.

Ha contattato un ex professore, Jennifer Harriger alla Pepperdine University, che fa ricerche sull’immagine corporea e sui social media. Harriger ha incoraggiato Pfund a esplorare l’argomento.

Per lo studio, Pfund ha intervistato 438 donne -; perché, ha detto, “Le donne spesso riferiscono più problemi con l’immagine corporea rispetto agli uomini”. I partecipanti andavano dai 18 ai 70 anni; tutti tranne il 5% avevano 55 anni o meno.

Hanno riferito quanto tempo hanno trascorso in videochat prima dell’inizio della pandemia rispetto a dopo; con cui hanno condiviso gli schermi, come amici, familiari, colleghi di lavoro e/o partner romantici; e le risposte ad alcune domande aggiuntive sulle loro abitudini relative alle chat senza iscrizione video.

Le persone riferiscono di trascorrere circa il 40% del loro tempo su Zoom e le varie chat senza registrazione gratis, guardando la propria immagine -; e alcune persone hanno riferito di essersi guardate il 100% delle volte, secondo Gabrielle Pfund, una studentessa laureata presso il Dipartimento di Scienze psicologiche e cerebrali.

I ricercatori hanno quindi valutato le donne su una scala di auto-oggettivazione, una misura dei pensieri coscienti di una persona su come credono che gli altri le percepiscano. Sono stati anche valutati sulla frequenza con cui hanno confrontato il loro aspetto con gli altri.

Infine, è stato chiesto loro quanto fossero soddisfatti del proprio aspetto.

Prese insieme, le risposte delle donne si sono aggiunte a un’immagine che descrive come il loro utilizzo della chat video ha rilevato quanto fossero soddisfatte del loro aspetto, date queste tendenze a giudicare se stesse, contro gli altri o attraverso gli occhi degli altri.

“Pensavamo che potesse essere moderato dall’oggettivazione di sé e dalla soddisfazione per l’aspetto”, ha detto, intendendo che più una donna si auto-oggettivava, o più si confrontava con gli altri, più forte sarebbe stata l’associazione negativa tra il tempo trascorso in chat video e aspetto con soddisfazione.

Le donne che erano più inclini a confrontarsi con altre persone durante le chat video hanno riportato una minore soddisfazione del viso e del corpo e un uso più frequente della funzione “ritocca il mio aspetto” di Zoom per sfocare le loro carnagioni.

Ma non ci sono solo cattive notizie: le persone che hanno trascorso più tempo in videochat con amici e familiari hanno riportato una maggiore soddisfazione del viso e del corpo.

Ma che dire quando si trattava di analizzare i dati e vedere come cambiava la soddisfazione delle donne in relazione a quanto tempo in più avevano trascorso in videochat?

“La cosa principale che abbiamo scoperto è che non è così”, ha detto. “Il numero di ore che trascorri in videochat durante il giorno non è associato a quanto sei soddisfatto del tuo viso o dell’aspetto del tuo corpo.”

Soprattutto.

“Per le persone che hanno ottenuto un punteggio più alto nell’oggettivazione di sé c’era una piccola associazione negativa con la soddisfazione dell’aspetto più tempo trascorrevano in chat video”, ha detto.

Era una piccola associazione, ma con conseguenze potenzialmente grandi per alcune popolazioni. Uno dei motivi è che non sono solo amici, famiglie e colleghi di lavoro con cui le persone si sono collegate tramite chat video. Durante la pandemia, molte persone si sono rivolte anche a soluzioni di telemedicina per le cure mediche.

“La ricerca futura dovrebbe considerare se l’uso di tali piattaforme può essere problematico per alcuni individui”, ha scritto Pfund nel documento. In particolare, ha affermato, questa ricerca preliminare solleva interrogativi sull’uso della chat video per il trattamento di persone con determinate condizioni, come i disturbi alimentari.

E non presume che l’uso della chat video possa colpire solo le donne. Successivamente, Pfund prevede di esaminare i comportamenti di chat video degli uomini: le associazioni sono le stesse delle donne? Gli uomini stanno confrontando le loro apparizioni in chat video?

In futuro, ha in programma di approfondire il punto di vista delle donne facendo sì che tengano registrazioni quotidiane delle loro interazioni e sentimenti video.

Anche lo stesso studio potrebbe sembrare diverso se lo facesse di nuovo oggi.

Quando ha iniziato la ricerca, era maggio. All’epoca poteva sembrare un’eternità, ma ormai possiamo dire che a quei tempi il fenomeno delle videochat era ancora piuttosto nuovo -; solo due mesi dopo aver lavorato da casa. Ora le persone ci sono abituate e probabilmente si sono adattate a fissarsi, a volte per ore al giorno.

Anche lo stesso studio potrebbe sembrare diverso se lo facesse di nuovo oggi.

Quando ha iniziato la ricerca, era maggio. All’epoca poteva sembrare un’eternità, ma ormai possiamo dire che a quei tempi il fenomeno delle videochat era ancora piuttosto nuovo -; solo due mesi dopo aver lavorato da casa. Ora le persone ci sono abituate e probabilmente si sono adattate a fissarsi, a volte per ore al giorno nelle chat senza registrazione video.

“Sono passati quasi 10 mesi da quando lo facciamo tutto il tempo”, ha detto Pfund. “Ciò che significa per noi ora potrebbe essere molto diverso da quello che significava per noi allora”.

 

Riferimento alla rivista:

Pfund, GN, et al . (2021) Videochat e soddisfazione dell’aspetto durante COVID-19: confronti dell’aspetto e auto-oggettivazione come moderatori. Giornale internazionale dei disturbi alimentari . doi.org/10.1002/eat.23393

 

No Comments
Comunicati

GIVEAWAY LEGALI UTILIZZANDO LE STORIE INSTAGRAM CON IGEASY BY WEBING

Webing, il Facebook Business Partner che gestisce contest e giveaway legali nei social, ha integrato nella piattaforma per giveaway e contest IGEASY le nuove web app per aumentare i follower e coinvolgere le community attraverso concorsi a premi anche con le Storie Instagram.

Le Storie, utilizzate ogni giorno da più di 500 milioni di utenti, sono il contenuto con più engagement.

Fino a qualche settimana fa non era possibile lanciare concorsi a premi legali in Italia a causa dell’impossibilità di creare il “sistema di mirroring o alternativo” previsto dalla normativa italiana sulle manifestazioni a premio. Il mirroring è richiesto quando la partecipazione a un concorso a premi si svolge su un canale social, come appunto Instagram ed è proprio questa caratteristica ad essere utilizzata dalla soluzione realizzata da Webing.

IGEASY si arricchisce quindi di due nuove tipologie di giveaway, per le quali è stato attivato un sistema di mirroring che consente ai brand di gestire giveaway con Storie Instagram come unico canale di partecipazione LEGALMENTE. Eccole nel dettaglio.

1) #tuttaunaltrastory!

Con questo format, la partecipazione è semplice ed immediata: il profilo del promotore pubblicherà una o più storie e i follower del profilo dovranno semplicemente rispondere alla storia per iniziare la partecipazione al concorso. L’interazione con la storia attiva il chatbot che chiede al partecipante di confermare alcuni dati, inclusi nome, cognome ed indirizzo email. Tutti i dati vengono automaticamente salvati nella piattaforma Igeasy e possono essere integrati in real time anche con il crm del promotore.
I benefit? Aumento dei follower, fidelizzazione dei consumatori e nuovi contatti per il Crm.

2) InstaWin

Dal connubio tra Instagram e concorsi instant win nasce il primo concorso gestibile interamente attraverso le Storie Instagram, in cui i partecipanti scoprono subito se hanno vinto uno dei premi in palio. Tutto senza dover attivare un minisito dedicato.
 L’integrazione con un chatbot e con il software instant win certificato consente la partecipazione veloce, sicura e legale.

Le Storie si aggiungono agli altri format disponibili nella managed platform, tra cui il Comment Picker, InstaQuiz, Hashtag Contest e i format più tradizionali quali Quiz, Test, Instant Win e foto contest.

No Comments
Comunicati

Rapporto AiFOS: l’uso della videoconferenza per la salute e sicurezza

Comunicato Stampa

Rapporto AiFOS: l’uso della videoconferenza per la salute e sicurezza

 

I risultati della ricerca sull’uso della videoconferenza per la formazione alla salute e sicurezza sul lavoro, la presentazione del Rapporto AiFOS 2021 e il webinar gratuito del 19 gennaio 2022.

 

Per essere un efficace misura di prevenzione di infortuni e malattie professionali la formazione alla salute e alla sicurezza deve essere in grado di evolversi, di adattarsi ai cambiamenti, alle nuove richieste normative, ai nuovi strumenti per erogarla, all’evoluzione dei rischi.

 

Sicuramente in questi ultimi due anni una delle spinte più forti verso il cambiamento è stato l’arrivo del virus SARS-CoV-2. Il virus e l’emergenza COVID-19 hanno scosso il mondo del lavoro favorendo e diffondendo specifiche modalità di formazione a distanza come la videoconferenza in modalità sincrona che permette di ricreare aule virtuali con docenti e allievi compresenti.

 

Tuttavia per comprendere l’impatto di questa novità e favorire una effettiva evoluzione della formazione è necessario riflettere e rispondere ad alcune domande: quali sono i vantaggi e le criticità delle videoconferenze in sincrono? Quali sono stati i risultati della sua applicazione durante l’emergenza? E quale sarà il futuro di questo strumento di formazione?

 

La ricerca AiFOS e il convegno di presentazione dei risultati

In relazione a queste domande l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha realizzato nel 2021 una importante attività di ricerca per esplorare il valore e l’importanza della videoconferenza e conoscere l’opinione di formatori, dei lavoratori e RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza).

 

I risultati della ricerca, che si si aggiunge ai tanti lavori di indagine e analisi che l’Associazione AiFOS ha realizzato negli anni, sono stati raccolti nel Rapporto AiFOS 2021, pubblicato sulla rivista “Quaderni della sicurezza AiFOS” n. 4/2020, e presentati durante il convegno “Cambia il lavoro, cambiano le metodologie: l’uso della videoconferenza per la salute e sicurezza – Rapporto AiFOS” che si tenuto a Bologna il 2 dicembre 2021 durante la Fiera Ambiente Lavoro.

 

Durante il convegno il Presidente AiFOS, Rocco Vitale, ha ricordato come più volte l’Associazione abbia sottolineato l’importanza della videoconferenza, come metodologia formativa, e ha presentato la ricerca AiFOS che è stata svolta sulla base delle risposte fornite a questionari che hanno coinvolto 565 persone: 407 formatori e 158 tra lavoratori e RLS.

 

L’analisi dei dati della ricerca non solo permette di conoscere i pro e i contro di questa metodologia, ma apre a nuove “visioni” del futuro della formazione e della sicurezza, un futuro in cui la digitalizzazione e le nuove tecnologie saranno le indiscusse protagoniste.

 

Il link per visualizzare le immagini del convegno, le slide degli interventi e il Rapporto AiFOS 2021:

https://aifos.org/home/eventi/materiali-eventi/materiali_convegni/cambia_il_lavoro_cambiano_le_metodologie_materiali

 

Videoconferenza: le risposte di formatori, lavoratori e RLS

Sono molte le risposte significative fornite nei questionari diffusi dall’Associazione AiFOS.

 

Risulta evidente, ad esempio, l’importanza attribuita dai formatori alla videoconferenza in sincrono per il futuro della formazione: l’81% del campione indica che dopo la pandemia vorrebbe proseguire la propria attività di formatore con un mix tra aula e videoconferenza.

 

I principali vantaggi della formazione a distanza segnalati dai formatori sono l’assenza di spostamenti (91%), l’ottimizzazione dei tempi (68,7%) e la conciliazione vita-lavoro (61,6%), temi fondamentali che riguarderanno la sicurezza del futuro, che, con la nascita di nuovi bisogni lavorativi, avrà l’importante compito di introdurre nuove soluzioni e nuovi processi, soluzioni e processi necessari per gestire i cambiamenti che osserviamo quotidianamente e di cui siamo parte attiva.

 

Riguardo, invece, alle risposte del campione di lavoratori e di RLS si segnala che le criticità più frequentemente emerse durante l’esperienza della formazione a distanza hanno riguardato la connessione internet nel 64% dei casi e la strumentazione utilizzata (microfono e webcam non funzionanti) nel 55% di casi. In ogni caso il 71% del campione vorrebbe svolgere la formazione post pandemia in modalità blended, cioè combinando il digitale e l’aula. E gli intervistati si dichiarano, inoltre, abbastanza interessati a sperimentare in futuro nuove metodologie formative (intelligenza artificiale, realtà virtuale, microlearning, gamification).

 

Una risposta permette poi di comprendere quale sarà essere il futuro della formazione. Circa il 73% del campione di lavoratori e RLS ritiene che formazione in aula e formazione in videoconferenza, se opportunamente gestite, potrebbero avere pari efficacia.

 

Cambia il lavoro, cambiano le metodologie: un nuovo webinar gratuito

Per riflettere ulteriormente sui risultati della ricerca, il 19 gennaio 2022 si terrà, dalle 14.30 alle 17.30, il webinar gratuito “Cambia il lavoro, cambiano le metodologie. L’uso della videoconferenza per la salute e sicurezza – Rapporto AiFOS 2021”.

 

Durante il webinar si affronterà il ruolo assunto in questi anni dalla videoconferenza e si forniranno informazioni sullo stato dell’arte e sulle sensazioni, positive e negative, dei formatori in materia di salute e sicurezza, restituendo un’analisi che coinvolge aspetti relativi alle diverse fasi del progetto formativo.

 

A tutti i partecipanti verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di n. 2 crediti per Formatori area tematica n.1 (normativa/organizzativa), RSPP/ASPP, RLS, CSE/CSP.

 

Per avere ulteriori dettagli sul webinar e iscriversi, è possibile utilizzare questo link:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/cambia_il_lavoro_cambiano_le_metodologie_rapporto_2021_webinar

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

 

09 dicembre 2021

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

No Comments