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9 Febbraio 2018

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Mutui: in un anno +3.6% nel tempo necessario

Quanto tempo passa, in Italia, dal momento in cui si cominciano a richiedere informazioni sul mutuo prima casa a quello in cui si esce dalla banca con il documento di stipula firmato? 140 giorni, ovvero il 3,6% in più di quanto non fosse nel 2016. A fare i calcoli sono stati Facile.it e Mutui.it che hanno preso in esame un campione di circa 1.500 pratiche di finanziamento gestite nel 2017 tramite i due portali.

Colpa delle banche e della loro lentezza? In realtà no, o perlomeno non sempre dato che, scorporando il dato complessivo, i giorni necessari per passare dall’istruttoria della pratica all’erogazione sono mediamente pari ad appena 58.

I tempi considerati nell’indagine calcolano l’intero processo, dalla prima richiesta di informazioni alla stipula e, quindi, includono anche, ad esempio, i tempi necessari alla raccolta dei documenti.

Le più veloci e le più lente

Scorrendo i risultati si vede come i tempi cambino sensibilmente lungo lo stivale. Le regioni più lente sono risultate essere la Sardegna (185 giorni), l’Umbria (180) e la Calabria (154); le più rapide il Trentino Alto Adige (85 giorni), la Liguria (105) ed il Friuli Venezia Giulia (122).

A livello provinciale, questa volta per il totale mutui, la palma della più rapida spetta a Trento che, con 92 giorni, batte al fotofinish Genova (93) e Trieste (94). Le più lente del campione, di contro, sono risultate essere Mantova (198 giorni), Sassari (182) e Brindisi (181). 

Le grandi città

Fra le grandi città italiane i tempi più lunghi sono quelli di Venezia (151), cui seguono Napoli (146) e Roma (145). Genova è invece la più rapida (93 giorni) e si lascia alle spalle Bologna (128,6) e Palermo(128,8). Numeri alla mano, fra i 1.500 mutuatari del campione considerato, chi risiedeva a Roma ha aspettato un tempo superiore del 4% rispetto a chi risiedeva a Milano; chi ha acquistato casa a Napoli ha avuto un iter il 12% più lungo di chi ha presentato la domanda a Bologna, a Venezia il 38,5% in più che a Genova.

 

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Luce e gas: quasi 1 italiano su 2 paga ancora con il bollettino

Molti italiani, quando si parla di pagare le bollette luce e gas, sono ancora affezionati al “vecchio” bollettino; è questo il dato che emerge dall’analisi realizzata da Facile.it che, esaminando oltre 30.000 contratti luce e gas processati attraverso il sito nel 2017, ha scoperto che quasi un cliente su due (42,50%) preferisce pagare tramite bollettino anziché affidarsi al RID e il dato non varia di molto se si divide l’analisi fra energia elettrica (42,98% chi utilizza ancora il bollettino) e fornitura di gas (41,73%).

Che gli italiani fossero ancora affezionati agli strumenti tradizionali è cosa nota tanto che, secondo una indagine commissionata da Facile.it a mUp Research in occasione dei 5 anni di attività del comparatore*, l’agenda cartacea, usata ancora da quasi 8 milioni di cittadini, risultava essere il supporto preferito per annotare le spese familiari (37% di chi tiene traccia), superando sia il PC (31%) sia le app (7%).

Fasce di età

Se si analizza il campione dei 30.000 contratti in base all’età anagrafica degli intestatari emerge che, curiosamente, la percentuale di chi preferisce pagare tramite bollettino diminuisce all’aumentare dell’età.

Se si guarda agli under 25, a scegliere il bollettino è ancora il 46,89% del campione, nella fascia 25-44 è il 44,30%, mentre se si punta l’attenzione su coloro che hanno tra i 45 e i 64 anni la percentuale scende al 41,83%. Il valore raggiunge il suo minimo tra gli over 65, dove solo poco più di 1 persona su 3 (36,90%) sceglie il bollettino.

«Una differenza così ampia tra gli under 25 e gli over 65 è legata principalmente a due ragioni», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it. «La prima è un questione tecnica; gli adulti intestatari di un conto corrente – necessario per pagare le utenze tramite RID – sono sicuramente di più rispetto ai giovani. La seconda ragione è di comodità; scegliere l’accredito diretto su conto corrente significa sia evitare le code per poter saldare tramite bollettino, sia il dover ricorrere a strumenti di pagamento online, modalità sicuramente meno familiare alle fasce più anziane della popolazione».

Le differenze territoriali

Dati interessanti emergono analizzando i contratti su base territoriale. I residenti dell’Abruzzo risultano essere quelli che utilizzano in percentuale maggiore il bollettino; in regione il 49,93% dei clienti opta per questo metodo di pagamento. Seguono in classifica il Lazio, dove la percentuale di chi usa il bollettino è pari al 49,33% e la Puglia, con il 47,44%.

Di contro, le aree del Paese dove si va verso un graduale abbandono dello strumento tradizionale a favore dell’addebito diretto su conto corrente sono il Trentino Alto Adige, dove quasi 8 intestatari su 10 (78,74%) usa il RID, il Friuli Venezia Giulia (63,75%), il Veneto (61,81%) e la Liguria (61,40%).

«A spingere molti verso l’accredito diretto», conclude Giacobbe «è anche una questione di risparmio; sono diversi gli operatori del libero mercato che offrono tariffe scontate a chi sceglie la domiciliazione della bolletta. Oltre a questo va considerato anche che, per legge, i fornitori esonerano chi opta per il RID dal deposito cauzionale previsto in caso di pagamento con bollettino.».

Guardando alle grandi province italiane la situazione resta sostanzialmente stabile. Le aree dove il bollettino riscuote le percentuali maggiori di estimatori sono Roma (qui il 47,73% sceglie questa modalità di pagamento), Firenze (45,97%), Bari (45,25%) e Milano (43,40%). Percentuali di poco inferiori alla media nazionale per Torino (41,16%), Bologna (40,67%) e Napoli (40,40%).

Le province nelle quali invece lo strumento tradizionale viene usato sempre meno, a favore del RID, sono Genova, dove solo 1 persona su 3 (36,67%) paga ancora tramite bollettino, Palermo (37,33%) e Venezia (37,69%).

 

 

* Indagine “Il risparmio degli Italiani” (2016) condotta da mUp Research per Facile.it. Il campione intervistato per l’indagine è rappresentativo della popolazione italiana adulta per sesso, età, area geografica, ampiezza del comune di residenza. Le interviste sono state condotte online tramite somministrazione di un questionario strutturato via CAWI, nel corso del mese di febbraio 2016.

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Sim aziendali, controlli e tutela privacy

Con la newsletter n. 437 del 26 gennaio 2018 il Garante per la Privacy ha reso noto che in riferimento all’argomento delle sim aziendali il datore di lavoro può, attraverso un opportuno sistema di controllo del traffico telefonico aziendale, nel rispetto di precise misure a tutela della riservatezza dei dipendenti.

Allo scopo esclusivo di ridurre i costi dell’azienda e valutare l’adeguatezza del contratto sottoscritto con il fornitore dei servizi telefonici, l’azienda può trattare alcuni dati desunte dalla fatturazione relative alle chiamate in uscita dei dipendenti assegnatari di una o più sim aziendali. In particolare, il Garante ha prescritto che le informazioni sul traffico telefonico vengano trattate solo se necessario, pertinenti e non eccedenti. Rispetto ai numeri delle chiamate in uscita e, laddove consentito nei casi in entrata, viene attuato il mascheramento delle ultime quattro cifre.

Qualora si dovessero verificare consumi eccedenti e anomali, la società provvederà a inviduarne le cause e dove necessario, sottolineerà al diretto interessato l’esigenza di rientrare nei costi aziendali, tenendo comunque conto che i dati non potranno essere trattati a fini disciplinari. I dati, sulla base del Codice sulla Privacy, potranno essere conservati entro un limite di tempo di sei mesi e non più di un anno. La società dovrà rendere noto adeguatamente ai propri dipendenti e utilizzare un codice disciplinare interno, specificando le condizioni di utilizzo delle sim telefoniche aziendali.

Per approfondire la news, è possibile collegarsi al sito di Studio Borghi, studio paghe milano, esperto nel mondo dell’elaborazione delle buste paga e della consulenza del lavoro.

Si ricorda ai lettori che settimanalmente vengono pubblicate sul portale dello Studio paghe le ultime news e circolari in materia di lavoro e di amministrazione del personale dipendente.

 

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Evento a Limbiate: Bebe Vio incontra i suoi fan grazie a Hip Hop Watches

Bebe Vio, testimonial ed ambasciatrice del marchio di Hip Hop Watches, incontra i suoi fan al Centro Commerciale Carrefour di Limbiate, presso il punto vendita Il Tempo.

La campionessa paralimpica e mondiale in carica di fioretto individuale e a squadre è amatissima e seguita per le sue imprese sportive, ma anche per il suo impegno e la sua tenacia nel sostenere e affrontare le problematiche legate alle disabilità fisiche; e, ancora, per la sua infinita gioia di vivere.

 

LA COLLEZIONE HIP HOP WATCHES DI BEBE VIO

Bebe è la terza “sognatrice seriale” voluta da Hip Hop Watches per interpretare l’ultimo capitolo del progetto che ha già avuto come primi attori Luca Tommassini e Gianmarco Tamberi.

Ognuno, a proprio modo, portavoce di quella che è la filosofia del marchio di orologi, che ha fatto di ironia, colore, gioia, leggerezza e sogno i valori cardine del proprio dna.

La vita di Bebe è ricca di obbiettivi da realizzare. Non un solo grande sogno, ma tanti, tutti diversi tra loro ma tutti importanti allo stesso modo. Per trasformare i suoi sogni in obiettivi, Bebe Vio ha un piccolo segreto: scriverli in una lista, uno dopo l’altro, e ogni giorno provare a realizzarli tutti! Lei la chiama TO DREAM LIST.

Oltre che campionessa Paraolimpica, BEBE VIO è una bravissima graphic designer, come si definisce lei stessa nella bio del suo profilo Instagram: per Hip Hop, si è dunque cimentata e divertita a disegnare una “capsule collection” composta da due diversi orologi in cui campeggia a grandi lettere la sua visione della vita. La collezione si chiama DREAM STRONG.

BEBE ha voluto lavorare con la linea METAL, che più la rappresenta: determinata e forte nel raggiungere i propri obiettivi – come l’acciaio – ma allo stesso tempo leggera e scanzonata – come il silicone.

E allora… LIVE LIGHT, DREAM STRONG!

 

BEBE VIO E HIP HOP WATCHES: QUANDO E DOVE?

Bebe Vio incontrerà i suoi fan domenica 11 febbraio 2018, presso il punto vendita Il Tempo, all’interno del centro commerciale Carrefour di Limbiate.

L’evento si terrà dalle ore 16 e tutti coloro che si presenteranno con un orologio Hip Hop al polso potranno scattare un selfie con Bebe per ottenere un ricordo speciale del momento.

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84 mila euro e cinque progetti di solidarietà: esito da record per la campagna di Natale «Affidati alla stella”

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  • 9 Febbraio 2018

Ottantaquattro mila volte grazie! Il bilancio della missione «Affidati alla stella» promossa durante il Natale 2017 da Centro Missionario Diocesano, Telaio della Missione e Ascom Bergamo è ancora una volta positivo. La generosità dei bergamaschi ha consentito di raccogliere 84 mila euro che saranno destinati a cinque progetti speciali.

Il ricavato sarà devoluto a: Il Patriarcato di Gerusalemme in Terra Santa a sostegno di una scuola per l’infanzia in Giordania (20 mila euro), a padre Leonardo Raffaini, missionario saveriano in Colombia, per sostener la formazione e l’accompagnamento scolastico di un centinaio di ragazzi (20 mila euro) e al Centro Diurno il Cortile di Oznam gestito dall’omonima Associazione nata da un’intuizione della San Vincenzo (25 mila euro).

A questi progetti maggiori si aggiungono altri piccoli, ma importanti, segni di solidarietà: un contributo da 5 mila euro alla Cooperativa Ruah, 5 mila euro allaparrocchia di Shenjin in Albania, 9 mila euro per il premio “Papa Giovanni XXIII” elargito a tre missionari bergamaschi del mondo: Teresina Caffidon Gianni Gambirasio e Ivo lazzaroni.

Una campagna da numeri record: raccolti 24.932,91 euro dagli stand all’Oriocenter e all’Iper di Seriate, 4485,52 euro dalla capanna sul sentierone, circa 18 mila euro dal progetto “Zucchero di stelle” in collaborazione con l’Istituto comprensivo di Stezzano e grazie alla partecipazione di Adasm, 6mila panettoni solidalivenduti e il Concerto di Natale, come sempre con più di mille partecipanti.

A questi numeri si aggiunge l’iniziativa online del “Websolidale-Onlus” che ha raggiunto con 18mila cartoline spedite principalmente da Italia (80%), America Latina, Africa e altre nazioni, la cifra di 18.043 euro.

Una campagna “smart” che ha portato 1 milione di accessi totali ai siti www.cmdbergamo.org e www.websolidale.org e 15 mila utenti raggiunti, dal 12 dicembre all’8 gennaio, dai post sulla pagina Facebook del CMD dedicati alla campagna natalizia, ottenendo circa 650 interazioni a settimana.

Per ulteriori informazioni sui progetti consultare i siti: www.cmdbergamo.org www.websolidale.org www.iltelaiodellamissione.org

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3D Retail Revolution, fase successiva: incontra ELSE Corp al MICAM 2018

        MICAM Milano  11-14 Febbraio 2018

ELSE Corp – A Virtual Retail Company

              PAD. 3 – ACC9

www.else-corp.com

“3D Retail Revolution”, fase successiva: incontra ELSE Corp al MICAM 2018

Milano, 8 Febbraio 2018ELSE Corp a Virtual Retail Company, torna all’ottantacinquesima edizione di MICAM, l’esibizione B2B internazionale dedicata alle calzature. Questa volta, la startup partecipa al MICAM ancora più consapevole delle potenzialità della propria innovativa piattaforma per l’industria calzaturiera: else.shoes™. Else.shoes™ è il risultato di anni di ricerca tecnologica e diversi test interni, grazie alla collaborazione dei suoi partner commerciali, brand, retailer ed esperti, che hanno creduto nella valorizzazione del Made in Italy attraverso le nuove tecnologie dell’Industria 4.0. La piattaforma è ora pronta per la fase successiva grazie a importanti aggiornamenti. Dal lancio ufficiale della propria piattaforma else.shoes™ a MICAM lo scorso Settembre 2017, una dozzina di piccoli e medi brand e designer indipendenti hanno aderito all’iniziativa ‘Virtual Retail’ dell’azienda.

La startup ha apportato diversi aggiornamenti alla propria soluzione verticale industriale per il settore calzaturiero; la piattaforma else.shoes™, che ha visto l’aggiunta di alcune nuove funzionalità a MyStyle SDK e MySize SDK, rispettivamente soluzioni per la Customizzazione dello Stile del Prodotto in 3D e per la Scansione dei Piedi in 3D e il Virtual Fitting:

  • MySize SDK per la scansione dei piedi in 3D e il virtual fitting è ora disponibile anche come applicazione back-end, offrendo le funzionalità del Virtual Fitting indipendenti dal MyStyle SDK. L’azienda ha adottato una nuova struttura per il modulo di Virtual Fitting, offerto da IBM Cloud e usando l’OrientDB.
  • Monogramma, disponibile in diverse varietà di font, colori e stili e applicabile su qualsiasi parte della scarpa. Parte di MyStyle SDK.
  • Processo di Regole di Stile, che applica i vincoli di stile del designer. Per esempio, se è selezionato un determinato materiale / colore o decorazione, le relative regole vengono applicate anche alle altre parti del prodotto. Parte di MyStyle SDK.
  • ELSE-Code, libreria QR, serve per collegare i prodotti fisici in store (modelli reali, parti del prodotto, accessori, materiali) con le opzioni del Catalogo Virtuale tramite la scansione di codici QR, con conseguente applicazione diretta delle opzioni selezionate al modello virtuale.
  • Configurazione Gerarchica , dove anche le sotto parti di un elemento selezionato possono essere customizzate. Parte di MyStyle SDK.
  • Calcolo Dinamico del Prezzo, per il prodotto customizzato selezionato dal cliente che si basa sulle opzioni di prodotto selezionate (materiali, accessori, decorazioni extra).
  • Protezione con Marchio Digitale per i modelli interattivi in 3D nella Boutique Virtuale 3D, che protegge il copyright dei modelli 3D ospitati nel cloud E.L.S.E.
  • Workflow per la singola scarpa, che consente ad ogni scarpa (sinistra / destra) e ogni piede (sinistro / destro) di essere considerati come oggetti separati. Con questa funzione, è possibile configurare ogni scarpa in modo diverso, con fitting customizzato (raccomandazioni di taglia) per ogni piede. Parte di MySize SDK.

 

ELSE Corp è così pronta per la fase successiva: uno stadio più maturo che le permette di adattarsi alle richieste di mercato e alle esigenze dei propri clienti. La startup si prepara per incontrare brand e retailer: suoi “vecchi amici” e a conoscerne di nuovi, per mostrare loro la più avanzata soluzione di 3D Commerce per le calzature e gli accessori e il loro nuovo passo verso la Rivoluzione del Fashion Retail.

ELSE Corp è felice di accogliervi alla Lounge e presentarvi la seconda fase della “3D Retail Revolution” che sta trasformando il Fashion System! PAD. 3 – ACC9

Per maggiori informazioni: www.else-corp.com/micam-feb-2018

Riguardo ELSE Corp: ELSE Corp è una startup italiana fondata a Milano nel 2014, la quale propone soluzioni B2B e B2B2C a brand, retailer, produttori e designer indipendenti. Il suo principale obiettivo è quello di creare le basi per il futuro del Fashion Retail e di rivoluzionare l’industria della moda proponendo la propria visione relativa al Virtual Retail attraverso E.L.S.E. (acronimo di “Exclusive Luxury Shopping Experience”), una piattaforma Cloud SaaS & API tecnologicamente avanzata che consente la Customizzazione e la Personalizzazione di Massa in 3D di prodotti di moda mediante un’innovativa esperienza di Shopping Virtuale.

 

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Le elettropompe autoadescanti e le loro numerose applicazioni

Le pompe autoadescanti, rispetto a quelle non autoadescanti, sono caratterizzate dalla presenza di particolari elementi e meccanismi nel corpo che fanno sì che l’adescamento avvenga in modo automatico.

Una pompaNello specifico, le operazioni di adescamento consistono nel riempimento delle tubazioni preventivo e nell’utilizzo della valvola di fondo di cui sono dotate le pompe di tipo non autoadescante; nei modelli in cui ciò avviene automaticamente, invece, tali operazioni preventive non sono richieste e il sistema di pompaggio entra automaticamente in funzione tramite il borbottamento dell’aria nel corpo della pompa.

Nei modelli più moderni e versatili il pompaggio non riguarda solamente i liquidi, ma è possibile utilizzare tali dispositivi anche per la movimentazione di fluidi contenenti solidi in sospensione oppure gas disciolti, dall’acqua sino ai liquidi fangosi e contenenti impurità.

Due sono le categorie principali di questi dispositivi evoluti: da una parte troviamo infatti le motopompe autoadescanti, che sono azionate da un motore, mentre dall’altra ci sono le cosiddette elettropompe che invece sono azionate a corrente.

Tra i settori principali in cui è possibile utilizzare le elettropompe di tipo autoadescante ricordiamo ad esempio l’edilizia, la zootecnia, l’agricoltura, la depurazione delle acque, la siderurgia e l’industria meccanica, ma anche ambiti come le lavorazioni dei metalli e degli inerti.

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