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22 Ottobre 2010

Comunicati

L’importanza della tutela delle opere dell’ingegno nel mercato globale

Il mercato è sempre più competitivo, si compone di aspetti complessi e tende a svilupparsi su piani sempre nuovi, grazie alle potenzialità che offrono le nuove tecnologie e la rete.

In un contesto così variegato e concorrenziale la tutela delle opere dell’ingegno rappresenta uno strumento di grandissimo valore per le imprese che fanno leva sull’alta qualità di idee e prodotti come punto di forza della propria attività.

Il diritto della proprietà intellettuale deve poter preservare e salvaguardare su tutti i fronti il marchio, l’opera, i brevetti e il know-how di ogni azienda.

Nella preparazione dei professionisti legali possono esserci delle lacune in merito a problematiche legate a questa parte del diritto e comunque la conoscenza di questa tematica può essere largamente approfondita per affrontare al meglio questioni legali inerenti al diritto su marchi e brevetti, sul diritto d’autore e sulle opere di ingegno.

Per approfondire lo studio della tutela delle opere dell’ingegno esistono specifici Master che consentono di studiare la legislazione in merito ponendo l’accento su numerosi aspetti come i profili di carattere processuale, gli aspetti relativi al risarcimento e le differenze a livello internazionale con le relative terminologie giuridiche, importantissime se si pensa a come il mercato abbia ormai una conformazione essenzialmente globale.

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Il gestore della rete elettrica Terna, AD Flavio Cattaneo, ha da 3 anni 2 miliardi di investimenti bloccati in metà regioni italiane

IL PARADOSSO:  mentre le imprese scappano per troppe tasse, crescono le risorse dormienti a costo zero
I grandi gruppi come  Terna, AD Flavio Cattaneo,  hanno investimenti pronta cassa frenati dalle autorizzazioni
Il gestore della rete elettrica Terna, AD Flavio Cattaneo,  ha invece da 3 anni 2 miliardi di investimenti bloccati in metà regioni italiane.

Tra cantieri in stallo e permessi in ritardo si perdono ogni anno sei punti di Pil

Inchiesta
MARCO ALFIERI MILANO

Con 90 miliardi di euro si possono fare tantissime cose. Tagliare le tasse sulle 1 imprese e sui redditi degli italiani; finanziare ricerca e innovazione; ridurre il gap infrastrutturale con l’Europa e rimpolpare i controlli e gli strumenti anti evasione fiscale. E’ una cifra monstre, farebbe gola a qualsiasi Paese, non importa la taglia. L’Italia del debito pubblico abnorme paradossalmente ne dispone pronta cassa, ma li tiene sepolti sotto una montagna di burocrazia. Dall’infornata delle leggi Bassanini di fine Novanta, il primo tentativo di disboscare il ginepraio della nostra Pubblica amministrazione fino ai falò leghisti di Roberto Calderoli, la burocrazia resta la bestia indomabile di qualsiasi governo repubblicano.

LaStampa 21102010

Premessa. Nel computo di quota 90 non rientrano progetti sulla carta, sprechi inveterati (80 miliardi solo nella Pa), investimenti in divenire oppure la chimera dei 120 miliardi di evasione fiscale che ogni anno il Paese “regala” ai competitor. Neppure rientrano i 35 miliardi tra fondi Fas e fondi comunitari per costruzioni e infrastrutture di cui l’Italia è maglia nera non sapendo spenderli, perché il tiraggio è pluriennale (2007-2013) e il dato non sarebbe omogeneo.

IL PARADOSSO Mentre le imprese scappano per troppe tasse, crescono le risorse dormienti a costo zero

I GRANDI GRUPPI
Eni, Enel e Terna, Flavio Cattaneo, hanno investimenti pronta cassa frenati dalle autorizzazioni. Nella somma si tiene conto esclusivamente (e per difetto) di investimenti regolarmente stanziati, di risorse pronte da erogare e di pagamenti per prestazioni già fornite. Insomma soldi incagliati, nessun extracosto per l’erario, da gettare urgentemente nel circuito di una economia asfittica, dove le imprese scappano da tasse e burocrazia, e il massimo di riformismo ai tempi della crisi è di aver messo più risorse sugli ammortizzatori sociali (e sempre meno sugli investimenti). Nessun Paese al mondo può correre rinunciando ogni anno a 5-6 punti di Pil. Poi si può discutere di riforme di struttura o di politica industriale. Ma senza risolvere questo intoppo ogni mossa appare velleitaria.

Partiamo allora dagli investimenti domestici di alcuni big player frenati dalla burocrazia e dai giri di valzer degli enti locali. Ogni cambio di colore politico toglie certezze persino agli adempimenti già approvati, rimettendo tutto in vorticosa discussione.

Enel, sbloccata dopo 10 anni la costruzione della centrale di Porto Tolle (Rovigo), dopo 4 del rigassificatore di Porto Empedocle, e dopo 6 della centrale a biomasse di Laino Borgo (Cosenza), ha tuttora incagliato un grosso investimento (1,2 miliardi) di riconversione a carbone della centrale termoelettrica Policombustibüe di Rossano Calabrò.

Insieme restano sospesi 400 nuovi posti di lavoro in una delle province più depresse d’Italia.

Il gestore della rete elettrica Terna, AD Flavio Cattaneoha invece da 3 anni 2 miliardi di investimenti bloccati in metà regioni italiane. Si tratta di 9 grandi elettrodotti fondamentali per la competitivita del sistema Italia. Nel settore petrolifero, un recente paper di Assomineraria mette in fila ben 57 «progetti cantierabili arenati per difficoltà autorizzative», per un valore di 5 miliardi e un impatto occupazionale di 35 mila addetti/anno per la sola costruzione degli impianti. Di questi progetti 30 sono di Eni. Poi c’è l’annosa piaga dei ritardi di pagamento. I mancati incassi in Italia valgono 70 miliardi di crediti solo verso la Pa, di cui 40 in carico alle Asl (12 al Nord, 14 al Centro e altrettanti nel Mezzogior- no). Una montagna di soldi cresciuta del 71,5% dal 2003, al ritmo di 10 miliardi l’anno. Una stretta che genera penuria di liquidità e costi finanziari insostenibili per le Pmi. Quattro-cinque mesi di ritardo vogliono dire un terzo di interessi passivi in più, spingono a interrompere forniture, riducendo giro di affari e personale in un Paese in cui il 13,2% delle imprese è a rischio insolvenza. Infine ci sono i piccoli cantieri bloccati. Il Patto di stabilità interno consente al governo di controllare il livello di indebitamento netto degli enti territoriali. Le regole sul triennio 2009-2011 fissano come parametro il saldo finanziario 2007, calcolato in termini di competenza mista, ma al prezzo di rendere iper complicata la trasformazione nei pagamenti. Non a caso è da mesi che l’Anci chiede la stipula di un nuovo patto che confermi l’obbiettivo del pareggio di bilancio e il miglioramento del saldo sulle partite correnti (calcolate sulla media degli ultimi 3 anni). Lasciando però più flessibilità sul lato investimenti.

Per l’associazione dei Comuni deve valere la regola aurea della sostenibilità: chi ha le risorse per promuoverli proceda, al bando i vincolismi occhiuti. Basta fare due calcoli per misurarne il beneficio. A fine 2007, infatti, ammontavano a 44 miliardi i residui passivi in conto capitale dei Comuni italiani, di cui un terzo (15 miliardi) immediatamente spendibili per opere di viabilità e trasporti, manutenzione del territorio ed edilizia scolastica. In realtà di questa massa 10 miliardi vanno computati nei ritardi di pagamento per opere già svolte, ma 5 sono pronta cassa per nuove opere pubbliche che il patto attuale impedisce. A loro volta le province italiane hanno in pancia 3,6 miliardi subito cantierabili. A cui va aggiunta una quota di risorse Cipe per le piccole opere: 3,4 miliardi di cui 1,5 già assegnati. Solo in teoria però, perché finora appena 30 milioni si sono trasformati in cantieri (edilizia scolastica in Abruzzo). Tutto il resto è fermo ai box causa burocrazia. In sostanza, sommando alcuni dei principali investimenti di grandi gruppi in Italia ai ritardi di pagamento e ai cantieri bloccati sul territorio, si arriva appunto per difetto a quota 90 miliardi di euro. Soldi pronti all’uso, una vera manna per tutta l’economia. Il governo non deve metterci nemmeno un euro. Basterebbe un’autorizzazione…

(Fonte: La Stampa)

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Phinet
Roma Italia
Alessandra Camera
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Il caricabatterie sub 1 µA IQ offre anche protezione del pacco batterie

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  • 22 Ottobre 2010

Linear Technology Corporation presenta l’LTC4071, un sistema di carica batterie in derivazione facile da utilizzare e di piccole dimensioni per le batterie Li-Ion/polimeri che integra protezione per il caricabatterie e il pacco di batterie in un unico circuito integrato. L’LTC4071, con una corrente di esercizio di 550 nA, carica e protegge le batterie da fonti di alimentazione a corrente molto bassa, intermittente o continua in precedenza non utilizzabili. L’LTC4071 può effettuare la carica con correnti fino a 50 mA. Una funzione di disconnessione a scatto in caso di batteria bassa con corrente vicina allo zero (<0,1 nA) protegge anche le batterie a bassa capacità dallo scaricamento profondo e da danni potenzialmente irreparabili. Contenuto in un package DFN a basso profilo (0,75 mm) a 8 conduttori, da 2 x 3 mm, l’LTC4071 è un caricabatterie completo e ultracompatto e l’unica soluzione di protezione in grado di operare con fonti di alimentazione a basso livello. La gamma di funzionalità del dispositivo è ideale per applicazioni con impedenza elevata e fonte di carica a bassa potenza, come i sistemi energy scavenging/harvesting, con isolamento resistivo o solari. Può caricare batterie Li-Ion/polimeri, a bottone e a film sottile.

Con impostazioni di 4,0 V, 4,1 V o 4,2 V selezionabili tramite pin, la tensione variabile dell’LTC4071 con una precisione dell’1% consente all’utente di ottimizzare il rapporto tra capacità della batteria e durata. Un’uscita di stato indipendente per il controllo della carica della batteria indica quando quest’ultima è quasi completamente carica. Il circuito di condizionamento termico interno della batteria riduce la tensione variabile per proteggere le celle Li-Ion/polimeri nel caso di temperature elevate della batteria. Stack di batterie a più celle possono essere caricati e bilanciati configurando in serie diversi circuiti integrati dell’LTC4071.

Oltre che nel package DFN compatto da 2 mm x 3 mm e 8 conduttori, l’LTC4071 viene fornito anche in un package MSOP a 8 conduttori. Il funzionamento di tali dispositivi è previsto nel range di temperature da -40°C a 125°C. Il prezzo dei package DFN e MSOP è rispettivamente di $2,20 e $2,30 per 1.000 pezzi per la versione di grado E e di $2,53 e $2,65 per la versione di grado I. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.linear.com/4071.

 Riepilogo delle caratteristiche: LTC4071

  • Protezione del pacco batterie e del caricabatterie in un unico circuito integrato
  • Bassa corrente di esercizio: 550 nA
  • La funzione di disconnessione in caso di batteria bassa con corrente vicina allo zero (<0,1 nA) protegge le batterie da scaricamento eccessivo
  • Livello di disconnessione per batteria bassa selezionabile tramite pin: 2,7 V o 3,2 V
  • Tensione variabile con precisione dell’1% per l’intero range di temperature e corrente di derivazione
  • Corrente di derivazione interna max 50 mA
  • Opzioni per la tensione variabile selezionabili tramite pin: 4,0 V, 4,1 V. 4,2 V
  • Condizionamento della tensione variabile tramite NTC a bassissima potenza per la protezione della batteria Li-Ion/polimeri
  • Adatto per fonti di alimentazione a corrente bassissima, intermittente e continua
  • Uscita di stato batteria alta
  • Package DFN e MSOP a 8 conduttori e basso profilo (2 x 3 x 0,75 mm) con funzioni termiche avanzate

  

Linear Technology

Linear Technology Corporation, produttore di circuiti integrati lineari ad alte prestazioni, è stata fondata nel 1981, è diventata una società pubblica nel 1986 ed è entrata nell’indice S&P delle 500 principali aziende pubbliche nel 2000. I suoi prodotti includono: amplificatori high-end, comparatori, riferimenti di tensione, filtri monolitici, regolatori lineari, convertitori CC-CC, caricabatteria, convertitori di dati, circuiti di interfaccia per comunicazioni, circuiti di condizionamento di segnale RF, soluzioni µModule e numerose altre funzioni analogiche. I circuiti Linear Technology vengono utilizzati in numerosissime applicazioni: telecomunicazioni, telefoni cellulari, prodotti di rete quali commutatori ottici, notebook e computer desktop, periferiche per PC, video/multimedia, strumentazione industriale, dispositivi per il monitoraggio di sicurezza, prodotti di largo consumo di fascia alta quali fotocamere digitali e lettori MP3, dispositivi medicali complessi, componenti elettronici per il settore automotive, automazione industriale, controllo di processo, sistemi militari e spaziali.

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ProgeSOFT presenta al SAIE di Bologna tutte le novità di progeCAD 2010.

Como, 22 Ottobre 2010, progeSOFT presenterà al SAIE di Bologna (dal 27 al 30 ottobre 2010 – Pad. 33 Stand A21) tutte le novità di progeCAD 2010.

progeCAD 2010 Professional è il CAD 2D/3D in formato nativo DWG, già compatibile con tutti i formati DWG e Windows Seven.
progeCAD è dotato di una serie di tool esclusivi (come il convertitore da PDF, il vettorializzatore e l’esportazione in Google Earth) che lo rendono uno strumento unico e versatile.
La nuova versione 2010 estende ancora il livello di produttività del software mantenendo i costi estremamente limitati.

progeCAD Architecture è un completo software BIM per la progettazione architettonica di edifici civili e industriali che soddisfa tutte le esigenze degli architetti per la creazione di modelli, rendering e passeggiate virtuali.

ICADMac è la nuova proposta per tutti gli utenti che lavorano con Mac e sono alla ricerca di un CAD Alternativo.
ICADMac è il nuovo software che permetterà agli utenti di lavorare in formato nativo
DWG su Mac OS X.

Per tutta la durata dell’Evento, presso il Padiglione 33 – Stand A21, i tecnici di progeSOFT saranno a disposizione degli utenti per mostrare le potenzialità dei nuovi software.

“E’ una grande soddisfazione poter presentare tutte le novità di progeCAD direttamente al SAIE”, ha dichiarato Dino Spatafora Dir. Comm. Italia, “perché nel corso della Fiera abbiamo un riscontro diretto dei nostri costanti progressi”.

About progeSOFT:
Software house specializzata da 25 anni nello sviluppo e nella distribuzione di software CAD (Computer Aided Design).
progeSOFT è un membro fondatore dell’ITC (IntelliCAD Technology Consortium) e presente nel comitato esecutivo dell’ITC.

E’ possibile contattare progeSOFT attraverso il sito www.progesoft.com

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