L’Argentina ha scelto Javier Milei come nuovo presidente, indirizzando così il paese verso una svolta non solo politica ma anche della propria economia. L’esponente di estrema destra è infatti favorevole ad una dollarizzazione del paese.
L’elezione di Milei e le conseguenze per l’economia
Milei ha vinto col 56% il ballottaggio contro il progressista Massa (44,04%), candidato ben visto dall’elite internazionale e soprattutto dal Fondo Monetario Internazionale che ha finanziato l’Argentina con un prestito di oltre 50 miliardi di dollari.
“Si tratta di una notte storica“, ha detto il nuovo presidente. E non c’è dubbio che lo sarà davvero, anzitutto per l’economia Argentina.
Il ruolo del dollaro
La posizione di Milei rispetto al dollaro statunitense ha un ruolo cruciale nel suo programma politico. Il nuovo presidente ha infatti apertamente dichiarato ce vuole una dollarizzazione dell’economia argentina. Compiere un passo del genere significherebbe dire addio al peso, che ha perso enorme valore nell’ultimo anno e mezzo tanto che le piattaforme online gratis non lo negoziano neanche più.
Il rapporto di cambio rispetto al dollaro è ai massimi storici, e non è difficile immaginare visto il tasso di povertà al 40% nel paese che solo una piccolissima fetta della popolazione si possa permettere di comprare dollari al giorno d’oggi. Il rischio della dollarizzazione quindi è di innescare grosse tensioni sociali.
Nuovo scenario geopolitico
Riflessi importanti sull’economia Argentina si avranno però soprattutto a livello geopolitico. Chiaramente dollarizzare l’economia Argentina significa avvicinare sensibilmente le proprie posizioni a quelle statunitensi, abbandonando quindi sempre di più quelle dei BRICS (principalmente Brasile e Cina). Una vera e propria rivoluzione geopolitica.
La preoccupazione del mondo finanziario
Per questo motivo il mondo della finanza è preoccupato per la vittoria di Milei. Il peso argentino garantito attraverso i mercati paralleli è crollato di oltre il 10% a 1.000 per dollaro (fonte dati XTB group), innescando una nuova svalutazione del tasso di cambio ufficiale. Anche perché Milei promette anche di chiudere la banca centrale.
Alla base di questa tensione di mercato c’è l’essenzialità del litio nella sua forma di carbonato, quale elemento per la produzione degli accumulatori. Questi ultimi sono al momento la miglior soluzione possibile per le batterie dei veicoli elettrici. Ecco perché il mercato del Litio è così importante. Non a caso l’Unione Europea ha inserito il Litio nell’elenco delle materie prime strategiche.
L’istituto centrale di Francoforte ha sperimentato l’utilizzo della moneta digitale, che potrebbe essere sviluppata da un pool sufficientemente ampio di fornitori europei. Inoltre la BCE sottolinea che ci sono diverse opzioni di progettazione per individuare la soluzione tecnica migliore per un euro virtuale.
Lo stagno avrà un ruolo importante nella transizione digitale ed energetica grazie ad alcune sue qualità caratteristiche.
La vera miccia che rischia di innescare una crisi economica globale, ancora più feroce di quella attuale, è la recente mossa dell’OPEC+. Il cartello dei produttori ha infatti deciso di tagliare la produzione di greggio di un milione di barili in un giorno.
Nel 2020 e 2021 il contesto è stato caratterizzato da tassi di interesse molto bassi, un aumento della digitalizzazione all’interno delle famiglie e misure restrittive legate alla crisi sanitaria.