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Economia USA, quanto è concreto il rischio recessione?

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  • 25 Agosto 2024

Negli ultimi giorni sul mercato ha tenuto banco l’ipotesi che gli Stati Uniti possono finire in recessione nel prossimo anno. In realtà questo scenario riguardante l’economia a stelle e strisce non è affatto concreto, sebbene la maggior parte degli analisti veda il rischio leggermente in aumento.

L’ipotesi di Goldman Sachs sull’economia USA

economia usaGli analisti di Goldman Sachs ritengono che ci sia il 25% di probabilità che l’economia americana possa vedere la crescita fermarsi il prossimo anno. Sebbene tale percentuale sia decisamente in aumento rispetto alla precedente previsione (15%, dati Quotex Italia), parliamo comunque di una ipotesi considerata marginale. Secondo gli esperti infatti, l’economia a stelle e strisce continua a sembrare buona nel complesso e non ci sono grandi squilibri finanziari.

Il ruolo della Federal Reserve

Gran parte dei timori del mercato finanziario negli ultimi giorni è legato alle mosse che la Federal Reserve dovrà fare per evitare il rischio di ingolfare l’economia USA. Dato per scontato un taglio dei tassi a settembre, il dubbio sorge sia sulla ammontare di questa sforbiciata, sia sul numero di altri tagli che verrà fatto nei prossimi mesi.

Secondo Goldman Sachs ce ne saranno tre da 25 punti base entro fine anno. Jp Morgan e citi Group invece prevedono una riduzione di mezzo punto percentuale a settembre. C’è anche chi ritiene che in caso di lunga instabilità dei mercati, la Fed possa decidere di anticipare il meeting in programma a metà settembre per effettuare un taglio dei tassi.

Il rapporto sul mercato del lavoro

Se l’ultimo report sul mercato del lavoro (Non Farm Payrolls) più debole del previsto aveva innescato una vera e propria fuga dal mercato dei capitali, con le borse in declino e il dollaro in discesa, è chiaro che il prossimo report a fine agosto avrà un impatto analogo, se non dovesse essere soddisfacente.
Gli economisti sono comunque scettici riguardo al rischio deterioramento del mercato del lavoro. Non solo non c’è nessun indicatore inversione trend che fa immaginare un deterioramento forte, ma inoltre le offerte indicano che la domanda rimane solida e non ci sono shock evidenti. Il pericolo di una hard landing resta quindi limitato.

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La top 10 dei migliori paradisi fiscali dell’avvocato Giovanni Caporaso

L’avvocato Giovanni Caporaso lancia la sua top 10 dei migliori paradisi fiscali. Quindi, dato che non è possibile considerare un paradiso fiscale equivalente ad un altro, oltre che la top 10 dei migliori paradisi fiscali elaborata da Forbes, chi è alla ricerca del paradiso fiscale in grado di soddisfare quelle che sono le personali esigenze, ha a sua disposizione anche la top 10 dei migliori paradisi fiscali dell’avvocato Caporaso.

Con dovizia di dati e attenta analisi, il noto professionista ha posto al primo posto della top 10 dei migliori paradisi fiscali, Panama. Invece, al secondo posto, l’avvocato Giovanni Caporaso lo ha riservato agli Stati Uniti, mentre al terzo posto della top 10 dei migliori paradisi fiscali dell’avvocato Giovanni Caporaso vi è Wallis, un’isola di origine vulcanica nell’Oceano Pacifico che appartiene al territorio francese.

Nell’andare a stilare questa speciale top 10 dei migliori paradisi fiscali, l’avvocato Giovanni Caporaso, tra l’altro, ha attentamente preso in considerazione alcuni fattori che risultano essere determinanti nell’andare a scegliere un paradiso fiscale quali, a titolo di esempio, la residenza fiscale, la tipologia dell’attività, il capitale iniziale della propria attività e quello da depositare in banca, così come i fondi che si intendono stanziare per la struttura e i paesi con i quali si intende operare commercialmente, ovvero clienti e fornitori.

Quindi, andando a concludere, ai primi tre posti della top 10 dei migliori paradisi fiscali per l’avvocato vi sono, rispettivamente, Panama, gli Stati Uniti d’America e l’isola di Wallis nell’Oceano Pacifico. Maggiori informazioni su https://www.caporasoandpartnerslawofficepanama.com/it/blog/paradisi-fiscali/i-10-migliori-paradisi-fiscali

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AVIDSEN vola a Las Vegas per il Consumer Electronics Show, in programma dal 6 al 9 gennaio 2016

Avidsen, azienda che concepisce, sviluppa e commercializza sistemi elettronici e digitali innovativi e di semplice utilizzo dedicati alla smart home, si sta preparando per il Consumer Electronic Show di Las Vegas, che quest’anno è dedicato agli oggetti connessi. Avidsen ha rilasciato in anteprima la più ampia gamma dedicata alla casa, in piena coerenza con il nuovo protocollo Thread nato nell’estate 2014.

Al CES Avidsen sarà doppiamente presente: con i suoi prodotti allo stand 71060 nel Sands Expo, AC Hall, e con Thomson, di cui detiene la licenza europea per la gamma di prodotti dedicati alla sicurezza e alla domotica, al Padiglione Centrale – Stand 8225
In particolare Avidsen presenterà la sua nuova gamma per una casa connessa, rispettosa del protocollo Thread, riconosciuto anche da Samsung e Google.
Avidsen è anche la prima azienda al mondo nel settore della domotica ad aver sviluppato in brevissimo tempo una gamma di circa 40 prodotti per il comfort, la sicurezza e la gestione dei consumi energetici basati su questo nuovo protocollo.

Il presidente Alexandre Chaverot afferma: “Abbiamo lavorato molto quest’estate per realizzare una linea completa di prodotti che soddisfi i requisiti del nuovo protocollo Thread. C’è stato un notevole lavoro da parte di tutti i nostri team per essere in grado di presentare un catalogo completo proprio in occasione del CES 2016. ”

Lo scorso 23 luglio, il consorzio Thread, a capo del quale ci sono Samsung, ARM e Google, ha rilasciato le specifiche di un nuovo protocollo globale per l’IoT (Internet of Things). Si tratta di un importante passo avanti per le applicazioni legate alla smart home, che si scontrano ancora oggi in molte aree del mondo a causa di standard incompatibili, che impediscono agli oggetti di comunicare tra loro.

40 prodotti Avidsen soddisfano i requisiti del protocollo Thread
Nel nuovo catalogo Avidsen 2016 rientrano 20 nuovi prodotti dedicati alla Sicurezza, alla sorveglianza e rilevatori di gas, fumo e allagamento; 10 prodotti della gamma Comfort, per l’attivazione automatica dei rilevatori di movimento, porte motorizzate, irrigatori ecc. e 10 strumenti specifici pensati per il Risparmio Energetico.
Tra le maggiori novità in mostra a Las Vegas:

Il termostato programmabile e il sensore di temperatura e umidità
Il termostato rende la programmazione del riscaldamento elettrico facile e intuitiva tramite l’applicazione sviluppata da Avidsen. Il termostato può infatti controllare fino a 4 zone separate della casa e gestire diverse situazioni attraverso dei sensori di temperatura: avvio, aumento/diminuzione del riscaldamento e standby. Il controllo del riscaldamento, preciso in ogni area dell’abitazione, non solo ottimizza il comfort della famiglia, ma permette anche di risparmiare sul consumo energetico.

Il misuratore del consumo energetico Electricity meters
Questo strumento a muro misura il consumo di energia in tempo reale ed è in grado di spegnere a distanza qualsiasi dispositivo collegato che supera i valori preimpostati.

L’ICT e il misuratore di corrente
Questo strumento di gestione permette di monitorare costantemente il consumo di dispositivi elettrici e assicurarsi che non oltrepassi il limite massimo previsto. La regolazione del consumo energetico avverrà direttamente da casa: si potrà spegnere o ridurre la potenza dei dispositivi, gestiti in un ordine predefinito di priorità.
Tutti gli accessori per la domotica targati Avidsen sono facilmente programmabili da qualsiasi device, tramite smartphone, tablet o PC, e anche attraverso apposite applicazioni sviluppate da Avidsen.
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Segui Avidsen:
Web www.avidsenstore.it
Facebook www.facebook.com/AvidsenItalia
Twitter https://twitter.com/AvidsenIT

Informazioni su Avidsen
PMI francese, presente in Italia con la sua filiale di Santo Stefano Ticino (MI), Avidsen concepisce, sviluppa e commercializza sistemi elettronici e digitali innovativi, di semplice utilizzo per la casa. Dopo essere stati pionieri, sin dalla sua creazione nel 1998, nel campo delle motorizzazioni per cancello, è divenuta oggi un punto di riferimento nel campo della domotica e fornisce i propri prodotti sia a distributori che al mercato della grande distribuzione Bricolage. Avidsen detiene anche le licenza del marchio Thomson in Europa per l’insieme delle gamme sicurezza (allarmi, videosorveglianza, videocitofonia) e domotica, proposti sotto il marchio Thomson).

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Alterna è membro del “President’s Club 2014 for Microsoft Dynamics”

La premiazione al “Worldwide Partner Conference 2014” negli Stati Uniti, città di Washington oggi 14 Luglio.

Alterna è stata nominata membro del “President’s Club 2014 for Microsoft Dynamics”. Questo prestigioso gruppo rappresenta i migliori Partner Microsoft Dynamics a livello mondiale, accogliendo quindi  solo il 5% di tale ecosistema.

Entrare nel President’s Club significa aver raggiunto importanti traguardi di business, mantenendo un impegno costante verso la garanzia di alti livelli di soddisfazione dei clienti, un’attenzione allo sviluppo attivo del prodotto e all’innovazione tecnologica.

Un riconoscimento importante a dimostrazione della capacità dell’azienda di accompagnare i clienti nel loro percorso di rinnovamento e di crescita continua del business attraverso l’implementazione delle soluzioni Microsoft Dynamics.

Ad un anno dalla sua fondazione, Alterna è dunque tra i Top Performing Partners Microsoft Dynamics!

Microsoft in una comunicazione ufficiale ha espresso ad Alterna il grande apprezzamento per il profondo impegno dimostrato verso i clienti comuni e per continuare un percorso verso l’eccellenza aziendale.

Alterna è una realtà giovane, ma con una storia solida alle spalle. Abbiamo tutta la forza e le potenzialità per continuare a crescere e questo riconoscimento è un’ulteriore conferma che la strada intrapresa è quella giusta” – afferma con soddisfazione Andrea Ruscica, Presidente di Alterna.

Un’altra milestone raggiunta nel corso di un anno ricco di soddisfazioni e di successi che ha posto le fondamenta di un progetto ambizioso che cresce giorno dopo giorno” – conferma Matteo Giovanditti, Sales & Marketing Director di Alterna.

Complimenti vivissimi ad Alterna per questo riconoscimento voluto da Microsoft Corporation.

Segui Alterna su:

– Twitter @AlternaSrl http://bit.ly/TW_Alterna
– LinkedIn http://bit.ly/IN-Alterna
– Facebook http://bit.ly/FB-Alterna

Visita il sito: www.alternanet.it

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L’imprenditore Giovanni Gelmetti afferma: “il cohousing è il nuovo modo di vivere”.

Arriva anche in Italia la moda del cohousing, ovvero del “coabitare”. E’ stato interpellato in merito, il dinamico imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, l’ideatore della Giax Tower, l’avanguardistico grattacielo eco-friendly che spicca nello skyline milanese.

 

D: Prima di tutto, cos’è il “cohousing”?

R: Il “cohousing” è un nuovo modo di vivere e di abitare basato sulla condivisione. Tutto parte da una solida progettazione partecipata, tra 20/40 nuclei famigliari, che scelgono di ideare una loro soluzione abitativa intelligente, combinando i normali alloggi privati con spazi, risorse e servizi condivisi. Potrebbe assomigliare ad una specie di “residence” per capirsi.

 

D: E’ una modalità residenziale diffusa in Italia?

R: In questi ultimi anni si sta sviluppando anche nel nostro Paese. Bisogna pensare che il cohousing è nato negli anni ’60 in Scandinavia, mentre la Rete Nazionale italiana si è costituita intorno al 2010. Ora è molto diffusa in Inghilterra, Danimarca, Olanda, Svezia, Australia, Stati Uniti, Giappone e Australia.

 

D: Quali sono i servizi e le aree che possono essere condivise?

R:  Sono i più svariati. Si parte da zone comuni come parco giochi, orti e piscine, per arrivare a lavanderie, palestre, campi sportivi, hobby room, biblioteche, pub, grandi sale da pranzo, uffici, laboratori e molto altro ancora.

 

D: Cosa ne pensa di questa innovazione dell’abitare?

R: Sono assolutamente sulla stessa linea d’onda del cohousing. Per la Giax Tower abbiamo infatti progettato numerose aree comuni, dove tutti i residenti possono rilassarsi e svagarsi insieme, dove i contatti e le relazioni sociali sono messi al primo posto, dove si può star bene con sé stessi e gli altri nella tranquillità della propria casa. Piscine, palestra, spa, club house, library room e solarium, sono solo alcune di queste. Credo sia molto importante sentirsi parte di una comunità.

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Nicola Ventola e Tisanoreica: sport e corretta alimentazione insieme negli USA

Esordio in serie A a 16 anni, nel Bari di Giuseppe Materazzi nel 1994. Da allora una carriera di ottimo livello, giocando per alcune delle più prestigiose squadre italiane: Inter, Bologna, Atalanta, Siena, Torino e Novara, con in mezzo una breve parentesi londinese, nelle fila del Crystal Palace, purtroppo chiusasi troppo in fretta a causa di un brutto infortunio. Attaccante di razza, Nicola Ventola ha seguito tutta la trafila delle nazionali giovanili, offrendo il massimo rendimento nell’under 21, con la quale ha disputato 21 partite, segnato 8 reti e conquistato il titolo di campione europeo nel 2000.

Ritiratosi nel gennaio 2011, il mese scorso il suo nome è tornato impetuosamente su tutti i giornali perché il nuovo patron indonesiano dell’Inter, Erick Thohir, lo ha indicato come il preferito tra i tantissimi calciatori che hanno vestito la maglia nerazzurra, “il migliore attaccante di tutti i tempi all’Inter”:Le parole di Thohir mi hanno riempito di gioia e il pensiero che possa ritornare ad essere utile all’Inter, la squadra che ho sempre amato, mi riempie di orgoglio. Ho conosciuto qui negli Stati Uniti Gianluca Mech, e tra una chiacchera e l’altra parlando dell’importanza di prendersi cura di se, ho deciso di provare i prodotti della Tisanoreica, perché avendo modificato la mia attività sportiva, passando da professionista ad amatore, ho incominciato ad avere ha necessità nutrizionali diverse. Se a questo aggiungiamo che mi sono da poco trasferito negli USA, diciamo che… dopo aver calciato il pallone per anni il rischio era di assumerne a breve anche la forma…” ha scherzato Nicola Ventola.

Con questa battuta l’ex bomber nerazzurro ha introdotto il perché della sua scelta di utilizzare regolarmente i prodotti della Tisanoreica, distribuiti nelle erboristerie e farmacie e centri estetici. “Indipendentemente dal tipo di atleta – ha spiegato Gianluca Mech nell’ultimo incontro con Ventola, ai bordi di un campo da calcio in California – un fattore fondamentale che dovrebbe unire tutte le diete è la qualità del cibo: preferire cibo di alta qualità, meglio se del territorio, al cibo “spazzatura”, per lo più ricco di zuccheri semplici e grassi idrogenati, dovrebbe essere alla base di un’alimentazione corretta. Il “junk food” ha effetti importanti sull’aumento della glicemia e quindi dell’insulina, ovvero l’ormone principale deputato a bloccare la mobilizzazione di grassi e ad aumentare il loro deposito, oltre ovviamente a far entrare il glucosio nelle cellule. La prima e più importante scelta è quindi il cibo sano, di buona qualità, dove si preferiscono carboidrati complessi e cibi integrali”.

Nonostante non giochi più a calcio a livello professionistico, Nicola Ventola non ha mai smesso di allenarsi e pratica ancora oggi diverse ore al giorno di attività sportiva: “Oltre a tenere sotto controllo l’alimentazione, cerco anche di non perdere l’abitudine all’allenamento quotidiano, perché fare sport è una sana abitudine che voglio assolutamente mantenere. Oltre ai prodotti Tisanoreica sto trovando grandi benefici anche dall’utilizzo della Decottopia, Energy e Vigor Mech su tutti, mix di erbe stimolanti e tonificanti che bevo prima e dopo la preparazione atletica: sono sinceramente stupito della carica di energia che riescono ogni volta a produrre. Inoltre stiamo valutando un’eventuale collaborazione per sviluppare a Los Angeles una Scuola di calcio per bambini e ragazzi basata sul binomio sport e benessere, con i prodotti Tisanoreica. L’idea mi stuzzica molto, anche considerata la sempre maggiore attenzione che riservano gli States al calcio, che si accompagna anche all’aumento dell’attenzione riservata alla cura del proprio corpo. Cominciare da piccoli con sport e corretta alimentazione si rivelerà essere sicuramente un mix vincente. Questa collaborazione, dopo la copertina dell’album figurine Panini del 2008, donerà a Nicola Ventola la copertina di un’altra prestigiosa pubblicazione?

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La mia Tribù: storie autentiche di Indiani d’America

 

“La mia Tribù: storie autentiche di Indiani d’America” di Raffaella Milandri (edito da Polaris, 2013) è ricco di bellissime immagini e di incredibili storie. E conferma, dopo solo un anno e mezzo dalla uscita de “Io e i Pigmei” (Polaris, 2011), la Milandri come valida autrice di opere sui popoli indigeni, e acuta testimone di violazioni dei diritti umani, che sono molto spesso specchio e conseguenza della nostra civiltà occidentale.
La mia Tribù, presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino 2013, raccoglie incontri e interviste della Milandri sulle condizioni di vita attuali dei Nativi Americani , ma anche rivelazioni sul passato attraverso lo studio di 10.000 pagine degli archivi statunitensi. Dal Dawes Act, alla Legge dei Quarti di Sangue, alla
sterilizzazione forzata delle donne Native Americane negli anni ’70, raccontata alla autrice da testimoni viventi. Le lettere degli agenti indiani bianchi che gestirono le riserve rivelano la loro corruzione, il loro razzismo e le loro opinioni sul “problema indiano”. L’autrice ha modo di scoprire i grandi problemi di oggi nelle riserve indiane: suicidi, alcolismo, disoccupazione e discriminazione ma anche “perchè nelle riserve non ci sono banche nè Mac Donalds”. Attraverso cerimonie, rituali normalmente esclusi ai Bianchi, e amicizie profonde, Raffaella Milandri viene adottata nella stessa famiglia Crow, i Black Eagle, dove il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama fu adottato nel 2008. “Sister di Obama”, sorella di Obama è come la chiamano nella riserva Crow e su alcuni giornali statunitensi.
Un libro avvincente, imperdibile e rivelatore sui Nativi Americani che ne racconta anche leggende, tradizioni e folklore.

“Il sentimento dominante nel libro è il senso di colpa per il peccato di essere bianchi”, dice Raffaella Milandri. Le chiediamo il perchè del suo smisurato amore per i Popoli indigeni.
“Tutto è iniziato quando ero bambina e leggevo i fumetti di Tex Willer, dalla parte degli Indiani.
Tra l’altro ho avuto la fortuna di avere una amicizia proprio con il compianto editore di Tex, Zagor, Mister No: Sergio Bonelli, da cui ho appreso lo spirito per l’avventura, ma anche il senso di responsabilità di essere cittadina del mondo e la volontà di lottare
contro le ingiustizie. I miei contatti con i popoli indigeni ai confini del mondo mi hanno arricchito tantissimo, loro sì che hanno lo spirito e le caratteristiche dell’Uomo, e hanno una nobiltà che ancora il denaro e l’avidità occidentale non sono riusciti ad intaccare. Vanno protetti e salvati, come ultimo patrimonio dell’Umanità.”

Ecco il commento al libro La mia Tribù di Dario Celli, giornalista Rai del TG2 :

Ci sono molte cose che colpiscono il lettore leggendo queste pagine. Ma quella che mi ha colpito di più è la capacità di Raffaella Milandri di immergere chi legge in una realtà – quella dei Nativi americani- che mal conosciamo. Ma non solo. Ci sono pagine – e sono molte – che commuovono. Termine che letteralmente significa “mettere in movimento”. Sono pagine che toccano cuore e mente. Bene ha fatto, fra le righe (ma nemmeno poi tanto) Raffaella Milandri, a ricordare che la lotta di sopravvivenza dei Nativi americani non fu semplicemente fra coloro che abitavano quelle terre da millenni, e gli americani, ma che nella realtà è stata semplicemente una guerra fra i Nativi americani e l’uomo bianco. E cioè noi. La mia Tribù: storie autentiche di Indiani d’America aiuta a capire, a conoscere, ad immergersi in un mondo che l’uomo bianco (e cioè noi) ha cercato di annientare e sottomettere.

Ma descrive anche l’orgoglio e la speranza di un popolo che riesce a conservare e tramandare la propria umanità e le proprie tradizioni, in nome della convivenza e della pace. Al punto di adottare, di accettare in famiglia, una donna entrata nella loro vita in punta di piedi. Messaggera venuta da un Paese lontano.

Ecco l’opinione al libro di Raffaella Milandri sui Nativi Americani del giornalista e scrittore Fabrizio Buratto:

La mia tribù è tante cose insieme: un punto di vista sul mondo, su se stessi e sul senso di appartenenza. Tu da quale parte stai? Sembra domandare Raffaella Milandri al lettore. La sua è una scelta chiara e consapevole, storicamente documentata: lei ha scelto gli indiani, come fece de Andrè nell’album che aveva in copertina la immagine di un indiano d’America. E gli indiani hanno scelto lei, accogliendola nella loro tribù. Se, con l’11 settembre, siamo stati tutti americani, questo libro può aiutarci a capire perchè siamo tutti indiani.”

Si legge nella recensione di Qlibri:

Il lavoro di Raffaella Milandri e’ imponente. Una parte del libro consiste in un approfondito resoconto storico delle vicende dei Native Americans, con la narrazione delle tradizioni indiane: dalla spiritualita’ alle medicina, dalle feste rituali alla famiglia, l’importanza dei nomi, la sacra pipa, il potere delle erbe, il tipi, il rodeo e le leggende. E poi segue la viva testimonianza di Raffaella che racconta il suo viaggio nelle riserve indiane e la sua peculiare adozione nella tribù dei Crow. Ricchissimo il testo di splendide fotografie, alcune scattate dall’obiettivo dell’autrice, alcune altre d’archivio, segnaliamo inoltre che le note di chiusura riportano un folto inventario dei documenti alla fonte delle notizie riportate.
R
iteniamo l’opera molto approfondita, interessante ed esaustiva, nonchè un notevole lavoro di denuncia.

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Il nuovo album di Fabrizio Poggi: HARPWAY 61

The Blues Foundation
421 South Main
Memphis, TN 38103 – USA
901.527.2583 ext. 12
www.blues.org

Fabrizio Poggi: HARPWAY 61
The Blues Foundation, 2012

Harpway 61 il nuovo album di Fabrizio Poggi esce a nove anni di distanza da Armonisiana un disco tutto dedicato all’armonica. Un album apprezzato da tanti appassionati di questo straordinario strumento che hanno chiesto più volte a Fabrizio di continuare quell’avventura. Il cd è stato prodotto e pubblicato dalla Blues Foundation di Memphis, l’associazione internazionale che si occupa di diffondere e preservare il blues, e di aiutare i musicisti blues in difficoltà. Tutti i proventi ottenuti dalla vendita dell’album, presente ai Blues Music Awards 2012, saranno destinati alla Blues Foundation che distribuirà il disco negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Un risultato prestigioso ed encomiabile per l’artista italiano che vede ulteriormente riconosciuta la propria caratura internazionale e il suo instancabile lavoro per promuovere la causa del blues da questa e dall’altra parte dell’Atlantico. Per Fabrizio Poggi questo lavoro è anche un modo per restituire qualcosa ai musicisti che lo hanno ispirato e guidato durante la sua lunga carriera, aiutandoli nel momento del bisogno.
Più virato verso sonorità blues, Harpway 61 vuole essere un omaggio ai grandi dell’armonica blues. Ogni brano ha il nome di una città la cui storia è legata indissolubilmente con quella di un grande armonicista: Little Walter, Big Walter Horton, Sonny Boy Williamson I e II, James Cotton, George Harmonica Smith, Junior Wells, Slim Harpo, Paul Butterfield, Charlie Musselwhite, Sonny Terry, DeFord Bailey, Peg Leg Sam e Johnny Woods. In questo album l’armonica diventa la voce principale di Fabrizio, sulla strada segnata da grandi interpreti di blues strumentale, pionieri delle 20 ance nei primi decenni del secolo scorso. Grandi artisti come i già citati Sonny Terry e DeFord Bailey, ma anche Jaybird Coleman, Palmer McAbee, Noah Lewis, Jed Davenport, Jazz Gillum, Hammie Nixon, J.C Burris, Alfred Lewis, Freeman Stowers, Lee Brown, Robert Cooksey, Gwen Foster, Robert Hill, Elder Roma Wilson. Senza dimenticare Little Walter (il suo strumentale “Juke” fu una pietra miliare del blues), Big Walter Horton, George Harmonica Smith, James Cotton e tanti altri.
Ai loro immortali brani, tutti strumentali, brani che hanno fatto davvero la storia del blues, Fabrizio Poggi si è ispirato per incidere un disco dedicato a tutti coloro che sono perdutamente innamorati del suono magico e evocativo dell’armonica blues. Particolarmente affascinante la copertina con i ritratti dei grandi del blues dipinti in perfetto folk-art style dal bravissimo Dan Dalton, straordinario artista statunitense.

Fabrizio Poggi, cantante e armonicista, viaggiatore, scrittore e giornalista, premio Oscar Hohner Harmonicas, 15 album incisi, di cui cinque registrati negli Stati Uniti, ha suonato con tanti grandi del blues, del rock e della canzone d’autore tra cui Garth Hudson di The Band e Bob Dylan, The Blind Boys of Alabama, Marcia Ball, Jerry Jeff Walker, Zachary Richard, Flaco Jimenez, Charlie Musselwhite, Bob Margolin, Augie Meyers, Steve Cropper, The Blues Brothers Band, Richard Thompson, Eric Bibb, Guy Davis, Billy Joe Shaver, Ponty Bone e Otis Taylor.

potete acquistarlo su:
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Pasta Maltagliati apre al biologico e all’integrale

MaltagliatiPasta Maltagliati estende la sua linea produttiva al mondo “biologico” ed “integrale”, un’esperienza per il momento riservata al mercato statunitense, molto più all’avanguardia in queste tematiche di quanto non lo sia il pubblico italiano. Chissà che tra poco non si possano trovare sugli scaffali dei negozi e supermercati del Bel Paese anche le linee Maltagliati biologica e Maltagliati integrale.

Il brand Maltagliati apre al mondo del biologico e dell’integrale, una nicchia di mercato in cui i clienti, informati e consapevoli, selezionano con cura e attenzione i prodotti al consumo. Un’esperienza che vede le nuove linee di Pasta Maltagliati integrale e biologica protagoniste delle vendite negli Usa e in Canada.

“E’ molto più di un test quello che stiamo effettuando nell’America del Nord. I riscontri sono molto positivi e per noi è un banco di prova importante per poter valutare in modo appropriato ed esaustivo l’impatto che i nostri prodotti hanno su consumatori attenti e beninformati. La nostra pasta è prodotta con il migliore grano duro biologico, certificato USDA, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti”.

Maltagliati non ha ancora rilasciato indiscrezioni circa la futura commercializzazione delle nuove linee in Italia dove i settori bio ed integrali cominciano a produrre un business interessante e di qualità. Tuttavia il percorso è iniziato e i presupposti fanno ben sperare per il successo del brand italiano, sempre più attento a proporre una pasta in armonia con l’ambiente.

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Valoriani Verace vince “alla roulette” di Pizza Expo’ Las Vegas

Valoriani Verace è stato mostrato al pubblico “a stelle e strisce” esattamente alle 12.00, ora americana, del 2 marzo 2011 presso lo stand del distributore di Refrattari Valoriani durante la fiera Las Vegas Expo’. Il successo è stato immediato, la scommessa al tavolo del “croupier” si è rivelata vincente.

Pizza Expo’ di Las Vegas si è da poco conclusa e Refrattari Valoriani esamina brevemente gli esiti della presentazione in anteprima mondiale di Valoriani Verace: “Non nascondiamo la soddisfazione per il successo ottenuto in questi tre giorni, e per questo ringraziamo il lavoro del distributore Mugnaini, sempre impeccabile nel dare lustro al nome della nostra azienda. Valoriani Verace ha avuto tutta l’attenzione che un prodotto con le sue caratteristiche merita, richiamando una vera folla di addetti al settore”.

La pizza e Valoriani sono da tempo un binomio vincente un po’ in tutto il mondo e i risultati di Pizza Expo’ di Las Vegas ne sono solo un’ulteriore conferma, infatti non hanno tradito le aspettative di chi ha investito tempo energie umane ed economiche per la realizzazione di Valoriani Verace. Una scommessa forse non troppo azzarda, una giocata che poteva apparire quasi scontatamente vincente, dati i successi che da sempre incontrano i forni Valoriani, ma il mercato è strano e dietro il lancio di ogni nuovo prodotto si celano sempre ansie e preoccupazioni.

L’ultimo nato con marchio Valoriani ha calcato il primo importantissimo palcoscenico internazionale ricevendo il plauso di quanti sono accorsi per testare con mano l’eccellenza di un forno a gas che si distingue oltre che per le sue peculiarità anche per il rispetto dell’ambiente e per i ridotti consumi. “I presupposti per presentarsi al pubblico come un prodotto di successo c’erano tutti, in quanto Valoriani Verace coniuga in modo ottimale la qualità, la tradizione e le elevate prestazioni dei nostri forni a legna ad uso professionale con l’innovazione tecnologica di un forno che anche nell’uso a gas riesce ad eccellere e a sfornare piatti, non solo pizza, ai massimi livelli”.

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Angelina Jolie e Brad Pitt donano 150.000 dollari all’associazione SOS Villaggi dei Bambini

Il 20 novembre 2010, anniversario della Giornata Mondiale dei Diritti dei Bambini, la Jolie-Pitt Foundation ha annunciato una donazione di 150.000 dollari per l’associazione SOS Villaggi dei Bambini Onlus degli Stati Uniti. Nello stesso giorno in America si celebra anche il National Adoption Day, dedicato alle famiglie adottive, mettendo in evidenza le esigenze degli oltre 100.000 bambini ancora in attesa essere adottati negli Stati Uniti. Le attività di SOS Villaggi dei Bambini hanno un ruolo fondamentale nell’accogliere e sostenere questi bambini lungo la strada per il ricongiungimento familiare o l’adozione.

Da più di 60 anni i Villaggi SOS offrono una nuova casa accogliente e affettuosa ai bambini di 132 paesi del mondo, le cui famiglie non possono prendersi cura di loro. La donazione di Angelina Jolie e Brad Pitt fornirà il supporto a lungo termine ad una famiglia dei Villaggi SOS negli Stati Uniti per diversi anni. In altre parti del mondo, come nei Villaggi SOS in Africa e in Asia, è possibile adottare un bambino a distanza, per sostenerlo nella sua crescita verso una vita adulta e indipendente.

Nei Villaggi SOS i bambini rimasti senza le cure dei loro genitori trovano un rifugio dalla tempesta di posizionamenti multipli, abuso o negligenza. Grazie all’impegno dei collaboratori e delle persone che fanno volontariato con i bambini, l’associazione è in grado di sostenere i piccoli per tutto il tempo necessario, in relazione con i servizi sociali locali. L’accoglienza a lungo termine è spesso fondamentale per aiutare un bambino che ha subito anni di abusi fisici o psicologici, poichè la guarigione non può avvenire dall’oggi al domani.

Lavorare quotidianamente con i bambini ha permesso a SOS Villaggi dei Bambini negli Stati Uniti di raggiungere risultati impressionanti e oltre 300 bambini hanno già trovato una casa accogliente nei Villaggi SOS in Illinois e in Florida, tra cui molti gruppi di fratelli e sorelle biologici. Grazie a questa nuova donazione di Angelina Jolie e Brad Pitt, l’associazione ha ricevuto un grande aiuto per continuare il suo importante lavoro al servizio dei bambini in difficoltà.

Per maggiori informazioni sui programmi di sostegno di SOS Villaggi dei Bambini Onlus e per adottare un bambino a distanza è possibile consultare il sito dell’associazione italiana: www.sositalia.it

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SOS Villaggi dei Bambini Onlus è un’organizzazione internazionale privata, apolitica e aconfessionale. È impegnata da più di 60 anni a lavorare con i bambini, nell’accoglienza di bambini privi di cure parentali o temporaneamente allontanati dalle famiglie e promuove programmi di prevenzione all’abbandono e di rafforzamento familiare in Italia e in altri 131 paesi del mondo. Aiuta più di 1.000.000 di persone attraverso programmi integrati di sostegno ai bambini e al loro contesto familiare e accoglie ogni anno circa 78.000 bambini. In Italia è presente con 7 Villaggi e aiuta 480 persone, di cui 326 fra bambini e ragazzi. Dal sito di SOS Villaggi dei Bambini Onlus è possibile attivare o chiedere informazioni per le adozioni a distanza o fare donazioni per sostenere le famiglie disagiate: www.sositalia.it

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Riflessioni sulla grande eco avuta negli Stati Uniti dalla visita di Varese Convention & Visitors Bureau con l’Agenzia del Turismo della Provincia di Varese

Il made in Varese piace, a conferma del grande appeal che il nostro Paese continua ad avere sul territorio USA. La crescente attenzione verso questi territori quali aree di accoglienza turistica e di business si arricchisce di numerosi progetti che puntano alla valorizzazione dell’offerta in vista dell’Expo 2015, calcolando che il movimento di persone inizierà con il 2012. Un’occasione per far conoscere il territorio di Varese è stata data dal Meeting “Flavors of Lombardy”, in cui l’Area Leisure di Varese Convention & Visitors Bureau insieme all’Agenzia del Turismo della Provincia di Varese hanno presentato l’offerta turistica del territorio del capoluogo lombardo

Varese si sta preparando al grande appuntamento di Expo 2015: rappresenta il turismo green lombardo essendo l’area verde della città di Milano e dispone di grande attrattiva turistica grazie alla bellezza del suo territorio e alla capacità organizzativa nell’area convention e congressuale. Un’occasione per farsi conoscere all’estero è stata il meeting “Flavors of Lombardy” (“Sapori di Lombardia”), organizzato da Regione Lombardia, Camera di Commercio di Mantova e Unioncamere Lombardia, svoltosi negli Stati Uniti dal 17 settembre al 22 ottobre. L’Area Leisure di Varese Convention & Visitors Bureau, preposta alla promozione e commercializzazione della provincia di Varese quale destinazione per il turismo sportivo, naturalistico, le vacanze culturali e i viaggi individuali e di gruppo (quella Convention & Meeting è invece focalizzata sui congressi, le convention, i viaggi incentive e il turismo d’affari), ha presentato l’offerta turistica dell’area varesina lo scorso 19 e 20 ottobre  a Boston e a New York, città in cui si è svolto “Flavors of Lombardy”, in collaborazione con l’Agenzia del Turismo della Provincia di Varese. Vi hanno partecipato Mauro D’Errico, Direttore Area Leisure di Varese Convention & Visitors Bureau e il Direttore dell’Agenzia del Turismo della Provincia di Varese, Paola Della Chiesa.

Le eccellenze turistiche ed enogastronomiche della Lombardia e della Provincia di Varese sono state illustrate durante il meeting per la parte promozionale dall’Agenzia del Turismo e per la parte dedicata alla commercializzazione da Varese Convention & Visitors Bureau e sono state percepite in modo positivo dai tour operators americani. La Provincia di Varese è infatti ricca di risorse paesaggistiche, artistiche ed enogastronomiche frutto di una storia e di una tradizione millenaria; il territorio è costellato da montagne, laghi, corsi d’acqua, città di interesse culturale e strutture ricettive di alto livello. Gode di una eccellente qualità ambientale per il forte sviluppo dato a sport green come il Golf e soprattutto il Cycling, grazie all’estensione della rete di piste ciclabili sicure e al riparo dal traffico veicolare. Queste sono caratteristiche, come ha sottolineato Paola Della Chiesa, “tenute in alta considerazione da un potenziale target americano amante di un turismo che apprezza la qualità paesaggistica del nostro territorio, paragonato a un piccolo Canada, fornito di ogni confort e soprattutto non molto distante dalle principali città del Nord Italia e dalle vie di comunicazione aeroportuale”.

Gli americani, con “Flavors of Lombardy”, hanno avuto un’occasione unica per conoscere la Provincia di Varese, un territorio dai paesaggi vari e incantevoli, strutture ricettive di prim’ordine, luoghi in cui praticare numerosi sport, il tutto all’insegna della tranquillità e del relax. A questo si deve aggiungere una posizione geografica ideale, tra l’Italia e la Svizzera, vicino ad un grande aeroporto e ben servita da tutti i mezzi di trasporto. Varese Convention & Visitors Bureau è l’organismo che si occupa di questo turismo di qualità, che può davvero rappresentare nel mondo un’opportunità di viaggi di piacere o d’affari, luogo ideale per leisure o convention, soprattutto in vista dell’Expo 2015.

http://www.vareseturismo.it

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Comunicati

La Cina è il primo creditore degli Stati Uniti

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  • 19 Novembre 2008

La Cina diventail primo creditore degli Stati Uniti, avendo acquistato oltre 585 miliardi in titoli di Stato Statunitensi.
Solo da luglio a settembre di quest’anno la Cina ha acquistato titoli di stato USA per oltre 80 miliardi di dollari, mentre nel trimestre precedente ne aveva acquistati soltanto 13 miliardi di dollari.

Secondo in questa particolare classifica è il Giappone, che possiede 573 miliardi di dollari di titoli di stato americani.
Questo aumento del possesso dei titoli di Stato statunitensi da parte dei paesi orientali è un indizio dell’aumento dell’importanza mondiale dell’economia dell’est.

Fonte: Finanza ed economia

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