19/10/2011 Enel Green Power con un nuovo impianto in Grecia Il nuovo impianto di Kourtesi, nella regione di Ilia nel Peloponneso, con una capacità installata di 4,9 MW, produrrà 7 milioni di chilowattora all’anno. Roma, 19 ottobre 2011 - E’ entrato in esercizio il primo impianto fotovoltaico di Enel Green Power in Grecia, nella regione di Ilia nel Peloponneso (Grecia occidentale) portando la capacità installata complessiva del Gruppo nel Paese a 191 MW. Il campo fotovoltaico ha una capacità complessiva di 4,9 MW e genererà circa 7 milioni di kilowattora all'anno, sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico di circa 1.700 famiglie. L'energia “verde” prodotta dalla centrale eviterà inoltre l’emissione di quasi 7.600 tonnellate di CO2 all'anno. "La Grecia gode di eccellenti livelli di irraggiamento solare e, quindi, l'energia fotovoltaica ha le potenzialità per diventare una delle componenti chiave del mix energetico del Paese" - ha commentato Francesco Starace, Amministratore Delegato di Enel Green Power. Enel Green Power è già ampiamente presente nel settore delle energie rinnovabili in Grecia. I parchi eolici di EGP, per una capacità totale installata di 177 MW, sono situati principalmente in Tracia, ma anche in Macedonia, Peloponneso, isole di Evia, Creta e Dodecaneso. Inoltre, EGP gestisce impianti mini-idro nella Grecia centrale, occidentale e in Tessaglia, per una capacità totale installata di 14 MW.
Enel Green Power e Renzo Piano insieme per il mini eolico
Rovereto, 17 ottobre 2011 – E’ stato inaugurato a Rovereto, alla presenza delle autorità locali, dell’architetto Renzo Piano e dell’Amministratore delegato di Enel Green Power, Francesco Starace, il prototipo di un’innovativa pala minieolica, progettata dall’architetto genovese e sviluppata in collaborazione con la società di Enel dedicata alle rinnovabili.
Sfruttando la ricerca sui nuovi materiali, sempre più leggeri e resistenti, e sulle nuove soluzioni tecnologiche, ha preso così forma una nuova concezione di aerogeneratore, più sensibile ai venti presenti a bassa quota e diffusi sul territorio.
L’aerogeneratore ideato dalla Renzo Piano Building Workshop, con una capacità di 55 kW, ha una generazione continuata di energia elettrica perché in grado di sfruttare anche i venti minimi dell’ordine dei 2 metri/sec.
L’obiettivo dell’opera è anche quello di un’integrazione “naturale” con il territorio in cui si inserisce grazie ad un ridotto impatto ambientale. E’ stata quindi preferita una soluzione bipala rispetto al tripala per ridurne di un terzo la visibilità e per avere, nei casi di totale assenza di vento, una sottile linea verticale data dalla torre e dalle due pale verticali allineate e a bandiera.
Il creativo ed innovativo tessuto culturale ed imprenditoriale del Nord est ha contribuito alla realizzazione del progetto attraverso lo Studio Favero & Milan (VE) per la progettazione esecutiva e la Metalsistem (TN) per la realizzazione.
Il prototipo è stato infatti realizzato a Rovereto, sede di Metalsistem, in un laboratorio creato “ad hoc” e denominato la “casa della giraffa”; l’aerogeneratore è infatti assimilato alla giraffa, le cui pale spuntano dal tetto, aperto, della sua casa.
La produzione in serie per il mercato italiano sarà sviluppata al termine della fase di test, che sarà effettuata per dodici mesi nel campo prova di Molinetto a Pisa, sede, tra l’altro, del centro di ricerche Enel.
Per quanto concerne la distribuzione, l’innovativo generatore sarà utilizzato per gli impianti di Enel Green Power, in Italia e all’estero, ma sarà anche commercializzato nel nostro Paese attraverso la rete in franchising della controllata per il retail, Enel.si.
La minipala eolica realizzata da Renzo Piano punta ad essere utilizzata anche oltre i confini dell’Italia, dagli Stati Uniti, dove il mini-eolico vanta una lunga tradizione, a Francia, Spagna e Grecia.
Flavio Cattaneo, Terna alza utili e dividendo anche grazie alle rinnovabili
Terna, AD Flavio Cattaneo, è tra le società più amate dai fondi di investimento. E il motivo è presto detto: perché ogni anno alza il monte dividendi, convincendo in questo modo le istituzioni finanziarie a metterla nel loro portafoglio titoli. Facendo salire così la quotazione in Borsa.

Un circolo, in questo caso, virtuoso che si è ripetuto anche per il 2010, come dimostrano i numeri forniti ieri dal presidente Luigi Roth e l’ad Flavio Cattaneo, entrambi in cerca del loro terzo mandato. Giusto per presentarsi bene all’appuntamento, va detto che Terna ha presentato risultati record: ricavi in crescita del 14,3% a 1,58 miliardi, margini in salita del 17,1% a 1,17 miliardi e, manco a dirlo, utile netto che è incrementato del 31,8% a 466 milioni. Da qui, un’ulteriore crescita del dividendo proposto che è pari a 21 centesimi per azione (+10,5% rispetto a un anno fa).
Del resto, Terna è di suo una macchina da soldi: gestendo la rete elettrica nazionale ad alta e altissima tensione ha un monopolio di fatto. La capacità del management è stata quella di averla resa più efficiente, aumentato gli investimenti da quando è stata staccata proprietariamente da Enel e aver indovinato alcune operazioni. Ad esempio, l’acquisizione di una rete elettrica in Brasile che è stata venduta con ricca plusvalenza, così come è avvenuto per la creazione di una società per la gestione di impianti fotovoltaici realizzati attorno alle aree di proprietà di Terna, attorno ai tralicci e venduta a un fondo di investimento con una plusvalenza per 204 milioni di euro. Anche grazie a queste operazioni, Terna ha distribuito in sei anni 2 miliardi di dividendi, con un incremento medio annuo del 10%.
In ultimo, va ricordato che la redditività di Terna è legata alla quantità di investimenti – così come è previsto da alcune delibere dell’Autorità dell’energia – e non deve quindi stupire se è aumentato l’indebitamento netto a 4,7 miliardi rispetto ai 3,7 di un anno prima. Ma questo è anche il frutto “dell’accelerazione degli investimenti per lo sviluppo della rete che raggiungono i 1.671,7 milioni di euro (+30%), per oltre mille chilometri di nuovi elettrodotti e 48 nuove stazioni”.
Fonte: Repubblica Luca Pagni
Più “sole” da Enel Green Power nella rete italiana
Con Adrano in Sicilia, Sesto Campano in Molise e San Gillio in Piemonte, la Società delle rinnovabili aggiunge al suo portafoglio di asset oltre 14 MW fotovoltaici che immetteranno in rete energia “verde” per 21 milioni di chilowattora.
Roma, 5 agosto 2011 – Sono entrati in esercizio tre nuovi campi fotovoltaici di Enel Green Power. Si tratta dell’impianto di Adrano, in provincia di Catania, il più grande dei tre che, con una capacità installata di 9 MW, sorge nello storico sito dove nel 1981 Enel realizzò la prima centrale solare a concentrazione del mondo; del campo fotovoltaico di San Gillio, nell’omonimo comune in provincia di Torino, da 4,8 MW, e di quello di Sesto Campano, in Molise, da 500 kW, situato nel Bacino superiore di Cesima della Centrale Idroelettrica di Presenzano.
Grazie, quindi, a una capacità installata complessiva di 14,3 MW, a regime le tre centrali solari produrranno 21 milioni di chilowattora all’anno, sufficienti a soddisfare i consumi annuali di quasi 7.800 famiglie, evitando ogni anno l’emissione in atmosfera di circa 15.000 tonnellate di CO2.
“Adrano ha visto Enel attiva nel campo dell’Energia Solare quando questa idea era solo un bel sogno ed è molto significativo che ad Adrano si produca ora energia da fonte solare per l’utilizzo quotidiano di tutti gli italiani – ha commentato l’Amministratore delegato di EGP, Francesco Starace. Enel Green Power continua nello sforzo di spingere la frontiera tecnologica sempre più avanti, nell’intento di aumentare la disponibilità di fonti energetiche rinnovabili sempre più competitive”.
Prosegue così la crescita nel fotovoltaico di Enel Green Power che, in Italia, ha chiuso il 2010 e aperto l’anno in corso con l’avvio di nuovi impianti e cantieri. In particolare sono stati collegati alla rete: l’impianto di Serragiumenta, in provincia di Cosenza, da 5 MW, il primo realizzato dalla joint venture paritetica con Sharp, ESSE; quello di Deruta da 3 MW, in provincia di Perugia; l’impianto di Taranto, da oltre 3 MW sulle coperture di fabbricati industriali del gruppo Marcegaglia e quello di Strambino da 2,5 MW, in provincia di Torino. Inoltre, Enel Green Power ha aperto i cantieri per il raddoppio di Serre Persano, in provincia di Salerno, portando la capacità installata a 6,6 MW dagli attuali 3,3 MW, e sta completando l’impianto sui tetti di CIS – Interporto Campano, a Nola (Napoli) che, con i suoi 25 MW di capacità installata, sarà il più grande impianto fotovoltaico in Europa “roof top”, con tecnologia a film sottile.
Con “Raggio senza Pensieri” il sole è a portata di mano
Roma, 30 giugno 2011 – Nasce il primo kit fotovoltaico chiavi in mano per le famiglie.
Si chiama “Raggio senza pensieri” ed è l’ultimo prodotto nato in casa Enel Green Power,
la società di Enel interamente dedicata alle fonti rinnovabili, quotata a Milano e Madrid
dal novembre scorso.
Perché “senza pensieri”? Perché è un pacchetto chiavi in mano, con tanti servizi inclusi
nel prezzo, uguale per la prima volta su tutto il territorio nazionale: dalla realizzazione
eseguita da installatori qualificati, al monitoraggio locale per chi vuole avere sempre a
disposizione i dati di produzione del proprio impianto, fino allo smaltimento dei pannelli
fotovoltaici a “fine ciclo vita”, un altro carattere distintivo dell’offerta, grazie a un accordo
con PV CYCLE, associazione internazionale di riferimento per il riciclo di pannelli
fotovoltaici.
Il kit ha una potenza di 2,76 kW ed è pensato per soddisfare i consumi medi di una
famiglia italiana, in particolare quelle che vivono in abitazioni indipendenti che nel nostro
Paese sono stimate essere circa 9 milioni. L’introduzione sul mercato di “Raggio senza
pensieri” è la prima risposta di Enel Green Power al IV Conto Energia che premia ancora
di più impianti residenziali di potenza inferiore ai 3 kW, installati su tetti a falda.
Il kit – offerto attraverso la rete in franchising Punto Enel Green Power della controllata
Enel.si – consente una produzione annua di circa 3.500 kWh, a fronte di un consumo
medio annuo delle famiglie italiane di circa 2700 kWh, evitando l’emissione di circa 18
quintali di CO2. Stimando una vita media dell’impianto di 25 anni, il risparmio di CO2 sale
a poco meno di 500 quintali.
Grazie alla partnership consolidata tra Enel.si e un primario istituto di credito, il cliente
interessato potrà, inoltre, scegliere di finanziare “Raggio senza Pensieri” beneficiando di
condizioni vantaggiose e di tempi rapidi di gestione della pratica.
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La rete in franchising Punto Enel Green Power è costituita da aziende selezionate e
specializzate in questo settore che, forti dell’esperienza maturata negli anni e grazie al
gran numero di impianti realizzati di piccola, media e grande taglia, costituisce la prima
Rete di installatori di fotovoltaico a livello internazionale.
Su www.enelsi.it, oltre a localizzare il Punto Enel Green Power più vicino, è possibile
richiedere un preventivo personalizzato o simulare il proprio impianto fotovoltaico, solare
termico o minieolico. Il numero verde 800.90.15.15 è attivo dal lunedì al venerdì dalle
ore 9 alle 20.
Enel Green Power e il franchising Punto Enel Green Power
Enel Green Power è leader mondiale nella produzione di energia da fonti rinnovabili, con
oltre 22 TWh (miliardi di chilowattora) prodotti ogni anno, equivalenti ai consumi di 8
milioni di famiglie, evitando le emissioni di 16 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno.
Enel Green Power offre i propri servizi attraverso la rete in franchising Punto Enel Green
Power, della propria controllata Enel.si, costituita da oltre 500 aziende selezionate e
specializzate nel settore delle rinnovabili, in grado di offrire ai clienti tutto il supporto
necessario per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaici,
fornendo un servizio che va dalla valutazione di fattibilità, alla presentazione della
domanda al GSE ed alla progettazione e realizzazione dell’impianto.
I Punto Enel Green Power sono presenti sull’intero territorio nazionale, ha installato oltre
290 MW di impianti fotovoltaici per clienti industriali, terziario e domestici. Questi
impianti consentiranno di produrre a livello Paese più di 350 milioni di chilowattora
all’anno di energia elettrica da fonte solare, pari ai consumi di oltre 115.000 famiglie.
Il franchising Punto Enel Green Power è in via di sviluppo anche all’estero a partire dal
sud della Francia, territorio di grande interesse strategico per via della favorevoli
condizioni climatiche, ma con obiettivi di ulteriore espansione in altri Paesi.
Enel Green Power dà l’avvio ad altri 40 MW di eolico in Romania
Roma, 30 giugno 2011 – Sono stati collegati alla rete ulteriori 40 MW del parco eolico di Enel Green Power, Salbatica I, che conta su una potenza totale installata di 70 MW. I primi 30 MW erano stati collegati a dicembre dello scorso anno.
Realizzato in Romania presso Tulcea (North Dobrogea), l’impianto eolico di Salbatica è composto da 35 aerogeneratori da 2 MW ciascuno.
La produzione annua stimata dell’impianto completo è di circa 200 milioni di kWh – in grado di soddisfare i consumi di 66 mila famiglie – e di evitare l’emissione in atmosfera di circa 140 mila tonnellate di CO2 all’anno.
Salbatica va ad aggiungersi al campo di Agighiol, il primo impianto eolico di EGP in Romania entrato in esercizio lo scorso mese di dicembre. Con una capacità installata totale di 104 MW, i due impianti produrranno oltre 290 milioni di kWh all’anno, riuscendo a soddisfare i consumi di circa 97 mila famiglie e a risparmiare l’emissione in atmosfera di più di 200 mila tonnellate di CO2.
“Prosegue a ritmi sostenuti la crescita della nostra presenza in Romania, iniziata soltanto pochi mesi fa con l’impianto di Agighiol – ha dichiarato Francesco Starace, Amministratore delegato di Enel Green Power – “Fra le rinnovabili, l’eolico è sicuramente la tecnologia più promettente per la produzione di energia in questo Paese. Enel Green Power continuerà quindi ad investire nel territorio rumeno focalizzandosi su questa fonte e valutando, nel frattempo, anche altre tecnologie”.
Forum Green Energy. A Roma l’evento sulle energie rinnovabili
A partire dal 16 giugno 2011, prenderà il via il primo Forum Green Energy sulle energie rinnovabili, a Roma, presso Palazzo Altieri.

Fra novità regolamentari, contesto geopolitico e catastrofe giapponese, le energie rinnovabili sono sempre di più al centro del dibattito internazionale e nazionale in tema di approvvigionamento energetico. La stabilità del framework regolamentare è una condizione fondamentale per lo sviluppo del settore poiché diminuisce il rischio per gli operatori, consentendo il finanziamento degli investimenti in una logica di lungo periodo. Il recente Decreto Legislativo sulle Rinnovabili di attuazione della direttiva comunitaria 2009/28/CE, e la successiva pubblicazione del “Quarto Conto Energia” aprono nuovi scenari agli operatori italiani ed esteri che vogliono investire in tale comparto nel nostro Paese. Con l’obiettivo di approfondire i nuovi scenari normativi e di mercato che si profilano all’orizzonte in merito al ciclo di vita della produzione di energia da fonti rinnovabili e i conseguenti riflessi operativi in ambito industriale e finanziario, ABI, ABIEventi, ABIFormazione e ABI Energia propongono il primo Forum. Il Forum sarà l’occasione per approfondire la situazione energetica italiana alla luce degli obiettivi nazionali e comunitari, e per discutere sui più recenti sviluppi del nuovo sistema di incentivi al fotovoltaico: quale impatto sulla filiera industriale? E, in particolare, sull’operatività bancaria di finanziamento degli investimenti? Il Forum sarà articolato in un giorno e mezzo con un’apertura in cui interverranno le principali istituzioni del settore, e, a seguire, diverse tavole rotonde operative per trasferire sapere utile sui punti di maggior rilievo per le imprese bancarie. Tra i relatori sono previsti esponenti del mondo politico, imprenditoriale, associativo ed esperti di settore. Tra i principali temi trattati:
- le ultime novità normative. In particolare: i nuovi meccanismi di incentivazione per le fonti rinnovabili introdotti dal Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28 e, con specifico riferimento al fotovoltaico, il nuovo Quarto Conto Energia e la nuova procedura di accesso agli incentivi;
- l’impatto della riduzione delle tariffe incentivanti sulla sostenibilità economico – finanziaria dei progetti finanziati e gli indirizzi operativi assunti dalle banche;
- gli strumenti e i prodotti finanziari a sostegno degli investimenti nelle fonti rinnovabili;
- lo scenario attuale del mercato delle energie rinnovabili e le prospettive per il triennio 2011/2013;
- l’osservatorio ABI Energia;
- gli investimenti delle aziende nelle energie rinnovabili.
- Per maggiori informazioni: www.abieventi.it
- Per iscriverti subito online al Forum Green Energy: http://www.abieventi.it/booking/1358/
- Scarica il pdf della Scheda Cartacea d’Iscrizione al Forum Green Energy: http://www.abieventi.it/public/files/eventi/schede-di-iscrizione/ed/Green-Energy-2011_Scheda-Iscrizione_ED.pdf
Enel Green Power, Generali e Terrae finalizzano l’accordo per lo sviluppo delle biomasse
Roma, 6 giugno 2011 – Enel Green Power e Generali hanno finalizzato l’accordo con Terrae, la Società che ha lo scopo di riconvertire e valorizzare il settore bieticolo-saccarifero, e ANB – Associazione Nazionale dei Bieticoltori, per l’acquisizione di una quota del 15% ciascuno del capitale sociale di Terrae.
Viene così collocato il 30% del capitale sociale della società che ha come suo obiettivo la promozione e lo sviluppo di progetti per la generazione di energia elettrica da biomasse, alimentati da filiere locali.
L’acquisizione delle quote fa seguito agli accordi siglati tra i partner, finalizzati alla promozione congiunta di progetti di generazione elettrica da biomasse, con l’obiettivo di riunire in un unico soggetto tre componenti indispensabili: quella agricola, che dispone delle filiere per la produzione da biomasse, quella industriale, per gestire la generazione di energia, e quella finanziaria, per garantire il sostegno alla realizzazione dei progetti di investimento.
L’ingresso nella compagine sociale di Terrae consentirà ad Enel Green Power – in qualità di partner industriale – l’accesso diretto alla filiera agro-energetica, con significative sinergie per l’approvvigionamento della biomassa, ed un contatto diretto con il know-how agronomico di associazioni e consorzi, applicato alle colture da biomassa.
L’accordo prevede, inoltre, una partecipazione di controllo di Enel Green Power nelle società di scopo appositamente costituite per lo sviluppo delle iniziative di carattere industriale di taglia maggiore.
Il piano industriale di Terrae è indirizzato prevalentemente alla realizzazione e gestione di progetti di generazione elettrica da biomassa sulla base di intese di filiera, prevedendo comunque la possibilità di realizzare progetti basati sulle altre tecnologie a fonte rinnovabile, anche a carattere sperimentale.
Terrae proseguirà il processo di collocamento delle residue azioni proprie in portafoglio, corrispondenti al 18% del capitale sociale. ANB rimane socio con il 41% del capitale, a conferma dell’importanza della componente agricola nella strategia di Terrae sull’approvvigionamento di biomassa quale materia prima per la produzione di energia elettrica.
“Terrae – sottolinea il Presidente Federico Vecchioni – rappresenta oggi, un esempio concreto ed innovativo di integrazione tra comparto agricolo ed energetico, ed offre agli operatori della filiera agroindustriale opportunità di diversificazione e di contenimento di costi di produzione.”
“Il closing di questo accordo testimonia la volontà di Enel Green Power di sviluppare la biomassa agricola a filiera corta – ha detto Francesco Starace, Amministratore delegato e Direttore generale di EGP. Stiamo già lavorando al piano industriale che punta allo sviluppo di impianti medio-piccoli ben distribuiti sul territorio nazionale e alimentati da biomasse locali. Riteniamo infatti che, sviluppando la filiera corta, si valorizzi il territorio intorno all’impianto e si incrementi l’indotto, sia incoraggiando le coltivazioni energeticamente più utili, sia sfruttando al meglio i residui di attività produttive già esistenti.”
Enel Green Power cresce nell’idroelettrico con l’impianto di Bardonecchia
E’ stata effettuata la prima messa in servizio del gruppo n°2 dell’impianto idroelettrico Enel Green Power di Bardonecchia, in provincia di Torino.
Il gruppo n°2, con una capacità installata di più di 3 MW, oltre alla produzione di energia, garantirà l’afflusso idrico previsto dall’accordo fra Enel, SMAT – Società Metropolitana Acque Torino, Regione Piemonte e Autorità d’Ambito n.3 Torinese per l’uso idro-potabile dell’acqua contenuta nell’invaso di Rochemolles.
La costruzione dell’impianto ha infatti reso possibile la realizzazione dell’Acquedotto di Valle a servizio dei Comuni dell’Alta e Bassa Valle di Susa e dei comuni confinanti di pianura, consentendo di valorizzare a scopo potabile una risorsa di elevata qualità naturale quale quella del bacino della diga di Rochemolles.
In parallelo, prosegue il montaggio del gruppo n°1, che avrà una potenza installata pari a 20,5 MW, e sarà messo in servizio nei prossimi mesi.
Il nuovo impianto idroelettrico, con una capacità totale di 23,5 MW, va a sostituire completamente il vecchio impianto idroelettrico da 22 MW, con una potenza incrementale quindi di 1,6 MW. A regime l’impianto sarà così in grado di produrre 42 milioni di kWh – il fabbisogno di consumo di oltre 15 mila famiglie – evitando ogni anno l’emissione in atmosfera di circa 30.000 tonnellate di CO2.
I lavori, realizzati a cura dell’unità Progetti Impianti Idroelettrici della divisione Generazione ed Energy Management di Enel, si concluderanno entro la fine del 2011.
“Il nuovo impianto di Bardonecchia dimostra come sia ancora possibile realizzare investimenti in Italia nell’idroelettrico” – afferma Francesco Starace, Amministratore delegato di Enel Green Power – Si tratta infatti di una fonte energetica che, seppure sia la più antica come sviluppo, continua a contribuire in maniera significativa alla crescita delle rinnovabili nel nostro Paese, grazie anche alla possibilità di rinnovamenti finalizzati a mantenere in completa efficienza gli impianti”.
Attualmente, Enel Green Power conta su 2539 MW di potenza idroelettrica installata in Italia e all’estero, con una produzione di oltre 11 miliardi di chilowattora.
Enel Green Power cresce nell’idroelettrico in Costarica
Roma/San José, 28 marzo 2011 – Al via i lavori per la costruzione di un nuovo impianto idroelettrico in Costarica, tra le province di Alajuela e San José.
Chucas, questo il nome dell’impianto, con una capacità installata di 50 MW, produrrà a regime circa 219.000.000 kWh all’anno – pari ai consumi annuali di oltre 81 mila famiglie – evitando l’emissione in atmosfera di oltre 150 mila tonnellate di CO2 ogni anno.
La Società delle rinnovabili di Enel prevede di completare l’impianto nella prima metà del 2013, portando così la capacità installata nel Paese a 105 MW.
“Dopo l’impianto idroelettrico di Palo Viejo in Guatemala, attualmente in costruzione – ha dichiarato l’Amministratore delegato di Enel Green Power, Francesco Starace – questo secondo impianto testimonia la crescita di Enel Green Power in America Latina e nella tecnologia idroelettrica, che costituisce uno degli assi portanti della crescita in questo continente.”
Enel Green Power è presente in Centro e Sud America con la controllata Enel Green Power Latino America che gestisce 33 impianti da fonti rinnovabili in Messico, Costa Rica, Guatemala, Nicaragua, Panama, El Salvador, Cile e Brasile, per una capacità installata totale di 669 MW.
L’energia idroelettrica è la principale fonte d’investimento nella regione per Enel Green Power, che gestisce più di 31 centrali in 6 paesi.
Nell’eolico la società ha impianti per 24 MW in Costa Rica e ne realizzerà tre in Brasile per una capacità totale installata di 90 MW.
Grazie all’esperienza secolare nel campo dell’energia geotermica, Enel Green Power sta sviluppando nuove opportunità in questo settore. In Cile, in particolare, si stanno esplorando varie concessioni che hanno potenzialità per oltre 100 MW.
Flavio Cattaneo: convegno Mce, un «tagliando» sulle Fonti Rinnovabili di Energia
Convegno Mce su traffico, mobilità ed energia promosso dall’Assolombarda con la Camera di commercio. Terna partecipa per affrontare l’importante tema dell’energia; L’energia è un fattore di competitività. È un driver della crescita. Quindi il segmento dell’energia ha bisogno di reti indipendenti, dello sviluppo delle infrastrutture, di costi ragionevoli. E le fonti rinnovabili di energia sono importantissime ed è giusto incentivarle finché gli aiuti non creano distorsioni, come si rischia che accada adesso, mentre va rafforzata la frontiera dell’efficienza energetica, sulla quale il governo ha una politica ondivaga.
MILANO
L’energia è un fattore di competitività. È un driver della crescita. Quindi il segmento dell’energia ha bisogno di reti indipendenti, dello sviluppo delle infrastrutture, di costi ragionevoli. E le fonti rinnovabili di energia sono importantissime ed è giusto incentivarle finché gli aiuti non creano distorsioni, come si rischia che accada adesso, mentre va rafforzata la frontiera dell’efficienza energetica, sulla quale il governo ha una politica ondivaga. Questi sono stati alcuni dei temi trattati ieri a Milano durante il convegno Mce su traffico, mobilità ed energia promosso dall’Assolombarda con la Camera di commercio.

Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, sottolinea il concetto che per una liberalizzazione effettiva è necessaria l’indipendenza delle reti. Se ciò è avvenuto nell’elettricità (l’Enel ha ceduto l’alta tensione ed è nata Terna) nel mercato del metano c’è moltissima prudenza. Il presidente uscente dell’Autorità dell’energia, Alessandro Ortis, da tempo forza sulla separazione totale della Snam rete gas dalla controllante Eni, e Marcegaglia si avvicina a questa posizione netta che spiace invece alla compagnia di San Donato Milanese e al ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, i quali propongono una soluzione mediata di “separazione funzionale”. Il problema però – dice Marcegaglia – è che il tema delle reti non va affrontato in chiave nazionale: «Serve una soluzione simmetrica di ambito europeo».
Per l’efficienza energetica, la Confindustria chiede di rintrodurre, gli aiuti. «Possono aggiungere uno 0,4% al Pil creando 800mila posti di lavoro». Il costo per lo stato sarebbe sui 1,5 miliardi, stima Marcegaglia, ma i benefìci dati dai risparmi superano i 3 miliardi. Più delicato il tema degli aiuti alle fonti rinnovabili di energia. Un ruolo insostituibile, «siamo diventati secondi in Europa», ricorda la presidente della Confindustria, e «il paese deve investire in fonti rinnovabili, ma con una graduale riduzione degli incentivi, tra più alti in Europa».
Tema caldissimo, quello degli incentivi e dei vincoli alla realizzazione delle reti. Ne hanno accennato al convegno Roberto Potì (Edison) e Fulvio Conti (amministratore delegato dell’Enel), ma anche Emilio Cremona (presidente del Gse), Stefano Conti (Terna) e l’ecologista Ermete Realacci (presidente della fondazione Symbola). Le smagliature normative hanno consentito distorsioni di mercato sulle infrastrutture elettriche e, per accaparrarsi gli incentivi importanti alle fonti rinnovabili di energia, si rischia di generare quella “bolla” che ha portato a domande di allacciamento alla rete elettrica per centrali “verdi” pari a 200mila megawatt (131mila i megawatt delle domande di allacciamento censite da Terna sull’alta tensione). Tutti sono d’accordo (anche il ministro Romani, che da Roma dice che i sussidi non devono pesare sulle tasche dei cittadini) nel mitigare queste distorsioni e nel mettere un freno agli “ecofurbi” che guadagnano incassando gli incentivi pagati dagli italiani attraverso le bollette della corrente.
Il Sole 24 Ore – 9 febbraio 2011 di JACOPO GILIBERTO
Fonte (Il Sole 24 Ore)
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Enel Green Power e Terrae insieme per lo sviluppo delle biomasse
• Firmato l’accordo per l’ingresso di EGP nel capitale di Terrae con una quota del 15%.
• I partner promuoveranno lo sviluppo di progetti per la generazione di energia elettrica da biomasse, alimentati da filiere locali.
Roma, 10 febbraio 2011 – Terrae, la Società che ha lo scopo di riconvertire e valorizzare il settore bieticolo-saccarifero, ANB- Associazione Nazionale dei Bieticoltori – ed Enel Green Power hanno firmato un accordo finalizzato all’acquisizione di una quota del 15% del capitale sociale di Terrae da parte di EGP, società leader mondiale nelle fonti rinnovabili.
L’accordo siglato fa seguito al precedente protocollo d’intesa tra i tre partner, finalizzato alla promozione congiunta di progetti di generazione elettrica da biomasse, con l’obiettivo di riunire in un unico soggetto tre componenti indispensabili: quella agricola, che dispone delle filiere per la produzione da biomasse; quella industriale per gestire la generazione di energia; quella finanziaria per garantire il sostegno alla realizzazione dei progetti di investimento.
L’ingresso nella compagine sociale di Terrae, quale partner industriale consentirà ad Enel Green Power l’accesso diretto alla filiera agro-industriale, con significative sinergie per l’approvvigionamento della biomassa, ed al know-how agronomico di associazioni e consorzi, applicato alle colture da biomassa.
L’accordo prevede, inoltre, una partecipazione di controllo di Enel Green Power nelle società di scopo appositamente costituite per lo sviluppo delle singole iniziative di carattere industriale, con potenza superiore ad 1 MW.
Terrae ed Enel Green Power stanno predisponendo il Piano Industriale del quale svilupperanno congiuntamente le linee guida. L’azione sarà indirizzata prevalentemente alla realizzazione e gestione di progetti di generazione elettrica da biomassa sulla base di intese di filiera, con la possibilità di sviluppare anche altri progetti relativi ai settori bieticolo-saccarifero, agroindustriale, agroalimentare ed agro-energetico.
L’accordo prevede inoltre la vendita delle azioni residue di Terrae a investitori istituzionali, ivi inclusi i partner finanziari.
“Come Enel Green Power crediamo fortemente nel valore e nelle potenzialità della biomassa agricola nazionale – ha detto Francesco Starace, Amministratore delegato e Direttore generale di EGP. Sviluppando la filiera corta, ossia le biomasse locali, si valorizza il territorio intorno all’impianto, incoraggiando la necessaria differenziazione delle coltivazioni dedicate verso quelle energeticamente più utili, e si sviluppa l’indotto. La biomassa da filiera corta risulta, pertanto, una fonte non soltanto più sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche in grado di dare un maggior contributo alla sicurezza energetica nazionale e di costituire un terreno di incontro tra mondo agricolo e mondo energetico.”
“L’accordo ha una grande valenza strategica – ha sottolineato Federico Vecchioni, Presidente di Terrae – perché consente alle imprese agricole ed agli agricoltori già impegnati nel settore bieticolo-saccarifero, di disporre nel processo di riconversione verso la dimensione agroenergetica e agroindustriale, del valore aggiunto apportato da uno dei più grandi player internazionali nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Terrae diventa così pienamente una company agroindustriale destinata a trainare il riposizionamento dell’agricoltura italiana al centro dell’economia reale’”.
Flavio Cattaneo: Rete Rinnovabile finanziamento per il progetto fotovoltaico
Rete Rinnovabile ha firmato un contratto di rifinanziamento di durata pari a 18 anni per la realizzazione del portafoglio di impianti fotovoltaici .
Rete Rinnovabile, società ‘ indirettamente controllata al 100% da Terna, AD Flavio Cattaneo, in vista della cessione annunciata al mercato lo scorso 18 ottobre, ha firmato un contratto di rifinanziamento di durata pari a 18 anni.

L’importo complessivo massimo dell’operazione di rifinanziamento ammonta a 593,8 milioni di euro (di cui 521,3 per cassa e 72,5 per firma) ed e’ volto a rifinanziare su base project financing no recourse gli investimenti sostenuti per la realizzazione del portafoglio di impianti fotovoltaici detenuti da Rete Rinnovabile.
L’operazione e’ stata finalizzata con un pool di 7 banche composto da Banca Popolare di Milano, Gruppo Credito Valtellinese, Meliorbanca e Banca Popolare dell’Emilia Romagna, MPS Capital Services (che svolgerà anche il ruolo di Facility Agent), Natixis, Unicredit Corporate Banking e West LB.
Rete Rinnovabile è stata assistita dallo Studio Legale Chiomenti per la redazione della contrattualistica finanziaria, mentre hanno agito come advisors delle banche: Fichtner relativamente agli aspetti tecnici, AON per quelli assicurativi e Gianni Origoni Grippo & Partners per la due diligence legale. I termini e le condizioni del contratto di finanziamento riflettono gli elevati standard qualitativi del portafoglio degli impianti fotovoltaici realizzati.
(Fonte: AGI News On)
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Fotovoltaico: Flavio Cattaneo e il Modello di Rete Rinnovabile di Terna
Terna, Ad Flavio Cattaneo, la doppia svolta, dal Brasile alle rinnovabili Industria e finanza Negli ultimi 12 mesi il titolo ha guadagnato il 15,84% Cattaneo lavora al piano industriale. Alleanza per la rete mediterranea.
MILANO – Fotovoltaico, cessioni a fondi di private equity, plusvalenze e espansione all’ estero. Sono questi gli ultimi ingredienti, un po’ a sorpresa, di una ricetta altrimenti molto tradizionale. Il suo nome è Terna, il gruppo che controlla la quasi totalità della rete elettrica italiana. In un contesto quindi molto regolamentato. Ma che, ormai, non è più l’ unico campo d’ azione della società. L’ ultima novità, ancora in cantiere, è la partecipazione a Medgrid, un’ alleanza con altri gruppi che partirà a inizio dicembre a Parigi. Tra gli altri partner ci sono, per esempio, la francese Areva Renouvelables e la rete elettrica spagnola.
L’ obiettivo: studiare la fattibilità di una rete mediterranea per il trasporto dell’ elettricità. Ma è forse l’ operazione di metà ottobre, la cessione di Rete Rinnovabile al fondo inglese Terra Firma, a rendere meglio l’ idea di questa «nuova pelle» del gruppo guidato da Flavio Cattaneo. Che in dieci mesi ha costituito, avviato e venduto la società di produzione di energia solare con una plusvalenza stimata intorno ai 200 milioni. «Noi potremmo immaginare in futuro altre opportunità aggiuntive rispetto al nostro core business che è lo sviluppo della rete», ha detto Cattaneo.

Tanto che il modello Rete Rinnovabile potrebbe essere replicato in altri settori energetici. E anche, di nuovo, nello stesso fotovoltaico. Sul versante estero, invece, dopo un’ altra plusvalenza, quella da circa 400 milioni per la cessione nel 2009 della brasiliana Terna Participações a Taesa, in questi giorni è stato siglato un accordo per un cavo sottomarino da 760 milioni tra Italia e Montenegro. Con un occhio anche a Paesi confinanti come Serbia e Albania. Poi ci sono i progetti che dall’ Italia vanno in Francia, Austria e Slovenia, già previsti nel piano di sviluppo. E lo studio di fattibilità per un collegamento con la Tunisia. «Stiamo già pensando ad altre possibilità che saranno presentate in futuro», è il commento di Flavio Cattaneo a proposito di progettazione, realizzazione e gestione di sistemi di rete ad alta tensione all’ estero. Intanto, a gennaio, è atteso il piano industriale.
Così la società nata nel 1999 da una costola dell’ Enel e quotata in Borsa dal 2004 (primo azionista è la Cassa depositi e prestiti a un passo dal 30%) sta progressivamente guardando anche al di là del suo campo tradizionale fatto di Italia e di ricavi «regolamentati». Dove pure alcune voci del fatturato garantiscono ritorni non da poco: il capitale investito in infrastrutture viene remunerato con un tasso di interesse del 6,9% (9,9% per lo sviluppo della rete), attingendo dalle classiche bollette dell’ energia elettrica. E’ del 2,5%-2,6% la quota di queste ultime che va a Terna a copertura di costi operativi, ammortamenti e appunto remunerazione del capitale investito.
Ma che cosa ne pensa la Borsa di questa «nuova Terna» che fa affari con il private equity? Pochi giorni fa le quotazioni hanno toccato il massimo storico di 3,39 euro, per poi ripiegare a 3,20 euro nella chiusura di ieri. In un anno il titolo ha guadagnato il 15,84%, mentre l’ indice Ftse Mib ha perso il 12,16%.
Stringa Giovanni – Corriere della Sera
(Fonte: Corriere della Sera)
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La Fiera del Sole di Osnago, dal 24 al 26 settembre: la mostra delle energie rinnovabili nella nuova “Solar Valley” italiana.
Un giro di affari di 350 milioni di euro, una crescita occupazionale prevista di oltre il 20%, stretti rapporti col distretto Hi-Tech del vimercatese… ai confini fra la Provincia di Lecco e la nuova Provincia di Monza e Brianza sta nascendo una vera e propria “Solar Valley”, un distretto produttivo in cui aziende di alta tecnologia collaborano fra loro per costruire il futuro del fotovoltaico.
A questo progetto sarà dedicato uno dei convegni proposti dalla seconda edizione della Fiera del Sole di Osnago (dal 24 al 26 settembre ), la mostra mercato dedicata alle energie rinnovabili che, nella scorsa edizione, aveva attirato più di 15mila visitatori nel giro di un solo weekend.
Organizzata da Agenda 21 del Meratese e dall’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Lecco, questa nuova edizione della Fiera del Sole si propone di fare il punto su un settore trainante per l’economia italiana.
“I dati di una recente ricerca I-com parlano di 22 miliardi di fatturato nei prossimi vent’anni, con 45mila nuovi posti di lavoro e auspicabilmente 6 milioni di tonnellate di CO2 in meno” spiega Carlo Signorelli, Assessore all’Ambiente della provincia di Lecco “ E la nostra Provincia ha molte potenzialità inespresse in questa prospettiva di sviluppo”.
Il convegno di apertura della Fiera, venerdì 24 settembre, sarà infatti dedicato agli investimenti nelle nuove energie di enti Pubblici e Public Utilities: saranno illustrati il progetto della Provincia di installare pannelli fotovoltaici sui parcheggi, insieme al progetto di teleriscaldamento della società SILEA e si farà il punto sul progetto Helios, con cui entro il 2012 Lario Reti Holding installerà 50.000 metri quadri di pannelli solari nella Provincia di Lecco, 20.000 dei quali recuperando l’area della cava Holcim di Cesana Brianza.
Ancora di esempi concreti e buona pratica si parlerà nel convegno di sabato, dove saranno illustrate case history dedicate agli “Ecovillaggi” energeticamente autonomi presenti sul territorio, come l’oasi ecocompatibile di Galbusera Bianca all’interno del Parco del Curone.
“Ad arricchire la proposta della Fiera” conclude Alessandro Pozzi, coordinatore di Agenda 21, “ci sarà un ricco programma di workshop organizzati dagli espositori, iniziative rivolte alle scuole, mostre d’arte, una sfilata di abiti realizzati con tessuti riciclati, un concerto dei Mercanti di Liquore e lo spettacolo teatrale H2Oro”.
Grande attenzione per CELMACS® al MADEexpo di Milano.
Altissima la partecipazione di tecnici e professionisti all’evento principe sull’Edilizia.
Si è concluso con un successo per CELMACS® l’evento fieristico MADEexpo che si è svolto alla Fiera di Milano. La manifestazione internazionale dedicata al mondo del progetto e delle costruzioni, tenutasi dal 3 al 6 febbraio a Fiera Milano Rho, si conferma evento leader del settore, un appuntamento commerciale imprescindibile nel calendario fieristico e insieme un momento di confronto per gli operatori e di rilancio del settore, con un’offerta qualificata e ad alto contenuto di innovazione. Chiude con segno positivo e entusiasmo la terza edizione di MADE expo con 242.152 presenze, con un incremento del 21%, di cui 23.810 stranieri (+24%).
Allo Stand di CELMACS® – SWISSPEARL® sono arrivati operatori del settore italiani e stranieri ed in particolare Studi di Architettura ed Ingegneria.
CELMACS®, società leader nel settore delle costruzioni rispettose dell’ambiente,ha presentato il suo prodotto di punta, di cui è distributore in esclusiva per l’Italia: le facciate ventilate SWISSPEARL® , azienda leader nel mondo.
Era presente allo stand Albert Kiestler responsabile per l’europa della SWISSPEARL® a dimostrazione della grande attenzione che la multinazionale svizzera ha nei confroti del mercato italiano.
Il Presidente di CELMACS® – Davide Maccarinelli – ha dichiarato “ questo evento rappresenta per il nostro Gruppo un appuntamento importante per incontrare operatori del settore in un mmento di crescita del nostro posizionamento sul mercato dei servizi e delle forniture di sistemi di qualità per gli edifici. La dimostrazione più gradita è stata la presenza di tante persone al nostro stand che hanno mostrato un grande interesse ai nostri prodotti e servizi. Ancora una volta vengono premiati i nostri sforzi nel mantenere alta la qualità nonostante il periodo di grande difficoltà per le aziende di tutti i settori di attività ed i particolare per il settore immobiliare”
Il Direttore Generale Roberto Minerdo che ha dichiarato che “il Gruppo CELMACS® è in forte sviluppo, la sua presenza su tutto il territorio nazionale segnerà una svolta occupando, questa è la nostra convinzione, una importante fetta di mercato in un momento particolarmente favorevole all’utilizzo di tecnologie innovative nel settore delle costruzioni, atte al miglioramente dell’efficienza energetica e al contenimento dei consumi energetici. L’attenzione rivolta al nostro spazio espositivo ci conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Noi ci occupiamo dell’involucro dell’edificio, dalle facciate ventilate, ai serramenti fino alle coperture e al’integrazione con il fotovoltaico.”
Come ha sancito il convegno inaugurale “Il domani del mondo e l’Expo 2015. I segni di una ripresa dell’economia planetaria davanti alle grandi sfide della crescita sostenibile delle città”, il ruolo centrale del settore costruzioni per generare nuovi modelli possibili di sviluppo sostenibile.
Una sfida e una grande responsabilità approfondita dagli interventi di Jeremy Rifkin, Carlo Petrini, Stefano Boeri e Kathleen Kennedy Townsend, che hanno presentato importanti contributi tutti orientati al necessario cambiamento del sistema economico, politico e industriale mondiale per garantire un domani possibile e vivibile. Un futuro a misura d’uomo e d’ambiente che nasce da una concezione del costruire come strumento per rendere più bello il mondo, da una nuova visione del risparmio energetico e da una nuova produzione diffusa dell’energia, grazie all’introduzione del fotovoltaico integrato nelle costruzioni.
Una filosofia questa che è il filo conduttore di ogni attività di CELMACS®