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L’appello di Pasqualino Monti ad Assoporti: uniti per un nuovo piano industriale nazionale

Durante la presentazione del POT a Civitavecchia (460 mln) Pasqualino Monti (vicario Assoporti) auspica l’unità nazionale di Assoporti  per il rilancio del sistema portuale

Il presidente dell’ Autorità Portuale di Civitavecchia e vice presidente di Assoporti, Pasqualino Monti, interviene nella polemica tra le authority di Genova e Venezia e lancia ” un appello all’unità del cluster portuale italiano proponendo a tutti i presidenti dei porti un cambio di marcia che ponga l’Associazione nella posizione di poter presentare al governo una proposta globale, condivisa, di rilancio del settore.

”E’ il momento per la portualità italiana di accantonare divisioni e dissapori e fare uno sforzo di coesione senza precedenti, attraverso un piano industriale nazionale, con progetti, investimenti e fonti di finanziamento per ciascuna opera di ciascun porto e per le infrastrutture di collegamento a terra ” ha aggiunto Monti.

”Con un paese che rischia ogni giorno di essere tagliato fuori dalle rotte del grande trade internazionale – ha detto Monti -, dobbiamo diventare noi, presidenti dei porti, la chiave per superare contrapposizioni e campanilismi e tracciare un documento serio e strutturato che definisca le priorità portuali e logistiche del sistema Italia”.

”Non è un futuro per i porti quello che chiediamo, ma un futuro per il Paese, che senza porti efficienti in grado di programmare uno sviluppo coerente con l’economia e il mercato, si autocondanna ad allargare il gap logistico e competitivo nei confronti dei concorrenti europei e mediterranei” ha concluso il vicepresidente di Assoporti.

Fonte: ANSA

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Pasqualino Monti: investimenti per 460 milioni per il Netowrk portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta

A Labitalia Pasqualino Monti presenta un piano ambizioso, con tante opere già approvate e appaltate, che punta a dare una svolta allo scalo portuale, specie in termini commerciali

“Abbiamo destinato circa 460 milioni alla realizzazione di nuove infrastrutture nei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. Parte di queste risorse sono dell’Autorità portuale, la maggior parte arrivano dal Cipe e sono totalmente destinate a nuove spese di investimento per realizzare importanti infrastrutture che consentiranno al nostro network di dire la propria in termini commerciali e non solo passeggeri”. Così il presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, Pasqualino Monti, spiega a Labitalia il contenuto del ‘Piano triennale delle opere 2012-2015’ dell’Autorità, presentato oggi a Civitavecchia. Un piano ambizioso, con tante opere già approvate e appaltate, che punta a dare una svolta allo scalo portuale, specie in termini commerciali.

 

“Per Civitavecchia, il porto leader del network, la nostra intenzione -spiega Monti- è farlo divenire nelle merci ciò che è nei passeggeri. Quindi creare l’intermodalità giusta, le interconnessioni viarie, ferroviarie e quant’altro per connetterla al mercato di consumo che è alle proprie spalle. Noi siamo il porto di Roma, ci affacciamo sulla Capitale e sul mercato dell’Umbria, siamo il porto della Thyssen Kroupp e delle acciaierie di Terni e così vogliamo aiutare servire il nostro mercato di consumo”. E l’obiettivo dell’Autorità portuale è di procedere spediti nella realizzazione dei lavori. “Abbiamo appaltato 230 milioni di euro -sottolinea Monti- stiamo realizzando la darsena servizi, la darsena traghetti con dieci nuovi attracchi e il prolungamento dell’antemurale”.

Ma il porto di Civitavecchia non vedrà nei prossimi mesi solo investimenti pubblici. “Il privato, con la società Compagnia Porto, sta realizzando un investimento per la ‘Darsena Enegetico Grandi Masse’ -spiega Monti- che ci consentirà di diventare un polo di bunkeraggio nel cuore del Mediterraneo”.

E le risorse non saranno destinate a sviluppare solo l’aspetto commerciale dello scalo portuale: “Stiamo realizzando le infrastrutture -dice Monti- con la sottoscrizione dell’Accordo di programma con il viceministro Ciaccia, stiamo trasformando il nostro vecchio e piccolo porto di Traiano nel ‘Marina di Roma’ per ospitare grandi yacht. Quindi una serie di investimenti che ci consentiranno di rispondere alle esigenze di mercato, che sono quelle degli armatori delle grandi navi di avvicinarsi il più possibile al proprio mercato di consumo”.

L’obiettivo finale degli investimenti, per Monti, è chiaro. “Civitavecchia -sottolinea- ha delle condizioni geo-fisiche naturali che forse nessun altro porto ha. Pesca 22 metri, 5 milioni di metri quadrati di retro porto, ha la possibilità di ampliare le proprie infrastrutture portuali per qualche chilometro, e, a differenza rispetto agli altri nostri grandi porti, abbiamo l’opportunità di allargarci e di continuare a farlo”. Anche per “entrare nei porti ‘core network’: perché tenere fuori Civitavecchia, il porto di Roma, dai porti di ‘core network’ risulterebbe un grave, gravissimo errore non per Civitavecchia ma per l’intero sistema portuale del Paese”.

Un porto, quello di Civitavecchia, che anche quest’anno, nonostante la crisi, ha mostrato dati in crescita. “Il cofinanziamento di queste opere -ricorda Monti- nasce anche dai risultati raggiunti in questo ultimo anno. Noi abbiamo aumentato del 10% circa la parte commerciale, rispetto ai passeggeri, e la nostra occupazione è aumentata del 16,8% in un anno”.

La speranza, con gli investimenti programmati e messi in cantiere, è di far crescere queste cifre: “Quando si parla di polo di bunkeraggio, di bacino di carenaggio, nuove infrastrutture, +16,8% dell’occupazione in un anno nonostante il porto sia tutto un cantiere -conclude Monti- noi ci auguriamo non dico di raddoppiare le risorse che lavorano nei nostri porti, ma certamente di avvicinarci a tali risultati”.

Fonte: Adnkronos

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Pasqualino Monti e il rinnovamento dei porti. Il porto di Civitavecchia prova a investire nonostante la crisi

Nei prossimi giorni Pasqualino Monti presenterà il nuovo piano operativo del porto di Civitavecchia, che dovrà sostenere lo sviluppo infrastrutturale in un momento difficile

Sono mesi importanti per il sistema portuale italiano, con la riforma della legislatura portuale al vaglio del Parlamento, e la volontà di rinnovamento spesso strozzata dalla crisi generale europea. Se da un lato infatti il sistema portuale diventa sempre meno competitivo rispetto ai concorrenti stranieri, ai porti italiani viene comunque chiesto di farsi promotori di un’azione di rinnovamento che porti ad un ripensamento dell’intero settore. Facile a dirsi, più difficile a farsi, per in realtà a rendere ancora più delicata la situazione è l’incertezza del ruolo presente e soprattutto futuro delle coste tricolori nello scacchiere europeo, dove tra corridoi interni e autostrade del mare gli avanzatissimi porti settentrionali, soprattutto quelli inglesi e olandesi, rappresentano un modello di efficienza a cui spesso la Commissione guarda per indirizzare e omogeneizzare le politiche comunitarie sul tema. Non è però così semplice adottare per le nostre autorità portuali l’organizzazione di stampo nordico. Innanzitutto perché in Italia i porti sorgono su terreni demaniali, mentre il più delle volte negli altri Paesi europei nascono e sono gestiti attraverso l’iniziativa privata. In secondo luogo perché il sistema delle concessioni segue logiche completamente diverse. In questo scenario come stanno reagendo gli attori protagonisti di quello che deve essere un rilancio dei porti su scala nazionale?

Prendiamo l’esempio del porto di Civitavecchia dove nei prossimi giorni (16 novembre)  il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Fiumicino Gaeta Pasqualino Monti presenterà il piano d’investimenti per i prossimi tre anni, progetti in nuove infrastrutture portuali «già esecutivi» (ovvero già cantierizzabili) per un valore complessivo di oltre 300 milioni di euro, dato che strappa il ruolo di più importante stazione appaltante nel campo della portualità italiana.

Il programma si pone molteplici obbiettivi strategici riguardanti la seconda area di produzione e consumo in Italia (Lazio, Umbria e Marche, collocate su un ideale corridoio Tirreno-Adriatico, destinato a spezzare la cronica incomunicabilità fra i due mari).

Il primo obiettivo sarà quello di replicare nelle merci e nella logistica la primazia raggiunta da Civitavecchia nel traffico crocieristico, facendo del porto della capitale un hub per container e altre tipologie di merce (c’è la disponibilità di aree retro portuali per oltre 5 milioni di metri quadri e gli accosti in acque profonde (22 metri) non hanno paragoni in Italia.

Il secondo obiettivo sarà rappresentato dalla realizzazione del nuovo porto commerciale di Fiumicino (gestito come anche Gaeta dall’Autorità portuale di Civitavecchia nell’ambito di un network regionale), che diventerà un secondo scalo crocieristico in grado di sviluppare su quattro accosti un traffico di oltre 1,8 milioni di passeggeri aggiuntivi rispetto ai 2,6 che oggi Civitavecchia (leader nel Mediterraneo) già accoglie.

Il terzo obiettivo, infine, sarà quello di fare di Civitavecchia un polo di progettazione di business nel settore delle crociere e delle autostrade del mare. Il vice ministro ai Trasporti, Mario Ciaccia («Io credo in Civitavecchia perché credo nella portualità italiana») ha invitato l’Autorità portuale a sfruttare ulteriormente «l’autonomia finanziaria dei porti» esplorando meglio le possibilità che possono venire dalle obbligazioni di scopo e dai project bond («Sono stato contattato da fondi di investimento esteri, non perdiamo queste opportunità»).

Si muove intanto qualcosa dal punto di vista istituzionale. Il vice ministro dei trasporti Mario Ciaccia, infatti, ritorna sull’annosa questione dell’autonomia finanziaria dei porti: ”Stiamo seguendo con attenzione l’iter del decreto di ripartizione delle risorse ai porti perché’ la materiale assegnazione di questo fondo avvenga il più presto possibile”.

”Nello specifico il finanziamento di infrastrutture portuali in corso di ripartizione – ha ricordato Ciaccia – è stato così suddiviso: 20 milioni per il Porto di Genova, 25 per il Porto di Savona, 4,3 milioni per il Porto di Gioia Tauro e Cagliari, 33 milioni in 9 rate annuali per il Porto di Civitavecchia”.

”Con il decreto sullo sviluppo è stata finalmente disposta l’autonomia finanziaria dei porti, attraverso una specifica norma con la quale si è stabilito di dare impulso all’infrastrutturazione portuale, destinando ai porti parte dell’Iva e delle accise in essi prodotte” ha detto ancora il vice ministro.

”Per poter essere effettivamente competitivi con i porti del Mar del Nord – ha continuato Ciaccia – occorre che all’interno dei sistemi dell’alto Adriatico e dell’alto Tirreno ognuno degli scali sia messo in condizione di ricevere e trattare le grandi navi di domani. Questo per consentire l’interoperabilità, come terminali mediterranei efficaci, rispettivamente del corridoio Genova Rotterdam e del corridoio Adriatico Baltico.

Considerazioni analoghe vanno condotte per i sistemi portuali campano, pugliese e siciliano, da vedere come sbocchi mediterranei del corridoio Helsinki-La Valletta a servizio di quella parte d’Europa costituita dal Mezzogiorno d’Italia” ha detto il viceministro.

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Pasqualino Monti presenta il nuovo segretario generale dell’autorità portuale di Civitavecchia

Su proposta di  Pasqualino Monti il comitato portuale ha optato per una scelta interna, l’ingegner Ievolella da dieci anni a capo dell’area tecnica

E’ Maurizio Ievolella il nuovo segretario generale dell’Autorità Portuale. «Scegliendo un professionista già interno a Molo Vespucci – ha spiegato il presidente Pasqualino Monti – abbiamo premiato tutta la struttura: i risultati da raggiungere sono importanti, per far crescere lo scalo garantendo nuova occupazione. La strada l’abbiamo tracciata presentando anche in comitato portuale il piano industriale per i tre scali del network». Sul nome di Ievolella, per oltre un decennio a capo dell’area tecnica di Molo Vespucci, c’è stata l’unanimità del comitato portuale. «Sono onorato di questa proposta – ha spiegato il neo segretario – abbiamo obiettivi importanti per Civitavecchia e per tutto il network portuale, da proiettare in ambito mediterraneo. L’area tecnica, in questi anni, è stata fortemente impegnata, soprattutto considerato il volume degli investimenti: e di risultati ne abbiamo raggiunti molti». Commosso l’ex numero due dell’Authority Giuseppe Guacci. «Questo scalo deve andare avanti – ha sottolineato – guai a fermarlo, guai a opposizioni faziose. Oggi il porto di Civitavecchia è guidato da due ex dirigenti e questo deve essere un esempio per gli altri scali». Guacci ha ringraziato tutti i collaboratori che in questi anni lo hanno accompagnato, e in modo particolare il presidente Monti al quale ha promesso ancora collaborazione, almeno fino al nuovo incarico che potrebbe andare a ricoprire. «Guacci ha gestito una fase storica e delicata del porto – ha aggiunto il Presidente – oggi ha altre aspirazioni e questo ruolo gli va stretto: ma lo ringrazio per quanto fatto. Ho scelto Ievolella, preziosissimo collaboratore, anche perché quello che oggi è il porto, in termini di infrastrutture e di sviluppo, è anche merito suo, è l’artefice principale di quanto realizzato in questi ultimi dieci anni. Con lui prossimo entrare nella piena operatività: non c’era la necessità di catapultare qui, dall’esterno, qualcun’altro». Ievolella sarà sostituito dal collega Maurizio Marini.   

Fonte: Civonline

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Il porto di Civitavecchia è l’emblema della crescita, l’economia del mare può sconfiggere la crisi

Traffici in aumento per il porto di Civitavecchia, con investimenti e prospettive di segno positivo per il 2013

In tempo di crisi c’è un settore che cresce. È quello del mare, che sta facendo registrare numeri di tutto rispetto. L’Italia che naviga verso il 2013 carica di ottimismo perché, secondo le previsioni, il comparto registrerà un’ulteriore crescita. A far sorridere gli operatori ci sono i 478 milioni di tonnellate di merce movimentata nel 2011, i 37 miliardi di euro investiti in 10 anni per la modernizzazione di una flotta che, attualmente, è tra le più giovani e tecnologicamente avanzate, il 3° posto in Europa per merci movimentate via mare. Sono alcuni dei dati contenuti nella ricerca del centro studi Srm, collegato al gruppo Intesa-San Paolo, presentata martedì nella sede della Banca d’Italia a Genova. La ricerca, denominata “Trasporti marittimi e sviluppo economico”, affronta le dinamiche dell’Area Med mettendo in luce che, anche in tempo di crisi, il comparto italiano dello shipping continua non solo a tenere, ma a crescere. 

“Ci sono circa 7mila imprese nel cluster dello shipping italiano, di cui 1.300 circa sono nel Nord Ovest e, quindi, in Liguria”, ha sottolineato Massimo De Andreis, direttore di Srm.  “Questo comparto ha un valore moltiplicativo importante sul Pil, tocca molti componenti dell’economia, dalla metalmeccanica alla logistica, alla retroportualità. Non è importante solo per i numeri propri che genera, ma anche per l’effetto di leva che può avere sulla capacità competitiva di tutto il Paese”. Secondo lo studio, le prospettive sono quelle di una crescita del comparto nel 2013. I numeri del porto di Civitavecchia sono esemplificativi di questa situazione: la crescita per lo scalo locale determinata soprattutto dalle merci. 

Con riferimento ai primi 8 mesi del 2012 il traffico complessivo di merci nel porto di Civitavecchia è pari a 7.226 milioni di tonnellate, di cui 680.750 di rinfuse liquide, in special modo prodotti raffinati (più 21%), 3.990 milioni di tonnellate di rinfuse solide (più 8%) e 2.550 milioni di merci varie in colli. A far crescere la percentuale delle rinfuse solide, di cui costituisce il 77% con oltre 3 milioni di tonnellate movimentate, ha contribuito il carbone in crescita del 7%. Aumentati del 30% anche gli sbarchi di prodotti metallurgici, in particolare il ferro cromo, che hanno toccato quota 224.900 tonnellate. Ma a segnare un più 50% è anche tra le rinfuse solide, il traffico dei coils in acciaio pari ad oltre 300 mila tonnellate. Più che positivo il dato del terminal container che registra un aumento del 52% per l’arrivo di container pieni (26.622 teus), mentre i teu vuoti sono diminuiti del 7%.

Infine da registrare una flessione anche per quanto riguarda il traffico croceristico, che come è ben noto, dallo scorso gennaio ha dovuto fare a meno delle migliaia di passeggeri che ogni settimana avrebbero dovuto effettuare a Civitavecchia il turn around con la Costa Concordia. In totale nei mesi di luglio e agosto i croceristi transitati sono stati 666 mila, circa il 12% in meno degli stessi mesi del 2011 per un totale di 221 navi attraccate.

Le proiezioni per 2013 sono però decisamente migliori. In uno studio fornito da Sergio Senesi di Cemar sul comparto crocieristico, in Italia si realizzerà un incremento in termini di passeggeri movimentati: 10.965.000 unità (+1,63% rispetto all’ottimo risultato del 2012, pari a 10.789.00 passeggeri). In questo contesto è forte l’aggressione al mercato italiano ed europeo da parte delle Compagnie Americane, in particolare il gruppo Royal Caribbean che il prossimo anno sbarcherà sulle nostre coste con la bellezza di 14 navi per una movimentazione di oltre 1,5 milioni di crocieristi. La grande novità targata Usa, è data dall’ingresso negli home port di Napoli per la prima volta scalo d’imbarco per il gruppo di Miami. Il porto principale resta però sempre Civitavecchia con 165 toccate-nave, seguita da Venezia con 113.

A conferma l’arrivo ieri mattina a Civitavecchia dell’ammiraglia della Celebrity Cruise, la «Reflection» inaugurata nei giorni scorsi ad Amsterdam. Un vero e proprio gioiello della marineria, quinta gemella della prestigiosa Classe Solstice, entrata ufficialmente a far parte della moderna flotta di navi di lusso Celebrity. Un autentico gigante del mare: è lunga 315 metri, larga 38 per 126mila tonnellate di stazza capace di ospitare 3.030 passeggeri. Rispetto alle gemelle, Celebrity Reflection può contare su un ponte in più (16 in totale).

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Pasqualino Monti: “Nuova legge sui porti entro fine legislatura”. E i dati del porto di Civitavecchia confermano

L’intervento di Pasqualino Monti (vice presidente Assoporti) si concentra sul ruolo delle Autorità portuali nel sistema logistico

È auspicabile che la nuova legge italiana sui porti venga approvata entro l’attuale mandato parlamentare. Lo ha sottolineato il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Fiumicino Gaeta, Pasqualino Monti, che riveste anche il ruolo di vice presidente vicario dell’Associazione dei Porti Italiani (Assoporti), nel corso della sedicesima edizione di Euro-Med Convention “From Land to Sea” a Palermo.

Sarebbe importante – ha detto Monti – «che entro la fine della legislatura venga approvata la legge di riforma: pur nella consapevolezza della necessità di ulteriori interventi, sarebbe comunque un segnale importante ed un significativo passo in avanti rispetto alla legge 84/94, che nacque vecchia già 18 anni fa, rispetto alle esigenze della portualità e del mercato, cui bisogna andare incontro. Penso, ad esempio – ha precisato – al superamento dell’attuale ruolo delle stesse Autorità Portuali, che a mio avviso dovrebbero avere competenze anche sulla logistica: non si può pensare, come ad esempio accade proprio a Civitavecchia, di sviluppare le infrastrutture portuali, di avere a disposizione cinque milioni di metri quadrati retroportuali e di rimanere strozzati senza adeguati collegamenti stradali e ferroviari. È necessario – ha rilevato Monti – un soggetto che possa mettere a sistema la rete infrastrutturale. La partita della competitività dei nostri scali non può essere limitata al solo ciclo portuale, ma si gioca anche sui collegamenti alle loro spalle, sull’efficienza nel muovere le persone e le merci una volta sbarcate e uscite dai porti, verso la loro destinazione».

I dati dell’Autorità portuale di Civitavecchia, aggiornati al 31 agosto 2012 riferiti ai primi 8 mesi di quest’anno rispecchiano le parole del suo presidente . In un difficile panorama nazionale il porto di Civitavecchia resta saldamente a galla. A determinare una crescita per lo scalo locale, che compensa le flessioni registrate sul traffico passeggeri, sono decisamente le merci. 

Nel periodo considerato il traffico complessivo di merci nel porto di Civitavecchia è pari a 7.226 milioni di tonnellate, di cui 680.750 di rinfuse liquide, in special modo prodotti raffinati (più 21%), 3.990 milioni di tonnellate di rinfuse solide (più 8%) e 2.550 milioni di merci varie in colli. A far crescere la percentuale delle rinfuse solide, di cui costituisce il 77% con oltre 3 milioni di tonnellate movimentate, ha contribuito il carbone in crescita del 7%. Aumentati del 30% anche gli sbarchi di prodotti metallurgici, in particolare il ferro cromo, che hanno toccato quota 224.900 tonnellate. Ma a segnare un più 50% è anche tra le rinfuse solide, il traffico dei coils in acciaio pari ad oltre 300 mila tonnellate. Più che positivo il dato del terminal container che registra un aumento del 52% per l’arrivo di container pieni (26.622 teus), mentre i teu vuoti sono diminuiti del 7%.

Nel suo intervento il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia ha evidenziato anche il rilevante ruolo dello scalo laziale nel sistema delle Autostrade del Mare italiane. «Nel momento in cui per la prima volta il porto di Civitavecchia guadagna traffici grazie alle merci, mentre “soffre” per i passeggeri per cause esogene – ha sottolineato Monti – vogliamo lanciare una sfida che parte proprio dalle Autostrade del Mare, con il raddoppio infrastrutturale ed operativo partito con l’inizio dei lavori della nuova darsena “Sant’Egidio”». Monti ha candidato il porto di Civitavecchia ad essere «lo scalo di riferimento per il mercato romano e del centro Italia, la seconda area di consumo del Paese e la quinta in Europa. «Il porto di Civitavecchia – ha aggiunto – è l’unico in Italia che oggi guadagna il 10% nel traffico delle merci e rispetto allo scorso anno vanta un +16,8% per quanto riguarda l’occupazione nel sistema portuale».

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Pasqualino Monti e Mario Canapini sottoscrivono il protocollo d’intesa per il nuovo porto commerciale di Fiumicino

La variante al PR permetterà di sveltire le procedure per la costruzione del nuovo porto commerciale a Fiumicino

Ieri mattina il presidente dell’Autorita’ Portuale di Civitavecchia Fiumicino e Gaeta Pasqualino Monti e il sindaco di Fiumicino Mario Canapini hanno sottoscritto un protocollo d’intesa quadro per l’attuazione della variante al Piano Regolatore Portuale di Fiumicino.

Il protocollo prevede un’azione congiunta tra le due amministrazioni volta a favorire e facilitare le procedure e le regole che porteranno alla realizzazione del nuovo porto commerciale di Fiumicino.

In particolare, l’accordo prevede di definire e di adeguare le modalita’ di attuazione del Piano Regolatore, considerato il subentro in fase istruttoria dell’Autorita’ Portuale, di avviare un’attivita’ coordinata tra le due amministrazioni per individuare i percorsi essenziali all’attuazione degli interventi infrastrutturali e di procedere all’approfondimento tecnico amministrativo, dopo un’attenta analisi della pianificazione urbanistica, ogni amministrazione per le proprie competenze, al fine di regolarizzare e disciplinare l’utilizzo delle aree che si trovano al confine tra le competenze del demanio portuale e quello comunale.

A margine della firma, dopo un sopralluogo da parte del presidente Monti e del sindaco Canapini, e’ stato riaperto, in attesa di ultimare le opere di arredo urbano della zona, il nuovo tratto di banchina sulla sponda destra, da Palazzo Noccioli alla Chiesa Santa Maria della Salute. Tale tratto comprende due zone di parcheggio e l’apertura dei primi tre ‘salotti urbani’. L’Autorita’ Portuale si e’ resa, inoltre, disponibile a predisporre, sulle banchine dove sara’ previsto un pubblico utilizzo, l’abbattimento delle barriere architettoniche al fine di facilitare l’accesso e la fruizione alle persone diversamente abili.

Durante il sopralluogo si e’ anche esaminata e valutata la possibilita’ di realizzare la nuova passerella pedonale di cui l’Autorita’ Portuale sta per affidare la progettazione, e che sara’, anch’essa, adeguata alle necessita’ dei diversamente abili.

“E’ un altro esempio – ha commentato il presidente Pasqualino Monti – dell’importanza del lavoro sinergico con i comuni del Network. Dal prossimo anno, poi, partiranno le opere per il nuovo porto commerciale di Fiumicino, di cui si parla da tanti anni e che diventera’ finalmente realta’”.

Fonte: Libero Quotidiano

 
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Energia rinnovabile nel porto di Civitavecchia. Pasqualino Monti: “Siamo orgogliosi di essere all’avanguardia”

Pasqualino Monti conferma che nel Porto di Civitavecchia arriverà il sistema Rewec 3, che permette di produrre energia elettrica grazie al moto ondoso

 

L’Autorita’ Portuale di Civitavecchia ha ‘adottato’ una delle 700 idee per far ripartire l’Italia presentate nell’iniziativa dell’Associazione e della Fondazione ‘ItaliaCamp’. Durante l’incontro di lunedi’ scorso nella Sala Verde di Palazzo Chigi, al quale hanno partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Antonio Catricala’, anche in qualita’ di presidente onorario dell’associazione Italiacamp, il presidente onorario della Fondazione Italiacamp, Gianni Letta, il presidente di Italiacamp Fabrizio Sammarco, il presidente della Fondazione Italiacamp Pierluigi Celli, e’ intervenuto anche il presidente dell’Autorita’ Portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti.

“Siamo orgogliosi – ha dichiarato Pasqualino Monti – di poter contribuire a realizzare una delle idee vincitrici del concorso per quanto riguarda il Sud, confermando inoltre il porto di Civitavecchia come una eccellenza del Paese, non solo per quanto riguarda i traffici ed il ruolo conquistato nel sistema produttivo, ma anche per la ricerca e lo sviluppo di progetti assolutamente innovativi nel campo delle energie rinnovabili e della tutela ambientale”.

Nel porto di Civitavecchia, infatti, sara’ realizzato il progetto “Rewec 3”, applicando il brevetto per la produzione di energia dal mare della “Wawenergy.it”, spin-off dell’Universita’ Mediterranea di Reggio Calabria e del suo laboratorio naturale di ingegneria marittima Noel. Il dispositivo, una diga a cassoni Rewec3 in grado di convertire l’energia ondosa in energia elettrica, e’ il punto di arrivo della lunga opera di ricerca portata avanti dal professor Paolo Boccotti, come illustrato lunedi’ scorso a Palazzo Chigi dall’ing. Alessandra Romolo, ricercatrice dell’Universita’ Mediterranea.

“L’Autorita’ Portuale – ha spiegato Pasqualino Monti – oltre ad impegnarsi per far realizzare e posizionare i cassoni “Rewec 3″ sul molo di sottoflutto della nuova darsena servizi, che sara’ completata entro i prossimi due anni e mezzo, interverra’ direttamente investendo circa 1 milione di euro per l’acquisto delle prime due turbine per la produzione di energia elettrica. L’obiettivo e’ quello di arrivare a 10 MW di potenza grazie ai cassoni cellulari in grado di sfruttare anche un moto ondoso molto contenuto”.

Fonte: Libero Quotidiano

 
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Porto di Civitavecchia. Tra proteste e rivendicazioni. Uno studio dell’UE per fare chiarezza

Incentivi per le navi ecologiche, banchine elettrificate e controlli. Così sono scesi gli indici di inquinamento

Il porto di Civitavecchia è da sempre al centro di polemiche riguardanti l’inquinamento da fumi.  In realtà secondo uno studio dell’UE l’inquinamento sarebbe in diminuzione nell’ultimo anno (studio consultabile qui). Sempre alto, insopportabile per i cittadini, ma in diminuzione dunque. Come? Con un’azione congiunta di più fattori. Alla fine dello scorso anno il presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti ha annunciato una riduzione delle tasse portuali volta a favorire l’attracco delle imbarcazioni meno inquinanti

Così Civitavecchia ha cominciato ad adeguarsi a quanto fatto finora nel resto d’Europa e non solo: città come Le Havre, Anversa, Amsterdam, Los Angeles, giusto per fare qualche esempio, hanno già visto i propri porti imboccare il sentiero verde, introducendo (o sperimentando) sconti esclusivi per le navi green, in grado di generare un risparmio anche del 10%. Il tutto al fine di rilanciare il settore e favorire nel contempo la diffusione del sistema Esi, Environmental ship index, un indice di impatto ambientale che tiene conto del livello di emissioni inquinanti prodotte dalle navi.

In questo senso L’Autorità Portuale ha anche comunicato di voler provvedere all’elettrificazione delle banchine al più presto e con mezzi propri (la nuova Darsena in costruzione sarà provvista della prima banchina elettrificata in Italia). Questo insieme al nuovo protocollo d’intesa con la capitaneria di porto, firmato sempre da Monti, ha generato l’abbassamento dei livelli d’inquinamento rilevato dall’UE.

Le emissioni di diossido di zolfo (SO2) nei porti dell’UE si sono infatti notevolmente ridotte anche grazie a norme più severe sul contenuto di zolfo nei carburanti utilizzati dalle navi durante ormeggio e ancoraggio. Gli scienziati del Centro comune di ricerca (JRC), il servizio scientifico interno della Commissione europea, hanno misurato i parametri chiave della qualità dell’aria nei porti del Mediterraneo prima e dopo l’entrata in vigore, nel gennaio 2010, dei requisiti che impongono un basso contenuto di zolfo. Nei porti europei si è riscontrata una diminuzione media del 66% della concentrazione di diossido di zolfo, sostanza nociva alla salute e all’ambiente. Le misurazioni effettuate nei porti al di fuori dell’UE hanno invece mostrato che la concentrazione di SO2 è rimasta invariata.

La concentrazione di diossido di zolfo è diminuita notevolmente in tre dei quattro porti europei dove sono state effettuate le misurazioni: Civitavecchia, Savona e Palma di Maiorca. Per quanto Civitavecchia il calo è stato addirittura da 4 a 0,5 ppbV. La concentrazione giornaliera media di tutti i porti è scesa mediamente del 66%. Le misurazioni effettuate dal JRC nel porto di Barcellona sono risultate inutilizzabili a causa delle significative variazioni giornaliere, ma misurazioni indipendenti effettuate nel porto di Barcellona e nelle vicinanze del porto di Palma di Maiorca hanno confermato una forte diminuzione dei livelli di diossido di zolfo nel 2010 rispetto al 2009. Al contrario, nel porto di Tunisi non si è riscontrata una riduzione del diossido di zolfo né degli altri agenti inquinanti misurati nei quattro porti (Civitavecchia, Savona, Palma di Maiorca e Tunisi), a dimostrazione del fatto che la minore concentrazione di diossido di zolfo è conseguenza diretta dell’applicazione delle normative Europee.

 
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Porto di Fiumicino: 60 milioni dall’autorità portuale per il nuovo porto commerciale. Pasqualino Monti ha già trovato i fondi per l’operazione

L’autorità portuale e il presidente Pasqualino Monti puntano ad un secondo polo crocieristico a Fiumicino e al rilancio delle attività di trasporto e pesca.

 

In primavera la posa della prima pietra per la realizzazione del nuovo porto commerciale di Fiumicino. Opera che sarà finanziata in gran parte dall’Autorità Portuale, come dichiarato dal presidente dell’Authority Pasqualino Monti.

Il primo lotto prevede la realizzazione di una darsena dei pescherecci, due attracchi per le navi da crociera e altri due per il trasporto di merci senza servizio passeggeri. Tutto per un costo di 60 milioni di euro, 9 finanziati dalla Regione Lazio e il resto dall’Autorità Portuale. La progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva (gara esperita nel 2011) è a carico della ‘‘Acquatecno Srl’’, una qualificata società di ingegneria che dal 1987 opera nel settore delle opere marittime e dell’ambiente. La consegna dell’opera è prevista per il 2015.

La consegna del secondo lotto è invece fissata al 2018 e richiederà altri 127 milioni di euro (ancora da reperire).

L’Autorità Portuale ha individuato nella Carnival e nella Royal Caribbean i due soggetti che contribuiranno alla nascita del porto stesso e assicureranno l’arrivo di due navi da crociera a settimana. Nella prima fase, il nuovo porto commerciale di Fiumicino potrà ospitare 800mila passeggeri tra crocieristi e turisti imbarcati in traghetti. Sarà complementare a Civitavecchia e strategico per Roma e per il Lazio.

«Finalmente la politica cammina nella giusta direzione» ha commentato il delegato del sindaco alla pesca e ai rapporti con l’Autorità Portuale, Luigi Satta: «L’annuncio della posa della prima pietra del porto commerciale prevista per la primavera significa che la programmazione della portualità del nostro Comune e la nascita di quel network laziale, la cui piena attuazione non potrà che dare benefici immediati sia dal punto di vista economico che da quello occupazionale, sta prendendo finalmente forma. Capire che bisogna investire sulle idee – ha aggiunto Satta – e sui progetti e trovare per questi i finanziamenti, come hanno fatto l’Autorità Portuale, la Regione Lazio e il comune di Fiumicino, vuol dire che si sta davvero andando nella giusta direzione». Un porto, quello che sta per sorgere sul territorio di Fiumicino, che per Satta riveste importanza strategica «per l’economia del nostro comune, in grado di tamponare l’emorragia occupazionale che appesantisce la Regione Lazio: artigiani, operatori dei settori della pesca, ormeggiatori, meccanici, informatici della comunicazione. Un’opera in grado di dare ampio respiro – ha sottolineato – alla nautica, al diportismo, al commercio, al turismo e alla pesca con la realizzazione della Darsena, che metterà finalmente in sicurezza il Porto Canale». E Satta spera che «la realizzazione della Darsena e dell’antemurale non provochino i soliti mal di pancia», rafforzando invece «un’intesa tra opposizione e maggioranza per evitare intoppi burocratici e rinviare negli anni questo passo importantissimo. Dobbiamo tutti impegnarci – ha concluso il delegato alla pesca e ai rapporti con l’Autorità Portuale – per portare avanti uno slogan: ‘‘Fare Presto’’. Questo per evitare di vedere un film già visto: posa della prima pietra e nulla più».

 
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Approvata la riforma dei porti in Senato, quante delle richieste del tandem Monti-Merlo sono state accolte?

La legge approvata dal Senato introduce autonomia e poteri alle AP, secondo le richieste del tandem Monti-Merlo, ma mette un tetto di spesa e aumenta il numero delle AP.

 

Il 12 settembre 2012, il Senato ha approvato con 258 voti a favore la riforma dei porti. In sostanza la norma prevede maggiori poteri alle Autorità Portuali (tra cui l’autonomia finanziaria), semplifica le procedure per i dragaggi dei porti, pone un tetto di spesa rispetto all’autonomia finanziaria e aggiunge due nuove Autorità di Manfredonia e Trapani.

Con fatica, il progetto di legge sulla riforma dei porti ha compiuto il primo passo per l’approvazione parlamentare, ora il testo passerà alla Camera. Si dovrà fare in fretta però, perché l’approvazione definitiva deve avvenire prima del termine della legislatura, altrimenti l’iter torna al punto di partenza.

Mario Ciaccia, vice-ministro per le infrastrutture e lo sviluppo rivendica l’importanza di questa legge, fondamentale e lungamente attesa da tutti i Porti italiani: ”Voglio segnalare come questo Governo in questo breve spazio di legislatura abbia dato e continuera’ a dare il suo contributo alla risoluzione delle problematiche del settore portuale ritenendo tale settore di rilevanza strategica per il Paese nonche’ importante volano per il rilancio dell’intera economia nazionale. È un risultato atteso da oltre un decennio dall’intero cluster marittimo e dalla portualita’ nazionale, il compimento di una riforma in grado di rappresentare un reale contributo all’incremento del nostro Pil, fattivamente foriera di sviluppo e crescita”.

 

Ma cosa si stabilisce con questa riforma? Innanzittutto I presidenti delle Autorità Portuali andrebbero ad avere maggiori poteri, perché gli atti di ordinaria amministrazione non dovranno più avere l’approvazione del Comitato Portuale, che interverrà solamente sulle scelte ritenute strategiche. Inoltre, il presidente potrà firmare le sanzioni per violazioni avvenute all’interno dell’area portuale di competenza ed avrà una funzione di coordinamento della logistica dell’intera zona sotto l’influenza del porto. 

La seconda importante novità introdotta dalla legge riguarda i dragaggi ed i piani regolatori portuali e prevede che se il Comune non approva o respinge il programma sottoposto dall’Autorità Portuale entro dodici mesi, esso sarà automaticamente approvato secondo la regola del silenzio-assenso.

 

 

Il disegno di legge istituisce due nuove Autorità Portuali, a Manfredonia e Trapani. In contrasto con quanto chiesto dalla maggioranza degli operatori marittimi e  soprattutto da Assoporti. È stato respinto anche l’emendamento che elimina il tetto massimo di 70 milioni di euro l’anno all’autonomia finanziaria, recentemente introdotta dal Governo Monti. Proprio il tema dell’autonomia finanziaria è quello più caldo. Se l’introduzione della stessa è sicuramente un fatto positivo, il mantenimento di un tetto di spesa depotenzia molto il principio di partenza. 

A questo proposito sempre Ciaccia puntualizza e difende l’operato del Governo: ”nell’ambito dell’agenda per la crescita sostenibile e’ stata finalmente prevista una disposizione che attribuisce alle autorita’ portuali l’autonomia finanziaria, seppur nel limite dell’1% dell’Iva prodotta nei porti, creando le basi per la programmazione dello sviluppo del settore. Il vice ministro ha sottolineato ”lo sforzo del Governo finalizzato a sbloccare la realizzazione delle opere portuali, con priorita’ per i porti della rete strategica trans europea di trasporto essenziale, anche attraverso l’introduzione dello strumento della defiscalizzazione a favore delle societa’ di progetto in alternativa alla ridotta disponibilita’ di risorse pubbliche che autonomamente non sarebbero state in grado di consentire una pianificazione di nuove opere infrastrutturali e di collegamento”. E ancora, ”come non pensare all’utilizzabilita’ dei project bond per lo sviluppo infrastrutturale dei porti” ha consluso Ciaccia osservando che ”tali disposizioni di carattere finanziario, se pur non costituiscono la soluzione definitiva, rappresentano un importante corollario all’implementazione normativa in corso”.

 

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In Primavera l’inizio dei lavori per il nuovo porto commerciale di Fiumicino. Pasqualino Monti conferma l’impegno dell’Autorità portuale di finanziare l’opera

Pasqualino Monti (neo copresidente di Assoporti) e l’AP finanzieranno in gran parte l’opera. Primo esempio di infrastrutture pubbliche finanziate da un’Autorità Portuale.

La notizia ufficiale la si attendeva dallo scorso marzo; da quando, ovvero, il presidente dell’Autorità Portuale, Pasqualino Monti, annunciò l’affidamento d’incarico ufficiale alla società che si doveva occupare della realizzazione del nuovo porto commerciale di Fiumicino. “Ci vorranno tre anni – disse – per realizzare il primo lotto e cioè la darsena dei pescherecci, due attracchi per le navi da crociera e altri due per il trasporto di merci senza servizio passeggeri (le cosiddette navi ro-ro). L’opera ha un costo iniziale di 60 milioni di euro, 9 finanziati dalla Regione Lazio e il resto dall’Autorità Portuale. La conferma l’ha data ieri il sindaco Canapini, salito sul palco in occasione dell’inaugurazione del Tulip Hotel: il porto commerciale di Fiumicino si farà. E’ un annuncio da 60 milioni di euro, che cambierà radicalmente il volto del porto canale permettendo ai pescatori di avere una darsena pescherecci sistemata proprio sotto l’antemurale. Certo i tempi non saranno rapidissimi, perché Canapini ha parlato di “posa della prima pietra” entro la prossima primavera e la consegna dell’opera per il 2015, ma l’annuncio il fatto che siano state reperite le risorse e partano i lavori è fondamentale. L’Autorità portuale ha individuato nella Carnival e nella Royal Caribbean i due soggetti che contribuiranno alla nascita del porto stesso e assicureranno l’arrivo di due navi da crociera a settimana.

“Nella prima fase – secondo Pasqualino Monti –  il nuovo porto commerciale di Fiumicino potrà ospitare 800 mila passeggeri tra croceristi e turisti imbarcati in traghetti Sarà complementare a Civitavecchia e strategico per Roma e per il Lazio”. Ora dunque la posa della prima pietra è stata fissata, e cadrà a pochissima distanza dal voto per le amministrative. Successivamente partirà la seconda fase che richiederà altri 127 milioni di euro (ancora da reperire). L’obiettivo è quello di completare l’opera per il 2018. Ma già la prima fase cambierà per sempre il lavoro dei pescatori e l’immagine del Porto Canale. E non è poco. 

Fonte: Il Faro Online

 
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Pasqualino Monti: 100 idee per lo sviluppo del porto e di Civitavecchia

Per la prima volta la sinergia tra comune e Autorità portuale sembra poter essere virtuosa, e dal workshop per lo sviluppo nascono 100 idee (o quasi) per rilanciare l’economia locale

 

Passato un po’ sotto silenzio per via della collocazione ad inizio agosto (fatalmente a ridosso della pausa estiva), ma il workshop svoltosi a Civitavecchia nell’aula Pucci, di fronte ad imprese e sindacati, potrebbe rappresentare una svolta per lo sviluppo della città. 100 idee per lo sviluppo, ma anche e soprattutto un patto tra Comune e Autorità Portuale per la crescita della città e dello scalo marittimo non più come due realtà separate ma come un binomio vincente. Si può riassumere così l’intento dell’incontro.

La soddisfazione emerge dalle parole di Pasqualino Monti. “Il rapporto di sinergia instaurato con l’amministrazione comunale – dichiara il presidente dell’Autorità Portuale – è un motivo di grande soddisfazione. Da civitavecchiese auspico da tempo una collaborazione tra Comune e porto, e lo dimostra tra l’altro il protocollo d’intesa sottoscritto in passato proprio con l’amministrazione. Questo convegno – continua Monti – è l’esempio di come possa avvenire, ovvero con la presentazione di progetti importanti e con la condivisione di altri. Il tutto – conclude il presidente dell’Authority – nell’ottica di un porto dentro la città, che rappresenti in alcuni casi una servitù ma anche una straordinaria risorsa in termini di occupazione e di sviluppo”.

Nell’occasione il Presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti ha illustrato alcune delle opere che potranno portare nei prossimi anni lavoro a Civitavecchia, ridisegnando il territorio con l’obiettivo di riconquistare un ruolo strategico nel Mediterraneo, come è stato affermato da più parti, anche in rapporto agli stati emergenti dell’Africa settentrionale. Un piano complessivo di interventi che saranno portati avanti in sinergia con l’amministrazione comunale, nella reciproca autonomia delle scelte ma con l’intendimento di lavorare fianco a fianco, con obiettivi e strategie comuni. Presenti molti imprenditori e rappresentanti di associazioni come la FederLazio, l’Upra, la Confesercenti, ma anche dell’Enel oltre che le organizzazioni sindacali dei lavoratori Cgil, Cisl e Uil. 

 

Pescando dal mazzo dei progetti che dovrebbero essere avviati entro tempi brevi seppure ancora non definiti spiccano l’informatizzazione degli uffici, il recupero dell’area dell’ ex fornace sull’Aurelia da trasformare in Polo dell’energia alternativa e per ospitare un centro ludico. Realizzazione di un polo fieristico direzionale presso l’area dell’ex impianto Fiumaretta che il sindaco ha riconfermato di voler cedere (sarebbe meglio dire vendere) all’ Autorità Portuale e che Monti ha colto al volo. I proventi della eventuale vendita sarebbero destinati all’acquisto dell’ex cementificio ( dopo l’abbattimento dei sili un altro pezzo di storia lavorativa della città che se ne va). A questo proposito c’è già stato un incontro con la proprietà e, non essendo possibile per la stessa ottenere nuovi permessi, il comune spera di ottenere l’area a prezzi convenienti. Di interesse sicuro per la città il recupero del Pirgo, l’unico del quale è stata mostrata una slide, riproponendo di fatto lo stabilimento di un’ epoca ormai remota ma che era rimasto nel cuore dei civitavecchiesi e dei santamarinellesi., Albaflora, ovvero il progetto per le serre Albani, il trasferimento dei marinai ospitati in 6 alloggi all’interno del Forte in altra sede adeguata, l’apertura di uno sportello comunitario, l’unificazione dei consorzio per il problema idrico, l’elettrificazione delle banchine e, per finire, il pronunciamento a favore di Civitavecchia all’interno dell’area metropolitana di Roma, da sempre, come noto, una delle aspettative di Tidei.

 

Il Presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti ha ricordato di aver assunto il suo ruolo solo un anno fa ed ha riconfermato che tutte le opere programmate in porto e quelle in fase di realizzazione saranno all’insegna di uno sviluppo ecosostenibile. Se l’impegno sui temi della sicurezza nella vigilanza sugli appalti è da sempre uno dei cavalli di battaglia del numero uno di Molo Vespucci, lo stesso ha ricordato che grazie ai finanziamenti del Cipe per 143 milioni di euro cui si sono aggiunti 50 milioni della stessa autorità portuale, sono già stati avviati i lavori per la nuova darsena traghetti (intitolata a Sant’Egidio). Un progetto ambizioso che Monti è convinto di poter completare nei tempi previsti. Un discorso specifico ha rivolto alla realizzazione della darsena energetica grandi masse che consentirebbe a molte unità navali di fare scalo e rifornimento nel nostro porto, così come oggi avviene a Barcellona e Malta. “Ci proponiamo di divenire un polo di brokeraggio nel Mediterraneo”  è il Monti-pensiero. In ballo anche  altri progetti, oltre a cogliere la proposta avanzata dal sindaco per la cessione dell’area di Fiumaretta per un polo fieristico, il presidente di Molo Vespucci ha parlato della demolizione della terrazza Guglielmi, che sarà sostituita da un edificio più moderno, a spese dell’Autorità Portuale che colleghi adeguatamente la città al porto storico grazie agli oltre 4 milioni già stanziati, sorgerà un prestigioso “Marine Yachting”. L’elettrificazione delle banchine è invece uno dei tempi più cari ai civitavecchiesi, e verrà affrontato con un investimento di 20 milioni di euro. Si è parlato inoltre della creazione di un terminal crocieristico con accordi da definire con “Cruise”, di un’ampliamento dell’antemurale e nuovi percorsi per portare i passeggeri in città, della realizzazione dell’oceanario con una costruzione più bassa del forte Michelangelo nell’area dover sorgevano i sili, trasferimento della sede che ospita la Capitaneria di Porto. 

 
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Porto di Civitavecchia. Aria più pulita secondo le misurazioni UE

Migliora l’aria nel porto di Civitavecchia secondo uno studio del JRC (Commissione europea) che evidenzia un netto calo nelle emissioni di zolfo

Le emissioni di diossido di zolfo (SO2) nei porti dell’UE si sono notevolmente ridotte grazie a norme più severe sul contenuto di zolfo nei carburanti utilizzati dalle navi durante ormeggio e ancoraggio. Gli scienziati del Centro comune di ricerca (JRC), il servizio scientifico interno della Commissione europea, hanno misurato i parametri chiave della qualità dell’aria nei porti del Mediterraneo prima e dopo l’entrata in vigore, nel gennaio 2010, dei requisiti che impongono un basso contenuto di zolfo. Nei porti europei si è riscontrata una diminuzione media del 66% della concentrazione di diossido di zolfo, sostanza nociva alla salute e all’ambiente. Le misurazioni effettuate nei porti al di fuori dell’UE hanno invece mostrato che la concentrazione di SO2 è rimasta invariata.

I parametri relativi alla qualità dell’aria sono stati misurati da una stazione di monitoraggio automatica installata sulla nave da crociera Costa Pacifica, che nel 2009 e nel 2010 ha seguito settimanalmente una rotta prestabilita nel Mediterraneo Occidentale.

La concentrazione di diossido di zolfo è diminuita notevolmente in tre dei quattro porti europei dove sono state effettuate le misurazioni: Civitavecchia, Savona e Palma di Maiorca. Per quanto riguarda i due porti italiani monitorati, a Savona la concentrazione media giornaliera è scesa da quasi 2 a poco più di 0,5 ppbV, mentre a Civitavecchia il calo è stato addirittura da 4 a 0,5 ppbV. La concentrazione giornaliera media di tutti i porti è scesa mediamente del 66%. Le misurazioni effettuate dal JRC nel porto di Barcellona sono risultate inutilizzabili a causa delle significative variazioni giornaliere, ma misurazioni indipendenti effettuate nel porto di Barcellona e nelle vicinanze del porto di Palma di Maiorca hanno confermato una forte diminuzione dei livelli di diossido di zolfo nel 2010 rispetto al 2009. Al contrario, nel porto di Tunisi non si è riscontrata una riduzione del diossido di zolfo né degli altri agenti inquinanti misurati nei quattro porti (Civitavecchia, Savona, Palma di Maiorca e Tunisi), a dimostrazione del fatto che la minore concentrazione di diossido di zolfo è conseguenza diretta dell’applicazione delle normative Europee. Inoltre, lo studio conferma la correlazione tra diossido di zolfo ed elementi chimici tipicamente emessi dalle ciminiere delle navi, dimostrando che le navi rappresentano la fonte principale di diossido di zolfo nei porti. Il supporto logistico per l’installazione delle stazioni di misurazione è stato offerto dalla Costa Crociere, mentre le misurazioni sono state effettuate in collaborazione con gli scienziati delle Università di Genova e di Firenze, il laboratorio INFN-LABEC a Firenze e l’Institute of Environmental Assessment and Water Research di Barcellona.

Il diossido di zolfo è una delle principali sostanze chimiche responsabili della formazione di piogge acide e dell’inquinamento atmosferico da polveri sottili: queste ultime sono il principale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari e respiratorie. La modifica della direttiva 1999/32/EC del 2005 ha stabilito che dal gennaio 2010 tutte le navi ormeggiate o ancorate nei porti Europei devono usare carburanti con un contenuto di zolfo inferiore allo 0,1% in peso. Precedentemente, al di fuori dalle aree dichiarate “zone di controllo delle emissioni di zolfo” era consentito un contenuto di zolfo fino al 4,5%. Le navi utilizzano in genere olio combustibile pesante, che dal 2012 deve avere un contenuto di zolfo non superiore al 3,5% per le navi da trasporto merci (prima del 2012 il limite era di 4,5%). Mediamente, il contenuto di zolfo negli oli combustibili pesanti è del 2,4%. Per fare un confronto, il contenuto di zolfo nei combustibili usati dai mezzi di trasporto terrestri non deve superare lo 0,001%. In linea con gli obiettivi di protezione ambientale dell’UE e per consolidare gli accordi raggiunti dall’Organizzazione Marittima Internazionale, il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE hanno concordato di sottoporre al voto, dopo l’estate, la modifica della direttiva 1999/32/CE, in vista di un’ulteriore riduzione dei contenuti di zolfo nei carburanti usati al di fuori dei porti. Il contenuto massimo di zolfo nei carburanti per le navi scenderà dal 3,5% allo 0,5% entro il 2020, mentre nelle aree dichiarate “zone di controllo delle emissioni di zolfo” (Mar Baltico, Mare del Nord e Canale della Manica), dove il limite attuale è dell’1,5 %, scenderà allo 0,1% entro il 2015. I risultati dello studio intitolato “L’impatto della direttiva europea sulle emissioni navali sulla qualità dell’aria nei porti del Mediterraneo” sono stati pubblicati nella rivista scientifica Atmospheric Environment1.

Per ulteriori informazioni:

Ulteriori informazioni sul lavoro del JRC in ambito di aria e clima sono disponibili all’indirizzo:

http://ccaqu.jrc.ec.europa.eu/home.php

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Tariffe agevolate per le navi ecologiche: il Porto di Civitavecchia è il primo in Italia

Per volere di Pasqualino Monti, fin dal 2011, il Porto di Civitavecchia concede tariffe agevolate per le navi ecologiche

I porti italiani si tingono di verde offrendo alle navi ecologiche sconti e tariffe agevolate. Il primo è stato quello di Civitavecchia che, per volere del suo presidente Pasqualino Monti, alla fine dello scorso anno ha annunciato una riduzione delle tasse portuali volta a favorire l’attracco delle imbarcazioni meno inquinanti. E lo stesso ha dichiarato di voler fare l’autorità portuale di Brindisi. “Allo scopo di trasformare lo scalo in un porto a sviluppo sostenibile” ha comunicato prima dell’estate il presidente dell’autorità portuale Hercules Haralambides “proporremo alle navi a basso impatto ambientale costi inferiori”.

 

Così anche l’Italia incomincia ad adeguarsi a quanto fatto finora nel resto d’Europa e non solo: città come Le Havre, Anversa, Amsterdam, Los Angeles, giusto per fare qualche esempio, hanno già visto i propri porti imboccare il sentiero verde, introducendo (o sperimentando) sconti esclusivi per le navi green, in grado di generare un risparmio anche del 10%. Il tutto al fine di rilanciare il settore e favorire nel contempo la diffusione del sistema Esi, Environmental ship index, un indice di impatto ambientale che tiene conto del livello di emissioni inquinanti prodotte dalle navi.

Un indice uniforme in grado di identificare le navi più inquinanti, al di là della tecnologia utilizzata a livello cantieristico per ridurre le emissioni nell’atmosfera. A determinare il valore, in termini di prestazioni ambientali, di ogni imbarcazione presa in esame, provvedono organismi internazionali indipendenti cui viene affidato il compito di controllare la qualità e lo stato dei motori di bordo, il tenore di zolfo dei combustibili utilizzati nell’ultimo anno e il possesso del certificato di efficienza energetica rilasciato dall’Organizzazione marittima internazionale. Circa seicento le navi presenti ad oggi nella classifica Esi.

Ma qui non è solo questione di contribuire o meno alla salvaguardia dell’ambiente. La svolta green è dettata in realtà da un’esigenza di competitività. Un competizione che si gioca a livello internazionale, insistono gli addetti ai lavori, e che impone ai nostri porti di non sfigurare. E gli armatori? A quanto pare starebbero facendo di tutto per adeguarsi. Tutti d’accordo (compresi progettisti e ingegneri) nel dire che per far fronte all’aumento del prezzo del carburante e agli elevati standard ambientali richiesti (e premiati) sul piano internazionale, occorre puntare sulle navi smart. Aumentano così le richieste di imbarcazioni altamente sostenibili. Come la Triple-E, la nave porta-container più grande e meno inquinante del mondo, che entrerà in funzione nel 2013.

La compagnia di navigazione Maersk, battente bandiera danese, ne ha già ordinate trenta alla Daewoo Shipbuilding. La Maersk ritiene che le nuove navi ridurranno il costo complessivo del trasporto navale del 26%. Si muovono nella stessa direzione anche gli italiani. Il gruppo d’Amico (Paolo d’Amico è presidente di Confitarma) ha appena ricevuto dalla coreana Hyundai Mipo Dockyard due nuove navi bulk carrier del valore di circa 55 milioni di dollari. Grazie al tipo di carena, unito a un motore elettronico, queste consentiranno di risparmiare in termini di carburante 1,5 milioni di dollari l’anno. Senza contare gli sconti che le attenderanno all’attracco nei porti.

 

Fonte: Panorama

 
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Pasqualino Monti: Portate la Costa Concordia a Civitavecchia per la demolizione

Pasqualino Monti lancia l’idea per risolvere il problema della Costa Concordia

 

“Dove portare il relitto della nave Costa Concordia, arenata sugli scogli dell’Isola del Giglio il 13 gennaio scorso? Al porto di Civitavecchia, dove potremmo realizzare un grande bacino di carenaggio e creare lavoro per migliaia di persone per circa un anno”. A lanciare l’idea è stato il presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti, nel corso dell’incontro organizzato dal sindaco Pietro Tidei per mettere a punto 100 progetti per lo sviluppo della città. “Il bacino di carenaggio – spiega Monti -, una volta smantellata la Concordia, verrebbe utilizzato come cantiere adibito alla manutenzione delle grandi navi, creando così occupazione stabile per centinaia di addetti”. “Sarebbe una straordinaria occasione di per il porto e il territorio – ha concluso Monti – che riceverebbe nuovo impulso per la ripresa economica e occupazionale”. La proposta di trasportare il relitto della Concordia a Civitavecchia era stata già presentata dalla Costa Crociere nei mesi successivi al naufragio. Ma era stata subito bocciata dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che rivendico l’incarico per un porto toscano. La decisione definitiva è attesa per settembre. Se Civitavecchia dovesse spuntarla, l’Autorità portuale vorrebbe realizzare di un bacino di carenaggio tra la futura darsena servizi, i cui lavori sono stati appaltati e la darsena energetico – grandi masse. Opere che sono state già finanziate dal Cipe attraverso la Legge Obiettivo e appaltate. 

 

Fonte: Ansa.it

 
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Porti di Roma, il network è più vicino grazie al nuovo Prg per il Porto di Fiumicino

razie a Pasqualino Monti e Renata Polverini verranno realizzati il Porto Commerciale e la Darsena Pescherecci

Il Porto di Fiumicino festeggia l’approvazione della variante al Prg portuale della città, grazie al quale sarà possibile realizzare il Porto Commerciale e la Darsena pescherecci. In realtà la notizia era già stata anticipata dal Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia (che gestisce i Porti di Roma e del Lazio) Pasqualino Monti durante la 2 Giorni del Mediterraneo, ma adesso arriva la conferma ufficiale dalla Regione Lazio. Luigi Satta, delegato del Comune di Fiumicino alla Pesca e ai Rapporti con l’Autorità Portuale, non ha dubbi “L’accelerata all’iter amministrativo del porto commerciale è la testimonianza concreta di quanto la Regione Lazio e il nuovo corso dell’Autorità Portuale puntino su Fiumicino come snodo strategico del network laziale, la cui piena attuazione non potrà che dare benefici immediati, sia dal punto di vista economico che da quello occupazionale.”

. “Il porto commerciale e la darsena per i pescherecci – spiega Satta – rimangono un obiettivo da raggiungere a tutti i costi. Queste due infrastrutture sono fondamentali per dare stabilità a un asset, quello della pesca, debilitato dai problemi di sicurezza del Porto Canale denunciati più volte dagli operatori portuali che da vent’anni si impegnano e si battono affinché questo sogno possa realizzarsi. Grazie a loro tanto è stato fatto: il prolungamento con grandi sforzi nel 1999 del molo che ha migliorato l’ormeggio e l’entrata in situazioni meteo avverse, poi rovinati dai nuovi interventi sul Porto Canale. Rimane però da raggiungere l’ultimo traguardo che grazie alla nomina di Pasqualino Monti alla presidenza dell’Authority, del presidente della Regione Lazio Renata Polverini e dell’assessore Lollobrigida, che ringrazio, sembra oggi più vicini”.

Link per approfondimento: Il Faro

 
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il “New Deal” di Pasqualino Monti per i “Porti di Roma”: finanziamenti diretti per le infrastrutture e rivalutazione del sistema portuale

La 2 Giorni del Mediterraneo ha offerto spunti interessanti e molte iniziative concrete, dalla nuova Darsena traghetti al via libera all’autostrada tirrenica, dall’ampliamento del porto di Fiumicino alla progettazione del nuovo polo crocieristico Civitavecchia Fiumicino

È un vero e proprio “new deal” nel finanziamento delle grandi infrastrutture, un nuovo modello di sviluppo portuale (ma potrebbe funzionare anche altrove). La 2 giorni del Mediterraneo è stato il palcoscenico ideale per il Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti per presentare questa rivoluzione economica, ma soprattutto culturale, nel modo di pensare e realizzare infrastrutture portuali. L’azione di Pasqualino Monti ha rapidamente permesso all’Authority di Civitavecchia di conquistare il ruolo di più importante stazione appaltante nel campo della portualità italiana, mettendo a regime una nuova formula che prevede il diretto cofinanziamento da parte dell’Autorità portuale delle opere in grado di produrre, sulla base di un piano finanziario ad hoc, un ritorno economico certo dell’investimento effettuato. 

Con un programma di investimenti già esecutivi in nuove infrastrutture portuali per un valore complessivo di oltre 300 milioni di euro, il presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, Pasqualino Monti, ha illustrato in apertura della manifestazione “La 2 giorni del Mediterraneo”, svoltasi nei giorni scorsi nel porto di Civitavecchia, i dettagli di un piano che prefigura almeno tre obiettivi ad alta valenza strategica non solo per il porto, ma per l’intera area di produzione e consumo (la seconda per importanza in Italia) che comprende la regione Lazio, ma anche le regioni vicine, Umbria e Marche, collocate su un ideale corridoio Tirreno-Adriatico, destinato a spezzare la cronica incomunicabilità fra i due mari.

Il primo obiettivo è quello di replicare nelle merci e nella logistica il “miracolo” compiuto da Civitavecchia nel traffico crocieristico, facendo del porto laziale un hub per container e altre tipologie di merce, mettendo per la prima volta a fattore comune la disponibilità di aree retro portuali per oltre 5 milioni di metri quadri, accosti in acque profonde unici in Italia (22 metri) e quindi capaci di accogliere le navi più grandi oggi in esercizio sulle rotte del traffico container e infrastrutture di collegamento terrestre (ferroviarie e autostradali) che dopo decenni sono uscite dal libro dei sogni: in particolare l’autostrada Tirrenica, ma anche la Orte-Mestre.

Il secondo obiettivo è rappresentato dalla realizzazione del nuovo porto commerciale di Fiumicino (gestito come anche Gaeta dall’AP di Civitavecchia nell’ambito di un network regionale), che diventerà un secondo scalo crocieristico di livello mondiale in grado di sviluppare su quattro accosti un traffico di oltre 1,8 milioni di passeggeri aggiuntivi rispetto ai 2,6 che oggi Civitavecchia (leader in Mediterraneo) accoglie nel suo alveo portuale.

Il terzo quello di fare di Civitavecchia un polo di progettazione di business nel settore delle crociere e delle autostrade del mare.

Alla presenza del vice ministro ai Trasporti, Mario Ciaccia, e della Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, nonché  del Presidente della Camera di commercio di Roma, Giancarlo Cremonesi, Pasqualino Monti ha illustrato anche i contenuti finanziari di un piano da oltre  650 milioni di euro di investimenti.

Un piano caratterizzato sia dal massiccio intervento di capitali privati, sia dalla innovativa forma di cofinanziamento che vede l’Autorità portuale affiancare in modo decisivo i finanziamenti pubblici, attraverso un’attivazione di risorse che saranno generate dalla conquista dei nuovi traffici. 50 milioni di euro dell’Autorità  Portuale nel primo lotto delle opere strategiche del porto di Civitavecchia (la nuova darsena traghetti con 9 accosti per ro-ro e crociere; la darsena servizi ed il prolungamento dell’antemurale) di cui è stata posta la prima pietra questa mattina; 70 nella costruzione del nuovo porto di Fiumicino, senza contare lo sforzo per realizzare nel porto storico di Civitavecchia una delle più suggestive a storicamente affascinanti marina del Mediterraneo.

“Civitavecchia – ha sottolineato Monti – ha tutte le carte in regola per rivendicare un inserimento nel core network dei progetti Ten-t”.

La nuova darsena traghetti è stata intitolata a Sant’Egidio. Alla cerimonia è intervenuto anche il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo.

Fonte: Trasporto Italia

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Alla 2 Giorni del Mediterraneo Pasqualino Monti illustra i piani di sviluppo del Porto

Si respira un’aria di rinnovamento e innovazione a Civitavecchia, dove è in corso la 2 Giorni del Mediterraneo, durante la quale Pasqualino Monti ha ribadito il primato crocieristico di Civitavecchia e lanciato la sfida per aumentare il traffico delle merci.

 

Se qualche anno fa Civitavecchia era solo un piccolo scalo sulla via della Sardegna, il paesaggio è ben differente. È questa la sensazione che si percepisce nella sale convegni dell’Autorità Portuale di Civitavecchia che in questi giorni ospita la “2 Giorni del Mediterraneo”. Civitavecchia c’è, e con lei gli altri porti del network laziale (Fiumicino e Gaeta). I Porti di Roma, come si chiamano da quando sono stati accorpati nel 2002. Il Presidente Pasqualino Monti (38 anni) sale sul palco sicuro, e snocciola numeri e propositi per l’avvenire. Accanto a Lui Renata Polverini e il viceministro dei trasporti Ciaccia, a testimoniare la vicinanza delle istituzioni regionali e nazionali al Porto di Civitavecchia e una ritrovata attenzione per lo sviluppo portuale nazionale. 

“La sfida delle crociere è stata vinta” afferma il Presidente Pasqualino Monti, con numeri alla mano: Civitavecchia con oltre 2,6 milioni di passeggeri l’anno è il primo scalo crocieristico del Mediterraneo. E crescerà ancora secondo Monti. La nuova sfida è quella delle merci, mercato nel quale Civitavecchia, con la sua posizione privilegiata (serve il secondo mercato di consumi italiano e il quinto europeo) e le sue caratteristiche portuali (fondali di oltre 22 metri e 5 milioni di aree retroportuali). E imponenti sono i mezzi che l’Autorità Portuale ha messo in campo per affrontare e possibilmente vincere anche questa sfida. Un programma da 300 milioni per lo sviluppo, in buona parte finanziati con fondi propri dall’Autorità stessa, e un piano illustrato da Monti che ha l’ambizione di far diventare i Porti di Roma un HUB commerciale e turistico di primo livello. E non si tratta che dei progetti già esecutivi, altro verrà. Proprio l’autofinanziamento e la necessità di coinvolgere più soggetti (lo stato da solo non può provvedere a tutte le infrastrutture) sembra essere il concetto della svolta, un punto su cui si dilungano il Presidente della Regione Lazio Renata Polverini e il viceministro Ciaccia, che parlano della Civitavecchia-Orte, dei collegamenti con l’Adriatico, dei project Bond e di sinergie con i paesi del Nord Africa.

Per suggellare il tutto, la prima giornata di lavori culmina con la posa della prima pietra della nuova Darsena Traghetti del Porto di Civitavecchia intitolata a Sant’Egidio. Un Progetto dal quasi 200  milioni (50 finanziati con fondi propri dell’Autorità Portuale) che fornirà 10 nuovi attracchi e che darà al Porto di Civitavecchia una capacità di traffico degna dei maggiori Porti Europei. 

 
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Pasqualino Monti: Assoporti, 2 Giorni del Mediterraneo e la speranza nel futuro

Tour de Force del Presidente dell’Authority di Civitavecchia Pasqualino Monti che, pochi giorni dopo aver ottenuto una linea unitaria per Assoporti, si getta a capofitto nel rinnovamento del Porto di Civitavecchia

Giornate intense per Pasqualino Monti che dopo aver proposto e ottenuto una linea unitaria per la presidenza Assoporti (che porterà ad una presidenza congiunta e alternata tra lui e Merlo) da domani sarà il “padrone di casa” della 2 Giorni del Mediterraneo, un evento nel quale verranno presentati i progetti per lo sviluppo portuale sia nel settore merci che in quello crocieristico. All’interno della manifestazione verrà anche posta la prima pietra per i lavori di costruzione della nuova darsena traghetti nel Porto di Civitavecchia. Ecco un’intervista concessa al settimanale “Il Mondo”.

Fonte: Ontit.it

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A Civitavecchia la 2 Giorni del Mediterraneo l’11 e 12 Luglio

Pasqualino Monti (Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia) parlerà dei progetti di sviluppo portuali: la nuova darsena traghetti e il nuovo mercato crocieristico

L’11 e 12 Luglio arriva a Civitavecchia la 2 Giorni del Mediterraneo, evento patrocinato dall’Autorità Portuale di Civitavecchia che si aprirà con una sessione dedicata alla nuova stagione di sviluppo del porto di Civitavecchia, come parte integrante di un sistema infrastrutturale e logistico in grado di favorire lo sviluppo accelerato di una vasta area di produzione e consumo e di porre idealmente le basi per un corridoio economico che colleghi Tirreno e Adriatico.

La prima sessione culminerà con la posa della prima pietra della nuova Darsena portuale,

simbolo di un nuovo sviluppo di rete in grado di porre a fattore comune, con il porto, le nuove autostrade, i collegamenti ferroviari e le capacità professionali.

La seconda sessione si focalizzerà su un approccio del tutto nuovo al mercato crocieristico, che oggi, specie in un Mediterraneo travagliato da profonde trasformazioni ma anche caratterizzato da eccezionali opportunità, richiede formule nuove di sviluppo. Civitavecchia, porto leader, propone la sua originale via allo sviluppo del turismo sul mare, con la presentazione di un laboratorio degli itinerari e il lancio dell’idea di un parco archeologico “made in Mediterraneo”. La capitale mediterranea delle crociere si assume anche una responsabilità precisa.

Quella di fare del turismo sul mare un driver di sviluppo armonico sulle due sponde del Mediterraneo, favorendo attraverso lo sviluppo economico di filiera, anche quel dialogo “fra sponde” e fra culture che è il presupposto essenziale per una nuova stagione e una nuova centralità del Mediterraneo.

Crociere come strumento di pace, quindi, ma anche crociere come chiave di volta per l’Italia (questo il tema della quarta sessione) per mutuare gli schemi di efficienza e di affidabilità del prodotto crociere ed esportarli a terra in un mercato turistico nazionale, che continua a soffrire le conseguenze di un gap infrastrutturale e di carenze organizzative e logistiche che ne condizionano l’affidabilità e l’efficienza, mortificandone le potenzialità.

 

Fonte: ilNautilus.it

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La 2 Giorni del Mediterraneo. Pasqualino Monti presenta la sfida per lo sviluppo del Porto di Civitavecchia

Il Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia presenterà durante l’Evento i piani per il rinnovamento portuale: dalla nuova darsena traghetti al mercato crocieristico.

Un evento articolato su due giornate, la “2 giorni del Mediterraneo“, patrocinato dall’Autorità Portuale di Civitavecchia, con una sessione di apertura dedicata alla nuova stagione di sviluppo del porto di Civitavecchia, come parte integrante di un sistema infrastrutturale e logistico in grado di favorire lo sviluppo accelerato di una vasta area di produzione e consumo e di porre idealmente le basi per un corridoio economico che colleghi Tirreno e Adriatico.

La prima sessione culminerà con la posa della prima pietra della nuova Darsena portuale,

simbolo di un nuovo sviluppo di rete in grado di porre a fattore comune, con il porto, le nuove autostrade, i collegamenti ferroviari e le capacità professionali.

La seconda sessione si focalizzerà su un approccio del tutto nuovo al mercato crocieristico, che oggi, specie in un Mediterraneo travagliato da profonde trasformazioni ma anche caratterizzato da eccezionali opportunità, richiede formule nuove di sviluppo. Civitavecchia, porto leader, propone la sua originale via allo sviluppo del turismo sul mare, con la presentazione di un laboratorio degli itinerari e il lancio dell’idea di un parco archeologico “made in Mediterraneo”. La capitale mediterranea delle crociere si assume anche una responsabilità precisa.

Quella di fare del turismo sul mare un driver di sviluppo armonico sulle due sponde del Mediterraneo, favorendo attraverso lo sviluppo economico di filiera, anche quel dialogo “fra sponde” e fra culture che è il presupposto essenziale per una nuova stagione e una nuova centralità del Mediterraneo.

Crociere come strumento di pace, quindi, ma anche crociere come chiave di volta per l’Italia (questo il tema della quarta sessione) per mutuare gli schemi di efficienza e di affidabilità del prodotto crociere ed esportarli a terra in un mercato turistico nazionale, che continua a soffrire le conseguenze di un gap infrastrutturale e di carenze organizzative e logistiche che ne condizionano l’affidabilità e l’efficienza, mortificandone le potenzialità.

 

Fonte: ilNautilus.it

 
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Assoporti: Pasqualino Monti fa “un passo indietro”. Governerà insieme a Merlo

Decisione unanime del direttivo. Il Presidente dell’Authority di Civitavecchia Pasqualino Monti avrebbe probabilmente vinto il testa a testa, ma ha preferito fare un passo indietro privilegiando lo spirito unitario, condurrà Assoporti insieme al collega Merlo.

 

Una ‘diarchia’ alla guida di Assoporti, l’associazione dei porti italiani: Luigi Merlo (Genova) e Pasqualino Monti (Civitavecchia). Lo ha deciso oggi, all’unanimita’, il direttivo di Assoporti, riunito a Roma, che ha approvato gli indirizzi strategici e la proposta per la presidenza, in vista dell’assemblea fissata per il 18 luglio prossimo. Merlo, che comincera’ per primo, e Monti, che gli subentrera’ tra un anno, si alterneranno alla presidenza per i prossimi due anni.

”Grazie alla disponibilita’ di Luigi Merlo e di Pasqualino Monti, i due candidati che avevano raggiunto il numero massimo di designazioni – si legge in una nota diffusa da Assoporti -, si e’ stabilito di proporre, in questa fase di transizione di due anni, una ‘staffetta’. La presidenza sarà assunta per il primo anno da Merlo. Monti, che ha formulato tale proposta privilegiando lo spirito unitario, sara’ vice presidente vicario. L’ anno successivo sara’ Monti ad assumere la presidenza dell’associazione, con Merlo vice presidente vicario”. ”In questo periodo – continua Assoporti – in cui si riprende la discussione sulla Riforma della Legge in tema di ordinamento portuale (L.84/94), in Senato approda la Legge sugli interporti, mentre il Governo sta assumendo provvedimenti importanti per il settore e sembra ancora indefinito il ruolo dell’Authority dei Trasporti in materia portuale, è necessario da subito imprimere un’accelerazione alla discussione ed al confronto con il Governo e il Parlamento”.

Fonte: Civonline

 
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Corrado Passera a Civitavecchia con Pasqualino Monti per la “2 giorni del Mediterraneo”

Il Presidente Pasqualino Monti illustrerà l’ambizioso progetto di sviluppo del Porto al Ministro dello Sviluppo economico durante la “2 giorni del mediterraneo” 

 

Il Porto di Civitavecchia si candida a diventare un importante hub logistico al servizio della seconda area di produzione e consumo d’Italia, ma anche delle regioni oggi collocate sul corridoio Tirreno-Adriatico.

 

E’ quanto verrà illustrato dal presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, Pasqualino Monti alla presenza del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel corso della “2 giorni del Mediterraneo”, che coinciderà con la posa della prima pietra e l’intitolazione a Sant’Egidio della nuova darsena traghetti del porto.

Della “2 giorni del Mediterraneo” e dei suoi obbiettivi ha parlato Pasqualino Monti nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento. “Un nuovo guanto di sfida del porto di Civitavecchia che si candida a diventare un importante hub logistico al servizio della seconda area di produzione e consumo d’Italia, ma anche delle regioni del corridoio Tirreno-Adriatico”, questo quanto dichiarato in un comunicato diffuso dall’Autorità Portuale.

 

La “2giorni del Mediterraneo” si svolgerà l’11 e il 12 luglio e si propone di consolidare a Civitavecchia non solo il traffico passeggeri, che oggi supera i 2 milioni e 600 mila, ma anche una cultura nuova delle crociere, strettamente legata alla cultura del Mediterraneo.

Fonte: Ansa.it

 
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Monti e Merlo insieme per ricompattare Assoporti

La proposta dei due Presidenti Pasqualino Monti e Merlo è quella di una presidenza congiunta per il bene dei porti italiani

Svolta per i porti italiani in vista della nuova presidenza alla guida di Assoporti: i due candidati in lizza, i presidenti delle Autorita’ Portuali di Civitavecchia, Pasqualino Monti, e Genova, Luigi Merlo, hanno deciso di candidarsi insieme.

 In una lettera congiunta, scrivono: ”Abbiamo deciso di fare ciascuno mezzo passo indietro e di proporre al Direttivo dei porti italiani una scelta innovativa: non due teste per una poltrona, ma due volonta’ per una strategia comune”. Una ”unica cabina di regia”.

 ”Con la forza del consenso che tanti colleghi ci hanno accordato – scrivono Merlo e Monti nella loro lettera – abbiamo scelto di presentare al Direttivo convocato prima dell’assemblea un’unica cabina di regia congiunta nella quale la fiducia della maggioranza dei porti in entrambi si traduca effettivamente in operativita’ a favore del settore. In altre parole ci poniamo entrambi a disposizione della portualita’ con l’impegno (entrambi senza emolumento, entrambi ugualmente responsabili) di mettere a fattore comune professionalita’, conoscenza, contatti, relazioni. Insomma una squadra coesa e forte”.

”Crediamo che l’emergenza nazionale dei porti, collocata all’interno di quella piu’ estesa del Paese, richieda uno sforzo coeso – proseguono Monti e Merlo -. Insieme saremo in grado di attuarlo. Ci proponiamo di lavorare insieme ad una proposta programmatica unitaria da sottoporre al direttivo, una proposta programmatica che sara’ caratterizzata anche dall’obiettivo di provare ad elaborare proposte di ‘autoriforma’ del sistema portuale italiano. Riteniamo che unirsi sulla strategia invece che dividersi su schieramenti o nomi sia gia’ una piccola rivoluzione, e ci auguriamo di poter essere nel nostro piccolo da esempio per questo Paese. Per il bene della portualita’ italiana, in questo momento non devono esserci divisioni territoriali, di appartenenza politica o identitaria”.

L’ultimo consiglio direttivo di Assoporti convocato a Roma l’11 giugno scorso, si era concluso con un nulla di fatto, con le Autorita’ portuali italiane spaccate sui due nomi. Per questa era stata fatta slittare a luglio l’assemblea dei Porti italiani, gia’ convocata per il 21 giugno. Oggi, con la loro proposta, Monti e Merlo contano di ricompattare l’associazione.

Una eventuale co-presidenza comporta peraltro una modifica dello statuto.

Fonte: Ansa.it

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Assoporti e Pasqualino Monti. I porti italiani sbarcano in Cina

Pasqualino Monti insieme ad Assoporti rappresenta il Porto di Civitavecchia al convegno “Transport and Logistic” in Cina.

Al centro dell’Italia per intercettare merci e persone provenienti via mare. Questa la mission del Porto di Civitavecchia che si ‘ presentato a Shanghai, sotto l’egida di Assoporti (l’Associazione dei porti italiani) che partecipa, fino a domani, alla fiera Transport and Logistic, la più importante del settore.

“Con i nuovi investimenti di 193 milioni di euro – spiega all’ANSA Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia – di cui 50 cofinanziati dall’Autorità Portuale con dieci nuovi attracchi che serviranno ad aumentare la recettibilità della nostra struttura. La razionalizzazione che abbiamo nel porto fa liberare molte aree anche nei container, che ci fa mirare a crescere in questo settore, molto forte in Cina. Siamo strategici non solo per questioni di posizione geografica, ma anche per essere fortemente collegati ad una rete viaria e infrastrutturale importante. Tra Napoli e Livorno arrivano 600.000 container che poi gravitano su Roma, puntiamo ad intercettarli. Abbiamo già forti esperienze con le imprese siderurgiche umbre ed ora, con la realizzazione di aree retroportuali, possiamo offrire la possibilità di finire in loco la produzione”

 

Fonte: Ansa

 
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Pasqualino Monti: «Occorre puntare su portualità e shipping»

La crescita che viene dal mare. Lo sviluppo portuale può e deve diventare un viatico per uscire dalla crisi

Si è svolto in aprile lo Yacht Med Festival 2012, la fiera internazionale dell’economia del mare, ospitata a Gaeta. A tagliare il nastro della manifestazione sono stati, tra gli altri, il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, quello della Commissione Finanza della Camera dei Deputati Gianfranco Conte, il comandante di Maricapitale Ammiraglio Antonino Parisi, quello della Legione Allievi Guardia di Finanza Generale di Brigata Gennaro Vecchione, il sindaco di Gaeta Antonio Raimondi, l’arcivescovo di Gaeta Fabio Bernardo d’Onorio, il presidente della Camera di Commercio di Latina, i Sindaci della provincia di Latina ed il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta Pasqualino Monti. «L’economia del mare a Gaeta è diventata una realtà – ha commentato il sindaco di Gaeta Antonio Raimondi – fin dall’inizio del mio mandato ho scommesso su questa manifestazione». «E’ con grande piacere e orgoglio che anche quest’anno – ha sottolineato il presidente dell’Authority Pasqualino Monti – l’Autorità partecipa allo Yacht Med Festival, che ha una duplice importanza per la promozione di Gaeta, del suo porto e per l’economia del mare. L’Italia è una grande piattaforma logistica del centro del Mediterraneo ed è un ponte di collegamento molto importante. Nonostante la posizione strategica, in un momento in cui si sta tentando di uscire dalla crisi, sembra incredibile che non sia tenuto nella giusta considerazione come gran parte dell’economia del nostro paese derivi dal mare. E come sia necessario rivalorizzare la portualità e lo shipping. Lo Yacht Med Festival ha assunto rilevanza prima nazionale e poi internazionale». In questa direzione anche l’intervento del presidente della Regione Lazio Renata Polverini. «Il Lazio è una regione all’avanguardia, competitiva a livello internazionale e questo Festival è un’opportunità straordinaria, a cui sono previste oltre 120 mila persone – ha spiegato il Governatore – ci auguriamo che lasci un segno tutto l’anno come fa da cinque edizioni. C’è una filiera istituzionale che crede in questa iniziativa, ed è uno dei motivi del suo successo. E’ un Festival in crescita: la presenza di tante aziende e istituzioni significa che è un momento che funziona e può rilanciare l’economia del territorio». Polverini ha voluto ricordare alcune significative sezioni dello Yacht Med Festival, come quella dedicata ai disabili, alla cultura e alla cucina mediterranea. «Lo Yacht Med Festival – ha aggiunto poi il presidente della Camera di Commercio di Latina Vincenzo Zottola – è la conferma che è sempre di più un punto di riferimento per tutti coloro che concorrono alla definizione delle strategie politico-economiche nazionali. L’Economia del Mare rappresenta un settore imprescindibile per lo sviluppo delle imprese e dei territori».

 

Fonte: Civonline

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Pasqualino Monti (Autorità Portuale Civitavecchia) parla di sviluppo portuale e investimenti

La costruzione della nuova Darsena traghetti a Civitavecchia è l’occasione per discutere del futuro della portualità italiana con Pasqualino Monti.

Dieci nuovi accosti per navi ro-ro e passeggeri saranno operativi entro il 2015 nel porto di Civitavecchia, dove sono appena iniziati i lavori per la costruzione della nuova darsena traghetti, un progetto da 198 milioni di euro.

“Quest’opera – resa possibile dallo stanziamento di 143 milioni di euro da parte del Cipe, cui si sommano altri 55 milioni da parte dell’Autorità Portuale – raddoppierà le superfici operative del nostro scalo”, spiega Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità Portuale. “I lavori dureranno due anni e mezzo e ci consentiranno di consolidare il primato del nostro porto sia nel comparto crociere (Civitavecchia è il primo porto del Mediterraneo con 2,6 milioni di passeggeri movimentati nel 2011), sia nei traffici ro-ro e traghetti, che già oggi vede il porto collegato con Barcellona, Catania, Palermo, Malta, Tripoli, Tunisi oltre, ovviamente, con la Sardegna»

Oltre a Civitavecchia – che ha conquistato anche i traffici di ferrocromo diretti agli impianti siderurgici di Terni e la frutta importata in Italia da Dole – il sistema dei porti di Roma del Lazio comprende pure gli scali di Gaeta e Fiumicino, sui quali sono previsti investimenti importanti: “Per Fiumicino è stato appaltata alla società Acquatecno Srl la realizzazione delle nuove infrastrutture dedicate alla nautica (progetto da 15 milioni di euro) mentre altri 60 milioni di euro (di cui nove da parte della Regione Lazio) sono stati stanziati per realizzare tre nuovi attracchi per navi da crociera e una nuova darsena pescherecci”, prosegue Monti, volgendo poi lo sguardo al terzo scalo che compone il sistema portuale laziale. «Per Gaeta sono stati stanziati 29,9 milioni di euro per i lavori di dragaggio, che aumenteranno i fondali da 10 a 12 metri, mentre le superfici dei piazzali saranno incrementate da 30mila a 160mila metri quadrati”.

Il nome di Pasqualino Monti, a distanza di soli 12 mesi dal suo insediamento al vertice dell’Autorità Portuale di Civitavecchia e a dispetto della giovane età (38 anni), circola come candidatura forte per la presidenza di Assoporti in attesa dell’assemblea che si terrà a Roma il 21 giugno prossimo. Il diretto interessato non commenta queste indiscrezioni, anche se si dichiara lusingato per questa attenzione e dimostra di avere le idee chiare sulle necessità della portualità italiana.

Monti ritiene sia necessario “ripensare tutta la portualità italiana, compiendo lo sforzo di passare a un vero sistema portuale del Paese, a fronte oggi di micro porti (specie se rapportati a realtà nordeuropee) in concorrenza tra loro. La specializzazione degli scali nel seguire ciascuno le proprie vocazioni (container, merci, passeggeri) e ciò che la domanda del mercato di riferimento richiede e dovrebbe portare a una integrazione complessiva che porti a superare i fenomeni attuali di cannibalismo tra porti”.

Si tratta, in concreto, di riproporre a livello nazionale il modello che tanto bene ha funzionato per i porti laziali di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. “Sarebbe inoltre necessario – prosegue Monti – ripensare la natura stessa delle Autorità Portuali, allargandone le competenze e trasformandole in Autorità della Logistica. Non solo: bisogna ragionare in vista di un nuovo rapporto e nuove regole con i grandi concessionari nell’ambito della concreta realizzazione dell’autonomia finanziaria dei porti, incentivando al contempo l’utilizzo della finanza di progetto”. E anche sul tema sul tema della frammentazione dei porti, l’opinione di Monti è chiara: “Il fatto che ci siano 23 Autorità Portuali in Italia è inconcepibile”.

Fonte: Trasportoeuropa.it

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Assoporti: Pasqualino Monti per la corsa al vertice: si “cerca” presidenza di svolta

Nell’ambito delle consultazioni tra le autorità portuali italiane circola il nome di Pasqualino Monti per la designazione del nuovo presidente. A giugno l’assemblea che sancirà il cambio di guardia

Entra nel vivo la corsa per il rinnovo al vertice di Assoporti. Sulla base della ‘road map’, definita nell’assise di Cagliari a fine aprile, i tre saggi, nominati in quell’occasione, Luciano Guerrieri, Cristoforo Canavese e Aldo Garozzo, presidenti, rispettivamente, delle autorità portuali di Piombino, di Savona e di Augusta, si apprestano ad avviare le consultazioni tra i presidenti delle autorità portuali italiane per arrivare alla designazione del successore di Francesco Nerli, il cui mandato è in scadenza e non è più rinnovabile.

I tempi sono stretti: l’assemblea che sancirà il cambio della guardia si terrà, infatti, nel prossimo mese di giugno. Le consultazioni dei tre saggi dovrebbero richiedere un paio di settimane per poter arrivare a fine mese con l’indicazione del nuovo presidente.

E non è un lavoro facile quello che attende Guerrieri, Canavese e Garozzo per arrivare a un nome condiviso, che metta d’accordo tutti. Un nome che può fare la differenza, in un momento chiave per il rilancio dell’economia del Paese e per uno dei suoi settori strategici, come quello portuale. Tanto più che l’obiettivo è quello di ridare unità all’associazione delle Autorità portuali dopo almeno un paio d’anni di forti turbolenze. Il toto nomine è aperto ormai da tempo. Sono circolati i nomi di due senatori, Lorenzo Forcieri e Piergiorgio Massidda, rispettivamente presidenti dei porti di La Spezia e di Cagliari. Ma gettonati sono anche i nomi Marina Monassi di Trieste e di Pasqualino Monti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta.

L’identikit che si delinea per il prossimo presidente di Assoporti è quello di un manager in grado di assicurare discontinuità. In questa ottica, anche guardando al profilo generazionale, ha buone credenziali il presidente del porto di Civitavecchia, che non ha ancora quarant’anni (è nato a Ischia nel 1974). Se pur molto giovane, Monti ha al suo attivo i buoni risultati della gestione del porto di Civitavecchia e può contare sul sostegno di una rete di relazioni bipartisan.

La richiesta che arriva dalle diverse realtà portuali italiane è quella di un progetto che sia in grado di ripensare la portualità italiana, che superi i microporti e che realizzi un vero sistema fatto di specializzazioni diverse per evitare il cannibalismo tra i diversi scali. Va rivista la natura stessa delle autorità portuali, estendendone la loro mission anche alla logistica e istituzionalizzando l’authority della logistica. Centrale è anche la ridefinizione di un nuovo rapporto e di nuove regole con i grandi concessionari: va incentivato il project management per rendere autonome le autorità portuali dal pubblico, garantendo incassi agli enti locali e remunerazione di mercato alle autorità portuali.

Secondo i rumors, nella rosa dei candidati c’è anche il presidente dell’autorità portuale di Livorno, Giuliano Gallanti, considerato uomo della mediazione tra le diverse anime di Assoporti. ”Di Assoporti – ha detto recentemente- mi interessa l’attività di lobbismo in senso positivo ovviamente, per le cariche si vedrà. Io non ho chiesto niente, comunquè’. E c’è anche Luigi Merlo, presidente del porto di Genova, che conta ‘supporters’ tra i presidenti di alcune authority, soprattutto del Sud.

Fonte: Adnkronos

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