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Il porto di Civitavecchia tra le eccellenze del Lazio





Pasqualino Monti e Nicola Zingaretti insieme per rilanciare l’economia regionale: Il porto è un Asset per tutto il Lazio


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La Regione Lazio può rinascere e superare la crisi ed uno dei perni su cui puntare e senza ombra di dubbio il network dei porti di Civitavecchia-Fiumicino e Gaeta.

E’ questo il concetto emerso ieri sera dalla tavola rotonda moderata dal direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli. L’evento, che è stato ospitato dalla Luiss in viale Romania a Roma, ha visto la partecipazione del presidente della Regione Nicola Zingaretti, del presidente dell’Unione industriali del Lazio Maurizio Stirpe, del presidente dell’Autorità portuale Pasqualino Monti e di imprenditori laziali, tra i quali Paolo Gentilini, proprietario dell’omonimo marchio di biscotti. Ospiti di eccezione in platea, a cominciare da Cesare Romiti, oggi presidente della Fondazione Italia Cina.

Pungolati dalle domande di de Bortoli, i presenti hanno illustrato le ricette per far ripartire l’economia della Regione. «Un’economia – che come ribadito dal governatore Zingaretti – non può prescindere dallo sviluppo del porto di Civitavecchia. Un valore che va apprezzato. E’ come se agli abitanti del Trentino Alto Adige chiedessero se per loro è importante la montagna. Così, per la popolazione laziale, il mare è vitale». A margine della tavola rotonda Zingaretti è tornato ad intervenire anche sulla necessità dell’inserimento dello scalo nel Core Network dei porti europei, obiettivo che lo ha visto lavorare insieme a Monti e volare più volte a Bruxelles nei mesi scorsi. «Una ferita che va assolutamente sanata», ha definito così Zingaretti il mancato inserimento ad oggi del network laziale.

Ad elencare i progressi dello scalo, ricordando anche la crescita del gettito fiscale che ogni anno il porto versa nella casse dell’erario, è stato poi il numero uno di Molo Vespucci. «Mi sento quasi in difficoltà al contrario, visto che la nostra – ha sottolineato Monti – nonostante la congiuntura sfavorevole è una realtà che negli ultimi 2 anni è cresciuta. E questo è possibile perchè nel Lazio i porti fanno sistema e perché si è instaurata una piena sinergia con l’istituzione Regione. Nel 2012 – ha aggiunto Monti – il nostro ‘‘Pil’’ portuale è cresciuto del 18% e siamo passati da 800 milioni ed un miliardo di euro di Iva e accise versate allo Stato. Ora la nostra azione dovrà concentrarsi su 2 binari: da una parte per favorire il turismo, attrezzando lo scalo per ospitare navi sempre più grandi e valorizzando i beni culturali di cui il nostro territorio abbonda. Dall’altra conquistando il traffico merci, grazie ai nostri fondali profondi 18 metri e alla nostra area retroportuale».

Progetti che, come ribadito da Monti, rendono necessaria la realizzazione della Piattaforma Logistica Lazio. L’ultimo invito, nella veste di presidente di Assoporti, e anche a proposito dei tentativi per avere la demolizione della Concordia, Monti lo ha rivolto ai suoi colleghi degli altri scali per «superare i campanilismi».

Fonte: Civonline


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Assoporti: consenso e condivisione delle organizzazioni imprenditoriali sul progetto di riforma portuale





L’intervento del Presidente Assoporti Pasqualino Monti è stato apprezzato e condiviso dalle principali associazioni del mondo marittimo






La presa di posizione di Assoporti, per bocca del suo Presidente Pasqualino Monti, sulla Riforma della legge quadro del settore, sta suscitando reazioni positive nel mondo della portualità italiana. In sostanza il Presidente Monti, nella recente Assemblea dell’associazione, aveva evidenziato tre punti fondamentali sui quali costruire la Riforma: uscita delle Autorità Portuali dalla lista ISTAT (e conseguente rimozione dei vincoli di investimento ad essa connessi), autonomia finanziaria e riconoscimento alle AP stesse del ruolo di capofila nella governance dei processi portuali e della filiera logistica che ne scaturisce.

 

A tal proposito le organizzazioni imprenditoriali del mondo marittimo condividono la posizione di Assoporti in materia di riforma portuale. In una nota, le associazioni nazionali Angopi (ormeggiatori e battellieri), Assorimorchiatori e Federimorchiatori (rimorchio), Fedepiloti (piloti dei porti), Federagenti (agenti marittimi), affermano in particolare che ''la posizione assunta da Assoporti contribuisce a consolidare in modo significativo il fronte di coloro che auspicano una rapida approvazione dei disegni di legge in materia di riforma portuale in discussione al Senato''.

Il provvedimento, precisano, ''sarà utile a rafforzare il ruolo di coordinamento delle Autorità portuali, oggi quanto mai necessario, non solo nel porto ma anche nella logistica, in coerenza ai compiti a queste ultime attribuiti''.

Viene condivisa, infine, la proposta del Presidente di Assoporti Pasqualino Monti di eliminare il tetto all'autonomia finanziaria e l'ipotesi di costituire un fondo presso la Cassa depositi e prestiti, ''soluzione tecnica efficace a garantire un ulteriore incremento di gettito a favore delle Autorità portuali per il miglioramento delle infrastrutture portuali indispensabili per competere a livello internazionale e a permettere l'utilizzo di tutti gli strumenti finanziari presenti sul mercato''

 

Fonte: Ansa


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Assoporti insieme a Parlamento e Governo per la Riforma dei Porti Italiani





Consenso unanime sulla relazione del presidente Pasqualino Monti ribadisce le priorità: uscita delle AP dall’indice ISTAT, governance logistica e autonomia finanziaria






«Accelerare il processo di esame del progetto di riforma portuale in Parlamento e parallelamente fornire al governo, con tutta l’autorevolezza che deriva dal ruolo e dalla funzioni che le Autorità portuali ricoprono e svolgono, le indicazioni di base per le verifiche che il ministero dei Trasporti ha avviato». Pasqualino Monti, presidente di Assoporti, ha messo le cose in chiaro, affermando di non voler accettare rinvii o mediazioni su tre punti fermi e irrinunciabili:

1) uscita delle Autorità portuali dalla lista Istat e quindi dal quadro di rigidità operative che tale inclusione ha comportato e comporta; 2) riconoscimento delle Autorità portuali quali unico soggetto di coordinamento globale per la governance dei processi in porto e nella filiera logistica e conseguente semplificazione dei loro compiti; 3) autonomia finanziaria.

Nell’approvare all’unanimità la relazione del Presidente Pasqualino Monti (anche per quanto attiene il tavolo nazionale sul lavoro per far fronte al precario equilibrio di imprese/agenzie autorizzate alla fornitura di lavoro temporaneo nei porti ex art. 17, L.84/94 e delle società terminalisti), il Consiglio direttivo di Assoporti ha indicato con chiarezza – quale priorità economica, sociale ed occupazionale per il sistema paese –  l’immediata soluzione dei problemi relativi al rilancio del settore portuale.

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione dei Porti Italiani ritiene che il dibattito sui d.d.l. di riforma dell’ordinamento portuale, ripreso nell’VIII Commissione permanente del Senato, debba  rapidamente completare il suo corso, recependo anche le indicazioni relative alle nuove normative per il settore di cui si sta discutendo in sede europea.

Per altro, preso atto che anche il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha manifestato l’intendimento di avviare rapidamente verifiche, approfondimenti ed elaborazioni intese a mettere a punto proposte sul tema, Assoporti, quale soggetto che aggrega le Autorità Portuali, intende confermarsi quale primo interlocutore per un confronto serrato con il Governo, il Parlamento e nelle sedi europee dove si dibatte il futuro assetto della portualità.

Fonte: Civonline


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Solidarietà di Assoporti ai lavoratori del settore portuale





Il Presidente Pasqualino Monti esprime solidarietà ai lavoratori. Uno sciopero che mette in luce l’esigenza di riforma di tutto il sistema portuale italiano 






E’ notizia di questi giorni lo sciopero nazionale, partito dal porto di Civitavecchia, degli operatori portuali italiani. Uno sciopero indetto dopo il mancato rinnovo del contratto nazionale e l’irrigidimento su confronto tra sindacati e datoriali sui temi della flessibilità e organizzazione. Le ragioni dei lavoratori non sono però isolate, tanto che anche Assoporti, l’associazione che raggruppa tutti gli scali italiani, si è espressa sul tema attraverso il suo presidente, manifestando vicinanza e iscrivendo le problematiche dei lavoratori del settore all’interno di un discorso più ampio (e vero nodo problematico della portualità italiana) della riforma della Legge che regolamenta e definisce le attività dei porti italiani.

Solidarieta' e condivisione delle motivazioni dello sciopero dei lavoratori dei porti italiani, dunque, e' il messaggio di Assoporti e del suo presidente Pasqualino Monti che, tramite in una nota dell'associazione, precisa: ''nel sottolineare come la cronicizzazione dei problemi minacci di distruggere tutto cio' che di buono e' stato realizzato negli scali del paese a partire da quella pace sociale che e' stata eccellente fattore di crescita e di recupero di affidabilita', ha riaffermato l'assoluta emergenza di realizzare in tempi brevi una riforma del settore a partire dalle tre indicazioni prioritarie che Assoporti ha fornito al Parlamento e al governo. Ovvero uscita delle Autorita' portuali dalla lista Istat, attribuzione alle Autorita' portuali di un ruolo di governance estesa che riguardi anche il ciclo logistico, e autodeterminazione finanziaria che consenta al sistema di svilupparsi disponendo di parte delle risorse che genera e quindi non incidendo ne' sui conti dello stato, ne' sul rapporto debito-Pil''.

Fonte: Agenzia Asca


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Pasqualino Monti: “La riforma dei porti va migliorata”





Intervenendo al Senato, il numero uno di Assoporti spiega la posizione dell’Associazione sulla riforma rivendicando il ruolo delle Autorità Portuali






"Rispettiamo il lavoro della commissione e il testo all'esame del Parlamento, chiediamo però di accogliere le nostre proposte di modifica"

Si può riassumere così l’intervento del Presidente di Assoporti Pasqualino Monti, intervenuto in commissione Lavori Pubblici del Senato, spiegando la posizione dell'associazione sulla riforma dei porti: "Non ho mai rilasciato una dichiarazione contro questo testo – ha detto –siamo positivi nei confronti della riforma, ma vogliamo collaborare per migliorarla".

Per Monti il vero ostacolo allo sviluppo in campo portuale è quello legato alla burocrazia "talmente vasta che è difficile da sconfiggere e incide sulla competitività dei porti".

Sollecitato dal senatore di Scelta Civica Maurizio Rossi che aveva chiesto ad Assoporti di chiarire la posizione sul testo di riforma, Monti ha poi confermato la preoccupazione legata ad una possibile trasformazione delle Autorità Portuali in Spa: "Si metterebbe a rischio l'autonomia finanziaria".

"Noi ci teniamo al ruolo delle autorithy – ha poi spiegato – siamo interfaccia del mercato ma non possiamo ad oggi soddisfare le esigenze del mercato stesso in questo quadro complicato con tanti enti coinvolti. Vista la molteplicità dei ruoli bisogna abbattere le barriere burocratiche".

La proposta di Monti è poi quella di portare avanti anche attraverso un decreto le riforme più urgenti: "Con il governo cerchiamo di occuparci di tre cose fondamentali in un decreto legge per risolvere dei problemi concreti".

Fonte: Primocanale


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Pasqualino Monti: La riforma della legge 84/94 sui porti “non può essere fermata”





''I porti, al contrario di gran parte degli asset pubblici, oggi sono una risorsa per il Paese, non un onere''






I porti italiani sono una risorsa per il Paese e non un onere. E' proprio dal sistema portuale che puo' partire una vera e propria rivoluzione in tutto il comparto della logistica, volano per riattivare un percorso di crescita. Ma per questo servono "risposte e soluzioni rapide" per la governance delle autorità portuali, che consentano loro di abbattere i tempi decisionali anche in materia di investimenti in nuove opere. E soprattutto servono interventi per rafforzare la loro "autodeterminazione finanziaria". Sono queste le sfide alle quali sono ora chiamati i porti italiani e a indicarle è stato il presidente di Assoporti, Pasqualino Monti dal palco dell'assemblea annuale dell'associazione.

E' proprio sull'autodeterminazione finanziaria che Monti pone con forza l'accento. Si tratta, infatti, spiega, di individuare "soluzioni che realizzino non tanto un'autonomia finanziaria ma quella che oggi mi piace chiamare una autodeterminazione finanziaria, ovvero una capacità di sfruttare tutti gli strumenti possibili per realizzare in tempi brevi una nuova offerta portuale e garantire efficienza senza incidere sul bilancio dello Stato".

E, su questa strada, Assoporti guarda alla soluzione Cassa depositi e prestiti."Assoporti -afferma Monti- ha concentrato la sua attenzione e i suoi sforzi per trovare anche gli strumenti finanziari nuovi, le chiavi multiple per finanziare nuove infrastrutture senza impattare sui conti e sui limiti di spessa dello Stato. E parliamo di autonomia finanziaria che pure ha fruttato il riconoscimento del diritto dei porti a trattenere l'1% del loro gettito con un tetto massimo di 90 milioni. Lo sappiamo tutti, questi 90 milioni -evidenzia Monti- che dovrebbero essere suddivisi percentualmente e correttamente in modo virtuoso, sulla base di quanto ciascun porto a prodotto, non sono solo insufficienti, prefigurano un quadro probabilmente non coerente con le necessità di ridare competitività al sistema e, per altro, ancora oggi non sono stati resi disponibili".

La soluzione alla quale guarda Assoporti "prevede -spiega Monti- l'attuazione di un fondo che puo' essere fondo presso Cassa depositi e prestiti e nel quale collocare le risorse provenienti da una ulteriore quota addizionale del gettito Iva e le risorse per interventi perequativi dell'attuale previsione normativa e che ci consenta quindi di utilizzare tutti gli strumenti coerenti con l'obiettivo da raggiungere".

"La soluzione Cdp -insiste Monti- permetterebbe di garantire il coinvolgimento di un intermediario finanziario, abilitato ad attivare tutti gli strumenti finanziari, al tempo stesso coinvolgendo il sistema del credito nel funding di questi strumenti. Dal cofinanziamento dei project financing al coinvestimento del fondo a monte o negli investimenti nella società di progettazione a valle, fino alla sottoscrizione dei project bond". In questo modo, si potrà attivare "un effetto leva che libererebbe risorse per oltre 2 miliardi di euro a favore della portualità italiana consentendo la realizzazione delle opere che oltre che strategiche sono possibili semplicemente per troverebbero ragion d'essere nella loro redditività".

Fonte: Adnkronos


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L’assemblea di Assoporti si riunisce su autonomia finanziaria e sviluppo portuale





L’associazione guidata da Pasqualino Monti si riunisce il 29 Ottobre, presente il Ministro Lupi, per intraprendere un cammino di riforma






Assemblea generale di Assoporti martedì 29 ottobre a Roma, presso Roma Eventi Fontana di Trevi, Piazza della Pilotta 4,  a partire dalle ore 10.00. Il Presidente di Assoporti, Pasqualino Monti, terrà la relazione introduttiva su “La nuova formula dei porti” e sui temi della ”autodeterminazione finanziaria, sburocratizzazione e governance logistica”.  Obiettivo individuare quegli elementi di innovazione che potrebbero consentire al sistema portuale italiano di compiere un salto di qualità e di contribuire in modo ancora più consistente di quanto non accada già oggi, alla ripresa del sistema paese.

Il Presidente dell’Associazione, tenterà di intraprendere un percorso di riforma portuale necessario ormai da molti anni, e troppo spesso rinviato. Lo stesso Monti si muove su più fronti, considerando che rientra dal  al “Ten-T Days” di Tallin in Estonia, tenutosi la scorsa settiman .Nella tre giorni di meeting estone, in cui si sono incontrati i principali protagonisti della logistica e del trasporto del continente che fanno parte delle reti transeurope e intermodali, sono state evidenziate le principali policies della Commissione Europea in materia di reti Ten. Il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia e di Assoporti Pasqualino Monti ha partecipato come relatore alla conferenza: “I porti come gates di ingresso del Trans European Network” insieme al commissario dei Trasporti della Ue Siim Kallas. Nel dibattito Monti ha evidenziato il ruolo sempre più centrale del Nord Africa nel trasporto mediterraneo ed ha rimarcato come i porti magrebini possano diventare il terminale delle reti Ten-T.

In relazione alla politica della Ue in materia di trasporti, Monti si è soffermato sull’accesso ai servizi portuali, oggetto del prossimo regolamento europeo in discussione presso le istituzioni dell’Unione. In particolare, il presidente di Civitavecchia e di Assoporti ha evidenziato come “l’attenzione debba anche concentrarsi sulla qualità dei servizi portuali e non solo sui vari processi di liberalizzazione e privatizzazione”.

“La qualità e la sua misurabilità – ha affermato Monti – sono gli elementi chiave su cui concentrare gli sforzi per omogeneizzare i servizi in tutta la Ue. E’ auspicabile redigere “carte dei servizi” dove prevedere i parametri e le modalità di fornitura del servizio e le modalità tariffarie fondate su trasparenza totale”.

Il meeting è anche stata l’occasione per un incontro tra il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi, il commissario Kallas e lo stesso Monti. Al termine della riunione, è stato firmato il documento che assegna fondi europei delle reti Ten-T all’Autorità Portuale di Civitavecchia ed all’Anas per la progettazione del completamento della superstrada trasversale Civitavecchia-Orte, per un importo pari a 2 milioni di euro.

 

Fonte: La Gazzetta Marittima


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Pasqualino Monti: “Individuare percorso della trasversale in sei mesi”





Il Presidente dell’AP di Civitavecchia illustra il piano per completare la Civitavecchia-Orte






Aprire i cantieri nel più breve tempo possibile, burocrazia permettendo, individuando un nuovo percorso ed aprendo la conferenza dei servizi per la realizzazione di questa importante arteria. È questa la strada tracciata dal presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti, a pochi giorni dall’ottenimento del finanziamento europeo di 2 milioni di euro per la progettazione del completamento della superstrada trasversale Civitavecchia-Orte. “Si tratta dei 18 km che collegano Civitavecchia con Monte Romano – ha spiegato il numero uno di Molo Vespucci – a giorni sottoscriveremo con l’Anas un ulteriore protocollo di intesa perla programmazione definitiva della tratta, step preliminare poi all’appalto”. Ovviamente in questo contesto andranno coinvolti soprattutto gli enti locali, perché si dovrà andare alla ridefinizione del percorso della trasversale, rispetto a quello originario, impossibile da sostenere, di ben 800 milioni di euro. “Oggi dobbiamo andare ad abbattere i costi – ha aggiunto Monti – dalla fine di novembre, quando otterremo il progetto preliminare, ci daremo sei mesi di tempo per aprire la conferenza dei servizi e realizzare una cabina di regia con Regione Lazio ed enti locali”. Si dovrà poi affrontare il problema del finanziamento per la realizzazione dell’opera il cui costo, ovviamente, dipenderà dal tracciato che verrà individuato e che potrebbe prendere spunto da vecchi progetti o, più probabile, essere un percorso totalmente nuovo. Tre le strade percorribili per reperire i fondi necessari: quella del finanziamento pubblico, quella del project financing e quella del project bond. "Un ringraziamento particolare – ha sottolineato poi il presidente Monti – voglio rivolgerlo al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, per l’imput personale nel sostenere la nostra attività in Europa, attraverso l'impegno del direttore dell'ufficio di Bruxelles della Regione Lazio Claude Scheiber ed il responsabile delle relazioni con la comunità europea Cristiano Zagari; a loro il nostro grazie particolare per averci sostenuto, veicolando l'importanza del porto di Civitavecchia e, quindi, la necessità di completare infrastrutture necessarie come appunto la trasversale. E poi la nostra squadra formata da Luca Lupi e Lelio Matteuzzi, impegnati proprio in questa direzione. Il finanziamento europeo rappresenta il primo importante risultato di questa collaborazione oggi più che mai fondamentale”. 

Fonte: Civonline


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Al via La nuova Assemblea nazionale Di Assoporti: parteciperà anche il ministro Lupi





L’Associazione presieduta da Pasqualino Monti è determinata a riformare la legge portuale 84/94






Si terrà martedì 29 ottobre dalle 10, a Roma Eventi Fontana di Trevi come di consueto, l’assemblea ordinaria di Assoporti che sarà aperta dal presidente Pasqualino Monti e conclusa – se non interverranno fatti nuovi a livello del sempre traballante governo Letta – dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi.

Il programma dei lavori prevede alle 10 la relazione del direttore del Certnet della Bocconi professor Lanfranco Denn su “I driver del cambiamento per i traffici portuali italiani”. Seguirà l’intervento di Carlo Pelanda, direttore del dottorato di ricerca in geopolitica economica dell’università Marconi di Roma su “Il sistema portuale come fattore di traino competitivo per l’Italia”. Pasqualino Monti terrà la relazione-clou dell’assemblea sulle problematiche e le prospettive della portualità italiana, anche in relazione alla lunga attesa – e alle frequenti delusioni – sulla riforma della riforma della legge portuale 84/94; e specialmente dopo il recente pronunciamento della magistratura suprema – il Consiglio di Stato – sulle candidature alle presidenze delle Autorità portuali, che devono avere “massima e comprovata qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale, possibilmente (nella norma) con lauree specifiche.

Sula relazione del presidente Monti interverranno Franco Bassanini, presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Ferruccio Dardanello presidente di Unioncamere, Emanuele Grimaldi neopresidente di Confitarma ed Aurelio Regina vicepresidente di Confindustria.

 

Fonte : La Gazzetta Marittima


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Il ruolo delle Autorità portuali nella logistica. Assoporti scrive a Napolitano










L’associazione guidata da Pasqualino Monti e Luigi Merlo reclama un ruolo centrale dei porti nella logistica italiana.

Una nuova visione strategica per le Autorità portuali. Un soggetto logistico di area, sino a diventare Ap a competenze regionali, in grado di influenzare le politiche di assetto del territorio. Assoporti, che nell’estate scorsa ha ritrovato unità di scopi e propositi con l’elezione congiunta di Luigi Merlo e Pasqualino Monti alla guida dell’associazione, rompe gli indugi e in una lettera al Presidente della Repubblica espone la sua idea sulla filiera logistica nazionale: sul suo ruolo strategico, sulle sue deficienze, sulla centralità in un dibattito politico troppo “distratto”. E il primo passo riguarda il nuovo ruolo di “coordinamento” degli enti portuali. Attori in grado di integrare porti e interporti; di pianificare e realizzare interventi negli scali e per le connessioni tra questi le direttrici stradali e ferroviarie, i nodi logistici interni; di determinare e graduare i costi corrispondenti all’utilizzo dell’infrastruttura ed altri costi.

“E’ proprio da questo ruolo – sottolinea l’associazione – che discende l’obbligatorietà di un’autosufficienza economica della struttura di Autorità Portuale favorendo logiche di razionalizzazione e aggregazione  sino alla realizzazione di Autorità Portuali con compiti di amministrazione della portualità regionale”.

Una prospettiva ambiziosa che parte da alcune richieste concrete: la parziale e temporanea fiscalizzazione degli oneri sociali delle imprese autorizzate ex artt. 16, 17 e 18, L.84/94; una riduzione delle accise dei prodotti energetici utilizzati dai mezzi esclusivamente operanti in aree portuali; la fissazione di certe ed omogenee regole in tema di IMU sui beni demaniali marittimi affidati in concessione. Fondamentale anche “l’immediata elaborazione di un piano strategico di sviluppo del sistema logistico, imperniato sulla portualità nazionale che deve essere agganciata in modo razionale alla logica europea in materia di reti Ten e che oggi soffre di assenza di visione strategica anche nell’allocazione dei pochi fondi disponibili, di un basso livello di connessione fisica”.

Dando per scontato che la “mano pubblica” è, e continuerà ad essere, il principale investitore nel settore delle infrastrutture di trasporto, il Presidente di Assoporti chiede di concentrare le risorse sui  grandi investimenti già progettualmente e finanziariamente definiti, quindi cantierabili in tempi brevi; supportati da solide analisi costi/benefici nonché sui  progetti di miglioramento/adeguamento/manutenzione innovativa, che facilitino e consolidino flussi attuali. La scelta di selezione dovrà essere compiuta anche in funzione delle priorità condivise con attori delle politiche del territorio e delle grandi infrastrutture che non sono propriamente portuali (Regioni, RFI, ANAS, Autostrade).

Alla base delle proposte ci sono i numeri relativi al contributo della portualità al Pil nazionale. Per i servizi di logistica portuale e le attività ausiliarie, si stima un valore della produzione per oltre 6.500 milioni e quasi 32.000 occupati diretti: il sistema delle Autorità Portuali, secondo gli ultimi studi, genera, avvalendosi di soli 1280 occupati, un valore della produzione superiore ad un miliardo di euro con un effetto moltiplicatore di circa 4,7; nuove spese e investimenti per 100 euro da parte delle Autorità Portuali, generano cioè oltre 470 euro nel circuito economico complessivo.

Nasce da queste considerazioni anche la richiesta “di rimuovere improprie equiparazioni alle pubbliche amministrazioni, a partire da quelle riferite ai propri dipendenti”. “Il Presidente dell’Autorità Portuale o comunque l’autorità Portuale stessa – spiega la lettera – deve diventare l’ente effettivamente responsabile dell’efficiente e coordinato andamento di tutte le attività in porto, sia quelle  che si svolgono a terra sia quelle che si svolgono sul lato mare, sia delle attività svolte in regime di mercato, sia si tratti di attività delle pubbliche amministrazioni”.

Fonte: seareporter.it


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Firmato l’accordo tra Pasqualino Monti (AP Civitavecchia) e Antonio Catricalà (Consiglio dei Ministri) che rende operativo il piano di sviluppo per il Network “Porti di Roma”





Il nuovo accordo, che coinvolge anche Regione e Province, sbloccherà i fininzaimenti necessari ad attuare il piano operativo del AP per i porti di Civitavecchia e Gaeta.






La presidenza del Consiglio dei Ministri, cinque ministeri, la Regione Lazio, le provincie di Roma e Viterbo, ed i comuni di Roma, Civitavecchia, Tarquinia e Fiumicino, insieme ad altri soggetti istituzionali, hanno messo nero su bianco “la grande rilevanza che riveste il potenziamento e sviluppo dell’hub portuale di competenza dell’Autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta”. E lo hanno fatto firmando questa sera a Palazzo Chigi, dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, un protocollo d’intesa che impegna tutte le amministrazioni competenti ad attivare le procedure di legge “atte ad un celere esame da parte del Cipe per l’approvazione del piano economico presentato dall’Autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta”. Alla presenza dei rappresentanti degli enti interessati tra i quali il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, dello Sviluppo economico e dell’Ambiente e della Coesione territoriale, ma anche di società come l’Anas, Rfi e Fincantieri, sono stati riconosciuti come priorità strategiche per l’Italia i punti inseriti dal presidente dell’Authority Pasqualino Monti nel piano economico finanziario di Molo Vespucci.

Priorità tra cui figurano: l’attuazione del secondo lotto delle opere strategiche, il completamento delle infrastrutture da destinare ai nuovi attracchi per navi da crociera di ultima generazione, la riorganizzazione degli accessi marittimi attraverso l’apertura a sud ed il ponte di collegamento con l’antemurale, la riorganizzazione degli accessi stradali attraverso la realizzazione di due rampe di collegamento a nord dell’area portuale e della viabilità interna per la separazione dei flussi merci e passeggeri ed il completamento della ristrutturazione del porto storico. Inclusi anche l’attuazione di un programma di edilizia demaniale per realizzare sedi istituzionali per capitaneria di porto, vigili del fuoco, guardia di finanzia e carabinieri e l’attuazione del programma di ricerca e sviluppo delle attività industriali connesse alla realizzazione della produzione di energia elettrica da moto ondoso mediante l’utilizzazione di cassoni Revec 3. Previsto anche il completamento della Civitavecchia-Orte, il potenziamento delle connessioni ferroviarie tra le banchine del porto e le direttrici nazionali, e la realizzazione di un bacino di carenaggio e bunckeraggio, oltre all’impegno a ottenere per le opere i finanziamenti del Cipe. Per l'ambito più specificamente cittadino, il sindaco Pietro Tidei, anche lui presente al tavolo della Presidenza del Consiglio, insieme ai colleghi Marini, Mazzola e Canapini ed al rappresentante di Roma Capitale, ha inserito la realizzazione del polo turistico termale e del polo fieristico di Fiumaretta.

Fonte: Civonline


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Che fine farà il relitto della Costa Concordia?





Scelte politiche e di risarcimento (per Piombino) o valutazioni economiche e di tempo (Civitavecchia). Anche i porti Liguri e Palermo pensano però alla Concordia

 






Sulle banchine del porto ci si sente soli. Le enormi vasche costruite anni fa nella speranza di una ripresa del polo siderurgico sono opere incompiute che nessuno spera più di vedere finite. L'orizzonte è sgombro, neppure una nave in rada. «Quella barca rotta è la nostra unica salvezza» dice un vecchio operaio sulla porta del circolo pensionati della Cgil. “Quella barca” si chiama Costa Concordia, è un enorme animale ormai ridotto a carcassa, spiaggiata dal 13 gennaio 2012 sulla costa del Giglio. Il suo smantellamento porterà posti di lavoro e commesse garantiti per un paio di anni almeno, di questi tempi non è poco.

 
Piombino sembrava la candidata designata a vincere questa riffa basata sullo stato di necessità. La crisi degli stabilimenti siderurgici e del porto, la vicinanza con il Giglio, l'obbligo morale a risarcire la Toscana dei danni economici, vedi alla voce turismo. Ma neppure il decreto che il governo ha promesso di varare nel prossimo Consiglio dei ministri ha tolto questo alone di incertezza che pesa sul destino della Concordia, diventata un monumento all'Italia arenata su un fondale, un simbolo da rimuovere al più presto.
La fretta non si addice alle condizioni del porto di Piombino, anch'esso, a detta di chi ci lavora, avviato a una sorte da reliquia industriale. Lo smantellamento di un colosso del mare è un'operazione inedita in Italia. I 160 milioni che verranno stanziati per Piombino riguardano gli aiuti alle aree di «crisi complessa», come Taranto, ma hanno una destinazione d'uso implicita ed evidente. L'accoglienza della nave più famosa del mondo comporta la costruzione di una diga foranea da 1.150 metri, lo scavo dei fondali per altri 11 metri di profondità, e la costruzione di due bretelle stradali. Tanto, forse troppo per rispettare il calendario che prevede la scomparsa della Concordia dalla vista dei gigliesi e degli italiani entro l'ottobre di quest'anno.
 
Enrico Rossi, il governatore della Toscana, sa bene che il nullaosta del governo non funziona come antidoto a una incertezza resa ancora più forte dallo smarcamento della Protezione civile, che si è sfilata dalla gestione del dopo Giglio, lasciando filtrare un dissenso neppure troppo dissimulato su destinazione e complicazioni temporali e burocratiche che ne derivano. «La crisi rischia di creare una guerra tra poveri. A me interessa portare via la nave dal Giglio e aiutare Piombino a ritrovare lavoro e competitività. Se facciamo in tempo le due cose possono andare a braccetto. Altrimenti si troverà un'altra soluzione».
Nei giorni scorsi si è mosso con discrezione il nuovo governatore del Lazio, Nicola Zingaretti facendo sapere che, insomma, il porto di Civitavecchia sarebbe pronto alla bisogna e pure a costo zero. E così la Confederazione laziale della piccola e media industria è andata dritta alla giugulare di Piombino. «Lo smantellamento della nave in quel porto è uno sperpero milionario a carico dei contribuenti. Se avvenisse a Civitavecchia, l'operazione sarebbe di gran lunga più veloce ed economica, oltre a costituire una preziosa occasione per il territorio». 
 
Le difficoltà di Piombino, sottolineate da un impietoso dossier di Legambiente, sono una opportunità per la «concorrenza». Anche il governatore della Liguria Claudio Burlando ha fatto sapere che Genova o La Spezia potrebbero rispondere presente nel malaugurato caso Piombino dovesse gettare la spugna, eventualità che non dispiacerebbe troppo neppure a Rosario Crocetta, che coltiva una speranza per Palermo. Appena fuori dal Giglio, c'è la fila. Rossi si difende con le unghie. Toccherà a lui il ruolo di commissario del porto, una patata che più bollente non si può. «Trovo incomprensibile e di cattivo gusto lo scatenamento in atto contro Piombino. I danni maggiori li abbiamo avuti noi, forse la crisi ha annebbiato la memoria a qualcuno». Il governatore deve gestire anche il fuoco amico, si fa per dire. I parlamentari toscani in quota Renzi contestano «gli altissimi costi» e la scelta, «di precisa natura politica», fatta da un governo dimissionario. 
 
 


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Intesa tra i porti di Civitavecchia e Salerno per promuovere il turismo





Pasqualino Monti (Autorità Portuale) e Pietro Tidei (Sindaco) parlano del nuovo accordo e dei risvolti per la città di Civitavecchia






L'Autorità portuale di Civitavecchia Fiumicino e Gaeta e l'Autorità Portuale di Salerno metteranno a sistema le rispettive esperienze in tema di politiche ambientali e sicurezza degli scali per dare nuovo impulso al traffico crocieristico tirrenico e il turismo territoriale.

Il protocollo d'intesa è stato siglato in questi giorni dal presidente dell'Authority di Civitavecchia Pasqualino Monti, dall presidente dell'Authority di Salerno Andrea Annunziata e dai sindaci di Civitavecchia Pietro Tidei e di Salerno Vincenzo De Luca.

''Questo accordo – ha detto il presidente Monti – intende raggiungere due obiettivi fondamentali: superare la visione localistica che vede i porti in concorrenza tra loro e spesso non in grado di competere a livello internazionale, e sostenere la crescita del settore crocieristico a livello nazionale, visto che armatori e tour operator sono alla ricerca di nuovi itinerari e nuove mete che possano essere raggiunte da scali che, dal 2015, siano dotati delle necessarie infrastrutture''.

''Civitavecchia – ha concluso Monti – già leader in Italia e nel Mediterraneo, a partire da questa alleanza con Salerno assume così anche il ruolo di porto-traino per le crociere e per il sistema Italia''.

Secondo Pietro Tidei, anche se la città ''ha cambiato volto grazie alla grande crescita delle crociere'', la qualità dei servizi commerciali e turistici deve ancora perfezionarsi e migliorare e la partnership con Salerno permetterà di sfruttare l'enorme opportunità offerta da 250 km di costa con un patrimonio storico, culturale e paesaggistico fra i più importanti del mondo.

Fonte: Trasporti-italia


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Yacht Med Festival: Pasqualino Monti conferma 33 mln per il Porto di Gaeta

L’intervento del Presidente dell’AP di Civitavecchia alla presentazione della Fiera (Gaeta 20-28 aprile): “sviluppare anche il settore del diportismo è fondamentale”

Non solo convivere, ma anche collaborare in sinergia. È questo lo scopo del programma annunciato ieri da Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia che nel suo intervento alla presentazione dello Yacht Med Festival (a Gaeta dal 20 al 28 aprile) a Piazza di Pietra a Roma, ha confermato lo stanziamento di 33 milioni di euro per favorire lo sviluppo tra il settore commerciale, turistico e da diporto.

«Questi fondi, ha dichiarato Monti, non sono altro che la ripartizione del fondo infrastrutture 2012 di circa 80 milioni. Pochi giorni fa il ministro Passera ha firmato e mandato in registrazione alla Corte dei Conti il finanziamento che servirà ad adeguare le infrastrutture portuali e dei fondali del porto di Gaeta che potrà finalmente rispondere alle esigenze del mercato. L’Ap di Civitavecchia, continua Monti, gestisce i tre porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta che da oggi potranno meglio coesistere. Noi stiamo costruendo la cosiddetta Piattaforma Lazio, nella quale crediamo fortemente e continuiamo ad impegnarci, progettare, prendere i finanziamenti per realizzare il nostro grande progetto per fornire alternative turistiche. Civitavecchia è il primo porto del Mediterraneo in quanto a traffico crocieristico ma sviluppare anche il settore del diportismo è fondamentale».

Fonte: Il Tempo

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Il porto di Civitavecchia sperimenta la semplificazione burocratica: sportello unico doganale per ridurre tempi e costi

Uno sportello unico e digitalizzazione dell’intero iter potrebbero generare immenso valore per gli operatori portuali alle prese con i processi doganali

Il porto di Civitavecchia sperimenta una procedura di semplificazione nel processo di digitalizzazione dei documenti della pubblica amministrazione, con l’avvio della sperimentazione dello Sportello Unico Doganale. Insieme a Ravenna, Civitavecchia è la prima realtà portuale ad attivare l’importante novità che consentirà di superare la frammentazione del processo di sdoganamento delle merci, che può richiedere oltre alla dichiarazione doganale fino a 68 documenti e comportare l’attesa dell’esito dei controlli esercitati da 18 diversi enti. L’obiettivo è quello di giungere ad una completa digitalizzazione del processo di sdoganamento, consentendo alle imprese di ridurre tempi e costi.

In particolare, il traguardo finale, da raggiungere entro il 2014, consiste nell’effettuare per via telematica la richiesta, il controllo e lo scarico della dichiarazione doganale e documenti annessi, digitalizzando l’intero processo di sdoganamento, compresi i segmenti di controllo di cui restano titolari le altre amministrazioni.

Lo scalo civitavecchiese, primo porto del Tirreno dove parte la sperimentazione dello sportello unico doganale, è stato scelto per la crescita che negli ultimi due anni ha avuto nei traffici commerciali e anche perché, le nuove infrastrutture che si stanno realizzando, offriranno ulteriori opportunità per nuovi operatori commerciali, ai quali potranno essere offerti tempi e costi ridotti per lo sdoganamento delle merci.

“A livello europeo – ha spiegato Teresa Alvaro (Agenzia delle Dogane) – l’Italia è considerata il Paese apripista per la messa in opera del sistema a sportello unico per le pratiche doganali e degli operatori commerciali in tutta l’Unione Europea. Attualmente, infatti, non esiste uno sportello unico in nessuno degli Stati membri così come previsto dal codice doganale comunitario e la nostra sperimentazione è un modello per tutta l’UE”.

Lo Sportello Unico Doganale è stato attivato a luglio 2011 con le modalità previste dal decreto attuativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM 242/2010), in attesa del completamento del “dialogo telematico” tra tutte le amministrazioni coinvolte nel processo di sdoganamento che dovrà concludersi entro luglio 2014.

Il DPCM di fatto obbliga le 18 amministrazioni ad integrare i processi di competenza, di cui rimangono titolari, per offrire alle imprese una “interfaccia” unitaria che a regime consentirà:

– la richiesta, il controllo e lo “scarico” delle certificazioni/nulla osta/autorizzazioni per via telematica;

– la “digitalizzazione” dell’intero processo di sdoganamento, compresi i segmenti di controllo di cui sono titolari amministrazioni diverse dall’Agenzia delle Dogane.

Grazie a questo processo si otterrà una riduzione dei tempi e dei costi di sdoganamento, miglioramento della qualità dei controlli e la conseguente riduzione dei costi per le amministrazioni.

Fonte: Bignotizie

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Il Porto di Civitavecchia si conferma primo scalo crocieristico Italiano nel 2013

Il Porto di Civitavecchia conferma sostanzialmente i numeri del 2012 per le crociere e punta a potenziare l’accoglienza turistica

Civitavecchia si conferma nuovamente primo porto italiano nel 2013, con oltre 2.450.000 passeggeri movimentati, seguito da Venezia, Genova, Napoli e Savona. Questa la previsione per il 2013 fornita oggi dall’osservatorio genovese della Cemar Agency Network, di Genova, che ha diffuso in occasione del Seatrade di Miami i dati previsionali del comparto crocieristico per l’anno in corso.

Secondo Cemar, il 2013 porterà importanti variazioni nella classifica dei porti. Genova guadagnera’ due posizioni, superando i 1.100.000 passeggeri movimentati grazie a MSC Crociere e Royal Caribbean, piazzandosi in terza posizione dopo Civitavecchia e Venezia, e prima di Napoli e Savona. Livorno invece perde oltre il 18% del traffico, retrocedendo alla sesta posizione a favore di La Spezia. Nel 2013 ben 5 porti supereranno quota un milione di passeggeri (Civitavecchia, Venezia, Genova, Napoli e Savona), mentre altri 3 si assesteranno tra i 500.000 e il 1.000.000 (Livorno, Bari e Messina). Ben 6 porti saranno tra i 100.000 e i 500.000 passeggeri: Catania, La Spezia, Palermo, Salerno, Ancona, Cagliari.

In questo scenario il turismo diventa un’importante leva per Civitavecchia e il territorio circostante. In questo senso si muovono anche le istituzioni e il nuovo Piano Operativo Triennale (POT) dell’Autorità Portuale, presentato dal presidente Pasqualino Monti nel Novembre scorso, prevede una serie di interventi diretti dell’AP al fine di potenziare tanto l’accoglienza in porto dei turisti quanto incentivarne il soggiorno. Quasi 11 milioni di euro saranno destinati alla riqualificazione del porto storico, destinato a diventare uno dei marina yachting più affascinanti al mondo, con mega yacht attraccati tra la darsena romana, Porta Livorno, le mura di Urbano VIII con il mascherone del Bernini e il Forte Michelangelo.

E, demoliti i sili del grano e il magazzino del sale, con la delocalizzazione sulla banchina 26 del nuovo terminal granaglie, il POT, per oltre 35 milioni di euro, prevede la realizzazione di un museo marino e oceanario, con la possibilità di accogliere oltre 700.000 visitatori all’anno e la ricostruzione dell’Arsenale del Bernini, dopo la costruzione della nuova sede dell’Agenzia delle Dogane, già completata nei pressi del Terminal Container, e della nuova Direzione Marittima delle Capitanerie di Porto, nei pressi dell’ex molo 2 delle Ferrovie dello Stato.

E, ancora, 35 milioni di euro saranno investiti per realizzare un grande ‘terminal diffuso’, in grado di movimentare altro 36.000 passeggeri contemporaneamente. La società concessionaria Rct realizzerà, infatti, una serie di terminal al servizio delle 6 mega navi che, una volta ultimati gli investimenti, potranno stazionare contemporaneamente sull’antemurale, aggiungendosi agli altri 2 attracchi per unità più piccole situati nel porto storico e agli ulteriori 2 accosti dedicati, previsti a nord nella darsena traghetti.

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Il Porto di Civitavecchia studia nuove soluzioni per la logistica delle Merci

La Regione Lazio ha aderito al progetto Fastgate.net promosso dall’Autorità Portuale di Civitavecchia e AISCAT

Negli ultimi mesi abbiamo spesso sentito parlare del ruolo delle Autorità Portuali nell’organizzazione logistica su scala nazionale ed europea. In questo senso la regione Lazio vive un caso particolare. I tre maggiori scali del territorio (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta) ricadono infatti da qualche anno sotto la giurisdizione di un’unica Autorità Portuale. Il Network venutosi a creare ha lo scopo di realizzare e fare da base dell’intera piastra logistica laziale. Le idee del Presidente dell’Authority Pasqualino Monti sono chiare da tempo e il piano operativo triennale, illustrato nel Novembre 2012 va in questa direzione. Un passo avanti per la piena applicazione del Network portuale laziale è arrivata pochi giorni fa, con l’adesione da parte della Regione Lazio alla proposta Fastgate.net, che ha l’obbiettivo di configurare nuove soluzioni tecnologiche per la logistica nelle arre retroportuali. “La Regione Lazio, grazie al lavoro della Direzione Trasporti, ha aderito, come partner di progetto, alla proposta “Fastgate.Net” promossa dall’Autorità Portuale di Civitavecchia e da AISCAT, in base al programma europeo TEN-T. Il progetto, del valore di 4.000.000 di euro, ha come obiettivo quello di studiare modelli e soluzioni tecnologiche innovative per la logistica delle merci in ambito regionale (validando gli stessi nei principali nodi laziali: area portuale e retro portuale di Civitavecchia, interporto di Orte, CAR) e di realizzare un sistema integrato che possa gestire le distribuzioni da/verso i Centri di Distribuzione Urbana di secondo livello”. E’ quanto si legge in una nota della Direzione Trasporti della Regione Lazio. “Lo studio – prosegue la nota – validerà i processi di ricevimento, movimentazione e lavorazione delle merci, e sarà teso alla razionalizzazione delle risorse impiegate, all’organizzazione sistemica dei flussi e all’ottimizzazione dei tempi delle singole operazioni. L’interesse della Regione oltre alla trasferibilità delle azioni sul territorio ed al prezioso ruolo nell’azione di networking con le altre Regioni europee, è quello di analizzare il livello di soddisfazione percepita delle comunità locali coinvolte e di avviare azioni di sensibilizzazione e di dissemination verso i vari stakeholders laziali. La sinergia – conclude la nota – fra Direzione Trasporti ed Autorità Portuale sta producendo ottimi frutti: sulla progettazione europea ci aspettiamo un futuro caratterizzato dalla proficua collaborazione e da risultati significativi per il nostro territorio”.

Fonte: Civonline

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Sottoscritta l’intesa tra governo ed enti locali per l’HUB portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta

L’iniziativa, promossa da Pasqualino Monti (AP) e sottoscritta dal Governo porterà al completamento della piastra logistica portuale nel Lazio

Si è riunito ieri a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, il tavolo tecnico per la definizione dell’intesa generale quadro per la realizzazione dell’HUB portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, dei sistemi di rete e della logistica della stessa, proposta dal presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, Pasqualino Monti. In una nota Palazzo Chigi precisa che al tavolo erano presenti i rappresentanti delle amministrazioni dello Stato competenti, degli enti territoriali interessati e delle aziende pubbliche coinvolte. In esito alla riunione Catricalà ha istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri una task force che definirà, sul piano tecnico, in accordo con le parti interessate, i contenuti dell’intesa.

I suddetti contenuti riguardano le infrastrutture strategiche con forti prospettive di sviluppo per il Paese e per il territorio laziale. Un accordo volto a concordare in via definitiva il contenuto del Protocollo d’intesa per il completamente del piano strategico dell’HUB portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, del sistema di rete e della logistica. Il testo contiene una serie di opere infrastrutturali per cui andranno presentati alcuni emendamenti, in modo da inviare successivamente al Cipe un documento ufficiale e completo con una richiesta di finanziamento. Tra le opere da realizzare  rientrano il completamento delle infrastrutture da destinare a nuovi attracchi per le unità di crociera di nuova generazione, la riorganizzazione degli accessi marittimi all’area portuale attraverso la nuova apertura a sud e il ponte di collegamento con l’antemurale, la riorganizzazione degli accessi stradali attraverso la realizzazione di due nuove rampe a nord dell’area portuale e della viabilità interna per la separazione dei flussi merci e passeggeri, il completamento viario tra Civitavecchia e Orte attraverso la realizzazione del tratto Monteromano e Civitavecchia Nord e la concessione di costruzione e gestione ‘‘dell’intera tratta citata di collegamento con l’A1 a società all’uopo costituita’’. Il comune di Civitavecchia provvederà alla realizzazione del polo turistico-termale, del polo fieristico-museale e dell’ampliamento dell’Interporto e progetti relativi al miglioramento della viabilità di collegamento tra il porto e le zone sud e nord della città.

Fonte : Borsaitaliana.it

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Operazioni in porto più sicure a Civitavecchia: nuovo protocollo di intesa firmato da Pasqualino Monti (AP) e Pietro Vella (Capitaneria di Porto)

Il nuovo accordo prevede maggiori controlli su merci e passeggeri, demanio e vigilanza sulle iniziative ambientali in atto

Maggiori controlli su tutte le operazioni portuali, dai trasporti dei passeggeri a terra alla tutela dell’ambiente marino e costiero, ai controlli relativi al demanio, sono alla base del protocollo d’intesa siglato dal presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti e il direttore Marittimo del Lazio e comandante della Capitaneria di Porto di Civitavecchia, Pietro Vella. Il protocollo d’intesa prevede, tra l’altro, il rafforzamento delle attività di vigilanza e controllo in porto, gia’ normalmente svolte da parte della capitaneria di Porto, compresa la verifica sul corretto svolgimento dei servizi per il trasporto dei passeggeri che sbarcano e imbarcano dalle navi da crociera. Le attività di controllo, oltre all’applicazione delle norme del codice della strada, sono rivolte anche a riscontrare il possesso dei titoli autorizzativi dei servizi NCC e Taxi. A tal proposito i militari avranno l’incarico di presidiare le aree maggiormente frequentate dai crocieristi per il presidio delle suddette attività.

Sul fronte ambientale, la collaborazione fra i due enti prevede il potenziamento dell’attività di monitoraggio soprattutto nel tratto di mare interessato dal progetto di ripopolamento della flora marina attuato dall’Autorità Portuale. “Con questo atto – hanno dichiarato il presidente Monti e il comandante Vella – rafforziamo ulteriormente la proficua collaborazione già esistente tra le due istituzioni e potenziamo ulteriormente i servizi di controllo e prevenzione, a beneficio degli utenti del porto di Civitavecchia, garantendo inoltre un monitoraggio continuo di particolari attività sia in ambito portuale che negli specchi acquei antistanti”.

Fonte: Ansa.it

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L’esempio da imitare del Porto di Civitavecchia. Cresce l’occupazione a dispetto della crisi

Firma dell’accordo sulla sicurezza sul lavoro tra il Presidente dell’AP Pasqualino Monti e i sindacati. Si evidenzia come al porto di Civitavecchia sia in aumento l’occupazione

Se l’emergenza occupazionale è ormai una realtà acclarata a livello nazionale, i dati regionali relativi al Lazio forniscono un quadro ancora più preoccupante di quello del paese. In quadro come quello appena descritto il porto di Civitavecchia sembra una rarissima eccezione. Grazie a un diffuso aumento dei traffici commerciali, ma soprattutto l’avvio di nuovi e importanti cantieri, il porto ha fatto registrare nel 2012 una considerevole crescita dell’occupazione rispetto all’anno precedente. La sottoscrizione dell’accordo sulla prevenzione in materia di sicurezza e igiene del lavoro in porto tra il Presidente Pasqualino Monti e i rappresentanti sindacali di categoria FILT-CGIL, FIT-CISL, UIL-TRASPORTI da l’occasione di snocciolare qualche numero in proposito.
Cresce infatti del 16%, rispetto al 2011, l’occupazione all’interno di cantieri e servizi interni generali nel porto di Roma, come sottolineato dal presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti. In particolare ad incidere sul trend positivo è stato l’avvio, la scorsa estate, dei lavori del Marina yachting nel porto storico e del cantiere della darsena traghetti e servizi che in totale impegnano circa 600 unità.
Rispetto al 2011, inoltre, è aumentata del 6% l’occupazione dei lavoratori portuali delle imprese articolo 16 (carico e scarico merci) e 17 (la compagnia Portuale) pari a circa 830 persone. Un aumento certo non considerevole ma in netta controtendenza con la crisi generale. Questo incremento è da attribuire principalmente alla crescita delle merci nello scalo civitavecchiese che, rispetto al 2011, ha registrato un + 3% per le rinfuse liquide e un + 24% per i prodotti ferrosi.

In crescita anche la movimentazione del carbone con un più 4% e 5 milioni di tonnellate e i cementi che aumentano del 22% rispetto all’anno precedente.
Sono i contenitori che fanno registrare un dato molto elevato con un +45% con circa 51.00 teus. Unico dato negativo è quello delle Autostrade del mare con un -12% rispetto al 2011 dovuto alle contrazioni dei collegamenti con la Sardegna.
Tengono le crociere che, soprattutto per la tragedia della Costa Concordia, calano leggermente e si assestano a circa 2.400.000 passeggeri.

Fonte: Civonline

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Un impegno concreto per il porto di Civitavecchia. Mario Monti incontra Pasqualino Monti

Il candidato premier Mario Monti ha rimarcato l’importanza degli investimenti promossi dal presidente dell’AP di Civitavecchia Pasqualino Monti, un piano che dovrebbe essere applicato su scala nazionale

Monti incontra Monti. Si tratta di un vertice che si è tenuto lunedì scorso tra il presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti e l’ex presidente del Consiglio Mario Monti. Un incontro nell’interporto di Orte dove sono stati presenti anche i rappresentanti della società e dei lavoratori. «La struttura – ha detto il candidato premier – contribuisce certamente alla crescita del territorio ma anche a quella di tutta l’economia italiana. Può rendere molto più funzionale il sistema dei trasporti e della logistica». 

Su un altro fronte la giornata è servita al senatore per sottolineare l’impegno al completamento dell’autostrada Civitavecchia-Orte, «una priorità – ha detto – per il porto di Civitavecchia e per il centro Italia, una necessità che il territorio merita di vedere realizzata e che il mercato richiede». Il prossimo passo sarà la sottoscrizione di un protocollo d’intesa.

Siamo in tempi di campagna elettorale e l’incontro ha un valore relativo. Comunque sia, la giornata è stata utile per far ricordare all’Autorità Portuale di Civitavecchia di essersi impegnata a finanziare con due milioni di euro, insieme all’Anas che ne investirà 400mila, la progettazione definitiva ed esecutiva dei 18 chilometri mancanti tra Monte Romano a Civitavecchia. E’ stata anche lanciata una call europea per ottenere il co-finanziamento parziale. Come ha sottolineato Pasqualino Monti, questo protocollo servirà a «definire in tempi brevi l’apporto che ciascuno potrà offrire per la copertura dei 240 milioni di euro che saranno necessari per ultimare la Trasversale, con notevole risparmio rispetto ai 780 milioni preventivati con il precedente progetto».

Ma non c’è dubbio che dal punto di vista di Civitavecchia la giornata è stata ricca, confermando le sue ambizioni che partono da lontano e la porteranno, almeno sulla carta, a investire centinaia di milioni di euro in nuove infrastrutture, aprendo il porto verso nuovi settori di traffico, alcuni impegnativi come i container. In cosa consistono? Vediamo.

La società Compagnia Porto di Civitavecchia (ex Italpetroli e ora del gruppo Gavio insieme ad Enel e Unicredit) sta realizzando un investimento da 170 milioni di euro per la ‘Darsena Energetico Grandi Masse’, un polo di bunkeraggio con diga foranea, banchina multipurpose e 80mila metri quadri di piazzale disponibile. L’inizio dei lavori è previsto per il 2015. 

Verrà liberata la banchina 25 dai traffici crocieristici per trasformarla in terminal container con sei nuove gru. Per quest’anno si punta a movimentare 300mila teu, per arrivare a ben 700mila in qualche anno (nel 2011 sono stati 16mila). 

Per il 2015 è previsto il completamento della darsena traghetti. Costo: 193 milioni di euro (previsti nella Legge Obiettivo e finanziato dal Cipe e dall’Autorità portuale) per avere sei attracchi per cruise ferry ro-ro, due per navi da crociera e uno per i terminalisti. I primi due moli (27-28) saranno pronti già a giugno 2013.

11 milioni riguarderanno la riqualificazione del porto storico. 35 milioni sono previsti per la realizzazione di un museo marino e oceanario. Infine, a chiudere questa lista molto ambiziosa, altri 35 milioni di euro saranno investiti per realizzare un grande “terminal diffuso” in grado di movimentare fino a 36mila passeggeri contemporaneamente. La società concessionaria Rct realizzerà, per questo, una serie di terminal per servire fino a sei mega navi.

«Il porto di Civitavecchia è un esempio positivo per il Paese, in termini di sviluppo e di crescita infrastrutturale – ha concluso Mario Monti – che deve essere sostenuto con la realizzazione dei collegamenti mancanti». «Già da domani – ha replicato Pasqualino Monti – contatterò il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà con il quale sarà definito il contenuto del protocollo d’intesa, che sarà determinante per accorciare i tempi di progettazione dell’opera e per poi stabilirne la forma di realizzazione e gestione».

Fonte: Informazioni Marittime

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Lo sviluppo del Porto di Civitavecchia passa anche per la realizzazione della Civitavecchia-Viterbo

La Superstrada è una priorità. Nuovi consensi per la proposta alternativa di Pasqualino Monti per completare l’opera

In un momento come quello attuale il completamento della Civitavecchia-Orte ritorna prepotentemente d’attualità. Anche il candidato alla Presidenza della Regione Nicola Zingaretti, nella sua recente visita a Civitavecchia, si è soffermato sull’argomento. Il collegamento diretto tra Civitavecchia e Viterbo potrebbe offrire importanti opportunità di sviluppo, soprattutto considerando l’importanza strategica del porto di Civitavecchia, che potrebbe agevolare l’approvvigionamento di tutto il viterbese.

In quest’ottica, e viste le scarse disponibilità della finanza pubblica, già a Dicembre la Regione si era detta pronta a valutare soluzioni low-cost per il completamento dell’opera. Lo stesso Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti si è detto pronto a farsi carico dei costi con la sua Authority pur di vedere completata l’opera.

“l’Autorità Portuale si farà carico della progettazione del tratto mancante di trasversale, al ministero abbiamo detto d’essere pronti. La strada costeggerà il Mignone e avrà un costo di 240 milioni di euro”. Gli interessi di Civitavecchia coincidono con quelli della Tuscia.” Al porto – precisa Monti – le banchine passeranno da diciassette a ventotto chilometri e nel 2013 con l’adeguamento della darsena ci prepariamo a ricevere anche le grandi navi, da 225 metri”.

‘Nella zona della Tuscia mancano le infrastrutture, ma c’è anche carenza di iniziative. Non è stato creato alcun percorso enogastronomico, non c’è una percorso culturale attrezzato. Dal punto di vista dell’attrattività c’è il deserto. Se si riuscisse a dirottare anche il 5% dei 2,6 milioni di turisti da Civitavecchia a Viterbo sarebbe una svolta”.

La proposta sta rapidamente raccogliendo consensi dalle varie amministrazioni locali. Nicola Zingaretti, Presidente uscente della Provincia di Roma e candidato alla carica di Governatore del Lazio, visitando il Porto di Civitavecchia ospite del Sindaco Tidei e dello stesso Pasqualino Monti, ha fornito l’appoggio al progetto della Superstrada:

“Con la Civitavecchia-Orte, che auspichiamo e sosterremo, sarà ancor più possibile il rilancio di un polo, di un ingresso in Italia di assoluta centralità e importanza per il Lazio e per tutto il Paese”. Grazie allo sviluppo del porto civitavecchiese si potrebbe costruire nel Mediterraneo “di uno di quei nuovi poli di sviluppo di cui spesso si parla. Per questo essere vicini ai territori è fondamentale”.

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50 Milioni di finanziamenti infrastrutturali al Porto di Gaeta. Ecco i progetti delle singole opere pianificate dall’Autorità Portuale

Pasqualino Monti l’aveva promesso a Novembre. Da Gennaio nuove infrastrutture al Porto di Gaeta con fondi del CIPE e dell’AP

La notizia era nota da tempo. Da quando Pasqualino Monti, Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia ha presentato il piano operativo triennale (POT) per i tre porti del Network (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta)nel mese di novembre. Al porto di Gaeta arriva un finanziamento vicino ai 50 milioni di euro, con il quale verranno finanziate opere di ampliamento e miglioramento delle infrastrutture portuali.

33 milioni di euro sono stati messi a disposizione dal CIPE. Lo stanziamento verrà utilizzato per lavori immediati di dragaggio per portare i fondali alla profondità di 14 metri, in modo da consentire l’attracco a navi di grande tonnellaggio. I lavori sui fondali inizieranno a metà gennaio e si protrarranno fino all’inizio dell’estate. La somma, disponibile fin da subito, permetterà anche di iniziare le opere di ampliamento ulteriore delle banchine e della superficie dei piazzali portuali, che passerà dagli attuali 40mila ai futuri 120mila mq.

Al finanziamento del CIPE se ne aggiungerà un altro da 14 milioni di euro da parte dell’Autorità Portuale di Civitavecchia (Porti di Roma e del Lazio) che servirà ad eseguire miglioramenti sul lungomare, con interventi agli impianti di illuminazione, incremento dei posti auto, rifacimento dei marciapiedi e realizzazione di una pista ciclabile. Un altro milione di euro stanziato dal Comune sarà utilizzato per l’arredo urbano.

La notizia ha raccolto il favore delle istituzioni e degli operatori portuali. In particolare Intergroup ha sottolineato come gli interventi consentiranno di aumentare la competitività dello scalo marittimo, in cui la società è presente con il suo quartier generale.

Fonte: Ship2Shore.it

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In arrivo 50 Milioni per il rinnovamento del Porto di Gaeta

Pasqualino Monti annuncia il completamento della procedura di approvazione dell’opera con fondi misti, 33 milioni dal CIPE e 14 milioni di fondi propri dell’Autorità Portuale

Nella serata del 2 Gennaio è arrivata la conferma ufficiale, per bocca del Presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti. «Il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha approvato, per l’area portuale di Gaeta, un finanziamento di 33 milioni di euro (sugli 80 disponibili nel fondo per le infrastrutture portuali), ai quali si aggiungono altri 14 milioni erogati dall’Autorità portuale, che ci consentiranno di portare i fondali a 14 metri di profondità, di realizzare tutti i piazzali, che passeranno dagli attuali 40.000 a 120.000 metri quadrati, e di ospitare navi che hanno bisogno di quel pescaggio. Con l’apertura conseguente di traffici più consistenti e il trasferimento di importanti risorse non solo per Gaeta e il suo porto ma anche per il territorio circostante». Queste le parole con le quali Pasqualino Monti ha illustrato a Gaeta, nella sede dell’Authority, il progetto per gli investimenti destinati a migliorare sensibilmente l’economia della zona. Il progetto era noto da tempo, adesso diventa realtà.

Le prime reazioni sono arrivate dal presidente della commissione Bilancio della Camera dei Deputati Gianfranco Conte, presente all’evento, che ha ricordato l’impegno personale presso il CIPE per la destinazione dei fondi in favore delle infrastrutture portuali di Gaeta e sottolineato come «è importante utilizzare bene queste risorse, che arrivano per la prima volta in misura così consistente per un porto piccolo come quello di Gaeta». Ha poi aggiunto che questi finanziamenti vanno visti «come un primo passo per rifare completamente la progettazione in ottica comprensoriale e per un rilancio economico dell’intero territorio». Soddisfatto anche il sindaco Cosimo Mitrano sottolineando «l’ottimo rapporto sinergico tra il Comune di Gaeta e l’Autorità portuale presieduta da Monti» e rimarcando che «si cominciano a raccogliere i primi risultati positivi per la sistemazione del porto commerciale, della banchina crocieristica Caboto e dell’intero waterfront, dal molo pescherecci fino alla zona di Gaeta Sant’Erasmo, migliorandone la competitività e lo sviluppo economico».

                                                                                                                                                  Fonte: Il Messaggero

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Pasqualino Monti interviene per la riassunzione di 23 lavoratori licenziati al porto di Civitavecchia

Riassunti i 23 addetti alla sicurezza e controllo varchi al porto di Civitavecchia grazie all’intervento del Presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti 

Per i lavoratori del Porto di Civitavecchia gli ultimi mesi non sono stati tra i più semplici. Alcuni nodi problematici sembrano tuttavia aver trovato soluzione grazie all’intervento in prima persona del Presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti. La vicenda, di non semplice soluzione, ha vissuto diverse tappe.

Dopo il licenziamento da parte della società National Service dei 23 dipendenti addetti alla sicurezza e controllo dei varchi del porto di Civitavecchia è intervenuta l’Autorità Portuale nella persona del Presidente Pasqualino Monti che ha annunciato l’assunzione in Port Mobility dal gennaio 2013, con contratto a tempo indeterminato, di tutti i lavoratori licenziati.
  
Il risultato è frutto di un accordo tra le organizzazioni sindacali Filt, Cgil, Fit, Cisl, Uiltrasporti e la Port Mobility, portato a buon fine sotto l’egida personale e diretta del Presidente dell’Autorità Portuale che ha seguito da vicino la vicenda.

Dopo l’avvenuto cambio della compagine societaria il nuovo management di Port Mobility, su precisa sollecitazione ed indicazione del presidente di Molo Vespucci Pasqualino Monti, ha convocato le parti sociali rendendole edotte del percorso che consentirà ai lavoratori di essere assunti con contratto a tempo indeterminato. I nuovi soci, insieme all’Autorità Portuale, hanno garantito il mantenimento dei livelli occupazionali attuali, impegnandosi inoltre a far fronte alle problematiche urgenti di carattere occupazionale rimaste aperte.

Più complessa appare invece la situazione legata al servizio finora svolto dalla Co.Se.Po., cooperativa storica del porto che svolge un servizio importante da oltre 40 anni, per risolvere la quale saranno necessari ulteriori incontri sia con le organizzazioni sindacali che con la cooperativa stessa.

Tutto l’operato dal Presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti è da elogiare, dalla data del suo insediamento a oggi, soprattutto se sarà trovata al più presto una soluzione anche alla difficile situazione della Co.Se.Po.

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L’idea di Pasqualino Monti: un fondo d’investimento comune per ottimizzare le risorse dell’autonomia finanziaria

Il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia propone di sfruttare la leva finanziaria generata dall’accumulo dei fondi d’autonomia per ovviare al tetto di 70 milioni imposto dal governo

L’idea è quella di creare un fondo di investimento comune, come già avviene in altri ambiti, per ottimizzare i 70 milioni di euro (tetto massimo) che il governo prevede di restituire ai porti italiani in nome dell’autonomia fiscale. A proporlo è Pasqualino Monti, presidente dell’Authority di Civitavecchia. Da Marsiglia, dove si trovava per la fiera Seatrade Med, il vicario di Assoporti ha lanciato l’idea di cumulare le risorse concesse dal governo in un fondo comune, ottimizzandolo per poi ripartire i fondi sui vari scali italiani per finanziare i progetti di sviluppo più meritevoli. “Facciamo fruttare al massimo questi 70 milioni capitalizzandoli, creiamo un fondo per i porti italiani e agendo con il principio della leva finanziaria facciamoli diventare oltre 100 milioni da ridistribuire poi ai progetti più meritevoli” afferma convinto Pasqualino Monti, che proporrà ufficialmente il progetto ai suoi colleghi nell’ambito della prossima riunione di Assoporti in programma a Gioia Tauro a metà Dicembre.

Quello dell’autonomia finanziaria è un nodo molto discusso nei porti italiani. Se da un lato il governo tecnico ha recentemente riconosciuto il principio dell’autonomia finanziaria infrangendo uno storico tabù della politica italiana, dall’altro ha posto un tetto di 70 milioni di euro, molto basso rispetto al gettito generato dal sistema dei porti italiani. Il governo stesso si è mostrato poco o per nulla incline a riaprire la questione. Verrebbe da dire che i porti italiani debbano fare di necessità virtù e arrangiarsi con ciò che è stato loro riconosciuto con la riforma della legge portuale. In questo senso la proposta di Monti è da leggersi come un appello ad ottimizzare ciò che con molta fatica (e molti anni di ritardo) è stato ottenuto in materia di autonomia, poco o tanto che sia.

L’unico nodo da sciogliere resterebbe quello del criterio di ripartizione delle risorse di questo fondo comune, per non inciampare in incidenti diplomatici come nel caso dei 100 milioni di finanziamento al porto di Venezia comparsi improvvisamente nel testo dell’ultima finanziaria. “Questo non è il momento dei contrasti” ci tiene a precisare Monti, che di Assoporti è attualmente vicario e prossimo presidente. “Se vogliamo essere credibili e ascoltati a livello romano, dobbiamo prima confrontarci tra noi per ritrovare unità d’intenti e arrivare poi a proporre al Ministero dei Trasporti un progetto nazionale per il potenziamento infrastrutturale dei porti individuando alcuni progetti considerati strategici e prioritari”. Vale a dire: il sistema dei porti come insieme nazionale deve valere più degli interessi particolari.

La proposta di Pasqualino Monti ha già incassato la prima approvazione da parte di Luigi Merlo, attuale presidente di Assoporti, che giudica positivamente l’idea di un fondo comune. “L’idea in sé è valida – ha detto Merlo a MF Shipping & Logistica – in quanto leva sia per indurre il governo a fare una pianificazione strategica, ma occorrerebbe un fondo più cospicuo e comunque un riparto che tenga conto di quanto generato da ciascun porto. Al momento una parte di quei 70 milioni di euro sarebbe destinata ai porti di transhipment e poi, mancando le risorse per le manutenzioni ordinarie in alcuni scali, il fondo sarebbe ulteriormente ridotto”.

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No dell’Authority ai tagli retroattivi del Governo. Pasqualino Monti ai dipendenti: “Ricorrete al giudice del lavoro”

Pasqualino Monti  dalla parte dei dipendenti.  Insieme a Maurizio Ievolella si autotasseranno per permettere ai dipendenti di ricorrere al giudice del lavoro

Monti e Ievolella si “tassano” personalmente per consentire ai dipendenti di Molo Vespucci di ricorrere al giudice del lavoro contro i tagli retributivi retroattivi imposti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, vice presidente vicario di Assoporti, questa mattina si è schierato apertamente con i dipendenti e i dirigenti dell’ente, la squadra da cui provengono lo stesso Monti (che per 6 anni è stato direttore amministrativo) ed il neo segretario generale, offrendo una soluzione tecnica, al di là dello sciopero proclamato per domani dalle segreterie nazionali dei sindacati confederali di categoria, in grado almeno di congelare il motivo del contendere: Molo Vespucci infatti dovrebbe, secondo le indicazioni del ministero vigilante, operare tagli e recuperi sulle buste paga dei dipendenti dal prossimo mese di gennaio, partendo da un dettato normativo quanto meno contraddittorio.

Se da un lato, infatti, poco più di un mese fa è stato ribadito che le autorità portuali non sono soggette alla spending review, dall’altro oggi le si vorrebbe inserire negli enti della pubblica amministrazione a tutti gli effetti, facendo venir meno i presupposti anche del contratto unico dei porti (cha ha natura privatistica), conquistato dai lavoratori portuali dopo anni di intense battaglie sindacali.

In questo senso, la presa di posizione di Monti è significativa e di particolare tempismo, sia nei rapporti con il Ministero, che dovrà assumersi così la responsabilità, per una interpretazione della norma finora non sancita da alcun giudizio di merito, di centinaia di cause di lavoro con tutti i danni che potrebbero derivarne per l’erario; sia in vista di una possibile soluzione politica del problema, che potrebbe essere risolto con un emendamento alla legge di stabilità che chiarisca definitivamente la natura delle autorità portuali, per la quale ad oggi si è costretti a richiamarsi ad una classificazione dell’Istat.

Entrando nello specifico, le rappresentanze sindacali aziendali dell’Autorità Portuale hanno diffuso in serata una nota in cui “condividono la finalità dello sciopero e la soluzione tecnica proposta dal Presidente e dal Segretario Generale dell’ente, con una personale assunzione di responsabilità e solidarietà nei confronti dei lavoratori, di cui va loro dato atto, che partirà con il ricorso dei singoli dipendenti al giudice del lavoro. Le RSA, insieme con l’Autorità Portuale ed i lavoratori, impegnandosi a sensibilizzare in tal senso anche le OO.SS. territoriali di categoria, intraprenderanno, nell’ambito della suddetta proposta tecnica, tutte le azioni necessarie a giungere alla risoluzione del problema”.

Domattina, vedremo quale sarà l’adesione allo sciopero. Ma al di là della soluzione tecnica proposta da Monti, che peraltro non è stata posta come alternativa all’iniziativa dei sindacati, fin dai giorni scorsi si era avuta la netta impressione che probabilmente saranno in pochi ad astenersi dal lavoro.

Fonte: Civonline

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L’autorità portuale di Civitavecchia finanzia uno studio epidemiologico sul territorio

Dopo i risultati sull’incidenza delle cause naturali di decesso nella zona di Civitavecchia Pasqualino Monti (presidente AP) ha deciso di finanziare uno studio epidemiologico sull’inquinamento atmosferico

l’Autorita’ Portuale di Civitavecchia ha affidato al Dipartimento di Epidemiologia del SSR della regione Lazio, in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione della ASL Roma F, un’indagine sulla salute, sulle abitudini di vita e sui livelli di esposizione ambientale della popolazione residente nel comprensorio di Civitavecchia. Indagine che dovra’ studiare gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei residenti nell’area di Civitavecchia attraverso l’uso di indicatori biologici. L’iniziativa nasce per dare continuita’ agli studi epidemiologici condotti nell’area di Civitavecchia che in passato hanno evidenziato, sia sui residenti che sui lavoratori, eccessi di mortalita’ a causa di diverse patologie polmonari come tumore, mesotelioma pleurico e disturbi respiratori. Tutti i costi dell’indagine saranno sostenuti dall’Autorita’ Portuale di Civitavecchia, nell’ambito delle attivita’ di sostenibilita’ ambientale del porto. L’indagine coinvolgera’, nel biennio 2013-2014, 1200 persone residenti nell’area in studio (comuni di Civitavecchia, S. Marinella, Allumiere e Tolfa) e sara’ accompagnato da una valutazione delle ricadute al suolo delle emissioni atmosferiche degli impianti industriali presenti nell’area attraverso dei modelli di dispersione in collaborazione con ARPA Lazio. Il protocollo dello studio sara’ sottoposto anche all’approvazione di un Comitato Etico.

Si tratta di un accordo storico che nasce soprattutto grazie alla volontà del procuratore Gianfranco Amendola.
«Come procura – ha spiegato Amendola – abbiamo iniziato un’indagine sui presunti danni alla salute provocati dall’inquinamento industriale, sulla base di un esposto presentato dal Forum Ambientalista presieduto da Simona Ricott. Ma compiere un lavoro del genere sarebbe costato qualcosa come 360mila euro. Una cifra così il ministero della Giustizia non avrebbe mai potuto finanziarla, visto che non ha i soldi nemmeno per la benzina delle auto di servizio, così ho pensato di rivolgermi al presidente Monti, il quale si è detto subito entusiasta e disponibile a finanziare questo progetto. Uno studio di cui questo territorio ha bisogno e che non è mai stato fatto. Per questo sono particolarmente grato sia al presidente dell’Authority che al professor Forastiere.» L’Autorità Portuale ha messo a disposizione anche 40mila euro in più rispetto alla cifra stimata dallo stesso Forastiere, arrivando così ad un finanziamento di 400mila euro. «Uno sviluppo senza la tutela della salute. No, questa partita non la gioco – è stata la frase simbolo dell’intervento di Pasqualino Monti, che poi ha proseguito – Questa è un’iniziativa che è perfettamente in linea con questa priorità che mi sono dato dal momento del mio insediamento a Molo Vespucci. Sotto questo aspetto infatti rientrano una serie di iniziative già intraprese, come l’elettrificazione delle banchine, per la quale abbiamo già stanziato 20 milioni di euro, l’installazione di impianti fotovoltaici che coprono già il 60% del fabbisogno dello scalo, il posizionamento della centralina Arpa per il controllo delle emissioni dei fumi delle navi, ma soprattutto i cassini Rewec 3, che producono energia sfruttando il moto ondoso e dunque ad impatto ambientale zero».

Fonte: Assoporti

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Il vicario di Assoporti Pasqualino Monti: “Le crociere possono rilanciare il sistema turistico italiano”

Pasqualino Monti, in qualità di vicepresidente Assoporti, interviene sulla rilevanza delle crociere. Grazie ad itinerari che valorizzino le bellezze storiche, archeologiche e culturali del nostro paese Civitavecchia è diventato il primo porto crocieristico del Mediterraneo

Si è parlato di crociere nel corso del Convegno “La rilevanza delle crociere nel settore del trasporto e del turismo”, organizzato venerdì 23 novembre al Senato dalla cattedra di Diritto della navigazione dell’Università di Roma Tor Vergata e dalla “Rivista del Diritto della Navigazione” che ha rivolto un appello alle forze politiche per un’urgente riforma del Codice della Navigazione – parte marittima, così come è già stato fatto per quella aerea. Nel corso del convegno sono intervenuti Cesare Cursi, Presidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato; Renato Lauro, Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; Roberto Cazzulo, Chief Operating Officer del RINA.

Le conclusioni sono state infine affidate al vice presidente vicario di Assoporti Pasqualino Monti che è ritornato sui temi del rinnovamento già illustrati durante la presentazione del POT dei porti di cui è presidente (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta). Pasqualino Monti ha sottolineato come “la chiave per il futuro sia nel connubio inscindibile tra bellezze e ricchezze storiche, archeologiche e paesaggistiche del nostro Paese “che rappresentano il principale fattore attrattivo e di successo per il settore crocieristico in Italia, e la capacità dei nostri porti di trasferire alle città e ai territori turisti e ricchezza. A Civitavecchia abbiamo piantato un seme in tal senso con “La due giorni del Mediterraneo” che ripeteremo nel 2013 e in cui abbiamo lanciato l’idea del laboratorio degli itinerari, che stiamo sviluppando. La sfida sta nella capacità di realizzare strutture di accoglienza adeguate, collegamenti efficienti, offrire opportunità diverse ai turisti e occasioni di crescita diversificata”. Il Presidente Monti si è detto molto soddisfatto che dal Porto di Civitavecchia arrivino a Roma 1,6 milioni di turisti all’anno con pullman e treni, ma ha detto che lo sarà ancora di più “quando avremo costruito il nuovo porto commerciale a Fiumicino da dove faremo risalire il Tevere fino alla Capitale. L’obiettivo è dunque anche quello di creare nuovi itinerari per valorizzare tesori inediti per far crescere il connubio fra turismo ed economia del mare contribuendo a rimettere in moto il sistema Paese”.

Fonte: Civonline

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Pasqualino Monti: museo marino e Oceanario nel porto storico di Civitavecchia

Operativo il piano industriale per lo sviluppo del network dei porti di Roma, con investimenti per la riqualificazione del porto storico: museo marino e marina yachting

Al nuovo piano d’investimenti triennale, presentato il 16 novembre a Civitavecchia, sono stati destinati circa 460 milioni per la realizzazione di nuove infrastrutture nei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. Parte di queste risorse sono dell’Autorità Portuale, la maggior parte arrivano invece dal Cipe e sono totalmente destinate a nuove spese di investimento per realizzare importanti infrastrutture. “Un piano ambizioso, con tante opere già approvate e appaltate, – spiega Pasqualino Monti – che punta a dare una svolta allo scalo portuale, specie in termini commerciali”. 

Si comincia con quasi 11 milioni di euro per la riqualificazione del porto storico, il  cui progetto prevede la costruzione di uno dei marina yachting più affascinanti al mondo, con mega yacht attraccati tra la darsena romana, Porta Livorno, le mura di Urbano VIII con il mascherone del Bernini e il Forte Michelangelo. 

E ancora 35 milioni di euro saranno investiti per la realizzazione di un museo marino e oceanario, con la possibilità di accogliere oltre 700.000 visitatori all’anno e in grado di movimentare altro 36.000 passeggeri contemporaneamente. 

La società concessionaria Rct realizzerà, infatti, una serie di terminal al servizio delle 6 mega navi che, una volta ultimati gli investimenti, potranno stazionare contemporaneamente sull’antemurale, aggiungendosi agli altri 2 attracchi per unità più piccole situati nel porto storico e agli ulteriori 2 accosti dedicati, previsti a nord nella darsena traghetti. Ma gli investimenti non riguarderanno solo Civitavecchia.  

A Fiumicino – ha spiegato Pasqualino Monti – “Verranno destinati 165 milioni di euro per il nuovo porto commerciale, che punta a rappresentare il nodo di completamento di un sistema logistico strategico per tutto il Paese, non solo per la posizione geografica, alle porte di Roma, ma soprattutto per la rilevanza degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti, quali l’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci, Cargo City, Commercity, l’Interporto, la nuova Fiera di Roma, il nodo autostradale tra corridoio Tirrenico e GRA”. 

Oltre 10 milioni di euro verranno investiti invece per  mettere in sicurezza la foce del porto canale, in attesa della realizzazione del nuovo porto commerciale. Nel 2013 saranno avviati lavori per la messa in sicurezza idraulica della foce e la realizzazione di un nuovo ponte pedonale.    

A Gaeta, sono destinati 33 milioni di euro per la realizzazione dei nuovi piazzali operativi, mentre 950 mila andranno a interventi sul lungomare. Prevista anche la riqualificazione completa della zona demaniale del lungomare per un importo di circa 12 milioni di euro.                                              

 
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