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A Rignano Flamino per i Diritti Umani

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  • 1 Aprile 2011

Nella provincia romana per portare i diritti umani in ogni luogo per le generazioni future

ROMA – 1 aprile 2011 – Ancora una raccolta firme per richiedere che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani venga insegnata nelle scuole per i futuri paladini della tolleranza e della pace. A Rignano Flaminio questa domenica, con uno stand informativo saranno presenti i volontari della sezione romana di Gioventù per i Diritti Umani.

Gli educatori e gli insegnanti potranno familiarizzarsi anche con la “Guida per l’Insegnante” un efficace strumento didattico elaborato dalla Fondazione Gioventù Internazionale per i Diritti Umani, che ha reso il testo della Dichiarazione di facile accesso per i giovanissimi mediante l’uso di video e fotografie. Uno degli strumenti didattici della Guida è un piano di lezioni predeterminato e di semplice utilizzo da parte di ogni educatore, che prevede l’uso del DVD “30 Diritti. 30 Articoli”, ovvero 30 annunci di pubblica utilità, uno per ciascuno dei 30 diritti. Il DVD ha il suo opuscolo di accompagnamento, “Che cosa sono i diritti umani?”, una versione illustrata della Dichiarazione Universale che ne riproduce comunque il testo integrale nella sua ultima sezione.

Ma l’elemento fondamentale di questa didattica è il video UNITED, pluripremiata produzione multietnica, che con una storia di vita di quartiere, mostra il potere dei diritti umani nel vincere violenza e intolleranza.

Infine la Guida contiene 30 posters che possono essere affissi in aree pubbliche o utilizzati come ausilio visivo di riferimento per ciascuna delle lezioni.

Perno di queste lezioni è quindi la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Riconoscendo l’importanza di renderla ampiamente conosciuta dopo la sua ufficializzazione, l’Assemblea Generale chiese inoltre che “venisse divulgato, mostrato, letto ed esposto principalmente nelle scuole ed in altre istituzioni per l’istruzione, senza distinzione basata sullo status politico dei paesi o dei territori”.
I volontari, animati dall’osservazione dell’umanitario L. Ron Hubbard : “ i diritti umani devono diventare una realtà e non un sogno idealistico”, proseguiranno anche nella prossima settimana con nuove iniziative.

Per informazioni
www.youthforhumanrights.org

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Informare la popolazione mondiale sui Diritti Umani

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  • 29 Marzo 2011

Gioventù per i Diritti Umani in campo per far conoscere i 30 articoli della Dichiarazione Universale

ROMA 29 marzo 2011 – Far conoscere la Dichiarazione Universale dell’ONU. Questo è l’obbiettivo dei volontari della sezione romana di Gioventù per i Diritti Umani che ribadiscono il loro appello per l’insegnamento della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nelle scuole. Domani i volontari si attiveranno per una distribuzione di materiale informativo nel centro di Roma e contestualmente inviteranno i passanti a firmare la petizione popolare affinchè i Diritti Umani diventino oggetto di studio in ambito scolastico. Per insegnanti ed educatori ci sarà la possibilità di familiarizzarsi con la “Guida per l’Insegnante”, un efficace strumento didattico elaborato e realizzato da Gioventù per i Diritti Umani Internazionale ( youthforhumanrights.org), che ha reso il testo della Dichiarazione accessibile ai giovanissimi attraverso l’uso di video e fotografie. Uno degli strumenti didattici della Guida è infatti un piano di lezioni predeterminato, rispondente ai più alti standard dell’insegnamento, che prevede l’uso di presentazioni audiovisive: dal DVD “30 Diritti. 30 Articoli”, ovvero 30 annunci di pubblica utilità, uno per ciascuno dei 30 diritti, al documentario di 9 minuti e mezzo “La Storia dei Diritti Umani”, ovvero la travagliata battaglia dell’umanità per giungere alla Dichiarazione Universale che le Nazioni Unite hanno sancito nel 1948 con lo scopo di “riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana” e per “salvare le future generazioni dal flagello della guerra”. Altro elemento fondamentale di questa didattica è il video UNITED, pluripremiata produzione multietnica che, con una storia di vita di quartiere, mostra il potere dei diritti umani nel vincere violenza e intolleranza. Perno del progetto Gioventù per i Diritti Umani Internazionale è quindi la Dichiarazione Universale e in particolare, perché la ruota dei diritti umani cominci a mettersi in moto, l’articolo 29, quello della responsabilità di ogni individuo nel diventare un paladino e difensore dei diritti umani. I volontari romani chiederanno ai cittadini di attivarsi quindi nel promuovere la cultura dei diritti inviolabili affinché “i diritti umani diventino una realtà, non un sogno idealistico”, come osservò l’umanitario L. Ron Hubbard.

Per informazioni
www.youthforhumanrights.org
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Gioventù per i Diritti Umani nella Giornata Mondiale contro il razzismo

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  • 22 Marzo 2011

Iniziativa di informazione per ricordare le vittime dell’ apartheid

ROMA – 22 marzo 2011 – Nella giornata di ieri, un nutrito gruppo di volontari della sezione romana di Gioventù per i Diritti Umani Internazionale si è recato in piazza della Repubblica nel centro di Roma per dar vita ad una distribuzione di materiale informativo sui 30 articoli della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani.

L’iniziativa è stata svolta in occasione della Giornata Internazionale contro il razzismo e la discriminazione sancita dall’ONU perché non si ripetano tristi eventi, risultato del razzismo e della discriminazione, come quello che, il 21 marzo 1960, ha visto vittime innocenti cadere sotto il fuoco della polizia del regime dell’apartheid nella città di Sharpeville in Sudafrica.

Quindi il 13 dicembre 1967 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamò il 21 marzo Giornata Internazionale contro qualsiasi forma di razzismo e di discriminazione.

Per l’anniversario del 2011 i volontari di Gioventù Internazionale per i Diritti Umani hanno informato oltre 500 cittadini sulla Dichiarazione Universale sancita dall’ONU nel 1948, sottolineando l’urgenza di rendere ampia la conoscenza dei 30 articoli che la compongono in modo che ogni cittadino sia consapevole dei diritti fondamentali. I volontari romani, ispirati dall’osservazione dell’umanitario L. Ron Hubbard: “I diritti umani devono diventare una realtà, e non un sogno idealistico”, proseguono costantemente, nel loro impegno di far conoscere questo importante documento, al fine di portare più tolleranza e rispetto nella comunità. Lezioni sui Diritti Umani nelle scuole, stand informativi in varie aree della capitale e della provincia, manifestazioni pubbliche ed eventi di informazione fra le principali attività che proseguiranno anche nelle prossime settimane.

informazioni
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Raccogliere l’appello delle Nazioni Unite

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  • 19 Marzo 2011

Giornata di informazione a Roma sui Diritti Umani

ROMA 19 marzo 2011 – Si rinnova l’appuntamento settimanale per i volontari della sezione romana di Gioventù per i Diritti Umani Internazionale e nuovamente con uno stand informativo sulla Dichiarazione Universale delle Nazioni Unite. Riconoscendo l’importanza di renderla ampiamente conosciuta dopo la sua ufficializzazione, cosi come richiese l’Assemblea Generale nel 1948, i volontari sono impegnati da anni nella diffusione dei 30 articoli che sanciscono quei diritti cui ciascuno uomo, donna e bambino sono titolati per nascita. Nella giornata di oggi, nel centro storico della capitale, uno stand informerà i cittadini su questo prezioso documento, non ancora ampiamente applicato in diversi paesi del mondo, anche se progressi in merito vengono fatti ogni giorno. E’ il caso dello stato dell’Illinois in merito all’Articolo 3° della Dichiarazione Universale che cita il diritto alla vita. In questo stato è stata recentemente abolita la pena di morte. L’Illinois è il 16° tra gli Stati Uniti D’America che decide di allinearsi con l’invito dell’ONU attraverso i 30 Articoli della Dichiarazione, rinunciando alla pena capitale per reati penali.

I volontari di Gioventù per i Diritti Umani continuano con la diffusione dei 30 articoli invitando contemporaneamente i cittadini a firmare la petizione popolare per far si che i Diritti Umani diventino oggetto di studio nella aule delle scuole in maniera da formare una futura generazione di paladini di pace e tolleranza.

Migliaia sono state fin’ora le firme da parte dei cittadini che, istruendosi su cosa sono i diritti umani, decidono di dare il loro contributo appoggiando la campagna. In questa occasione si darà anche la possibilità ad insegnanti ed educatori di familiarizzarsi con la “Guida per l’Insegnante”, un efficace strumento didattico elaborato e realizzato da Gioventù per i Diritti Umani Internazionale (youthforhumanrights.org), che ha reso il testo della Dichiarazione accessibile ai giovanissimi attraverso l’uso di video e fotografie. Uno degli strumenti didattici della Guida è infatti un piano di lezioni predeterminato, rispondente ai più alti standard dell’insegnamento, che prevede l’uso di presentazioni audiovisive. A partire dal DVD “30 Diritti. 30 Articoli”, ovvero 30 annunci di pubblica utilità, uno per ciascuno dei 30 diritti e il suo opuscolo di accompagnamento, “Che cosa sono i diritti umani?”, una versione illustrata della Dichirazione Universale che ne riproduce comunque il testo integrale nelle ultime pagine. Per proseguire con il documentario di 9 minuti e mezzo “La Storia dei Diritti Umani”, ovvero la travagliata battaglia dell’uomo per giungere alla Dichiarazione Universale che le Nazioni Unite hanno sancito per “riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana” e per “salvare le future generazioni dal flagello della guerra”. Ma l’elemento fondamentale di questa didattica è il video UNITED, pluripremiata produzione multietnica che, con una storia di vita di quartiere, mostra il potere dei diritti umani nel vincere violenza e intolleranza. Perno del progetto Gioventù per i Diritti Umani Internazionale è quindi la Dichiarazione Universale.
I volontari di Gioventù per i Diritti Umani rispondono a questo appello impegnandosi affinchè “i diritti umani diventino una realtà, non un sogno idealistico”, come osservò l’umanitario L. Ron Hubbard.

Per informazioni:
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Uno stand per rendere i diritti umani materia di studio nelle scuole

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  • 15 Marzo 2011

Invito ai cittadini di sottoscrivere la petizione popolare a sostegno dei diritti umani

ROMA 15 marzo 2011 – Mentre le violazioni dei diritti fondamentali sono all’ordine del giorno in tutto il mondo, i volontari della sezione romana di Gioventù per i Diritti Umani Internazionale hanno rinnovato il loro impegno per gettare le basi di una futura cultura dei diritti umani. Sabato12 marzo, con uno stand informativo, i volontari si sono recati in centro storico a Roma per invitare i cittadini a firmare una petizione che chiede l’insegnamento della Dichiarazione Universale dell’ONU nelle scuole di ogni ordine.

I volontari sostengono il progetto Gioventù Internazionale per i Diritti Umani che si prefigge di insegnare i diritti umani ai giovani, mettendo l’accento sulla conoscenza dei 30 articoli della Dichiarazione Universale, e soprattutto dell’articolo 29, quello che sancisce la responsabilità per ciascuno di assicurarsi che i diritti umani abbiano concreta applicazione.

Il progetto Gioventù Internazionale ha reso il testo della Dichiarazione accessibile ai più giovani tramite l’uso di video da 30-60 secondi, uno per ciascuno dei 30 diritti, raccolti in un dvd dal titolo “30 Articoli. 30 Annunci”. Il DVD rappresenta anche uno degli strumenti didattici della più ampia “Guida per l’educatore” (youthforhumanrights.org), un piano di lezioni basato sui più alti standard educativi, che si avvale anche di un opuscolo con il testo integrale della Dichiarazione varata dall’Assemblea Generale dell’ONU il 10 dicembre 1948.

Obiettivo dei volontari per questo week end è stato quindi la raccolta di firme sulla petizione per rendere i diritti umani una materia di studio nelle scuole, mossi in questo loro impegno dal concreto appello dell’umanitario L. Ron Hubbard: “I diritti umani devono diventare una realtà, non un sogno idealistico”.

La Petizione è accessibile anche attraverso il sito www.petizionionline.it, alla voce “Attuare la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”.

Per informazioni:
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Al centro di Roma in favore dei Diritti Umani

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  • 11 Marzo 2011

Appuntamento settimanale per la divulgazione della Dichiarazione Universale

ROMA 11 marzo 2011 – Ancora una volta i volontari della sezione romana di Gioventù per i Diritti Umani Internazionale ribadiscono il loro appello per l’insegnamento della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nelle scuole. Sabato 12 , con uno stand informativo al centro di Roma, sensibilizzeranno i cittadini a possibili attività per diffondere la conoscenza di questo documento internazionale e concederanno la possibilità ad insegnanti ed educatori di familiarizzarsi con la “Guida per l’Insegnante”, un efficace strumento didattico elaborato e realizzato da Gioventù per i Diritti Umani Internazionale ( youthforhumanrights.org ), che ha reso il testo della Dichirazione accessibile ai giovanissimi attraverso l’uso di video e fotografie.
Uno degli strumenti didattici della Guida è infatti un piano di lezioni predeterminato, rispondente ai più alti standard dell’insegnamento, che prevede l’uso di presentazioni audiovisive: dal DVD “30 Diritti. 30 Articoli”, ovvero 30 annunci di pubblica utilità, uno per ciascuno dei 30 diritti, al documentario di 9 minuti e mezzo “La Storia dei Diritti Umani”, ovvero la travagliata battaglia dell’uomo per giungere alla Dichiarazione Universale che le Nazioni Unite hanno sancito nel 1948 per “riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana” e per “salvare le future generazioni dal flagello della guerra”.
Ma l’elemento fondamentale di questa didattica è il video UNITED, pluripremiata produzione multietnica che, con una storia di vita di quartiere, mostra il potere dei diritti umani nel vincere violenza e intolleranza.
Perno del progetto Gioventù per i Diritti Umani Internazionale è quindi la Dichiarazione Universale e in particolare, perché la ruota dei diritti umani cominci a mettersi in moto, l’articolo 29, quello della responsabilità di ogni individuo nel diventare un paladino e difensore dei diritti umani. I volontari di Gioventù per i Diritti Umani di Roma chiederanno ai cittadini di attivarsi quindi nel promuovere la cultura dei diritti inviolabili dell’uomo affinché “i diritti umani diventino una realtà, non un sogno idealistico”, come osservò l’umanitario L. Ron Hubbard.
Per informazioni
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Promuovere i Diritti Umani per tutti

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  • 9 Marzo 2011

Distribuzione di materiale informativo sulla Dichiarazione Universale

ROMA 9 marzo 2011 – Far si che i Diritti Umani diventino una realtà e non un sogno idealistico, è lo sprone dell’umanitario L. Ron Hubbard con cui i volontari della sezione romana di Gioventù per i Diritti Umani Internazionale animano le loro iniziative. Nella giornata di ieri hanno distribuito a Roma materiale informativo sui 30 articoli della Dichiarazione Universale delle Nazioni Unite. Far conoscere i diritti umani in essa codificati perché ognuno nei sia consapevole per chiederne il rispetto per sé e gli altri è l’obiettivo principale dei volontari. Attraverso la conoscenza si formano le basi per una futura generazione di pace e tolleranza costruita intorno a questo importante documento. Nella distribuzione i cittadini sono stati anche invitati a firmare la petizione popolare che chiede di far diventare i Diritti Umani oggetto di studio in ambito scolastico. La petizione è una iniziativa che sta venendo supportata da molte associazioni e individui nell’ambito del progetto umanitario internazionale “Gioventù per i Diritti Umani”.

Si parte quindi dal far conoscere i 30 articoli della Dichiarazione Universale per “riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana” e per “salvare le future generazioni dal flagello della guerra”, come si legge nel preambolo alla Dichiarazione delle Nazioni Uniti. Gioventù per i Diritti Umani Internazionale (youthforhumanrights.org), per facilitare questo processo, ha reso il testo della Dichiarazione accessibile ai giovanissimi anche attraverso l’uso di video e fotografie, creando inoltre uno strumento didattico consistente nella “Guida per l’Educatore”, ossia un piano di lezioni predeterminato e di semplice utilizzo da parte di ogni educatore, che prevede l’uso del DVD “30 Diritti. 30 Articoli”, ovvero 30 annunci di pubblica utilità, uno per ciascuno dei 30 diritti. Il DVD ha il suo opuscolo di accompagnamento, “Che cosa sono i diritti umani?”, una versione illustrata della Dichiarazione Universale che ne riproduce comunque il testo integrale nelle ultime pagine.
Ma l’elemento fondamentale di questa didattica è il video UNITED, pluripremiata produzione
multietnica, che con una storia di vita di quartiere, mostra il potere dei diritti umani nel vincere
violenza e intolleranza. Perno del progetto Gioventù per i Diritti Umani Internazionale è quindi la Dichiarazione Universale.
Riconoscendo l’importanza di renderla ampiamente conosciuta dopo la sua ufficializzazione,
l’Assemblea Generale chiese che questo documento “venisse divulgato, mostrato, letto ed esposto principalmente nelle scuole ed in altri enti per l’istruzione, senza distinzione basata sullo status politico dei paesi o dei territori”, che rappresenta il proposito delle attività di Gioventù per i Diritti Umani Internazionale.

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I Diritti Umani devono diventare una realtà per tutti

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  • 7 Marzo 2011

Giornata di informazione sulla Dichiarazione Universale

ROMA – 7 marzo 2011 – Con una distribuzione di materiale informativo che si terrà domani nella capitale , i volontari della sezione romana di Gioventù per i Diritti Umani Internazionale mostreranno i 30 articoli della Dichiarazione Universale emessa dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948.

Fatti di cronaca in varie nazioni della terra impongono, e con urgenza, che questi articoli diventino familiari per tutti per creare una società consapevole di quali siano i diritti fondamentali che ogni uomo e donna sulla terra possiede per nascita.

Il programma di informazione di Gioventù per i Diritti Umani Internazionale offre una serie di strumenti che illustrano i 30 articoli nella loro essenza dando una semplice comprensione del soggetto attraverso 30 video che, in poco meno di un minuto ciascuno illustrano concettualmente ogni singolo diritto. La semplicità dell’esposizione rende comprensibile a chiunque, a prescindere dal ceto sociale o grado di cultura ed istruzione, il soggetto dei Diritti Umani.

Oltre che ad informare la comunità la distribuzione rappresenta un’occasione per invitare i cittadini a firmare la petizione popolare per portare lo studio dei diritti umani in ambito scolastico, in maniera da creare una futura generazione di paladini di pace, tolleranza e diritti per tutti.

“I diritti umani devono diventare una realtà, non un sogno idealistico”, osservò l’umanitario L. Ron Hubbard, ispirando in tal modo i volontari all’azione nel diffondere la conoscenza e la responsabilità di una concreta pratica della Dichiarazione Universale.

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Far incontrare le culture attraverso i Diritti Umani

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  • 1 Marzo 2011

Presentazione della campagna di Gioventù per I Diritti Umani a Roma

ROMA 1 marzo 2011 – Continua la raccolta firme per introdurre l’insegnamento della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nelle scuole. Questa è stata l’iniziativa promossa dai volontari della sezione romana di Gioventù per i Diritti Umani Internazionale. Con uno stand informativo lo scorso sabato nel centro di Roma, i volontari hanno illustrato il programma della fondazione internazionale il cui scopo è quello di informare i cittadini sui 30 Articoli della dichiarazione universale sancita dalle Nazioni Unite nel 1948. L’iniziativa ha visto ancora una volta una gran partecipazione dei cittadini. Oltre 60 le firme di petizione popolare raccolte che si sommano ormai alle migliaia delle iniziative precedenti. I volontari invitano anche i cittadini a conoscere i propri diritti e a partecipare in questo movimento per creare una futura cultura dei diritti umani.
Nello stand è stata esposta anche la “Guida per l’educatore”, un efficace strumento didattico elaborato e realizzato da Gioventù per i Diritti Umani Internazionale ( youthforhumanrights.org ), che ha reso il testo della Dichiarazione accessibile ai giovanissimi attraverso l’uso di video e fotografie.
I volontari di Gioventù per i Diritti Umani di Roma sono mossi dalla necessità, ora più che mai urgente, di rendere “i diritti umani una realtà, non un sogno idealistico”, come osservò l’umanitario L. Ron Hubbard.

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Diritti Umani: “Che cosa sono?”

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  • 26 Febbraio 2011

Informazione sulla Dichiarazione Universale al centro di Roma

ROMA – 26 febbraio 2011 – Questo pomerigggio i volontari della sezione romana di Gioventù per i Diritti Umani Internazionale ribadiscono il loro appello per l’insegnamento della Dichirazione Universale dei Diritti Umani nelle scuole. Uno stand, al centro di Roma in Via del Corso , sensibilizzerà i cittadini a possibili attività per diffondere la conoscenza di questo documento internazionale sancito dalle Nazioni Unite nel 1948  e concederanno la possibilità ad insegnanti ed educatori di familiarizzarsi con la “Guida per l’Insegnante”, un efficace strumento didattico elaborato e realizzato da Gioventù per i Diritti Umani Internazionale ( youthforhumanrights.org), che ha reso il testo della Dichirazione accessibile ai giovanissimi attraverso l’uso di video e fotografie.

Perno del progetto Gioventù per i Diritti Umani Internazionale è quindi la Dichirazione Universale ed in particolare, perché la ruota dei diritti umani cominci a mettersi in moto, l’articolo 29, quello della responsabilità di ogni individuo nel diventare un paladino e difensore dei diritti umani. I volontari di Gioventù per i Diritti Umani chiederanno ai cittadini di attivarsi quindi nel promuovere la cultura dei diritti inviolabili dell’uomo affinché “i diritti umani diventino una realtà, non un sogno idealistico”, come osservò l’umanitario L. Ron Hubbard.

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Si preannuncia un evento molto seguito il multireportage-conferenza di Raffaella Milandri, che si terrà ad Ascoli Piceno il 31 ottobre.

La fotografa umanitaria Raffaella Milandri

La locandina del multireportage della Milandri

L’ultimo multireportage per i diritti umani di Raffaella Milandri: “Come testimone, io sono responsabile di verità che non vanno taciute”

Si preannuncia un evento molto seguito il multireportage-conferenza “Scomode verità: solidarietà e riflessione sui popoli indigeni”, di Raffaella Milandri, che si terrà ad Ascoli Piceno il 31 ottobre.

“E’ un incredibile viaggio che tocca vari popoli indigeni e feroci discriminazioni dei diritti umani

nonchè veri e propri genocidi. Per chi partecipa sarà come essere testimone oculare delle mie esperienze in solitaria ” dice la Milandri.

Questo incontro con la fotografa umanitaria e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni

Raffaella Milandri è una piccola rassegna di scomode verità raccolte durante i suoi viaggi in solitaria nelle realtà tribali. Foto, filmati e interviste denunciano situazioni che sono state riportate anche al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU.

Attraverso mezzi di comunicazione e social network la Milandri lancia appelli, raccoglie firme e missive di denuncia da inviare a Presidenti e Ministri di diverse nazioni, tra cui anche Sonia Gandhi.

L’appuntamento, organizzato dal Lions Club Ascoli Piceno Urbs Turrita e in particolare dal Presidente Marisa Cozza.è per il 31 ottobre 2010 ore 17,30 ad Ascoli Piceno, alla Sala Docens in Piazza Roma 6, nell’ occasione vi sarà la cerimonia per il conferimento della borsa di Studio “Simona Orlini”.

Dagli indiani d’America, agli aborigeni australiani, agli indios amazzonici, ai boscimani del Kalahari, agli adivasi dell’India e tante altre etnie, questi popoli indigeni sono fratelli nel condividere una storia tragicamente simile.

Culture antiche, radicate alle loro terre ancestrali, tradizioni e linguaggi unici patrimonio dell’Umanità. Ogniqualvolta in queste terre, tutt’oggi, viene trovato un giacimento minerario-oro, diamanti, bauxite, carbone- o una risorsa da sfruttare-petrolio, foreste- incomincia la distruzione, la cancellazione, la persecuzione per questi popoli , in nome del “Progresso” .

Durante questo multireportage, tra gli altri popoli, si parlerà in particolare dei boscimani del Kalahari, allontanati con la forza dalle loro terre a causa di miniere di diamanti che, sulla base di un comunicato di ottobre 2010, hanno fatto registrare un surplus di 22 milioni di euro nelle casse del Botswana. ” I boscimani rischiano l’estinzione, gli interessi in gioco sono troppo rilevanti” dice la Milandri e aggiunge: “Questo multireportage sarà in programmazione in alcune città italiane e sono disponibile a ulteriori divulgazioni presso scuole e associazioni: come testimone, io sono responsabile di verità che non vanno taciute”

“Solo l’informazione può salvarci” questo è il messaggio semplice e incisivo di Kumti Majhi, un leader tribale dell’Orissa , che è contenuto in un appello divulgato dalla fotografa .

La Milandri, recentemente adottata simbolicamente dalla tribù dei Crow, indiani d’America,

organizza i suoi viaggi in solitaria preferibilmente in fuoristrada,

ecco il link ad un filmato su Raffaella Milandri :

http://www.youreporter.it/video_Il_lavoro_di_testimone_e_attivista_per_i_diritti_umani_1

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Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e SOS Villaggi dei Bambini

A inizio settembre i rappresentanti delle Nazioni Unite si sono incontrati in Austria e durante questa occasione il Segretario Generale Ban Ki-moon ha potuto parlare con il presidente internazionale dell’associazione Onlus SOS Villaggi dei Bambini, il signor Helmut Kutin.

SOS Villaggi dei Bambini è un’organizzazione attiva in 132 paesi del mondo, che accoglie nei suoi Villaggi SOS i bambini rimasti senza le cure dei loro genitori, oltre che sostenere le famiglie in difficoltà ed organizzare programmi di emergenza durante le crisi umanitarie. Tutto questo è possibile grazie alle adozioni a distanza e alle donazioni di tutti i sostenitori internazionali che da più di 60 anni supportano l’associazione.

Helmut Kutin ha potuto aggiornare il Segretario Generale Ban Ki-moon sulle attività di SOS Villaggi dei Bambini ad Haiti ed in Pakistan, dove continuano i soccorsi per aiutare la popolazione colpita dal terremoto e dalle tremende alluvioni.

Lavorare con i bambini dei paesi colpiti da questi disastri naturali è molto importante, per fare in modo che riescano a superare i traumi causati dalla catastrofe e dalla perdita di amici e familiari. Ban Ki-moon ha riconosciuto l’importanza delle attività di SOS Villaggi dei Bambini e ha confermato il suo supporto alla causa dell’associazione.

Già da tempo Ban Ki-moon è in buoni rapporti con SOS Villaggi dei Bambini, tanto da assicurare il sostegno delle Nazioni Unite alle “Linee Guida in materia di accoglienza etero familiare”, sviluppate e promosse dal Gruppo di lavoro delle ONG sui bambini privi di cure parentali. Queste linee guida erano poi state accolte dall’Assemblea Generale ONU il 20 novembre 2009, in occasione del 20° anniversario della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

Per maggiori informazioni sui programmi di sostegno di SOS Villaggi dei Bambini Onlus e sulle adozioni a distanza dei bambini è possibile consultare il sito dell’associazione italiana: www.sositalia.it

———————————————–
SOS Villaggi dei Bambini Onlus è un’organizzazione a respiro internazionale. In Italia accoglie e lavora con i bambini temporaneamente allontanati dalle famiglie d’origine e nei programmi di prevenzione all’abbandono. Nei paesi in via di sviluppo promuove entrambi gli ambiti di intervento, ovvero accoglienza e prevenzione. Da 60 anni la famiglia SOS è presente in 132 paesi del mondo, aiuta ogni anno circa un milione di persone attraverso programmi integrati di sostegno ai bambini e al loro contesto familiare e accoglie ogni anno circa 78.000 bambini. Dal sito di SOS Villaggi dei Bambini Onlus è possibile adottare un bambino a distanza o fare donazioni per sostenere le famiglie disagiate: www.sositalia.it

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Tra la perduta gente: i Boscimani del Kalahari

Tra la perduta gente

è la nuova emozionante mostra-proiezione della fotografa e viaggiatrice in solitaria  Raffaella Milandri.

Si terrà il 13 dicembre presso l’Auditorium Comunale di San Benedetto del Tronto. “E’ un reportage video-fotografico, una importante testimonianza raccolta in Botswana  che è un tributo di solidarietà al popolo dei Boscimani del Kalahari e a tutti i popoli indigeni. Con “Tra la perduta gente”  si vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica e il Parlamento Italiano a favore della ratifica dell’Italia alla ILO 169” dice l’autrice.

Questo reportage, corredato da una intervista-denuncia sulla situazione dei Boscimani, è articolato dantescamente in tre sezioni di foto: immagini della terra ancestrale dei Boscimani nella sua bellezza (Paradiso), il villaggio dei Boscimani nel Kalahari con problemi di sopravvivenza (Purgatorio) ,ed infine uno dei campi di deportazione(Inferno).

“Durante la mia  intervista   la donna boscimane, mentre racconta le vicissitudini del suo popolo,  indica sempre là, un punto lontano, dove vuole tornare: è la sua terra ancestrale, il deserto del Kalahari” dice la Milandri, e aggiunge:

“Il titolo ha significato duplice: la gente perduta sono i Boscimani, dispersi e smarriti nella loro identità; ma in senso dantesco sono anche i Governi e le multinazionali, quando usano un  potere crudele contro popoli inermi”

LA STORIA DEI BOSCIMANI DEL KALAHARI

I boscimani sono uno dei popoli più antichi della terra: da oltre 30.000 anni hanno vissuto nel deserto del Kalahari. La Central Game Reserve of Kalahari, in Botswana, è infatti stata creata nel 1961 per proteggere il loro territorio e la loro cultura, basata sulla caccia e su una vita in armonia con la natura. Ma dal 1997 è iniziata una vera odissea per questo antico popolo, dopo la scoperta di ricche miniere di diamanti nel loro deserto. Uomini, donne, bambini, anziani  portati via con la forza su camion, villaggi smantellati, scuola e ambulatorio medico chiusi, e per finire distrutte le riserve d’acqua e chiusi i pozzi d’acqua.

Dopo diverse deportazioni, oggi  nella riserva sono rimasti solo 300 Boscimani, tutti gli altri sono in campi di reinsediamento. Questi 300 Boscimani hanno enormi problemi di sopravvivenza e una vita durissima : il Governo proibisce loro di andare a caccia, e vengono arrestati se lo fanno; il Governo proibisce loro di usare  i pozzi d’acqua,  e sono costretti a raccogliere l’acqua da pozzanghere nella sabbia  e da radici. proibisce di  La loro vita è durissima.

“Ho visitato il villaggio nel deserto, dopo aver donato loro zucchero, latte, the e tabacco, prendo una tanica d’acqua dall’auto e la poso in terra, in mezzo al cerchio della gente del villaggio, seduta all’ombra di uno dei rari alberi. E subito, con un ordine gerarchico e familiare che a me è oscuro, appaiono tazze di latta che vengono riempite e svuotate lentamente, in silenzio religioso. Ora comprendo appieno cosa significa l’acqua nel deserto. Lo vedo nei loro occhi, nei loro visi  impolverati e nelle labbra aride. Chiedo ad una ragazzina che parla un po’ di inglese dove si trova l’acqua, e lei alza il braccio indicando l’ovest: lontano, lontano….Le donne lavano i panni in bacinelle con un dito d’acqua densa e scura. Gli unici pozzi d’acqua vicini (30 km circa) sono stati chiusi e non hanno il permesso di scavarne di nuovi.” racconta la Milandri.

Oggi, mentre i  Boscimani nel deserto lottano per la sopravvivenza, le migliaia che si trovano

nei campi di reinsediamento  sono vittime di alcolismo, HIV, depressione. La loro unica ed antica cultura rischia di scomparire per sempre.  Stanno perdendo la loro identità e ancora aspettano perché vengano riconosciuti i loro  diritti umani.

Nel  2006 i Boscimani hanno vinto una –lunghissima- causa nei confronti del Governo del Botswana, ottenendo il diritto a vivere nelle loro terre,  a   usare i pozzi d’acqua e a poter cacciare per il loro fabbisogno alimentare; ma dopo la sentenza  nulla è cambiato.  Ogni volta che hanno provato a tornare alla loro terra, li hanno costretti a tornare nei campi di reinsediamento.

E’ del 12 novembre 2009 una notizia riportata dal quotidiano canadese Globe and Mail :

una donna Boscimane, ad un posto di controllo, guarda la immagine appesa del Presidente del Botswana Ian Kama e dice quello che per lei è un complimento:  “sembra un Boscimane” . Il commento viene ritenuto un insulto e la donna viene portata alla stazione di polizia, segregata per un giorno e una notte, e costretta a pagare una multa.  L’appello della Milandri:

“E’ urgente intervenire subito, la gente boscimane è davvero disperata, non ce la fa più. Parte del materiale della mia mostra-proiezione è già stato inviato, insieme ad una documentazione, al Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Il Segretario in carica mi ha confermato che la questione dei Boscimani verrà esaminata entro i primi mesi del 2010. Speriamo bene”

I POPOLI INDIGENI E LA ILO 169

Il caso dei Boscimani è, purtroppo, una goccia nel mare delle discriminazioni, violenze, soprusi a cui sono stati assoggettati i popoli indigeni e tribali: i nativi americani(dagli Apache agli Inuit), gli aborigeni australiani, i maori neozelandesi, gli indios sudamericani, i pigmei africani, e tanti-troppi-altri.

Circa 300 milioni di persone nel mondo sono accomunate da questo destino:  culture e società così speciali da essere considerate Patrimonio dell’Umanità, stile di vita semplici a contatto con la natura .

Da parte loro, solo la richiesta di essere lasciati nelle loro terre ed essere riconosciuti come esseri umani, con i loro diritti; da parte di Governi e multinazionali, l’avidità senza scrupoli di appropriarsi di terreni dove si trovano ricchezze : diamanti, uranio, oro, petrolio, foreste.

“ Non guardiamo a questi popoli con simpatia solo nei film dove si raccontano le loro storie: sono esseri umani, reali, che soffrono.  Ho visto la stessa sofferenza e smarrimento negli occhi degli Inuit in Alaska, degli Apache negli Stati Uniti, degli Aborigeni in Australia, dei Boscimani in Botswana. Sono stata testimone di crudeli episodi di razzismo e ho visto ovunque trattamenti davvero disumani per questi popoli che hanno la sola colpa di essere semplici e genuini. E che rischiano l’estinzione” dice Raffaella Milandri

L’appello e il messaggio della mostra “Tra la perduta gente” è quello di sostenere e caldeggiare la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che è una convenzione internazionale in supporto dei popoli indigeni e tribali.

“ Per L’Italia , che fa già parte della ILO, agenzia delll’ONU,  dal 1919, si tratta di una ratifica che non ha effetti sulla realtà nazionale. E’ solo un gesto di solidarietà che aiuta questi popoli ad essere riconosciuti nella loro dignità. Su Facebook abbiamo formato un gruppo che conta ad oggi circa 2000 iscritti, con lo scopo di sollecitare il Ministro Frattini a questa ratifica.”

L’iniziativa della Milandri ha trovato terreno fertile a questa campagna a San Benedetto del Tronto, dove il Consiglio Comunale –motore il partito dei Verdi-ha infatti recentemente  approvato la mozione per la ratifica dell’Italia alla ILO 169, che verrà così spedita alla Presidenza della Repubblica e  del Consiglio, e ai Ministeri competenti. L’Assessore alle Politiche Ambientali, Paolo Canducci, promuove la mostra.

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Comunicati

Il Segretario Generale dell ONU Ban Ki-Moon ringrazia SOS Villaggi dei Bambini per l impegno di assistenza all infanzia

04/09/2009 – Durante il Forum Europeo di Alpbach, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha incontrato il segretario dell’associazione internazionale SOS Villaggi dei Bambini Onlus, il signor Richard Pichler. Durante il suo discorso Ban Ki-Moon ha elogiato il grande impegno umanitario che SOS Villaggi dei Bambini svolge ogni giorno nel mondo, con i suoi Villaggi SOS presenti in ben 132 paesi.

È proprio grazie alle strutture SOS che migliaia di bambini rimasti senza genitori possono essere accolti, curati e protetti, per assicurare loro un futuro sereno, lontano da povertà e sfruttamento. Lavorare con i bambini nei paesi in via di sviluppo è un aiuto per l’intera comunità locale, che spesso non ha i mezzi e le capacità per fare fronte a questa crisi.

Il Forum Europeo di Alpbach è nato nel 1945 ed ogni anno riunisce i maggiori rappresentanti di scienza, politica ed economia. L’intervento di Ban Ki-Moon al Forum 2009 era molto atteso, in questo periodo di crisi mondiale. La situazione dei bambini nei paesi poveri è uno dei più gravi problemi che i governi internazionali devono affrontare al più presto, perché dal benessere delle nuove generazioni dipende la qualità del nostro futuro.

Per maggiori informazioni sui programmi di sostegno di SOS Villaggi dei Bambini Onlus e sulle adozioni a distanza dei bambini poveri è possibile consultare il sito dell’associazione italiana: www.sositalia.it

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SOS Villaggi dei Bambini Onlus è un’organizzazione a respiro internazionale. In Italia accoglie e lavora con i bambini temporaneamente allontanati dalle famiglie d’origine e nei programmi di prevenzione all’abbandono. Nei paesi in via di sviluppo promuove entrambi gli ambiti di intervento, ovvero accoglienza e prevenzione. Da sessant’anni la famiglia SOS è presente in 132 paesi del mondo, aiuta ogni anno circa un milione di persone attraverso programmi integrati di sostegno ai bambini e al loro contesto familiare e accoglie ogni anno circa 70.000 bambini. Dal sito di SOS Villaggi dei Bambini Onlus è possibile adottare un bambino a distanza o fare donazioni per sostenere le famiglie disagiate: www.sositalia.it

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