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Riscoprire il valore profondo dell’innovazione

E’ questa la sfida dei nostri giorni, ma occorre saperlo fare con soluzioni semplici che sappiano generare valore, riducendo gli sprechi sia all’interno dell’azienda che nei confronti degli stessi clienti.

Per approfondire scenari futuri e opportunità per imprese, manager e studenti,  è  stata organizzata dal Politecnico di Bari, lunedì 7 Maggio 2012 (ore 10.00 – 13.00, presso l’Aula Magna “Attilio Alto”, Campus E. Quagliariello),  una giornata di lavori dal titolo “Innovare con successo e a basso costo”.

Protagonista dell’appuntamento Luciano Attolico, già laureato presso la Facoltà di Ingegneria dell’Ateneo barese e oggi consulente di successo per aziende italiane e straniere, autore del libro “Innovazione Lean” (Edizioni Hoepli – prefazione di Franco Bernabè, presidente di Telecom Italia e Jeffrey Liker, University of Michigan, autore di “The Toyota Way”), opera prima dedicata alle strategie per valorizzare persone, prodotti e processi.

Ad aprire i lavori il Magnifico Rettore del Politecnico di Bari, il professor Nicola Costantino e a seguire i saluti della dottoressa Loredana Capone, vice presidente della Regione Puglia e dei rappresentanti delle associazioni di categoria, il dottor Michele Vinci, presidente di Confindustria Bari.

Moderatore dell’evento il professor Vito Albino, ordinario di Economia e gestione dell’innovazione del Politecnico di Bari.

“E’ vitale essere innovativi, ma anche snelli per saper evitare l’azione indiscriminata e rischiare di trovarci sommersi in attività che aggiungono poco valore alle nostre aziende e ai nostri clienti – osserva l’ingegnere Luciano Attolico – Riuscire ad applicare i principi del Lean Thinking, ossia la cultura del massimo risultato con il minor sforzo, nei processi dove si gioca l’innovazione in azienda può diventare oggi l’arma più potente al costo più competitivo. 
Ecco il perché di un libro che si prefigge di trasferire una metodologia strutturata che lega prodotti, processi, persone e strumenti attraverso un sistema applicabile in qualsiasi contesto aziendale e avvalendosi degli esempi di numerosi casi di studio”.

Per informazioni ed iscrizioni

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Conferenza Internazionale Women&Technologies®: e-Nutrition e Premio “Le Tecnovisionarie® 2012”

Milano, 6 novembre 2012
Camera di Commercio di Milano, Sala Conferenze
Via Meravigli 9/B, Milano

 

 

COMUNICATO STAMPA – 24.04.2012

Ritorna, anche quest’anno l’appuntamento con Women&Technologies® 2008-2015, la Conferenza Internazionale ideata per valorizzare il talento femminile negli ambiti della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dell’innovazione, con particolare riguardo ai temi d’interesse di Expo 2015.

L’edizione 2012 si svolgerà il 6 novembre presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Milano (Via Meravigli 9/B) e sarà dedicata al tema “e-Nutrition”.

Nata nel 2007 da un’idea di Gianna Martinengo, imprenditrice e pioniere in Italia nell’ambito del rapporto tra apprendimento e tecnologia, fin dalla prima edizione nel 2008 Women&Technologies® ha raggiunto importanti traguardi di consensi da parte di personalità del mondo scientifico, accademico, politico, istituzionale e imprenditoriale, per aver saputo far convergere grandi temi di attualità nell’ambito di un appuntamento annuale di richiamo e successo nel panorama scientifico internazionale.

L’edizione 2012 si contraddistingue dalle precedenti per essere la conferenza di apertura del triennio dedicato all’alimentazione, un tema fortemente connesso alla salute, alla sostenibilità e all’innovazione, in correlazione con il programma preparatorio verso “EXPO 2015”.

Il dibattito verterà sull’applicazione della scienza e della tecnologia in favore di un’alimentazione consapevole con particolare riguardo alla figura femminile, da sempre legata al tema della nutrizione. L’obiettivo è quello di fornire una visione completa e fruibile dal consumatore finale, delle nuove frontiere dell’alimentazione connesse con la prevenzione, la tutela, lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile e la trasparenza delle informazioni.

Più di 400 donne e uomini dal mondo dell’industria, dell’Università e della Pubblica Amministrazione sono attesi per prendere parte all’evento di quest’anno.

Come di consuetudine, sarà parte integrante della conferenza, il premio “Le Tecnovisionarie® 2012″ che ha lo scopo di valorizzare donne capaci di “inventare il futuro” creando tecnologie, donne che con il proprio lavoro hanno testimoniato di saper coniugare creatività, innovazione e qualità della vita.


Ufficio Stampa: [email protected] tel. +39 0287285350

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Presentazione del nuovo libro “Innovazione Lean”, di Luciano Attolico

Innovare con soluzioni semplici. Arriva in libreria il primo libro in Italia per applicare il “Lean Thinking” allo sviluppo di nuovi prodotti e servizi.

Riscoprire il valore profondo dell’innovazione. E’ questa la sfida dei nostri giorni. La focalizzazione di aziende e professionisti sul loro cuore pulsante, cioè l’insieme dei prodotti e dei servizi offerti sul mercato, permette di recuperare risorse preziose e dedicarle a ciò che può davvero fare la differenza nel tempo. Tuttavia, occorre saper innovare con soluzioni semplici che sappiano generare valore, riducendo gli sprechi sia all’interno dell’azienda che nei confronti degli stessi clienti.

Una riflessione approfondita su questa materia, con oltre 100 pagine di casi di studio, arriva nelle librerie con “Innovazione Lean – strategie per valorizzare persone, prodotti e processi”, di Luciano Attolico, edito da Hoepli (pag. 320, prezzo 24,90 euro).

“Se non innoviamo e non sviluppiamo nuovi prodotti in grado di soddisfare nuovi bisogni, le nostre aziende sono destinate a fallire – sottolinea l’autore – Ma anche se lo facciamo in modo “pesante” o “complesso”, o se lo facciamo in tempi troppo lunghi e con costi eccessivi, siamo destinati a perdere competitività. Se innoviamo senza curare l’intera catena del valore del nostro futuro prodotto, condanniamo l’azienda a sopportare un prezzo molto più alto di quanto spesso potrà sostenere, con sprechi inutili lungo i suoi futuri processi produttivi e logistici. È vitale essere innovativi, ma anche snelli per saper evitare l’azione indiscriminata e rischiare di trovarci sommersi in attività che aggiungono poco valore alle nostre aziende e ai nostri clienti”.

Oltre alla presentazione di Jeffrey Liker, l’opera di Attolico contiene la prefazione di Franco Bernabè, presidente di Telecom Italia. Entrambi rilevano l’originalità dell’approccio dell’autore nel porre al centro dei processi di innovazione l’individuo.

“Se vogliamo far crescere le nostre aziende, dobbiamo far crescere le persone all’interno delle stesse – spiega Luciano Attolico – E occorre farlo coniugando produttività con benessere degli individui. Sono, infatti, convinto che il patrimonio intangibile del know-how custodito nelle persone, quello non depositato in processi scritti e formalizzati, spesso determina o meno il successo di un’impresa e di coloro che in essa operano”.

“Innovazione Lean” è collegato ad un sito internet (www.innovazionelean.it) che contiene, oltre al videotrailer dell’autore, utili risorse gratuite: l’anteprima del libro da scaricare, le sintesi di tutti i capitoli e in particolare un test per scoprire quanto è efficace e “Lean” il sistema di innovazione e sviluppo di nuovi prodotti della propria azienda.

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Lean Thinking; riscopriamo il valore dell’innovazione 16 Aprile Polo Tecnologico Navacchio

Ing. Luciano Attolico, autore del libro "Innovazione Lean" e relatore presso il workshopFare innovazione di valore per crescere. E’ questo la necessità irrinunciabile per le spin-off e in generale per le imprese di tutte le dimensioni che si trovano ad affrontare le sfide del mercato. Farlo al minor costo, migliorando al contempo le risorse umane e il patrimonio di conoscenze interne all’azienda, è altrettanto strategico.

Per cogliere le opportunità e le esperienze in questo ambito del management, il Polo Tecnologico di Navacchio, con il patrocinio dell’Associazione nazionale dei Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani (APSTI), ha promosso un workshop gratuito per imprenditori, manager e studenti, in programma il 16 aprile 2012 (ore 10).

“Lean Thinking; riscopriamo il valore dell’innovazione”, titolo della mattinata di lavori, vedrà la partecipazione del presidente nazionale di Apsti Alessandro Giari, del direttore del Polo Tecnologico Elisabetta Epifori, dell’ingegnere Luciano Attolico, autore di “Innovazione Lean” (Hoepli), di Stefano Giordano, professore del dipartimento di ingegneria dell’informazione dell’Università di Pisa, Roberto Viciani, responsabile ricerca e sviluppo di Laika Caravans Spa e nella veste di coordinatore dei lavori Andrea Gennai, giornalista de Il Sole 24 ore.

“E’ un workshop che pone l’accento su temi strategici per le imprese – spiega il Presidente del Polo Tecnologico Alessandro Giari – L’innovazione deve essere sempre più canalizzata verso prodotti e servizi che offrano valore ai clienti, e le piccole imprese, in special modo le start-up, devono assorbire competenze manageriali in grado di spingerle verso la crescita dimensionale e di mercato. Con la presenza dell’esperto Luciano Attolico, consulente di aziende italiane ed internazionali  in strategie di sviluppo di prodotti e servizi, dell’apporto di un manager di un’impresa leader nel settore della ricerca e sviluppo come Laika Caravans e dell’esperienza nell’ambito delle spin-off universitarie del professore Giordano, membro del comitato Spin-off dell’Università di Pisa, intendiamo trasferire conoscenze ed esperienze necessarie ad innalzare la consapevolezza culturale delle aziende innovative italiane dei percorsi da intraprendere per assicurarsi un successo duraturo”.

“Nella mia esperienza professionale ho compreso che l’innovazione non può essere condizione sufficiente per valorizzare le aziende – spiega Luciano Attolico – Sono le persone, la leadership e la valorizzazione del patrimonio umano impegnato nell’impresa a fare la differenza. Infine, ho la convinzione che non diventeremo tutti come Steve Jobs ripetendo le performance della Apple, ma che possiamo applicare la stessa visione a lungo termine e la stessa focalizzazione sulla fase di ricerca e sviluppo anche nei nostri prodotti”.

La partecipazione all’evento è gratuita previa iscrizione. Scarica la locandina dell’evento.
Per informazioni e iscrizioni: tel. 050/754130 – [email protected]

Autore della pubblicazione:
Irene Tassoni
Ufficio stampa
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L’ottone: come pulirlo in modo ‘ecologico’?

L’ottone è una lega di rame e di zinco. Come ci mostrano i nostri musei archeologici, l’ottone è servito per realizzare utensili fin dall’epoca romana. Adesso, è presente nelle nostre case soprattutto nei pezzi di piccola ferramenta come catenacci, cerniere o bandelle che però spesso perdono la loro naturale lucentezza a causa dell’ossidazione che naturalmente si sviluppa sull’ottone. Per ovviare a questo inconveniente, sul mercato troviamo diversi prodotti a base chimica che ci permettono una pulizia veloce ed efficace. Ma se una persona volesse fare le cose ‘come una volta’ e rispettare la natura utilizzando prodotti non inquinanti, quale sarebbe la strada da percorrere? Il metodo più conosciuto è quello di passare acqua molto calda saponata seguita da un debito risciacquo. Per chi vuole invece un risultato ancora migliore, noi consigliamo quello di ottenere una miscela composta dal succo di un limone, due cucchiai di sale e dell’aceto (a posto dell’aceto alcuni mettono due cucchiai di liquido per i piatti: consigliamo però di mettere del liquido biologico invece del prodotto che normalmente si usa e che è molto inquinante nonché aggressivo per l’ottone). Una volta passato l’ottone della ferramenta con uno straccio o una spugna morbida imbevuta potrete fare il risciacquo con abbondante acqua per poi asciugare. Per la lucidatura, le scelte sono due. Se volete una lucidatura brillante, allora non vi resterà che acquistare un prodotto industriale. Se invece preferite una lucidatura opaca, più simile anche alla natura stessa dell’ottone, potete strofinare i vostri catenacci, le cerniere o le bandelle con una pasta cremosa che si ottiene mettendo in una ciotola un po’ di olio di lino assieme a un po’ di tripoli. Strofinando con un panno pulito, oltre che ad un gradevole aroma di lino, avrete un risultato ottimo con il minimo della spesa. Ci raccomandiamo però: se l’ottone è verniciato allora dovete limitarvi a spolverarlo oppure a lavarlo di tanto in tanto con un sapone neutro e senza strofinare per evitare che questo perda la sua brillantezza.

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Il primo progetto di “Casa a 10 kw” – la casa che produce energia – verrà costruito a roma

Technowood , azienda italiana specializzata nella progettazione e costruzione di case a struttura portante in legno, è stata scelta come partner del progetto “ CASA a 10 kw” . Il progetto prevede la realizzazione del primo lotto di 5 ville ( 2 bifamiliari ed una unifamiliare ) presso il XIII Municipio di Roma di cui sono iniziati i lavori in questi giorni . Il progetto è firmato dall’architetto Cristiano Senise .
La  “CASA A 10 KW ” rappresenta la somma dell’ ENERGIA PRODOTTA da fonti rinnovabili ed ecologiche totalmente gratuite (il SOLE con i pannelli fotovoltaici, il VENTO con i generatori eolici) +  l’ENERGIA RISPAMIATA mediante l’utilizzo di sistemi passivi quali:

  1. Sistemi naturali di riscaldamento e raffrescamento (il SOLE con le serre termiche ed i camini solari, L’ACQUA con le piscine termiche e le vasche di raffrescamento),
  2. Sistemi murari di tamponatura e solai di copertura ad elevata tenuta termica.

Dal punto di vista ambientale l’importanza di questo progetto è notevole: basti pensare che una casa in classe A assicura un consumo intorno a 30 KWh/mq anno contro i 130 KWh/mq anno di un’abitazione tradizionale italiana.
Tre elementi naturali conducono ed ispirano lo sviluppo progettuale di casa 10 kw : il SOLE ; l’ACQUA ed il VENTO ” dichiara l’architetto Cristiano Senise che ha sviluppato il progetto “10kw”  : il SOLE con i pannelli fotovoltaici , con le serre termiche ed i camini solari , il VENTO con  i generatori eolici ,l’ACQUA con le piscine termiche , le vasche di raffreddamento ed il recupero delle acque piovane. “Casa 10Kw” rappresenta l’improcrastinabile nuova frontiera del vivere e dell’abitare ” conclude l’Architetto Senise .
“ L’ossatura adottata per il progetto è costituita da pareti e solai in X-Lam – dichiara l’Ing. Massimo Arquilla Capo Ufficio Tecnico della Technowood – che associata al coibente termico ed ai solai garantisce la massima efficienza dell’involucro edilizio in termini energetici, acustici e sismici. Tale struttura congiunta all’uso fonti energetiche rinnovabili attraverso il sistema a pannelli fotovoltaici , del solare termico, di ausilio agli impianti tradizionali per il riscaldamento e il raffrescamento dell’edificio, completano questo sistema di costruzione sostenibile e intelligente ” .
Siamo particolarmente fieri di essere stati scelti come partner di questo progetto intelligente e innovativo che basandosi sui principi fondamentali della bioarchitettura e della sostenibilità rappresenta il futuro della edilizia ” spiega Sergio Semproni , Direttore Commerciale di Technowood . “Siamo certi che progetti come quelli di “casa 10 kw” ,  il primo a Roma , saranno sempre più frequenti e riusciranno a dimostrare realmente i vantaggi di una costruzione a struttura portante in legno quale sistema costruttivo primario per case ad elevato risparmio energetico”.

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Irrigazione: perché il tubo poroso invece dell’ala gocciante?

Tempo di primavera, tempo di giardinaggio. Ma qual è il modo migliore per bagnare le nostre aiuole evitando di dover utilizzare il normale tubo d’acqua (e di dover perdere sempre molto tempo)? Tendenzialmente, le possibilità si possono raggruppare in tre categorie: il tubo a fori, l’ala gocciante e il tubo poroso. Il tubo a fori, molto spesso anche ‘fatto in casa’ apportando alcuni buchi su un normale tubo da irrigazione, è una soluzione che viene usata comunemente anche per la facilità di irrigazione. La difficoltà di gestire la pressione dell’acqua e di apporre la giusta quantità di forellini per il passaggio dell’acqua, però, spesso crea delle zone più bagnate di altre e questo, soprattutto durante l’estate, può provocare danni all’armonia estetica del giardino ma anche il deperimento delle piante o l’eccessiva arsura di alcune zone (e viceversa). L’ala gocciante, in questo senso, può dare risultati sicuramente migliori anche se è più delicata da un punto di vista della manutenzione. Durante l’inverno, infatti, l’acqua che rimane stagnante unita al calcare può formare dei piccoli sedimenti che, dall’interno, ostruiscono i fori di irrigazione. Essendo appunto studiata per essere ‘gocciante’ (e non a zampillo), i fori dell’ala non sono pulibili dall’esterno: un tentativo può essere fatto agendo molto delicatamente con un ago, ma il risultato non è quasi mai positivo. Sicuramente, il prezzo ridotto dell’ala gocciante permette un cambio frequente ma, soprattutto se ci sono problemi di scarsità di tempo da dedicare al giardino, anche questo non può essere preso come rimedio definitivo (inoltre ricordiamo che l’ala gocciante ha bisogno di maggiore pressione e quindi di una pompa appositamente installata). Resta dunque il tubo poroso (realizzato in polietilene e polvere di caucciù) che, a tutti gli effetti, si è dimostrato come l’opzione migliore sotto tutti i punti di vista. Molto economico e applicabile anche direttamente dal rubinetto del giardino, il tubo lascia passare la stessa quantità d’acqua su tutta la sua lunghezza. Immettendo poca pressione, inoltre, può essere lasciato in funzione per molto tempo permettendo così al terreno di assorbire tutta l’acqua che gli viene fornita senza perdite o fuoriuscite su vialetti o terrazze. Volendo, inoltre, il tubo poroso può essere interrato evitando così di rovinare l’estetica delle aiuole. Molto robusto ma flessibile, non muta le sue caratteristiche anche in condizioni atmosferiche estreme (da -15 a +60) e comunque può essere sostituito in pochi minuti e con grande facilità. Con un prodotto così, perché allora rinunciare ad avere aiuole splendide anche nei mesi caldi, senza fatica e senza manutenzione?

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Technowood partner del progetto “CASA A 10 KW” con la prima realizzazione a Roma

Technowood , azienda italiana   specializzata nella progettazione e costruzione di case a struttura portante in legno,  è stata scelta come partner  del progetto  “ CASA a 10 kw” . Il progetto , i cui lavori sono inizati in questi giorni , prevede la realizzazione del primo lotto di 5 ville ( 2 bifamiliari ed una unifamiliare )  presso il XIII  Municipio di Roma  . Il progetto è firmato dall’architetto  Cristiano Senise  .  

Il principio innovativo  delle costruzioni del progetto “ CASA A 10 KW”  è  di produrre  energia usando solo  energia rinnovabile.   Infatti “10KW ” rappresenta proprio  la somma dell’ ENERGIA PRODUCIBILE da fonti rinnovabili ed ecologiche totalmente gratuite (il SOLE con i pannelli fotovoltaici, il VENTO con i generatori eolici) + l’ENERGIA RISPAMIATA mediante l’utilizzo di sistemi passivi quali:

1)      Sistemi naturali di riscaldamento e raffrescamento (il SOLE con le serre termiche ed i camini solari, L’ACQUA con le piscine termiche e le vasche di raffrescamento),

2)      Sistemi murari di tamponatura e solai di copertura ad elevata tenuta termica.

Dal punto di vista ambientale, il risparmio energetico, e quindi la riduzione delle emissioni inquinanti di questo progetto è notevole: basti pensare   una casa in classe A assicura un consumo  intorno a 30 KWh/mq anno contro i 130 KWh/mq anno di un’abitazione tradizionale italiana.

“ Tre elementi naturali conducono ed ispirano lo sviluppo progettuale di casa 10 kw : il SOLE ; l’ACQUA ed il VENTO ” dichiara l’architetto   Senise  dello studio d’architettura Senise & Szommer   “10kw rappresenta la somma dell’energia producibile da fonti rinnovabili ed ecologiche totalmente gratuite : il SOLE con i pannelli fotovoltaici ,  con le  serre termiche ed i camini solari ,  il VENTO con i generatori eolici ,l’ACQUA con  le piscine termiche , le vasche di raffreddamento ed il recupero delle acque piovane.   10Kw rappresenta l’improcrastinabile nuova frontiera del vivere e dell’abitare conclude l’Architetto Senise .   

Il gruppo di tecnici della Technowood  hanno  adottato una  ossatura portante  costituita da pareti e solai  in X-Lam  che associata al coibente termico  e ai solai a secco garantisce  la massima efficienza dell’involucro edilizio in termini energetici, acustici e sismici. Tale struttura congiunta all’uso   fonti energetiche rinnovabili attraverso il sistema a pannelli fotovoltaici ,  del solare termico, di ausilio agli impianti tradizionali per il riscaldamento e il raffrescamento dell’edificio, completano questo sistema di costruzione sostenibile e intelligente .  

“Siamo  particolarmente fieri di essere stati scelti come  partner di questo progetto intelligente e innovativo che basandosi sui principi fondamentali della bioarchitettura e della sostenibilità    rappresenta il futuro della edilizia  ” spiega Sergio Semproni   , Direttore Commerciale di Technowood .  “Siamo certi che  progetti come quelli di casa 10 kw il primo a Roma ,   saranno sempre più frequenti   e riusciranno a dimostrare realmente i vantaggi di una costruzione a struttura portante in legno  quale sistema costruttivo primario per case ad elevato risparmio energetico”.

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Benvenuti a casa, in 3D

Milano, 7 Marzo 2012. Sulle porte dello flagstore Natuzzi di Via Durini è impressa la scritta Benvenuti a casa ed è proprio la sensazione di entrare in una casa bella, moderna ed accogliente, quella che pervade la folla di giornalisti e interior designer che varcano la soglia.
 

Il gruppo Natuzzi, creato nel 1959 e guidato da Pasquale Natuzzi, Presidente ed Amministratore Delegato, disegna, progetta e vende divani, poltrone, mobili e complementi d’arredo per uso residenziale.

Nel settore dell’arredamento, il gruppo rappresenta una realtà di eccellenza a livello mondiale: quotato a Wall Street dal ’93, esporta l’88% della produzione in 123 mercati e detiene le maggiori quote di mercato in Europa (con il 51%) ed in America (con il 35%).

Oggi Natuzzi ci racconta i risultati di una ricerca dell’istituto Piepoli “Scegliere un divano: come, perchè, da chi farsi consigliare” in cui ha sondato le aspettative, le preferenze e le scelte degli italiani nell’arredamento della zona living e l’innovativo sistema di progettazione d’interni in 3D, “Your Design by Natuzzi” con cui ha voluto rispondere alle esigenze emerse.

Your Design by Natuzzi è un software avanzatissimo che permette di creare il proprio ambiente ed arredarlo con divani, mobili, complementi ed accessori della collezione Natuzzi.

A differenza dei rendering tipici del mondo CAD, il software fornisce in tempo reale una rappresentazione estetica fotorealistica, con elevatissima qualità anche nei più piccoli dettagli e massima possibilità di personalizzazione.

Il software, creato dall’azienda Esimple, è frutto di oltre 2 anni di lavoro e si basa su un motore “in3D” sviluppato su piattaforma Unity3D, un motore grafico solitamente impiegato nei videogames, che consente una totale libertà di movimento all’interno dell’ambiente ed una illuminazione dinamica e quindi variabile in base all’esposizione solare nel corso della giornata.

 

L’azienda Esimple, sin dalla sua fondazione nel 2007, si è sempre occupata di indagare nuovi ambiti business oriented di applicazione della tecnologia 3D, negli anni passati balzò alla attenzione dei media per la realizzazione del primo centro commerciale in 3D al mondo, oggi consegna a Natuzzi un sistema completo di interior design e consulenza d’immagine, disponibile worldwide in tutti i negozi (sia in franchising che di proprietà) Divani&Divani by Natuzzi.


 

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Un lavabottiglie idraulico per avere igiene al 100%!

Il lavabottiglie idraulico è un prodotto che veramente risolve il problema dell’igiene delle bottiglie che mai come oggi è molto sentito soprattutto da chi si avvicina per la prima volta alla produzione in proprio del vino. Fino a poco tempo fa, la pulizia con lo scovolo lavabottiglie sembrava l’unica soluzione. Con una buon asciugata sullo scola bottiglie, poi, l’operazione sembrava terminata. Che qualcosa fosse andato storto, emergeva solo alla fine quando il vino non raggiungeva la giusta maturazione oppure assumeva un colore e soprattutto un sapore non gradevoli. Che rabbia dopo tanto lavoro! Ma la risposta a tutto questo è molto semplice: il vino, quando lavora nella damigiana o nella bottiglia, crea spesso dei depositi che, se lasciati a lungo in sito, creano delle incrostazioni nel contenitore, soprattutto dove i lati della bottiglia o della damigiana incontrano la base. Con lo scovolo e anche con una buona lavata, a volte solo il grosso di queste incrostazioni viene levato… ma basta poco perché la delicata ossidazione del vino venga deviata, e un deposito è proprio la cosa che più può mutare il risultato. La morale di tutto questo è che le bottiglie, come i bottiglioni o comunque come tutti i contenitori destinati a contenere liquido ‘vivo’ (non parliamo solo di vino ma anche di aceto, sciroppi naturali…), devono essere perfettamente puliti quando vengono riutilizzati (e per questo anche il tappo antipolvere da apporre sulle bottiglie pulite è un elemento fondamentale!). Per questo, il lavabottiglie idraulico è prezioso. Per utilizzarlo, basta posizionare la bottiglia da lavare su una canna in ottone dotata di ventosa. Poi, una turbina interna viene azionata da un forte getto di acqua e così fa muovere le spazzole metalliche rotanti. Il ‘turbinio’ estremamente potente dell’acqua all’interno della bottiglia elimina resti e incrostazioni, lasciando perfetta pulizia. Il lavabottiglie idraulico è molto sicuro grazie all’assenza di collegamenti elettrici, non necessita di particolari manutenzioni ed è sempre efficiente, anche con usi gravosi e continui.

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Lagogel: un ponte tra Fornitore e Cliente

Lagogel è un’Azienda distributrice con sessant’anni di esperienza all’interno del settore alimentare, che si pone come anello di congiunzione tra l’offerta dei propri Fornitori e la domanda dei Clienti finali.

 

A tal proposito, uno dei principali obiettivi è proprio quello di accorciare la distanza che solitamente esiste tra commerciante e produttore.

 

Mettendosi nelle mani di Lagogel si è sicuri di avere un’assistenza completa a 360°, sia per quanto riguarda la distribuzione sul territorio, sia per quanto riguarda la pianificazione marketing.

 

Le attività aziendali seguono un filo conduttore, quello della condivisione e della collaborazione. Lagogel è in costante evoluzione e sempre al passo con le innovazioni del settore.

 

Rendersi un ponte che congiunga due realtà spesso lontane, è un grande obiettivo, reso possibile dalla solidità dell’Azienda, da un’ampia area logistica, da una rete commerciale capillare sul territorio, da un’articolata flotta di automezzi per la consegna.

 

Sono proprio i crescenti costi di gestione di una propria rete commerciale e di un sistema logistico indipendente, le principali difficoltà che ogni produttore si trova ad affrontare; per questo subentra Lagogel che in forza del proprio consolidamento, annulla ogni problematica.

 

Il progetto Panitaly rientra esattamente in questa prospettiva: Lagogel apre una strada solida per Panitaly (l’esclusivo brand che si occupa di distribuzione di pane, pizze e focacce surgelate), all’interno del Normal Trade.

 

A questo proposito, la Fiera Ristorexpo 2012, è stata l’occasione migliore per confermare la partnership, non solo, l’evento ha fatto da cassa di risonanza anche per altre novità, tra queste il Book Lagogel e l’e-commerce.

 

Lagogel è partner dell’Associazione Ursa Major, proprio dalla collaborazione con gli altri Associati è nata l’idea del book riepilogativo che permette di scoprire la gamma dei brand distribuiti, l’assortimento completo dei prodotti ed i servizi disponibili.

 

L’innovativo e-commerce consente la condivisione del sapere ed è anche un servizio d’eccellenza capace di rispondere ad ogni necessità in 24 ore. Basta collegarsi al sito www.lagogel.it, scegliere i prodotti desiderati e l’ordine può essere fatto comodamente dal proprio PC, smartphone, tablet.

 

Lagogel rappresenta un punto di riferimento del settore Retail.

 

Per Info:

Ufficio Stampa Artémida: Emanuela Lodolo – [email protected]

Tel: 02 45482672 – Mob: 333 2648370

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Il nuovo blog di Ferramentaonline, un vero punto d’incontro!

Ferramentaonline, lo shop on line punto d’incontro tra gli operatori e i prodotti di ferramenta più esclusivi in termini di qualità, funzionalità e tecnologia, ha voluto creare un blog, interamente dedicato ai suoi clienti ma anche a tutti coloro che desiderano avvicinarsi a questo settore così ricco pur non essendo professionisti. Stiamo parlando dei bricoleurs, degli amanti del fai da te e di tutti coloro che vogliono essere protagonisti in casa come al lavoro, occupandosi di tutte quelle piccole attività che altrimenti richiederebbero un intervento esterno. Il blog, che già partito da qualche settimana ha già i suoi affezionati, pubblica non solo post dedicati ai singoli prodotti ma anche interessanti proposte e approfondimenti per effettuare lavorazioni particolari. Spunti, idee ed esperienza hanno così un punto di incontro, amichevole e dinamico, in cui confrontarsi. Volete sapere quale è la punta di trapano più giusta per il vostro trapano? Avete comperato dei tendifilo ma non riuscite, appunto, a tendere il filo come desiderate? E in più, state cercando informazioni su prodotti di marca come Bosh o Beta e volete un consiglio da esperti del mestiere che sono nel campo da più di dieci anni? Beh, per tutte le vostre domande adesso c’è il nuovo blog di Ferramentaonline che potrete trovare cliccando su ferramentaonline.blogspot.com: non dimenticatevi però di andare ogni tanto anche sulla pagina di Google+ se non direttamente al sito dove potrete trovare tutte le novità, nuovi articoli nella sezione risorse e, se siete curiosi di conoscere meglio lo staff di Ferramentaonline, su ‘dicono di noi’: di tutti i commenti, effettivamente, ne siamo fieri!

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Tanta luce? Faretto led regolabile STEINEL XLed Home!

Il faretto led: che tipo di luce è e sarà abbastanza potente per le mie esigenze? Per rispondere alla prima domanda, diciamo che il LED è un diodo a emissione luminosa e che si chiama così appunto perchè in inglese è l’acronimo di light emitting diode. Questo è un dispositivo optoelettronico che utilizza dei materiali semiconduttori per produrre fotoni e la sua luce è caratterizzata da un’elevata efficienza luminosa e una notevole affidabilità. I LED consumano poco, non riscaldano e sono praticamente indistruttibili ed è per questo che Steinel, azienda caratterizzata da sempre dall’attenzione verso le necessità della sua clientela, oggi presenta il suo nuovo faretto regolabile modello XLed Home che può essere posizionato sia all’interno che all’esterno degli edifici.

Per rispondere ai più alti standard di sicurezza e di risparmio energetico, il faretto Steinel è dotato di un sensore di movimento che fa accendere la luce LED solo quando necessario.

Dagli studi Steinel è apparso che la combinazione di Led unita al comando a sensore porta ad un considerevole risparmio di energia (quasi il 90% rispetto ai fari alogeni tradizionali!). Inoltre, grazie alla notevole quantità e luminosità dei led inseriti nel prodotto, il faretto offre una luce potentissima ed estremamente trasparente capace di illuminare anche grandi aree in pochi secondi.
Garantiti per cinque anni dal momento dell’acquisto, i faretti modello XLed Home sono costruiti con la massima cura e seguendo tutte le norme vigenti in materia di sicurezza e risparmio. Sono inoltre testati e collaudati così da diventare subito il partner ideale per la vostra casa oppure la vostra attività.

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Quando l’idropulitrice ha poche esigenze!

L’idropulitrice è un utensile estremamente versatile anche per usi domestici. Per lavare l’automobile, per avere i mobili del giardino sempre puliti, per detergere velocemente le piccole superfici esterne alla casa (come pavimentazioni o terrazzi) o semplicemente per dare una bella rinfrescata ai vasconi dei fiori… questi sono soltanto alcuni degli usi che si possono fare. Spesso però l’utilizzo dell’idropulitrice viene associato ad un grosso consumo di energia soprattutto se l’utensile offre importanti prestazioni in termini di pressione. Ma da oggi, grazie all’idropulitrice modello Karcher k 2.75 Plus VPS le cose sono destinate a cambiare. Questa idropulitrice, infatti, pur avendo 100 bar di pressione e 330 l/h di portata, è fornita di numerosi accorgimenti che permettono un risparmio energetico notevole. Per prima cosa, il pulsante di accensione non si trova sul corpo centrale ma sulla pistola, così che per l’accensione o lo spegnimento non bisogna sprecare ‘tempo prezioso’ tornando alla macchina e nemmeno utilizzare più acqua di quanto non serva. Inoltre, sempre dalla pistola, è possibile regolare la pressione in modo da non utilizzarla al massimo se non necessario. Ricordiamo che l’ugello è costruito così da combinare i vantaggi del getto puntiforme con l’alta resa di superficie del getto piatto (questo inoltre può essere allestito anche con del detergente per una resa ancora più performante). Risultato? Il massimo della pulizia in poco tempo e solo dove serve. E sempre nel rispetto dell’ambiente e del ‘buon acquisto’, la carenatura dell’idropulitrice è realizzato interamente in materiale plastico antiurto e riciclabile: più durata dunque ma anche la possibilità di godere di un utensile che non provoca danni all’ambiente. Omologata TUV-/GS, la Karcher k 2.75 Plus VPS ha in dotazione la pistola AP, il tubo AP alta pressione da tre metri, l’ugello rotante mangiasporco, la lancia vario power, l’ugello schiumogeno da 0,3 litri, il filtro idrico fine integrato e il raccordo tubo da giardino da 3/4”.

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Aspirapolvere solidi e liquidi ISC AD-1425 EWS per chi vuole il massimo…risparmiando!

Spesso gli aspirapolvere per solidi e liquidi che si acquistano principalmente per aspirare le polveri direttamente dagli elettroutensili quando questi sono in funzione sono efficaci, ma pesano molto sia come prezzo di acquisto che di manutenzione (bolletta compresa!). Per venire incontro a queste esigenze sempre più attuali, Starmix a creato un nuovo modello di aspirapolvere che è ugualmente efficiente sia con i solidi che con i liquidi. Per dare il massimo risultato anche da un punto di vista economico, però, il modello è stato progettato con diversi accorgimenti che ottimizzano il funzionamento anche se sottoposto a utilizzi gravosi e continui. Primo elemento considerato è stato il posizionamento dei filtri e la loro efficacia. Questo ha portato alla creazione di un filtro principale parallelo all’asse del motore, accompagnato da due filtri a cartuccia pieghettati, separati, ad alta resistenza con una superficie filtrante pari a 8600cm2. I filtri sono in poliestere, ovvero in un materiale ottimizzato per la ritenzione della polvere. Inoltre, la forma e la piegatura sono perfettamente ergonomici così da rendere più performante i risultati: pensate che i filtri del modello ISC AD-1425 EWS offrono una ritenzione della polvere fino al 99,995% e una durata doppia rispetto ai filtri tradizionali. Accanto ai filtri, Starmix ha poi pensato anche al motore (principale causa di spese elevate!) e lo ha creato con sistema bypass a due circuiti d’aria separati per il raffreddamento nonché con un sistema di controlli per la riduzione automatica della corrente quando le condizioni di utilizzo lo consentono (l’aspirapolvere si spegne e si accende da solo così da restare in funzione solo per il tempo di utilizzo). Altra fonte di risparmio, poi, è la robustezza di tutti i componenti e la manutenzione, facile e veloce grazie anche ai pezzi di ricambio sempre disponibili. Con un prodotto così, perché spendere di più sulle bollette?

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Inno2days Monza, 6 marzo 2012. Un ‘Innovative Afternoon’ per cambiare la propria mentalità ed entrare vincenti nel III millennio

CAMBIAmente. Ecco la parola chiave dell’incontro di martedì 6 marzo 2012, alla Camera di Commercio di Monza e Brianza, Piazza Cambiaghi, 9: un ‘Innovative Afternoon’ focalizzato sul cambiamento, i suoi strumenti e la sua psicologia. E’ organizzato da Innovhub – Stazioni sperimentali per l’industria, in collaborazione con la Camera di Commercio di Monza e Brianza

Dire e Fare: in quest’ottica l’innovazione porta risultati e permette alle aziende di rimanere sul mercato ed aumentare la propria competitività. Ogni momento di Inno2days sarà affrontato con un atteggiamento creativo, in nome della coerenza del messaggio che si vuole lanciare; alle 14 ‘Testimonial’, un incontro in modalità informale e interattiva con due esperti di innovazione e alle 14.30 ‘Cambiamento/Cambiamente‘, l’area simbolo della giornata, improntata al cambiamento di mentalità e poi di processo. Durante questa parte del pomeriggio la psicologia guiderà il cambiamento verso nuove frontiere e nuovi business, approfondendo il mutamento nella modalità di pensiero e di approccio ai problemi. Formatori e psicologi aiuteranno a comprendere cosa succede nella nostra mente quando è il momento di cambiare e verranno effettuati esercizi per stimolarlo. Alle 16 vi sarà un altro momento ‘Testimonial‘, con un incontro in modalità informale e interattiva con due centri di ricerca QUESTIO che, grazie alla presenza di un proprio cliente, esporranno brevemente cosa significa innovazione assistita. Dopo un Break Food Design alle 16.30, la giornata si chiuderà, a partire dalle 16.50 sino alle 17.30, con la seconda parte di ‘Cambiamento/Cambiamente’, un momento corale condotto dagli intervenuti alla prima parte.

Durante l’Innovative Afternoon saranno raccolte, attraverso un business game, una serie di idee innovative; le più meritevoli verranno premiate con un Hot-Spot Wi-Fi. Verrà inoltre offerta gratuitamente una consulenza sulle possibilità di accesso ai finanziamenti riguardanti progetti innovativi nelle aziende. Ogni partecipante avrà poi modo di rilasciare le proprie idee presso un point redazionale collegato con le TV della Camera di Commercio di Milano e di Monza e Brianza e con le piattaforme sharing di Inno2days.

http://inno2days.wordpress.com/

 

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Trapano avvitatore C12 CE-MH di Fastool: chi è più potente di lui?

I campi di utilizzo di un trapano avvitatore sono praticamente infiniti: montaggio di mobili e cucine, falegnameria e finiture d’interni, allestimenti di mostre o negozi, officine, impiego industriale, edilizia… ma che cosa deve avere un trapano per essere diverso dagli altri? La risposta è semplice e basta analizzare il nuovo trapano avvitatore C12 CE-MH per averne un riassunto. Prima cosa è il motore: pensate che il motore di questo trapano (EC-TEC by Fastool) non è soggetto ad usura, lavora senza carboncini e offre una durata eccezionale donando la massima potenza di avvitamento che si esplica sino al 55% di potenza di avvitamento da ogni elemento della batteria. Questa è di tipo C12 e, grazie alla tecnologia EC-TEC, offre la massima potenza al trapano e un’attività prolungata assieme ad una notevole leggerezza che incide sui chili totali. Inoltre, consente una carica controllata, rapida e sicura e una longevità senza pari. Altro elemento da sottolineare è il peso ridotto trapano avvitatore della Fastool, dal momento che il peso è ridotto del 35% rispetto ad un trapano della stessa potenza. Per maggiori informazioni anche sulla disponibilità di pezzi di ricambio e sul centro assistenza più vicino alla vostra azienda potete andare direttamente sul sito di Ferramentaonline e confrontare il modello con molti altri, tutti di alta qualità.

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Aspiratori elettrici… anche l’aria ha le sue regole!

Come scegliere gli aspiratori elettrici e soprattutto quando preferirli agli aspiratori manuali? La risposta non è semplice. La categoria degli aspiratori elettrici, infatti, offre molti prodotti e tutti con caratteristiche molto diverse tra loro. Prima cosa da guardare, comunque, è la potenza di aspirazione che deve essere scelta in base al volume di aria che dobbiamo gestire e in base alla legislazione dedicata. Poi c’è l’ubicazione (a vetro, a cappa o a muro) che inevitabilmente ci può portare a preferire un modello rispetto ad un altro. Altro elemento importante è anche la versatilità di accensione e funzionamento. La versione base, ad esempio, è quella la cui accensione viene comandata da un interruttore che può anche essere collegato all’impianto di illuminazione. Pur rivelandosi di estrema comodità, però, questo tipo di aspiratori elettrici non garantisce un sufficiente ricambio d’aria e spesso bisogna intervenire ‘manualmente’ aprendo una porta o una finestra. Più efficaci sotto questo aspetto sono invece gli aspiratori elettrici con timer (che sostituisce le funzioni manuali): questi, infatti, lasciano che l’aspiratore rimanga in funzione più a lungo rispetto all’illuminazione e apporti così un miglior ricambio di aria. Salendo nel ranking di prestazioni, poi, troviamo gli aspiratori elettrici con timer e umidostato che, rilevando il grado di umidità presente, entrano in funzione unicamente quando è necessario. Questi aspiratori elettrici sono i più consigliati anche perché rappresentano la giusta soluzione ad un problema scottante come quello dell’inquinamento acustico. Ricordiamo infatti che i luoghi industriali e commerciali (ovvero i luoghi di lavoro) devono sottostare, per quanto riguarda il rumore, a quanto dice l’articolo 41 del D.L. del 15 agosto 1991 (n.27) che prevedere di ‘ridurre al minimo i rischi derivanti dall’esposizione al rumore’. Avere dunque degli aspiratori elettrici capaci di intervenire solo quando c’è reale necessità può rivelarsi un grande vantaggio anche dal punto di vista legislativo. Ovviamente, dove il silenzio deve essere rispettato come in scuole e ospedali, anche la scelta di un aspiratore manuale può rivelarsi vincente, ovviamente se il grado di aspirazione non supera i livelli decretati per legge.

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La pagina di Google+ di FerramentaOnline.com: questo è vero linkbuilding!!

Ferramentaonline è uno shop online veramente di nuova generazione. Prodotti garantiti, un portale usabile ed efficiente, estrema disponibilità di tutto lo staff, ordini e spedizioni organizzate a scadenze precise… e inoltre, un’accurata attività di linkbuilding, per ‘esserci’ sempre e in modo concreto sul web. Ferramentaonline è presente su Twitter, sui portali di ufficio stampa più conosciuti e inoltre dispone della sua pagina di Google+ che viene giornalmente rinnovata grazie al servizio di copywriting interno che lavora costantemente a fianco dello staff commerciale. L’idea di Ferramentaonline per la sua pagina di Google+ è quella di offrire al cliente una selezione degli articoli di ferramenta più interessanti, spaziando dai prodotti per l’edilizia alla sicurezza e agli utensili elettrici. Ad un primo testo di introduzione, è sempre collegata la pagina relativa al portale così che il cliente, dove ci fosse qualcosa anche solo da approfondire, può linkarsi direttamente sul prodotto senza doverlo cercare nel menu Shop. Ovviamente, i prodotti trattati sulla pagina di Google+ trovano riscontri e approfondimenti sul portale stesso, nella parte dedicata alle risorse. In questa page, infatti, l’utente può trovare, oltre che a utili informazioni di carattere generale, anche dei consigli pratici sull’utilizzo di determinati utensili o materiali, oppure percorsi alternativi dedicati soprattutto a coloro che amano il fai da te e il bricolage. Interessante, una volta nel portale, è anche la pagina delle ‘ultime notizie’ dove spesso appaiono nuovi prodotti per l’edilizia e la ferramenta in genere, anche questi affiancati da immagini e da un testo illustrativo delle caratteristiche principali. Costruire un portale realmente dedicato ai clienti non è facile: ma Ferramentaonline lavora con passione e professionalità e i suoi risultati ne sono la prova concreta!

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Rigenerare cartucce, l’hot business eco-friendly che fa guadagnare

I primi macchinari per rigenerare cartucce per stampanti sono nati circa una trentina di anni fa. L’innovatore che ha avuto l’intuizione giusta era Ted Smith, un inventore americano che verso l’inizio degli anni ’80 ebbe l’idea di sperimentare delle nuove apparecchiature in grado di reinchiostrare e far tornare operativi i nastri e le cartucce usate per la stampa.

Dalla sua idea è nato un business che ancora oggi riscuote molto successo sul mercato: dal momento in cui sono state capite le reali potenzialità che comportava scegliere di rigenerare cartucce, quest’attività ha iniziato a riscuotere un enorme successo in tutto il mondo.

Rigenerare cartucce è un’attività redditizia, in particolare in questo momento di crisi, dove la gente tenta di risparmiare e tagliare le spese dove è possibile.
Comprare cartucce rigenerate è un modo per non venire meno alla necessità di stampare, risparmiando. Una cartuccia rigenerata può costare anche fino al 50% in meno rispetto a una nuova, e, grazie alle nuove e innovative tecnologie nel campo della rigenerazione, è in grado di garantire pari durata e qualità delle stampe, delle cartucce nuove originali.
Inoltre è un risparmio anche in termini di risorse: rigenerare cartucce significa salvare i vecchi supporti finiti, che in questo modo non diventano rifiuti inquinanti per l’ambiente, e addio agli esorbitanti costi di smaltimento.
Inoltre i macchinari e tutte le attrezzature per la rigenerazione hanno un costo contenuto e sono estremamente semplici da utilizzare e gestire.

Insomma rigenerare cartucce è un vero e proprio “hot business”, che permette di guadagnare tanto senza spendere un capitale, con il valore aggiunto di essere un’attività completamente eco-friendly, che mira a produrre prodotti di qualità nel rispetto dell’ambiente.

E avviare un’attività in questo campo, anche in franchising, è davvero semplice, basta saper scegliere i partner giusti.

i.Color è la soluzione ideale in questo settore, il brand leader sulla scena italiana e internazionale, la scelta vincente per chi sceglie di avviare un business e rigenerare cartucce.

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Tappo colmatore per damigiane: perché usarlo?

Tappi per la colmatura sono una precisa tipologia di tappo che permette il rabbocco del vino nelle damigiane. Ma perché si rabbocca? E perché non si può semplicemente aprire il tappo? Il primo elemento da prendere in considerazione per rispondere a queste domande è l’ossigeno. Questo è un elemento molto delicato per il vino: se presente in quantità ridotte, come avviene ad esempio nelle botti, l’ossigeno permette il giusto processo di ossidazione, preservando così la manutenzione del vino ed un buon risultato finale. In quantità elevate, però, lo stesso processo di ossidazione può avvenire troppo in fretta e con le modalità sbagliate, con rovinose conseguenze. Per evitare questo genere di situazione, dunque, è importante che i contenitori e le damigiane abbiano sempre la massima quantità di vino possibile. Ma nel riempire, però, dobbiamo tenere presente che sia la temperatura che la stagione portano inevitabilmente a cambi di livello. Per ovviare a questa situazione, il tappo colmatore per damigiane è da sempre considerato come la soluzione più idonea poiché permette di rabboccare la damigiana senza dover, appunto, estrarre il tappo (questo tipo di procedimento, in enologia viene comunemente chiamato ‘colmatura’). Riempiendo poi le damigiane dal tappo, si evitano anche quelle piccole scosse che potrebbero smuovere i sedimenti e intorbidire il contenuto. Parlando sempre di colmatura, importante è anche ricordarsi di conservare in un contenitore separato una piccola quantità di vino che sarà utile per i rabbocchi: questo deve essere della stessa qualità rispetto a quello conservato nelle damigiane e per preservarlo dall’attacco dell’aria basta mettere sulla sua superficie un piccolo stato di olio di vaselina appositamente prodotto per l’enologia.

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Enologia e prodotti enologici: tutto su FerramentaOnline.com

Da oggi, il portale di Ferramentaonline ha una nuova sezione: quella dedicata all’enologia e ai prodotti enologici. Dall’homepage, cliccando su articoli da giardino e poi su articoli enologia, un mondo completamente dedicato a chi fa vino, sia a livello semi-professionale che amatoriale, è a totale disposizione degli utenti con proposte pratiche e di qualità. Da sempre, infatti, Ferramentaonline si è impegnata a dare le giuste risposte alle esigenze dei suoi clienti e a offrire le soluzioni più innovative attraverso la scelta accurata dei prodotti. Per aiutare nella ricerca, la pagina di prodotti per il vino è divisa per macrocategorie, distinte da un’immagine e una breve descrizione. Questa può essere approfondita cliccando su un link molto visibile denominato ‘dettaglio prodotto’. Solitamente, quando un utente ricerca i dettagli prodotto, si ritrova su pagine scarne e spesso prive di tutti gli elementi utili ad una vera valutazione. Nel portale di Ferramentaonline, invece, l’affidamento delle pagine di approfondimento ad un copywriter dedicato, garantisce non solo una descrizione ampia con dati e riferimenti importanti ma anche interessanti proposte sull’utilizzo di ogni singolo item. Se forse questo aspetto può risultare meno interessante per i professionisti, sicuramente invece gli amanti del bricolage e del fai da te potranno trovare spunti decisivi per risolvere anche quei piccoli empasse che spesso ci sono e che a volte compromettono il buon esito del lavoro. Le pagine di approfondimento sono anche corredate da una piccola lista di materiale abbinabile o sostitutivo che può aiutare nella scelta e magari essere spunto per altre applicazioni, non solo in ambito enologico. Per tutti i suoi clienti, comunque, Ferramentaonline è sempre presente per informazioni, risposte e assistenza: la qualità di questo servizio è dimostrata dalla sezione ‘parlano di noi’ dove l’alta professionalità e la disponibilità di tutto lo staff viene giornalmente ribadita.

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Compostaggio e attivatori per il compostaggio… idee fertili, amiche della natura

Il compostaggio sfrutta i processi naturali di decomposizione dei materiali organici con l’unica differenza, rispetto a quanto avviene nella lettiera del bosco, che i tempi fisiologici vengono accelerati grazie all’utilizzo di opportune pratiche ed accorgimenti. Il compostaggio è abbastanza semplice da attuare anche se ci sono alcune regole importanti da seguire, soprattutto riguardo al materiale da inserire nel compost. Rifiuti dell’orto e del giardino (cascami, steli, foglie, etc…) e rifiuti di cucina (scarti vegetali, bucce, fondi di caffè, etc…) sono l’ideale mentre sono assolutamente vietati la plastica e i materiali contenti plastica, oggetti con parti in metallo, vetro, legno verniciato, calcinacci, tessuti e tutto quanto non è biodegradabile. Una via di mezzo sono poi le ossa, pelli e legno non sminuzzati (troppo lenti nella decomposizione), carta e cartone (per via degli inchiostri e anche dell’estetica del giardino che verrebbe rovinata dai pezzi di carta), i tessuti di fibre naturali e soprattutto la lana (oltre ai coloranti che spesso non sono naturali, questi sono lenti a decomporsi), resti di carne, pesce e cibi cotti (questi attirano nel bidone di compostaggio topi, insetti e altri animali indesiderati), bucce di agrumi, resti di piante con parassiti (questi potrebbero danneggiare l’equilibrio naturale che regola il compostaggio). Per incominciare l’attività di compostaggio l’ideale, per chi ha a disposizione uno spazio ridotto, sono le compostiere. Le compostiere commerciali possono essere acquistate con diversi modelli anche se le forme sono di solito a cilindro, esagono o quadrato. Alcune compostiere sono coibentate per trattenere meglio il calore nella fase di fermentazione. Altre sono chiuse sul fondo per evitare che entrino ratti o animali non desiderati. Tutti i modelli, comunque, hanno un coperchio superiore dove inserire il materiale per il compostaggio e un’apertura inferiore per prelevare il compost una volta diventato maturo. L’obiettivo compostaggio è riuscire ad ottenere del buon terriccio in tempi brevi. Per questo motivo, ovvero per ridurre e regolare i tempi di decomposizione, esistono i così detti attivatori per il compostaggio che possono essere organici (aiutano sia a riequilibrare la composizione in nutrienti dei rifiuti che a rendere più ricca la dotazione di elementi fertilizzanti nel compost) oppure specificatamente prodotti e acquistabili in comode confezioni. Se per gli attivatori organici c’è bisogno di una certa esperienza e conoscenza, con quelli che si trovano in commercio le cose sono più semplici. Il loro utilizzo, al fine di evitare la formazione di cattivi odori e di promuovere e regolare l’attività dei microrganismi, è molto semplice perché basta introdurre nel compost la dose consigliata prestando attenzione al tipo di compostaggio che si intende trasformare (le possibilità sono due: materiale dell’orto e del giardino oppure i rifiuti domestici biodegradabili sia liquidi che solidi). Gli attivatori per compostaggio già preconfezionati sono indubbiamente la scelta ideale per chi si avvicina per la prima volta a questa pratica oppure per chi, pur amando la natura, ha spesso troppo poco tempo per approfondire la conoscenza di una pratica semplice ma delicata come quella del compostaggio.

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La fune in acciaio come espressione di alta tecnologia

La fune in acciaio è un prodotto che ritroviamo spesso nella vita di ogni giorno: l’ascensore, la funivia, i montacarichi… ma questa presenza assidua, spesso, la fa concepire come un prodotto banale, che si può acquistare da qualunque produttore, senza particolari garanzie e anche a prezzi molto contenuti. In realtà, le funi metalliche sono il risultato di complesse progettazioni e di studi accurati, di scelte precise relative alle caratteristiche del materiale e alla sua lavorazione che ne determinano il loro comportamento meccanico e la loro capacità di assolvere a determinati requisiti. La struttura della fune in acciaio viene solitamente divisa in due famiglie distinte che prevedono un’anima in fibra tessile oppure in acciaio. Questo ‘cuore’ diverso influisce sulla maggior o minor flessibilità e ne decreta il campo di utilizzo. Le funi metalliche sono generalmente a sezione circolare anche se, per settori specifici come quello minerario, possono anche avere una sezione piana. Altro elemento fondamentale è il trefolo che è composto da fili d’acciaio arrotolati tra loro che vengono a loro volta intrecciati intorno all’anima. Se i trefoli sono avvolti verso destra e fili avvolti verso sinistra avremo una fune metallica crociata destra mentre se i trefoli sono avvolti verso sinistra e fili verso destra una crociata sinistra. Con fili e trefoli avvolti verso destra parleremo di parallela destra: ovviamente, con trefoli e fili avvolti verso sinistra di parallela sinistra. La maggior parte delle funi metalliche ha avvolgimento destro ma ci sono dei casi specifici nei quali le funi con avvolgimento destro vengono utilizzate con funi con avvolgimento sinistro: questo avviene di solito in presenza di movimenti rotatori che devono essere compensati. La fune in acciaio viene realizzata a seconda delle funzioni a cui deve assolvere (fune di coda, la fune preformata, la funeguida) e spesso sono anche molto specialistiche come quelle antigirevoli, ideali per tutte quelle situazioni in cui c’è bisogno della totale assenza di rotazione, come nelle gru, nelle gru a torre, etc… Da questa breve panoramica sulle funi in acciaio emerge come l’universo di questo importante elemento sia estremamente variegato e di come sia necessario conoscere bene le esigenze richieste per scegliere il prodotto più giusto. Diversi paesi di provenienza, diverse lavorazioni, diversi concetti di qualità e di garanzia del prodotto, infatti, rendono la scelta delle funi in acciaio molto difficile. E questo accade anche perché i prezzi possono variare di molto, creando così tentazioni che a volte possono risultare se non fatali, decisamente negative per il lavoro e per la salute degli operatori.

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Calzature di sicurezza: perché rinunciare al comfort?

Quando si parla di calzature di sicurezza solitamente non si parla di comfort anche se spesso questo tipo di capo viene indossato anche più ore rispetto alle altre scarpe, utilizzate per la vita privata e il tempo libero. Prestando un po’ di attenzione ad alcuni fattori importanti, però, la possibilità di aderire a tutte le regole dell’antinfortunistica senza rinunciare ad avere i piedi comodi esiste. Primo elemento da considerare nell’acquisto delle calzature di sicurezza sono i materiali con i quali sono realizzati gli interni, ovvero quelli con i quali il piede è direttamente a contatto. Se una volta, infatti, tutte le parti della scarpa erano praticamente sintetiche adesso i fastidi e le irritazioni possono essere eliminati grazie a materiali naturali, come il lattice o il cotone, che favoriscono anche la giusta traspirazione del piede. E non sono solo questi i puls di un ‘interno naturale’ dal momento che questo è anche importante per dare alla calzatura la giusta morbidezza che, soprattutto dopo ore di lavoro, riduce sensibilmente il senso di stanchezza del piede. Ricordatevi, quando acquistate le vostre scarpe, di trovare la forma giusta, che si adatti all’anatomia del vostro piede, e di prendere sempre un numero abbondante visto che con la posizione eretta e il lavoro prolungato i piedi tendono a gonfiarsi. Per quanto riguarda l’esterno della calzatura antinfortunistica, questo deve rispondere a diversi requisiti tra i quali il primo è sicuramente quello di proteggere i piedi contro le aggressioni esterne (che nei cantieri vanno dallo schiacciamento alla perforazione e alle vibrazioni) e nel contatto con il suolo evitando i pericoli di scivolamento su superfici coperte da grasso e olio oppure da fanghiglia o ghiaino. Per essere sicuri, prima dell’acquisto consigliamo di visionare la norma EN 344, anche se per i singoli casi bisogna fare riferimento alle norme EN 345, EN 346 e EN 347. L’acquisto delle vostre calzature antinfortunistiche è fondamentale per il vostro lavoro: di conseguenza, è buona regola farsi sempre consigliare da un esperto e provare più modelli al fine di trovare quello più adatto sia al nostro lavoro che al nostro piede!

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Flessometro Sola Big-T in classe I EC: quando un piccolo utensile diventa un grande alleato!

Quando la misurazione professionale è da più di 60 anni la vera passione di un’azienda, i risultati sono necessariamente sorprendenti. Un esempio? Il flessometro Big-T in classe I di SOLA, marchio austriaco riconosciuto a livello mondiale per i suoi prodotti tecnologicamente all’avanguardia che hanno apportato cambiamenti fondamentali al settore della misurazione.
Il flessometro Big-T nasce da uno studio attento delle fondamentali necessità degli utilizzatori, prima fra tutte la precisione e la facilità di lettura. Il prodotto, infatti, ha il nastro dotato di un gancio terminale fissato in quattro punti per un posizionamento corretto e sicuro. Inoltre, ha una copertura realizzata in un composto polimerico trasparente per una perfetta lettura anche nei primi centimetri e un piccolo braccio posteriore estraibile che fa raggiungere al flessometro la misura di 10cm esatti di ingombro, rendendo ineccepibili anche le misurazioni interne. Il nastro è trattato con una particolare verniciatura antiriflesso che elimina gli errori di misurazione dovuti ad una luminosità troppo intensa data dai diretti raggi del sole. E l’ergonomia? Questa nasce dalla forma stessa del prodotto, studiata per essere contenuta all’interno del palmo di una mano, dalla facilità con la quale si estrae o si inserisce il flessometro (sistema di ammortizzatore) e dalla comoda clip brevettata per agganciarlo e sganciarlo velocemente dalla cintura.
Ovviamente, visto l’utilizzo stesso del flessometro, SOLA ha dato anche particolare attenzione alla robustezza del prodotto che ha poi testato sottoponendolo a circa 15 giorni di cadute involontarie ma soprattutto ‘volontarie’: anche dopo una prova così dura, il flessometro è rimasto intatto e funzionale, dimostrando ancora una volta che quando le cose sono fatte con passione e professionalità, possono resistere anche agli utilizzi più gravosi.
Contenuto nel prezzo (ricordiamo infatti che stiamo parlando di una classe di accuratezza I EC), il flessometro Big-T classe I di SOLA è disponibile sia con un nastro da 5m con una larghezza di 19 mm che da 8 m e una larghezza di 25 mm.

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Ferramentaonline.com: un portale decisamente customer-oriented!

Ferramentaonline.com è un portale dedicato alla vendita di ferramenta e materiali ad essa correlati, nato per essere un vero strumento di lavoro per artigiani e professionisti senza dimenticare gli amatori e i bricoleurs. Troppo spesso, infatti, i portali destinati a presentare una grande varietà di materiale tendono ad allontanare il cliente invece di guidarlo ad una scelta: troppe informazioni, troppi box, troppi colori… finché alla fine la decisione ricade sul negozio di ferramenta locale, che magari si trova anche distante dall’azienda, dal cantiere o dall’abitazione. Per Ferramentaonline, invece, l’impegno a fornire un vero servizio al cliente si vede già dall’homepage: alla sinistra, una pagina shop chiara e intuitiva evidenziata da un colore azzurro con tutte le categorie più importanti divise in sottocategorie. Ogni prodotto esposto è descritto in tutte le sue caratteristiche e all’interno delle cartelle si possono trovare notizie interessanti sul prodotto, sulla ditta madre, sull’utilizzo anche per attività diverse da quelle solitamente proposte. Sotto la colonna shop, ci sono informazioni e articoli di approfondimento che possono guidare l’utente alla scelta del prodotto ideale oppure fornire interessanti spunti per rendere il lavoro più preciso o veloce. Il centro della homepage, invece, è destinato alle novità e alla messa in risalto di quei prodotti che si sono rivelati particolarmente efficaci. La grafica, molto ariosa su sfondo bianco, divide ogni singolo item in modo chiaro e intuitivo senza disturbare con immagini o scritte troppo ‘chiassose’. La colonna di destra, anche questa su sfondo azzurro, ha tutti i servizi utili all’utente dal carrello ai social networks. Il portale conta già oltre 50.000 aziende registrate e, grazie al dinamismo e alla notevole organizzazione del suo staff, evade gli ordini con precisione e sempre in tempi brevi (interessante in questo senso è visitare per un attimo la pagina ‘dicono di noi’: vi assicuriamo che i commenti, diversamente da altri portali, sono del tutto originali e vengono pubblicati proprio come arrivano in redazione). Ferramentaonline ha ottenuto il Marchio Fiducia Federcomin che garantisce che l’impresa si attiene a determinati principi e criteri di trasparenza, sicurezza e riservatezza nel condurre operazioni commerciali on-line.

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Qual è il modo migliore per ancorare il controtelaio agli infissi?

Il controtelaio per l’alloggiamento di porte e finestre è la cornice alla quale vengono ancorati gli infissi che può essere realizzato sia in lamiera di ferro zincato che in legno grezzo. Se la lamiera in ferro zincato garantisce l’inalterabilità nel tempo e la resistenza anche a grosse sollecitazioni, il legno grezzo viene preferito di solito per gli interni, soprattutto di abitazioni private o attività commerciali, dove il controtelaio per le porte deve rispondere a numerosi requisiti di flessibilità, velocità di messa in opera ed una contenuta spesa iniziale. I metodi di fissaggio del telaio fisso sul controtelaio delle porte sono numerosi anche se questi possono essere divisi in tre gruppi principali. Il primo prevede l’uso di una graffettatrice pneumatica e di lamelle ondulate che vengono inserite direttamente nel controtelaio. Questo metodo, grazie alla velocità di esecuzione, è sicuramente tra i più adottati da falegnami e manovali. Il risultato, però, non è sempre ottimale dal momento che a volte l’allineamento del telaio fisso e controtelaio delle porte può subire difetti di regolazioni portando così alla necessità di successivi aggiustamenti, a volte anche molto onerosi. Se alla velocità di esecuzione si preferisce invece una maggiore qualità e una maggiore garanzia di tenuta nel tempo, allora bisogna dimenticare graffettatrice e lamelle per optare invece per un’applicazione più certosina che consente una perfetta adesione del controtelaio delle porte al telaio fisso. Questa si ottiene inserendo dei piccoli spessori dove si intravedono interstizi tra i due corpi della realizzazione. Fissando poi gli spessori con delle viti passanti (il numero delle viti da applicare può variare a giudizio del montatore) si ottiene un insieme solidale e compatto oltre che flessibile e resistente. Il risultato è ottimo anche perché consente la possibilità di registrazioni successive. Per quanto riguarda la terza tipologia di intervento, questa prevede l’uso di arpioncini (chiamati anche ‘arpette’) da inserire sul telaio fisso. Con delle viti, poi, si effettuerà il loro fissaggio al controtelaio delle porte. Come accade spesso in edilizia, anche sulla quantità di arpioncini da utilizzare al fine di un risultato ottimale ci sono convinzioni discordanti. Molti artigiani, infatti, insistono sull’inserimento di almeno tre arpioni per lato. D’altro canto, però, è molto diffusa anche la convinzione che due arpioncini sul montante dove è presente lo scrocco della porta siano sufficienti. Come in tutte le cose, anche la decisione di quanti arpioni mettere deve essere guidata dal buon senso: ovviamente, se l’applicazione deve avvenire su porte di piccole dimensioni che non vengono utilizzate quotidianamente, il numero degli arpioni può a tutti gli effetti variare. Sulle porte più grandi, invece, dove la sicurezza e la stabilità del blocco telaio fisso-controtelaio diventano fattori di primaria importanza, la possibilità di avere un ancoraggio più sicuro ed ergonomico a tutti gli effetti può apportare benefici evidenti nel tempo. Dal momento che il costo degli arpioncini è assai ridotto e che tutto sommato il tempo impiegato è lo stesso, comunque, forse l’opzione dei tre arpioni per lato è la migliore.

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Maschera facciale professionale senza filtro: una classe A per lavorare in sicurezza.

Quando si lavora con vernici a spruzzo o miscelazioni di vernici, quando molte ore della giornata devono essere trascorse a contatto con corpuscoli o materiali volatili, allora la preservazione delle vie respiratorie diventa un fattore di cruciale importanza. Numerosi studi effettuati su operatori coinvolti in lavori anche gravosi connessi con l’utilizzo di materiali nebulizzati hanno dimostrato che una corretta protezione diminuisce sensibilmente i rischi di malattie croniche e protegge sensibilmente l’apparato respiratorio, soprattutto se l’attività si prolunga regolarmente negli anni. Da sempre sensibile a questo tipo di problematiche legate alla salute e alla sicurezza degli operatori, la ditta 3M presente in tutto il mondo con le sue numerose filiali, ha realizzato la maschera facciale professionale senza filtro di classe A. Questo è uno strumento efficace e versatile che, oltre a fornire la massima protezione, si è dimostrato essere anche particolarmente confortevole e utilizzabile per molte ore senza creare pruriti o fastidi alla pelle. La maschera ha l’alloggiamento per due filtri laterali a calotta che possono essere integrati da altri filtri a seconda delle necessità. Volendo, inoltre, si possono montare anche eventuali prefiltri. La visibilità della maschera è maggiore rispetto ai prodotti della stessa gamma grazie ad una visiera appositamente studiata e realizzata in materiale plastico resistente a graffi, tagli e all’impatto con eventuali residui di lavorazione. Grazie ad una buona circolazione dell’aria all’interno della maschera, zone di condensa o di scarsa visibilità non si presentano mai, nemmeno quando l’attività si svolge con temperature elevate. Per una maggiore durata, inoltre, M3 ha posizionato anche una valvola di esalazione che può essere mantenuta pulita ed efficiente con un operazione di pochi minuti. Per quanto riguarda il comfort, questo è garantito dalle guarnizioni esterne realizzate in materiale plastico robusto ma morbido e dalla leggerezza stessa della maschera, caratteristica assai rara nell’ambito delle maschere di protezione. Se il prodotto si può definire assolutamente eccellente e unico nella sua categoria, sicuramente però un ruolo della massima rilevanza gioca anche la manutenzione periodica dello stesso che deve riguardare non solo la pulizia delle parti in plastica attuabile con detergenti neutri o con semplice acqua corrente ma anche i ricambi periodici dei filtri e degli eventuali prefiltri.

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Riprende il via il concorso social della rivista CheMagazine!

MACERATA – Riparte questa settimana il concorso dalla rivista “CheMagazine!”, edita dal Gruppo Esserci Comunicazione. I primi biglietti in palio sono per il teatro Feronia di San Severino Marche, dove domenica 8 gennaio va in scena “Dissonorata. Un delitto d’onore in Calabria”, di e con Saverio La Ruina.
Grazie alla collaborazione dell’Amministrazione comunale e del direttore artistico Francesco Rapaccioni, i fan del profilo Facebook della rivista (www.facebook.com/pages/CheMagazine) possono vincere due ingressi omaggio. Lo spettacolo, partendo dalla “piccola” ma emblematica storia di una donna calabrese, offre lo spunto per una riflessione sulla condizione femminile in generale. Dalla rappresentazione emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia.
Partecipare all’operazione a premi della rivista “CheMagazine!” è semplice e gratuito. Basta diventare fan del profilo Facebook (www.facebook.com/pages/CheMagazine) e cliccare “parteciperò” sullo spettacolo che si preferisce. Tra i partecipanti saranno estratti 2 fortunati per ogni singolo evento.
Nel mese di gennaio sono previsti altri numerosi ingressi omaggio: il 13 a Recanati con “Non c’è tempo amore”, il 14 a Morrovalle con “Romeo e Giulietta”, il 18 e 19 a Civitanova Marche con “Muta Imago” e il concerto di Roberto Cacciapaglia, quindi il 21 a Porto Sant’Elpidio (Fm) con “Enrico Rava Tribe”, per chiudere il 31 con Treia e Camerino dove vanno in scena rispettivamente “Il pranzo di Babette” e “La lampadina galleggiante”.

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