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Sicurezza sul lavoro: un nuovo anno tra speranze e realtà

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Sicurezza sul lavoro: un nuovo anno tra speranze e realtà

Il bilancio del 2019 e le criticità da affrontare nel 2020 per migliorare realmente la tutela della salute e sicurezza sul lavoro in Italia. A cura di Rocco Vitale, presidente di AiFOS e sociologo del lavoro.

 

Il bilancio dell’anno appena passato dovrebbe portare, alla luce di quanto accaduto, a pensare e progettare la sicurezza sul lavoro per l’anno 2020 ed anche i prossimi. Nulla però di tutto ciò avviene.

I dati statistici degli infortuni accaduti sono sempre utili per riflettere, ma questi bilanci non si possono basare solo ed esclusivamente sui numeri. Del resto neppure i dati sono completi, esaurienti ed utili. Abbiamo, per semplificare, 22 sistemi di analisi dei dati. 19 Regioni e due provincie autonome, tramite le ASL (e le differenti terminologie di ATS in Lombardia ed in Sardegna, ULSS in Veneto, APSS nel Trentino, AS a Bolzano, USL in Emilia Romagna e Toscana, AUSL in Umbria e a Pescara (mentre dell’Abruzzo si chiamano ASL), ASUR nelle Marche, ASREM nel Molise, ASP in Calabria ed in Sicilia. Ogni regione fa a sé. Spesso non vi sono dati statistici completi a livello regionale né tantomeno un sistema unitario tra le stesse regioni.

 

Vi è poi l’INAIL, unico ente che presenta i dati a livello nazionale, regionale e provinciale. Vi sono alcune critiche rivolte all’INAIL per come vengono elaborati i dati ma ci si dimentica che l’INAIL è un ente di assicurazione e quindi i dati seguono il sistema assicurativo.

Ciascuno, insomma, ha propri sistemi di rilevamento e pertanto, spesso, questi dati rimangono solo numeri. Quanto era chiara la lezione di Kurt Lewin allorquando sosteneva che una ricerca di dati che non produce una azione conseguente è destinata a restare un volume negli scaffali (!).

 

Nell’accozzaglia dei dati una cosa però è chiara: gli infortuni aumentano e non si conosce quali sono o siano state le azioni di prevenzione.  Per carità di patria, non parliamo del SINP (Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione) che dopo 11 anni ha prodotto solo decreti, commissioni e tanta carta.

In questo quadro sconclusionato dove si è persa l’idea di sistema paese-nazione si sono maggiormente ed ulteriormente aggravate le differenze, da ogni punto di vista, tra nord e sud. A questo storico disequilibrio nazionale, nel campo della salute e sicurezza sul lavoro, si è aggiunta una ulteriore divisione. Questa volta non più tra nord e sud ma tra le aziende medie e grandi e le microimprese che, con meno di 9 dipendenti, rappresentano il 45,3% delle aziende italiane.

 

A dieci anni dall’entrata in vigore del D. Lgs. 81/2008 questo divario risulta sempre più evidente senza proposte non dico di soluzione ma anche solo di inizio di presa in seria considerazione di questo problema.

L’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), pur senza velleità di sostituirsi agli organi istituzionali, ha realizzato una ricerca-monitoraggio sull’applicazione del D. Lgs. 81/2008 a dieci anni dalla sua entrata in vigore, il quale ha portato chiare evidenze di questa situazione. L’unico monitoraggio sulla salute e sicurezza era stato effettuato a dieci anni dopo il noto Decreto 626 del 1994 a cura delle Regioni. Persa la spinta propulsiva di una azione a livello nazionale ogni Regione è andata per conto proprio aumentando la burocrazia e le incombenze con: delibere, determine, circolari e via dicendo.

 

Bisognerebbe chiedersi, con serietà, che cosa di utile hanno apportato al sistema della sicurezza tutti questi interventi a fronte di un quadro che vede i morti e gli infortuni sul lavoro in costante aumento?

La nuova divisione sociale del lavoro, senza scomodare Durkheim, è ormai rappresentata non solo dal lavoro ma delle ore di lavoro che diminuiscono e con esse l’insicurezza sulla salute e la sicurezza dei lavoratori. Nelle aziende strutturate management e sindacati dei lavoratori hanno organizzato quello che possiamo definire il “controllo sociale”, la sicurezza fa ormai parte del sistema produttivo ed organizzativo. Dall’altro lato, come evidenzia la ricerca dell’AiFOS, nelle microimprese la sicurezza è ridotta, quando va bene, ad assolvimenti di legge solo formali fatti di carte ed attestati (quando non sono fasulli) dove non vi è alcuna sostanza.

 

L’azione più fallimentare è sicuramente quella della formazione che rappresenta il primo ed utile strumento per una azione di prevenzione.

 

Cosa fare in questa situazione?  Non rientra nelle priorità cambiare il D. Lgs. 81/2008 (anche se alcune modifiche sarebbero utili ed immediate per la sua semplificazione ed applicazione) e neppure invocare la decina di decreti che ancora devono essere emessi a dieci anni di distanza. Forse sarebbe più utile pensare a meno decreti che parcellizzano l’azione della legge e a rivedere molti decreti emessi. Basti pensare ai 5 Accordi Stato Regioni sulla formazione di cui da anni si parla (e nessuno si prende la briga di iniziare) per una loro unificazione che però deve essere unificata con altri decreti e a normative previste dalla legge. Altre 5 norme sulla formazione sono previste da decreti differenti e non avrebbe alcun senso riordinare gli Accordi Stato Regioni tralasciando gli altri decreti. Ne verrebbe fuori un’anatra zoppa!

 

E allora molliamo tutto? Speriamo che qualcuno si muova per fare qualcosa?

No. Non si molla per niente e la speranza non è la fiduciosa attesa di qualche cosa di desiderato. Piuttosto la speranza deve essere riposta in noi stessi per continuare con serietà, caparbietà, interessi e stimoli nuovi a fare bene il nostro lavoro ogni giorno per tutti i giorni.

 

Il link per conoscere eventi, corsi e iniziative organizzati dall’associazione AiFOS: http://www.aifos.it

 

Per informazioni e iscrizioni:

Direzione Nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected]

 

 

09 gennaio 2020

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Patavium rinnova il suo outfit online: nuovo sito e nuovi contenuti per i professionisti del risarcimento

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  • 22 Giugno 2012

In materia di risarcimento danni spesso rivolgerci a dei professionisti, con anni di esperienza alle spalle, è l’unica via per ottenere un risarcimento sicuro e veloce.

30 anni di casi risolti e 40.000 casi giustamente risarciti sono i numeri di Patavium, emanazione di Generale Risarcimenti, azienda formata da professionisti specializzati distribuiti su tutto il territorio nazionale, che ha da pochi giorni lanciato online la nuova versione del proprio sito internet Patavium.it.

L’azienda padovana specializzata in risarcimento sinistri ha infatti progettato il nuovo layout del sito in funzione delle esigenze del privato che sia alla ricerca di informazioni o di consulenza riguardo ad incidenti stradali, infortuni sul lavoro, casi di responsabilità medica, incidenti domestici o altri casi per i quali sia possibile richiedere il risarcimento di un danno subito. La nuova grafica del sito è semplice ed intuitiva, ed oltre alle informazioni di tipo tecnico riguardo all’azienda ed al settore dei risarcimenti, offre una sezione che raccoglie i contatti e gli indirizzi delle molte sedi sparse in tutta Italia.

Le novità più interessanti della nuova versione sono contenute nella sezione “altri casi”, che analizza i casi meno comuni, ma pur sempre possibili, di risarcimento danni:rivalsa del datore di lavoro, responsabilità civile terzi, fondo vittime della strada, sinistri mortali, polizze infortuni. Queste sezioni chiariscono quelle parti della sfera del risarcimento che pur non essendo molto diffuse, rappresentano delle casistiche per le quali l’azienda offre una consulenza a 360° grazie ai suoi consulenti, tutti iscritti al RUI, come da normativa ISVAP.

Altro strumento di approfondimento e di conoscenza per i visitatori del sito è la sezione “Novità legislative”, che raccoglie le sentenze significative per il settore del risarcimento danni e la sezione “News” che invece raccoglie novità sia in campo legislativo che sociale e di cronaca, riguardo al settore.

Serena R.

Prima Posizione Srl- web marketing agency

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Stanchezza e poca attenzione: le cause principali degli infortuni sul lavoro

<p>Ogni mestiere ha le sue particolarità, rischi e normative per tutelare i lavoratori nel migliore dei modi ed in base alle specifiche attività da svolgere e all’ambiente di lavoro, ma dati pubblicati recentemente a livello europeo mostrano come, in realtà, la maggior parte di infortuni sul lavoro possano attribuirsi a cause e comportamenti generali e non esclusivi di una o altra occupazione. </p>

<p>In questo modo, sarebbero misure di sicurezza primarie e atteggiamenti responsabili di base a limitare in gran misura il numero di accidenti sul lavoro, almeno per quanto riguarda la categoria “incidenti” ovvero gli eventi che provocano in modo immediato delle lesioni o addirittura <a href=”http://www.giesse.info/risarcimenti/ambiti-di-intervento/incidenti-ferroviari/”>morti sul lavoro</a>.</p>

<p>Questa distinzione è importante perché, non sono solo gli incidenti a rappresentare una minaccia per i lavoratori. Poiché questi sono esposti nel lungo termine a certi aspetti delle loro mansioni che possono danneggiare la loro salute benché gli effetti non siano immediati, e che tutto lavoro è inevitabilmente legato ad una certa quantità di stress, le politiche di sicurezza sul lavoro devono essere e sono indirizzate a tutelare il lavoratore anche di fronte a queste eventualità. </p>

<p>Per quanto riguarda gli accidenti quindi che provocano i danni immediati ai lavoratori e sui quali si focalizzano le ultime statistiche, risulta evidente che non è sufficiente attuare dei piani di adeguazione dell’ambiente di lavoro e delle procedure ma è anche fondamentale formare i propri dipendente e renderli consapevoli delle reali conseguenze che può avere un comportamento irresponsabile, spensierato o affrettato nel lavoro. Le aziende di risarcimento danni e i vari <a href=”http://www.giesse.info/it/colpa-medica.html”>avvocato del lavoro</a> indicano queste come eventualità principali nei casi di gestione di sinistri sul lavoro. </p>

<p>Tra le cause più comuni gli scivolamenti, cadute e inciampi per via di pavimenti bagnati o ostacoli nelle aree di passaggio, ma soprattutto la perdita di controllo di attrezzature, macchinari o mezzi di trasporto. Questi vanno dalle lesioni provocate ad esempio da affettatrici in ristoranti e macellerie alla guida di gru e la manipolazione di carichi pesanti: è quindi una fonte trasversale di rischio che si estende in più settori e per la quale il controllo periodico delle macchine e la massima cura nell’utilizzo sono fondamentali. Da uno studio pubblicato nel 2006 sempre a livello europeo (Eurostat 2006), emergeva già che la perdita di controllo dei macchinari e strumenti di lavoro è la causa principale degli incidenti fatali nel lavoro con un’incidenza del 41%.</p>

<p>Tra le lesioni più frequenti ci sono senza dubbio quelle muscolari causate dalla manipolazione di elementi pesanti, anche in contesti dove questa attività non è direttamente correlata alla mansione, come ad esempio in un ufficio. In secondo posto le lesioni nella schiena, alle quali contribuiscono le posizioni scomode o non corrette adottate nella postazione di lavoro e il mal di testa, sia per colpi che per cadute di oggetti. </p>

<p>Categoria a parte è l’infortunio in itinere ovvero gli incidenti che possono accadere alle persone negli spostamenti da e per il posto di lavoro. Questi, pur rappresentando una percentuale minore del totale di infortuni sul lavoro e sono uno dei pochi reparti che vanno contro la tendenza decrescente del numero complessivo di incidenti nelle statistiche sulla <a href=”http://www.giesse.info/it/chi-siamo/storia/index.html”>sicurezza lavoro</a>.</p>

<p>Formazione quindi come elemento principale, consapevolezza dalla parte del datore di lavoro e dei lavoratori, che non devono dimenticare, in caso di scadenze o stanchezza, che la loro sicurezza è l’assetto più importante per sé stessi e per l’azienda. </p><p></p>

A cura di Alba L<br>Prima Posizione Srl – combattere la <a href=”http://www.prima-posizione.it/CombatEasy/”>crisi economica</a>

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Rischio chimico: sicurezza nei laboratori

Esistono nel mercato del lavoro molti mestieri per i quali esistono dei rischi concreti e contrastabili, che sono per norma generale regolati e rispettati, ma che in molti casi non sono sufficienti a proteggere i lavoratori dei pericoli associati alle loro attività operative.

Un gruppo di lavoratori particolarmente a rischio è quello dei ricercatori e docenti che realizzano le loro mansioni all’interno di laboratori. La continua esposizione a sostanze chimiche e il rischio di entrare in contatto con prodotti nocivi sono i due rischi più importanti che devono affrontare questi individui e anche le loro compagnie assicurative, che hanno il compito di valutare il calcolo danno biologico o chimico.

I scienziati e docenti che passano tutta la giornata di lavoro in questi locali, che nella maggioranza dei casi immagazzinano una gran quantità di prodotti chimici, incorrono nel rischio innanzitutto di inalare sostanze tossiche per filtrazioni o perdite di prodotto, ma esiste anche un reale pericolo nell’essere quotidianamente in contatto con numerosi gasi inoffensivi in piccole dosi ma che in caso di lunga esposizione, e soprattutto se in contatto con altri gas a loro volta potenzialmente nocivi, posso risultare in gravi danni per la salute.

Inoltre, la stessa esposizione a questi gas può risultare già non in un danno a lungo termine o sporadico ma funzionare come mediatore di un infortunio derivato dalla perdita di capacità causata dall’inalazione di tale prodotto. Sostanze che aumentino i tempi di risposta e minino i riflessi dei lavoratori possono avere un effetto importante nella precisione con cui questi svolgono le proprie mansioni, occasionando incidenti poco probabili in condizioni normali. E’ il caso ad esempio dei solventi, che possono avere effetti sul sistema nervoso dei lavoratori o ridurre la quantità di ossigeno che arriva ai polmoni.

Una seconda fonte di rischi in questi contesti così specifici è l’assorbimento cutanea di prodotti irritanti o corrosivi. Sebbene le precauzioni per evitare questi infortuni sul lavoro siano tante, e anche se i propri lavoratori sono coscienti dell’importanza di adempire agli obblighi normativi in materia, purtroppo questa continua ad essere una causa frequente di danni agli individui impegnati in mansioni nei laboratori chimici.

La presenza di un gran numero di sostanze diverse, seppur immagazzinate in modo controllato, aumenta esponenzialmente i rischi di ogni singolo componente infamabile ed esplosivo. Questo è il motivo per il quale le sezioni di laboratori che immagazzinano i prodotti chimici e dove si realizzano le reazioni con questi componenti sono sempre localizzato nell’ultimo piano degli edifici e le persone che ne entrano ed escono devono essere non solo autorizzate ma vestire abbigliamento e calzature specifiche.

Diventa quindi cruciale in settori come quello della ricerca chimica e farmaceutica rispettare la legislazione in materia di sicurezza specifica per ogni industria, e che il datore di lavoro, istituzione o stato a carico del centro si faccia responsabile non solo non solo dell’eventuale liquidazione danno ma anche di una mirata e applicata comunicazione effettiva dei rischi all’interno del laboratorio e tra colleghi.

Articolo a cura di Alba L
Prima Posizione Srl- persuasive copywriting

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Il Presidente Napolitano:“Le morti sul lavoro sono un fenomeno inaccettabile”

L’attività di sorveglianza sanitaria svolta da aziende come Sapra Sanità sui luoghi di lavoro è fondamentale per aumentare la prevenzione e ridurre gli incidenti sul lavoro.

“Non si può abbassare la guardia, è necessario continuare a contrastare con determinazione la piaga del lavoro nero al quale si accompagnano fenomeni di sfruttamento”. Così Giorgio Napolitano nel messaggio all’Anmil. Gli infortuni sul lavoro e le morti bianche costituiscono un “fenomeno sempre inaccettabile”, dice il Capo dello Stato. La loro riduzione nel 2010 deve essere considerata “una tappa” del percorso volto ad assicurare “la piena osservanza di tutte le norme a garanzia della salute e dell’integrità dei lavoratori”.

Nel messaggio inviato in occasione della 61/ma giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro il presidente della Repubblica spiega che “pur nella crisi economica generale che negli ultimi anni ha colpito il nostro Paese e tutto il mondo occidentale, non può abbassarsi la guardia riducendo gli investimenti nel campo della prevenzione e della sicurezza sul lavoro. E’ perciò necessario continuare a contrastare con determinazione la piaga del lavoro nero al quale troppo spesso si accompagnano forme di sfruttamento e di violazione delle norme a tutela della sicurezza. Il tragico crollo di Barletta che ha provocato la morte di giovani donne costrette a un lavoro nero vergognosamente sottopagato ha gettato luce su pratiche intollerabili.”

E’ di fondamentale importanza l’attività svolta da aziende come Sapra Sanità nell’ambito della Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro: il lavoro di sorveglianza sanitaria eseguito dai medici competenti nelle aziende mira a ridurre a zero gli incidenti sui luoghi di lavoro.

Il rapporto appena presentato dall’Inail conferma l’andamento positivo che sottolinea la crescente attenzione alla prevenzione e alla sicurezza sul lavoro.

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Alcool e droga i maggiori responsabili degli infortuni

Riscuote sempre più consensi l’unità mobile del Centro Sanitario Polispecialistico SA.PR.A.

I due fattori che mettono a rischio l’incolumità dei lavoratori sono, primi fra tutti, alcool e droga, in particolare nel settore edilizio e dei trasporti (due fra i settori più a rischio di incidenti), dove un semplice calo d’attenzione può rivelarsi fatale.Gli ultimi dati Inail evidenziano come gli incidenti sui luoghi di lavoro siano in diminuzione rispetto allo scorso anno, ma non a sufficienza.

Le fonti infatti evidenziano che il fenomeno dell`uso di sostanze psicoattive nei luoghi di lavoro risulta essere un problema spesso sottovalutato e sottostimato: una percentuale compresa tra il 4 e il 20% di tutti gli incidenti che capitano sui luoghi di lavoro (940.000 ogni anno secondo le denunce presentate all`INAIL) risulta alcool correlata.
Ciò significa che dei 940.000 infortuni segnalati, 37.000-188.000 trovano la loro causa nell`uso e abuso di alcol. Il 51 % del totale degli infortuni avviene con modalità, mentre l`11% è rappresentato da incidenti stradali. Da un`indagine dell`associazione nazionale dei medici del Lavoro emerge che su 16.358 lavoratori visitati l`1,3% è risultato positivo al test sulla droga, e il 63,7% fa uso di cannabis.
Per cercare di ridurre questi dati drammatici e il loro impatto sulla società e sull’economia aziendale, i test alcolimetrici e i test tossicologici sono ormai resi necessari e obbligatori: la norma che vieta espressamente l’assunzione di alcol in professioni a rischio esiste dal 2001, ma è stata via via aggiornata e il divieto è stato esteso agli stupefacenti, con la facoltà del medico competente di stabilire sulla base di controlli a sorpresa l’idoneità o meno del lavoratore a svolgere le proprie mansioni.

Al fine di prevenire malattie legate alla professione svolta ed incidenti sul luogo di lavoro, la figura del medico competente svolge un ruolo di primaria importanza nella gestione delle problematiche di salute e sicurezza nelle aziende.
La regressione degli infortuni in ambito lavorativo si deve alla capillarità delle campagne di sensibilizzazione intraprese da aziende come SA.PR.A. Sanità che stanno interessando il mondo del lavoro, e alle normative che regolano il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: la tredicesima edizione di Ambiente Lavoro, Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ha visto un’affluenza sopra ogni aspettativa, dimostrazione del fatto che le Aziende in Italia seguono con minuziosità le nuove normative ed i nuovi strumenti  per assicurare il miglior tenore qualitativo del lavoro. Grandi i nomi delle aziende che hanno inviato i loro responsabili alla sicurezza, migliaia di Rspp, quasi 14.000 presenze con 8.000 partecipanti ai convegni e seminari organizzati. Fiore all’occhiello della manifestazione si è rivelata l’unità mobile per la medicina del lavoro di Sa.Pr.a. Sanità, azienda tra le maggiori in Italia e sempre in crescita nell’ambito della sorveglianza sanitaria, che sta investendo risorse importanti nello sviluppo di questo settore.
L’Unità Mobile é un ambulatorio viaggiante a tutti gli effetti, costituito da due locali interni muniti di lettino al fine di eseguire visite, prelievi ematici ed accertamenti diagnostici. Il mezzo è equipaggiato inoltre di una cabina silente insonorizzata per lo svolgimento di esami audiometrici, e di un servizio igienico adibito a prelievi di campioni urinari e i doverosi accertamenti tossicologici prescritti dalle normative vigenti in materia. Grazie a questo nuovo strumento, il Centro Sanitario Polispecialistico SA.PR.A. mette a disposizione delle aziende un servizio completo di Sorveglianza Sanitaria in tutta Italia.

”A seguito del successo della manifestazione”, dichiara il Dott. Gabriele Tenti direttore della società, “stiamo già pensando di aumentare la flotta con nuove unità mobili: è fondamentale disporre dei mezzi più tecnologicamente avanzati accompagnati da personale specializzato e competente per soddisfare al meglio la grande richiesta di questo mercato”.
(Articolo pubblicato su Il Sole 24 ORE dell’ 8 Giugno 2011.)

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Un buon ufficio stampa garantisce una comunicazione efficace

L’ufficio stampa dell’Agenzia di Comunicazione Atlantide Adv si fa strada sui media nazionali.

La redazione di notizie di qualità, comunicando le proprie attività, è diventata un’esigenza imprescindibile per le  aziende: affidandovi  ad un buon ufficio stampa la vostra comunicazione si aprirà ad un numero di contatti illimitato. E’ per questo che un’azienda come SA.PR.A. Sanità ha scelto Atlantide Adv per la redazione del suo ultimo articolo pubblicato su Il Sole 24 ORE dell’ 8 Giugno 2011.

“Il servizio completo di Sorveglianza Sanitaria per le aziende è attivo in tutta Italia
Alcool e droga i maggiori responsabili degli infortuni
Riscuote sempre più consensi l’unità mobile del Centro Sanitario Polispecialistico SA.PR.A.

I due fattori che mettono a rischio l’incolumità dei lavoratori sono, primi fra tutti, alcool e droga, in particolare nel settore edilizio e dei trasporti (due fra i settori più a rischio di incidenti), dove un semplice calo d’attenzione può rivelarsi fatale.Gli ultimi dati Inail evidenziano come gli incidenti sui luoghi di lavoro siano in diminuzione rispetto allo scorso anno, ma non a sufficienza.

Le fonti infatti evidenziano che il fenomeno dell`uso di sostanze psicoattive nei luoghi di lavoro risulta essere un problema spesso sottovalutato e sottostimato: una percentuale compresa tra il 4 e il 20% di tutti gli incidenti che capitano sui luoghi di lavoro (940.000 ogni anno secondo le denunce presentate all`INAIL) risulta alcool correlata.
Ciò significa che dei 940.000 infortuni segnalati, 37.000-188.000 trovano la loro causa nell`uso e abuso di alcol. Il 51 % del totale degli infortuni avviene con modalità, mentre l`11% è rappresentato da incidenti stradali. Da un`indagine dell`associazione nazionale dei medici del Lavoro emerge che su 16.358 lavoratori visitati l`1,3% è risultato positivo al test sulla droga, e il 63,7% fa uso di cannabis.
Per cercare di ridurre questi dati drammatici e il loro impatto sulla società e sull’economia aziendale, i test alcolimetrici e i test tossicologici sono ormai resi necessari e obbligatori: la norma che vieta espressamente l’assunzione di alcol in professioni a rischio esiste dal 2001, ma è stata via via aggiornata e il divieto è stato esteso agli stupefacenti, con la facoltà del medico competente di stabilire sulla base di controlli a sorpresa l’idoneità o meno del lavoratore a svolgere le proprie mansioni.

Al fine di prevenire malattie legate alla professione svolta ed incidenti sul luogo di lavoro, la figura del medico competente svolge un ruolo di primaria importanza nella gestione delle problematiche di salute e sicurezza nelle aziende.
La regressione degli infortuni in ambito lavorativo si deve alla capillarità delle campagne di sensibilizzazione intraprese da aziende come SA.PR.A. Sanità che stanno interessando il mondo del lavoro, e alle normative che regolano il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: la tredicesima edizione di Ambiente Lavoro, Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ha visto un’affluenza sopra ogni aspettativa, dimostrazione del fatto che le Aziende in Italia seguono con minuziosità le nuove normative ed i nuovi strumenti  per assicurare il miglior tenore qualitativo del lavoro. Grandi i nomi delle aziende che hanno inviato i loro responsabili alla sicurezza, migliaia di Rspp, quasi 14.000 presenze con 8.000 partecipanti ai convegni e seminari organizzati. Fiore all’occhiello della manifestazione si è rivelata l’unità mobile per la medicina del lavoro di Sa.Pr.a. Sanità, azienda tra le maggiori in Italia e sempre in crescita nell’ambito della sorveglianza sanitaria, che sta investendo risorse importanti nello sviluppo di questo settore.
L’Unità Mobile é un ambulatorio viaggiante a tutti gli effetti, costituito da due locali interni muniti di lettino al fine di eseguire visite, prelievi ematici ed accertamenti diagnostici. Il mezzo è equipaggiato inoltre di una cabina silente insonorizzata per lo svolgimento di esami audiometrici, e di un servizio igienico adibito a prelievi di campioni urinari e i doverosi accertamenti tossicologici prescritti dalle normative vigenti in materia. Grazie a questo nuovo strumento, il Centro Sanitario Polispecialistico SA.PR.A. mette a disposizione delle aziende un servizio completo di Sorveglianza Sanitaria in tutta Italia.

«A seguito del successo della manifestazione», dichiara il Dott. Gabriele Tenti direttore della società, «stiamo già pensando di aumentare la flotta con nuove unità mobili: è fondamentale disporre dei mezzi più tecnologicamente avanzati accompagnati da personale specializzato e competente per soddisfare al meglio la grande richiesta di questo mercato».”

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