A partire dagli anni settanta, oltre all’unificazione del mercato europeo, la comunica economica europea ha volto l’attenzione alle sempre più incalzanti problematiche ambientali, divenendone il riferimento principale per tutta l’Unione Europea.A partire da questi anni, infatti, sono state emesse una serie di convenzioni e direttive volte ad indirizzare il quadro normativo degli stati membri che altrimenti non avrebbero attuato opere di volte al ripristino e alla salvaguardia ambientale o lo avrebbero fatto ancora più tardivamente di quanto è avvenuto e dai risultati estremamente eterogenei e di difficile comparazione. Riportiamo qui di seguito le tappe fondamentali che hanno costruito la storia della normativa europea in materia di ambiente, natura ed energia:
La Convenzione di Ramsar,
Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale, soprattutto in riferimento agli habitat degli uccelli acquatici, è stata firmata a Ramsar, in Iran, il 2 febbraio 1971. Ratificata in Italia con DPR 13 marzo 1976, n. 448.
La Convenzione si pone come obiettivo la tutela internazionale delle zone definite “umide” mediante l’individuazione, delimitazione e lo studio degli aspetti caratteristici, in particolare dell’avifauna, al fine di porre in essere programmi che ne consentano la conservazione e la valorizzazione.
Direttiva del consiglio Concernente la conservazione degli uccelli selvatici, 2 aprile 1979 N. 409. La direttiva concerne la conservazione di tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo. Essa si prefigge la protezione, la gestione e la regolazione di tali specie, comprendendo l’aspetto sia riproduttivo che ambientale e ne disciplina lo sfruttamento.
Direttiva”Habitat” 92/43/CEE per “la conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche”
Scopo della direttiva è contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri al quale si applica il trattato.
Le misure adottate dalla presente direttiva sono intese ad assicurare il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e delle specie di fauna e flora selvatiche di interesse comunitario, senza trascurare tuttavia le esigenze economiche, sociali e culturali, nonché le particolarità regionali e locali.
Con la presente direttiva nasce Natura 2000. Essa è una rete di aree destinate alla conservazione della biodiversità sul territorio dell’Unione Europea, istituita dall’art. 3 della direttiva.
Tali aree denominate SIC (Siti di Interesse Comunitario) e ZSC (Zone Speciali di Conservazione) nel loro complesso garantiscono la presenza, il mantenimento e/o il ripristino di habitat e specie del continente europeo, particolarmente minacciati dalla frammentazione e dall’estinzione.
La rete Natura 2000 permette agli Stati membri di applicare il concetto innovativo di tutela della biodiversità riconoscendo l’interdipendenza di elementi biotici, abiotici e antropici che concorrono nel garantire l’equilibrio naturale in tutte le sue componenti.
All’interno delle aree SIC e ZSC sono vietate una serie di attività al fine di assicurarne la preservazione. Qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso e necessario alla gestione del sito ma che possa avere incidenze significative su tale sito, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti, forma oggetto di una opportuna valutazione dell’incidenza che tanga conto degli obiettivi di conservazione del medesimo“. Essa costituisce lo strumento per garantire, dal punto di vista procedurale e sostanziale, il raggiungimento di un rapporto equilibrato tra la conservazione soddisfacente degli habitat e delle specie e l’uso sostenibile del territorio. In Italia la direttiva “Habitat” è attuata dal DPR 8 settembre 1997, n. 357 con lo scopo di salvaguardare l’integrità dei siti attraverso l’esame delle interferenze di piani e progetti non direttamente connessi alla conservazione degli habitat e delle specie ed in grado di condizionarne l’equilibrio ambientale.