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Eni: Claudio Descalzi spiega le strategie di crescita per l’Italia

Claudio Descalzi ha parlato delle strategie di crescita per l’Italia. Nello specifico, il governo è l’attore principale che deve guidare e sostenere il processo evolutivo. Il sistema economico italiano è forte e solido, si registra un’ottima attività di export relativa a tecnologia e materie prime, ma tutti gli attori coinvolti devono contribuire sinergicamente.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: “Italia in crescita? Sono fiducioso. Il bilancio è positivo”

L’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, a margine dell’evento “Obbligati a Crescere”, organizzato da “Il Messaggero” in collaborazione con Abi, ha fornito un quadro piuttosto positivo della situazione economica italiana. “Uno scenario realistico” che infonde ottimismo sulle prospettive di crescita. L’Italia ha infatti un ottimo potenziale da sfruttare al meglio: per quanto manchino le grandi industrie, si colloca tra i principali esportatori di tecnologie e materie prime. Tuttavia, Claudio Descalzi ha evidenziato come, per quanto ci siano buone possibilità di sviluppo, tutti gli attori coinvolti debbano contribuire sinergicamente affinché si registrino risultati significativi. Primo su tutti è il governo, che deve accompagnare il processo: “Il sistema deve muoversi in maniera compatta, la crescita deve essere accompagnata dal quadro giuridico”, ha dichiarato il manager. In sostanza, si è dichiarato ottimista e fiducioso, ritendendo l’Italia dotata di tutti gli strumenti necessari e le competenze per reagire.

Claudio Descalzi: dagli studi alla guida di Eni

Laureatosi in Fisica nel 1979, Claudio Descalzi è l’attuale Amministratore Delegato di Eni. La sua carriera professionale all’interno del gruppo inizia nel 1981 in qualità di Ingegnere di Giacimento. In seguito, intraprende un lungo percorso che lo porta a ricoprire posizioni rilevanti quali : Project Manager, Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia, Managing Director della consociata Eni in Congo, Vice Chairman & Managing Director di NAOC, Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina, Direttore dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente, Vice Direttore Generale di Eni nella divisione Exploration & Production e Chief Operating Officer della stessa. Claudio Descalzi si è impegnato nel corso della sua carriera anche in ambito associazionistico e accademico, entrando a far parte del Consiglio Generale di Confindustria, del CdA della Fondazione Teatro alla Scala e del National Petroleum Council per il 2016/2017. Membro del «Global Board of Advisors del Council on Foreign Relations», è stato insignito di importanti riconoscimenti, tra i quali il prestigioso premio internazionale SPE/AIME “Charles F. Rand Memorial Gold Medal 2012”.

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Eni: la crescita professionale di Roberto Casula

Nato a Cagliari nel 1962, Roberto Casula è l’attuale Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A. In seguito agli studi culminati con la laurea in Ingegneria Mineraria e l’abilitazione alla professione di Ingegnere, inizia il proprio percorso professionale in Agip come Ingegnere di Giacimento. Nel corso degli anni, matura importanti esperienze in Italia e all’estero nel settore petrolifero che gli consentono di assumere ruoli di primo piano nel corso della sua carriera.

Roberto Casula

Roberto Casula: percorso formativo e prime esperienze professionali

Roberto Casula nasce a Cagliari nel 1962, dove frequenta l’Università degli Studi e consegue la laurea in Ingegneria Mineraria nel 1988. Terminato il percorso di studi con l’abilitazione alla professione di Ingegnere, entra in Agip in qualità di Reservoir Engineer. Nel 1992 si trasferisce a Luanda, nominato Chief Development Engineer presso la consociata Agip Angola Ltd. Cinque anni dopo fa ritorno in Italia e passa alla sede di San Donato Milanese, dove opera come Responsabile del coordinamento delle attività di business e operative concernenti i Paesi dell’Asia Centrale e dell’Africa Occidentale. Agli inizi del 2000, Roberto Casula conclude con successo numerose negoziazioni tecniche ed economiche e riceve la nomina di Department Manager relativamente alle operazioni in Iran. Nel 2001 si trasferisce a Teheran, in Iran, per guidare il progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5.

Roberto Casula: il percorso in Eni

Roberto Casula entra a far parte di Eni nel 2004 con il ruolo di Amministratore Delegato della consociata Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., localizzata a Gela. Qui si occupa principalmente di attività di esplorazione e produzione. Un anno dopo, divenuto Managing Director di Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli, si trasferisce in Libia per un biennio, impegnato nel coordinamento di tutte le attività del Paese. Avendo portato a termine numerose negoziazioni e avviato importanti progetti sociali, riceve la nomina di Senior Vice President e torna in Italia in qualità di Responsabile delle operazioni di business nell’Africa Subsahariana. Successivamente, gli incarichi di Roberto Casula vengono estesi all’intera Africa e al Medio Oriente con il titolo di Executive Vice President di Eni Divisione Exploration & Production. Attualmente è Chief Development, Operations & Technology Officer e Consigliere di Amministrazione di Eni Foundation a diretto riporto dell’Amministratore Delegato.

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Le esperienze professionali di Roberto Casula, dirigente Eni

Roberto Casula ha alle spalle una consolidata carriera come Ingegnere Minerario che l’ha portato a lavorare prima in Agip e poi in Eni. Attualmente, si occupa di tutte le attività tecnico operative, di progetto e di Ricerca e Sviluppo nella società.

Roberto Casula

Roberto Casula: formazione e primi incarichi professionali

Roberto Casula nasce a Cagliari nel 1962, si laurea in Ingegneria Mineraria nel 1988 presso l’Università della sua città e supera successivamente l’esame di stato per l’abilitazione alla professione di Ingegnere. La prima esperienza professionale è in Agip S.p.A., per la quale lavora come ingegnere di giacimento (Reservoir Engineer) fino al 1991. È coinvolto nelle prove di produzione (production test) e acquisizione dei dati (well logging) sui pozzi, per poi spostarsi presso la società specializzata Beicip – Franlab a Sophia Antipolis (Antibes, Francia): qui si occupa di reservoir modelling. Roberto Casula viene assegnato alla consociata Agip Angola Ltd con sede a Luanda: inizialmente svolge gli incarichi di Reservoir Engineer e Petroleum Engineer, mentre dal 1994 acquisisce il ruolo di Chief Development Engineer. Torna in Italia nel 1997: passa a Eni S.p.A. e si stabilisce presso la Sede di San Donato Milanese come Development and Production Coordinator.

Roberto Casula: le attività manageriali in Eni S.p.A.

Roberto Casula coordina le attività operative e di business per le aree dell’Africa occidentale e centro-asiatiche. Viene coinvolto nelle attività negoziali tecniche ed economiche, per poi venire nominato Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto per le attività in Iran. Svolge questo ruolo fino all’inizio del 2001, per poi ricevere l’incarico di Dirigente. Nello stesso anno diventa Project Director del progetto giant South Pars Gas fasi 4-5 e si trasferisce in Iran, a Teheran. Diventa Amministratore Delegato della consociata Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A. nel 2004, mentre a metà del 2005 assume l’incarico di Managing Director di Eni Nord Africa BV. Per un breve periodo si occupa della Regione Sub-Sahariana in qualità di Senior Vice President. Per ricoprire al meglio questo ruolo, Roberto Casula si trasferisce ad Abuja, in Nigeria, e diventa Presidente delle tre consociate di Eni nel Paese. Le sue responsabilità vengono ampliate a tutti i Paesi dell’Africa e del Medio Oriente: il manager assume così il titolo di Executive Vice President. Nel luglio 2014 diventa Chief Development, Operations & Technology Officer, con responsabilità su tutte le attività tecnico operative, di progetto e di Ricerca e Sviluppo.

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Il percorso professionale dell’Amministratore Delegato di Eni S.p.A. Claudio Descalzi

Nato a Milano nel 1955, Claudio Descalzi è laureato in Fisica presso l’Università degli Studi della città. Dal 2014 è Amministratore Delegato del Gruppo Eni, con alle spalle 30 anni di esperienza all’interno della multinazionale petrolifera.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: formazione e primi incarichi in Eni

Claudio Descalzi nasce a Milano, dove frequenta l’Università degli Studi conseguendo la laurea in Fisica nel 1979. La sua carriera professionale inizia due anni dopo in qualità di ingegnere di Giacimento all’interno del Gruppo Eni. In seguito, essendo stato nominato Project Manager, si occupa del monitoraggio dell’espansione delle attività nel Mare del Nord e nelle zone della Libia, Nigeria e Congo. Nel 1994 diventa Managing Director della consociata Eni in Congo e prosegue il suo percorso all’estero come Vice Chairman in Nigeria fino al 2000. In virtù di tali esperienze, Claudio Descalzi sviluppa ottime competenze e abilità che gli valgono la promozione a Direttore delle zone dell’Africa, Medio Oriente e Cina. Ha, inoltre, supportato il lancio del Progetto Western Libyan Gas, il primo a monetizzare il gas naturale libico tramite l’esportazione e la vendita in Italia.

Claudio Descalzi: l’esperienza come AD di Eni

Claudio Descalzi dirige l’area geografica che comprende Italia, Africa e Medio Oriente tra il 2002 e il 2005 e nel medesimo lasso di tempo è nel CdA di diverse consociate Eni. Con il passare degli anni, consolida la sua posizione all’interno del Gruppo, assumendo l’incarico di Vice Direttore Generale nella divisione Exploration & Production e, in una fase successiva, quello di Chief Operating Officer. Contemporaneamente, è impegnato nella definizione dei piani di sviluppo delle attività upstream in Italia e all’estero, per la quale predispone numerose strategie come la campagna di esplorazione in Mozambico o il lancio di Goliat. Dopo oltre 30 anni di esperienza all’interno della società, nel maggio del 2014 viene nominato Amministratore Delegato del Gruppo. Tra le altre attività, Claudio Descalzi ha ricoperto diverse posizioni in ambito associazionistico e accademico: è stato Componente del Consiglio Generale di Confindustria, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala, Visiting Fellow of The University of Oxford, Membro del National Petroleum Council per il 2016/2017. Nel 2012 diventa il primo europeo ad essere insignito del prestigioso riconoscimento internazionale SPE/AIME “Charles F. Rand Memorial Gold Medal 2012”, conferito dalla Society of Petroleum Engineers e dall’American Institute of Mining Engineers.

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Roberto Casula: percorso formativo ed esperienze professionali

Cagliaritano, classe 1962, Roberto Casula è un top manager attualmente impegnato nel ruolo di Chief Development Operation &Technology nel Gruppo Eni. Laureatosi in Ingegneria Mineraria nel 1988, ha ricoperto diverse posizioni e incarichi prestigiosi in Italia e all’estero all’interno della società.

Roberto Casula

Roberto Casula: formazione e prime esperienze professionali

Nato a Cagliari nel 1962, Roberto Casula si laurea in Ingegneria Mineraria presso l’Università degli Studi della città. In seguito, ottiene l’abilitazione per esercitare la professione e inizia il proprio percorso professionale in Agip S.p.A. Qui è impegnato in qualità di Reservoir Engineer, sviluppando importanti competenze nelle prove di produzione e acquisizione dati sui pozzi e studiando il comportamento dinamico dei giacimenti petroliferi, fino al 1991. Un anno più tardi ricopre l’incarico di Reservoir Engineer, Petroleum Engineer e Chief Development Engineer presso la consociata Agip Angola Lt in Luanda. Nominato Development and Production Cooordinator di Eni S.p.A., rientra in Italia nel 1997 e si occupa delle attività operative e di business nei Paesi dell’Africa Occidentale e dell’Asia Centrale. La carriera di Roberto Casula prosegue all’estero: divenuto Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto per le attività dell’Iran e chiamato alla guida del progetto Giant South Pars fasi 4-5, si trasferisce a Teheran nel 2001.

Roberto Casula: Chief Development Operation &Technology Officer in Eni S.p.A.

Nel 2004 Roberto Casula assume la posizione di Managing Director in Eni Mediterranea S.p.A, la consociata del Gruppo con sede a Gela ed è Responsabile delle attività di esplorazione e produzione del territorio siciliano. Successivamente nominato Managing Director di Eni Nord Africa BV, si sposta in Libia, a Tripoli, per coordinare tutte le attività che avvengono nel Paese. Nel 2007 torna in Italia come Presidente delle tre consociate Eni Abuja (Nigeria) e Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana. Avendo sviluppato ottime competenze e una profonda conoscenza del territorio estero, le responsabilità del manager sardo diventano sempre più ampie e si estendono a tutti i Paesi dell’Africa e del Medioriente. Nel 2011, invece, riesce a concludere con successo importanti negoziazioni, interfacciandosi con le più alte autorità di Libia, Angola, Congo, Gabon, Ghana, Sud Africa, Kenya e Mozambico. Attualmente, Roberto Casula è Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A., a diretto riporto dell’Amministratore Delegato.

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Claudio Descalzi: i progetti per produrre energia dal moto ondoso

In seguito all’avvio dell’impianto Iswec nelle acque davanti a Ravenna, Eni, Fincantieri, Cdp e Terna uniscono le forze per un progetto ambizioso, basato sulla produzione di energia dal moto ondoso. L’accordo non vincolante è stato firmato dagli AD Claudio Descalzi, Giuseppe Bono, Fabrizio Palermo e Luigi Ferraris.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: il progetto per produrre energia dal moto ondoso

La sfida è riuscire a ottenere impianti di taglia industriale per la fornitura di energia totalmente rinnovabile derivante dal moto ondoso. Tutto è iniziato con l’impianto di produzione Inertial Sea Wave Energy Converter (Iswec), nelle acque dell’Adriatico davanti a Ravenna: installato e avviato da Eni, il sito ha raggiunto un picco di potenza superiore a 51 kW. In futuro si punta ad alimentare piattaforme di medie e grandi dimensioni, nella prospettiva di convertirle in hub per la produzione green. Il 19 aprile Claudio Descalzi (Eni), Fabrizio Palermo (Cdp), Giuseppe Bono (Fincantieri) e Luigi Ferraris (Terna) hanno siglato l’accordo non vincolante per condividere le rispettive competenze e sviluppare impianti di produzione energetica dal moto ondoso su scala industriale, per proseguire lungo la strada della decarbonizzazione e dello sviluppo sostenibile. Eni, guidata dall’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, fornirà per questo nuovo progetto i dati e i risultati provenienti dall’impianto pilota Iswec, sviluppato con il Politecnico di Torino e lo spin-off Wave of energy, oltre alle opportunità logistiche e tecnologiche dei propri impianti offshore. Cdp fornirà le competenze economico-finanziarie, Fincantieri darà il suo contributo a livello di progettazione esecutiva, costruzione e installazione, mentre Terna si occuperà delle modalità di connessione e integrazione del sistema di produzione con la rete elettrica o con sistemi ibridi.

La carriera di Claudio Descalzi in Eni

Claudio Descalzi è Amministratore Delegato di Eni, Presidente di Assomineraria, membro del National Petroleum Council e Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala. Milanese, è laureato in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano. Due anni dopo il conseguimento della laurea, entra in Eni come Ingegnere di giacimento, dando il via a un percorso professionale che lo porterà ai vertici dell’azienda. Tra il 1981 e il 1990 è Project Manager per le attività nel Mare del Nord, in Libia, in Nigeria e in Congo. Tra il 1998 e il 2000 si trasferisce all’estero per ricoprire la carica di Vice Chairman & Managing Director di NAOC, consociata di Eni in Nigeria. Tra il 2000 e il 2001 è Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina, mentre dal 2002 al 2005 passa alla Direzione dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente. In seguito viene nominato prima Vice Direttore Generale di Eni nella divisione Exploration & Production, poi, nel 2014, Amministratore Delegato del Gruppo. Claudio Descalzi è stato Presidente di Eni UK ed è il primo europeo ad aver ricevuto il premio internazionale SPE/AIME “Charles F. Rand memorial Gold Medal 2012” dalla Society of Petroleum Engineers e dall’American Institute of Mining Engineers (AIME) per il settore Oil & Gas.

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Claudio Descalzi commenta la partnership con CDP

Eni, sotto la guida di Claudio Descalzi, ha firmato un accordo con Cassa Depositi e Prestiti volto alla promozione congiunta di iniziative in Italia nell’ambito di economia circolare, decarbonizzazione e sostenibilità.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: Eni firma un accordo con CDP

Una nuova partnership per Eni. L’Amministratore Delegato del Gruppo, Claudio Descalzi, ha incontrato Fabrizio Palermo di Cassa Depositi e Prestiti per firmare un accordo di collaborazione congiunta per iniziative in Italia relative a economia circolare, decarbonizzazione e sostenibilità. In particolare, verranno rilanciati siti industriali mentre sono ancora da valutare: la realizzazione di impianti per la produzione di combustibili a partire dalla frazione organica dei rifiuti; alcune iniziative di elevato impatto socio economico nei Paesi in via di sviluppo; la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ed altri investimenti. Eni, sotto la guida di Claudio Descalzi, aveva già intrapreso la strada della sostenibilità concretamente, avviando la costruzione di due nuovi impianti fotovoltaici in Tunisia e Pakistan attraverso le controllate Eni New Energy Pakistan e Eni Tunisia BV.

Claudio Descalzi: Accordo con CDP d’importanza strategica

Claudio Descalzi ha commentato con soddisfazione l’alleanza siglata: “Un accordo di importanza strategica. La partnership con Cassa Depositi e Prestiti ci dà grande forza per proseguire nel percorso verso un futuro di energia sempre più sostenibile e inserita in un contesto di economia circolare”. L’Amministratore Delegato ha, inoltre, colto l’occasione per ribadire l’importanza di un modello economico sostenibile, la cui realizzazione è possibile solo grazie all’impegno congiunto di tutti: “Il nostro è un percorso ambizioso e concreto, per il quale abbiamo già compiuto passi davvero importanti, ma non possiamo portarlo a termine solo con il nostro impegno. Occorre fare sistema a livello Paese, promuovere la cultura della sostenibilità e della circolarità a tutti i livelli istituzionali e del tessuto economico, e mettere a fattore comune possibilità di investimento e know-how”.

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Roberto Casula: tre decenni di successi nel settore energetico

Dopo essersi laureato in ingegneria a Cagliari, si è trasferito per lavoro vivendo tra Asia e Africa e giungendo in ultimo al top management di Eni S.p.A. L’iter di Roberto Casula dimostra concretamente come l’esperienza sul campo sia premiante per la scalata ai vertici societari nelle realtà multinazionali.

Roberto Casula

Roberto Casula: le prime esperienze professionali

Roberto Casula nasce nel capoluogo sardo nel 1962, laureandosi in Ingegneria Mineraria nel 1988 presso l’Università di Cagliari. In seguito, trova subito un’occupazione presso Agip S.p.A., dove rimane fino al 1991. In questo lasso di tempo è incaricato dell’amministrazione delle prove di produzione e acquisizione dei dati sui pozzi e della verifica del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi, compiti che presto diventeranno il principale oggetto del proprio lavoro in azienda. Nel 1992 viene trasferito negli uffici della controllata del gruppo Agip Angola Ltd, che si trovano a Luanda, città capitale dell’omonimo stato dell’Africa Centro-Occidentale: qui ha come task primaria la gestione delle operazioni di mantenimento e sviluppo. Nel 1997 Roberto Casula ha la possibilità di rientrare per lavoro in Italia, chance che coglie avendo in assegnazione un progetto di arrangiamento produzione e sviluppo sempre dentro Eni S.p.A. Oltretutto questa nuova job title gli permette di occuparsi dei processi commerciali e operativi delle nazioni dell’Africa Occidentale e del Medio Oriente.

Gli ultimi incarichi del dirigente Roberto Casula

Agli inizi degli anni 2000, Roberto Casula cambia di nuovo posizione nel Gruppo Eni, progredendo nella scalata alla società: prima è infatti Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto in Iran e in seguito Manager delle fasi 4 e 5 del programma nominato Giant South Pars Gas. Per gestire più da vicino questi piani di lavoro, si trasferisce a vivere a Teheran, capitale della Repubblica Islamica dell’Iran. Ritornato per breve tempo in Italia nel 2004, si sposta nuovamente a Tripoli, capitale libica, dove è prima assunto come Managing Director per il Nord Africa e poi come Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana. In qualità di vicepresidente senior, Roberto Casula a partire dal 2011 porta Eni a concludere diversi fondamentali contratti commerciali in differenti stati africani. Il riconoscimento da parte dell’azienda per gli sforzi profusi sul campo giunge nel luglio 2014, quando viene appuntato al ruolo di Chief Development Operations & Technology Officer, riferendo in questo modo in merito alle attività tecniche, operative, project e di ricerca e sviluppo in prima persona all’Amministratore Delegato.

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Una carriera ai vertici del management: i traguardi di Roberto Casula

Esordi sull’isola sarda, trasferimento in Asia e Africa e raggiungimento delle massime cariche in Eni S.p.A: la crescita professionale di Roberto Casula è un esempio positivo del frutto di lunghi anni di gavetta sul più ampio scenario internazionale.

Roberto Casula, manager Eni

Roberto Casula e i primi passi nel settore corporate

Nato nel capoluogo sardo nel 1962, Roberto Casula si laurea come ingegnere minerario a 26 anni presso l’Università cagliaritana. Finiti gli studi, ha l’occasione di entrare a far parte di Agip S.p.A., nei cui uffici è impiegato fino al 1991. In questo periodo è incaricato della gestione delle prove di produzione e acquisizione dati sui pozzi e della verifica del comportamento dinamico dei giacimenti di petrolio, settori sui quali si focalizza la sua attività. Nel 1992 ottiene il trasferimento nella consociata del gruppo Agip Angola Ltd con sede a Luanda, capitale dell’omonima nazione africana, dove si occupa prevalentemente di operazioni di mantenimento e sviluppo. Nel 1997 Roberto Casula ha la possibilità di ritornare all’interno dei confini nostrani, incominciando un progetto di coordinamento produzione e sviluppo presso Eni S.p.A.: questo nuovo ruolo gli consente di essere ancora una volta coinvolto nelle dinamiche dei Paesi dell’Africa Occidentale, unitamente a quelli dell’Asia Centrale, segnatamente per quanto attiene alle vendite, all’operatività e al business.

I traguardi raggiunti negli ultimi decenni da Roberto Casula

Agli albori del XXI secolo, Roberto Casula diviene, sempre per conto di Eni, in prima istanza Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto per le attività in Iran e in seconda battuta manager delle fasi 4 e 5 del progetto Giant South Pars Gas: per concentrarsi full time su questo secondo progetto, opta per un trasferimento diretto nella capitale Teheran. Ritornato per un breve lasso di tempo in Italia nel 2004, si sposta nuovamente all’estero a metà del 2005 a Tripoli, capitale della Libia, dove lavora prima come Managing Director per il Nord Africa e poi come Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana. Per quest’ultima posizione, Roberto Casula perfeziona il proprio potere contrattuale nel settore delle big corporations, traghettando in porto dal 2011 per conto di Eni diverse trattative commerciali cardine in molteplici paesi del continente. Ciliegina sulla torta di questo lungo iter di affermazione della propria influenza come manager è la nomina di Casula nel luglio 2014 come Chief Development Operations & Technology Officer: questo ruolo gli garantisce una corsia preferenziale nei confronti del CEO di Eni, a cui riferisce in merito a tutte quelle attività aziendali tecniche, operative, di progetto, ricerca e sviluppo. Nell’ultimo periodo, Roberto Casula è stato nominato ai vertici di Assomineraria: un riconoscimento al suo impegno in prima linea per un accesso sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico alle risorse energetiche da parte delle nazioni in via di sviluppo.

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UN AIUTO CONCRETO OGNI GIORNO: CON P&G OGNI GIORNO E’ UN GIORNO SPECIALE

P&G, in collaborazione con Eni,
riserva 10 euro di carburante omaggio in punti you&eni
per ogni 40 euro di prodotti P&G acquistati
L’offerta è valida dal 1° luglio al 31 dicembre 2013

Milano, 4 luglio 2013 – P&G, da sempre al fianco delle famiglie di tutto il mondo, dà il via all’iniziativa “Un aiuto concreto ogni giorno” che a partire dal mese di luglio coinvolgerà le marche Dash, Lenor, ACE Detersivo, Mastro Lindo, Swiffer, Viakal, Fairy, Ambi Pur, Gillette, Pantene, Herbal Essences, Olaz, Oral-B, AZ, Gillette Venus, Duracell, Braun (prodotti cura corpo maschile e femminile e cura capelli).

Da luglio al 31 dicembre, a fronte di un acquisto di 40 euro di prodotti P&G, gli acquirenti riceveranno in omaggio 10 euro di carburante in punti you&eni, utilizzabili presso le stazioni Eni e Agip aderenti all’iniziativa.

“Spesso si pensa che la quotidianità sia banale, ma per noi non è così”, afferma Sami Kahale Presidente e AD di P&G Italia: “Da 175 anni, ogni giorno in P&G cerchiamo di migliorare la vita di milioni di famiglie attraverso la qualità dei prodotti, le innovazioni, consigli e offerte dedicate. Siamo sempre alla ricerca di nuove iniziative che siano capaci di rendere un po’ speciale la vita di tutti i giorni, cercando di offrire un aiuto concreto, come in questo caso per il rifornimento di carburante grazie alla partnership realizzata con Eni”.

Partecipare è semplice: dal 1° luglio e fino al 31 dicembre, a fronte di un acquisto di 40 euro di prodotti P&G e inviando gli scontrini a GlobalData (Globaldata – Via Mosca 10 -00142 ROMA), i possessori della carta you&eni potranno ricevere direttamente via e-mail o sms il codice per caricare i punti you&eni equivalenti a 10 euro di carburante omaggio.

Chi, invece, non possiede ancora la carta you&eni, inviando gli scontrini a GlobalData riceverà un codice promozionale da utilizzare per l’accredito dei punti sulla nuova carta you&eni una volta attivata online o presso le stazioni Eni e Agip aderenti all’iniziativa.

Maggiori informazioni sul regolamento e sulle marche aderenti all’iniziativa di P&G “Un aiuto concreto ogni giorno” sono disponibili ai siti www.aiutoconcretopg.it, www.youandeni.com o al numero verde 800.98.98.97. Informazioni sulla carta you&eni sono disponibili sul sito www.youandeni.com.

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Eni capolavori arte: Pugilatore in riposo per la prima volta negli Usa

New York. Da Roma è sbarcato al Metropolitan Museum di New York, dove resterà fino al 15 luglio, il bronzo del Pugilatore in riposo, capolavoro del periodo ellenistico per la prima volta esposto negli Usa grazie a Eni, principale sponsor della mostra. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Ambasciata italiana a Washington e con il Met, si inserisce nelle celebrazioni per l’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti, di cui Eni è Corporate Ambassador.


L’esposizione del “Pugilatore in riposo” è una delle iniziative più importanti tra gli oltre 200 eventi culturali in calendario che coinvolgeranno 50 città statunitensi e oltre 80 istituzioni ed organizzazioni dei due Paesi.

“Sostenere l’esposizione del Pugilatore in riposo e aderire con un ruolo di primo piano all’Anno della Cultura Italiana degli Stati Uniti esprime un valore identitario di Eni – spiega la società – a cui si somma il rapporto costante e proficuo che segna la relazione con gli Usa”.

La statua, ora esposta nella Mary and Michael Jaharis Gallery, fu rinvenuta a Roma nel 1885 sotto il Quirinale, nei pressi delle Terme di Costantino, di cui si pensa fosse uno degli arredi. Era stata nascosta sottoterra per sottrarla alle invasioni barbariche che devastarono Roma nel V Secolo d.C. La figura del pugile dal corpo muscoloso e spalle possenti viene mostrata in un momento di riposo dopo il combattimento. I suoi guantoni, scolpiti nel dettaglio, lo identificano come pugilatore. Le numerose ferite al capo dell’atleta sono compatibili con le antiche tecniche del pugilato, in cui la testa era il bersaglio principale. Gli inserti, in rame per rappresentare il sanguinamento delle ferite, ne accrescono l’effetto.

L’occhio destro del pugile è tumefatto, il naso è rotto ed è evidente che respira con la bocca, probabilmente perché le narici sono ostruite dal sangue. Le labbra del pugile, segnate da cicatrici, sono scarnite e ritratte, il che suggerisce che abbia perso alcuni denti. Le orecchie, gonfie per effetto dei colpi, indicano che probabilmente ha perso l’udito. Gocce di sangue scendono dalle ferite del volto sul braccio e sulla gamba destra. L’usura di mani e piedi della statua fanno pensare che nell’antichità venisse toccata spesso, probabilmente in segno di venerazione.

Per via di una connessione iconografica con le statue di Eracle scolpite da Lisippo nel IV secolo a.C., si pensa che il Pugilatore in riposo potrebbe essere stato realizzato per celebrare un pugile, mitico o reale, esaltato per il proprio coraggio e la sua resistenza. Gli studiosi hanno a lungo discusso sull’età della scultura, collocandola tra la seconda metà del IV secolo a.C. e la prima metà del I secolo a.C. La scultura, un’eccezionale opera bronzea del periodo ellenistico (323-31 a.C.) di alta maestria, è considerata tra i massimi capolavori dell’antichità.

FONTE: agi.it

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Eni dichiara l’estraneità di amministratori e dirigenti dalle vicende indagate sulle attività di Saipem in Algeria

San Donato Milanese (MI), febbraio 2013 – In merito all’inchiesta giudiziaria della Procura della Repubblica di Milano che coinvolge Saipem per attività in Algeria, Eni prende atto che la Procura ha esteso le indagini anche nei confronti di Eni e del suo Amministratore Delegato Paolo Scaroni. Eni e il suo Amministratore Delegato Paolo Scaroni si dichiarano totalmente estranei alle vicende oggetto di indagine.

Già a fine novembre 2012, alla notizia dell’indagine per asserita corruzione internazionale in relazione a progetti di Saipem in Algeria, Eni si è immediatamente attivata raccomandando alla propria controllata Saipem, nel rispetto della sua autonomia in quanto società quotata, di mettere in atto tutte le più’ opportune azioni di verifica interna, di cooperazione con la magistratura e di discontinuità organizzative e gestionali, che hanno portato alle dimissioni e licenziamento di diversi ruoli apicali di Saipem coinvolti nelle attività oggetto di indagine. Eni ha inoltre direttamente fornito, e continuerà a fornire la massima cooperazione alla magistratura.

Contatti societari:

Ufficio Stampa: Tel. +39.0252031875 – +39.0659822030
Numero verde azionisti (dall’Italia): 800940924
Numero verde azionisti (dall’estero): +39.800 11 22 34 56

Centralino: +39.0659821

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Sviluppo sostenibile: i premi di Eni, Policarta, Poste Italiane e di EcoWorldHotel

L’Italia si distingue in materia di sviluppo sostenibile, tant’è che il comparto delle energie rinnovabili ha registrato nel 2011 uno straordinario successo, con 84 miliardi di kWh generati, un incremento del 9% sull’anno precedente. Ha guidato questa crescita il settore del fotovoltaico che quest’anno riuscirà a soddisfare oltre il 6% della domanda elettrica complessiva. E tra le aziende italiane che spiccano sia in patria che all’estero c’è Eni, che è stata confermata, per il sesto anno consecutivo, come una delle aziende più sostenibili nel settore oil&gas producers a livello internazionale. Il più prestigioso indice borsistico mondiale di valutazione della responsabilità sociale delle imprese, il Dow Jones Sustainability World Index, ha valutato Eni per l’impegno dedicato alla riduzione delle emissioni di gas serra e per la diminuzione dei rischi di cambiamento climatico. Inoltre ha ricevuto il riconoscimento del Carbon Performance Leadership Index 2012, un’organizzazione non-profit che misura, gestisce econdivide informazioni su dati ambientali di importanza fondamentale.

Intanto altre tre aziende italiane hanno vinto il premio Sviluppo Sostenibile 2012, istituito dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile e da Ecomondo, al quale ha aderito anche il presidente della Repubblica, che consegnerà personalmente una targa di riconoscimento. Policarta, Poste Italiane e EcoWorld Hotel sono le tre imprese che hanno primeggiato nella quarta edizione ed è stato riconosciuto ai vincitori per le categorie energia e mobilità, rifiuti e risorse, prodotti e servizi innovativi ad elevate prestazioni ambientali. La cerimonia di premiazione avverrà il prossimo 9 Novembre all’interno della Fiera Ecomondo Key Energy, uno dei più importanti appuntamenti annuali sui temi dell’energia, sviluppo sostenibile, energie rinnovabili, che chiama a se oltre mille aziende espositrici, giornalisti, appassionati e interessati e che prevede convegni, esposizioni e business meeting.

Il premio è stato assegnato ad imprese che si sono distinte per attività e impianti che producono rilevanti benefici ambientali, positivi effetti economici ed occupazionali, oltre ad un contenuto innovativo. Alla Policarta di Bassano in Teverina, in provincia di Viterbo, è stato assegnato il Premio per la sezione “Rifiuti e risorse”, per la realizzazione di un packaging alimentare composito multi materiale, a base cellulosica e di bio film, riciclabile insieme agli scarti di alimenti nella produzione di compost, favorendo il riciclo. A Poste Italiane va il Premio per la sezione “Energia e mobilità”, per il progetto Piano Elettrico, che prevede l’acquisto di oltre 700 quadricicli elettrici, con i quali impegnare le unità di distribuzione posta. EcoWorldHotel di Milano vince nella sezione “Prodotti e servizi innovativi ad elevate prestazioni ambientali” grazie all’organizzazione di una catena alberghiera italiana che raggruppa circa 130 strutture ricettive dotate di certificazione ambientale e che si distinguono con un minimo di una ad un massimo di cinque eco-foglie.

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Eni punta allo sviluppo delle fonti rinnovabili e alla sostenibilità per le generazioni future

Le fonti di energia rinnovabili stanno vivendo una stagione di grande sviluppo a livello mondiale. Rientrano in questa categoria le energie eoliche, fotovoltaiche e l’energia solare termica. Oltre ad essere fonti di energia inesauribile, sono soprattutto fonti non nocive per l’ambiente, in quanto la loro produzione non determina né diffusione di gas serra, né di scorie inquinanti da dover smaltire.

La domanda internazionale e la liberalizzazione sempre maggiore dei mercati hanno fatto sì che anche le tecnologie per la loro promozione e la richiesta di una diffusione su larga scala venissero incentivate. Tra le fonti rinnovabili, certo, alcune possono già contare su tecnologie mature o comunque collaudate – l’idroelettrico, le biomasse, l’eolico e il solare termico – mentre altre devono essere ancora sviluppate o migliorate – il fotovoltaico – con l’aiuto e il supporto delle grandi realtà energetiche.

Si punta, in ogni caso, a un aumento del loro utilizzo, sia per motivi ambientali, sia perché, nel quadro della crescente domanda di energia a livello mondiale, le fonti rinnovabili costituiranno delle risorse irrinunciabili quando gli approvvigionamenti fossili andranno incontro a un forzato declino quantitativo.

Gli obiettivi sostenibili a cui Eni punta riguardano proprio la produzione di energia elettrica “naturale” e la diminuzione dell’impatto ambientale. A tal proposito Eni ha aderito al Global Compact con lo scopo di salvaguardare la sostenibilità sociale ed ambientale dei processi di crescita economica, affermare un insieme di regole basilari di comportamento etico-morali da parte delle imprese e fungere da catalizzatore per le azioni a sostegno delle iniziative delle Nazioni Unite. Inoltre, tramite gli investimenti e gli studi sulla tecnologia delle risorse rinnovabili, Eni mirerà a ridurre, nei prossimi anni, l’impatto locale delle attività migliorando le performance ambientali e attuando interventi di recupero e riutilizzo delle proprie risorse energetiche.

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Incontro di lavoro tra Asif Ali Zardari e Paolo Scaroni

San Donato Milanese (Milano), luglio 2012Il Presidente del Pakistan, Asif Ali Zardari, e l’Amministratore Delegato di Eni, Paolo Scaroni, si sono incontrati a Karachi per fare il punto sullo sviluppo delle attività e sui progetti di Eni nel Paese.

Durante l’incontro sono stati condivisi i possibili ulteriori sviluppi della partnership strategica tra la compagnia e il Governo del Pakistan nel settore degli idrocarburi, nel quale Eni sta mettendo a disposizione il proprio know how e le proprie tecnologie innovative. Prima dell’incontro, l’AD di Eni si è recato a Islamabad dove ha incontrato il Ministro del Petrolio e delle Risorse Naturali del Pakistan, Asim Hussain.

Eni è presente nell’upstream del Pakistan dal 2000 e oggi è la più importante compagnia petrolifera internazionale operante nel Paese. La produzione equity attuale è di circa 58 mila barili al giorno, prevalentemente a gas, e rappresenta circa il 10% della produzione totale del Pakistan. Nell’ambito della partnership Eni sta portando avanti nelle aree in cui svolge proprie attività un programma di supporto sociale alle comunità locali, che include progetti scolastici e socio-sanitari, lo sviluppo di reti idriche, la promozione della sicurezza alimentare e corsi di informatica.

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Lubrificanti auto, l’impegno di Eni per efficienza e qualità ambientale

Riduzione degli sprechi energetici, differenziazione dei rifiuti, riciclo dei materiali non biodegradabili: ormai sappiamo tutti che un approccio ecologico efficace deve necessariamente investire il numero più ampio possibile dei nostri comportamenti quotidiani. Ma si può fare prevenzione e tutela dell’ambiente anche a partire dai lubrificanti auto? La risposta è sì: è ripartita da febbraio la campagna educativa itinerante “CircOLIamo”, promossa dal COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati. Il tour toccherà diverse regioni italiane, ed è incentrato sulla prevenzione dei rischi che un cattivo utilizzo degli oli lubrificanti può comportare. I lubrificanti auto usati sono infatti rifiuti potenzialmente pericolosi per l’ambiente e per la salute; la buona notizia è che nel 2011 il consorzio ha raccolto oltre il 95 per cento degli oli usati, facendo dell’Italia il paese più virtuoso d’Europa in questo settore.

Un impegno, quello a favore della sostenibilità dei lubrificanti, che riguarda anche le aziende produttrici. Ad esempio, da diversi anni, Eni è impegnata in prima fila nella ricerca e nello sviluppo di prodotti d’avanguardia per il settore trasporti e innovazioni che consentano non solo di ottimizzare l’efficienza dei motori, ma anche di ridurre in maniera significativa le emissioni nocive. A fronte di normative sempre più rigorose e serrate, Eni si è posta l’obiettivo di anticipare i risultati attesi, offrendo sul mercato lubrificanti auto di elevata qualità ambientale. Grazie alla ricerca e allo sviluppo tecnologico, infatti, Eni è arrivata a produrre lubrificanti auto che riducono gli interventi di riparazione e consentono una riduzione dei consumi di carburante. Prodotti adatti per auto di piccola e media cilindrata, berline, auto sportive, con motori a benzina o diesel, che assicurano completa affidabilità in ogni condizione di utilizzo.

I lubrificanti i-Sint di Eni, ad esempio, sono studiati per motori di ultima generazione, su automobili di ogni genere, a carburazione benzina o diesel. I prodotti appartenenti a questa famiglia sono particolarmente adatti alle vetture che montano il filtro antiparticolato (prodotti fuel economy e Mid-SAPS); la linea i-Sint tech è dedicata invece a clienti che cercano un prodotto di qualità eccellente, in grado di soddisfare esigenze specifiche di alcune delle più importanti case costruttrici di autovetture.

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Eni Award: assegnati i riconoscimenti per l’edizione 2012

Eni Award ha lo scopo di sviluppare un migliore utilizzo delle fonti energetiche e valorizzare le nuove generazioni di ricercatori, a testimonianza dell’importanza assegnata da Eni alla ricerca scientifica e ai temi della sostenibilità.

San Donato Milanese (Milano), Maggio 2012 – Eni rende noti i nomi dei ricercatori e scienziati premiati nella quinta edizione di Eni Award, il premio istituito nel 2007 e divenuto nel corso degli anni un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente. Eni Award ha lo scopo di sviluppare un migliore utilizzo delle fonti energetiche e valorizzare le nuove generazioni di ricercatori, a testimonianza dell’importanza assegnata da Eni alla ricerca scientifica e ai temi della sostenibilità.

In particolare, il Premio “Nuove frontiere degli idrocarburi” è stato assegnato, per la sezione upstream, a Fabio Rocca, professore emerito di Telecomunicazioni presso il Politecnico di Milano e ad Alessandro Ferretti, Amministratore Delegato di “Tele-Rilevamento Europa” (TRE) – spin-off del Politecnico di Milano – per lo sviluppo di un nuovo algoritmo di elaborazione di dati provenienti da sistemi di rilevamento satellitare, che, combinati con tutte le altre informazioni che si raccolgono normalmente durante la coltivazione dei giacimenti, possono riuscire a migliorarne lo sfruttamento, individuando le aree più promettenti per eventuali operazioni di ottimizzazione, permettendo di ottenere più idrocarburi a parità di interventi, sempre nel più assoluto rispetto della sicurezza e protezione dell’ambiente.

Per la sezione downstream lo stesso premio è stato assegnato a Enrique Iglesia, Professore di Ingegneria Chimica presso la Università di California a Berkeley, per lo sviluppo di catalizzatori per la sintesi di idrocarburi in grado di migliorare l’efficienza dei processi, riducendo gli scarti e la richiesta energetica. Quindi, migliore sfruttamento delle risorse, con minore consumo di energia e minore impatto ambientale dell’intero processo. Tra i principali interessi di Iglesia vi sono le reazioni di attivazione del metano e di semplici molecole da esso derivate per dare prodotti liquidi utilizzabili come materie prime per la produzione di carburanti, lubrificanti e polimeri a partire non solo dal petrolio, ma anche dal gas naturale, dalle biomasse e dal carbone.

Il Premio “Energie rinnovabili e non convenzionali” è stato conferito a Harry A. Atwater – professore di Fisica Applicata e Scienza dei Materiali presso il California Institute of Technology – e Albert Polman – Direttore e Scientific Group Leader del FOM Institute AMOLF di Amsterdam – che insieme hanno realizzato celle solari ultrasottili di nuova generazione, di maggiore efficienza e ridotti costi di realizzazione, che aprono nuove prospettive allo sviluppo di tecnologie basate sull’energia solare.

Barbara Sherwood Lollar, titolare della cattedra di Geologia presso l’University of Toronto si è aggiudicata il Premio “Protezione dell’ambiente” per la messa a punto di tecniche che attraverso il monitoraggio della presenza e quantità di isotopi stabili di carbonio in acque sotterranee, sono in grado di rilevarne il grado di inquinamento e indicare l’efficacia della biodegradazione in-situ ad opera di microorganismi.

I due Premi “Debutto nella ricerca”, riservati a ricercatori under 30, sono stati assegnati a Silvia Comba e Jijeesh Ravi Nair, entrambi del Politecnico di Torino. Silvia Comba ha sviluppato una tesi di dottorato sulla depurazione delle falde acquifere contaminate per mezzo di una tecnica innovativa basata sull’utilizzo di nano e micro-particelle di ferro. Nella sua tesi Jijeesh Ravi Nair ha sviluppato una metodologia per la preparazione di membrane elettrolitiche per batterie al litio in grado di fornire energia elettrica in modo efficiente e rispettoso dell’ambiente.

La Commissione scientifica di Eni Award è composta da 24 membri tra cui i due Premi Nobel Harold Kroto e Robert Richardson, rettori di università, ricercatori e scienziati espressione dei più importanti centri di studio e ricerca a livello mondiale. Gli Eni Award saranno consegnati il 15 giugno prossimo al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, contestualmente ai riconoscimenti all’Innovazione Eni conferiti a tre team di ricerca interni che si sono particolarmente distinti per il livello di innovazione e di rilevanza per il business dei risultati ottenuti.

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L’investor relator al servizio della trasparenza e della fiducia degli investitori

Quello dell’incremento e del controllo dei dividendi è uno degli asset strategici per una grande azienda quotata in borsa. Eni, ad esempio, che dal lontano 1992 è una società per azioni, svolge un’intensa attività di investor relator dedicata alla gestione dei rapporti con investitori ed intermediari, alla valorizzazione dell’azienda e alla comunicazione tempestiva di scelte, strategie, movimenti sul mercato.

L’investor relator consente agli investitori di essere costantemente informati sull’andamento dei titoli, sul calendario finanziario e sulle comunicazioni economiche dell’azienda. Una strategia di gestione efficace delle relazioni con gli investitori genera, d’altronde, maggiore fiducia, definendo un mercato più liquido per i titoli e un azionariato più diffuso.

Ad esempio, attraverso l’investor relator, l’azienda Eni rende noto che incrementerà il dividendo per azione sulla base dell’andamento del prezzo del petrolio nel quadriennio 2012-2015 (ovvero 90 dollari a barile nel biennio 2012-13 e 85 dollari a barile nel 2014-15), in linea con il tasso di inflazione Ocse. Il valore del dividendo, dalla data della quotazione in borsa di Eni, è aumentato in media dell’11 per cento ogni anno, e lo yeld — ovvero il rapporto tra il prezzo dell’azione e il relativo dividendo — si è mantenuto sempre ai massimi livelli di settore. Nel 2011 l’andamento del dividendo è stato di 1,04 euro per azione: un valore in leggera salita, nonostante la situazione generale di crisi economica. Queste informazioni, insieme  ad altri importanti dati
economici e finanziari che riguardano lo stato patrimoniale e le strategie di crescita di Eni, sono consultabili nella sezione del sito corporate di Eni dedicato alle investor relations, secondo i principi ispiratori di una policy aziendale di comunicazione più ampia, trasparente ed efficace. Una politica comunicativa che permette di tradurre immediatamente i risultati positivi attesi nel prezzo delle azioni, e che “allevia” i fenomeni di oscillazione dei corsi in caso di congiuntura negativa.

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Eni lancia nuova linea di lubrificanti per trazione pesante i-Sigma

Nasce i-Sigma, una nuova linea di lubrificanti a marchio eni in grado di garantire elevata efficienza, affidabilità e protezione ai veicoli pesanti.

La linea i-Sigma comprende sia prodotti con tecnologie innovative dedicati ai moderni motori con dispositivi di trattamento dei gas di scarico per la riduzione delle emissioni, sia prodotti con formulazioni tradizionali per le motorizzazioni meno recenti. Alcuni lubrificanti, in particolare, sono stati concepiti per rispondere specificatamente alle caratteristiche di fuel economy e di protezione dell’ambiente. Con il lancio della nuova linea di lubrificanti per la trazione pesante i-Sigma si completa il processo di rebranding da Agip ad eni nel settore automotive, iniziato nel 2011 con i prodotti per la trazione auto e moto i-Sint e i-Ride. Contestualmente al processo di rebranding, la costituzione di una linea di prodotti unica a livello europeo consente un più efficace posizionamento dell’offerta su tutti i mercati.

La linea i-Sigma è divisa in tre famiglie che comprendono prodotti per applicazioni ben definite:

eni i-Sigma top: sono lubrificanti innovativi, tutti di tecnologia sintetica e di elevatissime prestazioni, che raggiungono i massimi livelli richiesti dalle più importanti case costruttrici. La famiglia top ha all’interno anche la gamma top MS compatibile con i motori di ultima generazione equipaggiati con dispositivi di trattamento delle emissioni allo scarico.

eni i-Sigma performance: sono lubrificanti ad alte prestazioni per motori tradizionali con elevata affidabilità e pulizia delle parti meccaniche. I prodotti consentono un elevato prolungamento dell’intervallo di cambio d’olio ai massimi livelli richiesti dalle case costruttrici e, come tutti i lubrificanti eni, garantiscono un’elevata protezione del motore per tutta la durata della carica.

eni i-Sigma universal: sono lubrificanti caratterizzati da alte prestazioni e possono essere impiegati per motori diesel e benzina sia della trazione pesante sia leggera. Rappresentano la soluzione ideale per unificare la lubrificazione delle flotte miste. Rispondendo a specifiche severe e garantiscono la protezione del motore dall’usura e dai depositi sui pistoni.

La linea i-Sigma è disponibile sul mercato italiano presso le officine specializzate e le stazioni di servizio eni e agip.

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L’impegno di Eni per l’ecosostenibilità ambientale

Sarà Venezia ad ospitare, il prossimo 26 aprile, la conferenza mondiale sul cold ironing, il sistema di alimentazione elettrica delle navi in banchina, che consente di spegnere i motori ausiliari delle navi attraccate, azzerando così le loro emissioni. Ultimamente, notizie ed eventi di questo genere si susseguono a ritmo sempre maggiore, e testimoniano un aumento della sensibilità, da parte di industria, servizi, piccola e media impresa, rispetto al tema dell’ ecosostenibilità ambientale. Eni, in qualità di azienda leader mondiale nei servizi petroliferi, è coinvolta sia nel processo di adeguamento degli obiettivi del mercato mondiale, che nello sviluppo di tecnologie e prodotti sempre più ecocompatibili.

Del resto, eco-sostenibilità ambientale vuol dire innanzitutto ridurre in maniera significativa i rischi e gli impatti locali su aria, acqua e suolo. Il tutto senza rinunciare alla competitività, ma anzi orientandola verso il raggiungimento di obiettivi condivisi e la salvaguardia del pianeta. D’altra parte, il Protocollo di Kyoto impone il contenimento delle emissioni di gas serra in tutti i settori di attività, vincolando fortemente il settore energetico che è basato sullo sfruttamento delle fonti fossili in cui è presente carbonio. Contenere le emissioni vuol dire ad esempio orientare gli approvvigionamenti energetici verso risorse come il gas naturale, una fonte che al pari del petrolio non è rinnovabile, ma che richiede una lavorazione meno costosa in termini di dispendio energetico e di prodotti di scarto. Un altro passo importante per l’ecosostenibilità ambientale è poi indubbiamente quello di dedicare risorse maggiori al carbon management e in particolare alla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche per il confinamento geologico, la biofissazione della CO2 e lo sfruttamento delle fonti rinnovabili.

La prevenzione dell’impatto ambientale avviene anche e soprattutto grazie allo sviluppo di un know how adeguato. Una competenza tecnologica permette ad esempio di rilevare perdite minime di idrocarburi da tubazioni e serbatoi interrati e fuori terra, o di intervenire prontamente con operazioni di bonifica laddove si verificano casi di inquinamento. Eni è da sempre impegnata in prima linea in questa prospettiva di tutela e sostenibilità ambientale soprattutto attraverso i suoi studi, valutazioni ed investimenti in corso per raggiungere l’opzione “scarico zero”.

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Eni main partner del Triennale Design Museum

Al via la Quinta edizione del Triennale Design Museum a Milano

Eni è main partner della Quinta edizione del Triennale Design Museum TDM (Milano dal 14 aprile 2012 al 24 febbraio 2013) sulla comunicazione visiva in Italia, sulla grafica e la sua storia. Una sezione dell’edizione 2012 TDM è dedicata alla storia della comunicazione visiva realizzata da Eni dalla seconda metà del secolo scorso fino al nuovo linguaggio di comunicazione dei giovani talenti. Saranno anche sviluppate attività didattiche con le scuole, con una particolare attenzione alle aree della periferia cittadine. In tale ottica si inserisce il laboratorio TDMKids che fa riferimento alla strategia dei progetti Eni rivolti al target dei giovani al fine di coinvolgerli su un tema inconsueto e con una modalità innovativa. A partire dal mese di giugno e per la durata di un mese sarà inoltre allestita una mostra sull’evoluzione della comunicazione Eni e dei suoi segni grafici.

Il museo TDM, diretto da Silvana Annicchiarico, inaugurato nel 2007, è il primo museo del design italiano e ne rappresenta la molteplicità di espressioni, mettendo in scena il design italiano. Scegliere come focus dell’edizione la grafica italiana e la storia della grafica in Italia è certamente un passo importante per arricchire le interpretazioni del design italiano del Triennale Design Museum e rappresenta un’occasione per contribuire a una maggiore conoscenza critica rispetto a vecchi e nuovi prodotti della cultura visiva che appartengono ormai diffusamente alla nostra vita quotidiana.

Un’opportunità per portare all’attenzione del grande pubblico internazionale fenomeni che hanno accompagnato gli sviluppi culturali, sociali, economici e politici del nostro paese, ma che rimangono ancora relativamente poco conosciuti al di fuori delle comunità specializzate. I tre curatori Giorgio Camuffo, Mario Piazza e Carlo Vinti integrano le loro conoscenze arricchendo a più livelli l’impianto della Quinta Edizione, calibrando con attenzione spettacolarità e scientificità dei contenuti. La messa in scena di questi artefatti grafici sarà a cura di Fabio Novembre.Il percorso intreccia un livello principale di racconto – cronologico e tematico – con focus specifici su personaggi, fenomeni, vicende esemplari.Uno spazio è riservato al racconto principale con focus su personaggi e vicende esemplari con materiale video che daranno voce alla storia della grafica con interventi di protagonisti eminenti.

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Il processo di raffinazione del petrolio, ecco dove e come

La raffinazione del petrolio è il procedimento attraverso il quale il petrolio greggio viene separato nei suoi componenti, che vengono poi ulteriormente trattati per ottenere i prodotti commerciali che conosciamo, come il GPL, il bitume e la plastica. L’intero processo di raffinazione viene svolto all’interno di specifici impianti (le raffinerie); qui il petrolio greggio (o grezzo) viene purificato eliminando l’acqua, i sali, i solidi in sospensione ed i gas disciolti.

La raffineria è un impianto di grandi dimensioni, solitamente diviso in tre blocchi distinti: uno che ospita le cisterne per lo stoccaggio del greggio, un altro che prevede le torri di lavorazione, e infine l’ultimo, riservato allo stoccaggio dei prodotti raffinati.

Queste tre aree sono collegate tra loro da fasci di tubi, che permettono una lavorazione a ciclo continuo. Nelle prime cisterne il livello si abbassa in continuazione, perché il greggio fluisce negli impianti. Nelle torri di lavorazione il petrolio viene riscaldato, raffreddato, scaldato ancora, compresso ed infine filtrato, per essere successivamente separato nei prodotti che lo compongono. Nelle ultime cisterne, infatti, confluiscono i differenti prodotti distillati.

Quanto più il petrolio è di bassa qualità, tanto più alti saranno i costi economici nel processo di lavorazione e di raffinazione petrolio. Inoltre una materia prima di scarsa qualità avrà anche minori applicazioni tecniche. È molto importante dunque che la raffinazione del petrolio avvenga nelle migliori condizioni e con l’ausilio della tecnologia più avanzata: in Italia sono gli stabilimenti di Livorno, Gela e Taranto, di proprietà dell’Eni, ad aver determinato il trend positivo delle lavorazioni di petrolio e di semilavorati nel 2010, con un incremento dei volumi dello 0,5 per cento rispetto all’anno precedente.

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Eni e i nuovi lubrificanti i-Sint: oli per auto di ultima generazione

Nasce la nuova linea di lubrificanti i-Sint, oli per auto di ultima generazione dalle alte prestazioni. Prodotti esclusivi che impiegano materie prime altamente performative, caratterizzati dalla perfetta combinazione dei diversi componenti.

I nuovi lubrificanti i-Sint presentano le migliori caratteristiche di engine protection, eco-friendly e fuel economy. La linea i-Sint nasce con lo scopo di assicurare una perfetta protezione del motore e per garantirne le alte prestazioni. L’utilizzo di particolari additivi ne migliora di fatto l’impiego, specie nel caso di filtri antiparticolato. Fortemente consigliata dai professionisti del settore automobilistico è la linea i-Sint professional, caratterizzata da oli per motori che rispondono a tutte le specifiche prestazionali richieste dai maggiori enti europei ed americani. La linea i-Sint tech invece riguarda oli più fluidi, che assicurano un notevole risparmio in termini economici e garantiscono una considerevole riduzione di consumo di carburante.

Tecnologie motoristiche sempre più moderne richiedono dunque l’utilizzo di prodotti dalle qualità altrettanto elevate. I lubrificanti della linea i-Sint di Eni sono un esempio di prodotti nati per soddisfare le diverse esigenze del cliente. L’utilizzo di questi prodotti garantisce un lungo ciclo di vita dell’automobile e ne riduce l’usura delle superfici. Permette inoltre la riduzione dell’attrito tra gli organi meccanici in movimento e in contatto tra loro e ne mantiene pulito il motore.

Dal 1952 Eni è un marchio leader annoverato tra i più innovativi ed affidabili del mercato. Grazie al’avanzato settore interno di ricerca scientifica e innovazione tecnologica, produce prodotti esclusivi di qualità in grado di garantire una perfetta manutenzione del motore e di esaltare le prestazioni dello stesso.

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Il vicino che nessuno vorrebbe di Immobiliare.it vince gli European Excellence Awards 2010

Si sono tenuti a Praga gli European Excellence Award; uno degli appuntamenti più importanti della comunicazione internazionale. Fra le oltre 1.450 campagne di pubbliche relazioni Europee iscritte, Il vicino che nessuno vorrebbe di Immobiliare.it, comunicata assieme a Lewis PR, si è aggiudicata il primo posto nella categoria Italy – Malta.

Il riconoscimento è di estremo valore non solo per il livello altissimo delle altre aziende in finale (LG, Barilla, Eni e Fondazione ANIA), ma anche perché Immobiliare.it, è l’unica azienda del mondo Internet arrivata nella cinquina finale e anche l’unica italiana premiata nel corso della serata. “Con questa campagna”, ha dichiarato Andrea Polo, Direttore Comunicazione di Gruppo Immobiliare.it, “volevamo colpire un target molto appetibile, ma molto difficile da raggiungere per un’azienda come la nostra, quello della stampa rosa. Abbiamo cercato di farlo in maniera spiritosa ed efficace e i risultati ottenuti sono stati sbalorditivi.“

Trovarsi bene fra le proprie mura non è solo una questione di spazi o di comfort tecnologici, ma anche di vicini di casa; e proprio da questa osservazione Immobiliare.it è partita per chiedere, attraverso un questionario affidato all’Istituto di ricerca TNS, chi fosse il vicino più gradito, ma soprattutto quello meno gradito, fra i VIP nostrani.

A vincere, con un vero e proprio plebiscito, la palma di vicino meno gradito dagli italiani fu Fabrizio Corona, seguito da Loredana Lecciso e Marina Ripa di Meana. Fra i vicini che tutti si sarebbero augurati di avere nel pianerottolo, i primi posti furono conquistati da Fiorello, Gerry Scotti e Alessia Marcuzzi.

Comunicata alla fine di Marzo, la campagna ha ottenuto oltre quattrocento uscite stampa di cui 39 quotidiani e 215 fra radio e televisioni. Il vicino che nessuno vorrebbe ha suscitato un tale clamore mediatico da guadagnarsi uno spazio sulla copertina di Novella 2000 (testata principale per il target definito) e diventare addirittura oggetto di domanda in un quiz dell’access prime time di Rai1.

“La campagna”
ha continuato Polo, “è nata quasi per gioco, con un budget di poco superiore ai 1.000€, e questi risultati ci hanno dimostrato ancora una volta che per comunicare bene, più che budget con tanti zeri, servono le idee.”

Un altro elemento concorre a rendere importante questa vittoria. È uno dei pochissimi casi in cui una stessa azienda vince per due anni consecutivi un premio così importante. Già lo scorso anno, infatti, Immobiliare.it si era aggiudicata lo European Excellence Award con la campagna Compro chiesa vista mare.

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