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Il nuovo album di Fabrizio Poggi: HARPWAY 61

The Blues Foundation
421 South Main
Memphis, TN 38103 – USA
901.527.2583 ext. 12
www.blues.org

Fabrizio Poggi: HARPWAY 61
The Blues Foundation, 2012

Harpway 61 il nuovo album di Fabrizio Poggi esce a nove anni di distanza da Armonisiana un disco tutto dedicato all’armonica. Un album apprezzato da tanti appassionati di questo straordinario strumento che hanno chiesto più volte a Fabrizio di continuare quell’avventura. Il cd è stato prodotto e pubblicato dalla Blues Foundation di Memphis, l’associazione internazionale che si occupa di diffondere e preservare il blues, e di aiutare i musicisti blues in difficoltà. Tutti i proventi ottenuti dalla vendita dell’album, presente ai Blues Music Awards 2012, saranno destinati alla Blues Foundation che distribuirà il disco negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Un risultato prestigioso ed encomiabile per l’artista italiano che vede ulteriormente riconosciuta la propria caratura internazionale e il suo instancabile lavoro per promuovere la causa del blues da questa e dall’altra parte dell’Atlantico. Per Fabrizio Poggi questo lavoro è anche un modo per restituire qualcosa ai musicisti che lo hanno ispirato e guidato durante la sua lunga carriera, aiutandoli nel momento del bisogno.
Più virato verso sonorità blues, Harpway 61 vuole essere un omaggio ai grandi dell’armonica blues. Ogni brano ha il nome di una città la cui storia è legata indissolubilmente con quella di un grande armonicista: Little Walter, Big Walter Horton, Sonny Boy Williamson I e II, James Cotton, George Harmonica Smith, Junior Wells, Slim Harpo, Paul Butterfield, Charlie Musselwhite, Sonny Terry, DeFord Bailey, Peg Leg Sam e Johnny Woods. In questo album l’armonica diventa la voce principale di Fabrizio, sulla strada segnata da grandi interpreti di blues strumentale, pionieri delle 20 ance nei primi decenni del secolo scorso. Grandi artisti come i già citati Sonny Terry e DeFord Bailey, ma anche Jaybird Coleman, Palmer McAbee, Noah Lewis, Jed Davenport, Jazz Gillum, Hammie Nixon, J.C Burris, Alfred Lewis, Freeman Stowers, Lee Brown, Robert Cooksey, Gwen Foster, Robert Hill, Elder Roma Wilson. Senza dimenticare Little Walter (il suo strumentale “Juke” fu una pietra miliare del blues), Big Walter Horton, George Harmonica Smith, James Cotton e tanti altri.
Ai loro immortali brani, tutti strumentali, brani che hanno fatto davvero la storia del blues, Fabrizio Poggi si è ispirato per incidere un disco dedicato a tutti coloro che sono perdutamente innamorati del suono magico e evocativo dell’armonica blues. Particolarmente affascinante la copertina con i ritratti dei grandi del blues dipinti in perfetto folk-art style dal bravissimo Dan Dalton, straordinario artista statunitense.

Fabrizio Poggi, cantante e armonicista, viaggiatore, scrittore e giornalista, premio Oscar Hohner Harmonicas, 15 album incisi, di cui cinque registrati negli Stati Uniti, ha suonato con tanti grandi del blues, del rock e della canzone d’autore tra cui Garth Hudson di The Band e Bob Dylan, The Blind Boys of Alabama, Marcia Ball, Jerry Jeff Walker, Zachary Richard, Flaco Jimenez, Charlie Musselwhite, Bob Margolin, Augie Meyers, Steve Cropper, The Blues Brothers Band, Richard Thompson, Eric Bibb, Guy Davis, Billy Joe Shaver, Ponty Bone e Otis Taylor.

potete acquistarlo su:
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Casa Geretto: presentazione del Tour mondiale “Aperitivo in…..Confidenza”.

NEWS by IDEA FOOD&BEVERAGE

: Sabato 27 Novembre presso l’AC Hotel di Padova si svolgerà una cena di gala nella quale verrà presentato ufficialmente il Tour Mondiale “Aperitivo in…Confidenza”, alla presenza di giornalisti, sommeliers e opinion leaders. Si tratta di appuntamenti nei quali, in una piacevole atmosfera lounge, i due vini vengono proposti con i prodotti tipici di territori diversi, dimostrando, grazie alla loro duttile bevibilità, una versatile e straordinaria capacità di abbinamento.<br>
Il tour di eventi “Aperitivo in Confidenza” è partito all’inizio dell’autunno e toccherà le principali città del triveneto. Da gennaio si sposterà anche all’estero da Cleaveland, a Toronto, ad Amsterdam, a Praga, a Stoccolma fino alla tappa di Hong Kong. Il programma della serata prevede anche l’illustrazione di come è nato e si svilupperà il progetto “Confidenza”, la degustazione guidata dei vini e l’autorevole intervento dell’artista Antonio Boatto con la presentazione del suo libro filosofico “Diario Metafisico”.<br><br><br><br>

Un vino affascinante che non inganna e non delude ideale per convivialità e gusto di stare insieme. Un Refosco e un Pinot Grigio, uniti da una facilità di beva, una giusta complessità di profumi, sapori fruttati e minerali, con una sensazione finale molto piacevole.
Bevendo questi vini, si crea “confidenza”, il piacere di bere un bicchiere in compagnia e di stare insieme, come sembrano stare in perfetta armonia i tre volti ritratti nel quadro riportato in etichetta frontale; “Confidenza” è il nome dell’opera del pittore e filosofo Antonio Boatto, che dà il nome a questi due vini. Non casuale la scelta dei due vitigni: il Pinot Grigio è di gran lunga il vino bianco del nord est più famoso all’estero, e quello di Casa Geretto in particolare vanta numerosi riconoscimenti. Il Refosco, nobile uva autoctona a bacca rossa, è il vitigno che da sempre la casa vinicola ha posto come proprio prodotto bandiera. Dal “Diario Metafisico”, opera filosofica dello stesso autore, l’aforisma che appare in retroetichetta: “Se il piacere di un bicchiere d’acqua dipende dalla sete, il piacere di un bicchiere di vino dipende dal vino”. “Casa Geretto ha sempre creduto nell’importanza del connubio vino e arte”, ci dice Flavio Geretto. Sono state inoltre realizzate un numero limitato di stampe litografiche originali dell’opera, che saranno consegnate a ristoranti e winebar in Italia e all’estero che sapranno meglio valorizzare questi vini.<br><br><br>

Questo vino, per la casa vinicola veneto-friulana, segna anche l’inizio di una nuova filosofia: “il rispetto consapevole della natura”. La “Confidenza” con l’ambiente è sempre stata oggetto di attenzione per la famiglia Geretto che oggi sente l’esigenza di un impegno più forte in questo senso, nella consapevolezza che, anche piccole cose, possono aiutare a garantire un futuro “vivibile” alle generazioni future. Questi due vini sono stati vinificati senza l’utilizzo di frigoriferi per il controllo della temperatura, filtrati senza l’utilizzo di farine fossili. Non vengono utilizzati additivi chimici se non dosi leggere di anidride solforosa. Particolarmente curate anche le scelte relative al packaging: bottiglie in vetro leggero, di minore impatto ambientale, tappi sintetici riciclabili al 100%, scatole di cartone proveniente da carta riciclata. “Anche il vino come un’opera d’arte” – conclude Flavio Geretto – “è un’emozione senza bisogno di parole….Have Confidence!”.<br><br><br>

Casa Geretto. Una storia di famiglia<br><br>

Erano i primi anni ’50 quando il cav. Antonio Geretto avviò a San Stino di Livenza l’attività vinicola, portata avanti oggi dal figlio Dino e la moglie Carla, e i figli Flavio e Antonio. La produzione comprende i vini Geretto del veneto orientale e del Friuli, con l’Azienda Agricola Merk, nella zona doc Friuli Aquileia. E’ di quest’anno la Joint Venture “Memowines” con l’azienda toscana Agricola Monterinaldi, nel Chianti Classico.
Puntare su una selezione accurata dei prodotti e su vini in grado di rispecchiare al meglio l’identità del loro territorio di origine: questa è la filosofia aziendale. Oltre all’Italia è possibile trovare i vini Casa Geretto in USA, Canada, Germania, Regno Unito, Scandinavia, Belgio, Olanda, Austria e Svizzera.<br><br>

Casa Geretto Srl<br>
Via Vanoni, 3<br>
30029 S.Stino di Livenza – Ve<br>
tel 0421.460253<br>
fax 0421.314546<br>
www.geretto.it <br>

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Angelina Jolie e Brad Pitt donano 150.000 dollari all’associazione SOS Villaggi dei Bambini

Il 20 novembre 2010, anniversario della Giornata Mondiale dei Diritti dei Bambini, la Jolie-Pitt Foundation ha annunciato una donazione di 150.000 dollari per l’associazione SOS Villaggi dei Bambini Onlus degli Stati Uniti. Nello stesso giorno in America si celebra anche il National Adoption Day, dedicato alle famiglie adottive, mettendo in evidenza le esigenze degli oltre 100.000 bambini ancora in attesa essere adottati negli Stati Uniti. Le attività di SOS Villaggi dei Bambini hanno un ruolo fondamentale nell’accogliere e sostenere questi bambini lungo la strada per il ricongiungimento familiare o l’adozione.

Da più di 60 anni i Villaggi SOS offrono una nuova casa accogliente e affettuosa ai bambini di 132 paesi del mondo, le cui famiglie non possono prendersi cura di loro. La donazione di Angelina Jolie e Brad Pitt fornirà il supporto a lungo termine ad una famiglia dei Villaggi SOS negli Stati Uniti per diversi anni. In altre parti del mondo, come nei Villaggi SOS in Africa e in Asia, è possibile adottare un bambino a distanza, per sostenerlo nella sua crescita verso una vita adulta e indipendente.

Nei Villaggi SOS i bambini rimasti senza le cure dei loro genitori trovano un rifugio dalla tempesta di posizionamenti multipli, abuso o negligenza. Grazie all’impegno dei collaboratori e delle persone che fanno volontariato con i bambini, l’associazione è in grado di sostenere i piccoli per tutto il tempo necessario, in relazione con i servizi sociali locali. L’accoglienza a lungo termine è spesso fondamentale per aiutare un bambino che ha subito anni di abusi fisici o psicologici, poichè la guarigione non può avvenire dall’oggi al domani.

Lavorare quotidianamente con i bambini ha permesso a SOS Villaggi dei Bambini negli Stati Uniti di raggiungere risultati impressionanti e oltre 300 bambini hanno già trovato una casa accogliente nei Villaggi SOS in Illinois e in Florida, tra cui molti gruppi di fratelli e sorelle biologici. Grazie a questa nuova donazione di Angelina Jolie e Brad Pitt, l’associazione ha ricevuto un grande aiuto per continuare il suo importante lavoro al servizio dei bambini in difficoltà.

Per maggiori informazioni sui programmi di sostegno di SOS Villaggi dei Bambini Onlus e per adottare un bambino a distanza è possibile consultare il sito dell’associazione italiana: www.sositalia.it

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SOS Villaggi dei Bambini Onlus è un’organizzazione internazionale privata, apolitica e aconfessionale. È impegnata da più di 60 anni a lavorare con i bambini, nell’accoglienza di bambini privi di cure parentali o temporaneamente allontanati dalle famiglie e promuove programmi di prevenzione all’abbandono e di rafforzamento familiare in Italia e in altri 131 paesi del mondo. Aiuta più di 1.000.000 di persone attraverso programmi integrati di sostegno ai bambini e al loro contesto familiare e accoglie ogni anno circa 78.000 bambini. In Italia è presente con 7 Villaggi e aiuta 480 persone, di cui 326 fra bambini e ragazzi. Dal sito di SOS Villaggi dei Bambini Onlus è possibile attivare o chiedere informazioni per le adozioni a distanza o fare donazioni per sostenere le famiglie disagiate: www.sositalia.it

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L’esperienza in Ide …. un’opportunità che ti cambia la vita


Simona Russo, studentessa della facoltà di giurisprudenza presso l’Università di Catania, prossima alla laurea, racconta la sua esperienza con Ide, Isole d’Europa.

Sono entrata a far parte della grande famiglia Ide quest’anno, apprezzando sin da subito le capacità innovative e professionali dei suoi componenti. L’interesse a far crescere e motivare chiunque voglia fare un’esperienza di formazione all’estero rappresenta una delle caratteristiche principali di questo gruppo. Personalmente ho partecipato al corso “Target Diplomacy” a New York lo scorso aprile, puntando su un’accurata preparazione teorica relativa al funzionamento e alle logiche degli organismi internazionali, in particolare delle Nazioni Unite, per poi passare a perfezionare e, di seguito, a mettere in campo le modalità di “simulazione” dei meccanismi Onu. L’incantevole e magico scenario della grande mela contribuisce a rendere indimenticabili i momenti trascorsi: tutto appare irreale e immaginifico quando, invece, ti rendi conto di essere tu il vero protagonista!

Durante i lavori in Commissione, non mancano i momenti in cui ciascun delegato ha la possibilità di esternare la propria personalità e la propria grinta, confrontandosi con studenti provenienti da tutto il mondo, nonostante sia il gruppo il vero punto forza per la riuscita e il successo dell’esperienza. Tra sessioni formali e sessioni informali (dette “caucus”), si riesce a percepire un clima di vera internazionalizzazione. Si crea un’unione nella diversità, nella quale la lingua veicolare, l’inglese, rappresenta solo uno strumento per la comunicazione. Ecco che scompare ogni tipo di inibizione. Impagabile la possibilità di confrontarsi su usi, abitudini e culture differenti vivendo in perfetto american life style!

La settimana che ho trascorso nelle vesti di delegato mi ha regalato molto: nuovi amici, nuovi modi di vedere il futuro e nuove prospettive di grande spessore etico-culturale. Difficile da spiegare il rapporto che nasce durante gli appuntamenti settimanali presso la sede di Ide a Catania: le preoccupazioni per la grande e attesissima partenza vengono presto colmate dalle rassicurazioni dei più esperti. Il ventaglio di opportunità che quest’associazione è capace di fornire ai giovani studenti si misura ogni giorno con l’esigenza di determinazione della propria strada su un panorama internazionalistico. Oggi posso dire a gran voce che sarei pronta a ripartire in qualunque momento… perchè la ricchezza che mi è stata data in questa grande squadra non ha eguali!

Consiglio a chiunque abbia la passione per gli studi comparatisti, di provare un’esperienza simile. Non voglio perdere la speranza che noi giovani siamo il futuro ed insieme possiamo costruire opere meravigliose… in questo non esiste limite alcuno!

Per info sui progetti Ide:  http://www.isoledeuropa.com/

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Energia pulita non solo in America: l’esempio del Villaggio dei Bambini SOS di Mombasa

Il presidente Americano Barack Obama è deciso a portare gli Stati Uniti in una nuova era di energia pulita e rinnovabile, dopo il terribile disastro ambientale nella Lousiana del Sud, causato dalla rottura della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon. Ma già da molti anni si para di energia solare e di un maggiore rispetto per l’ambiente, per il miglioramento delle condizioni di vita umane nel presente e nel futuro.

In Africa, paese dove povertà e guerre sovrastano le problematiche energetiche, l’associazione Onlus SOS Villaggi dei Bambini è attiva già da molti anni per salvare i bambini africani rimasti senza genitori ed aiutare le famiglie in difficoltà grazie alle adozioni a distanza ed alle donazioni dei sostenitori internazionali. Nel Villaggio dei Bambini di Mombasa, in Kenia, l’associazione ha anche attivato un piano di rinnovamento energetico con pannelli solari e gestione delle acque, per fare in modo che l’aiuto ai bambini sia portato avanti in parallelo con la cura dell’ambiente in cui cresceranno.

Un vero villaggio ecologico quello di Mombasa, dove l’energia solare può illuminare le case e portare un grande risparmio economico nel lungo periodo. Oltre all’energia pulita, saranno piantati nuovi alberi tutto attorno alla struttura, il sistema di smaltimento dei rifiuti è stato potenziato tenendo contro dei materiali reciclabili e il sistema idrico verrà modificato per fare in modo di non sprecare acqua e raccogliere quella necessaria direttamente dal pozzo del Villaggio SOS.

Lavorare con i bambini significa non solo aiutarli quotidianamente, ma anche assicurargli un futuro sereno in un mondo pulito e sano. Grazie alle energie pulite ed una migliore gestione delle risorse, il Villaggio SOS di Mombasa potrà essere di esempio per molti paesi Africani.

Per maggiori informazioni sui programmi di sostegno di SOS Villaggi dei Bambini Onlus e sulle adozioni a distanza dei bambini è possibile consultare il sito dell’associazione italiana: www.sositalia.it

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SOS Villaggi dei Bambini Onlus è un’organizzazione a respiro internazionale. In Italia accoglie e lavora con i bambini temporaneamente allontanati dalle famiglie d’origine e nei programmi di prevenzione all’abbandono. Nei paesi in via di sviluppo promuove entrambi gli ambiti di intervento, ovvero accoglienza e prevenzione. Da 60 anni la famiglia SOS è presente in 132 paesi del mondo, aiuta ogni anno circa un milione di persone attraverso programmi integrati di sostegno ai bambini e al loro contesto familiare e accoglie ogni anno circa 78.000 bambini. Dal sito di SOS Villaggi dei Bambini Onlus è possibile adottare un bambino a distanza o fare donazioni per sostenere le famiglie disagiate: www.sositalia.it

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Un classico americano di Emerson per un’impresa con l’anima

Ormai da mesi è uscito, per i tipi della Rubbettino edizioni, un classico americano che in Italia non si vedeva nelle librerie ormai da ottant’anni. Si tratta di “Condotta di vita”, di Ralph Waldo Emerson, introdotto da Giorgio Mariani e curato da Beniamino Soressi. Un testo indispensabile per capire Nietzsche e il Novecento e una perla unica nella letteratura sapienziale, che coniuga etica, estetica, cultura d’impresa e una spiritualità post-puritana che ha fondato la cultura americana. Questo libro sta facendo presa anche sul pubblico italiano, viste le ottime recensioni ricevute.

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Muccino d’America

 Con La ricerca della felicità, alias, the pursuit of Happyness, Gabriele Muccino ha decisamente conquistato Hollywood. Il mondo patinato del business cinematografico si è inchinato al suo talento, offrendogli non poche opportunità. Da quasi due anni Muccino è di stanza in America, corteggiato da grandi star, tra cui Tom Cruise a casa del quale è ospite di riguardo. Amato dal pubblico italiano ma sempre un po snobbato dalla critica di casa nostra, ha cercato altrove nuovi scenari possibili, mantenendo immutata la voglia di fare bel cinema.

Dopo Come te nessuno mai, Muccino aveva stipulato un contratto con la Miramax per il remake di C’eravamo tanto amati. Il progetto è andato in fumo ed il contratto è scaduto. Stava per iniziare un film con Al Pacino, altro progetto non andato in porto, quando Eva Mendes, entusiasta dell’Ultimo bacio, durante le iprese di Hitch, ha parlato del film a Will Smith. Il quale, dopo aver visto anche lui la pellicola, ha dichiarato di voler lavorare col regista italiano proponendogli di dirigere La ricerca della felicità. Deciso a fare questo film, Muccino si presenta con Will Smith ai boss della Columbia, futuri produttori del film insieme a Smith. Stando a quanto dice Muccino, i produttori erano terrorizzati all’idea di affidare un film ad alto budget a un regista italiano che non aveva mai girato una scena in lingua inglese. Alla fine crede di averla spuntata solamente perchè Will lo ha imposto alla produzione quando solitamente sono i produttori ad imporsi sulle scelte della ragia o nella sceneggiatura.

Il film è tratto dalla storia vera di Chris Gardner, durante l’era Reagan, in una San Francisco senza sole. Venditore di macchinari ospedalieri, Gardner, con un figlio (nel film interpretto dal vero figlio di Smith, Jaden) che studia in una scuola di cinesi nel quartiere Chinatown e una moglie che lavora in una lavanderia, non ha una vita brillante. Un pensiero prende corpo nella sua testa, quello di dare una svolta alla sua vita. La ricerca i Gardner è la ricerca di una vita migliore dell’attuale contrassegnata dal benessere che gli manca, dal sorriso scomparso dal viso di sua moglie, e dalla routine di un lavoro di venditore privo di soddisfazione. Abbandonato dalla moglie, messo in carcere per un giorno, sporco di vernice e vestito come un operaio si presenterà alla selezione più importante di un corso di formazione per futuri broker all’interno di una famosa società. L’emozione aumenta durante tutto il film: un emozione che prende il cuore e anche lo stomaco nel seguire l’onestà, la forza e la caparbietà di un uomo che non demorde mai anche quando, sfrattato di casa, inventa un gioco con lo scopo di distrarre il figlio e farlo addormentare nel bagno della metropolitana.

La ricerca della felicità è lontana dai racconti intrisi di pessimismo del nostro Muccino: i suoi film, infatti, sono sempre stati raccontati con una punta di cinismo, tanto da essere etichettato in Italia come “il regista della borghesia”. Il film è una storia che tocca molti americani, che spesso arrivano a vivere una povertà estrema. Racconta la sopravvivenza di un uomo che trasforma e riscatta la sua vita. Forse l’unico particolare che lo accomuna agli altri lavori del regista italiano è che Gardner si trova, come gran parte dei personaggi di Muccino, al limite della disperazione e deve fare una scelta che determinerà la sua vita. Un dramma raccontato senza un velo di enfasi lontanissimo dalla retorica dell’happy end.

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