Il gatto è un carnivoro stretto: quindi, in linea generale, basta la carne ad offrigli un nutrimento completo, completamente assimilabile e altamente benefico. Nella carne, infatti, sono contenute tutte le proteine e gli aminoacidi che servono al suo corpo per sopravvivere e per mantenersi in salute. In più, la carne apporta i sali minerali, le vitamine del gruppo B e gli acidi grassi essenziali necessari al rinforzo delle ossa, dei denti, delle difese immunitarie, del sistema nervoso, della cute, del pelo e dell’apparato cardiovascolare. A questo alimento va poi associata una fonte di carboidrati leggera e digeribile per soddisfare il fabbisogno energetico senza appesantire o causare intolleranze. Non devono mancare gli ingredienti vegetali ricchi di vitamine, fibre e antiossidanti per un supporto nutrizionale completo e per una protezione attiva da infezioni, malattie croniche e forme tumorali. Tuttavia, le necessità nutrizionali del gatto cambiano a seconda della fascia di età: questi apporti, quindi, devono essere calibrati di volta in volta, così da rispondere in modo mirato alle specifiche esigenze dell’organismo. Nel suo primo anno di vita, il gattino avrà bisogno di una nutrizione molto ricca che prosegua l’azione del latte materno, così da assecondare il corretto sviluppo dei tessuti e da promuovere la “costruzione” di difese immunitarie forti. A fronte di questo elevato potere nutritivo, l’alimento dovrà possedere una spiccata digeribilità per non gravare su una funzionalità digestiva ancora molto delicata. Una consistente inclusione di carne, scelta fra quelle più digeribili e funzionali come il pollo e il pesce, fornirà al gattino tutti i nutrienti più utili alla crescita, ovvero:
– proteine e aminoacidi per il tessuto muscolare;
– fosforo, calcio e vitamina D per ossa, articolazioni e denti;
– potassio e ferro per il sistema cardiovascolare;
– acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6 per un cuore forte, una cute sana e un pelo folto e luminoso;
– vitamine (A, C, gruppo B) per la vista, le funzioni cognitive e il sistema immunitario;
– antiossidanti per la protezione della vitalità cellulare.
A questi apporti vanno associati ingredienti vegetali ricchi di fibre e fermenti prebiotici per la protezione del colon e per una migliore assimilazione dei nutrienti. A partire dai 12 mesi di età, il gatto entra nell’età adulta: completato il processo di crescita, il suo fisico richiede dosaggi più moderati di proteine e sali minerali. Da aumentare, invece, è la quota di vitamine e antiossidanti: offrendo un massiccio rinforzo alle membrane cellulari e al sistema immunitario, infatti, tali nutrienti aiutano il tuo piccolo amico a prevenire infezioni, malattie croniche e tumori. Col passare del tempo, le articolazioni del gatto diventano sempre più soggette a fragilità e infiammazioni: per proteggerle, è molto utile includere nella dieta i condroprotettori (glucosamina e solfato di condroitina). Preziosi anche gli acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6, utili per preservare la funzione cardiaca e tenere sotto controllo il colesterolo.
Mercato e rischio bolla, ci sono tanti segnali di allerta che nessuno ascolta
Ci sono diversi segnali che alimentano il pericolo “bolla“, ma che il mercato pare stia ignorando. Elementi che già in passato sono stati visti molte volte, e che si sono ripresentati. E come accaduto in passato, si pensa che stavolta possa andare diversamente.
I segnali di pericolo per il mercato
Eppure questi segnali non sono neanche pochi. A cominciare dall’ampia liquidità disponibile nel sistema economico, frutto delle politiche espansive e di sostegno varate da Governo e banche centrali per fronteggiare la pandemia.
In secondo luogo, le previsioni economiche che convergono su una crescita che sarà sostenuta. E ancora, la forte partecipazione al mercato degli investitori retail, e la forte concentrazione sui titoli tecnologici e innovativi (a scapito di quelli ciclici).
A questi aspetti si devono aggiungere la disponibilità a comprare a prezzi elevati, malgrado in molti casi non si statti di società che fanno utili, ma soprattutto i movimenti rialzisti dei titoli, che quasi sono verticali.
Il contesto attuale
In un contesto del genere, ossia quando l’andamento dei prezzi diventa verticale, con il Parabolic Sar che sta sempre sotto i prezzi, il mercato vive due situazioni insidiose, che rendono sempre più sottile il confine che separa gli investitori dagli speculatori.
Infatti da un lato si perde di vista il reale rischio sulle posizioni detenute, perché col prezzo che corre, molti gestori sono “costretti” a rimanere dentro il mercato anche se non ne sono convinti. Infatti anche un solo giorno in più di profitti persi (se decidessero di uscire per prudenza) li farebbe sottoperformare rispetto alla concorrenza, e li farebbe apparire come meno efficaci. E’ una specie di forza centrifuga che trattiene tutti all’interno.
Da un altro lato poi, il proprio orizzonte temporale viene a ridursi, fino al punto di arrivare a fare day trading.
Le insidie dietro l’angolo
Questo scenario è molto pericoloso, perché c’è il rischio che al primo accenno di fuga, si scateni l’ondata di vendite. Di conseguenza, chi ha realizzato un profitto “sulla carta” potrebbe perderlo in brevissimo tempo (una situazione simile a quella che succede normalmente sul mercato delle criptovalute). Ecco perché le verticalizzazioni dei trend sono indicatori di fragilità del mercato e non di forza, come molti pensano oggi. In queste fasi la diversificazione del rischio premia il coraggio di scelte contrarian, che pochissimi possono o hanno il coraggio fare.
Gianfranco Battisti: le attività internazionali del Gruppo FS Italiane
Si allarga la presenza internazionale del Gruppo FS Italiane, guidato da Gianfranco Battisti: nuove attività in Europa, Asia e Africa.
Gianfranco Battisti: FS Italiane tra Sud-Est Asiatico, India e Tunisia
Il 2021 delle Ferrovie dello Stato Italiane parte con una chiara impronta internazionale. L’espansione del Gruppo guidato da Gianfranco Battisti inizia dal Sud-Est Asiatico: recentemente è stato infatti siglato un Preliminary Service Agreement (PSA) con la compagnia thailandese Eastern High-Speed Rail Linking Three Airports. Si parla di un progetto da circa 6 miliardi di euro nato con l’obiettivo di collegare i principali aeroporti del Paese. Previsto anche l’Airport Rail Link di 33 km tra l’aeroporto internazionale di Suvarnabhumi e il centro di Bangkok e l’Airport Link Extension di 22 km per l’aeroporto di Don Muang. Se l’operazione andrà in porto, FS International si occuperà della gestione del servizio e della manutenzione dell’Airport Rail Link a partire dal prossimo autunno. A “pochi” passi di distanza, in India, FS Italiane sarà invece protagonista delle attività di progettazione e supervisione lavori delle linee metropolitane di Kanpur e Agra. Spazio anche per il continente Africano: la società guidata da Gianfranco Battisti assisterà le Ferrovie Tunisine nell’ammodernamento delle linee ferroviarie 22 (Sousse – Mahdia) e 6 (Tunisi – Kasserine).
Europa, lo sguardo ad Est di Gruppo FS Italiane, guidato da Gianfranco Battisti
Nuove commesse anche per l’Europa. L’eccellenza dell’Alta Velocità approda in Grecia: è di pochi giorni fa la notizia dell’arrivo del primo elettrotreno ETR470 dedicato alla linea Atene-Salonicco. Si tratta del “primo di una serie di cinque trasporti – si legge su FS News – per comporre l’intera flotta”. Tramite TrainOSE, il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti sarà responsabile del nuovo servizio. Alta Velocità anche per i Paesi baltici. Italferr, che per conto di FS Italiane si occupa della progettazione e della realizzazione delle linee, sarà impegnata nel supporto alle attività di elettrificazione di 870 chilometri della Rail Baltica. La nuova linea AV metterà Estonia, Lettonia e Lituania in collegamento con il resto del continente. Novità provenienti anche dall’Ucraina: è recente infatti la sottoscrizione di un Memorandum of Understanding tra FS Italiane e Jsc Ukrainian Railways. Nell’intesa ad ampio spettro firmata tra la società guidata da Gianfranco Battisti e le Ferrovie ucraine si parla di esportare il know-how tecnologico, operativo e ingegneristico di FS Italiane a beneficio delle infrastrutture del Paese.
Sanremo 2021, l’articolo di Paolo Campiglio sulla finale
Paolo Campiglio riporta sul suo blog le classifiche dei vincitori di Sanremo 2021, sia della manifestazione, sia delle numerose categorie di premi assegnati alle canzoni in gara. Commentati anche i dati Auditel e dei ricavi pubblicitari.
Paolo Campiglio: i premi della serata finale sanremese
Paolo Campiglio, nell’articolo comparso sul suo blog, annuncia che il gruppo musicale rock dei Måneskin con la canzone “Zitti e buoni” si posiziona al primo posto nella classifica generale della categoria Campioni guadagnandosi così la vittoria della 71ª edizione del Festival di Sanremo. Subito secondo si piazza il duo composto da Francesca Michielin e Fedez con il brano “Chiamami per nome”, mentre la medaglia di bronzo è assegnata ad Ermal Meta e alla sua “Un milione di cose da dirti”. Willie Peyote con la canzone “Mai dire mai (La locura)” è il vincitore del Premio della Critica “Mia Martini” conferito dalla Giuria della Sala Stampa, avendo guadagnato 21 voti da parte dei giornalisti accreditati. Medaglia d’argento per la coppia Colapesce Dimartino con 13 voti, mentre al terzo posto si posiziona Extraliscio con 6 voti. A Colapesce e Dimartino, con il brano “Musica leggerissima”, è stato inoltre attribuito il premio delle radio-tv locali. Al secondo posto Ermal Meta, al terzo posto la canzone portata in gara da Annalisa. Paolo Campiglio ricorda poi nel suo blog che il gruppo vincitore di questa edizione, composto fin dalla nascita nel 2015 a Roma da Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio, era già conosciuto al pubblico generalista grazie alla sua partecipazione nel 2017 all’edizione numero 11 di X Factor, in cui alla fine della gara si erano posizionati secondi dietro a Lorenzo Licitra e, curiosamente, con la presenza di Fedez tra i giurati.
Paolo Campiglio: dati Auditel e pubblicitari relativi a Sanremo 2021
Paolo Campiglio riporta poi nell’articolo del suo blog alcuni dati dell’Auditel relativi alla serata finale, che secondo il monitoraggio è stata vista, in media, da 10 milioni 715 mila spettatori, con il 53,5% di share; inoltre, va sottolineato che la prima parte della serata ha toccato i 13 milioni 203 mila spettatori, ovvero il 49,9% di share, il cui apice è stato invece raggiunto poco prima delle 2 di notte, con il 68,8% di share. Questo per quanto concerne il bilancio degli ascolti, mentre per quello economico Paolo Campiglio evidenzia nel suo articolo un’edizione da record per la manifestazione festivaliera. Infatti, Rai Pubblicità ha guadagnato 38 milioni di euro, uno in più rispetto all’edizione passata, mentre il costo della kermesse, con dati ancora parziali e non completi, si aggira sui 15 milioni di euro, con un utile di 23 milioni. Infine, vale la pena menzionare anche una situazione complessivamente positiva dal punto di vista della sicurezza sanitaria: questo perché nella settimana del Festival, a fronte di un totale complessivo di 5.800 tamponi somministrati a tutti quelli che sono entrati al Teatro Ariston, sono stati solo 8 quelli risultati positivi. Paolo Campiglio, in chiusura del suo articolo, offre i suoi ringraziamenti ai lettori e agli ascoltatori che hanno seguito i suoi passaggi in radio, sul blog e sui canali social di Radio 1 New York e della Stampa Estera e rinnova gli auguri di poter seguire finalmente dal vivo la prossima edizione di Sanremo 2022.
Rinnovabili: Gruppo Green Power, l’etica sostenibile nei servizi energetici
L’etica sostenibile come percorso efficace per coniugare servizi energetici e attenzione al consumo delle risorse: la storia di Gruppo Green Power, azienda di primo piano in Italia nei settori dell’efficientamento energetico e delle rinnovabili.
Gruppo Green Power: i progetti per l’efficienza energetica
Impegno per la sostenibilità ambientale, oculatezza nell’utilizzo delle risorse, alti standard di qualità: sono alcune delle caratteristiche che contraddistinguono Gruppo Green Power, azienda attiva nel settore dei servizi connessi all’efficientamento energetico e alle rinnovabili. Nata nel 2010 e con sede operativa a Mirano (VE), il focus delle sue attività è indirizzato in particolare verso il mercato energetico nazionale. È supportata da un team di professionisti specializzati in materia di efficienza energetica e messa in opera di impianti con elevati standard di sostenibilità, due ambiti in cui l’azienda ha consolidato una posizione apicale nel settore a livello nazionale. Oggi la posizione di leader consente a Gruppo Green Power di fornire servizi costantemente all’avanguardia, con un occhio di riguardo nei confronti della salvaguardia ambientale, della qualità e della sicurezza. Completano il suo profilo progetti e attività sviluppate negli ambiti fotovoltaico, sistemi ibridi, accumulatori di energia e pompe di calore ACS.
Gruppo Green Power: il Superbonus 110%
Gruppo Green Power indirizza fin dalla fondazione il proprio impegno verso l’ambito dell’energia rinnovabile, specializzandosi in particolare nel fotovoltaico. Oggi la società supporta i clienti anche nel corso delle pratiche necessarie all’ottenimento del Superbonus 110%. Introdotto con il Decreto Rilancio 34/2020, il bonus è collegato a tutti gli interventi che consentano il miglioramento di almeno 2 classi energetiche dell’edificio. Per l’occasione è stato quindi costituito un team di esperti per affiancare il cliente nella scelta dei prodotti più idonei ed è stato attivato un numero verde, 800 032 833, per rispondere alle richieste di informazioni.
Fondi europei e transizione energetica: l’AD di Eni Claudio Descalzi all’Italian Energy Summit
L’intervento di Claudio Descalzi all’Italian Energy Summit de “Il Sole 24 Ore”: l’AD di Eni sottolinea come le risorse europee possano rappresentare una grande opportunità per avviare il cambiamento green per un futuro sostenibile.
Transizione energetica e ripartenza economica: il pensiero di Claudio Descalzi, AD di Eni
Giunto quest’anno alla ventesima edizione, l’Italian Energy Summit riunisce a Milano i protagonisti del settore energetico per dibattere su presente e futuro del mondo dell’energia. Alla prima giornata dell’evento organizzato da “Il Sole 24 Ore” ha partecipato l’AD di Eni Claudio Descalzi che, nel corso del suo intervento, ha posto l’accento sulla grandissima opportunità offerta dal Recovery Fund per la transizione energetica: “Le risorse ci sono ma non sono infinite”, spiega, “serve competenza e capacità di realizzazione per riuscire a investire i 191 miliardi che sono il tesoretto a disposizione dell’Italia”. Fondi notevoli, quelli predisposti dall’Europa per la ripartenza del Paese, ma che è necessario saper gestire bene “perché è un’opportunità incredibile”, ha evidenziato l’AD, “si può mettere in moto la macchina del cambiamento per un futuro energetico pulito”. L’AD di Eni ha ricordato inoltre come l’impegno del Gruppo per la transizione energetica abbia già portato alla realizzazione di “molti progetti legati alla trasformazione del business, che diventerà prima ripulitura di CO2 e poi legato alla circolarità di fonti non fossili”. E il Recovery Fund, ha spiegato Claudio Descalzi, può aiutare ad accelerare tale processo green.
Eni, l’AD Claudio Descalzi: necessarie normative chiare e sviluppare nuovi modelli energetici
Ma l’impegno per accelerare decarbonizzazione e transizione energetica, sia da parte degli operatori energetici che a livello istituzionale, deve andare di pari passo con normative in linea con lo scenario energetico attuale: “Ci devono essere normative chiare”, ha precisato Claudio Descalzi, “le istituzioni danno obiettivi, ma poi ci deve essere un coordinamento nelle normative. Non si pensa al futuro con normative vecchie riferite a una struttura energetica diversa da quella di oggi”. L’AD ha fatto notare inoltre come nella decarbonizzazione del sistema energetico l’Italia possa giocare un ruolo da protagonista anche grazie all’utilizzo dell’idrogeno. “Siamo il più grosso produttore di idrogeno, lo usiamo per noi, ma dobbiamo trovare un mercato che va al di là di quello interno”, ha osservato Claudio Descalzi, che ha aggiunto “abbiamo a Ravenna il più grande polo al mondo di stoccaggio di anidride carbonica. Dal punto di vista progettuale siamo pronti. Ne faremo uno in UK”. L’attenzione green di Eni prevede dunque di proseguire sul percorso della decarbonizzazione, uno degli obiettivi principali del Gruppo: “Pensiamo nei prossimi 5-6 anni di catturare più di 6 milioni di tonnellate all’anno di CO2. Questo è importante per noi e per l’Italia”, ha concluso l’AD.
Soffitto termoteso, quale scegliere per arredare l’ambiente
Il soffitto termoteso è un particolare tipo di rivestimento che viene utilizzato nell’ambito commerciale prevalentemente, ma che può essere scelto anche nell’ambito residenziale quando si effettuano dei lavori di ristrutturazione. Esso è composto da due elementi: un profilo realizzato in alluminio leggero perimetrale poco ingombrante ed un telo in PVC molto resistente, da applicare attraverso una fonte di calore, senza lavori di muratura e senza utilizzare sospensioni verticali.
Soffitto termoteso o cartongesso, cosa scegliere
Un soffitto termoteso, a differenza di un soffitto realizzato in cartongesso, è poco ingombrante e riduce solamente del 7% circa lo spazio della stanza, evitando, così, il cosiddetto “effetto scatola”. Installare il cartongesso, poi, richiede molti giorni, costi collegati alla manodopera e diversi lavori di muratura, che sporcano anche l’ambiente circostante. Applicare un soffitto termoteso, invece, è un’operazione rapida: basta circa una giornata per completare il tutto. In più, il soffitto termoteso è maggiormente versatile, in quanto si adatta alla perfezione a qualsiasi ambiente, senza screpolature o imperfezioni, anche nel tempo. Il soffitto termoteso, infatti, dura nel tempo, e non richiede manutenzione. È capace di resistere alle intemperie, perché vengono utilizzati materiali ignifughi e resistenti alle infiltrazioni d’acqua. Tutte queste caratteristiche, rendono senza dubbio il soffitto in pvc una soluzione preferibile al cartongesso.
Soffitto termoteso per arredare
Il soffitto termoteso è anche un’opzione molto valida per arredare l’ambiente, e rendere la stanza nel quale viene applicato ancora più in linea con l’intero arredamento. SkyDesign propone diverse tipologie di soffitto termoteso, con caratteristiche differenti a seconda delle esigenze del cliente.
Si può optare, ad esempio, per un soffitto teso con stampe in 3D, in grado di rendere la stanza tridimensionale e con un effetto profondità ben definito. Un’alternativa altrettanto interessante è il soffitto luminoso, realizzato con membrane polimeriche illuminate capaci di diffondere il 70% di luce proveniente da un impianto led su tutto il soffitto, per un effetto molto suggestivo e moderno. In questo caso, si può scegliere la luce calda, fredda, oppure luci multicolor, con un semplice “click” dell’interruttore. Per aumentare ancora di più la luminosità, si può scegliere un soffitto teso a specchio, specialmente per ambienti piccoli: grazie alla superficie lucida di questo tipo di soffitto teso, si può riflettere la luce sia naturale che artificiale per far sembrare i luoghi più ampi e spaziosi. Al contrario, il soffitto opaco, viene utilizzato negli ambienti con eccessiva luminosità per un effetto più attenuato.
Kiko Milano investe oltre la crisi: l’AD Cristina Scocchia al “Corriere della Sera”
“Il 2020 è stato un anno duro: negozi chiusi per mesi in tutti i 27 paesi in cui operiamo, contrazione del fatturato e cassa integrazione. Ma la voglia di reagire non ci è mai mancata. Ci siamo rifinanziati, abbiamo continuato a spingere su innovazione e trasformazione digitale e siamo entrati in 3 nuovi mercati creando 300 posti di lavoro”: l’intervista del “Corriere della Sera” all’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia.
Cristina Scocchia: trecento nuove aperture, mille assunzioni e un’ulteriore crescita all’estero nel futuro di Kiko Milano
“Un messaggio di positività in una situazione non facile”: intervistata dal “Corriere della Sera” l’AD Cristina Scocchia illustra la risposta di Kiko Milano alla pandemia e alla crisi che ne è derivata: l’apertura di trecento nuovi store entro il 2023 e mille assunzioni. “Bisogna accelerare anche in un contesto macroeconomico in salita”, ha spiegato l’AD: lo scorso anno l’azienda leader nel settore della cosmetica non si è mai fermata, neanche davanti al lockdown e alle chiusure dei negozi. Kiko Milano è entrata in 3 nuovi mercati, ha aperto 40 nuovi negozi e ha creato circa 300 posti di lavoro. Cinquanta persone sono state assunte in Italia, nel quartiere generale di Bergamo. “Aver completato il turnaround nel 2019 ci ha permesso di essere più resilienti, anche nel momento in cui abbiamo chiuso il 99% dei negozi, nel primo lockdown, e il 40% nella seconda ondata”, ha ricordato Cristina Scocchia: “Quasi tutti i nostri store hanno riaperto. Ovvio che non è stato un anno indolore: il 2020 segna una contrazione del fatturato di circa un terzo e profitto negativo”. La pandemia per Kiko Milano è stata un’occasione per crescere ulteriormente sull’e-commerce. In cinque anni, come ricorda l’AD nell’intervista, un terzo di tutto quello che non è food sarà comprato sul web: “Da qui non si torna indietro ed è per questo che continueremo a investire massicciamente sul digitale e sull’omnicanalità. Ma esistono aree del mondo dove il retail è ancora in espansione, come l’Asia-Pacifico, destinata a doppiare il mercato retail Usa. Senza dimenticare il valore dell’esperienza che si fa in negozio, che per il beauty è ancora più importante: non si vendono solo prodotti, ma servizi ed esperienze”.
“Corriere della Sera”, l’AD Cristina Scocchia: la crisi finirà, bisogna farsi trovare pronti
“La competitività passa attraverso la crescita dimensionale e qualitativa delle aziende, l’internazionalizzazione, l’aggiornamento della governance e, se necessario, l’apertura dei capitali. Non esiste un motivo per smettere di crescere: qualunque sia il settore e la dimensione di partenza, devi sempre aspirare a diventare il campione della tua industry, e poi andare ancora oltre”: l’invito dell’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia nell’intervista al “Corriere della Sera”. Il piano di investimenti di Kiko Milano nasce anche nell’ottica di dare un esempio e lanciare “un messaggio di positività alle imprese: la crisi finirà, bisogna farsi trovare pronti”. Nell’articolo l’AD si è espressa inoltre sul tema del gender gap: oggi in Italia le donne CEO sono il 4,5%. “Le dirigenti sono un terzo del totale nel pubblico, un sesto nel privato: tutti devono sforzarsi per cambiare una situazione che blocca il Paese. Se lavora solo una donna su due, contro il 68% degli uomini, il rilancio non avverrà”, ha spiegato l’AD Cristina Scocchia. Aumentare il tasso di occupazione femminile al 60% garantirebbe un aumento del Pil pari al 7%: “Un’occasione che non possiamo mancare. Nel mio leadership team siamo 50% donne e 50% uomini. Sposo questa massima: il successo arriva quando il talento incontra l’opportunità di dimostrarlo. Per le donne succede ancora troppo di rado”.
Terna investe per la crescita del Paese: il focus dell’AD e DG Stefano Donnarumma sul Piano 2021-2025
Terna è regista del sistema con un ruolo centrale nella realizzazione degli obiettivi di decarbonizzazione: l’AD e DG Stefano Donnarumma lancia Driving Energy, il nuovo Piano 2021-2025 che pone al centro investimenti sulla rete, su nuova capacità di accumulo e sull’integrazione delle rinnovabili.
Terna, l’AD e DG Stefano Donnarumma: investimenti per 8,9 miliardi di euro nel quinquennio 2021-2025
È "investimenti" la parola chiave del quinquennio 2021-2025 di Terna. Nel nuovo Piano industriale il Gruppo guidato da Stefano Donnarumma mette in campo 8,9 miliardi di euro per sviluppare, ammodernare e rafforzare la rete di trasmissione elettrica nazionale: una crescita del 22% rispetto al precedente Piano, a conferma del ruolo di Terna quale abilitatore di un sistema elettrico sempre più articolato, sostenibile e tecnologicamente avanzato. Di questi, 5,4 miliardi di euro sono destinati a razionalizzare le reti nelle principali aree metropolitane del Paese, a incrementare le interconnessioni con l’estero e ad accrescere la capacità di trasporto tra le diverse zone di mercato risolvendo le congestioni attualmente presenti. In attività di rinnovo ed efficienza degli asset il Gruppo ha stanziato 2,4 miliardi di euro, funzionali principalmente al miglioramento della qualità del servizio e dei processi, nonché allo sviluppo di soluzioni sostenibili della rete elettrica. Per la sicurezza invece 1,2 miliardi di euro, necessari a sostenere gli interventi per la regolazione della tensione e alla stabilità dinamica del sistema elettrico, quali, ad esempio, l’installazione dei compensatori sincroni nei punti più critici della rete. Nel nuovo Piano, illustrato dall’AD e DG Stefano Donnarumma, è inoltre prevista la realizzazione di tutti gli interventi fondamentali a fronteggiare i rischi connessi al verificarsi di eventi climatici sempre più estremi.
Piano 2021-2025, Stefano Donnarumma: "L’Italia ha delle opportunità eccezionali: Terna vuole renderle possibili"
"Gli investimenti che metteremo in campo nei prossimi cinque anni rappresentano un formidabile volano per la ripresa e porteranno benefici a tutti gli italiani", ha evidenziato l’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma nel presentare il Piano 2021-2025. Agire oggi è fondamentale "per consegnare alle prossime generazioni un sistema elettrico sempre più affidabile, efficiente e decarbonizzato". Diversi i progetti di valore strategico previsti nel Piano: tra questi il Tyrrhenian Link – l’interconnessione tra Campania, Sicilia e Sardegna che contribuirà alla decarbonizzazione della Sardegna integrando diverse zone di mercato con notevoli benefici in termini di efficienza; l’elettrodotto che unirà la zona di Colunga (provincia di Bologna) a quella di Calenzano (provincia di Firenze), che garantisce così un notevole aumento della capacità di scambio fra Centro-Sud e Centro-Nord; l’elettrodotto che unirà le due sponde della Sicilia da Chiaramonte Gulfi (provincia di Ragusa) a Ciminna (provincia di Palermo), funzionale a migliorare la qualità e la continuità della fornitura elettrica nella Regione; il SA.CO.I.3, il rafforzamento del collegamento tra Sardegna, Corsica e Penisola Italiana. "L’Italia ha delle opportunità eccezionali: Terna, regista e guida del sistema elettrico, vuole renderle possibili", ha sottolineato infine l’AD e DG Stefano Donnarumma.
Nicola Bedin: le modifiche statutarie “green” di Snam, l’Assemblea approva
Nicola Bedin: Snam inserisce nello Statuto il corporate purpose “Energia per ispirare il mondo”, il perseguimento del successo sostenibile tra le finalità a cui conformare le attività della società.
Nicola Bedin: transizione energetica e parità di genere nello statuto Snam, l’Assemblea approva le proposte del CdA
Lo scorso 28 dicembre, sotto la presidenza di Nicola Bedin, il Consiglio di Amministrazione di Snam aveva deliberato di proporre all’Assemblea straordinaria degli Azionisti alcune modifiche allo statuto sociale funzionali a riflettere l’impegno crescente sul fronte della transizione energetica e a recepire le recenti disposizioni della Legge di Bilancio in tema di equilibrio di genere. Proposte che sono state accolte lo scorso 2 febbraio dall’Assemblea riunitasi in sede straordinaria nel pieno rispetto delle disposizioni previste in considerazione dell’emergenza legata alla pandemia: in particolare le delibere riguardano la modifica dell’articolo 2 dello statuto con l’inserimento del “corporate purpose”, principio guida che ispira la società nel perseguimento del successo sostenibile, da includere tra le finalità a cui si deve conformare l’attività di impresa. Nel “corporate purpose” di Snam, ossia “Energia per ispirare il mondo”, si riflette il forte impegno nel promuovere la transizione energetica “verso forme di utilizzo delle risorse e delle fonti di energia compatibili con la tutela dell’ambiente e la progressiva decarbonizzazione”. Non a caso Snam, che dallo scorso giugno annovera Nicola Bedin nel ruolo di Presidente, ha improntato il piano strategico 2020-2024 lanciato il 25 novembre 2020 sulla sostenibilità, definendo obiettivi di notevole rilievo su questo fronte, tra cui il raggiungimento della neutralità carbonica nel 2040 e un incremento degli investimenti dedicati alla transizione energetica e all’adeguamento delle infrastrutture della società al trasporto e allo stoccaggio dell’idrogeno. Oltre all’articolo 2, l’Assemblea ha deliberato modifiche anche per gli articoli 12, 13 e 24 adeguando le vigenti disposizioni statutarie in materia di modalità di elezione dei componenti del Consiglio di Amministrazione alle nuove disposizioni in materia di equilibrio tra i generi di cui al comma 1-ter dell’art. 147-ter del TUF, come modificato dalla cd. Legge di Bilancio 2020. È stata inoltre approvata l’introduzione di una clausola transitoria che prevede che tali disposizioni statutarie troveranno applicazione a decorrere dal prossimo rinnovo del Consiglio di Amministrazione (nuovo comma secondo dell’art. 24 dello Statuto).
Snam: il percorso formativo e professionale del Presidente Nicola Bedin
Originario di Montebelluna (TV) e cresciuto a Pordenone, Nicola Bedin è Presidente di Snam dal giugno 2020, il che lo rende il più giovane con quel ruolo in una società quotata a Milano. Nato nel 1977, annovera in curriculum diverse esperienze di studio all’estero, presso la Charter Oak High School in California, l’University of Texas di Austin e l’University of California di Berkeley. Laureatosi con il massimo dei voti e la lode in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano, inizia a lavorare in Mediobanca come analista finanziario tra il 2001 e il 2004: in seguito passa al Gruppo Ospedaliero San Donato, principale operatore italiano nel settore ospedaliero. Inizialmente assistente di Giuseppe Rotelli, nel 2005 diventa Amministratore Delegato della capogruppo, ricoprendo il ruolo fino al 2017. Si occupa in prima persona del risanamento e del rilancio dell’Ospedale San Raffaele, entrato nel perimetro del gruppo nel 2012. Amministratore Delegato dell’Università Vita-Salute San Raffaele dal 2015 al settembre 2017, è inoltre Amministratore non esecutivo della quotata Italgas S.p.A. dal 2016 e fino all’aprile 2019 e Presidente del Comitato Sostenibilità e componente del Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate. È il 2018 quando dà vita a Lifenet Healthcare, iniziativa imprenditoriale in ambito healthcare che ad oggi conta dieci aziende ospedaliere ed ambulatoriali tra Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna e occupa circa 800 professionisti del settore. Nel giugno 2020 la nomina a Presidente di Snam. Nicola Bedin è inoltre professore a contratto presso l’Università degli Studi di Pavia per l’insegnamento di economia applicata.
Il vero rap è “Perenne”
Si chiama Benna e il suo nuovo brano “Perenne” racchiude tutta la passione e l’energia che solo un talentuoso rappautore come lui ha da offrire. “Perenne” è il secondo brano di un progetto musicale ben più ampio e basta un verso per entrare subito nello spirito della canzone:
«Vi lascerò il mio bacio sul cuscino, per aggiustare le parole dette a voce rotta»
Benna
Ascoltando il brano emerge subito una situazione dove l’artista riflette sul concetto dell’amore paterno come legame inscindibile ed indelebile.
Accompagnato da sonorità decise ma armoniose, curate e movimentate, nonché da ritmiche coinvolgenti ed accattivanti, questo artista “rap” – che avevamo lasciato qualche mese fa alle prese con “Bella Italia” – partorisce un singolo che vale la pena di ascoltare, grazie anche agli arrangiamenti del
produttore Mirino e del direttore artistico Nicolas Manfredini, entrambi cari amici dello stesso autore. Il sound fresco e le liriche energiche, che creano il giusto contrasto con un testo ricco di sentimento, fanno di questo brano un perfetto jolly radiofonico che potrebbe essere tranquillamente collocato tra le nuove uscite del mercato italiano. Insomma, un’ottima scelta per riscaldare gli ascoltatori in attesa delle sorprese musicali che l’artista sta preparando!
Il video è stato ideato e curato da Luca Fabbri.
Carlo Malinconico, pittore barocco del ‘700, figlio di Nicola
Sono poche le informazioni oggi in possesso su Carlo Malinconico, pittore partenopeo proveniente da una famiglia importante: il padre Nicola è stato infatti uno dei più importanti seguaci di Luca Giordano.
Carlo Malinconico: vita e opere
Nella Chiesa di San Donato Vescovo, a Orta di Avella (Caserta), è possibile osservare un meraviglioso affresco raffigurante il Trionfo dell’Immacolata. L’opera, che decora la navata centrale con altri due riquadri aventi a tema Fatti della Vita della Vergine, è stata realizzata da Carlo Malinconico nel 1734. Originario di Napoli, il pittore barocco nasce agli inizi del XVIII secolo da una famiglia nota nel mondo dell’arte: è infatti figlio di Nicola Malinconico, celebre soprattutto per il suo rapporto con Luca Giordano e che a sua volta aveva come madre Antonia De Pepoli, figlia di Giacinto Popoli. Pochi conoscono le opere di Carlo, l’unico tra i figli a seguire le orme paterne. Uno dei suoi lavori più noti è proprio in collaborazione con il padre, che in quegli anni dirige il programma decorativo per il Duomo di Gallipoli. Nella chiesa pugliese è possibile trovare diverse opere di Carlo Malinconico, tra le quali le più importanti sono le tre tele sul soffitto della navata mediana, dodici riquadri tra i finestroni e la tela al posto della cupola con la raffigurazione del Martirio e la Glorificazione della Santa.
Carlo Malinconico: una vita all’ombra del padre Nicola
Oltre ai dipinti realizzati con il contributo del padre, si conosce poco delle altre opere di Carlo Malinconico. Sono sue le tele che si possono ammirare sulle pareti della cappella della Chiesa di Santa Maria de’ Sette Dolori, a Napoli. Secondo le fonti disponibili, fu il padre di Carlo, Nicola, ad ottenere un discreto successo artistico durante il suo periodo di attività, grazie ad una importante produzione artistica di carattere religioso. Nato anch’egli a Napoli, nel 1663, è stato discepolo di Massimo Stanzione e di Andrea Belvedere, per diventare poi seguace di Luca Giordano. Tra le sue opere più note: il Martirio di Sant’Alessandro, nel Duomo di Bergamo; l’Assunta in Cielo con San Tommaso Becket nella cattedrale di Santa Maria Assunta, a Mottola; o ancora, la Sacra famiglia, oggi esposta nella Galleria dell’Accademia di belle arti di Napoli. A differenza di Carlo Malinconico, del padre si conosce anche parte della vita privata: nel 1700 prese in moglie Rosaria De Magistris, con la quale ebbe in totale sei figli.
O&G Business: profilo professionale del manager Roberto Casula
Roberto Casula è un manager affermato con grande esperienza nel settore energetico. Nel corso della sua lunga carriera ha assunto incarichi di rilievo per conto di Eni, anche in ambito internazionale.
Roberto Casula: i primi anni in Agip S.p.A. e l’ingresso in Eni
Ingegnere e manager, Roberto Casula è nato nel 1962 a Cagliari. Dopo aver conseguito una Laurea in Ingegneria Mineraria presso l’Università della sua città, esordisce professionalmente in Agip S.p.A. dove, in qualità di Reservoir Engineer, opera nel campo delle prove di produzione e acquisizione di dati sui giacimenti petroliferi. Successivamente, e fino al 1991, si occupa di reservoir modelling, con responsabilità nella modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti. Fin dai primi anni la sua carriera si sviluppa su area internazionale: nel 1992 è infatti a Luanda, in Angola, come Reservoir Engineer e Petroleum Engineer della consociata Agip Angola Ltd, della quale è nominato Chief Development Engineer nel 1994. Dopo tre anni è nuovamente in Italia: nel ruolo di Development and Production Coordinator, nella sede di San Donato Milanese, Roberto Casula coordina le attività operative e di business svolte da Eni in Africa Occidentale e Asia Centrale. Nel 2001 si trasferisce a Teheran, dove è inizialmente Responsabile dei Servizi Tecnici e successivamente Dirigente e Project Director.
Roberto Casula: la crescita in Eni e i progetti attuali
Terminata l’esperienza in Iran, Roberto Casula assume l’incarico di Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., consociata del Gruppo con sede a Gela. Nel corso di tale esperienza opera nel coordinamento delle attività di esplorazione e produzione in territorio siciliano. Una nuova sfida professionale lo porta nuovamente in Africa nel 2005, anno in cui, in Libia, è Managing Director di Eni Nord Africa BV. Nel 2007 è nominato Senior Vice President per la Regione Sub-Sahariana e nel 2011 è Executive Vice President per le aree relative all’Africa e al Medio Oriente. La grande esperienza in ambito energetico, unita alle numerose esperienze di livello internazionale, lo portano nel 2014 a essere nominato Chief Development Operations & Technology Officer, un ruolo a diretto riporto dell’AD, in cui è responsabile delle attività tecnico-operative, progettuali e di ricerca e sviluppo. Con oltre 30 anni di esperienza nel settore energetico, attualmente Roberto Casula si occupa di progetti di open innovation e corporate venture capital in Eni.
Siderurgia: le esperienze professionali di Gianpietro Benedetti
Dal 1999 la nota multinazionale di Buttrio, specializzata in impianti siderurgici, è guidata da Gianpietro Benedetti: il manager nel 2017 è stato nominato anche Presidente del CdA.
Gianpietro Benedetti: i primi incarichi in Danieli
Gianpietro Benedetti nasce nel 1941 a Tricesimo: terminati gli studi al Malignani, Istituto Tecnico di Udine, avvia il suo percorso professionale in Danieli. Sarà l’inizio di un rapporto estremamente duraturo. Comincia infatti con il ruolo di disegnatore tecnico e in seguito come ingegnere progettista, incarico che ricopre fino al 1968, quando gli viene affidata la direzione dell’Ufficio Tecnologie e Processo di Laminazione. È un momento storico fondamentale per l’azienda: è proprio in quegli anni infatti che Luigi Danieli decide di puntare sulla produzione di impianti siderurgici chiavi in mano, strategia che si rivelerà presto un successo. Dal 1976 al 1982 Gianpietro Benedetti opera in qualità di Direttore del Centro Ricerche, mentre fino al 1986 è responsabile del comparto Sales. Dopo 25 anni dal suo ingresso in azienda diventa Co-Amministratore Delegato, il primo gradino della sua scalata ai vertici della multinazionale.
Presidenza e nuovi successi: il percorso di Gianpietro Benedetti in Danieli
Nel 1991 Gianpietro Benedetti viene nominato Direttore Generale. In quegli anni alla guida del Gruppo c’è Cecilia Danieli, Presidente e Amministratore Delegato che porta nuova linfa alla multinazionale. L’azienda continua a puntare sulle acquisizioni e ad aumentare i suoi assets, come accade ad esempio con la francese Rotelec e l’italiana Techint Machine: una strategia che porterà la società a più che raddoppiare utili e dipendenti. Nel 1999 viene scelto per continuare il percorso avviato da Cecilia, prematuramente scomparsa: diventa quindi prima Amministratore Delegato, successivamente anche Presidente. Danieli continua ad affermarsi a livello internazionale: tra il 2005 e il 2006 nascono due impianti, rispettivamente in Cina e in Tailandia, mentre in Ucraina, Polonia e India vengono aperti nuovi uffici. Ad oggi il Gruppo conta circa 10.000 dipendenti sparsi in oltre dieci Paesi e un fatturato di oltre 3 miliardi di euro. Nel 2017 Gianpietro Benedetti viene infine nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione e dell’Executive Board di Danieli. Grazie ai suoi successi, è stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana e di lauree ad honorem dalle Università di Trieste e Udine.
Riva Acciaio: l’esperienza del laboratorio di Lesegno
Nato negli anni ’90, il centro di Ricerca e Sviluppo di Lesegno è oggi uno dei cardini del successo di Riva Acciaio nel comparto siderurgico.
Riva Acciaio: leader nell’innovazione siderurgica
In Italia l’industria dell’acciaio rappresenta un settore strategico per l’economia nazionale. Oltre ad essere una base solida per il sistema manifatturiero, risulta fondamentale per numerosi comparti, come ad esempio quello delle costruzioni. L’acciaio oggi è ancora una risorsa fondamentale e di conseguenza è importante che le realtà nazionali investano nella ricerca. Lo sa bene Riva Acciaio, che fin dagli anni ’90 si è dotata di un centro R&S dedicato all’innovazione tecnologica. Negli anni il laboratorio, ubicato nello stabilimento di Lesegno, in provincia di Cuneo, è diventato un punto di riferimento a livello nazionale. È l’unico nel Paese, ad esempio, ad essere in possesso di strumentazioni come il Gleeble 3800, un sistema che permette di simulare tutte le fasi di lavorazione partendo da colate di acciaio sperimentali. Ma il ruolo del Centro non si limita al miglioramento della qualità dei prodotti e delle fasi produttive: grazie ad esso, Riva Acciaio è infatti riuscita a creare una rete di collaborazioni a livello nazionale ed europeo, uscendo dal contesto prettamente aziendale.
Riva Acciaio: la ricerca oltre la produzione
Una delle particolarità del laboratorio R&S di Riva Acciaio, come ha ben spiegato Renzo Valentini, docente di Metallurgia dell’Università di Pisa, è stata la capacità di portare avanti le sue attività su due binari. Da un lato la fabbrica in senso stretto e la produzione. Dall’altro, il coinvolgimento di attori e realtà oltre i confini aziendali. È su questa linea che fin dalla sua nascita il Centro di Lesegno ha deciso di coinvolgere gli istituti universitari più importanti del Paese: Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, le Università di Genova, Pisa e Brescia, e la Scuola Superiore Sant’Anna, per citare alcuni esempi. Ma Riva Acciaio è andata oltre: grazie al laboratorio è riuscita a coinvolgere anche realtà spagnole, francesi e tedesche. Una scelta che ha permesso all’azienda di prendere parte a progetti di ricerca sia nazionale che europei e di affermarsi come punto di riferimento a livello internazionale.
Nessuna penale per le prenotazioni: la nuova offerta Moby Spa e Tirrenia
Moby Spa e Tirrenia vanno incontro alle esigenze dei viaggiatori in tempi di pandemia. Prevista anche la possibilità di “sospendere” il biglietto fino al 2022.
Moby Spa e Tirrenia: dettagli e tempi dell’offerta
Uno degli effetti delle restrizioni causate dall’emergenza sanitaria è la difficoltà nel programmare viaggi e spostamenti. L’incertezza sull’evoluzione della pandemia spinge molte persone ad annullare o rinviare le proprie vacanze. È per questo che Moby Spa e Tirrenia hanno deciso di eliminare le penali previste nel caso in cui i viaggiatori abbiano bisogno di modificare la data di partenza. La promozione, valida per chi prenota entro il 15 marzo, è attiva per tutte le tratte che vanno dai porti di Napoli, Genova, Livorno, Civitavecchia e Piombino verso Sardegna, Sicilia e Corsica (Porto Torres, Cagliari, Olbia, Palermo e Bastia). Il biglietto potrà essere cambiato un numero illimitato di volte: è sufficiente mantenere solo destinazione e compagnia selezionate in precedenza. Qualora il prezzo della nuova data risulti minore, Moby Spa e Tirrenia effettueranno un rimborso. In caso contrario, al cliente spetterà esclusivamente il versamento della differenza tariffaria.
Moby Spa e Tirrenia: il significato del “biglietto sospeso”
Oltre all’annullamento delle penali, Moby Spa e Tirrenia hanno introdotto anche il “biglietto sospeso”. Si tratta di un’opzione che consente ai viaggiatori di prenotare senza conoscere in anticipo la data di partenza. La possibilità offerta dalle due Compagnie del Gruppo Onorato Armatori riguarda le stesse destinazioni di cui sopra. Il “biglietto sospeso” è dunque simile a un credito. Uno degli aspetti più importanti della nuova opzione è che il ticket potrà essere utilizzato non solo quest’anno, ma anche per tutto il 2022. L’unico limite, come per l’annullamento delle penali, riguarda destinazione e compagnia, che non potranno essere cambiati. Le due iniziative messe in campo nascono per attenuare il sentimento di incertezza scaturito dal Covid-19. Quest’anno, grazie a Moby Spa e Tirrenia, sarà possibile dedicarsi alle proprie vacanze con il massimo della libertà, mettendo da parte la paura di eventuali cambi di programma.
Siderurgia: le proposte di Gruppo Riva per un acciaio green
Certificazioni, sistemi di gestione della qualità e costante applicazione delle migliori tecnologie disponibili: il percorso sostenibile di Gruppo Riva.
Gruppo Riva: il successo dei rottami
Gruppo Riva, primo operatore siderurgico italiano e tra i principali gruppi europei nel settore dell’acciaio, possiede 21 stabilimenti dislocati in 6 diversi Paesi, ha all’attivo quasi 5.400 dipendenti e vanta miliardi di euro di fatturato. Un successo che parte da lontano. E soprattutto ha inizio da un qualcosa che l’idea comune associa all’inservibilità: i rottami. Prima di inaugurare il primo stabilimento di produzione dell’acciaio, che nascerà a Caronno Pertusella nella prima metà degli anni ’50, i due fratelli Riva, Emilio e Adriano, avevano fondato la “Riva & C.”, che si occupava appunto di commercio di rottami. Prevedendo gli effetti della crescita economica di quel periodo, i Riva decidono di investire sulla produzione diretta e in pochi anni, grazie anche alla continua sperimentazione di nuove tecnologie, riescono a imporsi sul mercato internazionale dominato dai colossi esteri. Adesso, dopo quasi settant’anni, Gruppo Riva continua a servirsi di rottami ferrosi, ma con un fine diverso: promuovere i principi dell’economia circolare e rendere la elettrosiderurgia sempre più sostenibile.
Gruppo Riva: connubio tra acciaio e sostenibilità
Oggi non si parla più di semplici rottami, ma di rottami riciclati definiti “end of waste” secondo il Regolamento Europeo 333/2011. Gruppo Riva li utilizza per alimentare i suoi forni elettrici, installati all’interno di tutti gli stabilimenti al posto dei classici altoforni. L’azienda sfrutta a pieno la riciclabilità dell’acciaio, che oggi può essere definito un prodotto green grazie alle sue caratteristiche che lo rendono riutilizzabile praticamente all’infinito. Un modello di produzione sostenibile in linea con la politica ambientale adottata dal Gruppo. Tutti i siti produttivi sono in possesso delle autorizzazioni ambientali (in Italia AIA e AUA) e della certificazione ISO 14001, oltre ad applicare le BAT (Best Available Techniques; migliori tecniche disponibili) per ridurre l’impatto sull’ambiente. Risultati possibili grazie anche all’impegno di Gruppo Riva su Ricerca e Sviluppo, attività svolte dal laboratorio nato nello stabilimento di Lesegno. Un Centro oggi riconosciuto a livello europeo, capace di ottenere collaborazioni con le più importanti università italiane e di partecipare a progetti di ricerca internazionali.
Elisabetta Ripa (Open Fiber) partecipa all’appuntamento online “Rilanciamo l’Italia”
Elisabetta Ripa è alla guida di Open Fiber, la società partecipata da Enel e CDP che si occupa di cablare il territorio nazionale in fibra ottica. Durante la diretta streaming “Rilanciamo l’Italia”, l’AD e DG ha parlato del massiccio lavoro in corso già da anni per rafforzare le nostre infrastrutture.
Elisabetta Ripa partecipa all’incontro online “Rilanciamo l’Italia”
In una situazione di grave criticità come quella in cui stiamo vivendo, diventa ancor più fondamentale interrogarsi sugli obiettivi del Paese, per far fronte comune e accelerare la risoluzione dei problemi più impellenti che inficiano la quotidianità di tutti. Proprio per questo motivo risultano particolarmente rilevanti iniziative come “Rilanciamo l’Italia”, un ciclo di appuntamenti in diretta streaming per parlare della rinascita del Paese: non solo economia, ma anche e soprattutto cultura e sociale, per ricostruire insieme il futuro dell’Italia. A uno di questi appuntamenti ha preso parte anche l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Open Fiber Elisabetta Ripa. Open Fiber è la società partecipata da Enel S.p.A. e Cassa Depositi e Prestiti nata con l’obiettivo di cablare il territorio nazionale in fibra ottica. Elisabetta Ripa è stata la protagonista della discussione, coordinata dagli economisti Lucrezia Reichlin e Francesco Drago. È innegabile che l’emergenza sanitaria abbia reso ancor più impellente la necessità di dotare il Paese di reti a banda ultra larga altamente performanti, che possano rispondere alle nuove esigenze e all’esponenziale crescita dei consumi dovuti allo smart working e alla limitazione degli spostamenti.
Rafforzamento delle infrastrutture: la riflessione di Elisabetta Ripa
In un momento di tale criticità, il ruolo delle infrastrutture è fondamentale per abilitare i servizi del futuro. La competizione è necessaria, in quanto fa da innesco per portare avanti un ciclo importante di investimenti. Come specificato dall’AD Elisabetta Ripa , Open Fiber porta avanti da tre anni un modello disruptive ma neutrale rispetto agli operatori delle tlc a cui offre all’ingrosso servizi in fibra ottica: “Il Paese va dotato di una rete in fibra evoluta e scalabile per le esigenze del futuro”. Come spiegato da Elisabetta Ripa, attualmente “siamo arrivati ad un terzo in due anni. Ci vuole tempo per realizzare l’infrastruttura che servirà per i prossimi anni della nostra vita”. Il caso Open Fiber è esemplificativo: dimostra come l’intervento statale e dei fondi pubblici risulti fondamentale per realizzare la copertura necessaria. Gli ostacoli rimangono l’elevata burocrazia e i processi normativi, che tolgono tempo ed energie. Una semplificazione dei processi porterebbe a un’accelerazione dei tempi di gestione organizzativa, così da poter realizzare le opere più importanti per il futuro dei nostri giovani e non solo.
Webinar: organizzazione, innovazione, sostenibilità e sicurezza
Comunicato Stampa
Webinar: organizzazione, innovazione, sostenibilità e sicurezza
Il 26 marzo 2021 un convegno in modalità webinar si sofferma su organizzazione, innovazione, sostenibilità: le nuove frontiere della sicurezza. Durante il webinar saranno presentate le tesi premiate nel Premio Tesi di Laurea AiFOS 2020.
In questi mesi contrassegnati dall’emergenza COVID-19 alcuni temi, come quelli relativi alla sostenibilità, all’innovazione e all’organizzazione, sono diventati sempre più rilevanti per la pianificazione di strategie future e il rilancio dell’economia. Lo stesso Ricovery Plan, il piano di rilancio richiesto dall’Unione Europea, presuppone una transizione verso un’economia sostenibile. Sostenibile non solo a livello ambientale, ma anche economico e sociale.
Il webinar su organizzazione, innovazione, sostenibilità e sicurezza
Proprio per ricordare il legame tra sviluppo sostenibile e tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la Fondazione AiFOS, in collaborazione con l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), organizza per il 26 marzo 2021 il convegno gratuito, in modalità webinar, “Organizzazione, innovazione, sostenibilità: le nuove frontiere della sicurezza”.
Ricordiamo che la Fondazione AiFOS è una realtà filantropica attenta ai temi di promozione della cultura della sicurezza sul lavoro, dell’istruzione, della formazione e della sostenibilità. L’attività della Fondazione si pone l’obiettivo di sviluppare un modello di intervento che possa portare alla consapevolezza che vivere in un mondo sano e sicuro, ricco di coscienza riguardo i temi del benessere sociale sia la base per uno sviluppo sostenibile della comunità.
Il webinar si soffermerà sui temi della sostenibilità con particolare riferimento alle nuove frontiere della sicurezza, alla necessità di nuovi modelli organizzativi e di uno sforzo comune per ideare strumenti di innovazione. E proprio a questo proposito la Fondazione AiFOS presenterà un piano di ricerca in materia di formazione innovativa.
Durante il webinar verranno poi premiati i lavori premiati in relazione al Premio tesi di laurea 2020 indetto dalla Fondazione.
Il Premio tesi di laurea 2020 su sicurezza e sostenibilità
Attraverso il “Premio tesi di laurea nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro e sostenibilità” la Fondazione AiFOS ha voluto favorire lo sviluppo, la riflessione e la elaborazione di idee innovative in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e in materia di sostenibilità.
Il Premio ha riguardato tesi che, discusse tra il primo novembre 2019 ed il 31 ottobre 2020, hanno trattato i seguenti temi:
- Salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro (ambito giuridico, normativo, organizzativo; ambito tecnico, ingegneristico, medico; ambito psicologico, educativo, formativo, relazionale);
- Sostenibilità in ambito lavorativo (benessere organizzativo, parità di genere, lavoro dignitoso, diversity management, conciliazione vita-lavoro, corretta gestione ambientale e consumo aziendale responsabile, …).
Segnaliamo che la Fondazione AiFOS ha confermato anche l’edizione 2021 del Premio introducendo un nuovo filone tematico di premiazione, al fine di individuare le migliori tesi sui sistemi formativi innovativi nell’era post-Covid.
Il programma del convegno e le informazioni per iscriversi al webinar
Per parlare di sostenibilità e sicurezza si terrà venerdì 26 marzo 2021 – dalle ore 14.30 alle ore 17.00 – il convegno, in modalità webinar, dal titolo “Organizzazione, innovazione, sostenibilità: le nuove frontiere della sicurezza”.
14.30-14.45 Paolo Carminati, Presidente Fondazione AiFOS
Apertura lavori – La Fondazione AiFOS e il nuovo piano di ricerca sulla “Formazione Innovativa”
14.45-15.15 Luca Solari, Presidente Comitato Scientifico Fondazione AiFOS
Lectio Magistralis – Organizzazione, innovazione, sostenibilità: le nuove frontiere della sicurezza
15.15-16.15 Dialogo con i vincitori del “Premio Tesi di Laurea Fondazione AiFOS” 2020
Modera: Luca Solari
- Salvatore Pentimalli, Università degli Studi di Torino, “Analisi approfondita degli infortuni a fini di prevenzione: implementazione di un approccio computer-assistito specifico per attività in sotterraneo”
- Ada Malagnino, Università del Salento, “Integrating statistics based fire risk assessment with building life-cycle management”
- Martina De Vito, Università di Roma La Sapienza, “In2 – Informazione Infortunistica”
- Fabiana Faraone, Università degli Studi di Udine, “La sicurezza condivisa. L’utilizzo dello strumento di incident e near misses reporting”
- Veronica Previde Massara, Università Cattolica del Sacro Cuore, “4 day-week: implementazione della legge di Parkinson e del principio di Pareto allo smart working. Analisi del caso Perpetual Guardian”
- Marco Contu, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, “Salute e sicurezza dei lavoratori nella contrattazione collettiva: una prospettiva multilivello”
- Eleonora Bonacchi, Università degli Studi di Padova, “Definizione di criteri ambientali e di salute e sicurezza nella gestione del rischio della supply chain: caso studio Leroy Merlin Italia”
- Victoria Ferrua, Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza, “Benessere, salute e sicurezza del lavoro con disabilità nella legislazione e nella prassi. Un caso di studio”
16.15-16.30 Francesco Naviglio, Segretario Generale AiFOS
Chiusura Lavori – Presentazione Portale “Biblioteca Tesi Sicurezza”
16.30-17.00 Dibattito finale
Il link per iscriversi al webinar:
https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/organizzazione_innovazione_sostenibilita
A tutti i partecipanti verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di n. 2 crediti per Formatori area tematica n.1 (normativa/organizzativa), RSPP/ASPP.
Per avere ulteriori informazioni si può fare riferimento a Fondazione AiFOS c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia, via Branze, 45 – 25123 Brescia Tel. 030.6595037 Fax 030.6595040 [email protected]
11 marzo 2021
Ufficio Stampa Fondazione AiFOS
www.fondazioneaifos.org
Risalita dei contagi, Marco Durante: “Serve buon senso a livello globale”
"Il virus è presente in tutto in mondo e tutto il mondo deve farci i conti", ha dichiarato Marco Durante.
Europa nel pieno della seconda ondata: il commento di Marco Durante
"Dobbiamo tutti essere coscienti dei rischi, sia per la salute che per l’economia e dare segno di maggiore responsabilità. Tutti devono essere capaci di fare un passo indietro": Marco Durante, Presidente di LaPresse S.p.A., è intervenuto sull’impennata dei contagi che sta colpendo in particolare l’Italia e l’Europa. Il manager si è detto estremamente preoccupato per l’andamento della pandemia nelle ultime settimane: "Il contagio è aumentato perché tutto d’un colpo abbiamo riaperto tutto: locali, ristoranti, negozi. E ci abbiamo aggiunto la scuola. Tutto giusto, perché il mondo deve andare avanti. Se non andiamo avanti l’industria si ferma e si fermerebbe tutto il Paese, però dobbiamo fare più attenzione". Secondo il Presidente di LaPresse S.p.A., fondamentale è la prudenza all’interno delle mura domestiche. La maggioranza dei virologi sostiene infatti che l’infezione corre più velocemente tra i familiari: "C’è preoccupazione che i bambini dalle scuole portino il virus in casa ai nonni e ai genitori – ha spiegato Marco Durante – stiamo salendo di nuovo come numeri e ora manca poco a un lockdown mirato".
Marco Durante: "Essere cattivi per il bene del Paese"
Per contrastare la risalita dei contagi, il 18 ottobre il Governo italiano ha imposto nuove restrizioni attraverso un Dpcm che rimarrà in vigore fino al 13 novembre. Tuttavia Marco Durante, sebbene ritenga fondamentali le misure restrittive adottate dall’Esecutivo, insiste sull’importanza del comportamento del singolo: "Purtroppo andando in giro ci rendiamo conto che specialmente i giovani o anche persone della mia età girano con la mascherina abbassata, non si lavano le mani. E tutto questo peggiora la situazione". Attualmente la priorità è cercare di evitare un nuovo lockdown, che metterebbe sotto pressione un’economia già profondamente in crisi: "Per questo, il governo dovrebbe "avere il coraggio di mettere l’esercito che ferma le persone senza mascherina, dà le multe. Cominciamo a essere cattivi per il bene del Paese". Secondo il Presidente di LaPresse S.p.A., che considera la pandemia come la Terza Guerra Mondiale, l’utilizzo dei militari è indispensabile per diminuire i rischi. Rischi che provengono anche dai vicini europei: "Quando c’è una guerra i confini sono confini. Io non credo che sia necessario chiudere tutto – ha specificato Marco Durante – ma rispettare le regole di ogni Paese, in Francia e in Spagna sono più festaioli di come siamo noi, ma anche l’Inghilterra che è nella peggior condizione da marzo. Vuol dire che qualcosa non va, la gente non si aiuta. La gente deve controllarsi. Tutti quanti a livello globale dovremmo metterci maggiore buonsenso".
Quale dentifricio utilizzare?
Abbiamo chiesto ad alcuni professionisti che operano presso studi dentistici Legnano consigli su quelli che possono essere i dentifrici da preferire per la pulizia quotidiana dei denti. La prima cosa da valutare quando si deve scegliere quale dentifricio acquistare è la quantità di fluoro in esso presente.
Considera che per gli adulti il dentifricio dovrebbe contenere almeno 1000 o meglio ancora 1500 ppm di fluoro. Per i bambini è invece sufficiente una quantità non superiore alle 500 ppm.
Devi sapere infatti che il fluoro aiuta a prevenire la carie, per cui è bene che questo sia presente nel nuovo dentifricio che ti accingi ad acquistare. Chiaramente è proprio la quantità di fluoro presente in ciascun tipo di dentifricio a fare la differenza.
Quale dentifricio se si hanno i denti sensibili?
Nel caso di denti sensibili esistono particolari tipi di dentifricio particolarmente adatti a chi è interessato da questo disturbo, considera comunque che la sensibilità è soggettiva. Anzi, nel caso in cui la sensibilità dovesse permanere nonostante l’utilizzo di questo prodotto, è preferibile rivolgersi al tuo dentista di fiducia che potrà indicarti una alternativa più efficace per risolvere il tuo problema.
Ricorda invece di evitare di adoperare, soprattutto per periodi di tempo prolungati, dentifrici sbiancanti ad alta azione abrasiva in quanto questi possono acuire i problemi di sensibilità e rovinare lo smalto. Vanno bene invece dentifrici specifici se sei interessato da eccessiva sensibilità, parlane comunque con il tuo dentista per avere il suo parere.
Ricorda infine che non è il dentifricio ad effettuare la pulizia dei tuoi denti, ma a farlo è il movimento del tuo spazzolino. Per questo, sentiti libero di scegliere il dentifricio che preferisci anche in base al suo gusto e alla sensazione di freschezza che ti lascia dopo l’utilizzo.
Integrazione A2A – AEB: il focus dell’AD e DG Renato Mazzoncini sull’operazione
Integrazione A2A – Ambiente Energia Brianza (AEB), siglato l’atto di scissione per il perfezionamento dell’operazione: il commento dell’AD e DG Renato Mazzoncini.
Renato Mazzoncini: integrazione A2A e AEB, perfezionamento dell’operazione
È stato sottoscritto il 27 ottobre, con efficacia il 1° novembre 2020, l’atto di scissione per il perfezionamento dell’operazione di integrazione tra A2A e Ambiente Energia Brianza (AEB). Dopo il provvedimento di autorizzazione emesso nei giorni scorsi dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è stato dunque implementato il percorso di integrazione industriale territoriale che porterà il Gruppo guidato da Renato Mazzoncini a entrare nel capitale sociale di AEB con una quota pari al 34%: i Comuni soci manterranno la maggioranza delle azioni, con il ruolo di capofila al Comune di Seregno, con circa il 37%. L’operazione punta a rinforzare la competitività e la vocazione territoriale di AEB, garantendole una crescita sostenibile e duratura nel tempo. I benefici industriali previsti sono molteplici, come si legge in una nota diffusa da A2A: rafforzamento della capacità competitiva di AEB, migliore accesso al credito e rinforzata capacità di investimento, sinergie commerciali e operative, sharing di piattaforme e know-how per servizi innovativi.
A2A, Renato Mazzoncini: un altro passo avanti nel processo di consolidamento in Lombardia
“Le integrazioni fra utility risultano strategiche per estrarre importanti sinergie e garantire la crescita”, ha sottolineato Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A, in merito al perfezionamento dell’operazione di integrazione. Il Piano industriale, definito dal Gruppo insieme ad AEB, traguarda obiettivi importanti con investimenti superiori a 300 milioni di euro in cinque anni, di cui oltre 190 milioni di euro nelle aree dei Comuni soci. “Grazie a questa partnership, AEB potrà contare su un EBITDA di oltre 50 M€ raggiungendo una dimensione rilevante anche nel panorama nazionale. Siamo soddisfatti di aver portato a termine questa operazione che consente al nostro Gruppo di compiere un altro passo avanti nel processo di consolidamento in Lombardia”, ha spiegato l’AD e DG di A2A Renato Mazzoncini. In base al Piano, parte integrante degli accordi, saranno individuati inoltre driver strategici per lo sviluppo organico dei business presidiati (illuminazione pubblica e vendita energia elettrica e gas), nell’aggiudicazione delle gare gas negli ambiti strategici e nello sviluppo di nuovi business (efficienza energetica, smart city, e-mobility). L’aggregazione può rappresentare inoltre uno strumento di ulteriore crescita esterna attraverso partnership industriali con altre utility attive nei territori limitrofi.
“Diario di un sogno” sulle note di Bruce Springsteen
“Diario di un sogno. E quell’incontro allo Stone Pony ad Asbury Park” parla di un incontro che ha cambiato la vita dei protagonisti, ma anche di un viaggio alla scoperta degli Stati Uniti e di se stessi, nell’estate del 1987. Alberto e Luca, sono due giovanissimi ragazzi della provincia di Lecco, che intraprendono un viaggio negli Stati Uniti d’America, alla scoperta di New York, Washington, Pittsburgh, Los Angeles, San Francisco, Boston fino ad Asbury Park luogo reso celebre dalle canzoni di Bruce Springsteen. A raccontare le tappe del viaggio, Alberto Lanfranchi fondatore del gruppo “NOI & Springsteen” anima del festival dedicato a The Boss, quest’anno alla sua quinta edizione con il titolo “Bergamo racconta Springsteen”.
“Il 22 agosto 1987 è per noi una data indimenticabile: alle 13.00 dopo aver vagato per Asbury Park alla scoperta dei luoghi resi celebri dalle canzoni di The Boss, ci siamo ritrovati davanti allo Stone Pony, lo storico locale dove Springsteen e altri giovani talenti avevano iniziato la loro carriera. Con un po’ di astuzia e fortuna siamo riusciti ad entrare e al bancone del bar abbiamo incontrato lui, Bruce Springsteen”. Nel libro Alberto racconta l’emozione di parlare con il proprio idolo musicale: “quando ci chiese perché eravamo lì e rispondemmo che era per lui, sorrise esclamando <che scemi>. Lo ricordo come se fosse accaduto ieri. Ci ha invitati ad assistere al suo concerto la sera stessa, sebbene non avessimo ancora 21 anni” racconta l’autore.
Uno scatto di quella serata è diventato la copertina di un articolo del Rolling Stone e del New York Times che – nel raccontare gli anni di successo dello Stone Pony – ha narrato anche la storia di Alberto e Luca. “Diario di un sogno” non si limita tuttavia a raccontare questo straordinario incontro, ma anche a ripercorrere le tappe di un viaggio interiore e di crescita dei protagonisti, Alberto e il cugino Luca. Un viaggio nel futuro in un’America profondamente diversa dalla piccola provincia di Lecco, ma anche un viaggio oltre il confine dell’adolescenza, delle proprie radici e sicurezze. Un viaggio nell’amicizia che ha vinto il trascorrere degli anni e che prosegue ancora oggi con l’avventura del gruppo “NOI & Springsteen” che ogni anno propone eventi culturali nazionali e internazionali in campo artistico e musicale a lui dedicati.
Il libro – realizzato in piena autonomia con il sistema di self publishing e curato da Patrizia de Rossi, giornalista e scrittrice –è promosso sul sito www.noiespringsteen.com. I proventi delle vendite sono utilizzati per promuovere le iniziative culturali e musicali dell’associazione tra cui contest COVER ME, il contest dedicato alle canzoni di Bruce, unico al mondo e giunto alla seconda edizione dopo il grandissimo successo dello scorso anno. Si tratta di una competizione gratuita aperta a tutti gli artisti nazionali e internazionali, solisti o band, che arrangiando in modo originale un brano musicale daranno nuove interpretazioni del ricco repertorio di Bruce Springsteen per decretare la miglior band o il miglior artista interprete, al via il 31 marzo.
Attesissimo il 18 aprile 2021 al Teatro Sociale di Bergamo lo spettacolo teatrale “COME UN KILLER SOTTO IL SOLE” con l’attrice italiana Mariangela D’Abbraccio.
Claudio Machetti: la carriera professionale del dirigente di Enel
Claudio Machetti ha iniziato il suo percorso professionale in Banco di Roma come impiegato, per poi passare al ruolo di analista finanziario. Arriva in Enel nei primi anni del 2000 come Responsabile dell’Area Finanza: oggi è alla guida della Global Trading Business Line del Gruppo.
Claudio Machetti: i primi passi nella carriera professionale
Conseguita la maturità classica presso il Liceo "Tito Lucrezio Caro", Claudio Machetti frequenta Scienze Statistiche all’Università La Sapienza, laureandosi nel 1982. La sua carriera ha inizio presso il Banco di Roma come impiegato nella filiale di Milano. Trasferitosi due anni dopo alla Direzione Centrale, assume il ruolo di analista finanziario e cura l’analisi del merito di credito dei grandi gruppi industriali del Paese. In seguito, decide di specializzarsi in equity e opera come funzionario all’interno della Direzione Finanziaria (Ufficio Analisi Finanziarie), curando l’IPO di alcune società nella Borsa Italiana. Nominato Responsabile del nucleo Analisti Finanziari nel 1990, successivamente passa a Ferrovie dello Stato come Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari. Claudio Machetti assume poi il ruolo di Direttore della Finanza Operativa (1996): sono gli stessi anni in cui collabora alla costituzione di Fercredit, di cui diventerà Amministratore Delegato. Fa il suo ingresso in Enel nel 2000 come Responsabile dell’Area Finanza e costituisce Enelfactor, società finanziaria captive del Gruppo di cui diventa da subito AD. Sempre nel 2000 costituisce Enel Insurance, società assicuratrice captive del Gruppo, per la quale ricopre il ruolo di Presidente fino al 2014.
Claudio Machetti: focus sugli incarichi in Enel
Presidente di Fondenel e Fopen, nel 2005 Claudio Machetti diventa Direttore Finanziario di Enel, incarico che lo porta a diretto riporto dell’Amministratore Delegato. Si occupa, tra l’altro di M&A, dei rapporti con gli investitori e con le agenzie di rating. Attivo nel board di diverse consociate, tra le quali Wind Telecomunicazioni, Endesa e Terna, nel 2009 viene scelto per guidare la Direzione Risk Management appena avviata e dedicata al controllo dei rischi aziendali (finanziari, creditizi, industriali, assicurativi e relativi alle commodities). In seguito alla ristrutturazione aziendale del 2014, Claudio Machetti viene incaricato di guidare la Direzione Global Trading, una delle 4 Business Line del Gruppo: è l’incarico che mantiene tutt’oggi, occupandosi di gestire il sourcing di carbone, gas ed olio combustibile, la gestione dei mercati all’ingrosso di gas ed energia elettrica (in tutti i Paesi dove Enel è attiva) e la programmazione degli impianti di generazione. È inoltre Presidente del Consiglio di Amministrazione di Enel Trade. Durante la sua permanenza in Enel è stato due volte presidente di Fondenel ed una di Fopen, i due fondi pensione dei dipendenti del gruppo.
UNITRE MILANO – Lezione Magistrale del 12 marzo 2021 “Dalla moneta alle criptovalute. Trasformazioni dell’attuale mercato valutario”
L’Università delle Tre Età UNITRE Milano propone nell’ambito delle proprie attività accademiche, una Lezione Magistrale dal tema: ““Dalla moneta alle criptovalute. Trasformazioni dell’attuale mercato valutario” ” in programma per venerdì 12 marzo 2021 alle ore 17:15.
La conferenza si terrà online sulla piattaforma Google Meet e verrà condotta Prof. Massimiliano Bonavoglia di Università e-Campus- UNITRE MILANO.
UNITRE MILANO si configura come una “comunità del sapere” di carattere universitario, libera e indipendente, che si propone di offrire a tutti gli iscritti un’ampia scelta di opportunità culturali, senza alcun limite di età o di titoli di studio. I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE Milano rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari.
La ricca offerta di corsi che UNITRE propone ai soci iscritti per l’Anno Accademico 2020/2021 è stata ulteriormente ampliata rispetto agli anni passati, includendo argomenti didattici provenienti da ogni ambito del sapere: dalla storia locale alla letteratura straniera, dalle lingue antiche ai rudimenti di fisica, passando per numerosi laboratori creativi e approfondimenti monografici. Centinaia di corsi e laboratori, tenuti da docenti universitari, esperti e professionisti di settore, sono a completa disposizione degli studenti, con un fitto programma di lezioni frequentabili online tramite la nuova piattaforme UNITRE Education. (UNITREMILANO.EDUCATION) La quota associativa permette la frequenza, in assoluta libertà, di qualsiasi corso scelto e con le modalità che si preferiscono. Alle lezioni si affiancano le numerose iniziative extraaccademiche, come conferenze, convegni, visite guidate e attività formative online, che si prolungheranno anche durante i mesi estivi.
Per iscriversi, è necessario indicare il proprio nominativo via mail all’indirizzo [email protected] entro le ore 12:00 di giovedì 11 marzo 2021. Il link per accedere alla conferenza sarà diffuso solo fra gli utenti prenotati.
UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano www.unitremilano.com – [email protected]
Ufficio Stampa: Studio Binaschi, Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 – Milano Tel: 02- 36699126 – [email protected]
Roberto Casula: excursus sulla carriera professionale del dirigente di Eni
La carriera professionale di Roberto Casula, manager che ha maturato negli anni competenze nel settore energetico, anche su scala internazionale.
Roberto Casula: gli anni in Agip e l’ingresso in Eni
Cagliaritano, Roberto Casula si è laureato in Ingegneria Mineraria nel 1988 presso l’Università della sua città. Dopo aver conseguito l’abilitazione alla professione di Ingegnere, entra a far parte di Agip S.p.A. in qualità di Reservoir Engineer (ingegnere di giacimento). Tale ruolo lo vede inizialmente preposto al production test e al well logging, per poi passare anche all’attività di reservoir modelling che svolge presso Beicip-Franlab, a Sophia Antipolis (Antibes, Francia). Nel 1992 si trasferisce in Luanda presso la consociata Agip Angola Ltd. Due anni più tardi viene nominato Chief Development Engineer. Rientrato in Italia, Roberto Casula assume l’incarico di Development and Production Coordinator di Eni S.p.A. presso la sede di San Donato Milanese, ruolo che lo mette alla guida delle attività di business per i Paesi nelle zone dell’Africa Occidentale e Centro-Asiatiche: è l’inizio di una carriera di successo all’interno del Gruppo.
Roberto Casula: la crescita professionale in Eni
Già dal 2000 Roberto Casula comincia ad assumere ruoli di crescente importanza all’interno del Gruppo Eni: diventa Department Manager (Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto) per le operazioni in Iran. L’anno successivo è Project Director del progetto in corso a Teheran (Iran) denominato giant South Pars Gas fasi 4-5. Nel 2004 diventa invece Managing Director della società Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., la consociata con sede a Gela. Ricopre la stessa carica anche per Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli, in Libia. Tornato in Italia nel 2007, Roberto Casula viene nominato Senior Vice President per l’area della Regione Sub-Sahariana, dove si trasferisce l’anno successivo per operare in qualità di Chairman (Presidente) delle tre conosciate di Eni in Nigeria. Diviene, successivamente, Executive Vice President con responsabilità sui territori di Africa e Medio Oriente, dove consegue ottimi risultati nelle trattative con le autorità locali. È stato, inoltre, Chief Development, Operations & Technology Officer, responsabile in Italia della nuova Direzione Tecnica.
Come decorare i tuoi interni dopo il trasloco
Contrariamente a quanto si crede, la popolazione italiana si trasferisce frequentemente, circa quattro volte nella vita, senza contare il periodo studentesco in cui alcuni studenti devono spostarsi ogni anno per proseguire gli studi universitari. Tuttavia, muoversi è sempre un passo stressante ed è importante anticipare tutti i passi per gestire al meglio il proprio stress. Inoltre, il post-trasloco è un momento per divertirsi e decorare la casa a proprio piacimento.
Come gestire i contratti energetici durante un trasloco?
È necessario gestire rapidamente i vari contratti energetici per evitare di trasferirsi in una casa senza elettricità e gas. L’allaccio, voltura o subentro del contatore di energia elettrica è parte integrante della firma di un contratto energetico.
Infatti, dovete necessariamente rescindere il vostro vecchio contratto di fornitura di energia elettrica per stipulare un altro contratto al vostro nuovo indirizzo. Tuttavia, è possibile effettuare un cambio di residenza sul contratto se non si desidera cambiare il proprio fornitore di energia.
- Contattate il vostro fornitore di energia per notificare il vostro trasferimento.
- Prendete una lettura del contatore al vostro vecchio indirizzo.
- Pagare la fattura di chiusura
- Stimare il consumo energetico della vostra nuova casa
- Comunicare il punto di consegna o delivery (POD) per la nuova casa
Tutte le informazioni aggiuntive in questa pagina. Il vostro fornitore di energia si occuperà personalmente delle procedure amministrative per la risoluzione del vostro vecchio contratto e l’apertura del vostro nuovo contatore elettrico.
Confronta il prezzo di un abbonamento per il gas e l’elettricità
Dall’apertura del mercato italiano dell’energia alla concorrenza, è possibile cambiare fornitore di energia per sottoscrivere un’offerta energetica più economica.
Pertanto, è consigliabile confrontare il prezzo degli abbonamenti per il gas e l’elettricità al fine di sottoscrivere l’offerta energetica più vantaggiosa. È anche importante confrontare il prezzo per kWh, una variabile che corrisponde al vostro consumo energetico.
Come posso cambiare facilmente il mio indirizzo?
La gestione dei contratti è una fase amministrativa essenziale quando si trasloca, ma non è l’unico passo prima di un trasloco. Infatti, è necessario anche cambiare il proprio indirizzo per rendere ufficiale il trasloco presso le varie amministrazioni italiane.
Troverete tutte le organizzazioni sociali da contattare sul sito web del Servizio pubblico. Questo passo vi permetterà di continuare a ricevere le vostre lettere e le lettere raccomandate. Se aveste bisogno di contattare ENEL, potete visitare la pagina contatti di ENEL Energia.
Decorazione d’interni: alcune idee per sfruttare al meglio il vostro spazio
La fase post-trasloco è il momento più divertente, nonostante la stanchezza del trasloco e i molti passaggi coinvolti. L’arredamento interno non è un palcoscenico da trascurare perché vi permetterà di decorare il posto e di sentirvi a casa.
Siete liberi di scegliere la vostra decorazione d’interni e di optare per un design minimalista, moderno o scandinavo. Se non vi sentite ispirati, potete consultare i cataloghi e i siti web delle principali marche o delle riviste di decorazione, ad esempio.
Alcune persone approfittano anche del trasloco per decorare la loro casa seguendo principi particolari:
Feng-shui: arte di origine cinese per armonizzare l’energia ambientale di un luogo al fine di promuovere la salute, il benessere e la prosperità dei suoi occupanti.
Decorazione eco-responsabile: scelta di arredi nel rispetto dell’ambiente (processo di produzione, riciclaggio, ecc.)
Potete anche richiedere i servizi di un arredatore d’interni per gestire al meglio la disposizione dei mobili, i colori e l’aspetto generale che desiderate. Questi professionisti esperti sfrutteranno i punti di forza del vostro appartamento e ottimizzeranno al meglio gli spazi.
Gruppo Danieli, export in Russia: linea di trattamento termico da 12,7 milioni di euro
A poche settimane dall’accordo concluso con Mosca per la prima acciaieria green nel continente, Gruppo Danieli formalizza un nuovo contratto con i partner russi.
Gruppo Danieli e il contributo all’export italiano in Russia
Risale allo scorso primo settembre la firma del contratto che Gruppo Danieli e la compagnia russa Oskol Electrometallurgical Plantl (Oemk) hanno siglato per realizzare il primo impianto europeo per la produzione di acciaio senza l’utilizzo del carbone. Poche settimane più tardi arriva la conferma di una nuova operazione tra il Gruppo di Buttrio e la controllata di Metalloinvest: l’azienda friulana realizzerà per il leader mondiale del settore metallurgico e siderurgico una linea di trattamento termico per laminati. Una commissione dal valore di 12,7 milioni di euro che rientra tra gli obiettivi dell’accordo quadro che la società russa ha stipulato con ben 12 banche internazionali per ottenere finanziamenti destinati alle forniture. Fondamentale il contributo di SACE: la società è infatti intervenuta nell’operazione come garante, permettendo a Gruppo Danieli di stipulare più agevolmente l’accordo. Viene confermato così il buon andamento dell’export Made in Italy nel mercato russo, che secondo l’ultimo rapporto di SACE è destinato ad aumentare già dal prossimo anno.
Gruppo Danieli: le origini
Attualmente Gruppo Danieli è una delle multinazionali italiane più riconosciute del comparto siderurgico: la società è infatti uno dei maggiori produttori di impianti chiavi in mano a livello mondiale. Il Gruppo, che ha sede a Buttrio, in provincia di Udine, conta oltre 9.500 dipendenti ed è quotato nell’indice FTSE Italia Mid Cap della Borsa di Milano. Le origini dell’azienda risalgono ai primi anni del secolo scorso. Era il 1914 quando i fratelli Mario e Timo Danieli, dopo aver comprato le Acciaierie Angelini, entrarono nel settore siderurgico. Già durante i primi anni di attività l’azienda si specializza nella produzione di attrezzature per la lavorazione d’acciaio e di macchine ausiliarie per gli impianti di laminazione. È Luigi, il figlio di Mario, il protagonista del cambiamento della nuova Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A.: tra il 1960 e il 1970 cambia la politica dell’azienda, puntando sulla consegna di impianti chiavi in mano. Un’intuizione che ha permesso al Gruppo di guidare il settore siderurgico italiano e conquistare i mercati internazionali.
Consumi, gli italiani virano sul discount per la spesa. Boom di vendite con la pandemia
Sono sempre di più gli italiani che per il loro consumi alimentari, si rivolgono ai discount per la spesa di tutti i giorni. A evidenziare questa tendenza sono i dati resi noti di recente dal nostro istituto nazionale di statistica (ISTAT).
Come cambiano i consumi
Durante il mese di gennaio (l’ultimo disponibile nelle rilevazioni), l’analisi dei consumi evidenzia che i discount hanno avuto un incremento delle vendite del 14,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
La crescita dei discount si pone in controtendenza rispetto all’andamento complessivo. Nel primo mese dell’anno c’è stata una infatti diminuzione delle vendite al dettaglio del 6,8% in valore e dell’8,5% in volume rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Peraltro va sottolineato come questa tendenza sia costante e non un fatto eccezionale. C’è infatti un triplo massimo a sottolinearlo, ovvero un trittico consecutivo mensile di picchi di vendite.
Il rally dei discount
Ma la crescita del volume di vendite dei discount non è una cosa recente. In tutto il 2020, l’anno della pandemia, c’è stata una corsa record. Complessivamente lo scorso anno c’è stato un incremento delle vendite pari al 8,1%, con un fatturato medio per metro quadro di 5.800 euro. In pratica, è stato annullato il divario rispetto ai supermercati (che segnano 5.860). Peraltro quello registrato in Italia è il secondo dato più alto tra i principali Paesi dell’Europa occidentale, e molto superiore alla media che è stata del 4,3%.
La pandemia incide
Sono diversi i fattori che hanno dato slancio a questa categoria di commercio. Tra i fattori principali il mix tra prezzi competitivi e una modernizzazione di assortimento e offerta. Ma anche le difficoltà economiche di larga parte della popolazione, che ha fatto dirottare i consumi verso questo canale. Del resto la pandemia ha creato milioni di nuovi poveri.
La corsa dei discount alimentari spinge però anche le vendite degli esercizi non specializzati della grande distribuzione. Per loro infatti si registra un incremento del 3,6% rispetto a gennaio 2020.
Humidor sigari, quali sono i vantaggi?
A cosa serve un Humidor ?
Sono tanti i nuovi appassionati del mondo del sigaro, che nello scoprire le tante novità del settore, si chiedono a cosa serve nello specifico un Humidor per sigari? Spesso infatti chi è nuovo di questo mondo, non capisce per quale motivo per conservare al meglio i propri sigari debba acquistare un Humidor e non possa più comunemente conservarli in un comune contenitore generico. Il motivo per cui questo non è possibile, può essere facilmente ritrovato nella parola stessa Humidor. Cioè Umidificatore. Un buon sigaro, cosi come un buon vino, per essere preservato al meglio deve essere conservato in un’ambiente adeguato e quindi in un ambiente che goda delle circostanze atmosferiche ideali alla sua preservazione. I sigari infatti, subiscono notevolmente gli effetti del clima circostante, il quale può comportare un deterioramento del prodotto, qualora questo sia sottoposto per un lungo lasso di tempo ad un ambiente non ideale per la sua conservazione. Un clima troppo secco ad esempio, può facilmente portare ad una perdita delle qualità e degli aromi del sigaro che subisce il clima arido, seccandosi. Allo stesso modo, un clima troppo umido, potrebbe favorire la creazione di muffe o funghi sulla superficie del sigaro, compromettendone definitivamente l’utilizzo.
È sempre necessario utilizzare un Humidor anche quando si è in viaggio?
Di norma, per tutti i motivi che abbiamo elencato nel paragrafo precedente, minore è l’esposizione del sigaro all’ambiente esterno e minore è la possibilità che questo possa rovinarsi deteriorandosi. Detto questo è chiaro, che l’esposizione per un breve lasso di tempo, comporterebbe un deterioramento impercettibile per qualunque fumatore, ma se ad esempio ci si espone a periodi di tempo più lunghi come quelli che intercorrono per un viaggio, è chiaro che il rischio che il sigaro possa deteriorarsi aumenta. Per venire in conto a questo tipo di problematiche, molte sono le aziende specializzate in articoli per il sigaro, come Xikar ad esempio, ma ve ne sono anche altre, che negli anni hanno messo appunto degli Humidor per sigari da viaggio. Si tratta nello specifico di Humidor di più piccole dimensioni, rispetto ai modelli che siamo abituati ad avere in casa, pensati per ospitare pochi pezzi, proprio al fine di preservarli durante un viaggio o una gita di poche ore.
In conclusione:
In questo breve post, abbiamo parlato di che cos’è un Humidor per sigari e di quali sono i suoi vantaggi, osservando quali e quanti siano i vantaggi derivanti dal suo utilizzo. Poiché grazie alla possibilità di possedere un contenitore capace di mantenere un’atmosfera controllata i vostri sigari, non rischiano di deteriorarsi a causa del clima circostante.
















