Servizi

Acciaio: tutto quello che non sapevi

Considerato ancora oggi un materiale prezioso per la vastità delle sue applicazioni, non tutti ne conoscono le proprietà e l’elevata riciclabilità che ne fanno ancora oggi uno dei prodotti più amati dalla siderurgia

Acciaio, un materiale eco-friendly

Una delle caratteristiche che più ne fanno un materiale da non sottovalutare è senza dubbio la sua riciclabilità. L’acciaio viene infatti definito in gergo un materiale “verde”, dotato cioè di una riciclabilità al 100%. Sono 300 milioni le tonnellate di acciaio che ogni anno vengono riciclate in tutto il mondo. Un prodotto in acciaio può infatti essere riciclato un numero infinito di volte al termine del proprio ciclo di vita. È proprio questa caratteristica che ne fa uno dei materiali più amati dalla siderurgia, anche alla luce di una svolta sostenibile dell’intero settore.

 

Le proprietà dell’acciaio: perché è così importante?

 

Pochi altri materiali offrono le possibilità dell’acciaio. Utilizzato nei più disparati settori produttivi, ne viene apprezzata soprattutto la capacità di essere plasmato per forme e usi differenti. Tra le proprietà meccaniche che più lo rendono un materiale adatto a ogni situazione troviamo infatti:

 

  • la duttilità: ovvero la capacità dell’acciaio di resistere a una deformazione prima di arrivare a una completa rottura
  • la resistenza: intesa come capacità di resistere alle più svariate sollecitazioni, come temperatura, pressione, agenti corrosivi e climatici

 

Se siete alla ricerca di un’azienda per il trasporto acciaio affidabile e competente, Fertrans è quello che fa per voi!
Azienda con sede nella provincia di Piacenza, Fertrans ha fatto negli anni del trasporto acciaio un impegno costante, ripagato dai risultati raggiunti.
Oggi il trasporto acciaio rappresenta il 25% del fatturato dell’azienda.

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Prodotti

Software gestionale per studio legale

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  • 12 Maggio 2020

Svolgere la professione di avvocato oggi, significa anche dover fare i conti con una mole davvero grande di fascicoli e documenti da gestire, che il più delle volte richiedono la presenza fisica in ufficio per essere lavorate o per essere consultate. Ciò significa che spesso la vita di un avvocato
è fatta di stress dovuto ai tanti impegni che si accavallano, scadenze, udienze ed il rischio di andare sempre di fretta dimenticando qualcosa di importante.

Oggi per fortuna l’informatica offre a tutti i professionisti del settore lo strumento adeguato per ottimizzare al meglio il proprio lavoro: Kleos infatti, è un software gestionale per studio legale interamente sviluppato in Italia, il primo nel suo genere nel nostro paese.

Kleos consente infatti di avere accesso a qualsiasi pratica, documento o promemoria direttamente dallo smartphone, dal tablet o da qualsiasi altro tipo di dispositivo mobile ovunque ci si trovi nel mondo. Dunque, grazie a questo tipo di software, che consente anche di gestire la fatturazione, non è più necessario essere fisicamente presente in ufficio per consultare una pratica, ottenere un anagrafica o visionare dei documenti.

Al contrario è sufficiente fare accesso al software così da poter visionare velocemente ciò di cui ha bisogno, con tutti i vantaggi che ne conseguono. In questa maniera sarà infatti possibile prendersi cura dei propri clienti in maniera ancora più efficace e svolgere al meglio il proprio lavoro.

È lo strumento adatto per chi desidera inoltre essere sempre avvisato di impegni e scadenze e desidera avere un costante adeguamento alla normativa relativa ai dati personali. Dunque è una agenda legale aggiornata in tempo reale su tutti i dispositivi che possiedi, e che consente al tempo stesso di gestire documenti e assegnare incarichi.

Esistono differenti piani di Kleos, ciascuno con un prezzo differente, per poter utilizzare Kleos ciascuno in base alle proprie esigenze lavorative. È possibile visionarli sul sito https://marcodimizio.com e al tempo stesso vi è la possibilità di prenotare una chiamata gratuita durante la quale un operatore fornirà tutte le informazioni necessarie.

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Comunicati

Nicolò Zanon all’Istituto Brera-Lagrange per il progetto Viaggio in Italia

Si è tenuto il 31 gennaio l’incontro del Giudice della Corte Costituzionale Nicolò Zanon con gli studenti del Brera-Lagrange, Istituto milanese di Istruzione Superiore. L’evento è parte di Viaggio in Italia – La Corte Costituzionale nelle scuole, un progetto finalizzato a diffondere i valori e la cultura costituzionale. Al dibattito hanno partecipato anche il Dirigente Scolastico Federico Militante e la Dirigente presso l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia Maria Rosaria Capuano.

Nicolò Zanon

Nicolò Zanon incontra gli studenti a Milano

Dopo una breve lezione introduttiva incentrata su principi quali giustizia, uguaglianza, libertà e sul significato del lavoro svolto dalle Corti, il Giudice della Corte Costituzionale Nicolò Zanon ha aperto così il dibattito con i ragazzi: “Sono venuto per ascoltare”. Nel corso del libero confronto, il Giudice ha risposto alle numerose domande ricevute dai partecipanti e si è soffermato sull’importanza che la Corte Costituzionale riveste nei confronti delle leggi: si tratta di un “tremendo potere”, ha spiegato il Giudice, capace di abolire leggi che esprimono la volontà del Parlamento, un organo a sua volta eletto dai cittadini in maniera democratica. È emerso, dunque, il ruolo di grande rilevanza rivestito dalla Corte, che il Giudice ha condiviso con gli studenti confessando che “a volte, nelle decisioni più delicate, si sente un brivido”. L’incontro ha coinvolto, inoltre, altri temi connessi ai principi della democrazia, il rispetto delle idee e l’importanza del confronto con gli altri, valori su cui è basato il progetto Viaggio in Italia: promuovere la consapevolezza e la condivisione dei valori costituzionali, grazie al confronto e al dialogo, e permettere alla Corte Costituzionale di “uscire” dal Palazzo della Consulta. “Tante volte sono entrato in Consulta con una convinzione e dopo il confronto con i colleghi l’ho modificata”, ha detto Nicolò Zanon agli studenti, evidenziando così quanto sia significativa l’apertura al dialogo. L’iniziativa Viaggio in Italia è nata nel 2018 ad opera della Corte Costituzionale ed è sostenuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il progetto è giunto alla seconda edizione e propone una serie di incontri tra giudici costituzionali e giovani delle scuole superiori.

Nicolò Zanon: l’impegno accademico e gli incarichi giuridici

Nicolò Zanon è Giudice della Corte costituzionale e Professore Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano. Nato a Torino nel 1961, è laureato in Giurisprudenza con una tesi in Diritto Pubblico Comparato (Università di Torino) e ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Diritto Comparato (Università di Firenze). È stato ricercatore presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino (1991-1996) e, in seguito, Professore a contratto di Istituzioni di Diritto Pubblico presso l’Università Bocconi di Milano. Dal 1996 al 1997 è Assistente di Studio del Giudice Costituzionale Valerio Onida, presso la Corte Costituzionale, e, nel 1998, riceve la nomina a componente del “Gruppo di lavoro per la Riforma dello Statuto regionale”. Prosegue la sua carriera in ambito accademico con gli incarichi di Professore Associato presso l’Università di Padova, Professore Associato presso l’Università di Milano-Bicocca e infine Straordinario e Ordinario presso l’Università degli Studi di Milano. Tra il 2000 e il 2010 è, inoltre, Membro del Comitato Legislativo della Regione Lombardia. La carriera istituzionale conduce Nicolò Zanon alla nomina a Membro del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, ricevuta dal Senato della Repubblica nel 2009. L’anno seguente è eletto Componente laico del Consiglio Superiore della Magistratura, da parte del Parlamento in seduta comune, e ricopre tale mandato fino al 2014, anno in cui è nominato Giudice della Corte Costituzionale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nel 2017 è stato insignito del titolo di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

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Comunicati

Servizio completo di posate

Servizio completo di posate è un reale argomento che coinvolge la maggior parte delle future spose intente a prepararsi alla vita di coppia. Ovviamente non interessa solo a chi si dovrà sposare, ma anche a tutte le donne intente ad intraprendere il cammino della convivenza con il proprio partner. In ogni caso, quando si decide di lasciare il proprio nido materno per migrare nella propria casa, allora tra le varie cose da considerare rientra la scelta di un set completo di posate che vada ad impreziosire la vostra tavola.

Servizio completo di posate

Un servizio completo di posate è da considerare non solo in base al suo utilizzo quotidiano ma anche in relazione all’estetica del servizio stesso. Un set completo di posate è in grado di rendere la vostra tavola omogenea e ben apparecchiata, con posate dello stesso spessore e della stessa forma evitando quelle spiacevoli condizioni di misto. Soprattutto quando inizierete a ricevere ospiti, che siano amici o parenti, è tutt’altra storia apparecchiare la tavola con un set completo di posate invece di un misto di posate tutte differenti tra loro.

Come sempre vale il detto che anche l’occhio vuole la sua parte, e rendendo la vostra tavola omogenea sicuramente otterrete un effetto meraviglioso in termini di preparazione della vostra tavola. La qualità del cibo e la praticità delle posate selezionate renderanno unico il vostro evento.

In base al vostro utilizzo quotidiano è possibile scegliere tra differenti materiali o magari optare per l’acquisto di due set di posate differenti. Uno da destinare all’utilizzo giornaliero mentre il secondo per le occasioni speciali o per i classici inviti a cena.

 

Servizio di posate ed i differenti materiali

La differenza del utilizzo delle posate e la frequenza legata al lavaggio veicolano la scelta verso materiali di fabbricazione specifici. Quando l’utilizzo delle posate è frequente, consigliamo di scegliere posate realizzate in acciaio inox. Questo materiale è molto resistente, facile da maneggiare e semplice da lavare. Un uso quotidiano potrebbe compromettere l’integrità di un set di posate realizzato con materiali più delicati o raffinati. Il consiglio è di acquistare un set completo per sei persone in acciaio inox, così da compensare l’uso quotidiano anche quando si ricevono ospiti. In tal caso l’effetto scenico non sarà perso perché la bellezza di questo materiale è al pari di tuti gli altri.

Consigliamo poi di tenere nel vostro cassetto un set di posate in argento. Questo perché quando ci sarà da fare delle comunicazioni importanti, o cene particolari o magari festeggiare eventi speciali, un set di posate in argento darà alla vostra tavola quel tocco di classe in più.

Se poi siete delle giovani coppie intente a sposarsi e non avete ancora scelto la vostra location per il ricevimento, vi consigliamo di leggere questo articolo che vi potrà dare qualche suggerimento: Location per il tuo matrimonio da sogno

 

 

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Eventi News

“COVER ME” nasce il primo contest italiano dedicato a Bruce Springsteen

La quarta edizione del festival NOI & Springsteen, quest’anno dedicato a Magic Trick Quarantanni di storie lungo il fiume 1980 2020, organizzato dall’omonimo gruppo si arricchisce con COVER ME, il primo contest in Italia che omaggia la musica di Bruce Springsteen e il talento di artisti e band. Una competizione gratuita aperta a tutti gli artisti, solisti o band, che riarrangiando in modo originale un brano musicale daranno nuove interpretazioni del ricco repertorio di Bruce Springsteen per decretare la miglior band o il miglior artista interprete.

C’è tempo fino al 31 maggio per inviare il proprio videoclip con l’esibizione che verrà valutato da una commissione di qualità. I 20 video selezionati saranno caricati sui canali social del gruppo aprendo la votazione ai fan di Bruce Springsteen. La votazione permetterà di individuare i 10 finalisti che si guadagneranno un’esibizione sul palcoscenico digitale di “NOI & Springsteen” durante la quarta edizione del Festival Meeting che celebra i quart’anni di carriera di The Boss.

A presentare il contest durante la conferenza stampa in programma venerdì 15 maggio 2020 alle ore 12 in diretta sulla pagina Facebook di “NOI & Springsteen”: Alberto Lanfranchi, Fondatore del gruppo, la voce di Virgin Radio Massimo Cotto, Patrizia De Rossi giornalista e Claudio Trotta, promoter e fondatore di Barley Arts.

Per info [email protected]

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Scienza e Tecnologia

PROTOTIPAZIONE RAPIDA: QUANDO A GUADAGNARCI È IL SETTORE AUTOMOTIVE

L’innovazione continua è una delle chiavi del successo di molti settori, uno tra questi, quello automobilistico. Riuscire ad anticipare le richieste e battere sul tempo la concorrenza è oggi il maggior fattore di successo per le aziende automotive. Ecco perché sempre più si ricorre alla prototipazione rapida

 

Efficienza e tempi ridotti: l’aiuto dalla prototipazione rapida

Sempre più i leader del settore automobilistico si rivolgono alla manifattura additiva. Soprattutto, per portare a termine nel minor tempo possibile la produzione di pezzi in larga scala. Avere dalla propria parte un alleato tecnologico come la prototipazione rapida è una chiave di volta fondamentale per sbaragliare la concorrenza e rendersi davvero imbattibili sul mercato.

Un aiuto concreto, quello della prototipazione al settore automobilistico, che non interessa solo la fase di produzione, ma che parte a monte, dalle fasi di ricerca e sviluppo. La prototipazione consente infatti di ridurre la fase di sviluppo e passare quindi più velocemente a quella di creazione vera e propria. Non è un caso che negli Stati Uniti già l’80-90% dei processi delle case automobilistiche seguano proprio questo modus operandi.

 

Il boom dei veicoli elettrici grazie alla prototipazione rapida

Negli ultimi anni la svolta dell’elettrico nel settore automotive ha senza dubbio rappresentato una delle maggiori innovazioni del settore. A frenare però ancora la diffusione dei veicoli elettrici è senza dubbio il peso delle loro batterie. Grazie alla prototipazione rapida gli ingegneri possono oggi risolvere i problemi di peso delle batterie andando a produrre componentistica di peso ridotto che possa così rendere questi veicoli alla portata di tutti.

Overmach Spa è un’azienda di prototipazione rapida a Parma. Fondata nel 1978 l’azienda ha oggi filiali commerciali in tutta Italia: Vicenza, Torino, Tortona, Brescia e Cuggiono (Milano) e Modena.

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Comunicati Scienza e Tecnologia

Mce – Mostra Convegno Expocomfort 2020 lancia: il Mep Bim Webforum

Al via dal 14 maggio un ciclo di Webinar gratuiti dedicati al MEP BIM, per iniziare a comprendere le innovazioni tecnologiche più importanti di un nuovo modello di progettazione degli impianti, che andrà ad anticipare i temi al centro del MEB BIM FORUM, l’area espositiva e workshop di MCE – MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT, in calendario dall’8 all’11 settembre 2020 in Fiera Milano.

 Milano, 11 maggio 2020 – MCE – MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT, la fiera leader mondiale nell’impiantistica civile e industriale, nella climatizzazione e nelle energie rinnovabili, in calendario dall’8 all’11 settembre 2020 in Fiera Milano, che si svolgerà in concomitanza con BIE – BIOMASS INNOVATION EXPO dedicata del riscaldamento a biomassa legnosa, prosegue il suo percorso organizzativo, lanciando  nuova iniziativa online: il MEP BIM WEBFORUM, una serie di webinar gratuiti di informazione per supportare tutta la filiera di riferimento, nel comprendere le tecnologie più importanti di questo modello rivoluzionario della progettazione del sistema edificio-impianto.

IL MEP (Mechanical Electrical Plumbing) rappresenta, infatti, un approccio nuovo della progettazione degli impianti meccanici che sfrutta le enormi potenzialità dell’ambiente BIM (Building Information Modelling), ma richiede nuove regole, nuove procedure e nuove conoscenze. Un cambiamento che coinvolge necessariamente l’intera filiera di riferimento di MCE: dal mondo della progettazione a quello delle aziende produttrici, dalle imprese di installazione per finire con quelle che si occupano di gestione e manutenzione degli impianti.  IL MEB BIM permette una visione di insieme in grado di garantire un’integrazione coerente e sinergica di tutti gli aspetti progettuali per il corretto funzionamento degli impianti di un edificio: dal punto di vista delle prestazioni, della dimensione e della comunicazione fra gli impianti stessi, a tutto vantaggio dei progettisti, di chi realizza l’opera, dei futuri gestori ma anche degli utenti finali.

L’innovazione tecnologica introdotta dalla digitalizzazione dei prodotti e dei processi al centro del MEP BIM è fondamentale per riuscire a comprenderne i vantaggi, le dinamiche ma anche le criticità, ancora da superare, per una sinergia del sistema edificio-impianto in grado di ottimizzare le prestazioni energetiche degli edifici. MEP BIM WEBFORUM di MCE, vuole essere un percorso formativo ed informativo virtuale, di alto livello, per avvicinare tutti gli interlocutori della manifestazione a tematiche che poi troveranno il loro momento di approfondimento e confronto reale durante i quattro giorni del MEP BIM FORUM a MCE 2020.

“In questo particolare scenario, abbiamo deciso di lanciare una nuova iniziativa digitale, di informazione e formazione, dichiara Massimiliano Pierini, Managing Director di Reed Exhibitions Italia, che intende offrire nuove occasioni di riflessione su alcuni dei grandi cambiamenti che sta vivendo il mondo dell’impiantistica a centro della nostra manifestazione. Il MEP BIM WEBFORUM di MCE  si avvarrà del supporto scientifico del Dipartimento ABC del Politecnico di Milano, di alcune delle nostre associazioni di riferimento, a partire da AICARR, Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento e Refrigerazione, di aziende specializzate, come le software house che parteciperanno all’area espositiva del MEP BIM FORUM di MCE ma anche della collaborazione di studi di progettazione e professionisti così da offrire un ampio confronto fra tutti gli attori coinvolti.”

Il calendario del MEP BIM WEBFORUM di MCE prevede appuntamenti pomeridiani, 40 minuti, a cadenza settimanale. Si parte il prossimo 14 maggio, alle ore 17:00, con “MEP BIM: Una visione d’insieme tra Architettura e Impianti”, volto a presentare una visione di base degli elementi del MEP BIM, per proseguire, il prossimo 21 maggio, sempre alle ore 17:00, con “MEP BIM: Impianti meccanici dalla valutazione prestazionale alla gestione” e il 28 maggio, ore 17:00 con “MEP BIM: Dal componente impiantistico all’oggetto BIM, quali strategie”. Sono ancora in via di definizione gli ulteriori appuntamenti.

È possibile già registrarsi all’appuntamento del 14 maggio 2020 a questo link: https://www.mcexpocomfort.it/Eventi–Convegni/MEP-BIM-Web-Forum/

 

MCE– MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT e BIE – BIOMASS INNOVATION EXPO sono manifestazioni fieristiche di proprietà di Reed partecipanti nel 2019. Reed Exhibitions conta 30 sedi in tutto il mondo a disposizione di 43 settori industriali. Reed Exhibitions fa parte di RELX Group plc, leader mondiale nella fornitura di soluzioni e servizi per clienti professionali in numerosi comparti di business. Ufficio Stampa: Flaminia Parrini, Reed Exhibitions Italia, tel.+39 02/43517038, [email protected].

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Musica e Video

Balu “Ancora” prod. Yanghi è il nuovo singolo del giovane rapper napoletano

Il dialetto napoletano diventa il mezzo attraverso cui prende forma il desiderio di normalità e amore di un ragazzo alle prese con la difficoltà di questo periodo, in un’intensa canzone rap.

Nonostante si stia attraversando un periodo così particolare di chiusura e di paura, l’arte non si ferma e spesso sono i giovanissimi a dare l’input per ripartire.

È il caso del rapper Balu che, proprio in questi giorni di reclusione forzata, ha deciso di pubblicare il suo nuovissimo brano “Ancora”. Qui, fin dalle prime strofe, sembrerebbe delinearsi proprio quel sentimento che la maggior parte della popolazione mondiale sta vivendo in questi giorni. Si parla del tempo che non scorre e di quello che manca, ma poi si va oltre, avvicinandosi al vero tema della canzone: l’amore. Un amore tormentato in cui il protagonista vorrebbe dimenticare la persona amata, non riuscendoci.

Questo sentimento si traduce nelle rime cantate in napoletano da un giovane artista con il suo stile personalissimo, contemporaneo, mai troppo “arrabbiato” – come spesso capita nel rap -, ma comunque ugualmente penetrante.

 

Etichetta: Jesce Sole

Radio date: 17 aprile 2020

 

BIO

 

Ugo Pollio in arte Balu, nasce a Napoli, nel ‘96. Fin da piccolo ha sempre avuto una passione per l’arte in generale e per la scrittura, infatti fin dai primi anni di scuola si è cimentato a comporre poesie, scrivere per lui è sempre significato libertà. A soli 17 anni ha iniziato a pubblicare i primi brani sotto il nome di “Doubleup” ma dopo neanche un anno, insoddisfatto, ha deciso di abbandonare momentaneamente la musica. Un lungo periodo di stop fino a quando si è convinto di poterci riprovare, grazie al consiglio del suo amico “Francesco key B”. Inizia così tutto da capo, stavolta col nome Balu (in riferimento al famoso orso “Baloo” del cartone Disney “Il libro della giungla”, perché a differenza degli altri artisti, non si rispecchia nella figura del rapper di strada, ma vuole dimostrare che si può fare musica anche essendo buoni e “paciocconi”).

Nel febbraio 2019 pubblica su YouTube il primo singolo “Vorrei dimenticare”, ad aprile dello stesso anno pubblica “Matador” e pochi mesi dopo ancora “Festa” feat Gianluca Sacco.

Nel 2020, per l’etichetta Jesce Sole, esce il nuovo singolo “Ancora” prod Yanghi, disponibile su tutti i digital store.

 

Social

 

Facebook www.facebook.com/balu.artista/

Instagram www.instagram.com/x.balu.x/

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Musica e Video

Miky Del Cambio “A volte sbaglio a volte no” in radio il brano autobiografico del cantautore potentino

Il singolo Pop/RnB che celebra la libertà di sentirsi se stessi, è pubblicato da MD Records con distribuzione Artist First.

“A volte sbaglio a volte no. Ma che ne so?!”

 

Il nuovo brano di Miky Del Cambio racconta che non è importante fare quello che gli altri vogliono che tu faccia, bisogna semplicemente essere se stessi, sbagliando, esagerando, oltrepassando i limiti, ma rimanendo costantemente legati alla propria essenza.

«Ovviamente questo concetto è esteso anche al campo dell’amore. Bisogna amare alla follia, senza risparmiare neanche una sola molecola del proprio essere …è vero, a volte questo può tradursi in una caduta pericolosa, ma se si cade in due è tutto più bello. L’amore può salvarci dai conflitti interiori, perché è una cosa tanto pericolosa quanto meravigliosa». Miky Del Cambio

Il background dell’artista composto dalla musica nera americana (dal soul al gospel al rhythm&blues), e la sua formazione basata sullo studio del pianoforte, lo hanno portato a mettere al centro di ogni suo brano proprio questo strumento, accompagnato dalle sonorità profonde e “malinconiche” tipiche della black music. 

In “A volte sbaglio a volte no”, il basso e gli accordi in minore sono molto presenti ed entrano in contrasto con il ritmo sostenuto, caratteristico del pop occidentale, rievocando musicalmente i conflitti interiori della personalità dell’artista.  

La parte finale ha invece un’atmosfera estremamente imponente perché all’arrangiamento si aggiungono gli archi che, nella produzione dei brani del cantautore potentino, sono elementi fondamentali, tanto da curarne ogni singolo aspetto in prima persona.

«In questo brano -soprattutto nella sua coda- gli archi hanno un’andatura epica, (come accade nella musica dell’estremo oriente), con l’intento di andare a toccare quelle corde dell’anima che sono state solamente stimolate durante tutto il corso della canzone e che trovano completa esplosione nel suo finale». Miky Del Cambio

 

Etichetta/Distribuzione: MD Records/Artist First

Radio date: 10 aprile 2020

 

BIO

 

Pianista, compositore e cantautore RnB, nasce a Potenza il 10/11/1992. Cresce con il pianoforte dall’età di 8 anni. Fra tutti i generi da lui seguiti fin da giovanissimo spicca il Rhythm and Blues. Decide di approfondire gli studi musicali e si dedica principalmente agli esponenti dell’RnB: R.Charles, S.Wonder ed altri. Frequenta Club ed Accademie in cui conosce artisti di altissimo calibro. Inizia a scrivere all’età di 16 anni e da allora non ha più smesso.

 

Contatti e social

Web: www.mikydelcambio.com
Instagram: www.instagram.com/mikydelcambio92

Facebook: www.facebook.com/michele.delcambio

YouTube: www.youtube.com/mikydelcambioofficial

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Business

Emergenza Coronavirus: l’impegno solidale del Gruppo di Ernesto Pellegrini

Noto per essere stato uno dei Presidenti dell’Inter più amati, Ernesto Pellegrini ha fondato il Gruppo di sua proprietà nel 1965: fin dai primi anni di attività, si è distinto per le iniziative sociali dedicate al territorio lombardo.

Ernesto Pellegrini

Ernesto Pellegrini: “Ci siamo sempre rialzati con orgoglio e unità”

Per il Gruppo guidato da Ernesto Pellegrini la ristorazione non è solo business, ma anche sinonimo di solidarietà. L’imprenditore, figlio di contadini della provincia di Milano, ha vissuto le difficoltà del Dopoguerra. Ma di quel periodo è intatto anche il ricordo di un forte senso di condivisione: per questo dal 16 marzo l’azienda si è attivata per donare 50mila pasti agli anziani residenti in 19 comuni della Lombardia e del Piemonte. Anziani che, almeno fino a metà giugno, riceveranno il cibo direttamente a domicilio: trattandosi dei soggetti più a rischio, la modalità è stata scelta proprio per alleviare il disagio di queste settimane di quarantena forzata. “Con mia figlia Valentina, che mi affianca in qualità di Vice Presidente, abbiamo voluto fare un gesto di solidarietà, dedicato espressamente ai più fragili, facendo la cosa che sappiamo fare meglio: ristorare le persone”. Sebbene il Gruppo stia affrontando a sua volta una perdita di ricavi causata dalla chiusura degli istituti scolastici, il Presidente invita a fare affidamento sulla capacità degli italiani di superare i momenti di crisi, ponendo l’accento sullo sforzo compiuto da migliaia di persone per salvaguardare la salute dei cittadini: “Vorrei ringraziare in modo particolare i medici con tutto il personale sanitario e i lavoratori della ristorazione collettiva e delle pulizie, che quotidianamente indossano mascherine e tute protettive e vanno a lavorare o a sanificare ambienti: hanno un grande coraggio, portano avanti il lavoro con abnegazione e sacrificio. A loro – ha dichiarato Ernesto Pellegrinideve andare il nostro plauso”.

Ernesto Pellegrini: la storia del Gruppo

Dopo una prima esperienza in Bianchi, Ernesto Pellegrini nel 1965 decide di puntare tutto sulla ristorazione collettiva. Nasce così “Organizzazione Mense Pellegrini”, che poco più tardi diventerà Pellegrini S.p.A.: da anni il Gruppo, leader del settore in Italia, vanta fatturati in crescita grazie alla diversificazione delle attività, allargate ai servizi di welfare aziendale, e al consolidamento sul mercato internazionale. Un successo testimoniato dai numerosi riconoscimenti che l’imprenditore ha ricevuto durante la sua carriera: Cavaliere del Lavoro, Premio Ernst&Young “L’Imprenditore dell’Anno 2011” per la categoria Food & Services e infine l’Ambrogino d’oro. Onorificenze che sono il risultato non solo di strategie vincenti, ma anche di un forte senso di responsabilità sociale: il Gruppo infatti si è reso protagonista di diverse iniziative incentrate sui temi della solidarietà, dell’ambiente e del territorio. Nel 2013 l’impegno si è consolidato con l’istituzione della Fondazione Ernesto Pellegrini ONLUS, nata con l’obiettivo di dare sostegno alle persone in difficoltà.

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Salute e Benessere

Covid, il Mise propone prezzi fissi anche per le altre mascherine e i disinfettanti

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  • 11 Maggio 2020

Covid, il Mise propone prezzi fissi anche per le altre mascherine e i disinfettanti

Roma, 11 maggio – Un euro e 50: questo il prezzo di vendita che il Ministero dello Sviluppo economico aveva individuato (si presume dopo alcune pertinenti valutazioni) per le mascherine chirurgiche e che aveva messo nero su bianco su una bozza di quello che (allora) era il “decreto aprile”, poi diventato  “decreto rilancio”.
Una cifra che corrisponde esattamente al triplo degli 0,50 fissati invece, qualche giorno dopo, dall’ordinanza del commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri.
Nel testo del provvedimento, il Mise proponeva appunto una una serie di prezzi massimi per mettere ordine nella giungla dei dispositivi di protezione e di prevenzione anti-Covid, in particolare mascherine e disinfettanti,  con l’obbligo  di applicarli fino al termine dell’emergenza.
Lo stesso ministero ha confermato quel limite di prezzo, precisando però che era stato proposto prima che Arcuri varasse la sua ordinanza e, dunque, l’ipotesi è ormai superata (“a sinistra”, si sarebbe detto un tempo).
È da escludere, dunque,  che il prezzo di vendita  a 0,50 euro più iva voluto da Arcuri possa essere cambiata.  Resta in ogni caso la differente valutazione, che non può che confermare le molte perplessità sorte nelle filiere produttiva e distributiva (e non solo) dopo l’ordinanza del commissario e i molti problemi che ne sono seguiti e che, peraltro, ancora debbono essere superati.
Tanto che, anche in questi ultimi giorni, ad Arcuri non sono davvero mancate le critiche, anche pesanti.
Nella bozza del decreto rilancio, tuttavia,  non si parla solo delle chirurgiche, ma anche delle altre mascherine, per le quali  – importate o made in Italy che siano – si stabiliscono  i prezzi, che sono questi:
Ffp2 senza valvola  5,75 €;
Ffp2 con valvola 6,50 €;
Ffp3 senza valvola 6 €;
Ffp3 con valvola 9,50 €.

Ai lettori di buona memoria, probabilmente, ricorderanno qualcosa, e con ragione: si tratta infatti delle stessi cifre indicate non più tardi di qualche giorno fa (cfr. RIFday del 7 maggio) da Assosistema Confindustria, l’associazione che rappresenta le imprese di produzione, distribuzione, manutenzione dei dispositivi di protezione individuali e collettivi utilizzati in ospedali, case di cura, cliniche private eccetera.
La bozza del Mise si occupa poi dei disinfettanti e dei loro prezzi, e anche qui le indicazioni dei prezzi (vedi tabella in calce all’articolo) non mancheranno di far discutere molto.
Dopo le prime anticipazioni al riguardo, nel fine settimana, sono subito seguire le reazioni su alcune chat di categoria, anche molto qualificate, come ad esempio quella dell’Asfi, la società professionale scientifica presieduta da Maurizio Cini.
Tra i commenti e gli interrogativi critici, alcuni hanno riguardato l’entità dei prezzi indicati per i disinfettanti, tali da mettere praticamente fuori gioco la farmacia,  in particolare per quanto riguarda i prodotti galenici officinali realizzati dai farmacisti (che pure furono fondamentali quando, nel pieno dell’emergenza, trovare disinfettanti nel circuito distributivo era come trovare l’acqua nel deserto).
Prevale però l’opinione che ai gel prodotti in farmacia come galenici, sulla base di formule riportate in Farmacopee ufficiali europee, non si applichino i prezzi indicati nella tabella del Mise, verosimilmente destinati ai prodotti industriali.

Ministero per lo sviluppo economico - prezzi delle mascherine covid-19 e disinfettanti

FONTE: rifday.it
IMMAGINE: wikipedia.org

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Comunicati

Ripresa economica, Fabrizio Palermo annuncia i Covid-19 Social Response Bond di CDP

Il 15 aprile Fabrizio Palermo, Direttore Generale e AD di Cassa Depositi e Prestiti, ha comunicato l’avvio ufficiale di un ulteriore tassello della strategia intrapresa dalla società contro il Coronavirus.

Fabrizio Palermo

Fabrizio Palermo: “CDP vicina al Paese”

Ancora una volta CDP si riconferma uno degli attori principali dell’economia italiana: grazie all’emissione dei nuovi “Covid-19 Social Response Bond” la società guidata da Fabrizio Palermo potrà infatti garantire ulteriori investimenti per contenere la crisi economica del Paese causata dalla pandemia. Con un formato dual tranche a 3 e 7 anni dedicato ad investitori istituzionali, l’emissione ha comportato infatti una raccolta sul mercato di 1 miliardo di euro. Un risultato oltre le più rosee aspettative, grazie alla partecipazione di 130 investitori, metà dei quali esteri. La cifra rappresenta un notevole incremento delle risorse già messe in campo da CDP per affrontare l’emergenza. Beneficiari di questa operazione, attraverso il finanziamento di soluzioni sia a breve che a medio-lungo termine, saranno le imprese e le Pubbliche Amministrazioni più colpite dagli effetti di Covid-19. I fondi raccolti, ha specificato Fabrizio Palermo, saranno utilizzati anche per favorire l’accesso al credito delle PMI e, infine, per potenziare i sistemi sanitari locali.

Manager italiani: la carriera di Fabrizio Palermo

Nato a Perugia nel 1971, Fabrizio Palermo è attualmente sia Amministratore Delegato che Direttore Generale di Cassa Depositi e Prestiti, società partecipata in larga misura dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con funzioni simili a quelle di una banca di stato. Fin dal principio della sua carriera, vanta esperienze in realtà finanziarie di alto calibro. Dopo essersi laureato in Economia e Commercio presso l’Università La Sapienza di Roma, nel 1995 entra infatti nella Divisione Investment Banking della sede londinese di Morgan Stanley, dove resta per tre anni, occupandosi principalmente di operazioni di collocamento azionario e obbligazionario, oltre che di acquisizioni, fusioni e di creazione di joint ventures. Il percorso prosegue nella multinazionale di consulenza strategica McKinsey & Company, grazie alla quale si specializza in risanamento, trasformazione e rilancio di grandi gruppi industriali e finanziari. La svolta nel 2006, quando diventa CFO di Fincantieri, assumendo in seguito anche la carica di Direttore Generale. Il 2014 per Fabrizio Palermo è l’anno dell’arrivo in CDP, dove per 4 anni ricoprirà l’incarico di Direttore Finanziario.

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Business Comunicati Servizi

In Italia la prima certificazione covid free per le aziende

MILANO – Arriva per la prima volta in Italia la nuova Certificazione Covide Free, e promette di diventare uno strumento indispensabile per le aziende che vogliono ripartire in piena sicurezza, garantendo clienti, fornitori e dipendenti.

La Fase 2 è appena scoccata, anche se sono ancora tante le aziende costrette a rimanere chiuse, ma è fondamentale riprendere le attività nel rispetto delle stringenti normative in materia di contenimento del rischio Covid-19. Ed è proprio questo l’obiettivo della nuova certificazione: garantire l’adozione di tutte le misure necessarie al contenimento del rischio Covid-19 all’interno degli ambienti di lavoro.

Le aziende certificate potranno così dimostrare con un bollino covid-free di adottare scrupolosamente tutte le misure richieste dalla normativa, e di operare in luoghi di lavoro salubri e sicuri, e nei quali il rischio di contagio è stato abbattuto.

A rilasciare la prima Certificazione Covid-Free in Italia è l’azienda Acsq Certification Body, ente certificatore con sede a Milano, che si occupa del rilascio di certificazioni di sistema. Partendo dalla normativa italiana in materia di contenimento del rischio Covid-19 e della sicurezza sui luoghi di lavoro (D.Lgs.81/08), Acsq ha elaborato un Disciplinare Tecnico proprietario che condensa e armonizza le norme, e la cui applicazione crea un Sistema di gestione atto a verificare ciclicamente l’esistenza delle condizioni minime di sicurezza necessarie.

Uno strumento doppiamente utile, in quanto le aziende certificate potranno, da una parte, conoscere e implementare in azienda tutte le disposizioni previste dalla normativa, e dall’altra parte, garantire non solo clienti e fornitori, ma anche le pubbliche amministrazioni e le Autorità circa gli elevati livelli di sicurezza raggiunti in materia di abbattimento del rischio Covid-19.

Uno strumento per ripartire in maniera consapevole di quelle che sono le norme previste per la propria attività specifica, visto che esistono differenze sostanziali tra un negozio di frutta e verdura e un’attività di ristorazione.

Distanziamento sociale, utilizzo di mascherine e guanti e sanificazione dei locali rappresentano solo la punta di un iceberg che grazie a questa certificazione viene riportato a galla.

Per implementare il Sistema di gestione Covid-free in azienda è possibile anche ricorrere alla consulenza di una società specializzata, come Safetyone Ingegneria che da anni si occupa di Salute e sicurezza sul lavoro. L’azienda anch’essa milanese, fornisce assistenza per tutte le fasi dell’operazione.

Scopo prioritario di Safetyone Ingegneria è quello di supportare l’azienda nell’individuazione delle misure più coerenti ed efficaci in linea con le indicazioni del Governo, dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’OMS fino all’ottenimento della Certificazione Covid-Free. Solo una volta implementato il Sistema di gestione in azienda, sarà necessario chiedere e ottenere la conformità al disciplinare tecnico e quindi la Covid-Free Certification.

Di seguito i link diretti alle società che erogano i servizi:

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Comunicati News

Unibg non si ferma: dall’11 al 14 maggio Open Day digitali dedicati alle lauree magistrali

L’Università degli studi di Bergamo affronta la Fase 2 dell’emergenza Covid-19 con un’indole sempre più smart. Il 100%  degli insegnamenti  trasferiti online: 554 insegnamenti e 296 tra esercitazioni, laboratori e tutorati. Il Rettore Remo Morzenti Pellegrini “Ci stiamo confrontando e parlando, seppur a distanza, e abbiamo, tutti insieme, compreso e riscoperto che siamo una comunità, capace, con i propri mezzi e limiti, di colmare questo senso di vuoto che questa emergenza ha creato. Ci prepariamo a tutti gli scenari, perché siamo sicuri che la didattica non sarà tutta in presenza, almeno nel primo semestre del prossimo anno accademico”.

Visite virtuali e presentazioni online saranno le protagoniste degli Open Day Digitali 2020, organizzati dall’Università degli Studi di Bergamo per presentare i suoi servizi e l’offerta formativa ai tantissimi giovani interessati ad intraprendere un percorso di studi nell’Ateneo bergamasco. Una risposta digitale all’emergenza da Covid -19 che sta riscuotendo grande partecipazione tra gli studenti delle scuole superiori: nel mese di aprile infatti, con la presentazione di Corsi di studio triennali e a ciclo unico, l’Unibg ha registrato la presenza di oltre 1900 partecipanti.

Al via ora la presentazione dei Corsi di studio di Laurea Magistrale: dall’11 al 14 maggio infatti, verranno presentati i 24 percorsi di cui 3 interdipartimentali offerti dall’Ateneo bergamasco. Nell’apposita sezione del sito, è possibile inviare domande e richieste d’informazioni a cui i docenti risponderanno nel corso delle presentazioni. Sarà inoltre l’occasione per conoscere le prospettive occupazionali e di placement, i requisiti richiesti per l’accesso, le caratteristiche didattiche dei diversi Corsi di studio, la presenza di laboratori e di tirocini curricolari, le opportunità di internazionalizzazione. Diversi gli approfondimenti riguardanti la didattica internazionalizzata, con i percorsi Double Degree e i nove corsi di studio in lingua inglese.

Un’importante opportunità di confronto e di supporto per i giovani che si affacciano al mondo universitario, anche in vista della prima scadenza per le iscrizioni ai corsi di laurea magistrale fissata per il 29 maggio 2020.

Sul sito Unibg, è attiva una sezione dedicata per scoprire il calendario degli Open Day di Laurea Magistrale, i servizi offerti e un tour virtuale del campo (www.unibg.it/studia-noi/ti-aiutiamo/orientarsi/open-day/open-day-ateneo-corsi-laurea-magistrale/digital-open-day).

COME ACCEDERE E PARTECIPARE AGLI OPEN DAY DIGITALI 2020

  1. Collegarsi al sito unibg.it e accedere alla sezione Open Day digitali
  2. Una volta individuati i corsi di laurea di interesse, i servizi e le opportunità che Unibg offre, individuare giorno e ora dell’open day come da calendario.
  3. Salvare il link della diretta
  4. Accedere il giorno e l’ora della diretta. Gli eventi saranno trasmessi sulla piattaforma Microsoft Teams, gratuitamente accessibile da parte di tutti gli utenti. Sempre nella pagina del sito internet dedicata agli open day sono disponibili le istruzioni pe l’utilizzo di Microsoft Teams.
  5. Per consentire inoltre uno svolgimento dello streaming ordinato e utile a tutti, e dare le risposte alle principali domande degli studenti, l’Università ha predisposto dei form da compilare prima dello streaming.

Inoltre, ai primi di giugno, tornano i virtual open day delle lauree triennali e magistrali a ciclo unico: dal 9 all’11 giugno, tanti nuovi appuntamenti per conoscere l’offerta formativa proposta ai neodiplomati e per capire il funzionamento dei TOLC.

Intanto, l’Università degli studi di Bergamo affronta la Fase 2 dell’emergenza Covid-19 con un’indole sempre più smart. Lo confermano i numeri aggiornati alla prima settimana di maggio:

  • Il 100% degli insegnamenti sono stati trasferiti online: 554 insegnamenti del periodo + 296 tra esercitazioni, laboratori e tutorati.
  • sono state erogate con successo 19.779 ore di lezione online
  • sono stati svolti, o sono in fase di svolgimento 808 appelli d’esame
  • sono state discusse, o lo saranno a breve, 556 lauree magistrali e 801 lauree triennali.
  • Nel mese di maggio, sono previste altre 96 lauree.

Il sistema bibliotecario di Ateneo è stato in grado di fornire oltre 35.000 collezioni di periodici elettronici, quasi 220.000 ebook e oltre 70 database consultabili mentre la SdM Scuola di Alta Formazione di UniBg ha attivato la didattica a distanza per alcuni master in particolare: 5 master attualmente svolgono attività didattica a distanza; 94 studenti coinvolti e 35 docenti coinvolti Nel mese di maggio si aggiungeranno: 5 master, 94 studenti, 5 sessioni d’esame e 4 sessioni di prova finale.

Digitali anche gran parte dei servizi dell’Università, tra cui Il Cus che ha trasferito sui social le sedute con i trainer.

Sottolinea il Rettore, Remo Morzenti Pellegrini alla luce dei risultati del questionario teso a conoscere le opinioni degli studenti sulla sperimentazione in atto: “Dei 3800 studenti che hanno risposto il 94%  valuta complessivamente positiva l’esperienza di didattica online, e la ritengono efficace tanto quanto le canoniche lezioni in aula. Il nostro obiettivo è di procedere con la massima tutela dello studente e della sua carriera cosicché non vengano perse le sessioni straordinarie né di tesi né degli esami. Stiamo facendo del nostro meglio per mantenere salda la nostra missione, quella di garantire un sapere condiviso e relazionale, ci stiamo confrontando e parlando, seppur a distanza, e abbiamo, tutti insieme, compreso e riscoperto che siamo una comunità, capace, con i propri mezzi e limiti, di colmare questo senso di vuoto che questa emergenza ha creato. Ci prepariamo a tutti gli scenari, perché siamo sicuri che la didattica non sarà tutta in presenza, almeno nel primo semestre del prossimo anno accademico.”

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Società

Ecologia: Claudio Bertini, l’esperienza in Cae – Centro Assistenza Ecologica

In seguito alla laurea in Biologia e alle varie specializzazioni, Claudio Bertini si è affermato nel suo settore come un professionista autorevole per le materie ambientali. Attualmente è consulente e docente in aziende e corsi di formazione legati alla legislazione e gestione ambientale.

Claudio Bertini

Claudio Bertini: la formazione e i primi incarichi

Consulente e verificatore ambientale presso numerose aziende di grandi e medie dimensioni, Claudio Bertini è un professionista nel suo settore. La sua formazione è consolidata: è laureato in Biologia presso la Facoltà in Scienze Biologiche dell’Università Politecnica delle Marche. All’interno dello stesso ateneo si è poi specializzato in Biologia Marina, conseguendo un master in Recupero Ambientale attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative, Bioremediation e Biotecnologie. Un’ulteriore specializzazione è derivata dal corso per Revisori Ambientali/Ecoauditors per sistemi di gestione ambientale ai sensi della norma UNI EN ISO 14001, presso Confindustria (Roma). Nella gestione aziendale di problematiche relative all’ambiente, si è occupato in particolare di gestione dei rifiuti, emissioni in atmosfera, scarichi idrici, energia, utilizzo razionale delle risorse, suolo e sottosuolo. Claudio Bertini è iscritto all’ordine nazionale dei biologi e dal 1998 al 2003 ha collaborato con l’Università Politecnica delle Marche come consulente per le tematiche legate all’ambiente. Ha organizzato e preso parte a diversi convegni e iniziative correlate allo sviluppo sostenibile, alla valutazione dell’impatto ambientale e ai sistemi di gestione ambientale.

Claudio Bertini: le altre esperienze professionali

La collaborazione di Claudio Bertini con la Camera di Commercio dell’industria e dell’artigianato di Ancona è un’esperienza professionale di rilievo. Negli anni tra il 2001 e il 2004 è stato impegnato come docente e formatore in corsi di formazione per Verificatori Ambientali (scuola Emas di Ancona). Dal 1999 invece, è consulente all’interno di Cae – Centro Assistenza Ecologica di Ancona, tra le maggiori società di consulenza del territorio marchigiano. Attualmente è responsabile tecnico del settore Autorizzazione Integrata Ambientale (IPPC), nonché responsabile tecnico per l’implementazione, la gestione e la verifica dei Sistemi di Gestione Ambientale. Claudio Bertini continua la sua attività come docente formatore in vari corsi di gestione e legislazione ambientale, come esperto di Environmental Risk Analysis e di Money Saving Ambientale. Dal 2001 è responsabile ambientale presso la Somipress srl di Castelfidardo (AN).

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Società

Utili netti al massimo livello per Gruppo Daclé da quando è presidente Paolo Campiglio

Riunione degli azionisti in videoconferenza per il gruppo presieduto da Paolo Campiglio. Nel meeting dei vertici italiani ed esteri di Daclé e controllate, è stato ratificato il bilancio consuntivo 2019 ed è stata ribadita la salvaguardia dei posti di lavoro, anche grazie alla solida posizione patrimoniale e alla disponibilità di liquidi.

Paolo Campiglio

Approvato il bilancio consuntivo 2019 del Gruppo guidato da Paolo Campiglio

È durata quattro ore la riunione degli azionisti di Daclé che ha validato il bilancio consuntivo 2019 della società capogruppo e delle controllate dalla holding. L’incontro annuale è avvenuto in modalità conference call, con il presidente Paolo Campiglio dal suo ufficio nella sede italiana, mentre i dirigenti dell’area R&D erano collegati da Ginevra, e con la presenza da remoto dei funzionari delle società partecipate in Polonia e Lituania e dei colleghi delle aziende collegate in Inghilterra e Austria. Per prima cosa è stato smarcato l’argomento principale all’ordine del giorno con un’approfondita relazione sulla gestione economica e imprenditoriale del gruppo durante l’anno 2019 appena trascorso, in cui è stato raggiunto il miglior risultato nella storia da quando Paolo Campiglio è divenuto presidente nel 2015. Successivamente, sono stati discussi aggiornamenti incoraggianti sulla nuova partnership con Penta Investment, il gruppo d’investimento dell’Europa centrale focalizzato sul comparto sanitario in Repubblica Ceca, Slovacchia, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Romania, Russia e Ucraina, dove gestisce un network di 1.000 farmacie a marchio Dr. Max, e nel nuovo settore merceologico relativo alla spettrometria di massa e alle biotecnologie in aiuto della farmaceutica e nutraceutica, quindi non solo in Kolinpharma.

Paolo Campiglio: le politiche in atto per affrontare l’emergenza sanitaria

Inoltre, il presidente Paolo Campiglio è intervenuto facendo presente che il gruppo, in queste settimane di emergenza Covid-19 che ha lasciato scoperte numerose aziende con crisi di liquidità, non ha attivato nessuna tipologia di cassa integrazione per i suoi dipendenti e non intende fare domanda per nessun genere di supporto statale o bancario per far fronte alle necessità di cassa. Similmente, Daclé non si è trovata nella posizione di tagliare a dirigenti, funzionari e collaboratori premi di risultato o altri riconoscimenti in favore di domande di sostegno all’occupazione, che continua ad essere salvaguardata grazie alle decisioni dei vertici societari. Daclé, infatti, detiene una situazione patrimoniale forte e una disponibilità di liquidi largamente superiore alle richieste da regolamento per le imprese che gestiscono business di dimensioni medio-grandi e con un elevato capitale sociale. Questa caratteristica relativa al gruppo guidato da Paolo Campiglio lo porta a figurare tra i primi in termini di affidabilità nella classificazione del rating bancario, che rimane ai livelli del precedente esercizio. L’assemblea degli azionisti di Daclé ha infine ratificato la mozione del Consiglio di Amministrazione riguardante la distribuzione dell’utile netto agli azionisti della società.

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Società

Revoca Autostrade, Vito Gamberale: “Non ripetiamo l’errore del caso Itavia”

Fondatore e Presidente di ITEЯ Capital Partners, Vito Gamberale ha ricoperto diversi incarichi in realtà di alto livello: dal 2000 al 2006 è stato Amministratore Delegato di Atlantia, Gruppo che controlla Autostrade per l’Italia S.p.A.

Vito Gamberale

Vito Gamberale: “Attenzione a quella politica che sfrutta il giustizialismo di facciata”

Nel 1980 morirono 81 persone a causa di un incidente aereo provocato da un missile. La compagnia aerea Itavia fu accusata di scarsa manutenzione e ciò provocò il fallimento della società che, tuttavia, nel 2018 è stata riconosciuta estranea ai fatti. La responsabilità della Strage di Ustica, secondo la Cassazione, fu dei Ministeri italiani della Difesa e dei Trasporti. In una lettera al “Corriere della Sera”, Vito Gamberale cita l’accaduto per affrontare la potenziale revoca delle concessioni autostradali inserita dal Governo italiano nell’ultimo decreto Milleproroghe in seguito alla tragedia del Ponte Morandi: “Come insegna la storia, la giustizia in piazza non è reclamata dalla piazza; serve solo a qualcuno per rafforzare il proprio potere del momento, salvo poi trovare la ghigliottina per se stesso, dietro l’angolo”. Secondo il manager, la revoca indiscriminata colpirebbe non solo il Gruppo Benetton, ma anche tutti gli altri azionisti di Atlantia: “Per punire uno, da nessuno inquisito, si uccidono altri 3 innocenti! L’altro azionariato comprende il mercato, ossia i risparmiatori, i cittadini; ma anche investitori istituzionali nazionali ed esteri”. Nel suo appello, Vito Gamberale cerca di limitare i danni di un “giustizialismo di piazza” che, oltre ad essere contro ogni dottrina politica, non sempre corrisponde a verità: “L’inchiesta della Procura di Genova si avvia alla chiusura. Ho maturato la percezione (diretta) che sia condotta con rigore: perché allora una giustizia di piazza deve precedere la giustizia competente?”.

Eni, Tim, Iterchimica e ITER Capital Partners: le tappe del percorso professionale di Vito Gamberale

Attualmente Presidente e Azionista di Iterchimica e fondatore e Presidente di ITER Capital Partners, Vito Gamberale è un ingegnere meccanico con una brillante carriera nel settore manageriale. Laureato all’Università La Sapienza, avvia il suo percorso professionale con un’esperienza nella valutazione delle imprese presso l’Istituto Mobiliare Italiano. Dopo esser diventato Responsabile per le acquisizioni e le privatizzazioni per IMI e la controllata GEPI, nel 1984 entra in Eni, dove è Amministratore Delegato e Presidente di alcune partecipate del Gruppo. L’ascesa professionale continua e nel 1991 la SIP lo nomina Amministratore Delegato: tra i successi conseguiti dal manager, la nascita e la conseguente direzione di Telecom Italia Mobile. Dopo una breve parentesi come Presidente di 21 Investimenti, dal 2000 al 2006 è AD di Atlantia: sotto la sua gestione viene lanciato il gruppo Autostrade. Lascia l’incarico quando la proprietà annuncia la fusione con la spagnola Abertis: nel 2007 fonda e dirige F2i, importante Fondo di investimenti italiano attivo nel comparto infrastrutturale. Ad oggi, oltre al ruolo in Iterchimica, Vito Gamberale è da febbraio 2020 Presidente e Fondatore di ITER Capital Partners, un fondo riservato e dedicato agli investitori istituzionali sempre nel settore delle infrastrutture.

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News

Ogni giorno è Pasqua. Salvatore Accolla, un Outsider fra le pietre della Magna Grecia

Con una suggestiva esposizione dedicata a Salvatore Accolla, la Fondazione Credito Bergamasco riassume il senso dell’intera esistenza e del profondo itinerario d’arte di un artista outsider di grande talento.

Non si fermano le attività espositive e culturali che Fondazione Creberg aveva programmato per l’anno 2020, secondo nuove modalità compatibili con l’emergenza sanitaria in corso e con le restrizioni che ci vengono imposte nella vita di tutti i giorni.

La Fondazione Credito Bergamasco aveva organizzato – in collaborazione con il Laboratorio Artisti Outsider e il Museo d’Arte e Cultura Sacra di Romano di Lombardia – una mostra dedicata a Salvatore Accolla presso il Centro Culturale San Bartolomeo di Bergamo dal 10 al 24 maggio 2020 e presso il M.A.C.S. di Romano dal 25 luglio al 6 settembre.

A causa delle restrizioni sanitarie attuali è stata realizzata una visita virtuale alle opere in mostra, resa disponibile al pubblico on-line il giorno 9 maggio alle ore 11.00 – in corrispondenza della data a suo tempo prevista per l’inaugurazione – attraverso la newsletter e i canali social di Fondazione Creberg. È una straordinaria opportunità per ammirare, in una modalità diversa, opere d’arte di grande valore qualitativo e per approfondire l’intenso percorso esistenziale – segnato dalla malattia e dal dolore – di un artista relegato in una posizione di marginalità sociale.

Salvatore Accolla nasce nel 1946, in una zona povera di Siracusa; al rientro dalla Germania, dove si è recato per motivi lavorativi, viene ricoverato presso l’ospedale psichiatrico di Siracusa a causa di una delusione amorosa. Salvatore rimane in manicomio per vent’anni, quando esce fatica a riconoscere il mondo che lo circonda e a trovare un suo proprio posto. La propensione alla pittura, coltivata anche all’interno dell’ospedale psichiatrico, porterà in seguito un giovane psichiatra ad allestire una sala di pittura all’interno dell’istituto, permettendo anche agli altri internati di potersi esprimere artisticamente. Definitivamente dimesso, Accolla realizza le sue opere a ritmi vertiginosi e le vende per strada.

Il linguaggio e lo stile di Salvatore Accolla sono ben definiti, così suoi da costituire in sé una firma, un pittore molto raffinato, tanto da sembrare formato artisticamente in un ambiente colto, nonostante abbia frequentato solo le scuole elementari e non abbia mai preso alcuna lezione di disegno o di pittura. Le 52 opere in mostra sono realizzate dall’artista tra il 2001 e il 2004 con la tecnica dello smalto su cartoncino, le dimensioni sono 50 x 70 cm o 70 x 50 cm.

Tutta la vita dell’artista è scandita da questo ritmo del fare: migliaia di disegni realizzati, migliaia di tele dipinte. Migliaia di poesie. Poesie rese in lingua siciliana e con una scrittura degna di un alfabeto assirobabilonese. Sostenitore sincero della povertà materiale. Grande nella sua semplicità. Semplice nella sua grandezza. Un artista fuori norma.

«Accolla ha assorbito dal suo tempo, dal suo paesaggio, dalla sua città, dai suoi viaggi, dalle sue avventure e dalle sue disavventure… Insomma, da tutta la sua storia di vita» spiega Daniela Rosi, presidente del LAO, Laboratorio Artisti Outsider, e curatrice della mostra, «Non si può dire per questo che Accolla sia un uomo povero. È un uomo che teorizza, Non credo di aver mai conosciuto nella mia vita un uomo più ricco di Accolla, un uomo che ha tutto perché è riuscito a ridurre al minimo estremo le sue esigenze, facendo dell’arte una delle sue poche e irrinunciabili necessità

In occasione della mostra virtuale “Ogni giorno è Pasqua” Salvatore Accolla ha dedicato una poesia intitolata “Una rosa per Bergamo” che verrà pubblicata sui canali social della Fondazione Creberg durante il periodo di mostra.

«Con le sue parole, la sua testimonianza e la sua pittura, Accolla ci invita a concentrare la nostra attenzione su valori importanti e su aspetti essenziali della vita, non disperdendoci in molteplici attività e in mille rivoli che sovente la inquinano – rendendola vacua e irrilevante – attraverso falsi ideali, inutili idoli, vuoti pensieri» dichiara Angelo Piazzoli, Segretario Generale della Fondazione Credito Bergamasco e curatore della mostra. «Il riferimento alla Pasqua va inteso nel senso della necessità di avere consapevolezza dell’unicità e della irripetibilità dell’esistenza – connotata come “passaggio” (a sua volta, sommatoria di quotidiani passaggi esperienziali) – prendendo coscienza del valore inestimabile dei minuti, delle ore, dei giorni, per ciascuno dei quali essere grati, riconoscenti, festosi.»

«Non c’è un solo dipinto in questa mostra – prosegue Piazzoli – che non sia denso di simboli e di significati reconditi, immediatamente percepibili dall’osservatore accorto; trovo sorprendente la profondità del pensiero e, nel contempo, l’elevata qualità artistica dell’autore che si caratterizza per notevoli doti tecniche (frutto di una applicazione maniacale), per rilevante capacità nell’uso del colore e degli accostamenti, per raffinato senso della composizione, per originalità di soluzioni; le sue opere, come ben sottolinea Daniela Rosi, ci appaiono come una originale e personale metabolizzazione di tutto il Novecento.

Il nostro Progetto Outsider ha come obiettivo il sostegno e la promozione di artisti, che si trovano in una posizione di marginalità sociale, definiti nella nomenclatura internazionale come artisti outsider, vivendo situazioni di bisogno, di solitudine, di malattia. Questa esposizione – ricca di fascino e di suggestioni – rappresenta il  giusto tributo ad un pittore di talento, costituendo l’occasione per diffondere una cultura antistigma.»

Il giorno 26 luglio – data in cui si sarebbe inaugurata la seconda tappa della mostra presso il M.A.C.S. di Romano di Lombardia – verrà pubblicato sul sito della Fondazione Credito Bergamasco il catalogo dell’esposizione in versione web; le pubblicazioni cartacee saranno poi distribuite secondo modalità che saranno comunicate a tempo debito.

Come spiega Mons. Tarcisio Tironi, direttore del M.A.C.S. di Romano di Lombardia e curatore della mostra «Il grande teologo svizzero Hans Urs von Balthasar (1905-1988) in questo passo dà voce a Cristo stesso, così: «Pasqua è qui, adesso. Ogni giorno, quel giorno. Perché la forza della mia Risurrezione non riposerà finché non abbia raggiunto l’ultimo ramo della creazione, e non abbia rovesciato la tomba dell’ultima creatura. La solennità della Pasqua è narrata e celebrata da una mirabile eredità artistica, musicale, letteraria, filosofico-teologica e spirituale-tradizionale che non può esaurirsi in una “festa di primavera”

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Società

La fashion blogger Teresa Morone: quarantena e lockdown hanno, involontariamente, provocato un’escalation di violenza domestica

Sono ore tese quelle che riguardano il mondo della moda e dello spettacolo e tutti gli eventi a esso dedicati; a causa dell’emergenza Coronavirus tutti gli eventi sono stati posticipati o annullati. Il fermo forzato causato dalle misure di contenimento attuate dal presidente del consiglio Giuseppe Conte non hanno avuto solo il beneficio di contenere i contagi ma hanno provocato in via accidentale una preoccupante escalation di violenza nei confronti delle donne e dei più deboli, come testimoniano gli ultimi preoccupanti fatti di cronaca.

Di questo avviso Teresa Morone, fashion blogger italiana che da un pò di tempo, oltre alla moda e al mondo dello spettacolo è impegnata anche nella lotta alla violenza di genere e al bullismo.
La bionda fashion blogger, 29 anni compiuti da poco, è fondatrice del blog teresamorone.com. Teresamorone.com è un blog nato alcuni anni fa, quasi per gioco, dove la blogger originaria della Campania, quasi quotidianamente parla ai suoi followers di moda, bellezza e benessere collaborando spesso con brand, stilisti e personaggi dello spettacolo.

L’influencer, spesso impegnata in eventi che riguardano il mondo della moda e spettacolo , giá ambasciatrice in Italia contro la depressione e i disturbi dell’umore per la fondazione americana The Fragile Club, ha intrapreso con entusiasmo un percorso comune di intenti con l’unione sportiva ACLI Benevento. L’unione sportiva ACLI Benevento da sempre si batte contro la violenza di genere e ogni forma di discriminazione.

“Questo periodo di fermo forzato ha messo in evidenza quali sono i bisogni di chi vive la violenza domestica” afferma la fashion blogger. “La violenza spesso si annida nella quotidianitá senza distinzioni sociali o di reddito e il Coronavirus ci ha mostrato plasticamente quanto, molte donne vittime di violenza siano abbandonate a sè stesse dalla società e dalle istituzioni. Il presidente USACLI Benevento Alessandro Pepe e la delegata USACLI Immacolata Petrillo sono dei pionieri in questo senso, si battono con un progetto itinerante che include anche le scuole di ogni ordine e grado, per smovere alla radice una cultura dell’odio, spesso omertosa. Appena terminata l’emergenza Coronavirus ci sará in Campania un evento contro la violenza sulle donne e il bullismo e che vedrá oltre alla mia presenza, varie figure professionali cooperare insieme. Essere social significa anche saper prendere posizione e coinvolgere i propri followers su tematiche importanti, bisogna dare l’esempio”.
“Per quanto riguarda i miei progetti futuri, dopo il Coronavirus mi aspettano giorni frenetici e vari eventi che riguardano la cultura e la valorizzazione del Made in Italy. Ci abbracceremo di nuovo, ritorneranno le sfilate e gli eventi patinati – conclude l’influencer – ma saremo persone più consapevoli”.

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Scienza e Tecnologia

Porte automatiche, come funzionano?

In questo articolo, scritto con la collaborazione dell’azienda di installazione porte automatiche Cinque P di Piacenza, scopriamo come sono fatte e come funzionano le porte automatiche.

La maggior parte delle porte automatiche utilizza sensori di rilevamento del movimento o sensori ottici. Sono installati sui lati della porta, per attivare l’apertura / chiusura delle porte.

Molte persone tendono a credere che le porte automatiche siano un’invenzione del mondo moderno. Potrebbe sorprenderti sapere invece che le porte automatiche sono in circolazione da quasi mezzo secolo. Nel corso del tempo, queste porte sono diventate tecnologicamente più sofisticate, ma l’idea è in circolazione da un bel po’.

Tutte le porte automatiche, indipendentemente dal tipo o dal design, sono costituite da sensori che aiutano ad attivare l’apertura / chiusura delle porte quando necessario. Diamo un’occhiata ai vari tipi di sensori utilizzati nelle porte automatiche:

installazione porte automatiche

Porte automatiche con sensori di pressione

Negli anni ’60, i “tappeti di controllo” venivano usati come sensori per rilevare l’approccio dei pedoni. Questi tappeti hanno rilevato cambiamenti nel peso / pressione su una specifica area del terreno davanti e dietro le porte. Se il peso riscontrato in una determinata area fosse superiore al limite impostato (il “limite di innesco” era impostato inferiore al peso umano medio), le porte si aprivano.

Il vantaggio di usare questo tipo di sistema era, ed è ancora, che le porte rimangono aperte fino a quando c’è una pressione sul tappeto, o in altre parole, se c’è una persona in piedi / che cammina vicino alle porte. Ciò non solo facilita l’ingresso / l’uscita rapidi, ma impedisce anche alle porte di “chiudersi” su un individuo.

Porte automatiche con rilevatori di movimento o sensori ottici

In questi giorni, tuttavia, la maggior parte delle porte automatiche utilizza sensori di rilevamento del movimento o sensori ottici, che sono installati sui lati della porta, per attivare l’apertura / chiusura delle porte. Questi sensori, come suggeriscono i loro nomi, rilevano o “cercano” un movimento davanti al cancello. In questi sensori, il movimento viene rilevato da un raggio a microonde (10,5 GHz) prodotto da un’antenna installata sull’intestazione della porta e generalmente punta verso il basso e verso l’esterno.

Questi sensori sono abbastanza efficaci, ma hanno un grosso difetto: possono solo rilevare il movimento. Pertanto, una persona che sta ferma o cammina molto lentamente (come gli anziani) potrebbe non essere rilevata, il che può causare incidenti.

Sensori a infrarossi

Questi sensori specializzati utilizzano la tecnologia a infrarossi per attivare l’apertura / chiusura delle porte. Questi sensori rilevano i cambiamenti di temperatura nell’area circostante le porte, quindi quando un individuo si avvicina alle porte, la loro firma di calore viene rilevata dai sensori, che fanno aprire le porte!

Si noti che questi sensori funzionano in modo efficiente da soli, ma sensori diversi sono spesso utilizzati in varie combinazioni in un unico sistema per prevenire singhiozzi o sviste. Ad esempio, i sensori di movimento fanno il loro lavoro innescando il meccanismo di apertura non appena rilevano o “vedono” il movimento davanti alle porte. Tuttavia, se l’individuo si muove troppo lentamente o sta fermo vicino alle porte, i sensori di pressione rilevano il peso dell’individuo e impediscono alle porte di chiudersi fino a quando il peso non viene alleviato, cioè la persona si allontana da essa o passa attraverso la porta .

Come si aprono effettivamente le porte?

Dopo che i sensori rilevano la presenza di un individuo, il lavoro di apertura / chiusura effettiva delle porte deve essere completato. I sensori sono collegati a una trasmissione elettronica, che è collegata ai pannelli della porta tramite un azionamento ausiliario o una ruota dentata. L’azionamento ausiliario è collegato da cinghie di gomma che regolano i movimenti di apertura e chiusura delle porte. Nella parte inferiore di queste porte sono presenti dei rulli che consentono alle porte di scorrere in modo uniforme.

Oggigiorno le porte automatiche sono incredibilmente comode e abbastanza sicure, ma si lavora sempre per scoprire progetti migliori e più intelligenti. Non so te, ma personalmente, mi piacerebbe una porta che si apre con uno schiocco delle dita o un semplice comando parlato.

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Prodotti

Fiorista Bologna: i fiori per la Festa della Mamma

Sta per avvicinarsi la Festa della Mamma. Insieme alla fiorista di Bologna Donatella scopriamo quali sono i fiori più adatti a esprimere il nostro amore per la mamma.

Uno dei regali più graditi per la Festa della Mamma sono sicuramente i fiori, perché esprimono al meglio l’equilibrio naturale tra delicatezza e forza generatrice, tra bellezza e personalità.

Proviamo insieme alla fiorista di Bologna Donatella ad abbinare il regalo floreale alla personalità della nostra mamma.

fiorista bologna

I fiori rosa come le gerbere o le rose sono i fiori per eccellenza per esprimere il nostro affetto e la nostra gratitudine. I fiordalisi o gli anemoni che sono tipici fiori campestri si adattano alle mamme che amano la natura e hanno il pollice verde. Le orchidee invece è simbolo di raffinatezza ed eleganza quindi adatto alle mamme che amano prendersi cura di sé, ma sono molto delicati e richiedono cure particolari, quindi attenzione a sceglierle. I fiori arancioni o gialli come i girasoli o le margherite sono perfette per mamme molto attive e dinamiche mentre i fiori bianchi come il giglio, simbolo di purezza e candore, si prestano alle mamme dal carattere riservato e timido.

Fiorista Bologna: regalare una pianta

Anche le piante si prestano molto bene come regalo per celebrare la figura materna soprattutto se possiede un giardino e ama prendersi cura del verde. L’azalea, preferibilmente di colore rosa, è sicuramente la pianta per eccellenza simbolo della Festa della Mamma perché non è solo bellissima ma anche facile da coltivare e adatta sia in vaso che in giardino. L’iris è una pianta perenne simbolo della Vergine Maria quindi si presta benissimo per essere regalato in occasione di questa celebrazione. Anche una bella pianta di rose rampicanti, se c’è a disposizione abbastanza spazio, può essere un bel gesto perché rappresenta un amore eterno continuamente in crescita e che tende verso l’alto.

Qualunque sia la vostra scelta rivolgetevi alla fiorista di Bologna Donatella che saprà consigliarvi al meglio anche creando splendidi bouquet con un mix di fiori dalle mille tonalità.

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Servizi

Traslochi Roma: pianoforti e altri oggeti ingombranti e/o delicati

Scopriamo insieme alla ditta di traslochi di Roma Bagaglini, le procedure da seguire per i traslochi di oggetti ingombranti come i pianoforti

Se è arrivato il momento di cambiare casa vi sono alcuni oggetti, in genere molto ingombranti, che richiedono particolare attenzione. Fra tutti il trasloco del pianoforte, per via delle notevoli dimensioni e del peso, è tra le operazioni più complicate. Già spostarlo da una stanza all’altra richiede molto prudenza ma, se sarete scrupolosi, potrà non sorgere la necessità di rivolgersi a una ditta di traslochi specializzata. Se invece si tratta di spostarlo in un’altra abitazione, magari anche ai piani superiori di un palazzo, non è possibile rinunciare a una ditta attrezzata adeguatamente per i trasporti eccezionali. Questo perché, per darvi un’idea, un pianoforte verticale ha un peso che varia dai 170 ai 250 kg, peso che cresce ulteriormente se parliamo di una mezza coda o di un pianoforte a coda. Inoltre, il prestigio dei materiali e la meccanica particolarmente complessa necessitano di metodi di trasporto molto accurati.

Spostare il pianoforte da una stanza all’altra

Innanzitutto, è necessario sgomberare l’aria da tutto quello che può intralciare il trasporto, compresi animali domestici e bambini. Il primo consiglio è evitare di trascinare il pianoforte sul pavimento anche se dotato di rotelle perché potrebbe comunque rovinare il pavimento, soprattutto il parquet. È preferibile smontare le gambe, in modo da alleggerire lo strumento e avere la comodità di poterlo spostare verticalmente facilitando il passaggio nelle porte. Bisogna essere almeno in due, ma invece che caricarsi tutto il peso dello strumento vi consigliamo di usare delle coperte su cui adagiare il pianoforte e far scivolare quelle mentre contemporaneamente da dietro qualcuno spinge il pianoforte. In questo modo sarà molto più facile spostare lo strumento senza danneggiarlo e senza arrecare danni ai pavimenti.

traslochi roma - pianoforte

Traslocare il pianoforte in una nuova casa

Il trasloco di un pianoforte da una casa all’altra non ammette improvvisazioni e deve essere necessariamente gestita da una ditta di traslochi a Roma che abbia la giusta professionalità e soprattutto la strumentazione necessaria. Innanzitutto, il legno del pianoforte risente moltissimo dei cambiamenti di temperatura e umidità quindi anche durante il trasporto da una casa all’altra bisognerà ricreare condizioni climatiche favorevoli a che lo strumento non si deformi. Il prezzo del trasloco di un pianoforte naturalmente varia a seconda del grado di difficoltà del percorso e della distanza tra un posto e l’altro. Vi consigliamo di rivolgervi a ditte specializzate che rispettano tutti i crismi in termini di sicurezza e garanzie assicurative per non incorrere in truffe o danni gravi al vostro strumento. Bagaglini traslochi a Roma è una azienda che dispone dei mezzi e del personale adatti a questo tipo di traslochi, prendendosi cura del vostro pianoforte senza recargli alcun tipo di danno.

Richiedi subito un preventivo per i traslochi a Roma di pianoforti o altri oggetti ingombranti e delicati

Cosa aspetti? Richiedi subito un preventivo trasloco gratuito e senza impegno specificando la tua esigenza, verrai al più presto contattato dagli esperti di Bagaglini traslochi per individuare la soluzione di trasloco che più si adatta alle tue esigenze.

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FASE 2. UN SEGNALATORE PER REGOLAMENTARE GLI INGRESSI NEI PUNTI VENDITA

SMART-Q è il “semaforo” per le code che ha conquistato il mondo

Un sistema acustico-luminoso per la gestione delle code all’ingresso dei negozi e dei supermercati; un vero e proprio semaforo per permettere ai commercianti di regolamentare l’accesso e a chi è in coda di capire quando è possibile l’ingresso nel locale.

Un’idea tanto semplice quanto indispensabile per questa “Fase 2” dell’emergenza Coronavirus, in cui le parole d’ordine sono turni di ingresso, distanza di sicurezza e dispositivi di protezione.

Potrebbe sembrare poca cosa ma forse non tutti sanno che esiste un’unica azienda in Italia che produce sirene e lampeggianti nel settore industriale e automotive. È Sirena, azienda di Rosta in provincia di Torino: oltre 46 anni di esperienza, 130 dipendenti, oltre 1 milione di pezzi all’anno venduti in 72 paesi in tutto il mondo, con un fatturato di 20 milioni di Euro e un export pari al 50% del totale.

Dal medicale alla GDO, dalla vendita al dettaglio all’automotive, sono tantisismi i settori con i quali collabora Sirena, non solo in Italia ma in tutto il mondo.

Durante l’emergenza Sirena ha rifornito alcuni ospedali italiani con i segnalatori delle macchine per la respirazione artificiale delle terapie intensive.

Sono Made in Italy anche le sirene della scorta del Primo ministro Cinese e di molteplici veicoli prioritari quali ambulanze, Polizia municipale, protezione civile ma anche i segnalatori per tutti i mezzi agricoli e industriali della John Deere, Bosch, Manitu, CNH, Valeo, Toyota.

È Sirena a lanciare in questi giorni SMART-Q, un sistema acustico-luminoso autoalimentato per la gestione delle code, facilissimo da installare ed economico.

Proprio come un piccolo semaforo il sistema fornisce un’indicazione, a chi si trova in attesa all’ingresso di punti vendita, farmacie e supermercati, sulla possibilità di entrare o meno, considerando il numero di persone che sono presenti all’interno. Un controllo a distanza regola il semaforo, consentendone l’utilizzo anche se nel punto vendita, per le limitazioni Covid, è presente un solo operatore.

Già prevista la possibilità di installare più di un semaforo per aiutare le persone a rispettare le distanze di sicurezza in coda e sono in arrivo anche le versioni più avanzate, che consentono il conteggio automatico di ingressi e uscite per regolare automaticamente il flusso all’interno del locale.

L’idea è piaciuta sia alla GDO sia a piccoli esercizi commerciali italiani e ha già conquistato anche l’estero. Nella sede di Rosta stanno arrivando richieste e ordini dalla Germania, dal Belgio, dalla Francia e dagli Stati Uniti oltre che dal territorio nazionale.

Il mondo del commercio sa che nella Fase 2 il rispetto delle norme sarà fondamentale, sia per tutelare la salute di personale e clienti sia perché i trasgressori rischiano la chiusura o la sospensione della licenza. L’imperativo categorico è rispettare le distanze di sicurezza e garantire l’ingresso contingentato all’interno degli esercizi commerciali. I locali di 40 metri quadri potranno consentire l’accesso di una persona alla volta, oltre ad un massimo di due operatori. Se il negozio è più piccolo si dovrà rispettare il rapporto di un lavoratore e un cliente mantenendo la distanza di almeno un metro.

Le restrizioni dovute alle disposizioni di legge per il contenimento del COVID-19 potrebbero complicare il lavoro di molti commercianti che, in locali di piccole dimensioni, devono vigilare attentamente i flussi d’ingresso ma spesso non possono permettersi di assumere personale extra per farlo”. – Dichiara Fabio Salomone, direttore generale di Sirena S.p.A. – “Nel progettare SMART-Q è anche a loro che abbiamo pensato, la semplicità di funzionamento e gestione, oltre al costo contenuto, sono i punti di forza di uno strumento che può diventare una soluzione immediata ad un problema più che mai attuale. Ma SMART-Q è utilizzabile anche in realtà più grandi e complesse, penso a supermercati e centri commerciali con code anche in cassa; si possono collegare e sincronizzare più dispositivi per l’avanzamento ordinato della coda negli uffici postali, nelle farmacie, nelle banche, nei CAF e in tutte le aziende di servizi che hanno uffici con accesso al pubblico”.

 Il sistema autoalimentato di SMART-Q è composto da una colonna di segnalazione, con luce verde fissa più suono e luce rossa lampeggiante, montata su prolunga, base di appoggio e corredata di radiocomando.

Il dispositivo può essere utilizzato dallo staff interno in modo automatico oppure manuale, gestendo al meglio l’accensione del modulo rosso e del modulo verde tramite l’apposito radiocomando.

L’alimentazione del sistema avviene tramite batteria (alloggiata nella base) che garantisce 8 ore di funzionamento continuo oppure tramite la rete 230Vac/50Hz. Il sistema non richiede installazione e, grazie alla base di appoggio, è facilmente posizionabile.

www.sirena.it

 

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Videoconferenza: la gestione del rischio da SARS-COV2 e la fase 2

Comunicato Stampa

Videoconferenza: la gestione del rischio da SARS-COV2 e la fase 2

Il 15 e il 22 maggio 2020 un corso in videoconferenza permetterà di individuare procedure/comportamenti idonei alla gestione del rischio da SARS-COV2 durante la fase 2 di riapertura delle attività aziendali.

 

La situazione epidemiologica correlata alla diffusione del virus SARS-COV2 si sta lentamente modificando ed è stata inaugurata negli scorsi giorni, anticipata dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020, la cosiddetta fase 2 dell’emergenza COVID-19.

La nuova fase prevede dal 4 maggio non solo un allentamento del lockdown, la situazione di isolamento e di blocco che stiamo tutti vivendo in relazione all’emergenza, ma anche la possibile riapertura di molte attività lavorative.

 

La videoconferenza sulla gestione del rischio da SARS-COV2

Proprio per favorire una idonea conoscenza dell’emergenza COVID-19 anche in relazione alla nuova fase epidemiologica, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza il 15 e il 22 maggio 2020 un corso, suddiviso in due videoconferenze da 4 ore, dal titolo “La gestione del rischio da SARS-COV2: la fase 2. Procedure, protocolli e gestione psicologica”.

 

Il corso, considerata l’evoluzione dello scenario epidemiologico e il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia di COVID-19, intende fornire spunti per la individuazione di apposite procedure/modalità comportamentali da porre in essere al fine di garantire lo svolgimento delle attività aziendali e nel contempo garantire la gestione della salute e della sicurezza dei lavoratori.

 

I tre docenti del corso in videoconferenza:

  • Matteo Fadenti: tecnico della prevenzione negli ambienti e luoghi di lavoro, con specializzazione nell’igiene e sicurezza alimentare, formatore e consulente
  • Carlo Zamponi: docente a contratto all’Università degli Studi dell’Aquila, formatore in ambito sicurezza sul lavoro
  • Andrea Cirincione: Psicologo del lavoro e delle organizzazioni con esperienza pluriennale nel settore della sicurezza sul lavoro, formatore e consulente

 

Il protocollo condiviso di regolamentazione per l’emergenza COVID-19

Per le attività che non risultano sospese il DPCM del 26 aprile 2020 richiede che siano rispettati i contenuti del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” un protocollo firmato il 14 marzo e aggiornato il 24 aprile.

 

Ricordiamo che il “Protocollo condiviso” si sofferma su numerosi aspetti relativi alla tutela della salute nelle aziende: modalità di ingresso, informazione, accesso dei fornitori esterni, gestione di una persona sintomatica, riunioni ed eventi, gestione spazi comuni, pulizia e sanificazione, precauzioni igieniche, dispositivi di protezione individuale, organizzazione aziendale, sorveglianza sanitaria, …

 

Il programma delle videoconferenze per la gestione del rischio

Il 15 e il 22 maggio 2020 si terrà – dalle 9.00 alle 13.00 – il corso, suddiviso in due videoconferenze di 4 ore ciascuna, dal titolo “La gestione del rischio da SARS-COV2: la fase 2. Procedure, protocolli e gestione psicologica”.

 

Questi alcuni degli argomenti che verranno trattati nei due moduli:

  • MODULO 1: La gestione del rischio da SARS-COV2: procedure e protocolli aziendali
    • IL COVID-19: cos’è e come si trasmette
    • La gestione del COVID-19 in ambito lavorativo
    • Il titolo x: esposizione ad agenti biologici: il documento di valutazione dei rischi
    • Il protocollo condiviso
    • Il documento tecnico INAIL
    • Procedure attuative del protocollo di gestione covid-19 in azienda
    • Le misure organizzative / gestionali: il piano degli interventi alla luce delle nuove disposizioni
    • Le attività di sanificazione ambientale
    • Il medico competente e la gestione della sorveglianza sanitaria
    • Le prestazioni garantite dall’INAIL ai suoi assicurati in caso di infezione da nuovo coronavirus di origine professionale
  • MODULO 2: Il Rischio BioPsicologico – La gestione psicologica del rischio biologico
    • L’ATTEGGIAMENTO da tenere nella “Fase 2”
    • La PAURA: differenza tra paura e ansia, sintomatologia, la “giusta paura del virus”, il circolo vizioso del processo ansiogeno
    • Le REAZIONI DIFFERENZIATE: le tipologie di ansia in funzione dell’età (più generalizzata negli adulti, più fobica nei giovani), del vissuto (le riattivazioni della memoria emotiva), del ruolo (il carico da responsabilità, controllo, supporto)
    • La CONSAPEVOLEZZA: la giusta percezione del rischio partendo dal rischio biologico
    • La COMUNICAZIONE e le RELAZIONI: suggerimenti ed esempi e Linee Guida per gestire l’impatto
    • Lo STRESS da pandemia: come funziona
    • Il DEBIASING (pensare in modo funzionale)
    • COMPORTAMENTI: la check list delle azioni corrette; cenni sulla dinamica della resilienza = si può uscire migliorati da questa crisi?
    • MALESSERE e BENESSERE ORGANIZZATIVO: check list operativa

 

La partecipazione al corso vale come 8 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP e Coordinatori alla sicurezza e 4 ore di aggiornamento per formatori qualificati area 2 e area 3. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area organizzativa e gestionale) e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (Legge 4/2013).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link:

https://aifos.org/home/formazione/videoconferenza/rischi-tecnici-igenico-sanitari/area2/la_gestione_del_rischio_da_sars-cov2_la_fase_2

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected][email protected]

 

 

07 maggio 2020

 

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Scienza e Tecnologia

Cavo USB – Scopriamo come è fatto

In questo articolo, scritto con l’aiuto del portale cavousb.it, scopriamo come è fatto un cavo USB. Oggetto che utilizziamo ogni giorno per collegare i nostri dispositivi.

I cavi USB collegano molti dei nostri dispositivi preferiti al computer, ma la maggior parte di noi non smette di pensare a cosa succede sotto il cofano o sotto la guaina isolante, in modo più preciso.

cavo usb

Il cavo USB

Ci sono alcune parti di base di un cavo USB: ci sono le due estremità di collegamento, i fili all’interno e la guaina attorno ai fili. Il cavo consente il trasferimento di dati tra il computer e il dispositivo collegato tramite USB. Spesso hanno un tallone di ferrite che aiuta a ridurre il “rumore” ad alta frequenza.

I fili

I fili stessi sono in genere fatti di rame o argento, come molti dispositivi elettronici. Questo perché entrambi i metalli sono conduttori particolarmente buoni. Se tagli un cavo USB, vedresti i piccoli fili all’interno, collegati a entrambe le estremità. Questi cavi trasmettono i dati dal punto A al punto B, passando le informazioni lungo. Anche i cavi realizzati con fibre ottiche – vetro ottico ultra-fine che “irradia” segnali avanti e indietro – stanno iniziando a entrare nel mercato.

Perlina di ferrite

Il cordone in alcuni cavi è chiamato tallone di ferrite e viene utilizzato come inibitore delle interferenze ad alta frequenza, poiché tutti i cavi emettono alcune onde radio per natura dell’elettromagnetismo. Come indica il nome, contiene ferrite, una lega di ferro comunemente usata nei magneti. Ciò può aiutare a prevenire il sovraccarico dei cavi USB e garantire un funzionamento regolare riducendo le onde radio ambientali.

Connettori

I connettori alle estremità di un cavo USB sono in genere realizzati in ottone (una lega di rame e zinco) placcati con nichel, sebbene alcuni siano anche placcati in oro. Il flusso “A” è il connettore che si collega al computer, mentre il flusso “B” va al dispositivo. I connettori hanno spesso forme diverse per evitare che gli utenti si confondano su ciò che finisce.

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Comunicati

Acquisti sicuri anti Coronavirus grazie alle barriere parafiato in plexiglass

Barriera Parafiato in plexiglass

L’emergenza coronavirus Covid-19 ha cambiato anche il modo di tutti gli italiani di fare acquisti, i cosidetti acquisti di prima necessità. Da domani 4 maggio molte attività stanno ripartendo e quindi nasce la domanda: Come possiamo recarci in un negozio senza il terrore di essere contagiati e come possono i commessi, le cassiere, gli operatori proteggersi, allo stesso modo, dal rischio di contrarre il virus? Ecco perchè le attività si stanno equipaggiando e munendo di barriera parafiato in plexiglass, per proteggere sé stessi e la propria clientela.

Ovviamente i parafiato in plexiglass erano disponibili anche prima di questa emergenza ma forse non venivano abbastanza utilizzati e presi in considerazione dalle attività di vario genere e soprattutto dai negozi, mentre ora i pannelli anti Coronavirus sono diventati veramente indispensabili per tutelare il proprio personale, la clientela, ma anche per proteggere la propria attività e quindi il proprio business. Inoltre sono anche un accorgimento molto apprezzato dai clienti che si sentono di poter fare i propri acquisti in maniera più sicura senza essere terrorizzati dalla prospettiva di essere contagiati. Questi pannelli vengono installati per evitare la trasmissione di particelle infettate. E’ sicuramente un dovere sia civico che morale quello per i negozi e per le attività a contatto con il pubblico, fornire protezione, e proprio per questo che gli schermi protettivi in plexiglass da banco, sono facili da applicare su banconi di farmacie, supermercati, banche, negozi, uffici pubblici e tutte le attività a stretto contatto con il pubblico. Pensare al presente si, ma anche al futuro, educare le nostre attività a rapporti più consapevoli con la clientela, ridurre il rischio, queste sono tutte priorità che fanno parte dell’emergenza attuale ma che si rivelano anche buone abitudini da tenere sempre presenti anche nel tempo. Oltre naturalmente alla barriera parafiato in plexiglass e colonnine porta dispenser gel vanno a sommarsi anche i presidi già in uso quali guanti e mascherine obbligatorie. Quindi le attività che vogliono tutelarsi e tutelare dal contagio Covid-19, hanno un’arma in più, proprio grazie ai pannelli parafiato in plexiglass protettivi che possono essere subito acquistati online e realizzati pronti al montaggio, in pochissimi giorni. Per questo l’investimento delle barriere parafiato in plexi è un’ottima opportunità per supermercati, banche, farmacie, negozi, uffici, ecc e non solo nell’era della pandemia coronavirus. I divisori – chiamati anche parafiati – in plexiglass trasparente da 4/5mm sono creati per permettere lo scambio di merce, documenti e denaro tra commercianti e clienti grazie alle feritoie personalizzabili su misura senza il rischio di contagio.

Ovviamente non possono essere considerati la “cura”, vale a dire che si tratta di dispositivi di protezione ovvero, proteggono dalle goccioline trasportate da una persona ad un’altra. Chi sceglie il Made in Italy scegli oggi più che mai qualità e soprattutto certezza, in un periodo così delicato per il nostro Paese, volersi e volerci bene, non è mai stato così importante e significativo! In questo periodo di “incubo protettivo”, optare per la scelta intelligente e consapevole dei pannelli in plexiglass è anche un modo per guardare al futuro e infondere sicurezza sia alla propria attività che alla fiducia che non può venire meno dei propri clienti.

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Il bed and breakfast Eliseo a Passoscuro

Il bed and breakfast Eliseo si trova a Passoscuro, località nel comune di Fiumicino poco distante dal litorale romano e a pochi minuti d’auto dal centro di Roma. La struttura è situata in posizione strategica per quanti hanno necessità di raggiungere l’Ospedale Bambin Gesù,  con il quale esiste una convenzione. In tal senso è disponibile anche un comodo servizio navetta del comune di Fiumicino, per il quale è possibile spostarsi dal b&b Eliseo direttamente fino all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

 

Camere accoglienti e appena rimodernate

Questo moderno b&b vanta sia camere singole che doppie, triple e quadruple e dunque perfettamente in grado di ospitare anche famiglie con bambini. Le camere sono appena state ristrutturate e arredate, e vantano bagno privato, Tv a led, wifi gratuito in camera, biancheria, climatizzazione, asciugacapelli e pulizia quotidiana.

È possibile raggiungere direttamente la struttura a bordo della propria auto e sfruttare l’ampio parcheggio a disposizione dei clienti. Nei dintorni vi è dunque il bellissimo litorale romano e le sue spiagge di sabbia, alcune delle quali sono libere mentre altre presentano dei comodi stabilimenti balneari.

 

Prima colazione inclusa nel prezzo

Ai clienti è offerta gratuitamente la prima colazione, che viene servita presso il bar convenzionato che si trova a pochi passi dalla struttura. I signori clienti possono inoltre sfruttare una interessante convenzione con un ristorante del luogo, in cui è possibile mangiare una buona pizza o provare le ricette tipiche romane usufruendo di uno sconto del 15%.

Il b&b Eliseo è la soluzione perfetta sia per vacanze estive che per tutti i periodi dell’anno, così come rappresenta la soluzione migliore per quanti desiderano individuare un hotel vicino Bambin Gesù così da poter raggiungere rapidamente la struttura ospedaliera, distante appena un paio di minuti in auto.

Le recensioni lasciate dagli utenti confermano infine l’elevato standard di qualità dei servizi, pulizia e cordialità offerto dal b&b Eliseo. Per informazioni o prenotazioni è possibile contattare il recapito telefonico 3939264064.

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Prodotti

Hifi-Prestige a Genova

Hifi-Prestige è uno storico negozio di Genova che si occupa della vendita hi-fi Audio, Home Theatre e Impianti hi-fi delle migliori marche, rivolgendosi nel dare supporto ed offrire soluzioni sia agli utenti meno esperti che per quanti hanno una maggiore conoscenza del settore. Un punto di riferimento dunque, sia fisico che online grazie alla possibilità di acquistare direttamente sul sito, sia per quanti hanno bisogno di una mano nell’acquistare un prodotto mirato in base ai propri desideri e necessità che per quanti conoscono già discretamente i prodotti Hifi o quelli del mondo Home Entertainment.

I marchi proposti sono tantissimi e tutti tra i più importanti del settore, come Mcintosh, Wharfedale e Marantz, per citarne alcuni. Lo showroom è anch’esso importante in quanto inserito in un contesto davvero particolare: il palazzo storico che ospita il punto vendita di Hifi-Prestige infatti, è stato dichiarato  Patrimonio Mondiale dell’Umanità, un ambiente unico che consente a musica arte e storia di coniugarsi ed impreziosire  ogni angolo, regalando emozioni particolari al visitatore.

Hifi-Prestige è costantemente impegnata nella ricerca della qualità e della perfezione del suono, per questo propone soltanto i prodotti delle migliori marche i quali garantiscono tecnologie più avanzate ed una resa audio decisamente più fedele ed in grado di soddisfare anche i clienti più esigenti. Il negozio offre inoltre sconti che raggiungono anche il 60% rispetto ai prezzi di listino, oltre ad un servizio di assistenza che garantisce ad ogni cliente massima attenzione fornendo informazioni e supporto ad ogni tipo di richiesta o dubbio.

Tutti  i prodotti proposti sono coperti dalla garanzia ufficiale italiana, che va da 1 a 5 anni in base al produttore, e usufruiscono al tempo stesso della garanzia Hi-fi Prestige “Soddisfatti o rimborsati” per la quale è possibile, in caso di acquisto non soddisfacente, restituire il prodotto entro 10 giorni dal ricevimento ottenendo il rimborso totale.

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Società

Visura catastale. A cosa serve e come richiederla

La visura catastale è un documento rilasciato dall’Agenzia delle entrate della Repubblica Italiana che riporta i dati tecnici e identificativi di terreni e fabbricati registrati presso il Catasto, l’archivio ufficiale di tutti i beni immobili presenti sul territorio nazionale.

Tutte le informazioni che si trovano in una visura catastale sono pubbliche e chiunque può avere accesso ai dati, naturalmente nel rispetto delle norme previste per legge. L’unica limitazione riguarda le planimetrie la cui consultazione è riservata solo a coloro che hanno diritto sull’immobile o alle persone delegate.

TIPI DI VISURA

Quando si richiede una visura catastale possono essere effettuate diverse tipologie di ricerche, in base alle informazioni che si hanno a disposizione:

– Immobile, quando siamo a conoscenza dei dati identificativi;
– Soggetto: quando siamo a conoscenza dei proprietari del bene;
– Partita: oramai in disuso, è un numero che identifica l’insieme di immobili su cui vantano contemporaneamente diritti, in un determinato periodo, i medesimi soggetti (ditta catastale).

Per quanto riguarda il periodo di riferimento, la visura può essere:

– Attuale: se vogliamo una visura riferita alla situazione catastale attuale;
– Storica: se vogliamo un elenco di tutte le situazioni relative al periodo richiesto compresa l’attuale; ad esempio se vogliamo conoscere i proprietari in un determinato anno o cosa è accaduto sull’immobile (passaggi notarili, cambi di reddito etc.).

COME LEGGERE UNA VISURA CATASTALE

Quella che segue è una spiegazione schematica dei dati contenuti in una visura catastale:

– Tipologia di visura: Viene indicata la tipologia di visura catastale richiesta (Visura per immobile o Visura per soggetto) e la data di aggiornamento dei servizi informatizzati del catasto.
– Dati della richiesta: In tale campo si individua il nominativo ricercato, riportando l’indicazione dell’estensione della ricerca (catasto terreni o catasto urbano) e la provincia di riferimento.

Nel caso del CATASTO URBANO le informazioni sono le seguenti:

– Soggetto individuato: Riporta l’anagrafica completa del soggetto individuato, così come registrata presso l’Agenzia delle Entrate.
– Indicazione unità immobiliari: Viene indicato il Comune in cui si trovano le unità immobiliari ed il relativo codice catastale di riferimento.
– Dati identificativi: Sono i dati che permettono di individuare con certezza le unità immobiliari in carico al soggetto (Sezione urbana, Foglio, Particella, Subalterno).
– Dati classamento: Sono l’insieme dei dati che permettono di ottenere la relativa rendita dell’unità immobiliare (Zona Censuaria, Micro zona, Categoria, Classe, Consistenza, Rendita).
– Altre informazioni: Vengono indicate informazioni aggiuntive relative all’unità immobiliare. Tali informazioni possono non essere presenti per le unità accampionate prima dell’entrata in vigore del DPR 138/98 (Indirizzo, Dati derivanti da, Annotazioni).
– Totale: Riporta la sintesi del numero dei vani, della consistenza e della Rendita totale delle unità immobiliari inerenti ad ogni gruppo di unità immobiliari.
– Intestazione: Sono indicate tutte le persone fisiche e giuridiche che godono dei diritti sugli immobili rilevati (Dati Anagrafici, Codice Fiscale, Diritti e Oneri Reali, Dati derivanti da).

Per quanto riguarda il CATASTO TERRENI, le informazioni sono le seguenti:

– Dati identificativi: Sono i dati che permettono di individuare i terreni in carico al soggetto (Foglio, Particella, Subalterno).
– Dati classamento: Qualità, Classe, Superficie, Reddito.
– Altre informazioni: Vengono indicate informazioni aggiuntive quali l’anno ed il numero dell’ultimo frazionamento che ha interessato il terreno in carico al soggetto.

A COSA SERVE LA VISURA CATASTALE

La visura catastale consente ai soggetti privati e giuridici di reperire i dati catastali di immobili, terreni e fabbricati appartenenti a altre persone fisiche e giuridiche, ma la sua utilità è prevalentemente informativa. I dati contenuti nella visura catastale non hanno infatti valenza legale, in quanto il catasto è definito un ente non probatorio. I dati contenuti possono perciò non rispecchiare la realtà dei fatti, per esempio gli intestatari di un immobile possono non essere corretti, oppure variare nel tempo.

Per i motivi sopracitati, se si vuole far valere un qualche diritto reale su un immobile, terreno o fabbricato, è necessario recuperare un titolo di proprietà presso la Conservatoria dei registri immobiliare del territorio in cui si trova il bene. Tale documento può essere comunque ottenuto rivolgendosi al pubblico ufficiale che ha stipulato lo stesso atto, oppure, nel caso in cui il notaio non eserciti più la professione, recandosi presso l’archivio notarile competente per territorio.

Le visure catastali sono utili per diverse finalità:

– ricavare i dati necessari per compilazione Modello Unico o Modello 730,
– rilevare rendita catastale e superficie per il pagamento di tributi,
– come documento da allegare alla richiesta di allacciamento utenze,
– come documento da allegare alle pratiche di compravendita immobili, richieste di mutuo o pratiche di successione,
– per controllare la propria posizione presso il Catasto.

COME RICHIEDERE LA VISURA CATASTALE

Ci sono diverse modalità attraverso cui si può ottenere la visura catastale di un immobile:

– Presso gli uffici provinciali dell’Agenzia delle Entrate. Occorre compilare un apposito modulo che è possibile trovare online sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
– Online attraverso il servizio Consultazione personale del sito dell’Agenzia delle Entrate;
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Cannabis light. Che cos’è? Facciamo chiarezza sul cbd

Che cos”è la cannabis light? Il CBD ti fa sballare? Quali sono i vantaggi effettivi? Ecco tutto ciò che devi sapere sul prodotto che improvvisamente è ovunque.

Non c’è dubbio che il CBD sia il vivace prodotto per il benessere del momento. Se vivi in ​​uno stato in cui è attualmente legale, potresti pensare che il CBD sia passato dall’essere praticamente ovunque in una volta. Le caffetterie vendono latte in polvere al CBD, le spa offrono trattamenti per il viso con cannabis light, le aziende di bellezza si stanno affrettando a rilasciare lozioni con oli di CBD o di canapa nelle loro formule. E tutti, dal tuo collega ansioso al tuo papà affetto da artrite, iniziano a voler sapere come comprare marijuana online legale.

Ma anche se si sta infiltrando praticamente in ogni angolo del mondo del benessere. Molte persone trovano ancora un po ‘confuso il CBD, specialmente quando si tratta di capire il modo giusto di usarlo e come assicurarsi che le cose stai comprando è in realtà legittimo. Di seguito, abbiamo chiesto agli esperti di rispondere alle domande più urgenti sul CBD.

cannabis light CBD

OK, prima le cose. Che cos’è il CBD?

Il CBD, abbreviazione di cannabidiolo, è un composto chimico della pianta Cannabid sativa, che è anche noto come marijuana o aiuto, secondo la National Library of Medicine degli Stati Uniti .

È una sostanza presente in natura che viene utilizzata in prodotti come oli e eduli per dare una sensazione di relax e calma. A differenza di suo cugino, delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), che è il principale ingrediente attivo della marijuana, il CBD non è psicoattivo.

Effetti della cannabis light

No. La pianta di cannabis è composta da due attori principali: CBD e THC. “Il CBD è la porzione non psicoattiva della pianta, quindi ciò significa che non avrai effetti come l’euforia”, afferma Junella Chin, DO, un medico osteopatico e un esperto di cannabis medica per la cannabisMD . “Non ti sentirai sedato o alterato in alcun modo.”

Ci sono due possibili eccezioni a questo. Il primo è che alcune persone, per ragioni sconosciute, reagiscono in modo diverso al CBD. Secondo il Dr. Chin, circa il 5% delle persone afferma di sentirsi alterato dopo aver assunto il CBD. “Di solito sono le stesse persone che hanno effetti collaterali da Advil o Tylenol”, dice. Non sai mai come il tuo corpo reagirà a qualsiasi nuovo integratore, quindi quando prendi il CBD per la prima volta, fallo in sicurezza sotto controllo.

È anche fondamentale acquistare CBD testato da terze parti per la garanzia della qualità (ne parleremo più avanti). Poiché la FDA non regola il CBD, è possibile acquistare un prodotto più o meno potente di quanto pubblicizzato o che contenga anche piccole quantità di THC.

Da dove viene la canapa?

Probabilmente hai sentito i termini cannabis, marijuana e canapa lanciati in relazione al CBD. La pianta Cannabis sativa ha due specie primarie, la canapa e la marijuana. Entrambi contengono CBD, ma c’è una percentuale molto più alta di canapa, che ha anche livelli molto bassi (meno dello 0,3%) di THC rispetto alla marijuana.

Quando le persone parlano di olio di canapa, si riferiscono all’olio estratto dai semi della pianta di canapa. Non ci sono cannabinoidi – CBD o THC – nell’olio di canapa. Questo ingrediente è ricco di grassi sani e appare spesso nei prodotti di bellezza per i suoi benefici idratanti.

Quali sono i benefici per la salute del CBD?

L’unico farmaco CBD attualmente approvato dalla FDA è Epidiolex, che l’agenzia ha approvato lo scorso anno per il trattamento di alcuni tipi di epilessia. Ma molte persone giurano che il CBD ha aiutato con una serie di altre condizioni di salute , tra cui mal di schiena, artrosi, persino il cancro.

“La mia pratica prevede che i pazienti che camminano ogni giorno chiedano del CBD”, afferma Houman Danesh, MD, direttore della gestione del dolore integrativo per il Mount Sinai Hospital di New York City. Ma mentre ci sono molte prove aneddotiche, dice, “è ancora molto difficile dire” quali sono i benefici reali dovuti a una grave mancanza di ricerca.

“In questo momento, hai solo farmacie che cercano di dare una sorta di senso a ciò e dire:” Sì, funziona per questo “”, dice, “ma non è così che viene praticata la medicina, dovrebbe essere basata su prove e non ci sono molte prove a sostegno di queste affermazioni “.

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