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Il Gal L’Altra Romagna protagonista al talk show tv Ping Pong “Investimenti per il futuro” del 11 giugno 2020

Il Gal L’Altra Romagna organizza il talk show televisivo dal titolo “Investimenti per il futuro” all’interno dello spazio settimanale Ping Pong del gruppo Pubblisole-Teleromagna condotto da Pier Giorgio Valbonetti.

All’interno del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Emilia Romagna, il Gal L’Altra Romagna ha pubblicato due bandi rivolti all’aiuto all’avviamento e alla qualificazione di microimprese extra-agricole, che mettono a disposizione complessivamente € 360.000 di contributi a fondo perduto, che potranno arrivare fino a € 600.000,00, con contributo di sostegno pari ad una percentuale compresa tra il 40 e il 60% della spesa ammissibile.
L’applicabilità territoriale di entrambi i bandi comprende i 25 Comuni collinari-montani delle Province di Forlì-Cesena e Ravenna, riconosciuti tali nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Emilia Romagna.
L’obiettivo è quello di contribuire alla nascita di imprese nell’Appennino romagnolo con l’intento di creare nuova occupazione, incentivare nuove iniziative imprenditoriali, potenziare la fornitura di servizi alla popolazione residente, ma anche supportare la riqualificazione e l’ammodernamento delle imprese già esistenti.
In questo momento in particolare si ritiene doveroso ed “etico” aiutare le imprese che più hanno sofferto per l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19.
In questo difficile periodo, le azioni delle Associazioni di categoria a supporto e sostegno delle imprese assumono probabilmente un’ importanza strategica senza precedenti, nel contribuire a superare le difficoltà economiche e sociale dei territori, e allo stesso tempo incentivare investimenti per il futuro.

Il Presidente Bruno Biserni e il Direttore Mauro Pazzaglia ne parleranno con:
Barbara Lori, Assessore alla montagna, aree interne, programmazione territoriale, pari opportunità della Regione Emilia Romagna
Elisa Deo, Presidente del Consiglio dell’Unione di Comuni della Romagna forlivese e Sindaco di Galeata
Mauro Neri, Presidente Confcooperative Forlì-Cesena
Marco Valenti, Segretario Confartigianato Forlì in rappresentanza di Confartigianato della Romagna
Giuseppe Crociani, Presidente Confcommercio Bagno di Romagna
Alberto Zattini, Direttore Confcommercio Forlì
Graziano Gozi, Direttore Confesercenti della Provincia di Ravenna
Paolo Lucchi, Responsabile settore Servizi alle Imprese di Legacoop Romagna

La messa in onda della trasmissione sui canali di Teleromagna è prevista nelle seguenti giornate:
Giovedì 11 giugno 2020 ore 21,00 canale 14
Venerdì 12 giugno 2020 ore 21,15 canale 11
Sabato 13 giugno 2020 ore 14,00 canale 74
Sabato 13 giugno 2020 ore 23,15 canale 14
Domenica 14 giugno 2020 ore 15,15 canale 11


L’ufficio stampa
GAL L’ALTRA ROMAGNA

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Le donne tra meritocrazia e potere: le considerazioni di Paola Severino al “Corriere della Sera”

Paola Severino e marito Paolo Di Benedetto

Le donne uniscano il potere al merito: in un’intervista al “Corriere della Sera”, la Vice Presidente dell’Università Luiss Guido Carli Paola Severino riflette su talento femminile e meritocrazia.

Paola Severino

Paola Severino: l’intervista al “Corriere della Sera” sul riconoscimento del valore delle donne

Il talento femminile, anche in relazione all’ambito professionale, alla meritocrazia e ai ruoli di potere: Paola Severino, Vice Presidente dell’Università Luiss Guido Carli ne parla in un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”. La Professoressa osserva come le donne separino il merito dal potere, diversamente dagli uomini: “Dico che il merito per le donne non ha come riconoscimento naturale e obbligato il potere. È un po’ anche nostra responsabilità. Troppo spesso ci accontentiamo di essere brave. Gli uomini invece si accontentano solo col potere, e si nominano l’un l’altro”. E aggiunge: “Abbiamo pudore nel parlare di potere e accettarlo come misuratore abituale di qualità e competenza. Il nostro primo problema è di creare più occasioni per il riconoscimento del merito femminile e ridurre così il gap tra merito e potere. Credo anche che le donne che ce l’hanno fatta a sfondare il soffitto di cristallo dovrebbero aiutare le altre donne ad avere occasioni per mostrarlo”. Le leggi possono aiutare? Paola Severino cita in merito la cosiddetta Golfo-Mosca del 2011, che imponeva certe percentuali di donne nei Consigli di Amministrazione delle aziende, seppur per un tempo limitato: “Mi trovo davanti a un caso tipico in cui la norma anticipa e promuove una realtà sociale che stenta ad affermarsi. La realtà si è adeguata. Ma ogni volta che, per la mia esperienza universitaria, un uomo mi chiede qualche nome di donne capaci, e io ne indico una, sento sempre la frase: ah, è vero, non ci avevo pensato. Perché non ci pensano? È questo il problema”.

Paola Severino: donne sottovalutate anche contro il Coronavirus

Nel comitato tecnico-scientifico che lavora con la Protezione civile occupandosi dell’emergenza coronavirus non compare neanche una donna. “I primari sono tutti uomini? I dirigenti dei ministeri sono tutti uomini? E che attrito fa questo con l’immagine delle tantissime operatrici sanitarie che il coronavirus lo combattono nelle corsie e nei laboratori, dottoresse, ricercatrici e infermiere?” osserva Paola Severino nell’intervista al “Corriere della Sera” firmata da Antonio Polito. In merito, la Vice Presidente ricorda come a individuare il virus nel “paziente 1” di Codogno quando regole e prassi non lo prevedevano sia stata proprio una donna, la dottoressa Annalisa Malara: “Ha vinto la sua battaglia. Ha mostrato intuizione e tenacia, due grandi virtù che le donne possono portare alla comunità, perché sono loro proprie. Però non chiede niente, non ha il “complesso dell’eroe”, così tipicamente maschile. Con nobiltà e generosità vuole solo tornare al suo lavoro, come prima”. La strada è ancora lunga: “Il cammino della parità in Italia procede per gradini. Ogni tanto accelera, poi si ferma” spiega Paola Severino ripercorrendone le tappe. Ma è in famiglia che comincia: “Penso al modo di dire: “Dietro un grande uomo c’è sempre una donna intelligente”. Perché non si dice “accanto” invece che “dietro”? E, in secondo luogo, quando cominceremo a dire che dietro una donna di successo c’è sempre un uomo intelligente? Perché anche questo conta, eccome. Conta la capacità degli uomini di essere uno stimolo e non un ostacolo alla crescita delle donne. La disponibilità ad accompagnare la loro strada e la fatica che comporta, a compensare il tempo che sottrae. Quanti ce ne sono, di uomini così?”.

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I docenti dell’Università di Bergamo dalla cattedra ai banchi per diventare esperti di didattica a distanza

Quando nel mese di febbraio si è manifestata l’improrogabile necessità di attivare una didattica a distanza, la risposta dei docenti e del personale tecnico amministrativo dell’Università degli studi di Bergamo è stata pronta e generosa: uno straordinario risultato che in piena pandemia ha assicurato continuità e qualità agli oltre 23mila studenti della community universitaria orobica.

Una reazione all’emergenza apprezzata anche dai docenti che si sono dimostrati disposti e interessati ad approfondire le potenzialità della didattica a distanza integrativa (e non sostituitutiva alla didattica frontale).

Per questo motivo, il Presidio Qualità di Ateneo ha programmato un ciclo di webinar sulla didattica a distanza per i docenti e il personale tecnico amministrativo dell’Università degli studi di Bergamo, al via il prossimo 10 giugno.

Proprio per capire meglio i vantaggi e sfruttarne le potenzialità, il programma di webinar sarà focalizzato sul tema “Condivisione di buone pratiche di didattica assistita dalla rete”.

«Anche se la didattica a distanza non soppianterà mai quella che è propria della nostra Università, la didattica a distanza continuerà ad essere parzialmente presente nel nostro Ateneo, con tutti i vantaggi che, se ben utilizzata, porta con sé – dichiara il rettore Remo Morzenti Pellegrini -. È nell’interesse dell’ateneo arricchire il background dei docenti proponendo loro nuovi modelli d’erogazione della didattica e, sebbene la vocazione principale rimanga quella della didattica “in presenza”, vogliamo essere comunque pronti a qualsiasi scenario dovesse delinearsi a settembre».

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“Milano per Me”: Michele De Luca annovera Federico Motta Editore tra i simboli della città

Fondata nel 1929, Federico Motta Editore, con i suoi oltre novant’anni di storia, è tra i simboli dell’editoria milanese. Michele De Luca ha menzionato la Casa Editrice nella sua lettera aperta al “Corriere”, un’ode alla città lombarda e alla sua ripartenza dopo l’epidemia di Coronavirus.

Federico Motta Editoria

Federico Motta Editore tra i simboli di Milano

Lo storico marchio milanese Federico Motta Editore è citato tra i principali simboli che hanno fatto la storia della cultura e dell’editoria del capoluogo lombardo. Il “Corriere della Sera” infatti ha pubblicato nel blog “ITALIANS”, curato da Beppe Severgnini, una lettera aperta che è più che altro una poesia dedicata all’amore per questa grande città, fatta di storia, di luoghi e di civiltà. La poesia, scritta da Michele De Luca, cita i simboli e gli avvenimenti principali legati a Milano, tra storia, letteratura e luoghi simbolo. Il testo vuole essere un messaggio di amore e speranza per un futuro più luminoso, dopo i difficili mesi che la città sta affrontando in seguito alla pandemia. “Quando penso Milano”, scrive l’autore, “penso Piazza Fontana Corso Sempione, Van Wood che canta in Via Montenapoleone la Federico Motta in Via Branda Castiglioni”. Con oltre novant’anni di storia, Federico Motta Editore entra così di diritto nella comune memoria dei milanesi e di chi ha conosciuto Milano interessandosi alla sua storia e alla sua cultura. Tra i premi ricevuti degni di menzione, si ricordano il premio Pirelli InterNETional Awards (2007) e l’Ambrogino d’oro assegnato nel 1980.

Federico Motta Editore: la storia della Casa Editrice

Fondata il 14 gennaio 1929 con il nome di “Cliché Motta”, Federico Motta Editore è una Casa Editrice simbolo di autorevolezza e innovazione. I settori di interesse non si limitano alle Enciclopedie, ma spaziano tra editoria per ragazzi (con il marchio Motta Junior) e collane di architettura, riviste di moda e libri d’arte e fotografia. La ricerca di nuovi strumenti per stare al passo con i tempi è parte fondamentale della storia dell’editore: dalle Tavole Transvision al Sonobox, dalle videocassette ai CD-ROM fino all’utilizzo di Internet, Federico Motta Editore ha sempre colto a pieno le rivoluzioni in arrivo. A conferma della qualità e dell’autorevolezza delle opere pubblicate, la Casa Editrice ha collaborato con esperti di fama internazionale quali Umberto Eco e Margherita Hack. Ha avviato partnership con enti rilevanti quali Telefono Azzurro, Zecchino d’Oro, Rai, il Ministero dell’Istruzione, Disney, il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera o l’Espresso.

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Almo Collegio Borromeo: la solidarietà degli Alunni in una app rivolta agli anziani

Il progetto “GenAgo” è nato nel 2018 da un’idea degli Alunni dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia, il collegio di merito più antico d’Italia.

Almo Collegio Borromeo

Il contributo degli Alunni dell’Almo Collegio Borromeo

“Generation Agorà” è un punto di incontro tra nuove e vecchie generazioni: il progetto è stato realizzato dagli Alunni che frequentano l’Almo Collegio Borromeo con l’obiettivo di offrire un contributo di solidarietà agli anziani di Pavia, città in cui si trova l’Istituto. Il risultato dell’iniziativa è stata la creazione di “GenAgo”, un’applicazione per smartphone che permette agli utenti di chiedere un supporto per diverse attività quotidiane. Dalla spesa al trasporto per visite sanitarie, una volta registrati gli anziani potranno richiedere assistenza tramite l’app, che assegnerà il compito ai volontari. “Crediamo che le generazioni più mature siano una fonte preziosissima di memoria, saggezza ed esperienza – si legge sulla pagina Facebook dedicata al progetto – sogniamo una comunità in cui giovani e anziani si arricchiscano a vicenda, una società in cui nessuno si debba mai sentire solo”. La pandemia causata dal Coronavirus ha tuttavia rinviato il lancio ufficiale dell’app, dato che la maggior parte dei servizi offerti prevede un contatto ravvicinato con gli utenti. Ma gli Alunni dell’Almo Collegio Borromeo non si sono dati per vinti: durante il periodo dell’emergenza i volontari, tramite Facebook, hanno messo in piedi “Quarantena in compagnia”, una serie di iniziative dedicate agli over 65, come letture di gruppo e tour virtuali guidati.

Almo Collegio Borromeo: la storia dell’Istituto fondato da San Carlo

Fin dalla sua nascita, l’Almo Collegio Borromeo è stato caratterizzato da una forte mission etica, ossia quella di offrire ai giovani in condizioni economiche di disagio l’occasione di poter studiare all’Università di Pavia. L’Istituto, in cambio di una media elevata da mantenere durante tutto il percorso, mette a disposizione degli studenti più meritevoli servizi di vitto e alloggio. Completano l’offerta aule studio dedicate, strumentazione informatica, impianti sportivi e diversi spazi verdi. Inoltre, l’Istituto accompagna gli alunni nel loro percorso di crescita grazie a servizi di coaching, una corposa Biblioteca con un famoso Archivio, corsi accessori e incontri formativi con illustri personalità. Fondamentale l’educazione musicale: il Coro e l’Orchestra ogni anno realizzano una stagione di concerti con la partecipazione di musicisti provenienti da tutto il mondo. Nato a metà del XVI secolo da un’idea di San Carlo Borromeo, allora arcivescovo di Milano, oggi l’Almo Collegio Borromeo ospita circa 200 alunni: riconosciuto a livello internazionale, ha diverse partnership attive, come ad esempio quella con il Corpus Christi, il College più antico dell’Università di Cambridge.

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Roberto Tomasi, focus sulla carriera dell’AD di Autostrade

Roberto Tomasi, laureato in Ingegneria Meccanica, è l’Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia, alla guida del recente processo di trasformazione avviato dalla società.

Roberto Tomasi, AD Autostrade per l'Italia

La nuova ASPI: il Piano di Roberto Tomasi

Pochi mesi fa Roberto Tomasi ha reso note le linee guida che trasformeranno Autostrade per l’Italia: il nuovo Piano 2020-2023 vedrà investimenti che si aggireranno intorno agli 8 miliardi. Gli interventi riguarderanno in primis la manutenzione. Ma ciò che trasformerà l’organizzazione è l’entrata di circa 1.000 nuove risorse: inserite in ogni ambito di intervento di Autostrade, saranno il primo grande passo per il “change management” della multinazionale. La Società inoltre porterà avanti, potenziandolo, il percorso su sostenibilità, ricerca e applicazione delle nuove tecnologie. Il CdA ha nominato Roberto Tomasi Amministratore Delegato nel febbraio 2019. Il manager, precedentemente, ha ricoperto il ruolo di Direttore Generale, assunto dopo quello di Co-Direttore nel 2015: in quegli anni, sotto la sua direzione, ASPI è stata protagonista di un piano di investimenti di 14,5 miliardi dedicato ad opere come il completamento della dorsale Adriatica A14 e il Passante di Bologna.

Roberto Tomasi: la formazione e la carriera in Enel

Originario della Provincia di Bolzano, Roberto Tomasi si laurea all’Università di Padova presso la facoltà di Ingegneria: completa il suo percorso formativo grazie a un master in Finance e Project Control presso la SDA Bocconi di Milano. Partecipa, presso l’Harvard Business School, all’Executive Program dell’Istituto di Boston, oltre a completare l’International Executive Program all’INSEAD, in Francia. Dapprima all’IVECO di Bolzano e in seguito alla FIAT AVIO, si occupa rispettivamente di mezzi militari e impianti di energia elettrica. La sua esperienza internazionale gli consente di approdare in Enel, dove assume il ruolo di Direttore delle Unità di Business delle Centrali di produzione in Liguria. È il 1996: sarà l’inizio di una lunga collaborazione, che terminerà solo nel 2015. Durante il suo percorso in Enel, Roberto Tomasi è arrivato ricoprire l’incarico di Executive Vice President della Business Unit di Ingegneria, gestendo un’organizzazione di migliaia di risorse in contesti esteri.

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È NATA COSTANZA, LA APP PER LA DISTANZA. IL BADGE/BRACCIALETTO MADE IN ITALY PER IL SOCIAL DISTANCING È GIA’ REALTÀ PER OLTRE 1000 DIPENDENTI

Un badge o braccialetto collegato ad una App per aiutare le aziende a mantenere i dipendenti al sicuro. Smart Beacon lancia COSTANZA – la App per la distanza. Ad adottarla per i suoi oltre 1000 dipendenti SMAT, la prima azienda in Italia a dotare i propri lavoratori di una App che tuteli la loro salute monitorando costantemente il distanziamento durante lo svolgimento delle quotidiane attività lavorative.

Le persone sono la risorsa più importante per qualsiasi organizzazione ed in questo periodo le aziende sono concentrate a trovare soluzioni efficienti per tutelare al meglio i propri dipendenti. Le idee per aiutare il mondo del lavoro a ripartire sono tante. Una delle soluzioni lanciate dal mondo IT, e già attiva per gli oltre 1000 dipendenti SMAT, arriva dall’azienda italiana Smart Beacon che da sempre studia e realizza applicazioni della tecnologia Beacon per il mondo del turismo e delle aziende.

Sfruttando la tecnologia Beacon l’azienda torinese ha creato COSTANZA – La App per la distanza, che consente ai lavoratori di acquisire comportamenti socialmente corretti e all’azienda di implementare e automatizzare il protocollo di distanziamento.

Ogni dipendente è dotato di un badge o braccialetto associato anonimamente ad un numero di matricola. La applicazione installata sul device aziendale avvisa l’utente qualora si trovi troppo vicino ad un altro collega e, nel pieno rispetto della privacy, traccia in maniera anonima i contatti fra i dispositivi consentendone la ricostruzione precisa in caso di contagio.

Il sistema prevede l’utilizzo combinato di uno smartphone e di un dispositivo (Tag BLE) indossato dal lavoratore. Qualora venga meno la prevista distanza di sicurezza di circa 2 metri fra i due devices, il cellulare emetterà un segnale acustico ed una vibrazione. Nel caso in cui un Tag rimanga nel raggio d’azione di uno smartphone per un periodo di tempo prolungato, l’avviso acustico sarà ripetuto ogni 60 secondi e, se il tempo di contatto ravvicinato supererà i 10 minuti, COSTANZA registrerà l’evento. Le registrazioni, che riguarderanno esclusivamente il numero di matricola dei lavoratori entrati in “contatto”, l’identificativo del cellulare, l’eventuale disattivazione dell’APP ed i riferimenti temporali di data e ora, resteranno disponibili per 60 giorni. Le informazioni raccolte consentiranno, nel caso si verificasse un caso di positività Sars-Cov2 tra i lavoratori, di identificare efficacemente e tempestivamente i cosiddetti “contatti stretti”.

“La nuova era post contagio – ha spiegato Simona Caudera di Smart Beacon – ha richiesto di ripensare rapidamente soluzioni per garantire la sicurezza in azienda. Tutti i luoghi di lavoro devono rispettare i protocolli ma esistono situazioni dove è più difficile mantenere la distanza: pensiamo agli ambienti produttivi e ai cantieri. Siamo partiti da questo tipo di esigenza per creare COSTANZA. Sfruttando la tecnologia Beacon COSTANZA consente alle persone all’interno di una organizzazione di sentirsi sicure di tornare al lavoro.  La App aiuta le persone a capire cosa significa la distanza sociale e l’esposizione, li responsabilizza come parte della nuova normalità nelle operazioni di business. Attraverso un avviso sul proprio cellulare il dipendente viene avvisato se si trova in uno spazio ristretto troppo vicino ad un altro utente, mettendo a repentaglio la sicurezza di entrambi. Dal punto di vista aziendale consente invece all’ufficio del personale, in caso di contagio, di ricostruire i contatti avvenuti e quindi di circoscrivere la quarantena a chi è potenzialmente venuto in contatto con il virus, garantendo la continuità della produzione. La prima azienda ad adottare COSTANZA è stata la SMAT di Torino, che ha dotato tutti gli oltre 1000 dipendenti del nostro badge. La dirigenza dell’azienda, sempre attenta nei confronti della salute dei propri dipendenti, ha dimostrato grande spirito di sensibilità adottando quanto di più innovativo offre il mercato. Il sistema è efficiente, poco invasivo e facilmente implementabile e per questo abbiamo già altre richieste da tutta Europa. Il collegamento con la App consente anche di offrire agli utenti una user experience personalizzata; le aziende possono implementarla con contenuti relativi alla sicurezza, indicazioni dei comportamenti da seguire ed il corretto utilizzo delle dotazioni individuali; per i siti di interesse artistico archeologico di offrire informazioni e contenuti utili alla visita”.

Smart Beacon è da sempre attiva anche nella realizzazione di soluzioni IT per il turismo, come per esempio la APP La Venaria, realizzata per La Venaria Reale in provincia di Torino e sta lavorando anche ad uno sviluppo del progetto in campo turistico, per consentire l’accesso ai musei, alle chiese e ai siti archeologici in tutta sicurezza.

www.smartbeacon.it

 

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“Super Contango”: l’analisi di Pompeo Pontone sul mercato del petrolio

Da oltre 25 anni nel settore della finanza, l’esperto Pompeo Pontone affronta gli effetti sul mercato dei futures causati dalla crisi del petrolio.

Stoccaggio e riduzione dei consumi: la tesi di Pompeo Pontone

Nelle ultime settimane, la domanda di petrolio ha registrato un calo del 30% rispetto ai mesi precedenti alle misure di lockdown decise dai Paesi. Il 20 aprile, il prezzo del greggio West Texas Intermediate ha registrato un collasso senza precedenti. Ciò ha comportato, come spiega Pompeo Pontone, un’accentuazione della condizione conosciuta come “contango”, in cui i contratti futurse a lunga scadenza trattano a prezzi superiori a quelli di prossima consegna. I contratti con consegna a maggio per i futures sul WTI hanno subito un collasso a causa di fattori quali il crollo della domanda causata dal Covid-19 e la capacità sempre minore di stoccaggio. “Attualmente si tratta di ‘super’ contango – scrive Pompeo Pontoneuna delle curve più ripide nella storia dei futures sul petrolio”.

Finanza e Data Science: il percorso professionale di Pompeo Pontone

Esperto di Investment Management e Capital Markets, Pompeo Pontone è un consulente finanziario e investitore privato: appassionato di informatica, attualmente è impegnato in progetti nell’ambito della FinTech. Negli ultimi mesi, grazie alle sue conoscenze di Data Science, ha realizzato una serie di articoli incentrati sull’analisi dell’aspetto sanitario ed economico dell’emergenza causata dal Coronavirus. Laureato presso l’Università Bocconi in Economia e specializzato in Quantitative Finance presso il Birkbeck College di Londra, prima di intraprendere la carriera da consulente ha collaborato con diverse realtà di calibro internazionale. Tra il 2010 e il 2012 ha ricoperto rispettivamente l’incarico di Managing Director per Amstel Securities LLP e di Senior Financial Advisor presso Method Investments & Advisory Ltd. In precedenza, Pompeo Pontone per circa 8 anni è stato Managing Director presso la sede londinese di Mps, occupandosi principalmente di derivati; ha ricoperto lo stesso ruolo anche per Fineco Bank agli inizi degli anni 2000.

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Operazioni di Private Equity, i successi di Nicola Volpi

Professionista che vanta una carriera più che ventennale nel settore del Private Equity, Nicola Volpi è riconosciuto come uno dei pionieri dei Buy-Out in Italia.

Nicola Volpi

Gli incarichi attuali di Nicola Volpi

Tra le esperienze più recenti, Nicola Volpi ha fatto parte del Board della società sportiva FC Internazionale S.p.A. dal 2014 al 2018. Attualmente, insieme a Emilio Petrone, l’esperto di Private Equity è alla guida come CEO di Movidea, società che investe capitali propri in aziende non quotate, per supportarle, con capitali e l’esperienza dei 2 soci, in progetti di crescita e valorizzazione nel lungo termine. Nel 2013 Movidea entra nel capitale della Pagani Automobili S.p.A., prestigiosa casa automobilistica di auto sportive di superlusso, di cui Nicola Volpi assume la carica di Membro del Consiglio di Amministrazione, operando con ruoli di indirizzo strategico e contribuendo alla crescita dei principali KPI.

Il percorso di Nicola Volpi in Permira

Laureatosi alla Bocconi di Milano in Business Administration, Nicola Volpi prosegue il suo percorso formativo con un Master in Finanza, conseguito presso la SDA Bocconi. La prima esperienza professionale lo vede in qualità di analista finanziario presso Sefimeta S.p.A., divisione servizi finanziari del Gruppo Montedison. Dal 1987 al 1995 lavora come Responsabile per Sanpaolo Finance della divisione di Leverage Finance, organizzando il finanziamento delle prime operazioni italiane di Buy-Out. Nel 1997 diviene Partner di Schroder Ventures Italy. Nel 1999, insieme ad altri soci, fonda Permira, destinata ad affermarsi come realtà leader nel Private Equity in Europa e rapidamente come uno dei grandi operatori nel mondo con i suoi 40 miliardi gestiti. Assunta nel 2005 la carica di Amministratore Delegato di Permira Associati S.p.A., Nicola Volpi ha fatto parte anche dell’Executive Committee che guida Permira nel mondo

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Digitalizzazione: il manager di Eni Luigi Lusuriello partecipa al webinar

Per uscire vincenti dalla crisi servirà cooperazione e innovazione, senza mai dimenticare che il know-how umano rimane al centro del processo di digitalizzazione. Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, ha parlato delle prospettive future in un recente webinar.

Luigi Lusuriello

Luigi Lusuriello: investire sul digital

“In questo periodo il digitale ha avuto un ruolo fondamentale sia per le nostre persone, perché ha contribuito a tenere i team compatti, focalizzati sui valori e i target della società, sia per l’operatività perché ha permesso ai nostri manager e ai nostri tecnici di gestire molti processi a distanza grazie a un’importante digitalizzazione delle attività che stiamo portando avanti da tempo”: queste le parole di Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni. Durante il webinar organizzato da Nedcommunity e Russel Reynolds Associates, il dirigente di Eni ha riflettuto insieme ad altri importanti esponenti del mondo digital, finanziario e del lusso, sullo scenario che ci si prospetta davanti in seguito ai mesi rivoluzionari dell’emergenza sanitaria. Il Coronavirus ha costretto a cambiamenti rapidi, che probabilmente si sarebbero verificati solo in un tempo molto più dilatato. La necessità di gestire da remoto il lavoro, le risorse e i processi, si è rivelata una opportunità da cogliere: oggi più che mai, ha sottolineato Luigi Lusuriello, “bisogna investire nelle persone, sui processi di change management interni, per uscire da questa crisi più forti e più resilienti”.

Luigi Lusuriello: l’importanza della parola “solidarietà”

Lo smart working durante la pandemia è stato fondamentale. L’Italia e il mondo hanno spinto sull’acceleratore dell’innovazione, portando professionisti, cittadini e imprese a favorire la rivoluzione digitale già in atto. Eni e Luigi Lusuriello da tempo si concentrano su questa trasformazione, tenendo sempre ben a mente che la tecnologia non serve se non è sostenuta da solide capacità e know-how umano. “La parola che mi suggerisce questo periodo è solidarietà”, ha spiegato il manager. “Essa porta alla consapevolezza di poter uscire dall’emergenza solo operando insieme come una squadra compatta”. Luigi Lusuriello ha aggiunto una riflessione su come uscire dalla crisi basandosi proprio su innovazione e cooperazione, grazie a interventi sinergici. Il manager ha incitato ad unirsi per accelerare i processi di digitalizzazione e per uscire vincenti e più resilienti dalla crisi: nessuno riuscirà a salvarsi da solo, per questo alle innovazioni tecnologiche va affiancato un grande lavoro di squadra.

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Si riparte: l’efficace gestione dei lavoratori e dei loro comportamenti

Comunicato Stampa

Si riparte: l’efficace gestione dei lavoratori e dei loro comportamenti

Il 9 giugno 2020 una videoconferenza offrirà una visione psicologica e comportamentale per favorire una migliore comprensione e gestione del rischio da SARS-COV-2 nei luoghi di lavoro che riprendono le attività.

 

Nel nostro Paese l’evoluzione della situazione epidemiologica correlata alla diffusione del virus SARS-COV2 ha finalmente reso possibile la riapertura di molte delle attività che erano state sospese o ridotte durante la prima fase di lockdown. E molte delle normative nazionali e regionali di queste settimane hanno fornito indicazioni sui tempi e sui modi di queste riaperture segnalando misure operative, come il distanziamento interpersonale, la sanificazione e l’uso dei dispositivi di protezione, ma senza fornire indicazioni su come gestire il rischio biologico anche dal punto di vista psicologico e comportamentale.

 

Esistono dei corsi in videoconferenza in grado di comprendere come gestire le emozioni connesse alla pandemia? Ci sono strumenti che si soffermano sulla percezione del rischio e permettono di gestire e supportare meglio i lavoratori in questa seconda fase dell’emergenza COVID-19?

 

La videoconferenza sulla gestione dei lavoratori nella fase 2

Proprio per favorire una migliore gestione dei lavoratori in questa seconda fase emergenziale, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza il 9 giugno 2020 una videoconferenza di 6 ore, dal titolo “Si riparte: l’efficace gestione dei lavoratori e dei loro comportamenti”.

Il corso si pone l’obiettivo di offrire una visione psicologica e comportamentale per la gestione dell’emergenza del nuovo coronavirus con riferimento al sistema delle emozioni correlato all’emergenza, allo stress generato e al modo di fronteggiarlo, alla percezione del rischio, ai processi decisionali e ai modi di comunicare.

Il docente del corso in videoconferenza è Sandra Frigerio, psicologa cognitiva e Formatrice AiFOS.

 

La normativa e le indicazioni per la fase 2 dell’emergenza

Sono ormai molte le norme, a livello nazionale e regionale, che si sono succedute in queste settimane per regolamentare la cosiddetta fase 2 dell’emergenza COVID-19 e la riapertura di molte attività.

Ad esempio ricordiamo, a livello nazionale, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il DPCM del 26 aprile 2020 che ha richiesto, che per le attività non sospese, il rispetto dei contenuti del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

O possiamo citare il successivo Decreto-Legge 16 maggio 2020, n. 33 recante “Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19” e il successivo DPCM del 17 maggio 2020Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”. Decreti che fanno riferimento a numerosi protocolli e linee guida, spesso allegate alle norme stesse, che forniscono obblighi, indicazioni e indirizzi operativi per la riapertura di molte attività.

Tuttavia se molte attività, rispettando correttamente la normativa nazionale e locale, possono ripartire, è necessario fornire alle aziende strumenti idonei per la gestione dei lavoratori.

 

Gli argomenti della videoconferenza per la fase di ripartenza

Per offrire idonei strumenti alle aziende si terrà il 9 giugno 2020 – dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00 – il corso in videoconferenza di 6 ore dal titolo “Si riparte: l’efficace gestione dei lavoratori e dei loro comportamenti”.

 

Questi alcuni degli argomenti che saranno trattati nel corso:

 

  • Il sistema delle emozioni: differenze tra paura, panico e ansia. Perché le esperiamo e come possiamo gestirle
  • Lo stress generato dall’emergenza: come si manifesta e come fronteggiarlo attraverso strategie di coping e resilienza
  • La percezione del rischio: l’interpretazione della pandemia Coronavirus
  • Le euristiche e i processi decisionali: come si comporta il nostro cervello
  • La comunicazione ai tempi del Coronavirus: quando le restrizioni e l’isolamento modificano il modo di comunicare.

 

La partecipazione al corso vale come 6 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP e Coordinatori alla sicurezza e 6 ore di aggiornamento per Formatori qualificati area 3. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area organizzativa e gestionale) e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (Legge 4/2013).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link:

https://aifos.org/home/formazione/videoconferenza/relazioni-comunicazione/area3/si_riparte_l_efficace_gestione_dei_lavoratori_e_dei_loro_comportamenti

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected][email protected]

 

 

04 giugno 2020

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Una visione globale per l’azione locale: le proposte di Reed Exhibitions per la ripresa del settore fieristico

Nuovi modelli di business, innovazione dei servizi, nuovi sbocchi internazionali e integrazione con la smartness life: in occasione del Global Exhibitions Day 2020 #Exhibitions are Key to Rebuild Economies, Reed Exhibitions chiama a raccolta le sedi globali per un confronto concreto sul settore fieristico italiano.

Milano, 3 giugno 2020 – Il 3 giugno 2020 ricorre l’appuntamento con il Global Exhibitions day, #Exhibitions are Key to Rebuild Economies, la giornata celebrativa del mondo fieristico, che in Italia rappresenta un’importante settore industriale, capace di generare affari per 60 miliardi di euro e contribuire al 50% delle esportazioni delle imprese che vi partecipano.

Un settore pesantemente segnato dall’emergenza da Coronavirus i cui attori stanno pianificando strategie mirate a una ripresa attenta alle esigenze della salute di espositori e visitatori che permettano lo svolgimento delle manifestazioni in piena sicurezza.

Secondo i dati UFI 2018 il comparto a livello mondiale è un vero motore di sviluppo: sono 116 i miliardi di euro di spesa di espositori e visitatori e 1,3 milioni le persone occupate nel settore che salgono a 3,2 milioni considerando l’indotto come trasporti, ricettività, ristorazione. Ogni anno, in tutto il mondo, i 32.000 eventi fieristici coinvolgono oltre 303 milioni di visitatori e 4.500.000 imprese espositrici. Uno scenario in cui l’Italia è protagonista, al secondo posto in Europa e quarta a livello mondiale: con 200.000 espositori e più di 20.000 operatori a livello globale, circa 1.000 manifestazioni a calendario nel 2019, di cui 200 internazionali, il settore ha un peso rilevante nell’economia italiana.

In tale prospettiva, Reed Exhibitions ha promosso un confronto che ha coinvolto tutte le principali divisioni mondiali, volto a evidenziare la portata dell’impatto che la crisi sta avendo e continuerà ad avere nei prossimi mesi sull’attività delle fiere, sia a indicare alcune strade, che già molti paesi hanno intrapreso, per adeguare le proprie strategie ai cambiamenti strutturali in atto e riprendere ad organizzare al meglio le fiere di business nella New Normal attuale e futura.

Un confronto che ha portato a mettere in atto una serie di  iniziative per la ripresa, a partire da una survey globale per ascoltare il sentiment dei molteplici settori industriali al centro delle manifestazioni, capirne le esigenze e fin da subito predisporre le attività più idonee a loro supporto, ad una ricca attività formativa online e nuove occasioni di visibilità digitale per le aziende espositrici ma anche definire gli interventi da prendere a modello che le istituzioni centrali e locali dovrebbero porre in essere per rimuovere le principali criticità del sistema fieristico nazionale, e per evitare un ulteriore indebolimento del settore.

Forti del network internazionale composto da 30 uffici nei 5 continenti – sottolinea Massimiliano Pierini, Managing Director di Reed Exhibitions Italia – abbiamo tutti gli strumenti per confrontarci con le sedi internazionali e le aziende partner, e individuare esempi efficaci di innovazione nel settore. Abbiamo coinvolto tutta la nostra rete proprio con l’obiettivo di analizzare gli effetti della globalizzazione in un contesto di pandemia e individuare nuove soluzioni e tecnologie per far fronte alla crisi”

Reed Exhibitions Italia, che nel nostro Paese organizza MCE – Mostra Convegno Expocomfort, la fiera biennale leader mondiale sul comfort abitativo, assieme a BIE – Biomass Innovation Expo, That’s Mobility, l’evento annuale sulla smart mobility, e Viscom, la più importante fiera in Europa dedicata al mercato della comunicazione visiva, è parte del Gruppo Reed Exhibitions, l’organizzatore leader mondiale di eventi, con oltre 500 manifestazioni in 30 Paesi

Non solo accogliamo il cambiamento bensì lo ricerchiamo, sfidando lo status quo ogni volta che possiamo – conclude Massimiliano Pierini –. Fa parte del nostro credo aziendale essere pronti a mosse e decisioni coraggiose, sempre alla ricerca di nuove idee. Sono certo che saremo in grado di organizzare le nostre manifestazioni, anche con il supporto di una nuova veste digitale che abbiamo imparato velocemente ad utilizzare in questo periodo, ma sempre come luoghi unici di incontro fisico e di relazioni di business e contribuire così al rilancio dell’economia del nostro Paese.

Reed Exhibitions
Reed Exhibitions è il leader mondiale nell’organizzazione di fiere e congressi che gestisce oltre 500 eventi in 30 Paesi che hanno registrato più di 7 milioni di partecipanti nel 2019. Reed Exhibitions conta 30 sedi in tutto il mondo a disposizione di 43 settori industriali. Reed Exhibitions fa parte di RELX Group plc, leader mondiale nella fornitura di soluzioni e servizi per clienti professionali in numerosi comparti di business.
 
Ufficio Stampa: Flaminia Parrini, Reed Exhibitions Italia, tel.+39 02/43517038, [email protected]

 

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“SOMMELIER AT HOME” IL VIAGGIO ENOICO DI ASPI NELLE REGIONI DEL VINO ITALIANO FA TAPPA IN CAMPANIA

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  • 4 Giugno 2020

#SOMMELIERATHOME, LA RASSEGNA DI ASPI – ASSOCIAZIONE SOMMELLERIE PROFESSIONALE ITALIANA PER SCOPRIRE LE MIGLIORI PRODUZIONI ITALIANE, REGIONE PER REGIONE, APRE LE ISCRIZIONI PER IL PERCORSO ALLA SCOPERTA DEI TESORI ENOICI CAMPANI CON IL SOMMELIER ANGELO DI COSTANZO.

 

Prosegue il calendario di appuntamenti #SommelierAtHome di ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana: una rassegna di incontri rivolti ad appassionati e professionisti, rigorosamente online, alla scoperta delle regioni del vino italiano.

Ad ogni incontro, ospitato dalla piattaforma Zoom, un sommelier ASPI introdurrà i partecipanti alla storia e alle produzioni della regione, e li guiderà nella degustazione di un vino, rappresentativo delle tipicità del vitigno o territorio oggetto della lezione, che ASPI invierà direttamente a casa dei partecipanti. A chiudere l’incontro, l’intervento in diretta del produttore, che svelerà ogni segreto del vino e della sua terra.

Dopo la partenza in Piemonte, il viaggio enoico di ASPI fa ora tappa in Campania, tra i territori e i vitigni più iconici della regione. A guidare i partecipanti, Angelo Di Costanzo, già Sommelier dell’Anno per la Guida L’Espresso 2014, oggi nel Food&Beverage Management e Wine Specialist di San Gregorio Ristorazione.

Si comincia martedì 16 giugno, alle 20.30, con I Campi Flegrei, dove nascono i vini del vulcano: alla scoperta di una delle aree viticole più suggestive della provincia di Napoli, dove nascono vini particolarmente autentici, prodotti su sabbie vulcaniche e da vigne a piede franco, in un contesto dal grande valore storico e culturale.

Alla stessa ora, martedì 23 giugno si prosegue con Falerno del Massico, da duemila anni di storia sulla bocca di tutti. Protagonista il grande vino della provincia di Caserta, annoverato come il primo vino doc della storia. Sarà l’occasione per viaggiare in un territorio unico e particolare, dalle mille anime.

La tappa in Campania si conclude martedì 30 giugno, sempre alle 20.30, con Il Greco di Tufo, il grande bianco dell’Irpinia: il vino al centro di questo incontro conserva le caratteristiche del territorio straordinario in cui nasce, nel cuore dell’Irpinia. Prodotto solo in otto comuni del circondario di Tufo, da cui la docg prende il nome, è moderno, già proiettato nel futuro.

E, dopo Piemonte e Campania, il viaggio di #SommelierAtHome di ASPI proseguirà con la terza tappa: si torna nel Nord Italia, alla scoperta della regione Lombardia, in compagnia di Manuele Pirovano, maitre-sommelier del ristorante D’O* di Davide Oldani (MI).

***

Per partecipare alle lezioni è necessaria la prenotazione. La quota di iscrizione ad ogni tappa di #SommelierAtHome comprende 3 videolezioni ospitate sulla piattaforma Zoom e la spedizione a casa dei 3 vini che saranno degustati durante gli incontri online (un vino a lezione).

Per informazioni e iscrizioni: [email protected]

ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana. Si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l’Italia dell’Association de la Sommellerie Internationale, ASI. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività.

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MEZZAVERA: “PER CASO, DI FRETTA, IL SABATO MATTINA” è il secondo singolo estratto dall’album d’esordio “VIZI CAPITALI”

Mezzavera - Per aso di fretta il sabato mattina

Un amore nato da un inaspettato incontro di un sabato mattina è al centro del nuovo brano della cantautrice romana, vincitrice di Lazio Sound 2019. 

“Per caso, di fretta, il sabato mattina” nasce a piazza Santa Maria in Trastevere, con Lucio Dalla nel cuore e gli occhi gonfi di un amore che per caso, di fretta, il sabato mattina ha piantato le sue radici tra i sampietrini romani:

 

«Questa canzone racconta di un amore che profuma di leggerezza, baciato dalla luce del sole di un sabato mattina qualunque dove, tra una spesa al supermercato e un caffè in centro, scoppia un sorriso contagioso che sa di cantautorato italiano». Mezzavera

Il singolo è il secondo estratto dall’album d’esordio “Vizi Capitali” – «un disco che è un tuffo in acqua seguito da una vasca di 25 metri in apnea. Prendi il fiato e ti butti, ti immergi, ti lasci trascinare giù, sconfitto dal peso dell’acqua che senza fare rumore ti attraversa», – racconta la cantautrice romana.

 

Dicono di lei

“In ogni dove del disco c’è la voglia che diviene bisogno di alzare la testa contro i periodi scuri del proprio fondo. E ci piace questa voce dalle tinte scure che un poco si macchia di quel blues dannato di vita”. Mondospettacolo

“E il disco di Mezzavera è un concentrato di quotidianità e di verità in questo magico incontro tra la verità della vita e il suono digitale delle nuove forme discografiche”. Loudvision

“Spazio vitale: ecco una buona parola per decantare un disco che ha dentro di sé l’ingenuità e la potenza del libero pensiero”. Blogmusic

Un esordio metropolitano che quasi ci riporta ai nostri anni adolescenziali, i novanta, quelli che non erano fatti di grandi città ma solo di province rivoluzionarie”. Just Kids Magazine 

 

Radio date: 7 maggio 2020

Pubblicazione album: 2 gennaio 2020

Autoproduzione

 

BIO

Cecilia Spinelli, in arte Mezzavera, nasce a Roma classe ’95. Nel 2019 pubblica il primo singolo “Luna Bugiarda” con la produzione e l’arrangiamento di Matteo Costanzo ed affronta le prime significative esperienze live in diversi locali della Capitale. Nel 2019 scrive il suo primo album “Vizi Capitali”, in pubblicazione nel 2020; l’originalità dei brani di questo album è rappresentata da una particolare attenzione ai testi, tutti in lingua italiana, e ad una varietà delle atmosfere anche all’interno della medesima canzone, miscelando momenti di intensa intimità ad altri dove a prevalere sono l’ironia ed il divertimento. La scrittura è tagliente e attenta a creare immagini che restano impresse nella mente dopo un singolo ascolto. 

Con il singolo “Luna Bugiarda” Mezzavera partecipa al contest Lazio Sound organizzato dalla Regione Lazio dove si classifica tra i finalisti della sezione Indie e vince il Premio della Critica assegnato dal MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti). Ad ottobre prende quindi parte al Festival di Faenza 2019 dove si esibisce sul palco principale di Piazza del Popolo in apertura della serata live di Morgan e dei Negrita. A novembre prende parte alla programmazione della Milano Music Week come ospite del MEI. 

Il 20 dicembre 2019 arriva in radio il singolo “Grattacieli”, che anticipa l’album “Vizi capitali”, pubblicato a gennaio 2020. A maggio 2020 è il turno del secondo singolo “Per caso, di fretta, il sabato mattina”.  

 

 

Contatti e social

 

IG: mezzavera_

FB: https://urly.it/33qgr

 

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L’approfondimento di Susanna Esposito su vaccini e salute dei bambini

“I vaccini devono essere intesi come un vantaggio per la salute dei figli, non come una costrizione, ma spesso questo concetto stenta a passare”: è il messaggio lanciato da Susanna Esposito sull’importanza delle vaccinazioni nei bambini.

Susanna Esposito

Susanna Esposito: i vaccini per la salute dei più piccoli e il ruolo del pediatra

Professore ordinario di Pediatria e Direttore della Clinica Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini di Parma, Susanna Esposito è intervenuta sulla tematica di stretta attualità riguardante l’importanza dei vaccini nei confronti della salvaguardia della salute e della lotta alle malattie infettive. “I vaccini hanno un ruolo determinante nel preservare la salute dei bambini, ma anche degli adulti e degli anziani”, scrive la Professoressa, “grazie alle vaccinazioni sono state salvate nel mondo milioni di vite e alcune malattie sono quasi del tutto scomparse”. Nonostante la portata scientifica di tale strumento, però, i vaccini a volte dividono l’opinione pubblica e sono al centro di un dibattito che contrappone vaccinisti e anti-vaccinisti. Il messaggio della Professoressa è rivolto soprattutto a quei genitori che, piuttosto che rivolgersi alla competenza di professionisti sanitari, preferiscono effettuare scelte per la salute dei propri figli affidandosi a quanto circola sul web. Per porre rimedio a ciò, sottolinea l’infettivologa, il ruolo del pediatra è di cruciale importanza poiché “ha il compito di informare e formare le famiglie sull’importanza dei vaccini”, un compito necessario a “far capire che la vaccinazione è l’unico strumento efficace contro il rischio di morte o complicanze gravi legate a morbillo, rosolia, meningite e altre malattie infettive”.

Vaccini, i falsi miti smentiti dalla Professoressa Susanna Esposito

L’intervento pubblicato da Susanna Esposito sul sito dell’Associazione Amici del Bambino Malato – ABM, Onlus da lei fondata nel 2009 insieme a Nicola Principi, prosegue analizzando alcuni dei falsi miti più comuni riguardanti l’argomento dei vaccini, come quello, abbastanza diffuso, del presunto legame tra vaccinazioni e autismo. Il messaggio della Professoressa è chiaro: “Attualmente non esistono studi scientifici in grado di dimostrare una correlazione tra vaccini e autismo”. Un altro, anch’esso comune, è rappresentato dal dubbio relativo alla composizione dei vaccini: “Erroneamente si crede che i vaccini contengano sostanze dannose per la salute dei bambini. I vaccini invece non contengono né mercurio né i suoi derivati”, spiega Susanna Esposito, “e alcuni prodotti presentano solo in minima parte sali di alluminio che ne rafforzano l’effetto”. Un’altra diffusa credenza riguarda la relazione tra influenza e vaccino antinfluenzale, il quale “talvolta può generare effetti collaterali di durata transitoria, come qualche linea di febbre o inappetenza” e questo, purtroppo, “fa subito pensare ad una non efficacia del vaccino antinfluenzale”. Infine, il falso mito secondo cui sarebbe meglio ammalarsi che vaccinarsi, ma, anche in questo caso, il consiglio dell’infettivologa non lascia adito a dubbi: “Il rischio che si corre contraendo l’infezione naturale è molto più alto del rischio legato alla vaccinazione”.

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Comunicati Salute e Benessere Società

La ricerca su lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus

Comunicato Stampa

La ricerca su lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus

Disponibili due questionari per conoscere cosa si sta facendo nelle aziende per affrontare l’emergenza COVID-19. Un questionario è rivolto ai coordinatori di cantiere e l’altro a RSPP, consulenti, formatori e HSE manager.

 

Negli ultimi mesi, in modo inaspettato ed improvviso, il nostro paese è stato sconvolto dall’emergenza sanitaria COVID-19 che ha duramente colpito tutti noi.

Questa emergenza ha ambiato radicalmente i rischi e la prospettiva del mondo del lavoro, sia nel breve termine che nel prossimo futuro.

In questo periodo si è assistito, gioco forza, a una serie di provvedimenti che hanno indotto persone e organizzazioni a cambiare, spesso radicalmente, abitudini e comportamenti.

In particolare, il tema salute e sicurezza sul lavoro ha ritrovato il proprio ruolo centrale nel dibattito istituzionale, in quanto la sua tutela è oggi condizione fondamentale per poter garantire la riapertura delle attività lavorative.

A distanza ormai di qualche mese dai primi provvedimenti restrittivi e nella cosiddetta seconda fase dell’evoluzione epidemiologica, è bene cominciare a fare qualche riflessione e a porsi qualche domanda. È necessario capire, ad esempio, come le aziende e gli operatori hanno fronteggiato e stanno fronteggiando l’emergenza. È importante comprendere quali strumenti siano stati utilizzati, quali criticità sono state riscontrate e quali sono le impressioni generali dei vari attori della sicurezza aziendale.

 

La nuova ricerca su lavoro, sicurezza e formazione nell’emergenza COVID-19

Proprio per raccogliere importanti risposte sull’emergenza COVID-19 nei luoghi di lavoro, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) – su impulso del suo Comitato Scientifico presieduto dall’Ing. Marco Masi – ha avviato una nuova attività di ricerca per indagare come i professionisti della sicurezza hanno gestito la fase emergenziale.

Questa attività di monitoraggio si aggiunge ai tanti lavori di ricerca che l’Associazione AiFOS ha realizzato negli anni: sui lavoratori (2009), sui formatori (2010), sui datori di lavoro (2011), sui medici competenti (2012) e sui coordinatori per la sicurezza (2013). L’associazione ha poi approfondito anche rilevanti temi come la formazione eLearning (2014), il rapporto tra risorse umane e sicurezza sul lavoro (2015), la sicurezza nelle strutture scolastiche (2016), l’efficacia della formazione (2017), la collaborazione tra RLS, RSPP e Medico Competente (2018) e il monitoraggio del D.Lgs. 81/2008 (2019).

 

Il questionario per RSPP, consulenti, formatori e HSE manager

Un primo questionario è rivolto a RSPP, consulenti, formatori e HSE manager e comprende domande e raccolte di dati, in forma anonima, su vari temi.

 

Le principali sezioni del questionario:

  • valutazione dei rischi, protocollo anticontagio, DPI e collaborazione soggetti sicurezza
  • informazioni ai lavoratori
  • smartworking
  • formazione salute e sicurezza in modalità videoconferenza ed e-learning
  • impressioni generali

 

Nel questionario gli operatori potranno indicare, ad esempio, qual è stato l’impatto dei diversi provvedimenti restrittivi sulle attività aziendali, se è stata fatta una valutazione dei rischi, se ci sono stati casi di persone sintomatiche, se c’è stata collaborazione nella redazione del Protocollo anticontagio e cosa è stato fatto in materia di informazione e formazione.

 

Il questionario per i coordinatori di cantiere

Il secondo questionario è rivolto ai coordinatori di cantiere.

In questo questionario oltre ai temi già evidenziati, ad esclusione dello smartworking, ci si soffermerà sull’attività del coordinatore, ad esempio con riferimento all’organizzazione del cantiere, alla redazione dei costi della sicurezza, alle attività di sanificazione e all’atteggiamento riscontrato nei committenti, nei responsabili dei lavori, nelle imprese e tra i lavoratori.

 

Il link per accedere ai due questionari:

https://aifos.org/home/news/int/nostre_attivita/rapporto_aifos_2020

 

I questionari e il Rapporto AiFOS 2020

L’associazione AiFOS dedica dunque il futuro Rapporto AiFOS 2020 al lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus. Il Rapporto raccoglierà i risultati della ricerca che saranno poi adeguatamente presentati in specifici incontri.

I dati raccolti nei questionari verranno elaborati e analizzati esclusivamente in forma anonima e aggregata – nel pieno rispetto della normativa sulla privacy – e non saranno riconducibili a singoli operatori o singole aziende.

Proprio per l’importanza di questo monitoraggio che ci fornirà rilevanti indicazioni su come affrontare correttamente la salute e la sicurezza anche durante scenari emergenziali come quello attuale, invitiamo RSPP, consulenti, formatori, HSE manager e coordinatori a supportare la ricerca compilando i questionari e diffondendo il link ad altri colleghi, al fine di ampliare il campione rappresentativo che costituirà la base della ricerca.

 

Chi volesse avere informazioni su come visionare, ricevere, utilizzare i questionari può fare riferimento a AiFOS via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it – [email protected].

 

 

28 maggio 2020

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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GREGORIO MUCCI – “MEGLIO MORIRE”: in radio dal 15 maggio il nuovo singolo del cantautore pistoiese

Meglio morire - Gregorio Mucci

Un synth-funk contaminato da un frizzante pop anni ’80 unito ad un rock ‘n roll italiano, caratterizza il brano che lancia un’ironica invettiva sulla massificazione della società.

 

“Meglio Morire” è una tipica espressione colloquiale italiana che indica il forte desiderio di distacco e la sensazione di rigetto nei confronti di qualcosa o di qualcuno. La società contemporanea, secondo il punto di vista dell’artista, è un accatastamento di abitudini effimere che alimentano la conduzione di una vita ordinaria, fatta di abbagli e di illusioni.

 

«Guardando distrattamente la TV, una sera vidi uno spot che mi indusse una riflessione: le pubblicità usano sempre la fisicità come esca per vendere il prodotto. E se la pubblicità funziona, vuol dire che il loro metodo è giusto. Significa che la parte animale dell’uomo predomina sulla sua miglior qualità: l’intelletto». Gregorio Mucci

 

Partendo da questo concetto, Gregorio Mucci racconta le vicende quotidiane che riflettono le abitudini dei giovani italiani collegandole alle loro più comuni, e alle volte peggiori, caratteristiche. Con grande ironia, “Meglio morire” mette di fronte alla scomoda realtà della noia, del senso di fallimento, dell’assenza di stimoli.

 

Il singolo anticipa un Ep che verrà pubblicato ad ottobre 2020. 

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Radio date: 15 maggio 2020

Pubblicazione Ep: ottobre 2020

 

Etichetta: Agnus Records

 

BIO

Gregorio Mucci nasce in Toscana, il 14 Giugno 1989.

Fin da bambino prende lezioni di piano finché, all’età di 11 anni, grazie agli insegnamenti del suo maestro Maurizio Ferretti, Gregorio comincia a buttar giù parole (quasi tutte in lingua inglese) ed immagini, dando loro un ritmo e un sound. All’età di vent’anni si trasferisce a Los Angeles, ad Hollywood in particolare, che diventa casa sua per due anni. Qui arriva una nuova consapevolezza: la volontà di scrivere testi in lingua italiana. 

Tornato in Italia, nel 2013, l’artista partecipa al celebre Festival di Castrocaro, dove arriva in semifinale. Tra i giudici scrutinatori c’è il grande musicista, compositore e produttore Claudio Fabi, che nota subito l’artista pistoiese e propone al ragazzo di entrare a far parte del Campus della Musica, della quale Fabi è direttore artistico. I brani scritti da Gregorio Mucci, “Tu mi porti giù” e “Ovunque ma non lì”, vengono inseriti in due compilation del Campus della Musica, seguite da tour nazionali ai quali l’artista ha partecipato. Nel 2019 termina la sua avventura con il Campus. All’inizio del 2020, Gregorio entra in contatto con Agnus Records, una nuova etichetta discografica indipendente toscana. L’artista si avventura verso un progetto entusiasmante, fresco e dal carattere innovativo. Con Agnus Records, Gregorio lancia il primo singolo “Meglio morire”, in uscita il 15 maggio. Ad arrangiare i suoi pezzi e ad accompagnarlo sul palco e in studio, ci sono Alessio “Il Secco’’ Burberi (batteria), Filippo Ciampi (chitarra) e Riccardo Landi (synth bass, basso e tastiere).

 

 

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Business Comunicati News

Roberto Casula (Eni): l’importanza dell’unificazione dei mercati del gas

La frammentazione dei mercati europei del gas è causa di diversi problemi, tra cui la difficoltà di approvvigionamento. Roberto Casula, manager di Eni S.p.A., ha spiegato questo concetto in diverse occasioni di rilievo.

Roberto Casula

Roberto Casula: una riflessione sul rifornimento del gas in Europa

Roberto Casula, manager di Eni S.p.A., è stato al centro del panorama mondiale per il rifornimento del gas. Con una importante carriera alle spalle, è stato responsabile in Italia della Direzione Tecnica e di ogni attività tecnico-operativa di progetto, ricerca e sviluppo. Come ha sottolineato in diverse occasioni ed eventi internazionali, è sempre più necessaria l’unificazione della pluralità dei mercati del gas che sono oggi presenti in Europa. La frammentazione comporta infatti disomogeneità nell’approvvigionamento della materia prima, nonché difficoltà nel sistema di trasporto con conseguenti perdite economiche. Secondo Roberto Casula serve maggior coinvolgimento del continente africano, sul quale investire così da farlo diventare un fornitore importante di materie prime per l’Europa. Il gas, infine, è centrale nel processo di decarbonizzazione, in quanto fonte energetica alternativa e di sostegno alle rinnovabili.

Roberto Casula: il percorso professionale del manager di Eni

Dopo aver concluso l’Università, conseguendo la laurea in Ingegneria Mineraria, Roberto Casula ottiene l’abilitazione alla professione di Ingegnere ed entra a far parte di Agip S.p.A., assumendo l’incarico di Reservoir Engineer. Nel 1992, in Luanda, lavora presso la consociata Agip Angola Ltd dove svolge mansioni di Reservoir Engineer e Petroleum Engineer, diventando Chief Development Engineer nel 1994. La sua carriera professionale continua in Italia, dove ritorna tre anni più tardi per ricoprire l’incarico di Development and Production Coordinator in Eni S.p.A. Nel 2000 Roberto Casula viene nominato Department Manager per le operazioni in Iran, mentre l’anno successivo diventa Dirigente e Project Director del progetto in corso a Teheran denominato giant South Pars Gas fasi 4-5. Nel 2004 è Managing Director della società Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A. È stato, inoltre, Senior Vice President per l’area della Regione Sub-Sahariana, Chairman delle tre consociate Eni situate in Nigeria ed Executive Vice President nel 2011 (Africa e Medio Oriente) e Chief Development Operations & Technology Officer.

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Comunicati News

Gruppo Riva, Lesegno riparte con la Fase 2

In Italia è iniziata ufficialmente la Fase 2: Gruppo Riva, multinazionale del settore siderurgico proprietaria di 5 stabilimenti sul territorio nazionale, ha riaperto lo stabilimento di Lesegno.

Gruppo Riva

Lesegno, Sindaco Rizzo: “Soddisfatti per la ripresa del Gruppo Riva”

È da più di una settimana che il Paese è entrato nella fase della riapertura: dal 4 maggio il Governo italiano ha infatti allentato alcune delle misure restrittive messe in campo contro l’emergenza sanitaria, permettendo la ripresa di alcune attività economiche. Tra queste anche quelle del Gruppo Riva, eccellenza del settore siderurgico a livello internazionale: lo stabilimento di Lesegno, in provincia di Cuneo, è tornato a pieno regime. Il Primo Cittadino del Comune si è detto soddisfatto delle misure di sicurezza adottate in modo da tutelare i lavoratori: “Tutte le operazioni interne della produzione sono state ricalcolate e ridistribuite con nuovi criteri dettati dalle attuali esigenze di sicurezza per contenere la diffusione del Coronavirus”, ha dichiarato il Sindaco Emanuele Rizzo. Tutti gli operai dello stabilimento sono stati forniti di dispositivi di protezione individuali e informati sul rispetto della distanza di sicurezza: inoltre all’ingresso del sito avviene la misurazione della temperatura corporea grazie all’intervento della Croce Rossa. La ripartenza del Gruppo Riva è stata accolta con favore dall’Amministrazione Comunale: Lesegno dà lavoro a più di 300 dipendenti, oltre ad essere un polo di ricerca e sviluppo per la società.

Il Centro R&S del Gruppo Riva

Fondato dai fratelli Emilio e Adriano, Gruppo Riva oggi è una realtà siderurgica internazionale, con siti produttivi sparsi tra Europa e Nord America. Una delle chiavi del successo dell’azienda è la continua ricerca di soluzioni tecnologiche sempre più performanti: già poco dopo la sua nascita, è stata la prima in Italia ad adottare nei suoi stabilimenti la tecnica della colata continua. In quello di Lesegno è presente dagli anni ’90 un vero e proprio Centro di Ricerca e Sviluppo, grazie al quale il Gruppo ha potuto stabilirsi negli anni in un mercato estremamente competitivo. Strumentazione all’avanguardia, simulazioni di scala e soprattutto contributi importanti hanno fatto sì che il laboratorio potesse partecipare anche a progetti europei dedicati all’innovazione siderurgica. Università come quelle di Genova, Pisa e Brescia, e ancora il Politecnico di Milano e di Torino, hanno infatti collaborato con il Gruppo Riva in diverse attività sperimentali e di ricerca, dando la possibilità agli studenti di produrre tesi di laurea e dottorati di ricerca.

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Comunicati Editoriali News

Emma Muscat fidanzata di Marian Richero

fidanzata di Marian Richero
Vi sveliamo tutto su Emma Muscat, cantante ed ex allieva di Maria De Filippi e fidanzata di Marian Richero. Una delle cantanti più apprezzate delle cantanti venute fuori da Amici 17 è Emma Muscat. La giovanissima e meravigliosa cantante maltese ha fatto parlare di sé per la sua voce melodiosa e per il suo rapporto con un altro protagonista del talent, Biondo. Andiamo a scoprire alcune curiosità sulla carriera e la vita privata di una cantante che ha ancora molto da dare al mondo della musica. Andiamo a scoprire alcune curiosità sulla carriera e la vita privata di una cantante che ha ancora molto da dare al mondo della musica.

Emma Muscat fidanzata di Marian Richero
Chi è Emma Muscat Emma Muscat è nata il 27 novembre 1999 sotto il segno del Sagittario. Viveva a Malta con i genitori e il fratello Kurt e frequenta l’Università di Arte dello Spettacolo. Una scelta ovvia per chi come lei ha sempre amato la musica. All’età di 5 anni ha infatti iniziato a cantare e nel corso del tempo ha avuto modo di esibirsi sia nella sua Malta che in Inghilterra. La sua fama in Italia la deve all’ingresso nella scuola di Amici di Maria De Filippi nel 2017. Durante la sua avventura nel talent ha avuto modo non solo di migliorare la sua tecnica, ma anche di imparare l’italiano. Dopo il talent non è riuscita a confermarsi ad altissimi, livelli, ma nel 2019 ha lanciato una nuova hit, Avec Moi, in compagnia di Biondo: che sia la svolta della sua carriera?

Emma Muscat fidanzata di Marian Richero
Emma Muscat entra a far parte della vita di Marian Richero dopo la relazione che ha avuto con Biondo nel agosto 2019. conosciamo meglio Marian Richero classe 1987 ed è nato il 17 maggio a Peshtera in Bulgaria. Anche lui vive e lavora a Milano sempre nello stesso settore della compagna Emma Muscat.

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FME Education: il suo tool MyEdu pensato per la didattica a distanza

L’attuale contesto di emergenza sanitaria ha portato alla chiusura degli istituti scolastici, e conseguentemente all’allargamento esponenziale della platea di destinatari della didattica a distanza. Tra i tool per l’insegnamento da remoto progettati per professori e alunni, la soluzione di FME Education si chiama MyEdu.

FME Education

MyEdu di FME Education supporta l’insegnamento a distanza

A causa della pandemia Covid-19, le scuole sono state temporaneamente chiuse e docenti e alunni hanno dovuto intraprendere la via della didattica a distanza utilizzando in modo massivo le nuove tecnologie. Tra questi sistemi digitali a disposizione degli istituti scolastici c’è anche MyEdu di FME Education: l’Editore specializzato in didattica digitale ha predisposto la distribuzione a titolo gratuito delle proprie piattaforme pensate per l’apprendimento online e secondo le indicazioni ministeriali. MyEdu è uno strumento specializzato nell’apprendimento delle materie insegnate durante gli 8 anni di scuola dell’obbligo e costituito da un database di oltre 2mila corsi, verifiche, esercizi, ma anche giochi e contenuti multimediali, in linea con le più recenti linee guida ministeriali. Tra i numerosi vantaggi, sicuramente la possibilità di schematizzare le lezioni sulla base delle esigenze di ciascun alunno o classe, con assistenza puntuale assicurata grazie a un sistema di monitoraggio dei percorsi di apprendimento e dalla messaggistica istantanea integrata. Inoltre i docenti, grazie al team scuole di FME Education, hanno la possibilità di chiedere in qualsiasi momento un supporto specializzato anche per quanto riguarda la realizzazione delle proprie lezioni innovative e della loro condivisione nel network di MyEdu.

La storia di FME Education

FME Education è un Editore specializzato nell’ambito della didattica che propone contenuti fortemente innovativi per una platea di istituti scolastici e famiglie, pensati per lo studio e la crescita dei ragazzi. L’offerta dell’Editore si rivolge a professori, alunni e genitori, mentre la sua mission è riassumibile nel motto “Imparare divertendosi!”: tecnologia e creatività unite sono in grado di agevolare l’insegnamento e di renderlo più stimolante e piacevole e che, in questo modo, è anche possibile arrivare al duplice traguardo della semplificazione dell’apprendimento da parte degli alunni e dell’insegnamento dei professori. FME Education ha pensato e messo in pratica un ambiente didattico digitale modulare chiamato MyEdu, nello specifico una piattaforma dotata di un vasto repository di corsi, esercizi pratici, giochi e verifiche su tutte le materie curricolari caratteristiche del periodo della scuola dell’obbligo. I contenuti di MyEdu soddisfano le più recenti linee guida ministeriali del MIUR. L’Editore si propone sia alla scuola che alla famiglia, e a loro offre sistemi pensati in modo specifico in base alle singole necessità dei diversi protagonisti: insegnanti, ragazzi e genitori.

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Far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza

Comunicato Stampa

Far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza

L’Associazione AiFOS scrive una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Conferenza delle Regioni per far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza.  

 

La formazione alla sicurezza sul lavoro è alla base non solo di ogni strategia di prevenzione di infortuni e malattie professionali, ma anche delle misure per fronteggiare le emergenze correlate alla gestione e al contenimento del contagio del virus SARS-CoV-2.

A raccontarlo è una lettera aperta scritta dall’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), a tutela di tutti gli operatori che si occupano di formazione alla sicurezza, per richiedere di far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza nel rispetto delle misure precauzionali già adottate per la ripresa delle attività lavorative.

 

LETTERA APERTA al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Conferenza delle Regioni

 

Egregi Presidenti,

la formazione alla sicurezza sul lavoro è alla base delle misure per fronteggiare le emergenze da Coronavirus anche se – in modo incomprensibile – è stata dimenticata ed abolita dalle norme e dai decreti. Dopo la prima fase della pandemia e la totale chiusura delle attività (comprensibile ed utile) si assiste, nella fase della ripresa, alla mancanza di serie indicazioni e di consapevolezza dell’importanza della formazione quale elemento essenziale per la sicurezza sia negli ambienti di vita che di lavoro.

La formazione alla sicurezza è strettamente connessa al lavoro: non è cosa a parte, ma parte integrante.

Soprattutto nella fase di apertura delle attività produttive, commerciali e sociali che adottano tutte le misure di sicurezza ed applicano il “Protocollo” siglato tra le parti sociali, pare naturale ed ovvio che i medesimi lavoratori possano svolgere, soprattutto all’interno degli ambienti di lavoro, una formazione utile anche alla luce dei pericoli che la pandemia ha fatto emergere.

Sono aperte le attività, i parchi, le chiese e ci si ostina a “tener chiusa” la formazione in presenza.

Si è sempre fatta una certa confusione tra la formazione alla sicurezza sul lavoro e la formazione professionale ed altre tipologie di formazione. La formazione alla sicurezza è quella prevista dal D. Lgs. 81/2008 e le norme che obbligano i datori di lavoro a fornire la formazione ai lavoratori neo assunti, quando cambiano mansione o all’introduzione di nuove tecnologie o attrezzature di lavoro non sono state abolite. Allo stesso tempo non si incide sulla riduzione degli infortuni e degli incidenti sul lavoro per decreto, ma questo si può fare solo con una seria formazione.

Alcune regioni hanno con chiarezza definito come la videoconferenza abbia il medesimo valore della lezione d’aula e laddove possibile questa modalità è stata molto apprezzata. Siamo certi che proseguirà anche in futuro. Sappiamo bene, tuttavia, che è una metodologia non adatta a tutti i lavoratori, a tutti i settori e a tutte le tipologie di corsi di formazione, in particolare a quelli che prevedono parti pratiche e utilizzo di attrezzature.

Per quanto riguarda la formazione pratica e l’addestramento vi sono state, solo da alcune regioni, aperture alla possibilità di un loro svolgimento, senza voler ammettere che le attività pratiche hanno sempre bisogno di una parte teorica.

Sotto questo aspetto l’Accordo sancito in sede di Conferenza Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, riguardante la formazione dei lavoratori, precisa che detta formazione può avvenire sia in aula che sul luogo di lavoro e, come vuole la legge, in orario di lavoro. Pare ovvio e scontato che proprio le azioni indotte dalla pandemia da COVID-19, che comprendono anche l’informazione e la formazione dei lavoratori, devono poter essere svolte in presenza, nei luoghi di lavoro, nel rispetto delle misure precauzionali già adottate per la ripresa delle attività lavorative!

Si prenda atto – con serietà e tempestività – che questo settore, che coinvolge migliaia di formatori e consulenti della sicurezza, è stato abbandonato a se stesso e che a tutta la categoria da noi rappresentata più viene impedito di lavorare proprio nel momento in cui la loro azione è quanto mai utile ed indispensabile per combattere la pandemia.

 

Accompagnare le aziende, le imprese ed i lavoratori nell’applicazione delle misure di sicurezza si fa con la formazione alla sicurezza sul lavoro che deve subito essere consentita in presenza sull’intero territorio nazionale poiché gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali non conoscono confini e la formazione delle persone sta alla base della salute e sicurezza di tutti.

 

 

Invitiamo tutti gli operatori a diffondere la lettera che è scaricabile attraverso il seguente link:

https://bit.ly/Far-ripartire-la-formazione-alla-sicurezza-sul-lavoro-in-presenza

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

 

21 maggio 2020

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Le Cornelle ripartono tra nuove nascite e rispetto delle nuove misure di sicurezza

Si riaprono i cancelli del Parco Faunistico Le Cornelle: è tempo di ripartire. E non c’è nulla che incarni il desiderio di rinascita più delle specie animali che, tra nascite e innamoramenti, rendono ogni stagione unica. Così sarà anche quest’anno, nella fase 2 del post Covid-19, con tante novità: dall’adozione di tutte le prassi igienico – sanitarie richieste dal protocollo governativo, alla nascita di due cuccioli di fenicotteri.

Così come previsto dalle normative, l’accesso all’area di circa 24 mila metri quadrati in via Cornelle, 16 a Valbrembo, in provincia di Bergamo avverrà solo rispettando un rigido protocollo di sicurezza che prevede la misurazione della temperatura all’ingresso che è consentito solo se muniti di mascherine. All’interno del Parco sono dislocati dispenser con gel disinfettante e guanti monouso. Verrà inoltre rispettato il distanziamento sociale e, in particolare l’accesso alle due aree coperte “Rettili” e “Foresta Tropicale” così come per l’area “Selva”, sarà contingentato.

Per evitare assembramenti gli ingressi al Parco sono contingentati per questo si incentiva la vendita online dei biglietti con la tipologia “open” che consente l’ingresso con corsia preferenziale ad ingresso diretto. Tutte accortezze fondamentali per tornare a godere dello spettacolo che regalano le tante specie ospitate dal Parco.

ORARI

Il Parco è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00.

Per acquistare il biglietto online: https://www.lecornelle.it/informazioni/biglietti-online/

Parco Faunistico Le Cornelle

Via Cornelle, 16, Valbrembo (BG)

www.lecornelle.it

UFFICIO STAMPA PARCO LE CORNELLE

[email protected]

BElive | studio associato

Claudia Rota: +39 348 5100463  –  [email protected]

Lucia Masserini: +39 333 3513421  – [email protected]

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Covid-19, appello Ue per ripresa green: Francesco Starace unico AD italiano tra i firmatari

Enel, Francesco Starace è l’unico AD italiano nella European Alliance for a Green Recovery: “Investire nelle fonti rinnovabili, nella trasformazione digitale e in un modello energetico sostenibile è un’occasione unica per il rilancio economico e sociale post Covid-19 in Italia e in Europa”.

Francesco Starace, AD Enel

Francesco Starace: sostenibilità e investimenti green nel futuro dell’economia, l’alleanza Ue

Una ripresa economica all’insegna dello sviluppo sostenibile. È l’obiettivo per cui è nata la European Alliance for a Green Recovery: lanciata lo scorso 14 aprile su iniziativa dell’eurodeputato francese Pascal Canfin, Presidente della Commissione per l’ambiente del Parlamento europeo, riunisce forze politiche, imprenditoriali ed esponenti della società civile provenienti da 17 Paesi Ue. Tra loro anche l’Amministratore Delegato di Enel Francesco Starace, l’unico italiano dei 37 manager d’azienda che ne fanno parte. I membri dell’Alleanza, come riporta una nota, “si sono impegnati a lavorare insieme per creare, supportare e implementare soluzioni per preparare le nostre economie per il mondo di domani”. Fondamentale, secondo il loro punto di vista, è sostenere una strategia economica che preveda “investimenti green” e piani di rilancio funzionali anche alla lotta contro il cambiamento climatico e a incentivare la biodiversità. Sono 180 le personalità che hanno sottoscritto l’appello: oltre a Francesco Starace e agli altri 36 dirigenti d’azienda, fanno parte della European Alliance anche 79 deputati, 28 associazioni imprenditoriali, la confederazione sindacale europea, 7 ONG e numerose associazioni europee.

European Alliance for a Green Recovery: Francesco Starace a “La Stampa”

“L’emergenza sanitaria sta dimostrando come l’adozione di strategie e modelli di business sostenibili, oltre ad avere effetti positivi a livello sociale, rende le aziende meno rischiose e quindi più competitive, garantendo una maggiore solidità nel lungo termine” ha spiegato Francesco Starace a “La Stampa” parlando dell’iniziativa. L’AD ha sottolineato in diverse occasioni come il Green Deal europeo rappresenti in questa prospettiva una grande opportunità. Enel lo ha intuito da tempo e oggi più che mai è fortemente intenzionata ad accelerare in questo percorso dal momento che “le rinnovabili sono sempre più competitive”. Come infatti ha evidenziato a “La Stampa” Francesco Starace, unico AD italiano ad aderire alla European Alliance for a Green Recovery, “investire nelle fonti rinnovabili, nella trasformazione digitale e in un modello energetico sostenibile è un’occasione unica per il rilancio economico e sociale post Covid-19 in Italia ed in Europa”.

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Roma, prima assemblea di Progetto Italia: Carlo Malinconico Presidente della nuova forza moderata

“Serve una forza moderata per portare l’Italia fuori dalla stagnazione e dalla decrescita”: con questo messaggio, Carlo Malinconico ha inaugurato la prima assemblea di Progetto Italia per la buona politica, nuova forza moderata e riformista, nata nell’alveo politico del centrodestra italiano.

Carlo Malinconico

Carlo Malinconico all’inaugurazione di Progetto Italia

Si è svolto il 4 marzo a Roma, nella sala conferenze del Dub House Hotel, il primo incontro nazionale della nuova formazione di centrodestra denominata Progetto Italia per la buona politica, nata con il fine di far convergere le voci moderate e liberaldemocratiche italiane. Il movimento vede Carlo Malinconico, ex Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nelle vesti di Presidente, e Massimo Baldini in quelle di Coordinatore Nazionale. “La priorità è l’economia”, è il messaggio chiaro di Carlo Malinconico, che ha sottolineato la volontà di Progetto Italia di mettere al centro il sistema delle imprese italiane. L’intervento del giurista ha poi toccato un altro tema caro alla nuova forza politica di stampo moderato: il ruolo dell’Italia nello scenario politico ed economico internazionale, soprattutto in quello europeo: “L’Italia è un grande Paese oggi sottodimensionato in ambito internazionale”, ha dichiarato il Presidente di Progetto Italia, “dobbiamo recuperare un ruolo soprattutto sullo scacchiere europeo: Francia e Germania lavorano a una conferenza sul futuro dell’UE mentre noi siamo assenti a questi tavoli”. Come indicato anche dal nome prescelto per il nuovo movimento moderato, dall’incontro è emersa la necessità di fare ritorno a una “buona politica”, che dia voce al mondo moderato, liberale e democratico e che permetta al Paese di uscire dall’attuale periodo di crisi socio-economica.

Carlo Malinconico, la carriera del giurista e Presidente di Progetto Italia

Originario di Roma, città dove tutt’oggi risiede insieme a sua moglie, Carlo Malinconico è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano. Avvocato dello Stato durante i cosiddetti anni di piombo, diventa Consigliere di Stato nel 1985, superando, come primo in graduatoria, uno dei concorsi pubblici più complessi. In seguito a tale esperienza, nel 2002 riceve un incarico di docenza nella Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze (SSEF), a cui fa seguito l’ottenimento della cattedra di Giurisprudenza presso l’Università di Udine. Al contempo, le competenze specialistiche nel settore legale lo conducono alla fondazione dell’omonimo Studio Legale, specializzato nell’ambito del diritto amministrativo. Nel 2005 il giurista ottiene un altro incarico di docenza, insegnando Giurisprudenza presso l’Università di Roma – Tor Vergata. Esperto di diversi rami del diritto, tra gli incarichi di rilievo di Carlo Malinconico spiccano quelli di Segretario Generale del secondo Governo Prodi e Sottosegretario di Stato del Governo Monti. È stato, inoltre, Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero del Tesoro, Consigliere Giuridico dell’Autorità della concorrenza e del mercato, oltre che Direttore Generale dell’Autorità dell’energia elettrica.

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I vantaggi offerti da un antifurto wireless

Gli antifurti casa wireless sono i piu affidabili? Questa è una delle prime domande che ci si dovrebbe porre quando ci si accinge ad acquistare un sistema allarme casa di questo tipo. Come noto, gli impianti wireless sono quelli che funzionano senza fili: le varie componenti sono collegate le une con le altre attraverso delle onde radio utilizzando frequenze convenzionali. Optando per una soluzione di questo genere, non si ha più a che fare con cablaggi ingombranti e, di conseguenza, non si è costretti a effettuare alcun tipo di lavori di muratura.

 

Caratteristiche della centrale di allarme

A prescindere dal tipo di centrale con cui si ha a che fare, a ciascun rivelatore deve corrispondere una zona specifica della casa. Grazie a questa prerogativa, se si dovesse verificare un guasto a essere esclusa sarebbe unicamente una parte dell’impianto. A volte la centrale può includere un pulsante silenzioso anti rapina: nel momento in cui esso viene premuto, il combinatore telefonico e il sistema wifi integrato trasmette un segnale di allarme silenzioso. Infine, è indispensabile che la centralina possieda una batteria a tampone di backup, così da poter funzionare anche quando l’energia elettrica viene a mancare.

 

La soluzione antifurto casa offerta da Beta Elettronica

Con l’azienda Beta Elettronica si può essere certi di proteggere la propria abitazione e la propria attività commerciale. Questa azienda, infatti, propone un allarme antifurto wireless multifunzionale, che non solo rileva intrusioni da parte di estranei e tentativi di effrazione, ma ha anche la capacità di segnalare fughe di gas, allagamenti o fumo, di gestire la domotica per la casa etc etc. Volendo, è possibile collegare il sistema con una centrale operativa allo scopo di verificare quello che sta succedendo in tempo reale. Il sito di Beta Elettronica consente a chi lo desidera di calcolare un preventivo direttamente online in soli 60 secondi.

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Private Equity: i traguardi professionali di Nicola Volpi

Uno dei partner fondatori di Permira, Nicola Volpi è un professionista con oltre 25 anni di esperienza nel settore del Private Equity.

Nicola Volpi
Nicola Volpi: le prime tappe del suo percorso professionale

Dopo essersi laureato in Business Administration presso l’Università Luigi Bocconi di Milano e dopo aver conseguito un Master in Finanza presso la SDA Bocconi, Nicola Volpi avvia il suo percorso professionale in qualità di analista finanziario in Sefimeta S.p.A. Successivamente, collabora per nove anni con Sanpaolo Finance S.p.A., Investment Bank dell’attuale Gruppo Intesa Sanpaolo. È qui che, in qualità di Responsabile della divisione di Leverage Finance, organizza il finanziamento delle prime operazioni di Buy-Out concluse in Italia. Nel 1999, dopo aver operato in qualità di partner di Schroder Ventures Italy, diventa uno dei Soci fondatori di Permira, fondo di investimento internazionale specializzato in attività di Private Equity. La società diventerà rapidamente protagonista del settore a livello mondiale con oltre 40 miliardi di Euro di capitali in gestione.

Gli incarichi di Nicola Volpi in Permira, FC Internazionale S.p.A. e Movidea

Nel 2005 Nicola Volpi viene nominato Amministratore Delegato di Permira in Italia e successivamente entra a far parte dell’Executive Committee che guida Permira nel mondo. Sotto la sua guida, il Fondo di Private Equity realizza in Italia numerose acquisizioni e dismissioni di successo di marchi leader nel proprio settore fra cui: Ferretti Yachts, Marazzi, Veneta Cucine, Valentino, Sisal. Conclusa l’esperienza, fonda Movidea insieme a Emilio Petrone. Attraverso Movidea investe capitale propri, entrando nel capitale di aziende non quotate con l’obiettivo di accompagnarle in un percorso di crescita e valorizzazione nel lungo temine condiviso con l’imprenditore. Tra le operazioni, l’ingresso nel capitale di Pagani Automobili S.p.A., società a cui, in qualità di Membro del CdA, sta dando supporto di indirizzo strategico e contributo all’importante crescita dei principali KPI registrati negli ultimi anni. Tra il 2014 e il 2018, Nicola Volpi ha operato in qualità di Membro del Consiglio di Amministrazione di FC Internazionale S.p.A., con contributi nell’area finanza straordinaria, organizzazione e pianificazione strategica.

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RC auto: ad aprile crollo record dei premi in FVG (-18,49%). Prezzi mai così bassi, ma risaliranno

Con l’avvio della Fase 2 e il graduale ritorno alla normalità molti automobilisti del Friuli-Venezia Giulia dovranno fare i conti con il rinnovo dell’RC auto; la buona notizia è, come emerso dall’osservatorio di Facile.it, che il costo dell’assicurazione continua a calare. Se già a marzo 2020 i premi medi rilevati nella regione hanno iniziato a risentire positivamente del lockdown (10,46% su base annua), ad aprile 2020 la diminuzione è stata ancor più importante, con un eloquente -18,49% rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è ancor più rilevante se si considera che la riduzione nazionale è stata pari al 15,04%.

In valori assoluti significa che, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Friuli-Venezia Giulia occorrevano, in media, 317,50 euro, vale a dire ben 72 euro in meno rispetto ad aprile 2019.

Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 120.700 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia attraverso Facile.it da marzo 2019 ad aprile 2020 e delle relative quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

«Come avevamo previsto il calo rilevato a marzo era solo l’inizio di un trend al ribasso ancora più importante, confermato dai dati di aprile», spiega Diego Palano, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Tuttavia con buona probabilità la curva si invertirà presto soprattutto perché, con l’interruzione graduale della quarantena e i nuovi limiti imposti al trasporto pubblico, il numero delle auto in circolazione – e con esso quello dei sinistri – tornerà ad aumentare.».

Lo straordinario calo dei prezzi, come evidenziato da Facile.it, è in buona parte legato al lockdown imposto dal Governo a causa del Covid, restrizione che ha portato nei mesi di marzo e aprile ad una drastica diminuzione sia dei veicoli in circolazione sia, di conseguenza, dei sinistri stradali.

Con il ritorno alla normalità questi due elementi potrebbero riprendere a crescere; essendo essi fondamentali per il calcolo delle tariffe assicurative, è facile prevedere che ciò comporterà inevitabili rincari a scapito degli automobilisti. Ecco perché, spiegano gli esperti del comparatore, il consiglio per tutti coloro che hanno una polizza in scadenza è di rinnovare l’assicurazione ora, anche se il veicolo non viene utilizzato, mettendosi al riparo dai futuri aumenti.

L’andamento provinciale

Il calo dei prezzi evidenziato da Facile.it in Friuli-Venezia Giulia ad aprile 2020 è il quarto più importante rilevato a livello nazionale, con una diminuzione a doppia cifra in tutte le aree della regione.

La provincia del Friuli-Venezia Giulia che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’RC auto è stata quella di Udine dove, ad aprile 2020, il calo è stato del 21,31% rispetto allo stesso mese del 2019, con un premio medio sceso a 306,04 euro.

Segue nella graduatoria regionale la provincia di Gorizia, dove ad aprile 2020 la diminuzione è stata del 19,11% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 312,20 euro.

Diminuzione inferiore alla media regionale, ma comunque superiore a quella nazionale, per la provincia di Pordenone, che con un calo del 16,05% e un valore medio RC auto pari a 302,17 euro, è risultata essere non solo l’area del Friuli-Venezia Giulia ma anche la provincia italiana dove, ad aprile 2020, assicurare un veicolo a quattro ruote costava meno.

Chiude la classifica regionale la provincia di Trieste, dove il premio medio è diminuito “solo” del 14,28% stabilizzandosi a 369,30 euro, il più alto registrato nella regione.

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 120.786 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2019 e il 30 aprile 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti.Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

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RC auto: ad aprile crollo record dei premi in Calabria (-11,83%).  Prezzi mai così bassi, ma risaliranno

Con l’avvio della Fase 2 e il graduale ritorno alla normalità molti automobilisti calabresi dovranno fare i conti con il rinnovo dell’RC auto; la buona notizia è, come emerso dall’osservatorio di Facile.it, che il costo dell’assicurazione continua a calare. Se già a marzo 2020 i premi medi rilevati in Calabria hanno iniziato a risentire positivamente del lockdown (2,40% su base annua), ad aprile 2020 la diminuzione è stata ancor più importante, con un eloquente -11,83% rispetto allo stesso mese del 2019.

In valori assoluti significa che, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Calabria occorrevano, in media, 582,78 euro, vale a dire ben 78 euro in meno rispetto ad aprile 2019.

Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 145.600 preventivi effettuati in Calabria attraverso Facile.it da marzo 2019 ad aprile 2020 e delle relative quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

«Come avevamo previsto il calo rilevato a marzo era solo l’inizio di un trend al ribasso ancora più importante, confermato dai dati di aprile», spiega Diego Palano, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Tuttavia con buona probabilità la curva si invertirà presto soprattutto perché, con l’interruzione graduale della quarantena e i nuovi limiti imposti al trasporto pubblico, il numero delle auto in circolazione – e con esso quello dei sinistri – tornerà ad aumentare.».

Lo straordinario calo dei prezzi, come evidenziato da Facile.it, è in buona parte legato al lockdown imposto dal Governo a causa del Covid, restrizione che ha portato nei mesi di marzo e aprile ad una drastica diminuzione sia dei veicoli in circolazione sia, di conseguenza, dei sinistri stradali.

Con il ritorno alla normalità questi due elementi potrebbero riprendere a crescere; essendo essi fondamentali per il calcolo delle tariffe assicurative, è facile prevedere che ciò comporterà inevitabili rincari a scapito degli automobilisti. Ecco perché, spiegano gli esperti del comparatore, il consiglio per tutti coloro che hanno una polizza in scadenza è di rinnovare l’assicurazione ora, anche se il veicolo non viene utilizzato, mettendosi al riparo dai futuri aumenti.

L’andamento provinciale

Il calo dei prezzi evidenziato da Facile.it in Calabria ad aprile 2020, seppur inferiore alla media nazionale (-15,04%), è stato rilevante, con una diminuzione importante in tutte le aree della regione, ad eccezione della provincia di Cosenza.

Guardando alla classifica delle aree calabresi dove i prezzi sono scesi, al primo posto si posiziona la provincia di Crotone dove, ad aprile 2020, il calo è stato del 19,12% rispetto allo stesso mese del 2019, con un premio medio sceso a 681,12 euro. Nonostante il calo sia stato una vera e propria boccata di ossigeno per gli automobilisti crotonesi, il prezzo rilevato nella provincia rimane ancora il più alto della regione, quinto a livello nazionale tra le province più costose del Paese.

Seguono nella graduatoria regionale la provincia di Catanzaro, dove ad aprile 2020 la diminuzione è stata del 18,44% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 490,95 euro, il più basso rilevato nella regione, e quella di Reggio Calabria, dove il calo è stato del 16,28%, con un premio medio fermo a 582,26 euro. Diminuzioni inferiori alla media regionale per la provincia di Vibo Valentia (-7,37%, premio medio pari a 648,24 euro).

Una eccezione, come detto, è stata la provincia di Cosenza, dove il premio medio, in controtendenza con l’andamento nazionale, è aumentato del 3,77%, toccando i 569,36 euro.

 

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 145.657 preventivi effettuati in Calabria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2019 e il 30 aprile 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti.Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

 

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E-mobility, i piani di Aspi: l’intervista del “Corriere della Sera” all’AD Roberto Tomasi

Sostenibilità e innovazione i pilastri del piano green di Autostrade per l’Italia, l’AD Roberto Tomasi: “Da lì partirà la trasformazione della società”.

Roberto Tomasi, AD Autostrade per l'Italia

Green Infrastructure e Smart Road: il futuro di Aspi delineato dall’AD Roberto Tomasi

Il futuro di Autostrade per l’Italia è “green”. La società guidata da Roberto Tomasi ha lanciato il “Piano di trasformazione al 2023”: innovazione e sostenibilità le linee-guida. “Fin qui abbiamo parlato degli impegni nella manutenzione, ora bisogna provare a parlare di futuro sostenibile e questo passa attraverso il concetto di Green infrastructure e Smart road” ha sottolineato l’Amministratore Delegato. Il Piano è stato presentato lo scorso gennaio al board di Aspi. Investimenti per 100 milioni di euro (in futuro potrebbero aggiungersi anche quelli di altri player) sui 3 mila chilometri di autostrade in gestione. “La svolta verde è il pilastro industriale di quel piano, il punto da cui partirà la trasformazione della società” spiega Roberto Tomasi. Tre le direttrici: colonnine di ricarica per le auto, luci LED nelle 600 gallerie della rete, potenziamento degli impianti fotovoltaici (144 in più degli attuali 165) lungo le autostrade per coprire il fabbisogno.

Il Piano di trasformazione al 2023: la presentazione dell’AD Roberto Tomasi al “Corriere della Sera”

L’orizzonte di Autostrade per l’Italia è la mobilità elettrica. “Non può esistere l’auto elettrica se non c’è una rete verde” sottolinea Roberto Tomasi al “Corriere della Sera”. Si parte quindi dalle colonnine per la ricarica ultraveloce delle e-car: saranno installate in 67 aree di servizio, con un investimento di 35 milioni, pari al 31% del parco totale sparso su 3 mila chilometri di rete autostradale. Bologna, uno degli snodi autostradali più sovraccarichi d’Italia, è stata scelta per avviare la sperimentazione, poi probabilmente si arriverà anche a Milano e Roma. Se gli automobilisti risponderanno positivamente, Aspi darà ufficialmente il via alla “fase due” per la quale è previsto il coinvolgimento del mercato attraverso gare pubbliche. Ma Roberto Tomasi parla anche di un’altra sfida. “Quella che vedrà comunicare il veicolo con l’infrastruttura” che, spiega l’AD, rientra nel progetto di “transazione energetica” per il rispetto degli obiettivi climatici di Parigi 2015 e apre di fatto il capitolo Smart Road con la sperimentazione della tecnologia 5G sulla rete.

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