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Il valore comunicativo delle opere di Simonetta Farnesi in mostra alla Biennale Milano

È stata inaugurata, con la presentazione del noto critico Vittorio Sgarbi, la grande mostra della Biennale Milano, che è allestita fino al 1° ottobre presso l’esclusivo Spazio Tadini, in via Niccolò Jommelli 24 a Milano. La gestione organizzativa dell’evento è del manager della cultura Salvo Nugnes. Tra artisti di talento in esposizione, Simonetta Farnesi propone la sua arte pittorica, dedicata alle cosiddette “copie d’autore”.

La Farnesi parte da un punto focale, cioè l’opera da riprodurre, ma arriva inevitabilmente a un altro punto, che è quello della rivisitazione soggettiva implicita e della personalizzazione sottile, immettendovi il suo peculiare imprinting di soggettiva elaborazione. Questa formula riproduttiva può essere più o meno evidente, ma è sempre presente ed emerge a seguito di un’attenta e acuta osservazione, da parte dello spettatore.

Su di lei è stato osservato: “Soltanto chi nulla o poco conosce del dipinto d’origine, potrebbe creare della confusione. Chi, invece, come la farnesi ha piena conoscenza e associa un’esperta e radicata competenza strumentale, riesce ad approfondire al meglio le diversità, anche quelle più sottili e minimali, di un linguaggio espressivo, che può riconoscere di possedere in se’ il valore comunicativo aggiunto dell’interpretazione, rispetto alla semplice e stretta imitazione copiativa a se stante”.

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Venezia: Vittorio Sgarbi inaugura la mostra di Massimo Mariano

La sede veneziana della “Milano Art Gallery” in Calle dei Cerchieri 1270, zona Dorsoduro, ospita la mostra di Massimo Mariano, inaugurata da Vittorio Sgarbi, che raccoglie una ricca serie di opere pittoriche appartenenti al poliedrico artistica, che Sgarbi considera il “Ligabue delle Marche”. L’organizzatore dell’iniziativa è il manager della cultura Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery.

Nel commentare il vivace talento di Mariano, Luca Beatrice ha dichiarato: “Alle prese con i paesaggi, mariano sceglie il materismo del colore distribuito con pennellate dense e corpose, dove elude la presenza umana. Ritorna il sentore germanico: cromie accese, tensione del gusto pittorico, influenza del primitivismo. Nei suoi dipinti si rivela tutta l’esuberanza espressiva di un’anima inquieta, infine risolta grazie ai colori. La sua carriera d’artista coincide con una svolta esistenziale, tale da fargli erigere la pittura a ragione di vita”.

Sgarbi sottolinea: “Il segno e la vibrazione del colore sono ricorrenti e possono definire uno atile, che esce dal pensiero, uniforme e unitario. Pur nella costante del tema, mariano ha una fantasia molto mobile e una capacità di composizione, che sebbene il suo stile sia perfettamente riconoscibile, gli consentono di inventare di continuo”.

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Inaugurata con ottimi consensi la Biennale Milano con Vittorio Sgarbi

Grande successo per la Biennale Milano, che è stata inaugurata ufficialmente il 5 settembre scorso, con la presentazione di Vittorio Sgarbi, e che si svolge in parallelo in due contesti milanesi rinomati: lo Spazio Tadini, in via Niccolò Jommelli 24, e la Milano Art Gallery, in via Galeazzo Alessi 11. All’evento inaugurale, tra gli altri, erano presenti Alba Parietti, Katia Noventa, Massimo Ghini ed Eugenio Carmi. La Biennale Milano, che resterà allestita nelle due location ospitanti fino al 1° ottobre 2015, è organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes e raccoglie artisti di spicco del panorama attuale, italiani e stranieri.

L’organizzatore spiega: “Milano è da sempre una città particolarmente recettiva, sensibile e pronta ad accogliere nuove situazioni, a favore della valorizzazione del patrimonio artistico-culturale d’Italia, una risorsa dal valore inestimabile da tutelare e salvaguardare. Biennale Milano – International Art Meeting quest’anno si affianca all’Esposizione Universale Expo 2015, proprio per divulgare un messaggio di arte universale, a disposizione dell’intera comunità”.

E prosegue: “Dai maestri già affermati ai giovani emergenti, ciascun artista gode della stessa visibilità, rafforzando un momento di unione, di sinergica coesione con puro spirito cosmopolita, un’aggregazione spontanea e costruttiva, che possa lasciare un segno concreto e tangibile di positività. La Biennale Milano è concepita per esaltare al meglio ogni forma di espressione artistica”.

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Luciano Tonello e la sua arte a Biennale Milano presentata da Vittorio Sgarbi

Ha ufficialmente aperto con un grande vernissage la mostra “Biennale Milano – International Art Meeting”, presentata da Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes. All’interno dello storico Spazio Tadini a Milano, in via Niccolò Jommelli 24, dal 5 settembre all’1 ottobre 2015, sarà possibile visionare anche i quadri ad acquerello di Luciano Tonelli.

Nel cogliere gli aspetti caratteristici della sua pittura è stato osservato: “I suoi mondi visionari filtrano la luce ricomponendola nelle immagini. Con l’utilizzo degli acquerelli, la fusione dell’acqua e della carta si manipola gestualmente in opere estemporanee, dinamiche, che si animano, si accendono e prendono vita, nell’attimo in cui vengono contemplate dall’osservatore. Il rigore nella costruzione degli equilibri spaziali all’interno della struttura prospettica, viene meticolosamente realizzato, tramite tratti sicuri, che rivelano capacità notevoli nel disegno e una raffinata cultura visiva”.

Le esperienze maturate nel campo della tecnica pittorica dell’acquerello rappresentano un articolato e appassionante progetto, che Tonello porta avanti con una continua ricerca compositiva. L’acquerello, consente una complicità espressiva riconducibile alla sua interazione diretta e attiva con l’acqua, i pigmenti, il tempo esecutivo necessario.

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Biennale Milano: la vita dell’acquerello nelle opere di Luciano Tonello

Ha ufficialmente aperto con un grande vernissage la mostra “Biennale Milano – International Art Meeting”, presentata da Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes. All’interno dello storico Spazio Tadini a Milano, in via Niccolò Jommelli 24, dal 5 settembre all’1 ottobre 2015, sarà possibile visionare anche i quadri ad acquerello di Luciano Tonelli.

Nel cogliere gli aspetti caratteristici della sua pittura è stato osservato: “I suoi mondi visionari filtrano la luce ricomponendola nelle immagini. Con l’utilizzo degli acquerelli, la fusione dell’acqua e della carta si manipola gestualmente in opere estemporanee, dinamiche, che si animano, si accendono e prendono vita, nell’attimo in cui vengono contemplate dall’osservatore. Il rigore nella costruzione degli equilibri spaziali all’interno della struttura prospettica, viene meticolosamente realizzato, tramite tratti sicuri, che rivelano capacità notevoli nel disegno e una raffinata cultura visiva”.

Le esperienze maturate nel campo della tecnica pittorica dell’acquerello rappresentano un articolato e appassionante progetto, che Tonello porta avanti con una continua ricerca compositiva. L’acquerello, consente una complicità espressiva riconducibile alla sua interazione diretta e attiva con l’acqua, i pigmenti, il tempo esecutivo necessario.

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Biennale Milano: grande successo per la conferenza di Francesco Alberoni

All’interno della grande mostra della Biennale Milano si è svolta davanti a un nutrito pubblico, la conferenza dal titolo “Movimento e istituzione” di Francesco Alberoni, sociologo di fama mondiale ed esperto di movimenti collettivi, ospite presso lo storico Spazio Tadini, in via Niccolò Jommelli 24 a Milano, in data domenica 6 settembre 2015. L’evento è stato organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, che nell’occasione ha affiancato il professore in qualità di relatore, durante l’incontro. La Biennale Milano è stata inaugurata, con la presentazione di Vittorio Sgarbi, sabato 5 settembre e resterà allestita fino al 1° ottobre 2015.

Durante il suo interessante intervento, in stile lectio magistralis, Alberoni ha spiegato: “Nella mia vita, ho studiato in modo sistematico i movimenti collettivi, elaborandone una teoria generale. Essi, nella loro dinamica profonda, hanno in comune il fatto di creare una propria comunità con propri valori, regole di vita, una propria leadership e nuove istituzioni”.

Inoltre ha sottolineato: “Nella storia e nella tradizione popolare i movimenti collettivi, politici e religiosi, le rivolte, le rivoluzioni, sono ricordati col nome di un capo seguito dalle masse. E’ un’immagine corretta, ma insufficiente per capire i meccanismi collettivi, che stanno alla base della storia. Per comprenderli, occorre guardare più in profondità e domandarci cosa sono i movimenti collettivi, che ad un certo punto ci si presentano nella forma di leaders e masse”.

“Movimento e istituzione” è anche il titolo di un libro di Alberoni, un saggio ad emblema della sociologia, che descrive la nascita e l’evoluzione dei movimenti collettivi, insegna come identificarli, analizzarli ed evitare, che si producano effetti catastrofici, neutralizzando gli elementi fanatici e violenti. Questo testo mostra come affrontare e indirizzare le passioni collettive più irruente e veementi, per trasformarle in forze costruttive, capaci di dare vita a pacifiche e solide istituzioni democratiche, ed esamina il processo, attraverso il quale emergono i capi carismatici e come è possibile frenarli.

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Il Prof. Francesco Alberoni terrà una conferenza “Movimento e Istituzione” presso lo Spazio Tadini a Milano

Lo storico Spazio Tadini a Milano, in via Niccolò Jommelli 24, ospita il Prof. Francesco Alberoni, per la conferenza dal titolo “Movimento e Istituzione”, titolo anche di un suo libro, fissata in data domenica 6 settembre 2015 alle ore 11.00. L’evento è organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, che farà anche da relatore alla conferenza. A fare da simbolica cornice artistica all’iniziativa, sarà la grande mostra della “Biennale Milano” presentata dal Prof. Vittorio Sgarbi, allestita nel rinomato contesto espositivo.

Il libro, si presenta come un classico della sociologia, un saggio che spiega come sorgono e come si evolvono i movimenti collettivi, che sconvolgono, rinnovano e spesso devastano la società. Per Alberoni, i movimenti sono vere e proprie esplosioni sociali, che sull’onda di speranze, passioni, utopie, travolgono l’ordine costituito, senza che i politici e gli amministratori sappiano come fronteggiarli.

Il testo nasce dallo studio di centinaia di movimenti, sorti in paesi ed epoche diverse, fino ad arrivare a oggi. Insegna come identificarli, analizzarli ed evitare, che producano effetti catastrofici, neutralizzando gli elementi fanatici e violenti, per indirizzare gli altri verso mete più costruttive. Inoltre, esamina il processo, attraverso il quale emergono i capi carismatici e discute, come sia possibile frenarli.

Alberoni considera i movimenti come la piena di un fiume, che può travolgere ogni cosa, ma anche venire incanalata per l’irrigazione o deviata per produrre energia elettrica. Per ottenere questi risultati occorre un sapere, che nasce dallo studio, dall’esperienza. Questo trattato mostra come affrontare e indirizzare le più violente e pericolose passioni collettive, trasformandole in forze costruttive, capaci di generare solide e pacifiche istituzioni democratiche.

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Spoleto: apre il Museo delle armi medioevali presso Palazzo Leti Sansi

Grande successo per l’inaugurazione del Museo delle Armi medioevali, avvenuta sabato scorso, 29 agosto, presso il seicentesco Palazzo Leti Sansi nel cuore di Spoleto; un’iniziativa prodotta dall’Associazione Spoleto Arte con il patrocinio e la collaborazione della Città di Spoleto.

A documentare l’avvio di questo originale ed entusiasmante evento, ideato dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di “Spoleto Arte”,  importanti tv e testate giornalistiche tra cui la Rai e Umbria Tv, ma anche illustri personalità, come il Vicesindaco di Spoleto Maria Elena Bececco e il noto imprenditore dell’olio, Monini, da sempre attivo nella promozione della Città spoletina.

 

L’inaugurazione, ad ingresso libero per tutti, ha attirato famiglie e bambini ma anche appassionati d’armi e storici dell’epoca medioevale, che hanno potuto vedere con i propri occhi le numerose e straordinarie armi esposte, accurati manufatti che riproducono fedelmente gli equipaggiamenti bellici che risalgono alle prime tre decadi del 1300, e constatare, così, come strumenti di guerra e strategie di combattimento si siano trasformate nel corso del tempo. Ma non solo: le varie didascalie, il materiale audio-visivo del Museo, le spiegazioni del contesto storico, gli allestimenti di cavalieri e mercenari che mettono in scena la vita e le guerriglie medioevali, hanno fatto passare a tutti una giornata speciale.

 

L’organizzatore Salvo Nugnes così ha presentato il Museo delle Armi: “Ho pensato ad un luogo dinamico, divertente ed interessante, all’interno del quale appassionati, bambini e famiglie potessero trascorrere del tempo piacevolmente condividendo una speciale esperienza culturale, arricchendosi con le curiosità della nostra storia e portando con sé la voglia di ritornare”.

 

Il Museo resterà aperto al pubblico fino a fine ottobre, dal martedì alla domenica.

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Grande successo per l’inaugurazione del museo delle armi medioevali a Spoleto

Grande successo per l’inaugurazione del Museo delle Armi medioevali, avvenuta sabato scorso, 29 agosto, presso il seicentesco Palazzo Leti Sansi nel cuore di Spoleto; un’iniziativa prodotta dall’Associazione Spoleto Arte con il patrocinio e la collaborazione della Città di Spoleto.

A documentare l’avvio di questo originale ed entusiasmante evento, ideato dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di “Spoleto Arte”,  importanti tv e testate giornalistiche tra cui la Rai e Umbria Tv, ma anche illustri personalità, come il Vicesindaco di Spoleto Maria Elena Bececco e il noto imprenditore dell’olio, Monini, da sempre attivo nella promozione della Città spoletina.

L’inaugurazione, ad ingresso libero per tutti, ha attirato famiglie e bambini ma anche appassionati d’armi e storici dell’epoca medioevale, che hanno potuto vedere con i propri occhi le numerose e straordinarie armi esposte, accurati manufatti che riproducono fedelmente gli equipaggiamenti bellici che risalgono alle prime tre decadi del 1300, e constatare, così, come strumenti di guerra e strategie di combattimento si siano trasformate nel corso del tempo. Ma non solo: le varie didascalie, il materiale audio-visivo del Museo, le spiegazioni del contesto storico, gli allestimenti di cavalieri e mercenari che mettono in scena la vita e le guerriglie medioevali, hanno fatto passare a tutti una giornata speciale.

L’organizzatore Salvo Nugnes così ha presentato il Museo delle Armi: “Ho pensato ad un luogo dinamico, divertente ed interessante, all’interno del quale appassionati, bambini e famiglie potessero trascorrere del tempo piacevolmente condividendo una speciale esperienza culturale, arricchendosi con le curiosità della nostra storia e portando con sé la voglia di ritornare”.

Il Museo resterà aperto al pubblico fino a fine ottobre, dal martedì alla domenica.

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Attrazione storica per bambini e famiglie e non solo: inaugura il Museo delle Armi a Palazzo Leti Sansi di Spoleto

Sarà il seicentesco Palazzo Leti Sansi la location che ospiterà il nuovo Museo delle Armi, una iniziativa prodotta dal manager Salvo Nugnes di “Spoleto Arte” con il patrocinio e la collaborazione della Città di Spoleto.

L’esposizione inaugurerà sabato 29 agosto e presenterà un percorso che passa attraverso l’evoluzione dell’uomo, che ripercorre la trasformazione delle armi e delle strategie dell’arte del combattimento e della guerra. Le armi, oggetti straordinari nati dalla creatività umana per l’esigenza di progredire, di difendersi e di procurarsi del cibo sono i manufatti centrali attorno ai quali è stato realizzato il progetto curatoriale.

All’interno delle sale espositive si potranno ammirare armi risalenti alle prime tre decadi del 1300 e non solo. L’allestimento, pensato per far vivere un’oretta di svago a famiglie, bambini ed adulti permetterà di visionare didascalie e materiale video con spiegazioni del contesto storico e, ci si potrà divertire, immortalandosi a fianco di un cavaliere o di un mercenario all’interno delle ricostruzioni sceniche della vita e delle guerriglie medioevali.

L’ideatore Salvo Nugnes presentando il Museo delle Armi dice: “Ho pensato ad un luogo dinamico, divertente ed interessante, all’interno del quale appassionati, bambini e famiglie potessero trascorrere del tempo piacevolmente condividendo una speciale esperienza culturale, arricchendosi con le curiosità della nostra storia e portando con sé la voglia di ritornare”.

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Giorgio Casu esporrà in occasione della grande mostra “Biennale Milano” presso lo Spazio Tadini

Sta già attirando particolare interesse mediatico, la notizia dell’apertura della Biennale Milano, che aprirà a breve, precisamente sabato 5 settembre 2015 alle ore 18.30, con un prestigioso vernissage, organizzato presso lo Spazio Tadini, in via Niccolò Jommelli 24, a Milano. La direzione è del manager della cultura Salvo Nugnes. All’inaugurazione interverrà il Prof. Vittorio Sgarbi per la presentazione. Nel corposo gruppo degli artisti in esposizione c’è il pittore Giorgio Casu, che propone una pittura fortemente evocativa e influenzata dall’immaginario fantastico e dallo spirito d’inventiva.

Nel descriverne le principali caratteristiche dello stile, è stato scritto: “Casu si distingue per la sua vasta produzione e per il modo in cui ha raggiunto una reputazione internazionale, come artista di grande talento e di rara integrità. Casu ha la particolare abilità di mostrare temi e soggetti vagamente familiari e di giustapporli con un genere apparentemente tradizionale, ma con uno stile estremamente riconoscibile, che colpisce per unicità e coerenza. Egli si nota soprattutto per l’uso dei simboli, che lavora in acrilico in immagini multistrato di incomparabile intensità”.

E ancora viene rimarcato: “Ogni figura sembra acquisire tanti livelli di comprensione, sempre più distanti da quello, che superficialmente sembra voler comunicare al primo sguardo, sino al punto che si potrebbe dire che i suoi lavori siano ispirati all’estremo limite della corrente pop. Le sue immagini diventano delle icone contemporanee, che rivelano un mondo visto a caleidoscopio. Si evince una rivelazione graduale delle relazioni subconscie, che proprio quelle immagini hanno con il loro fruitore”.

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Luciano Trevisan esporrà in occasione della grande mostra “Biennale Milano” presso lo Spazio Tadini

Grande attesa per l’ormai prossima inaugurazione della Biennale Milano, fissata per sabato 5 settembre 2015 alle ore 18.30 all’interno dello storico Spazio Tadini a Milano, in Via Niccolò Jommelli 24, che vedrà raccolte in mostra opere realizzate da un selezionato gruppo di artisti contemporanei, tra i quali rientra il pittore Luciano Trevisan. All’appuntamento inaugurale il professor Vittorio Sgarbi presenterà la Mostra Biennale Milano, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes.

Nell’individuare i tratti salienti del suo operato è stato dichiarato “La componente realistica, di matrice figurativa, accostata a quella d’impronta surreale e irreale, affiorano in coesione e sono connesse e legate saldamente a codici cifrati, che traducono il riflesso di un’inquietudine che lo pervade, di un impellente e incalzante esigenza di cambiamento, proiettata verso una svolta decisiva, concreta e tangibile, a livello collettivo, protesa verso uno stimolante accrescimento e un arricchimento umano, spirituale, etico, morale”.

Trevisan si può considerare un pittore concettuale e al contempo un pittore sociale, un pittore della collettività di cui sente l’esigenza e il peso del necessario e indispensabile cambiamento. La sua è la tenace denuncia di un uomo-artista, condotta con caparbia perseveranza d’intenti. Una denuncia fatta per scuotere gli animi e le menti intorpidite, come esortazione a reagire e a rinsavire dagli errori commessi.

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Grande successo per il compleanno della Milano Art Gallery

Si è svolto come un grande evento nel cuore di Milano il festeggiamento del compleanno dello storico spazio milanese della Milano Art Gallery, che si trova in via Alessi 11, vicino Corso Genova, a cinque minuti dal Duomo. L’appuntamento cultural-mondano è stato organizzato venerdì scorso, 31 luglio, dal manager Salvo Nugnes, direttore del circuito di gallerie Milano Art Gallery.

L’iniziativa ha riunito un nutrito gruppo di assidui frequentatori e cultori d’arte, accanto a nomi di spicco del panorama attuale come il cantautore musicista Cristiano De Andrè e il sociologo Francesco Alberoni, intervenuti in qualità di ospiti speciali. Inoltre, erano presenti dei noti curatori e storici d’arte, tra cui il Dott. Paolo Bolpagni e il Prof. Alberto D’Atanasio.

L’organizzatore Salvo Nugnes ha spiegato: “Abbiamo voluto per l’occasione simbolica del compleanno della galleria offrire un momento d’intrattenimento pubblico, che poi è diventato anche un’opportunità per radunare personalità autorevoli ed esperte in materia, insieme a personaggi di fama. L’arte e la cultura da sempre sono degli importanti ponti di collegamento e di connessione tra la gente e noi alla Milano Art Gallery cerchiamo di stimolarne la diffusione a largo raggio e di incentivare anche le generazioni dei più giovani ad avvicinarsi ed appassionarsi“.

E proseguendo ha evidenziato: “Il compleanno poi cade proprio in concomitanza con lo svolgimento dell’Expo, che sta dando tanto prestigio a Milano e a tutta l’Italia. Quindi, è ancora più speciale per noi questo festeggiamento“.

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Spoleto arte: grande successo per Sgarbi con il film “Sgarbistan”

Lo storico Palazzo Leti Sansi a Spoleto, situato tra via Arco di Druso e Piazza del Mercato, ha ospitato la proiezione dell’inedito docu-film “Sgarbistan” con protagonista il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi, nelle vesti di attore principale. L’evento si è svolto con successo lo scorso 24 luglio e ha visto la presenza di un pubblico divertito e partecipe, che ha assistito con entusiasmo anche al vivace dibattito a fine programmazione. L’iniziativa è stata organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes durante la grande mostra di “Spoleto Arte” curata da Sgarbi, che resterà allestita in loco fino al 27 agosto 2015 ed è visitabile ad ingresso libero. Tra le interessanti opere in esposizione è possibile visionare gli originali dipinti della poliedrica e vulcanica Amanda Lear, personaggio di fama internazionale e musa ispiratrice del celebre maestro Salvador Dalì.

La regista e film-maker Maria Elisabetta Marelli ha seguito Sgarbi per 37 giorni distribuiti nell’arco di 3 mesi e ha realizzato un girato di 190 ore, trasformato poi in un montaggio di 75 minuti globali. La Marelli ha raccontato: “Sgarbi è capace di innamorarsi di qualunque cosa lo interessi, un quadro, una donna, un libro, una canzone, un tiramisù, per un tempo inversamente proporzionale all’intensità della passione che lo agita, da cui l’abitudine di divorare tutto, appropriandosene totalmente in pochi minuti. In un pomeriggio è capace di amare, allestire una mostra, visitare una chiesa, tenere una conferenza, dettare un articolo al telefono, rispondere a un’intervista e finire la giornata in un talk show televisivo. Potete immaginare quante cose può fare in 3 mesi?”.

Sgarbi spiega: “Il titolo -Sgarbistan- significa questo è il mondo in cui vive Sgarbi nella vita di tutti i giorni, senza filtri. È quindi un mondo a parte, in cui non ci sono regole che governano normalmente la vita delle altre persone. Il mio è un mondo molto libertano, che negli anni è un po’ cambiato, non mi è più possibile vivere come prima, ma in linea generale la mia condotta di vita è sempre stata molto libera e piena d’occasioni e questo viene fuori in modo estremamente chiaro dal film. Il mio regno, senza confini fisici, ma solo intellettuali di cui sono io a decidere. Sgarbi è quindi un’opera ibrida, a metà strada tra l’agiografia, il film comico, la parodia e il reality show”.

 

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Pieve di Cadore: Alfonso Mangone espone le sue creazioni alla mostra inaugurata dal Prof. Sgarbi

Sta per prendere il via la mostra allestita presso il rinomato Hotel Dolomiè di Pieve di Cadore, in via Privata Dolomiti 18; in esposizione anche il talentuoso pittore Alfonso Mangone. Il vernissage inaugurale è fissato in data sabato 1 agosto alle 20.00, con la partecipazione eccezionale del Prof. Vittorio Sgarbi. L’evento è organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte. Imperdibile nella stessa data è la conferenza di Sgarbi, dal titolo “Tiziano e la sua scuola” per rendere omaggio al celebre artista Tiziano Vecellio, nato proprio in questi suggestivi luoghi, che si svolgerà presso la chiesa del paese di Santa Maria Nascente, alle ore 17.00.

Nel descrivere le principali caratteristiche dello stile di Mangone è stato scritto: “La sua interessante ricerca si rivolge verso il comparto urbano della città di Venezia e dei contesti e paesaggi circostanti, che non appare mai ripetitivo, monotono e scontato come scenario, ma si rinnova e si trasforma di continuo e offre un vibrante risveglio sensoriale, nelle molteplici sfumature e sfaccettature, in cui si possono cogliere e carpire peculiari connotazioni caratterizzanti e rivisitarle e rielaborarle, con un proprio imprinting inconfondibile ed esclusivo”.

E ancora si evidenzia: “Osservare attentamente ciò che lo circonda gli consente di innescare un contatto profondo, di instaurare un rapporto e capire che il mondo possiede una propria -anima- e una propria ragione d’essere e di esistere. Nel contempo, la componente cromatica si congiunge alla luce e all’elemento luminoso, che ritrova la metafora simbolica di una spiritualità vivace e pregnante”.

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Spoleto Arte: Alessandro Testa parla della sua stima per la grande Margherita Hack

A fronte del successo riscosso, la mostra “Spoleto Arte”, curata da Vittorio Sgarbi e allestita a Spoleto all’interno di Palazzo Leti Sansi, è stata prorogata fino al 27 agosto 2015. La gestione organizzativa dell’evento è ancora una volta del manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte. Tra gli artisti partecipanti si inserisce il pittore astratto Alessandro Testa che, intervistato in occasione dell’esposizione di quattro sue opere alla prestigiosa mostra, ci parla della sua pittura e dei suoi progetti, ma anche della sua stima per la grande scienziata e astrofisica Margherita Hack, in cui onore è stato istituito il “Premio Margherita Hack”, consegnato a diverse personalità di spicco del panorama attuale italiano, tra cui Carlo Verdone e Federica Pellegrini, proprio a Palazzo Leti Sansi, nel contesto della mostra “Spoleto Arte”. Di seguito l’intervista:

1) Sig. Testa, abbiamo avuto notizia della sua presenza alla grande mostra di “Spoleto Arte” curata da Vittorio Sgarbi, allestita presso Palazzo Leti Sansi a Spoleto; è la prima volta che espone a Spoleto?

Avendo partecipato anche l’anno scorso, per me questa è già la seconda volta che espongo a Spoleto, alla mostra “Spoleto Arte”.

2) Quali opere ha esposto in mostra? Con quali tecniche sono realizzate e a quali tematiche si ispirano?

Le mie opere in esposizione sono quattro, con i rispettivi titoli: Ardore; Piacevolezza; I tesori del mare; Impronte. La tecnica di realizzazione e la loro tematica si basa esclusivamente sul principio di totale libertà, perché io non seguo che il mio cuore.

3) La mostra di “Spoleto Arte” ha fatto da simbolica cornice di contorno alla seconda edizione del “Premio Margherita Hack”; un suo pensiero sulla figura dell’esimia scienziata e sul suo prezioso contributo dato nei tanti anni di studi e di ricerche.

La mia stima per la grande astrofisica non può essere che infinita, la stella numero uno dell’Universo. In particolar modo, per me rappresenta la grande libertà di pensiero, la grande semplicità, onestà e determinazione. Un grandissimo esempio per tutta l’umanità.

4) Ci racconta quali sono i suoi progetti futuri e a cosa sta lavorando attualmente?

Io cerco di vivere soprattutto il presente, al futuro penso molto poco. Quando pitturo mi appassiono e creo. I miei progetti futuri li conosco e non li conosco, direi mi interessano relativamente. La mia, vuole essere comunque una continua ricerca all’insegna della creatività. Ora e sempre.

5) Questo è l’anno dell’Expo; è andato o andrà in visita alla grande esposizione universale? Pensa possa risultare utile e positivo anche per il comparto dell’arte?

Non sono ancora andato. Per me l’arte si deve sempre e comunque confrontare. L’Expo è sicuramente una bella ed interessante vetrina.

6) Si sente ispirato dall’Expo nelle sue creazioni? Ha già realizzato o pensa di realizzare delle creazioni connesse all’Expo?

Come ho già spiegato, la mia pittura è, e vuole essere, soprattutto istintiva. Come si suol dire, vado a ruota libera, vado oltre, mi sento ispirato solo dal mio sentimento.

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Mauro Martin insieme ad un gruppo rinomato di artisti scelti esporrà in occasione di Spoleto Arte

A fronte del consenso ottenuto, la grande mostra di “Spoleto arte” a cura di Vittorio Sgarbi, è stata prolungata fino al 27 agosto 2015. L’esposizione, a cui prende parte anche l’artista Mauro Martin, è racchiusa all’interno dell’antico Palazzo Leti Sansi a Spoleto, tra via Arco di Druso e Piazza del Mercato ed è organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte.

Sul linguaggio espressivo di Martin è stato commentato: “Protagoniste indiscusse sono le figure femminili, con forme suadenti, sinuose, morbide, seducenti, intriganti e al contempo eleganti e misteriose, che vengono immerse dentro lucenti cornici di luce, con riflessi luminosi ed enigmatiche trasparenze di avvolgente intensità e sono inserite in ambientazioni sobrie, ricercate e volutamente prive di sofisticati elementi di contorno, per dare la massima centralità alla loro fisionomia e alla loro naturalezza corporale mai forzata“.

E ancora viene messo in evidenza: “Egli si appresta all’atto creativo con semplicità d’approccio e spontaneità espressiva, ma al contempo vuole, con vigorosa consapevolezza, riaffermare e riacquistare la -sacralità- delle forme, nella loro perfetta e impeccabile definizione, scevre da ogni elemento superfluo di esagerata enfatizzazione, per coglierne la valenza primaria e sostanziale“.

 

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Spoleto: intervista Carmelo Compare per la mostra “Spoleto Arte”

La mostra “Spoleto Arte”, curata da Vittorio Sgarbi e allestita a Spoleto all’interno di Palazzo Leti Sansi, è stata prorogata fino al 27 agosto 2015; l’organizzazione dell’evento è ancora una volta gestita dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte. Tra gli artisti partecipanti è presente il pittore Carmelo Compare che, intervistato in occasione della prestigiosa mostra, spiega il valore di opposizione e impegno sociale insito nelle sue creazioni esplicitando la sua visione del mondo attuale, un mondo egoista e senza valori, popolato da uomini soli e vittime sociali. Di seguito l’intervista che bene spiega la sua concezione dell’oggi:

1) Abbiamo avuto notizia della sua presenza alla grande mostra di “Spoleto Arte” curata da Vittorio Sgarbi, allestita presso Palazzo Leti Sansi a Spoleto; come nasce l’occasione di partecipare a questa importante iniziativa? È la prima volta che espone a Spoleto?

È la prima volta che espongo a Spoleto grazie alla professionalità del produttore d’arte Salvo Nugnes e al comitato scientifico di Spoleto Arte che hanno scelto le mie opere per esporle sia alla Pro Biennale di Venezia, alla Milano Art Gallery, sia a questa grande manifestazione di Spoleto Arte, curata da Vittorio Sgarbi. Attraverso la sua dialettica, professionalità e preparazione artistica, dimostrata sia all’inaugurazione, sia la mattina successiva al premio “Margherita Hack”, dialogando con il grande Zichichi il professore mi ha ispirato un’opera che presto porrò in essere, “Il Seduttore d’arte e d’amore”.

2) Tra i partecipanti all’esposizione c’è anche la vulcanica e carismatica Amanda Lear, personaggio di fama internazionale; cosa pensa della sua arte pittorica? Ritiene, che abbia delle affinità con lo stile espressivo del suo mentore Salvador Dalì?

Riguardo la poliedrica e famosissima artista, ritengo che le sue opere siano molto diverse dal suo mentore, sia come tecnica e stile, sia come espressione artistica, in quanto il grande surrealista Dalì nelle sue opere ricercava una realtà non visibile, atemporale, caratterizzata da immagini irreali. L’arte di Amanda Lear, al contrario, si apre alla Terra e alla vita, cerca un nuovo sfondo in cui rivivere e gli alberi, i fiori, i volti conosciuti e non, diventano compagni e testimoni del suo viaggio interiore ed artistico. 

3) Quali opere ha esposto in mostra? Con quali tecniche sono realizzate e a quali tematiche si ispirano?

Le opere esposte a Spoleto Arte sono due, “La Ballerina di Birkenau” (dal ciclo Aushwitz) e “Tracce di Tramonto” (un barcone di migranti arenato su una spiaggia deserta e assolata, mentre le ultime tracce di tramonto, ultime tracce di speranza per un futuro migliore, si dileguano all’orizzonte). Entrambe le opere sono state eseguite con tecnica mista, cartapesta, acrilico e smalto su tela. Sono opere di opposizione e d’impegno sociale, io sono “un sognatore sociale” governato dagli impulsi del sentimento e dal furore di una fantasia inappagabile. In pochi decenni la terra è diventata un misto di cose diverse, dove i valori umani o comunque non economici sono soppressi, il nuovo ideale è lo scenario quantitativo, la prevalenza della logica del possesso e le vittime più consuete di questo tempo di assassini sono i più s-protetti, i più deboli, i disabili, i disoccupati, le donne, le vecchie e i bambini. Gli uomini parlano, ma non si dicono niente; come isole perdute nella corrente, si nutrono di surrogati di valori che non appagano, ma divorano.

4) Ci racconta quali sono i suoi progetti futuri e a cosa sta lavorando attualmente?

I miei progetti futuri? Continuare ad esporre le mie opere in importanti manifestazioni culturali e artistiche, come Spoleto Arte, la Pro Biennale di Venezia ecc. In questo periodo di grande fermento culturale e di crisi politico-sociale, in contemporanea con l’esposizione di Spoleto Arte, le mie opere sono in esposizione nelle collettive ad Assisi (ex pinacoteca comunale) e a Taormina, Palazzo dei Duchi. Dal 31 luglio esporrò a Villa Castelnuovo a Palermo una mostra di scultura a livello nazionale; vi parteciperò con l’opera “La terra dei melograni” ovvero “La Strage degli innocenti”. Mentre a novembre esporrò al Palazzo delle Belle Arti, Museo della Permanente, per Milano Expo 2015. Inizierò il più grande progetto a settembre, un’opera di grande dimensioni, con cinque sculture (a grandezza d’uomo) e tre grandi tele che raccontano gli orrori e le stragi della guerra, mentre le sculture rappresentano gli studiosi della guerra, indifferenti di fronte a tanta efferatezza. Spero di poterla esporre l’anno prossimo a Spoleto Arte. 

5) Si sente ispirato dall’Expo nelle sue creazioni? Ha già realizzato o pensa di realizzare delle creazioni connesse all’Expo?

Ho visitato l’Expo all’apertura, quando non tutti i padiglioni erano aperti, ma devo dire che sono stato subito preso da una forte emozione e ho avvertito un sentimento inusuale: era come se la Terra si fosse fermata per un attimo e fosse tornata ad essere dimora dell’uomo esiliato da ogni dove. Un senso di pace ha pervaso la mia anima inquieta spingendomi a gridare “Pace”, infatti la mia ultima opera dedicata all’Expo è “Inno alla Pace”.

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Intervista a Stefania Cappelletti per mostra “Spoleto Arte”

Parallela al Festival dei Due Mondi di Spoleto, è la mostra “Spoleto Arte”, curata da Vittorio Sgarbi, che è stata prorogata fino al 27 agosto 2015 ed è allestita a Spoleto all’interno di Palazzo Leti Sansi. L’evento, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, ha ottenuto un ottimo riscontro. Tra gli artisti partecipanti alla mostra si inserisce la pittrice Stefania Cappelletti che, intervistata in occasione dell’esposizione, ci parla del percorso svolto, della sua pittura, dei suoi progetti e della presenza all’Expo. Di seguito l’intervista:

1) Abbiamo avuto notizia della sua presenza alla grande mostra di “Spoleto Arte” curata da Vittorio Sgarbi, allestita presso Palazzo Leti Sansi a Spoleto; come nasce l’occasione di partecipare a questa importante iniziativa? È la prima volta che espone a Spoleto?

No, non è la prima volta che espongo a Spoleto che, oltretutto, è la mia città.

Ho vinto varie volte il Premio Spoleto Festival Art, a cura del Dott. Filipponi, che mi è stato confermato anche quest’anno, con mia grande soddisfazione. 

Ho partecipato a numerose mostre, interazionali all’estero e anche a Roma, a cura del Prof. Daniele Radini Tedeschi e faccio parte dal 2012 dell’Accademia di S. Lazzaro, da lui presieduta.

Ho esposto alla Triennale di Roma, a cura del Prof. Tedeschi e Achille Bonito Oliva. Certo, essere  inserita in una mostra cosi prestigiosa è fantastico. Da cosa sia dipeso, non lo so, la vita in fondo è come percorrere una strada; durante il cammino spesso si trovano incroci in cui si incontrano persone, creano relazioni, nascono occasioni e il percorso  cambia ogni volta che si cambia direzione.

Ecco, io ad un incrocio mi sono imbattuta in Spoleto Arte, a cura di Vittorio Sgarbi, e il mio percorso è cambiato, in meglio decisamente.

2) Tra i partecipanti all’esposizione c’è anche la vulcanica e carismatica Amanda Lear, personaggio di fama internazionale; cosa pensa della sua arte pittorica? Ritiene, che abbia delle affinità con lo stile espressivo del suo mentore Salvador Dalì?

Secondo me si, in alcuni lavori, penso però che sia scontato; tutti i grandi maestri influenzano i loro allievi, anche se direi che Amanda Lear ha sviluppato un suo personalissimo stile, soprattutto nell’uso del colore. Adoro i suoi lavori, in particolare il ritratto di Andy Warhol e le nature morte con i fiori; sono fantastici.

3) Quali opere ha esposto in mostra? Con quali tecniche sono realizzate e a quali tematiche si ispirano?

Il mio dipinto si intitola “Flatiron Building NY”. È parte di una serie di dipinti metropolitani dedicati a New York, è un olio su tavola. Non saprei dire perché dipingo così New York, i miei dipinti iniziano in un modo, poi cambiano, dipende dallo stato d’animo, da come ci si sente, da quello che si vuole comunicare, da come si mescolano i colori, non saprei.

4) Ci racconta quali sono i suoi progetti futuri e a cosa sta lavorando attualmente? 

Attualmente sono presente con le mie opere qui a Spoleto, con Spoleto Arte 2015 a cura di Vittorio Sgarbi, e con il Premio Spoleto Festival Art 2015 a cura del Dott. Filipponi; a breve, sarò presente all’EXPO 2015, padiglione Cina, a Milano, con 3 opere. Il tutto mi terrà impegnata fino ad agosto e oltre. Poi da settembre altri appuntamenti, ma è presto per parlarne, si vedrà.

5) Si sente ispirato dall’Expo nelle sue creazioni? Ha già realizzato o pensa di realizzare delle creazioni connesse all’Expo?

Come già annunciato, sarò all’Expo 2015, padiglione Cina; per l’occasione sono state selezionate tre mie opere a cui sono molto legata. Ci tengo a sottolineare che le ha scelte una commissione tecnica, non dirò altro sulle opere, se non che sono molto belle e che meritano di essere viste dal vivo, invito tutti, pertanto, ad andare a vederle.

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Spoleto Arte: intervistata Silvana Mellacina sulla sua arte e dei futuri progetti artistici

Antica capitale dei duchi longobardi, Spoleto è una delle città umbre che ha lasciato il segno nella storia e che ogni estate, dal 1958, diventa cornice del Festival dei Due Mondi e palcoscenico, da anni, della mostra d’arte “Spoleto Arte” a cura di Vittorio Sgarbi. Anche quest’anno dal 27 giugno, l’evento ha preso luogo nello splendido Palazzo Leti Sansi; questa “creatura”, nata dalla mente del Dott. Salvo Nugnes, manager della cultura, è stata prorogata fino al 27 agosto 2015 permettendo così a molti visitatori di lasciarsi affascinare ed interessare dalle opere esposte. Tra le pittrici presenti alla mostra c’è Silvana Mellacina, italiana di adozione e nata in Africa da genitori emiliani. Dedita all’arte astratta, le sue tele raccontano di sofferenze e ricordi senza fare riferimento a luoghi precisi; in seguito l’intervista tenuta a Silvana Mellacina:

1) Abbiamo avuto notizia della sua presenza alla grande mostra di “Spoleto Arte” curata da Vittorio Sgarbi, allestita presso Palazzo Leti Sansi a Spoleto; come nasce l’occasione di partecipare a questa importante iniziativa? È la prima volta che espone a Spoleto?

Si, è la prima volta che espongo a Spoleto e l’occasione mi è stata offerta da un grande direttore artistico, il Dott. Salvo Nugnes, a cui va il mio ringraziamento personale per avermi selezionata, dandomi l’opportunità di assistere ad un evento speciale.

2) Quali opere ha esposto in mostra? Con quali tecniche sono realizzate e a quali tematiche si ispirano?

L’opera esposta dal titolo “Nell’anima” è realizzata con colori acrilici e malte metallizzate spatolate e rappresenta una mia emozione riportata su tela.

3) La mostra di “Spoleto Arte” ha fatto da simbolica cornice di contorno alla seconda edizione del “Premio Margherita Hack”; un suo pensiero sulla figura dell’esimia scienziata e sul suo prezioso contributo dato nei tanti anni di studi e di ricerche.

Da sempre ho ammirato la figura di Margherita Hack, donna speciale e grandissima scienziata. Di lei ho amato la libertà di pensiero, la grandissima dignità di donna, l’umiltà, la riservatezza ed il modo semplice e naturale con cui spiegava a noi tutti il meraviglioso, ma complesso Universo. Ritengo il premio istituito a suo ricordo una lodevolissima iniziativa.

4) Ci racconta quali sono i suoi progetti futuri e a cosa sta lavorando attualmente?

I miei progetti futuri?? Continuare il cammino nell’arte, nella cultura e nella pittura, cercando costantemente di rinnovare e migliorare la tecnica.

5) Si sente ispirato dall’Expo nelle sue creazioni? Ha già realizzato o pensa di realizzare delle creazioni connesse all’Expo?

Si, l’Expo è sicuramente una fonte di ispirazione per la vastità degli argomenti trattati. Non ho al momento ancora fatto nulla al riguardo ma sicuramente mi piacerebbe realizzare qualcosa connesso a tale evento.

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Andrea Soraperra presenta le sue opere all’Hotel Dolomiè

L’arte scultorea di Andrea Soraperra sarà presto in esposizione all’interno dell’Hotel Dolomiè di Pieve di Cadore, in via Privata Dolomiti, 18. L’evento inaugurale della mostra, che vedrà la partecipazione eccezionale di Vittorio Sgarbi, è fissato in data venerdì 31 luglio 2015 alle ore 20.00. L’iniziativa artistica è organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte. Nella stessa giornata, presso la Chiesa di Santa Maria Nascente in paese, Sgarbi parlerà in conferenza a tema su “Tiziano e la sua scuola”, conducendo una approfondita lectio magistralis dedicata a Tiziano Vecellio, che è originario del contesto.

Tramite la suggestiva produzione scultorea, Soraperra riconosce e accoglie la storia del legno, la accosta a quella dell’uomo e costruisce la sua, con un’elaborazione ancorata ad una procedura artigianale personalizzata. I lavori sono da considerarsi come frammenti e segmenti di un racconto, lasciato volutamente incompiuto, al quale ognuno è chiamato a dare voce, mediante il proprio contributo interpretativo.

Riguardo Soraperra è stato scritto: “La sua arte diventa una sorta di abile e sapiente -gioco sul campo- nel quale entra in scena la molteplice quantità di cose viste e quella di cose vissute. È un po’ come se ci volesse dire, che non basta fare, ma provare a fare, parlando alla nostra stessa creatività e interagendo con essa, per trasmettere energia nuova e nuove pulsioni, con la sensibilità e la consapevolezza di un uomo-artista di moderna visione e al contempo rispettoso della tradizione, che si dimostra un autentico esperto di comunicazione artistica a tutto tondo“.

 

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Pieve di Cadore: esposte le tele di Stefania Buccio Gonzato

All’interno della mostra allestita presso l’Hotel Dolomiè di Pieve di Cadore, in via Privata Dolomiti 18, sarà possibile visionare le creazioni pittoriche dell’artista Stefania Buccio Gonzato. L’esposizione, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, prenderà il via in data venerdì 31 luglio 2015, con un vernissage inaugurale, nel quale è prevista la partecipazione straordinaria di Vittorio Sgarbi. Sempre in giornata, Sgarbi sarà impegnato in una conferenza dal titolo “Tiziano e la sua scuola” in dedica all’illustre Tiziano Vecellio, che si terrà alle ore 17.00, nella Chiesa di Santa Maria Nascente, in paese.

Parlando del linguaggio artistico della Buccio Gonzato, è stato messo in evidenza: “Il suo fare pittura si traduce in un vortice di emozioni, sentimenti, sensazioni, pulsioni, che confluiscono insieme e la pongono ben lontana da una volontà elaborativa frutto di una vena espressiva puramente ornamentale e banalmente descrittiva e copiativa, accostandola per certi versi a quella parte dell’arte europea del Novecento, che scava e scandaglia dentro la materia pittorica, nella ricerca costante di una -verità biologica e psicologica- che fornisce all’opera una piena e completa valenza sostanziale e contenutistica“.

E ancora si spiega: “La poetica perseguita esalta al meglio la funzione espressiva e il valore comunicativo del colore e della molteplice gamma tonale, con l’uso di tinte vivaci, brillanti, lucenti, incisive, marcate, che riempiono di vibrazioni energetiche l’intera raffigurazione e producono un fluido e scorrevole movimento dinamico, che pervade e permea tutto l’insieme narrativo“.

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Roberto Mazzonetto alla grande mostra Spoleto Arte

Ha preso il via con successo la grande mostra di “Spoleto Arte” a cura di Vittorio Sgarbi, che è stata prorogata fino al 27 agosto 2015 all’interno di Palazzo Leti Sansi, situato a Spoleto, tra via Arco di Druso e Piazza del Mercato. L’iniziativa è organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte. Nel gruppo selezionato degli artisti in esposizione si inserisce anche Roberto Mazzonetto.

Mazzonetto, fin dall’infanzia, è rimasto affascinato nel vedere il padre, che con il fuoco, un martello e un’incudine creava oggetti bellissimi. Era colpito nell’osservare il ferro, un materiale così forte e tenace e al contempo freddo in apparenza e sgradevole, che cedeva nelle mani del padre e veniva plasmato e modellato in oggetto artistico. Finiti gli studi inizia a lavorare al suo fianco per imparare il mestiere della lavorazione del ferro battuto nella bottega-laboratorio di famiglia.

Mazzonetto vuole elaborare oggetti, che parlano di sé, che dimostrano al meglio le capacità strumentali acquisite e consolidate nei tanti anni di pratica. Creazioni, che non sono soltanto un risultato ottenuto a livello puramente tecnico, ma che trasmettono al fruitore pensieri, emozioni, sensazioni, lirismo poetico, sensazioni piacevoli e spirito innovativo.

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Alessandro Gozzuti espone alla grande mostra Spoleto Arte

Ha preso il via con positivi apprezzamenti la grande mostra di “Spoleto Arte” che sarà prorogata fino al 27 agosto 2015. L’esposizione, a cura di Vittorio Sgarbi, coinvolge nomi di spicco in ambito artistico ed è organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte. Rientra nel gruppo dei partecipanti anche Alessandro Gozzuti.

Gozzuti, nativo di Roma, si diploma in Arti della Grafica e Fotografia presso l’Istituto d’Arte a Roma. Consegue il diploma di Illustratore digitale presso l’Accademia di Comunicazione di Milano.

Autodidatta nello studio del disegno prospettico, nel corso degli anni si concentra in modo particolare sulla geometria non euclidea, sperimentando tecniche anamorfiche e iperboliche della prospettiva. Passando dallo studio dell’opera di maestri come Escher, Gozzuti arriva a sviluppare un originale e personalizzato stile espressivo pittorico e un suo peculiare linguaggio comunicativo, basato sulle distorsioni iperboliche della dimensione di prospettiva.

Per lui anche il supporto risulta coinvolto nel processo di curvatura e la cornice, considerata da sempre quale elemento puramente decorativo e marginale dell’opera pittorica, diventa espressione del suo contenuto sostanziale. Una dimensione creativa quella di Gozzuti, in cui pittura e scultura si fondono insieme in perfetta sinergia, generando una commistione di sorprendente e coreografica prospettiva.

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Pieve di Cadore: Luigi Mascioli espone le sue creazioni alla mostra inaugurata dal Prof. Sgarbi

Conto alla rovescia iniziato, per la mostra che vede tra i protagonisti partecipanti l’artista Luigi Mascioli e verrà inaugurata in data venerdì 31 luglio 2015 alle ore 20.00 a Pieve di Cadore, allestita dentro l’Hotel Dolomiè, in via Privata Dolomiti 18. Durante il vernissage, è prevista la presenza d’eccezione del Prof. Vittorio Sgarbi, che nella data medesima, alle ore 17.00, terrà anche un’interessante conferenza dal titolo “Tiziano e la sua scuola” per celebrare il celebre pittore della zona Tiziano Vecellio. L’evento si svolgerà presso la Chiesa di Santa Maria Nascente in paese. La gestione organizzativa è del manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte.

Nell’individuare le caratteristiche principali della sua pittura, è stato dichiarato: “L’autore non utilizza mai un modulo ripetitivo, ridondante e banalmente emulativo. Escogita un’elaborazione vivace, dinamica e originale, che riesce sempre a sorprendere e a incuriosire e si pone come via d’uscita e di superamento di un accademismo troppo rigido e ferreo e di un realismo spesso asfittico e fine a se stesso, concepito in chiave di mera riproduzione fredda e fotografica, priva di contenuti sostanziali”.

Inoltre, viene sottolineato: “Mascioli concepisce il bisogno e la necessità d’instaurare una comunicazione virtuale tramite le opere, di parlare e di comunicare, nel tentativo di capire e interpretare il mondo circostante, rapportandosi e confrontandosi con lo spettatore. Per lui fare il pittore non significa entrare in un sistema predefinito e preconfigurato a monte, ma vuol dire uscire allo scoperto con spontanea autenticità, esporsi completamente e mettere a nudo nel profondo la propria anima e la propria sfera interiore”.

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Luciano Gargiulo espone le sue creazioni in occasione di Spoleto Arte

Sta riscuotendo ottimi apprezzamenti la grande mostra di “Spoleto Arte” che verrà prolungata fino al 27 agosto 2015 all’interno del secolare Palazzo Leti Sansi, che si trova nel cuore del centro storico di Spoleto, tra via Arco di Druso e Piazza del Mercato. L’esposizione, affidata all’autorevole curatela di Vittorio Sgarbi, vede riuniti insieme artisti di fama, con generi e stili espressivi eterogenei ed è visitabile ad ingresso libero. L’organizzatore dell’importante iniziativa è il manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte. Il pittore Luciano Gargiulo rientra nel gruppo dei partecipanti.

Gargiulo è nativo di Napoli e si è diplomato presso il Liceo artistico a Napoli, sotto la guida esperta dei professori Guido Tatafiore, Goffredo Godi e Raffaele Lippi. Ha frequentato la Facoltà di Architettura all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Risale a questi anni la frequentazione dello studio del maestro Armando De Stefano. Partecipa su invito alla mostra internazionale di pittura di Gradara e nel 1975 tiene una prestigiosa personale ad Avellino. Tra il 1976 e il 1977 lavora come grafico di animazione in Rai. Dal 1973 al 1991 è autore di diverse copertine discografiche per la casa editrice Bideri Splash e per la B.b.b. Musicista, in parallelo all’attività musicale sviluppa quella pittorica e plastica. Si sono occupati della sua produzione Il Mattino, La Repubblica, Rinnovamento, Il Corriere della Sera, e Il Roma. Attualmente, Gargiulo abita e risiede con la famiglia nelle vicinanze di Napoli. Di recente, ha partecipato alla 3^ Triennale dell’Esasperatismo e alla Biennale di Venezia.

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Spoleto Arte: Rolando Rovati presente in mostra

Si rinnova con ampio consenso l’appuntamento spoletino della grande mostra di “Spoleto Arte” allestita nell’antico Palazzo Leti Sansi, tra via Arco di Druso e Piazza del Mercato. L’iniziativa è stata prolungata fino al 27 agosto 2015 ed è curata dal Prof. Vittorio Sgarbi. L’organizzatore è il manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte. Tra le personalità selezionate a partecipare c’è l’artista Rolando Rovati.

Su Rovati è stato affermato: “Nella variegata produzione i materiali diventano compartecipi di una creatività dinamica e versatile, propensa agli accostamenti e alle modifiche dei frammenti, prestando attenzione a lasciare perfettamente integra, dopo l’incollatura, la -partecipazione sinergica esclusiva- del singolo frammento rispetto al risultato globale dell’intera architettura, assemblata mediante un’elegante articolazione di policromatici e variopinti segmenti”.

E ancora si mette in evidenza: “Il significato di fondo dell’insieme si connette a un codice di profondo simbolismo, di messaggi subliminali universali, di affascinanti e intriganti misteri da scoprire e da rivelare, in un viaggio fantastico dentro le tele, che conquistano e catturano l’occhio fin dal primo sguardo, trasportandolo in un turbine immaginario, in un vortice di avvincente interazione interpretativa, dove linee, tracce segniche e formule geometriche si fondono e si snodano, in labirinti multiformi dalle magiche atmosfere”.

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Milano Art Gallery: inaugurata con successo la mostra di Luciano Menegazzi

Ha riscosso grande successo il vernissage inaugurale della mostra personale di Luciano Menegazzi, intitolata “Oltre”, che si è svolto presso la storica galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, in data 11 luglio, con l’organizzazione del manager della cultura Salvo Nugnes. L’esposizione resterà allestita in loco fino al 25 luglio 2015, con ingresso libero per le visite.

Nel descrivere le componenti principali del suo stile, è stato scritto: “Menegazzi si può considerare come un -compositore del segno- in versione moderna e contemporanea, in quanto possiede la capacità innata di creare delle vere e proprie melodie visive, che acquistano una ritmata musicalità coinvolgente e dai toni poetici. Le narrazioni pittoriche hanno un plus valore aggiunto, nel lasciare scorgere e intravedere significati e valori celati, che non hanno immediatezza, ma sono delle particolari analisi sceniche della psiche. Oltrepassando e superando le ideologie perpetrate dall’accademismo classico, elabora una propria linguistica espressiva, basata su uno stile innovativo e dotata di inconfondibile unicità”.

Il noto scrittore Andrea Pinketts su di lui, ha commentato: “L’artista ci esorta ad andare oltre i limiti, che la razionalità impone e a varcare la soglia del non visibile e del non conosciuto. Tramite evocazioni ricercate ci trasporta dentro un’intrigante e avvincente -immersione sensoriale- che sorprende e conquista, cogliendo nel segno e centrando la finalità comunicativa della narrazione, con arguta e sagace intuizione artistica. Giocando con acrobazie colorate, coreografie ad effetto e spumeggianti esplosioni di luce, coglie anche l’aspetto ludico e goliardico del fare arte”.

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Stefania Cappelletti espone le sue opere in occasione della grande mostra presso Palazzo Leti Sansi

La mostra di “Spoleto Arte” su grande richiesta verrà prorogata fino al 27 agosto 2015. Curatore dell’evento è il Prof. Vittorio Sgarbi, mentre la gestione organizzativa è del manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di “Spoleto Arte”. L’allestimento è racchiuso all’interno del Palazzo Leti Sansi a Spoleto, tra via Arco di Druso e Piazza del Mercato. Nel gruppo dei partecipanti si inserisce la pittrice Stefania Cappelletti.

Ciò che contraddistingue e accomuna le creazioni, dai paesaggi naturali, alle ambientazioni urbane, dalle nature morte ai ritratti, è quel gusto sottilmente retrò di poetico lirismo, che costituisce una speciale atmosfera di efficace impatto emozionale verso il fruitore, che da subito viene catturato e quasi “assorbito” dentro le tele. L’osservatore si immerge in una dimensione di coinvolgente riflessione concettuale, supportato dagli interessanti spunti recepiti.

Scrive di lei Daniele Radini Tedeschi: “L’artista umbra ha particolari meriti nel dipingere paesaggi e vedute, dove compaiono laghi e specchi d’acqua, che diventano mezzi per esprimere il riflesso delle piante, degli alberi e di eventuali monumenti presenti sulla scena. La composizione è ben costruita, i colori sono uniformi e la cromia finale pertanto è assai gradevole. Lo stile risente molto del paesaggismo francese. La pennellata è ampia e decisa, numerosi sono i contrasti di luci e ombre nel raffigurato, il colore sgorga dall’interiorità e dalle emozioni, che la natura trasmette“.

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Presso Palazzo Leti Santi Spoleto Arte presenta Patrizia Croce

È stato annunciato il prolungamento della mostra di “Spoleto Arte”, che resterà allestita fino al 27 agosto 2015 tra le mura di Palazzo Leti Sansi a Spoleto, che si trova tra via Arco di Druso e Piazza del Mercato. L’esposizione è curata da Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte. Sono presenti opere realizzate da un selezionato gruppo di artisti contemporanei. Tra essi c’è la pittrice figurativa Patrizia Croce.

L’arte della Croce è prevalentemente improntata alla grande capacità descrittiva. Ci offre immagini di elevato impatto visivo, che richiamano uno stile espressivo derivante dalla tradizione classica, ispirata al genere di ritratto e di paesaggio, rivisitata e personalizzata secondo una originale revisione scenica e narrativa, che conferisce alle opere un carattere identificativo proprio, mai ripetitivo e standardizzato su schemi fissi e rigidi. Di lei viene evidenziato: “Sensibile agli scenari più empaticamente suggestivi, li coglie come attenta e partecipe osservatrice delle loro evoluzioni, a cui sa dare il giusto risalto mediante l’utilizzo di una gamma cromatica appropriata e dagli spettacolari effetti di coreografie sceniche“.

E ancora si commenta: “La Croce dipinge con la classe di chi ha fatto della sua arte un’espressione di sublimi sentimenti. La modulazione del segno e la sfaccettata stesura del colore sono prerogative, che diventano estremamente personalizzate e ne decretano l’unicità del prodotto realizzato e l’inconfondibile cifra stilistica. Dalle opere trapela un suadente lirismo, inteso come -lirica espressione della realtà-“.

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