All Posts By

ufficio-stampa

Comunicati

“SPOLETO INCONTRA VENEZIA”: STEFANIA BUCCIO GONZATO IN MOSTRA CON LE SUE RAFFINATE RAFFIGURAZIONI FEMMINILI

È imminente l’apertura ufficiale della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” allestita nello storico Palazzo Falier, residenza nobiliare del XV secolo, situata sulle rive del Canal Grande a Venezia, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. Stefania Buccio Gonzato è tra gli artisti designati per partecipare all’importante evento, che resterà in loco dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 con la presenza d’eccezione di nomi altisonanti tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì e altri noti esponenti.

La Buccio Gonzato, si pone davanti alle tele come se stesse scrivendo un libro di racconti, descrivendo il suo mondo circondato dagli affetti familiari. Un paesaggio intriso di emozioni sue proprie, basato su un’introspezione femminile, talvolta anche piacevolmente ludica e giocosa, che invita a condividere con lo spettatore. Nei quadri imprime storie di donne, delle loro amicizie, della reciproca solidarietà delle madri e delle figlie, esortando a ricordare ed assaporare la serenità generata dai sentimenti più semplici, spontanei e genuini. Tratteggia uno stile dall’inconfondibile personalizzazione, che recupera l’illustrazione e l’Arte Naïf e congiunte insieme, definendo delle realtà marcatamente accentuate e amplificate, in cui le figure sono sempre ritratte in primo piano e appaiono visibilmente ingrandite e ingigantite, rispetto al contesto d’ambientazione di contorno, creando un’intenzionale sproporzione dimensionale.

Commentandone le peculiari caratteristiche espressive il Professor Sgarbi spiega “Un mondo accessibile a pochi, quello delle donne. Portatrici di vita, amazzoni nel combattimento, grintose e astute giocatrici nelle vita, eppure fragili come cristalli appena le scopri. La Buccio Gonzato ci mostra quel mondo attraverso le sue tele incastonandolo in brevi storie di vita quotidiana. Le sue sono donne generose, dalle forme morbide, i capelli voluminosi e gli occhi grandi. Sono piene di speranze, truccate, agghindate come bambole, con in testa cappelli talvolta troppo vistosi. Vogliono apparire, essere osservate, ammirate e amate”. E prosegue “L’artista pone la scena tutta in primo piano, comprimendo corpi e spazi. Solo ogni tanto c’è una stretta via di fuga verso la città. Con una netta linea nera delinea i profili di volti, architetture e oggetti. Con colori corposi vivaci e brillanti, riempie le ampie zone così tracciate. Non si cura delle proporzioni. Esagera, sfiora la caricatura: è la nostra attenzione, che vuole”.

No Comments
Comunicati

“SPOLETO INCONTRA VENEZIA”: IL PITTORE BACCO ARTOLINI

Novero delle presenze importanti selezionate per esporre alla grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” prevista dal 28 Settembre al 24 Ottobre nell’incantevole cornice veneziana del nobile Palazzo Falier, affacciato sul Canal Grande, si inserisce il pittore Filippo Artolini, conosciuto con lo pseudonimo di Bacco Artolini, con la sua arte figurativa d’ispirazione esotica e surreale. L’autorevole curatela dell’evento è affidata a Vittorio Sgarbi, con la direzione del manager Salvo Nugnes. All’attesissima iniziativa sono coinvolti nomi rinomati del calibro di Dario Fo, Pier Paolo Pasolini, Eugenio Carmi, José Dalì.

Artolini, fin dall’infanzia manifesta una spiccata attitudine per le arti visive e in particolare per la pittura, che gli consente di esprimere in modo efficace e spontaneo gli stati d’animo e la personale concezione delle cose e del mondo, attraverso l’uso di colori forti e densi. Tra i principali soggetti protagonisti dei suoi quadri ci sono elementi recuperati dalla dimensione della natura e del paesaggio, come animali, motivi floreali, piante e abitazioni di campagna, che spesso hanno tonalità compositive accese e sgargianti.

Negli anni si rafforza il marcato interesse verso l’ambiente naturale, che lo spinge ad intraprendere un corso di studi presso la facoltà di scienze naturali. Questa conoscenza più approfondita dell’anatomia animale gli consente di migliorare la qualità dei disegni, mentre la curiosità lo porta a sperimentare varie tecniche, come l’acquerello e l’acrilico.

Collabora con alcune associazioni ambientalistiche di portata internazionale, che promuovono la propria denominazione e le rispettive attività svolte avvalendosi anche dei suoi lavori artistici, tra cui spiccano cartoline dalle immagini variopinte e suggestive, che vengono vendute al pubblico. Il suo impegno è finalizzato di convogliare talento e sensibilità creativa a contatto con realtà e culture differenti da quella di provenienza, per arricchire e arricchirsi, ispirare e ispirarsi, proiettato sul continuo rinnovamento, dato dal confronto di matrice cosmopolita e alimentato dalla viscerale passione pittorica.

Artolini spiega “Concepisco il viaggio come la mia primaria fonte stimolante per espandere la mia arte oltre i confini. Il viaggio mi coinvolge, mi sprona e mi trascina in una giostra di nuove atmosfere, nuovi odori, nuove forme, nuove emozioni”. Nei dipinti predilige inserire animali esotici o dall’aspetto antropomorfo, volutamente immessi in scenari surreali, dissonanti, dal sapore onirico. Gli spazi e le figure risultano dilatati e deformati in base a insolite prospettive dimensionali, tra l’immaginario del sogno e la fantasia ludica, offrendo allo spettatore un contesto, che appare come sospeso dentro una “bolla” di cromie vitali ed esuberanti, in cui, paradossalmente la “follia interpretativa” è ammessa e la logica viene oscurata dall’estro fantastico, che prevale. Nelle tele emerge uno spirito propulsore, che ha mantenuto e conservato intatte la genuinità e l’istintività tipiche dell’età fanciullesca, che indifferente alle regole e alle convenzioni riesce a esternare idee e sensazioni in maniera più autentica e diretta.

No Comments
Comunicati

APRE LA MOSTRA PITTORICA DI DARIO FO ALLA MILANO ART GALLERY: AL VERNISSAGE PRESENTE IL CURATORE VITTORIO SGARBI E TANTI ALTRI VIP

È inaugurata Martedì 2 Settembre 2014, la straordinaria mostra pittorica del Premio Nobel Dario Fo, curata dal Prof. Vittorio Sgarbi, allestita presso la prestigiosa “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” (via G. Alessi 11, fine Corso Genova, Milano). All’evento hanno partecipato, oltre al curatore e a numerosi giornalisti e media, anche tanti nomi di spicco del panorama attuale, come Marco Columbro, famoso attore e conduttore televisivo, che durante la serata ha affermato “Dario Fo è stato il mio grande Maestro”. Infatti, tra il 1976 e il 1977, Columbro è stato il suo “Arlecchino in cerca di padrone”, un furbo Zanni politicizzato, protagonista di un testo di Artuso Corso.

La personale “L’arte dell’ironia”, organizzata dal manager Salvo Nugnes, presenta i dipinti che raccontano l’amore per l’arte di Fo, dagli esordi fino ai giorni nostri. Ma non solo. Assieme ai suoi quadri, si possono ammirare foto, materiale di scena e video tratti dalla sua brillante carriera teatrale. Tra oli, disegni, acquerelli, litografie, bozzetti di scena sono oltre ventimila i pezzi raccolti e conservati, frutto del geniale talento innato del Maestro, con una produzione davvero eterogenea e copiosissima, di alto livello.

L’itinerario creativo di Dario Fo è contraddistinto dal rapporto stretto e sinergico tra teatro-pittura, con un continuo gioco di rimandi. Fo è arrivato al disegno per estendere e tradurre il nobile linguaggio del proprio corpo, per dargli forma stabile e nel contempo per mettere e trasportare sulla scena il proprio corpo, esternando il progetto racchiuso nelle sue opere e nel suo peculiare stile espressivo. I soggetti raffigurati appaiono sciolti e svincolati da legami, in assoluta libertà. Il Maestro spiega “Il corpo è fatto per agire, per muoversi. È fatto per raccontare, con ognuna delle proprie parti. Parlerei di influenza in ambito scenico e no soltanto scenografico. Perché, il disegno, la pittura, mi consentono di predefinire molto di più, che le mere strutture ambientali oppure le entrate e le uscite degli attori“.

Descrivendo la sua formazione artistica a Brera, risalente al primo dopoguerra e i rinomati personaggi di cui è stato allievo, rivela “Achille Funi era un insegnante straordinario, Carrà era molto simpatico, Aldo Carpi, il direttore, una personalità di eccezionale apertura mentale. Mi capitava ogni tanto di assistere alle lezioni di Marino Marini. Una volta riuscì a farmi accettare nell’atelier di Manzù, ad impastare creta. Davvero stavamo vivendo un momento irripetibile per la storia civile e culturale del nostro Paese. Non solo dentro le stanze dell’accademia, ma anche fuori, nei bar e nelle trattorie di Brera, ci si trovava a discutere e fare progetti”.

 

Le creazioni di Fo si potranno ammirare fino al 24 Settembre alla Milano Art Gallery e, dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 nel contesto delle grandi mostre “Spoleto incontra Venezia” curate da Vittorio Sgarbi, presso Palazzo Falier, nel capoluogo veneto.

No Comments
Comunicati

ALLA GRANDE MOSTRA DI “SPOLETO INCONTRA VENEZIA” IN ESPOSIZIONE L ‘ESPRESSIONISMO PITTORICO DI ANTONIO FRANCHI

Si prevede un appuntamento di rilievo internazionale quello di “Spoleto incontra Venezia” la grande mostra curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, tra le secolari mura di Palazzo Falier, dimora nobiliare situata sulle sponde del Canal Grande a Venezia. Tanti i nomi altisonanti in esposizione: da da Dario Fo a Eugenio Carmi, da Pier Paolo Pasolini a José Dalì. Nell’esclusivo elenco dei partecipanti rientra Antonio Franchi, con la sua arte pittorica ispirata dall’Espressionismo astratto, che lascia spazio a una visionarietà dominata dalla sfera dell’immaginario e dalla spontaneità interpretativa.

 

Franchi si avvicina al disegno e alla pittura in età adolescenziale. Dapprima approccia il genere di matrice figurativa, poi a seguito dell’incontro con il maestro Antonio Tropeano, esperto di arte moderna e contemporanea, pittore e scultore affermato, inizia a dedicarsi allo studio e alla ricerca approfondita sul colore. Nel 2006 nasce la “Sintesi Aerea” una particolare forma di Espressionismo astratto, che si manifesta attraverso accese e brillanti luminosità cromatiche e con strutture compositive sorrette da un’idea di definizione e inquadramento geometrico.

Sulla scia di questa influsso, le tonalità vibranti e vivaci della sua tavolozza incontrano un’espansione dinamica e profusa di materia informale, che simboleggia virtualmente la superficie sconfinata dei territori di tutto il mondo, da conquistare in una dimensione di linguaggio comunicativo in proiezione aperta e cosmopolita.

 

Per Franchi l’utilizzo delle molteplici varietà di sfumature tonali rappresenta il fervido e viscerale legame d’attaccamento con la propria terra e con i luoghi e i contesti ambientali a lui più cari. Tramite le variopinte cromie vuole incentivare e spronare lo spettatore ad immergersi in quel magico e misterioso mondo fantastico, che appartiene a tutti, dove ognuno può trovare una parte di sé, lasciando volare la fantasia e solleticando la voglia ancestrale di recuperare quel “fanciullino pascolianoinsito in noi, per lasciare viaggiare la mente e il cuore sulle ali dell’assoluta libertà di espressione e di pensiero.

No Comments
Comunicati

Alle mostre di Spoleto incontra Venezia le incantevoli creazioni di Marina Colombo

Inizia il conto alla rovescia per la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. L’allestimento è all’interno dello sfarzoso Palazzo Falier, edificio del XV secolo costruito sul canal grande a Venezia e vedrà l’esposizione di personaggi di lustro, tra cui ario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì. In questo prestigioso parterre l’artista Marina Colombo porterà le sue emozionanti proiezioni pittoriche, guidate dal realismo magico, onirico e fantastico. 

Fin dall’infanzia, la Colombo dimostra un’innata predisposizione per il disegno. All’inizio del percorso si cimenta nella riproduzione di quadri del passato, con particolare predilezione verso l’arte impressionista. Il salto di qualità nella formazione avviene grazie alla frequentazione della scuola della rinomata pittrice e scultrice Giuliana Randighieri, che le permette di esaltare a valorizzare al meglio le sue potenzialità.

Nelle tele emerge l’intenso estro creativo e le virtuose doti strumentali acquisite. L’uso della luce solare, che si riverbera come una cascata luminosa, è considerata la fonte primaria e indispensabile per l’ispirazione e sta alla base della vasta produzione, dove compaiono il mare, i paesaggi, le nature morte, così come il Duomo di Milano, la Galleria Vittorio Emanuele e altri luoghi importanti e di preziosa valenza nel suo vissuto.

La finalità principale è l’inserimento di una dimensione proveniente dal sogno, interpretato in chiave favolistica e fiabesca, che si insinua nella realtà rappresentata ed esprime un linguaggio codificato legato al simbolismo e a messaggi subliminali, che accanto al sorprendente effetto cromatico, generano forti emozioni nello spettatore. Non si limita a emulativi e pedissequi esercizi di semplice narrazione descrittiva, ma imprime nelle raffigurazioni un proprio simbolico “marchio” distintivo e connotativo, che le rende inconfondibili e di originale impostazione.

La Colombo riesce ad accostare con delicata e aggraziata armonia d’equilibrio compositivo molteplici tonalità, forme, linee sinuose, che si snodano e si intrecciano a comporre e costruire strutture dove è insito un senso di movimento in costante e continuo divenire, inserito in un processo ineffabile e inarrestabile, come fosse carpito in uno scatto istantaneo, prodotto dall’attimo fuggente, catturato e trasferito sulla tela. Il suo intento è riuscire a fissare in eterno quella speciale “scintilla sfuggente” frutto dell’alchimia tra sensazione e sentimento, che non appartiene alla pura matericità e che lei ricerca con accorato ardore e inesauribile passione, nel viaggio fantasioso, intrapreso per conviverne appieno con il fruitore il patos e il coinvolgimento intimo.

No Comments
Comunicati

“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE LA PITTRICE ANNA STICCO CON I SUOI DIPINTI DEDICATI A MARIA CALLAS

Si avvicina con crescente attesa l’inizio della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, che si svolgerà dal 28 settembre al 24 ottobre 2014, nello splendido Palazzo Falier, residenza aristocratica del XV secolo affacciata sul Canal Grande a Venezia. È prevista una ricca e corposa carrellata di opere di artisti illustri tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. Tra i partecipanti all’iniziativa di prestigio è stata selezionata la senese Anna Sticco conosciuta come “La pittrice di Maria Callas” con le sue suggestive rievocazioni in dedica celebrativa al celebre soprano considerata la divina della lirica per antonomasia.

 

Nel raccontare la sua fervida passione per la Callas spiega: “Nel 2006 mentre ero a Parigi ho avuto una vera folgorazione, un’illuminazione imprevista e inaspettata, sentendomi catturare e conquistare da un magnifico manifesto della Callas esposto all’Opera e da lì ho iniziato un percorso di ricerca approfondita, che mi ha portato a contatto con persone e ambienti a lei più vicini e sono diventata anche una collezionista appassionata dei suoi cimeli e oggetti a lei più appartenuti“.

 

Sulla Callas dichiara: “Posso dire, che è diventata simbolicamente la musa ispiratrice del mio percorso artistico e desidero esaltarne al meglio il ricordo. Senza dubbio è un’icona a modello nel canto lirico e ha ottenuto trionfali successi e importanti riconoscimenti, meritandosi una fama internazionale. La sua voce era e resta inimitabile, unica, inconfondibile e indimenticabile. Come donna bisogna evidenziarne il fascino magnetico, lo charme seduttivo e il carisma innato. Pur non avendo una bellezza classica e standardizzata nei canoni comuni, ha saputo conquistarsi meritatamente lo scettro di “Donna più bella del mondo”. In apparenza forte, impavida e caparbia celava una personalità fragile, insicura e un carattere emotivo e sensibile. La corazza esterna era uno scudo per nascondere debolezza e sofferenza interiore“.

 

Sul concetto di arte afferma: “L’arte è un mezzo indispensabile, uno strumento prezioso e fondamentale per esprimere me stessa, per comunicare il mio moto dell’anima nella sua essenza più intima e introspettiva. Il mio stile è assolutamente personale e personalizzato. Mi considero un’artista a tutto tondo, poiché l’arte influisce in modo radicale in ogni mia scelta. Per me l’arte è come una “Tragica necessità” intesa come esigenza primaria alla quale non potrei mai rinunciare“.

 

E aggiunge descrivendo la tecnica preferita, da lei maggiormente utilizzata: “Uso in prevalenza la tecnica mista, tenendo l’acrilico come base principale integrata con la china, i gessetti, le matite, il collage, la foglia oro 24 carati, cercando di compiere una ricerca sperimentale eterogenea e in continua evoluzione“.­­

No Comments
Comunicati

“Spoleto incontra Venezia”: Presentati i suggestivi lavori scultorei di Francesco Siclari

In occasione dell’attesissima grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” sarà possibile visionare gli interessanti lavori scultorei realizzati da Francesco Siclari. L’evento, curato da Vittorio Sgarbi con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes, è fissato dal 28 settembre al 24 ottobre 2014, nella splendida cornice veneziana dell’aristocratico Palazzo Falier, affacciato sul Canal Grande, con l’esposizione straordinaria di esponenti di pregio come Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì.

 

Siclari è conosciuto e apprezzato anche come talentuoso pittore. Fin da bambino si cimenta con il disegno, poi passa alla china, alla tempera, all’acquerello e infine ai colori ad olio. Nell’approccio con la scultura conserva e mantiene intatta quella feconda vena di lirismo aulico, che ha da sempre pervaso la sua poliedrica produzione, dimostrando di mantenersi saldamente ancorato ad un’ispirazione sostenuta dalla spiccata sensibilità interiore, che ne guida la mano e l’azione esecutoria, collocando le sue opere in una formula di realismo attraversato dal magico incanto emozionale.

 

È un artista molto prolifico, che negli anni si è dedicato alacremente a un’attività densa di approfondimenti, stimolazioni visive e contenutistiche, restando sempre fedele alla propria linea di condotta, che consiste nell’individuazione di un filone di verismo attento alla dimensione della realtà, ma tradotto e riconducibile a un’autentica narrazione poetica, che lo influenza. È sostenuto da una tecnica formale ad alto livello, possiede strumenti espressivi ineccepibili, che nascono da un’istintiva e innata capacità elaborativa e da una padronanza acquisita e consolidata dall’esperienza teorica e pratica, oltre che dagli insegnamenti appresi dai maestri, che l’hanno preceduto. Si rende fautore di rappresentazioni realistiche, dalla massa materica corposa e densa, dai volumi pieni e ben marcati, che nel contempo offrono il plus valore di prestarsi ad un’eterogenea interpretazione personale e soggettiva.

 

Applica con fermezza il proposito di infondere verità e veridicità alle sue visioni, nella scrupolosa e doviziosa esecuzione dai risultati eccellenti, pur contornandole di emozioni e percezioni sprigionate dall’ego più intimo e profondo, che gli consente di condividere con l’osservatore quei sentimenti reconditi, quel senso di fantasia onirica, quel gusto per la dimensione di afflato romantico, che riempiono le sue creazioni di energia vitale, di calore umano, di vivace positività.

No Comments
Comunicati

“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE I CROMATICI VIRTUOSISMI PITTORICI DI LUCIANO BERRUTI

Durante la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” prevista dal 28 settembre al 24 ottobre curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager Salvo Nugnes, convoglieranno in esposizione nomi altisonanti del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, all’interno dell’esclusivo Palazzo Falier, affacciato sul Canal Grande a Venezia. Il pittore Luciano Berruti rientra nel selezionato novero degli artisti partecipanti all’evento di richiamo internazionale, proponendo i suoi quadri, caratterizzati dagli originali virtuosismi cromatici.

 

Berruti si avvicina all’arte pittorica nella prima metà degli anni Sessanta, ma la sua attività è stata da sempre legata al mondo del colore. Ad Asti il suo negozio d’abbigliamento era conosciutissimo e gli ha permesso di acquisire grande esperienza nell’abito tessile della maglieria, del cashmere e di realizzare originali creazioni colorate avvalendosi del prezioso filato, molto apprezzate da Zegna, Krizia, Valentino, Donna Karan. Il lavoro lo porta a viaggiare parecchio e a soggiornare nelle più affascinanti città d’arte italiane ed estere. L’assiduo e intimo contatto con i luoghi, in cui si respira e si valorizza al meglio la componente spirituale accentua il già collaudato feeling con l’elemento cromatico e lo sprona a dipingere opere definite “Emozioni allo stato puro” che ottengono consensi generali.

 

Egli approda all’essenza del reale quasi trasfigurandolo e riconducendolo all’impronta stilnovistica. Le rappresentazioni sono apparizioni misteriose e silenti, dotate di profondo fascino e raffinata indeterminatezza, evocanti quell’atmosfera da purgatorio dantesco, per la quale i personaggi e gli ambienti godono di un levita ascensionale, protesa al regno della luce assoluta e sovrana. Si pone in dialogo con gli oggetti, con la natura, con le suggestioni di un tempo scaturite dai ricordi e dalle emozioni, che si traducono in una raffigurazione in cui il colore protagonista determinante della costruzione d’insieme.

 

Non ha un oggetto preferito: tutto ciò che vede, un paesaggio urbano, un panorama collinare, una natura morta possono essergli di spunto ideativo. Infatti, non è concentrato tanto sulla tematica e sull’argomento trattato, ma piuttosto dal modo con il quale verrà rivisitato sulle tele. Tutte le immagini sembrano viste attraverso un filtro virtuale, che attenua le linee dritte, lascia indefiniti i contorni e valorizza come segno peculiare distintivo di riconoscimento quell’inconfondibile profusione variopinta di cromie tonali.

 

Commentandone lo stile, Duccio Trombadori ha dichiarato “Paesaggi evocati intensamente nella pittura di Berruti per sovrapposizione di varietà cromatiche, con effetti di sorprendente naturalezza atmosferica“.

No Comments
Comunicati

“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE LA RICERCATA ARTE INTIMISTA DI FABRIZIO BERTI

Si conferma un appuntamento internazionale imperdibile, la grande mostra denominata “Spoleto incontra Venezia” prevista dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, sotto la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. L’evento, allestito nell’esclusivo Palazzo Falier, di secolare costruzione affacciato sul Canal Grande a Venezia, è arricchito da personaggi illustri in esposizione, tra i cui Dario Fo, Pier Paolo Pasolini, Eugenio Carmi, José Dalì. Nel parterre delle presenze importanti è stato selezionato Fabrizio Berti, pittore e scultore dalla formazione accurata e completa, che gli ha permesso di approcciare una coinvolgente formula espressiva dal carattere intimista, ricevendo ampi consensi d’apprezzamento.

 

Nel percorso di ricerca Berti approfondisce dapprima la pittura e il disegno, frequentando appositi corsi con il noto maestro Enrico Irmici. Inizia poi l’indagine sperimentale sulla commistione delle varie tecniche, tra cui l’acquerello e la gouache. In quel periodo viene inquadrato come “impressionista puro”. In seguito comincia con il lavoro scultoreo, attraverso la modellazione della creta e dell’argilla, riuscendo a elaborare una finitura personalizzata dal sorprendente impatto visivo, in cui la superficie delle sculture risulta perfezionata da una speciale cromia, paragonabile al bronzo.

 

Concepisce l’arte come mezzo strumentale e considera il suo fare arte come una missione, una forma di vocazione assoluta e innata, una missione trasmessa fin dalla nascita, finalizzata a suscitare emozioni nello spettatore, per dare voce alla dimensione interiore e all’anima. Guardando le opere si viene trasportati in un viaggio iniziatico di illuminazione esistenziale e spirituale per unificare quella scintilla primordiale, che dal caos genera il cosmo, l’ordine e l’armonia del creato e sostiene e conferisce il significato primario a ogni essere vivente. Egli dichiara “Io ho promesso di vivere d’arte anche dopo la mia morte” assimilando l’arte al fremito interiore, alla propulsione vibrante, che è il linguaggio cosmico per metterci in contatto e in comunicazione con il Dio creatore.

 

È dunque indispensabile congiungere la sua esperienza filosofica estetica all’evoluzione della spiritualità intesa come riscoperta del sé, della sfera introspettiva, che diventa l’essenza stessa del vivere, la fonte d’ispirazione imprescindibile per lo studio approfondito sulla forma, sulla figura e sul colore. Emerge la sintesi formale della narrazione, che si trasforma in ricordo e memoria del vissuto, con una costante evoluzione fatta sull’analisi della percezione interna della “ratio” in relazione al senso di infinito, che trapela dalla condizione ineluttabile della morte. In lui vita e morte, Eros e Thanatos si equilibrano, si intrecciano e trovano spiegazione nel suo lavoro e nel coinvolgimento estremo, per il quale spiega “Si immedesima nell’arte, che è vocazione e nell’osservatore, che nella visione riscopre il vero senso del contemplare, cioè io guardo, perché’ dall’opera si irradia quell’infinito, che mi conosce fin dall’inizio dei tempi”.

No Comments
Comunicati

L’ARTISTA ALFREDO PAPA ESPONE LE SUE OPERE DI MATRICE NATURALISTA A “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”

In occasione dello svolgimento di “Spoleto incontra Venezia” curato da Vittorio Sgarbi e diretto dal manager produttore Salvo Nugnes, Alfredo Papa proporrà la sua arte pittorica di matrice naturalista. L’evento con richiamo mediatico internazionale, è previsto dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, nella magica cornice di Venezia, dentro la secolare dimora nobile di Palazzo Falier, posta sulla riva del Canal Grande. Saranno esposte opere di grande pregio appartenenti a personalità importanti, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi rinomati.

La tematica principale di Papa è il paesaggio, con immagini che hanno forza espressiva potente, piena di luce, per porre l’accento sulle bellezze della natura, che compongono gli elementi del suo poetico sogno iconografico. Nei dipinti c’è un perfetto equilibrio tra forma, colore e contenuto, delineando un rapporto molto stretto tra l’artista e il fruitore, perché entrambi tentano di immedesimarsi nella ricerca di emozioni intime, racchiuse nell’unico intenso desiderio di trovare e vivere la serenità del proprio cuore e della propria anima.

È un pittore dall’impronta moderna e dalla visione innovativa, pur avvalendosi delle esperienze tramandate da alcuni illustri maestri francesi. Ci presenta un mondo in dimensione positiva, ecologicamente sano e puro: la bucolica campagna con i cavalli, i boschi lussureggianti, che si perdono nell’orizzonte dei cieli azzurri, i paesaggi rigogliosi, che nascono dalle memoria e contengono le variopinte sfumature cromatiche delle stagioni, i fiori e le nature morte, che spaziano nelle gamma tonali dell’arcobaleno. Non gioca con la tavolozza colorata, ma crea istintivamente un armonioso bilanciamento delle cromie, in una miscela di linee e suggestivi effetti luminosi.

Riesce a trasmettere una patina di enigmatico misticismo, di misterioso silenzio, che simboleggia il risuono della voce interiore impressa sulle tele, con una velata sensazione di pace e un sentimento di nostalgica solitudine. Gli spunti nascono spesso da fotografie, che scatta con l’intento di catturare il sentimento dell’attimo, il significato profondo di quel particolare istante.

 

Parlando del concetto di arte afferma “L’uomo ha bisogno di esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni, il canale più efficiente è l’arte, senza di essa non potremmo esprimere appieno le nostre emozioni. L’uomo senza passione è vuoto. I cinesi chiamavano il vuoto -Wu Wei- termine con il quale si allude all’essenza del -pieno-. Perciò dove vi è il vuoto bisogna colmarlo. Solo così possiamo cogliere l’armonia e l’essenza della vita”.

No Comments
Comunicati

“Spoleto incontra Venezia”: Daniela Biganzoli alias Dab espone la sua arte quantistica

Durante la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” Daniela Biganzoli, conosciuta con lo pseudonimo di Dab, sarà presente con la sua arte quantistica, che la guida e la indirizza nel dinamico percorso di ricerca e sperimentazione. L’esposizione di richiamo internazionale, curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes nell’antichissimo contesto veneziano di Palazzo Falier sul Canal Grande, si terrà dal 28 settembre al 24 ottobre 2014. Tra le pregiate opere, si potranno ammirare anche quelle appartenenti a personaggi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri autori di spicco.

 

Dalle significative riflessioni della Biganzoli è possibile comprendere al meglio la radice portante del suo modo di concepire l’arte e fare arte: “Mi esprimo attraverso l’arte quantistica col nome di Dab. Mi rivolgo agli aspetti più misteriosi e comunque non ancora del tutto messi in luce dalla scienza. La mia attenzione è rivolta in particolare al microcosmo, al mondo delle particelle subatomiche, ad una realtà invisibile e immateriale dove non possiamo conoscere gli oggetti, ma solo le loro relazioni. Una realtà dove tutte le cose e tutti gli eventi sono interconnessi. Mi servo dell’arte quantistica per riunire concetti scientifici e spirituali in una visione olistica, che tutto abbraccia. I richiami simbolici spesso presenti nelle mie opere aiutano nella comprensione e contemporaneamente ricollegano ad un lontano passato, fondendo tutto nell’uno, come principio armonizzante”.

 

Incentra le sue opere inedite trans-disciplinari su una concezione nuova e stimolante, che ha come punto focale di riferimento la sintesi comunicativa tra i numerosi linguaggi derivanti dall’arte e dalla scienza, nonché dal dialogo instaurato dagli scienziati più avanguardisti con l’ambito artistico e filosofico. Questo risultato è ottenuto rielaborando l’influsso delle teorie fisiche più recenti e stimolanti, valutando però la complessità della realtà circostante e le interazioni di tali dottrine con i campi applicativi delle altre scienze, per integrarne gli aspetti spazio temporali salienti e individuare i più misteriosi e ancora sconosciuti.

 

Tra i concetti primari richiamati nelle composizioni, la complementarietà, considerata basilare per ogni aspetto della vita si ritrova anche nella fisica. Infatti, secondo il Premio Nobel Niels Bohr “Gli aspetti ondulatori e quelli corpuscolari della materia e della luce, sono due facce dello stesso fenomeno”.

 

No Comments
Comunicati

“ANNA MARIA ARTEGIANI”: IN MOSTRA A “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”

Nel pregevole parterre di presenze rinomate scelte per esporre nella grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” spicca Anna Maria Artegiani, con le sue visioni pittoriche misticheggianti. L’evento, curato da Vittorio Sgarbi e diretto dal manager produttore Salvo Nugnes, si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, nell’incantevole atmosfera del capoluogo veneto, tra le sfarzose mura secolari di Palazzo Falier, affacciato lungo le sponde del Canal Grande.

 

La Artegiani, profondamente sensibile e proiettata ad approfondire i valori connessi al mondo spirituale, dalla metà degli anni Ottanta, intraprende una lunga e doviziosa ricerca, che la conduce ad interessarsi alle somme tradizioni sapienziali d’Oriente e d’Occidente e ad accostarsi ad un graduale progressivo cammino interiore esistenziale, coniugando in perfetta fusione sinergica arte e spiritualità. Le sue opere offrono spunti di meditazione personale, che vanno ben oltre l’impatto estetico delle rappresentazioni e delineano un universo di simbologie e messaggi dal significato esoterico trascendentale, una sorta di codice cifrato, che l’artista riproduce sulle tele per dare forma e dimensione a una voce interna, proveniente dalla sfera introspettiva, per comunicare e raccontare le esperienze vissute con le conseguenti percezioni emozionali e sensoriali scaturite dagli stimoli circostanti, per esternare la vocazione e propensione verso il viaggio di elevazione e di ascesa contemplativa dello spirito.

 

La sua pittura, che ha ricevuto anche la prestigiosa testimonianza ad encomio di Franco Battiato, è paziente, precisa e meticolosa, paragonabile allo stile tipico dei pittori di icone. L’impronta compositiva dal fascino accattivante ne dimostra l’indiscusso talento e la rara e preziosa sensibilità progettuale ed esecutiva. L’afflato mistico dei dipinti è rafforzato dalla menzione di particolari citazioni e testi, composti da autori appartenenti alle varie tradizioni spirituali, che contribuiscono ad avvalorare ed enfatizzare l’insieme artistico culturale, fungendo da preziose testimonianze dirette d’accompagnamento.

 

La solida e lineare costruzione del disegno, evidenzia una struttura figurativa sobria, essenziale, dai contorni semplici e minimali, ma di estrema raffinatezza ed eleganza, che recuperando gli antichi concetti filosofici esistenzialisti, si arricchisce di connotazioni di ancestrale memoria, assumendo sfumature dal carattere distintivo di sacrale e ascetica religiosità. La Artegiani vuole spronare lo spettatore ad immettersi nel sentiero dei mistici dell’Est e dell’Ovest, ricordando i saggi e lungimiranti insegnamenti del maestro Ibn Al-Arif, che predicava “Si estingue ciò che non è mai stato, e sussiste ciò che non ha mai cessato di esistere”.

No Comments
Comunicati

Alle mostre di Spoleto incontra Venezia le incantevoli creazioni di Maria Franca Grisolia

All’interno del pregiato comparto espositivo di “Spoleto incontra Venezia” previsto dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 a Venezia, nel aristocratico Palazzo Falier affacciato sul Canal Grande, sarà possibile ammirare le fantasiose visioni pittoriche di Maria Franca Grisolia, accanto ad un parterre di opere appartenenti a nomi di forte rilevanza, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì. L’evento è curato dal Professor Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. 

L’essenza della ricerca stilistica della Grisolia la conduce a compiere una trasformazione del reale tramite un linguaggio riconducibile al filone del Realismo classico, con una proiezione oggettiva profonda, che recepisce la bellezza e l’armonia del mondo circostante. Si cimenta con diverse tecniche e affstaronta tematiche eterogenee, con particolare predilezione verso la raffigurazione femminile. La tavolozza composta da affascinanti e variegate cromie è ricca, vivace e gioca con i contrasti tonali di luci-ombre esaltando le forme. Per lei il colore non è solo pura contemplazione, ma creazione del nuovo, che accompagnato dalla spontaneità espressiva lascia spazio al sogno e all’immaginario fantastico.

Si dimostra artista sensibile e valida comunicatrice di sentimenti, capace di esternare con l’avvincente estro innato delle interpretazioni, che evidenziano il suo corposo bagaglio spirituale. I dipinti trasmettono sensazioni intense, scaturite dall’ego interiore proiettato sulle tele per trasferire i significativi messaggi ancorati a un figurativo dal carattere surreale. Si avvale dell’intuito emotivo, focalizzando la sua sfera intima, con una notevole padronanza tecnico-culturale, che le consentono di elaborare lavori di elevato pregio qualitativo.

La Grisolia spiega “La mia pittura figurativa assume la consistenza del reale. Mostra i personaggi e propone l’analisi dei sentimenti attraverso la descrizione, spesso dettagliata, dei particolari: dei volti, dei gesti, dello spazio. Evoca la tradizione del Realismo classico e mediante la suggestione della forma, suggerisce letture diverse o momenti di riflessione sull’esistenza umana”.

No Comments
Comunicati

A “SPOLETO INCONTRA VENEZIA” IN ESPOSIZIONE ANNALISA PICCHIONI CON IL SUO ASTRATTISMO DI MATRICE INTIMISTA

In occasione della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi, con la direzione del manager Salvo Nugnes, Annalisa Picchioni è stata scelta tra i rinomati artisti partecipanti con la sua arte ispirata dall’astrattismo intimista. L’iniziativa di portata internazionale si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 nel sontuoso Palazzo Falier sul Canal Grande a Venezia, coinvolgendo nomi altisonanti come Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì.

La Picchioni durante gli anni di studio accademico approfondisce la tecnica dell’incisione tramite il metodo Hayter con la stampa simultanea a colori. In parallelo con la crescente passione per la fotografia continua la sperimentazione con la pittura, inserendo lastre di plexiglass per conferire una struttura tridimensionale alle rappresentazioni.

In lei emerge la capacità di donare alle forme tratti decisi, che poi si confondono nelle sfumature tonali. Sullo sfondo inserisce le cromature pastello per armonizzare i contorni geometrici delle raffigurazioni. L’intento è di lasciare molta libertà al tratteggio, pur marcando le linee poiché come spiega “Vorrei far visionare quel mondo interiore ricco di sogni e magie e metterlo in contrapposizione con quello -costruito- che è alla luce di tutti”.

Nelle composizioni partendo da un pensiero, che diventa un “modulo” di base ne accentua la ripetizione per sottolineare come le ossessioni e i sogni si pongono e si impongono ripetutamente nelle nostra mente. Le cromature accese e le tinte brillanti rendono visibile quella che si pone come unica e fondamentale variante: il punto d’osservazione, l’alter ego della percezione onirica, che viene dilatato nell’analisi microscopica di un dettaglio o viene riequilibrato in una prospettiva di visione d’insieme.

L’apparente disordine delle forme e dei segni è un universo in sviluppo progressivo, che si armonizza. Lo spettatore percepisce la dimensione luminosa, perché vede l’ombra dell’immateriale, che nella sua irrealtà genera emozioni, evocando il movimento dell’anima e il fluire dei sentimenti nel fremito delle sensazioni impresse nelle opere e condivise, come la magia dei ricordi dimenticati e recuperati, che fanno sentire vivi e suscitano inaspettate reazioni nella memoria dei sensi.

No Comments
Comunicati

Alle mostre di Spoleto incontra Venezia le incantevoli creazioni di Marilena Lacchinelli

Marilena Lacchinelli si inserisce nella pregiata cornice delle mostre di “Spoleto incontra Venezia” curate da Vittorio Sgarbi e dirette dal manager Salvo Nugnes, dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, presso il sontuoso Palazzo Falier, che si trova a Venezia sul famoso Canal Grande. 

La Lacchinelli è un’artista autodidatta, che utilizza la pittura a olio, ma ama anche sperimentare tecniche diversificate, inserendo il colore come elemento puro e protagonista, usando con vivaci tocchi luminosi. Le rose, considerate nelle molteplici declinazioni, sono tra le raffigurazioni predilette. Vengono ritratte con delicato lirismo poetico, attraverso primi piani assai ravvicinati, scandagliandone le geometrie più minuziose, cogliendone nell’essenza compositiva la femminilità, la vitale solarità, la magica sensualità insita in esse.

Il talento creativo della Lacchinelli consiste nel rievocare un’espressione floreale e naturalistica, che appare familiare e rassicurante, incantando l’osservatore per la seducente eleganza e lasciando percepire una dimensione di bellezza perfetta e ideale, di fascino sensibile e delicato, simbolo di freschezza e leggiadria, manifestazione sublime di innalzamento e ascesa spirituale.

Stende il colore con variopinta e multiforme duttilità e stimola il fruitore con originali visioni fatte di luci e di silenzio, lasciando scaturire dinamiche suggestioni. La pittrice spiega “L’arte migliora il mondo quando esprime emozioni, dall’arte traggo arte. Il concetto è la cornice affascinante di un bel dipinto. L’artista agisce per il bene comune della pittura e per creare un mondo migliore. L’incontro con l’arte rende ricchi, l’emozione educa il cuore all’amore per l’arte. Mi auguro, che il tempo emotivo contribuisca ad emanare un dolce profumo”.

No Comments
Comunicati

“SPOLETO INCONTRA VENEZIA”: LUCIA IDA VIGANO’ PROPONE LA SUA INNOVATIVA ARTE CROMATICA

Appuntamento con crescente risonanza mediatica quello della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager Salvo Nunges, che dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, vedrà riuniti insieme nomi illustri come Dario Fo, Pier Paolo Pasolini, Eugenio Carmi, José Dalì e altre presenze eccellenti, all’interno del secolare Palazzo Falier, risalente al XV secolo, edificato sulle rive del Canal Grande a Venezia. Tra i partecipanti è stata selezionata anche la pittrice Lucia Ida Viganò, con le sue coinvolgenti composizioni, caratterizzate dal cromatismo di stampo classico e tradizionalista, rivisitato in formula nuova e diversificata, con intensi contenuti esistenziali.

 

Nei quadri della Viganò le rappresentazioni vengono ricondotte e ricollocate concettualmente in un apposito spazio ben definito e delineato, nell’intento di rielaborare e inquadrare le strutture architettoniche classicheggianti perseguendo un innovativo linguaggio, costituito da cromatismi e accostamenti tonali di originale impatto, che superano e travalicano la realtà usuale, accorpati ad una significativa simbologia, che le rende rievocazioni di natura figurativa avvolte da enigmatico mistero, da carpire e decifrare nel particolare messaggio cifrato e codificato insito in esse.

 

L’artista nel descrivere il senso della ricerca da lei compiuta afferma “Nella mia esperienza ho individuato tre forme di pensiero individuale, che sviluppano ciascuna l’osservazione e la riflessione nelle forme dell’oggettivazione descrittiva e della soggettivazione analitica, che sono: la figurazione, l’intelligenza emotiva e quella cognitiva, formale o strutturale. Nelle mie opere cerco di ridurre in una sintesi formale, segnica, cromatica e gestuale le componenti di queste tre forme di pensiero e creare una composizione conformante la gioia interiore dell’anima nei confronti del reale. Dietro le mie opere c’è quindi una riflessione e una ricerca specifiche, volte ad indagare i linguaggi e il pensiero ricondotti al contenuto formale del quadro”. E prosegue precisando “La mia ricerca formale e strutturale del linguaggio pittorico non è mera speculazione destinata ad esistere come oggetto decorativo. Nei quadri parlo con segni e colori,il linguaggio del pensiero nella sua integrità, per convincermi e convincere, che la vita anche nella sua più tetra sfortuna deve essere percepita non secondo i meccanismi, che portano allo sconforto e alla condizione di depressione dolente, ma con una volontà ribelle e vitale di rimanere gioiosi e festanti fino all’estremo, più in là possibile”.

No Comments
Comunicati

Intervista a Luca Girardi, proprietario delle Cantine Girardi a Farra di Soligo

D: Quali sono le origini storiche dell’azienda?

R: La Famiglia Girardi è presente già nel medioevo come costruttrice di botti per il vino. L’azienda nasce nel 1925 con l’acquisto da parte di nostro bisnonno Martino, forte della passione che lo legava alla terra, del primo vigneto di Valdobbiadene nel comune di Farra di Soligo, dove tutt’ora questo vigneto produce uve per la selezione Girardi. L’azienda e le generazioni di mio nonno e attualmente mio padre, hanno portato avanti la valorizzazione e la coltivazione delle zone collinari meglio esposte ai raggi del sole, nonostante le difficili situazioni della guerra mondiale. Rimanendo fedeli alla tradizione, siamo arrivati ai giorni nostri dove la filosofia di vita si esprime nell’attenta e appassionata cura dei vigneti, delle uve e dei processi di vinificazione.

D: Ci racconta le principali caratteristiche dei vostri prodotti di punta?

R: I nostri prodotti di punta sono divisi in due marchi: Girardi e Monchera. Girardi è l’assoluta perfezione ed essenza del territorio della Valdobbiadene DOCG dove riporta il cognome di famiglia, mentre Monchera è il luogo di origine longobarda dove è situata l’azienda. Quest’ultimo marchio è l’energia del prosecco DOC più autentico perché i vigneti sono limitrofi all’area storica del Valdobbiadene. Queste due linee di spumanti sono diverse, perché la Girardi e la selezione di vigneti di collina è di una età media di 25-30 anni il cui profumo è intenso con sentori di mela e pera, e al gusto ha un’elegante struttura molto salina. Mentre il Monchera arriva da vigneti più giovani, di 5-15 anni e vuole essere l’identità della freschezza e della bevibilità per tutte le occasioni.

D: A quale fascia di mercato italiano vi rivolgete? Avete anche un target di clientela estera? Di quali paesi? Quali sono le richieste e le preferenze più rilevanti, che raccogliete dai clienti?

R: I nostri clienti sono di medio e alto target i quali vogliono ancora degustare in modo eccellente, genuino con l’identità nostra di un territorio. Principalmente i nostri spumanti si trovano nelle migliori bottiglierie, enoteche  e  ristoranti. La nostra esportazione e le richieste più particolari arrivano molto spesso dall’estero, proprio da paesi in cui l’italianità è molto presente e da chi vuole risentire nel calice un pezzo di territorio, dove spesso la sinergia di emozioni e ricordi ritornano presenti grazie ai nostri spumanti. Poi abbiamo i mercati cosiddetti emergenti dove la vera competizione sta nella qualità, perché quando hanno di fronte prodotti importanti riescono a capire il loro vero valore. Siamo presenti da Berlino a Londra, da Hong Kong, Shanghai, Pechino per poi arrivare a San Paolo in Brasile.

D: Come avete strutturato il vostro sito web di riferimento? Una curiosità al riguardo: quale specifica funzionalità svolge la casella intitolata “Parola al vino”?

R: Abbiamo cercato di fare un sito che parli con il cliente, che al momento è in evoluzione, ma tra le tante cose, la Parola al vino, vuole essere, per le persone meno esperte, la chiave grazie alla quale possano trovare la soluzione ai loro enigmi o che possano conoscere in modo più approfondito le tematiche del vino.

D: Siete presenti all’interno di fiere ed eventi di settore? Fate parte di associazioni di categoria?

R: Facciamo fiere di settore e negli ultimi anni stiamo cercando di orientarci sempre di meno alla grande massa, ma sempre di più a persone di qualità. Facciamo parte di un’associazione del territorio, perché è il territorio, con il benessere dello stesso, che porta vantaggio a tutto il comparto enogastronomico turistico, ma siamo presenti anche in sistemi di sinergia di promozione estera come ad esempio 100ITA che ha riscosso il premio Panda come miglior progetto italiano in Cina 2014. Nel 2013 lo stesso premio è stato vinto dalle aziende Ferrari e Maserati.

D: Una riflessione di commento sull’attuale situazione commerciale di mercato dei vini e degli spumanti in ambito nazionale e internazionale; a suo parere serve una formula di rinnovamento globale? Quanto ritiene, che la crisi economica generale possa incidere sul calo dei consumi di settore?

R: A livello globale, ma anche nazionale, il prezzo medio di vini e spumanti  in distribuzione sta scendendo rispetto agli anni precedenti, e ciò è sicuramente dovuto alla situazione di crisi ormai globale. Eccezion fatta per il caso Valdobbiadene e Prosecco che grazie alla crisi è riuscito ad emergere. Infatti il mercato globale si è accorto che questi spumanti provenienti dalle regioni Friuli e Veneto, ma in special modo quello della provincia di Treviso, con all’apice il comprensorio del Conegliano – Valdobbiadene – Asolo, in cui Farra di Soligo è il cuore,  si possono trovare ancora prodotti di altissima qualità con il giusto rapporto qualità/prezzo. Sicuramente la sinergia tra istituzioni politiche locali e nazionali, e consorzi, hanno portato ad una svolta intellettuale delle persone che ci lavorano come attori per rendere grande un territorio spumantistico.

D: Quanta importanza rivestono le figure professionali dell’enologo e del sommelier nel vostro comparto aziendale?

R: Le figure professionali, come in tutti i comparti sono molto importanti, specialmente in quello del vino, nel quale l’enologo deve conciliare l’esperienza delle annate precedenti con la selezione dei diversi vigneti,  attraverso la maturazione ideale per la raccolta, il misterioso processo di vinificazione e spumantizzazione, e deve portare ad un risultato più che ottimo ad ogni annata. Mentre il sommelier, non meno importante, deve capire l’azienda e i prodotti, ed è lui stesso l’artefice tra il produttore e il cliente finale. Per cui avere figure in azienda solide e carismatiche rende l’azienda forte dei prodotti e solida nel mercato.

D: Che ruolo assumono il prezzo e la forma di presentazione del vino?

R: Importantissima è la presentazione di un vino nel modo in cui si presenta dal punto di vista estetico, ma una componente importante è il prezzo: molto spesso quanto più basso è il prezzo e quanto più bella è la bottiglia, più i mercati vengono conquistati. Però io sono dell’idea che dobbiamo vendere il contenuto, e non solo “vetro tappi ed etichette” e cioè il contenitore. Infatti all’eccellenza si arriva fondamentalmente con due fattori: alta qualità del contenuto e del contenitore che come risultante dà un determinato prezzo, ovviamente più alto della media. Sarà poi ogni azienda a seconda del posizionamento che vuole avere nel mercato a scegliere il prezzo di vendita, ma sicuramente a scapito di uno dei due fattori.

D: Quali progetti innovativi state portando avanti?

R: Stiamo portando avanti dei progetti innovati sia nell’impianto di vigneti in un modo più ecocompatibile ed ecosostenibile, ma soprattutto usciremo con un prodotto innovativo, in formato magnum, per il quale abbiamo voluto unire delle eccellenze: una grande cuvée aziendale con il lusso vicentino, sia nell’aspetto grafico che nel contenuto.

D: Ci spiega l’interessante contributo dato nel campo delle iniziative sulla preparazione dei cocktails con il prosecco e delle proposte del “bere miscelato”?

R: In poche parole è un modo di consumo alternativo. Eravamo convinti del fatto che lo spumante era solo per le festività o per i grandi eventi. Invece la grande imprenditorialità delle aziende è riuscita a far consumare il prodotto, che sia Valdobbiadene, o Prosecco, o semplicemente una cuvée,  nell’arco dell’anno, per cui a 365 giorni ed ad ogni occasione. Questo ha comportato al bere miscelato facendo entrare lo spumante nel cocktail. Tanto è vero che abbiamo in produzione, soprattutto per i nuovi mercati che si approcciano in questo momento per la prima volta al mondo delle bollicine, un cocktail a base di spumante con essenze aromatiche naturali.

No Comments
Comunicati

Da Spoleto Arte alle mostre di Spoleto incontra Venezia le incantevoli creazioni di Claudio Messini

Claudio Messini rinnova la sua presenza alle grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” dopo la positiva partecipazione a “Spoleto Arte“. L’evento, ambientato nello spettacolare contesto veneziano del secolare Palazzo Falier, affacciato sulle rive del Canal Grande, si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager Salvo Nugnes. È prevista la presenza di opere di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi di prestigio. 

Messini, oltre alla pittura si dedica da più di trent’anni alla disciplina teatrale. Ha fondato il gruppo de “I Gotturni” che si esibisce in performance di successo a livello nazionale. Nell’affascinante parallelismo tra teatralità e arte, che contraddistingue il suo percorso esistenziale e professionale, risiede un tassello fondamentale per cogliere e comprendere pienamente la peculiare ricerca di sperimentazione stilistica, attraverso cui si incanala e si orienta la poliedrica e camaleontica capacità ideativa e progettuale. Da un lato, sviluppa l’intento di stupire e sorprendere lo spettatore, che assiste allo scenario recitato sul palcoscenico, dall’altro riesce a conquistare l’osservatore con l’intensità delle opere pittoriche, all’insegna di un tripudio congiunto di emozionante coinvolgimento e immediato impatto emotivo. Il risultato, perseguito e raggiunto in entrambi gli ambiti applicativi, sfocia in un’avvolgente ed accattivante atmosfera di musicale sonorità, che nei quadri si traduce in vivaci note cromatiche, arricchite dalla luminosa energia degli strati materici, sovrapposti insieme e amalgamati in equilibrata e proporzionata fusione, quasi assumendo la dimensione di pitto-sculture.

Tende volutamente ad allontanarsi dalla concretezza mimetica dell’astrattismo puro, per approcciare la geniale intuizione di avvalersi dell’utilizzo di simbologie “parlanti” ed elementi segnici e figurativi cifrati, che inserisce all’interno delle creazioni, attribuendo ad essi una funzionalità comunicativa metaforica, di linguaggio sapientemente codificato, che l’occhio attento e sensibile del fruitore deve carpire ed interpretare, con una chiave di lettura libera e dinamica.

No Comments
Comunicati

ALLE GRANDI MOSTRE DI “SPOLETO INCONTRA VENEZIA” ELISABETTA MARANGONI ESPONE LE SUE COINVOLGENTI VISIONI PITTORICHE

In occasione delle prossime mostre di “Spoleto incontra Venezia” allestite dal 28 Settembre al 24 Ottobre nella storica cornice veneziana di Palazzo Falier, ubicato sul coreografico Canal Grande, la pittrice Elisabetta Marangoni è inserita nel novero esclusivo dei selezionati artisti. L’evento di forte portata mediatica è curato da Vittorio Sgarbi e diretto del manager produttore Salvo Nugnes. Sarà possibile ammirare la produzione di rinomati esponenti del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altre note personalità, in una collettiva di consistente livello.

La Marangoni si è formata all’Accademia di Belle Arti a Roma e in Venezuela. Fin dalla tenera età percepisce la radicata passione per l’arte, per la bellezza, per l’armonia delle forme e dei colori. I suoi dipinti ad acquerello sono ricchi di speciali luminosità e trasparenze, che trasportano lo spettatore in una dimensione trascendente piena di luci e colori ammalianti.

Sul suo percorso di ricerca stilistica racconta “L’obiettivo principale, che cerco di perseguire quando prendo in mano un pennello, è quello di creare qualcosa di unico e di interessante, capace di suscitare emozioni. Per riuscire ad ottenere questo risultato ho bisogno di guardare il mondo in modo, che mi emozioni. Debbo essere capace di riconoscere immediatamente ciò che può trasformarsi in grande dipinto, per poi scegliere quali tonalità cromatiche più congeniali usare e finalmente elaborare la mia magica interpretazione personalizzata”.

In riferimento alla tecnica da lei preferita spiega “Sono innamorata dell’acquerello. In passato, non avevo approfondito bene questa tecnica per mancanza di occasioni pratiche, ma proprio per questo amore davvero intenso ho poi deciso di conoscerlo e sperimentarlo. L’acquerello mi soddisfa più di ogni altra tecnica. É innanzitutto simbolo di luce e nel contempo di trasparenza. In esso persino le ombre diventano elementi radiosi, che sprigionano bagliori di luce e colore” e aggiunge “Inoltre, ritengo sia divertente e stimolante anche la stesura dei colori sulla carta, al posto della tela tradizionale”.

No Comments
Comunicati

“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE LA RAFFINATA ARTE DI CATERINA DE ANGELIS

Nella selezione dei talentuosi artisti, che esporranno all’interno delle rinomate mostre di “Spoleto incontra Venezia” rientra anche la pittrice Caterina De Angelis, che si contraddistingue per uno stile di delicata raffinatezza creativa. L’evento, curato da Vittorio Sgarbi, si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. La location ospitante designata è lo storico Palazzo Falier, residenza aristocratica nel cuore di Venezia, proprio affacciata sul coreografico Canal Grande. Tanti i nomi illustri coinvolti nell’iniziativa: da Dario Fo a Eugenio Carmi, da José Dalì a Pier Paolo Pasolini, e molti altri personaggi di autorevole fama.

 

La base della ricerca fatta dalla De Angelis, che ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Foggia e l’Accademia di Brera, con gli insegnamenti del virtuoso maestro Terruso, risiede nel figurativo e ruota intorno all’espressione artistica ad esso correlata. I suoi quadri parlano e raccontano storie, vicende e momenti di vita. Nel gioco, sapientemente calibrato delle luci e delle ombre, le forme raffigurate si congiungono, si interscambiano, si completano, risaltano in armoniosa commistione.

 

La produzione è caratterizzata da vivace dinamismo ed entusiastica vitalità. Le rappresentazioni riprodotte sulle tele appaiono come figure vive, pulsanti, vibranti. Le tonalità e le sfumature dei colori regalano visioni di soave eleganza e lieve dolcezza. Si possono scorgere attimi di amore, passione, così come bagliori di sofferenza e dramma interiore. La De Angelis si propone di rievocare tutta quella serie di sentimenti, che coesistono nella sfera interiore di ciascuno e fanno parte delle esperienze esistenziali. Le gioie si alternano ai dolori passionali contrastanti e si intrecciano quasi vorticosamente, per poi confluire d’improvviso in emozioni esplosive, generate dalla vista di qualcosa oppure dal verificarsi di un episodio particolare, che fungono da situazioni scatenanti propulsive.

 

Nei suoi dipinti si può cogliere la profonda e radicata vena poetica. Infatti, osservandoli e magari chiudendo gli occhi dinanzi a essi è possibile sognare e fantasticare, rivivendo fasi di vita pregresse o immaginandone di nuove sempre più stimolanti e coinvolgenti da affrontare.

No Comments
Comunicati

L’artista Diego Boiocchi espone a “Spoleto incontra Venezia” – Partner l’Azienda vinicola fratelli Giorgi

In occasione della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 nella magica atmosfera veneziana del sontuoso Palazzo Falier affacciato sul Canal Grande, il poliedrico artista Diego Boiocchi sarà presente con il supporto commerciale dell’affermata azienda vinicola fratelli Giorgi di Pavia, che ha creato una positiva partnership in qualità di sponsor.

Le origini delle Cantine Giorgi risalgono al 1875. La prima generazione produceva vino secondo le usanze dell’epoca e lo forniva nel contesto dei paesi limitrofi. Nel 1970 i fratelli Gianfranco e Antonio hanno costruito una cantina moderna e tecnologicamente avanzata a canneto pavese, creando un’immagine di alta qualità aziendale rimasta indelebile fino ai giorni nostri. Negli anni ottanta è sorta la terza cantina a Camponoce e si è giunti alla consacrazione dell’attività in ambito nazionale con una corposa e articolata rete di vendita. Oggi la Giorgi esporta in 59 paesi nel mondo e ha vinto prestigiosissimi premi di settore in ambito nazionale e internazionale, rappresentando il “made in Italy” e la tradizione vinicola d’eccellenza per l’oltrepò pavese, che fin dal medioevo vanta un ambiente congeniale per la viticultura.

La crescente evoluzione è stata possibile in virtù di un pilastro fondamentale e imprescindibile: la famiglia al centro dell’impresa, inteso come principio trainante propulsore, che è stato perpetrato di generazione in generazione come valore inestimabile da conservare e custodire intatto.

Nei vigneti per garantire la massima qualità del prodotto viene praticata la potatura castigata, la concimazione dei terreni realizzata esclusivamente con sostanze naturali e la produzione del ceppo inferiore alla norma. La raccolta delle uve selezionate avviene nel momento preciso della maturazione. La pigiatura e la fermentazione sono rigorosamente monitorate e controllate. Gli appezzamenti territoriali sono collocati in alta collina per godere della posizione più congeniale, anche in base all’esposizione al sole.

Particolarmente interessante l’Enoteca Solo Giorgi, spazio caratteristico nel quale si possono degustare i molteplici vini di produzione, dove vengono organizzati importanti eventi culturali d’intrattenimento. Al riguardo Fabiano Giorgi spiega “questo spazio è stato concepito come punto di animazione, dove confluiscono appuntamenti culturali su tematiche legate all’ambiente, ai saperi e alla conoscenze delle tradizioni locali, alle adottate per coltivare sapientemente i vigneti, all’arte di produrre vini di qualità. È un modello da prendere come significativo esempio di coesistenza di attività aziendali con iniziative culturali, che arricchiscono il patrimonio territoriale e mettono in risalto il contesto della valle Versa, che deve valorizzare la propria identità e le risorse insite, per dare ulteriore plus valore aggiuntivo ai prodotti provenienti dalla zona”.

No Comments
Comunicati

Le grandi mostre di “Spoleto Incontra Venezia” accolgono l’arte Marck Art di Marco Urso

La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” si pone come “osservatorio” internazionale sull’arte Contemporanea con la presenza d’eccezione di opere di personalità del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. L’evento curato da Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 all’interno dello storico Palazzo Falier, nobile dimora veneziana del XV secolo affacciata sul Canal Grande. Nel prestigioso elenco dei partecipanti è inserito il pittore Marco Urso, in arte Marck Art, con la sua espressione artistica guidata dall’immaginario fantastico, dominato e sorretto dalle emozioni e dalle vibrazioni pulsanti scaturite moto dell’anima. 

Urso è fondatore e presidente dell’associazione culturale e artistica denominata “AUU”. Nativo di Palermo attualmente vive e lavora a Favara, in provincia di Agrigento, dove si cimenta nell’arte pittorica con ottimi consensi. Frequenta il conservatorio di Palermo, ma a seguito di una grave malattia abbandona gli studi musicali e si dedica a coltivare il talento innato e la forte passione per la pittura. Le opere sono ispirate alla medicina, di matrice espressionista con temi e contenuti connessi alla propria malattia, alla condizione interiore di sofferenza e alla rinascita spirituale avvenuta grazie al mondo artistico.

Nel descrivere la singolare e peculiare esperienza esistenziale Urso spiega “La mia pittura nasce dopo la mia morte. Non mi piace dire qualcosa di me. Dopo, che il mio cuore è stato fermo 25 minuti sono un altro e mi hanno chiamato Marck Art come pseudonimo artistico. Posso dire di essere un uomo, che ha vissuto due volte, ossia sono rinato corporalmente e culturalmente dopo una gravissima apnea cardiaca, con il dono creativo della pittura astratta”. 

Commentandone il percorso davvero unico nel suo genere il noto Professor Bonifacio Tanino ha scritto “Il suo viaggio simbolico di rinascita, che poi è quello di Marck Art inizia una calda notte estiva, il 23 Luglio del 2006. A seguito di questo viaggio di profonda claustrofobia del cuore si è risvegliato e gli si sono spalancate dinanzi le porte di un’altra vita. Ha ricevuto il dono miracoloso di una rinascita sotto un nuovo cielo, nuove stelle e nuovi orizzonti. Un risveglio inaspettato in un altro mondo governato dal sogno e dall’immaginazione. Marck Art è un pittore, che attraversa una vita altera, vita segnata da un continuo divenire, da un perenne trapassare a dimensioni paradossali e contrapposte, nelle quali si sono alternate e concretate la luce e l’ombra, la gioia e il dolore, l’assenza e la presenza, la vita e la morte. Un fare linguistico-creativo fortemente legato a quella classica dinamica psicologia di contrapporre all’inesorabile -perdita- delle cose della propria vita, la -nascita- di un’esistenzialità giocosa, costruita mediante un processo empatico ed istintivo”.

No Comments
Comunicati

Alle mostre di Spoleto incontra Venezia le incantevoli creazioni di Marco Urso

La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” si pone come “osservatorio” internazionale sull’arte Contemporanea con la presenza d’eccezione di opere di personalità del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. L’evento curato da Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 all’interno dello storico Palazzo Falier, nobile dimora veneziana del XV secolo affacciata sul Canal Grande. Nel prestigioso elenco dei partecipanti è inserito il pittore Marco Urso, in arte Marck Art, con la sua espressione artistica guidata dall’immaginario fantastico, dominato e sorretto dalle emozioni e dalle vibrazioni pulsanti scaturite moto dell’anima. 

Urso è fondatore e presidente dell’associazione culturale e artistica denominata “AUU”. Nativo di Palermo attualmente vive e lavora a Favara, in provincia di Agrigento, dove si cimenta nell’arte pittorica con ottimi consensi. Frequenta il conservatorio di Palermo, ma a seguito di una grave malattia abbandona gli studi musicali e si dedica a coltivare il talento innato e la forte passione per la pittura. Le opere sono ispirate alla medicina, di matrice espressionista con temi e contenuti connessi alla propria malattia, alla condizione interiore di sofferenza e alla rinascita spirituale avvenuta grazie al mondo artistico.

Nel descrivere la singolare e peculiare esperienza esistenziale Urso spiega “La mia pittura nasce dopo la mia morte. Non mi piace dire qualcosa di me. Dopo, che il mio cuore è stato fermo 25 minuti sono un altro e mi hanno chiamato Marck Art come pseudonimo artistico. Posso dire di essere un uomo, che ha vissuto due volte, ossia sono rinato corporalmente e culturalmente dopo una gravissima apnea cardiaca, con il dono creativo della pittura astratta”. 

Commentandone il percorso davvero unico nel suo genere il noto Professor Bonifacio Tanino ha scritto “Il suo viaggio simbolico di rinascita, che poi è quello di Marck Art inizia una calda notte estiva, il 23 Luglio del 2006. A seguito di questo viaggio di profonda claustrofobia del cuore si è risvegliato e gli si sono spalancate dinanzi le porte di un’altra vita. Ha ricevuto il dono miracoloso di una rinascita sotto un nuovo cielo, nuove stelle e nuovi orizzonti. Un risveglio inaspettato in un altro mondo governato dal sogno e dall’immaginazione. Marck Art è un pittore, che attraversa una vita altera, vita segnata da un continuo divenire, da un perenne trapassare a dimensioni paradossali e contrapposte, nelle quali si sono alternate e concretate la luce e l’ombra, la gioia e il dolore, l’assenza e la presenza, la vita e la morte. Un fare linguistico-creativo fortemente legato a quella classica dinamica psicologia di contrapporre all’inesorabile -perdita- delle cose della propria vita, la -nascita- di un’esistenzialità giocosa, costruita mediante un processo empatico ed istintivo”.

No Comments
Comunicati

“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE LA PREGIATA ARTE SCULTOREA DI GIOVANNI BALDERI

La prestigiosa esposizione di “Spoleto incontra Venezia” sta per aprire in anteprima, con un ricco elenco di importanti nomi coinvolti, da Dario Fo a Eugenio Carmi, da José Dalì a Pier Paolo Pasolini. L’evento, curato da Vittorio Sgarbi e diretto dal manager produttore Salvo Nugnes, si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, nella straordinaria cornice veneziana di Palazzo Falier, antica struttura nobiliare eretta sul Canal Grande nel XV secolo.

 

Nell’occasione lo scultore Giovanni Balderi è stato selezionato per partecipare all’appuntamento attesissimo. Nel 1984 inizia lo studio di ornato floreale e stile presso la bottega del maestro omatista Ledo Tartarelli. Nel 1994 continua a studiare anatomia e modellato con il professor Enzo Pasquini, specialista del Neoclassicismo. Collabora con vari laboratori di scultura contemporanea, senza mai interrompere l’attività di ricerca espressiva. Le sue opere, che nascono dal blocco di marmo senza l’utilizzo di bozzetti preparatori, sono inserite in numerose collezioni private e pubbliche.

 

Dalle sue parole è possibile cogliere al meglio la fonte d’ispirazione, che lo accompagna e lo guida nella fase ideativa ed esecutoria della lavorazione “La voce dell’arte non nasce qui, qui si manifesta, qui si ascolta, qui si vede. Mi piace, che il caso sia parte del percorso creativo dell’opera. Tutte le sculture sono cercate e scolpite direttamente dal blocco di marmo. Percorro così la particolare natura dell’informe scelto. Non preparo un bozzetto in terra o gesso. Il marmo è la materia prima, che nell’immediatezza dell’operare mostra una sua facilità, da seguire, da rispettare e talvolta da sfidare. Inizio in tanti modi a scolpire a blocco, ma oltre a una chiara sensazione da esprimere non so nemmeno io come si manifesterà l’opera finita. Per me i volumi, i tagli, le spaccature sono il manifestarsi delle sensazioni, da orchestrare come su di uno spartito musicale. Ogni tonalità, estensione e ritmo compositivo assumono un preciso valore nella voce dell’opera”. E aggiunge “Un riferimento certo è il corpo, da sempre voce di un’esigenza di raccontare percorsi umani e divini, dove il sentire si mostra in opere eterne come le domande. Il mio vuole essere un corpo, che tace, che si mette in disparte, che lascia parlare l’anima, l’energia che lo abita, lo domina, lo fa vivere, gli dà la forma, l’espressione”.

No Comments
Comunicati

Intervista – I fiori eccentrici di Angelica Cioppa in mostra a “Spoleto incontra Venezia”

Nel novero degli artisti partecipanti all’esposizione “Spoleto incontra Venezia” vi sarà anche la pittrice Angelica Cioppa, nota per i suoi fiori variopinti e meravigliosi. La mostra si terrà a Palazzo Falier, nobile dimora che si affaccia su Canal Grande, dal 28 settembre al 24 ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. In seguito un’intervista alla pittrice.

 

D: Come nasce l’occasione di partecipare a questo importante evento espositivo?

R: Ho partecipato con molto piacere a “Spoleto Arte” che ha avuto luogo dal 27 giugno al 24 luglio 2014 con la curatela del Prof. Sgarbi, e la mostra è stata splendidamente diretta dal manager produttore Salvo Nugnes. Mi è stato proposto di partecipare alla mostra “Spoleto incontra Venezia” ed ho subito aderito con molto entusiasmo.

 

D: È la prima volta che espone a Venezia?

R: Sì, è la prima volta che espongo a Venezia.

 

D: Quali opere esporrà e quale orientamento tematico seguono?

R: Esporrò quattro opere sempre sul tema dei fiori: Un girasole, un iris rosso, dei crisantemi bianchi ed una gazania blu.

 

D: Quando e com’è avvenuto il suo approccio al mondo dell’arte?

R: Sono nata in una famiglia dove l’arte è sempre stata fondamentale. Sin da piccola mi piaceva disegnare, ho studiato anche pittura a Parigi, Londra e Bruxelles. È solo da una decina d’anni, che mi dedico interamente alla pittura ed ho cominciato ad esporre.

 

D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale?

R: L’arte.

La natura è perfetta e unica ma non è eterna.

L’arte è cercare di guardare oltre quello che solo i nostri occhi vedono, cercando un particolare

per farlo sopravvivere, per coglierne l’attimo fuggente, perché tutte le cose belle hanno una fine.

L’arte è cercare di creare il mondo dei sogni, ricco di colori, di magia.

L’arte è un’illusione: ci fa vedere quello che vogliamo vedere, può rendere veri i sogni!

L’arte è la propria interpretazione della vita, è la trasformazione della realtà.

Abbiamo un grande privilegio, noi pittori, possiamo provare per un attimo a distogliere chi ci

guarda dalla quotidianità e riempirgli il cuore di emozioni.

I colori sono la natura, l’armonia, la vita, la musica dell’anima.

Per questo dipingo fiori, sono il mio inno alla vita!

 

D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti, che apprezza in modo particolare?

R: I pittori fiamminghi sono i miei preferiti. Da Peter Bruegel il Vecchio a Rembrandt, con il suo “Vecchio usuraio” uno dei miei quadri preferiti, Adriaen van Ostade, David Teniers, Michiel van Musscher, passando per i fioristi Jan Davidsz. de Heem, Jan van Huysum, A. van der Ast, … “they have been my main inspiration”.

 

No Comments
Comunicati

Intervista alla pittrice Stefania Cappelletti in occasione delle mostre di Spoleto incontra Venezia

Stefania Cappelletti farà parte del gruppo di artisti che esporranno a “Spoleto incontra Venezia”, attesissima esposizione curata dal Professor Vittorio Sgarbi. Cornice magnifica della mostra lo storico Palazzo Falier, sul Canal Grande a Venezia, aperto al pubblico dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014. Riportiamo qui un’intervista alla pittrice. 

D: Come nasce l’occasione di partecipare a questo importante evento espositivo?

R: Ho fatto esposizioni importanti a Roma, Parigi, Berlino, New York, poi la selezione per “Spoleto Arte”, a cura di Vittorio Sgarbi, a Spoleto, nella mia città, e lì nasce tutto.

D: È la prima volta che espone a Venezia?

R: Venezia è un sogno. Si, è la prima volta che espongo lì, e spero sia la prima di una lunga serie. 

D: Quali opere esporrà e quale orientamento tematico seguono?

R: L’opera che espongo è parte di una serie, ispirata all’atmosfera veneziana, così magica, ed unica… Si intitola S. Maria della Salute, è un olio su tela. È una delle opere, da me dipinte, dedicate a Venezia.

D: Quando e come è avvenuto il suo approccio al mondo dell’arte?

R: Dipingo fin da piccola, ed ho studiato i grandi classici della pittura. Ora, semplicemente, lascio andare il pennello liberamente, e così nascono i miei quadri. La prima mostra importante è stata a Roma, subito dopo sono stata contattata per esporre in Via Margutta. Poi l’ammissione all’Accademia di San Lazzaro, presieduta da Radini Tedeschi, con cui ho partecipato a numerose mostre prestigiose come la Triennale di Roma 2014 a cura di D. Radini Tedeschi e A. Bonito Oliva. L’ammissione all’Accademia è stata una svolta, non solo per quanto riguarda il livello delle esposizioni, ma anche per il mio modo di dipingere, di affrontare la tela bianca. Tutto andava per il verso giusto, poi sono arrivata alla mostra a Parigi, poi a Berlino, infine a New York. Nella mia città, Spoleto, ho vinto il premio Spoleto Festival Art a cura del Dr. Luca Filipponi, negli anni 2012, 2013, 2014. Quando sono stata selezionata per Spoleto Arte 2014, a cura di V. Sgarbi, ho provato un’emozione fortissima…wow!

D: Un commento di riflessione in parallelo tra Spoleto e Venezia, come poli di eccellente portata, nella divulgazione dell’arte e della cultura, con fama internazionale?

R: Spoleto è un punto di riferimento importante, è necessario esserci; non a caso molti esperti d’arte di fama internazionale vi organizzano grandi mostre. Come lo è pure Venezia, con la sua Biennale. Sono tappe fondamentali per un artista che vuole crescere ed affacciarsi al mondo dell’arte a livello internazionale.

D: È compiaciuta di esporre accanto a illustri nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi di spicco del panorama contemporaneo?

R: Sono molto onorata di esporre insieme a dei BIG come Dario Fo, Eugenio Carmi, Josè Dalì e gli altri grandi. Mi sono piaciuti molto i lavori di Dario Fo, li trovo forti, intensi…parlano di lui, del suo modo di essere.

D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale? 

R: Cos’è l’arte? Bella domanda… Comunicazione?? Forse? Ma ci sono i critici per spiegarlo, io dipingo soltanto.

D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti, che apprezza in modo particolare?

R: Ricordo di essere rimasta incantata, per lungo tempo, davanti ad un Arlecchino di Picasso, anni fa a Firenze. Ed ho visto la Gioconda al Louvre. Ma qualche tempo fa ho visitato la mostra all’Ara Pacis, sugli Impressionisti, e l’ho trovata fantastica. Avevo già visto alcune loro opere ad Orsay, ma quest’ultima esposizione a Roma è stata molto suggestiva, veramente bella.

No Comments
Comunicati

Daniela Forti esporrà le sue creazioni in occasione di Spoleto incontra Venezia a cura di Vittorio Sgarbi

È ormai imminente l’inizio della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, curata dal critico Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, all’interno del maestoso Palazzo Falier, nobile dimora veneziana del XV secolo affacciata sul Canal Grande. In esposizione illustri nomi tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì, Pier Paolo Pasolini.

Tra le molteplici opere esposte sarà possibile ammirare le pregiate creazioni scultoree in vetro realizzate da Daniela Forti. Il suo interessante percorso nel mondo dell’arte del vetro inizia presso lo studio “Forme” a Roma nel quale apprende e sviluppa la padronanza sulla materia. Nel 1982 si trasferisce in Toscana dove apre il suo laboratorio atelier e instaura importanti con rinomate vetrerie della zona, affinando ulteriormente la conoscenza del rapporto luce/vetro.

Attraverso la fusione del vetro e del cristallo, la Forti approda ad una sua personale interpretazione e rivisitazione, avvalendosi di una metodologia innovativa ed esclusiva, che rende i suoi lavori unici ed inconfondibili, coniugando insieme fantasia ideativa, forme e colori in una composizione armoniosa ad intreccio dalla dinamica plasticità strutturale. Le sculture vengono modulate e forgiate tramite la luce, che trasmette intensa energia vitale alle rappresentazioni, anche in virtù del gioco della luminosità trasparente, sapientemente utilizzato dall’artista per dare ulteriore movimento e fluidità all’insieme.

La consolidata capacità strumentale si unisce alla competenza nella lavorazione e allo studio approfondito producendo risultati di eccellente livello qualitativo e di ottimo gusto estetico, di immediato impatto visivo e semplice comprensione per lo spettatore. Il linguaggio della Forti propone soluzioni sorprendenti applicate all’uso del vetro dotate di una speciale finezza espressiva, frutto del lungo cammino di formazione da lei intrapreso negli anni e di un’incessante sperimentazione, dove il mondo fantastico generato dalla sua intima introspezione le permette di cogliere e trasferire elementi di narrazione e simbolismo.

Nella libera e consapevole scelta di dedicarsi al vetro concepito come “Medium espressivo” dell’innato talento inserisce metafore e messaggi esistenziali in chiave codificata e cifrata, che conferiscono un plus valore indiscusso alla produzione. Per lei il vetro è qualcosa di misterioso e per certi versi incontrollabile: fragile e al contempo resistente, tagliente così come trasparente, mutevole e malleabile. La Forti con il fuoco lo scolpisce, lo plasma nel tentativo quasi “eroico e mitico” di restituirgli l’inconsistenza del tempo e della sua decorrenza, inserendolo in una dimensione eternamente attuale. Le opere ingannano la percezione sensoriale della scansione cronologica mostrando il passaggio dallo stato solido a quello liquido in una formula di proiezione perpetua, seppur inserita nell’attimo fuggente e sfuggente protagonista del costante e continuo fluire.

No Comments
Comunicati

ROLANDO ROVATI ESPORRÀ LE SUE COLORATISSIME TELE A “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”

Si prospetta un appuntamento cultural artistico imperdibile quello della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” con l’autorevole curatela di Vittorio Sgarbi, prevista dal 28 Settembre al 24 Ottobre nello splendido scenario del capoluogo lagunare, all’interno dello sfarzoso Palazzo Falier, residenza nobile risalente al XV secolo edificata sulla sponda del Canal Grande. Il pittore Rolando Rovati è inserito nell’esclusivo evento diretto dal manager produttore Salvo Nugnes, che riunisce un parterre di opere di esponenti prestigiosi, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, Josè Dalì.

Le immagini ricorrenti, che si ritrovano nei quadri di Rovati denotano una pittura ispirata da un forte simbolismo e da speciali giochi cromatici. Attraverso l’utilizzo della tecnica denominata “papier collé” che consiste nell’applicazione di variopinte carte colorate su supporti lignei, egli compone le sue formule rappresentative, usando e miscelando acrilici, legno, pvc e altri svariati materiali. Si ispira a un tipo di arte, che richiama il riferimento a esperienze del secondo Futurismo.

Rovati realizza delle strutture rigide, delle vere e proprie “celle” dentro le quali esprime la genialità dell’estro e della fantasia creativa discostandosi volutamente dalla tradizione classica del figurativo per trovare, nell’armonia equilibrata della forma e nell’elegante e raffinato accostamento delle tinte e delle sfumature tonali, il suo punto di forza vincente dell’espressione stilistica. Le linee nella gestualità esecutiva non seguono nessun percorso razionale predefinito, ma sono libere di agire lungo la superficie pittorica interagendo con essa.

Vengono individuate delle nuove e innovative strutture architettoniche, dei veri e propri labirinti intersecati e intrecciati insieme, dove il colore dialoga con la potenza del simbolo e del significato connesso e diventa sferzante e incisivo nella pennellata. Le forme astratte sembrano quasi danzare sulla tavola colorata a smalto, che conferisce all’insieme un intenso bagliore di lucentezza di notevole impatto visivo, in una dimensione di ritmica timbrica scandita virtualmente da una melodia musicale in ottave.

La sua ricerca è ricca di fermenti emozionali e sollecitazioni emotive. Evidenzia particolari archetipi visivi posti a metà tra immagini d’introspezione e astrazione, che si risolvono in una sintesi scenica davvero originale unica nel suo genere, che riproduce un’iconografia misteriosa rivelatrice dei segreti della mente, in cui i segni si dipanano come nel leggendario labirinto del Minotauro, da cui è possibile uscire seguendo i suggerimenti subliminali forniti dallo stesso Rovati in un intrigante linguaggio codificato, da interpretare con acuta e sensibile capacità intuitiva.

No Comments
Comunicati

I corpi senza veli di Barbara Missana esposti a “Spoleto incontra Venezia”

Il sontuoso Palazzo Falier, che si affaccia sul coreografico Canal Grande veneziano, si prepara ad accogliere un appuntamento di portata internazionale, le grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” curate dal critico Vittorio Sgarbi, con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. L’evento di forte risonanza mediatica si terrà dal 28 settembre al 24 ottobre 2014.

 

Nel ricco parterre di artisti selezionato, sarà presente anche Barbara Missana, autodidatta, che all’età di 17 anni ha iniziato a dipingere su tela le prime raffigurazioni di nudi femminili, per esternare la sua indagine sulla peculiare simbologia del linguaggio del corpo, nel rapporto stretto con la carnalità e per compiere un’analisi accurata a livello introspettivo, della postura e della gestualità generata dalle loro pose ad intreccio.

 

Spiegando il suo particolare e variegato percorso di ricerca dice “Il frutto dell’attenzione verso la simbologia del corpo è questo insieme di figure -metafisiche- che rappresentano i desideri irraggiungibili e nascosti, le passioni amorose e i dubbi esistenziali di ogni giovane donna. La mancanza del volto rafforza il potenziale comunicativo dei corpi, che con le loro pose esprimono una rappresentazione magica, ma allo stesso tempo concreta della realtà, costernata da illusioni, dubbi, enigmi, mistero”. E aggiunge sottolineando “Le mie figure sono pertanto il ritratto di un’espressione dietro cui si cela la percezione, che io ho del mio corpo e del mio stato interiore, che prendono vita grazie alle fluenti pennellate, che -sento- come miei colori: il viola, il rosso, il giallo, il nero, il bianco”.

No Comments
Comunicati

“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE LE CREAZIONI DEL MAESTRO FEDERICO TAMBURRI

Le grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” curate da Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes accoglieranno le emozionanti opere del maestro Federico Tamburri. L’evento si terrà nel meraviglioso contesto della città lagunare, dal 28 Settembre e al 24 Ottobre, allestito dentro l’antico edificio nobiliare di Palazzo Falier, posto sul Canal Grande.

 

Tamburri è pittore, scultore, grafico e maestro vetraio di fama internazionale. Dopo il liceo artistico, ha studiato presso la facoltà di architettura di Pescara. Le sue vetrate policrome sono collocati in importanti edifici pubblici e in strutture religiose. I suoi quadri sono presenti in prestigiosi musei, pinacoteche, fondazioni e enti pubblici. Durante l’arco della lunga attività ha realizzato anche creazioni in mosaico e sculture su pietra e marmo. È inoltre un fervido appassionato di libri, ne ha collezione oltre ventimila, successivamente poi donati al comune di atri.

 

Le rievocazioni raffigurano immagini oniriche, costituite da simbologie particolari riconducibili a una matrice surrealista, dai volumi talvolta compatti talvolta scomposti. Il linguaggio comunicativo risulta eterogeneo e multiforme. Attinge l’ispirazione da molteplici spunti tematici: il mito, la favola, la filosofia, la storia, la matematica del transfinito, la fisica teoretica, approdando ad una formula interpretabile come una sorta di “Grande sogno verso un’arte totale” in nome di una conoscenza innovatrice e di una coscienza libera dai pregiudizi dell’ignoranza.

 

Tamburri con elegante discrezione, riservatezza e spontanea umiltà si distingue dimostrando innate doti espressive, che gli hanno permesso in quasi 50 anni di onorata carriera di raggiungere tanti meritati traguardi positivi. Nel commentare il suo percorso afferma “La conoscenza allarga i nostri orizzonti, permette di partire dalla magia e di collocare l’arte in un contesto reale, senza però mai dimenticare, che ogni tela è in realtà lo specchio della propria anima”.

No Comments