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Napoli: Palazzo Doria d’Angri simbolo dell’Unità d’Italia e noto capolavoro del Vanvitelli

Lo storico Palazzo Doria d’Angri è situato nel cuore di Napoli in Piazza Sette Settembre, tra via Toledo e via Sant’Anna dei Lombardi. Questo capolavoro architettonico fu disegnato da Luigi Vanvitelli e realizzato da suo figlio Carlo, su commissione di Marcantonio Doria. L’edificio, completato nel 1787, contiene al suo interno incantevoli e preziosi affreschi. Questi capolavori, creati da importanti artisti già decoratori della Reggia di Caserta, sono racchiusi nel Piano Nobile dell’edificio e raccontano le memorabili vicende della Famiglia Doria. Tra gli artisti che hanno operato nello storico Palazzo si ricordano Fedele e Alessandro Fischetti, Costantino Desiderio, Girolamo Starace e Giacinto Diano, importantissimi artisti che hanno arricchito l’edificio di sublimi affreschi. Altri importanti elementi decorativi sono opera degli artisti Gennaro di Fiore e Francesco Longhetti.

Magnifica è “L’Allegoria con Mercurio, la Sapienza e la Poesia” di Fedele Fischetti, affresco luminoso che si trova nella volta del primo piano nobile del Palazzo. L’antica Sala degli specchi e il Boudoir si sono preservati negli anni conservando ancora l’originaria decorazione. Fischetti e Desiderio sono gli autori dell’affresco che si trova sulla volta del Boudoir raffigurante “L’Allegoria dell’Aurora”, inserito in ornati in stucco realizzati da Di Fiore. Degni di nota sono i tre dipinti di Francesco Solimena e l’ovato di tela nella cappella attribuito a Giovanni Maria Griffon.

Palazzo Doria d’Angri divenne noto dopo l’episodio del 7 settembre 1860 nel quale Garibaldi, dal balcone principale, annunciò a tutti i cittadini l’annessione del Regno delle Due Sicilie al nascente Stato Italiano. Il Regno dei Borboni stava così cessando di esistere dopo 126 anni di storia. Garibaldi sbarcò con i suoi Mille a Marsala e fece il suo ingresso a Napoli, ex capitale del regno di Francesco II. Tra le mura vanvitelliane il grande condottiero vi sistemò il suo quartier generale. Il dipinto che riprende la scena del suo ingresso in città, “L’Ingresso di Garibaldi a Napoli” eseguito da Wenzel Franz, è esposto presso il Museo Civico di Castel Nuovo di Napoli. Garibaldi incontrò Vittorio Emanuele II il 26 ottobre 1860, lungo la strada che portava a Teano e gli consegnò la sovranità sul Regno delle Due Sicilie, annesso poi al Regno d’Italia.

Non solo passato, ma anche presente e futuro. Palazzo Doria d’Angri, infatti, sarebbe sicuramente la sede perfetta per un museo, un’università, un’ambasciata, una biblioteca oppure una meravigliosa cornice per realizzare mostre d’arte, eventi culturali e molto altro. Le sue sale nobiliari sanno rievocare i fasti di un tempo rendendolo una storica dimora regale famosa in tutto il mondo.

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“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE ROBERTO GIAVARINI

In occasione della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si svolge dal 28 settembre al 24 ottobre 2014, si conferma l’esposizione di tanti personaggi di spicco come Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. L’iniziativa di forte risonanza mediatica è ambientata nel meraviglioso contesto veneziano, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. Location ospitante per l’allestimento è il maestoso Palazzo Falier, dimora nobiliare del XV secolo eretta sul Canal Grande. Il pittore Roberto Giavarini sarà presente con la sua arte ispirata dal realismo figurativo rafforzato da contenuti e livelli semantici d’importante spessore.

 

La ricerca improntata da Giavarini è di tipo sperimentale, tesa allo sviluppo di materiali e processi esecutivi innovativi, partendo dalla ricerca di metodi antichi per approdare all’utilizzo di soluzioni materiche di nuova generazione. Dal 1999 al 2010 è allievo del maestro Mario Donizetti. Nel 2008 riceve il primo premio al rinomato concorso di “Darfo Boario Terme” con l’opera “Il crocifisso” Vittorio Sgarbi membro della giuria di qualità giudicante, nell’occasione scrisse di lui “Roberto ha la mano e la testa”.

 

Con positivi riscontri si è dedicato a “Codex” definita un’operazione vertiginosa dell’intelletto prima ancora che tecnica i quadri sono stati realizzati in 3 anni e racchiudono immagini integralmente tratte dall’antico codice miniato bizantino “Codex aniciae jiustinianae” e propongono in copia dal vero le incantevoli illustrazioni dello splendido libro. Compiendo un’azione accurata e ricercata di studio di colori e pigmenti Giavarini ha elaborato 23 capolavori dal dettaglio minuzioso e certosino, rievocanti variopinti uccellini ed eleganti volatili, nonché alcuni soggetti recuperati dalla sezione del volume riguardante la botanica.

 

Giavarini ha saputo spingersi oltre il valore descrittivo dell’iconografia originaria, trasformandolo e fornendo una visione compiuta e definita di ciascuna specie riprodotta, nell’intento di fornire risposta al compito specifico e sempre attuale a quella pittura cosiddetta realistica, rispetto alla prospettiva fotografica, classica o digitale. Emerge lo stretto rapporto di analogia con la natura e la storia iconografica del soggetto scelto. La pura e impeccabile verosimiglianza descrittiva nasconde una serie di rimandi segreti, che costituiscono una sorta di codice intrinseco leggibile e decifrabile con svariate chiavi e formule di lettura interpretativa, che si pone come plus valore aggiuntivo al grandioso insieme pittorico.

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“PREMIO MARGHERITA HACK”: TRA I GIURATI FRANCESCO ALBERONI, VITTORIO SGARBI, ANTONIO ZICHICHI, DON ANTONIO MAZZI ED EZIO MAURO

È stato recentemente istituito il “Premio Margherita Hack”, ideato dal manager Salvo Nugnes, in ricordo della straordinaria amica scienziata e astrofisica, che ha lasciato un segno indelebile nella storia italiana.

 

Il prestigioso riconoscimento è diviso in più categorie e verrà assegnato a chi si è particolarmente distinto nel campo della scienza, dei diritti civili, della cultura, del sociale, dell’impegno animalista e dell’arte. I vincitori saranno premiati da un comitato di esperti e intellettuali italiani, presieduto dal sociologo Prof. Francesco Alberoni affiancato dal Prof. Vittorio Sgarbi, il Prof. Antonino Zichichi, Don Antonio Mazzi, il direttore del quotidiano la Repubblica Ezio Mauro e il giornalista Paolo Mauri.

 

La cerimonia di consegna, prevista per Domenica 28 Settembre 2014, alle ore 11.00 circa, presso lo storico e monumentale Palazzo Falier, a Venezia, vedrà anche protagonista la storica vetreria veneziana Venini, presente con sei vasi di design che verranno donati ai vincitori di questa edizione del “Premio Margherita Hack”.

 

Venini ha sede a Venezia, città da sempre nota per la sua produzione vetraria, e fin dagli esordi, nel 1921, ha cercato la collaborazione degli artisti e dei designer più importanti di ogni decennio, tra i quali figurano Carlo Scarpa, Gio Ponti, Belgiojoso, Rogers, Alessandro Mendini, Ettore Sottsass, Gae Aulenti, Mario Bellini, Tadao Ando solo per citarne alcuni.

 

La nota azienda veneziana ha proposto le sue creazioni agli eventi espositivi più importanti del mondo come la Biennale di Venezia, Triennale di Milano, Museo del Vetro di Murano, Palazzo Grassi e Punta della Dogana, il Shanghai Museum of Glass, il Museo Bagatti Valsecchi di Milano, diffondendo il suo stile inconfondibile in tutto il mondo.

 

Venini è sinonimo di alto design, fatto di linee pure e semplici, che esaltano la forma e la funzionalità dell’oggetto, rendendo il suo stile unico e riconoscibile. L’ Opalino Venini, il vaso scelto per questa occasione, è una creazione datata 1932 e anche dopo ottant’anni dalla sua produzione ha mantenuto il suo fascino, rendendolo un oggetto intramontabile.

 

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“Spoleto incontra Venezia”: Palazzo Rota Ivancich accoglie le opere fantasiose di Federico Tamburri

Le grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” curate da Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes accoglieranno le emozionanti opere del Maestro Federico Tamburri. L’evento si terrà nel meraviglioso contesto della città lagunare, dal 28 settembre e al 24 ottobre, allestito dentro l’antico edificio di Palazzo Rota – Ivancich, a pochi passi da Piazza San Marco.

 

Tamburri è pittore, scultore, grafico e maestro vetraio di fama internazionale. Dopo il liceo artistico, ha studiato presso la facoltà di architettura di Pescara. Le sue vetrate policrome sono collocate in importanti edifici pubblici e in strutture religiose. I suoi quadri sono presenti in prestigiosi musei, pinacoteche, fondazioni ed enti pubblici. Durante l’arco della lunga attività ha realizzato anche creazioni in mosaico e sculture su pietra e marmo. È inoltre un fervido appassionato di libri, ne ha collezione oltre ventimila, successivamente poi donati al comune di atri.

 

Le rievocazioni raffigurano immagini oniriche, costituite da simbologie particolari riconducibili a una matrice surrealista, dai volumi talvolta compatti talvolta scomposti. Il linguaggio comunicativo risulta eterogeneo e multiforme. Attinge l’ispirazione da molteplici spunti tematici: il mito, la favola, la filosofia, la storia, la matematica del transfinito, la fisica teoretica, approdando ad una formula interpretabile come una sorta di “Grande sogno verso un’arte totale” in nome di una conoscenza innovatrice e di una coscienza libera dai pregiudizi dell’ignoranza.

 

Tamburri con elegante discrezione, riservatezza e spontanea umiltà si distingue dimostrando innate doti espressive, che gli hanno permesso in quasi 50 anni di onorata carriera di raggiungere tanti meritati traguardi positivi. Nel commentare il suo percorso afferma: “La conoscenza allarga i nostri orizzonti, permette di partire dalla magia e di collocare l’arte in un contesto reale, senza però mai dimenticare, che ogni tela è in realtà lo specchio della propria anima”.

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“SPOLETO INCONTRA VENEZIA”: FLAVIA REBORI PROPONE LA RAFFINATA ELEGANZA DEI SUOI DIPINTI AD ACQUERELLO

Lo storico Palazzo Falier, affacciato sul Canal Grande a Venezia è pronto per accogliere tra le sontuose mura secolari la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” fissata dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014. La curatela dell’evento di richiamo internazionale è affidata all’esperta guida di Vittorio Sgarbi, con la direzione del noto manager e produttore Salvo Nugnes. Sono annunciati personaggi rinomati in esposizione del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì.

 

Nell’esclusivo elenco degli artisti partecipanti si inserisce la talentuosa pittrice Flavia Rebori. Nativa di Santiago del Cile dove avviene la sua formazione agli studi d’arte, presso la pontificia università cattolica. Dapprima, lavora con successo nel campo della progettazione artistica in importanti contesti, poi sente l’esigenza di focalizzarsi sulla forte propensione pittorica e di realizzare la sua innata vocazione. All’interno del proprio laboratorio atelier si dedica a un’approfondita e accurata ricerca sulla pittura e sul disegno, perfezionandosi a livello strumentale e privilegiando le tematiche del paesaggio, della figura umana, della natura morta, utilizzando colorazioni ad l’acquerello.

 

La Rebori spiega “Molti illustri e autorevoli maestri d’arte hanno prediletto la pittura ad acquerello, usata frequentemente anche dai miniaturisti del Medioevo e nel disegno tecnico per dare maggior risalto ad alcuni elementi compositivi. Questa forma d’arte permette di realizzare opere dalle grandi trasparenze e dai sorprendenti effetti luminosi. La sua freschezza e immediatezza espressiva ha affascinato artisti di ogni tempo. Rappresenta una sorta di sfida nella quale occorre abilità e capacità di prontezza nell’adottare decisioni rapide ed efficaci. Per dipingere ad acquerello serve un’esperienza consolidata, perché gli errori difficilmente si possono correggere con la sovrapposizione di un altro colore, in quanto il colore trasparente non consente di nascondere la stesura sottostante”.

 

E aggiunge nel descrivere le connotazioni peculiari delle tinte e sfumature cromatiche “I colori ad acquerello sono assai liquidi e lasciano trasparire il colore o la superficie sottostante. Le caratteristiche peculiari di essi sono: la trasparenza degli strati colorati molto sottile, le zone luminose ottenute con il fondo bianco della carta, che è parte integrante di questo genere di pittura. I colori sono decisamente brillanti e lucenti. Difficilmente in un’opera ad acquerello compaiono coloro opachi e tendenti al grigio. Non possiedono la pastosità materica dei colori ad olio e a tempera e tendono ad espandersi sulla superficie dipinta e ad essere assorbiti da essa. È necessario prima individuare le parti di luce e poi aggiungere e integrare il colore nelle zone scure della composizione”.

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DIEGO BOIOCCHI: IN MOSTRA A “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”

Il poliedrico artista Diego Boiocchi è inserito nel parterre di selezionati artisti, per prendere parte all’emblematico evento denominato “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi, che si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre. L’iniziativa, di forte risonanza mediatica, è affidata alla curatela di Vittorio Sgarbi, con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. La mostra sarà allestita nella raffinata cornice di Palazzo Rota Ivancich, storica dimora veneziana, a pochi passi da Piazza San Marco.

Nel suo atelier laboratorio Boiocchi realizza opere coniugando l’utilizzo di tecniche diverse ed eterogenee, dall’olio su tela alla Digital Art in Finger Painting, dall’acquerello al pastello. È conosciuto con lo pseudonimo di Moho. È un esempio a modello di talento eclettico e versatile, riuscendo a riunire in equilibrata commistione il trasformismo moderno e camaleontico all’antica tradizione. Nella ricerca stilistica sono individuabili sia le regole strumentali, appartenenti all’espressione più classica, sia i canoni dogmatici considerati più innovativi e tecnologicamente avveniristici.

I fondamenti primari dell’avvincente sperimentazione sono la consolidata competenza e l’accurata preparazione in materia grafica, che gli consentono di elaborare dei disegni di eccelsa qualità realizzati in forma di stampe monocrome e policrome in Finger Painting. L’elemento digitale e informatico costituisce una parte integrante, una componente indispensabile, che viene utilizzata per dare ulteriore risalto alle creazioni, pezzi unici di sorprendente originalità e accattivante impatto visivo.

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“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE ANNALISA PICCHIONI

In occasione della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi, con la direzione del manager Salvo Nugnes, Annalisa Picchioni è stata scelta tra i rinomati artisti partecipanti con la sua arte ispirata dall’astrattismo intimista. L’iniziativa di portata internazionale si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 nel sontuoso Palazzo Rota-Ivancich, situato a pochi passi da Piazza San Marco, Grande a Venezia, coinvolgendo nomi altisonanti come Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì.

 

La Picchioni durante gli anni di studio accademico approfondisce la tecnica dell’incisione tramite il metodo Hayter con la stampa simultanea a colori. In parallelo con la crescente passione per la fotografia continua la sperimentazione con la pittura, inserendo lastre di plexiglass per conferire una struttura tridimensionale alle rappresentazioni.

 

In lei emerge la capacità di donare alle forme tratti decisi, che poi si confondono nelle sfumature tonali. Sullo sfondo inserisce le cromature pastello per armonizzare i contorni geometrici delle raffigurazioni. L’intento è di lasciare molta libertà al tratteggio, pur marcando le linee poiché come spiega “Vorrei far visionare quel mondo interiore ricco di sogni e magie e metterlo in contrapposizione con quello -costruito- che è alla luce di tutti”.

 

Nelle composizioni partendo da un pensiero, che diventa un “modulo” di base ne accentua la ripetizione per sottolineare come le ossessioni e i sogni si pongono e si impongono ripetutamente nelle nostra mente. Le cromature accese e le tinte brillanti rendono visibile quella, che si pone come unica e fondamentale variante: il punto d’osservazione, l’alter ego della percezione onirica, che viene dilatato nell’analisi microscopica di un dettaglio o viene riequilibrato in una prospettiva di visione d’insieme.

 

L’apparente disordine delle forme e dei segni è un universo in sviluppo progressivo, che si armonizza. Lo spettatore percepisce la dimensione luminosa, perché vede l’ombra dell’immateriale, che nella sua irrealtà genera emozioni, evocando il movimento dell’anima e il fluire dei sentimenti nel fremito delle sensazioni impresse nelle opere e condivise, come la magia dei ricordi dimenticati e recuperati, che fanno sentire vivi e suscitano inaspettate reazioni nella memoria dei sensi.

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FEDERICO PICCIONI PARTECIPA ALLA GRANDE MOSTRA SPOLETO INCONTRA VENEZIA

Sta per iniziare con forte risonanza mediatica la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che aprirà ufficialmente dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, all’interno del rinomato Palazzo Rota-Ivancich, storica dimora situata a pochi passi da Piazza San Marco. Tra nomi di spicco annoverati in esposizione Dario Fo, Eugenio Carmi, Mario Schifano, Renato Guttuso, José Dalì. Federico Piccioni è stato selezionato nel prestigioso elenco con la sua eclettica arte ispirata dalle concezioni filosofiche Husserliane.

 

Piccioni disegna per rendere visibile e fruibile il suo pensiero da condividere con l’osservatore, sperimentando audaci soluzioni formali di immediata resa d’impatto. Avvia un interessante collegamento tra opera e dimensione spaziale originaria, così come tra rappresentazione e situazione culturale circostante nel momento della fase creativa di esecuzione. Le sue creazioni si legano ai concetti Husserliani, in base ai quali non viene riconosciuta nessun altra realtà al di fuori della coscienza trascendentale, promuovendo il passaggio in cui la struttura progettuale ideale diventa esperienza reale concreta come è stata immaginata.

 

Al riguardo Piccioni spiega “Secondo la teoria di Husserl tutta l’arte si muove tra due estremi, da un lato si trovano il mondo dato e il tempo dato, che per noi sono determinanti e costituiscono il nostro mondo reale, il nostro ambiente, mentre dall’altro lato c’è il -Mondo dei racconti- un Mondo possibile, un tempo possibile con le proprie leggi. Rappresentante del primo mondo è l’arte figurativa, mentre l’arte puramente fantastica, la musica, la fantasia ludica rappresentano l’altro mondo. L’arte di conseguenza si trova nella -Terra di nessuno-. Essa si trova tra il reale e il possibile ed esercita quella funzione -Metamorfosante- che conduce dal possibile al reale”. E prosegue affermando “Il mondo dell’arte sorge per il fatto, che l’immaginato viene traslato nella realtà e precisamente grazie al fatto, che l’artista gioca con il mondo reale al di là di ciò che è effettuale. In primo piano viene sospinta l’opera d’arte, così gli artisti non si vedono più posti davanti all’imperativo della creazione per la creazione, ma si insiste sull’introduzione di nuove cose nel mondo effettuale. Husserl dice -Non il poeta, ma la poesia viene ricompresa- ponendo l’accento sull’indagine di ciò che è obiettivo, ossia l’opera d’arte stessa”.

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Le opere universali di Stella Maris Garro Pecchioli esposte a “Spoleto incontra Venezia”

Si annuncia un evento di acclarato successo la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si svolge dal 28 settembre al 24 ottobre 2014 a cura di Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. La location allestita per la pregevole iniziativa è lo sfarzoso Palazzo Falier, che risale al XV secolo e si trova affacciato sul Canal Grande a Venezia. In esposizione personalità illustri del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì. La nota pittrice Stella Maris Garro Pecchioli rientrante nell’esclusivo gruppo di artisti, porterà le sue pregevoli creazioni pittoriche ispirate dalla matrice cosmopolita, etnica e orientaleggiante.

 

Le peculiari trasparenze irregolari e patinate dei fogli di carta di riso utilizzati come superficie di base, mostrano le pennellate variopinte inchiostrate e impresse dalla pittrice: tratti dati in senso circolare o anche ascendente, rossi e neri, neri e gialli, scale di grigio e nero graffiate, colori accoppiati talvolta miscelati a punteggiati di cromia d’orata molto discreti e sobri. Le forme circolari rievocano gioiose girandole fantastiche o anche occhi interiori, che scrutano nascosti in un io vorticosamente turbato una qualche interessante realtà da apprendere, attirare oppure fuggire, allontanare.

 

Di lei hanno scritto “I movimenti ascendenti di piante fiorite e girasoli raggianti, dominati decisamente dagli inchiostri gialli, verdi e neri, ma al contempo tenui, sono veramente affascinanti. Figure, che si allontanano con tenacia verso l’alto, ma in un movimento delicatamente circolare di spirale appena accennata. Dipinti, che sanno coniugare i contrasti cromatici con la loro contemporanea delicatezza in un gioco sapiente di tinte decise, ma delicate. Così anche il movimento delle figure predilige in taluni casi una circolarità ascendente o profonda in altri. La sensazione, che se ne riceve è quella di una felice e armoniosa -commistione- di contrari. Lavori dal sapore orientale estremo, con il tocco e il carattere di un’artista fine, che ha saputo sapientemente reinterpretare quel gusto secondo un umore e un carattere tipicamente occidentale. Non è escluso, senza false congetture, che ci si possa trovare di fronte a una considerevole autentica novità“.

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“Spoleto incontra Venezia”: L’arte cosmopolita e orientaleggiante di Maristella Pecchioli in esposizione

Si annuncia un evento di acclarato successo la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si svolge dal 28 settembre al 24 ottobre 2014 a cura di Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. La location allestita per la pregevole iniziativa è lo sfarzoso Palazzo Falier, che risale al XV secolo e si trova affacciato sul Canal Grande a Venezia. In esposizione personalità illustri del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì. La nota pittrice Maristella Pecchioli rientrante nell’esclusivo gruppo di artisti, porterà le sue pregevoli creazioni pittoriche ispirate dalla matrice cosmopolita, etnica e orientaleggiante.

 

Le peculiari trasparenze irregolari e patinate dei fogli di carta di riso utilizzati come superficie di base, mostrano le pennellate variopinte inchiostrate e impresse dalla pittrice: tratti dati in senso circolare o anche ascendente, rossi e neri, neri e gialli, scale di grigio e nero graffiate, colori accoppiati talvolta miscelati a punteggiati di cromia d’orata molto discreti e sobri. Le forme circolari rievocano gioiose girandole fantastiche o anche occhi interiori, che scrutano nascosti in un io vorticosamente turbato una qualche interessante realtà da apprendere, attirare oppure fuggire, allontanare.

 

Di lei hanno scritto “I movimenti ascendenti di piante fiorite e girasoli raggianti, dominati decisamente dagli inchiostri gialli, verdi e neri, ma al contempo tenui, sono veramente affascinanti. Figure, che si allontanano con tenacia verso l’alto, ma in un movimento delicatamente circolare di spirale appena accennata. Dipinti, che sanno coniugare i contrasti cromatici con la loro contemporanea delicatezza in un gioco sapiente di tinte decise, ma delicate. Così anche il movimento delle figure predilige in taluni casi una circolarità ascendente o profonda in altri. La sensazione, che se ne riceve è quella di una felice e armoniosa -commistione- di contrari. Lavori dal sapore orientale estremo, con il tocco e il carattere di un’artista fine, che ha saputo sapientemente reinterpretare quel gusto secondo un umore e un carattere tipicamente occidentale. Non è escluso, senza false congetture, che ci si possa trovare di fronte a una considerevole autentica novità“.

 

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ADRIANO DALLA VALENTINA: IN MOSTRA A “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”

La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” è un appuntamento imperdibile, che sta mobilitando l’attenzione mediatica generale. L’evento, previsto dal 28 settembre al 24 ottobre 2014 nella stupenda cornice veneziana di Palazzo Falier, antica residenza nobile del XV secolo sul Canal Grande. Curatore dell’iniziativa prestigiosa è Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. Tra i nomi illustri annunciati in esposizione Dario Fo, Pier Paolo Pasolini, Eugenio Carmi, Josè Dalì. Nel pregevole contesto si annoverano le incantevoli creazioni in vetro di murano del rinomato maestro vetraio Adriano Dalla Valentina.

 

Fin dall’età di 10 anni inizia a lavorare nelle fabbriche muranesi, apprendendo molteplici tecniche di lavorazione. A 24 anni apre una propria azienda diventando artigiano professionista autonomo. La sua gamma produttiva spazia in vari settori del vetro d’arte muranese e si distingue per una precisa e peculiare impostazione tecnico-stilistica. Infatti, privilegia le tecniche tradizionali, che agli occhi degli esperti e del vasto pubblico evocano suggestioni di “venezianità”: la filigrana e la murrina, a cui associa le tecniche del soffiato e della scultura, sia soffiata sia massiccia. Collabora spesso con famosi designer e architetti per realizzare opere in vetro da essi disegnate.

 

La passione viscerale per il vetro si respira nella “fornasa” di Adriano, dove quotidianamente è impegnato nell’elaborazione di nuove opere, che spesso diventano vere e proprie sfide. Su di lui è stato scritto “Nella fluidità della massa vitrea si può dare contrasto con l’aiuto di madre natura e quindi Dalla Valentina ricorda il miracolo delle creature marine e i fondali. Il -battuto- lo trova incontestabile protagonista di sculture di grande vigore artistico. Balza sul soffiato con leggiadria incomparabile e fornisce leggerezza degna di grande attenzione a livello qualitativo”.

 

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ALLE GRANDI MOSTRE DI “SPOLETO INCONTRA VENEZIA” LA RAFFINATA PITTURA POETICA DI LAURA D’ADDENZIO

Fremente attesa per l’inizio della grande mostra “Spoleto incontra Venezia” con protagonisti di prim’ordine come Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, Josè Dalì, sotto l’autorevole curatela di Vittorio Sgarbi e la gestione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes. L’evento dal 28 settembre al 24 ottobre 2014, sarà predisposto nel secolare Palazzo Falier, nobile residenza affacciata sul Canal Grande a Venezia. Tra le presenze di spicco Laura D’Addenzio espone la pittura di matrice realista e verista con influssi di poetico e romantico lirismo.

 

La D’Addenzio studia disegno e colore presso la rinomata scuola del maestro Sergio Ugolini. Protagonisti del suo percorso pittorico sono i paesaggi e le nature morte, accomunati dal medesimo slancio verticale, come se fossero proiettati verso l’infinito. Predilige la tecnica ad olio, che mediante il sapiente uso della spatola crea delle suggestive tessiture puntiniste. Le opere sono caratterizzate dall’assenza di colori squillanti e sgargianti, mentre domina la gamma delle terre e dei verdi. Attraverso i colori da vita ai suoi alberi, mai isolati, ma disposti a formare il magico spazio del bosco. Osservando i suoi paesaggi si ha la percezione di entrare in una dimensione dominata da una natura arcana, silente, eppure resa vibrante dalla materia pittorica, dall’alternarsi della luce e dell’ombra.

 

La forma nasce proprio dalla coordinazione armoniosa di tali elementi dove nulla è offerto al caso. Il dispiegarsi delle macchie di colore determina un ricongiungersi alla grande tradizione pittorica veneta. Anche l’interesse per la natura vista come qualcosa di misterioso, che incita alla scoperta nasce durante la fanciullezza e la sua percezione della realtà si è poi evoluta nel tempo e arricchita attraverso le letture, le visite museali e il confronto con altri artisti. Nelle nature morte appare evidente un collegamento con l’opera di Giorgio Morandi, per il quale gli oggetti diventano presenze viventi, un riflesso dell’anima dell’artista. Di lei hanno scritto “Dal punto di vista umano, la sua curiosità e sensibilità, unite a un carattere forte e schietto, si evincono dai suoi dipinti“.

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Alle mostre di Spoleto incontra Venezia la pregiata arte scultorea di incantevoli Giovanni Balderi

La prestigiosa esposizione di “Spoleto incontra Venezia” sta per aprire in anteprima, con un ricco elenco di importanti nomi coinvolti, da Dario Fo a Eugenio Carmi, da José Dalì a Pier Paolo Pasolini. L’evento, curato da Vittorio Sgarbi e diretto dal manager produttore Salvo Nugnes, si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, nella straordinaria cornice veneziana di Palazzo Falier, antica struttura nobiliare eretta sul Canal Grande nel XV secolo.

Nell’occasione lo scultore Giovanni Balderi è stato selezionato per partecipare all’appuntamento attesissimo. Nel 1984 inizia lo studio di ornato floreale e stile presso la bottega del maestro omatista Ledo Tartarelli. Nel 1994 continua a studiare anatomia e modellato con il professor Enzo Pasquini, specialista del Neoclassicismo. Collabora con vari laboratori di scultura contemporanea, senza mai interrompere l’attività di ricerca espressiva. Le sue opere, che nascono dal blocco di marmo senza l’utilizzo di bozzetti preparatori, sono inserite in numerose collezioni private e pubbliche.

Dalle sue parole è possibile cogliere al meglio la fonte d’ispirazione, che lo accompagna e lo guida nella fase ideativa ed esecutoria della lavorazione “La voce dell’arte non nasce qui, qui si manifesta, qui si ascolta, qui si vede. Mi piace, che il caso sia parte del percorso creativo dell’opera. Tutte le sculture sono cercate e scolpite direttamente dal blocco di marmo. Percorro così la particolare natura dell’informe scelto. Non preparo un bozzetto in terra o gesso. Il marmo è la materia prima, che nell’immediatezza dell’operare mostra una sua facilità, da seguire, da rispettare e talvolta da sfidare. Inizio in tanti modi a scolpire a blocco, ma oltre a una chiara sensazione da esprimere non so nemmeno io come si manifesterà l’opera finita. Per me i volumi, i tagli, le spaccature sono il manifestarsi delle sensazioni, da orchestrare come su di uno spartito musicale. Ogni tonalità, estensione e ritmo compositivo assumono un preciso valore nella voce dell’opera”. E aggiunge “Un riferimento certo è il corpo, da sempre voce di un’esigenza di raccontare percorsi umani e divini, dove il sentire si mostra in opere eterne come le domande. Il mio vuole essere un corpo, che tace, che si mette in disparte, che lascia parlare l’anima, l’energia che lo abita, lo domina, lo fa vivere, gli dà la forma, l’espressione”.

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“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE ANGELICA CIOPPA

Nel novero degli artisti partecipanti all’esposizione “Spoleto incontra Venezia” vi sarà anche la pittrice Angelica Cioppa, nota per i suoi fiori variopinti e meravigliosi. La mostra si terrà a Palazzo Falier, nobile dimora che si affaccia su Canal Grande, dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore salvo Nugnes. In seguito un’intervista alla pittrice.

 

D: Come nasce l’occasione di partecipare a questo importante evento espositivo?

R: Ho partecipato con molto piacere a “Spoleto Arte” che ha avuto luogo dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014 con la curatela del Prof Sgarbi, e la mostra è stata splendidamente diretta dal manager produttore Salvo Nugnes. Mi è stato proposto di partecipare alla mostra “Spoleto incontra Venezia” ed ho subito aderito con molto entusiasmo.

 

D: È la prima volta che espone a Venezia?

R: Sì, è la prima volta che espongo a Venezia.

 

D: Quali opere esporrà e quale orientamento tematico seguono?

R: Esporrò quattro opere sempre sul tema dei fiori: un girasole, un iris rosso, dei crisantemi bianchi ed una gazania blu.

 

D: Quando e come è avvenuto il suo approccio al mondo dell’arte?

R: Sono nata in una famiglia dove l’arte è sempre stata fondamentale. Sin da piccola mi piaceva disegnare, ho studiato anche pittura a Parigi, Londra e Bruxelles. È solo da una decina d’anni, che mi dedico interamente alla pittura ed ho cominciato ad esporre.

 

D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale?

R: L’arte.

La natura è perfetta e unica ma non è eterna.

L’arte è cercare di guardare oltre quello che solo i nostri occhi vedono, cercando un particolare

per farlo sopravvivere, per coglierne l’attimo fuggente, perché tutte le cose belle hanno una fine.

L’arte è cercare di creare il mondo dei sogni, ricco di colori, di magia.

L’arte è un’illusione: ci fa vedere quello che vogliamo vedere, può rendere veri i sogni!

L’arte è la propria interpretazione della vita, è la trasformazione della realtà.

Abbiamo un grande privilegio, noi pittori, possiamo provare per un attimo a distogliere chi ci

guarda dalla quotidianità e riempirgli il cuore di emozioni.

I colori sono la natura, l’armonia, la vita, la musica dell’anima.

Per questo dipingo fiori, sono il mio inno alla vita!

 

D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti, che apprezza in modo particolare?

R: I pittori fiamminghi sono i miei preferiti. Da Peter Bruegel il Vecchio a Rembrandt, con il suo “Vecchio usuraio” uno dei miei quadri preferiti, Adriaen van Ostade, David Teniers, Michiel van Musscher, passando per i fioristi Jan Davidsz. de Heem, Jan van Huysum, A. van der Ast, …  “they have been my main inspiration”.

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La spoletina Stefania Cappelletti parteciperà con le sue opere alle mostre “Spoleto incontra Venezia”

Stefania Cappelletti farà parte del gruppo di artisti che esporranno a “Spoleto incontra Venezia”, attesissima esposizione curata dal Professor Vittorio Sgarbi. Cornice magnifica della mostra lo storico Palazzo Falier, sul Canal Grande a Venezia, aperto al pubblico dal 28 settembre al 24 ottobre 2014. Riportiamo qui un’intervista alla pittrice.

 

D: Come nasce l’occasione di partecipare a questo importante evento espositivo?

R: Ho fatto esposizioni importanti a Roma, Parigi, Berlino, New York, poi la selezione per “Spoleto Arte”, a cura di Vittorio Sgarbi, a Spoleto, nella mia città, e lì nasce tutto.

 

D: È la prima volta che espone a Venezia?

R: Venezia è un sogno. Sì, è la prima volta che espongo lì, e spero sia la prima di una lunga serie.

 

D: Quali opere esporrà e quale orientamento tematico seguono?

R: L’opera che espongo è parte di una serie, ispirata all’atmosfera veneziana, così magica, e unica… S’intitola S. Maria della Salute, è un olio su tela. È una delle opere, da me dipinte, dedicate a Venezia.

 

D: Quando e com’è avvenuto il suo approccio al mondo dell’arte?

R: Dipingo fin da piccola, ed ho studiato i grandi classici della pittura. Ora, semplicemente, lascio andare il pennello liberamente, e così nascono i miei quadri. La prima mostra importante è stata a Roma, subito dopo sono stata contattata per esporre in Via Margutta. Poi l’ammissione all’Accademia di San Lazzaro, presieduta da Radini Tedeschi, con cui ho partecipato a numerose mostre prestigiose come la Triennale di Roma 2014 a cura di D. Radini Tedeschi e A. Bonito Oliva. L’ammissione all’Accademia è stata una svolta, non solo per quanto riguarda il livello delle esposizioni, ma anche per il mio modo di dipingere, di affrontare la tela bianca. Tutto andava per il verso giusto, poi sono arrivata alla mostra a Parigi, poi a Berlino, infine a New York. Nella mia città, Spoleto, ho vinto il premio Spoleto Festival Art a cura del Dr. Luca Filipponi, negli anni 2012, 2013, 2014. Quando sono stata selezionata per Spoleto Arte 2014, a cura di V. Sgarbi, ho provato un’emozione fortissima…wow!

 

D: Un commento di riflessione in parallelo tra Spoleto e Venezia, come poli di eccellente portata, nella divulgazione dell’arte e della cultura, con fama internazionale?

R: Spoleto è un punto di riferimento importante, è necessario esserci; non a caso molti esperti d’arte di fama internazionale vi organizzano grandi mostre. Come lo è pure Venezia, con la sua Biennale. Sono tappe fondamentali per un artista che vuole crescere ed affacciarsi al mondo dell’arte a livello internazionale.

 

D: È compiaciuta di esporre accanto a illustri nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi di spicco del panorama contemporaneo?

R: Sono molto onorata di esporre insieme a dei BIG come Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e gli altri grandi. Mi sono piaciuti molto i lavori di Dario Fo, li trovo forti, intensi…parlano di lui, del suo modo di essere.

 

D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale? 

R: Cos’è l’arte? Bella domanda… Comunicazione?? Forse? Ma ci sono i critici per spiegarlo, io dipingo soltanto.

 

D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti, che apprezza in modo particolare?

R: Ricordo di essere rimasta incantata, per lungo tempo, davanti ad un Arlecchino di Picasso, anni fa a Firenze. Ed ho visto la Gioconda al Louvre. Ma qualche tempo fa ho visitato la mostra all’Ara Pacis, sugli Impressionisti, e l’ho trovata fantastica. Avevo già visto alcune loro opere a Orsay, ma quest’ultima esposizione a Roma è stata molto suggestiva, veramente bella.

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ALLA GRANDE MOSTRA DI “SPOLETO INCONTRA VENEZIA” IN ESPOSIZIONE LE OPERE ISPIRATE DALLE VIBRAZIONI CROMATICHE DI ALESSANDRA TUROLLI

Continuano i successi per l’artista Alessandra Turolli, che dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, sarà presente alle grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” curate da Vittorio Sgarbi e dirette dal manager Salvo Nugnes. L’esposizione sarà allestita nel suggestivo contesto del secolare Palazzo Falier, nel cuore del capoluogo veneto. Di seguito l’intervista alla pittrice.

 

D: Dal 27 Settembre al 24 Ottobre parteciperà a “Spoleto incontra Venezia”. È la prima volta che espone nel capoluogo veneto?

R: Si, e ne sono felicissima perché adoro Venezia e perché questa mostra rappresenta una tappa molto significativa nel mio percorso artistico. Dunque, la considero un tassello prezioso, che mi trasmette grande emozione ed entusiasmo.

 

D: Quali nuove opere presenterà e quale orientamento tematico seguono?

R: Saranno tutte quante opere inedite, ispirate da una nuova ricerca interiore trasferita sui quadri, che reputo estremamente determinante e stimolante per la mia crescita artistica e per la mia evoluzione personale ed esistenziale. Ho scelto di dedicarmi alle “vibrazioni cromatiche”. Il mondo dei colori ci circonda, ci appartiene, accompagna il nostro cammino di vita fin dalla nascita. L’importanza delle vibrazioni cromatiche e della luce è tale che, da sempre l’uomo se n’è occupato. I colori ci attorniano costantemente. Siamo di continuo inebriati dalle loro vibrazioni.

 

D: Un commento di riflessione in parallelo tra Spoleto e Venezia, come poli di eccellente portata, nella divulgazione dell’arte e della cultura, con fama internazionale?

R: Sono due contesti a me entrambi molto cari da sempre, in quanto, da sempre in essi io percepisco il vivace e dinamico fluire dell’arte, che mi infonde una sensazione di appartenenza a questi poli e mi regala una intensa vitalità.

 

D: È compiaciuta di esporre accanto a illustri nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi di spicco del panorama contemporaneo?

R: Sono assolutamente lusingata da questa positiva opportunità.

 

D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale? 

R: L’arte  è vita, senza arte manca la parte più profondamente spirituale che l’essere umano possiede. Per arte intendo un campo di applicazione molto ampio: pittura, scultura, musica, scrittura …

 

D: Quali consigli/suggerimenti si sente di dare alle nuove generazioni di artisti?

R: Penso sia basilare e primario seguire le proprie tendenze ed inclinazioni, ma soprattutto seguire quell’istinto, che viene da dentro l’anima ed il cuore.

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MEZZANOTA STRUMENTI MUSICALI È PARTNER DELLA MOSTRA CURATA DA VITTORIO SGARBI “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”

In occasione della prestigiosa mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager Salvo Nugnes, si è creata una positiva collaborazione con il negozio di strumenti Mezzanota di Vicenza. Alla mostra saranno presenti nomi di spicco tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi e Josè Dalí.

Mezzanota sarà partner importante dell’esposizione che avrà luogo nella magica atmosfera veneziana dello storico Palazzo Falier, sul Canal Grande. L’attività è specializzata nell’allestimento di service audio e tutti quegli eventi che richiedano una fornitura di impianti audio e di illuminazione. Per tutto ciò occorre esperienza, professionalità, dinamismo, precisione, e soprattutto ottimi macchinari. Mezzanota lavora con dedizione da anni a tutti questi aspetti e il suo obiettivo è quello di restituire all’evento commerciale, culturale, celebrativo o relazionale, il massimo del coinvolgimento nel rispetto del tipo di comunicazione audiovisiva scelto.

Mezzanota opera nel settore dello spettacolo e fornisce strutture, attrezzature, personale qualificato e tutto quanto necessario per ogni tipo di manifestazione ed evento spettacolare: rappresentazioni teatrali, concerti, convention, stand fieristici, esposizioni e mostre, sfilate di moda, discoteche, illuminazioni museali ed architettoniche.

L’assistenza di fonici e tecnici specializzati unita ad attrezzature di altissima qualità ed in continuo aggiornamento garantiscono sempre la migliore riuscita in qualsiasi situazione. Mezzanota collabora con partner professionali e affidabili nel campo Backline, organizzazione di eventi e video.

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“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE LE COINVOLGENTI VISIONI PITTORICHE DI ELISABETTA MARANGONI

In occasione delle prossime mostre di “Spoleto incontra Venezia” allestite dal 28 Settembre al 24 Ottobre nella storica cornice veneziana di Palazzo Falier, ubicato sul coreografico Canal Grande, la pittrice Elisabetta Marangoni è inserita nel novero esclusivo dei selezionati artisti. L’evento di forte portata mediatica è curato da Vittorio Sgarbi e diretto del manager produttore Salvo Nugnes. Sarà possibile ammirare la produzione di rinomati esponenti del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altre note personalità, in una collettiva di consistente livello.

 

La Marangoni si è formata all’Accademia di Belle Arti a Roma e in Venezuela. Fin dalla tenera età percepisce la radicata passione per l’arte, per la bellezza, per l’armonia delle forme e dei colori. I suoi dipinti ad acquerello sono ricchi di speciali luminosità e trasparenze, che trasportano lo spettatore in una dimensione trascendente piena di luci e colori ammalianti.

 

Sul suo percorso di ricerca stilistica racconta “L’obiettivo principale, che cerco di perseguire quando prendo in mano un pennello, è quello di creare qualcosa di unico e di interessante, capace di suscitare emozioni. Per riuscire ad ottenere questo risultato ho bisogno di guardare il mondo in modo, che mi emozioni. Debbo essere capace di riconoscere immediatamente ciò che può trasformarsi in grande dipinto, per poi scegliere quali tonalità cromatiche più congeniali usare e finalmente elaborare la mia magica interpretazione personalizzata”.

 

In riferimento alla tecnica da lei preferita spiega “Sono innamorata dell’acquerello. In passato, non avevo approfondito bene questa tecnica per mancanza di occasioni pratiche, ma proprio per questo amore davvero intenso ho poi deciso di conoscerlo e sperimentarlo. L’acquerello mi soddisfa più di ogni altra tecnica. É innanzitutto simbolo di luce e nel contempo di trasparenza. In esso persino le ombre diventano elementi radiosi, che sprigionano bagliori di luce e colore” e aggiunge “Inoltre, ritengo sia divertente e stimolante anche la stesura dei colori sulla carta, al posto della tela tradizionale”.

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La società pugliese Giannuzzi S.r.l sponsor della talentuosa pittrice Gabriella Legno in occasione delle mostre di Spoleto incontra Venezia

In occasione dello svolgimento della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terrà dal 28 settembre al 24 ottobre nella magnifica cornice veneziana del secolare Palazzo Falier, affacciato sul Canal Grande, è stata selezionata tra i rinomati artisti partecipanti la talentuosa pittrice Gabriella Legno, affiancata dalla rinomata società Giannuzzi S.r.l., che la supporta in qualità di sponsor per il prestigioso evento, di portata internazionale. 

La Giannuzzi S.r.l. ha sede in Puglia, precisamente in località Cavallino nella provincia di Lecce ed è leader nella fabbricazione di sedili per aeromobili. Inoltre, è specializzata nella progettazione, nell’allestimento e nel confezionamento con l’utilizzo di tessuti speciali di componenti aeronautiche, quali tappezzerie per sedili di aerei ed elicotteri, pannelli anti-sonori, fonoassorbenti e isolanti, nella componentistica d’arredo, nell’equipaggiamento di velivoli civili e militari.

La particolare composizione merceologica dei materiali impiegati nei cicli di lavorazione si accompagna alla peculiare tipicità dei prodotti commercializzati. Gli elementi e le tecnologie studiate per il settore hanno permesso di realizzare prodotti di alta manifattura, che fondono la produzione su scala industriale con l’esclusiva qualità artigianale, conservandola integralmente.

Per la Giannuzzi S.r.l. il motto aziendale trainante è: perfezione e massima sicurezza; qualità e longevità hanno massima priorità, senza compromessi per ogni singola componente fabbricata. Le soluzioni fornite sono modulate per rispondere e soddisfare le specifiche esigenze di una clientela nazionale ed estera, fidelizzata nel tempo e in costante incremento.

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“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE LA RICERCATA ARTE SCULTOREA DI SALVATORE BENNARDELLO

” <http://www.spoletoarte.it/> Spoleto incontra Venezia” sarà senza dubbio un ricco e variegato “contenitore” in cui poter ammirare e apprezzare l’arte contemporanea ad altissimo livello, con esponenti internazionali di prestigio, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì.

La grande mostra, curata dal critico Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes è fissato dal 28 Settembre al 24 Ottobre nella spettacolare coreografia di Venezia, all’interno dell’antico Palazzo Falier, edificato nel XV secolo sul Canal Grande. Il maestro scultore Salvatore Bennardello partecipa nell’esclusivo parterre di rinomate presenze con le sue opere scultoree d’ispirazione sacra e religiosa.

 

 

 

L’interesse e la passione per l’ambito scultoreo proviene dall’eredità paterna, poiché il padre Giuseppe a suo volta scultore affermato, lo stimola a cimentarsi nel settore. Negli anni della giovinezza dedica molto tempo allo studio delle creazioni sacre, visitando frequentemente chiese e cattedrali per approfondire al meglio la conoscenza dei principali rappresentanti del genere. L’amore per il disegno lo induce a ritrarre e raffigurare dal vero i modelli e i particolari architettonici osservati e analizzati scrupolosamente. Nella bottega di validi e autorevoli esperti esegue varie sculture marmoree a tema sacro, prendendo spunto da bozzetti preparatori di sua progettazione e inizia anche a dipingere con ottima propensione.

 

 

 

Nel 1971 da Comiso si trasferisce a vivere ad Aprilia. Le prime committenze ufficiali gli giungono dalla Parrocchia Madre Maria della Chiesa di Aprilia.

Dal 1990 vive e lavora a Latina. Il suo estro creativo si rivolge ad approfondire l’impiego della calda materia lignea. Realizza su prestigioso incarico il gran supporto dell’organo installato nella chiesa di San Michele Arcangelo ad Aprilia.

 

 

 

Al riguardo sono significative le dichiarazioni ricevute nell’occasione da Monsignor Dante Bernini vescovo di Albano Laziale, che scrisse “L’artista Salvo Bennardello, uomo e credente ha espresso nobilmente il messaggio sinodale, nel suo organico e armonico progetto, artisticamente realizzato in piena sintonia con il sinodo. La parola di Dio nelle immagini degli evangelisti, il tabernacolo dell’eucarestia al centro della gloria erano là, ispirati da dignitosa opera di fede e di arte. Una degna testimonianza del cammino sinodale, un invito alla comunità credente a rinnovare l’impegno di crescita nella carità, nutrita proprio di parola di Dio e di eucarestia, come risposta alla vocazione cristiana e alle attese del mondo. Confermo nel mio animo sentimenti di stima e di ammirazione per il suo operato artistico in generale”.

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ALBERONI, ZICHICHI, SGARBI, MAURO, DON MAZZI SONO IL COMITATO DEL PREMIO MARGHERITA HACK IDEATO DAL MANAGER SALVO NUGNES

È stato recentemente istituito il “Premio Margherita Hack”, ideato dal manager Salvo Nugnes, in ricordo della straordinaria amica scienziata e astrofisica, che ha lasciato un segno indelebile nella storia italiana.

Il prestigioso riconoscimento è diviso in più categorie e verrà assegnato a chi si è particolarmente distinto nel campo della scienza, dei diritti civili, della cultura, del sociale, dell’impegno animalista e dell’arte. I vincitori saranno premiati da un comitato di esperti e intellettuali italiani, presieduto dal sociologo Prof. Francesco Alberoni, e composto da nomi altisonanti come il fisico e divulgatore Prof. Antonino Zichichi, il noto critico d’arte Prof. Vittorio Sgarbi, il Direttore del quotidiano “La Repubblica” Ezio Mauro e il fondatore della Comunità Exodus Don Antonio Mazzi. La cerimonia di consegna si terrà Domenica 28 Settembre 2014, alle ore 11.00 circa, presso lo storico e monumentale Palazzo Falier, a Venezia.

“Vogliamo mantenere sempre viva la memoria su quanto ha fatto per noi Margherita, nei tanti anni di studi e ricerche. Con esperta conoscenza in materia ci ha offerto il frutto dei suoi sacrifici” afferma l’organizzatore e prosegue “Ha speso l’intera vita, dimostrando un’autentica propensione e ha sempre conservato una spontanea modestia, un’umiltà profonda, una semplicità radicata, che le hanno permesso di rimanere una persona schietta e verace, di non scendere mai a compromessi e di guadagnarsi la stima e il rispetto di tutti”.

Per informazioni visitare il sito ufficiale di Margherita Hack www.margheritahack.it .

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“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE UN SIGNIFICATIVO OMAGGIO IN COMMEMORAZIONE DEL MAESTRO ALBERTO PISTORESI

In occasione della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si terrà dal 28 settembre al 24 ottobre 2014, verrà allestita un’ampia zona espositiva dedicata al maestro Alberto Pistoresi, con la curatela di Vittorio Sgarbi, in omaggio commemorativo al noto pittore fiorentino, del quale si mantiene indelebile il ricordo del prezioso contributo artistico lasciato in simbolica eredità. L’evento, diretto dal manager produttore Salvo Nugnes, sarà all’interno del secolare Palazzo Falier, sontuoso edificio sul Canal Grande a Venezia.

 

Nel commentare lo stile distintivo di Pistoresi Sgarbi ha dichiarato “Vedutista di spazi urbani e di paesaggi nella sua Toscana, Pistoresi è un pittore di luoghi non disturbati dall’uomo. La sua visione è distante, a tratti ovattata. L’uomo più che esserci è stato. Se ne sente l’impronta, l’eco della voce e una solitudine immensa, incolmabile“.

 

Tra le innumerevoli dichiarazioni elogiative espresse dai critici e dagli esperti d’arte del suo tempo, spicca quella di Piero Bargellini, sindaco di Firenze nel 1968, che scrisse “Pistoresi usa come mezzo espressivo il colore ad olio o ad acquerello, ma la sua opera sarebbe vana se non avesse come movente e come esito la poesia. Una poesia dovuta prima di tutto da una trepida commozione, suscitata da luoghi e figure, da un dolce incantamento d’anima e poi da una tenerezza, che si traduce sulla tela o sulla carta in trasparenze delicate, in fremiti amorosi, in segni efficaci, in toni essenziali“.

 

Di lui Pietro Annigoni, del quale è stato allievo disse “Nella sua pittura emergono fede caparbia e dedizione assoluta, è un lavoratore accanito. I suoi dipinti hanno composizione elementare, ma vigorosa con toni sonori profondi, luminosi, vibranti e impegnati di un sapiente e vissuto chiaro-scuro, che si pone in contrasto e al tempo stesso unisce l’intreccio dei colori“. Sul loro primo incontro ricordava “Al mercatino di San Pietro mi fece vedere una china acquerellata, che aveva fatto su per le rive dell’Arno. Mi parve una cosa notevole e sono sicuro, di essere stato tra i primi ad incoraggiarlo“.

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Alle mostre di Spoleto incontra Venezia le incantevoli creazioni di Luciano Mario Rossi

La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” si prospetta un appuntamento imperdibile in ambito internazionale, che si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 e vedrà unite in sinergico connubio espositivo personalità illustri del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, accanto a un selezionatissimo novero di artisti rinomati del panorama attuale. All’interno del magnifico Palazzo Falier, risalente al XV secolo e affacciato sul Canal Grande, saranno presentate le pregevoli creazioni di manifattura artigianale di Luciano Mario Rossi, apprezzato orafo incisore di pietre dure, gemme e pietre preziose dal virtuoso talento. 

Interrotti gli studi alla facoltà di biologia per dedicarsi all’arte scultorea, sua innata passione, inizia la propria attività verso il 1980 incuriosito e stimolato dalle collezioni glittiche dei musei di Firenze. Da autodidatta, è diventato un poliedrico ed eclettico interprete moderno di questa tradizione antica, complessa e raffinata. La produzione risulta finemente congegnata e realizzata mantenendo in perfetto equilibrio compositivo il senso della concezione ancestrale e il moderno stimolo innovativo e trasformista, con soluzioni di dinamica fantasia e impeccabile design elaborativo, uniche e di inconfondibile e inimitabile qualità distintiva. Originalità, eleganza e raffinatezza le contraddistinguono come marchio ad emblema simbolico.

I suoi lavori devono essere guardati e considerati, al di là di ogni possibile retorica di giudizio valutativo, anche sulla base della sconvolgente esperienza della tremenda aggressione subita nel Febbraio del 1988, che lo ha privato dell’occhio destro e che ha patito e sofferto nel silenzio dell’indifferenza. Nelle opere, oltre all’acclarato gusto e senso estetico di esaltazione della bellezza decorativa perseguito dall’artista con minuziosa e doviziosa lavorazione ideativa e progettuale, si percepisce l’intento di esternare un sentimento profondamente radicato in lui di amarezza e mortificazione per il terribile accadimento, unitamente alla volontà di denuncia, reazione e ribellione verso una diffusa ipocrisia sociale e collettiva.

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VITTORIO SGARBI CURA “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”, DOVE VENGONO UNITI DUE STRAORDINARI POLI CULTURALI

Si annuncia un nuovo “osservatorio” sul mondo dell’arte contemporanea: “Spoleto incontra Venezia” le grandi mostre curate da Vittorio Sgarbi, che si terranno dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, presso due meravigliose location storiche veneziane: Palazzo Falier, affacciato sul Canal Grande (San Marco 2906) e Palazzo Rota-Ivancich, a pochi passi da Piazza San Marco (Castello 4421).

 

La prestigiosa manifestazione, che ha già riscosso notevole successo nella precedente edizione “Spoleto Arte“, tenutasi dal 27 Giugno al 24 Luglio di quest’anno, presso Palazzo Leti Sansi, nel cuore della città umbra, si avvale dell’adesione del Presidente della Repubblica, nonché dei patrocini del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Veneto, della Provincia di Venezia, della Regione Umbria, del Comune di Spoleto e del Vittoriale degli Italiani.

 

Spoleto incontra Venezia” rappresenta l’unione, creata tra le due città, per rafforzare il potente legame esistente tra le eccellenze internazionali in ambito artistico-culturale. Nel contesto espositivo, diretto dal manager Salvo Nugnes di Promoter Arte, saranno presenti i grandi maestri che hanno già partecipato alla versione spoletina, come il Premio Nobel Dario Fo, Eugenio Carmi, uno dei maggiori esponenti dell’Astrattismo, José Dalì, figlio del mentore del Surrealismo Salvador Dalì e altri rinomati artisti talentuosi. Inoltre, sarà allestita una galleria fotografica d’immagini inedite del regista di fama mondiale Pier Paolo Pasolini, realizzate durante le riprese sul set del celebre film “Il fiore delle mille e una notte”.

 

All’esclusivo vernissage inaugurale, previsto in data Sabato 27 Settembre 2014, alle ore 18.00, saranno ospiti illustri personaggi del mondo della cultura, dell’arte, della politica e dello spettacolo, del calibro di Francesco Alberoni, Alessandro Cecchi Paone, Mina Gregori, Marta Marzotto, Silvana Giacobini, Katia Ricciarelli, Alviero Martini e molti altri.

 

Spoleto incontra Venezia” sarà un emblematico ponte di collegamento virtuale tra due poli d’arte e di cultura per antonomasia, quali sono Spoleto e Venezia. La finalità primaria, infatti, è valorizzare al meglio il legame sinergico tra le due città e fornire il massimo risalto d’immagine e visibilità agli artisti che esporranno le loro creazioni.

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“Spoleto incontra Venezia”: un’inedita retrospettiva fotografica in omaggio a Pier Paolo Pasolini in una mostra curata da Sgarbi presso il nobile Palazzo Rota Ivancich

La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” sta per aprire ufficialmente nell’incantevole contesto di Venezia, curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, dal 28 settembre al 24 ottobre 2014. Il pregiato Palazzo Rota Ivancich, secolare dimora nel centro cittadino, nelle vicinanze di San Marco, accoglierà nell’occasione un’inedita retrospettiva fotografica in omaggio a Pier Paolo Pasolini. Scatti d’autore di rara bellezza e autentica suggestione realizzati dal maestro fotografo Roberto Villa durante le riprese sul set del famoso film “Il fiore delle mille e una notte” di cui Pasolini fu regista all’epoca, nei tre mesi di durata della lavorazione cinematografica.

Attraverso questa carrellata di immagini rievocative di forte intensità è possibile ripercorrere e addentrarsi nell’avvincente viaggio del film, osservando l’universo figurativo e antropologico scelto da Pasolini e la realtà di corpi e luoghi yemeniti e persiani, dove il poeta-regista ha strutturato e ambientato una parte del proprio scenario in chiave onirica. Il fascino coinvolgente delle visioni immortalate risiede nell’aver carpito e delineato i dettagli del mosaico antropologico e ambientale, alimentato dalle luci speciali, dai cromatismi e dalla fisicità stessa degli abitanti divenuti comparse recitanti. Si evince la componente di spontanea ed immediata espressività e la storia raccontata nei gesti abituali, nelle posture, negli sguardi accesi o spenti, nelle pieghe delle labbra incuriosite, abbandonate o stanche.

Una delle caratteristiche peculiari più significativa, emerge nell’istante in cui chi è guardato guarda a sua volta, e si pone a una distanza che appartiene ad altri secoli, ad altra cultura, ad altra religione, a un universo di codici, elementi e segni, che non ci sono mai stati familiari, generando un intreccio spazio-temporale e una commistione simbologica di stupefacente armonia emozionale.

Sgarbi ha dichiarato “si vede il racconto di un viaggio intorno a Pasolini nelle fotografie di Roberto Villa, che accompagnando il regista sul set del film nello Yemen, in Eritrea, in Etiopia ha fatto come un viaggio iniziatico”.

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“SPOLETO INCONTRA VENEZIA”: TRA GLI ARTISTI PARTECIPANTI ALESSANDRO SERRA

La prestigiosa compagine artistica culturale di “Spoleto incontra Venezia” sta per aprire i battenti con la curatela di Vittorio Sgarbi, all’interno della secolare struttura aristocratica di Palazzo Falier, affacciato sul Canal Grande veneziano, con l’esposizione straordinaria di esponenti illustri come Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. La grande mostra si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 sotto la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes.

 

L’artista Alessandro Serra, che rientra nel selezionato novero dei partecipanti, propone una pittura molto personalizzata, sempre alla ricerca del sublime e proiettata verso l’elemento magico e misterioso. La sua creatività è libera e spontanea, non catalogabile in base a stereotipi figurativi e concettuali predefiniti. Onora e ammira i fondamentali valori trasmessi dai sommi maestri del passato, come Caravaggio, Michelangelo, Van Gogh, Kandinskij, Monet, Goya, ma conserva la sua identità perseguendo uno stile autonomo e indipendente.

 

Dalle significative considerazioni si coglie il filo conduttore del dinamico percorso intrapreso “L’arte mi dà la libertà e la possibilità di sperimentare mondi interiori, segreti, di rivivere tratti di vite precedenti, di volare nell’immaginazione e sentirmi per un momento creatore, per ritornare subito presente e comprendere -Il mio fare arte-. Ma soprattutto l’arte mi dà gioia e mi fa stare bene”. E aggiunge “La forte emozione si accende quando dipingo e ascolto musica. I suoni scelti per ogni opera sembrano lanciati dal cielo, arrivando dritti al cuore mi fanno sognare e dipingere”.

 

Predilige la tecnica pittorica ad olio su tela per l’estrema duttilità di lavorazione e l’inesauribile possibilità di ottenere molteplici effetti cromatici, poiché i colori possono essere sovrapposti, sfumati, trasformati e corretti di continuo, senza che si perda l’immediatezza e la freschezza percettiva del tocco.

Il genere espressivo è una mescolanza in alchimia di figurativo, astratto, fantastico e surreale. Serra spiega “Le figure delle mie opere, di proposito, appena un po’ naif, non sono protagoniste dell’opera stessa, sono lasciate fuori scena. Esse sono un contorno come la cornice del quadro. I veri soggetti sono: Il pensiero e la riflessione delle figure stesse e l’atmosfera astratta, dove il mio spirito protagonista è interprete di profonde sensazioni. L’arte dialoga con il nostro mondo interiore, ma si manifesta attraverso un lavoro manuale, costituendo un ponte tra i nostri sogni più intimi e la vita concreta”.

 

Egli si pone come obiettivo prioritario lo sviluppo personale, il miglioramento attraverso l’amore per la conoscenza di se’ e di tutti gli strumenti necessari al raggiungimento di un “Fare artistico” di elevata qualità costituito da piccoli e semplici passi affrontati gradualmente, sentendo il desiderio e il bisogno di crescita espressiva.

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Il mondo del surrealismo di Ugo Zen in mostra a “Spoleto incontra Venezia”

Comincia il simbolico conto alla rovescia per la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” vetrina internazionale e cosmopolita, che si terrà dal 28 settembre al 24 ottobre 2014 nel meraviglioso contesto secolare di Palazzo Falier, che si trova sul Canal Grande a Venezia. L’evento è a cura di Vittorio Sgarbi con il direttore del manager Salvo Nugnes e prevede una corposa carrellata di personalità di rilievo, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. Ad avvicendarsi in esposizione nel selezionatissimo gruppo ci sarà anche Ugo Zen, che propone le sue fantasiose prospettive pittoriche surreali.

 

Nativo di Genova, dove vive e lavora attualmente, di professione fotografo, ma coinvolto dalla ricerca sperimentale nella pittura con un approccio di formazione da autodidatta. Studia i classici, ma si lascia influenzare da De Chirico, Magritte, Dalì, Delvaux, Breton; Zen spiega: “Il surrealismo è il mio tema più caro e la sua figurazione corrisponde alle pieghe freudiane della mitologia e ai misteri spirituali e simbolici dell’alchimia filosofica“.

 

Nelle sue opere i soggetti raffigurati sono uomini ritratti di spalle, affiancati da scacchiere mentre osservano il mare oppure scarpe, che al centro dello spazio compositivo si appoggiano su una superficie liquida, nella quale si riflette un cielo attraversato da nuvole disposte con bizzarra simmetria. Lavora con tratto sicuro, ponendo particolare attenzione alla luminosità del colore e alla forza evocativa ed espressiva del riflesso dell’acqua. Passa agevolmente da composizioni, dove le sfumature muovono leggere il paesaggio naturale riproducendo con realismo i cromatismi, ad altre in cui tutto viene esemplarmente idealizzato. Tali strutture narrative provengono da un immaginario onirico, che inducono l’osservatore a superare e oltrepassare i propri limiti interpretativi per tentare di coglierne il messaggio simbolico e metaforico.

 

Il geniale surrealismo si proietta in chiave tridimensionale, in una “realtà sopra la realtà” che si traveste di fantastiche alchimie elaborate con la massima attenzione al particolare, dove nessun dettaglio è lasciato al caso. L’uomo impersonifica il doppio (il di fuori e il di dentro) e appartiene alla spazialità in cui diventa oggetto di una comunicazione, che sale i gradini di una concezione metafisica assoluta, raggiungendo esiti di notevole qualità. L’ottica realistica non è altro, che un pretesto per stravolgere l’idea, che deteniamo sugli elementi e sulle relazioni reciproche. Il reale e l’apparente oggettività riprodotte da Zen generano un’atmosfera intensamente inquieta, in cui il nostro vivere si protende alimentando la certezza, che al di là delle apparenze superficiali siamo coinvolti da una “realtà superiore”.

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Alle mostre di Spoleto incontra Venezia le incantevoli creazioni di Luana Tuis

È ormai imminente l’inizio della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” prevista dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, nella coreografica struttura secolare veneziana di Palazzo Falier, situato sulla riva del Canal Grande. Sotto l’autorevole curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes si annoverano presenze rilevanti in esposizione, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini. Nell’esclusivo e selezionato elenco di partecipanti è inserita Luana Tuis, che propone la sua arte pittorica, che offre intense suggestioni. 

La Tuis nativa della Svizzera, dimostra una passione e un talento precoce per il disegno e il colore. A 12 anni già inizia a dipingere la porcellana e a 13 anni realizza il suo primo ritratto alla nonna materna, mentre a 15 anni si cimenta nell’uso della tecnica a olio. Predilige il figurativo come mezzo di espressione artistica a lei più congeniale.

La pittrice avverte da subito il fascino dei fiumi, dei laghi, delle paludi, tematiche che predilige, poiché nutrono profonda affinità con il suo animo, che forse si identifica in questi soggetti, distendendosi e placandosi oppure talvolta sconvolgendosi tumultuoso. Per lei la superficie dell’acqua è in stretto rapporto con il cielo e con la vegetazione.

Lo stile compositivo unitario e omogeneo è caratteristica saliente principale delle opere. Alcune tonalità cromatiche, qualificabili come “neutre” vengono amalgamate in impasti e mescolanze, che danno risalto alle forme raffigurate, in una visione panoramica d’insieme allargata, tersa e luminosa. Spiccano qua e là cromie più incisive, marcate e squillanti dei gialli, dei rossi e dei verdi.

La Tuis si dedica anche all’elaborazione di pregiati trompe-l’oeil dimostrando abilità ed esperienza consolidate. Al riguardo spiega “Le fasi, che precedono la realizzazione di trompe-l’oeil sono la visione dello spazio e del contesto dove verranno inseriti e la preparazione dei bozzetti. Creo dei trompe-l’oeil in perfetta armonia con l’architettura e l’arredamento di contorno. La realizzazione può avvenire su pannelli, tele, quadri su tela o telaio oppure direttamente operando sulla parete. I colori utilizzati sono tutti lavabili e quindi garantiti nel tempo per essere di facile e semplice manutenzione”.

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“GIANNI CHIMINAZZO”: IN MOSTRA A “SPOLETO INCONTRA VENEZIA

La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” è pronta a “decollare” sotto il magico cielo veneziano, con l’esperta curatela del critico Vittorio Sgarbi e un parterre di personalità illustri in esposizione, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. L’evento, diretto dal manager produttore Salvo Nugnes, è fissato dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 tra le mura sontuose di Palazzo Falier, sul Canal Grande.

 

Nell’occasione il pittore Gianni Chiminazzo partecipa con la sua originale pittura di carattere espressionista, trascrizione di uno stato d’animo, che lo attraversa per imprimersi sulle tele e generare ordinati e vivaci “giardini” di una calda emozione naturalistica e acuta sensibilità cromatica.

 

Chiminazzo, concepisce l’immagine riprodotta come tensione semplificata di libertà, si eleva e la percorre, contemplandola a una distanza, che gli consente di sciogliere il ritmo tonale delle forme in “vibrazioni di pigmento”. La luce viene assorbita e restituita come suggestiva pulsazione atmosferica di bagliore lucente e disposta in una successione di allusioni prospettiche, entro le quali spiccano reticoli di tetti e di case.

 

L’interesse plastico per le materie è attestato anche da numerosi esercizi fatti mediante la scultura, l’affresco a strappo d’affresco, l’acquerello, il pastello, il mosaico, le grafiche e le incisioni, che egli esegue come consapevole risposta di una curiosità manipolativa e visiva davvero inesauribile e viscerale. Il percorso sperimentale diventa per lui un itinerario conoscitivo, inteso come un mondo, che gli permette di perseguire un’arricchente e costruttiva appropriazione della realtà dimostrandosi artista eccezionalmente completo e poliedrico.

 

L’atto del dipingere è un modo per rapportarsi e raffrontarsi alla dimensione reale, per sentirsi e sentire, per comunicare con estrema semplicità dei contenuti di rassicurante e coinvolgente genuinità espressiva. Chiminazzo ha negli occhi la suggestione dei campi colorati, che mutano stagionalmente e coltiva un sentimento radicato di amore per l’ambiente rurale. I suoi sensi sono impregnati dall’umore della natura, dal profumo della terra, dallo splendore della campagna e percepisce il bisogno di tradurre in variegato cromatismo queste sensazioni, che lo accompagnano nella vita, nell’intento di indagare se stesso e ciò che lo circonda.

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L’AZIENDA PUBBLISERVICE È PARTNER DELLA PRESTIGIOSA MOSTRA “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”

In occasione della prestigiosa mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager Salvo Nugnes, si è creata una positiva collaborazione con la tipografia Pubbliservice di Mogliano Veneto.

L’azienda è così partner dell’esposizione nella quale saranno presenti molti noti nomi tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi e Josè Dalí.

Pubbliservice è specializzato in tutto quello che riguarda la stampa di materiale cartaceo e non, dai normali flyer, pieghevoli o dépliant, biglietti da visita, roll up e banner, fino all’oggettistica.

L’attenzione del suo staff nei confronti del cliente è volta ad ottimizzare l’efficacia della comunicazione, studiando e proponendo sempre la soluzione più economica ed incontrando le esigenze del cliente attraverso due semplici principi: ottimizzazione di stampa e nella scelta dei supporti, il tutto senza intaccare la qualità del prodotto.

Pubbliservice può offrire tecnici esperti in comunicazione in grado di fornire al cliente le corrette informazioni in merito a materiali, tecniche di stampa e formati da utilizzare, nonché assisterlo nell’identificare il target su cui operare, scegliere in maniera mirata il prodotto o il pacchetto di prodotti più efficaci.

Il riconoscimento di un’azienda e dei suoi prodotti o servizi avviene attraverso una serie di elementi comunicativi coordinati: il logo o marchio, i colori, i contrasti cromatici, la gabbia grafica. Un coordinamento visivo coerente, che passando attraverso gli stampati, le insegne esterne, i mezzi di trasporto, la presentazione dei suoi prodotti o servizi alle fiere, il web e la grafica, ne qualifica il livello sul mercato e la differenzia sui competitor.

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