La pittrice Maristella Pecchioli espone le sue opere alle prestigiose mostre di “Spoleto incontra Venezia”, curate dal Prof. Vittorio Sgarbi e dirette dal manager produttore Salvo Nugnes. I suoi dipinti rimarranno in mostra a Palazzo Falier, storica dimora nobiliare sul Canal Grande, fino al 24 Ottobre 2014. Nel novero degli artisti in mostra vi sono personalità illustri del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì.
La nota pittrice Maristella Pecchioli è autrice di pregevoli creazioni pittoriche ispirate dalla matrice cosmopolita, etnica e orientaleggiante. Dopo aver vissuto in Argentina, in California e a Venezia, si sposa a Parigi e, per circa due anni, segue il marito nella sua esperienza lavorativa a Shanghai. Ciò le consente di fare una grande esperienza di vita e le permette di entrare in contatto con una cultura ed un’arte completamente nuove per lei.
Stella Maris a Shanghai studia Sumi e pittura presso la scuola di pittura cinese, che le permette di sperimentare la forma tradizionale di arte cinese.
Seguendo attentamente gli insegnamenti dei maestri, Stella Maris rimane profondamente sorpresa dagli effetti che riesce a creare attraverso semplici strumenti ed inchiostri tradizionali su un foglio di carta di riso. Per lei questo rappresenta il tesoro dell’arte tradizionale cinese ed è profondamente riconoscente ai buoni insegnanti e traduttori, i quali le hanno saputo sapientemente illustrare la strada, irta e tortuosa, che conduce alla realizzazione delle proprie ambizioni.
In esposizione a “Spoleto incontra Venezia” l’artista Rosario Tedesco – Partner la Fondazione Giambattista Vico
L’artista Rosario Tedesco è attualmente in esposizione alla grande mostra di “Spoleto incontra Venezia“, curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes. L’evento è in allestimento dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 nel nobile Palazzo Rota-Ivancich, nei pressi di Piazza San Marco. Il talentuoso fotografo è presente in quest’occasione con il supporto commerciale della Fondazione Giambattista Vico.
La Fondazione Giambattista Vico si propone come centro attivo d’iniziative, punto d’incontro di persone e istituzioni accomunate dall’intento di restituire la figura del filosofo Vico all’universo contemporaneo, all’Europa, all’Italia e alla sua città. La Fondazione nasce nel 1999 per volontà di Elena Croce e grazie all’appassionato impegno di Vincenzo Pepe, Gerardo Marotta ed Alfonso Andria. Si tratta di un Istituto di Alta Cultura della Regione Campania, e fin dalla sua nascita si è fortemente impegnata per il recupero, la valorizzazione e la promozione dei beni culturali e ambientali della Campania, recuperandone la memoria storica e riscoprendone le bellezze artistiche e naturali. In questi anni la Fondazione G.B. Vico ha lavorato con dedizione al recupero degli spazi del Castello De Vargas Machucca di Vatolla (SA) che oggi è sede di seminari, convegni, mostre. Si tratta proprio del castello nel quale, alla fine del ‘600, il giovane Vico elaborò il proprio pensiero filosofico. Esso è diventato un modello di turismo culturale e attualmente è la sede del Museo Vichiano; Inoltre, è anche sede della Biblioteca del Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano che conta oltre ventimila volumi specialistici dedicati alla cultura ambientale, alla filosofia e alla storia sociale.
La Fondazione Giambattista Vico promuove innumerevoli attività: seminari, convegni, master, borse di studio, spettacoli teatrali, concerti di musica classica, coinvolgendo varie Università sia italiane che straniere; ha inoltre istituito il Premio annuale internazionale Giambattista Vico che è destinato a personalità del mondo della cultura o a studiosi vichiani. Tra gli obiettivi della Fondazione G.B. Vico ci sono la tutela e la valorizzazione della natura e dell’ambiente, la ricerca scientifica, l’apertura di nuovi musei e la promozione della cultura e dell’arte. Inoltre ha come scopo la divulgazione del pensiero filosofico di Giambattista Vico e la formazione delle nuove generazioni.
Positiva collaborazione tra Ciaccio Broker e Spoleto incontra Venezia a cura del Professor Vittorio Sgarbi
Trionfale successo e forte risonanza mediatica per la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che ha ufficialmente inaugurato il 27 settembre con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes e resterà allestita fino al 24 ottobre 2014 nel contesto di due nobili edifici veneziani, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich con un parterre altisonante di nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. In occasione dell’evento di prestigio si è creata un’interessante collaborazione commerciale con la rinomata società Ciaccio Broker, che è stata sponsor anche della prima edizione dello speciale “Premio Margherita Hack”, dedicato all’esimia scienziata astrofisica nel primo anno di anniversario dalla sua scomparsa, per celebrarne il ricordo commemorativo.
La Ciaccio Broker nasce dall’evoluzione del lungo lavoro compiuto da Massimo Ciaccio, che affiancato dal figlio Gabriele ha esteso l’accesso al mercato assicurativo nazionale e internazionale consolidando stretti legami con alcune delle principali compagnie assicurative per poter coprire e soddisfare al meglio ogni tipo di esigenza clientelare, tra cui i Lloyd’s di Londra, che sono il maggior mercato assicurativo mondiale, dove collaborano e si confrontano più di ottantamila entità di sottoscrizione, altamente competenti e qualificati.
Massimo Ciaccio spiega: “Il nostro lavoro avviene principalmente su tre fronti: risk management, per poter rispondere al meglio alle esigenze di chi si affida alla nostra consulenza, il primo passo da compiere è comprendere appieno ogni rischio a cui va incontro il nostro cliente attraverso uno studio accurato, effettuato dal nostro team di tecnici, che deve precedere qualsiasi azione di piazzamento sul mercato assicurativo. Il lavoro di risk management prosegue per tutta la durata contrattuale; placement, la fase di piazzamento del rischio avviene sempre attraverso un confronto tra le primarie realtà assicurative del mercato italiano e internazionale. Sono inoltre costanti le verifiche dei prodotti già noti, volte all’ottimizzazione continua dei risultati, alla riduzione dei costi e al miglioramento delle condizioni assicurative; claims management, grazie al personale preposto altamente preparato e a stretti rapporti con le compagnie con cui collaboriamo, forniamo in caso di sinistro, una risposta veloce e un continuo supporto al cliente quale gestione del rapporto con gli assicuratori, garantendo e tutelando sempre gli interessi del cliente“.
Tomoko Fait esposta alle grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia”
ALLE MOSTRE DI “SPOLETO INCONTRA VENEZIA” ESPONE L’ARTISTA TOMOKO FAIT
L’artista Tomoko Fait è stata selezionata per partecipare alle mostre “Spoleto incontra Venezia“. L’esposizione, curata dal Professor Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, è visitabile a Palazzo Rota-Ivancich, dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 e vede la presenza, inoltre, di molti artisti illustri, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi e José Dalì.
Tomoko nasce nel 1961 in Giappone, nei dintorni della città portuale di Fukuoka, da una famiglia della media borghesia di religione buddista. Il padre, ex militare sopravvissuto alla guerra, ha ritrovato il suo impiego nella rinascente industria locale delle costruzioni navali, la madre si occupa della casa e dell’educazione dei figli. Tomoko, ragazza irrequieta e insofferente nei confronti di ciò che la tradizione ancora suggerisce per le giovani giapponesi, s’allontana dalla famiglia per non rientrarvi più appena raggiunta la maggiore età.
È in Israele, nei due anni in cui frequenta la scuola d’arte di Tel-Hai, che scopre la facoltà di esprimersi con i segni e i colori, anzi, di farlo come se il dono naturale della pittura lo avesse posseduto da sempre e si fosse trattato soltanto da scoprirlo dentro di sé. Da allora per la sua creatività non c’è stato riposo, né sollievo per la frenesia produttiva che la vede indifferente al passato delle ore, del giorno, della notte. Le sue originali opere rimandano a lontani labirinti, a mondi fluttuanti e sospesi. Coloratissime o in bianco e nero, le sue tele mostrano un’attenzione estrema al dettaglio, una minuzia di particolari e un lavoro puntuale con la china completamente nuovo. Dal 2002 Tomoko vive in Italia, dove ha già tenuto quattro personali.
“Spoleto incontra Venezia”: Radio Monte Carlo partner ufficiale del mega evento curato da Vittorio Sgarbi
In occasione della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” la mitica Radio Monte Carlo si conferma partner ufficiale dell’evento curato dal professor Vittorio Sgarbi con la direzione del noto manager produttore Salvo Nugnes. L’iniziativa si svolge nella suggestiva cornice veneziana all’interno di due illustri location nobiliari, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con nomi altisonanti del panorama odierno tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì.
Le origini di Radio Monte Carlo network risalgono al 1966 come rete indipendente e dal linguaggio libero e informale, che coinvolge e cattura milioni di radioascoltatori e tutt’oggi è considerata un punto di riferimento imprescindibile per i suoi fedelissimi fans italiani e stranieri. Dal 1987 Alberto Hazan, proprietario dell’allora Rete 105 acquista i diritti di marchio per la parte italiana di Radio Monte Carlo, che attualmente trasmette in lingua italiana dagli studi di Milano e di Monaco per l’Italia e di Principato di Monaco e Costa Azzurra per la Francia.
A partire dal 2005 in un’ottica di differenziazione del prodotto, è stato lanciato un nuovo canale radiofonico chiamato RMC2, Radio Monte Carlo 2, ricevibile in modulazione di frequenza su alcune città italiane e nel Principato di Monaco. Inoltre, esiste anche un’altra emittente, Radio Monte Carlo Swiss, che trasmette in tedesco sul comprensorio della Svizzera.
La talentuosa Barbara Cappello a “Spoleto incontra Venezia”
“SPOLETO ARTE INCONTRA VENEZIA”: PRESTO IN MOSTRA LE RIEVOCAZIONI TRASFORMISTE DI BARBARA CAPPELLO
È un evento di valenza e portata internazionale la grande mostra “Spoleto incontra Venezia” allestita dal 28 settembre al 24 ottobre 2014 con la curatela di Vittorio Sgarbi e l’organizzazione direttiva del manager produttore Salvo Nugnes, con la partecipazione di nomi altisonanti tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, Josè Dalì. All’interno delle secolari mura del maestoso Palazzo Ivancich, situato a pochi passi da Piazza San Marco, a Venezia sarà esposta l’arte trasformista e futurista di Barbara Cappello.
La particolarità che contraddistingue le sue opere è l’interazione di elementi fotografici con altri di natura meramente grafica, partendo dalla realtà per arrivare alla surrealtà. Il corpo come tema centrale della sua ricerca diventa protagonista. Esso si articola, si confronta, esprime e contrasta dentro le linee fisiche femminili e maschili, con il mondo animale e vegetale acquatico e terrestre. L’evoluzione della vita entra nei suoi lavori ed esprime concetti, pensieri, trasformazioni, metamorfosi, sensazioni, emozioni. Questo corpo, così conosciuto e sconosciuto al contempo, le si mostra come un libro mai scritto, trasformandosi così in un terreno fertile in cui esternare liberamente la propria vocazione artistica.
La Cappello spiega “Estrapolare dalle immagini della carne altre forme, sia vegetali sia animali, astratte o materiali, è un suggerimento, che il corpo preso in esame mi comunica. Ogni corpo è diverso da un altro: per sesso, per età, per vissuto, per provenienza e ognuno è unico e irripetibile, ma all’interno di esso si svela una molteplicità di contenuti, i quali talvolta non hanno alcuna pertinenza tra essi. Dunque mi domando, se questo involucro a cui siamo abituati, sia effettivamente tale e conservi quindi svariati messaggi di vite e di vita“.
E prosegue aggiungendo “Spesso mi torna in mente una frase di Milan Kundera, tratta dal libro -L’insostenibile leggerezza dell’essere- che dice -ma chi non pensa al proprio corpo ne diventa più facilmente vittima-. Personalmente, ritengo di fondamentale aiuto questa citazione, non solo per conoscere il corpo, bensì per farlo conoscere anche all’altro, agli altri, perché forse più lo impariamo e più saremo in grado di rispettarlo e di rispettare, annullando le violenze dettate da una sorta di ignoranza“.
“Spoleto incontra Venezia”: Lo storico Gruppo Donelli Vini consolida la sua collaborazione di partnership
Nel contesto della prestigiosa mostra di “Spoleto incontra Venezia” curata dal critico Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes si è creata una positiva sinergia collaborativa con la storica Azienda Vinicola Donelli, tra i media partner principali dell’esclusivo evento, che si svolge nella magnifica città lagunare dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, tra le nobili mura dei secolari Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich.
La storia del gruppo Donelli Vini risale al 1915 quando il fondatore Adolfo Donelli decide di trasformare la sua passione per il vino in vera professione, creando un lambrusco di alta qualità, che ottiene subito ampi consensi da parte della nutrita clientela, espandendo la sua fama ben oltre i confini della terra modenese d’appartenenza.
Le sapienti tecniche di vinificazione utilizzate sono l’inimitabile risultato di un’esperienza affinata e perfezionata nel tempo attraverso generazioni, che da sempre perseguono la stessa missione: creare vino eccelso, sul quale spiegano “Il desiderio di far conoscere il lambrusco nel mondo ci ha resi un’azienda vocata all’esportazione e di fama internazionale, nella quale le più moderne tecnologie sono al servizio della tradizione. L’amore per il territorio e i suoi prelibati vini ci rendono così fieri cantori delle nostre tradizioni. L’intuizione e la grande determinazione ci portano a vivere e a considerare il vino a 360° legandoci allo sport e alla cultura. Molte sono le nostre prestigiose collaborazioni e sponsorizzazioni in tutto il mondo. Da parecchi anni l’azienda è anche fornitore ufficiale esclusivo per vini e aceto balsamico della scuderia Ferrari sui circuiti di Formula 1 ed è presente nei massimi campionati sportivi italiani”.
Really Peace: ritratto simbolico di Andrea Zampollo per la mostra “Spoleto incontra Venezia”
Il pittore Andrea Zampollo è tra gli artisti in mostra a “Spoleto incontra Venezia”, grande evento curato dal Professor Vittorio Sgarbi e diretto dal manager Salvo Nugnes. Le sue meravigliose opere sono esposte a Palazzo Rota Ivancich, storica dimora nobiliare nei pressi di Piazza San Marco, dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014. Nel novero degli artisti in esposizione i noti nomi di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì, e Pier Paolo Pasolini in una retrospettiva fotografica di Roberto Villa.
Andrea Zampollo è nato a Rovigo nel 1965. Vissuto ad Ostellato, paesino del Ferrarese, si è trasferito negli anni ‘80 a Torino per gli studi universitari, dove si è laureato in informatica nel ’91, e in cui tuttora abita.
Nel 2008 si è avvicinato al mondo dell’arte, spinto dal desiderio di ritrovare la realtà nella sua bellezza e assaporarne la gioia con occhi che riscoprono l’armonia di ritmi quieti e gioiosi.
Attualmente è membro, quale “Cultore”, dell’Accademia di San Lazzaro di Roma e socio delle Promotrice delle Belle Arti di Torino. Egli mantiene costante il suo esercizio con continui corsi di approfondimento delle tecniche e degli stili appoggiandosi all’Accademia Pictor di Torino, città dove vive. Abitualmente organizza e partecipa ad eventi e mostre a livello nazionale ed internazionale ricevendo diversi premi, importanti riconoscimenti e segnalazioni.
Spoleto incontra Venezia: Il Pastificio Felicetti collabora alla mostra di Irene Trotter
L’artista Irene Trotter espone alla grande mostra di “Spoleto incontra Venezia“, curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes. L’evento si tiene dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 nella magica atmosfera veneziana di Palazzo Rota-Ivancich, nei pressi di Piazza San Marco. La pittrice Irene Trotter in questa occasione è presente con il supporto commerciale dell’affermata azienda Felicetti srl, noto pastificio di Predazzo, in provincia di Trento. Il pastificio ha così creato una positiva partnership in qualità di sponsor della giovane artista, anch’essa proveniente dalla Val di Fiemme.
Il Pastificio Felicetti ha una storia familiare centenaria. Dal 1908 nello stesso luogo, nel territorio straordinario delle Dolomiti, c’è il lavoro e la passione della stessa famiglia, con valori che da allora sono rimasti immutati. La pasta che viene prodotta da Felicetti è il risultato di una precisa volontà portata avanti da quattro generazioni: la ricerca dell’eccellenza.
Al dono delle Dolomiti, di acqua e aria purissime, il pastificio aggiunge solo materie prime scelte con meditata attenzione. Semola di grano duro, integrale e biologica, kamut e farro, sono rigorosamente selezionate da produttori che condividono con l’azienda l’obiettivo della più alta qualità. Il Pastificio Felicetti lavora il grano in purezza e con l’esperienza di cent’anni, mettendo a punto gli equilibri ideali tra le miscele, per ottenere, insieme alla massima ricchezza di proprietà organolettiche, tenacità alla cottura e perfezione dei sapori.
Il Pastificio Felicetti consiste di 5000 metri quadrati, quattro linee di produzione che lavorano a ciclo continuo per realizzare 60 tonnellate di pasta al giorno, in più di cento formati diversi. Numeri decisamente importanti, ma il carattere di questa produzione è rivelato dalla tenace difesa della qualità, in ogni fase del processo. Dalla scelta delle materie prime alla pasta confezionata e distribuita in tutto il mondo, vengono applicate con rigore le procedure di controllo che consentono al pastificio di ottenere le più avanzate certificazioni di qualità. L’azienda si impegna da sempre nella salvaguardia dell’ambiente e nella tutela delle risorse naturali, dando importanza assoluta al prodotto biologico selezionato e d’eccellenza. Segue perciò principi semplici ed essenziali, che richiedono un’attenzione costante per trasformarsi in soddisfazione e gradimento del cliente.
La creatività di vetro muranese di Stefano Dalla Valentina a “Spoleto incontra Venezia”
STEFANO DALLA VALENTINA PORTA LE SUE OPERE IN MOSTRA A “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”
Ha aperto i battenti “Spoleto incontra Venezia, in allestimento dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la presenza in esposizione di esponenti del calibro di Dario Fo, Pier Paolo Pasolini, Eugenio Carmi, José Dalì e l’esperta curatela del critico Vittorio Sgarbi. L’evento diretto dal manager Salvo Nugnes è allestita nel sontuoso Palazzo Falier, costruito nel Xv secolo sulle rive del Canal Grande a Venezia. Nel novero del selezionato parterre di partecipanti è inserito Stefano Dalla Valentina che espone la sua pregiata arte del vetro muranese, imparata sul modello degli insegnamenti paterni nel contesto della storica azienda di famiglia.
Da sempre innamorato del mare, apneista e istruttore subacqueo, prende spesso volentieri spunto dal mondo sommerso per realizzare le sue originali opere e collabora altri designer per la progettazione e creazione di particolari idee nel campo. Dapprima preferisce cimentarsi con la tecnica dell’oro graffiato e della decorazione a smalto, poi si rivolge ai vasi e alle sculture.
Sull’attività svolta spiega “In azienda sotto il marchio di -Linea Valentina- oltre alla tecnica del soffiato offriamo anche prodotti in vetro masello, cioè massiccio. Le nostre sculture vengono sviluppate utilizzando come nel soffiato, tecniche quali filigrane, murrine, reticello, calcedonio. Il vetro soffiato è da sempre parte integrante nella produzione di famiglia. La mia ultima creazione si chiama -relitto con squali- e unisce le mie più grandi passioni: vetro e mare“.
Sull’Isola di Murano racconta “La vecchia Amurianum, così era stata denominata l’isola un tempo cresceva di prestigio tanto da non essere considerata una delle isole di Venezia, ma godeva di una certa indipendenza. Con l’editto dogale del 1291, Murano fu dichiarata vera e propria area industriale e divenne ben presto la capitale della produzione vetraria mondiale. Il mestiere veniva tutelato attraverso sanzioni, che vietavano l’esercizio a chi non fosse iscritto all’arte e a chi volesse trasferirsi all’estero”.
La costruzione geometrica e simbolica di Giovanna Da Por Sulligi alle grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia”
“SPOLETO INCONTRA VENEZIA”: GRANDI APPREZZAMENTI PER LA RAFFINATA ARTE PITTORICA DI GIOVANNA DA POR SULLIGI
“Spoleto incontra Venezia” la grande mostra a cura di Vittorio Sgarbi, ha inaugurato con grande clamore e risonanza mediatica in data 27 Settembre e resterà allestita fino al 24 Ottobre 2014 presso due sedi storiche veneziane di forte rilievo pubblico, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich, con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. In esposizione personaggi illustri del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì.
Nel novero dei nomi importanti presenti spicca anche la pittrice Giovanna Da Por Sulligi, la cui ricerca nella scia di uno stile moderno e contemporaneo inserisce nelle rappresentazioni particolari suggestioni geometriche, di costruzione simbolista e figurativa, scaturite dalla sfera dell’immaginario e dalle sollecitazioni del suo mondo intimo e spirituale. Nella piena padronanza ed essenzialità della pennellata si muove intorno al simbolismo magico cercando di cogliere e rievocare, in una forma visibile e concreta, delle idee e dei significati non manifesti.
Di lei è stato scritto “La sua è una pittura colta, intrigante, che coniuga e racchiude analogie e significati, sentimenti opposti ed emozioni nascoste, che si annidano nei meandri di un simbolismo, che prima nasconde e poi rivela le verità delle cose. L’artista dunque considera qualsiasi oggetto e soggetto rappresentato non in quanto tale, ma come segno simbolico dell’idea concettuale insita in esso. È il suo animo a dettare la partitura narrativa e l’opera sembra quasi un pretesto per dare forma al dettato interiore, per fornire un -luogo di approdo- alla ricerca introspettiva, senza per questo rinnegare e rifiutare l’immagine reale, bensì parte proprio da quella o dal ricordo che ne deriva con l’intento di rivisitarla, rielaborarla, riedificarla, trasformandola in visione intimista, ricca di pathos e senso del mistero”.
“Spoleto incontra Venezia”: Pubbliservice azienda leader nel settore grafico conferma il suo sodalizio come partner
Si conferma il sodalizio di Pubbliservice in qualità di partner della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” curata da Vittorio Sgarbi con la gestione direttiva del manager produttore Salvo Nugnes, che si svolge dal 28 settembre al 24 ottobre nella spettacolare cornice veneziana di Palazzo Falier e di Palazzo Rota-Ivancich.
Pubbliservice, con sede a Mogliano Veneto (TV), si propone come riferimento di settore per tutto quello che riguarda la stampa di materiale cartaceo e non, dai flyer pieghevoli e dépliant fino all’oggettistica. L’attenzione dello staff preposto specializzato e qualificato ai massimi livelli è rivolta al cliente, per dare forte efficacia alla comunicazione, studiando e proponendo sempre la soluzione più funzionale e conveniente sul piano economico. L’intento primario è di incontrare e soddisfare le particolari richieste clientelari tramite due principi base applicati: ottimizzazione di stampa e ottimizzazione nella scelta dei supporti, mantenendo inalterata la qualità del prodotto finale.
Al riguardo i referenti aziendali sottolineano: “Offriamo tecnici esperti in comunicazione in grado di fornire al cliente le corrette informazioni in merito a materiali, tecniche di stampa e formati da utilizzare, nonché assistenza nell’identificazione del target su cui operare, scegliendo in modo ben mirato il prodotto o il pacchetto di prodotti più efficaci. Il riconoscimento di un’azienda e dei suoi prodotti e servizi avviene attraverso una serie di elementi comunicativi coordinati: Il logo o marchio, i colori, i contrasti cromatici, la gabbia grafica. Un coordinamento visivo coerente, che passando attraverso gli stampati, le insegne esterne, i mezzi di trasporto, la presentazione dei prodotti e servizi nelle fiere, il web e la grafica, ne qualificano il livello sul mercato e la differenzia rispetto ai competitors“.
Per info visitare il sito www.pubbliservice.info .
La rinomata Azienda Mb Company collabora alla mostra di Barbara Missana in occasione delle mostre di Spoleto incontra Venezia
In occasione delle grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” curate dal Professor Vittorio Sgarbi e dirette dal manager produttore Salvo Nugnes, si è creata una positiva collaborazione commerciale con la rinomata azienda MB Company, che si trova a Pordenone, in qualità di sponsor della poliedrica pittrice Barbara Missana, selezionata per partecipare. L’evento, che vede la presenza d’eccezione di opere appartenenti a nomi illustri, del calibro di Dario Fo, Renato Guttuso, Eugenio Carmi, José Dalì, si svolge dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, all’interno dello splendido Palazzo Falier, affacciato lungo il Canal Grande a Venezia.
Mb Company è uno studio di professionisti, che dal 2002, offre la propria consulenza nel settore delle telecomunicazioni. Si propone come “partner di fiducia” libero da vincoli o accordi con i vari operatori del campo, in grado di tutelare e seguire l’eterogenea clientela nell’impegnativo percorso di innovazione, aggiornamento e contenimento delle spese, per tutto ciò che concerne il mondo, che ruota intorno a tale multiforme ambito.
La Mission aziendale si può sintetizzare in alcuni punti cardine:
– Diventare unico interlocutore per il cliente nella gestione delle telecomunicazioni, poiché l’imprenditore ha un unico consulente di riferimento sempre rintracciabile e disponibile, per un confronto o un parere, pronto ad intervenire con tempestività in caso di emergenze o problemi di varia natura e capace di coordinare i rapporti con i vari fornitori e le relative trattative in essere. Ciò permette di risparmiare ampiamente un costo elevato di tempo.
– Abbattere le spese e migliorare la qualità e l’efficacia dei servizi, attraverso un know-how di individuazione dei migliori competitors sul mercato, valutando le tariffe più adatte alle diverse esigenze clientelari ed eliminando importi aggiuntivi e canoni fissi ingiustificati. Inoltre, rappresentando numerose realtà si è consolidato il potere contrattuale del -consorzio d’acquisto- per ottenere dai più importanti operatori delle condizioni privilegiate molto favorevoli, non comunemente applicate e previste da prassi, con vantaggiosi benefici derivanti anche per chi, per dimensioni strutturali, non potrebbe goderne.
– Aggiornare costantemente sulle nuove tecnologie per cogliere le opportunità più valide, avvalendosi di collaborazioni mirate e strategiche per apportare miglioramenti e innovazioni, stando sempre al passo con le frequenti evoluzioni settoriali.
I colori e il simbolismo di Anna Poerio alle grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia”
“SPOLETO INCONTRA VENEZIA”: LA TALENTUOSA PITTRICE ANNA POERIO IN MOSTRA CON LE SUE COINVOLGENTI CREAZIONI
“Spoleto incontra Venezia“, la grande mostra curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, sta ottenendo ottimi consensi di pubblico e di critica. Si svolge dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 nello spettacolare scenario di Venezia, all’interno di due prestigiose location nobiliari, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich. Tra le personalità in esposizione tanti nomi illustri, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. La nota pittrice Anna Poerio è tra gli artisti designati per partecipare al pregiato evento, con le sue opere pittoriche di elegante fascino rievocativo, che conquistano l’osservatore fin dal primo sguardo.
Sull’interessante ricerca stilistica compiuta dalla Poerio è stato scritto “Muove il suo percorso sulle orme della lunga e arcaica storia figurativa dedicata al corpo umano e alla sua rievocazione artistica ed estrapolando una sintesi narrativa personalizzata e originale, nella quale esso assume la connotazione di “organo” misterioso, affascinante, accattivante, ammaliante, suadente nelle movenze, che racchiudono al contempo una serie di intensi messaggi e simbolismi subliminali da condividere con l’osservatore”.
La bellezza e l’armoniosa proporzionalità delle raffigurazioni è sorretta e valorizzata da colori e cromature ben calibrate, lette e impresse prima con la mente e il cuore e poi con il pennello intinto nella tavolozza. Le tonalità sono “addomesticate” in fusione di accurato equilibrio. Sono cromatismi, che l’autrice sa molto bene ottimizzare e canalizzare nell’uso, dimostrando doviziosa capacità di studio e virtuoso istinto naturale. Le tele non sono mai “violate” poiché la sua elaborazione “profuma” di classicità, di tradizione, fungendo da tramite per esaltare e celebrare il gusto e il concetto del “bello visivo” nella sensazione vibrante e avvolgente del colore, ma anche nel libero slancio creativo ed immaginifico delle figure e dei soggetti rappresentati, che proclama la perfetta alchimia di profusione dei gesti e delle movenze, in una cadenza ritmata dalla soave sonorità musicale di contorno.
L’innato talento artistico di Lena Gentile alle grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia”
“Spoleto incontra Venezia”: Lena Gentile espone le sue emozionanti introspettive pittoriche
Trionfale successo per la grande mostra “Spoleto incontra Venezia” sotto l’autorevole curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, che si svolge dal 28 settembre al 24 ottobre 2014 nell’incantevole città di Venezia all’interno di due meravigliosi edifici secolari di nobile origine, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich. Tanti i nomi illustri coinvolti in esposizione, da Dario Fo a Eugenio Carmi, da Pier Paolo Pasolini a José Dalì e molti altri esponenti rinomati del panorama odierno. L’affermata pittrice Lena Gentile è inserita nel selezionato parterre di artisti presenti all’evento di prestigio.
Nel commentare l’innato talento artistico della Gentile è stato detto “Dalla poetica di questa sensibile artista si evince una concezione armoniosa del mondo. I presupposti espressivi derivano dalla passione profonda e dall’estro naturale per il disegno, dal fascino simbolico e intrigante del colore, dal desiderio di comunicare l’essenza del dato figurativo, suscitando delle vive e vivaci emozioni nello spettatore. La pittura diventa la dimensione dello spirito, trasfigurazione di momenti reali sospesi e senza tempo. Dalla sua ricerca emerge una purezza stilistica, che parla dell’entusiasmo generato nel trasformare gli aspetti e le visioni del quotidiano in un messaggio positivo universale di bellezza ed energia vitale, da trasmettere al fruitore“.
La Gentile affascinata, conquistata e ammaliata da una realtà d’immagini preziosa e irripetibile segue la costruzione compositiva della prospettiva lineare, predisponendo un’accorta disposizione di luci e ombre, il perfetto senso della proporzione e offrendo un’insolita suggestione visiva dei soggetti ed elementi riprodotti. I dipinti diventano un tramite, un mezzo per veicolare un’effusione e un’esternazione di sentimenti, regolati da un equilibrio intellettuale, che scandisce armonicamente i ritmi, soprattutto dove le rigogliose e corpose campiture colorate s’incontrano a intreccio con variabili virtuosismi del disegno e con le rielaborazioni simboliche e surreali insite nella narrazione.
Le grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia”: Vittorio Sgarbi presenta lo scultore futurista Matteo D’Errico
“SPOLETO INCONTRA VENEZIA”: MATTEO D’ERRICO IN MOSTRA CON LE SUE ECLETTICHE SCULTURE FUTURISTE
“Spoleto incontra Venezia” la grande mostra curata da Vittorio Sgarbi con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes accoglie nella magnifica cornice secolare veneziana di Palazzo Rota-Ivancich le originali creazioni scultoree di matrice futurista del talentuoso Matteo D’Errico, accanto a personalità del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. L’allestimento resterà in loco, e anche presso lo storico Palazzo Falier sul Canal Grande, dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 ed è visitabile con ingresso libero al pubblico.
D’Errico considera tra i principi ispiratori del suo poliedrico modo di fare arte e concepire l’arte, il minimalismo, lo spazialismo, il realismo e il serialismo, utilizzando oggetti, elementi e strutture di derivazione industriale rivisitate, riassemblate e trasformate con innata arguzia ideativa e progettuale in vere e proprie “molecole d’arte” avveniristiche e innovative.
Su di lui è stato scritto “I suoi lavori sono frutto di un’approfondita riflessione progettuale, di un’arguta e sagace strategia esecutiva. Niente viene impostato con improvvisata casualità all’interno della piattaforma ideativa. Dai materiali utilizzati alla tipologia di procedura strumentale, la scelta si basa su uno schema preciso studiato a monte, ben ponderato e calibrato. La cornice compositiva scaturisce dall’impeccabile sincronia degli elementi, in perfetta alchimia e fusione. Gli spunti di aderenza alla realtà sono rivisitati e tradotti in chiave di avveniristica simbologia metaforica, arricchita da riferimenti storico-geografici, modulati e incanalati attraverso una riproposizione fantastica. Il risultato ottenuto è un intreccio di moderna arte cosmopolita e di linguaggio narrativo antico in un itinerario di viaggio avvincente, generato dalla sfera dell’immaginario, che suscita nell’osservatore curiosa e animata partecipazione”.
Carcere di Milano Bollate: Straordinaria conferenza di presentazione del concorso “26motiviperfarearte” con l’ideatore Vittorio Gucci, Antonio Vandoni e il manager Salvo Nugnes
Il Carcere di Milano Bollate ha visto la presenza di un evento d’eccezione, che si è tenuto dinanzi ai detenuti in data Giovedì 2 Ottobre 2014: la conferenza di presentazione dello straordinario concorso denominato “26MotiviPerFareArte” in presenza del suo ideatore, Vittorio Gucci, noto personaggio del mondo della musica e dello spettacolo, del Direttore di Radio Italia Antonio Vandoni, membro della giuria di qualità e del manager produttore Salvo Nugnes, che li ha affiancati in qualità di relatore durante l’incontro.
Di recente si è tenuta la conferenza stampa ufficiale presso lo storico contesto della “Milano Art Gallery” dove nella sala gremita di Tv e giornalisti Gucci, insieme ad illustri giurati tra cui Giorgio Forattini, Cristiano De André, Antonio Vandoni ha spiegato le fasi salienti in cui si svolgerà lo strepitoso concorso. In collegamento telefonico dalla Corsica è intervenuto il professor Vittorio Sgarbi, presidente di giuria, che ha speso parole di lodevole compiacimento per l’iniziativa, che avrà tra i 26 vincitori designati anche un detenuto artista di bollate.
Gucci racconta “L’idea nasce ormai 3 anni fa. L’emozione è molta, perché siamo finalmente giunti alla fase del -debutto ufficiale-. Il 26 non è un numero scelto casualmente. Infatti, da sempre mi accompagna nella vita, anche se purtroppo sono nato il 25 alle 23.55, ma festeggio comunque il compleanno il 26”. E proseguendo precisa “Saranno proprio 26 i giovani artisti vincitori del concorso, di cui 24 selezionati tramite il web e provenienti dagli istituti scolastici e dalle accademie, uno sarà scelto tra i carcerati di Bollate e uno presso la comunità Exodus di Don Antonio Mazzi. Le opere d’arte selezionate verranno poi riprodotte in capi d’abbigliamento, occhiali da sole, scarpe, accessori vari e molto altro. L’idea portante di questa iniziativa è finalizzata a offrire una concreta opportunità ai giovani artisti emergenti distribuiti nell’intero comprensorio territoriale italiano di dare spazio alla propria vena creativa, stimolandoli ad esprimersi con massima libertà e fantasia sul motivo trainante del loro fare arte”.
La fantasia, l’originalità e la forza di Marta Belguardi presentate alle mostre di “Spoleto incontra Venezia”
MARTA BELGUARDI ESPONE ALLE RINOMATE MOSTRE DI “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”
La pittrice Marta Belguardi espone alle mostre di “Spoleto incontra Venezia” curate dal Professor Vittorio Sgarbi e dirette dal manager Salvo Nugnes. Le sue splendide opere saranno visibili a Palazzo Falier, nobile dimora veneziana affacciata sul Canal Grande, fino al 24 Ottobre 2014. Tra gli artisti in mostra nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e molti altri.
Marta Belguardi nasce a Genova nel 1971, città in cui ha ottenuto il diploma di maturità presso il Liceo linguistico V. Moraglia. All’Università ha frequentato il corso di Scienze dell’educazione e contemporaneamente ha iniziato a lavorare per l’azienda di famiglia svolgendo varie mansioni. Da sempre ha dimostrato interesse per l’arte in ogni sua forma. Il primo approccio con la pittura avviene nei primi anni ’90 con la tecnica dell’acquerello. In seguito, grazie all’incontro con il Maestro F. Mancini, approda in una dimensione pittorica totalmente nuova e apprende la tecnica della Flash Art.
Da qui inizia un proprio percorso che le consentirà di svolgere estemporanee, mostre en plein air, collettive e personali. Durante questo percorso, in fase di continua sperimentazione e ricerca di una propria espressione pittorica, ottiene numerose conferme da parte del pubblico. Con nuove tecniche ed estrema fantasia, crea una serie di opere su tela assolutamente particolari, nuove ed originali, introducendo una serie di “abissi” ed “universi” materici, unici nel loro genere. A Gennaio del 2009 si accosta alla tecnica pittorica del Trompe-l’oeil frequentando un corso tenuto dal Docente Carlo Peretti. Attualmente svolge l’attività di pittrice a tempo pieno sviluppando una propria linea pittorica.
Sabrina Arosio scrive di lei: «È una progressiva incursione nella figura umana e nel paesaggio la pittura di Marta Belguardi. Un processo di penetrazione dell’immagine che, nei suoi smalti, focalizza prima il particolare, poi la mera silhouette ed infine diventa esplosione cromatica e gestuale che lascia spazio, nel processo di fruizione, solo al puro sentimento».
D’ago Cravatte: Grande sodalizio come partner della mostra “Spoleto incontra Venezia” a cura del professore più noto d’Italia, Vittorio Sgarbi
“D’ago Cravatte” che produce cravatte sartoriali di alta qualità, autentiche eccellenze manifatturiere del Made in Italy, ha stretto un sinergico sodalizio commerciale come partner della grande mostra “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi con la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes, allestita dal 27 settembre al 24 ottobre 2014 all’interno di due magnifiche strutture secolari veneziane, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich. Nel contesto espositivo è possibile ammirare opere di personalità illustri come Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì, Pier Paolo Pasolini.
“D’ago Cravatte” è un brand creato da Giuliana D’Agostino, che spiega: “Dopo un’esperienza di 30 anni nel settore della cravatta confezionata a mano e dopo tantissimi anni di lavoro dedicati a soddisfare le esigenze di numerose e importanti aziende, come Zegna, Gucci, Tom Ford, Brioni, ho deciso di mettere a disposizione la mia esperienza lavorativa per una selezionata fascia di clientela, desiderosa di avere un prodotto personalizzato e su misura di alta qualità“. Inizia così l’avventura della “D’ago Cravatte” un marchio, che riflette un gusto espressamente italiano e punta a soddisfare l’uomo di classe, che ama la raffinata eleganza del prodotto sartoriale.
La D’Agostino sottolinea: “Le Cravatte D’ago nascono dall’esigenza di avere come obiettivo primario un prodotto di qualità sia nei particolari sia nella manodopera. I tessuti e i materiali utilizzati sono scelti con estrema cura e testimoniano un’attenta ricerca alla classicità e all’esigenza di attualità unite in perfetto connubio nel prezioso manufatto realizzato“.
Positiva collaborazione tra Azienda Giorgi-Wines e Spoleto incontra Venezia a cura del Professor Vittorio Sgarbi
In concomitanza con la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes si è instaurato una collaborazione molto positiva con la prestigiosa azienda Giorgi-Wines. Infatti, nelle storiche location espositive di Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich situate nel fulcro nevralgico della stupenda città lagunare, la Giorgi-Wines spicca tra i principali sponsor dell’iniziativa artistico culturale di portata internazionale con artisti illustri tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. L’esposizione è visitabile ad ingresso libero dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014.
L’origine della Giorgi risale al 1875. La crescente evoluzione avvenuta nel tempo è stata possibile in virtù di un pilastro fondamentale e imprescindibile: la famiglia posta al centro dell’impresa, inteso come principio trainante propulsore, che è stato perpetrato di generazione in generazione come valore inestimabile, da conservare e custodire sempre intatto.
Fabiano Giorgi spiega “Nei vigneti per garantire la massima qualità del prodotto viene praticata la potatura castigata, la concimazione dei terreni è realizzata esclusivamente con sostanza naturali e la produzione del ceppo inferiore alla norma. La raccolta delle uve selezionate avviene nel momento preciso della perfetta maturazione. La pigiatura e la fermentazione sono rigorosamente monitorate e controllate. Gli appezzamenti territoriali sono collocati in alta collina per godere della posizione più congeniale, anche in base all’esposizione al sole”.
Simona De Maira insieme ad un gruppo rinomato di artisti scelti espone in occasione delle mostre di “Spoleto incontra Venezia”
Simona De Maira ha esposto le sue meravigliose opere d’arte alle prestigiose mostre di “Spoleto incontra Venezia”, curate dal Prof. Vittorio Sgarbi e dirette dal manager Salvo Nugnes. Le mostre sono visitabili a Palazzo Rota Ivancich, vicino a Piazza San Marco, e nello storico Palazzo Falier, dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014. Il Professor Sgarbi ha apprezzato moltissimo le opere di Simona de Maira, artista che aveva partecipato alla pregressa edizione di “Spoleto Arte”, dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014.
Su di lei il noto critico ha detto: « Sul versante astratto, più che mai inseguendo forme ed energie della natura, si pone Simona De Maira. L’artista squadra la materia per riportarla ad una dimensione magmatica. Un tentativo di ricreare il Mondo, con un percorso diverso da quello con cui il Mondo si è determinato e creato ».
Simona De Maira è nata a Sondrio il 31 Ottobre 1952, ha conseguito il diploma superiore presso l’Istituto Professionale di Stato Fabio Besta di Sondrio. Diventa stilista design presso l’Euromode School. Segue il maestro Valtellinese Renzo Sala, noto pittore e disegnatore per perfezionare il disegno e la grafica. Vive all’estero per un periodo di 9 anni occupandosi nel marketing dell’hotelerie e perfezionandosi nelle lingue straniere. Cura gli allestimenti di mostre incaricata dai Comuni di Como-Bormio-Brescia- Morbegno. La sua attività artistica è conosciuta sia in Italia che all’estero.
Le sue opere sono state esposte in diverse occasioni a partire dalla presentazione in proprio di una collezione per la casa presso la Rinascente di Milano nel 1993. Numerose le mostre personali e collettive, anche oltreoceano.
L’artista di se stessa scrive: « Le mie opere non sono mie, ma appartengono a chi mi ha ispirato nel bene e nel male. Ho impresso le mie visioni perché non ho potuto fare altrimenti. Le mie opere, le mie sculture il mio modo di creare, il mio modo di espressione esprime l’epifania della mia anima, simulacro di pensieri che se trasmessi oralmente non avrebbero senso. Nelle mie opere esprimo ciò che ritengo più giusto e che sosta in ognuno di noi, “giustizia interiore” , legge morale. Nel tragitto di questa mia vita mi sono imbattuta in orchi, streghe, poi finalmente ho reincontrato sul mio cammino “L’Angiolo della giustizia, temperanza, e forza”. L’invasiva, potente eruzione di materia sulle tele, su qualsiasi materiale, crea un corpo , un paesaggio dove si forma il mistero della materia che si libera , processo costruttivo di un anima ».
Grande successo per Luciano Mario Rossi tra gli illustri artisti di “Spoleto incontra Venezia”
Ampio consenso per il noto orafo scultore Luciano Mario Rossi, attualmente in esposizione con le sue pregiate creazioni nel contesto della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes nello storico contesto Veneziano di Palazzo Falier, nobile dimora secolare affacciata sul Canal Grande. L’esposizione, inaugurata con sfarzosa serata di gala in data 27 settembre, durerà fino al 24 ottobre 2014 con ingresso libero al pubblico per le visite.
Sul talentuoso artista hanno scritto “Si pone come interprete contemporaneo delle trame del tempo e dell’intramontabile magia del gioiello, inteso come creazione artistica realizzata in base al suo linguaggio espressivo e comunicativo e alla sua personalità, con uno stile inconfondibile, inimitabile, esclusivo. Per lui il gioiello è eternamente classico nella contemporaneità e sempre attuale. Al di là delle mode e delle tendenze i suoi prodotti pregiati racchiudono la tradizione arcaica nel concetto di modernismo, in un perfetto connubio, documentato dalla fervida attività e dal costante impegno e dedizione nella ricerca tecnica, avvertendo il bisogno di richiamarsi alla specifica identità tradizionale italiana per riaffermarne e rivalutarne con forza la connotazione tipica distintiva, nel segno dell’armonia, della misura, del gusto del bello, che per secoli hanno caratterizzato la nostra realtà nazionale di settore nel rapporto stretto e solido tra memoria e modernità“.
Intervista a Gennara Miano: Palazzo Doria D’Angri a Napoli, capolavoro dell’architetto Vanvitelli e Garibaldi decretò l’unità d’Italia
Palazzo Doria D’Angri è uno storico palazzo situato tra via Toledo e via Sant’Anna dei Lombardi, in Piazza Sette Settembre a Napoli. Questo capolavoro architettonico venne disegnato da Luigi Vanvitelli e realizzato da suo figlio Carlo, su commissione del Principe Marcantonio Doria. Di seguito un’intervista alla proprietaria del palazzo, la Signora Gennara Miano.
D: Ho letto in diversi articoli di vecchi giornali che Garibaldi si affacciò al balcone del suo palazzo per decretare l’Unità d’Italia.
R: Si, ne ho letti moltissimi anch’io. È meraviglioso che Palazzo Doria d’Angri abbia un grande valore storico, oltre che artistico.
D: Ci sono dipinti e affreschi meravigliosi all’interno del palazzo. Si va dal Fischetti al Vanvitelli, dal Solimena al Desiderio.
R: Si, questi importantissimi artisti hanno tutti contribuito ad affrescare il palazzo, tra gli altri anche Giacinto Diano, Girolamo Starace; mentre i tre quadri del Solimena ed il Martirio di Mattia del Caravaggio sono stati trafugati.
D: Questo capolavoro fu commissionato da Marcantonio Doria agli architetti Luigi e Carlo Vanvitelli, noti per la costruzione della Reggia di Caserta.
R: Si certo. Il Palazzo fu commissionato da Marcantonio Doria, Principe d’Angri nel 1755. Il progetto per l’opera venne affidato al grande architetto Luigi Vanvitelli, noto per la costruzione della meravigliosa Reggia. Dopo la morte dell’architetto, il figlio Carlo ne continuò l’opera, portando a termine la costruzione dell’edificio nel 1780.
D: Da quanti anni la sua famiglia è proprietaria dello storico Palazzo Doria d’Angri?
R: Siamo i proprietari del palazzo dal 1960.
D: Che cosa si prova ad avere in proprietà un palazzo di importanza nazionale e di grande valore artistico?
R: Grandi emozioni, è un palazzo di una bellezza straordinaria che incanta con i suoi affreschi che risalgono al 1778 e sono molto ben conservati. All’interno delle sue meravigliose sale, si avverte che un tempo ci hanno abitato famiglie principesche, come i Doria d’Angri. La nobiltà di quei luoghi si respira all’interno del palazzo che attrae i visitatori.
D: Il Salone degli Specchi è stata luogo di gloriosi eventi storici oltre ad essere un ambiente prezioso ed elegante.
R: Si vi si affacciò Garibaldi per proclamare l’annessione del Regno delle Due Sicilie all’Italia e vi soggiornò a lungo.
D: Palazzo Doria d’Angri è un bene prezioso per l’Italia. Come vorrebbe che venisse usufruito e valorizzato in futuro?
R: Come museo, o come albergo perché la proprietà è di ben 1100 mq e comprende 9 camere da letto con bagni annessi, oltre ad i saloni e gli affreschi. Potrebbe inoltre essere valorizzato organizzandoci mostre d’arte, convegni e congressi, impiegandolo come sede di un’università prestigiosa, una biblioteca di libri antichi, un’ambasciata ed altro ancora.
“Spoleto incontra Venezia”: I sassi scolpiti di Siro Polazzetto esposti in queste prestigiose mostre
In esposizione alle prestigiose mostre di “Spoleto incontra Venezia” i noti sassi di Siro Polazzetto. Le sue opere sono visibili a Palazzo Rota Ivancich, a 150 mt da Piazza San Marco, fino al giorno 24 ottobre 2014. La mostra, curata dal Prof. Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, porta in mostra grandi nomi, come Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì ed una mostra fotografica su Pasolini.
Siro Polazzetto è un artista multidisciplinare che divide la propria vita tra S. Donà di Piave e Venezia, dove ricopre la carica di restauratore di mosaico nella Basilica di San Marco dal 1973. L’artista, grande restauratore, ha eseguito numerosi interventi di restauro su mosaico, oltre che a Venezia, a Torcello, Napoli e Roma, per importanti monumenti e luoghi di culto.
Come membro della “Scuola del Mosaico” ha lavorato per la realizzazione di grandi opere per il Kuwait, la Nigeria, l’Arabia Saudita e per il palazzo di vetro di New York.
Le sue opere, sassi scolpiti raccolti dal fiume, interrompono con l’artista il loro naturale destino. L’uomo interviene così per inscrivervi una forma nuova, e lanciarli nel futuro. La pietra, dopo essere stata scolpita, non va perdere la sua originaria identità, bensì va a mantenere la sua forma naturale di sasso, pur diventando simultaneamente un volto umano. I sassi di Polazzetto ricordano le sculture primitive africane e gli studi di Picasso, nonché di Modigliani, ad esse inerenti. Nonostante sia un autodidatta, possiede delle notevoli capacità manuali e più tecniche qualificate. Non sorprende quindi che riesca a spaziare all’interno di una varietà di materiali, dai quali sfrutta ogni qualità espressiva. La sicurezza delle pennellate quando dipinge, l’abilità nel creare forme di poliuretano che abbiano una vitalità animale, la maestria nel riprodurre fisionomie in resine simili a vetro, testimoniano il suo talento.
L’artista Angelica Cioppa presente a “Spoleto incontra Venezia” espone le sue opere con la curatela di Vittorio Sgarbi, a Palazzo Falier
In occasione dell’inaugurazione della mostra “Spoleto incontra Venezia”, tenutasi il 27 settembre 2014 a Palazzo Falier, il Prof. Vittorio Sgarbi ha avuto occasione di vedere, assieme all’artista Angelica Cioppa, le sue meravigliose opere. Il Professor Sgarbi ha apprezzato i lavori della pittrice, esposti all’interno dello storico palazzo, e visitabili fino al 24 ottobre 2014, con ingresso libero al pubblico.
La mostra, diretta dal manager produttore Salvo Nugnes è stata curata dal prof. Sgarbi, il quale ha porto i suoi elogi all’operato della pittrice Angelica Cioppa, nota per i suoi meravigliosi fiori dalle sfumature di lucente e sfavillante energia cromatica. L’artista aveva già partecipato alla pregressa edizione di “Spoleto Arte” svoltasi dal 27 giugno al 24 luglio 2014, ed ha accettato con entusiasmo di esporre le sue opere, per la prima volta a Venezia, nella prestigiosa location affacciata sul Canal Grande.
Il soggetto dei suoi dipinti, come un vero e proprio inno alla vita, è il fiore. In mostra il visitatore può ammirare le sue opere: un girasole, un iris rosso, dei crisantemi bianchi ed una gazania blu.
Una sorta di omaggio alla perfezione della natura, ai suoi colori e alla sua armonia, spesso purtroppo dimenticati e minacciati dall’essere umano.
Su di lei Sgarbi ha dichiarato: “Angelica Cioppa si dimostra artista sofisticata soprattutto nell’affrontare il misterioso mondo dei fiori. Le sue immagini presentano un buon disegno e una cromia piuttosto accesa e vivace”.
Premio Margherita Hack: Toccante cerimonia solenne per la consegna del riconoscimento dedicato alla nota astrofisica, il comitato di giuria: Alberoni, Zichichi, Sgarbi, Mauro e Don Mazzi
Si è svolta Domenica 28 settembre 2014, a Venezia, la prima edizione del “Premio Margherita Hack“. Nella meravigliosa cornice di Palazzo Falier, storico edificio affacciato sul Canal Grande, a pochi passi da Ponte dell’Accademia, la nota direttrice e scrittrice Silvana Giacobini ha presentato la solenne cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento, istituito dal manager Salvo Nugnes, in ricordo dell’amica astrofisica e divulgatrice scientifica, scomparsa a 91 anni nel Giugno 2013, che ha lasciato un segno indelebile nella storia italiana. L’iniziativa è patrocinata dall’INAF Istituto Nazionale di Astrofisica.
Il Premio è stato assegnato a personalità che si sono particolarmente distinte nel campo della scienza, della cultura, dell’arte, del sociale e dell’impegno animalista, selezionate da un comitato di esperti e intellettuali, presieduto dal sociologo Francesco Alberoni e composto dal fisico Antonino Zichichi, dallo storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi, dal Direttore del quotidiano “La Repubblica” Ezio Mauro e dal fondatore della Fondazione Exodus Don Antonio Mazzi.
Per la categoria “Cultura” premiato da Alberoni, lo scrittore e critico letterario Alessandro Bertante “per il suo impegno nella comprensione di una società multietnica e multilingue”. Per la categoria “Arte” premiato da Sgarbi, lo scultore e speleologo Filippo Dobrilla “per l’innato estro e talento creativo”. Per la categoria “Scienze” premiato dalla Prof.ssa Silvia Dalla Torre, delegata di Zichichi, il professore di Fisica Teorica Augusto Sagnotti “per l’eccellenza della Sua attività scientifica e in particolare per lo studio delle divergenze matematiche che mettono in crisi la Teoria della Forza Gravitazionale di Einstein”. Per la categoria “Sociale” premiata dal giornalista Paolo Mauri, rappresentante di Mauro, l’attrice e conduttrice Barbara De Rossi “per la fervida battaglia contro la violenza sulle donne”. Infine, per la categoria “Impegno animalista” premiato da Don Mazzi, il Presidente della LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli Fulvio Mamone Capria “per il costante impegno nella tutela e difesa degli animali”.
“Vogliamo mantenere sempre viva la memoria su quanto ha fatto per noi Margherita, nei tanti anni di studi e ricerche” afferma l’organizzatore e prosegue “Ha speso l’intera vita, dimostrando un’autentica propensione e ha sempre conservato una spontanea modestia, un’umiltà profonda, una semplicità radicata, che le hanno permesso di rimanere una persona schietta e verace, di non scendere mai a compromessi e di guadagnarsi la stima e il rispetto di tutti”.
Per informazioni visitare il sito ufficiale di Margherita Hack www.margheritahack.it.
Rosario Tedesco espone alle prestigiose mostre di “Spoleto incontra Venezia”
L’artista Rosario Tedesco espone le sue opere alla grande mostra di “Spoleto incontra Venezia”, grande esposizione curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes. L’evento si terrà dal 28 settembre al 24 ottobre 2014 nel nobile Palazzo Rota Ivancich, nei pressi di Piazza San Marco. Tra gli artisti in mostra vi sono personaggi noti tra i quali Dario Fo, Eugenio Carmi e José Dalì.
Rosario Tedesco ha cominciato a coltivare la sua passione per la fotografia nel 2007, passione che è andata di pari passo col sempre più rapido affermarsi del digitale, che l’ha affascinato fin da subito per la velocità e la versatilità che consentiva, e che ha unito all’apprendimento di programmi di manipolazione digitale delle immagini.
Protagoniste delle sue fotografie sono le nuvole che sovrastano mura antiche, storici edifici e resti archeologici, come il sito archeologico di Velia e Palazzo de Vargas a Vatolla, in provincia di Salerno. Nuvole dense e brumose che ricordano i romantici paesaggi di William Turner e la ricerca sulle nuvole e la luce filtrata da esse del grande pittore inglese John Constable.
L’artista, oltre ad essere un grande fotografo, si dedica da sempre alla filosofia ed alla scrittura, stilando svariati saggi riguardanti temi diversi. Tedesco è quindi un personaggio eclettico che si esprime attraverso la fotografia, la musica e la scrittura, in maniera spirituale e alla continua ricerca del “Sublime”.
“Spoleto incontra Venezia”: Il maestro vetraio Adriano Dalla Valentina propone le sue esclusive creazioni artigianali
La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” è un appuntamento imperdibile, che sta mobilitando l’attenzione mediatica generale. L’evento, previsto dal 28 settembre al 24 ottobre 2014 nella stupenda cornice veneziana di Palazzo Falier, antica residenza nobile del XV secolo sul Canal Grande. Curatore dell’iniziativa prestigiosa è Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. Tra i nomi illustri annunciati in esposizione Dario Fo, Pier Paolo Pasolini, Eugenio Carmi, José Dalì. Nel pregevole contesto si annoverano le incantevoli creazioni in vetro di murano del rinomato maestro vetraio Adriano Dalla Valentina.
Fin dall’età di 10 anni inizia a lavorare nelle fabbriche muranesi, apprendendo molteplici tecniche di lavorazione. A 24 anni apre una propria azienda diventando artigiano professionista autonomo. La sua gamma produttiva spazia in vari settori del vetro d’arte muranese e si distingue per una precisa e peculiare impostazione tecnico-stilistica. Infatti, privilegia le tecniche tradizionali, che agli occhi degli esperti e del vasto pubblico evocano suggestioni di “Venezianità”: la filigrana e la murrina, a cui associa le tecniche del soffiato e della scultura, sia soffiata sia massiccia. Collabora spesso con famosi designer e architetti per realizzare opere in vetro da essi disegnate.
La passione viscerale per il vetro si respira nella “Fornasa” di Adriano, dove quotidianamente è impegnato nell’elaborazione di nuove opere, che spesso diventano vere e proprie sfide. Su di lui è stato scritto “Nella fluidità della massa vitrea si può dare contrasto con l’aiuto di madre natura e quindi Dalla Valentina ricorda il miracolo delle creature marine e i fondali. Il -Battuto- lo trova incontestabile protagonista di sculture di grande vigore artistico. Balza sul soffiato con leggiadria incomparabile e fornisce leggerezza degna di grande attenzione a livello qualitativo”.
“Spoleto incontra Venezia”: In mostra l’immaginario fantastico di Marco Urso in arte Marck Art
La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” si pone come “osservatorio” internazionale sull’arte Contemporanea con la presenza d’eccezione di opere di personalità del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. L’evento curato da Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 all’interno dello storico Palazzo Falier, nobile dimora veneziana del XV secolo affacciata sul Canal Grande. Nel prestigioso elenco dei partecipanti è inserito il pittore Marco Urso, in arte Marck Art, con la sua espressione artistica guidata dall’immaginario fantastico, dominato e sorretto dalle emozioni e dalle vibrazioni pulsanti scaturite moto dell’anima.
Urso è fondatore e presidente dell’associazione culturale e artistica denominata “AUU”. Nativo di Palermo attualmente vive e lavora a Favara, in provincia di Agrigento, dove si cimenta nell’arte pittorica con ottimi consensi. Frequenta il conservatorio di Palermo, ma a seguito di una grave malattia abbandona gli studi musicali e si dedica a coltivare il talento innato e la forte passione per la pittura. Le opere sono ispirate alla medicina, di matrice espressionista con temi e contenuti connessi alla propria malattia, alla condizione interiore di sofferenza e alla rinascita spirituale avvenuta grazie al mondo artistico.
Nel descrivere la singolare e peculiare esperienza esistenziale Urso spiega “La mia pittura nasce dopo la mia morte. Non mi piace dire qualcosa di me. Dopo, che il mio cuore è stato fermo 25 minuti sono un altro e mi hanno chiamato Marck Art come pseudonimo artistico. Posso dire di essere un uomo, che ha vissuto due volte, ossia sono rinato corporalmente e culturalmente dopo una gravissima apnea cardiaca, con il dono creativo della pittura astratta”.
Commentandone il percorso davvero unico nel suo genere il noto Professor Bonifacio Tanino ha scritto “Il suo viaggio simbolico di rinascita, che poi è quello di Marck Art inizia una calda notte estiva, il 23 Luglio del 2006. A seguito di questo viaggio di profonda claustrofobia del cuore si è risvegliato e gli si sono spalancate dinanzi le porte di un’altra vita. Ha ricevuto il dono miracoloso di una rinascita sotto un nuovo cielo, nuove stelle e nuovi orizzonti. Un risveglio inaspettato in un altro mondo governato dal sogno e dall’immaginazione. Marck Art è un pittore, che attraversa una vita altera, vita segnata da un continuo divenire, da un perenne trapassare a dimensioni paradossali e contrapposte, nelle quali si sono alternate e concretate la luce e l’ombra, la gioia e il dolore, l’assenza e la presenza, la vita e la morte. Un fare linguistico-creativo fortemente legato a quella classica dinamica psicologia di contrapporre all’inesorabile -perdita- delle cose della propria vita, la -nascita- di un’esistenzialità giocosa, costruita mediante un processo empatico ed istintivo”.
“SPOLETO INCONTRA VENEZIA”: TRA GLI ARTISTI PARTECIPANTI LUANA TUIS
È ormai imminente l’inizio della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” prevista dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, nella coreografica struttura secolare veneziana di Palazzo Falier, situato sulla riva del Canal Grande. Sotto l’autorevole curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes si annoverano presenze rilevanti in esposizione, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini. Nell’esclusivo e selezionato elenco di partecipanti è inserita Luana Tuis, che propone la sua arte pittorica, che offre intense suggestioni.
La Tuis nativa della Svizzera, dimostra una passione e un talento precoce per il disegno e il colore. A 12 anni già inizia a dipingere la porcellana e a 13 anni realizza il suo primo ritratto alla nonna materna, mentre a 15 anni si cimenta nell’uso della tecnica a olio. Predilige il figurativo come mezzo di espressione artistica a lei più congeniale.
La pittrice avverte da subito il fascino dei fiumi, dei laghi, delle paludi, tematiche che predilige, poiché nutrono profonda affinità con il suo animo, che forse si identifica in questi soggetti, distendendosi e placandosi oppure talvolta sconvolgendosi tumultuoso. Per lei la superficie dell’acqua è in stretto rapporto con il cielo e con la vegetazione.
Lo stile compositivo unitario e omogeneo è caratteristica saliente principale delle opere. Alcune tonalità cromatiche, qualificabili come “neutre” vengono amalgamate in impasti e mescolanze, che danno risalto alle forme raffigurate, in una visione panoramica d’insieme allargata, tersa e luminosa. Spiccano qua e là cromie più incisive, marcate e squillanti dei gialli, dei rossi e dei verdi.
La Tuis si dedica anche all’elaborazione di pregiati trompe-l’oeil dimostrando abilità ed esperienza consolidate. Al riguardo spiega “Le fasi, che precedono la realizzazione di trompe-l’oeil sono la visione dello spazio e del contesto dove verranno inseriti e la preparazione dei bozzetti. Creo dei trompe-l’oeil in perfetta armonia con l’architettura e l’arredamento di contorno. La realizzazione può avvenire su pannelli, tele, quadri su tela o telaio oppure direttamente operando sulla parete. I colori utilizzati sono tutti lavabili e quindi garantiti nel tempo per essere di facile e semplice manutenzione”.