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Claudio Scandura propone i suoi lavori alla grande mostra curata da Sgarbi a Venezia

Esposizione imponente quella allestita in occasione della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si svolge dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 nella magica atmosfera di Venezia tra le mura di due dimore istituzionali di origine aristocratica, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich. La curatela è affidata al professor Vittorio Sgarbi con la gestione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes. Tanti i protagonisti illustri, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. Il talentuoso pittore Claudio Scandura scelto nell’esclusiva carrellata di nomi di prestigio, ha riscosso forti elogi di consenso per le creazioni esposte.
L’arte di Scandura è assai attenta alla qualità della resa, mai fatta di getto e per puro istinto. Le opere sono preparate a monte con misura e cura certosina. Nascono da idee e ispirazioni mentali per rievocare un paesaggio, una figura, un volto, una scena di vita. Talvolta, lo sfondo funge da protagonista nella composizione e allora tutto si adatta per darne il massimo risalto scenico. Tramite l’uso dei colori parla, racconta allo spettatore in modo chiaro e comprensibile, perché l’arte va condivisa con tutti. Il suo fare arte è espressione sublime della vita, ricerca del bello e dell’armonioso, ricerca di se stesso nell’atto creativo.
Sull’ispirazione portante che lo guida dice “Un’opera nasce dall’idea di rappresentare un paesaggio, una raffigurazione umana, una scena di vita quotidiana. Inizio un’opera con l’intento primario di raccontare qualcosa alla gente con i colori e cerco di farlo affinché chiunque osserva possa comprendere appieno il significato sotteso impresso sulle tele”. E aggiunge “Non dipingo mai per puro istinto gestuale. Prima procedo a squadrare la tela, poi eseguo il disegno base, quindi inizio a dipingere come se fosse un puzzle da comporre gradualmente. Quando la colorazione di base è completa nella stesura passo ai chiaro scuri e alle sfumature tonali, che amalgamano e armonizzano l’insieme compositivo”.

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Francesco Siclari impreziosisce con i suoi contributi artistici la mostra “Spoleto incontra Venezia”

All’interno dell’eterogenea vetrina internazionale della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, sono raggruppate opere di rinomati esponenti del panorama attuale, come Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. Le location predisposte per contenere la prestigiosa esposizione collettiva sono due importanti dimore nobiliari di Venezia, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich, visitabili a ingresso libero dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014. Nell’esclusivo contesto il noto scultore Francesco Siclari è stato scelto per presentare alcune interessanti creazioni artigianali di altissimo livello qualitativo.

Nel descriverne il virtuosismo ideativo è stato dichiarato “Siclari concepisce la scultura come fosse un racconto, che scaturisce dalla semplicità di sentimenti archetipi. È una scultura immediata, il cui processo creativo meditato intellettualmente, non deriva solo dalla necessità di rappresentare un progetto fissato su bozzetto. Le sue sculture sono l’equivalente di uno sgorgare di parole, di confidenze. Attraverso esse può comunicare i pensieri più intimi, che spesso rimangono imprigionati nelle contingenze del vissuto quotidiano. Modella la materia con plasticità restituendole lo spazio dimensionale di mimesi della realtà, a cui l’arte scultore si richiama da sempre”.

È un artista molto prolifico, che negli anni si è dedicato alacremente a un’attività densa di approfondimenti, stimolazioni visive e contenutistiche, restando sempre fedele alla propria linea di condotta, che consiste nell’individuazione di un filone di verismo attento alla dimensione della realtà, ma tradotto e riconducibile a un’autentica narrazione poetica, che lo influenza. È sostenuto da una tecnica formale avanzata, possiede strumenti espressivi ineccepibili, che nascono da un’istintiva e innata capacità elaborativa e da una padronanza acquisita e consolidata dall’esperienza teorica e pratica, oltre che dagli insegnamenti appresi dai maestri, che l’hanno preceduto. Si rende fautore di rappresentazioni stilistiche dalla massa materica corposa e densa, dai volumi pieni e ben marcati, che nel contempo offrono il plusvalore di prestarsi ad una multiforme interpretazione personale e soggettiva.

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Alessandro Testa: l’istintività dell’arte a “Spoleto incontra Venezia”

Il noto artista Alessandro Testa è stato intervistato in occasione della sua partecipazione alle grandi mostre “Spoleto incontra Venezia” curate da Vittorio Sgarbi e dirette dal manager Salvo Nugnes. L’esposizione è allestita fino al 24 Ottobre 2014, presso due storici edifici veneziani: Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich.

 

D: Per Lei l’arte è stata una valvola di sfogo nella Sua vita?

R: Sì. Non saprei più farne a meno.

 

D: A quale corrente artistica si ispira?

R: Non mi sono ispirato a nessuna corrente artistica, la mia pittura é  istintiva. Solo in seguito, da vari critici, il mio modo di pitturare è stato considerato affine a grandi pittori come Pollock e Tancredi, che nella mia ignoranza, non conoscevo.

 

D: Qual è l’emozione più forte che le ha dato creare una Sua opera?

R. Nel creare le mie opere provo sempre emozioni straordinarie. Non saprei dire quale sia stata la più forte. Di sicuro, per me, é sempre un crescendo.

 

D: Come concepisce l’arte?

R: L’arte, a mio parere, è potersi esprimere in tutti i modi, con libertà e senza condizionamenti.

 

D: Cosa l’ha spinta a dipingere?

R: Per molti anni, mi sono dedicato alla scultura in legno e bassorilievi in rame, poi, quasi improvvisamente, ho sentito la voglia  con la pittura di esprimere i miei sentimenti, la rabbia verso le ingiustizie, l’insoddisfazione e anche la mia gioia.

 

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“Spoleto incontra Venezia”: Luciano Trevisan ottiene grande consenso alla mostra curata da Vittorio Sgarbi

In occasione della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes è possibile visionare le interessanti proposte pittoriche del noto artista Luciano Trevisan, che stanno riscuotendo ampio consenso e apprezzamento. L’esposizione, si tiene dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 nella stupenda cornice veneziana di due edifici aristocratici, Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich, con nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì.

Trevisan è interprete della realtà, che lo circonda in maniera personale con una pittura impegnata e socialmente presente, attenta e partecipe, che diventa anche uno strumento di denuncia sociale e richiamo collettivo. Ci conduce attraverso i percorsi della memoria in una dimensione metafisica, fatta di continui rimandi e sovrapposizioni, trasportando l’osservatore in una visione parallela con colte rielaborazioni del reale. Il colore è espressione di linguaggio dal forte potenziale comunicativo e arricchisce la scena di suggestione, rafforzando lo spessore della tematica trattata e lasciando tracce indelebili nel tempo dei significati profondi ad essa correlati.

Trevisan nel parlare del concetto di fare concepire l’arte e delle sue fonti ispiratrici dichiara “È complicatooggi definire la parola “arte”. Tutto è arte: in questa corsa sfrenata del nostro tempo è difficile soffermarsi a vedere per poi pensare. un quadro viene giudicato un’icona ferma e superata. Oggi si sente il bisogno di sperimentazione: reazioni visive, provocazioni, performance estreme. Oggi basta avere le idee, non serve più saper dipingere o scolpire, siamo tutti diventati artisti, così ci ha insegnato la tv. Certamente, sono erede della pittura del novecento, ma ogni giorno incontro gli artisti che hanno stimolato in me l’amore per l’arte, frequento visivamente le loro mostre, rileggo la storia del loro percorso. Artisti vicini al mio modo di pensare, pittori che hanno dipinto la vita, il costume, le disattenzioni del loro tempo, come Bosch, Bruegel, Hogarth, Goya, Munch, Hopper. In modo particolare apprezzo Giotto, Beato Angelico, Piero Della Francesca, Antonello Da Messina, Caravaggio, Velasquez”.

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I chakra di Alessandra Turolli in esposizione a Venezia

Molto apprezzata l’arte di Alessandra Turolli, che fino al 24 Ottobre 2014, espone le sue tele materiche nel prestigioso contesto delle mostre “Spoleto incontra Venezia” con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager Salvo Nugnes, presso lo storico Palazzo Falier. Di seguito una nuova intervista all’artista.

 

D:Attualmente a quale produzione artistica si sta dedicando?

R: In questo periodo mi sto dedicando con molta passione alle vibrazioni cromatiche dei colori, legate alla filosofia ayurvedica dei chakra.

 

D: Cosa ne pensa del ruolo nella società dell’arte oggi?

R: Penso che l’arte, in quanto linguaggio di portata universale, costituisca un preziosissimo strumento di “dialogo cosmopolita” che ci lega tutti.

 

D: Qual è il suo messaggio?

R: È proteso a divulgare l’amore per l’arte in toto e a poter offrire il mio piccolo contributo tangibile a questa finalità primaria.

 

D: Che cos’è per lei l’ispirazione?

R: “Il delirio artistico” che inconsciamente guida la mia mano sulla tela

 

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L’affermato architetto Cesare Feiffer riceve una prestigiosa targa di riconoscimento alla carriera dall’assessore alla cultura e dal Prefetto di Treviso

Durante la raffinata serata di gala per i festeggiamenti dei 150 anni della Croce Rossa, che si è svolta in data Venerdì 10 Ottobre a Treviso, nel rinomato Auditorium Fondazione Cassamarca di Treviso, con il concerto della rinomata orchestra “I Solisti Veneti” diretta dal Maestro Claudio Scimone, il noto architetto Cesare Feiffer è stato insignito di un premio istituzionale di merito alla carriera, dall’Assessore alla Cultura Luciano Franchin e dal Prefetto di Treviso Maria Augusta Marrosu “Per l’intensa attività operativa nel settore della conservazione del patrimonio architettonico ambientale”.

 

Feiffer è docente di restauro architettonico presso la facoltà di architettura dell’Università di Roma tre e dal 1999 dirige la famosa rivista di settore “Recupero e Conservazione”.

 

Feiffer ha dichiarato “Ho sempre cercato di unire la riflessione critica sui temi della disciplina del restauro alla pratica professionale”. Questo significativo messaggio di riflessione espresso è frutto della sua quotidiana esperienza di architetto-restauratore, che non dimentica di dare importanza e fondamento critico ad ogni azione e tiene sempre presente l’obiettivo finale dell’intervento di restauro. Che consiste nella conservazione della materia del manufatto. Feiffer dimostra concretamente le tesi da lui perorate facendo parlare i suoi progetti e le sue realizzazioni, dietro la cui eleganza e apparente semplicità si cela in realtà un complesso e sistematico meccanismo organizzativo scandito da tempi, successive fasi d’avanzamento e continui movimenti di confronto con la committenza.

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Alle mostre di Spoleto incontra Venezia le incantevoli creazioni di Giuseppe Oliva

A fronte dell’ampio consenso già conquistato a “Spoleto Arte” il noto pittore Giuseppe Oliva riconferma con successo la sua presenza all’interno della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” curata da Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, che si svolge dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 a Venezia nell’esclusivo contesto di due location di indiscusso prestigio, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich, dove sono stati convogliati tanti nomi illustri del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. 

Nel raccontare la sue radici primarie d’ispirazione Oliva dichiara “La corrente, che ho apprezzato e continuo ad apprezzare è di certo l’impressionismo, che mi ha in qualche modo formato da un punto di vista artistico. Da questi pittori ho imparato a capire l’importanza del colore e la sua carica espressiva, sia nel tocco sia nella presenza della materia, che rappresenta quasi una sorta di appendice, di contatto che l’artista vuole creare e mantenere con chi osserva una tela ed è ciò che ho cercato e sto cercando di fare: dense ed intense spatolate per dare vita e corpo ad un’emozione”. E proseguendo precisa “Negli ultimi anni ho avuto modo di approfondire anche quella, che viene definita -Arte Concettuale- ben lontana dai miei lavori, ma da cui ho tratto comunque un insegnamento e cioè, che è sicuramente bello e affascinante esprimere un’idea, una propria concezione filosofica attraverso i colori e l’intensità della materia. Nessuna forma, ma semplicemente l’uso più o meno intenso di alcuni colori per esprimere delle emozioni e dei concetti”.

Nell’esprimere il filo conduttore riguardo il messaggio portante, che guida il suo atto creativo afferma “Il mio obiettivo fondamentale è quello di trasmettere a chi osserva un mio quadro particolari emozioni e in qualche modo fargli rivivere le mie stesse sensazioni, che dal profondo del mio cuore mi hanno spinto a quel particolare risultato finale. È indubbio, che quando ciò accade, cioè quando le emozioni effettivamente si concretizzano e si materializzano è il momento di direi più esaltante per un artista, il momento in cui ci si rende conto, che il proprio pensiero in qualche modo è stato percepito ed elaborato”.

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“Spoleto incontra Venezia”: il famoso Palazzo Tucci di Lucca affianca in qualità di sponsor la nota artista Daniela Forti nella mostra curata da Vittorio Sgarbi

Nell’esclusivo parterre di presenze all’interno della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, spicca la talentuosa artista Daniela Forti, affiancata per l’occasione da uno sponsor di forte prestigio, la Residenza d’Epoca Palazzo Tucci di Lucca. L’esposizione, dal 28 settembre al 24 ottobre 2014, è allestita tra le possenti mura di Palazzo Falier, nobile dimora veneziana del XV secolo affacciata sul Canal Grande.

 

Il Palazzo Tucci deve la sua attuale connotazione a un antenato degli odierni proprietari, Giuseppe Tucci, il quale verso la metà del 1700 decide di ristrutturare l’edificio in cui la famiglia risiedeva già da più di due secoli, adeguandolo ai nuovi criteri architettonici. Il Palazzo, che sorge in un’area compresa all’interno della cerchia muraria Romana, ha l’ingresso principale posto sulla Via Cesare Battisti, la facciata davanti è caratterizzata da un vasto portale di accesso, sormontato dallo stemma araldico della famiglia. Sulla facciata posteriore una lapide ricorda, che lì è nato il celebre musicista Alfredo Catalani, alle cui opere sono state dedicate le camere della residenza.

 

L’atrio d’ingresso è suddiviso in due vani. Dal secondo vano, coperto con una volta ovale impostata su due colonne parte un’ampia scala, che conduce direttamente al portale di accesso del piano nobile, decorato da modanature e sormontato da una finestra ovale. Un ampio ambiente d’ingresso introduce all’appartamento di rappresentanza, che presenta decorazioni a stucchi dorati e dipinti, che ripropongono un repertorio tardo settecentesco o d’impronta neoclassica, segno che la loro decorazione si è protratta nel tempo ed è stata realizzata gradualmente.

 

L’unico ambiente a presentare una fisionomia diversa è il salone principale, dove compare una decorazione ad affresco sul soffitto, in cui sono raffigurate flora e le quattro stagioni. Sulle pareti ai lati della porta d’ingresso due grandi tele sono inserite dentro cornici di stucco, mentre altre tele sono collocate sopra ciascuna delle porte, che si aprono sul salone. I soggetti di tutti i dipinti sono derivati dalla mitologia e dalla storia classica e sembrano potersi ricondurre al pittore lucchese Giovanni Domenico Paladini. Senza dubbio Palazzo Tucci è tra le più illustri dimore storiche e d’epoca dell’intero territorio nazionale e occupa a buon diritto un posto d’onore.

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Da Cremona alla laguna veneziana per le mostre “Spoleto incontra Venezia”

Spoleto incontra Venezia” la grande mostra curata dall’autorevole critico Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, che si svolge dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 nelle rinomate sedi veneziane di Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich, si avvale della preziosa collaborazione del Forno Valentina, qualificata realtà di settore affermata in ambito nazionale. In esposizione personalità illustri tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì e altri noti esponenti del panorama attuale.

Il Forno Valentina è un’azienda concepita in chiave moderna, con impianti di lavorazione all’avanguardia, che ha saputo fondere in perfetto equilibrio le sapienti tradizioni artigianali con le più avanzate tecnologie di produzione, offrendo una risposta pienamente adeguata alle odierne esigenze dell’alimentazione contemporanea. La vasta gamma di specialità persegue un target qualitativo assai elevato, adottando criteri di lavorazione e materie prime tipiche del prodotto artigianale, nell’intento di offrire le migliori garanzie sulla fragranza e sulle caratteristiche organolettiche al consumatore finale.

Al riguardo il titolare Renato Giugni spiega “Utilizziamo esclusivamente materie e ingredienti di prima scelta, senza additivi e conservanti chimici. Produciamo con la dedizione di chi lavora da sempre con la massima soddisfazione nel gratificare la propria clientela affezionata e fidelizzata e forniamo un prodotto semplice, naturale e gustoso, frutto dell’amore e della passione per l’antica tradizione, rivisitata in formula innovativa e attualizzata per rispondere ad ogni specifica preferenza”.

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Spoleto incontra Venezia: Intervista a Jacqueline Domin in occasione della sua partecipazione alle grandi mostre

In occasione della sua partecipazione alle prestigiose mostre di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi, la fotografa Jacqueline Domin ha rilasciato una breve intervista per parlare della sua arte. Le sue opere sono in esposizione presso lo splendido Palazzo Rota – Ivancich, situato a pochi passi da Piazza San Marco, a Venezia, fino al 24 Ottobre 2014

D: Attualmente a quale produzione artistica si sta dedicando?

R: Mi occupo di fotografia.

D: Cosa ne pensa del ruolo nella società dell’arte oggi?

R: È una boccata di ossigeno. Qualunque forma d’arte in un mondo così velocizzato e automatizzato ti permette di soffermarti, lasciandoti andare alle emozioni e alla riflessione. L’arte rende l’uomo libero.

D: Qual è il messaggio che tiene particolarmente a diffondere?

R: Siamo figli dell’acqua e delle stelle, arrivati per ultimi su questo splendido pianeta. Non siamo superiori a nessuno: rispettando il diverso per quello che è, anche fosse una lucertola, faremmo del bene a noi stessi.

D: Come si definisce?

R: Mi piace definirmi una testimone e una grande osservatrice.

D: Che cos’è per Lei l’ispirazione?

R: È uno stato intimo di felicità pura, di pienezza e di voglia di partecipare.

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Intervista alla rinomata pittrice Jacqueline Domin in occasione delle mostre di Spoleto incontra Venezia

In occasione della sua partecipazione alle prestigiose mostre di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi, la fotografa Jacqueline Domin ha rilasciato una breve intervista per parlare della sua arte. Le sue opere sono in esposizione presso lo splendido Palazzo Rota – Ivancich, situato a pochi passi da Piazza San Marco, a Venezia, fino al 24 Ottobre 2014 

D: Attualmente a quale produzione artistica si sta dedicando?

R: Mi occupo di fotografia.

D: Cosa ne pensa del ruolo nella società dell’arte oggi?

R: È una boccata di ossigeno. Qualunque forma d’arte in un mondo così velocizzato e automatizzato ti permette di soffermarti, lasciandoti andare alle emozioni e alla riflessione. L’arte rende l’uomo libero.

D: Qual è il messaggio che tiene particolarmente a diffondere?

R: Siamo figli dell’acqua e delle stelle, arrivati per ultimi su questo splendido pianeta. Non siamo superiori a nessuno: rispettando il diverso per quello che è, anche fosse una lucertola, faremmo del bene a noi stessi.

D: Come si definisce?

R: Mi piace definirmi una testimone e una grande osservatrice.

D: Che cos’è per Lei l’ispirazione?

R: È uno stato intimo di felicità pura, di pienezza e di voglia di partecipare.

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Venezia: premio speciale in omaggio commemorativo a Margherita Hack in partnership con la rinomata azienda muranese Venini

In occasione della prima edizione del premio dedicato al ricordo commemorativo dell’esimia scienziata astrofisica Margherita Hack nell’anniversario del primo anno dalla sua scomparsa, organizzato dal manager produttore Salvo Nugnes, svoltosi all’interno dello storico Palazzo Falier affacciato sul Canal Grande veneziano, in data domenica 28 Settembre 2014, la famosa Azienda Muranese Venini ha presenziato in qualità di illustre partner dell’evento, offrendo in dono ai premiati dei preziosi vasi di esclusiva produzione artigianale manifatturiera. 

Cappellini Venini & C, questa è la denominazione con cui compare per la prima volta a Murano il nome Venini, nel 1921, quando due straordinari personaggi entrano nel mondo delle vetrerie muranesi, l’antiquario veneziano Giacomo Cappellini e Paolo Venini, avvocato milanese con una lontana tradizione familiare nella lavorazione del vetro. Nasce da qui l’azienda, che più di tutte è destinata a cambiare la storia del vetro d’arte. A partire dagli anni trenta Paolo Venini, dopo aver acquisito una totale padronanza della materia assume un ruolo sempre più attivo nella direzione artistica della società da lui fondata e avvia una positiva collaborazione con i più importanti artisti, designer e architetti dell’epoca e inoltre allarga il campo d’azione aziendale con la realizzazione di opere di illuminazione monumentale, pubblica e privata. A seguito della morte di Venini avvenuta nel 1959 il genero Ludovico Diaz De Santillana prende le redini della direzione societaria, cercando di mantenere vivi gli ideali perpetrati dal suocero e perseguendo la medesima filosofia gestionale.

Ancora oggi la Venini rappresenta un pilastro di fama internazionale nell’eccellenza dell’arte della lavorazione e produzione del vetro e si avvale di un corposo team di esperti professionisti di settore. Da ricordare lo stretto legame collaborativo con l’indimenticato stilista Gianni Versace e con il Vaticano. Nel 2011 a seguito delle altisonanti celebrazioni per il suo 90° anniversario, la Venini ha organizzato un interessante progetto espositivo itinerante, che ha toccato le principali città a livello mondiale e simbolicamente ha fatto la sua prima tappa di inizio proprio nel celebre museo del vetro di Murano, che conserva una serie di pregiati pezzi storici di incantevole suggestione ideati dalla Venini.

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Intervista al noto pittore Diego Boiocchi in occasione delle mostre di Spoleto incontra Venezia

Dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 si tengono le grandi mostre “Spoleto incontra Venezia” curate dal Prof. Vittorio Sgarbi e dirette dal manager Salvo Nugnes, a Venezia. Tra nomi illustri del panorama artistico contemporaneo, nella meravigliosa location di Palazzo Rota-Ivancich, storica dimora situata a pochi passi da Piazza San Marco, espone le sue opere Diego Boiocchi, poliedrico artista, conosciuto con il nome di Moho.

Di seguito l’intervista.

D: Per Lei l’arte è mai stata una valvola di sfogo nella sua vita?

R: Non direi. Sono una persona che ha sempre vissuto in serenità, per cui, non essendo sotto pressione, non ho mai avuto necessità di “sfogarla” attraverso vie alternative e poter così rendere accettabile la routine quotidiana. Piuttosto ritengo che l’Arte sia un mezzo per manifestare appieno la propria natura ed il proprio Io, uno strumento per fissare e comunicare la propria creatività e profondità d’animo.

D: A quale corrente artistica si ispira?

R: Ho sempre cercato di isolarmi come un eremita nel mio ex convento, al fine di evitare contaminazioni dirette od indirette, in quanto ritengo che pur senza ispirarsi consciamente a movimenti o correnti artistiche, il solo imprinting fornito dalla formazione culturale e dai media possa minare la nostra originalità, vero punto di forza di un Artista. Quanto sopra premesso, ho amato da giovane gli Impressionisti e Chagall. Amavo la loro istintività, la forza espressiva, il romanticismo. Credo che, se fossero oggi in attività, si servirebbero di mezzi digitali per esprimersi, mezzi d’avanguardia che permettano loro di cogliere l’istintività del soggetto con mezzi del momento, sostituendo alle macchie grezze di colore le matrici di pixel a bassa definizione.

D: Qual è l’emozione più forte che le ha dato creare una Sua opera?

R: Vi sono due emozioni distinte, a mio avviso, legate a due distinti momenti. Una prima, legata alla gioia, soddisfazione e stupore di aver creato, spesso inconsciamente, un qualcosa di intenso, bello ed inatteso. Una seconda, nel momento in cui l’Osservatore, Critico, Curatore o Pubblico abbia modo di apprezzarla e confidi di aver alterato il proprio stato emotivo nel rapportarsi con essa.

D: Come concepisce l’arte?

R: Io credo che sia difficile definire cosa sia arte. Come risulta difficile definire il concetto di vita. Quando la vedi, però, la riconosci subito e la chiami Arte. Anche se si manifesta in una forma che non avevi in precedenza codificato. In generale credo sia una forma superiore di trasmissione di stati emotivi, che si serva dei sensi. Ed essendo le menti i nostri strumenti per interpretare i messaggi, la relativa comprensione dipende da esse. Per questo è così diverso il livello di percezione dell’opera da individuo ad individuo. Per me, l’Arte non è abilità tecnica, non è rappresentazione accademica, non è manierismo, non è iperrealismo. È espressività pura. È originalità unita al concetto estetico. È messaggio canalizzato con strumenti nuovi. Ma non è costituita dalla sola idea di fondo, come molta arte contemporanea tende a riconoscere. La sola idea per me non basta, deve esserci emozione ed istintività, non solo ragione. Deve esserci il romanticismo di Chagall e Chopin, l’espressività di Van Gogh e Beethoven, l’intensità di Schiele e Wagner, l’ironia di Woody Allen e Debussy, il genio di Leonardo e J. S. Bach.

D: Cosa l’ha spinta a dipingere?

R: Io dipingo da sempre, da quando ero piccolo. Per cui… Non saprei. È una necessità. Una forma naturale di espressione. Come la musica, che fin da piccolo ho coltivato, con studi di pianoforte, composizione, orchestrazione. Sono strumenti per esprimere la propria creatività ed emozione. Sono parte di me.

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La curatrice e giornalista d’arte Elena Gollini riceve un premio istituzionale dal Prefetto e dall’assessore di Treviso

In occasione del concerto della rinomata orchestra “I Solisti Veneti” diretta dal Maestro Claudio Scimone, tenutosi a Treviso nell’elegante contesto dell’Auditorium Fondazione Cassamarca, in data Venerdì 10 Ottobre 2014, per festeggiare i 150 anni della Croce Rossa, la giornalista d’arte e curatrice Elena Gollini è stata premiata con una targa premio di riconoscimento istituzionale alla carriera, consegnatale dal Prefetto di Treviso Maria Augusta Marrosu e dall’Assessore alla Cultura Luciano Franchin. 

La Dott.ssa Gollini, riconosciuta “per il notevole contributo alla valorizzazione dell’arte e della cultura“, collabora, in qualità di curatrice e critica d’arte, con noti artisti contemporanei, coordinando e curando prestigiose personali e collettive. Partecipa da anni a diverse esposizioni della Biennale di Venezia e a quelle del Festival di Spoleto e collabora da molto tempo con Promoter Arte, azienda leader nel settore mostre, eventi e comunicazione e le molteplici gallerie di sua gestione, come le storiche “Milano Art Gallery” situate a Milano, a Roma, a Siena e a Bassano del Grappa.

Di recente, ha fornito il proprio contributo in supporto alla grande mostra di “Spoleto Arte” che ha aperto i battenti a Spoleto nel giugno scorso, presso Palazzo Leti Sansi e attualmente si è trasferita nell’incantevole Venezia, tra le secolari mura di Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich, dove resterà allestita dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, sotto l’autorevole curatela del Professor Vittorio Sgarbi, con la denominazione di “Spoleto incontra Venezia“. L’esposizione raduna personalità di spicco del panorama contemporaneo del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì e altri nomi illustri.

La dottoressa Gollini afferma “Sono davvero lusingata per l’assegnazione di questa targa premio alla carriera tenutasi a Treviso, una città che è da sempre molto attenta, sensibile e recettiva verso il mondo dell’arte e della cultura in generale. Ringrazio le istituzioni cittadine per il graditissimo gesto simbolico nei miei riguardi”.

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Spoleto incontra Venezia: l’arte figurativa di Paride Falchi in mostra

Nel novero degli artisti rinomati presenti alla grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, si inserisce il pittore Paride Falchi, con i suoi  pregiati quadri di matrice classica figurativa. L’esposizione veneziana inaugurata trionfalmente il 27 Settembre durerà fino al 24 Ottobre 2014, allestita presso due sedi famose di secolare origine nobile, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich. Al loro interno sono ospitate creazioni di personaggi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi e José Dalì.

Questa prestigiosa iniziativa vuole ricordare e celebrare il talento di Paride Falchi, scomparso il 27 Maggio del 1995, come omaggio simbolico alla sua fervida e viscerale dedizione per l’arte. Nel 1986 gli è stato dedicato un ampio documentario televisivo dalla Rai TV a testimonianza dell’acclarata fama raggiunta. Nel commentarne l’estro creativo è stato dichiarato “La sua opera sorda alle sirene delle avanguardie o alla popolarità si volge a un’antica fede nel disegno, l’unica capace di conferire contenuto poetico all’arte, in base alla sua concezione. Egli ha seguito la sua fede in ‘splendido isolamento’ in un mondo lontano e parallelo alle avanguardie e all’informale, così di moda nelle accademie”.

L’autorevole Professor Carlo Munari di lui scrisse nel 1984 “È un’artista, che merita la più vasta udienza. Se il nostro tempo anziché disperdersi in un’estenuante ed estenuato dibattito sui ‘linguaggi’ badasse ai ‘valori’ il pittore Falchi emergerebbe in plastica evidenza, in esclusiva ragione della -poesia- che si innerva nelle sue immagini”.

Il Professor Renzo Margonari nel 1984 affermò “È un rappresentante tipico, per l’assoluta mancanza di distrazione dal proprio territorio culturale, del paesaggismo mantovano del dopoguerra. Si tratta di una corrente pittorica della quale è rimasto il solo degno rappresentante”.

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La rinomata Elena Gollini, curatrice e giornalista d’arte, riceve una targa premio istituzionale dal Prefetto e dall’assessore di Treviso

In occasione del concerto della rinomata orchestra “I Solisti Veneti” diretta dal Maestro Claudio Scimone, tenutosi a Treviso nell’elegante contesto dell’Auditorium Fondazione Cassamarca, in data Venerdì 10 Ottobre 2014, per festeggiare i 150 anni della Croce Rossa, la giornalista d’arte e curatrice Elena Gollini è stata premiata con una targa premio di riconoscimento istituzionale alla carriera, consegnatale dal Prefetto di Treviso Maria Augusta Marrosu e dall’Assessore alla Cultura Luciano Franchin. 

La Dott.ssa Gollini, riconosciuta “per il notevole contributo alla valorizzazione dell’arte e della cultura“, collabora, in qualità di curatrice e critica d’arte, con noti artisti contemporanei, coordinando e curando prestigiose personali e collettive. Partecipa da anni a diverse esposizioni della Biennale di Venezia e a quelle del Festival di Spoleto e collabora da molto tempo con Promoter Arte, azienda leader nel settore mostre, eventi e comunicazione e le molteplici gallerie di sua gestione, come le storiche “Milano Art Gallery” situate a Milano, a Roma, a Siena e a Bassano del Grappa.

Di recente, ha fornito il proprio contributo in supporto alla grande mostra di “Spoleto Arte” che ha aperto i battenti a Spoleto nel giugno scorso, presso Palazzo Leti Sansi e attualmente si è trasferita nell’incantevole Venezia, tra le secolari mura di Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich, dove resterà allestita dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, sotto l’autorevole curatela del Professor Vittorio Sgarbi, con la denominazione di “Spoleto incontra Venezia“. L’esposizione raduna personalità di spicco del panorama contemporaneo del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì e altri nomi illustri.

La dottoressa Gollini afferma “Sono davvero lusingata per l’assegnazione di questa targa premio alla carriera tenutasi a Treviso, una città che è da sempre molto attenta, sensibile e recettiva verso il mondo dell’arte e della cultura in generale. Ringrazio le istituzioni cittadine per il graditissimo gesto simbolico nei miei riguardi”.

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L’artista brasiliana Helena Manzan presenta a Venezia Archetyp’Art_Natura astrocita in occasione delle mostre “Spoleto incontra Venezia”

Evento imperdibile la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” con la partecipazione di illustri personalità come Eugenio Carmi e José Dalì, le meravigliose opere di Dario Fo, e una mostra fotografica su Pier Paolo Pasolini. Tutto ciò sotto l’autorevole curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager  produttore Salvo Nugnes. Il contesto espositivo designato per le opere di Helena Manzan è l’antico Palazzo Rota Ivancich, nei pressi di Piazza San Marco. L’esposizione resterà in loco dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014.

Helena Manzan è nata in Brasile da padre veneto e madre brasiliana. Laureata in accademia d’arte presso l’Università Federale di Uberlandia, (MG) Brasile, con specializzazione in programmazione visuale.

Il primo quadro a olio lo ha dipinto a 11 anni, mentre a 17 aveva già ottenuto il suo primo riconoscimento. Negli anni ottanta si è messa in viaggio per incontrare i grandi maestri dell’arte in Argentina, Uruguai, Paraguai e a San Paolo. Dalla fine degli anni ‘90 comincia ad esporre in America ed Europa. Dal 2002 si trasferisce definitivamente in Italia dove vive e lavora.

Helena Manzan ha tenuto numerose mostre in Brasile e in Italia, a New York, Londra, Lisbona e Novosibirsk. L’opera in mostra a “Spoleto incontra Venezia” è intitolata “Archetyp’Art_Natura astrocita”, una stampa digitale del 2013.

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L’imprenditore Vittorio Gucci di 26MotiviPerFareArte riceve una targa premio di riconoscimento alla carriera

L’imprenditore Vittorio Gucci, conosciuto come poliedrico personaggio e showman televisivo, nonché come cantante, compositore e musicista di acclarata fama, ha ricevuto un’importante targa premio di riconoscimento istituzionale alla carriera da parte del Comune e della prefettura di Treviso, in data Venerdì 10 Ottobre 2014, in occasione del concerto dell’orchestra “I Solisti Veneti” diretta dal Maestro Claudio Scimone. L’esclusiva serata di gala, che ha celebrato i 150 anni della Croce Rossa Italiana, si è svolta nel prestigioso Auditorium Fondazione Cassamarca, a Treviso.

 

Attualmente Gucci, riconosciuto “per il grande impegno a favore dell’imprenditoria giovanile“, si sta dedicando al lancio dell’interessante progetto da lui ideato e denominato “26MotiviPerFareArte” un concorso nazionale riservato ad artisti dai 18 ai 26 anni, che potranno partecipare a titolo gratuito ad un’accurata selezione fatta da un’autorevole giuria di qualità presieduta dal critico Vittorio Sgarbi e composta da nomi di grande spicco del panorama odierno: Giorgio Forattini, Cristiano De André, Alessandro Meluzzi, Jo Squillo, Antonio Vandoni, Stefano Bidini. I 26 vincitori vedranno la loro opera d’arte realizzata ad hoc su capi d’abbigliamento, occhiali da sole e tanti altri oggetti di svariato e molteplice utilizzo. In particolare, uno dei vincitori verrà designato tra i detenuti del carcere di bollate e uno invece sarà scelto tra i membri della comunità Exodus di Don Antonio Mazzi, che riceverà anche una cospicua cifra in dono a titolo di solidarietà benefica.

 

Sono già partiti una serie di spot televisivi in onda sulle reti ammiraglie Mediaset, che promuovono la lodevole iniziativa del concorso, sul quale è possibile attingere informazioni utili per l’iscrizione visionando il sito www.26motiviperfarearte.com. Inoltre, in data Domenica 26 Ottobre 2014 dalle ore 20.30 Gucci ha organizzato una piacevole serata di festa a tema arte e musica, presso il famoso locale milanese “Gattopardo Caffè” alla quale è possibile accedere in modo gratuito, ricevendo in omaggio simpatici gadget loghizzati con il brand di 26MotiviPerfareArte.

 

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Il siciliano Nicolò Morales approda a Venezia e presenta “Ricostruzione” alla mostra “Spoleto incontra Venezia”

Alle prestigiose mostre di “Spoleto incontra Venezia” è possibile ammirare le magnifiche opere di ceramica dell’artista Nicolò Morales. La mostra, curata dal Prof. Vittorio Sgarbi, con la direzione del manager Salvo Nugnes, è visitabile a Palazzo Rota Ivancich, nei pressi di Piazza San Marco, dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014. In esposizione i noti nomi di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì, e PierPaolo Pasolini in una retrospettiva fotografica di Roberto Villa.

Nicolò Morales si definisce  un “curioso” sperimentatore delle arti visive, depositario della millenaria tradizione ceramica di Caltagirone. Egli vanta un’esperienza trentennale iniziata da giovanissimo. Ogni sua singola opera è espressione di lavoro manuale ed intellettuale, di sentimento e di emozioni. La collezione di Nicolò Morales rievoca oggetti antichi nelle forme e nei decori, nonché nelle tecniche di lavorazione e nel reperimento delle materie prime.

Nel suo opificio si possono apprezzare le protomaioliche in decorazioni federiciane della Corte di Svevia risalenti al XIII secolo, e i vasi antropomorfi, testimonianza della sconfitta dei Saraceni ad opera della Lega Santa nella Battaglia di Lepanto del 1571. Morales è abilissimo nell’unire l’arte plastica a quella decorativa: ne sono un chiaro esempio le produzioni barocche di lavabi da sacrestia e i vasi trionfali del XVII- XVIII secolo.

Le sue opere però, pur essendo legate alla tradizione mediterranea, sono originali e di straordinaria attualità. Nell’operato di Morales vi è la ricreazione di vasi in smalto turchino, di lumi, lucerne antropomorfe, piatti, e moltissime altre opere che completano e rendono unica nel suo genere la sua collezione. Negli ultimi anni Nicolò Morales ha ideato e creato una linea contemporanea sperimentale, espressione del suo estro, che ha attirato l’attenzione di insigni architetti, critici, e artisti con i quali ha collaborato e collabora a livello nazionale e internazionale.

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“Spoleto incontra Venezia”: Leonardo Frigo propone le sue originali creazioni tra arte e musica

Appuntamento altisonante con la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” a cura del critico Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. L’evento di portata internazionale si svolge nella meravigliosa Venezia dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, tra le possenti mura di due antichissimi edifici aristocratici, Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich. Tra i nomi di prestigio presenti in esposizione Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì e altri esponenti autorevoli del panorama attuale. L’artista Leonardo Frigo rientra nell’esclusivo novero degli artisti partecipanti all’iniziativa con la sua arte ispirata dall’amore e dalla passione per la musica e gli strumenti musicali.

Commentandone lo spiccato estro creativo è stato scritto “Nelle sue creazioni Frigo recupera il contesto musicale mediante l’utilizzo di veri e propri strumenti adattati come superficie pittorica, liberando l’arte dalle forme figurative più convenzionali e trovando nell’espressione artistica un completamento a quella musicale e viceversa, in un’armoniosa e vibrante commistione. Le opere nella loro raffinata finezza compositiva appaiono semplici, pulite, lineari, essenziali e aprono una finestra sul suo mondo interiore, catturando il suo essere e la sua essenza d’inguaribile e fantasioso sognatore. Gli strumenti trasformati in visioni scultoree fondono arte e musica con mirabile spirito d’inventiva, per trasportare il fruitore in una realtà parallela diversa da quella puramente estetica e materiale, fatta di slanci emotivi, visionarietà astratta e raffigurazione simbolica di una dimensione spirituale e introspettiva“.

L’osservatore viene trasportato a un approccio graduale e approfondito dell’oggetto musicale, trasformato dall’abile disegno stilizzato eseguito da Frigo, per assaporarne e capirne lentamente la coinvolgente magia sinergica delle sonorità, che conserva in essa messaggi salienti, racchiusi nell’affascinante linguaggio “dell’involucro sonoro dipinto”. Accostando questi due mondi così simili e affini si libera dall’elemento naturalistico e imitativo e si svincola da riferimenti strettamente concettuali. È portavoce di un processo comunicativo e conoscitivo chiamato sinestesia, dove l’espressione artistica diventa suono, offrendo la possibilità di percepire l’opera attraverso più sensi, da quello visivo a quello uditivo, dal tattile all’olfattivo, in una chiave di lettura, che si rinnova e si evolve ad altissimi livelli interpretativi.

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“Spoleto incontra Venezia”: l’interessante ricerca pittorica informale di Giuseppe Oliva in esposizione

Il pittore Giuseppe Oliva, già presente con successo a “Spoleto Arte” è presente nel novero degli artisti selezionati per le grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” allestite nella spettacolare cornice della città lagunare con la curatela del critico Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014. Il famoso Palazzo Rota-Ivancich, situato a pochi passi da Piazza San Marco, accoglie una collettiva di altissima portata, con l’esposizione di opere appartenenti a personaggi altisonanti, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e un’inedita carrellata fotografica in omaggio a Pier Paolo Pasolini. 

Il percorso di Oliva si inserisce nel recupero del viscerale legame d’unione con i contesti marini puri e incontaminati, luoghi incantevoli dalle ammalianti atmosfere, che ricordano la sua adorata terra d’origine, la Sicilia, rievocati con una vena di appassionato lirismo poetico. Attraverso i dipinti rielabora con la mente vivaci spunti di riflessione esistenziale, che appartengono al variegato cammino delle memoria trasferito sulle tele.

In ogni dettaglio minimale, in ogni minuzioso particolare trova elementi integranti, che diventano parte di un tutto unitario e omogeneo, nel quale la dimensione di macrocosmo si trasforma in microcosmo e viceversa. Si delinea una fusione perfetta tra la densa consistenza della materia e l’armoniosa mescolanza delle sfumature tonali, stese vigorosa abilità gestuale. Sgarbi lo ha definito “Artista denso e intenso nella pittura a spatola, che si muove sopra una gamma molto astratta, quasi come si può vedere nei quadri su Cassis”.

La sua è una pittura scultorea: utilizza spatolate materiche e sferzanti, stende con generosa abbondanza colori intensi, corpulenti, capaci di raffigurare i pezzi di mare, di dare voce alle brezze marine, di restituire profumi di erbe, di prati, di boschi, di paesaggi rigogliosi, immersi nel silenzioso fluttuare delle nuvole, spronando lo spettatore a entrare in una emozionante prospettiva fantastica, in un itinerario onirico tra sogno e realtà.

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Il simbolismo e le allegorie nelle opere di Alessio Serpetti a “Spoleto incontra Venezia”

Dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, sono in allestimento le prestigiose mostre “Spoleto incontra Venezia” curate da Vittorio Sgarbi e dirette dal manager Salvo Nugnes, presso lo storico Palazzo Rota-Ivancich, situato a pochi passi di Piazza San Marco, a Venezia. Nel novero degli artisti, tra grandi nomi come Dario Fo, José Dalì e Eugenio Carmi, troviamo anche Alessio Serpetti.

 

Serpetti nasce a Roma nel 1975 e fin dall’infanzia manifesta il suo amore per il disegno, tanto che a 9 anni è già allievo del Maestro Carlo Marcantonio, per quanto riguarda tecniche grafiche e pittoriche, dapprima presso l’Accademia Prenestina del Cimento, poi alla Scuola d’Arte “Casa Romana”. Curioso sapere che, solamente un anno dopo inizia ad esporre i suoi lavori, elaborando, nella prima metà degli Anni Novanta, una poetica figurativa del tutto personale, profondamente legata al vero, ma al tempo stesso carica di simbolismi, che conduce soprattutto sull’immagine femminile di cui riesce a rendere, attraverso una profonda capacità introspettiva, le varie espressioni emotive e gestuali proprie del nostro tempo.

 

Alessio Serpetti, ispirato soprattutto dalla poetica simbolista e surrealista, dalla gestualità delle figure preraffaellite, dall’uso caravaggesco della luce e dalle rappresentazioni della vanitas del Seicento olandese, orienta la sua ricerca verso un surrealismo scenografico notturno ed enigmatico, intriso di lirismo e ricco di allegorie di carattere onirico e teatrale.

 

Di lui dicono “Esegue le opere con tecnica impeccabile, degna di un pittore di antica tradizione, con meticolosa e doviziosa raffinatezza nel tratto, con la scrupolosa attenzione di chi vuole rappresentare con lucida esattezza e precisione anche il minimo dettaglio narrativo e dare enfasi formale alle spettacolari immagini visionarie. Nei dipinti riscopre iconografie medievali e rinascimentali, simboli archetipi e miti dimenticati, in una raffigurazione che appare come la riproduzione virtuale di un lungo viaggio notturno, di uno sprofondamento in un mondo sommerso e sotterraneo, dove sopravvivono le creature e le divinità, che popolano e animano la nostra sfera onirica e fantastica”.

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Intervista al noto pittore Giuseppe Oliva in occasione delle mostre di Spoleto incontra Venezia

Il pittore Giuseppe Oliva, già presente con successo a Spoleto Arte, partecipa alle grandi mostre di Spoleto incontra Venezia allestite a Palazzo Rota-Ivancich a pochi passi da Piazza San Marco, con la curatela del critico Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014. Di seguito l’intervista all’artista.

D: Come nasce l’occasione di partecipare a questo importante evento espositivo?

R: L’occasione nasce sicuramente dall’aver conosciuto l’azienda Promoter Arte ed in particolare Salvo Nugnes, che ha avuto e continua ad avere fiducia in me, attratto dai miei azzurri e geometrie cromatiche. Proprio grazie a lui ho esposto le mie opere già due volte a Padova e recentemente a Spoleto, per cui non posso che ringraziarlo pubblicamente.

D: È la prima volta che espone a Venezia?

R: Si è la prima volta e ne sono profondamente felice. È una grande occasione che mi emoziona tantissimo. Per un artista, eventi come quello di Venezia, rappresentano non solo un’opportunità, ma sicuramente una fonte di grande soddisfazione personale, quale riconoscimento per i risultati ottenuti.

D: Quali opere espone e quale orientamento tematico seguono?

R: Espongo 7 opere, e tutte e 7 hanno come protagonista il mare come fonte di inesauribili emozioni: Trasparenze, Calma: oltre i riflessi, Percezioni di un tramonto, Riflessi: magia di colori, Movimento di azzurri: un incontro, Emozioni di azzurro, Mare. geometrie cromatiche. In tutte, come del resto in tutta la mia produzione, è sempre presente la ricerca del particolare e cioè il tentativo di focalizzare una parte del tutto, non tanto per estraniarsi dal mondo e dalla realtà circostante, ma anzi per addentrarsi ed avvicinarsi alla realtà stessa in modo sempre più forte ed incisivo. Si tratta di scorci di mare, del mio mare di Sicilia, che rievocano ricordi e praticamente scorci e pezzi della mia vita, emozioni di un tramonto, di un riflesso o semplicemente del suo inconfondibile azzurro. Non un paesaggio, assente qualsiasi ipotesi di forma, ma un sovrapporsi di colori stesi in modo denso semplicemente con una spatola, che in diverse occasioni ho definito come il sismografo delle mie emozioni, e cioè l’appendice meccanica che riesce a trasferirle ed impressionarle sulla tela. Ultimamente mi sono dedicato ai riflessi, e cioè a dare vita ad una sorta di realtà distorta, non per evitarla, ma per capirla meglio. In questo modo credo di essere riuscito a riassumere ed incorniciare la capacità di andare oltre, di pensare fantasticando, rimanendo però attaccati alla realtà, al proprio presente, consapevoli che ogni geometria cromatica che la natura ci offre, altro non è che l’espressione poetica della nostra quotidianità, un modo per entrare sempre più prepotentemente dentro la realtà stessa e conoscerla sempre di più nei suoi meandri più reconditi: una trasfigurazione del reale che esalta la realtà.

D: Quando e come è avvenuto il suo approccio al mondo dell’arte?

R: E’ una passione che mi porto dietro da tantissimi anni. Ho cominciato a dipingere da ragazzino, ma la vera maturazione l’ho avuta alcuni anni fa, quando ho cercato di dare un senso filosofico al mio lavoro: la ricerca del particolare per catturare la realtà che ci circonda, e tentare di entrare nei suoi meandri più reconditi, scorci di mare, di cielo di nuvole, sempre con spatolate dense e materiche .

D: Un commento di riflessione in parallelo tra Spoleto e Venezia, come poli di eccellente portata, nella divulgazione dell’arte e della cultura con fama internazionale?

R: Quando si parla di Venezia e Spoleto, si parla in effetti di due poli culturali di eccellenza che non hanno, a mio avviso, paragoni al mondo, e sono luoghi in cui si respira l’arte in tutte le sue manifestazioni. Come dicevo, sono reduce da Spoleto e devo dire che è stata veramente un bellissima esperienza. In ogni angolo una mostra, un concerto, il tutto all’interno di un palcoscenico naturale, che è già di suo una “grande opera d’arte”. A Venezia è ancora più bello perché oltre all’arte e alla sua storia, ci si trova dinanzi alla poesia della natura, che renderà ancora più emozionante l’evento. L’incontro di queste due realtà credo che sia un evento importantissimo innanzitutto da un punto di vista culturale, ma anche e soprattutto quale giusto e meritato riconoscimento ad entrambe le realtà per il loro ruolo svolto in tutti questi anni in campo artistico e culturale.

D: È compiaciuto di esporre accanto a illustri nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi di spicco del panorama contemporaneo?

R: Sicuramente sono onorato, ma soprattutto emozionato di esporre accanto a grossi ed affermati artisti, del calibro di Fo, Carmi e Dalì, ma consapevole dell’importanza dell’evento nel suo complesso, come palcoscenico per mostrare al mondo intero con rispettosa modestia il tuo lavoro, i risultati che hai raggiunto, la tua concezione del colore; ed è sicuramente molto ma molto più stimolante, sapendo che nella sala accanto alla tua sono esposte le opere di grandissimi artisti. La loro presenza è sicuramente, fonte di emozione e di grande soddisfazione ma anche e soprattutto uno sprone per affrontare il futuro e cercare di raggiungere i loro traguardi.

D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale?

R: L’arte è sicuramente la capacità di far emergere le proprie emozioni e riuscire in qualche modo a trasferirle agli altri. Quando lo sguardo di chi si trova dinanzi ad una tela si trasforma necessariamente in osservazione, in quello cioè che viene definito giudizio critico, e percepisce appieno il messaggio dell’artista, quello è sicuramente il momento in cui le emozioni dell’autore, i suoi ricordi e tutto ciò che li accompagna emergono prepotentemente dando vita a delle sensazioni che si sviluppano e continuano a percepirsi in modo autonomo. Questo è il sogno di ogni artista: emozionare. Per cui a mio avviso, in senso molto generale è arte tutto ciò che riesce ad emozionare, a far capire ciò che ha spinto l’autore a realizzare una determinata opera, il suo pensiero ed il suo stato d’animo quando si è approcciato a realizzarla.

D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti, che apprezza in modo particolare?

R: La corrente che ho apprezzato e continuo ad apprezzare è di certo l’Impressionismo, che mi ha in qualche modo formato da un punto di vista artistico. Da questi pittori ho imparato a capire l’importanza del colore e la sua carica espressiva sia nel tocco che nella presenza della materia, che rappresenta quasi una sorta di appendice, di contatto che l’artista vuole creare e mantenere con chi osserva una tela ed è ciò che ho cercato e sto cercando di fare: dense ed intense spatolate per dare vita e corpo ad una emozione. Negli ultimi anni ho avuto modo di approfondire anche quella che viene definita “arte concettuale”, ben lontana dai miei lavori, ma da cui ho tratto comunque un insegnamento, e cioè che è sicuramente bello ed affascinate esprimere un idea, una propria concezione filosofica attraverso i colori e l’intensità della materia. Nessuna forma, ma semplicemente l’uso più o meno intenso di alcuni colori per esprimere delle emozioni e dei concetti.

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L’arte figurativa e il manierismo di Aldo Falchi a “Spoleto incontra Venezia”

Nel contesto della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si svolge con acclarato apprezzamento all’interno di due rinomate strutture veneziane, il Palazzo Falier e il Palazzo Rota-Ivancich, dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, è possibile ammirare opere di artisti illustri tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì con la curatela del critico Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes.

Nel novero esclusivo dei partecipanti si inserisce l’affermato scultore Aldo Falchi, orientato verso l’arte figurativa per una predisposizione innata e per l’esempio del padre pittore Paride scomparso nel 1995 e anch’egli nella cerchia dei selezionati per il prestigioso evento, in ricordo commemorativo al suo prezioso operato artistico.

 

Nel 1993 il Professor Arnaldo Maravelli ha scritto di lui “Ma l’avventura artistica di Aldo Falchi ormai ininventariabile per la generosa prodigalità, con cui ha profuso nello spazio e nel tempo, annovera ancora opere su opere di squisita fattura e di commossa e commovente forza evocativa, espressione eccelsa delle genialità artistica mantovana e universale, che per essere appartata dalle mode e dalle effimere voghe di un tempo malato di distrazione e di frettolosa superficialità, non ancora compresa e valorizzata nella sua poderosa importanza qualitativa e quantitativa”.

 

Il Professor Benvenuto Guerra dichiarò nel 1988 “Considerando la vasta e complessa produzione di Aldo Falchi si rimane vivamente impressionati dal mai sopito spirito di ricerca e dall’alta e costante qualità delle opere da lui realizzate come disegnatore e come scultore”.

 

Nel parlare del suo talento stilistico Renzo Margonari disse nel 1983 “Certo Aldo Falchi non ha nulla a che spartire con le ricchezza dell’avanguardia: è invece un moderno manierista. Lo determina in questo rifiuto una troppa viva passione per la finezza e la bella fattura. Tra l’avventura e la qualità estetiche egli ha decisamente scelto la qualità”.

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Parte su Mediaset la grande campagna di spot del concorso #26motiviperfarearte ideato da Vittorio Gucci con Vittorio Sgarbi, Cristiano De André, Giorgio Forattini e Alessandro Meluzzi

E’ iniziata la corposa campagna promozionale di spot sulle reti ammiraglie Mediaset dedicata allo speciale concorso “#26MotiviPerFareArte” ideato dal carismatico cantante, compositore e showman televisivo Vittorio Gucci, che sta già riscuotendo ampio interesse di gradimento e ottimi consensi da parte dell’opinione pubblica e degli addetti di settore.

 

Il concorso vede al suo interno una giuria di qualità ad altissimo livello: Vittorio Sgarbi designato come Presidente, Giorgio Forattini, Alessandro Meluzzi, Cristiano De André, Jo Squillo, Antonio Vandoni (direttore di Radio Italia), Stefano Bidini (rinomato fotografo di moda), che dovranno eleggere i 26 artisti vincitori. In particolare, uno verrà scelto tra i detenuti del carcere milanese di Bollate, mentre un altro verrà selezionato tra i membri della comunità Exodus di Don Antonio Mazzi, a cui andrà anche una consistente percentuale d’introito a scopo benefico. Gli altri 24 verranno invece individuati tramite una selezione tra ragazzi di età compresa tra i 18 e i 26 anni, provenienti da scuole d’arte e design, licei artistici di tutta Italia, oppure non iscritti a nessun istituto, ma che abbiano velleità artistiche e siano in possesso dei requisiti di partecipazione.

 

In data Domenica 26 Ottobre 2014 dalle ore 20.30 si svolgerà una serata di festa ad intrattenimento a tema su arte e musica, ad ingresso libero, presso il rinomato locale milanese “Gattopardo Caffè” durante la quale verrà presentato il concorso e sarà possibile ricevere tutte le informazioni utili e dettagliate per iscriversi anche direttamente in loco, in modo assolutamente libero e gratuito. Inoltre, per i partecipanti all’evento sono riservati dei simpatici omaggi, felpe, t-shirt e altri oggetti di gadget tutti con marchio a logo personalizzato di #26MotiviPerFareArte. Per ulteriori informazioni è possibile visionare il sito: www.26motiviperfarearte.com.

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“Spoleto incontra Venezia” presenta Damisela Pastors Lugo

Tra gli artisti in mostra a “Spoleto incontra Venezia” è presente anche la pittrice Damisela Pastors Lugo con le sue opere visibili a Palazzo Rota-Ivancich, storico edificio nobiliare nei pressi di Piazza San Marco. La prestigiosa mostra con la curatela del Prof. Vittorio Sgarbi e la direzione del manager Salvo Nugnes, si terrà in loco fino al 24 Ottobre 2014.

 

Damisela Pastors Lugo è una pittrice di origine cubana che inizia a dipingere in giovane età manifestando sin da subito una vena eclettica che la porta ad esprimersi nelle più svariate tecniche tra cui il disegno, l’acquerello, l’olio e l’acrilico. La raffinatezza e la precisione della tecnica unita ad uno stile estroverso e ricco di fantasia, fanno di Damisela un’artista unica e di spiccata personalità nell’ambito delle arti figurative contemporanee. La pittrice ama da sempre definirsi “innamorata delle mucche” ed il profondo affetto, che da sempre prova nei confronti di questo importante e materno mammifero, l’ha condotta a realizzare le opere della collezione “Vaquitas Pintadas”.

 

La ricerca tenace ed ostinata di rappresentare uno stesso soggetto dai più svariati punti di vista e nelle più inimmaginabili sfaccettature, colloca quest’originalissima pittrice al di fuori degli schemi tradizionali, ed il suo stile si rivela, già al primo sguardo, unico e inimitabile. Le mucche sono più o meno visibili o mimetizzate sulla tela con tecniche miste e spesso inusuali, come per esempio l’opera “Vaquita moneda” nella quale il soggetto è delineato da un collage di monete su tela.

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Il rinomato Massimo Mariano alle grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia”

È un appuntamento culturale imperdibile quello della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” con l’autorevole curatela di Vittorio Sgarbi, in corso dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 nello splendido scenario veneziano, all’interno dello splendido Palazzo Falier, residenza nobiliare risalente al XV secolo, sul Canal Grande. Tra le personalità in esposizione vi sarà anche l’artista Massimo Mariano.

Mariano è un pittore di Montecassiano, splendido borgo medievale in provincia di Macerata, dove vive e lavora tuttora, alternando numerosi viaggi all’estero. Da sempre viaggiatore e cittadino del  mondo, è proprio durante uno dei suoi soggiorni a Parigi che inizia a eseguire i primi schizzi, dedicati alla popstar Madonna. Le sue prime opere sono alimentate dal forte bisogno di dare sfogo espressivo alla sua inquietudine interiore, realizzate senza alcuna specifica formazione tecnica, salvo ciò che aveva imparato dagli studi adolescenziali presso la Scuola d’Arte, presto abbandonati. Quando Massimo Mariano torna a Montecassiano ha modo di dedicarsi all’arte come mai aveva potuto fare prima, alla pittura innanzitutto, ma anche alla scultura, alla poesia e alla musica, secondo una concezione totale dell’espressione che non pone limiti alla sua prorompente voglia di comunicare.

L’arte rimane comunque un rifugio intimo, fino a quando, durante una visita notturna di Vittorio Sgarbi a Montecassiano, Mariano si presenta al Professore convincendolo a seguirlo nel suo studio. Sgarbi rimane impressionato dall’istintività e dall’originalità creativa di Mariano, da lui subito definito un “nuovo Ligabue”.

Il parallelo con il più celebre artista emiliano, è la propizia formula critica che accompagna i primi successi di rilievo conseguiti da Mariano. La sua pittura, con una matrice espressionista d’impronta brut, abbina la virulenza di una componente cromatica pastosa, dai contrasti marcati, a un’estrema varietà di soluzioni compositive, che dall’iniziale primitivismo popolare si muove progressivamente verso orizzonti figurativi sempre più sofisticati.

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Il disegno tridimensionale di Tina Marzo a “Spoleto incontra Venezia”

A “SPOLETO INCONTRA VENEZIA” ESPONE L’ARTISTA TINA MARZO

 

Nel novero degli artisti partecipanti all’esposizione “Spoleto incontra Venezia” troviamo la pittrice Tina Marzo, nota per i suoi meravigliosi ritratti. La grande mostra è in allestimento a Palazzo Rota-Ivancich, nei pressi di Piazza San Marco, a Venezia, dal 28 Settembre al 24 ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes.

 

Tina Marzo ha da sempre avuto una grande passione per il disegno realistico e tridimensionale.  La pittrice è nata a Specchia Gallone, un piccolo paesino nel Salento, in provincia di Lecce. La sua arte varia dal ritratto con grafite naturale a disegni eseguiti con matite colorate, ed è cresciuta in lei anche la passione per il “disegno anamorfico tridimensionale”.

 

L’artista realizza una serie di disegni deformati a mano libera ottenendo una straordinaria illusione ottica che inganna la mente con personaggi che fuoriescono dal foglio di carta, entrando così in relazione con lo spazio reale circostante. Si tratta perciò di ritratti in tre dimensioni che cercano spazio al di fuori del supporto, dando al fruitore che li osserva l’illusione della realtà.

 

Di lei dicono “La scelta dei soggetti selezionati da immortalare, spazia anche tra le icone celebri della nostra epoca, personaggi ed esponenti famosi e protagonisti della scena pubblica, abituati a mostrarsi e nel contempo a nascondersi, modulando e deformando di volta in volta i tratti della propria personalità, così come accade nelle opere proposte dalla Marzo, che a stento vengono trattenute e delimitate dalla cornice di contorno, protendendosi ben oltre alla superficie pittorica.

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Il cantante Luca Maris ospite all’inaugurazione delle mostre di Spoleto incontra Venezia a cura di Vittorio Sgarbi

Il noto cantante napoletano Luca Maris era presente al vernissage della prestigiosa mostra “Spoleto incontra Venezia”, tenutosi tra le mura di Palazzo Falier, storica dimora nobiliare sul Canal Grande veneziano e presso il secolare Palazzo Rota-Ivancich, situato a pochi passi da Piazza San Marco. L’evento ha avuto luogo Sabato 27 Settembre 2014, in un magnifico scenario con numerosi artisti e personaggi dello spettacolo. La mostra “Spoleto incontra Venezia” è curata dal Professor Vittorio Sgarbi, con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. Tra gli artisti in esposizione i nomi illustri di Dario Fo, Eugenio Carmi e José Dalì. 

Luca Maris, cantante, autore, compositore, arrangiatore, è un artista autentico, con una forte appartenenza alla cultura italiana. Maris lancia un messaggio di amore con un linguaggio universale che appartiene a tutti, dal bambino al giovane all’adulto all’anziano come un dono ed una missione educativa. Legato alle sue origini napoletane ma con radici ben salde nella cultura musicale italiana, porta in tutte le sue opere l’impronta della propria identità.

Il suo primo album, “Quante storie…”, è stato subito ben accolto dal mercato italiano e internazionale ed è stato inserito nelle playlist di vari network nazionali, compresa Rai Isoradio, mentre il secondo lavoro “Fuori e dentro noi” è stato realizzato a scopo di beneficenza a favore della ONLUS “Un cuore per tutti…tutti per un cuore!” per contribuire all’aiuto dei bambini cardiopatici nel mondo. Quest’anno ha ricevuto il premio A.F.I. (Associazione Fonografici Italiani) e il premio R.E.A. (Radiotelevisioni Europee Associate) per il suo ruolo nella divulgazione della cultura musicale napoletana e italiana nel mondo.

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Napoli 1860: Garibaldi si affaccia dal balcone dello storico Palazzo Doria D’Angri proclamando “Italia Unita”, qui di seguito la storia in breve

È senza dubbio una delle location secolari più caratteristiche e pittoresche di Napoli il sontuoso Palazzo Doria D’Angri, nel quale, la storia racconta, Giuseppe Garibaldi proclamò “Italia Unita” affacciandosi dal balcone centrale. Correva l’anno 1860, precisamente il 7 Settembre, una data rimasta memorabile. La consacrazione celebrativa di quel giorno tanto speciale, in cui il mitico eroe nazionale annunciò alla folla esultante l’annessione del Regno delle Due Sicilie al nascente Stato Italiano, si è conservata tramite il ricordo tangibile e visibile del nome della piazza sulla quale si trova l’ingresso principale dell’edificio e con l’epigrafe in dedica posta sulla facciata, che da su Via Toledo.

 

L’interessante narrazione storica riferita a Palazzo Doria D’Angri, che sorge in Piazza Sette Settembre, nel cuore della suggestiva città partenopea, inizia nel 1755 quando Marcantonio Doria, per costruire il palazzo di famiglia, decise di acquistare in zona delle strutture preesistenti. Per alcuni ritardi burocratici, il Doria non vide mai l’inizio, tanto meno il compimento del suo altisonante progetto, poiché morì nel 1760. Così fu il figlio, Giovanni Carlo, a portare avanti il progetto paterno, affidando l’opera al rinomato architetto Luigi Vanvitelli, che ultimò i lavori nel 1769.

 

Soffitti magistralmente affrescati, un’infilata coreografica di saloni e scaloni monumentali, un’atmosfera quasi magica e fiabesca d’immediato effetto ancora oggi ne contraddistinguono il fascino unico e inimitabile, rimasto inalterato nel tempo.

 

La signora Gennara Miano, attuale proprietaria della magnifica dimora aristocratica spiega “Questo palazzo costituisce un bene di valore inestimabile nel patrimonio storico e culturale del paese. In futuro, vorrei venisse valorizzato al meglio come museo istituzionale oppure come albergo di prestigio, poiché i 110mq di superficie includono nove camere da letto con bagni annessi, oltre a grandi saloni affrescati. Inoltre, potrebbe essere positivamente valorizzato organizzando al suo interno mostre d’arte, convegni, congressi, manifestazioni e utilizzandolo anche come sede di un’università prestigiosa, biblioteca di libri pregiati e testi antichi, ambasciata importante”.

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