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Patrizio Surace ha portato in Borsa la sua PMS

Patrizio Surace, da dieci al timone della sua Pms. Ora è da un anno la prima azienda del settore della comunicazione ad essersi quotata in Borsa . Con un consiglio d’amministrazione al femminile.



Pms
, gruppo di comunicazione corporate e finanziaria, che ha debuttato nella seconda metà di marzo dello scorso anno al listino AIM di Borsa italiana, diventando così la prima matricola dell’anno e la prima azienda del settore ad essere trattata su un listino ufficiale.

Pms è l’acronimo e la creatura di Patrizio Surace, classe 1957, con oltre 30 anni trascorsi nel campo della comunicazione economico-finanziaria di impresa.
Entrato appena 21enne alla sala stampa di Palazzo Chigi, a soli 30 anni viene catapultato al vertice della comunicazione del gruppo siderurgico di Stato Ilva, la più grande operazione di ristrutturazione degli anni ’80 targata Iri. 3 anni dopo è al fianco di Carlo de Benedetti come direttore della comunicazione worldwide di Olivetti e, dopo un breve passaggio in Camera di commercio a Milano con Piero Bassetti, nel 1996 diventa assistente per la comunicazione dell’allora amministratore delegato di Telecom Italia Francesco Chirichigno. E lì inizia a pensare di mettersi in proprio, cosa che gli riesce nel Maggio del ’99, con un carnet di aziende come Fiamm, Mercedes-Benz e Snia.

“Nel 2000 Pms aveva già 27 clienti, fatturava poco meno di un milione di euro e contribuì a superare una sorta di monopolio nel settore delle pierre” ricorda adesso Patrizio Surace, che in 10 anni ha creato un gruppo da poco più di 8 milioni di euro di ricavi, con 80 risorse in 4 sedi e che ha alle spalle 80 operazioni di finanza straordinaria per oltre 63 miliardi di euro.

(Fonte: Economy 17-03-2010 di Mikol Belluzzi)

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Flavio Cattaneo: convegno Mce, un «tagliando» sulle Fonti Rinnovabili di Energia

Convegno Mce su traffico, mobilità ed energia promosso dall’Assolombarda con la Camera di commercio. Terna partecipa per affrontare l’importante tema dell’energia; L’energia è un fattore di competitività. È un driver della crescita. Quindi il segmento dell’energia ha bisogno di reti indipendenti, dello sviluppo delle infrastrutture, di costi ragionevoli. E le fonti rinnovabili di energia sono importantissime ed è giusto incentivarle finché gli aiuti non creano distorsioni, come si rischia che accada adesso, mentre va rafforzata la frontiera dell’efficienza energetica, sulla quale il governo ha una politica ondivaga.

MILANO
L’energia è un fattore di competitività. È un driver della crescita. Quindi il segmento dell’energia ha bisogno di reti indipendenti, dello sviluppo delle infrastrutture, di costi ragionevoli. E le fonti rinnovabili di energia sono importantissime ed è giusto incentivarle finché gli aiuti non creano distorsioni, come si rischia che accada adesso, mentre va rafforzata la frontiera dell’efficienza energetica, sulla quale il governo ha una politica ondivaga. Questi sono stati alcuni dei temi trattati ieri a Milano durante il convegno Mce su traffico, mobilità ed energia promosso dall’Assolombarda con la Camera di commercio.

Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, sottolinea il concetto che per una liberalizzazione effettiva è necessaria l’indipendenza delle reti. Se ciò è avvenuto nell’elettricità (l’Enel ha ceduto l’alta tensione ed è nata Terna) nel mercato del metano c’è moltissima prudenza. Il presidente uscente dell’Autorità dell’energia, Alessandro Ortis, da tempo forza sulla separazione totale della Snam rete gas dalla controllante Eni, e Marcegaglia si avvicina a questa posizione netta che spiace invece alla compagnia di San Donato Milanese e al ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, i quali propongono una soluzione mediata di “separazione funzionale”. Il problema però – dice Marcegaglia – è che il tema delle reti non va affrontato in chiave nazionale: «Serve una soluzione simmetrica di ambito europeo».

Per l’efficienza energetica, la Confindustria chiede di rintrodurre, gli aiuti. «Possono aggiungere uno 0,4% al Pil creando 800mila posti di lavoro». Il costo per lo stato sarebbe sui 1,5 miliardi, stima Marcegaglia, ma i benefìci dati dai risparmi superano i 3 miliardi. Più delicato il tema degli aiuti alle fonti rinnovabili di energia. Un ruolo insostituibile, «siamo diventati secondi in Europa», ricorda la presidente della Confindustria, e «il paese deve investire in fonti rinnovabili, ma con una graduale riduzione degli incentivi, tra più alti in Europa».

Tema caldissimo, quello degli incentivi e dei vincoli alla realizzazione delle reti. Ne hanno accennato al convegno Roberto Potì (Edison) e Fulvio Conti (amministratore delegato dell’Enel), ma anche Emilio Cremona (presidente del Gse), Stefano Conti (Terna) e l’ecologista Ermete Realacci (presidente della fondazione Symbola). Le smagliature normative hanno consentito distorsioni di mercato sulle infrastrutture elettriche e, per accaparrarsi gli incentivi importanti alle fonti rinnovabili di energia, si rischia di generare quella “bolla” che ha portato a domande di allacciamento alla rete elettrica per centrali “verdi” pari a 200mila megawatt (131mila i megawatt delle domande di allacciamento censite da Terna sull’alta tensione). Tutti sono d’accordo (anche il ministro Romani, che da Roma dice che i sussidi non devono pesare sulle tasche dei cittadini) nel mitigare queste distorsioni e nel mettere un freno agli “ecofurbi” che guadagnano incassando gli incentivi pagati dagli italiani attraverso le bollette della corrente.

Il Sole 24 Ore – 9 febbraio 2011 di JACOPO GILIBERTO

Fonte (Il Sole 24 Ore)

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Flavio Cattaneo: Piazza Affari distribuirà quasi 17 miliardi agli azionisti

La primavera dei dividendi si annuncia generosa: Piazza Affari distribuirà quasi 17 miliardi agli azionisti grandi e piccoli. Le utilities, con l’8 e mezzo per cento di A2A in testa, sono quelle con il rendimento più generoso sui prezzi attuali. In media, comunque, i 40 titoli più capitalizzati del nostro listino offrono un 3,2% e quindi sono ancora in gara con i Btp quinquennali, che danno poco di più. Anche se i prezzi sono risaliti (+15% da gennaio, -13% il bilancio 2010), i titoli ad alto dividendo restano una partita da valutare. Con tutti i pro e i contro da mettere sul tavolo.

Un bel gruzzolo del valore di 16,7 miliardi di euro sta per scivolare nelle tasche delle centinaia di migliaia di azionisti che hanno puntato su Piazza Affari. E che incuranti delle osculazioni del listino milanese — sceso nel 2010 del 13% e risalito nelle prime settimane del 2011 di circa il 15% — hanno deciso di investire sulle società ad alto dividendo.
Perché titoli come A2A (rendimento per dividendi al1`8,4%), Terna, amministratore delegato Flavio Cattaneo e Eliei (6,3%), Snam Retegas (6%), Eni (5,4%) offrono «cedole», largamente superiori al 4,81% di un Bip a 10 anni e addirittura al 5,46% di un Btp trentennale. Se tutte le blue chip dell’indice Ftse/Mib fossero un’unica grande società la supercedola annuale pagata agli azionisti, rapportata alla capitalizzazione aggregata, raggiungerebbe un rendimento del 3,2%, pochi decimali in meno rispetto al 3,40% di un Btp a 5 anni.

Monte
Investire in azioni ad alto dividendo, dunque, conviene perché spesso sono proprio i dividendi, reinvestiti e capitalizzati, che fanno la differenza nelle performance di borsa sul lungo periodo. Il monte dividendi pagato negli anni arriva talvolta ad incidere sulla performance finale (total return) molto più delle vistose e repentine variazioni dei corsi azionari, con i loro ricorrenti e imprevedibili capital gain (guadagni m conto capitale) o capital loss (perdite in conto capitale).

L`elaborazione condotta da CorrierEconomia sulle grandi capitalizzazioni dell`indice Ptse/Mib e sulle piccole e medie taglie di Piazza Affari riesce dunque ad anticipare che la campagna dividendi del 2011 sarà generosa .Il monte dei dividendi che verranno distribuiti salirà, appunto, dai 16,02 miliardi del 2010 ai 16,70 del 2011. Il rendimento medio (dividend yield) scenderà invece leggermente dal 3,4% del 2010 al 3,2% di quest`anno per l`effetto — virtuoso dell’aumento delle quotazioni di Borsa, che stanno al denominatore del rapporto.Naturalmente il criterio di scelta basato sulle cedole deve essere considerato in modo critico. I dividendi, per essere un buon criterio di selezione dei valori azionari, devono essere stabili, ripetibili, possibilmente crescenti negli anni. (…)

Confronti
Il confronto fra il rendimento delle azioni ad alto dividendo e quello delle obbligazioni, non dice tutto sulla convenienza dell’investimento in titoli ad alta cedola. Vediamo perché. Se c`è l`inflazione, alla scadenza del termine di un prestito obbligazionario, il capitale rimborsato sarà svalutato di un ammontare pari al valore dell`aumento del costo della vita nel periodo. Un titolo

azionario, invece, fa riferimento a cespiti reali, che si rivalutano in Borsa di pari passo con l`inflazione. Detto in altri termini le cedole dei dividendi azionari sono «reali» e risentono molto meno del tasso di inflazione, perché il capitale sottostante (l`azione corrispondente) si rivaluta nel tempo. Non così, invece, avviene per il capitale «svalutato» che viene rimborsato da un’obbligazione ordinaria a tasso fisso al momento della scadenza.
(…)

CorriereEconomia 21 febbraio 2011 di DI MARCO SABELLA E ADRIANO BARRI`

Fonte (Corriere.it)

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Flavio Cattaneo: Terna ha confermato la politica dei dividendi per i prossimi esercizi

Confermata la politica dei dividendi con una crescita annua del 4%. Il 2010 batte le attese con un ebitda oltre 1,17 mld e ricavi a 1,58 miliardi. Positivi gli analisti. Titolo poco mosso

Il nuovo piano industriale di Terna è molto più aggressivo delle stime degli analisti. Ieri l’amministratore delegato Flavio Cattaneo e il presidente, Luigi Roth, hanno illustrato le strategie per il prossimo quinquennio.



Il business plan
prevede un’accelerazione degli investimenti da 4,3 a 5 miliardi di euro per le attività regolate. Inoltre, sarà triplicato l’impegno di investimento per le attività non tradizionali, per le quali è stato stanziato fino a 1 miliardo.

Terna prevede che dal 2011 al 2015 la crescita media annua dei ricavi regolati sarà di circa il 6%, grazie all’aumento degli investimenti. L’aumento dei ricavi e il controllo dei costi consentirà di migliorare la redditività dall’attuale 74% al 78% alla fine del periodo di piano.

Al contrario, l’assorbimento di cassa generato dal piano di investimenti e dalla politica dei dividendi porterà ad un aumento del debito netto di 2,6 miliardi di euro alla fine del 2015, comunque inferiore a quanto previsto nel precedente piano industriale.
Tuttavia, questa strategia non ha impedito a Terna di confermare la politica dei dividendi, che prevede una crescita annua della cedola del 4%, assumendo il 2008 come anno di riferimento. Inoltre, come già accaduto con la cessione di Terna Participações, una parte delle plusvalenze registrate con la vendita delle attività non tradizionali potrà integrare i dividendi.

Nel corso della presentazione dei risultati il management ha escluso la possibilità di procedere con acquisizioni.
Non si sono fatte attendere le indicazioni degli analisti. Le principali banche d’affari che seguono il titolo hanno rivisto al rialzo la valutazione sull’azienda. (…)

Fonte (SoldiOnline)

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Flavio Cattaneo: Terna attenta alla tutela della biodiversità

Con il progetto ‘Nidi sui tralicci’, la società che gestisce le linee elettriche ad alta tensione, ha installato sui propri tralicci del Lazio, Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna oltre 500 nidi artificiali per la nidificazione dei rapaci. E con ‘Birdcam’ ha acceso le webcam sull’attività riproduttiva di alcune specie di uccelli. E così ogni anno oltre 1.000 nuovi nati prendono il volo.

Può suonare strano ma anche le linee elettriche possono contribuire positivamente alla tutela della biodiversità. Lo dimostrano le iniziative sostenute da Terna in collaborazione con l’associazione Ornis Italica.

Con il progetto ‘Nidi sui tralicci’, la società che gestisce le linee elettriche ad alta tensione, ha installato sui propri tralicci del Lazio, Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna oltre 500 nidi artificiali per la nidificazione dei rapaci. E con ‘Birdcam’ ha acceso le webcam sull’attività riproduttiva di alcune specie di uccelli. E così ogni anno oltre 1.000 nuovi nati prendono il volo.
Il 16 febbraio 2011 nel Parco della Riserva Naturale Valle dell’Aniene è stata liberata una splendida femmina di falco pellegrino di circa 2 anni, reduce da un periodo di cure e rieducazione al volo presso la Riserva Naturale del Lago di Vico.

Il falco pellegrino è un rapace che, assieme a gheppi, assioli e ghiandaie marine, sceglie i nidi artificiali posti sui tralicci dell’alta tensione di Terna e monitorati dai ricercatori dell’associazione ornitologica Ornis italica per riprodursi. Contrariamente a Pellegrina, la femmina liberata un anno e mezzo fa, questo esemplare non era inanellato, ossia monitorato, al momento del suo ritrovamento: non si tratta quindi di una figlia di Aria e Vento, la coppia ‘storica’ di falchi che nel 2005 ha scelto come dimora il tetto della Facoltà di Economia dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma e seguita da anni grazie ad una webcam.
Il successo di questa iniziativa che offre la possibilità di seguire in diretta, 24 ore su 24 (www.birdcam.it), la vita all’interno di un nido fornendo alla comunità scientifica una serie di informazioni altrimenti difficili da reperire, ha spinto Terna e Ornis italica a potenziarla ulteriormente.

Fonte (AdnKronos)

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Aeroporti di Roma: Fabrizio Palenzona rinnova la proposta tavolo istituzionale permanente su Fiumicino

Aeroporti di Roma rinnova la proposta del tavolo permanente nel Masterplan, per far fronte alle esigenze legate al territorio, oltre che al disegno complessivo.

Fabrizio Palenzona, presidente di Aeroporti di Roma, rinnova la proposta a rendere permanente il tavolo istituzionale, tavolo da sempre previsto nel Masterplan, che favorisca l’incontro inter-istituzionale favorendo un approccio ampiamente condiviso che tenga conto, oltre del disegno complessivo, anche delle esigenze strettamente legate al territorio sul quale incide l’aeroporto di Roma e sul quale inciderà il progetto dei raddoppio della stesso al 2044.

Il Masterplan che Aeroporti di Roma ha commissionato alla Scott Wilson, società inglese di progettazione aeroportuale che si è aggiudicata la gara internazionale per lo sviluppo dell’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Roma, includerà anche tutte quelle opere di servizio alle attività aeronautiche e non, come: strutture immobiliari e ricettive (centri congressi, alberghi, uffici e strutture terziarie e direzionali, ecc), parcheggi a servizio di passeggeri, visitatori e addetti aeroportuali, oltre alle strutture di supporto necessarie al futuro sviluppo.

Fabrizio Palenzona si esprime sul Masterplan considerandolo l’architrave del piano di sviluppo e investimenti che ADR ha ufficialmente presentato al Governo, insieme a SEA, nella sede di Villa Madama il 14 ottobre 2009, tappa di un processo avviato con il confronto parlamentare sul futuro del sistema aeroportuale italiano.
Secondo uno studio del CENSIS, rispetto alla necessità di ampliamento dell’aeroporto, è indicativo che un campione di cittadini residenti nella provincia di Roma si esprima per il 68,7% in maniera favorevole, con un 40,8% che ritiene che potrà creare opportunità per l’economia, dall’occupazione al turismo, ed un ulteriore 27,9% che lo ritiene necessario per fare di Roma una città globale, competitiva con le grandi metropoli estere.”

(Fonte: ADR News)

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Flavio Cattaneo: il 2010 si chiude per Terna con un Ebitda di circa 1,2 miliardi di euro

Il 2010 si chiude per Terna con un Ebitda di circa 1,2 miliardi di euro, in crescita del 17% sul 2009, e gli investimenti a quota 1,5 miliardi, di cui 1,2 miliardi (+30%) per lo sviluppo della rete e circa 300 milioni per il progetto fotovoltaico. Previsti nel Piano 2011-2015 6 miliardi di investimenti per ammodernare la rete e per attività non tradizionali.

Nel presentare il piano agli investitori, l’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo, in scadenza insieme a tutto il consiglio con l’assemblea di fine aprile, ha fatto un bilancio dei suoi due trienni alla guida della società che gestisce la rete di trasmissione elettrica, ringraziando i collaboratori per i risultati fin qui raggiunti


Andando nel dettagli del piano, per le attività regolate gli investimenti salgono del 15% a 5 miliardi, mentre per quelle non tradizionali (rinnovabili e altro) sarà investito fino a un miliardo. Terna conferma una politica del dividendo che prevede una crescita annua del 4% più l’integrazione derivante dall’eventuale vendita di attività non tradizionali. La società, inoltre, si aspetta di migliorare la propria redditività – in termini di ebitda margin – con una crescita dal 74% al 78% a fine 2015.

Sul versante patrimoniale, l’indebitamento finanziario netto a fine Piano è visto in crescita di 2,6 miliardi, una cifra inferiore di 500 milioni rispetto all’incremento del debito previsto nel Piano 2010.

Flavio Cattaneo ha sottolineato che le attività non tradizionali diventeranno parte integrante dell’attività core. Nel corso dell’anno, in particolare è previsto lo sviluppo di progetti fotovoltaici per circa 50 mw.
Quanto al capitolo acquisizioni, il manager ha evidenziato che “se ci sono opportunità si colgono, ma devono essere opportunità. Le espansioni tanto per farle o pagandole il doppio distruggono il valore per gli azionisti”, ha spiegato.

Nessun problema, infine, per quanto sta succedendo nel Nord Africa, in particolare in Tunisia, dove Terna potrebbe essere interessate a investire per interconnettere il Paese all’Italia.
“C’è più rischio a investire in un paese governato da uno solo. E’ più stabile una brutta democrazia che altre forme di governo, parlando in termini economici. L’interesse resta. Per gli investimenti non bisogna avere una visione di breve”, ha concluso Cattaneo.

Fonte (Reuters Italia)

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Terna: Flavio Cattaneo Linee Guida del Piano Strategico 2011-2015 approvato oggi dal CdA

Ulteriori investimenti sulla rete e nuovo focus sulle attività non tradizionali: queste le linee guida del Piano Strategico 2011-2015 approvato oggi, 14 febbraio 2011, dal CdA insieme ai dati preliminari consolidati del 2010.

Per quanto riguarda le attività regolate tradizionali, nei prossimi 5 anni saranno investiti circa 5 miliardi di euro per l’ammodernamento della rete, con una crescita di 700 milioni di euro, pari al +15% rispetto a quanto annunciato nel Piano precedente (4,3 miliardi di euro).

Ferma restando la priorità di mantenere il proprio profilo di solidità finanziaria, Terna sta analizzando opportunità di investimento anche in attività non tradizionali, facendo leva sulle competenze maturate nella gestione di grandi opere e sulla conoscenza del mercato elettrico. Per tali attività l’impegno di investimento è triplicato e prevede stanziamenti fino a 1 miliardo di euro. In particolare, nel corso del 2011 è previsto lo sviluppo di una ulteriore tranche di progetti fotovoltaici per circa 50 MWp. Verranno inoltre valutate opportunità di investimento nel settore dell’efficienza energetica e per la realizzazione e gestione di infrastrutture di rete per la connessione alla rete locale di impianti a fonte rinnovabile nell’area Balcanica. In presenza di una regolamentazione appropriata, potranno essere considerati investimenti nel settore dello stoccaggio di energia, finalizzati ad un migliore efficientamento e messa in sicurezza della rete nelle aree più congestionate per la presenza di impianti a fonti rinnovabili.

L’aumento dei ricavi e il controllo dei costi consentirà di migliorare la redditività del Gruppo dall’attuale 74% al 78% alla fine del periodo di Piano.
Dal 2011 al 2015 la crescita media annua dei ricavi regolati di Gruppo sarà di circa il 6%, grazie all’aumento degli investimenti. Rimangono sostanzialmente stabili, nonostante la forte crescita degli investimenti, i costi riferiti alle attività regolamentate.

L’assorbimento di cassa generato dal piano di investimenti e dalla politica dei dividendi porterà ad un aumento del debito netto di 2,6 miliardi di euro alla fine del Piano, inferiore a quanto previsto nel precedente Piano industriale.
La struttura del capitale rimane solida: durante il periodo di Piano, il rapporto tra debito e capitale investito regolamentato (RAB) rimane sempre ben al di sotto del 60%. Le condizioni del debito, legato anche all’ottimo livello del rating di Gruppo, restano molto competitive.

Il Piano Strategico 2011-2015 conferma la politica dei dividendi. Come già accaduto con la cessione di Terna Participações, una parte delle plusvalenze registrate con la vendita delle attività non tradizionali potrà integrare la suddetta politica che prevede una crescita annua del 4%, assumendo il 2008 come anno di riferimento.

Fonte (Finanza Repubblica.it)

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Fabrizio Palenzona: NET 6000 smistamento rapido dei bagagli Aeroporto di Fiumicino

“NET 6000” il nuovo impianto di smistamento delle valigie in transito, inaugurato l’8 luglio 2010 dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dott. Gianni Letta alla presenza del presidente Fabrizio Palenzona. I lavori gestiti da ADR sono iniziati a marzo 2010.

E’ stato già battezzato “NET 6000”: dal nome della location (“Nuovo edificio transiti”) e dal numero di bagagli che può smistare in un’ora (ben 6.000). Parliamo del nuovo impianto di smistamento delle valigie in transito, inaugurato oggi dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dott. Gianni Letta. L’entrata in esercizio della struttura è avvenuta in tempi record.

I lavori gestiti dalla società Aeroporti di Roma, presidente Fabrizio Palenzona, sono iniziati a marzo 2010 e terminati dopo solo quattro mesi. La struttura è ubicata all’interno del sedime aeroportuale in posizione baricentrica tra l’area dei voli nazionali e i voli internazionali. Finalità dell’impianto è avere a disposizione un sistema automatico per il controllo e lo smistamento dei bagagli dei passeggeri in transito, operazione che finora veniva svolta manualmente dagli handler e quindi con maggiori oneri operativi per le società di gestione dei servizi a terra.

“Ci siamo dotati del ‘Net 6000’ – spiega Fabrizio Palenzona – per risolvere quello che era uno dei problemi principali”. (Fonte: AdnKronos)
Lo scalo di Roma Fiumicino è il sesto degli aeroporti più trafficati d’Europa e il primo in Italia. Un hub dove il flusso di passeggeri è in continua crescita sia dei voli “originanti”, ovvero che eseguono il check-in nell’aerostazione del Leonardo da Vinci, sia di quelli in “transito” che arrivano a Roma da altri aeroporti e prevedono il cambio dell’aeromobile prima della destinazione finale. E’ a questa seconda tipologia di viaggiatori che il nuovo impianto si rivolge.

I bagagli in transito, infatti, devono essere trasferiti da un volo, quello di arrivo, a un altro, quello in partenza, nel minor tempo possibile. Questa nuova struttura, inoltre, diminuirà la possibilità che le valigie trattate siano smarrite o disguidate, consentendo un ricongiungimento “bagaglio-passeggero” prossimo al 100 per cento. Il costo dell’investimento è pari a 20 milioni di euro. Si tratta del più grande sistema transiti mai realizzato in Italia, , con un livello tecnologico che lo pone al primo posto in Europa attraverso componenti e software di ultimissima generazione.

“Siamo intervenuti sull’anello più debole, sul servizio più delicato perché riguarda lo smistamento dei bagagli da un aereo all’altro e che quindi interessa i viaggiatori provenienti e diretti verso le grandi destinazioni”, ha commentato il presidente di Adr, Fabrizio Palenzona, che ha approfittato dell’occasione per tornare a chiedere tariffe adeguate e un contratto di programma.
Palenzona ha aggiunto che “il nostro sforzo principale è quello di aiutare i viaggiatori e le compagnie a operare al meglio. Abbiamo preso un impegno a settembre dello scorso anno e, come sempre, siamo qui a mantenere gli impegni presi”.

(Fonte: ADR News)

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Flavio Cattaneo: Terna candidata European Employee Volunteering Awards

L’azienda Terna è finalista del Premio Europeo per il Volontariato d’Impresa. Ha collaborato con COOPI in Bolivia per portare elettricità nel villaggio di Kami.

(Bolivia, Kami. ph. Daniele Tamagni)

“Quando tutto funzionerà, quando tutto sarà finito, a Kami qualcosa cambierà. Perché essere realisti e volere l’impossibile, come recita un vecchio detto di Che Guevara, da quelle parti, tra le montagne delle Ande, non è uno slogan da mettere sulle magliette, ma una realtà straordinaria”. Dall’articolo di Roberto Cotroneo uscito su Sette del Corriere della Sera, 3 febbraio 2011.

Milano, 03 febbraio 2011 – Terna, AD Flavio Cattaneo azienda leader nel settore della trasmissione d’energia, è finalista del Premio Europeo per il Volontariato d’Impresa (The European Employee Volunteering Awards).
Il ‘Progetto Kami‘ dell’azienda è candidato come miglior iniziativa 2011 nella categoria ‘Large company’. Collaborando con COOPI, i dipendenti di Terna hanno giocato un ruolo fondamentale in un progetto di solidarietà sviluppato in Bolivia con l’obiettivo di portare l’elettricità in una zona delle Ande, il villaggio di Kami — 20.000 abitanti quasi tutti minatori, 3.800 mt di altitudine — nonché promuovere uno sviluppo economico e rurale sostenibile, l’artigianato locale e la salute della popolazione.

Terna ha partecipato allo sviluppo dell’iniziativa segnalata dai propri dipendenti, che hanno direttamente contribuito, con l’ausilio di COOPI, a progettare e costruire una linea elettrica di 37 kilometri per collegare due nuove centrali idroelettriche, mettendo la loro esperienza professionale a disposizione del progetto e offrendo alla popolazione locale una formazione ad hoc in materia di elettricità.

Terna ha implementato un programma di 4 anni che include il volontariato d’impresa dei dipendenti, la donazione di materiale e di know how sulla trasmissione di energia.

(Fonte: Coopi.org)

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Flavio Cattaneo: Presentazione del Piano Strategico Terna 2011–2015 lunedì 14 febbraio 2011 Palazzo Mezzanotte (Milano h.11.30)

Lunedì 14 febbraio alle ore 11:30 a Palazzo Mezzanotte, Milano, Flavio Cattaneo presenterà il Piano Strategico 2011-2015 di Terna ad analisti e media.

Flavio Cattaneo, ad Terna: presentazione del Piano Strategico 2011 – 2015 lunedì 14 febbraio 2011 Palazzo Mezzanotte, Milano, h.11.30.


Sarà possibile seguire la presentazione in diretta video streaming attraverso il sito Terna a partire dalle 11.30. Il Piano strategico, approvato dal CdA della Società, costituisce l’asse portante delle attività aziendali per i successivi 5 anni.

Dal novembre del 2005, data di insediamento del Vertice con Flavio Cattaneo Amminitratore Delegato, il valore dell’azienda è passato dal 26° posto nella lista delle blu chips al 13°, e l’azione è salita del + 66%: questo ha consentito a Flavio Cattaneo di ritirare nel 2010 il premio come migliore utility europea per rendimento negli ultimi tre anni.
Il ritorno per l’azionista, in 5 anni, è stato del + 120% uno dei più alti in tutto il panorama industriale e finanziario.
Con oltre 62mila km di rete in alta tensione, oggi Terna è il primo operatore indipendente in Europa e settimo al mondo per chilometri di linee gestite.

Dal piano 2011-2015 di Terna (14 febbraio) alcuni analisti si attendono sorprese positive sul capex e sui nuovi progetti allo studio, come la costruzione e gestione di line in Montenegro e Albania. Equita si aspetta un capex pari a 4,3 miliardi di euro, in linea col precedente piano 2010-2014, ma la società potrebbe sorprendere positivamente per 100-300 milioni di euro.

(Fonte: MilanoFinanza)

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Fabrizio Palenzona in una lettera al Sole 24 Ore: Infrastrutture per la crescita del Paese

Fabrizio Palenzona, presidente dell’Aiscat, commenta l’articolo di Alberto Meomartini in materia di Infrastrutture e regolamentazioni statali per la crescita economica del Paese

Fabrizio Palenzona in una lettera al Sole 24 Ore:
“Merita di essere ripreso e approfondito il contributo di Alberto Meomartini in materia di infrastrutture, apparso domenica sul Sole 24 Ore. Il segno che, in un paese dominato dal gossip e dal qualunquismo, intorno al tema dell’economia si riuniscono ancora persone di buon senso che prescindono dagli interessi della piccola politica e si preoccupano del futuro è, di per sé, una notizia.
UniCredit ha sviluppato una seria ipotesi di rinnovamento della disciplina delle infrastrutture largamente coincidente con quella desumibile dalle affermazioni di Meomartini”.

Continua Fabrizio Palenzona:
“Per trasformare l’idea in fatti, UniCredit ha promosso un progetto per la realizzazione di un corridoio europeo fra Trieste, Monfalcone e Monaco di Baviera: prima e, al momento unica, iniziativa concreta in grado di fare concorrenza ai corridoi francesi, spagnoli e sloveni, e ai porti del Nord Europa.
Un intervento in larghissima misura finanziato con risorse private, e senza alcuna garanzia dello stato, in virtù di un’alleanza con il primo vettore mondiale (al momento in stand-by per il sorgere di un progetto analogo promosso dal governo, localizzato a pochi chilometri). Perché una politica infrastrutturale non si caratterizzi per un uso irrazionale e talune volte improduttivo delle risorse, ma sia significativamente ancorata ai traffici veri, occorre tuttavia che si realizzino alcune condizioni, che speriamo il nostro paese sia in grado di garantire.

La prima condizione è una reale ed effettiva apertura del mercato, oggi, soprattutto nel caso dei porti, sostanzialmente chiuso. Evidenti barriere di accesso hanno precluso ai porti più importanti di essere competitivi. Sembra quasi che non si voglia svilupparli, per tutelare locali rendite di posizione e inefficienze.
Inoltre è indispensabile che si rispettino le regole europee in materia di aiuti di stato. Se un’impresa privata investe capitali propri non può vedere sorgere una infrastruttura concorrente a pochi chilometri realizzata con capitali pubblici. In questo senso le scelte di politica dei trasporti dell’Unione europea meritano di essere condivise e attuate.

La seconda condizione è la certezza e la tutela del legittimo affidamento. Se lo stato modifica unilateralmente i contratti in essere, dà luogo a un grave pregiudizio all’impresa che ha pianificato la realizzazione della specifica opera alterando il sinallagma contrattuale, innalzando così una barriera di accesso che scoraggia drammaticamente qualunque investitore a intervenire sul mercato italiano dei servizi e dei capitali. Certezza e tutela del legittimo affidamento sono i prerequisiti di una politica delle infrastrutture alla quale, francamente, non siamo abituati. Le imprese straniere stanno ben lontani da un paese non regolato, dove non si vive la concorrenza e dove, specialmente, gli investimenti non sono tutelati.

La terza condizione, che in parte si ricongiunge alla prima, è la sussidiarietà orizzontale. Lo stato non deve intervenire nella costruzione di infrastrutture se il privato riesce da solo in virtù delle sue alleanze con il traffico. Semmai lo stato deve mantenere, anche nella materia delle infrastrutture, un ruolo di regolazione pubblica e di controllo del rispetto delle regole.



Bisogna dire chiaro ai cittadini che tutto si paga, nulla è gratis
: le opere e i servizi pubblici, le opere di compensazione le paghiamo tutti con le tasse. Le infrastrutture realizzate con soldi privati le paga, in tutto o in gran parte, chi le usa e si sa bene quanto e a chi costano.
Vanno premiati i territori che intendono essere competitivi e sono pronti a investire per conseguire questo obiettivo. Il federalismo sotto questo profilo è un valore costituzionale, ed è la premessa per selezionare dove realizzare le infrastrutture di coesione. E la logica va invertita: i sindaci non devono più affannarsi a chiedere compensazioni, ma piuttosto a sollecitare la realizzazione delle infrastrutture nei loro territori. A meno che non preferiscano la marginalizzazione economica e sociale che sta caratterizzando, proprio per questo motivo, importanti aree del paese.

Da ultimo, le norme vanno modificate imponendo un’accelerazione sia per quanto attiene alla realizzazione delle opere sia per quanto attiene agli assetti urbanistici. E semplicemente non dovrebbe essere più tollerato che un’opera pubblica essenziale per la coesione si realizzi nei tempi a tutti noti. In questo senso il project financing, salve le norme sul mercato interno, deve essere immediatamente attivabile con la garanzia del risultato e in un tempo assolutamente certo.
Nel nostro paese non si vive, da anni, in una dimensione di crescita. Troppo spesso ogni scelta risponde più a considerazioni legate a interessi del momento, che a esigenze concrete e reali di crescita, di cui la maggior parte si disinteressa totalmente. La demagogia è nemica del bene comune e distrugge la speranza di futuro dell’Italia

(Fonte: IlSole24Ore)

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Bruxelles 10-11 Febbraio Flavio Cattaneo “le nuove sfide del Panorama Energetico”

Il ruolo di Terna, Gestore italiano è fondamentale, visto che nell’attuale assetto di Governance dell’ENTSO-E, la società guidata da Flavio Cattaneo è attiva nel Board con funzioni di coordinamento e con potere decisionale su materie delegate dall’Assemblea Generale.

Si svolgerà a Bruxelles, nell’ambito dell’ENTSO-E la Rete Europea dei Gestori, l’incontro “Towards Electricity Infrastructure for a Carbon Neutral Europe”.


L’ appuntamento fissato per il 10 e 11 febbraio prossimi è di quelli importanti, visto che l’associazione raccoglie ben 34 Paesi europei e che vede il coordinamento di 42 Gestori di trasmissione dell’energia elettrica. Il ruolo di Terna, Gestore italiano, è fondamentale, visto che nell’attuale assetto di Governance dell’ENTSO-E, la società guidata da Flavio Cattaneo è attiva nel Board, l’organismo ristretto alla partecipazione di 10 gestori di rete, con funzioni di coordinamento e con potere decisionale su materie delegate dall’Assemblea Generale.

Come ha tenuto a precisare il presidente Daniel Dobbeni, la conferenza di febbraio sarà utile per “scambiare opinioni sulle nuove sfide del panorama energetico”. Al centro ovviamente gli investimenti nelle infrastrutture e la definizione di regole precise per la realizzazione di un mercato trasparante ed efficiente dell’energia elettrica europee. In attesa anche, il 3 marzo 2011 di quei regolamenti e di quelle direttive che saranno alla base del “Terzo Pacchetto Energia” per tutto il mercato interno dell’energia elettrica.

Fonte (Terna Spa)

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Flavio Cattaneo: Rete Rinnovabile finanziamento per il progetto fotovoltaico

Rete Rinnovabile ha firmato un contratto di rifinanziamento di durata pari a 18 anni per la realizzazione del portafoglio di impianti fotovoltaici .

Rete Rinnovabile, società ‘ indirettamente controllata al 100% da Terna, AD Flavio Cattaneo, in vista della cessione annunciata al mercato lo scorso 18 ottobre, ha firmato un contratto di rifinanziamento di durata pari a 18 anni.

L’importo complessivo massimo dell’operazione di rifinanziamento ammonta a 593,8 milioni di euro (di cui 521,3 per cassa e 72,5 per firma) ed e’ volto a rifinanziare su base project financing no recourse gli investimenti sostenuti per la realizzazione del portafoglio di impianti fotovoltaici detenuti da Rete Rinnovabile.

L’operazione e’ stata finalizzata con un pool di 7 banche composto da Banca Popolare di Milano, Gruppo Credito Valtellinese, Meliorbanca e Banca Popolare dell’Emilia Romagna, MPS Capital Services (che svolgerà anche il ruolo di Facility Agent), Natixis, Unicredit Corporate Banking e West LB.

Rete Rinnovabile è stata assistita dallo Studio Legale Chiomenti per la redazione della contrattualistica finanziaria, mentre hanno agito come advisors delle banche: Fichtner relativamente agli aspetti tecnici, AON per quelli assicurativi e Gianni Origoni Grippo & Partners per la due diligence legale. I termini e le condizioni del contratto di finanziamento riflettono gli elevati standard qualitativi del portafoglio degli impianti fotovoltaici realizzati.

(Fonte: AGI News On)

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Flavio Cattaneo: Gruppo Terna e Coopi insieme in un progetto solidale

Gruppo Terna e Coopi insieme in un progetto solidale.
A Kami, villaggio minerario sulle Ande boliviane, a 3.850 metri di quota, è arrivata la corrente elettrica. Miracolo di una linea lunga 37 chilometri, che si inerpica dai 2.650 metri di una centrale su un fiume agli oltre 4mila della vetta. E che ha portato la scintilla dello sviluppo a propagarsi nell’area, permettendo la creazione di 40 posti di lavoro nell’agricoltura e nell’allevamento, grazie anche alla presenza in loco di un missionario salesiano, anche lui di origine piemontese.

«Le idee camminano con le gambe degli uomini». Sarebbe contento Pietro Nenni, che usava spesso questo detto, nel sapere che Giampiero Fantini da Borgomanero (Novara), 60 anni, tecnico delle linee ad alta tensione nonché fervente cattolico, lo ha preso alla lettera. Non nel senso che abbia mai letto i suoi (monumentali) diari, ma perché, mettendo in gioco anni di ferie e permessi speciali, riuscendo a conquistare il concreto sostegno della propria azienda, il gruppo Terna, AD Flavio Cattaneo, e coordinandosi con un’organizzazione non governativa, la Coopi, è riuscito a trasformare la sua idea in una vera e propria, benché piccola, economia di territorio.

Così a Kami, villaggio minerario sulle Ande boliviane, a 3.850 metri di quota, è arrivata la corrente elettrica. Miracolo di una linea lunga 37 chilometri, che si inerpica dai 2.650 metri di una centrale su un fiume agli oltre 4mila della vetta. E che ha portato la scintilla dello sviluppo a propagarsi nell’area, permettendo la creazione di 40 posti di lavoro nell’agricoltura e nell’allevamento, grazie anche alla presenza in loco di un missionario salesiano, anche lui di origine piemontese.

Una storia partita, come si usa dire, dal basso, ma che non avrebbe potuto riuscire meglio se pianificata da un dream team di manager. Perché l’idea di Fantini pare ritagliata alla perfezione sulla mission del gruppo Terna, settimo operatore mondiale nella trasmissione di energia. E l’impresa, che ci ha creduto fin dall’inizio, ora grazie a questo progetto si è aggiudicata la candidatura italiana all’European Employee Volunteering Award, prestigioso premio che sarà assegnato in febbraio a Bruxelles e consegnato in marzo a Londra.
Ma non si tratta di un caso isolato. Alla finale continentale, in categorie diverse, saranno presenti anche altre aziende italiane. Perché, contro ogni aspettativa, il fenomeno del volontariato d’impresa ha resistito alla crisi e sembra, anzi, aver dato nuova carica alla solidarietà e al welfare locale.

A raccontare la scommessa vinta di Kami è lo stesso Giampiero Fantini, da pochi giorni in pensione dopo 40 anni di lavoro, per lungo tratto all’Enel, poi come responsabile del gruppo operativo di Novara della Terna. «Faccio volontariato dalla metà degli anni 80 – ricorda -. Prima della Bolivia ero stato in diversi altri paesi, sia in Africa che nei Balcani». A parlargli del villaggio sulle Ande era stato, nel 1991, un giovane collega incontrato in un aeroporto brasiliano dopo una missione. Undici anni più tardi, un memo ricevuto via mail ha fatto scattare l’idea.

(Fonte: Il Sole 24 Ore)

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Flavio Cattaneo: Mission Impossible costruire 37 km di linea elettrica a 4000 metri

Un padre salesiano dalla barba lunga, un tecnico di Terna, un villaggio di minatori, e campesonis che non si arrende alla memoria. Sono i protagonisti di una sfida possibile: costruire 37 km di linea elettrica a 4000 metri.

Padre Serafino è un padre missionario, ha la erre francese, un accento del Nord, una grande barba bianca e gli occhi di un gatto, capace di vedere te, e tutto quello che c’è alle tue spalle. Si direbbe che sa guardare oltre, e non solo con gli occhi ma con una mente rapidissima e una capacità di sfidare il futuro che lascia stupefatti.

Padre Serafino opera a Kami, un paese arrampicato sulle Ande boliviane a 3800 metri di altitudine, in un paesaggio bellissimo e desolante al tema stesso.
Qui ha fatto nascere un convitto per gli studenti , un’emittente radiofonica, un ospedale, ha perfino collaborato a progetti per vaccinare gli animali.
Un lavoro che dura da più di 30 anni. Ai primi anni Novanta, la sfida più ambiziosa. Un progetto bellissimo, portato avanti con fatica e determinazione. Padre Serafino ha deciso di costruire una centrale e una rete elettrica di 37 chilometri in un posto impossibile. Chi è stato a Kami lo sa. Chi ha visto la povertà di quei luoghi, le sere nere sotto un cielo stellato bellissimo a far da scenografia alle case di lamiera, può capire la storia di questo progetto.

La centrale idroelettrica esisteva, fu costruita nel 1978 ed era ancora funzionante. Sfruttava la corrente del fiume, ma era poca cosa. L`energia elettrica arrivava, con mille difficoltà, dalla più lontana Oruro, trasportata da piccoli e incerti pali di legno che il più delle volte finivano al suolo per l`inclemenza del tempo o perché erano inadeguati.
Padre Serafino decide di recuperare la centrale. Siamo nel 1993. Lui non sa nulla di ingegneria, è un padre salesiano. Pero è consapevole che quello è un modo per cambiare i destini di quel luogo: chiede aiuto a Coopi e dopo incontra Giampiero Fantini.

Giampiero è un tecnico di Terna, aveva già lavorato come volontario nella regione tropicale del Chapare e tornando da un viaggio in Bolivia incontra altri volontari italiani, di ritorno da Kami, che gli espongono il progetto di questo stravagante padre salesiano. Sperano di incuriosirlo, di convincerlo a collaborare al progetto.

Una volta tornato a casa, Giampiero viene contattato via mail da Efrem Fumagalli, responsabile di Coopi. Si rilegge la mail, una volta, poi un’ altra. Sono cose che lui conosce, sono trent`anni che lavora con cavi, elettricità, bobine. Un giorno, all`uscita dal lavoro, invece di imboccare la strada che porta verso casa a Novara, Giampiero prende l`autostrada, direzione Milano. Non sa neppure quante ore sia rimasto nell`ufficio di Coopi, a chiacchierare con Efrem. Il racconto lo aveva catturato, e anche l`obbiettivo :
una linea elettrica di 37 km a 4000 metri sulle Ande.

«Ma come faccio?», si chiede, »mia moglie mi caccia di casa se le dico che parto di nuovo per la Bolivia, che per noi niente ferie estive, niente mare assieme alle due figlie, niente grigliate nella casa sul Cargano…». Giampiero decide di esporre il progetto a Terna, AD Flavio Cattaneo. In un primo momento, si sceglie di far partire i dipendenti non durante le loro ferie, ma in orario di lavoro; insomma , un volontariato a pagamento, un`estensione del posto di lavoro a migliaia di chilometri di distanza.


L`ARTE DEL RICICLO
Da allora comincia la raccolta del materiale. Quante cose vengono dismesse giorno dopo giorno, ancora funzionanti, oggetti e materiali che possono ancora essere utili per qualcuno? Così partono i primi container stracolmi di qualsiasi bene recuperato: 15 container. Padre Serafino si fa regalare una ruspa molto grande per costruire una strada che permetta al materiale di arrivare fino a lì.

Qualsiasi cosa Terna dismetta, trova subito posto in Bolivia, a Kami. A ruota, con un entusiasmo contagioso, la notizia si diffonde in molti ambienti. Tutte le aziende che hanno a che fare con Terna smettono di buttare e cominciano a raccogliere. I piloni, per esempio, arrivano da una linea ferroviaria del basso Piemonte che e stata dismessa. Anche chi è già in pensione si vuol rendere utile, mette a disposizione le sue conoscenze.

Cominciano i viaggi di Giampiero Fantini, accompagnato dal collega Adriano Selva, e poi i viaggi di altri dipendenti e con loro di alcuni pensionati. La linea elettrica va innanzitutto progettala. I viaggi si susseguono e man mano il sogno prende la sua forma: una forma fatta di fili e piloni d`acciaio, collegati a una centrale nuova con due turbine Pelton da 1.000 Kw.

I ragazzi di Padre Serafino poggiano i piloni, costruiscono le basi, e i volontari italiani arrivano a Kami per proseguire il lavoro più tecnico. Viaggio dopo viaggio Kami diventa quasi ima seconda casa. Dormono tutti nella vallata dove sorge la centrale di Quehata, proprio sugli alluci del Cerro Kami.
che con la sua stazza vieta ben presto al sole di raggiungere quegli angoli. Il lavoro serio. Ha orari e scadenze da seguire. Nella centrale c`è una sola sedia, per evitare che ci si riposi troppo e obbligare invece a rimanere vigili a fianco delle macchine.

Intanto, la notte, quel mare di stelle rischiara i container, gli attrezzi, gli scavatori e le bobine accatastati nella valle. Da poco sono arrivati altri due container. Quando la linea sarà ultimata Padre Serafino potrà migliorare il convitto degli studenti e ingrandire i suoi allevamenti di maiali, di lama e di trote, Potrà produrre e trasportare l`energia. Incassando dallo Stato boliviano quanto serve a quella gente per togliersi un po’ di paura. Quanto serve per guardare il Cerro Kami, e i cunicoli della sua miniera, con più serenità. Quando tutto funzionerà, quando tutto sarà finito, a Kami qualcosa cambierà. Perché essere realisti e volere l`impossibile, come recita un vecchio detto di Che Guevara, da quelle parti, tra le montagne delle Ande, non e uno slogan da mettere sulle magliette, ma una realtà straordinaria. Per un deseo de estrellas, per un desiderio di stare, di rimanere, come recita una vecchia canzone latino-americana.

«QUANDO TUTTO SARÀ FINITO. QUALCOSA A KAMI CAMBIERÀ.
SI POTRÀ PRODURRE ENERGIA, MIGLIORARE IL CONVITTO STUDENTESCO E INGRANDIRE GLI ALLEVAMENTI DI LAMA E MAIALI»

(Fonte: il Corriere.it | Sette)

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Flavio Cattaneo: Premioterna.it un Tour 3D Online all’interno di Arte Fiera di Bologna

Continua con successo la collaborazione tra Terna ed Exibart.
Terna c’è! Applicazione per iPad e Premio ospitati allo stand di Exibart

Un documentario interattivo, realizzato dal Premio Terna e visibile dalla seconda metà di febbraio, che permetterà a tutti di scoprire le opere di Arte Fiera di Bologna a esposizione conclusa. Il tour virtuale metterà per la prima volta online gli oltre 15000 mq e le 200 gallerie d’arte moderna e contemporanea esposti nel quartiere fieristico bolognese dal 28 al 31 gennaio 2011.

Un video in 3d grazie al quale tutti i visitatori potranno navigare all’interno dei padiglioni di Arte Fiera, soffermandosi nelle gallerie d’arte e ammirando tutte le opere esposte, tra queste anche le creazioni degli artisti emergenti che hanno vinto le scorse edizioni del Premio Terna. Un itinerario virtuale a portata di click: grazie a Premio Terna, infatti, basterà andare sul sito www.premioterna.com per immergersi nella fiera d’arte bolognese e vivere in prima persona l’evento.

Questa iniziativa rientra nell’ambito delle attività realizzate dal Premio Terna per valorizzare la cultura e l’arte contemporanea avvicinando un pubblico sempre più vasto e creando un rapporto virtuoso tra aziende, mondo dell’arte e istituzioni. Questa innovazione si affianca all’applicazione Art in Touch, una delle più grandi novità artistiche del 2011, realizzata da Premio Terna insieme a Exibart. Premio Terna ed Exibart, leader dell’informazione di settore sui new media, hanno infatti unito il loro patrimonio di informazioni ed esperienze creando il piu’ grande database di notizie ed eventi sull’arte contemporanea in Italia consultabile da iPad e iPhone. Art in Touch ha suscitato un enorme interesse da parte del pubblico: in soli quattro mesi sono infatti oltre 18mila gli utenti ad aver scaricato l’applicazione.

(Fonte: Repubblica.it)

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Attimo fuggente: le quotazioni di Flavio Cattaneo (Terna) giudicate molto positivamente

Roberto Cavalli è l’unico 10, molto bene anche Gianluca Brozzetti, Emma Marcegaglia, Guido Barilla, Flavio Cattaneo, Diego Dalla Valle e Alberto Nagel.


Il giudizio, come tutti sanno, è un parere che si esprime su cose o persone, sulla base di diversi elementi. A scuola, per esempio, gli insegnanti valutano la preparazione o meno degli studenti. In alcune aziende, sia pubbliche sia private, gli utenti sono invitati ad esprimere la propria valutazione sul personale e sui servizi che le medesime aziende forniscono.

In maniera non diversa si è proceduto quindi nell’impostazione delle pagelle dell’Attimo, nelle quali sono stati espressi un giudizio di merito ed un voto per i manager di alcune delle maggiori aziende in Italia. Il voto ha interessato non solo i manager, ma anche i responsabili della comunicazione e delle relazioni esterne, perché, come talvolta capita, una buona comunicazione può esaltare l’operato mediocre di un manager o, al contrario, può demolire anche un ottimo lavoro.

Per questo, coadiuvati da un team di collaboratori, abbiamo deciso di monitorare l’operato e la comunicazione di alcune tra le maggiori aziende italiane, fornendo, periodicamente, quelle che per sintesi chiamiamo Le pagelle dell’Attimo fuggente. All’elenco di manager già pubblicato sul numero di dicembre 2010 della rivista e che tanto interesse ha suscitato da più parti, saranno aggiunte due liste più brevi: una denominata new entry, nella quale saranno inserite venti nuove aziende, con i giudizi ed i voti per ciascun manager e responsabile relazioni esterne; l’altra indicata come prossimamente che invece raccoglie i nominativi delle aziende su cui saranno pubblicati tra breve voti e giudizi.

Ma le novità non finiscono qui.

L’elenco centrale, infatti, oltre a riportare il voto, da 0 a 10, e il giudizio, conterrà una nuova colonna che designerà, come sempre, per ciascun manager e responsabile, le indicazioni di chi sale, chi scende, chi rimane nella medesima posizione, il tutto sintetizzato in segni grafici di immediata e facile comprensione.

Le pagelle dell’Attimo, un vero e proprio supplemento della rivista L’Attimo fuggente di Cesare Lanza, diventeranno, come anticipavamo, un appuntamento fisso per consentire un monitoraggio continuo e fornire, così, un giudizio sempre aggiornato, delle attività d e i manager e d e i responsabili relazioni esterne delle principali aziende in Italia. Nella classifica delle new entry, tra i manager delle aziende individuate, a totalizzare il massimo dei voti è Roberto Cavalli, patron e fondatore della prestigiosa casa di moda italiana. Ottimo l’operato anche del suo amministratore delegato Gianluca Brozzetti.

Seguono, a breve distanza, gli esponenti di due gruppi ben consolidati che mantengono ancora, con orgoglio, un imprinting familiare: Emma ed Antonio Marcegaglia,chief executive officer del gruppo Marcegaglia e Guido Barilla, presidente di Barilla. Molto positivamente sono giudicate, anche, le quotazioni di Flavio Cattaneo (Terna), Diego Dalla Valle (Tods) e Alberto Nagel (Mediobanca) e dai loro rispettivi responsabili relazioni esterne.

(Fonte: il Titolo)

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Energia Geotermica: Flavio Cattaneo e la nuova stazione elettrica di Lago Boracifero

Due anni di lavori e 9 milioni di investimento: l’impianto della nuova Stazione Elettrica di Lago Boracifero smista l’energia geotermica nel sud della Toscana.

Sorge proprio “sopra” i soffioni boraciferi la nuova stazione elettrica ad alta tensione di Terna, Amministratore Delegato Flavio Cattaneo, a Lago Boracifero, località Monterotondo Marittimo, al confine tra le province di Grosseto e Pisa.
Un impianto high-tech in sintonia anche con l’ambiente: sistemi di controllo totalmente digitali, speciali rifiniture nei dettagli, luci al led e innesti di vegetazione locale. La stazione di smistamento è entrata in servizio a marzo dello scorso anno, dopo 2 anni di lavori necessari per adeguare e ammodernare l’impianto, ormai vetusto, e renderlo conforme agli standard della rete elettrica. Occupa un’area di circa 4 mila metri quadrati ed è direttamente collegato alla centrale di produzione geotermica “Nuova Lago” della potenza di 10 MW; da qui, con le linee in partenza, trasporta l’energia verde verso l’area sud occidentale della Toscana.


Sei le linee elettriche della stazione, realizzate con moduli compatti integrati e sbarre blindate in esafluoruro di zolfo (SF6), per limitare l’uso degli spazi esterni. La sala quadro – centro di comando dell’intera stazione -è dotata di un’ampia vetrata ombreggiata da soluzioni di design e illuminata con una rete di luci al led blu che rendono l’ambiente assai suggestivo specialmente di notte.

All’interno impianti ad alto livello tecnologico e sistemi di trattamento dell’aria per filtrare anche le particelle atmosferiche. All’esterno, invece, speciali finiture e murature di contenimento realizzate con blocchi in “finta pietra” incorniciate da piante autoctone di ulivo, viburno e corbezzolo. Le soluzioni tecniche e architettoniche adottate permettono agli impianti di resistere alle emissioni dei gas e degli acidi provenienti dal sottosuolo.

La zona, come noto, è infatti situata nella cosiddetta “Valle del Diavolo” di Larderello, area a forte vocazione geotermica testimoniata dalla presenza di numerosi soffioni boraciferi, “sbuffi” di gas di origine vulcanica che grazie alle fratture del suolo trovano la via per emergere in superficie. Fenomeni del tutto ordinari in quest’angolo della Toscana, dove da oltre un secolo viene sfruttato il calore naturale terrestre per la produzione di energia elettrica e riscaldamento.

Dal Novecento, grazie alla lungimiranza del principe Piero Ginori Conti, la Toscana ha cominciato il suo cammino “elettro-sostenibile” diventando oggi la regione italiana con la maggior potenza geotermica installata (842 MW). Attualmente conta in servizio 34 centrali, che producono circa il 10% dell’energia geotermica mondiale.
L’area geotermica, concentrata soprattutto tra le province di Pisa, Grosseto e Siena, con le sue 34 centrali in servizio, produce attualmente oltre 4 miliardi di kilowattora l’anno.

I numeri della stazione

* dimensioni: 4.000 mq il lotto totale, 480 mq l’area coperta, 680 mq l’area delle apparecchiature elettriche
* numero di linee elettriche: 6
* investimento per i lavori di ammodernamento: 9 milioni di euro
* data di entrata in esercizio della nuova stazione: marzo 2010
* durata dei lavori nella stazione: 2 anni

(Fonte: Terna WebMagazine)

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Flavio Cattaneo nel Board di Unindustria con quattromila Aziende della Regione Lazio

Nasce Unindustria con quattromila aziende della regione. Nel board , tra gli altri, Flavio Cattaneo, ad Terna. Il “sistema Lazio” diventa il secondo in Italia per numero di associati e il primo per estensione geografica

Si fondono le associazioni degli industriali di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo e il “sistema Lazio” diventa il secondo in Italia per numero di associati e il primo per estensione geografica. E’ questa la forza di Unindustria tenuta oggi a battesimo dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e dal suo presidente Aurelio Regina.

Con un patrimonio netto di 20 milioni, la neonata associazione rappresenta oltre 4.000 imprese, ovvero il 90 per cento degli associati a Confindustria Lazio, di cui il 70 per cento opera nei servizi, il 30 per cento nell’industria. Per la maggior parte (il 90 per cento) occupano fino a 100 dipendenti, per un numero totale di addetti pari a 250.000 persone. Un numero, quest’ultimo, ha sottolineato Regina, “di cui le istituzioni non possono non tener conto”.

Per Unindustria, intanto, la sfida è quella di fornire alle imprese “un sistema più efficiente, meno costoso e più’ mirato agli obiettivi”. Si tratta di una svolta culturale, ha spiegato Regina, di mettere a sistema “un nuovo modo di concepire le politiche di sviluppo territoriale”. “Oggi – ha aggiunto – il livello provinciale non è più sufficiente e guardare alle nostre regioni come dei grandi agglomerati che lavorano cercando di integrare la manifattura con i servizi, la grande con la piccola impresa. Abbiamo bisogno di voci uniche più’ forti a livello regionale e internazionale. A fianco a un progetto di efficientamento e semplificazione del sistema noi guardiamo a un progetto di rafforzamento delle nostre politiche e della capacità di rappresentarle”.

“E’ uno dei modi con cui promuoviamo l’innovazione attraverso iniziative che nascono dal territorio – gli ha fatto eco la Marcegaglia – Questa è la riorganizzazione più importante fatta nel nostro sistema. E’ importante che ognuno trovi la sua strada per capire e anche cavalcare il cambiamento, restando vicini al territorio e ai propri associati”. Oltre ai vicepresidenti Marcello Pignacelli, Gianfranco Castelli e Domenico Merlani, presidenti rispettivamente di Confindustria Frosinone, Rieti e Viterbo, nel board di Unindustria siedono anche Franco Bernabe’, Alessandro Caltagirone, Flavio ttaneo, Giampaolo Letta, Eduardo Montefusco, Mauro Moretti, Rocco Sabelli, Maurizio Stirpe, Attilio Tranquilli, Giorgio Zappa e Rudi Bertoli.

Il 15 marzo a Valmontone si riunirà la prima assemblea associativa, nella stesso giorno in cui verrà inaugurato il nuovo parco a tema (che però verrà aperto al pubblico solo da aprile).

(Fonte: Repubblica.it)

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Confindustria: Online MyTerna Il CRM di Terna AD Flavio Cattaneo

MyTerna é il portale B2B realizzato da Terna per rendere ancora piú efficiente ed efficace il rapporto commerciale e di comunicazione con gli operatori elettrici.

Dal 10 gennaio è on line MyTerna il nuovo Portale dedicato agli Operatori Elettrici.

Una piattaforma evoluta, realizzata per ottimizzare ulteriormente il rapporto commerciale con le proprie controparti attraverso un sistema di Customer Relationship Management (CRM), con cui gestire le principali interazioni con Terna in un ambiente unico e integrato.

A partire dal 10 gennaio l’accesso ai servizi dedicati avviene esclusivamente attraverso il Portale MyTerna.

Queste le prime funzionalità:

  • Gestione e aggiornamento della propria anagrafica: è possibile gestire i dati anagrafici, inserire, modificare o eliminare i referenti e definire gli utenti che potranno interagire con Terna attraverso il Portale
  • Richiesta di Connessione alla RTN: si può richiedere una nuova connessione alla rete Terna, gestire l’iter procedurale della richiesta, verificando lo stato di avanzamento, fino alla stipula del contratto
  • Gestione dei Contratti: si possono stipulare nuovi contratti di dispacciamento in immissione e prelievo, modificare quelli esistenti, gestendo l’iter procedurale e visualizzando lo stato di avanzamento delle pratiche
  • Gestione dei contatti con Terna: attraverso un servizio di e-ticketing è possibile comunicare con Terna su specifici argomenti, verificando lo stato dei contatti
  • Visualizzazione dei dati: è possibile consultare i principali dati di anagrafica, contrattuali e di fatturazione.

Attraverso MyTerna è inoltre possibile:

  • Visualizzare le principali news relative a Terna e i principali link di interesse individuati da Terna a supporto dell’operatività sul mercato elettrico
  • Accedere ad un’area dedicata nella quale consultare i principali documenti richiesti nella gestione della relazione con Terna.

Per utilizzare più velocemente e al meglio i numerosi servizi offerti da questo nuovo strumento, nel portale saranno disponibili anche le FAQ, con le risposte alle domande più frequenti, e il manuale utente del portale MYTerna.
Terna informa che nei prossimi mesi il portale MyTerna sarà aggiornato con nuovi servizi e funzionalità e arricchito nelle sezioni dedicate alla visualizzazione dei Vostri dati, di cui sarà fornita costantemente informazione.

(Fonte: Confindustria.it)

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Fonti Rinnovabili: Flavio Cattaneo un’Autorizzazione Unica per un Sistema più Efficiente

La norma contenuta nel Decreto Rinnovabili che prevede una doppia autorizzazione, una per la realizzazione dell’impianto e l’altra per la connessione alla rete, andrebbe rivista per tornare all’autorizzazione unica.

ROMA (MF-DJ)–La norma contenuta nel Decreto Rinnovabili che prevede una doppia autorizzazione, una per la realizzazione dell’impianto e l’altra per la connessione alla rete, andrebbe rivista per tornare all’Autorizzazione Unica.
Lo ha detto l’A.D. di Terna, Flavio Cattaneo, nel corso di un’audizione alla Commissione Industria del Senato, che sta esaminando il provvedimento.


“Con l’autorizzazione unica – ha spiegato Cattaneo – saremmo in presenza di un unico procedimento e quindi di un sistema più efficiente”. Cattaneo ha spiegato infatti che Terna “ha 130mila MW di richieste di connessione da fonti rinnovabili, che con i 90mila MW di potenza installata in Italia attualmente fanno 220mila, una somma che e’ quattro volte il fabbisogno di picco dell’Italia, pari a 56mila MW: si tratterebbe quindi di una bolla che pagherebbero i cittadini”.

Infatti la legge prevede una remunerazione anche per l’energia non immessa in rete, vale a dire quella di un impianto autorizzato che non ha però ricevuto l’altra autorizzazione, quella della connessione. C’e’ poi il problema delle cosiddette autorizzazioni ‘di carta’, vale a dire quelle richieste per impianti che poi non vengono effettivamente realizzati.
“L’unico modo di ottenere vere autorizzazioni – ha spiegato Flavio Cattaneo – e’ quello di unire il permesso all’impianto rinnovabile con quello alla connessione di rete in un unico documento. La proposta attuale sarebbe invece fortemente nociva perché separando i due momenti ci si presta a un mercato speculativo delle autorizzazioni”.

(Fonte: Borsa Italiana)

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Fotovoltaico: Flavio Cattaneo e il Modello di Rete Rinnovabile di Terna

Terna, Ad Flavio Cattaneo, la doppia svolta, dal Brasile alle rinnovabili Industria e finanza Negli ultimi 12 mesi il titolo ha guadagnato il 15,84% Cattaneo lavora al piano industriale. Alleanza per la rete mediterranea.

MILANO – Fotovoltaico, cessioni a fondi di private equity, plusvalenze e espansione all’ estero. Sono questi gli ultimi ingredienti, un po’ a sorpresa, di una ricetta altrimenti molto tradizionale. Il suo nome è Terna, il gruppo che controlla la quasi totalità della rete elettrica italiana. In un contesto quindi molto regolamentato. Ma che, ormai, non è più l’ unico campo d’ azione della società. L’ ultima novità, ancora in cantiere, è la partecipazione a Medgrid, un’ alleanza con altri gruppi che partirà a inizio dicembre a Parigi. Tra gli altri partner ci sono, per esempio, la francese Areva Renouvelables e la rete elettrica spagnola.

L’ obiettivo: studiare la fattibilità di una rete mediterranea per il trasporto dell’ elettricità. Ma è forse l’ operazione di metà ottobre, la cessione di Rete Rinnovabile al fondo inglese Terra Firma, a rendere meglio l’ idea di questa «nuova pelle» del gruppo guidato da Flavio Cattaneo. Che in dieci mesi ha costituito, avviato e venduto la società di produzione di energia solare con una plusvalenza stimata intorno ai 200 milioni. «Noi potremmo immaginare in futuro altre opportunità aggiuntive rispetto al nostro core business che è lo sviluppo della rete», ha detto Cattaneo.

Tanto che il modello Rete Rinnovabile potrebbe essere replicato in altri settori energetici. E anche, di nuovo, nello stesso fotovoltaico. Sul versante estero, invece, dopo un’ altra plusvalenza, quella da circa 400 milioni per la cessione nel 2009 della brasiliana Terna Participações a Taesa, in questi giorni è stato siglato un accordo per un cavo sottomarino da 760 milioni tra Italia e Montenegro. Con un occhio anche a Paesi confinanti come Serbia e Albania. Poi ci sono i progetti che dall’ Italia vanno in Francia, Austria e Slovenia, già previsti nel piano di sviluppo. E lo studio di fattibilità per un collegamento con la Tunisia. «Stiamo già pensando ad altre possibilità che saranno presentate in futuro», è il commento di Flavio Cattaneo a proposito di progettazione, realizzazione e gestione di sistemi di rete ad alta tensione all’ estero. Intanto, a gennaio, è atteso il piano industriale.

Così la società nata nel 1999 da una costola dell’ Enel e quotata in Borsa dal 2004 (primo azionista è la Cassa depositi e prestiti a un passo dal 30%) sta progressivamente guardando anche al di là del suo campo tradizionale fatto di Italia e di ricavi «regolamentati». Dove pure alcune voci del fatturato garantiscono ritorni non da poco: il capitale investito in infrastrutture viene remunerato con un tasso di interesse del 6,9% (9,9% per lo sviluppo della rete), attingendo dalle classiche bollette dell’ energia elettrica. E’ del 2,5%-2,6% la quota di queste ultime che va a Terna a copertura di costi operativi, ammortamenti e appunto remunerazione del capitale investito.

Ma che cosa ne pensa la Borsa di questa «nuova Terna» che fa affari con il private equity? Pochi giorni fa le quotazioni hanno toccato il massimo storico di 3,39 euro, per poi ripiegare a 3,20 euro nella chiusura di ieri. In un anno il titolo ha guadagnato il 15,84%, mentre l’ indice Ftse Mib ha perso il 12,16%.
Stringa Giovanni – Corriere della Sera

(Fonte: Corriere della Sera)

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Fabrizio Palenzona e Franco Frattini sostengono il nuovo terminal di Monfalcone

Unicredit “sfida” i porti del Nord Europa con una piattaforma nel mare Adriatico, che punta ad attrarre a Monfalcone 3,2 milioni di teu. Il progetto è stato presentato alla Farnesina, presente anche il Ministro degli Esteri Franco Frattini. Il piano di Unicredit ha l’obiettivo di realizzare un nuovo terminal, il primo ad alta automazione in Italia, che riesca a ridurre tempi e costi del trasporto merci dall’Oriente.

A proposito della costruzione di nuove infrastrutture portuali, importante è la conferenza di Trieste del 5 Febbraio, promossa dall’Osservatorio del Mediterraneo ed Unicredit che “ha varato un vero e proprio modello Unicredit” da proporre in ambito nazionale ed internazionale prima a Genova e poi a Trieste” ha aggiunto il vicepresidente di UniCredit Fabrizio Palenzona.

Il “modello Unicredit” si articola su 3 punti : “il primo è la necessità di realizzare infrastrutture di Corridoio in tempi certi. Il secondo evidenzia l’obiettivo di un mercato regolato ovvero il rispetto dei principi europei di concorrenza, libero accesso al mercato e tutela del legittimo affidamento. Terzo e fondamentale : l’alleanza strategica con gli operatori del traffico” ha spiegato Palenzona, sottolineando poi che è necessario un “altrettanto deciso intervento di segno legislativo senza il quale qualunque progetto non sarebbe possibile in Italia”. Senza la costruzione di un “efficace” corridoio integrato tra i porti del Tirreno e l’Europa meridionale, ha aggiunto, la portualità italiana “non ha alcuna speranza”.

Per Palenzona “ diventa assolutamente indispensabile che le grandi centrali di traffico assumano un impegno preciso a fronte della partecipazione alla realizzazione delle infrastrutture indispensabili”.
Il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha detto che “l’Italia deve approfittare dell’asse Est-Ovest in Friuli Venezia Giulia: il Governo ci crede, gli enti locali ci credono, ci attendiamo che la comunità imprenditoriale italiana ci creda”. Frattini ha poi annunciato che l’Italia ha già contattato la Slovenia per un coinvolgimento di Lubiana nel progetto del nuovo terminal Adriatico proposto da Unicredit.

(Fonte: Il Messaggero Marittimo)

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Flavio Cattaneo: Terna in Valtellina sostenibilità ambientale e attenzione al territorio

Terna, ad Flavio Cattaneo,  riprende i lavori a Sondrio per ridurre l`impatto sul paesaggio montano. Spariscono tralicci e cavi, saranno interrati 160 chilometri di linee elettriche.

TIRANO – Quasi un milione mezzo di metri quadrati nuovamente «liberi», ovvero prati e boschi restituiti al verde; niente più cavi a solcare il cielo o tralicci a ingombrare i panorami; recupero di grandi quantità di materiale pregiato. Sospesi prima di Natale, riprendono in questi giorni, in Valtellina, i lavori di smantellamento delle linee elettriche aeree: nella prima fase Terna ha smantellato la linea che attraversava Villa di Tirano, Tirano e Campocologna, in Svizzera. Prima ancora c`erano stati i lavori di interramento:2,4 chilometri di nuovi cavi ad alta tensione ed alta tecnologia, protetti da un involucro.

«Sostenibilità ambientale e attenzione al territorio» sono le finalità del progetto lanciato quattro anni fa (nell`intero paese riguarda una decina di elettrodotti): spariscono le grandi torri metalliche — dopo che gli operai le hanno «liberate», è l`elicottero che interviene per aiutare a rimuoverle con interventi spettacolari —; se ne vanno anche le fondazioni di cemento da 20 metri quadrati ciascuna e i conduttori in rame, del diametro di 14 millimetri, per un peso complessivo di 57 tonnellate. Se le condizioni meteorologiche lo permetteranno, sarà conclusa ai primi di febbraio questa parte dell`intervento, che, peraltro, è soltanto un inizio.

Con un investimento di 210 milioni, infatti, Terna ha programmato l`abbattimento di 160 chilometri di linee ritenute ormai «obsolete» e dei relativi tralicci: 90 chilometri in Valcamonica e 70 in Valtellina, con il recupero di 4 mila tonnellate di acciaio, 520 di alluminio, 4.800 di calcestruzzo, 192 di vetro. La parte di Lombardia attraversata dagli elettrodotti da smantellare rientra nel territorio di ben nove parchi: Stelvio, Adamello, Orobie Valtellinesi, Orobie Bergamasche, Groane, Valle del Lambro, Montevecchia e Valle del Curone, Adda Nord e Parco dei Colli di Bergamo. Anche nella Valle del Braulio e al ghiacciaio del Pizzo Coca, altri «siti di interesse comunitario» vedranno ridotto l`impatto ambientale in seguito all`interramento delle linee.

Anche a Tirano il nuovo intervento ha riscosso consensi perché «il lavoro restituisce un ambiente più pulito e un paesaggio diverso», come dice il sindaco Pietro Del Simone, dal giugno 2009 a capo dell`amministrazione guidata da una lista civica. «E del resto questo faceva parte dell`impegno assunto nei confronti delle nostre comunità quando si fece l`accordo per la realizzazione dell`elettrodotto San Fiorano-Robbia, che dal 2005 connette Italia e Svizzera». Al sindaco, piuttosto, è proprio quest`ultima opera che rimane un po` «indigesta»: «Perché poteva essere scelto un percorso molto meno impattante anzitutto e poi perché le amministrazioni di allora, anziché reclamare un indennizzo equo, si sono accontentate di un “una tantum” davvero modesto rispetto all`economia che l`elettrodotto genera».
La Lombardia, del resto, ha dovuto fare i conti nel solo mese di dicembre con una domanda energetica di 5,9 miliardi di kilowattora, con una crescita del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2009.

(Fonte: Corsera Milano 14 gennaio 2011)

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Flavio Cattaneo: i tralicci del futuro di Terna per un minimo impatto ambientale

Terna, azienda proprietaria di gran parte della rete di trasmissione per l’energia elettrica italiana, al fine di minimizzare l’impatto paesaggistico ed ambientale sceglie nuove soluzioni tecnologiche attraverso il lancio del Concorso Tralicci del Futuro.

Terna, azienda proprietaria di gran parte della rete di trasmissione per l’energia elettrica italiana, ha pubblicato sul sito un articolo riguardante i piani di rinnovamento delle infrastrutture. I 62000 Km della rete elettrica nazionale ad alta tensione subiranno un forte cambiamento nei prossimi anni. Al fine di minimizzare l’impatto paesaggistico ed ambientale sono state scelte nuove soluzioni tecnologiche. Il progetto vincitore per i nuovi tralicci è stato quello dell’architetto Hugh Dutton dello studio Rosental che ne ha ridisegnato la forma creando una sorta di Y per renderlo stilisticamente e funzionalmente più efficiente. Nel concorso indetto da Terna veniva richiesto che i progetti rispondessero a requisiti di idoneità tecnico-funzionale, flessibilità d’impiego, minimo impatto ambientale, ottima tecnologia realizzativa, facilità di esercizio e manutenzione.

(Fonte: Edilcantiere.it)

Da la Repubblica del 24 dicembre 2009, la dichiarazione di Flavio Cattaneo a proposito dei tralicci d’autore : “Abbiamo deciso di spendere questi nomi perché il paese ha bisogno di grandi investimenti nel settore ed è il caso di farli puntando sulla qualità”, spiega Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna. “Decongestionando la rete eviteremo di sprecare 1,2 miliardi di chilowattora l’anno: ci sono i margini per ottenere un buon risparmio sulle bollette e nello stesso tempo migliorare l’impatto paesaggistico delle linee. I tralicci d’autore costeranno il 50 per cento in più, ma l’extra costo scende al 5-6 per cento calcolando l’investimento sul complesso della linea e il bilancio complessivo dell’operazione resta largamente in attivo. Inoltre diamo un segnale chiaro: la modernizzazione del paese può essere un vantaggio economico, estetico, ambientale”.

(Fonte: la Repubblica.it)

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Solidarietà: Flavio Cattaneo alcune iniziative solidali in cui si è impegnata Terna Spa

Alcuni Esempi di Solidarietà con cui si è impegnata Terna: Donazione di Asset, Progetto Kami – Bolivia, Progetto il sole per l’acqua – Niger

Le iniziative solidali di Terna

Donazione di asset
Nel corso del 2009, durante i lavori di dismissione ristrutturazione di tre proprie sedi, Terna ha donato tavoli, sedie e cucine da mensa ad associazioni senza scopo di lucro. In particolare, i materiali sono stati destinati alla Onlus Agape per le cucine di un proprio centro in Romania.
La cessione di asset ha riguardato anche circa 200 dotazioni informatiche (PC, stampanti), destinati a Onlus, Istituti scolastici, parrocchie associazioni di volontariato su tutto il territorio nazionale.

Progetto Kami Bolivia
Da circa tre anni alcuni dipendenti di Terna, in collaborazione con COOPI (Cooperazione Internazionale) e la missione locale dei Padri Salesiani, stanno contribuendo con le loro competenze alla gestione e al potenziamento della nuova rete elettrica locale che collegherà circa 3.700 famiglie, per un totale di 15.000 persone. Il progetto sarà pienamente realizzato entro il 2010.

Progetto il sole per l’acqua – Niger
Il Progetto “Il sole per l’acqua” (Niger), ideato dall’associazione RECOSOL (Rete dei Comuni Solidali del Piemonte) e coordinato da dipendenti di Terna, si propone di sviluppare l’orticoltura al femminile grazie a sistemi di pompaggio di acqua irrigua alimentati con pannelli solari ognuno dei quali rende disponibile oltre 20 metri cubi giornalieri di acqua sufficienti per irrigare una superficie di oltre mezzo ettaro. Terna ha contribuito con la messa a disposizione di materiale dismesso.

Fonte (Terna Spa)

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Terna, AD Flavio Cattaneo aderisce al Progetto FI.GI. – Facolta’ di Ingegneria e Grandi Imprese

Terna ha partecipato attivamente alla didattica del corso di laurea di Ingegneria Elettrica attraverso la realizzazione, fino ad oggi, di ben 23 seminari su temi tecnici specialistici tenuti da propri esperti.

FI.GI. – Protocollo d’Intesa Facoltà di Ingegneria (La Sapienza Roma) e Grandi Imprese.
Nel novembre 2008 Terna ha aderito al Protocollo d’Intesa tra la Facoltà di Ingegneria, Università di Roma “La Sapienza” (Progetto FI.GI. – Facolta’ di Ingegneria e Grandi Imprese).

Il Protocollo d’Intesa prevede una collaborazione stabile e strutturata tra grandi e medie Imprese operanti in Roma e la Facolta’ d’Ingegneria dell’Universita’ La Sapienza, con la finalità di favorire il raccordo dell’offerta formativa universitaria con la domanda espressa dal mercato del lavoro.

Oltre a Terna, ad Flavio Cattaneo,  hanno aderito: Finmeccanica, Autostrade, Enel, Accenture, Wind, Todini Costruzioni, Ferrovie dello Stato, Poste, Engineering, Altran.

Nell’ambito del progetto Terna ha partecipato attivamente alla didattica del corso di laurea di Ingegneria Elettrica attraverso la realizzazione, fino ad oggi, di ben 23 seminari su temi tecnici specialistici tenuti da propri esperti.

Annuali sono state dal 2008, invece, le visite guidate alla Stazione di Roma Nord cui hanno partecipato oltre 60 studenti di vari corsi.

Più di recente è stata realizzata una visita guidata agli impianti del SAPEI con la partecipazione di circa 50 studenti dei Corsi di “Componenti e Tecnologie Elettriche” e “Pianificazione del Sistema Elettrica”.

La collaborazione continua, in particolare, con un’attenzione da parte di Terna a promuovere, attraverso vari strumenti, la valorizzazione del corso di laurea in ingegneria elettrica che negli ultimi anni ha registrato minori adesioni con la conseguenza di una criticità di reperimento per tutte le aziende interessate, in particolare nel territorio romano.

Fonte (Terna Spa)

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Terna, ad Flavio Cattaneo – ENTSO-E: “Towards Electricity Infrastructure For A Neutral Europe”

Terna, ad Flavio Cattaneo, fa parte dell’ENTSO-E, la Rete Europea dei Gestori di rete dei sistemi di trasmissione di energia elettrica che rappresenta 42 Gestori di rete appartenenti a 34 Paesi in Europa compresi i paesi del Sud-Est Europeo (con l’esclusione di Albania e Kosovo).

TOWARDS ELECTRICITY INFRASTRUCTURE
FOR A CARBON NEUTRAL EUROPE
10-11 February 2011
Palais des Beaux-Arts (Bozar), Brussels

L’ENTSO-E (European Network of Transmission System Operators for Electricity) è stata costituita il 19 dicembre 2008 su base volontaria come Associazione Internazionale in sostituzione di ETSO, UCTE e delle altre Associazioni Regionali (UKTSOI, NORDEL, ATSOI e BALTSOA) con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra i Gestori di rete nell’attesa dell’entrata in vigore del c.d. “Terzo Pacchetto Energia dell’UE” e precisamente del Regolamento CE n. 714/2009 che ne costituisce il fondamento giuridico.

L’ENTSO-E, con sede a Bruxelles, si configura come il nuovo Organismo dei Gestori di rete a livello comunitario che ha il compito di adottare i codici di rete europei sulle questioni transfrontaliere, il Piano decennale di sviluppo della rete elettrica europea, gli strumenti comuni per il coordinamento nella gestione delle reti, i piani di ricerca, le raccomandazioni in materia di coordinamento tecnico dei sistemi di trasmissione di paesi terzi all’UE e le prospettive annuali, per il periodo estivo e invernale, sull’adeguatezza della capacità di generazione in Europa.(…)

Le attività condotte da Terna, AD Flavio Cattaneo, nell’ambito dell’ENTSO-E, in cooperazione con gli altri Gestori di rete, sono funzionali a promuovere il funzionamento del mercato interno dell’energia elettrica e degli scambi transfrontalieri, la sicurezza delle reti e lo sviluppo delle reti.

Nell’attuale assetto di Governance dell’ENTSO-E, Terna è presente nel Board, organismo ristretto alla partecipazione di 10 gestori di rete, con funzioni di coordinamento e con potere decisionale su materie delegate dall’Assemblea Generale.

Terna inoltre partecipa all’Assemblea Generale, l’organismo decisionale in cui sono rappresentati tutti i membri di ENTSO-E , nei tre Comitati in materia di “System Operation”, “System Development” e “Market”, nel “Legal and Regulatory Group” e nei rispettivi Working Groups.(…)

Fonte (Terna Spa)

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Dario Edoardo Viganò: “Tra chi annuncia e chi ascolta: problemi di comunicazione-comprensione” (Gennaio: Verona 10-13 e Venezia 18-21)

“Tre giorni invernale del clero. La pedagogia della fede oggi” in due sessioni (Verona 10-13 gennaio e Venezia 18-21 gennaio), organizzato in collaborazione con la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, durante i quali Dario Edoardo Viganò svolgerà una relazione dal titolo “Tra chi annuncia e chi ascolta: problemi di comunicazione-comprensione”.

“Tra chi annuncia e chi ascolta: problemi di comunicazione-comprensione”. Relatore per l’Aggiornamento Teologico Presbiteri a Verona e a Venezia, in collaborazione Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna.
“Tre giorni invernale del clero. La pedagogia della fede oggi” in due sessioni (Verona 10-13 gennaio e Venezia 18-21 gennaio), organizzato in collaborazione con la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, durante i quali Dario Edoardo Viganò svolgerà una relazione dal titolo “Tra chi annuncia e chi ascolta: problemi di comunicazione-comprensione”.


“A partire dalla consapevolezza di cambiamenti degli scenari socio-culturali,” – sottolinea Viganò, anticipando il suo intervento – “ovvero della mentalità e del vissuto religioso, si comprende come l’azione ecclesiale subisce uno spostamento di baricentro: l’azione pastorale è chiamata a rinnovarsi in senso missionario.

Non si tratta semplicemente di aggiungere un ambito accanto alla pastorale ordinaria: piuttosto rappresenta l’anima, la qualità e il dinamismo stesso dell’azione ecclesiale. Nel ripensamento della nuova topografia pastorale l’attenzione teologicamente istituita alle retoriche della comunicazione pubblica e al sistema dei media diviene elemento qualificante per evitare sia la pretesa bulimica delle tecniche come panacea dell’evangelizzazione sia l’anoressia del pensiero come irenica anestesia di fronte alla complessità delle situazioni.

Dobbiamo fare i conti che oggi, abbandonato il mito dell’uomo costruttore della storia, viviamo all’interno di un mito simmetrico e speculare ovvero della sua totale impotenza dinanzi alla complessità del mondo. Un film come Prima della pioggia (Before the Rain, 1994) di Milcho Manchevski esprime molto bene questo dilemma: se è vero che l’uomo non fa la storia, cosa può però fare l’uomo per la storia? Forse proprio a partire da tale domande siamo chiamati a riconfigurare l’esercizio del ministero stesso, ministero di evangelizzazione e di educazione, chiamato promuovere nuovamente spazi e forme di socialità animate dal desiderio perché, come afferma Guy Debord, se le persone non trovano quel che desiderano finiranno per accontentarsi di desiderare ciò che trovano.

(Fonte: Il Blog di Dario Edoardo Viganò)

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