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LO YETI “LE MEMORIE DELL’ACQUA” È IL DISCO D’ESORDIO DEL CANTAUTORE BOLOGNESE USCITO IL 7 APRILE

Dall’esigenza di delineare il proprio vissuto nasce un disco che reinterpreta in chiave personale il ponte fra l’alternative rock e il cantautorato italiano.

Le memorie dell’acqua” è un percorso di auto-osservazione volto al racconto ed alla comprensione, affidato all’acqua, affinché venga da esso trasportato in modo trasparente e senza giudizio. Come in un fiume, ogni brano è un affluente che fissa le diverse sfaccettature di un rapporto: trovarsi, amarsi, cambiare, allontanarsi, tradirsi, lasciarsi. Le memorie scivolano così su chiunque ascolti, in un fluire di sensazioni personali ma allo stesso tempo universali.

L’acqua è il fil rouge che permea l’intera opera, assumendo, di volta in volta, forme e significati diversi. L’acqua è neve, lacrime, bolle di sapone, torrenti, mare. L’acqua è la persona in grado di infiltrarsi dentro di te, fino a scavare e a creare solchi. L’acqua, nel suo stato alterato più estremo, è ghiaccio, quello stesso ghiaccio da cui misterioso e dal nulla arriva Lo yeti. L’acqua infine ha una dimensione sotterranea, come quella dei canali che scorrono invisibili sotto Bologna, città che ha dato i natali all’autore e al suo progetto.

Il disco è prodotto da Angelo Epifani e registrato presso i Tup Studio di Brescia da Pierluigi Ballarin e presso i Raw Studios di Bologna dallo stesso Angelo Epifani che ne ha curato anche il mixaggio e il mastering. La musica e i testi sono di Pierpaolo Marconcini. Gli arrangiamenti sono di Pierpaolo Marconcini, Marco Milani e Pierluigi Ballarin. Nel disco hanno suonato: Pierpaolo Marconcini (Voce, Chitarra Acustica, Chitarra Elettrica), Marco Milani (Basso), Pierluigi Ballarin (Tastiere, Piano, Synth, Chitarra Elettrica), Simone Gelmini (Batteria), Daniela Savoldi (Violoncello).

TRACK BY TRACK

Santa madre dei miracoli

Un brano dalle influenze soul che parla di un tradimento, reiterato e mai svelato. La paura di essere scoperti. E il percorso di auto-perdono necessario per andare oltre, approdando a nuovi equilibri, sottolineati musicalmente da aperture di incredibile respiro e fiati evocativi.

Sotto effetto della luna

Contrasti cromatici che creano distinzioni, che accentuano le differenze, rendendole ancora più nette ed evidenti. Il bianco: della luce della luna, del manto della neve. Il rosso: delle fragole, del viso di chi non sa mentire, ma tenta ugualmente l’impresa impossibile di farlo. Colori opposti che mettono a confronto, rendendo ancora più nitide e chiare le peculiarità di ogni cosa. Una chitarra cinica e una voce consapevole.

Rita

Un fervido ritratto di donna, echi beatlesiani e cori avvolgenti: è Rita, colta nei suoi contrasti, nelle sue luci e nelle sue ombre, nei suoi giorni e nelle sue notti. Solare, brillante, fantasiosa, con la “testa tra le nuvole” e con una teoria dei colori tutta sua. Ma anche meteoropatica, fragile, testarda, con inverni gelidi tra le mani e con storie alle spalle che ha scelto di non raccontare. Da una parte c’è il percorso di una persona che cambia, rifugiandosi ermeticamente dentro se stessa, chiudendo al di fuori tutto il resto. Dall’altra ci sono la mancanza, il senso di impotenza e la nostalgia che avverte chi è stato chiuso fuori.

La canzone dell’acqua

L’acqua con il suo scorrere crea legami, con il suo flusso innesca cambiamenti. Acqua nella sua duplice veste, di purezza e trasparenza, di lineare quotidianità, ma anche di forza potente, violenta, che tutto spazza via, senza fare distinzioni.

Intrepida

La nostalgia che permea questa ballad rivela un amore forte e totalizzante ma pervaso dalla consapevolezza di trovarsi in due luoghi ed in due tempi diversi, pur essendo sullo stesso percorso, nella stessa dimensione, nella stessa storia. Lo scontrarsi con le differenze che inevitabilmente si sono create e lentamente sono cresciute, fino a divenire ostacoli che separano, difficili da sormontare. Ostacoli che ciascuno, all’interno della relazione, affronta a modo suo, con i propri strumenti. Anche con la reazione intrepida di chi, nonostante tutto, va avanti, con la “voglia di ridere”.

Amore bufalo

Il bufalo, animale possente, massiccio. All’apparenza forte, solido. Ma in questo brano, onirico e visionario, è reso vulnerabile, in preda alle contraddizioni e soggetto a mutamenti: di forma, di stato, di significato. Un brano che simboleggia il cambiamento: la sua inevitabilità, la sua continua ricerca; concetto sottolineato musicalmente dall’alternarsi di un rock ipnotico e serrato, che cede il passo ad uno stato di calma apparente dal ritmo elettronico, e a chitarre acide sullo sfondo. Primo singolo estratto.

La nostra rivoluzione

Un brano che crea distinzione tra ciò che può mutare e ciò che invece è immune al cambiamento. La canzone stessa subisce al proprio interno una rivoluzione: l’inizio delicato, intimo omaggio a Blackbird dei Beatles, cede inaspettatamente il posto ad un ritmo più incalzante, che volutamente restituisce all’immaginario i luoghi e i tempi di una generazione: una spiaggia, un falò, una chitarra, e le note di Battisti. Sonorità biografiche ispirano una melodia raffinata, che svela le grandi doti compositive dell’autore.

Anidride

Anidride carbonica rappresenta qualcosa di impercettibile, di impalpabile e silente, in grado di coglierti ed annientarti di sorpresa, nel momento più inaspettato. Potere letale su una vittima inconsapevole. Un brano sulla fisiologia dell’assenza. Perché l’accettazione di un abbandono non riguarda solo la mente, ma impatta anche sul nostro corpo, implicandone ogni parte: atomi, cuore, ossa, e al “fegato il compito più duro, mostrarsi indifferente”.

Uomo

È volutamente l’ultimo brano dell’album. Un momento per chiedere scusa alle persone che nella propria vita hanno davvero avuto significato. Il divenire adulti, uomini, avvertendo un senso di completezza, di ricongiunzione, esplicitato in un ritornello potente. Brano di chiusura e punto di arrivo dell’acqua. Meta e fine del suo lungo e tortuoso viaggio. Qui l’acqua assume la forma di una donna, capace di penetrarti all’interno, scavando, infiltrandosi, scuotendoti con impeto, fino a fondersi con la tua interiorità, invadendola. Un ciclo che si chiude in un outro sognante e malinconico.

Etichetta: SRI Productions

BIO

In una Bologna fucina di fermenti culturali, Pierpaolo Marconcini, pubblicitario classe 1983, diventa Lo yeti.

Lo yeti è un essere che vive una realtà fisica manifesta disegnata da noi, in base alle nostre esperienze, alle storie che abbiamo sentito di lui, alle immagini che abbiamo visto. Una creatura leggendaria che prende forma grazie alla soggettività di chi lo pensa, proiettando su di lui ciò che vuole vedere. Allo stesso modo la sua musica, pur raccogliendo e decodificando ricordi personali, si adatta al vissuto dell’ascoltatore lasciando spazio al significato che ognuno ne vuole trarre. Il suo eterogeneo percorso artistico e musicale gli permette di vestire ogni brano in modo diverso ed adeguato, per sottolineare l’intimità testuale e l’umore del brano stesso. Ugualmente la sua voce, avvolgente ed espressiva, lascia un’impronta caratteristica su ogni melodia. La scrittura musicale de Lo yeti, chitarrista e pianista, è ricca e mai banale, e riesce ad arrivare in maniera immediata e viscerale. L’arrangiamento e la produzione del suono aiutano a creare un’identità forte al progetto musicale.

Grazie all’apporto del bassista Marco Milani, parte integrante del progetto fin dall’inizio che ha notevolmente contributo all’evoluzione dei brani, e del musicista/fonico/produttore artistico Pierluigi Ballarin, il progetto Lo yeti si arricchisce di ritmi e forme elettroniche, archi, synth e fiati.

Nel 2016 l’incontro con il musicista/fonico/produttore artistico Angelo Epifani porta alla definitiva versione de Le Memorie dell’Acqua, disco d’esordio de Lo yeti.

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Soundcloud https://soundcloud.com/loyeti

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FOXY LADIES “NERO PASTELLO” È IL NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM D’ESORDIO “RADIOFOXY IN FM” DELLE TRE SORELLE CONCORRENTI DI “THE VOICE OF ITALY”

Il trio veneto tutto al femminile presenta un brano che calca le sfumature sonore più frizzanti della motown ponendosi come ponte fra pop e black music e avvolgendo in maniera vulcanica l’ascoltatore.

«Quei giorni in cui la giornata sembra non girare, in cui il volto resta imbronciato e la vista non è a colori»: “Nero Pastello” inizia così, con i pensieri che si accavallano e non lasciano spazio al buonumore. L’atmosfera motown piena di groove, che rimanda alle più famose sonorità rhythm’n’blues, reinventa in modo fresco e leggero questo stato d’animo, tanto che i colori in realtà scatenano una festa, resa dagli intrecci delle voci delle Foxy Ladies. “Nero Pastello”, con i sapienti arrangiamenti musicali di Graziano Beggio e quelli vocali di Roberto Castellin (entrambi anche autori del brano assieme a Foxy Ambra), unisce il pop alla musica black, la chitarra distorta ai fiati, la melodia al fraseggio soul, i contrasti alle sfumature. Alla fine del brano resta nell’aria un sapore divertente e pieno di energia, al quale è impossibile restare indifferenti. Puro marchio “Foxy Ladies”.

Il progetto delle Foxy Ladies prende avvio in una famiglia in cui la passione per la musica viene tramandata dal padre. Le tre sorelle Ambra, Federica e Sara Baccaglini scoprono presto il loro talento e si dedicano al canto ricevendo molto presto positivi riscontri ed entrando in contatto con artisti internazionali della scena gospel e soul (Tammy McCann, James Monque’d, Kelly Longmire, ed altri). La musica nera fa quindi da sfondo a questo progetto sin dagli esordi e filtra attraverso lo stile vocale delle Foxy Ladies anche quando cantano in italiano. Il loro cantare assieme avviene come un fatto naturale, vissuto prima ancora che come performance, come momento di condivisione nella quotidianità. Se le voci soliste si distinguono ognuna per timbro e vocalità, quando l’armonia vocale le unisce in una voce sola la magia si amplifica. L’intento delle Foxy è esprimere questa passione e questa unione attraverso l’intensità dei loro brani inediti, nonché attraverso il rifacimento di alcune hit memorabili (Hit the road Jack, Natural woman, Candyman, Sex Bomb, ed altre) che le hanno distinte in questi quindici anni di concerti e nelle loro apparizioni televisive.

Etichetta: Freecom

BIO

Ambra, Federica e Sara Baccaglini, in arte FOXY LADIES, sono tre sorelle venete che hanno sempre avuto come colonna sonora la black music, il soul, il gospel e il blues. Il padre le inizia alla musica giovanissime e loro non la abbandonano più. Ognuna vanta importanti esperienze solistiche, ma è solo assieme che le voci raccontano una storia unica ed emozionante. Dopo numerosissimi concerti soul e gospel fatti in più di dieci anni di carriera e due dischi all’attivo, le Foxy Ladies ottengono riconoscimenti a livello nazionale e nel 2013, nel programma di Rai 2 La vita in diretta, sono presentate come “le sorelle del canto”. Nel 2016 partecipano a The Voice of Italy nel team di Raffaella Carrà, e sono il primo gruppo vocale in assoluto nella storia del talent televisivo. Grazie al loro talento ed alla loro verve riscuotono grande successo fra il pubblico italiano e sono ospiti più volte al programma radiofonico di Radio 2 Social Club, con Luca Barbarossa, Andrea Perroni ed ospiti internazionali. Nell’autunno del 2016 esce il loro primo inedito Givin’ my best (il lunedì fa male), ma il desiderio di lasciare al pubblico altre canzoni originali dal marchio “Foxy Ladies” spinge le sorelle Baccaglini a realizzare il loro primo disco di inediti “RADIOFOXY in FM”, di cui “Nero Pastello” è il primo singolo.

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TOROMECCANICA “IL PRIMO BATTERISTA DEI NEGRAMARO” È IL NUOVO SINGOLO DELLA BAND SALENTINA

Una canzone che, omaggiando una delle più importanti band del panorama musicale italiano caratterizzata da un excursus ricco di grandi occasioni colte in maniera vincente, descrive metaforicamente il tema delle occasioni mancate.

I Toromeccanica mettono in musica la storia immaginaria di un ragazzo che per un breve periodo frequenta la band di Giuliano Sangiorgi (frontman dei Negramaro), in tempi non sospetti, senza sentirne il vero potenziale e inconsapevole del radioso futuro che da lì a poco la band avrebbe avuto. Un ragazzo come tanti che ad un certo punto decide di lasciare la band, allontanarsi, e seguire altri progetti, altri sogni. Così il filo della storia diventa rimpianto, rincorrendo i “se” i “ma” e i “perché” mentre i suoi amici cavalcano l’onda del successo. Ed è allora che si innesca un quotidiano effetto “Sliding Doors” in cui il protagonista immagina di tornare indietro e ricucire i rapporti. È la canzone che rappresenta il sogno di donare all’etere una storia e vivere delle emozioni che la stessa suscita negli occhi di coloro che la sentono, «è la canzone del dannato bisogno del musicista di essere lì sul palco a dire “Io sono qui!”».

 

Il brano è la prima coproduzione de l’etichetta “Il Paese dei Balocchi” con la “Rusty Records”, la prima in assoluto de “Il Paese dei Balocchi” che vuole costituire un ponte ideale fra il Salento e Milano per far emergere i nuovi talenti salentini.

Etichetta: Rusty Records/Il Paese dei Balocchi

BIO

La band nasce artisticamente nel 2005 ad Alezio, in provincia di Lecce con l’intento di proporre brani inediti abbracciando più stili musicali e scrivendo testi elaborati in modo da esprimere, anche tramite l’utilizzo di termini desueti, concetti nuovi e nuove forme di comunicazione. Vantano dal loro anno di formazione numerosissime esibizioni live e si sono distinti per i risultati ottenuti in numerosi concorsi, classificandosi sempre nelle prime posizioni.

Nel 2009 firmano con l’etichetta Rusty Records, e presentano alle radio il singolo “Bungalow”, prodotto da Davide Maggioni, grazie al quale ricevono il premio della critica al Festival Show 2009. Nel luglio del 2011 viene lanciato l’EP “Star System” con il singolo “L’amore ai tempi della crisi”, brano con cui la band vincerà il premio Flop Tv al PIVI 2011. Nello stesso anno con “Non Mi sbilancio (Testuggini)” sfiorano l’esibizione davanti alla giuria tecnica della Rai entrando tra i 40 finalisti di CartaSì Area Sanremo.

Nel marzo del 2012 invece pubblicano l’album “Star System – Repack”, composto da 11 brani tra cui il remix di “Bungalow” realizzato dal dj Max Robbers.

L’anno seguente, nel 2013, la band supera tutte le fasi della selezione dell’1MFestival e si esibisce sul palco del Concerto del Primo Maggio di Roma, vincendo il premio Puglia Sounds. Nel maggio 2014 lanciano “I Reggiseni Non Contengono Cervelli”, il loro nuovo singolo dal sapore raggamuffin che vede la collaborazione di Cesko, inconfondibile voce degli Après La Classe, e che rappresenta un vero e proprio spaccato dell’attuale situazione italiana, dalla politica alla televisione, per toccare il dolente tasto del mondo del lavoro. Il videoclip del brano, prodotto da Springo Film, con la regia di Federico Mudoni, viene premiato al Salento International Film Festival come “Migliore Sceneggiatura”. Il brano viene inserito nella 1MNext Compilation, raccolta riservata ad artisti emergenti che hanno calcato, negli anni, il palco del Concerto del Primo Maggio di Roma.

Nel 2015 lanciano il brano “Extremo”, singolo che anticipa l’uscita del nuovo album “L’Innocenza dei 30 anni”. Il secondo singolo, “L’estate di Hubner“, esce nell’ottobre dello stesso anno, e vede la collaborazione in video di Dario Hubner, capocannoniere della Serie A 2001-2002.

Il 10 Giugno 2016 esce in radio il singolo “Un giorno memorabile”, brano prodotto da Rusty Records che, per quanto riguarda le pubblicazioni discografiche, segna la fine del ciclo “L’innocenza dei 30 anni”.

Nel mese di Dicembre 2016 la band firma un contratto discografico che segna l’inizio di una coproduzione tra le etichette indipendenti “Rusty Records Italia” (MI) ed “Il paese dei Balocchi Records” (LE).

Attualmente i Toromeccanica sono impegnati nella produzione del terzo album alternando sessioni in studio e concerti live. L’uscita è prevista per l’estate del 2017.

Contatti e social:

Facebook: www.facebook.com/toromeccanicaofficial

Facebook Rusty Records: www.facebook.com/RustyRecordsItaly

Sito: Rusty records: www.rustyrecords.net

Facebook Il Paese dei Blaocchi: www.facebook.com/ilpaesedeibalocchirecords

Sito Il Paese dei Balocchi: www.ilpaesedeibalocchirecords.it 

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VITTORIO DE SCALZI “L’ATTESA” È IL NUOVO SINGOLO DEL FONDATORE DELLO STORICO GRUPPO NEW TROLLS

Il cantautore genovese torna in scena con un brano evocativo ispirato al suo mare e prodotto dal cantautore Zibba, suo conterraneo, celebrando i 50 anni di carriera.

Il brano, come si evince dal titolo stesso, parla dell’attesa di un ritorno: descrive una mancanza di gesti, di quotidianità, di piccole importantissime cose che insieme compongono il sentimento. Scritto su un’onda emotiva sconosciuta, la canzone nasce scrutando il mare della sua Genova, proprio là dove si vuol buttare lo sguardo all’orizzonte, ma le onde ti portano indietro malinconie. Abbinare poi i fiori – come si legge nel testo – alle emozioni, per colorarle e profumarle è un tentativo di spazzare via i rimpianti. Il brano è stato prodotto da Zibba e l’arrangiamento con la fisarmonica studiato proprio per conferire una componente evocativa.

https://www.youtube.com/watch?v=5WM8qzCDIHw

Il 2017 segna i 50 anni di onorata carriera di Vittorio De Scalzi, ma anche di ispirazioni continue, tra musica e parole, per uno dei compositori, autori, cantanti italiani che della sua ricerca ha fatto un progresso, anzi un “prog”. Per celebrare questo importante traguardo l’artista terrà un concerto-evento con grandi ospiti presso il Teatro San Carlo di Napoli il prossimo 15 maggio.

BIO

Fondatore del complesso I Trolls insieme a Pino Scarpettini. Nello stesso anno debutta come solista, in un disco realizzato per l’etichetta discografica ARC, dal titolo “Vietato ai maggiori di pochi anni”. Nel 1967, terminata l’esperienza dei Trolls, costituisce una nuova formazione, denominata appunto New Trolls, e con questa getta le basi per una proficua carriera, caratterizzata sin dall’inizio dall’intento di concentrarsi su un repertorio inedito originale, evitando di proporre cover di artisti stranieri come ancora si usava all’epoca. Componenti del complesso oltre a De Scalzi sono Nico Di Palo (chitarre), Gianni Belleno (batteria), Giorgio D’Adamo (basso) e Mauro Chiarugi (tastiere). Nello stesso anno la band apre i concerti della tournée italiana dei Rolling Stones e suona in jam session con musicisti del calibro di Stevie Wonder.

Contemporaneamente De Scalzi si impegna nel lavoro di ricerca sulla musica popolare genovese, scrivendo in quegli anni canzoni dialettali parte del patrimonio culturale della sua città. Con la collaborazione di Fabrizio De André e del poeta Riccardo Mannerini, compone i brani del primo album dei New Trolls, “Senza orario senza bandiera”, di cui Mannerini è autore dei testi e il musicista arrangiatore e produttore. L’ LP sarà tra i primi esperimenti di concept album italiano.

Vittorio De Scalzi è autore di molte canzoni di successo della band (da “Visioni” a “Una miniera”, a “Quella carezza della sera”). Ha composto anche canzoni per Mina e per Ornella Vanoni. Tra i brani scritti per altri interpreti, quelli contenuti nell’album “Tutti i brividi del mondo” di Anna Oxa.

In qualità di tastierista e cantante dei New Trolls, De Scalzi ha partecipato a otto edizioni del Festival di Sanremo. Nell’edizione del 1996 la band partecipa in coppia con Umberto Bindi interpretando la canzone “Letti”, di cui quest’ultimo è autore con Renato Zero.

Un altro filone importante è rappresentato dal Suonatore Jones, un tour perlopiù incentrato sulle sue collaborazioni con l’amico e collega conterraneo Fabrizio De André. La relativa scaletta contiene la riproposta dell’album “Senza orario senza bandiera”, scritto con De André e Riccardo Mannerini, più altri brani dei New Trolls e alcuni brani originali dello stesso De André, che nella sua prima tournée (19751976) era stato supportato da una band composta da alcuni componenti dei New Trolls (Ricky Belloni, Gianni Belleno, Giorgio D’Adamo e Giorgio Usai).

Nel 1973 De Scalzi ha partecipato al disco collettivo “L’Arca”: le due canzoni da lui cantate sono state pubblicate poi sul 45 giri Le api/La foca con la denominazione Vittorio dei New Trolls e sul lato B canta anche Franco Gatti dei Ricchi e Poveri.

Nel 2001, in qualità di solista, supportato dall’Orchestra Filarmonica di Torino diretta da Maurizio Salvi ha realizzato un primo album dal vivo dal titolo “Concerto grosso riuscito esperimento di fusione fra rock e classica; il disco, costituito da brani di repertorio dei New Trolls è stato distribuito in allegato al quotidiano La Stampa.

Nel 2007 realizza il live “Trilogy” per i New Trolls, nel 2011 il nuovo Concerto Grosso n°3 e nel 2013 a preso parte al “Ceará Itália Festival” 2013. 

Nel 2008 ha inciso un disco realizzato interamente in dialetto genovese, “Mandilli”, pubblicato da Aerostella (l’etichetta di Franz Di Cioccio) distribuito da Edel Music.

Nel 2011 ha pubblicato l’album “Gli occhi del mondo”, realizzato mettendo in musica, con la collaborazione di Marco Ongaro, alcune poesie di Riccardo Mannerini.

Nel 2012 fa parte del super gruppo Artisti Uniti per Genova per il progetto benefico “Ora che”, brano scritto da Max Campioni, Arrangiato da Lauro Ferrarini, prodotto da Verdiano Vera e realizzato per raccogliere fondi per l’alluvione di Genova del 4 novembre 2011, che insieme a Vittorio De Scalzi vede la partecipazione di numerosi musicisti e cantanti della scena musicale genovese. Nel 2016 è ospite del tour di Renato Zero ed ha curato la direzione artistica del “Fire Music Festival” di Napoli nel 2017.

Non da ultimo, sempre in attinenza alla sua regione, De Scalzi ha firmato anche l’Inno ufficiale della Sampdoria, squadra del cuore a cui ha dedicato un album intero che, scritto nel 1991, vede tutt’oggi i giovani tifosi cantare a squarciagola “in gradinata” uno dei brani di punta del disco, “Lettera da Amsterdam”.

Contatti e social

Sito www.vittoriodescalzi.org

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Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni

06 3225044 – 328 4112014

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PromoRadio-Tv: L’AltopArlAnte: Cristina Poletti

338 5224133

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ZuiN “FANTASMI” È IL DIROMPENTE SINGOLO DI LANCIO DEL CANTAUTORE ROCK MILANESE

La canzone è un incoraggiamento a seguire i propri istinti, le proprie passioni a dispetto di chi cerca di convincerti che il giusto sia altrove.

Fantasmi” è un viaggio dentro e fuori se stessi: i FANTASMI sono tutto ciò contro il quale siamo costretti a lottare ogni giorno, sono le persone che siamo costretti ad assecondare, sono le paure con le quali dobbiamo imparare a convivere. L’uomo in quanto tale è un essere insicuro di natura e ricerca nelle persone delle conferme per capire se la strada che sta percorrendo è quella giusta.

«Il FANSTASMA di questa canzone è quello che dà importanza solo al lavoro, quello che subdolamente cerca di convincerti che il giusto è in quello che lui crede sia meglio per te. Sorridi al fantasma ma ascolta la tua voglia». ZuiN

Radio date: 19 maggio 2017

Etichetta: Volume! Discografia moderna

BIO

ZuiN è un progetto nato nel maggio 2016 da un’idea dell’ex frontman della band indie rock Ninfeanera. ZuiN è nato con la voglia di raccontare storie, sentimenti e sensazioni che parlassero in prima persona. Fin da subito per ZuiN inizia un never-endig tour, chitarra e voce, che lo porta a suonare su palchi come Carroponte, Parco Tittoni Desio, Santeria Social Club come supporter di artisti punta della scena musicale indipendente italiana (Umberto Maria Giardini, Alessandro Fiori, Daniele Celona, L’orso ecc.).

Dopo qualche mese di attività live e di intensa scrittura inizia la collaborazione artistica con Claudio Cupelli che inizierà a seguire ZuiN come produttore artistico e co-arrangiatore dei brani. Un cantautorato italiano graffiante, ricco di pathos ed energia emotiva si fonde con arrangiamenti moderni, una forte ricerca dei suoni tipica di produzioni anglo-americane. Nell’aprile 2017 partecipa alla finale di Special Stage in Santeria Social Club a Milano, un form di OFFICINE BUONE – associazione che porta musica e cucina negli ospedali di tutta Italia -, ricevendo il Premio Social per il secondo classificato assegnato dalla giuria di qualità composta da Caterina Caselli, Mara Maionchi, Alberto Salerno, Fortunato Zampaglione.

Sempre ad aprile partecipa alla finale della prima edizione del contest per emergenti “MEMO Live” ideato dalla Direzione Artistica del locale nella persona di Antonio Vandoni e da Mescal, L’AltopArlAnte, All Music Italia, MEI. Il brano “Fantasmi” farà parte della compilation digitale che raccoglie tutti i pezzi in gara dei finalisti del concorso e che sarà prodotta dalla Mescal.

Contatti e social

Facebook: www.facebook.com/massimozuin?fref=ts

Instagram: @zuin_zuin

Twitter: twitter.com/massyninfea

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CORTEX “BBLUES” È IL NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “MI SENTO INDIE”

Con la partecipazione del cantautore Bianco (nei cori) e di Riccardo Parravicini (nel mixaggio), il musicista triestino presenta un brano provocatorio in chiave blues.

Bblues è un gioco di parole una visione dei vizi, costumi ed usanze degli italiani all’italiana interpretati da Cortex in chiave blues.

 

Mi sento indie” è l’ultimo lavoro in studio di Cortex registrato a Trieste con l’aiuto di Abba-Zabba e mixato a Torino presso M.a.m. studio da Riccardo Parravicini. Nel disco, dove tutti gli strumenti sono suonati dallo stesso cantautore, si evidenzia un interessante featuring con Alberto Bianco che sbuca come ospite nella prima canzone del disco.

ETICHETTA: IRAMRECORDS E RADIOCOOP

BIO

Il progetto CORTEX nasce nel 2007 con l’uscita del primo disco omonimo per l’etichettaudinese Arab Sheep. Nel 2008, suonando al Piper di Roma, alla finale del Tour Music

Fest, viene notato da MOGOL che lo premia per i testi, assegnandogli una borsa di studio al C.E.T. Nel 2010 – 2011 si dedica ad auto-produzioni sul web e a suonare dal vivo. Nel 2013 esce Cinico Romantico per Maninalto! Records di Milano, viene definito cantatore blues Lo-Fi ottenendo buone critiche dalla stampa dal web e dalle radio, ad ottobre 2013 viene scelto come artista della settimana da MTV New Generation.

Nel 2014 apre i concerti di Tonino Carotone e suona all’After party del concerto di Manu Chao. A Settembre riceve il premio Superstage al Mei di Faenza come miglior artista emergente dell’anno. Nel 2015 registra il suo terzo album che viene scelto assieme agli elaborati di altri 10 artisti italiani da IRMA Records, in collaborazione con Radio COOP, per far parte della collana “mi sento indie” distribuita in tutta Italia in esclusiva per le librerie Coop. L’album esce ad aprile 2016. Nel 2016 è impegnato in più di 50 live in tutta Italia; a Giugno viene premiato come artista emergente dell’anno in occasione dell’anteprima della festa della musica tenutasi a Mantova e riceve nuovamente una borsa di studio da parte di MOGOL. Vince il premio miglior cover al “Premio Bruno Lauzi Anacapri” per il pezzo il Poeta, alla finale canta con Ron, Fasano e tutti gli ospiti della serata Johnny il Bassotto di Bruno Lauzi. A Settembre apre il concerto di Daniele Silvestri al nuovo MEI 2016. A Novembre vieni invitato da Radio ohm ed il comune di Trino Vc al teatro comunale per tenere un concerto di ludo musica con i bambini. A Febbraio 2017 frequenta il C.E.T. di MOGOL specializzandosi ulteriormente nel campo della composizione.

CONTATTI & SOCIAL:

Sito: www.cortex-music.com

Facebook: www.facebook.com/Cortex-482564491754748/

Youtube: www.youtube.com/user/enricocortex

Soundcloud: soundcloud.com/enricocortex

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VALLANZASKA “QUANDO È GATTA”

Una canzone a Kilometro-0, VeganFriendly and Cruelty Free”

Il ritmo in levare dei Vallanzaska si mescola a un sound più pop-rock, dando vita a un brano ironico e leggero che tratta l’erba in tutte le sue forme. Un viaggio scherzoso fra i luoghi comuni sul giardinaggio per affrontare il tema della legalizzazione in maniera divertente, con un ritornello che è un tipico tormentone alla “Vallanza”

In “Quando è gatta” si trovano immancabili lo ska e l’ironia, due mondi che contraddistinguono da sempre lo stile della band milanese, ma questo brano preannuncia qualcosa di più. Sonorità pop-rock e una scrittura pulita si affacciano all’orizzonte segnando un nuovo fronte della ricerca artistica dei Vallanzaska.

Il video è stato girato in un vivaio nei dintorni di Milano e racconta tra fiction e realtà lo stralunato e botanico mondo dei Vallanzaska. Una dichiarazione d’amore alla musica, alle piante e alla loro bellezza. La regia è di Davide Romagnoni.

Quando è gatta” è il primo singolo estratto dal nuovo disco in arrivo in autunno. Con “L’orso giallo” – questo è il titolo del prossimo album – i Vallanzaska affrontano il tema dell’ansia, uno dei motori del mondo contemporaneo.

Freschi dei festeggiamenti per i 25 anni di attività, la band lavora a un album che non è una “minestra riSKAldata” ed è pronta a rimettere in discussione il sound, gli arrangiamenti, lo stile, la scrittura delle canzoni, scegliendo anche un’insolita copertina firmata dal cantante.

Radio date singolo: 26 maggio 2017

Pubblicazione album “L’orso giallo”: settembre 2017

Etichetta discografica: Maninalto! Records

BIO

I Vallanzaska sono un gruppo storico italiano, pionieri della musica ska punk e attualmente una delle ska band più famose d’Italia. Attivi dal 1991, hanno pubblicato 10 album in studio e varie hit di successo come “Cheope”, “Reggaemilia”, “Boys from Comasina”, “SisisiNonono”, “Spaghetti ska” e “Generazione di fenomeni”, tutti brani ballatissimi nelle discoteche rock e utilizzati per sigle tv e colonne sonore. “L’orso giallo” è il titolo del nuovo album, in uscita per Maninalto! Records.

I Vallazaska sono: Davide Romagnoni (Dava) voce, Lucio Contini (Lucius) chitarra, Christian Perrotta (Skandi) tastiera, Luca Specchio (Spekkio) sassofono, Andrea Vagnoni (Vanny) basso, Francesco Piras tromba, Davide Bini batteria.

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IL GRIDO ESCE L’OMONIMO ALBUM D’ESORDIO DELLA BAND ALTERNATIVE ROCK ROMANA PRODOTTO DALLA VOLUME! DISCOGRAFIA MODERNA

Un’identità ben precisa che spinge forte sulle distorsioni restando in equilibrio tra raffinatezza e noise, combinandosi all’ impatto del rock declinato in diverse sfumature.

L’ album de Il Grido è frutto di un lungo lavoro di ricerca da parte della band, che sente di dover fare un passo avanti rispetto al primo EP, uscito nel 2013.

Gli arrangiamenti avvolgono melodie particolari e testi diretti, i ritornelli cercano casa nella testa di chi ascolta.

«La particolarità de Il Grido è di essere una band formata da 4 musicisti già affermati e navigati singolarmente a livello professionale. Sembra però che le collaborazioni con questo o quell’artista, il manierismo legato ai generi musicali e le regole del mondo turnistico abbiano fatto sviluppare in ognuno dei componenti della band un forte e crescente bisogno di adiacenza ai propri soggettivi istinti, slegati da ogni convenzione imposta. Parliamo di quella voglia di grezzo che ti fa tornare alle origini, ai 3 accordi grunge, dopo aver perso troppo tempo in armonie totalmente inutili al tuo malessere.

E’ così che il grunge si contamina del tuo cammino, che viene intriso di stoner, di alternative e perfino di elettronica. Le sonorità e le atmosfere sono tante, tutte diverse e a loro modo uniche. Un lavoro in cui il cervello, spontaneamente, filtra i bisogni viscerali che partono dallo stomaco. Cose autentiche e genuine quanto particolari e studiate. Suoni ruvidi e graffianti, limati però minuziosamente in ogni loro spigolo. Un tutorial su come e dove indirizzare la propria rabbia». Il Grido

 

TRACK BY TRACK

Amsterdam

Primo singolo lanciato. Tensione ed energia si incontrano sul filo del rasoio in un brano che racconta l’attimo d’attrazione fra due persone incorniciato dal suono di Amsterdam.

Zero

È la voglia di qualcosa di nuovo. È il numero da cui si parte, il numero di cose da portare con sé. È un cerchio vuoto da riempire di infinite possibilità.

La canzone di merda

La musica è uno degli specchi della cultura dei tempi. A musica di merda corrispondono tempi di merda.

Solo se luccica

Milioni di persone che arrivano nelle grandi città per emergere. Ma c’è da sgomitare, è meglio che impari a brillare più degli altri se vuoi che tutti ti vedano.

Un briciolo di noi

L’attimo in cui ci si stanca di combattere, l’ultimo pensiero prima di chiudere una porta e lasciare che una fragile storia si sgretoli.

Lividi

È una canzone d’ amore. L’ amore è qualcosa che si fa, non nascondete i segni che lascia sulla vostra pelle mostrateli e diffondete il suo messaggio.

Dichiarazione d’ indifferenza

Un mondo in continua contraddizione trova una soluzione facile nell’ indifferenza. Rivendichiamo il diritto di rivendicare, di dare fastidio, di spalmare il dentifricio sul viso delle coscienze addormentate.

Gospel For Chinaski

Una notte qualunque può capitare di sognare Bukowski, di stare affianco a lui al bancone di un pub lurido Questa è la trascrizione di quel dialogo, prima di riprendere coscienza. o forse perderla. Un gospel per l’uomo che ha reso sacri i peccati.

I presidenti

Finché far parte di una classe politica porterà privilegi a chi ne fa parte, non si lavorerà mai per il bene degli altri.

Con un soffio

Bisogna imparare a lasciar andare. Essere disposti a perdere una parte di sè, per lasciar nascere una nuova. Davanti alla consapevolezza della fine, si scioglie perfino il rancore. E’ il pezzo di maggiore atmosfera del disco, il grido qui sussurra.

Cane sciolto

Strapparsi tutto di dosso, abbandonare ogni certezza, avere finalmente tra le mani una libertà totale. E non sapere che farsene. La linea sottile tra sentirsi unici ed essere soli.

Etichetta: Volume! Discografia moderna

Band:

Giuseppe Di Bianca – voce/chitarra
Andrea Jannicola – chitarra
Davide Costantini – basso
Lorenzo Spurio Pompili – batteria

BIO

Il Grido Nasce nel 2012 da un’idea di Andrea Jannicola (chitarra) e Giuseppe Di Bianca (voce), e già nell’ anno successivo esce il primo Ep fatto da quattro inediti con relativi videoclip e una cover. Dopo diversi cambi la formazione diventa stabile e definitiva nel 2014 con Davide Costantini al basso e Lorenzo Spurio Pompili alla batteria. L’affiatamento ora è tanto, le prove si fanno regolari e intense e vanno di pari passo con una costante attività live tra festival, aperture a gruppi ben noti e clubs. Garage e palchi forgiano presto un suono nuovo dal carattere inconfondibile e undici pezzi di grande impatto che la band registra nel luglio 2016. Il primo disco de Il Grido verrà pubblicato il primo aprile 2017 sotto il marchio della Volume! Discografia moderna. Il resto è ancora tutto da scrivere.

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ALESSANDRA NICITA “IPOCONDRIA” È IL NUOVO SINGOLO DELLA SCRITTRICE E CANTAUTRICE USCITO IL 21 MARZO

Dopo i successi e i riconoscimenti ottenuti nel campo dell’editoria, l’artista salentina ma bolognese d’adozione, propone un brano pop con sfumature rockabilly costruito abilmente intorno al tema dell’amore.

Ipocondria” è un pezzo ironico e brillante, non certo privo di simpatici doppi sensi, in cui l’amore arriva improvviso a salvare da ogni possibile malattia immaginaria. L’uscita dell’EP, da cui il brano è estratto, è prevista a maggio su etichetta “Stay Record” e distribuito da Pirames International.

https://www.youtube.com/watch?v=vi8Vb0PgYwU

BIO

Artista eclettica e vivace, scrittrice e cantautrice d’origine salentina e d’adozione bolognese. L’ incontro fortuito con Lucio Dalla nel 1997 è decisivo per la sua vita. Successivamente esordisce nel panorama artistico nazionale con il libro: “Sono stata molto delusa dai mirtilli”, con ottimi consensi di pubblico. Il libro viene presentato nella rubrica del Tg2 “Punto it”. Nel 2013 scrive il suo secondo libro “Arrivò l’amore e non fu colpa mia”, che conferma un grande riscontro da parte di critica e pubblico. L’artista è invitata a presentarlo in prestigiose rassegne internazionali tra cui il “Salina Mare Festival – Premio Troisi”, insieme a Veronesi, Castellitto, Guzzanti e tanti altri protagonisti; il” TaoModa Awards”, l’Expo di Milano e il “Taobuk – Taormina International Book Festival”, insieme ad altri scrittori, tra cui il premio Nobel Orhan Pamul, Stefano Benni e Daria Brignardi. Partecipa a Zelig Rainbow e alla 28’ Salone Internazionale del libro di Torino. È ’scelta come testimonial alla Maratona Internazionale “Antonello da Messina”, sostenuta dagli U.S.A.

A Gennaio 2016 esce il suo singolo “Carolina Carolina”, presentato in anteprima nazionale a Milano, insieme all’attrice e modella cubana, Ariadna Romero; il brano ottiene un premio a ”Casa Sanremo” e nel maggio dello stesso anno viene presentato alla Camera dei Deputati e tra i numerosi articoli viene recensito dal Radio Corriere Tv.

Nel gennaio 2017 incontra il musicista e produttore Vinn Camporeale con il quale realizza un nuovo progetto discografico. Il primo estratto dall’album è “Ipocondria”, in uscita il 21 marzo su tutti i migliori store e accompagnato da un videoclip.

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VALENTINO NEGRI “PENSAVO” È IL NUOVO SINGOLO DEL CANTANTE, AUTORE E PRODUTTORE DALL’IMPRONTA GLAM ROCK

 

Una ballad che assume le sembianze di una poesia in musica che fa da colonna sonora al viaggio introspettivo dell’autore e accompagna l’ascoltatore in una dimensione sempre in bilico fra sogno e riflessione.

Pensavo” è un brano nel quale si scorge in tutto e per tutto una sincera apertura del profondo dell’artista che scaturisce in un’intensa dichiarazione d’amore.

Se le frasi nelle strofe arrivano come lame, l’inciso è amore puro e rispecchia appieno le contraddizioni di “Black”, il disco da cui il singolo è tratto. Una linea melodica dolce e trascinata dove il suono dell’orchestra trasmette benessere con la leggerezza e la magistralità di una sinfonia teatrale che si ritrova anche visivamente nella scelta dell’ambientazione scenografica del video.

Valentino Negri dirige abilmente e autonomamente ogni singolo tassello del mosaico artistico creato, dal testo all’ideazione narrativa, dalla produzione alla regia del clip, consacrandosi così come vero e proprio “one man show”. Gli arrangiamenti nella parte compositiva sono stati invece scritti insieme a Eros Cristiani, noto musicista e compositore per molto tempo al fianco di Fabrizio De André, e vanta collaborazioni con Roberto Vecchioni, Nina Zilli, Mauro Pagani, Stanley Jordan.

Black è il titolo del primo album di Valentino Negri, un disco che consacra l’autore nella sua più viscerale intimità rock.

I quindici brani scritti e composti dal musicista, diversi tra loro per musica e stile ma legati dalla forte espressività della sua voce potente e penetrante, portano l’ascoltatore in un affascinante mondo guidato da testi veri spregiudicati, talvolta ironici e a volte crudi e passionali.

È così che, attraverso l’imprevedibilità della sua musica, Valentino Negri spazia da chitarre distorte e batterie violente ad archi, violini, da armoniche fino ad un assolo di sax per quindici brani destinati a lasciare il segno.

Etichetta: Proxima Centauri

BIO

Valentino, figlio d’arte, cresce con la musica nel sangue, grazie al padre Tino, cantante e bassista di molti artisti famosi affermati in Italia ed all’estero, primo fra tutti Drupi. E’ cosi che comincia da piccolo a suonare la chitarra, il pianoforte ed a cantare attratto da mostri sacri come Beatles, Stones, Jim Morrison, Guns n’Roses, Nirvana e dagli Italiani Tenco, Buscaglione, De Gregori, Dalla, Vasco. E’ la musica di questi grandi artisti che farà da colonna sonora all’infanzia di Valentino che cresce sui palchi, in tourné. All’età di 15 anni forma la sua prima band, che lo porterà in giro per i maggiori locali del nord Italia. È al fianco di Drupi che viaggia per il mondo; tra Repubblica Ceca, Francia, Canada, Germania, Polonia, Russia e Stati Uniti – in particolare in California – dove collabora in studio alla realizzazione di due album del famoso artista pavese, con alcuni tra i migliori musicisti del pianeta: Larry Dunn (Earth, Wind and Fire); Vinnie Colaiuta, Jim Crespo (Aerosmith); John Patitucci (Sting, Bon Jovi); Steve Tavaglione (Michael Jackson, Whitney Huston). Nasce così l’attrazione incontrollabile per l’America… quella ribelle, che lo porta a frequentare assiduamente il movimento musicale di Los Angeles. Sono questi i momenti in cui Valentino assorbe nei suoi ripetuti viaggi on the road le diverse sonorità e culture della musica con le quali viene a contatto, contagiando così inevitabilmente la sua musica rock di soul, blues, hip hop.

Firma per Drupi alcuni brani tra cui il singolo “L’ultimo tango” che registra subito un importantissimo successo in tutto l’Est Europa, e altre quattro tracce per lo stesso album del famoso artista. Continua a scrivere e suonare finché, dopo i successi riscontrati dalle sue esibizioni di apertura ai concerti di Drupi, decide di dare un senso alla sua musica iniziando cosi a lavorare al suo primo album.

Il primo singolo selezionato nelle sessanta nuove proposte Sanremo 2015, “Se” conta oggi più di 135.000 visualizzazioni YouTube, un grande seguito e le attenzioni di radio e stampa.

Arrivano poi gli altri videoclip dei singoli “2metri sottoterra”, “Nato Libero” e “Pensavo” che accompagna l’uscita del disco di Valentino.

Il primo e atteso album si intitola “BLACK”. Quindici brani inediti scritti composti e cantati e prodotti dallo stesso artista, che è anche cofondatore, insieme a Drupi, dell’etichetta Proxima Centauri.

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CAPITOLO 21 “ANARCHIA” È IL SINGOLO ESTRATTO DALL’EP “SOGNATORI” DELLA ROCK BAND FIORENTINA

Un brano impegnato che vuole essere un riflesso della rabbia di un popolo stanco di subire il degrado del proprio paese, incentivando ad uno spirito di ribellione garante di libertà e salvezza.

«L’idea nasce principalmente dal declino che l’Italia ha vissuto negli anni e vive tuttora, un paese fondato sull’incertezza, sulla bugia e sulla disparità tra la popolazione e chi si trova ai vertici. Un paese dai mille volti che di certo non aiuta la gente a crearsi una base solida su cui appoggiare il proprio futuro. Il pezzo vuole riflettere la rabbia di tutte le persone, non per un solo schieramento politico o una sola ideologia, vuole semplicemente descrivere la sensazione di chi vive in un paese, o meglio in un mondo, dove non si ha certezza che quello che viene promesso e detto da chi è incaricato di prendere delle decisioni importanti sia vero. Noi che viviamo tutti i giorni normalmente, noi che affrontiamo tutte le difficoltà ogni giorno e che combattiamo contro gli eventi semplicemente per tirare avanti siamo alla mercé di chi di difficoltà non ne ha mai viste e si permette anche di raccontare frottole per convincerci che tutto andrà bene. Il pezzo vuole solo far capire che un cambiamento può e deve esserci ma che ciò è possibile solo grazie a noi. Rabbia e musica, cambiamento e ribellione da parte delle pecore nere che alla fine si ritrovano in maggioranza contro chi muove i fili da dietro le quinte». Capitolo 21

https://www.youtube.com/watch?v=AKcvFw91BZw

Il brano è estratto dall’Ep “Sognatori”. Il progetto nasce dall’idea dei ragazzi di dare un corpo alle proprie produzioni originali, per farle così arrivare al pubblico. I pezzi sono una descrizione di ciò che il gruppo pensa, sono rappresentazioni di vicende di tutti i giorni, storie su carta e su musica, che il gruppo vuole trasmettere attraverso i propri strumenti. Il disco nasce, come precursore del vero e proprio album (previsto nel prossimo futuro), da una collaborazione tra i Capitolo 21 e lo studio di registrazione “D-Pot”, sotto il sound engineer Fabrizio Simoncioni. Il gruppo si ispira a band italiane e internazionali, contemporanee e non. Tra le principali influenze del gruppo ci sono artisti come i Coldplay, i Muse, i Sum 41, i Negramaro, Ligabue, Elisa, James Bay, i Green Day e molti altri. La band cerca di creare un pop/rock italiano, allontanandosi dai testi in lingua inglese tipici del genere e cercando di dare ad ogni pezzo un’impronta originale e caratterizzante.

Formazione Mattia Maccioni – Voce e Chitarra Marcello stride – Chitarra francesco Procida – Basso Mattia Altamore – Batteria

BIO

Capitolo 21 nascono nel 2013 a Firenze. I quattro componenti, Mattia Maccioni, Marcello Stride, Francesco Procida e Mattia Altamore vengono da esperienze musicali e studi differenti e cominciano subito a lavorare sulle basi di un progetto incompiuto di alcuni di loro, modificandone lo stile e le sonorità e ultimandolo, fino ad arrivare alla realizzazione del primo EP. Durante questo percorso, di fianco al lavoro di prova e di composizione verso il suddetto EP, il gruppo comincia a esibirsi in diverse serate su tutto il territorio toscano, allo “Alchemist” di Empoli, al “Combo” e a “Viscanto”, un concorso nei pressi di Pisa. L’EP si compone dei primi 5 inediti del gruppo, “Anarchia”, “Se Rido non è Per Te”, “Sognatori”, “Novembre”, “Il Mondo Chiuso in una Mano” e si intitola “Sognatori”, citando sì il pezzo omonimo ma cercando di trasmettere anche il sogno che per tre anni ha guidato il gruppo alla realizzazione del progetto.

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POCO DI BUONO “CENERE” È LA CANZONE CON CUI LA BAND MILANESE SBARAGLIA IL PANORAMA POP MUSICALE ITALIANO

Con già all’attivo una nutrita esperienza nei live e numerose vittorie in importanti concorsi, i quattro giovani artisti presentano ora un potente brano che sviscera la conclusione di una storia d’amore.

Cenere parla della saturazione del rapporto tra due persone che hanno provato a stare insieme:

«Quando tutti ti cercano e l’unica persona che vorresti non ti vede più, ci si accorge di non conoscere bene neanche se stessi scoprendo tutte le proprie debolezze. Inevitabilmente il rapporto finisce e se prima era fuoco, ora è solo cenere».

L’album, la cui uscita è prevista per fine 2017, è prodotto dall’etichetta milanese Rusty Records.

BIO

I Poco Di Buono si formano a Segrate (MI) nel settembre 2009 da un’idea di Filippo Gimigliano (voce) e sono composti da Riccardo Ierardi alla batteria, Tommaso Sgarbi alla chitarra e Roberto Labriola al basso. La band sin dai primi mesi inizia ad esibirsi in vari locali milanesi con un repertorio di inediti e cover, ma con il passare del tempo sente l’esigenza di lavorare solo su canzoni proprie fino ad arrivare a Chiara, con la quale si classificano secondi al concorso per aprire il concerto di Ligabue allo stadio San Siro, con più di 3000 voti. Nel giugno 2010 si esibiscono al PalaSegrate al “Concerto per Chiara”, una data indimenticabile grazie alla quale il gruppo viene consacrato. Da questo momento in avanti si apre la porta per una lunga stagione di concerti dal vivo. Il tutto culmina nel giugno 2012 alla finale nazionale dell’evento “Emergenza” con concerto all’ Alcatraz Milano, una data unica, che rimarrà stampata nel cuore della band e dei loro fans, sempre in crescita.

Tra il 2013 e il 2014 la band inizia a registrare il suo primo album dal titolo “Cambiare il mondo“, disco autoprodotte che contiene otto brani originali ed una cover.

Il 22 novembre 2014, con il singolo “Io ti penso qua” la band si aggiudica il primo posto nella categoria inediti al Festival di Macherio, aggiudicandosi anche il premio “Mia Martini”. Grazie a questo si esibiscono anche nella notte di capodanno 2015 in piazza Bra a Verona davanti ad una folla di 40.000 persone per l’evento Grandi Festival Italiani”.

L’uscita del disco apre alla band un’estate piena di concerti in giro per l’Italia, toccando Milano, Lecce, Roma, Modena, Sanremo, Arona e tanti altri piccoli comuni.

Il 20 settembre dello stesso anno la band partecipa tra gli artisti emergenti all’evento “Buon compleanno Mimì” al teatro Nuovo di Milano, esibendosi con artisti del calibro di Masini, Dolcenera, Ron, Michele Bravi ecc.

A febbraio 2017 firmano con l’etichetta Milanese Rusty Records per il nuovo progetto discografico.

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Etichetta Rusty Records: [email protected]

Fb Rusty Records https://www.facebook.com/RustyRecordsItaly/

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IMARÀ “PRIMAVERA VERRÀ” È IL NUOVO SINGOLO DEL DUO EMERGENTE COMPOSTO DA INNOCENZO E VIELLA ARMINANTE

Uno sguardo ironico sui temi della vita quotidiana: sconfitte e speranze di tutti i giorni vengono raccontate paradossalmente attraverso un sound fresco e solare.

Primavera verrà” prende forma al GiRo Studio di Milano grazie alla collaborazione con il produttore artistico e arrangiatore Giovanni Rosina, assieme al quale, gli Imarà costruiscono letteralmente la canzone, partendo dall’idea di base del ritornello.

Anche se in fondo, il testo, soprattutto nelle strofe, parla di un malessere, ”Primavera verrà”, resta fondamentalmente una canzone di speranza. Per questo motivo si è deciso di adottare un sound solare, con richiami alla musica messicana dei mariachi, al reggae, ma anche all’elettronica.

L’arrangiamento (come anche il missaggio e il mastering) è stato ultimato presso il GiRo Studio di Milano da Giovanni Rosina che ha registrato anche tastiere e chitarre.

Le voci sono invece state registrate presso lo Studio Music club di Lorenzo Sebastiani.

Imarà è il nome artistico che ingloba il duo emergente composto da Innocenzo Arminante e da sua sorella Viella. “Primavera verrà” è il loro singolo di lancio.

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MARCY “YOU CAME BY MY WAY” È IL NUOVO SINGOLO DELL’EX COMPONENTE DEI GEN ROSSO

Dopo la florida esperienza come “art performer” all’interno del celebre gruppo musicale christian rock, il musicista filippino pubblica una ballad composta nel 1979.

You came by my way”, canzone nata alla fine degli anni ’70, si presenta come brano profondamente attuale nonostante i suoi 38 anni grazie al testo che lo caratterizza e al nuovo arrangiamento con cui è stato rivestito. Il brano affronta il tema dell’amicizia, sentimento che resiste al tempo e allo spazio sfidando le convenzioni. 

 

Marcy si ripresenta così dopo circa vent’anni e dopo aver girato il mondo con il gruppo Gen Rosso, diffondendo un messaggio di pace e fratellanza tra i popoli. Ideatore di tanti musical degli anni ‘70 e ‘80, torna ora alla ribalta con un album intitolato non a caso “Torno a casa”. Le registrazioni sono state attuate negli studi di Azioni Musicali di Loppiano e Emdabliuem di Incisa Valdarno, con gli arrangiamenti di Sandro Crippa e il mixage di Emiliano Chirco.

Etichetta: BAM International

BIO

Marcelino Bautista detto Marcy è un cantante filippino che ha vissuto per più di vent’anni in Italia, a Loppiano in provincia di Firenze, facendo parte di un gruppo internazionale denominato “Gen Rosso” dove ha ballato, cantato ed è stato coreografo. Ha studiato performing arts e cinque discipline di danza come balletto classico, moderno, jazz, afro-brasiliano e dance asiatiche a Parigi.

Con il “Gen Rosso International Peforming Arts” ha girato il mondo esibendosi con concerti e performace in importanti teatri nazionali ed internazionali come l’Albert Hall di Londra, La Salle Pleyel di Parigi, Teatro Sistina di Roma, Maracanazinho del Brasile, lo Stadio Flaminio di Roma, l’Arena di Verona, la Picc di Manila, la Fumon Hall di Tokyo.
Nel 1995 è stato incaricato di curare la direzione artistica della Giornata Mondiale della Gioventù tenutasi a Manila alla presenza di Papa Giovanni Paolo II, raccogliendo più di 5 milioni di persone.

Nel 2005, Marcy è stato fermato da una seria malattia che ha però superato con coraggio e forza di volontà vincendo la sorte. Da questa vicenda è nata una bellissima canzone da lui composta che viene inclusa nel suo nuovo album prodotto da BAM, “I Can Win”. Attualmente legato a BAM International, Marcy ha inciso un CD sia con canzoni che lui ha reso famose mentre lavorava con il Gen Rosso più altri brani da lui composti negli ultimi anni come “Torno a casa” che dà il titolo al CD.

Contatti e social

Sito Bam http://www.bam-music.org/2017/02/21/marcy-torno-casa-20-anni/

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LUCA D’ALESSANDRO “FATTI COSÌ” È IL NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “LA PRIMAVERA DELLA LIBERTÀ”

Il cantautore propone un brano leggero e delicato che sfiora il genere pop attraverso tematiche che incitano alla positività nei confronti della vita.

Fatti così” è un inno all’essere umano, un invito a fidarsi di questa vita che alla fine è l’unica che ci vuole vivi per ricordarsi chi siamo e respirare a pieni polmoni.

Il singolo è tratto dall’omonimo album “La primavera della libertà” per la produzione artistica dei Lo Greco Bros, jazzisti internazionali produttori tra l’altro di “This is what you are” di Mario Biondi. 

«Questo album rappresenta per me un giro di boa. Un cammino di ritorno a me stesso. Si dice che il percorso di ritorno a sé sia l’accettare completamente quello di andata. Quello che rappresenterà per chi lo ascolta certo non posso deciderlo io. Ogni canzone è uno specchio dentro al quale riflettersi e riconoscersi Vivi.

In questo disco parlo di relazioni e d’amore, perché non si può davvero parlare d’altro. Ci sono canzoni nelle quali parlo a me stesso, altre nelle quali parlo ad una persona amata ma in fondo parlo solo alla Vita cioè alla cosa più importante di tutte. Perché ogni singolo giorno, ovunque tu sia ci sei sempre e solo tu, la vita e l’amore». Luca D’Alessandro

BIO

Luca D’Alessandro, settembre 1979, autore e cantautore ligure ma milanese d’adozione. Imbraccia la prima chitarra a 15 anni e inizia a scrivere la sue prime canzoni, ma nessuno lo ha mai saputo. All’attivo ha più di 100 brani ma vissuti sempre come un diario privato. Questa riservatezza gli fa prendere una strada diversa da quella della musica. Fin da giovane si appassiona e si dedica allo studio dell’essere umano. Nel 2008 esce il suo primo libro frutto delle sue ricerche. Ne arrivano altri due nel 2011 e nel 2014. Da anni tiene conferenze in Italia, Svizzera e Spagna, in due lingue, portando in giro la sua visione su un nuovo modo di pensare e di vivere. Ha scritto e recitato in un opera di teatro, ha scritto per il cinema, è stato protagonista in Spagna (e Sudamerica) di un docu-film ispirato ad un suo libro. Nel 2015 arriva una scintilla che riaccende la sua passione profonda di scrivere musica e così nel 2016 pubblica il suo primo album dal titolo “La primavera della libertà”.

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LISA GIORÈ “PARLO DI TE” È IL NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “LE VIE DELL’INSONNIA”

La cantautrice senese descrive in musica l’iter evolutivo di una storia d’amore: dai primi passi fino alla trasformazione che accompagna i cambiamenti caratteriali dei due protagonisti.

Parlo di te” è la lucida analisi dell’evoluzione di una storia d’amore che è cambiata col tempo insieme alle persone che l’hanno vissuta e che attraversando la scoperta dei difetti dell’altro, le intemperanze caratteriali e tutto ciò che è accaduto negli anni, è maturata fino a diventare un rapporto solido e sereno.

Le vie dell’insonnia” è un album dall’identità musicale eclettica. Una radice pop-cantautorale sfiora in ogni brano rock ed elettronica, swing e folk. Si viaggia fra brani ritmati e pieni di cambi di tempo repentini a altri più eterei e sofisticati, senza perdere mai di vista il senso della melodia.

DICONO DI LEI

Incanto surreale e fantastico con il suo timbro di voce, per questo motivo si respirano ovunque tonalità e sapori di boschi e fiabeschi dipinti…Red, Sound 36

Le vie dell’insonnia dunque, eccezion fatta per questo e pochi altri passaggi, non si vuole mescolare sugli scaffali dei tanti tutti uguali”. Luca Marsi, Full Song

“Un lavoro sentito e ricco di ispirazione.” Marco Vittoria, Vento Nuovo

Lisa Giorè dalla sua ha l’incanto di chi conosce ciò di cui parlaGianluca Clerici, Just Kids Magazine

“Piace al primo ascolto per la leggerezza nel trattare temi pesanti. È questo il segreto della musica pop, e la giovane Lisa Giorè, sembra averlo capito al primo disco. Vedremo in seguito …” Alligatore

“Voce sicura e duttile, testi solidi e intelligenti senza sbavature, musiche e arrangiamenti raffinati, il tutto arriva con naturalezza estrema benché non sia affatto immediato, easy listening per intenderci.” Shake, Grandi Palle di Fuoco

“La Giorè non sceglie mai cose scontate nè tantomeno scrive testi filiformi e snelli per una conversazione popolare: l’intimità e l’introspezione passa anche attraverso metafore e allegorie che delle volte sanno di epico e altre volte di “psichedelicamente” personali.” Exit Well

“È un esordio importante, questo ”Le vie dell’insonnia”, parecchio positivo sul piano musicale come su quello testuale: Lisa Giorè è una giovane promessa del cantautorato nostranoMusic Map

“Alla faccia dell’esordio! Mi sembra l’opera, il lavoro, e l’impegno di una cantautrice navigata ed esperta che ha tanto, ma tanto, da dire e, soprattutto da cantare!” Vanni Versini, Onda Musicale

“Un disco ispirato e sinceramente reale “. Box Musica

“Un album dall’anima eclettica; il pop e lo stile della cantautrice sposano in ogni traccia del disco il rock, con un occhio anche all’elettronica più d’avanguardia, poi a chiudere in originalità vi sono puntate allo swing e al folk. (…) Album consigliatissimo ma attenzione a non rimanerne stregati.” Quadri Project

“Un disco di musica leggera italiana, un lavoro squisito che sceglie con cura il target di pubblico adatto ad un simile ascolto.” Marco Vigliani, Sound Contest

“Un susseguirsi di canzoni ricercate sia a livello testuale, armonico e di arrangiamenti, una fatica che ha sicuramente dell’ottimo per essere un esordio”. Giovanni D’Iàpico, Audiofollia

“Lisa Giorè dimostra di avere le idee ben chiare e di avere tutte le capacità per realizzare le sue idee. Il risultato finale è una passeggiata su sentieri di erba alta a piedi scalzi: una sensazione di libertà contagiosa.” Viva Low Cost

“È un progetto molto ben curato, da cui traspare l’impegno e la passione per la musica della Giorè.” Marco Selvaggio, Musica intorno

“C’è una forte atmosfera creata da un intrigante intreccio di sonorità (quasi) acustiche leggere e delicate.” Clip Bands

“Un disco di matrice pop che sa spaziare dal folk, allo swing, all’elettronica e nel quale ogni brano è una storia a sé. Decisamente un lavoro degno di un orecchio sensibile e attento.” Cinzia Canali, Non Sense Mag

“Le vie dell’insonnia è un disco che vale la pena di ascoltare, ma non solo, è un disco con cui è molto facile fare amicizia e condividere momenti della quotidianità” Eleonora Montesanti, La Musica Rock

Etichetta: Volume! Discografia Moderna

Distribuzione: Boxtune/Believe Digital

BIO

Elisa Giorello, in arte Lisa Giorè, nasce a Siena nel 1986. Bassista per ripiego, cantante per ostinazione, cantautrice tardiva, è cresciuta immersa nella collezione di musicassette e cd della madre, sviluppando una precoce predilezione per i lavori di Alice, Franco Battiato e Matia Bazar. A quindici anni inizia a studiare musica partendo dalla chitarra, per poi scegliere il canto moderno come materia principale già l’anno seguente ed aggiungendo infine lo studio del basso elettrico dieci anni dopo, durante un momento di crisi personale in cui aveva deciso di abbandonare il canto. Scrive i primi inediti intorno al 2010, ma il progetto legato a questi si arena più volte fino ad essere abbandonato. Nel 2014, decisa a riprendere in mano i brani rimasti incompiuti, ricomincia la ricerca di musicisti disposti a collaborare, in seguito alla quale arriva l’incontro con il chitarrista Leonardo Montalbano, seguito dal batterista Nicolò Grascelli e da Debora Porciello, pianista e flautista con cui la cantante collaborava già da tre anni: nasce così La Fabbrica di Polvere, la band con cui il progetto di inediti riuscirà finalmente a trovare una concretizzazione. Dal 2016 in poi decide di presentarsi come solista utilizzando per la prima volta lo pseudonimo Lisa Giorè, pur continuando a collaborare in studio e nei live con i tre amici: a settembre è uscito il primo album le vie dell’insonnia, una raccolta di dieci brani che raccontano gli anni di un’evoluzione avvenuta attraverso turbolente tempeste cerebrali.

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IVAN ROMANO “SALENTO” È IL NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM “L’INVENTORE SALTUARIO”

Il ritratto di uno scorcio di vita trascorsa in Salento incorniciato amabilmente da venature folk cantautorali.

Il cantautore campano racconta della vacanza trascorsa in Salento, descrive in modo semplice le scene che egli stesso vive, raccontando la vita di stenti da pescatore di un padre e di un figlio. Disegna il paesaggio e le sue rocce da cui si aprono splendide grotte lungo la costa adriatica, sopra le quali si scorgono folti vegetazioni di ulivi secolari, la cui produzione di olio servirà a condire la cena di tanti innamorati.

Il singolo è tratto dall’album “L’inventore saltuario”:

«I testi e gli arrangiamenti sono frutto di un lungo studio condotto da me (Voce, basso, Piano, Chitarra e Kazoo) grazie alla sinergia dei ritmi Latini di Antonio De Nisi (Batteria) e di Angelo Marino (Percussioni), accompagnati dalla seducente Fisarmonica Folk/jazz di Carmine Ioanna, dai colori decisi della Tromba e del Flicorno Soprano di Nicola Albanese, dalle note soavi del Flauto di Giuseppe Branca, dalle dolci note di Pianoforte di Massimo Palumbo nei brani “Ma è difficile farlo” ed “Irpinia” e dalla Tammorra ed il coro di Lorella Monti in un brano “Irpinia”. Amore, passione per la musica, per la donna, per la propria terra – “L’Irpinia” – sono gli elementi distintivi di un’opera dove il tema sociale della emigrazione diventa “sofferenza” ma anche atto di grande “coraggio”. E dalle calde terre del Sud si intreccia la storia complicata tra una madre e una figlia dove torna incontrastato il tema dell’amore e lo struggente legame che da sempre anima il rapporto tra generazioni diverse». Ivan Romano

DICONO DI LUI

“Ivan Romano, polistrumentista, compositore e cantautore, porta a casa il primo suo personale lavoro a cui restituisce un suono classico popolare ma che marchia a fuoco con una personalità eccentrica da inventore e visionario”. Marco Vittoria, Vento Nuovo

“Sono presto identificate a grandi linee i confini di questo lavoro che abbraccia in accezioni molto terrene quella che è la canzone tradizionale del popolo.” Exit Well

“Un artista poliedrico e polistrumentista che porta a casa un bel disco”. Luca Marsi, Full Song

“Esce fuori la personalità di un compositore ed un giocoliere di voce e di parola. Il suo disco parla di vita, di rapporti, di genitori, di figli e di tanto altro.” Marco Vigliani, Sound Contest

“A questo punto il disco è finito e quindi, che dire? Dico che è veramente un bell’album, un lavoro pieno di passione, sentimento ed impegno. Un perfetto equilibrio tra jazz e folk con una giusta dose di cantautorato che strizza l’occhio al blues.” Vanni Versini, Onda Musicale

“Un buon ascolto per iniziare bene la giornata…” Paolo Polidoro, Musical News

“Folk cantautorale e ritmi latini, accompagnano i suoni colorati che fisarmonica, flicorno e tromba, insieme a basso, piano e chitarra, compongono un’opera musicale di grande spessore.” Rosa Di Girolamo, My Dreams


“Un disco che parla di vita quello di Ivan Romano mescolando, forse, la sua storia con quella degli altri.”Blog Della Musica


“L’Inventore Saltuario” è un lavoro che convince grazie alla capacità di elaborare soluzioni interessanti come l’unione di percussioni latineggianti, fiati, piano e fisarmonica e di legarle a testi profondi e sempre godibili”. Piergiuseppe Lippolis, Music Map

“Un album eclettico e gradevole, che cattura l’attenzione e conquista per originalità, all’ascolto ogni brano vive di vita propria ma segue un cammino ben strutturato che concatena tutto il lavoro”. Quadri Project


“L’istinto che arriva puntuale a dar man forte (anzi determinante) alla passione che nel disco di Romano esce più di ogni altra cosa”. Free Sound Magazine


“Un disco colorato, istrionico nella sua propensione al folk, teatrale senza risultare attoriale o artificioso, ma in un equilibrio precario nei toni.” GTB Rewies


“Ritmi latini e musiche tradizionali accompagnano testi che parlano di sentimenti, passione, emigrazione, amore per la propria terra, coraggio e scontri generazionali”.
Eleonora Montesanti, La Musica Rock


“Sono ben nove tracce dove convivono con grande armonia contaminazioni che vanno dal folk, al jazz, al cantautorale, al jazz. Trattasi di disco d’esordio…e che esordio!”
 Giovanni D’Iàpico, Audiofollia

“Questo interessante esordio discografico è caratterizzato da una certa cura nelle melodia e da una sorprendente capacità lirica.”
Viva Low Cost


“L’approccio folk dell’arte affascina sempre, al di là anche dei gusti musicali di ognuno e il disco di Ivan Romano ci fa dimenticare l’aspetto modaiolo e uniformato della musica che imperversa, per farci entrare nella dimensione lenta e magica della provincia”. 
Clap Bands

“Ticchettio alla finestra, apre una fisarmonica. Ci piace e conforta l’impiego abbondante che dello strumento scopriamo nel seguito del lavoro”. Giuseppe Sanalitro, Musica Intorno

“Un album fruibile che riesce a trascinare sia dal punto di vista melodico che da quello ritmico, “L’inventore saltuario” saprà farsi apprezzare sia dagli amanti del genere che dall’ascoltatore medio alla ricerca di una canzone da canticchiare.” Messalina

“Il disco mescola influenze diversificate che spaziano dalle melodie della tradizione musicale campana ai ritmi latini, con l’aggiunta di una particolare cura per i testi in cui a dominare è il tema dell’amore, ora per una donna, ora per la musica ora ancora per la propria terra.” Blog Folk

“L’album “L’inventore saltuario” di Ivan Romano è musica, latina, napoletana, folk, jazz, pop. Tutta, miscelata sapientemente per creare un cocktail armonioso e raffinato. Da ballare, assaporare, ascoltare, lasciandosi trasportare in un viaggio in un luogo non luogo. La musica, quella vera.” Causa Ed Effetto


“Un folk che però non si limita alla tradizione, ma spazia per mezzo di strumenti come il kazoo e il flicorno fino alle sonorità dell’america latina. Sound latino che il disco assume  sin dalla prima canzone”. Edward Agrippino Margarone, Non Sense Mag

Etichetta: Arie Record Studio

BIO

Ivan Romano è un cantautore folk che ha composto oltre 100 canzoni dal genere cantautorale folk al rock psichedelico, ha scritto anche brani per altri cantanti ed ha inciso 3 album con la band “ARIE”.
Nel 2016 decide di intraprendere un nuovo viaggio musicale con un progetto discografico da solista.
Il 25 agosto 2016 ha pubblicato il suo primo album dal titolo “L’inventore Saltuario”, il suo stile potremmo definirlo “folk cantautorale con varie sfumature”. Il nuovo progetto viene raccontato dal Cantautore attraverso 9 brani a cui hanno partecipato vari musicisti. A luglio 2017 uscirà il suo nuovo album: “I Giovani e la Tradizione”, un album di 13 canzoni inedite, sarà accompagnato in tour da una big band di 13 musicisti di qualità e con una compagnia Teatrale ed artisti circensi, in un progetto innovativo “Video live concept”, andrà in scena nei Teatri dal prossimo autunno.

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Canale YouTube
www.youtube.com/channel/UCIIiCC3-G8pjbB1Qpy1UwIQ

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MICHELE CRISTOFORETTI “L’ALBUM DELLE POSE” È IL NUOVO SINGOLO ESTRATTO DAL DISCO D’ESORDIO “MUOVITI”

Il timbro graffiante, che è ormai marchio di fabbrica del rocker trentino, si presta ora ad una canzone di intima profondità che celebra all’ennesima potenza il pop/rock melodico italiano.

Il racconto di quella serie di atteggiamenti assunti da una persona in un periodo rivoluzionario riguardante il proprio essere ed il mondo che lo circonda. Questo il leit motiv del nuovo pezzo di Michele Cristoforetti.

«Quando ho scritto quel primo verso non avrei mai immaginato di metterlo in musica (…) Avevo rotto il ghiaccio con me stesso, mi ero scoperto completamente, accendendo tutte le luci». Michele Cristoforetti

Le tematiche dell’amore, della dipendenza, dell’analisi sociale e personale e dello scorrere del tempo, fanno del nuovo album del musicista, un lavoro artistico maturo ed ideologicamente eclettico. Si passa infatti da momenti narrativi caratterizzati da uno sguardo più generalista ad angoli di intimità carichi di sentimento. A fare da culla sonora al tutto è quel pop/rock melodico italiano capace traghettare l’emotività di chi lo ascolta verso le stanze più recondite della propria sensibilità.

HANNO DETTO DI LUI

Tutto l’ascolto scivola con un piglio decisamente impegnato sul piano emotivo, un suono che tende a rendersi pulito e mai arrogante (…) “Muoviti” è un buon ascolto che racconta di se.” Paolo Tocco, Deapress


Un bel pop italiano dalla facciata mainstream con andamenti “cubani” e spiritualità rock da main stage con le chitarre firmate da un guru della scena italiana.” Box Musica


“Non possiamo non citare come prima cosa in un disco che si fa bello di pop nel più classico stile letterario italiano da anni e anni a questa parte. Elettronica quanto basta, quasi trasparente, un mood sincero di musica suonata e di chitarre che strizzano l’occhio a radici di rock…e, inaspettatamente, l’ascolto restituisce un sapore intimo e quasi solitario.” Loud Vision

“Da un passato consumato di band di provincia, tra cover di lusso di buon rock che ha fatto la storia di molti adolescenti degli anni ’80, direi che il pop di Michele Cristoforetti oggi esce maturo e decisamente ricco.” Paolo Polidoro, Musicalnews



“Cristoforetti porta a casa un disco che di pop si nutre e di riflessioni personali – anche particolarmente profonde – si fa bello.”
Alessio Primio, 100Decibel


“Michele Cristoforetti fa scorrere lungo lo stivale il suo morbido e intelligente pop d’autore.” Blog Della Musica


“Un album il cui percorso e la cui scrittura spiega e pieno quanto sia bello il concetto di umiltà, semplicità e onestà intellettuale”.
Stefano Rossoni, Sound 36


“la musica di Michele Cristoforetti fa del pop con il cuore di chi non ha la presunzione di essere o di avere più di chissà chi…ed il gioco è fatto. Semplice, con i mezzi e con la pelle che si ritrova”.
Marco Vittoria, Vento Nuovo


“Muoviti” è un lavoro parecchio ispirato, e una conferma è rinvenibile nei testi, vero punto di forza del disco, mentre le melodie accattivanti ma senza eccessi contribuiscono a farne un prodotto valido sotto tutti i punti di vista.” Piergiuseppe Lippolis, Music Map


“Muoviti un disco che, nonostante la sua facciata patinata, rivela particolari di una personalità e un’umanità fragile, incerta e reale, come la voce non pulitissima e per niente neutra nella dizione che, in qualche modo, riesce ad affascinare. E poi c’è quel bellissimo e sottile velo di malinconia che mette in luce la sincerità di un musicista che parla al proprio pubblico prima come uomo e poi come personaggio di scena.” Alessandro Riva, Musicletter

Etichetta: Stivo Records

Management: Onda Musicale Promotion (www.ondamusicalepromotion.it)

BIO

Michele Cristoforetti si affaccia al mondo musicale nel 2005 quando inizia a suonare la chitarra nel garage di casa con un paio di amici. L’anno successivo forma una prima band formata da due chitarre, basso e batteria, che propone cover rock italiane.

Nel 2008 la band prende il nome Kascade e inizia a suonare in molti locali della provincia trentina, mettendosi in evidenza grazie alla buona tecnica ed ad una personalità distinta nelle interpretazioni. Nel frattempo la band cambia più volte il suo assetto, acquisendo una connotazione sempre più professionale e completa, e in questo periodo vengono sperimentate sonorità e idee rappresentative per la band. Inizia così il percorso solista di Michele Cristoforetti portando racconti di vita attraverso versi e melodie intimi ed intensi. Il 2013 è l’anno dell’ultimo lavoro come hard rock band, che peraltro ottiene un ottimo riscontro da parte della critica specialistica. Michele sente che è arrivato il momento di mettersi in prima persona per trasmettere i messaggi e le atmosfere con la massima personalità e coerenza artistica. Nasce quindi il “progetto musicale Michele Cristoforetti che, grazie al sostegno di Onda Musicale, si affaccia al panorama musicale nazionale attraverso delle canzoni che riusciranno a catturare l’interesse e la curiosità di molti grazie a melodie accattivanti e a testi di notevole spessore. Nell’estate 2016 il brano “Sigaro Cubano” vede la preziosa collaborazione di Maurizio Solieri, chitarrista storico di Vasco Rossi. Solieri partecipa alla produzione del brano e compare nel videoclip di un vero e proprio “richiamo alla ricerca della felicità in elementi alla portata di mano”. Segue, a fine anno, l’uscita di “Muoviti”, disco d’esordio da solista, dal quale Cristoforetti estrae   i singoli “Il Mio Tempo”, “Sigaro Cubano”, “Capita che” e “L’Album delle Pose”. Il ricavato della vendita di “Muoviti” viene devoluto ad Athena Onlus Trentino.

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Onda musicale: www.ondamusicale.it

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GIUSEPPE FASSARI “GUARDAMI ADESSO” È IL SINGOLO D’ESORDIO DEL GIOVANE TENORE POP-LIRICO

Il cantante siciliano lancia un brano che combina liricità e atmosfere melodiche pop mettendo in luce un testo che incita alla continua ricerca spirituale col fine di trovare nuovi equilibri interiori.

Guardami Adesso’’ rappresenta il forte tentativo dell’anima di trovare risposte ai suoi perché. L’anima infatti fortemente attratta dal desidero di una verità intima diventa meta irraggiungibile dei pensieri. Il testo pone l’accento, seppur con toni a tratti malinconici, sulla eventuale positività che questa continua ricerca porta con sé. Un forte legame tra sentimenti come la debolezza del proprio essere, la delusione e la voglia di riscatto e la necessità di ristabilire nuovi equilibri interiori e spirituali, si impone con convinzione durante ogni strofa della canzone.

https://www.youtube.com/watch?v=zdtpGDxo5IE

Etichetta: EGP Production

BIO

Giuseppe Fassari nasce a Catania il 15 agosto 1990, tenore pop-lirico dotato di voce calda e potente che si ispira alle grandi voci italiane quali Del Monaco, Modugno, Villa, Bocelli. Da ragazzino è concorrente delle svariate kermesse canore della Sicilia ottenendo sempre grandi risultati. Nel 2008, in occasione delle “Festività Primaverili di Palma de Mallorca” si esibisce come rappresentante della musica italiana. Nel 2013 a Innsbruck, Austria, in occasione della “Stagione estiva della danza di Innsbruck”, propone due classici italiani senza tempo. Gli anni a seguire lo vedono concorrente dei più importanti concorsi canori della Sicilia e ospite come interprete classico durante le serate siciliane. Nell’agosto 2015 partecipa al concorso canoro “Vela d’oro” dove si guadagna il pass per un ulteriore concorso nazionale a Milano. Nello stesso mese riceve, con menzione speciale nella categoria “Giovani promesse”, il premio “Targa d’argento – Castagno dei 100 cavalli” giunto alla XXXV edizione e che enumera tra i vincitori di edizioni passate artisti del calibro di Battiato, Carmen Consoli e Antonella Arancio. Nell’aprile 2016 ottiene il primo premio assoluto al Festival “Il Pilone d’Oro” 2016 di Messina. Ha partecipato alla Masterclass di canto tenuta dal tenore vocal-coach RAI, Marco Vito. È spesso ospite di diverse radio locali interessate alla ventata di classica modernità da lui proposta, si esibisce su richiesta deliziando i turisti con i grandi classici italiani tanto amati nel mondo, oltre a prestare la sua voce per svariati eventi musicali. Ha firmato un contratto discografico per l’EGP Production che produce e promuove il progetto inedito su scala nazionale introducendo l’artista nei digital store mondiali con il singolo ‘’Guardami Adesso’’.

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PREMIO LUNEZIA 2017  RIAPERTE LE ISCRIZIONI ALLA SEZIONE NUOVE PROPOSTE

 

Più spazio e progetti per gli emergenti.

Radio Rai e grandi autori per promuovere i finalisti Nuove Proposte, inoltre ad uno di questi andrà il premio “Lunezia on Air” da parte de L’Altoparlante

 

 

Il Premio Lunezia annuncia una prima svolta nei programmi del futuro. Vista la crescente qualità dei partecipanti alla sezione Nuove Proposte, il progetto è quello di intensificare la promozione dei giovani emergenti, con spazi più ampi durante il Festival e coinvolgimento di grandi autori.

 

Nel 2018 verrà aperta anche una peculiare sezione interpreti.

Alla luce di questa progettualità la direzione artistica, grazie alla neo collaborazione con Grazia Di Michele, ha dato vita ad una rosa di affermati autori che si impegneranno a offrire promozioni e aiuti artistici ai finalisti del Premio Lunezia Nuove Proposte.

Tra essi Cesare Chiodo, collaboratore di importanti nomi della musica, Mariella Nava, Bungaro, Fabrizio Moro (quest’ultimo offrirà al vincitore l’apertura delle sue serate) e altri Big che la direttrice artistica Loredana D’Anghera si riserverà di comunicare prima della fine di Maggio.

 

Ricordiamo che questa promozione è riservata a band e cantautori che potranno iscriversi sino al 12 giugno, facendo capo al sito www.lunezia.it.

La direzione artistica è altresì impegnata nella migliore visibilità televisiva del Premio Lunezia 2017, patrocinato dal Ministero della Cultura e che raggiunge il traguardo della XXII Edizione.

 

Le date centrali della manifestazione prevedono la partecipazione di otto finalisti Nuove Proposte (messi in rotazione da Radio Rai) e sono in programma il 21 e 22 luglio in Piazza Menconi a Marina di Carrara, serate che vedranno anche i Big premiati.

Inoltre anche quest’anno uno dei finalisti potrà aggiudicarsi il premio per la promozione radiofonica di un singolo “Lunezia on Air” messo in palio dall’agenzia di comunicazione musicale L’Altoparlante.

 

Almeno altre due date collaterali, sempre a Marina di Carrara, saranno annunciate prossimamente e coinvolgeranno altri Big della musica. 

Sito web ufficiale: www.lunezia.it

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KARBONICA “SCAPPO VIA” È IL SECONDO SINGOLO ESTRATTO DAL DISCO D’ESORDIO DELLA ROCK BAND SICILIANA

Con ormai alle spalle vittorie, riconoscimenti e premi ottenuti nell’ “on the road” della gavetta musicale italiana, i cinque ragazzi di Catania dipingono un nuovo tassello del loro mosaico musicale attraverso un brano che narra una storia di amore e tormento.

Scappo via” è un brano che tocca la sfera sentimentale. I toni sofferti quasi a voler sottolineare un sentimento di rammarico, fanno di certo pensare a qualcosa che è esploso dentro in modo imprevisto e la cui accettazione risulta difficile.

Il singolo è estratto dall’album “Quei colori”, un disco rock dove a fare il grosso del lavoro sono le due chitarre elettriche, il basso e la batteria. Il lavoro tuttavia non è privo di influenze provenienti talvolta dal pop altre volte invece dall’hard rock e dall’alternative. In alcuni brani sono presenti lievi contaminazioni elettroniche, che comunque restano in secondo piano rispetto alla presenza preponderante delle chitarre.

DICONO DI LORO

Un concentrato di sano e pregiato rock underground firmato da una realtà che su territorio siciliano, e non solo, ha saputo ricavarsi una gran bella nicchia di mercato e di pubblicoLoud Vision

Dalla Sicilia suona forte il rock dei Karbonica, troppo attenti ad un cliché da dannati e pericolosi, un mood metropolitano che strizza l’occhio al rock internazionale fermando il tempo con testi rigorosamente in italiano che dalla società all’amore si lasciano ispirare quanto più possibile.” Marco Vittoria, Vento Nuovo

La crescita è appena iniziata ma direi che il buongiorno si vede dal mattino…” Red, Sound 36

“Dalla provincia siciliana arriva un bel pop rock che ha scorza dura e sentimenti buoni.” Gianluca Clerici, Just Kids Magazine

“Tipico e davvero gustoso il suono di basso a cesellare un battere in cui si incastrano testi intelligenti e ben cantati.” Paolo Polidoro, Musicalnews

L’esordio discografico di una delle più prolifiche rock band siciliane“. Alessio Primio, 100 decibel

“Quei colori” è un disco che fa esattamente quello che dice.” Paolo Tocco, Deapress

“Un esordio autoprodotto che però ha carattere da vendere” Marco Vigliani, Sound Contest

“Un disco che nasce dalla strada, dalla vita vissuta suonando e poi in studio di registrazione. Un rock mainstream, una sequela di inediti che effettivamente mostrano cura e gusto, una voce ed un immaginario che vestono cliché che comunemente restituiamo al rocker dannato.” Box Musica

“Un lavoro curatissimo e dalle molteplici sfaccettature, che mettono in evidenza le capacità non comuni dei musicisti di passare in modo spontaneo e performante da un contesto ad un altro con fluidità e senza perdere mai la padronanza sonora e lo stile personalissimo che li distingue.” Quadri Project

“Che bellissimo messaggio per la nuova scena artistica italiana…noi ci accodiamo a molti che l’hanno sottolineate nelle tante interviste e recensioni che i Karbonica hanno ottenuto in rete e non solo. Questo disco dal titolo “Quei colori” ha il suono italiano, ha la forgia del pop rock da copertina, ha la grinta e la personalità ingenua di esordio da una parte e di chiarezza espressiva dall’altra…un primo lavoro che poi tanto acerbo non è…e si sente.” Giancarlo Susa, Blog music

Brani con lievi contaminazioni elettroniche, dalle influenze pop, hard rock, alternative… danno vita a un album, dove a farla da padrone sono le due chitarre elettriche, il basso e la batteria.” Giandomenico Morabito, Musica Intorno

Un disco rock con tutte le carte in regola!” Vanni Versini, Onda Musicale

“Dieci pezzi istintivi, diretti, genuini con chitarre gajarde e una ritmica incessante data dal bel lavoro collaborativo di basso e batteria”. Alligatore

“Suonato molto bene, con grande padronanza degli strumenti, ben calibrato e ottimamente arrangiato, “Quei colori” è un ottimo biglietto da visita per attirare la giusta attenzione che meritano.” Antonio Bacciocchi, Radio Coop

“L‘energia, la melodia, le tematiche dei testi, mai stupide, che trattano di temi attualissimi e delicati. Sono tutti tasselli importanti, di un lavoro che convince perché si presenta molto vero e poco costruito, rispecchiando l’anima e la sensibilità dei Karbonica”. Sisco Montalto, Clapsband

“Il debutto dei Karbonica convince e apparecchia la tavola per un roseo futuro prossimo”. Piergiuseppe Lippolis, Music Map

Quei colori è un album fortemente rock, in cui le protagoniste assolute sono le chitarre elettriche. A completare lo stile melodico ci sono, come in ogni formazione rock che si rispetti, basso e batteria. Il tutto a sostenere una voce potente e di grande impatto, ma che sa anche essere melodiosa e delicata, laddove i brani lo richiedono.” Eleonora Montesanti, La musica Rock

L’album dei Karbonica è essenziale, odora di rock con tutte le sue radici e la sua anima, senza troppi fronzoli e con temi che consegnano all’ascoltatore canzoni ben costruite e assolutamente fruibili, un ottimo compromesso tra melodica e contenuti. Disco assolutamente consigliato.” Daniele Mosca, Causa ed effetto

Un album consigliato a tutti gli amanti del genere, agli appassionati dei concerti da sudare, a chi cerca nei testi qualcosa che vada al di là delle semplici rime, a chi ancora crede che le chitarre abbiano tanto da dire.” Mescalina

“E’ un disco fatto di molte tinte diverse ma simili, luminose ma opache, disperatamente vitale. I cinque ragazzi siciliani ce l’hanno messa tutta ed il risultato è sorprendente. Un ottimo battesimo discografico!” Viva Low Cost

I Karbonica sono: Riccardo Trovato (voce/chitarra acustica), Herry Found (batteria/percussioni), Giuseppe Puglisi (basso/cori), Marco Miceli (chitarra/cori), Orazio Basile (chitarra).

BIO

I Karbonica sono una rock band siciliana, il loro 1° EP è “Live in studio” (2012), con cui la band partecipa a diversi contest musicali regionali raggiungendo la finale del Lennon Festival e vincendo il 14° Lavica Rock. I Karbonica tra il 2012 e il 2014 si esibiscono in moltissimi club e pub siciliani (oltre 200 live) in controtendenza rispetto alla forte domanda di cover/tribute band e riuscendo a ritagliarsi un proprio pubblico. Nel 2014 la band partecipa e vince la finale regionale di Rock Targato Italia, accendendo alla finale nazionale e vincendo il Premio Nazionale del Web. Nell’autunno 2014 viene pubblicato il singolo, “Quel bisogno che” che raggiunge il 48° posto della Indie Music Like del MEI e che viene recensito dalla rivista nazionale MarieClaire. Il 20 marzo 2015 la band pubblica il singolo “La tua rivoluzione” con il quale è ospite degli studi RAI di Palermo andando in onda dal vivo su Radio1, per la trasmissione Musica Med Live. I Karbonica nel 2016 vengono scelti dai Litfiba tra le 16 band che registreranno la compilation celebrativa del trentennale di 17 RE prodotta dagli stessi Litfiba. Il primo full lenght della band è “Quei colori” (2016) contenente 10 tracce originali.

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SUPERSHOCK AD UN SOLO MESE DALLA PRESENTAZIONE RADIOFONICA SI CERTIFICA IL SUCCESSO DI “BORN”

Il pezzo che ha scalato la classifica Indie Music Like posizionandosi fra le prime 100 posizioni, raccoglie sempre maggiori consensi in radio e viene presentato live, in giro per l’Italia, attraverso performance di forte impatto emotivo.

Born”, primo singolo del disco “empty.full”, racconta la nascita di un bambino proveniente dalla luna, che si trova catapultato in un mondo al quale non sente di assomigliare, in mezzo ad “eroi senza sogni che aspettano il nulla” e a bambini già capaci di mentire pur di comandare.

Il nostro “moon hero” non ha bisogno di far parte del processo di civilizzazione della terra, piuttosto rimarrebbe dove si trovava prima, in quel mondo eterno fatto di sogni a prendersi cura delle bambine spaziali.

La chiave di lettura della canzone è ovviamente ironica, così come le sonorità che sostengono la voce, le quali coniugano potenti chitarre distorte in stile rock stoner, con delicati xilofoni, flauti e fischietti.

«L’idea di questa canzone mi è arrivata con la nascita di mio figlio: ho teneramente pensato a lui come un piccolo Ulisse che stava navigando su flutti a senso unico.

Il brano ha però anche un messaggio più serio e universale, descrivendo la realtà di tutti coloro che hanno la testa sulla luna e ne vanno fieri, perché è solo da lassù che si può avere una visione più ampia dell’esistenza». Supershock

BIO

Supershock, alias Paolo Cipriano, è un musicista rock italiano.

Il progetto artistico nasce come trio rock band nel 2002 a Torino e si trasforma in un solo artist project a partire dal 2014. Durante questi quindici anni, ogni occasione è vissuta come la possibilità di sperimentare un nuovo approccio musicale. In particolare Supershock inventa nuove ed alternative applicazioni della propria musica: è infatti internazionalmente riconosciuto per i suoi “cineconcerti”, spettacoli sperimentali creati dalla fusione di musica e immagini, ed anche per le sue collaborazioni nel mondo del teatro.

Dal 2002 ha fatto più di 500 concerti in Italia, USA, Francia, Emirati Arabi e Guyana, collaborando costantemente con prestigiose istituzioni culturali, come il Museo Nazionale del Cinema, il Goethe Institut, Sistema Teatro Torino.

Ha prodotto 10 cineconcerti componendo la sua colonna sonora originale sulle immagini dei capolavori dell’era del cinema muto: “Nosferatu” (2006), “Caligari” (2007), “Golem” (2008), “Metropolis” (2009), ”Viaggio a New York” (2013), “Voyage dans la Lune” (2014), “Silent Porn” (2014), “Taboo” (2015), “Inferno” (2015), “Faust” (2016).

Ha pubblicato 7 album: “Les fleurs du mal” (2003), “Galaxy rodeo” (2005), “Utopia” (2006), “Nosferatu, a horror symphony” (2006), “Caligari” (2007), “Midnight in the garden” (2010), “empty.full” (2017); e 3 DVD: “The Fall of the House of Usher” (2007), “Le pays des aveugles” (2012), ”Viaggio a New York” (2013).

Si è occupato di 8 spettacoli di teatro musicale: “A Woman Left Lonely – Omaggio a Janis Joplin” (2004), “L’ultima notte di Antigone” (2006), “Sotto i cieli del Mondo” (2007), “La Buona Novella” (2010), “Guerra Eterna Menzogna – Voci, Immagini e Suoni dall’Orrore” (2011), “La Storia Siamo Noi” (2011), “Cloruro di Odio – Requiem pour Aigues Mortes” (2011), “Le Pays des Aveugles” (2011). Partecipa inoltre a molti festival di fama internazionale.

Contatti e social

Sito: www.supershock.org

Facebook: https://www.facebook.com/Supershock-163163341787/?fref=ts

YouTube https://www.youtube.com/channel/UCX6Ew49mZgNh66V-NEzBw4g

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MATTEO GRECO AD UN SOLO MESE DALLA PRESENTAZIONE RADIOFONICA SI CERTIFICA IL SUCCESSO DI “DAMMI DEL TU”

Il pezzo che ha scalato la classifica Indie Music Like posizionandosi fra le prime 100 posizioni, raccoglie sempre maggiori consensi in radio e nel web.

Dammi del tu” è un brano che Matteo Greco scrive una mattina di molto tempo fa; davanti a lui il cane ormai anziano con cui è cresciuto e un’atmosfera magica ad avvolgerli. La canzone è strutturata in due parti, nella prima un uomo che si fa delle domande e che dalla sua alta posizione vorrebbe aiutare il suo cane a vivere meglio e lo invita ad aprirsi a lui senza timore. Nella seconda parte il cane racconta il proprio punto di vista facendogli capire di sapere perfettamente che cosa vuol dire vivere e che l’unico che forse ha bisogno di aiuto per capire il significato della vita è proprio l’uomo. Il sound è morbido e lascia spazio a melodie persistenti e pulsazioni sonore con un arrangiamento curato da Franco Cristaldi.

La visione che Matteo Greco ha della musica è rivolta a comunicare, trasmettere un messaggio attraverso emozioni, parole e musica. Dietro le sue canzoni ci sono sempre argomenti e precisi che toccano anche temi sociali, andando molto spesso controcorrente, proprio per cercare di far riflettere a 360° sulla vita che ci circonda e creando anche spaccature di opinioni. Il cantautore non sceglie infatti di sventolare la bandiera dell’applauso scontato bensì di raccontare la vita da vari punti vista per cercare di far riflettere ed incontrare anche correnti di pensiero opposte.

Il video è stato registrato all’interno di un canile e che il cane spinone che ho scelto di mettere in copertina è proprio un cane che da anni è nel canile comunale di Osimo.

BIO

Matteo Greco è un cantautore marchigiano, le sue canzoni raccontano la vita quotidiana, l’amore, le gioie, le delusioni e i problemi sociali che circondano il nostro vivere. Suona la chitarra acustica e il pianoforte, ha collaborato alla realizzazione di alcuni progetti con Vince Tempera e  Franco Cristaldi.
Comincia la carriera come organizzatore di eventi e vocalist in discoteche della riviera adriatica. Ha collaborato come cantante con alcuni network marchigiani come Radio Linea n°1 e Radio Arancia Network dove oggi
conduce il programma radiofonico benefit “Finalmente a Casa” in onda ogni domenica mattina, dedicato a favorire le adozioni dei cani ospiti nei canili. E’ anche l’organizzatore dell’omonimo evento benefit “Finalmente a Casa” che ogni anno porta sul palco in piazza i cani dei canili da adottare. Tra i suoi brani più ascoltati “Liquirizia” (2001), “Telo Mare” realizzata in collaborazione con il team di Francesco De Gregori tra cui Alessandro Svampa, Franco Cristaldi e Paolo Giovenchi, “La strada delle Orfanelle” cantata in duo con Silvia Mezzanotte e diventata canzone simbolo della causa delle Orfanelle Galletti Abbiosi di Ravenna (2012), “La Soluzione” (2013), Carabiniere Spara (2015) che riporta alla luce il massacro di Kabobo affinchè episodi del genere non si ripetano mai più, registrato con Franco Cristaldi e Lele Melotti, “Dammi del Tu” (2017) brano dedicato al rapporto cane-uomo con un video realizzato all’interno di un canile per le adozioni dei cani ripresi all’interno dei box.

ESPERIENZE LIVE:

Matteo ha all’attivo centinaia di date e concerti insieme alla sua band e in acustico. Si è esibito in molti club italiani tra i quali  “Le Scimmie” di Milano e il “Rolling Stones” e in numerose piazze italiane. Nel 2001 Liquirizia Tour Italiano con 25 date, nel 2002 è semifinalista all’accademia di Sanremo ed è ospite al Maurizio Costanzo Show, nel 2003 è voce ufficiale di Radio Linea Network con 40 date nelle piazze del tour Rumore, nel 2004 Disco Rock Tour con la band I Raccomandati, nel 2006 il Telo Mare Tour Italiano con 28 date in piazza , tra le date di quel tour anche l’apertura del tour di radio 105 ad Arezzo e Motorshow di Bologna, nel 2013 la Soluzione Tour, nel 2014 realizza lo spettacolo teatrale “La strada delle Orfanelle”, dal 2014 al 2016 è voce ufficiale del Summer Tour con Radio Arancia Network.

DISCOGRAFIA:

2001 – Liquirizia (Ed American Records)

2006 – Giornate d’inverno (Ed. Mami Music – Zelda Music)

2012 – La Soluzione “SINGOLO” (Zimbalam)

2013 – La Soluzione (Ed. Music Force)

2015 – Carabiniere Spara “SINGOLO” (Zimbalam)

2017 – Dammi del Tu “SINGOLO”

2017 – Difendiamoci “SINGOLO”

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FABIO BIALE AD UN SOLO MESE DALLA PRESENTAZIONE RADIOFONICA SI CERTIFICA IL SUCCESSO DI “SÌ PERÒ NON ERI QUI”

Il pezzo che ha scalato la classifica Indie Music Like posizionandosi fra le prime 100 posizioni, raccoglie sempre maggiori consensi in radio e viene presentato live, in giro per l’Italia, attraverso performance di forte impatto emotivo.

La moglie è rimasta in vacanza ed io resto sveglio, insonne, a casa a sentirne la mancanza. Nella notte imparo a suonare l’ukulele, al mattino scrivo questi pochi versi e glieli dedico. Nell’arrangiare il brano penso all’accoppiata più stronza che ci sia: tengo l’ukulele, strumento snack da passeggio, minuscolo, frizzante, economico e lo accoppio col violoncello, ciccione nobile e un po’ indolente. Stanlio e Ollio. E’ fatta”. Fabio Biale

Speciale è il rapporto che lega l’artista al suo primo strumento, il violino:

Ho studiato tanti generi: la classica, lo swing, la musica tradizionale italiana e celtica, il pop, il rock, tenendo fermo l’obiettivo di trovare un mio linguaggio, rispettoso di tutti gli stili ma personale. Volevo conservare il suono puro del violino e sfidarmi ad inserirlo in ogni contesto. Volevo essere io, con quello strumento, ad arricchire qualsiasi linguaggio musicale”. Fabio Biale

Il brano è estratto dall’album pubblicato nel dicembre 2016 La gravità senza peso”, dalle sonorità che oscillano tra Django Reinhardt, indie rock e le “Lezioni americane” di Calvino. Il violoncello è stato suonato da Stefano Cabrera, violoncellista, arrangiatore e compositore degli Gnu Quartet, gruppo che da anni collabora con artisti di altissimo livello (Negramaro, Elisa, L’Aura, Vittorio De Scalzi, La Crus, Afterhours, Baustelle,…).

BIO

Fabio Biale, violinista, cantante e polistrumentista, dopo gli studi violinistici classici, si dedica alla musica tradizionale del mondo e alla musica d’autore, suonando con svariati artisti fra cui Lou Dalfin, Giorgio Conte, Flavio Oreglio, The Gang, Paolo Bonfanti, Giua.

Dal 2004 fa parte ufficialmente del gruppo i Luf, uscendone per la parte live nel 2011, pur collaborando ancora e comparendo come autore nell’album Mat e Famat del 2013.

Dal 2005 al 2013 è il violinista polistrumentista di Zibba e Almalibre con i quali pubblica tre album. Con loro vince, tra l’altro, il Premio Bindi 2011 con “Anche di lunedì” (di cui è coautore) e il premio Targa Tenco 2012 nella categoria “Album dell’anno” con Come il suono dei passi sulla neve. Dal 2013 è uno dei musicisti della band di musica irlandese Birkin tree. Insieme a Fabio Rinaudo, Michel Balatti e Filippo Gambetta fonda nel 2005 il gruppo di musica tradizionale ligure Liguriani. Con i Liguriani pubblica “Suoni dai Mondi Liguri” e “Stundai” presentati entrambi a La Stanza della Musica su RadioTre. Con i Liguriani partecipa a festival di grande rilevanza internazionale tra cui MITO 2010 e 2012 in Italia, l’International Folk Festival of Tolo d’Asturies 2009 in Spagna, Celtic connection 2011 in Scozia, Bardentreffen Festival 2015, TFF Rudolstadt 2013 e Rheingau Musik Festival 2012 e 2013 in Germania. Dal 2008 collabora, sia con i Liguriani, sia autonomamente, con l’attore Mauro Pirovano.

Nel 2012 pubblica il suo primo album solista La sostenibile essenza della leggera.

Dal 2014 collabora come violinista e percussionista con Vittorio Ghielmi e Dorothee Oberlinger, Ensemble 1700 e Il Suonar Parlante, con i quali registra l’album “The passion of musick” per Sony / Deutsch Harmonia Mundi, vincendo il premio Echo Klassik 2015. Attualmente è in uscita con il secondo album solista che si intitola “La gravità senza peso”.

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FRANCO NOCCHI AD UN SOLO MESE DALLA PRESENTAZIONE RADIOFONICA SI CERTIFICA IL SUCCESSO DI “TASHI DELEK”

Il pezzo che ha scalato la classifica Indie Music Like posizionandosi fra le prime 100 posizioni, raccoglie sempre maggiori consensi in radio.

TASHI DELEK- fuoco e fiamme in Tibet”, è la canzone inedita di informazione e “denuncia” della condizione (un vero e proprio “genocidio silenzioso) a cui è sottoposto, per mano del governo cinese, il popolo tibetano dal 1950 ad oggi.

Tashi Delek è il saluto utilizzato dai tibetani, ma è molto più di un semplice “ciao”; TASHI è una parola di augurio che significa “la buona sorte ricada su coloro a cui si rivolge il saluto”, DELEK vuol dire “pace universale”.

Tashi Delek è rivolto anche ai nemici, ed è quindi un augurio di liberazione da ogni tipo d’ignoranza e dal vacuo attaccamento a tutte quelle illusioni (fama, potere, denaro, ecc) che sono alla base di rabbia, odio, frustrazioni, indifferenza e violenza.

Il singolo è estratto dalla raccolta di 18 brani (5 canzoni e 13 brani strumentali) intitolata “Vibrazioni dell’Anima”. Ogni pezzo è stato prodotto alla frequenza di 432 Hz. che Nocchi identifica come nata da una naturale risonanza con le frequenze alla base del nostro organismo e dell’universo stesso.

BIO

Franco Nocchi, classe ’62, è docente universitario di “Psico-Pedagogia dei Gruppi”, di “Psicologia del comportamento”, di “Medicina Tradizionale Cinese” e di “Teoria e Tecnica delle Arti Marziali”, praticante di arti marziali fin dall’età di 4 anni, oggi maestro di kung fu, tai chi chuan, meditazione e profondo conoscitore delle antiche tecniche di medicina tradizionale cinese: proprio per questo la musica ha da sempre contrassegnato, al pari della pratica marziale, il suo percorso di vita. Unendo le sue competenze “occidentali” in campo psicopedagogico alle conoscenze delle antiche arti taoiste per il benessere, la longevità, il controllo delle emozioni e per l’armonizzazione dell’energia, oltre che all’utilizzo mirato della musicoterapia, della cromoterapia e di un particolare “coming out empatico”, ha coniato un originale ed innovativo metodo, il Metodo F.E.M.A.© (“Fisioterapia Energetica e Medicina dell’ Anima”©) che mira a promuovere in ogni Persona la capacità di superare autonomamente i conflitti della psiche, le patologie del corpo e le malattie dell’Anima.

Franco Nocchi è direttore di una Scuola di formazione di operatori del Metodo F.E.M.A..© e a fine febbraio uscirà il primo libro di una collana dedicata al suo Metodo, una collana che offrirà ad ogni lettore molti spunti interessanti (armonizzare l’energia vitale, la vita dell’Anima, il rapporto anima/ego, ipnosi ed autoipnosi, ipnosi regressiva, gestione del sonno e dei sogni, ecc) ed applicabili da ogni persona nella quotidianità per promuovere il proprio “ben-Essere”.

Franco Nocchi da sempre cerca di canalizzare inoltre la sua musica verso iniziative di solidarietà e informazione solidale. In breve eventi e album:

Nel 2012 i suoi concerti e la pubblicazione del cd “Viandante tra le note” hanno lo scopo di sostenere le popolazioni africane del Kenia. Con il cd “Viandante tra le note” Franco ha riscontrato grande successo nei circuiti radiofonici giapponesi e degli USA, permanendo in vetta alle classifiche per diversi mesi. Nel 2013 Franco Nocchi registra il cd “Abbracciare l’ Impermanenza” e prosegue la sua azione di solidarietà in una serie di concerti chiamati “Tai Chi Blues for Tibet”. Sempre nel 2013 Franco pubblica un singolo (distribuito da una primaria etichetta discografica italiana, la “Don’t Worry Records” -etichetta di Giorgia, Nek, Fabrizio Moro) dal titolo “Il Volo dell’Anima”. Nel 2014 ha composto e presentato la canzone “Amico Papa”, la prima canzone al mondo che contiene la voce di Papa Francesco (in ben 3 passaggi) e che per questo motivo ha dovuto ottenere il visto e l’autorizzazione della Libreria Editrice Vaticana, di Radio Vaticana e dell’Osservatore Romano; i proventi del singolo “Amico Papa” sono destinati a sostenere il reparto oncoematologico dell’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù”. Sulla scia di “Amico Papa” Franco Nocchi ha presentato il suo nuovo singolo “Anche se non so volare”, un brano il cui intero ricavato è finalizzato a sostenere la Fondazione-onlus “ARCO” del Polo Oncologico dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa per sostenere la ricerca in oncologia. Nel 2015 incide il suo ultimo CD “Anche se non so volare … il mondo cambierà”, un doppio cd (composto da ben 26 brani) in cui si presenta anche nelle vesti di cantautore. Nel 2016, anno di “riflessione artistica”, compone e presenta al Bio Salus di Urbino la canzone “TASHI-DELEK, fuoco e fiamme in Tibet”.

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LUCA LASTILLA AD UN SOLO MESE DALLA PRESENTAZIONE RADIOFONICA SI CERTIFICA IL SUCCESSO DI “SOGNA LA REALTÀ”

Il pezzo che ha scalato la classifica Indie Music Like posizionandosi fra le prime 100 posizioni raccoglie sempre maggiori consensi in radio e sul web.

Sogna la realtà” è una canzone che racconta di come, nonostante sognare sia importante, ancora di maggiore priorità è il bisogno di concretezza e di guardare lucidamente il reale.

Il 9 marzo 2017 è stato pubblicato “L’altro da me”, il nono album di inediti del cantautore fiorentino che dopo aver festeggiato i suoi primi 20 anni di carriera, si ripropone con un album che lui stesso definisce “spaziale”, nel senso che si tratta di un album di 12 brani diversi l’uno dall’altro. Si spazia appunto, dal rock al pop più classico, passando per la dance, accarezzando un progressive rock per arrivare a ballate quasi di musica classica.

Nella produzione, oltre Andrea Benassai, si segnala la collaborazione di Franco Poggiali. Leonardo Lastilla (poeta e autore fratello di Luca) ha partecipato invece alla stesura dei testi, come Alessandro Hellmann (poliedrico autore e scrittore) e Francesca Lippi (giornalista e autrice).

BIO

Luca nasce a Firenze nel 1977. Artisticamente attivo dai primi anni ’90, muove i primi passi nel mondo musicale partecipando a manifestazioni come Festival Di Viareggio, Una Voce Per Sanremo, 50 Anni E Dintorni, Festival Di San Marino, classificandosi sempre nelle prime posizioni. Grazie alla collaborazione artistica con  Stefano Paoletti (compositore), suo fratello Leonardo (poeta e autore),  e Mario Fabiani (produttore musicale), realizza alcuni brani interessanti con i quali ottiene importanti passaggi radiotelevisivi come ad esempio nella trasmissione radiofonica di successo di Radio 1 RAI, “DEMO”, raggiungendo la 3° posizione nella classifica decretata dai radioascoltatori, ed anche  European Music Festival, trasmissione televisiva del canale satellitare 863 diSKY, trasmesso in rotazione per circa 2 mesi consecutivi. Nel 2004 partecipa alla selezione per il Festival di Sanremo, nel 2007 si classifica al primo posto nella sezione “Cantautori” nel 3° festival “Musica Senza Frontiere”. Partecipa al “Jpii Jammin’ Festival” manifestazione tributo a Giovanni Paolo II con il brano “L’INGANNO che lo porta al “Campanile Rock 2008”. Nel Novembre del 2008 Luca inizia la promozione del suo nuovo Album “Quello che Sento”, e partecipa al Gran Galà Per Telethon. Nell’estate del 2009 prende parte alla compilation “Rock 4 life” che raccoglie brani da autori emergenti in tutto il mondo, e che ha distribuzione su scala mondiale sia nei negozi che su i-Tunes. A settembre comincia a lavorare al suo quinto album, la cui uscita è prevista per fine maggio 2010. L’album contiene fra i brani, anche la versione italiana del celeberrimo brano di Michael Bublè “Home”. Il titolo del brano, “A casa da te”, darà anche il titolo all’album stesso. A fine anno esce una raccolta che racchiude i primi dieci anni di carriera di Luca, e che viene intitolata “3652 emozioni” e copre l’evoluzione artistica di Luca dai primi anni 90 fino ad oggi. Il 21 maggio 2010 esce il suo quinto album “A casa da te” distribuito dai più importanti digital stores, da cui vengono estratti due singoli. Il 15 maggio 2012 pubblica un nuovo album “Cercando”. Un album in cui l’autore si reinventa e investe tutto se stesso per riuscire a proporre, con nuovi mezzi e più convinzione, il messaggio di sempre: la sua musica, un pop d’autore, ricco di arrangiamenti rock, votati all’incisività. Così come i suoi testi che, anche se velati di una certa malinconia, contengono una grande forza espressiva. L’album riscuote grande successo che porterà l’artista ad esibirsi perfino a Mosca. Con il brano “La prima volta” vince un concorso su Radio 1 Rai e viene ospitato ed intervistato all’interno del programma “Citofonare Cuccarini” di Lorella Cuccarini. Il 30 marzo del 2015 pubblica il singolo “L’Equazione di Dirac”, canzone che ha per protagonista l’amore. Nel 2016 annuncia l’uscita del nuovo singolo Exodus. Nel 2017 pubblica il nuovo album “L’altro da me”.

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ROSMY AD UN SOLO MESE DALLA PRESENTAZIONE RADIOFONICA SI CERTIFICA IL SUCCESSO DI “TREMA PURE LA CITTÀ”

Il pezzo che ha scalato la classifica Indie Music Like posizionandosi fra le prime 100 posizioni, raccoglie sempre maggiori consensi in radio; il videoclip supera le 100.000 visualizzazioni su youtube.

Se ti accorgi che puoi fare male o che non sai cosa fare, allora ferma le tue mani e ama”. Rosmy

Trema pure la città” è il nuovo progetto di Rosmy che, dopo il trionfo al Premio Mia Martini 2016, inizia il nuovo anno all’insegna della positività, aprendo idealmente le finestre chiuse di una stanza buia per far entrare una nuova luce, una nuova speranza.

Vuole essere una canzone semplice perché l’amore è a sua volta semplice. Credo che oggi le cose semplici risultino superficiali ma non è sempre così, a volte sono molto più profonde”. Rosmy

Rosmy in questo brano canta verità, ma soprattutto desiderio di amore, quell’amore che, a suo dire, tornerà e vincerà.

La chiave è nell’ amore che può riscaldare il mondo, perché, porta dentro ottimismo e illumina l’anima; e la forza è nelle mani, che sono il fare del mondo”. Rosmy

Il videoclip, evidenzia, seppur in un contesto di festa, l’indifferenza silenziosa che la gente oggi ha dentro, che la allontana dalla realtà e che la rende egoista, immobile, incapace di reagire. Le persone sono come dei fantasmi invisibili, indifferenti o distratti, alzano gli occhi solo davanti a rumori o allarmi improvvisi esattamente come gli animali impauriti. Rosmy nel tentativo di dare una scossa, scatena una reazione che rompe gli schemi.

BIO

Rosamaria Tempone in arte Rosmy è una cantante e attrice teatrale, originaria della Basilicata ma vive a Milano. Da anni si occupa di musica e prevalentemente del recupero e rielaborazione di vecchie melodie tradizionali. Erede della Famiglia Trinchitella, musici e girovaghi di arpa e violino, che hanno portato a New York e Parigi la tradizione “dell’arpa Viggianese”. Vocalist del gruppo musicale “The music Family” dei fratelli Tempone, che unisce tre fratelli nella passione per la musica. La sua voce è presente anche in vari spettacoli teatrali portati in scena in diverse città italiane. Nel 2005 è semifinalista alle selezioni del Festival di Sanremo e semifinalista come attrice e cantante musical ad ACT-Italy festival di Teatro con Fioretta Mari e diretto da Manuela Metri. Ha partecipato come comparsa nel video musicale “Parole in circolo” di Marco Mengoni. Prosegue il suo percorso musicale come cantautrice con un singolo inedito “Tra nuvole e sole” apprezzato per la sua originalità musicale e valenza sociale. Con il singolo successivo, “Un istante di Noi” si aggiudica il Primo posto al PREMIO MIA MARTINI 2016 “Nuove Proposte per l’Europa” e il PREMIO SPECIALE: “MIGLIO R BRANO RADIOFONICO”.

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LO YETI “AMORE BUFALO” È IL SINGOLO D’ESORDIO DEL CANTAUTORE BOLOGNESE CHE ANTICIPA L’ALBUM “LE MEMORIE DELL’ACQUA”

Una nuova identità musicale misteriosa, animata da influenze che aleggiano nell’alternative rock angloamericano e nel cantautorato indie italiano, prende forma attraverso un brano che affronta con disincanto l’accettazione del cambiamento.

Il bufalo, animale possente, massiccio. All’apparenza forte, solido. Ma in questo brano, onirico e visionario, è reso vulnerabile, in preda alle contraddizioni e soggetto a mutamenti: di forma, di stato, di significato.

Bufalo: tre sillabe diventano un ritornello che si scolpisce nella memoria dell’ascoltatore come un mantra. Un brano che simboleggia il cambiamento: la sua inevitabilità, la sua continua ricerca; concetto sottolineato musicalmente dall’alternarsi di un rock ipnotico e serrato, che cede il passo ad uno stato di calma apparente dal ritmo elettronico, e a chitarre acide sullo sfondo.

Amore bufalo” si fa portavoce del più grande valore a cui possiamo ambire: la capacità di accettare di cambiare. Di distinguerci. Di trovare il nostro posto nel mondo: “ti scioglierai, pillola nel mare e tornerai fatale, nuova cuspide nel segno zodiacale Bufalo”.

Le Memorie dell’Acqua” è il disco d’esordio – in prossima uscita – del cantautore. Dagli ascolti che spaziano da Wilco a Lucio Battisti, dai Beatles a Umberto Maria Giardini, nasce un progetto mosso dall’esigenza di delineare il proprio vissuto: prima per raccontarselo e comprenderlo, poi per affidarlo all’acqua, affinché lo trasporti in modo trasparente e senza giudizio. L’album è stato registrato presso i Tup Studio di Brescia da Pierluigi Ballarin e presso i Raw Studios di Bologna da Angelo Epifani.

BIO

In una Bologna fucina di fermenti culturali, Pierpaolo Marconcini, pubblicitario classe 1983, diventa Lo yeti.

Lo yeti è un essere che vive una realtà fisica manifesta disegnata da noi, in base alle nostre esperienze, alle storie che abbiamo sentito di lui, alle immagini che abbiamo visto. Una creatura leggendaria che prende forma grazie alla soggettività di chi lo pensa, proiettando su di lui ciò che vuole vedere. Allo stesso modo la sua musica, pur raccogliendo e decodificando ricordi personali, si adatta al vissuto dell’ascoltatore lasciando spazio al significato che ognuno ne vuole trarre. Il suo eterogeneo percorso artistico e musicale gli permette di vestire ogni brano in modo diverso ed adeguato, per sottolineare l’intimità testuale e l’umore del brano stesso. Ugualmente la sua voce, avvolgente ed espressiva, lascia un’impronta caratteristica su ogni melodia. La scrittura musicale de Lo yeti, chitarrista e pianista, è ricca e mai banale, e riesce ad arrivare in maniera immediata e viscerale. L’arrangiamento e la produzione del suono aiutano a creare un’identità forte al progetto musicale.

Grazie all’apporto del bassista Marco Milani, parte integrante del progetto fin dall’inizio che ha notevolmente contributo all’evoluzione dei brani, e del musicista/fonico Pierluigi Ballarin, il progetto Lo yeti si arricchisce di ritmi e forme elettroniche, archi, synth e fiati.

Nel 2016 l’incontro con il musicista/produttore Angelo Epifani porta alla definitiva versione de Le Memorie dell’Acqua, disco d’esordio de Lo yeti.

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ALESSANDRO COLPANI “LUNA PARK” È IL NUOVO SINGOLO DEL GIOVANE CANTAUTORE PIACENTINO ESTRATTO DALL’ALBUM “TRA ME E ME”

 

Vincitore al premio Fabrizio De André (sezione Poesia), con un suono chiaroscuro Alessandro presenta un brano che racconta il distacco dal proprio passato e l’incamminarsi verso la maturità.


“Luna Park” racconta della crescita, dopo la quale si torna in un parco divertimenti da adulti, tra le attrazioni che non incantano più e senza più giocare.

«La discontinuità col proprio passato non è però un sentimento triste. La musica scura del brano, sottolinea come il doversi ripensare possa pesare sulla coscienza di un ragazzo (io), sulla genuinità del suo vissuto; ma è una canzone di rinascita, richiamata nel finale dalla voce lirica e senza parole, un suono puro, cioè un principio dal quale ricostruire il rispetto delle proprie relazioni e di sé». Alessandro Colpani

Il singolo è tratto dall’album “Tra me e me”, in uscita nel 2017. Il distacco è il tema perno del disco, che vorrebbe condurre di canzone in canzone a un’apertura e a una ricerca di momenti felici. Questa ricerca si evolve di esperienza in esperienza, fino a un equilibrio, un punto nuovo, se pur con la fatica che si riscontra nell’affrontare i propri sentimenti, anche contraddittori.

La musica attinge da Piero Ciampi, De André, qualcosa di Guccini, mimetizzato in La Sintesi anche Lucio Dalla. È un album prevalentemente chitarristico.

Etichetta: Orzorock Music

BIO

Alessandro Colpani (classe 1993) esordisce, diciassettenne, nel 2010 con un album omonimo. Seguono singoli, dischi, concerti e dal 2013 le poesie con cui si accompagna quando mette da parte la chitarra. Lo stesso anno vince il Premio Fabrizio De André “Parlare Musica” a Roma nella sezione Poesia (con Dori Ghezzi in giuria e Andrea Rivera sul palco, presentato da Massimo Cotto). Nel 2014 ha inizio la collaborazione con Orzorock Music che pubblica il singolo “Volo Pindarico”, estratto dall’album “Tra Me e Me” in uscita nel 2017 per Orzorock Music Cantautori.


Contatti e social

BANDCAMP https://alessandrocolpani.bandcamp.com/

FACEBOOK https://goo.gl/7l0GZW

YOUTUBE https://goo.gl/22Y7VW

SITO PERSONALE www.alessandrocolpani.it

SITO ETICHETTA ORZOROCK MUSIC http://www.orzorockmusic.it/collaborazioni

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ROBERTA GIALLO   DAL 10 GENNAIO IN RADIO “IN AMORE MUOIO DI FRONTALE”   secondo singolo estratto dal disco “L’OSCURITÀ DI GUILLAUME”

Dal 10 gennaio è disponibile in radio “IN AMORE MUOIO DI FRONTALE”, secondo singolo estratto da “L’OSCURITÀ DI GUILLAUME”, nuovo album della cantautrice ROBERTA GIALLO uscito il 20 gennaio e già anticipato dal primo singolo “Amore Amor”.

L’OSCURITÀ DI GUILLAUME” è un concept album che racconta di una storia d’amore travagliata. Attraverso la sua voce, la cantautrice marchigiana, bolognese d’adozione, intraprende un viaggio interiore che ripercorre un capitolo preciso della sua vita. Tutte le canzoni sono state scritte e composte da Roberta Giallo, ad eccezione dei brani “Amore Amor” e “Gu‘”, di cui la musica è stata scritta insieme a Mauro Malavasi. Il disco è stato arrangiato e suonato da Mauro Malavasi e Roberta Giallo.

Questa la tracklist dell’album:In amore muoio di frontale”, “Con la fantasia”, “Acqua di fiume”, “Notte di luna senza stelle”, “Amore Amor”, “Giornata no”, “Mon ange (l’amor vicino)”,Non amarmi due secondi”,Io amo le cicale”, “Nuvola”, “Oz”, “”.

«L’Oscurità di Guillaume” è un disco ispirato e senza tempo che indaga sull’amore archetipico – racconta Roberta Giallo in merito al disco – Ho scritto tutte le canzoni “calandomi” in un altrove dell’animo, cercando di connettermi con le emozioni nel loro stato più puro. Tuttavia, se proprio devo collocarlo, direi che è ambientato in un “Medio Evo Post-Atomico”, un paesaggio dell’anima, molto oscuro, ma con una piccola luce guida».

Roberta Giallo (Senigallia, 1982), nome d’arte di Roberta Giallombardo, è cantautrice, autrice, performer teatrale, pittrice e scrittrice. Durante la sua carriera ha collaborato con numerosi artisti, tra cui Lucio Dalla, per la  realizzazione del video della canzone “La leggenda del prode Radames e come corista nel brano “Anche se il tempo passa” per il suo ultimo disco “Questo è amore”; Samuele Bersani, come corista nel disco “Nuvola numero nove“, nel singolo “La fortuna che abbiamo” e duettano insieme durante l’interpretazione del brano inedito “Voce al Bene” di cui Roberta è autrice; Valentino Corvino; gli Archè String Quartet; gli Gnu Quartet; l’orchestra Musicomio; l’orchestra del teatro Massimo di Palermo; i produttori Mauro Malavasi, Marcello Corvino, Francesco Migliacci; il giornalista e saggista Federico Rampini. Nel 2006 apre i concerti di Sting, Carmen Consoli, Edoardo Bennato, Alex Britti. Nel 2010 scrive testo e musica del brano “Mettici più Verve” interpretato da Simona Molinari. Nel 2014 partecipa al teatro Zelig di Milano alla manifestazione “Ci vuole orecchio presentata da Gioele Dix, rappresentando la canzone d’autore di Bologna. Tra il 2014 e il 2015 è ospite ai programmi di Luca Barbarossa, Serena Dandini, Carolina Di Domenico e Pierluigi Ferrantini in onda su radio Rai 2, e ai noti programmi televisivi di Red Ronnie. Nel corso della sua carriera vince i premi “Un Certain Regard” per la migliore esibizione live di Musicultura 2013, per due volte consecutive la borsa di studio per autori al CET di Mogol, il Festival del Mediterraneo, il Soleada Festival, il Cornetto Free Music Festival promosso dall‘Algida, etc. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo EP “Di Luce propria” e nei due anni successivi ha pubblicato i singoli “Animale” e “Start“. Dal 2014 al 2016 è stata in tour con diversi spettacoli di teatro, tra cui: “All you need is love – l’Economia spiegata con i Beatles” di e con Federico Rampini in cui canta e interpreta le canzoni dei Beatles suonando piano e ukulele, accompagnata dal Maestro Valentino Corvino, al festival “Le idee di Repubblica”, al Teatro Massimo di Palermo, etc. “La favola della canzone Italiana” di Ernesto Assante e di Gino Castaldo, in cui reinterpreta i grandi classici della musica italiana al Théâtre des variétés di Montecarlo. “Trip of a dreaming soul”, di cui Roberta è autrice, regista e interprete al Youth Square Y-Theatre di Hong Kong. Roberto Roversi – Una voce r/esistenziale” in cui interpreta la versione integrale, mai eseguita prima di allora, de “La canzone di Orlando” scritta dal poeta Roberto Roversi e Lucio Dalla. Sempre nel 2016 idea e presenta la rassegna sui cantautori intitolata “Martedì in Giallo” svolta al prestigioso Bravo Caffè di Bologna.

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