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“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE LE COINVOLGENTI VISIONI PITTORICHE DI ELISABETTA MARANGONI

In occasione delle prossime mostre di “Spoleto incontra Venezia” allestite dal 28 Settembre al 24 Ottobre nella storica cornice veneziana di Palazzo Falier, ubicato sul coreografico Canal Grande, la pittrice Elisabetta Marangoni è inserita nel novero esclusivo dei selezionati artisti. L’evento di forte portata mediatica è curato da Vittorio Sgarbi e diretto del manager produttore Salvo Nugnes. Sarà possibile ammirare la produzione di rinomati esponenti del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altre note personalità, in una collettiva di consistente livello.

 

La Marangoni si è formata all’Accademia di Belle Arti a Roma e in Venezuela. Fin dalla tenera età percepisce la radicata passione per l’arte, per la bellezza, per l’armonia delle forme e dei colori. I suoi dipinti ad acquerello sono ricchi di speciali luminosità e trasparenze, che trasportano lo spettatore in una dimensione trascendente piena di luci e colori ammalianti.

 

Sul suo percorso di ricerca stilistica racconta “L’obiettivo principale, che cerco di perseguire quando prendo in mano un pennello, è quello di creare qualcosa di unico e di interessante, capace di suscitare emozioni. Per riuscire ad ottenere questo risultato ho bisogno di guardare il mondo in modo, che mi emozioni. Debbo essere capace di riconoscere immediatamente ciò che può trasformarsi in grande dipinto, per poi scegliere quali tonalità cromatiche più congeniali usare e finalmente elaborare la mia magica interpretazione personalizzata”.

 

In riferimento alla tecnica da lei preferita spiega “Sono innamorata dell’acquerello. In passato, non avevo approfondito bene questa tecnica per mancanza di occasioni pratiche, ma proprio per questo amore davvero intenso ho poi deciso di conoscerlo e sperimentarlo. L’acquerello mi soddisfa più di ogni altra tecnica. É innanzitutto simbolo di luce e nel contempo di trasparenza. In esso persino le ombre diventano elementi radiosi, che sprigionano bagliori di luce e colore” e aggiunge “Inoltre, ritengo sia divertente e stimolante anche la stesura dei colori sulla carta, al posto della tela tradizionale”.

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La società pugliese Giannuzzi S.r.l sponsor della talentuosa pittrice Gabriella Legno in occasione delle mostre di Spoleto incontra Venezia

In occasione dello svolgimento della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terrà dal 28 settembre al 24 ottobre nella magnifica cornice veneziana del secolare Palazzo Falier, affacciato sul Canal Grande, è stata selezionata tra i rinomati artisti partecipanti la talentuosa pittrice Gabriella Legno, affiancata dalla rinomata società Giannuzzi S.r.l., che la supporta in qualità di sponsor per il prestigioso evento, di portata internazionale. 

La Giannuzzi S.r.l. ha sede in Puglia, precisamente in località Cavallino nella provincia di Lecce ed è leader nella fabbricazione di sedili per aeromobili. Inoltre, è specializzata nella progettazione, nell’allestimento e nel confezionamento con l’utilizzo di tessuti speciali di componenti aeronautiche, quali tappezzerie per sedili di aerei ed elicotteri, pannelli anti-sonori, fonoassorbenti e isolanti, nella componentistica d’arredo, nell’equipaggiamento di velivoli civili e militari.

La particolare composizione merceologica dei materiali impiegati nei cicli di lavorazione si accompagna alla peculiare tipicità dei prodotti commercializzati. Gli elementi e le tecnologie studiate per il settore hanno permesso di realizzare prodotti di alta manifattura, che fondono la produzione su scala industriale con l’esclusiva qualità artigianale, conservandola integralmente.

Per la Giannuzzi S.r.l. il motto aziendale trainante è: perfezione e massima sicurezza; qualità e longevità hanno massima priorità, senza compromessi per ogni singola componente fabbricata. Le soluzioni fornite sono modulate per rispondere e soddisfare le specifiche esigenze di una clientela nazionale ed estera, fidelizzata nel tempo e in costante incremento.

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“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE LA RICERCATA ARTE SCULTOREA DI SALVATORE BENNARDELLO

” <http://www.spoletoarte.it/> Spoleto incontra Venezia” sarà senza dubbio un ricco e variegato “contenitore” in cui poter ammirare e apprezzare l’arte contemporanea ad altissimo livello, con esponenti internazionali di prestigio, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì.

La grande mostra, curata dal critico Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes è fissato dal 28 Settembre al 24 Ottobre nella spettacolare coreografia di Venezia, all’interno dell’antico Palazzo Falier, edificato nel XV secolo sul Canal Grande. Il maestro scultore Salvatore Bennardello partecipa nell’esclusivo parterre di rinomate presenze con le sue opere scultoree d’ispirazione sacra e religiosa.

 

 

 

L’interesse e la passione per l’ambito scultoreo proviene dall’eredità paterna, poiché il padre Giuseppe a suo volta scultore affermato, lo stimola a cimentarsi nel settore. Negli anni della giovinezza dedica molto tempo allo studio delle creazioni sacre, visitando frequentemente chiese e cattedrali per approfondire al meglio la conoscenza dei principali rappresentanti del genere. L’amore per il disegno lo induce a ritrarre e raffigurare dal vero i modelli e i particolari architettonici osservati e analizzati scrupolosamente. Nella bottega di validi e autorevoli esperti esegue varie sculture marmoree a tema sacro, prendendo spunto da bozzetti preparatori di sua progettazione e inizia anche a dipingere con ottima propensione.

 

 

 

Nel 1971 da Comiso si trasferisce a vivere ad Aprilia. Le prime committenze ufficiali gli giungono dalla Parrocchia Madre Maria della Chiesa di Aprilia.

Dal 1990 vive e lavora a Latina. Il suo estro creativo si rivolge ad approfondire l’impiego della calda materia lignea. Realizza su prestigioso incarico il gran supporto dell’organo installato nella chiesa di San Michele Arcangelo ad Aprilia.

 

 

 

Al riguardo sono significative le dichiarazioni ricevute nell’occasione da Monsignor Dante Bernini vescovo di Albano Laziale, che scrisse “L’artista Salvo Bennardello, uomo e credente ha espresso nobilmente il messaggio sinodale, nel suo organico e armonico progetto, artisticamente realizzato in piena sintonia con il sinodo. La parola di Dio nelle immagini degli evangelisti, il tabernacolo dell’eucarestia al centro della gloria erano là, ispirati da dignitosa opera di fede e di arte. Una degna testimonianza del cammino sinodale, un invito alla comunità credente a rinnovare l’impegno di crescita nella carità, nutrita proprio di parola di Dio e di eucarestia, come risposta alla vocazione cristiana e alle attese del mondo. Confermo nel mio animo sentimenti di stima e di ammirazione per il suo operato artistico in generale”.

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“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE UN SIGNIFICATIVO OMAGGIO IN COMMEMORAZIONE DEL MAESTRO ALBERTO PISTORESI

In occasione della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si terrà dal 28 settembre al 24 ottobre 2014, verrà allestita un’ampia zona espositiva dedicata al maestro Alberto Pistoresi, con la curatela di Vittorio Sgarbi, in omaggio commemorativo al noto pittore fiorentino, del quale si mantiene indelebile il ricordo del prezioso contributo artistico lasciato in simbolica eredità. L’evento, diretto dal manager produttore Salvo Nugnes, sarà all’interno del secolare Palazzo Falier, sontuoso edificio sul Canal Grande a Venezia.

 

Nel commentare lo stile distintivo di Pistoresi Sgarbi ha dichiarato “Vedutista di spazi urbani e di paesaggi nella sua Toscana, Pistoresi è un pittore di luoghi non disturbati dall’uomo. La sua visione è distante, a tratti ovattata. L’uomo più che esserci è stato. Se ne sente l’impronta, l’eco della voce e una solitudine immensa, incolmabile“.

 

Tra le innumerevoli dichiarazioni elogiative espresse dai critici e dagli esperti d’arte del suo tempo, spicca quella di Piero Bargellini, sindaco di Firenze nel 1968, che scrisse “Pistoresi usa come mezzo espressivo il colore ad olio o ad acquerello, ma la sua opera sarebbe vana se non avesse come movente e come esito la poesia. Una poesia dovuta prima di tutto da una trepida commozione, suscitata da luoghi e figure, da un dolce incantamento d’anima e poi da una tenerezza, che si traduce sulla tela o sulla carta in trasparenze delicate, in fremiti amorosi, in segni efficaci, in toni essenziali“.

 

Di lui Pietro Annigoni, del quale è stato allievo disse “Nella sua pittura emergono fede caparbia e dedizione assoluta, è un lavoratore accanito. I suoi dipinti hanno composizione elementare, ma vigorosa con toni sonori profondi, luminosi, vibranti e impegnati di un sapiente e vissuto chiaro-scuro, che si pone in contrasto e al tempo stesso unisce l’intreccio dei colori“. Sul loro primo incontro ricordava “Al mercatino di San Pietro mi fece vedere una china acquerellata, che aveva fatto su per le rive dell’Arno. Mi parve una cosa notevole e sono sicuro, di essere stato tra i primi ad incoraggiarlo“.

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VITTORIO SGARBI CURA “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”, DOVE VENGONO UNITI DUE STRAORDINARI POLI CULTURALI

Si annuncia un nuovo “osservatorio” sul mondo dell’arte contemporanea: “Spoleto incontra Venezia” le grandi mostre curate da Vittorio Sgarbi, che si terranno dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, presso due meravigliose location storiche veneziane: Palazzo Falier, affacciato sul Canal Grande (San Marco 2906) e Palazzo Rota-Ivancich, a pochi passi da Piazza San Marco (Castello 4421).

 

La prestigiosa manifestazione, che ha già riscosso notevole successo nella precedente edizione “Spoleto Arte“, tenutasi dal 27 Giugno al 24 Luglio di quest’anno, presso Palazzo Leti Sansi, nel cuore della città umbra, si avvale dell’adesione del Presidente della Repubblica, nonché dei patrocini del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Veneto, della Provincia di Venezia, della Regione Umbria, del Comune di Spoleto e del Vittoriale degli Italiani.

 

Spoleto incontra Venezia” rappresenta l’unione, creata tra le due città, per rafforzare il potente legame esistente tra le eccellenze internazionali in ambito artistico-culturale. Nel contesto espositivo, diretto dal manager Salvo Nugnes di Promoter Arte, saranno presenti i grandi maestri che hanno già partecipato alla versione spoletina, come il Premio Nobel Dario Fo, Eugenio Carmi, uno dei maggiori esponenti dell’Astrattismo, José Dalì, figlio del mentore del Surrealismo Salvador Dalì e altri rinomati artisti talentuosi. Inoltre, sarà allestita una galleria fotografica d’immagini inedite del regista di fama mondiale Pier Paolo Pasolini, realizzate durante le riprese sul set del celebre film “Il fiore delle mille e una notte”.

 

All’esclusivo vernissage inaugurale, previsto in data Sabato 27 Settembre 2014, alle ore 18.00, saranno ospiti illustri personaggi del mondo della cultura, dell’arte, della politica e dello spettacolo, del calibro di Francesco Alberoni, Alessandro Cecchi Paone, Mina Gregori, Marta Marzotto, Silvana Giacobini, Katia Ricciarelli, Alviero Martini e molti altri.

 

Spoleto incontra Venezia” sarà un emblematico ponte di collegamento virtuale tra due poli d’arte e di cultura per antonomasia, quali sono Spoleto e Venezia. La finalità primaria, infatti, è valorizzare al meglio il legame sinergico tra le due città e fornire il massimo risalto d’immagine e visibilità agli artisti che esporranno le loro creazioni.

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“SPOLETO INCONTRA VENEZIA”: TRA GLI ARTISTI PARTECIPANTI ALESSANDRO SERRA

La prestigiosa compagine artistica culturale di “Spoleto incontra Venezia” sta per aprire i battenti con la curatela di Vittorio Sgarbi, all’interno della secolare struttura aristocratica di Palazzo Falier, affacciato sul Canal Grande veneziano, con l’esposizione straordinaria di esponenti illustri come Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. La grande mostra si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 sotto la direzione organizzativa del manager produttore Salvo Nugnes.

 

L’artista Alessandro Serra, che rientra nel selezionato novero dei partecipanti, propone una pittura molto personalizzata, sempre alla ricerca del sublime e proiettata verso l’elemento magico e misterioso. La sua creatività è libera e spontanea, non catalogabile in base a stereotipi figurativi e concettuali predefiniti. Onora e ammira i fondamentali valori trasmessi dai sommi maestri del passato, come Caravaggio, Michelangelo, Van Gogh, Kandinskij, Monet, Goya, ma conserva la sua identità perseguendo uno stile autonomo e indipendente.

 

Dalle significative considerazioni si coglie il filo conduttore del dinamico percorso intrapreso “L’arte mi dà la libertà e la possibilità di sperimentare mondi interiori, segreti, di rivivere tratti di vite precedenti, di volare nell’immaginazione e sentirmi per un momento creatore, per ritornare subito presente e comprendere -Il mio fare arte-. Ma soprattutto l’arte mi dà gioia e mi fa stare bene”. E aggiunge “La forte emozione si accende quando dipingo e ascolto musica. I suoni scelti per ogni opera sembrano lanciati dal cielo, arrivando dritti al cuore mi fanno sognare e dipingere”.

 

Predilige la tecnica pittorica ad olio su tela per l’estrema duttilità di lavorazione e l’inesauribile possibilità di ottenere molteplici effetti cromatici, poiché i colori possono essere sovrapposti, sfumati, trasformati e corretti di continuo, senza che si perda l’immediatezza e la freschezza percettiva del tocco.

Il genere espressivo è una mescolanza in alchimia di figurativo, astratto, fantastico e surreale. Serra spiega “Le figure delle mie opere, di proposito, appena un po’ naif, non sono protagoniste dell’opera stessa, sono lasciate fuori scena. Esse sono un contorno come la cornice del quadro. I veri soggetti sono: Il pensiero e la riflessione delle figure stesse e l’atmosfera astratta, dove il mio spirito protagonista è interprete di profonde sensazioni. L’arte dialoga con il nostro mondo interiore, ma si manifesta attraverso un lavoro manuale, costituendo un ponte tra i nostri sogni più intimi e la vita concreta”.

 

Egli si pone come obiettivo prioritario lo sviluppo personale, il miglioramento attraverso l’amore per la conoscenza di se’ e di tutti gli strumenti necessari al raggiungimento di un “Fare artistico” di elevata qualità costituito da piccoli e semplici passi affrontati gradualmente, sentendo il desiderio e il bisogno di crescita espressiva.

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“GIANNI CHIMINAZZO”: IN MOSTRA A “SPOLETO INCONTRA VENEZIA

La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” è pronta a “decollare” sotto il magico cielo veneziano, con l’esperta curatela del critico Vittorio Sgarbi e un parterre di personalità illustri in esposizione, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. L’evento, diretto dal manager produttore Salvo Nugnes, è fissato dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 tra le mura sontuose di Palazzo Falier, sul Canal Grande.

 

Nell’occasione il pittore Gianni Chiminazzo partecipa con la sua originale pittura di carattere espressionista, trascrizione di uno stato d’animo, che lo attraversa per imprimersi sulle tele e generare ordinati e vivaci “giardini” di una calda emozione naturalistica e acuta sensibilità cromatica.

 

Chiminazzo, concepisce l’immagine riprodotta come tensione semplificata di libertà, si eleva e la percorre, contemplandola a una distanza, che gli consente di sciogliere il ritmo tonale delle forme in “vibrazioni di pigmento”. La luce viene assorbita e restituita come suggestiva pulsazione atmosferica di bagliore lucente e disposta in una successione di allusioni prospettiche, entro le quali spiccano reticoli di tetti e di case.

 

L’interesse plastico per le materie è attestato anche da numerosi esercizi fatti mediante la scultura, l’affresco a strappo d’affresco, l’acquerello, il pastello, il mosaico, le grafiche e le incisioni, che egli esegue come consapevole risposta di una curiosità manipolativa e visiva davvero inesauribile e viscerale. Il percorso sperimentale diventa per lui un itinerario conoscitivo, inteso come un mondo, che gli permette di perseguire un’arricchente e costruttiva appropriazione della realtà dimostrandosi artista eccezionalmente completo e poliedrico.

 

L’atto del dipingere è un modo per rapportarsi e raffrontarsi alla dimensione reale, per sentirsi e sentire, per comunicare con estrema semplicità dei contenuti di rassicurante e coinvolgente genuinità espressiva. Chiminazzo ha negli occhi la suggestione dei campi colorati, che mutano stagionalmente e coltiva un sentimento radicato di amore per l’ambiente rurale. I suoi sensi sono impregnati dall’umore della natura, dal profumo della terra, dallo splendore della campagna e percepisce il bisogno di tradurre in variegato cromatismo queste sensazioni, che lo accompagnano nella vita, nell’intento di indagare se stesso e ciò che lo circonda.

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L’AZIENDA PUBBLISERVICE È PARTNER DELLA PRESTIGIOSA MOSTRA “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”

In occasione della prestigiosa mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager Salvo Nugnes, si è creata una positiva collaborazione con la tipografia Pubbliservice di Mogliano Veneto.

L’azienda è così partner dell’esposizione nella quale saranno presenti molti noti nomi tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi e Josè Dalí.

Pubbliservice è specializzato in tutto quello che riguarda la stampa di materiale cartaceo e non, dai normali flyer, pieghevoli o dépliant, biglietti da visita, roll up e banner, fino all’oggettistica.

L’attenzione del suo staff nei confronti del cliente è volta ad ottimizzare l’efficacia della comunicazione, studiando e proponendo sempre la soluzione più economica ed incontrando le esigenze del cliente attraverso due semplici principi: ottimizzazione di stampa e nella scelta dei supporti, il tutto senza intaccare la qualità del prodotto.

Pubbliservice può offrire tecnici esperti in comunicazione in grado di fornire al cliente le corrette informazioni in merito a materiali, tecniche di stampa e formati da utilizzare, nonché assisterlo nell’identificare il target su cui operare, scegliere in maniera mirata il prodotto o il pacchetto di prodotti più efficaci.

Il riconoscimento di un’azienda e dei suoi prodotti o servizi avviene attraverso una serie di elementi comunicativi coordinati: il logo o marchio, i colori, i contrasti cromatici, la gabbia grafica. Un coordinamento visivo coerente, che passando attraverso gli stampati, le insegne esterne, i mezzi di trasporto, la presentazione dei suoi prodotti o servizi alle fiere, il web e la grafica, ne qualifica il livello sul mercato e la differenzia sui competitor.

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ALLA GRANDE MOSTRA DI “SPOLETO INCONTRA VENEZIA” IN ESPOSIZIONE L ‘ESPRESSIONISMO PITTORICO DI ANTONIO FRANCHI

Si prevede un appuntamento di rilievo internazionale quello di “Spoleto incontra Venezia” la grande mostra curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, tra le secolari mura di Palazzo Falier, dimora nobiliare situata sulle sponde del Canal Grande a Venezia. Tanti i nomi altisonanti in esposizione: da da Dario Fo a Eugenio Carmi, da Pier Paolo Pasolini a José Dalì. Nell’esclusivo elenco dei partecipanti rientra Antonio Franchi, con la sua arte pittorica ispirata dall’Espressionismo astratto, che lascia spazio a una visionarietà dominata dalla sfera dell’immaginario e dalla spontaneità interpretativa.

 

Franchi si avvicina al disegno e alla pittura in età adolescenziale. Dapprima approccia il genere di matrice figurativa, poi a seguito dell’incontro con il maestro Antonio Tropeano, esperto di arte moderna e contemporanea, pittore e scultore affermato, inizia a dedicarsi allo studio e alla ricerca approfondita sul colore. Nel 2006 nasce la “Sintesi Aerea” una particolare forma di Espressionismo astratto, che si manifesta attraverso accese e brillanti luminosità cromatiche e con strutture compositive sorrette da un’idea di definizione e inquadramento geometrico.

Sulla scia di questa influsso, le tonalità vibranti e vivaci della sua tavolozza incontrano un’espansione dinamica e profusa di materia informale, che simboleggia virtualmente la superficie sconfinata dei territori di tutto il mondo, da conquistare in una dimensione di linguaggio comunicativo in proiezione aperta e cosmopolita.

 

Per Franchi l’utilizzo delle molteplici varietà di sfumature tonali rappresenta il fervido e viscerale legame d’attaccamento con la propria terra e con i luoghi e i contesti ambientali a lui più cari. Tramite le variopinte cromie vuole incentivare e spronare lo spettatore ad immergersi in quel magico e misterioso mondo fantastico, che appartiene a tutti, dove ognuno può trovare una parte di sé, lasciando volare la fantasia e solleticando la voglia ancestrale di recuperare quel “fanciullino pascolianoinsito in noi, per lasciare viaggiare la mente e il cuore sulle ali dell’assoluta libertà di espressione e di pensiero.

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Alle mostre di Spoleto incontra Venezia le incantevoli creazioni di Marina Colombo

Inizia il conto alla rovescia per la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. L’allestimento è all’interno dello sfarzoso Palazzo Falier, edificio del XV secolo costruito sul canal grande a Venezia e vedrà l’esposizione di personaggi di lustro, tra cui ario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì. In questo prestigioso parterre l’artista Marina Colombo porterà le sue emozionanti proiezioni pittoriche, guidate dal realismo magico, onirico e fantastico. 

Fin dall’infanzia, la Colombo dimostra un’innata predisposizione per il disegno. All’inizio del percorso si cimenta nella riproduzione di quadri del passato, con particolare predilezione verso l’arte impressionista. Il salto di qualità nella formazione avviene grazie alla frequentazione della scuola della rinomata pittrice e scultrice Giuliana Randighieri, che le permette di esaltare a valorizzare al meglio le sue potenzialità.

Nelle tele emerge l’intenso estro creativo e le virtuose doti strumentali acquisite. L’uso della luce solare, che si riverbera come una cascata luminosa, è considerata la fonte primaria e indispensabile per l’ispirazione e sta alla base della vasta produzione, dove compaiono il mare, i paesaggi, le nature morte, così come il Duomo di Milano, la Galleria Vittorio Emanuele e altri luoghi importanti e di preziosa valenza nel suo vissuto.

La finalità principale è l’inserimento di una dimensione proveniente dal sogno, interpretato in chiave favolistica e fiabesca, che si insinua nella realtà rappresentata ed esprime un linguaggio codificato legato al simbolismo e a messaggi subliminali, che accanto al sorprendente effetto cromatico, generano forti emozioni nello spettatore. Non si limita a emulativi e pedissequi esercizi di semplice narrazione descrittiva, ma imprime nelle raffigurazioni un proprio simbolico “marchio” distintivo e connotativo, che le rende inconfondibili e di originale impostazione.

La Colombo riesce ad accostare con delicata e aggraziata armonia d’equilibrio compositivo molteplici tonalità, forme, linee sinuose, che si snodano e si intrecciano a comporre e costruire strutture dove è insito un senso di movimento in costante e continuo divenire, inserito in un processo ineffabile e inarrestabile, come fosse carpito in uno scatto istantaneo, prodotto dall’attimo fuggente, catturato e trasferito sulla tela. Il suo intento è riuscire a fissare in eterno quella speciale “scintilla sfuggente” frutto dell’alchimia tra sensazione e sentimento, che non appartiene alla pura matericità e che lei ricerca con accorato ardore e inesauribile passione, nel viaggio fantasioso, intrapreso per conviverne appieno con il fruitore il patos e il coinvolgimento intimo.

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“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE LA PITTRICE ANNA STICCO CON I SUOI DIPINTI DEDICATI A MARIA CALLAS

Si avvicina con crescente attesa l’inizio della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, che si svolgerà dal 28 settembre al 24 ottobre 2014, nello splendido Palazzo Falier, residenza aristocratica del XV secolo affacciata sul Canal Grande a Venezia. È prevista una ricca e corposa carrellata di opere di artisti illustri tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. Tra i partecipanti all’iniziativa di prestigio è stata selezionata la senese Anna Sticco conosciuta come “La pittrice di Maria Callas” con le sue suggestive rievocazioni in dedica celebrativa al celebre soprano considerata la divina della lirica per antonomasia.

 

Nel raccontare la sua fervida passione per la Callas spiega: “Nel 2006 mentre ero a Parigi ho avuto una vera folgorazione, un’illuminazione imprevista e inaspettata, sentendomi catturare e conquistare da un magnifico manifesto della Callas esposto all’Opera e da lì ho iniziato un percorso di ricerca approfondita, che mi ha portato a contatto con persone e ambienti a lei più vicini e sono diventata anche una collezionista appassionata dei suoi cimeli e oggetti a lei più appartenuti“.

 

Sulla Callas dichiara: “Posso dire, che è diventata simbolicamente la musa ispiratrice del mio percorso artistico e desidero esaltarne al meglio il ricordo. Senza dubbio è un’icona a modello nel canto lirico e ha ottenuto trionfali successi e importanti riconoscimenti, meritandosi una fama internazionale. La sua voce era e resta inimitabile, unica, inconfondibile e indimenticabile. Come donna bisogna evidenziarne il fascino magnetico, lo charme seduttivo e il carisma innato. Pur non avendo una bellezza classica e standardizzata nei canoni comuni, ha saputo conquistarsi meritatamente lo scettro di “Donna più bella del mondo”. In apparenza forte, impavida e caparbia celava una personalità fragile, insicura e un carattere emotivo e sensibile. La corazza esterna era uno scudo per nascondere debolezza e sofferenza interiore“.

 

Sul concetto di arte afferma: “L’arte è un mezzo indispensabile, uno strumento prezioso e fondamentale per esprimere me stessa, per comunicare il mio moto dell’anima nella sua essenza più intima e introspettiva. Il mio stile è assolutamente personale e personalizzato. Mi considero un’artista a tutto tondo, poiché l’arte influisce in modo radicale in ogni mia scelta. Per me l’arte è come una “Tragica necessità” intesa come esigenza primaria alla quale non potrei mai rinunciare“.

 

E aggiunge descrivendo la tecnica preferita, da lei maggiormente utilizzata: “Uso in prevalenza la tecnica mista, tenendo l’acrilico come base principale integrata con la china, i gessetti, le matite, il collage, la foglia oro 24 carati, cercando di compiere una ricerca sperimentale eterogenea e in continua evoluzione“.­­

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“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE I CROMATICI VIRTUOSISMI PITTORICI DI LUCIANO BERRUTI

Durante la grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” prevista dal 28 settembre al 24 ottobre curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager Salvo Nugnes, convoglieranno in esposizione nomi altisonanti del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, all’interno dell’esclusivo Palazzo Falier, affacciato sul Canal Grande a Venezia. Il pittore Luciano Berruti rientra nel selezionato novero degli artisti partecipanti all’evento di richiamo internazionale, proponendo i suoi quadri, caratterizzati dagli originali virtuosismi cromatici.

 

Berruti si avvicina all’arte pittorica nella prima metà degli anni Sessanta, ma la sua attività è stata da sempre legata al mondo del colore. Ad Asti il suo negozio d’abbigliamento era conosciutissimo e gli ha permesso di acquisire grande esperienza nell’abito tessile della maglieria, del cashmere e di realizzare originali creazioni colorate avvalendosi del prezioso filato, molto apprezzate da Zegna, Krizia, Valentino, Donna Karan. Il lavoro lo porta a viaggiare parecchio e a soggiornare nelle più affascinanti città d’arte italiane ed estere. L’assiduo e intimo contatto con i luoghi, in cui si respira e si valorizza al meglio la componente spirituale accentua il già collaudato feeling con l’elemento cromatico e lo sprona a dipingere opere definite “Emozioni allo stato puro” che ottengono consensi generali.

 

Egli approda all’essenza del reale quasi trasfigurandolo e riconducendolo all’impronta stilnovistica. Le rappresentazioni sono apparizioni misteriose e silenti, dotate di profondo fascino e raffinata indeterminatezza, evocanti quell’atmosfera da purgatorio dantesco, per la quale i personaggi e gli ambienti godono di un levita ascensionale, protesa al regno della luce assoluta e sovrana. Si pone in dialogo con gli oggetti, con la natura, con le suggestioni di un tempo scaturite dai ricordi e dalle emozioni, che si traducono in una raffigurazione in cui il colore protagonista determinante della costruzione d’insieme.

 

Non ha un oggetto preferito: tutto ciò che vede, un paesaggio urbano, un panorama collinare, una natura morta possono essergli di spunto ideativo. Infatti, non è concentrato tanto sulla tematica e sull’argomento trattato, ma piuttosto dal modo con il quale verrà rivisitato sulle tele. Tutte le immagini sembrano viste attraverso un filtro virtuale, che attenua le linee dritte, lascia indefiniti i contorni e valorizza come segno peculiare distintivo di riconoscimento quell’inconfondibile profusione variopinta di cromie tonali.

 

Commentandone lo stile, Duccio Trombadori ha dichiarato “Paesaggi evocati intensamente nella pittura di Berruti per sovrapposizione di varietà cromatiche, con effetti di sorprendente naturalezza atmosferica“.

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“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE LA RICERCATA ARTE INTIMISTA DI FABRIZIO BERTI

Si conferma un appuntamento internazionale imperdibile, la grande mostra denominata “Spoleto incontra Venezia” prevista dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, sotto la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. L’evento, allestito nell’esclusivo Palazzo Falier, di secolare costruzione affacciato sul Canal Grande a Venezia, è arricchito da personaggi illustri in esposizione, tra i cui Dario Fo, Pier Paolo Pasolini, Eugenio Carmi, José Dalì. Nel parterre delle presenze importanti è stato selezionato Fabrizio Berti, pittore e scultore dalla formazione accurata e completa, che gli ha permesso di approcciare una coinvolgente formula espressiva dal carattere intimista, ricevendo ampi consensi d’apprezzamento.

 

Nel percorso di ricerca Berti approfondisce dapprima la pittura e il disegno, frequentando appositi corsi con il noto maestro Enrico Irmici. Inizia poi l’indagine sperimentale sulla commistione delle varie tecniche, tra cui l’acquerello e la gouache. In quel periodo viene inquadrato come “impressionista puro”. In seguito comincia con il lavoro scultoreo, attraverso la modellazione della creta e dell’argilla, riuscendo a elaborare una finitura personalizzata dal sorprendente impatto visivo, in cui la superficie delle sculture risulta perfezionata da una speciale cromia, paragonabile al bronzo.

 

Concepisce l’arte come mezzo strumentale e considera il suo fare arte come una missione, una forma di vocazione assoluta e innata, una missione trasmessa fin dalla nascita, finalizzata a suscitare emozioni nello spettatore, per dare voce alla dimensione interiore e all’anima. Guardando le opere si viene trasportati in un viaggio iniziatico di illuminazione esistenziale e spirituale per unificare quella scintilla primordiale, che dal caos genera il cosmo, l’ordine e l’armonia del creato e sostiene e conferisce il significato primario a ogni essere vivente. Egli dichiara “Io ho promesso di vivere d’arte anche dopo la mia morte” assimilando l’arte al fremito interiore, alla propulsione vibrante, che è il linguaggio cosmico per metterci in contatto e in comunicazione con il Dio creatore.

 

È dunque indispensabile congiungere la sua esperienza filosofica estetica all’evoluzione della spiritualità intesa come riscoperta del sé, della sfera introspettiva, che diventa l’essenza stessa del vivere, la fonte d’ispirazione imprescindibile per lo studio approfondito sulla forma, sulla figura e sul colore. Emerge la sintesi formale della narrazione, che si trasforma in ricordo e memoria del vissuto, con una costante evoluzione fatta sull’analisi della percezione interna della “ratio” in relazione al senso di infinito, che trapela dalla condizione ineluttabile della morte. In lui vita e morte, Eros e Thanatos si equilibrano, si intrecciano e trovano spiegazione nel suo lavoro e nel coinvolgimento estremo, per il quale spiega “Si immedesima nell’arte, che è vocazione e nell’osservatore, che nella visione riscopre il vero senso del contemplare, cioè io guardo, perché’ dall’opera si irradia quell’infinito, che mi conosce fin dall’inizio dei tempi”.

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“ANNA MARIA ARTEGIANI”: IN MOSTRA A “SPOLETO INCONTRA VENEZIA”

Nel pregevole parterre di presenze rinomate scelte per esporre nella grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” spicca Anna Maria Artegiani, con le sue visioni pittoriche misticheggianti. L’evento, curato da Vittorio Sgarbi e diretto dal manager produttore Salvo Nugnes, si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, nell’incantevole atmosfera del capoluogo veneto, tra le sfarzose mura secolari di Palazzo Falier, affacciato lungo le sponde del Canal Grande.

 

La Artegiani, profondamente sensibile e proiettata ad approfondire i valori connessi al mondo spirituale, dalla metà degli anni Ottanta, intraprende una lunga e doviziosa ricerca, che la conduce ad interessarsi alle somme tradizioni sapienziali d’Oriente e d’Occidente e ad accostarsi ad un graduale progressivo cammino interiore esistenziale, coniugando in perfetta fusione sinergica arte e spiritualità. Le sue opere offrono spunti di meditazione personale, che vanno ben oltre l’impatto estetico delle rappresentazioni e delineano un universo di simbologie e messaggi dal significato esoterico trascendentale, una sorta di codice cifrato, che l’artista riproduce sulle tele per dare forma e dimensione a una voce interna, proveniente dalla sfera introspettiva, per comunicare e raccontare le esperienze vissute con le conseguenti percezioni emozionali e sensoriali scaturite dagli stimoli circostanti, per esternare la vocazione e propensione verso il viaggio di elevazione e di ascesa contemplativa dello spirito.

 

La sua pittura, che ha ricevuto anche la prestigiosa testimonianza ad encomio di Franco Battiato, è paziente, precisa e meticolosa, paragonabile allo stile tipico dei pittori di icone. L’impronta compositiva dal fascino accattivante ne dimostra l’indiscusso talento e la rara e preziosa sensibilità progettuale ed esecutiva. L’afflato mistico dei dipinti è rafforzato dalla menzione di particolari citazioni e testi, composti da autori appartenenti alle varie tradizioni spirituali, che contribuiscono ad avvalorare ed enfatizzare l’insieme artistico culturale, fungendo da preziose testimonianze dirette d’accompagnamento.

 

La solida e lineare costruzione del disegno, evidenzia una struttura figurativa sobria, essenziale, dai contorni semplici e minimali, ma di estrema raffinatezza ed eleganza, che recuperando gli antichi concetti filosofici esistenzialisti, si arricchisce di connotazioni di ancestrale memoria, assumendo sfumature dal carattere distintivo di sacrale e ascetica religiosità. La Artegiani vuole spronare lo spettatore ad immettersi nel sentiero dei mistici dell’Est e dell’Ovest, ricordando i saggi e lungimiranti insegnamenti del maestro Ibn Al-Arif, che predicava “Si estingue ciò che non è mai stato, e sussiste ciò che non ha mai cessato di esistere”.

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Alle mostre di Spoleto incontra Venezia le incantevoli creazioni di Maria Franca Grisolia

All’interno del pregiato comparto espositivo di “Spoleto incontra Venezia” previsto dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 a Venezia, nel aristocratico Palazzo Falier affacciato sul Canal Grande, sarà possibile ammirare le fantasiose visioni pittoriche di Maria Franca Grisolia, accanto ad un parterre di opere appartenenti a nomi di forte rilevanza, tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì. L’evento è curato dal Professor Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. 

L’essenza della ricerca stilistica della Grisolia la conduce a compiere una trasformazione del reale tramite un linguaggio riconducibile al filone del Realismo classico, con una proiezione oggettiva profonda, che recepisce la bellezza e l’armonia del mondo circostante. Si cimenta con diverse tecniche e affstaronta tematiche eterogenee, con particolare predilezione verso la raffigurazione femminile. La tavolozza composta da affascinanti e variegate cromie è ricca, vivace e gioca con i contrasti tonali di luci-ombre esaltando le forme. Per lei il colore non è solo pura contemplazione, ma creazione del nuovo, che accompagnato dalla spontaneità espressiva lascia spazio al sogno e all’immaginario fantastico.

Si dimostra artista sensibile e valida comunicatrice di sentimenti, capace di esternare con l’avvincente estro innato delle interpretazioni, che evidenziano il suo corposo bagaglio spirituale. I dipinti trasmettono sensazioni intense, scaturite dall’ego interiore proiettato sulle tele per trasferire i significativi messaggi ancorati a un figurativo dal carattere surreale. Si avvale dell’intuito emotivo, focalizzando la sua sfera intima, con una notevole padronanza tecnico-culturale, che le consentono di elaborare lavori di elevato pregio qualitativo.

La Grisolia spiega “La mia pittura figurativa assume la consistenza del reale. Mostra i personaggi e propone l’analisi dei sentimenti attraverso la descrizione, spesso dettagliata, dei particolari: dei volti, dei gesti, dello spazio. Evoca la tradizione del Realismo classico e mediante la suggestione della forma, suggerisce letture diverse o momenti di riflessione sull’esistenza umana”.

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Alle mostre di Spoleto incontra Venezia le incantevoli creazioni di Marilena Lacchinelli

Marilena Lacchinelli si inserisce nella pregiata cornice delle mostre di “Spoleto incontra Venezia” curate da Vittorio Sgarbi e dirette dal manager Salvo Nugnes, dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, presso il sontuoso Palazzo Falier, che si trova a Venezia sul famoso Canal Grande. 

La Lacchinelli è un’artista autodidatta, che utilizza la pittura a olio, ma ama anche sperimentare tecniche diversificate, inserendo il colore come elemento puro e protagonista, usando con vivaci tocchi luminosi. Le rose, considerate nelle molteplici declinazioni, sono tra le raffigurazioni predilette. Vengono ritratte con delicato lirismo poetico, attraverso primi piani assai ravvicinati, scandagliandone le geometrie più minuziose, cogliendone nell’essenza compositiva la femminilità, la vitale solarità, la magica sensualità insita in esse.

Il talento creativo della Lacchinelli consiste nel rievocare un’espressione floreale e naturalistica, che appare familiare e rassicurante, incantando l’osservatore per la seducente eleganza e lasciando percepire una dimensione di bellezza perfetta e ideale, di fascino sensibile e delicato, simbolo di freschezza e leggiadria, manifestazione sublime di innalzamento e ascesa spirituale.

Stende il colore con variopinta e multiforme duttilità e stimola il fruitore con originali visioni fatte di luci e di silenzio, lasciando scaturire dinamiche suggestioni. La pittrice spiega “L’arte migliora il mondo quando esprime emozioni, dall’arte traggo arte. Il concetto è la cornice affascinante di un bel dipinto. L’artista agisce per il bene comune della pittura e per creare un mondo migliore. L’incontro con l’arte rende ricchi, l’emozione educa il cuore all’amore per l’arte. Mi auguro, che il tempo emotivo contribuisca ad emanare un dolce profumo”.

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“SPOLETO INCONTRA VENEZIA”: LUCIA IDA VIGANO’ PROPONE LA SUA INNOVATIVA ARTE CROMATICA

Appuntamento con crescente risonanza mediatica quello della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager Salvo Nunges, che dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, vedrà riuniti insieme nomi illustri come Dario Fo, Pier Paolo Pasolini, Eugenio Carmi, José Dalì e altre presenze eccellenti, all’interno del secolare Palazzo Falier, risalente al XV secolo, edificato sulle rive del Canal Grande a Venezia. Tra i partecipanti è stata selezionata anche la pittrice Lucia Ida Viganò, con le sue coinvolgenti composizioni, caratterizzate dal cromatismo di stampo classico e tradizionalista, rivisitato in formula nuova e diversificata, con intensi contenuti esistenziali.

 

Nei quadri della Viganò le rappresentazioni vengono ricondotte e ricollocate concettualmente in un apposito spazio ben definito e delineato, nell’intento di rielaborare e inquadrare le strutture architettoniche classicheggianti perseguendo un innovativo linguaggio, costituito da cromatismi e accostamenti tonali di originale impatto, che superano e travalicano la realtà usuale, accorpati ad una significativa simbologia, che le rende rievocazioni di natura figurativa avvolte da enigmatico mistero, da carpire e decifrare nel particolare messaggio cifrato e codificato insito in esse.

 

L’artista nel descrivere il senso della ricerca da lei compiuta afferma “Nella mia esperienza ho individuato tre forme di pensiero individuale, che sviluppano ciascuna l’osservazione e la riflessione nelle forme dell’oggettivazione descrittiva e della soggettivazione analitica, che sono: la figurazione, l’intelligenza emotiva e quella cognitiva, formale o strutturale. Nelle mie opere cerco di ridurre in una sintesi formale, segnica, cromatica e gestuale le componenti di queste tre forme di pensiero e creare una composizione conformante la gioia interiore dell’anima nei confronti del reale. Dietro le mie opere c’è quindi una riflessione e una ricerca specifiche, volte ad indagare i linguaggi e il pensiero ricondotti al contenuto formale del quadro”. E prosegue precisando “La mia ricerca formale e strutturale del linguaggio pittorico non è mera speculazione destinata ad esistere come oggetto decorativo. Nei quadri parlo con segni e colori,il linguaggio del pensiero nella sua integrità, per convincermi e convincere, che la vita anche nella sua più tetra sfortuna deve essere percepita non secondo i meccanismi, che portano allo sconforto e alla condizione di depressione dolente, ma con una volontà ribelle e vitale di rimanere gioiosi e festanti fino all’estremo, più in là possibile”.

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Intervista a Luca Girardi, proprietario delle Cantine Girardi a Farra di Soligo

D: Quali sono le origini storiche dell’azienda?

R: La Famiglia Girardi è presente già nel medioevo come costruttrice di botti per il vino. L’azienda nasce nel 1925 con l’acquisto da parte di nostro bisnonno Martino, forte della passione che lo legava alla terra, del primo vigneto di Valdobbiadene nel comune di Farra di Soligo, dove tutt’ora questo vigneto produce uve per la selezione Girardi. L’azienda e le generazioni di mio nonno e attualmente mio padre, hanno portato avanti la valorizzazione e la coltivazione delle zone collinari meglio esposte ai raggi del sole, nonostante le difficili situazioni della guerra mondiale. Rimanendo fedeli alla tradizione, siamo arrivati ai giorni nostri dove la filosofia di vita si esprime nell’attenta e appassionata cura dei vigneti, delle uve e dei processi di vinificazione.

D: Ci racconta le principali caratteristiche dei vostri prodotti di punta?

R: I nostri prodotti di punta sono divisi in due marchi: Girardi e Monchera. Girardi è l’assoluta perfezione ed essenza del territorio della Valdobbiadene DOCG dove riporta il cognome di famiglia, mentre Monchera è il luogo di origine longobarda dove è situata l’azienda. Quest’ultimo marchio è l’energia del prosecco DOC più autentico perché i vigneti sono limitrofi all’area storica del Valdobbiadene. Queste due linee di spumanti sono diverse, perché la Girardi e la selezione di vigneti di collina è di una età media di 25-30 anni il cui profumo è intenso con sentori di mela e pera, e al gusto ha un’elegante struttura molto salina. Mentre il Monchera arriva da vigneti più giovani, di 5-15 anni e vuole essere l’identità della freschezza e della bevibilità per tutte le occasioni.

D: A quale fascia di mercato italiano vi rivolgete? Avete anche un target di clientela estera? Di quali paesi? Quali sono le richieste e le preferenze più rilevanti, che raccogliete dai clienti?

R: I nostri clienti sono di medio e alto target i quali vogliono ancora degustare in modo eccellente, genuino con l’identità nostra di un territorio. Principalmente i nostri spumanti si trovano nelle migliori bottiglierie, enoteche  e  ristoranti. La nostra esportazione e le richieste più particolari arrivano molto spesso dall’estero, proprio da paesi in cui l’italianità è molto presente e da chi vuole risentire nel calice un pezzo di territorio, dove spesso la sinergia di emozioni e ricordi ritornano presenti grazie ai nostri spumanti. Poi abbiamo i mercati cosiddetti emergenti dove la vera competizione sta nella qualità, perché quando hanno di fronte prodotti importanti riescono a capire il loro vero valore. Siamo presenti da Berlino a Londra, da Hong Kong, Shanghai, Pechino per poi arrivare a San Paolo in Brasile.

D: Come avete strutturato il vostro sito web di riferimento? Una curiosità al riguardo: quale specifica funzionalità svolge la casella intitolata “Parola al vino”?

R: Abbiamo cercato di fare un sito che parli con il cliente, che al momento è in evoluzione, ma tra le tante cose, la Parola al vino, vuole essere, per le persone meno esperte, la chiave grazie alla quale possano trovare la soluzione ai loro enigmi o che possano conoscere in modo più approfondito le tematiche del vino.

D: Siete presenti all’interno di fiere ed eventi di settore? Fate parte di associazioni di categoria?

R: Facciamo fiere di settore e negli ultimi anni stiamo cercando di orientarci sempre di meno alla grande massa, ma sempre di più a persone di qualità. Facciamo parte di un’associazione del territorio, perché è il territorio, con il benessere dello stesso, che porta vantaggio a tutto il comparto enogastronomico turistico, ma siamo presenti anche in sistemi di sinergia di promozione estera come ad esempio 100ITA che ha riscosso il premio Panda come miglior progetto italiano in Cina 2014. Nel 2013 lo stesso premio è stato vinto dalle aziende Ferrari e Maserati.

D: Una riflessione di commento sull’attuale situazione commerciale di mercato dei vini e degli spumanti in ambito nazionale e internazionale; a suo parere serve una formula di rinnovamento globale? Quanto ritiene, che la crisi economica generale possa incidere sul calo dei consumi di settore?

R: A livello globale, ma anche nazionale, il prezzo medio di vini e spumanti  in distribuzione sta scendendo rispetto agli anni precedenti, e ciò è sicuramente dovuto alla situazione di crisi ormai globale. Eccezion fatta per il caso Valdobbiadene e Prosecco che grazie alla crisi è riuscito ad emergere. Infatti il mercato globale si è accorto che questi spumanti provenienti dalle regioni Friuli e Veneto, ma in special modo quello della provincia di Treviso, con all’apice il comprensorio del Conegliano – Valdobbiadene – Asolo, in cui Farra di Soligo è il cuore,  si possono trovare ancora prodotti di altissima qualità con il giusto rapporto qualità/prezzo. Sicuramente la sinergia tra istituzioni politiche locali e nazionali, e consorzi, hanno portato ad una svolta intellettuale delle persone che ci lavorano come attori per rendere grande un territorio spumantistico.

D: Quanta importanza rivestono le figure professionali dell’enologo e del sommelier nel vostro comparto aziendale?

R: Le figure professionali, come in tutti i comparti sono molto importanti, specialmente in quello del vino, nel quale l’enologo deve conciliare l’esperienza delle annate precedenti con la selezione dei diversi vigneti,  attraverso la maturazione ideale per la raccolta, il misterioso processo di vinificazione e spumantizzazione, e deve portare ad un risultato più che ottimo ad ogni annata. Mentre il sommelier, non meno importante, deve capire l’azienda e i prodotti, ed è lui stesso l’artefice tra il produttore e il cliente finale. Per cui avere figure in azienda solide e carismatiche rende l’azienda forte dei prodotti e solida nel mercato.

D: Che ruolo assumono il prezzo e la forma di presentazione del vino?

R: Importantissima è la presentazione di un vino nel modo in cui si presenta dal punto di vista estetico, ma una componente importante è il prezzo: molto spesso quanto più basso è il prezzo e quanto più bella è la bottiglia, più i mercati vengono conquistati. Però io sono dell’idea che dobbiamo vendere il contenuto, e non solo “vetro tappi ed etichette” e cioè il contenitore. Infatti all’eccellenza si arriva fondamentalmente con due fattori: alta qualità del contenuto e del contenitore che come risultante dà un determinato prezzo, ovviamente più alto della media. Sarà poi ogni azienda a seconda del posizionamento che vuole avere nel mercato a scegliere il prezzo di vendita, ma sicuramente a scapito di uno dei due fattori.

D: Quali progetti innovativi state portando avanti?

R: Stiamo portando avanti dei progetti innovati sia nell’impianto di vigneti in un modo più ecocompatibile ed ecosostenibile, ma soprattutto usciremo con un prodotto innovativo, in formato magnum, per il quale abbiamo voluto unire delle eccellenze: una grande cuvée aziendale con il lusso vicentino, sia nell’aspetto grafico che nel contenuto.

D: Ci spiega l’interessante contributo dato nel campo delle iniziative sulla preparazione dei cocktails con il prosecco e delle proposte del “bere miscelato”?

R: In poche parole è un modo di consumo alternativo. Eravamo convinti del fatto che lo spumante era solo per le festività o per i grandi eventi. Invece la grande imprenditorialità delle aziende è riuscita a far consumare il prodotto, che sia Valdobbiadene, o Prosecco, o semplicemente una cuvée,  nell’arco dell’anno, per cui a 365 giorni ed ad ogni occasione. Questo ha comportato al bere miscelato facendo entrare lo spumante nel cocktail. Tanto è vero che abbiamo in produzione, soprattutto per i nuovi mercati che si approcciano in questo momento per la prima volta al mondo delle bollicine, un cocktail a base di spumante con essenze aromatiche naturali.

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Da Spoleto Arte alle mostre di Spoleto incontra Venezia le incantevoli creazioni di Claudio Messini

Claudio Messini rinnova la sua presenza alle grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” dopo la positiva partecipazione a “Spoleto Arte“. L’evento, ambientato nello spettacolare contesto veneziano del secolare Palazzo Falier, affacciato sulle rive del Canal Grande, si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager Salvo Nugnes. È prevista la presenza di opere di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi di prestigio. 

Messini, oltre alla pittura si dedica da più di trent’anni alla disciplina teatrale. Ha fondato il gruppo de “I Gotturni” che si esibisce in performance di successo a livello nazionale. Nell’affascinante parallelismo tra teatralità e arte, che contraddistingue il suo percorso esistenziale e professionale, risiede un tassello fondamentale per cogliere e comprendere pienamente la peculiare ricerca di sperimentazione stilistica, attraverso cui si incanala e si orienta la poliedrica e camaleontica capacità ideativa e progettuale. Da un lato, sviluppa l’intento di stupire e sorprendere lo spettatore, che assiste allo scenario recitato sul palcoscenico, dall’altro riesce a conquistare l’osservatore con l’intensità delle opere pittoriche, all’insegna di un tripudio congiunto di emozionante coinvolgimento e immediato impatto emotivo. Il risultato, perseguito e raggiunto in entrambi gli ambiti applicativi, sfocia in un’avvolgente ed accattivante atmosfera di musicale sonorità, che nei quadri si traduce in vivaci note cromatiche, arricchite dalla luminosa energia degli strati materici, sovrapposti insieme e amalgamati in equilibrata e proporzionata fusione, quasi assumendo la dimensione di pitto-sculture.

Tende volutamente ad allontanarsi dalla concretezza mimetica dell’astrattismo puro, per approcciare la geniale intuizione di avvalersi dell’utilizzo di simbologie “parlanti” ed elementi segnici e figurativi cifrati, che inserisce all’interno delle creazioni, attribuendo ad essi una funzionalità comunicativa metaforica, di linguaggio sapientemente codificato, che l’occhio attento e sensibile del fruitore deve carpire ed interpretare, con una chiave di lettura libera e dinamica.

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“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE LA RAFFINATA ARTE DI CATERINA DE ANGELIS

Nella selezione dei talentuosi artisti, che esporranno all’interno delle rinomate mostre di “Spoleto incontra Venezia” rientra anche la pittrice Caterina De Angelis, che si contraddistingue per uno stile di delicata raffinatezza creativa. L’evento, curato da Vittorio Sgarbi, si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. La location ospitante designata è lo storico Palazzo Falier, residenza aristocratica nel cuore di Venezia, proprio affacciata sul coreografico Canal Grande. Tanti i nomi illustri coinvolti nell’iniziativa: da Dario Fo a Eugenio Carmi, da José Dalì a Pier Paolo Pasolini, e molti altri personaggi di autorevole fama.

 

La base della ricerca fatta dalla De Angelis, che ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Foggia e l’Accademia di Brera, con gli insegnamenti del virtuoso maestro Terruso, risiede nel figurativo e ruota intorno all’espressione artistica ad esso correlata. I suoi quadri parlano e raccontano storie, vicende e momenti di vita. Nel gioco, sapientemente calibrato delle luci e delle ombre, le forme raffigurate si congiungono, si interscambiano, si completano, risaltano in armoniosa commistione.

 

La produzione è caratterizzata da vivace dinamismo ed entusiastica vitalità. Le rappresentazioni riprodotte sulle tele appaiono come figure vive, pulsanti, vibranti. Le tonalità e le sfumature dei colori regalano visioni di soave eleganza e lieve dolcezza. Si possono scorgere attimi di amore, passione, così come bagliori di sofferenza e dramma interiore. La De Angelis si propone di rievocare tutta quella serie di sentimenti, che coesistono nella sfera interiore di ciascuno e fanno parte delle esperienze esistenziali. Le gioie si alternano ai dolori passionali contrastanti e si intrecciano quasi vorticosamente, per poi confluire d’improvviso in emozioni esplosive, generate dalla vista di qualcosa oppure dal verificarsi di un episodio particolare, che fungono da situazioni scatenanti propulsive.

 

Nei suoi dipinti si può cogliere la profonda e radicata vena poetica. Infatti, osservandoli e magari chiudendo gli occhi dinanzi a essi è possibile sognare e fantasticare, rivivendo fasi di vita pregresse o immaginandone di nuove sempre più stimolanti e coinvolgenti da affrontare.

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L’artista Diego Boiocchi espone a “Spoleto incontra Venezia” – Partner l’Azienda vinicola fratelli Giorgi

In occasione della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” curata da Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, che si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 nella magica atmosfera veneziana del sontuoso Palazzo Falier affacciato sul Canal Grande, il poliedrico artista Diego Boiocchi sarà presente con il supporto commerciale dell’affermata azienda vinicola fratelli Giorgi di Pavia, che ha creato una positiva partnership in qualità di sponsor.

Le origini delle Cantine Giorgi risalgono al 1875. La prima generazione produceva vino secondo le usanze dell’epoca e lo forniva nel contesto dei paesi limitrofi. Nel 1970 i fratelli Gianfranco e Antonio hanno costruito una cantina moderna e tecnologicamente avanzata a canneto pavese, creando un’immagine di alta qualità aziendale rimasta indelebile fino ai giorni nostri. Negli anni ottanta è sorta la terza cantina a Camponoce e si è giunti alla consacrazione dell’attività in ambito nazionale con una corposa e articolata rete di vendita. Oggi la Giorgi esporta in 59 paesi nel mondo e ha vinto prestigiosissimi premi di settore in ambito nazionale e internazionale, rappresentando il “made in Italy” e la tradizione vinicola d’eccellenza per l’oltrepò pavese, che fin dal medioevo vanta un ambiente congeniale per la viticultura.

La crescente evoluzione è stata possibile in virtù di un pilastro fondamentale e imprescindibile: la famiglia al centro dell’impresa, inteso come principio trainante propulsore, che è stato perpetrato di generazione in generazione come valore inestimabile da conservare e custodire intatto.

Nei vigneti per garantire la massima qualità del prodotto viene praticata la potatura castigata, la concimazione dei terreni realizzata esclusivamente con sostanze naturali e la produzione del ceppo inferiore alla norma. La raccolta delle uve selezionate avviene nel momento preciso della maturazione. La pigiatura e la fermentazione sono rigorosamente monitorate e controllate. Gli appezzamenti territoriali sono collocati in alta collina per godere della posizione più congeniale, anche in base all’esposizione al sole.

Particolarmente interessante l’Enoteca Solo Giorgi, spazio caratteristico nel quale si possono degustare i molteplici vini di produzione, dove vengono organizzati importanti eventi culturali d’intrattenimento. Al riguardo Fabiano Giorgi spiega “questo spazio è stato concepito come punto di animazione, dove confluiscono appuntamenti culturali su tematiche legate all’ambiente, ai saperi e alla conoscenze delle tradizioni locali, alle adottate per coltivare sapientemente i vigneti, all’arte di produrre vini di qualità. È un modello da prendere come significativo esempio di coesistenza di attività aziendali con iniziative culturali, che arricchiscono il patrimonio territoriale e mettono in risalto il contesto della valle Versa, che deve valorizzare la propria identità e le risorse insite, per dare ulteriore plus valore aggiuntivo ai prodotti provenienti dalla zona”.

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Le grandi mostre di “Spoleto Incontra Venezia” accolgono l’arte Marck Art di Marco Urso

La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” si pone come “osservatorio” internazionale sull’arte Contemporanea con la presenza d’eccezione di opere di personalità del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. L’evento curato da Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 all’interno dello storico Palazzo Falier, nobile dimora veneziana del XV secolo affacciata sul Canal Grande. Nel prestigioso elenco dei partecipanti è inserito il pittore Marco Urso, in arte Marck Art, con la sua espressione artistica guidata dall’immaginario fantastico, dominato e sorretto dalle emozioni e dalle vibrazioni pulsanti scaturite moto dell’anima. 

Urso è fondatore e presidente dell’associazione culturale e artistica denominata “AUU”. Nativo di Palermo attualmente vive e lavora a Favara, in provincia di Agrigento, dove si cimenta nell’arte pittorica con ottimi consensi. Frequenta il conservatorio di Palermo, ma a seguito di una grave malattia abbandona gli studi musicali e si dedica a coltivare il talento innato e la forte passione per la pittura. Le opere sono ispirate alla medicina, di matrice espressionista con temi e contenuti connessi alla propria malattia, alla condizione interiore di sofferenza e alla rinascita spirituale avvenuta grazie al mondo artistico.

Nel descrivere la singolare e peculiare esperienza esistenziale Urso spiega “La mia pittura nasce dopo la mia morte. Non mi piace dire qualcosa di me. Dopo, che il mio cuore è stato fermo 25 minuti sono un altro e mi hanno chiamato Marck Art come pseudonimo artistico. Posso dire di essere un uomo, che ha vissuto due volte, ossia sono rinato corporalmente e culturalmente dopo una gravissima apnea cardiaca, con il dono creativo della pittura astratta”. 

Commentandone il percorso davvero unico nel suo genere il noto Professor Bonifacio Tanino ha scritto “Il suo viaggio simbolico di rinascita, che poi è quello di Marck Art inizia una calda notte estiva, il 23 Luglio del 2006. A seguito di questo viaggio di profonda claustrofobia del cuore si è risvegliato e gli si sono spalancate dinanzi le porte di un’altra vita. Ha ricevuto il dono miracoloso di una rinascita sotto un nuovo cielo, nuove stelle e nuovi orizzonti. Un risveglio inaspettato in un altro mondo governato dal sogno e dall’immaginazione. Marck Art è un pittore, che attraversa una vita altera, vita segnata da un continuo divenire, da un perenne trapassare a dimensioni paradossali e contrapposte, nelle quali si sono alternate e concretate la luce e l’ombra, la gioia e il dolore, l’assenza e la presenza, la vita e la morte. Un fare linguistico-creativo fortemente legato a quella classica dinamica psicologia di contrapporre all’inesorabile -perdita- delle cose della propria vita, la -nascita- di un’esistenzialità giocosa, costruita mediante un processo empatico ed istintivo”.

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Alle mostre di Spoleto incontra Venezia le incantevoli creazioni di Marco Urso

La grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” si pone come “osservatorio” internazionale sull’arte Contemporanea con la presenza d’eccezione di opere di personalità del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, Pier Paolo Pasolini, José Dalì. L’evento curato da Vittorio Sgarbi con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 all’interno dello storico Palazzo Falier, nobile dimora veneziana del XV secolo affacciata sul Canal Grande. Nel prestigioso elenco dei partecipanti è inserito il pittore Marco Urso, in arte Marck Art, con la sua espressione artistica guidata dall’immaginario fantastico, dominato e sorretto dalle emozioni e dalle vibrazioni pulsanti scaturite moto dell’anima. 

Urso è fondatore e presidente dell’associazione culturale e artistica denominata “AUU”. Nativo di Palermo attualmente vive e lavora a Favara, in provincia di Agrigento, dove si cimenta nell’arte pittorica con ottimi consensi. Frequenta il conservatorio di Palermo, ma a seguito di una grave malattia abbandona gli studi musicali e si dedica a coltivare il talento innato e la forte passione per la pittura. Le opere sono ispirate alla medicina, di matrice espressionista con temi e contenuti connessi alla propria malattia, alla condizione interiore di sofferenza e alla rinascita spirituale avvenuta grazie al mondo artistico.

Nel descrivere la singolare e peculiare esperienza esistenziale Urso spiega “La mia pittura nasce dopo la mia morte. Non mi piace dire qualcosa di me. Dopo, che il mio cuore è stato fermo 25 minuti sono un altro e mi hanno chiamato Marck Art come pseudonimo artistico. Posso dire di essere un uomo, che ha vissuto due volte, ossia sono rinato corporalmente e culturalmente dopo una gravissima apnea cardiaca, con il dono creativo della pittura astratta”. 

Commentandone il percorso davvero unico nel suo genere il noto Professor Bonifacio Tanino ha scritto “Il suo viaggio simbolico di rinascita, che poi è quello di Marck Art inizia una calda notte estiva, il 23 Luglio del 2006. A seguito di questo viaggio di profonda claustrofobia del cuore si è risvegliato e gli si sono spalancate dinanzi le porte di un’altra vita. Ha ricevuto il dono miracoloso di una rinascita sotto un nuovo cielo, nuove stelle e nuovi orizzonti. Un risveglio inaspettato in un altro mondo governato dal sogno e dall’immaginazione. Marck Art è un pittore, che attraversa una vita altera, vita segnata da un continuo divenire, da un perenne trapassare a dimensioni paradossali e contrapposte, nelle quali si sono alternate e concretate la luce e l’ombra, la gioia e il dolore, l’assenza e la presenza, la vita e la morte. Un fare linguistico-creativo fortemente legato a quella classica dinamica psicologia di contrapporre all’inesorabile -perdita- delle cose della propria vita, la -nascita- di un’esistenzialità giocosa, costruita mediante un processo empatico ed istintivo”.

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“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE LA PREGIATA ARTE SCULTOREA DI GIOVANNI BALDERI

La prestigiosa esposizione di “Spoleto incontra Venezia” sta per aprire in anteprima, con un ricco elenco di importanti nomi coinvolti, da Dario Fo a Eugenio Carmi, da José Dalì a Pier Paolo Pasolini. L’evento, curato da Vittorio Sgarbi e diretto dal manager produttore Salvo Nugnes, si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, nella straordinaria cornice veneziana di Palazzo Falier, antica struttura nobiliare eretta sul Canal Grande nel XV secolo.

 

Nell’occasione lo scultore Giovanni Balderi è stato selezionato per partecipare all’appuntamento attesissimo. Nel 1984 inizia lo studio di ornato floreale e stile presso la bottega del maestro omatista Ledo Tartarelli. Nel 1994 continua a studiare anatomia e modellato con il professor Enzo Pasquini, specialista del Neoclassicismo. Collabora con vari laboratori di scultura contemporanea, senza mai interrompere l’attività di ricerca espressiva. Le sue opere, che nascono dal blocco di marmo senza l’utilizzo di bozzetti preparatori, sono inserite in numerose collezioni private e pubbliche.

 

Dalle sue parole è possibile cogliere al meglio la fonte d’ispirazione, che lo accompagna e lo guida nella fase ideativa ed esecutoria della lavorazione “La voce dell’arte non nasce qui, qui si manifesta, qui si ascolta, qui si vede. Mi piace, che il caso sia parte del percorso creativo dell’opera. Tutte le sculture sono cercate e scolpite direttamente dal blocco di marmo. Percorro così la particolare natura dell’informe scelto. Non preparo un bozzetto in terra o gesso. Il marmo è la materia prima, che nell’immediatezza dell’operare mostra una sua facilità, da seguire, da rispettare e talvolta da sfidare. Inizio in tanti modi a scolpire a blocco, ma oltre a una chiara sensazione da esprimere non so nemmeno io come si manifesterà l’opera finita. Per me i volumi, i tagli, le spaccature sono il manifestarsi delle sensazioni, da orchestrare come su di uno spartito musicale. Ogni tonalità, estensione e ritmo compositivo assumono un preciso valore nella voce dell’opera”. E aggiunge “Un riferimento certo è il corpo, da sempre voce di un’esigenza di raccontare percorsi umani e divini, dove il sentire si mostra in opere eterne come le domande. Il mio vuole essere un corpo, che tace, che si mette in disparte, che lascia parlare l’anima, l’energia che lo abita, lo domina, lo fa vivere, gli dà la forma, l’espressione”.

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Intervista alla pittrice Stefania Cappelletti in occasione delle mostre di Spoleto incontra Venezia

Stefania Cappelletti farà parte del gruppo di artisti che esporranno a “Spoleto incontra Venezia”, attesissima esposizione curata dal Professor Vittorio Sgarbi. Cornice magnifica della mostra lo storico Palazzo Falier, sul Canal Grande a Venezia, aperto al pubblico dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014. Riportiamo qui un’intervista alla pittrice. 

D: Come nasce l’occasione di partecipare a questo importante evento espositivo?

R: Ho fatto esposizioni importanti a Roma, Parigi, Berlino, New York, poi la selezione per “Spoleto Arte”, a cura di Vittorio Sgarbi, a Spoleto, nella mia città, e lì nasce tutto.

D: È la prima volta che espone a Venezia?

R: Venezia è un sogno. Si, è la prima volta che espongo lì, e spero sia la prima di una lunga serie. 

D: Quali opere esporrà e quale orientamento tematico seguono?

R: L’opera che espongo è parte di una serie, ispirata all’atmosfera veneziana, così magica, ed unica… Si intitola S. Maria della Salute, è un olio su tela. È una delle opere, da me dipinte, dedicate a Venezia.

D: Quando e come è avvenuto il suo approccio al mondo dell’arte?

R: Dipingo fin da piccola, ed ho studiato i grandi classici della pittura. Ora, semplicemente, lascio andare il pennello liberamente, e così nascono i miei quadri. La prima mostra importante è stata a Roma, subito dopo sono stata contattata per esporre in Via Margutta. Poi l’ammissione all’Accademia di San Lazzaro, presieduta da Radini Tedeschi, con cui ho partecipato a numerose mostre prestigiose come la Triennale di Roma 2014 a cura di D. Radini Tedeschi e A. Bonito Oliva. L’ammissione all’Accademia è stata una svolta, non solo per quanto riguarda il livello delle esposizioni, ma anche per il mio modo di dipingere, di affrontare la tela bianca. Tutto andava per il verso giusto, poi sono arrivata alla mostra a Parigi, poi a Berlino, infine a New York. Nella mia città, Spoleto, ho vinto il premio Spoleto Festival Art a cura del Dr. Luca Filipponi, negli anni 2012, 2013, 2014. Quando sono stata selezionata per Spoleto Arte 2014, a cura di V. Sgarbi, ho provato un’emozione fortissima…wow!

D: Un commento di riflessione in parallelo tra Spoleto e Venezia, come poli di eccellente portata, nella divulgazione dell’arte e della cultura, con fama internazionale?

R: Spoleto è un punto di riferimento importante, è necessario esserci; non a caso molti esperti d’arte di fama internazionale vi organizzano grandi mostre. Come lo è pure Venezia, con la sua Biennale. Sono tappe fondamentali per un artista che vuole crescere ed affacciarsi al mondo dell’arte a livello internazionale.

D: È compiaciuta di esporre accanto a illustri nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi di spicco del panorama contemporaneo?

R: Sono molto onorata di esporre insieme a dei BIG come Dario Fo, Eugenio Carmi, Josè Dalì e gli altri grandi. Mi sono piaciuti molto i lavori di Dario Fo, li trovo forti, intensi…parlano di lui, del suo modo di essere.

D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale? 

R: Cos’è l’arte? Bella domanda… Comunicazione?? Forse? Ma ci sono i critici per spiegarlo, io dipingo soltanto.

D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti, che apprezza in modo particolare?

R: Ricordo di essere rimasta incantata, per lungo tempo, davanti ad un Arlecchino di Picasso, anni fa a Firenze. Ed ho visto la Gioconda al Louvre. Ma qualche tempo fa ho visitato la mostra all’Ara Pacis, sugli Impressionisti, e l’ho trovata fantastica. Avevo già visto alcune loro opere ad Orsay, ma quest’ultima esposizione a Roma è stata molto suggestiva, veramente bella.

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Daniela Forti esporrà le sue creazioni in occasione di Spoleto incontra Venezia a cura di Vittorio Sgarbi

È ormai imminente l’inizio della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, curata dal critico Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, all’interno del maestoso Palazzo Falier, nobile dimora veneziana del XV secolo affacciata sul Canal Grande. In esposizione illustri nomi tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì, Pier Paolo Pasolini.

Tra le molteplici opere esposte sarà possibile ammirare le pregiate creazioni scultoree in vetro realizzate da Daniela Forti. Il suo interessante percorso nel mondo dell’arte del vetro inizia presso lo studio “Forme” a Roma nel quale apprende e sviluppa la padronanza sulla materia. Nel 1982 si trasferisce in Toscana dove apre il suo laboratorio atelier e instaura importanti con rinomate vetrerie della zona, affinando ulteriormente la conoscenza del rapporto luce/vetro.

Attraverso la fusione del vetro e del cristallo, la Forti approda ad una sua personale interpretazione e rivisitazione, avvalendosi di una metodologia innovativa ed esclusiva, che rende i suoi lavori unici ed inconfondibili, coniugando insieme fantasia ideativa, forme e colori in una composizione armoniosa ad intreccio dalla dinamica plasticità strutturale. Le sculture vengono modulate e forgiate tramite la luce, che trasmette intensa energia vitale alle rappresentazioni, anche in virtù del gioco della luminosità trasparente, sapientemente utilizzato dall’artista per dare ulteriore movimento e fluidità all’insieme.

La consolidata capacità strumentale si unisce alla competenza nella lavorazione e allo studio approfondito producendo risultati di eccellente livello qualitativo e di ottimo gusto estetico, di immediato impatto visivo e semplice comprensione per lo spettatore. Il linguaggio della Forti propone soluzioni sorprendenti applicate all’uso del vetro dotate di una speciale finezza espressiva, frutto del lungo cammino di formazione da lei intrapreso negli anni e di un’incessante sperimentazione, dove il mondo fantastico generato dalla sua intima introspezione le permette di cogliere e trasferire elementi di narrazione e simbolismo.

Nella libera e consapevole scelta di dedicarsi al vetro concepito come “Medium espressivo” dell’innato talento inserisce metafore e messaggi esistenziali in chiave codificata e cifrata, che conferiscono un plus valore indiscusso alla produzione. Per lei il vetro è qualcosa di misterioso e per certi versi incontrollabile: fragile e al contempo resistente, tagliente così come trasparente, mutevole e malleabile. La Forti con il fuoco lo scolpisce, lo plasma nel tentativo quasi “eroico e mitico” di restituirgli l’inconsistenza del tempo e della sua decorrenza, inserendolo in una dimensione eternamente attuale. Le opere ingannano la percezione sensoriale della scansione cronologica mostrando il passaggio dallo stato solido a quello liquido in una formula di proiezione perpetua, seppur inserita nell’attimo fuggente e sfuggente protagonista del costante e continuo fluire.

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I corpi senza veli di Barbara Missana esposti a “Spoleto incontra Venezia”

Il sontuoso Palazzo Falier, che si affaccia sul coreografico Canal Grande veneziano, si prepara ad accogliere un appuntamento di portata internazionale, le grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” curate dal critico Vittorio Sgarbi, con la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. L’evento di forte risonanza mediatica si terrà dal 28 settembre al 24 ottobre 2014.

 

Nel ricco parterre di artisti selezionato, sarà presente anche Barbara Missana, autodidatta, che all’età di 17 anni ha iniziato a dipingere su tela le prime raffigurazioni di nudi femminili, per esternare la sua indagine sulla peculiare simbologia del linguaggio del corpo, nel rapporto stretto con la carnalità e per compiere un’analisi accurata a livello introspettivo, della postura e della gestualità generata dalle loro pose ad intreccio.

 

Spiegando il suo particolare e variegato percorso di ricerca dice “Il frutto dell’attenzione verso la simbologia del corpo è questo insieme di figure -metafisiche- che rappresentano i desideri irraggiungibili e nascosti, le passioni amorose e i dubbi esistenziali di ogni giovane donna. La mancanza del volto rafforza il potenziale comunicativo dei corpi, che con le loro pose esprimono una rappresentazione magica, ma allo stesso tempo concreta della realtà, costernata da illusioni, dubbi, enigmi, mistero”. E aggiunge sottolineando “Le mie figure sono pertanto il ritratto di un’espressione dietro cui si cela la percezione, che io ho del mio corpo e del mio stato interiore, che prendono vita grazie alle fluenti pennellate, che -sento- come miei colori: il viola, il rosso, il giallo, il nero, il bianco”.

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“GRANDE MOSTRA A CURA DI VITTORIO SGARBI”: SPOLETO INCONTRA VENEZIA, IN ESPOSIZIONE LE CREAZIONI DEL MAESTRO FEDERICO TAMBURRI

Le grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” curate da Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes accoglieranno le emozionanti opere del maestro Federico Tamburri. L’evento si terrà nel meraviglioso contesto della città lagunare, dal 28 Settembre e al 24 Ottobre, allestito dentro l’antico edificio nobiliare di Palazzo Falier, posto sul Canal Grande.

 

Tamburri è pittore, scultore, grafico e maestro vetraio di fama internazionale. Dopo il liceo artistico, ha studiato presso la facoltà di architettura di Pescara. Le sue vetrate policrome sono collocati in importanti edifici pubblici e in strutture religiose. I suoi quadri sono presenti in prestigiosi musei, pinacoteche, fondazioni e enti pubblici. Durante l’arco della lunga attività ha realizzato anche creazioni in mosaico e sculture su pietra e marmo. È inoltre un fervido appassionato di libri, ne ha collezione oltre ventimila, successivamente poi donati al comune di atri.

 

Le rievocazioni raffigurano immagini oniriche, costituite da simbologie particolari riconducibili a una matrice surrealista, dai volumi talvolta compatti talvolta scomposti. Il linguaggio comunicativo risulta eterogeneo e multiforme. Attinge l’ispirazione da molteplici spunti tematici: il mito, la favola, la filosofia, la storia, la matematica del transfinito, la fisica teoretica, approdando ad una formula interpretabile come una sorta di “Grande sogno verso un’arte totale” in nome di una conoscenza innovatrice e di una coscienza libera dai pregiudizi dell’ignoranza.

 

Tamburri con elegante discrezione, riservatezza e spontanea umiltà si distingue dimostrando innate doti espressive, che gli hanno permesso in quasi 50 anni di onorata carriera di raggiungere tanti meritati traguardi positivi. Nel commentare il suo percorso afferma “La conoscenza allarga i nostri orizzonti, permette di partire dalla magia e di collocare l’arte in un contesto reale, senza però mai dimenticare, che ogni tela è in realtà lo specchio della propria anima”.

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Alle mostre di Spoleto incontra Venezia le incantevoli creazioni di Daniela Forti

È ormai imminente l’inizio della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia” che si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, curata dal critico Vittorio Sgarbi e diretta dal manager produttore Salvo Nugnes, all’interno del maestoso Palazzo Falier, nobile dimora veneziana del XV secolo affacciata sul Canal Grande. In esposizione illustri nomi tra cui Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì, Pier Paolo Pasolini. 

Tra le molteplici opere esposte sarà possibile ammirare le pregiate creazioni scultoree in vetro realizzate da Daniela Forti. Il suo interessante percorso nel mondo dell’arte del vetro inizia presso lo studio “Forme” a Roma nel quale apprende e sviluppa la padronanza sulla materia. Nel 1982 si trasferisce in Toscana dove apre il suo laboratorio atelier e instaura importanti con rinomate vetrerie della zona, affinando ulteriormente la conoscenza del rapporto luce/vetro.

Attraverso la fusione del vetro e del cristallo, la Forti approda ad una sua personale interpretazione e rivisitazione, avvalendosi di una metodologia innovativa ed esclusiva, che rende i suoi lavori unici ed inconfondibili, coniugando insieme fantasia ideativa, forme e colori in una composizione armoniosa ad intreccio dalla dinamica plasticità strutturale. Le sculture vengono modulate e forgiate tramite la luce, che trasmette intensa energia vitale alle rappresentazioni, anche in virtù del gioco della luminosità trasparente, sapientemente utilizzato dall’artista per dare ulteriore movimento e fluidità all’insieme.

La consolidata capacità strumentale si unisce alla competenza nella lavorazione e allo studio approfondito producendo risultati di eccellente livello qualitativo e di ottimo gusto estetico, di immediato impatto visivo e semplice comprensione per lo spettatore. Il linguaggio della Forti propone soluzioni sorprendenti applicate all’uso del vetro dotate di una speciale finezza espressiva, frutto del lungo cammino di formazione da lei intrapreso negli anni e di un’incessante sperimentazione, dove il mondo fantastico generato dalla sua intima introspezione le permette di cogliere e trasferire elementi di narrazione e simbolismo.

Nella libera e consapevole scelta di dedicarsi al vetro concepito come “Medium espressivo” dell’innato talento inserisce metafore e messaggi esistenziali in chiave codificata e cifrata, che conferiscono un plus valore indiscusso alla produzione. Per lei il vetro è qualcosa di misterioso e per certi versi incontrollabile: fragile e al contempo resistente, tagliente così come trasparente, mutevole e malleabile. La Forti con il fuoco lo scolpisce, lo plasma nel tentativo quasi “eroico e mitico” di restituirgli l’inconsistenza del tempo e della sua decorrenza, inserendolo in una dimensione eternamente attuale. Le opere ingannano la percezione sensoriale della scansione cronologica mostrando il passaggio dallo stato solido a quello liquido in una formula di proiezione perpetua, seppur inserita nell’attimo fuggente e sfuggente protagonista del costante e continuo fluire.

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“SPOLETO INCONTRA VENEZIA”: SULL’ESPERIENZA DI “SPOLETO ARTE” CONTINUA LA SINERGICA COLLABORAZIONE COMMERCIALE CON LO STUDIO ODONTOIATRICO R.W.N

Si riconferma la sinergica collaborazione commerciale con l’affermato Studio Medico Estetico e Odontoiatrico R.W.N., situato in provincia di Sondrio, precisamente a Tirano, che rinnova la sua presenza in qualità di sponsor della talentuosa artista Simona De Maira, in occasione della sua imminente partecipazione alle grandi mostre di “ Spoleto incontra Venezia” che si svolgeranno dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la curatela del professor Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager Salvo Nugnes.

 

Di recente, R.W.N. aveva creato una positiva partnership durante “Spoleto Arte“. Su questa esperienza, Robert Nazzari, referente del prestigioso centro spiega “Siamo molto contenti della collaborazione con l’artista Simona De Maira e di come si è svolto l’evento curato da Sgarbi. Trovo, che l’arte della De Maira meriti di essere conosciuta e approfondita, sia nelle tecniche sia nel messaggio, che racchiude e con piacere abbiamo affiancato il suo nome al nostro centro. In fondo, sia la De Maira sia noi siamo -artisti- nel rispettivo campo di competenza e in base alle reciproche aspirazioni. Anche lavorare su un corpo significa lavorare su un’opera d’arte, di mirabile compiutezza”.

 

Nel descrivere le caratteristiche peculiari e i valori portanti, che ne contraddistinguono l’operato sottolinea “È mia ferma volontà mettere il cliente a proprio agio in tutto e per tutto, in quanto prima di essere un cliente è una persona, con delle esigenze o addirittura sofferenze, che chiede di risolvere. Umanità, rispetto e cortesia affiancate a disponibilità a 360° è ciò che caratterizza il nostro centro. Questo significa aiutare il cliente a capire quale sia la vera soluzione del problema, nel modo meno invasivo possibile. Spesso, le persone pensano all’implantologia per i denti e al lifting chirurgico per l’estetica. Ci sono invece molte altre soluzioni intermedie e meno dispendiose, che regolarmente vengono illustrate al fine di realizzare la vera felicità di chi si rivolge a noi. È innanzitutto una questione di correttezza e di quel principio del -non fare agli altri quello, che non vorresti essere fatto a te- di cui di frequente ci si ricorda, ma che nella realtà dei fatti viene poco applicato”. 

 

Nell’ampia gamma dei servizi innovativi l’azienda ha introdotto con successo il trapianto di capelli monobulbare, efficace senza lasciare cicatrici e altri interessanti trattamenti specifici di tricologia dai risultati garantiti.

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