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I forni professionali Valoriani protagonisti alla fiera ISH di Francoforte

La collaborazione con i suoi distributori è sempre stata uno dei punti di forza di Refrattari Valoriani, gli ha consentito di esportare con professionalità e passione i suoi forni a legna in ogni angolo del mondo. Recentemente il distributore tedesco ha partecipato alla fiera ISH di Francoforte, Fiera leader internazionale per Il Mondo del Bagno, Tecnica degli Edifici, delle Energie Rinnovabili, dell’Energia e della Climatizzazione: protagonisti della sua esposizione i Forni Valoriani

Il mese scorso si è tenuta a Francoforte l’esposizione ISH a Francoforte un barometro che misura l’andamento economico per i settori degli impianti igienico-sanitari, di riscaldamento e di condizionamento. Tra i 2355 espositori, produttori o rivenditori autorizzati provenienti da tutto il mondo anche il distributore tedesco di Refrattari Valoriani, La Bottega Toscana, che ha partecipato esponendo i forni in vero cotto refrattario della famosa azienda Toscana.

Con più di duecentomila visitatori l’ISH rappresenta una vetrina internazionale in materia di futuro, efficienza, sostenibilità e design, caratteristiche alle quali i forni a legna Valoriani rispondono pienamente. Un’ulteriore occasione per testimoniare al mondo gli alti standard di efficienza e funzionalità per cui i forni a legna, professionali e non, con marchio Valoriani sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo.

Valoriani interpreta ancora una volta il ruolo di grande interprete perché i suoi forni sanno coniugare design, efficienza e funzionalità come pochi altri sanno fare, mantenendo intatti i legami con la tradizione, l’artigianalità e l’eccellenza delle materie prime utilizzate. Questo si è reso possibile grazie all’intraprendente spirito sempre del distributore dei forni a legna Valoriani in Germania che si è fatto carico della cura e dell’allestimento dell’esposizione.

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Flavio Cattaneo: Terna ha vinto l’argento della Silver Class di SAM

Terna lascia il “bronzo” e si aggiudica “l’argento” con 79 punti nella classifica internazionale “Electricity” di SAM.

Il Gruppo Terna, primo operatore indipendente in Europa e settimo al mondo per chilometri di linee gestiti con oltre 62 mila km di linee in Alta tensione su tutto il territorio italiano ha vinto l’argento della Silver Class di SAM.

Il premio è stato attribuito da Sustainable Asset Management, che ogni anno valuta le performances di sostenibilità delle maggiori aziende del mondo per l’inclusione negli indici Dow Jones Sustainability.

“Questo riconoscimento. reso noto oggi con il Sustainability Yearbook 2011 – ha dichiarato l’AD di Terna Flavio Cattaneo – conferma l’impegno di Terna per l’ambiente in un mercato come quello attuale in cui la crescente domanda di Energia dei cosiddetti Paesi Emergenti, una sempre maggiore attenzione al riscaldamento globale e la conseguente necessità di ammodernamento della rete elettrica mondiale, sta cambiando lo scenario delle Utilities elettriche”.

La regolamentazione e le questioni ambientali sono argomenti destinati a rimanere al centro delle agende dei Consigli di Amministrazione delle Utilities Elettriche. Per le aziende del settore, questo trend stimola la domanda di energia rinnovabile e distribuita consentendo una diversificazione delle fonti di combustibile e di servizi energetici. Quindi, le compagnie elettriche hanno la responsabilità di migliorare l’efficienza energetica sia dal lato dell’offerta che della domanda per ridurre gli impatti ambientali.

Fonte: (Terna WebMagazine)

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Tutela dell’ambiente, del territorio e delle risorse naturali grazie ai Green Meetings: convegni, meeting ed eventi più sostenibili

Le industrie stanno seguendo percorsi ecosostenibili e adottando misure per cercare di ridurre l’impatto sull’ambiente. A Varese, anche l’offerta per l’organizzazione di convegni, congressi e meeting punta sulla sostenibilità. La filiera integrata “Varese Congressi Total Green” si propone di ridurre l’impatto ambientale di convegni ed eventi post congress

La corrente ecosostenibile che sta investendo la nostra vita quotidiana, dalla raccolta differenziata ad un uso più consapevole degli elettrodomestici, sbarca anche nel mondo dell’industria. Sono sempre di più le aziende che preferiscono adottare la filosofia “green” per seguire un concreto percorso di sostenibilità.

Ne sono un esempio Barilla, Eni, Epson, Sanpellegrino, Philips e molte altre, tutte racchiuse nel volume “Green Brand” edito da B&P Communication che raccoglie casi aziendali e buone pratiche di marchi impegnati nel promuovere politiche aziendali eco-compatibili, attente alla tutela dell’ambiente, del territorio e delle risorse naturali.

Nel territorio varesino, creare una filiera turistica del tutto sostenibile è il proposito portato avanti da “Varese Congressi”, il Club di Prodotto dell’ente “Varese Convention & Visitors Bureau”, e promosso dalla Camera di Commercio.

Attraverso la filiera integrata “Varese Congressi Total Green” si intende creare una cultura di gestione responsabile ed ecosostenibile, ponendo soprattutto l’attenzione sull’organizzazione di convegni ed eventi post congress. Sono i green meetings, convegni che sin dalle prime fasi di progettazione fino agli eventi post congress cercano di ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente.

Gli obiettivi comuni di sostenibilità vengono ovviamente perseguiti in fase di pianificazione, durante lo svolgimento e nella gestione successiva all’evento, così da poter preservare il patrimonio di ricchezza ambientale costituito da parchi, ville, giardini, laghi e altri corsi d’acqua tipico della provincia di Varese.

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Varese Convention & Visitors Bureau è l’organismo preposto alla promozione e commercializzazione della provincia di Varese, quale destinazione per congressi, convention, viaggi incentive, turismo d’affari, turismo sportivo, naturalistico, vacanze culturali, viaggi individuali e di gruppo.

Nasce nel gennaio 2008, sostenuto da Camera di Commercio, Provincia di Varese e dalle diverse Associazioni di categorie del territorio.
VCVB è il frutto di una moderna sintesi tra commerciale ed istituzionale ed è l’espressione di oltre 130 aziende di qualità della filiera turistica Varesina.
Sostiene lo sviluppo della Destinazione Varese, quale eccellenza competitiva, per sicurezza, qualità della vita, professionalità, organizzazione e infrastrutture.
VCVB determina la Sua innovazione in particolare nel grado di interattività e relazione con l’ospite.

Obiettivo di VCVB è quello di dissolvere le barriere tra cliente e fornitore, creando i presupposti per essere il Vostro qualificato Partner sul territorio Varesino, un Project Manager a Vostra disposizione che gratuitamente realizza il progetto.

Per informazioni: http://www.vareseturismo.it

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Flavio Cattaneo: Terna attenta alla tutela della biodiversità

Con il progetto ‘Nidi sui tralicci’, la società che gestisce le linee elettriche ad alta tensione, ha installato sui propri tralicci del Lazio, Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna oltre 500 nidi artificiali per la nidificazione dei rapaci. E con ‘Birdcam’ ha acceso le webcam sull’attività riproduttiva di alcune specie di uccelli. E così ogni anno oltre 1.000 nuovi nati prendono il volo.

Può suonare strano ma anche le linee elettriche possono contribuire positivamente alla tutela della biodiversità. Lo dimostrano le iniziative sostenute da Terna in collaborazione con l’associazione Ornis Italica.

Con il progetto ‘Nidi sui tralicci’, la società che gestisce le linee elettriche ad alta tensione, ha installato sui propri tralicci del Lazio, Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna oltre 500 nidi artificiali per la nidificazione dei rapaci. E con ‘Birdcam’ ha acceso le webcam sull’attività riproduttiva di alcune specie di uccelli. E così ogni anno oltre 1.000 nuovi nati prendono il volo.
Il 16 febbraio 2011 nel Parco della Riserva Naturale Valle dell’Aniene è stata liberata una splendida femmina di falco pellegrino di circa 2 anni, reduce da un periodo di cure e rieducazione al volo presso la Riserva Naturale del Lago di Vico.

Il falco pellegrino è un rapace che, assieme a gheppi, assioli e ghiandaie marine, sceglie i nidi artificiali posti sui tralicci dell’alta tensione di Terna e monitorati dai ricercatori dell’associazione ornitologica Ornis italica per riprodursi. Contrariamente a Pellegrina, la femmina liberata un anno e mezzo fa, questo esemplare non era inanellato, ossia monitorato, al momento del suo ritrovamento: non si tratta quindi di una figlia di Aria e Vento, la coppia ‘storica’ di falchi che nel 2005 ha scelto come dimora il tetto della Facoltà di Economia dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma e seguita da anni grazie ad una webcam.
Il successo di questa iniziativa che offre la possibilità di seguire in diretta, 24 ore su 24 (www.birdcam.it), la vita all’interno di un nido fornendo alla comunità scientifica una serie di informazioni altrimenti difficili da reperire, ha spinto Terna e Ornis italica a potenziarla ulteriormente.

Fonte (AdnKronos)

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Una vita ecosostenibile ed ecocompatibile!

Vivere senza produrre rifiuti è possibile? Rinunciare alle comodità della vita moderna è impossibile? Non sempre, o almeno non se ci si impegna a farlo.
Sfogliando i giornali, guardando la tv, ci sarà sicuramente capitato di vedere strazianti immagini di strade sepolte dalla spazzatura, petroliere che rappresentano dei veri e propri disastri ambientali, morie insolite di animali, sacchetti di plastica che non smettono di mietere vittime negli oceani e molto altro. Di certo non si può restare insensibili a tali disagi e bisogna, ognuno nel suo piccolo, tentare di essere il più “ecosostenibili” possibile.

Certo non tutti possono attualmente permettersi di installare un impianto fotovoltaico sulla propria abitazione o cambiare totalmente regime energetico per la propria casa e ufficio seguendo i principi della green economy. Però un piccolo sforzo lo possiamo fare tutti a partire dalla differenziazione dei rifiuti. In alcune zone è già attivo il servizio porta a porta però ovviamente nelle grandi città si richiede uno sforzo aggiuntivo alla cittadinanza con la differenziazione volontaria dei vari tipi di rifiuto e la deposizione delle varie buste in cassonetti differenziati posti lungo le strade. E’ importante attuare la differenziazione per non trovarsi sommersi dai rifiuti come è successo in alcune zone italiane ma soprattutto per permettere il riciclaggio della maggior quantità possibile di materiale. Proprio nel riciclaggio e quindi nella lunga vita dei materiali si basa il principio della sostenibilità. E proprio perché la sostenibilità deve divenire una delle linee guida per il nostro futuro è importante che i nostri sforzi siano ponderati e vadano nella giusta direzione.

Importante è stata in Italia la messa al bando dei sacchetti di plastica con la loro graduale sostituzione da parte di sacchetti in stoffa o materiali comunque riutilizzabili che quindi vanno a diminuire un grosso fattore di inquinamento. Non solo le buste in plastica però sono fattore di emergenza ambientale ma vi è bisogno di un’attenzione ai piccoli sprechi più eco sostenibile in tutti i sensi che vada a cambiare in meglio le nostre abitudini come il consumo delle bottiglie in plastica, e di tutti quei suppellettili che ci possono servire durante il giorno come piatti bicchieri etc o utilizzare mezzi di trasporto ecocompatibili come le auto metano.

Una recente inchiesta del Research Agency di Stoccolma ha però evidenziato come le donne riescano ad assumere più facilmente uno stile di vita ecologico e ,come di fondo lo stile di vita degli uomini sia più “inquinante” di quello delle donne. La presente ricerca ha evidenziato come le donne siano tendenzialmente meno predisposte a inquinare tramite il mezzo di trasporto e quindi come siano portate a utilizzare un mezzo di trasporto pubblico o usufruire degli ecoincentivi, non inquinante o andare a piedi molto più degli uomini.

Da tale indagine emerge come uno dei fattori fondanti di tale differenza sia la passione maschile per le moto e i motori in genere che li spinge ad espandere questo atteggiamento a tutti gli ambiti inclusa l’ecologia informatica. Un differenza che si stima attorno al 14% e che porta le donne ad avere un’attenzione particolare anche per quanto riguarda il monitoraggio degli sprechi domestici e la loro mitigazione.

A cura di Martina Celegato

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Flavio Cattaneo Progetto Kami: la sostenibilità promossa da una grande azienda si incontra con la solidarietà di un missionario

Due volontari che lavorano per Terna entrano in contatto con Padre Serafino, missionario salesiano nella cittadina boliviana di Kami, e progettano con lui di riqualificare una linea elettrica.

« Il progetto KAMI – sottolinea durante la presentazione del volume l’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo – è una straordinaria intuizione di imprenditoria sociale. Dare un’opportunità di sviluppo a un Paese lontano ci riempie d’orgoglio».

Due volontari che lavorano per Terna entrano in contatto con Padre Serafino, missionario salesiano nella cittadina boliviana di Kami, e progettano con lui di riqualificare una linea elettrica. E il compito non è semplice: lunga 37 km, tra i 2.660 m e i 4.200 metri di altitudine. La società Terna si appassiona al progetto e mette a disposizione i materiali e le competenze necessarie ai lavori. Il libro Kami, un testo fotografico accompagnato da “appunti di viaggio”, edito da Silvana Editoriale è la documentazione dell’intera operazione. Oltre a Terna, ai suoi tecnici/volontari e a Padre Serafino, entrano in gioco Coopi, una delle più grandi ong italiane, l’università Luiss (le autrici degli “appunti di viaggio” sono due giovani studentesse della Luiss Writing School) e Daniele Tamagni, giovane promessa della fotografia italiana. Si tratta di un’operazione – dicono gli organizzatori – in cui “la sostenibilità promossa da una grande azienda si incontra con la solidarietà di un missionario, in un’ottica che guarda con speranza al futuro e alla condivisione delle competenze”.

(Fonte:  la Repubblica.it)

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Il Giornale: la storia di un gruppo di volontari di Terna, Ad Flavio Cattaneo, raccontata in un libro «Kami, la missione dell’energia»

In un villaggio minerario della Bolivia, a Kami, l’intuizione di un salesiano viene realizzata da un gruppo di volontari sostenuti dalla società italiana Terna: 37 chilometri di rete elettrica entro il 2011 consentiranno alla gente di migliorare la loro vita, oggi molto dura.

Kami è un piccolo villaggio delle Ande boliviane, a 4 mila metri di altezza. Lo abitano soprattutto minatori, con le loro famiglie: uomini che estraggono un metallo, il tungsteno, calandosi in piccolissimi cunicoli scavati nella montagna, a mezzo chilometro sotto terra. Situazioni di lavoro difficilissime e la vita media è di 30 anni.

In questo villaggio qualcosa e’ cambiato, grazie alla realizzazione di un miracolo: un elettrodotto.
Tutto comincia quando padre Serafino Chiesa, il salesiano responsabile della missione di Kami, si convince che ripristinare una vecchia centrale idroelettrica in disuso può migliorare le condizioni di vita della gente.
In questo sogno credono in pochi, all’inizio: i volontari della ong internazionale COOPI, coordinati da Efrem Fumagalli e Giampiero Fantini e Adriano Selva, tecnici della società Terna, che si occupa di reti per la trasmissione dell’energia elettrica. I due collaborano a titolo personale, studiano le necessità tecniche del progetto, ridisegnano ex novo la linea.
Il gruppo spontaneo riesce a coinvolgere nell’impresa, con uno straordinario passaparola, amici, colleghi e pensionati anche di altre aziende.
La svolta, però, arriva quando Fantini e Selva convincono il Gruppo italiano Terna a sostenere il progetto.

Il risultato e’ una nuova linea elettrica lunga 37 chilometri, che colleghera’ entro il 2011 le centrali di Quehata e Chinata alla rete boliviana, diventando il motore di uno sviluppo sostenibile per tutta l’area.
Questa incredibile storia è raccontata ora in un libro: «Kami, la missione dell’energia» (Silvana Editoriale), presentato recentemente all’ateneo romano della Luiss.
L’iter della linea elettrica immaginata dal missionario salesiano e realizzata grazie ad uno straordinario impegno viene ricostruito attraverso fotografie e appunti di viaggio, immagini e parole, descrizioni e suggestioni.
Si tratta di un innovativo progetto di collaborazione tra impresa e accademia, che si rivolge al mondo della cultura puntando sul contributo di alcuni giovani cui è stata offerta la possibilità di raccontare, attraverso immagini e parole, la storia della linea elettrica di Kami così come l’hanno vista e vissuta sul campo.
Ne è nata un’opera in cui il percorso fotografico, tracciato dagli scatti del talento emergente Daniele Tamagni, si interseca con il racconto dello scrittore Roberto Cotroneo e con gli appunti di viaggio delle due studentesse della LWS-LUISS Writing School, Florinda Martucciello e Irene Salvadorini.

«Il progetto – sottolinea durante la presentazione del volume, Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Ternaè una straordinaria intuizione di imprenditoria sociale. Dare un’opportunità di sviluppo a un Paese lontano ci riempie d’orgoglio».
Per l’azienda, sottolinea il manager, non si tratta di cercare opportunità di business, ma del modo per dare possibilità ai giovani «di emergere, avendo una vetrina a disposizione».
Pier Luigi Celli, direttore generale della Luiss, racconta dell’entusiasmo con il quale l’università ha risposto alla richiesta di Terna di scegliere due studenti dei corsi creativi per i testi del libro. Le due prescelte sono partite per la Bolivia, hanno affiancato il fotografo e hanno vissuto, dice Celli, « un’esperienza molto bella e difficile: si sono messe alla prova e il risultato è stato eccellente, con un racconto di viaggio molto intenso, molto coinvolgente».

Fonte (il Giornale)

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Modulo abitativo MAI: l’evoluzione della bioedilizia made in Italy

Negli ultimi anni molte sono state le ricerche e le sperimentazioni che hanno portato all’elaborazione di nuove tipologie abitative, innovative sia per forma ma soprattutto per efficienza energetica e materiali di costruzione.
Sicuramente il materiale cardine sul quale sia sono basate molte tipologie costruttiva è stato il legno che nel corso degli anni oltre ad aver subito una forte rivalorizzazione ha permesso di produrre una nuova tipologia abitativa di case in legno completamente made in Italy e utilizzabile tecnicamente in tutto il territorio grazie all’adattabilità e alla resistenza a diversi agenti atmosferici e terresti.

Questa tipologia abitativa completamente costruita, elaborata e progettata in Italia ha preso il nome di “Mai”, acronimo che indica il Modulo Abitativo Ivalsa che per l’appunto è stato progettato dai ricercatori dell’istituto Ivalsa (ossia l’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree) del Cnr, Consiglio Nazionale delle Ricerche, in collaborazione con il Ceii, centro Europeo di impresa e innovazione del Trentino e con Habitech-Dttn, ovvero il Distretto Tecnologico Trentino per l’energia e l’ambiente. Un modulo abitativo che ha già ricevuto importanti riconoscimenti a livello mondiale con l’assegnazione della certificazione Leed ( acronimo per Leadership in energy and environmental design) secondo lo standard sviluppato dall’Us green building council che oltre a valutare le metodologie edilizie prende in considerazione anche le materie prime e il loro ciclo di lavorazione soprattutto nel caso delle costruzioni in legno.

Il modulo abitativo Ivalsa tecnicamente consiste in un’abitazione modulare dotata di due stanze da letto, un bagno, una cucina un soggiorno, il tutto all’interno di 33 metri quadri più altri 16 applicabili all’esterno mediante le terrazze. Tutte le stanze sono organizzate e suddivise in 5 moduli prefabbricati e trasportabili in maniera autonoma l’uno dall’altro. Un’abitazione ad alto livello di componibilità ma soprattutto con dei parametri di efficienza energetica elevatissimi che fanno raggiungere un livello encomiabile di sostenibilità ed efficienza.

Inoltre diventa un elemento fondamentale il fatto che le varie componenti quando unite tra loro vanno a formare un edificio completamente finito completo di pavimenti ed impiantistica e di rivestimenti interni. Ma è proprio dal punto di vista dell’efficienza energetica che il progetto Ivalsa diventa veramente innovativo: il legno infatti proviene da foreste italiane del Trentine gestite in maniera sostenibile ed eco compatibile mentre le stanze sono interamente progettate secondo i criteri delle case passive che non hanno bisogno di impiantistica per il riscaldamento. Inoltre la costruzione delle fondamenta con pannelli antisismici fa si che questa tipologia di abitazione sia una valida alternativa al cemento anche nelle zone sismiche e ad alto rischio idrogeologico. Inoltre i rivestimenti interni sono dotati di protezione ignifuga e le facciate dell’edificio sono composte in modo da garantire ventilazione e impermeabilità all’intero edificio anche in caso di forti piogge o in situazioni di intensa umidità. Anche le coperture legnodel tetto dell’abitazione entrano a pieno diritto nella sostenibilità dell’edificio, il tetto e infatti ricoperto interamente con un impianto solare termico non solo per la produzione di energia ma anche per la produzione di acqua calda necessaria. Passando all’interno l’arredamento della casa è interamente prodotto con legno naturale e materiali di riciclo privi di prodotti, o trattamenti, tossici.

A cura di Martina Celegato

Prima Posizione srl

Lead Generation

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EcoWorldHotel e OSRAM insieme per l’ambiente

OSRAM, leader mondiale nelle sorgenti luminose efficienti che da anni ha fatto della sostenibilità e del risparmio energetico i propri asset strategici, ha scelto EcoWorldHotel come Eco-Partner per incentivare la sostituzione delle vecchie lampadine a incandescenza.
Con la promozione “Innovazione ed ecologia, OSRAM ti premia sempre!”, in corso fino al 31 dicembre 2010 presso punti vendita Fai Da Te, Centri Commerciali e Ipermercati, tutti coloro che acquistano una lampada della famiglia fluorescenti compatte gamma DULUX Superstar o lampade LED gamma PARATHOM ricevono in regalo un soggiorno di una notte 2X1 in un EcoWorldHotel d’Italia.
Oggi l’illuminazione rappresenta circa il 21% del consumo mondiale di elettricità e una percentuale significativa di emissioni di CO2. Per molti anni, le sorgenti luminose sono state suddivise in classi di efficienza energetica, dalla A (= molto efficiente) alla G (= inefficiente). Per combattere il cambiamento climatico, l’UE ha stabilito di adottare anche un’altra misura, che consiste nella graduale scomparsa delle sorgenti luminose tradizionali a favore di lampade moderne, a risparmio di energia, ed ecologiche. Dal 1° settembre 2009 non è più consentito immettere nel mercato lampade a incandescenza chiare di potenza pari o superiore a 100W o lampade smerigliate/opali (ad eccezione delle lampade in classe A). Dal 1° settembre 2010 è toccato alle lampade ad incandescenza chiare di potenza pari o superiore a 65 W. Seguiranno altre fasi fino al 2016, anno in cui tutte le sorgenti luminose tradizionali saranno state sostituite da lampade che proteggono il clima.
Sono sempre più le aziende che operando nella green economy preferiscono EcoWorldHotel per campagne di green marketing, in totale coerenza con i propri principi di  sostenibilità.
E oggi, grazie alla promozione “Innovazione ed ecologia. OSRAM ti premia sempre!” di OSRAM ed EcoWorldHotel, sostituire le vecchie lampade conviene all’ambiente e al portafoglio!
Milano, 25 novembre 2010
Dott.ssa Selena Pozzi
Responsabile Ufficio Stampa EcoWorldHotel
www.ecoworldhotel.com
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L’attenzione all’ambiente e al risparmio energetico che parte dall’ufficio

Da molti anni ormai si parla di sostenibilità non solo all’interno della vita domestica ma anche all’interno del luogo di lavoro dove l’attenzione agli sprechi è molto più bassa.
Carta, stampe, cartucce, toner tutto viene utilizzato in gran quantità all’interno di qualsiasi ufficio senza riporre particolare attenzione al risparmio energetico e ad evitare inutili sprechi. Eppure bastano veramente pochi gesti poche piccole attenzioni quotidiane per rendere l’ufficio un luogo piacevole in cui passare la giornata e in cui rispettare e tutelare l’ambiente in tutte le sue forme.

Già da tempo è ben noto l’uso di carta riciclata e carta ecologica che ormai ha raggiunto un tal punto di tecnologia applicata da avere pochissime differenze rispetto alla carta normalmente utilizzata per stampe e produzione documentale. Inoltre già da tempo molte mail aziendali hanno inserito in calce il cosiddetto “messaggio ecologico” che intima di stampare la mail sono nel caso la copia cartacea fosse veramente indispensabile ai fini del lavoro. Inoltre anche l’introduzione della posta elettronica certificata, anche negli enti pubblici ha permesso di limitare notevolmente la mole di carta necessaria alle singole attività d’ufficio. Molte altre sono poi le tecniche utilizzate per il risparmio energetico come la limitazione delle stampanti, che ora in molte aziende risultano essere una per piano anziché una per postazione, le aree ristoro una aziendale anziché diverse nell’azienda e molte altre piccole attenzioni che riscuotono il loro successo anche nel settore dei consumi.

Può succedere in alcuni casi che i prodotti provenienti dal riciclaggio abbiano un costo più alto, ma oramai questa evenienza è abbastanza rara visto che alcune aziende, come cartiera veneto e altre regioni, hanno rielaborato le tecnologie in modo da ottenere prodotti di ottima qualità con un prezzo praticamente pari a quello del prodotto proveniente da cellulosa nuova. Inoltre utilizzare prodotti provenienti da riciclaggio o provenienti da una lavorazione ecologica fa bene anche al benessere dei lavoratori che all’interno dell’ufficio passano ben quaranta ore settimanali e più limitando il contatto con sostanze nocive e favorendo il benessere psico fisico.

Se nel caso dell’ufficio con la collaborazione diretta e costante dei lavoratori si possono ottenere ottimi risultati in tutti i fronti più difficile è conciliare l’attività industriale con la sostenibilità e ‘ecologia. Nell’industria infatti la carta viene maggiormente utilizzata per imballaggi carta, utilizzo che ne rende più difficoltoso il limite nel senso che mentre una mail può essere o meno stampata per spedire o trasportare un elettrodomestico non sui può assolutamente prescindere dall’imballo dello stesso. Ora però l’evoluzione tecnologica della carta ha permesso di fabbricare carte da imballo resistenti e riutilizzabili che nulla hanno da invidiare alle scatole nuove ogni volta. Ci sono però delle caratteristiche a cui la carta in generale deve rispondere. Innanzitutto una carta per essere definita ecologica deve rispondere ad alcuni particolari requisiti ossia essere realizzata con un basso apporto idrico e un limitatissimo consumo energetico, con minime emissioni sia nell’acqua che nell’aria ma soprattutto per far nascere della carta ecologica è obbligatorio che venga impiegata esclusivamente carta da macero.

Attualmente infatti risulta essere questo il metodo più ecologico e a minor impatto ambientale per produrre carta, certo è che però la ricerca in tale settore è in continua evoluzione e costante crescita per elaborare delle soluzioni che possano permettere di ridurre al minimo le emissioni nell’’ambiente, ma anche per limitare l’utilizzo della carta laddove non sia strettamente necessario.

A cura di Martina Celegato

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Web tv

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Flavio Cattaneo: Terna entra nel selettivo indice europeo Dow Jones Sustainability

Terna entra per la prima volta nel Dow Jones Sustainability Index Europe e viene confermata nel Dow Jones Sustainability World.
“Un altro importante riconoscimento per Terna“  ha commentato l’ad Flavio Cattaneo.

Doppio traguardo per Terna nella sostenibilità. La società guidata da Flavio Cattaneo è entrata oggi per la prima volta nel selettivo indice europeo Dow Jones Sustainability Europe e contemporaneamente è stata confermata nell’indice borsistico mondiale della sostenibilità Dow Jones Sustainability World. Con 79 punti, 5 in più rispetto al 2009, Terna ha migliorato la propria posizione all’interno dell’autorevole indice borsistico internazionale di sostenibilità.

dow jones

Un risultato di prestigio avvalorato dal fatto che nell’indice europeo figurano solo 11 imprese italiane sulle 163 complessive – e Terna è l’unico gestore di rete indipendente presente nell’elenco – mentre sono appena 12 le società nostrane nel Dow Jones Sustainability World su un totale di 323 aziende con le migliori performance di sostenibilità tra le 2.500 maggiori società mondiali per capitalizzazione.

“Un altro importante riconoscimento per Terna – ha commentato Flavio Cattaneo – coerente con la valutazione delle performance di sostenibilità e con il crescente apprezzamento registrato dalle altre principali agenzie di rating, che ha portato di recente alla conferma di Terna nell’indice FTSE4GOOD, l’indice borsistico inglese che seleziona le migliori imprese in materia di sostenibilità, alla sua inclusione in numerosi altri indici internazionali di sostenibilità, quali KLD, Ethibel, ASPI, Axia, e alla sua ammissione, come leader di settore, nel primo indice di sostenibilità italiano, il FTSE ECPI”.

Flavio Cattaneo

La società di rating SAM – Sustainable Asset Management, che effettua le valutazioni delle performance di sostenibilità delle grandi imprese quotate ai fini dell’ammissione negli indici Dow Jones Sustainability, ha reso pubblico l’esito della revisione del processo di assessment 2010 che si conclude, per quanto riguarda Terna, con il nuovo ingresso nel Dow Jones Sustainability Index Europe e con la conferma nell’indice Dow Jones Sustainability World, nel quale era stata ammessa nel 2009. Tale conferma aggiorna una precedente comunicazione di SAM (9 settembre), condizionata da un errore tecnico nella fase di elaborazione del punteggio.

(Terna: entra nel Dow Jones Sustainability Index Europe – Milano Finanza del 4 Novembre)

(Fonte: Terna WebMagazine)

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Parete verde: l’incontro tra piante ed edilizia

Nasce il primo giardino verticale, rivoluzione dell’architettura green e del risparmio energetico, attraverso progetti innovativi e studi botanici.

Sviluppato da un’idea originale e intuitiva dell’architetto francese Le Corbusier è stata sviluppata dal botanico Patrick Blanc e ha insita dentro sé molti concetti innovativi sia per la progettazione sia per l’ecologia e le linee da seguire in questo senso tanto da rappresentare una delle notizie eco
del momento. Proprio nel rispetto per l’ambiente e nella sua tutela e rivalorizzazione è nato il giardino verticale situato all’interno di un Centro Commerciale di Rozzano, ideato e progettato dall’architetto Francesco Bollani con la fruttuosa collaborazione di uno studio di architettura di Montpellier e con la ditta Peverelli, e rappresenta la parete verde più ampia in Italia.

Costruito attraverso la composizione di quarantaquattromila piantine di duecento specie diverse si sviluppa per ben 1.250 metri quadri di verde, innovazione, risparmio energetico e soprattutto bellezza. In un momento storico in cui la preservazione dell’ambiente e le forme sperimentali di tutela ed eco sostenibilità sono all’ordine del giorno questa parete rappresenta una vera e propria rivoluzione nel settore che, auspicalmente, verrà presa come esempio per molte altre e per sviluppare una forma di tutela bella e naturale. Molti sono i punti a favore di questa forma di bioedilizia
: il bilanciamento termico dell’edificio grazie alla protezione dai raggi solari e il conseguente risparmio energetico, la riduzione delle polveri sottili e l’assorbimento di CO2, la riduzione di rumori ambientali quindi l’isolamento acustico dall’esterno. Inoltre il giardino verticale può essere smontato e ricollocato con facilità, a differenza di pareti fisse e murarie.

Come già detto più di duecento sono le piante utilizzate per comporre la parete che spaziano dalle sempreverdi alle piante fiorite che conferiscono un aspetto suggestivo e festoso all’insieme grazie alla varietà di colore che variano dal rosa, giallo, rosso, bianco e blu su base di muschio che dona compattezza e solidità. Inoltre il substrato a grande capacità idrica permette di irrigare con facilità e contenendo i costi. Un effetto cromatico unico che rispetta tutti i canoni della sostenibilità ambientale che tanto si vanno espandendo: bellezza, facilità di manutenzione e costi contenuti di composizione e installazione.

Proprio le piante, dopo l’energia fotovoltaica ed eolica, stanno divenendo infatti la nuova frontiera del green come aveva anticipato e auspicato l’architetto e artista austriaco Friedrich Hundertwasser. Nella sua visione ideale dell’ufficio infatti l’originale architetto vedeva un ambiente che favoriva la creatività e immerso nella natura, come un grande bosco. “Un ufficio deve avere aria naturale, non è possibile che delle finestre non si possano semplicemente aprire neanche se entra aria cattiva. Non deve essere installato un impianto di riscaldamento centralizzato o un impianto di aria condizionata a direzione centralizzata, che funziona quindi soltanto se non c’è nessuna finestra aperta. Deve avvenire un ricambio d’aria regolato in modo naturale. Si può ottenerlo, per esempio, ricoprendo ambienti d’ufficio con tetti d’erba. Sotto un tetto d’erba non ci sono mal di testa. Le persone che lavorano in quest’ufficio stanno, naturalmente, molto meglio che se avessero un triste tetto senza piante, che si ripercuote sull’anima e sulla testa. Al posto di tende e veneziane devono esserci delle piante che stanno alle finestre. Penso a un semplicissimo adattamento della finestra, uno scaffale per le piante, una specie di scaffalatura per libri.” Una visione molto originale e idealistica che, sebbene non possa essere colta nella sua completezza, può certamente fornire interessanti spunti e idee per le architetture del futuro.

A cura di Martina Celegato

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Posizionamento garantito

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Nasce il portale che fa incontrare nel web consumatori e produttori a filiera corta.

E’ nato un portale dedicato alla vendita diretta, una piattaforma per far incontrare le aziende agricole e i consumatori attenti alla qualità.

Prodotti-a-km-zero.it è stato creato senza scopo di lucro per facilitare i consumatori nella ricerca dei prodotti e per dare modo ai produttori con vendita diretta di creare un profilo della propria azienda indicando i prodotti e i servizi offerti.

Il portale è un primo punto di incontro nel web tra consumatori e produttori volto alla crescita di un rapposto reale che incentivi la vendita diretta e l’acquisto di prodotti locali, freschi e di stagione.

La ricerca è divisa per prodotti e servizi (come mercati a filiera corta, fattorie didattiche, servizi di ristorazone e pernottamento) ed è facilitata da mappe che sfruttano la geolocalizzazione aiutando i consumatori a trovare i punti di interesse intorno a loro.

La registrazione da parte delle aziende è gratuita: è possibile fare una descrizione dell’azienda, essere geolocalizzati, elencare i prodotti in vendita e aggiungere delle icone per gli altri servizi offerti.

Per maggiori informazioni:
www.prodotti-a-km-zero.it
[email protected]

costa meno
Perchè la merce per arrivare al consumatore non deve essere trasportata, imballata e posta su uno scaffale, questi sono passaggi che fanno aumentare il prezzo dei prodotti e che alla fine paghi tu!
è sostenibile
Scegliendo i prodotti a chilometro zero fai risparmiare anche l’ambiente:
– co2 perchè i prodotti non devono essere trasportati lontano
– acqua ed energia dei processi di lavaggio e confezionamento
– plastica e cartone sull’imballaggio
i prodotti sono più freschi
In cascina trovi solo i prodotti di stagione, naturalmente freschi senza bisogno di conservanti!
si può visitare l’azienda produttrice e avere più controllo sul prodotto
Puoi trascorrere dei bei momenti in fattoria con amici e familiari vedendo da vicino i prodotti che acquisti e la loro produzione, raramente un acquisto può essere tanto trasparente!
Si riaquistano i profumi e i sapori delle diverse stagioni
Ogni stagione è diversa per il palato, la vista e l’olfatto: riscopri i sapori tipici dei prodotti che nascono e crescono secondo natura!

Acquistando prodotti a kilometro zero hai un ottimo rapporto qualità/prezzo e dai un contributo per sostenere i produttori locali!

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Comunicati

Dubai metro:Combatte il traffico ed aiuta l’ambiente

L’ecologia è sicuramente una parte fondamentale nella costruzione di una società, e nella colonizzazione di un territorio, per mantenerlo inalterato.

Per questo che a Dubai punta molto alle risorse rinnovabili, portando avanti iniziative per la riduzione dei gas prodotti da automobili e mezzi di trasporto e auto producendo l’energia che utilizza.

Proprio per questo che a settembre è stata inaugurata la nuova linea di metropolitana, che infatti ha come scopo quello di ridurre il traffico cittadino, per lo più formato da suv e grandi veicoli molto inquinanti, e quello di ridurre le file nelle città.

La nuova linea è completamente automatizzata, dando così a Dubai il record di linea metropolita nana automatizzata più lunga del mondo, record prima detenuto dalla città di Vancouver, con Skytrain più corta di tre kilometri.

Oltre alla nuova metropolitana, il governo di Dubai sta mettendo in atto altre agevolazioni sulla politica ecologica del paese.

Uno tra questi è sicuramente il sostegno alle costruzioni con caratteristiche tecniche verdi, come l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, l’utilizzo di materiali isolanti per un miglior utilizzo dell’aria condizionata ed il riutilizzo dei materiali di scarto di costruzione.

Politiche verdi ch fanno di Dubai una città all’avanguardia dal punto di vista ecologico, senza dimenticare comunque i molti sprechi di una città moderna.

Energia elettrica rinnovabile

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