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Olsa Informatica Spa: lancia IBIDOC, il più completo sistema di fatturazione alle PA

“Tutta la sicurezza nel cambiamento”. E’ questo il mood che ha coinvolto le aziende intervenute al seminario organizzato da Rete Concreta di ieri nella sede romana di Federlazio sul tema della nuova “Fatturazione Elettronica alle PA”, nel quale Olsa Informatica ha avuto l’importante ruolo di parnter tecnico.

Con l’ingresso della nuova normativa che regolamenta il sistema della fatturazione alle PA dal 6 giugno, Olsa Informatica è in grado di garantire tutta la sicurezza e la professionalità in questo importante cambiamento assistendo le PMI con tutta la professionalità e i servizi in ogni fase: dalla creazione dei file, all’archiviazione, invio e la conservazione dei documenti per tutte le PMI fornendo tutti i vantaggi accessori come la firma digitale.

La storica azienda pontina, Olsa informatica S.p.A., leader nel Process Document dal 1976 presenta il frutto di una forte componente strategica lanciando il sistema più completo e innovativo di document management: Ibidoc.
In pochi mesi l’ AD, Giampaolo Olivetti, ha così messo in campo un nuovo brand che arricchisce la vasta gamma di servizi aziendali in outsourcing e rinforza il posizionamento sul mercato dell’azienda.

“Flessibilità e affidabilità sono i nostri valori sui quali da sempre puntiamo” conferma Giampaolo Olivetti “. Oggi nel settore ormai popolato da un’offerta generica e indistinta, noi abbiamo rinsaldato la capacità di essere “partner e non fornitori” delle aziende.

Ai servizi come la postalizzazione, archiviazione documentale cartacea e quelli web oriented
e for fleet”, abbiamo affiancato lo strumento più integrato e completo per l’ottimizzazione dei costi e dei processi aziendali. Ibidoc.

Hastag ufficiale: #IBIDOC

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Altre news e comunicati stampa sono reperibili dal sito ufficiale www.olsainformatica.com
A disposizione per eventuali interviste, scatti, loghi e altre info utili.

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Le aziende italiane salgono sulla nuvola, gli italiani ci si ritrovano

La maggior parte degli Italiani che visitano la rete world wide web vanno quotidianamente sul cloud, senza saperlo. Solo il 15% degli utenti sa che quel loro “mettere online qualcosa” significa condividerlo nel cloud, mentre il 38% sostiene di utilizzare per lo meno un servizio che si trova nella nuvola. Quando invece si cambia linguaggio e si passa a chiamare le cose con il loro nome, si scopre che l’88% dei visitatori della rete incrocia più volte il cloud nella propria vita in modo del tutto inconsapevole.
Questi sono i dati messi in luce dall’indagine condotta da Nextplora su un campione di 1.000 persone, ed elaborate dall’Osservatorio Internet 2011 di Microsoft Windows Live. Le rivistewebdesign flash sembrano quindi non essere le letture preferite dagli italiani, che da questa indagine risultano essere consumatori digitali poco informati. I dati allarmanti per un verso- dato che gli utenti dimostrano di non sapere ciò che fanno- e incoraggianti per l’altro- visto che confermano l’importanza e la diffusione dell’universo web-sono questi: il 56% degli intervistati salva le proprie fotografie in Rete, il 51% salva contenuti inerenti ai propri hobby e passioni, il 29% la musica, il 19% ciò che riguarda la propria sfera personale, il 18% i documenti di lavoro e il 9% la propria posizione.
Lo storage è individuato come il preferito tra i servizi offerti dal cloud: il 76% del campione intervistato è in fatti favorevole ad archiviare informazioni sulla nuvola, considerandolo d’aiuto per la vita lavorativa (58%), per lo studio (38%), per il sociale (30%), per la condivisione di hobby (21%) e per conoscere nuova gente (11%)
L’indagine ha portato alla luce inoltre alcuni dati che sono significativi di una vera e propria trasformazione delle relazioni lavorative ed interpersonali anche a livello sociale. Il secondo strumento utilizzato dalle persone per comunicare, dopo il pc, è infatti il cellulare: sia che si tratti di iPhone Apple
o palmari Samsung o di altre marche , il dato emerso è che questi strumenti telefonici sono utilizzati nel 26% dei casi per studio/lavoro, nel 26% per scambiare idee e opinioni e nel 34% nella sfera privata).
Il servizio di sharing, sia esso “consapevole” o meno, è invece il servizio che più riscuote successo nell’universo femminile che nel 90% dei casi ha descritto questo servizio offerto dalla nuvola come un’ottima possibilità per “ fare e condividere qualcosa con qualcuno”. Questa percentuale scende all’84% per gli uomini.
Osservando invece il fenomeno da una prospettiva prettamente lavorativa, i dati di un’indagine effettuata dalla International Data Corporation evidenziano come la nuvola e le connesse news programmazione siano state accolte con grande entusiasmo dalle aziende italiane di medie e grandi dimensioni, il 53% delle stesse infatti sostiene di utilizzarla già o di essere intenzionato ad utilizzarla; Le PMI invece si dimostrano ancora caute sull’esprimere giudizi riguardo al fatto che questo sistema di storage e sharing possa essere veramente positivo per le loro aziende. L’indagine che è in corso su più di 1000 aziende italiane con più di 50 dipendenti, mostra che il 31% delle aziende intervistate già utilizzano soluzioni cloud, il 22% sta valutando la cosa e il 47% non intende utilizzarle.

Serena Rigato
Prima Posizione srl- posizionamento su yandex

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