Archives

Comunicati

Nuovi buoni pasto, ora a prova di “falso”

Continua il rinnovamento di Day gruppo UP dopo la modifica del suo logo per avvicinarsi sempre più alla casa madre francese. Anche i buoni pasto cambiano aspetto e diventano più essenziali, implementando misure di sicurezza e antifalsificazione che li rendono all’avanguardia.

L’elemento più evidente è l’inserimento di uno scratch-off, un quadrato argentato che se grattato porta all’annullamento del buono. La misura consente al ristoratore affiliato che ritira quel buono di rendere veloce il lavoro con la dematerializzazione. Sarà lui quindi ad eliminare la banda argentata per leggere il codice relativo a quel titolo di credito.

Questa soluzione semplice ma importante si aggiunge alle altre implementate nel corso del tempo da Day Ristoservice per impedire che i falsari possano mettere in circolo ticket contraffatti che inquinano il mercato.
A completare la novità, è in corso la distribuzione agli esercizi affiliati della nuova vetrofania che renderà immediato e riconoscibile il locale convenzionato che ritira buoni pasto Day.

Ecco riassunte le misure di sicurezza che rendono il buono pasto tecnologicamente avanzato e sicuro.

Sul fronte del buono:

  • Nuovo logo Up Day
  • Scratch-off: Nuovo sistema di antifalsificazione adottato da Day per i suoi buoni
  • Calcografia: Stampa con incisione della carta con un effetto visivo molto particolare e non riproducibile. Percezione tattile effetto zigrinato
  • Codeline: univoca per la tracciabilità del buono

Sul retro del buono:

  • Numerazione univoca in negativo su microtrama
  • Inchiostro sanguinante, che se inumidito crea una macchia
  • Buono realizzato con carta FSC: realizzato con carta che proviene da foreste gestite in maniera responsabile. Impatto ambientale zero.
No Comments
Comunicati

Sicurezza alimentare al Sana 2011, un aiuto per i consumatori

Il SANA, in programma dall’8 all’11 Settembre a Bologna, è da sempre un evento che dedica molta attenzione alla sicurezza alimentare e a tutta la filiera della distribuzione alimentare.

Il focus della manifestazione resterà, come in tutte le edizioni precedenti, su tutto ciò che è di origine naturale e biologico, ma questa volta ci sarà anche uno spazio per i consumatori per confrontarsi direttamente con i tecnologi alimentari. Chiunque potrà chiarire i propri dubbi in merito alle produzioni italiane su etichettature, packaging, provenienze, etc.
Questa opportunità va ad ampliare i servizi di Sana e ad interessare, di conseguenza, i potenziali visitatori del Salone. Aziende, consumatori, enti e chi lo desidera potrà dialogare con i professionisti della sicurezza alimentare, altamente specializzati su tutte le caratteristiche che un cibo deve avere per finire sulle nostre tavole.

Il comparto agro-alimentare in Italia rappresenta circa il 15% del Prodotto Interno Lordo e offre moltissimi posti di lavoro, soprattutto in zone dove non si avrebbero molte possibilità di occupazione. Per questo motivo l’attenzione verso il settore è molto alta e ogni nuovo servizio è sempre ben visto.

La produzione, la trasformazione e la distribuzione di prodotti alimentari sono tre attività delicate, che devono essere svolte rispettando ogni regola che migliori la qualità degli articoli commercializzati.

Scopri le ultime novità sulla sicurezza alimentare.

No Comments
Comunicati

La conservazione dei prodotti surgelati per ristorazione

I prodotti surgelati per la ristorazione da sempre costituiscono gran parte delle forniture alimentari per bar, ristoranti, mense e tutti gli esercizi pubblici. Negli ultimi anni infatti il ritmo di vita è cambiato e, sempre più, c’è la necessità di supplire alla mancanza di prodotti alimentari freschi con articoli surgelati.

La prima surgelazione nacque quasi cento anni fa negli Stati Uniti e molta strada è stata fatta, soprattutto dal punto di vista tecnologico. Oggi la conservazione industriale per gli alimenti può essere addirittura completamente automatizzata e far valere certificazioni che garantiscono le peculiarità degli articoli.
Ciò fa si che le caratteristiche organolettiche degli alimenti si preservino a lungo, mantenendo sapore e patrimonio nutrizionale praticamente inalterati.

I metodi di conservazione dei prodotti surgelati per ristorazione sono sostanzialmente tre: il refrigerato, il congelato e il surgelato. Si intende refrigerazione quando la temperatura di mantenimento va tra 0°C e 10°C gradi e la durata è di pochi giorni, mentre parliamo di congelazione nel caso di conservazione per lunghi periodi a temperature tra i -7°C e i -12°C.
La surgelazione è un processo particolare, che si differenzia per la velocità di raffreddamento: in tempi ultra rapidi l’alimento raggiunge almeno i -18°C, in modo da salvaguardare le sostanze biologiche del prodotto.

Le forniture alimentari, il catering, la distribuzione di verdure, etc. sono attività sottoposte a rigidi controlli, per garantire il consumo di merce sana e non alterata. Per questo è importante conoscere a quali regole e processi sono sottoposti i prodotti alimentari che consumiamo quotidianamente.

Scopri le ultime novità sui prodotti surgelati per ristorazione.

No Comments
Comunicati

Gioie e dolori della critica enogastronomica

In effetti, poter disquisire dell’altrui ingegno, esaltare o distruggere in poche righe l’opera dell’intelletto umano – la cui realizzazione ha magari richiesto anni di studio – non è una responsabilità da poco. Un critico meritevole di tale titolo deve possedere conoscenze tecniche approfondite ed un’esperienza consistente della materia di cui tratta, ma da sole non bastano: il critico ha innanzitutto passione, e quindi una sorta di trasporto che gioca un ruolo essenziale nella redazione della recensione. Se poi questa è poco benevola, l’esperto sarà sicuramente oggetto di antipatia, poiché non se ne comprendono i parametri di giudizio e, talvolta, i toni spietati che decapitano onorabili attività commerciali. Insomma, la critica genera stress nel giudice e nel giudicato.

Tra i settori comunemente oggetto di critica, quello più goloso e piacevole nell’immaginario comune è sicuramente l’enogastronomia. Ma sarà davvero così? Vediamo dunque di cosa si occupa chi stila la lista dei ristoranti consigliati.

Il critico enogastronomico è la figura che valuta la qualità e la presentazione di una determinata pietanza e il contesto in cui questa viene servita, ovvero il ristorante. L’esperto enogastronomico ha pertanto un palato fine ed un occhio attento anche all’atmosfera della sala, un elemento spesso sottovalutato dai ristoratori e che determina l’apprezzamento o meno del cibo. Ecco che allora il critico nota la mancanza di finestre e luce naturale, che favoriscono il buon umore e attivano i recettori del gusto; l’acustica della stanza, ovvero una musica troppo alta o un brusio costante che può infastidire; la distanza tra i tavoli, che non deve isolare i clienti ma neppure privarli di intimità e, ovviamente, il servizio e la professionalità dei camerieri.

Certo, talvolta anche a loro rimane l’amaro in bocca. In particolare, i ristoratori contestano l’abitudine dell’esperto a non saldare il conto. Questo contenzioso si trascina avanti da anni, ed ancora non trova una soluzione che accontenti tutti. I ristoratori sostengono la necessità di pagare, per il timore di subire, oltre al danno di una eventuale recensione negativa, anche la beffa di un conto non saldato, mentre i critici giustificano quest’esigenza lamentando la mancanza di copertura economica da parte di coloro che commissionano la recensione ristorante. Il punto è, sostiene la critica: “chi si occupa di autovetture acquista o noleggia ogni singola auto di cui scrive?”

Il critico enogastronomico, infatti, spesso non gode di un trattamento economico pari a quello dei colleghi che si occupano di motori, moda e spettacolo: mentre questo tipo di recensioni hanno una pubblicazione quotidiana e gli esperti beneficiano dell’assunzione diretta in redazione, il critico enogastronomico è spesso solo un collaboratore. Il rimborso forfettario non tiene conto dell’effettiva spesa a tavola, e appare ancora più inadeguato se il lavoratore deve spostarsi tra tante città e ristoranti Padova, Modena, magari Benevento. Insomma, è una vita amara quella di chi mangia per lavoro.

A cura di Andrea Gnoato – Agenzie di web marketing

No Comments
Comunicati

WWW.AGRELMA.COM: L’indicazione del doppio prezzo

Alla fine della Festa dell’Agricoltura di Genova il presidente della CIA, Giuseppe Politi, a fronte dell’eccessivo aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, quali pane, pasta e latte, e dell’enorme divario tra i prezzi all’origine e i prezzi al consumo, ha rimarcato la necessità di apporre quanto prima sui prodotti il doppio prezzo.  Questo in modo che si dia quanto prima un giusto compenso agli agricoltori, che al momento hanno un reddito basso e alti costi energetici e più in generale di produzione.

L’altro punto importante è che calino i prezzi al consumo. C’è come si è già detto c’è una differenza nel prezzo all’origine che viene rincarato del 100% quando finisce dal grossista e del 200% al dettagliante. In Spagna ed in Francia il passaggio dal produttore al grossista prevede un aumento del costo al 60%.

Anche Agrelma, www.agrelma.com, che favorisce la creazione di nuovi contatti diretti tra i produttori, grossisti, distributori, ristoratori e centri d’acquisto a livello mondiale, contribuisce a far calare i prezzi finali poiché i produttori vendono direttamente ai centri d’acquisto, ai ristoranti, ecc. saltando alcuni  passaggi di filiera. Il risultato di questa attività innovativa e quindi quello di far guadagnare di più il produttore e di far pagare di meno le merci al consumo.

Gli importatori di tutto il mondo ogni giorno per ottenere un buon risultato devono fare i conti con la concorrenza nel loro paese, e quindi devono comprare a prezzi inferiori a quelli dei concorrenti. Con Agrelma questo è possibile.

Il Made in Italy vende molto per la sua rinomata qualità, ma deve fare i conti con un mercato straniero altamente competitivo ed in crescita. I prodotti di alta qualità non vengono più solo richiesti da paesi come la Francia, la Spagna, e la Grecia, ma anche da tutti gli altri paesi del mondo, che ci forniscono prodotti tipici dei loro paesi e che grazie anche all’alternarsi delle stagioni assicurano prodotti freschi e genuini nel corso di tutto l’anno.

 

Annalisa Viscovi

No Comments