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AndreaPP

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Gioie e dolori della critica enogastronomica

In effetti, poter disquisire dell’altrui ingegno, esaltare o distruggere in poche righe l’opera dell’intelletto umano – la cui realizzazione ha magari richiesto anni di studio – non è una responsabilità da poco. Un critico meritevole di tale titolo deve possedere conoscenze tecniche approfondite ed un’esperienza consistente della materia di cui tratta, ma da sole non bastano: il critico ha innanzitutto passione, e quindi una sorta di trasporto che gioca un ruolo essenziale nella redazione della recensione. Se poi questa è poco benevola, l’esperto sarà sicuramente oggetto di antipatia, poiché non se ne comprendono i parametri di giudizio e, talvolta, i toni spietati che decapitano onorabili attività commerciali. Insomma, la critica genera stress nel giudice e nel giudicato.

Tra i settori comunemente oggetto di critica, quello più goloso e piacevole nell’immaginario comune è sicuramente l’enogastronomia. Ma sarà davvero così? Vediamo dunque di cosa si occupa chi stila la lista dei ristoranti consigliati.

Il critico enogastronomico è la figura che valuta la qualità e la presentazione di una determinata pietanza e il contesto in cui questa viene servita, ovvero il ristorante. L’esperto enogastronomico ha pertanto un palato fine ed un occhio attento anche all’atmosfera della sala, un elemento spesso sottovalutato dai ristoratori e che determina l’apprezzamento o meno del cibo. Ecco che allora il critico nota la mancanza di finestre e luce naturale, che favoriscono il buon umore e attivano i recettori del gusto; l’acustica della stanza, ovvero una musica troppo alta o un brusio costante che può infastidire; la distanza tra i tavoli, che non deve isolare i clienti ma neppure privarli di intimità e, ovviamente, il servizio e la professionalità dei camerieri.

Certo, talvolta anche a loro rimane l’amaro in bocca. In particolare, i ristoratori contestano l’abitudine dell’esperto a non saldare il conto. Questo contenzioso si trascina avanti da anni, ed ancora non trova una soluzione che accontenti tutti. I ristoratori sostengono la necessità di pagare, per il timore di subire, oltre al danno di una eventuale recensione negativa, anche la beffa di un conto non saldato, mentre i critici giustificano quest’esigenza lamentando la mancanza di copertura economica da parte di coloro che commissionano la recensione ristorante. Il punto è, sostiene la critica: “chi si occupa di autovetture acquista o noleggia ogni singola auto di cui scrive?”

Il critico enogastronomico, infatti, spesso non gode di un trattamento economico pari a quello dei colleghi che si occupano di motori, moda e spettacolo: mentre questo tipo di recensioni hanno una pubblicazione quotidiana e gli esperti beneficiano dell’assunzione diretta in redazione, il critico enogastronomico è spesso solo un collaboratore. Il rimborso forfettario non tiene conto dell’effettiva spesa a tavola, e appare ancora più inadeguato se il lavoratore deve spostarsi tra tante città e ristoranti Padova, Modena, magari Benevento. Insomma, è una vita amara quella di chi mangia per lavoro.

A cura di Andrea Gnoato – Agenzie di web marketing

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Il 2009: annus mirabilis siciliano

Certo i tempi non proprio facili che stiamo attraversando hanno spinto molte persone a rivedere la propria idea di ferie, ma gli italiani sembrano disposti a fare delle rinunce o a modificare le proprie abitudini, basta non togliere loro qualche settimana, o almeno qualche giorno, di meritato relax dopo un anno di lavoro. Abitudini diverse, si diceva: naturalmente di questi tempi non si possono più prendere in affitto ville Palermo e fare delle vacanze lunghissime, addirittura di un mese, come facevano i nonni e i genitori di alcuni di noi, e la durata delle vacanze si accorcia, andando spesso anche sotto i 15-10 giorni, per arrivare alle gite fuori porta della durata di un weekend. Un altro cambiamento significativo, che riflette la necessità di molti italiani di risparmiare dove possibile, magari sugli spostamenti, riguarda la meta delle vacanze estive: la percentuale di italiani che scelgono mete al di fuori dell’italico territorio è in diminuzione, mentre aumentano i vacanzieri che scelgono di trascorrere le proprie ferie in una località italiana, magari in un agriturismo Palermo.
È la Sicilia, appunto, la regina dell’estate 2009: rispetto al 2008, l’afflusso di turisti verso l’isola è aumentato, e la Sicilia è risultata la meta italiana preferita dagli italiani. Se tra i desideri estivi degli italiani ai primi posti rimangono lidi stranieri, in particolare quelli spagnoli e della Grecia, per quanto riguarda gli spostamenti all’interno del Belpaese la Sicilia nel 2009 non ha avuto rivali. Merito certamente di un mare splendido, che nulla ha da invidiare a quello di molte località straniere, e delle spiagge bianchissime che non fanno rimpiangere neanche le mete più esotiche. La Sicilia, inoltre, rispetto ad altre mete altrettanto belle, come per esempio la Sardegna, non è ancora inflazionata e, come molte altre regioni italiane, custodisce un immenso patrimonio storico e artistico.

La forza della Sicilia sta nel suo saper coniugare bellissime città d’arte, Palermo e Catania in primis, con delle splendide spiagge dove potersi rilassare, prendere il sole e fare il bagno in acque cristalline: un turista può decidere di prenotare un bed & breakfast a Palermo e visitare la città, per poi fare una capatina alla spiaggia di Mondello o, prendendo il treno o l’autobus e facendo qualche chilometro in più, ma senza dover mai dirigersi verso luoghi troppo remoti, raggiungere altre mete meravigliose, come Cefalù, frequentata da turisti provenienti non solo dall’Italia ma anche dall’estero. La Sicilia permette di passare, in un battito di ciglia, dalla visita alla cattedrale di Palermo ad una spiaggia attrezzata di Cefalù, da una passeggiata in Piazza Pretoria ad un tuffo nel mare che bagna la spiaggia di Carini o l’Isola delle Femmine.

E questi sono solo alcuni esempi: la Sicilia ha veramente molto altro da offrire. Non stupisce quindi che per l’estate del 2009 l’isola sia stata la meta preferita dagli Italiani: certo la crisi e la necessità di scegliere una meta non troppo lontana per risparmiare sul viaggio può aver influito, ma basta trascorrere un giorno tra gli appartamenti Palermo centro per capire che alla base della preferenza accordata da molti italiani a questa meravigliosa terra c’è molto di più.
A cura di Francesca Tessarollo – Posizionamento nei motori

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Le meraviglie della Calabria


Uno dei punti di forza della Calabria è il mare e molti turisti, sia italiani che stranieri, decidono di visitare la regione proprio durante la stagione estiva per godere appieno delle sue variegate e suggestive spiagge e del suo mare cristallino. D’altra parte l’estate, nella regione più a sud d’Italia, è molto più lunga che in altre regioni italiane, e i turisti che scelgono di trascorrere vacanze estive in un hotel animazione bambini in Calabria non sono limitati, nella scelta del periodo, ai mesi di giugno, luglio e agosto, ma hanno la garanzia di poter trascorrere indimenticabili giornate al mare anche nei mesi autunnali e primaverili.
E che mare: la Calabria è una delle poche regioni italiane, insieme alla Sicilia, alla Puglia e alla Basilicata ad essere bagnata da due mari: il Tirreno a ovest e lo Ionio ad est, e i suoi oltre 700 km di costa costituiscono un meraviglioso quanto vario affaccio sul mare. Quando si va al mare, c’è chi preferisce le distese lisce di sabbia e chi invece subisce il fascino delle aspre coste rocciose, con scogli a picchio sul mare: in Calabria non serve scegliere fra le due opzioni, perché con il suo paesaggio variegato questa regione riesce ad accontentare proprio tutti. Proprio per questo, quando si visita questa terra, è quasi un peccato soggiornare in un unico club resort Calabria per tutta la durata del viaggio e non spostarsi da lì: per conoscere, e quindi amare, questa terra in tutta la sua bellezza, l’ideale sarebbe avere un po’ di tempo a disposizione per andare alla scoperta dei diversi tipi di costa, dalle lunghe spiagge di sabbia alle piccole insenature abbellite dagli scogli, e tuffarsi e nuotare in mari diversi. Il territorio della Calabria, inoltre, è in gran parte montuoso, e questo dà vita ad un paesaggio unico, nel quale il mare si fonde con i monti, e in alcune zone, in particolare nella parte tirrenica, le montagne scendono a picco sul mare. Un vero e proprio spettacolo per la vista, che certamente non si può ammirare ovunque. Le coste che danno sul mar Ionio si caratterizzano invece per le grandi dimensioni, per tratti di sabbia finissima e per lo stato ancora selvaggio in cui versano alcune zone, meno frequentate dai turisti, e forse per questo motivo ancora più belle e affascinanti.

L’occhio vuole la sua parte, certo, e in questo senso alla Calabria non manca proprio nulla, ma le zone di mare, per essere amate e apprezzate, devono avere anche qualcosa in più: devono essere innanzitutto pulite, in secondo luogo devono essere pronte ad accogliere i turisti. Anche in questo senso la Calabria ha molto da offrire: con le 4 bandiere blu ottenute la scorsa stagione (la bandiera blu è un riconoscimento che viene dato alle spiagge italiane più accoglienti e pulite), la Calabria si è classificata al terzo posto tra le regioni del sud Italia, dopo Campania e Puglia, per accoglienza e pulizia: trascorrete una vacanza in un albergo o in un hotel Calabria sul mare, dove il culto dell’ospite è ben radicato, e ne avrete una conferma tangibile.
A cura di Francesca Tessarollo – Posizionamento nei motori di ricerca

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Mille ed una applicazione delle materie plastiche


Purtroppo sappiamo bene che con la recente crisi economica e finanziaria ad essere colpite maggiormente sono state proprio le esportazioni, da sempre un elemento fondamentale per il buon andamento delle nostre aziende. Negli ultimi tempi si registrano timidi segnali di ripresa, che fanno ben sperare lavoratori e imprenditori. Per quanto riguarda la fabbricazione di articoli in gomma, in plastica ed altri prodotti di minerali non metalliferi, quindi inclusa anche la produzione film plastici, la variazione rispetto ai numeri di aprile 2009 è positiva (+2,6%), anche se nel confronto con lo stesso mese dello scorso anno l’indice perde il 21,9%. Segno negativo (-26,1%), inoltre, nel confronto tra i primi cinque mesi di quest’anno con l’analogo periodo del 2008.

I film plastici, anche se poco conosciuti, sono molto diffusi e utilizzati in diversi settori industriali. Sono derivati da alcune specifiche lavorazioni delle materie plastiche, come la termoformatura e l’estrusione a bolla, il miglior metodo per creare le bobine in polietilene. Uno dei settori in cui sono più utilizzati è senza dubbio quello degli imballaggi, un settore molto delicato che ogni giorno affronta molte sfide, ed ha pertanto bisogno di un imballaggio flessibile e di qualità per soddisfare le esigenze più disparate.

Tra le soluzioni messe in campo per soddisfare queste necessità vi è la vendita film estensibile. A questo proposito, ultimamente si è assistito ad un dibattito fra i sostenitori dell’anima in plastica o dell’anima in cartone di queste bobine: pare che l’anima in plastica, nonostante sia ritenuta meno ecologica, è preferibile a quella in cartone per una serie di ragioni. L’anima in plastica del film estensibile costa meno del cartone, e quindi la bobina, può essere riciclata svariate volte dopo l’uso, pesa meno, con minor spesa di carburante in caso di trasporto. Inoltre, quando le quantità utilizzate ne rendono conveniente il recupero, l’anima il plastica può essere restituita al fornitore per il riutilizzo.

L’uso di un’anima in plastica facilità, inoltre, il raggiungimento degli obiettivi ambientali previsti dalla normativa ISO 14.001. Le aziende sono sempre più sensibili a questi temi ecologisti, e non mancano iniziative per produrre film con materiali diversi e biodegradabili, come per esempio il pomodoro. In effetti, ogni anno in Italia vengono lavorati più di sei milioni di tonnellate di pomodoro, producendo circa 120.000 tonnellate di scarti (soprattutto bucce e semini). Perché, allora, non provare a risolvere due problemi in un colpo solo, utilizzando le bucce dei pomodori per produrre nuovi materiali per imballaggi biodegradabili?

A pensarci sono stati i ricercatori dell’Istituto di chimica biomolecolare (Icb) di Pozzuoli, coordinati da Barbara Nicolaus in collaborazione con altri istituti napoletani del CNR: quello di chimica e tecnologia dei polimeri e quello di biochimica delle proteine. I film plastici realizzati con questi materiali sono completamente biodegradabili, dal momento che le loro componenti appartengono alla frazione organica putrescibile: una volta terminata la loro funzione possono quindi essere avviati al compostaggio. Due sono i settori principali per i quali è prevista l’applicazione di questo nuovo biomateriale: i film per imballaggi e per la protezione delle colture agricole.
Speriamo che queste innovazioni non tardino troppo a comparire nelle nostre industrie!

A cura di Martina Meneghetti – Servizi di posizionamento

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Decalcomanie, per tutti i gusti, per tutti i … muri!


Gli adesivi murali, più comunemente chiamati “wall stickers” in inglese, sono stampe adesive di grandi dimensioni – alcune possono raggiungere i due metri di altezza/larghezza – usate per decorare pareti e superfici vuote. Le stampe attualmente disponibili sul mercato sono realizzate in un’ampia gamma di dimensioni, colori e soggetti, affinché possano integrare, o talvolta rivoluzionare, ogni stile d’arredamento. Ad esempio, un’immagine sottile, in bianco e nero, si integra perfettamente con l’essenzialità di un ambiente minimalista, mentre la stessa atmosfera può essere resa più calda, accogliente e personale con decorazioni dai colori luminosi. I consumatori sembrano premiare, in particolare, le stampe “Trompe l’oeil”, ovvero quelle immagini dettagliate e realistiche che ingannano la vista e creano l’illusione ottica dell’ombreggiatura e delle tre dimensioni.
I soggetti ed i temi per la decorazione casa variano moltissimo, poiché ogni immagine è frutto dello studio di un esperto designer, che l’ha concepita per uno scopo specifico. Alcune stampe possono essere considerate vere e proprie opere d’arte, con grande cura del dettaglio e del valore estetico, mentre altre hanno alla base concetti più articolati, la cui rappresentazione interagisce giocosamente e ironicamente con l’arredamento circostante. Per ambienti tradizionali, i temi più gettonati sono gli elementi naturali, come fiori, alberi ed animali (specialmente gatti ed uccelli) o gli oggetti d’uso casalingo, come stoviglie, barattoli o lattine. Case che invece abbracciano stili più moderni possono scegliere tra temi d’arredamento urbano, come lampioni, panchine o cavi dell’alta tensione, o addirittura d’arte astratta, come le bolle in stile anni 70, panorami cittadini o figure tribali e stilizzate.

Gli adesivi murali sono un’ottima soluzione – con risparmio di tempo, denaro e fatica – per la copertura di muri dai colori opachi, sporchi o crepati in qualsiasi stanza, giacché per ognuna è stato realizzato un set di adesivi tematici. L’impiego è particolarmente indicato nella decorazione di camerette per bambini ed adolescenti in rapida crescita: gli adesivi sono infatti semplicissimi da attaccare e staccare, e potrete cambiarli di anno in anno, affinché la cameretta rispecchi sempre la personalità di vostro figlio. Le linee di strickers bambini raffigurano i personaggi più celebri del mondo televisivo e video ludico, come Winnie de Pooh e Super Mario.

Inoltre, se non riuscite a trovare l’adesivo che si adatta al vostro gusto estetico, molti produttori offrono la possibilità di stampare il proprio set di adesivi con i soggetti che più vi piacciono. Questo servizio è rivolto soprattutto ad aziende ed enti pubblici che desiderano decorare l’ambiente di lavoro con il proprio logo ed altri motivi corrispondenti, Su richiesta, è persino possibile richiedere un sopralluogo ed una consulenza professionale, in modo da trovare la miglior soluzione decorativa tenendo conto del tipo di stanza, d’illuminazione, di posizione e contenuto dell’adesivo.

La stampa di un soggetto personalizzato è però piuttosto costosa; vi consigliamo pertanto l’uso dei programmi d’anteprima che i siti dei produttori mettono a disposizione. Caricando una foto della stanza interessata e sovrapponendovi le immagini degli adesivi standard, vi potrete fare un’idea molto vicina alla realtà del risultato finale.
A cura di Andrea Gnoato – Posizionamento naturale

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I tendaggi per esterni: il dettaglio finale di ogni bella casa

Una volta scelte le tende per la parte interna della casa, si potrà pensare alle tende da esterni: anche in questo caso, naturalmente, la scelta sarà determinata dallo stile della casa. La scelta sarà tra diversi generi di tende rullo, che potranno essere a cappottina, di facile istallazione e molto classica; a caduta, semplice ed elegante, oppure a bracci, molto resistente nel tempo. Poi si passa alle tende a cassonetto, moderne e meno visibili delle altre, a quelle dehor, che sono le più adatte se si desidera ombreggiare spazi larghi e profondi, e altro ancora: una gamma che si adatta ad ogni terrazza, giardino o spazio esterno da ombreggiare.

La scelta delle tende da sole esterni dipende, ovviamente, dal tipo di arredo che si è scelto per il proprio giardino, proprio come la scelta delle tende da interno dipende dall’arredamento della casa. Per esempio, se se ci sono dei pergolati le tende migliori sono quelle dehor, che permettono una copertura della parte superiore orizzontale del pergolato ed eventualmente, se lo si desidera, anche della parte verticale: all’occasione si può far scendere la tenda all’altezza giusta per potersi riparare al meglio dal sole, in modo da potersi godere nel migliore dei modi il proprio spazio in giardino sotto al pergolato, magari per un pranzo fuori o anche semplicemente per stare comodamente seduti in relax. Naturalmente anche la scelta del pergolato inciderà molto sullo stile dell’ambiente: si potrà scegliere tra pergolati classici in legno, moderni in alluminio, tecnici, semplici, decorati … una varietà pensata per tutti i gusti, offerta dalle varie aziende produttrici di questo genere di articoli per soddisfare al meglio le esigenze di tutti.

Scelti i tendaggi per l’interno della casa, l’eventuale pergolato con relative tende design, o, se non si ha lo spazio per il pergolato o non lo si desidera, delle tende sole da applicare all’esterno delle finestre e porte-finestre della casa, si sarà liberi di vivere la propria casa come si desidera: con la giusta intimità, calore, e luce. In fondo è questo quello che serve per sentirsi a proprio agio nella propria casa e per fare in modo che anche gli ospiti si sentano di entrare in un ambiente accogliente, che li faccia sentire a loro agio.

A cura di Martina Meneghetti – Trovare nuovi clienti

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L’arredamento: gioco o incombenza?


Il problema, però, può trasformarsi in un gioco: perché non divertirsi a sognare la propria casa ideale, cercando gli arredi da mettervi dentro? Prendendolo in contropiede, il problema diviene il protagonista della storia, trasformando questa incombenza in una occasione positiva. Perché nella differenza tra stili c’è sia una questione estetica che una pratica, ed ognuno di noi è attratto da uno stile particolare: è la forma esteriore che fa nascere sensazioni diverse in ognuno di noi. D’altronde, l’arredamento è il vestito della casa, e come scegliamo il nostro stile di vestiario – quello che ci fa sentire a nostro agio – così dobbiamo fare per la nostra abitazione: dobbiamo capire e scegliere ciò che più ci fa sentire a nostro agio, se preferiamo una camera moderna o un salotto classico.
Ed allora basta sbizzarrirsi un po’, sognare e immaginare, ed ecco che la casa dei nostri sogni, come un castello da favola, prende forma. I mobili d’antiquariato degli arredamenti classici, ad esempio, hanno uno stile che apprezziamo non solo perché bello, ma anche perché desideriamo vestire a festa la nostra casa. Se pensate che anche l’occhio vuole la sua parte, e pertanto sacrificherete volentieri un po’ di tecnologia moderna in nome del classico, il vostro sarà un castello fatato. Ma anche nei castelli fatati, oramai, è arrivata la modernità: classico non è più sinonimo di vecchio; i mobili in stile – a meno che non siano antichi davvero – possono nascondere le stesse funzionalità tecnologiche dei moderni. La caratteristica dei mobili d’antiquariato, in fondo, è quella di riportare ai fasti del passato, all’abbondanza di decorazioni, ad una bellezza ricercata ma mai scontata, che di solito desidera chi ha un po’ di nostalgia dei tempi andati ed è attratto sia dall’idea che dalla forma di ciò che è antico.

Ed ecco allora le camerette in stile classico, che tra baldacchini, drappeggi, tappeti, comò e decorazioni varie personalizzano ed arricchiscono la camera con particolari armoniosamente distribuiti e oggetti che danno piacere ai nostri occhi. Il colore più utilizzato è quello del legno naturale: legni pregiati come il ciliegio, il noce, il mogano, la radica daranno vita ai vostri mobili, le cui eleganti e caratteristiche venature risalteranno e saranno parte integrante del decoro: a differenza degli arredamenti moderni, non coperte da uno strato di vernice come ma valorizzate.

L’arredamento per lo studio darà altrettanta gioia: scrivanie e librerie, ma anche poltrone, sedie e tappeti. Il tutto sempre in legno, sempre decorato, sempre lì per riempire i gli occhi e dare un senso di bellezza studiata e mai casuale alla vostra casa. Sebbene sia vero che la bellezza non è mai casuale, in taluni casi è più nascosta, mentre in altri, invece è volutamente ostentata. Non è certo una bellezza semplice quella dello stile classico: semplicità non è una parola che si addice a questo tipo di arredamento; ma bellezza e ricercatezza lo descrivono sicuramente in modo appropriato.
Se il problema dell’arredamento della vostra casa può dunque diventare un gioco, buon divertimento!

A cura di Lia Contesso – Come indicizzare sito

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Meraviglie laziali: Cassino e Sora

Un soggiorno in Lazio, per esempio, significa certamente Roma, ma la visita potrebbe includere anche delle gite fuori porta: per quanto riguarda hotel e ristoranti Cassino, cittadina vicina al confine con la Campania, offre un’ospitalità accogliente ed antica. Inoltre, potrete ammirare la celeberrima Abbazia di Montecassino, fondata da San Benedetto da Norcia nel 529. Il monastero venne più volte distrutto: nel 584 durante l’invasione dei Longobardi e nel 883 dai Saraceni; fu ricostruito rispettivamente nel 717 e nel 949. L’abbazia fu poi abbattuta altre due volte: nel 1349, a seguito di un terremoto, e nel 1944, a causa di un bombardamento durante la famosa battaglia di Cassino. L’attuale ricostruzione, datata 1956, è la riproduzione esatta dell’edificio medievale.

Le attività dell’ordine benedettino, fondato da San Benedetto, si concentravano sullo studio ed il lavoro; la società del monastero, solitamente costruito in zone isolate, lontane dai centri abitati, era strutturata in modo ben definito e l’organizzazione era fondata sulla preghiera comune e personale e, appunto, sullo studio ed il lavoro. L’istruzione non comprendeva solo quella religiosa, ma anche quella scientifica ed artistica, intendendo stimolare i monaci appartenenti all’ordine ad una sana e ampia curiosità. I monaci benedettini si diffusero moltissimo, costruendo migliaia di monasteri, tanto che Carlo Magno, riconoscendo il loro elevato livello d’istruzione e cultura, affidò proprio a loro il compito di organizzare un sistema scolastico regolare. I monaci opsitavano regolarmente scienziati e letterati che desideravano studiare e dormire a Cassino per un periodo.

L’Abbazia di Montecassino, quindi, fu per tutto il Medioevo un fervente centro culturale ed artistico, nel quale le opere antiche venivano trascritte e conservate con cura in archivi e biblioteche e i monaci si impegnavano in scuole scrittorie e miniaturistiche. L’importanza artistica dell’abbazia crebbe di molto nel IX secolo, quando uno dei suoi più illustri abati, Desiderio (che sarà poi papa Vittore III), ordinò la ricostruzione del monastero, adornandolo con preziosi affreschi e mosaici.

Spostandovi di una cinquantina di chilometri potrete visitare anche un’altra cittadina laziale: scegliendo di pernottare in un albergo a Sora avrete la possibilità di visitare una meta davvero interessante. L’antica cittadina di Sora era un importante punto strategico per lo sviluppo dell’Impero ai tempi dei Romani; divenne poi un Ducato nel XV secolo, e la sua storia antica è ancora ben visibile nel suo territorio: la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la Chiesa di Santa Restituta, l’Abbazia di San Domenico, il Castello di San Casto e Cassio, tutti monumenti che testimoniano la storia di questa cittadina dell’entroterra laziale. Infine, non sono da sottovalutare le bellezze naturali della zona: il fiume Liri attraversa la città di Sora, e a pochi chilometri forma due bellissime cascate, la Cascata Grande e la Cascata del Valcatoio. Caratteristica peculiare della Cascata Grande è l’insolita presenza all’interno del centro storico di una città.

A cura di Martina Meneghetti – Analisi vendite

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La spiaggia di Milano

In quegli anni il comune di Cervia era in piena crescita: da piccola cittadina che basava la sua economia su pesca, produzione di sale e agricoltura, si stava trasformando in un centro turistico. Il cambiamento è iniziato anche grazie alla costruzione delle prime linee ferroviarie della zona: la prima, che collegava Ravenna e Cervia, fu ultimata nel 1884, e la seconda, costruita nel 1889, collegava Ferrara, Ravenna e Rimini. Toccata da entrambe queste linee, Cervia iniziò a ricevere molte più visite, e la sua crescita turistica ebbe inizio: il primo stabilimento, risalente al 1882, cominciò a funzionare molto di più.

L’arrivo della ferrovia segna l’inizio della storia turistica della riviera romagnola e spiega l’odierna densità di affittacamere e hotel Gabicce Mare, Cervia e Milano Marittima. In particolare, il successo di Milano Marittima non è solamente legato a questo evento, ma anche ad un accordo esplicito con la ditta Maffei, un’importante famiglia milanese. In questo accordo il comune di Cervia concedeva ai Maffei un’ampia zona di relitti, che in cambio dovevano fabbricare villini e parchi per trasformare quell’area praticamente in disuso in una zona turisticamente attiva.

Di qui nacque, ovviamente, il forte legame di quella rinnovata zona di Cervia con Milano, ed ecco il nome di Milano Marittima. Nel 1911 venne costituita la “Società Milano Marittima per lo sviluppo della spiaggia di Cervia”, il cui scopo era quello di organizzare la nascita della nuova zona balneare.

Lo stile che si scelse di utilizzare nella vecchia zona dei relitti fu quello della Città giardino, un progetto urbanistico nato in Inghilterra verso la metà del XIX secolo che si proponeva di unire la comodità della vita cittadina alla genuinità della vita in campagna e già sperimentato con successo negli hotel entroterra Romagna: questa necessità era stata indotta dall’enorme crescita industriale di quel periodo, che in certi casi aveva portato ad un imbruttimento delle città più colpite da questo sviluppo improvviso. Seguendo i dettami del progetto della Città giardino, a Milano Marittima furono costruite villette singole, che assicurano comodità e un’autonomia che altri tipi di costruzione non permettono, nella pineta in cui è immersa la località. Mantenendo quindi la zona verde di parchi, giardini e pinete, la costruzione delle villette singole continuò per molti anni, interrotta solo dai conflitti mondiali; ma già nel 1927, grazie anche al contributo di Milano Marittima, Cervia fu riconosciuta “Stazione di Cura, Soggiorno e Turismo” da un decreto ministeriale.

Ormai era fatta: oltre ai villini si cominciarono a costruire anche i primi alberghi, colonie e locali, non solo a Milano Marittima ma lungo tutta la costa (si pensi agli hotel Pinarella Cervia, ad esempio). Oggi Milano Marittima è conosciuta e apprezzata, oltre che per la sua disponibilità ricettiva e le sue strutture balneari, proprio per l’abbondanza di bar, pub, sale giochi e discoteche: tutto ciò attira una grossa fetta di turismo, soprattutto quello dei giovani, che infatti frequentano in massa la zona, amata da chi dal divertimento si aspetta attività. Chi invece per divertimento intende relax è comunque benvenuto a Milano Marittima, che è in grado di offrire tutto il relax di cui si ha bisogno grazie ai suoi organizzatissimi stabilimenti balneari e alberghi.

A cura di Lia Contesso – Strategie di vendita

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Lettere e scienze, sull’orlo del divorzio

Pochi giorni fa ho avuto il piacere di ritrovare un vecchio amico, di cui avevo perso le tracce da tempo. Con orgoglio mi da notizia della sua laurea in fisica sub-nucleare, con tanto di lode. Le congratulazioni sono però amare; il discorso, infatti, termina nella solita querelle des humanistes et des techniques, con un’affermazione esemplare sui diversi percorsi di formazione affrontati: “Se mio figlio studierà qualcosa di umanistico, lo strozzerò con le mie mani”. Un concetto espresso in modo rozzo, sommario e senza troppe precisazioni, che però ci fa capire quanto frivola e poco utile sia considerata l’area umanistica da alcuni professionisti dell’area tecnico-scientifica. In particolare, percepisco nelle loro parole una distorta considerazione delle lettere, identificate con il mondo onirico, dell’irrazionalità e dell’emozione pura, e affrontate, a loro avviso, con un metodo privo di ogni scientificità.

Il divorzio tra lettere e tecnica è un prodotto della cultura occidentale e della formazione eccessivamente specialistica e frammentaria che la contraddistingue. Se però osserviamo da vicino i due macrocosmi dello scibile umano, scopriamo che questi operano secondo metodologie e obiettivi comuni. Consideriamo, ad esempio, la letteratura narrativa o poetica: sono sostanzialmente due gli approcci con cui possiamo avvicinarci al testo. Il primo è una lettura decontestualizzata dell’opera, slegata da informazioni esterne al testo, che di solito affrontiamo per puro piacere ed arricchimento personale. Ognuno di noi ne darà pertanto un’interpretazione propria ed esclusiva, a seconda del proprio background esistenziale. E’ il caso della poesia contemporanea che, esasperando la componente visiva e lavorando per immagini, si presta ad infiniti significati. Il secondo è invece la lettura analitica, che facendo riferimento al contesto storico, sociale e letterario in cui l’opera fu scritta ricerca il messaggio originale dell’autore: un’interpretazione dunque univoca, come quella della Divina Commedia affrontata alle superiori.

Questi approcci sono simili, a mio avviso, a quelli forniti in un qualsiasi corso di formazione scientifica: c’è la ricerca pura, la scienza applicata e quindi l’ingegneria. Prendiamo ad esempio il chimico e l’ingegnere chimico: due ruoli con una preparazione simile, ma finalità molto diverse. Il chimico è lo scienziato puro, che si occupa di stabilire e verificare le leggi universali della chimica, ma senza una applicazione concreta. Il chimico scopre nuovi reazioni e relazioni tra le materie chimiche, proprio come l’interpretazione analitica fornisce nuove informazioni sull’autore ed il suo tempo a partire dal testo. L’ingegnere chimico, al contrario, è colui che trova una finalità pratica alle leggi stabilite dal collega e, dunque, le interpreta in modo personale facendo riferimento al proprio background di esperienze. Ingegneria e la lettura decontestualizzata fanno quindi capo alla soggettività, che, attenzione, non vuol dire operare in assenza di logica e ragione: come l’ingegnere ha a che fare con leggi che non può ignorare, io, scrivendo questo testo, devo sottomettermi alle regole del linguaggio, affinché il mio messaggio possa essere preciso.

Ci sono poi tanti altri esempi utili a sottolineare gli intrecci tra le scienze umanistiche e tecniche: c’è la linguistica moderna di Chomsky e la grammatica generativa, che cerca di stabilire le leggi che regolano la produzione linguistica di un dato tempo e luogo, basandosi non tanto su una grammatica data ma sull’opinione degli stessi parlanti e, quindi, ricorrendo largamente alla statistica; sempre la statistica, applicata alla storia, ha permesso di scoprire una certa ciclicità nell’andamento demografico nella storia, e, quindi, un avvicendamento armonico tra periodi di guerra e carestia e periodi di pace. Allo stesso modo, ricordiamo gli stretti rapporti tra filosofia, nella fattispecie l’etica, e le recenti scoperte nel campo della genetica, senza citare l’importanza che riveste la sociologia nel campo dell’architettura. La querelle, dunque, non è altro che il tentativo di scindere due universi che, in realtà, non operano in modo così diverso, e che perseguono il medesimo obiettivo, ovvero il progresso dell’umanità.

A cura di Andrea Gnoato – Inserimento motori di ricerca

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Il (giorno del) matrimonio perfetto

Il giorno del matrimonio, per coloro che ancora credono a questo tipo di unione, e che vogliono suggellare in modo chiaro una relazione o una convivenza, è ancora sentito come un momento importante, una tappa fondamentale nella vita degli sposi; in molti altri casi è più visto come una grande occasione di festa, un giorno in cui sentirsi protagonisti assoluti. Non importa che ci si separi dopo qualche anno, o che si voglia fare un matrimonio religioso pur non essendo credenti e pur non avendo quasi mai varcato la soglia di una chiesa se non per rinfrescarsi durante una torrida giornata estiva: non ci sono questioni, il matrimonio deve essere fatto con tutti i crismi, deve essere una grande festa che rimanga negli annali, un evento da ricordare per sempre, anche se il matrimonio stesso magari non è destinato a durare proprio per l’eternità. Ecco dunque che per organizzare un matrimonio come si deve non si bada a spese, anche se con la crisi che stiamo attraversando si è registrata una tendenza a tagliare dove possibile, per esempio sui costi delle bomboniere, dei video ricordo, delle agenzie animazione Roma come altrove, o a rimandare per l’anno a venire, con la speranza dell’arrivo di tempi migliori.

Al giorno d’oggi le coppie che si sposano, però, hanno sicuramente meno tempo, rispetto alle coppie del passato, di organizzare tutto nei minimi dettagli, e i compiti che in passato venivano affidati perlopiù alla sposa (con la supervisione di mammà), mentre il futuro maritino era la lavoro, adesso che entrambe le dolci metà sono sempre più alle prese col lavoro e impegni vari, bisogna delegarli a qualcun altro, nella fattispecie ad un organizzatore di eventi o, per dirla in modo più glamour, ad un wedding planner. Il wedding planner, ossia il pianificatore di matrimoni, è una figura professionale molto diffusa oltreoceano e che sta prendendo piede anche in Italia: pur non esistendo ancora un albo professionale, le agenzie che si occupano di organizzare feste di matrimonio sono sempre più diffuse su tutto il territorio nazionale sono sempre più diffuse (esistono anche dei corsi studiati per formare queste nuove figure professionali), e sempre più coppie decidono di affidarsi ad un esperto per far sì che nel giorno più bello tutto sia perfetto. Queste agenzie però non si limitano ai matrimoni, ma organizzano anche giochi per feste bambini, cene aziendali con intrattenimento e addii al celibato o nubilato.

Rivolgersi ad un’agenzia specializzata in organizzazione di eventi, e di matrimoni in particolare, significa delegare tutto ciò che riguarda l’allestimento del matrimonio: dai fiori in chiesa alla torta nuziale, dalla scelta della location alle trattative con il fotografo, dalla scelta delle bomboniere all’animazione matrimoni Roma in particolare. Certo, nemmeno il wedding planner più esperto può darvi la certezza che il matrimonio durerà, ma con l’aiuto di un professionista gli sposini saranno sicuri che almeno il giorno delle nozze si svolgerà senza contrattempi e imprevisti!

A cura di Francesca Tessarollo – Registrazione motori di ricerca

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L’innovazione come risposta per uscire dalla crisi

Dalla conferenza “Le start-up innovative: un’occasione di crescita economica e occupazionale per il Paese”, emergono dati incoraggianti sulla situazione delle aziende start up italiane.

L’evento, tenutosi lo scorso 5 Novembre presso l’Area Science Park di Padriciano Trieste ed organizzato da AIR – Associazione Italiana per la Ricerca, ha attirato l’attenzione soprattutto dei giovani ricercatori, in cerca di un possibile sbocco occupazionale. Durante la conferenza, sono stai presentati importanti dati statistici relativi alle performance delle start up ad elevato tasso di innovazione: quasi 300 nuove imprese basano la loro attività su progetti innovativi, come moderni software produzione, impiegano oltre 1200 persone ad elevato livello formativo (ovvero dalla laurea magistrale in su), e fatturano complessivamente circa 65 milioni di euro. Inoltre, più di un terzo di queste aziende ha tassi di crescita di oltre il 50%.

Secondo il Presidente AIR, Alessandro Fraleoni Morgera, la conferenza è servita, da una parte a richiamare l’attenzione dei giovani ricercatori, ma dall’altro ha voluto mandare un chiaro segnale alla classe politica “che non sembra cogliere i mutamenti in atto in un mondo sempre più piccolo, in cui la competizione è basata sulle idee e sulla capacità innovativa”.

Oltre alla presentazione dei significativi dati statistici sopra citati, la conferenza ha idealmente descritto il sentiero che, dall’idea inventiva, porta all’azienda affermata, proponendo diverse case history di numerose piccole aziende, che, con l’aiuto di nuovissimi software qualità, pur essendo partite da poco hanno saputo in breve tempo ottenere grandi successi, soprattutto grazie all’innovazione tecnologica e ad uno spirito imprenditoriale all’avanguardia.

Ma soprattutto grandi risultati li ottengono le donne. Sempre più imprese in rosa, soprattutto nel settore dei servizi (40,8% contro il 34,9% del commercio e il 21,5% del manifatturiero), nonostante le maggiori difficoltà per le donne a trovare un impiego stabile o a conciliare carriera e famiglia. Una ricerca realizzata su due ampi campioni (3 mila donne imprenditrici e 3 mila donne in età 25-44 anni), riporta risultati davvero incoraggianti: nel 46,5% per cento dei casi le imprenditrici si occupano della completa gestione di aziende familiari preesistenti, dalla gestione magazzino al management, ma le risposte indicano anche una forte propensione a tentare strade nuove. Il 18,4%, infatti, ha costituito un’azienda per “desiderio di mettersi in proprio”, il 7,1% perché “conosce bene il settore”, solo lo 0,2% perché “invogliata da aiuti e agevolazioni”. Il 26% delle intervistate hanno realizzato miglioramenti e innovazioni negli ultimi 2 anni (di esse il 45% ha introdotto innovazioni del prodotto). Tra quante hanno fatto questo ben il 59% ha aumentato il suo fatturato. L’80% di chi non ha realizzato innovazione negli ultimi 2 anni ha visto invece il suo fatturato diminuire.

A cura di Martina Meneghetti – Comunicazione di impresa

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Costruire con il legno: ecologico, sano, economico

Il tema del rispetto dell’ambiente negli ultimi anni è sempre più sentito: la coscienza ecologica sta cercando di emergere sempre di più, in tutti i campi: trasporti, edilizia, pulizia e tanto altro, quindi si parla di detersivi ecologici, auto ecologiche, case a risparmio energetico, materiali ecologici … tutto può avere una versione che rispetta l’ambiente e una più inquinante. E se come molto spesso accade la versione ecologica coincide con quella più economica, la scelta diventa molto facile; diverse volte infatti per scegliere la via ecologica bisogna fare un investimento iniziale, ma poi la strada è tutta in discesa: la spesa iniziale viene completamente ripagata con i risparmi successivi.

In alcuni casi fortunati però la spesa iniziale potrebbe essere addirittura inferiore, per alcuni aspetti: si pensi alle case bioedilizia, che fanno risparmiare fino al 15% di manodopera e poi continuano con la politica di risparmio diminuendo notevolmente le spese di climatizzazione della casa: il legno infatti è un ottimo isolante termico, oltre che acustico, ovvero la conduzione della temperatura esterna verso l’interno è molto limitata rispetto ad altri materiali, sia d’estate sia d’inverno.

Costruire case prefabbricate legno significa ricevere una serie di benefici che il legnbo possiede naturalmente: è elastico, e quindi resistente ai sismi, il che lo rende anche molto durevole e sicuro. È un materiale relativamente leggero rispetto, ad esempio, al calcestruzzo o all’acciaio, e anche se è notoriamente un materiale infiammabile, è molto più resistente al fuoco rispetto a questi altri due materiali, che trovandosi nel mezzo di un incendio collassano sotto il loro stesso peso, mentre il legno resiste e mantiene in piedi la struttura.

L’aspetto ecologico del legno non sta solo nel fatto che si ottiene da boschi controllati, i cui alberi vengono periodicamente ripiantati per fare sì che non si estinguano mai; anche il fatto stesso di essere un materiale naturale, cioè esistente in natura, riduce notevolmente l’inquinamento prodotto per la sua produzione: mentre per produrre altri materiali è necessario un processo laborioso che prevede la creazione del materiale, per il legno la questione riguarda solo l’affinamento del materiale grezzo, e la sua lavorazione per renderlo ancora più resistente di quanto già non lo sia in natura. In più, non esistono rifiuti provenienti dalla lavorazione del legno: mentre i calcinacci minerali devono essere smaltiti separatamente attraverso costosi processi, il legno può essere interamente riutilizzato, trasformandolo in derivati del legno o in combustibile naturale.

Inoltre, un’altra caratteristica che rende il legno un perfetto materiale da costruzione è il fatto di essere un ottimo regolatore di umidità: assorbe l’umidità in eccesso e la restituisce quando ce n’è bisogno. L’utilità di questa caratteristica si vede per esempio pensando al bagno o alla cucina, ambienti nei quali il vapore acqueo è frequentemente abbondante; la traspirazione delle abitazioni in legno evita la formazione di muffe e il deterioramento della condizione igienica dell’ambiente, diminuendo anche le spese di manutenzione, se la costruzione dell’edificio ha seguito tecniche adeguate.

A cura di Francesca Tessarollo – Marketing relazionale

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Mens sana in corpore sano: le terme per curare il corpo e lo spirito

Le terme romane potevano essere dei veri e propri edifici monumentali, se destinate ai ricchi, oppure più piccole, per la plebe, ma non escludevano nessuno: erano considerate un bene per tutti. All’inizio le si costruivano in corrispondenza delle sorgenti naturali di acque termali, per poi essere portate anche all’interno delle città, una volta che le tecniche di riscaldamento vennero migliorate.

La struttura termale romana prevedeva una suddivisione in zone: frigidarium, tepidarium e calidarium. Il frigidario era la parte delle terme in cui si facevano bagni in acqua fredda, in piscine solitamente rettangolari rivolte verso nord e con poche finestre, in modo da evitare quanto più possibile il riscaldamento da parte del sole. Dopo il frigidario si passava al tepidario, in cui la temperatura era moderata e leggermente riscaldato da correnti d’aria che venivano fatte passare sotto il pavimento, sollevato per mezzo delle suspensure, ovvero dei piccoli pilastri di mattoni su cui poggiava il pavimento che permettevano la circolazione dell’aria. Infine, si passava al calidario, nel quale si ritiene la temperatura si aggirasse attorno ai 50° C: era, in pratica, la parte della sauna; veniva esposta a sud per sfruttare al meglio il calore del sole, e inoltre era riscaldata grazie alle suspensure, come il tepidario, e attraverso le pareti. Insomma, il prototipo di un moderno centro benessere Abano, Fiuggi e Montecatini conservano ancora i resti di queste antiche strutture.

Era abitudine dei romani mettere nell’acqua dei profumi e vini speziati, e utilizzare oli profumati per i massaggi, con il duplice scopo di profumare e idratare la pelle: un po’ come si usa oggi nelle saune, nelle quali spesso si utilizzano legni aromatici, e naturalmente nei massaggi, per i quali vengono utilizzati, come nei tempi antichi, oli profumati.

Le terme romane avevano delle funzioni sociali, igieniche e curative, e quelle odierne mantengono all’incirca gli stessi obiettivi: possono essere un ritrovo, ma soprattutto servono a purificare l’organismo dalle impurità che assume a causa dello smog e a curare dolori reumatici, articolari e problemi respiratori, siano essi passeggeri o cronici. Per le articolazioni e i dolori ossei in generale è molto utilizzata la fangoterapia: i fanghi vengono applicati ad una temperatura tra i 40 e i 45°C e di solito sono seguiti da bevande che servono a ripristinare la perdita di sali minerali avvenuta a causa della sudorazione. Talvolta, i bagni in acqua termale e i massaggi sono disponibili presso il vostro stesso albergo Abano Terme, Castrocaro Terme e Chianciano Terme sono solo alcuni esempi.

Le terme sono molto utili per la riabilitazione post-operatoria e post-traumatica: in particolare, le proprietà curative delle acque di Abano Terme offerte a prezzi agevolati a chi presenta ricetta medica, sono molto benefiche in questi casi, come anche nei casi di dolori reumatici. Le cure termali possono seguire terapie inalatorie o balneoterapie, di solito sono accompagnate da massaggi, e sono utili per curare disturbi e patologie osteoarticolari, muscolari e respiratori. Ma c’è anche un altro ambito nel quale le terme sono considerate utilissime: il rilassamento. Qualche giorno alle terme, o anche solo uno, danno la possibilità di immergersi completamente nella cura del proprio corpo, eliminando i pensieri e i problemi quotidiani con una piacevolissima cura per il corpo che si rivela anche un ottimo anti-stress per la mente.

A cura di Lia Contesso – Indicizzazione sito

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I turisti dicono basta al traffico delle grandi metropoli italiane: in vacanza ci vuole l’autista privato

Gli aeroporti, per ragioni funzionali, sono di solito situati fuori dal centro delle città, e quindi ,una volta arrivati a destinazione, spesso si va incontro a quei disagi che si sono evitati scegliendo di viaggiare in aereo: tragitti in autobus stracolmi, file e viaggi scomodi con valigie al seguito, lunghe attesa alla fermata senza sapere bene cosa si stia aspettando. Tutto questo può essere però risolto con il servizio taxi aeroporto. Si tratta di un servizio che promette la comodità e, soprattutto, la tranquillità di arrivare in aeroporto e di sapere che fuori c’è un’auto che ci aspetta. E non solo: al momento della prenotazione si possono dare non solo l’orario preciso di arrivo e altre informazioni aggiuntive (come ad esempio la necessità di seggiolini per bimbi o altro), ma anche una preferenza sul tipo di auto che vogliamo che sia lì ad attenderci, con relativo autista. Un taxi se si è da soli o fino a quattro persone, un minivan o un van per gruppi più numerosi, e, per chi cerca comfort ed un tocco di eleganza, l’auto che lo aspetterà al suo arrivo potrà essere una limousine.

Il servizio con chauffeur assicura non solo un arrivo confortevole alla destinazione ultima del proprio viaggio – non solo quindi all’aeroporto, ma proprio al punto della città in cui si desidera arrivare – ma anche il fatto di avere al proprio servizio un autista, eliminando così il problema, nel caso in cui si pensasse di noleggiare un’auto, di doversi districare nelle vie di una città che non si conosce: questo aiuta ad evitare una buona dose di stress, soprattutto dopo un viaggio che, per quanto breve, è sempre stancante.

Arrivando a Roma, poi, lo stress provocato dal fatto di non conoscere le strade potrebbe essere aumentato dal noto traffico cittadino, e quindi nel caso in cui la città di destinazione sia la Capitale il servizio taxi Roma diventa ancora più utile: mettersi nelle mani di un conducente esperto è sempre una buona idea, nel caso in cui si arrivi in una metropoli. Le tariffe dei taxi romani dipendono dal punto di partenza e, naturalmente, da quello di arrivo; a seconda dell’agenzia a cui ci si rivolge, le tariffe possono essere prestabilite e non a tempo, il che assicura serietà eliminando il rischio di ritrovarsi, all’arrivo, a pagare somme esorbitanti magari a causa di un traffico fuori dalla norma.

L’autonoleggio con autista si rivela quindi una soluzione perfetta, in qualunque forma si scelga, che sia una taxi, una limousine, un van o addirittura un minibus; aiuta a gestire ne modo migliore la confusione dell’arrivo con la ricerca di un mezzo trasportando le valige da un punto all’altro, i ritardi e tutto quello che può causare disagi: con questi collegamenti Fiumicino e Ciampino è possibile arrivare a destinazione con la tranquillità di trovare qualcuno che ci aspetta, che sa dove dobbiamo andare e come portarci lì.

A cura di Lia Contesso – Comunicazione integrata

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Riscuotere i crediti senza pensieri

Può capitare per problemi economici, o per insoddisfazione rispetto ad un servizio o un prodotto che però è già stato offerto e di cui si è usufruito: non sempre i debitori onorano i propri debiti. In questo caso, per le aziende diventa complicato: ovviamente devono tenere conto dei loro crediti e, andando avanti con la loro attività, devono mantenere un occhio indietro per controllare che tutto il loro lavoro sia stato adeguatamente pagato.

Naturalmente, la gestione dell’insoluto non è sempre semplice; dover rincorrere i propri crediti e pensare anche a continuare l’attività richiede un doppio impegno: è molto più semplice affidarsi a società di recupero crediti e lasciare che sia quest’ultima ad occuparsi dei debitori. Prima di arrivare alla fase giudiziaria, infatti, si può ricorrere ad altri metodi meno dispendiosi, mantenendosi nella cosiddetta fase stragiudiziaria: i mezzi utilizzati in questa fase sono lettere, telefonate, e-mail e addirittura visite di persona, il tutto con l’unico scopo di sollecitare il pagamento. Inoltre, queste agenzie sono anche in grado di effettuare una ricerca sullo storico del debitore per capire le probabilità di successo e quindi scegliere le vie più efficaci. Ad esempio, la scelta di utilizzare la cessione prosoluto può rivelarsi una soluzione conveniente per non avere più il pensiero di recuperare il credito: con questo procedimento il credito si trasferisce ad un altro soggetto, e il cedente ha l’obbligo di garantire l’effettiva esistenza del credito ma non l’adempimento dell’obbligo da parte del debitore; quindi, il cedente rimane libero da ogni responsabilità nel caso in cui il debitore non saldi il conto.

Prima di richiedere l’intervento del giudice, quindi, di solito è ragionevole ricorrere a vie non giudiziarie, che richiedono tempi lunghi e costi aggiuntivi; è possibile affidarsi ad agenzie specializzate, appoggiandosi ad una società che offre la sua esperienza nella gestione di situazioni fastidiose togliendo all’azienda creditrice il peso della gestione dell’attività di recupero crediti; il che significa prima di tutto che il creditore può continuare ad occuparsi della sua normale attività senza pensieri in più legati ai suoi debitori, ovvero senza intralciare l’andamento degli affari. Inoltre, il pensiero gravoso è tolto da un’agenzia specializzata nella soluzione di questo tipo di problemi, che quindi ha una buona esperienza nel campo e sa come gestire diverse situazioni: capire la via da seguire e agire nel modo più giusto a seconda di chi ci si trova davanti è uno dei segreti per ottenere dei risultati, e per farlo servono esperienza e un’ottima conoscenza dell’argomento.

Le agenzie di recupero crediti quindi offrono dei servizi specializzati, con lo scopo di venire incontro alle necessità del creditore capendo le possibilità del debitore; in questo modo farà l’interesse del creditore suggerendo la via più conveniente da seguire per ottenere quello che gli spetta nel modo più semplice e più veloce, lasciando per ultimo un eventuale ricorso all’autorità giudiziaria.

A cura di Lia Contesso – Indicizzazione motori di ricerca

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Vacanze perfette in Italia: con il servizio transfer si può!

I molti turisti che hanno solo qualche giorno, o addirittura qualche ora per vedere le meraviglie di una città o di una regione italiana hanno la necessità di ottimizzare i tempi, per dedicarsi il più possibile alla scoperta degli italici tesori. Ma si sa, quando si ha fretta, niente sembra voler andare per il verso giusto: l’autobus che ci deve portare ai Musei Vaticani non arriva, ci perdiamo per le vie di Genova perché siamo usciti senza la mappa della città, lo sciopero dei treni ci impedisce di fare il tour del Veneto che ci eravamo prefissati, la coda davanti agli Uffizi ci porta via metà del tempo a disposizione. Sono tutte cose che a qualsiasi turista in qualsiasi città possono capitare. Se si hanno a disposizione parecchi giorni di vacanza basta rimandare al giorno dopo, ma se il nostro tanto agognato weekend o la nostra gita giornaliera vanno in fumo, c’è poco da rimediare.

Se non si vogliono avere di queste sorprese, e per godersi una vacanza rilassante, senza dover preoccuparsi di far coincidere orari di apertura dei musei con le partenze dei treni e organizzare tutto, neanche fossimo ancora al lavoro, e non in vacanza, la soluzione migliore è quella di rivolgersi alle società che organizzano transfer mettendo a disposizione auto a noleggio con conducente. Pensano a tutto loro: dal trasporto dall’hotel ai luoghi che volete visitare fino alla prenotazione delle entrate al museo, che evitano ai turisti lunghe ed estenuanti code, soprattutto nei periodi in cui le città sono più affollate. Servizi di questo tipo sono a disposizione in tutte le maggiori città italiane, da Genova a Roma, da Firenze a Napoli, da Milano a Palermo, e sono ormai molto richiesti: anche se un’auto con chauffeur inevitabilmente viene a costare di più del biglietto di un autobus o di un semplice taxi, si tratta comunque di un buon investimento, che facendoci risparmiare tempo ci permette di vedere più cose in minor tempo. Certo, per alcuni il fascino di una vacanza sta anche nel “fai da te”, ma per tutti gli altri i servizi di trasporto, sia per brevi che per lunghe distanze, offerti dalle società specializzate in transfer sono davvero impagabili: pensate solo alla semplicità del noleggio aeroporto.

Ciò che molti clienti apprezzano delle società che si occupano di transfer privati è la loro capacità di offrire servizi variegati: non si tratta, infatti, di simil-taxi che portano semplicemente il cliente dove vuole andare, ma di aziende che sanno anche offrire dei tour ad hoc a seconda delle esigenze e degli interessi del turista. Sempre considerando il fattore tempo, non si può immaginare di assaporare, in poche ore, ogni aspetto di una città: meglio allora focalizzarsi su ciò che ci interessa maggiormente, che sia un tour dei maggiori monumenti, un’escursione nella campagna circostante o un giro per negozi. Tutte queste (e molte altre) sono le opzioni offerte dalle società che offrono il servizio di noleggio macchine con autista privato, e che permettono di delegare “il lavoro sporco” a dei professionisti per godersi le proprie ferie appieno, senza stress e senza perdite di tempo.

A cura di Francesca Tessarollo – Pubblicizzare Sito

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Breve introduzione al polietilene: una storia, mille applicazioni.

Il polietilene è una resina termoplastica, in origine bianca o trasparente, di cui tutti noi ne facciamo un utilizzo, più o meno consapevole, quotidiano. In effetti, è la materia plastica più diffusa: basti pensare alle buste di plastica, ai rivestimenti dei cartoni del latte, a contenitori dei detersivi, ai tappi, alla pellicola usata per rivestire cavi elettrici e telefonici, alle cuffie da piscina. È tutto polietilene. Un materiale, quindi, decisamente versatile, utile in molteplici processi produttivi.

Come molte invenzioni geniali, il polietilene è nato per caso, grazie ad un incidente di laboratorio avvenuto nel 1898 per mano di Hans von Pechmann, intento a riscaldare del diazometano in un contenitore. Nel 1933 un altro incidente, questa volta a livello industriale, avvenne alla ICI Chemicals, quando Eric Fawcett e Reginald Gibson applicarono una pressione di centinaia di atmosfere ad un contenitore di etilene e benzaldeide. In entrambi i casi, gli studiosi rimasero colpiti dalla sostanza bianca simile alla cera che si era formata sulle pareti dei contenitori, e mentre nel primo caso si limitarono a darle un nome, il polimetilene, nel secondo tentarono di riprodurla, senza successo, per alcuni anni.

La svolta avvenne nel 1935, quando non fu un incidente ma la volontà di un altro chimico, Michael Perrin, a creare il polietilene, a cui fu riconosciuto la proprietà di isolante elettrico. Quattro anni più tardi ne iniziò la produzione su scala industriale: i film plastici diventarono da allora una fornitura indispensabile nel settore della produzione, richiesta da svariate industrie, dal confezionamento di alimenti alla produzione di cavi elettrici.

Il polietilene è, inoltre, un materiale termoplastico. Ciò significa che, aumentandone la temperatura, il suo stato cambia diventando viscoso e plasmabile; il film termoretraibile è stato, quindi, il passo successivo. In fase di fabbricazione è possibile modellare il polietilene secondo la forma desiderata; è sufficiente quindi che l’utilizzatore lo riscaldi con un getto d’aria calda, una fiamma o un forno affinché il film si ritiri fino al 50% e aderisca perfettamente all’oggetto che deve avvolgere. Tra i suoi impieghi più comuni non vi è solo la copertura di fili elettrici, ma anche il rivestimento di oggetti in legno, valida alternativa alla verniciatura (si pensi ad esempio ai modellini di aeroplano). Gli oggetti avvolti da film termoretraibile rimangono pertanto uniti e protetti, garantendo un imballaggio saldo e sottile, richiesto tanto nel settore produttivo come in quello alimentare. L’ultima evoluzione del polietilene è rappresentata dal film estensibile, oggigiorno richiestissima dal mercato. Come indica il nome, il film estensibile ha proprietà elastiche ed è particolarmente indicato per la protezione di prodotti pallettizzati e sensibili al calore, non idonei alla termo retrazione.

L’utilizzo principale del polietilene è pertanto il film packaging: la protezione che avvolge le confezioni di merce è, ancora una volta, in polietilene, così come la plastica utilizzata per imballare le valige. Non solo: le molteplici qualità di questo materiale, isolante, impermeabile, termoretraibile e resistente nonostante spessori molto sottili (come la pellicola da cucina, il cui spessore si esprime in micron) permettono ancora tanti altri utilizzi.

Il film polietilene possiede, infine, un’ulteriore qualità: è un materiale riciclabile. Tanto gli scarti di produzione come il rifilo delle bobine, quanto i fogli già utilizzati possono essere recuperati per produrre imballi a basso costo e alto valore ambientale. Un’opportunità oggi ancor più importante, ben sapendo che alla base del polietilene vi è la scarsità ed il prezzo altalenante del petrolio.

A cura di Lia Contesso – Comunicazione pubblicitaria

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Il legno lamellare: importanza ed uso


Il legno è uno dei materiali più utilizzati in edilizia, e i progressi fatti nel campo della lavorazione del legno ne hanno permesso l’applicazione in diversi ambiti. Il legno lamellare, per esempio, ha permesso di superare i limiti dimensionali del legno e di realizzare dunque travature di sezione e lunghezza adeguate e di ottenere travi curve.

La lavorazione del legno è ancora un’attività essenziale in diversi ambiti, primo fra tutti quello edilizio. Materiale naturale e di antico utilizzo (le prime capanne e palafitte costruite dall’uomo erano in legno), il legno ha accompagnato l’uomo nel corso dei millenni, e al giorno d’oggi dimostra di essere più che mai al passo con i tempi, e di saper rispondere alle esigenze imposte dall’epoca in cui viviamo. Se uno dei problemi più pressanti che affliggono il nostro pianeta e la nostra società è l’inquinamento, privilegiando l’utilizzo del legno nella costruzione di strutture ed edifici possiamo contribuire ad arginare, almeno in parte, questo grande problema. Il legno è infatti uno dei materiali maggiormente utilizzati nella bioedilizia, in quanto produce un basso consumo di energia e una ridotta quantità di rifiuti durante la sua lavorazione. Il legno è inoltre capace di creare un’atmosfera unica in ogni stanza, palazzo o abitazione in cui venga utilizzato, e di dare vita a degli ambienti particolarmente caldi e accoglienti. Il legno è inoltre un materiale resistente, economico e un buon isolante termico ed acustico.

Naturalmente il legno è un materiale che non presenta solo dei vantaggi, ma anche delle caratteristiche che potrebbero comprometterne l’uso in alcuni ambiti: le dimensioni dei tronchi, per esempio, ossia la loro lunghezza e sezione, sono limitate, e questo potrebbe essere un problema nella costruzione di travature. Allo stesso modo i tronchi non si prestano naturalmente alla realizzazione di travi curve. Per ovviare a questi problemi nel corso dei secoli si sono studiate diverse soluzioni, e la più recente, oltre che la più efficace, è quella della produzione di pannelli legno lamellare, che ha dei campi di applicazione pressoché illimitati. Fu il carpentiere Otto Karl Friedrich Hetzer ad inventare, nel 1901, questo tipo di lavorazione, che rende il legno particolarmente duttile, in grado di essere impiegato anche nelle strutture architettoniche più complicate, e di essere utilizzato senza limitazioni nel campo dell’edilizia e dell’ingegneria civile, ma anche dell’arte.

La produzione del legno lamellare passa attraverso alcune fasi e ha luogo in appositi stabilimenti. La prima fase è quella della scelta del legname, che deve essere il più possibile omogeneo. Il legno più utilizzato in Europa è l’abete rosso, seguito da pino silvestre, larice e rovere. Il tronco viene dunque tagliato in assicelle, dette “lamelle”, che vengono fatte essiccare per raggiungere il giusto grado di umidità. Le lamelle vengono dunque sottoposte ad un controllo per verificarne l’umidità e i difetti, piallate, e quindi incollate. L’incollatura è la fase più importante e delicata dell’intero processo, soprattutto in caso di pannelli multistrato. A questo punto si procede con la pressatura, dopodichè le travi vengono lasciate a riposo per un paio di giorni, e vengono poi piallate per rendere la loro superficie liscia ed uniforme. Le ultime fasi della lavorazione del legno lamellare sono la finitura e l’applicazione di prodotti volti a preservare il legno da agenti nocivi.

A cura di Francesca Tessarollo
Creazione Web

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