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Studio e istruzione di L. Ron Hubbard

Durante la ricerca nel campo dell’istruzione, L. Ron Hubbard scoprì il cruciale approccio a livello inferiore completamente omesso da tutti i sistemi educativi. Per essere esatti, non era mai esistita un’istruzione riguardante lo studio in sé. Individuando le esatte barriere che negano la comprensione, Ron Hubbard ha sviluppato la prima effettiva tecnologia sul modo di studiare qualsiasi soggetto o campo di attività e acquisire la capacità di usare e applicare quello che si è appreso. Quindi, qui abbiamo un’introduzione ad una tecnologia che ha portato a milioni di persone un successo duraturo nello studio, nel lavoro e nella vita. DESCRIZIONE COMPLETA L’istruzione è qualcosa che conduce al compimento di certe azioni a livello professionale. Ora, professionale è una parola che ho introdotto qui io. Ma se una persona è istruita in una materia, ci si aspetta che sia in grado di realizzare determinate cose con questa materia. — L. Ron Hubbard

Nessuna cultura civile ha mancato di rendersi conto dell’importanza dell’istruzione. Ed è ampiamente riconosciuto che nell’odierna società che procede a ritmo incalzante, il successo dipende dalla capacità di capire rapidamente i dati e di servirsene. Eppure i risultati scolastici continuano a peggiorare e milioni di studenti terminano la propria istruzione scolastica senza aver imparato le più elementari nozioni di lettura e scrittura, essenziali per la vita di tutti i giorni. Oltre alle disastrose conseguenze nella loro stessa vita, le ripercussioni sulla società includono una perdita annuale di centinaia di miliardi di dollari a causa di spreco di produzione, disoccupazione e criminalità.

Che cosa c’è alla base della crisi dell’istruzione? Si tratta forse di materie che sono semplicemente difficili da insegnare? Si tratta forse di insegnanti che non sanno impartire bene la conoscenza? Le soluzioni proposte sono varie quanto i problemi, ma molte sono basate sul fatto di etichettare gli studenti definendoli incapaci di apprendere anziché individuare il vero motivo del fallimento.

In una ricerca condotta per tre decenni nel campo dell’istruzione, L. Ron Hubbard prese in esame l’intero processo di apprendimento, inclusa la capacità di mettere in pratica ciò che è stato insegnato. Fece una scoperta che si può definire monumentale e degna di passare alla storia, individuando del denominatore comune dei vari problemi che affliggono tutta l’istruzione. Anziché prendere in esame un argomento o un ramo di conoscenza particolare, scoprì un livello inferiore decisivo che era stato interamente omesso dal sistema educativo da tempi immemorabili. Per essere esatti, non era mai esistita un’istruzione riguardante lo studio in sé.

Ron Hubbard individuò e identificò gli ostacoli esatti che impediscono la comprensione di qualsiasi argomento o, più specificamente, le barriere allo studio. Basandosi sulla nuova conoscenza del modo in cui tali barriere costituiscano l’esatta causa del fallimento dell’istruzione e delle sue svariate conseguenze, Ron Hubbard elaborò una soluzione perfettamente funzionale che divenne nota come Tecnologia di Studio. Essa costituisce la prima vera tecnologia del modo di studiare qualsiasi argomento o attività e di acquisire la capacità di usare e mettere in pratica ciò che si è appreso.

Usata originariamente per addestrare gli Scientologist nelle Chiese di Scientology, la Tecnologia di Studio si è rivelata talmente efficace, che insegnanti e istituzioni scolastiche di ogni livello hanno iniziato ad adottarla, al punto che, oggi, essa è usata da decine di migliaia di istituti in oltre 100 nazioni della Terra.

Questa conferenza contrassegna la presentazione di una tecnologia che è in grado di portare l’intera civiltà a un livello più alto ed ha già fornito a milioni di persone in tutto il mondo gli strumenti per ottenere un successo duraturo nello studio, nel lavoro e nella vita. http://www.scientology.it/books/catalog/study-and-education-classic.html

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Self-Analisi di L. Ron Hubbard

Usando questo libro, tramite una serie di procedimenti leggeri ma allo stesso tempo potenti, applicati per un breve periodo di mezz’ora al giorno per due settimane, una persona si può innalzare sulla Scala del Tono e tirarsi fuori praticamente da qualsiasi cosa. Proprio come ha detto L. Ron Hubbard subito dopo la pubblicazione: “Si tratta di qualcosa del tutto nuovo”. In un colpo solo, Ron fornì infatti a chiunque gli strumenti con cui migliorare il proprio caso con le proprie forze.

Conosci veramente te stesso? Ora ne hai la possibilità, con Self-Analisi. Questo libro ti porta attraverso il tuo passato, le tue doti potenziali, la tua vita. Per prima cosa, con una serie di esami di te stesso usando una versione speciale del Quadro Hubbard della Valutazione Umana, puoi trovare la tua posizione sulla Scala del Tono. Poi, applicando una serie di procedimenti leggeri, ma allo stesso tempo potenti, puoi intraprendere l’avventura alla scoperta di te stesso. Questo libro contiene inoltre princìpi di base che raggiungono qualsiasi caso, dal più basso al più alto, incluse tecniche di auditing così efficaci che L. Ron Hubbard le menziona più e più volte nei successivi anni di ricerca su stati più elevati. Per riassumere, questo libro non solo porta una persona verso l’alto nella Scala del Tono, ma può tirarla fuori praticamente da qualsiasi cosa. Vi troverai:

Le leggi della sopravvivenza e dell’abbondanza La più ampia descrizione della coscienza I nostri sforzi verso l’immortalità e come ciò è in relazione con materia, energia, spazio e tempo Saggi che illustrano un’ampia panoramica di scoperte, tra le quali: il tempo, il ricordare, il dimenticare, l’immaginazione, le valenze e speciali liste di auditing per ciascuna di esse Oltre a tutte quelle rivelazioni, troverai delle liste di self-processing che forniscono un potentissimo auditing che si può fare in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, un auditing che porterà alla luce il tuo vero mondo. Le barriere della vita non sono, in realtà, altro che ombre. Impara a conoscere te stesso: non solo l’ombra di te. Self-Analisi ti mostra come fare.

Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.scientology.it/books/catalog/self-analysis-paperback.html

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Olanda: la Chiesa di Scientology è un ente religioso di pubblico beneficio

Il 17 ottobre 2013, la Commissione Tributaria d’Appello di Amsterdam ha emesso un verdetto col quale: ”… si conferma che la Chiesa di Scientology di Amsterdam è un ente di pubblico beneficio in quanto le sue attività sono esclusivamente di carattere ecclesiastico e di filosofia di vita.”

Nel 2012, il Tribunale di Haarlem aveva già riconosciuto la natura religiosa dei servizi di Scientology. Ieri i giudici hanno sentenziato che lo scopo dei servizi di Scientology non differisce da quello delle pratiche religiose di altre organizzazioni ecclesiastiche e che pertanto la Chiesa di Scientology ha diritto a un trattamento paritario.

Merel Remmerswaal, portavoce della Chiesa di Scientology di Amsterdam, ha detto: “Siamo felici per questa sentenza che conferma pienamente ciò che abbiamo sempre sostenuto. La Chiesa di Scientology di Amsterdam è stata fondata nel 1974 e da allora abbiamo sempre operato per il bene di tutti. Con questa sentenza, qualsiasi accusa volta a sostenere il contrario è stata smentita una volta per tutte. Ora ci possiamo concentrare a servire i nostri fedeli e ad espandere le nostre attività di miglioramento sociale e possiamo investire più energie nell’aiutare a risolvere il problema della diffusione di droga, del decadimento dei valori morali e a salvaguardare i diritti umani.”

La Chiesa di Scientology si ispira alle opere del filosofo ed umanitario L. Ron Hubbard ed è operativa nei Paesi Bassi dagli anni settanta. La Chiesa di Scientology è ufficialmente riconosciuta quale ente religioso dai governi di altri paesi europei, tra i  quali la Svezia, la Spagna e il Portogallo.

A livello internazionale ci sono ora più di 11.000 chiese, missioni e gruppi in 184 paesi.

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Scientology, il suo background generale

Da tempo immemorabile, l’Uomo ha cercato di liberare l’anima dal corpo e di conseguire così l’immortalità. Sullo sfondo di questa epica avventura, Ron rivela come Scientology, che attinge alle aspirazioni e alle conquiste di 10.000 anni di pensiero umano e si fonda su di esse, rappresenti per l’Uomo uno memorabile trionfo a lungo perseguito. Con le sue scoperte e la sua tecnologia, si arriva infatti alla realizzazione del sogno più antico dell’Uomo: la liberazione dell’anima per mezzo della saggezza.

DESCRIZIONE COMPLETA

Ogni lavoro che sto svolgendo o che ho svolto, e che voi state svolgendo, ha un background estremamente lungo e interessante. State scavando nei più antichi fattori civilizzati noti all’Uomo e lavorando con essi. —L. Ron Hubbard

Da tempo immemorabile, l’Uomo ha cercato di liberare l’anima dal corpo e di conseguire così l’immortalità. In questo resoconto dell’eredità religiosa che sta alla base di Scientology, L. Ron Hubbard narra la straordinaria storia della mitica ricerca condotta dall’Uomo per trovare il modo di conseguire tale meta.

Seguendo una tradizione iniziata agli albori della civiltà, ecco la storia dell’incessante ricerca dell’Uomo per arrivare alla conoscenza, una ricerca che ispirò le grandi filosofie e religioni di questo pianeta. Inoltre, mentre si dispiegano i dettagli della loro rapida espansione in un mondo allora barbarico -civilizzando sia l’Oriente che l’Occidente – Ron individua non soltanto l’esatto motivo e l’essenza dell’influenza religiosa, ma anche lo scopo comune che unì tutto il pensiero religioso.

Sullo sfondo di questa epica avventura, Ron rivela come Scientology, attingendo alle aspirazioni e alle conquiste di 10. 000 anni di pensiero umano e fondandosi su di esse, rappresenti per l’Uomo uno storico trionfo a lungo perseguito. Con le sue scoperte e la sua tecnologia, si arriva infatti alla realizzazione del sogno più antico dell’Uomo: la liberazione dell’anima per mezzo della saggezza.

Scientology è l’unica religione di vasta portata che sia emersa nel ventesimo secolo. Ecco qui la narrazione del modo in cui Oriente e Occidente, scienza e religione, si sono infine fusi.

http://www.scientology.it/books/catalog/scientology-its-general-background-classic.html

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Scientology: Perché aiutiamo it.volunteerministers.org

L’ultimo decennio è stato uno dei più turbolenti della nostra storia. Conflitti ideologici, rivoluzioni violente ed una struttura economica fragile hanno sottoposto più di un terzo della popolazione mondiale ad oppressione, povertà e brutali violazioni dei diritti umani. Il terrorismo e una crisi economica globale stracciano il tessuto più profondo della società, propagando una mentalità governata da isterismo, paura ed ansietà.   In ogni modo lo stress emozionale non si limita ai confini di nazioni devastate dalla guerra. Anche a casa queste epidemie dilagano: da abuso di droga, delinquenza e famiglie distrutte, ad analfabetismo, disoccupazione e lo stress che accompagna questi problemi. In tali circostanze, il personale civico, amministrativo e dei servizi umanitari porta un onere enorme.   Ma ci sono risposte, risposte vere che funzionano, date dai Ministri Volontari, ogni volta e in qualsiasi luogo sia necessario, con notevoli risultati. Tali risposte vengono dal più grande corpo della tecnologia di Scientology e sono per persone di tutte le fedi.   In più di 200.000, in tutti i continenti della Terra, i Ministri Volontari lavorano direttamente con leader di comunità, funzionari, personale di assistenza e cittadini per portare ordine e aiuto vero qualunque sia la situazione.

I Ministri Volontari operano anche in un raggio di azione più ampio con campagne che portano aiuto nelle principali città e comunità di tutto il mondo. Tali campagne visitano una città diversa ogni mese ed entrano in contatto con migliaia di persone alla volta.   Dentro le familiari tende gialle chiunque può ricevere aiuto su base individuale per indirizzarsi alle difficoltà che si trova ad affrontare.   Oltre al loro lavoro giornaliero svolto per risanare le piaghe della società, i Ministri Volontari sono anche tra i primi ad arrivare in luoghi colpiti da catastrofi. Addestrati a rispondere a situazioni di emergenza, forniscono tutto ciò che può essere necessario per alleviare immediatamente la sofferenza e portare ordine. Dato che la tecnologia di cui si servono è semplice ed efficace, addestrano rapidamente altri in modo che anche essi possano aiutare.   Per le loro abilità organizzative e la capacità di portare ordine, oltre all’aiuto effettivo a vittime e personale di emergenza, migliaia di persone sono entrate nelle loro fila e i Ministri Volontari di Scientology sono emersi come una delle forze di soccorso indipendenti più vaste sulla Terra.

Sono anche diventati una forza mondiale che offre soluzioni efficaci in aree disastrate che non fanno notizia: a casa e a scuola, nell’ambiente di lavoro e nel vicinato. Sono disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sulla loro linea telefonica internazionale.

Chiunque, qualunque sia la sua fede, voglia fare qualcosa per migliorare le condizioni del suo ambiente, può diventare un Ministro Volontario imparando le semplici tecniche offerte dai corsi gratuiti in questo sito. Armato di tali soluzioni, un Ministro Volontario può aiutare a creare un mondo migliore riportando ordine, gentilezza e onestà ovunque siano necessarie.

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Scientology: la nuova religione del XXI secolo dalle origini antiche

Unica nuova grande religione ad emergere in questo turbolento ventesimo secolo, Scientology presenta all’umanità la speranza della soluzione dei nostri più pressanti problemi sociali e dell’avvio di una vera rinascita dello spirito nel prossimo secolo. Essendo Scientology una nuova religione, come lo sono state una volta tutte le religioni, la scarsa dimestichezza con questo vitale movimento ha spinto alcune persone a chiedersi se Scientology lo fosse davvero. Per i suoi membri e gli esperti che l’hanno studiata, la risposta è inequivocabilmente affermativa. Quando si comparano le dottrine e le pratiche specifiche di Scientology con quelle di altre religioni, emergono similitudini e differenze che chiariscono come, pur essendo Scientology del tutto nuova, le sue origini siano antiche quanto il pensiero religioso medesimo. Diverso da quello delle religioni più antiche, l’approccio di Scientology ai misteri e ai problemi della vita si basa su assiomi fondamentali che isolano e descrivono i fattori fondamentali della vita. E siccome i principi di Scientology abbracciano tutti i campi del vivere, le risposte che fornisce valgono per tutta l’esistenza e hanno una vastissima applicabilità.

Sebbene diverse delle dottrine più essenziali di Scientology non differiscano da quelle delle religioni giudaico-cristiane, molti di coloro che hanno familiarità con essa preferiscono il paragone con le fedi orientali, in particolare con il Buddismo. In ogni caso, Scientology è veramente diversa da qualunque altra religione l’abbia preceduta. In realtà è una religione di per se stessa, con un suo unico sistema di credenze e pratiche. E, fatto rilevante, è la sola grande religione che sia emersa nel ventesimo secolo. Tuttavia, trattandosi di una religione relativamente nuova, fondata da L. Ron Hubbard nel 1950, è utile paragonarne gli insegnamenti religiosi alle dottrine di varie altre religioni ben note, più antiche e perciò meglio conosciute a una quantità maggiore di persone, al fine di ricavarne una comprensione più chiara. Forse il punto migliore da cui partire è quello che può ben essere la dottrina fondamentale della religione di Scientology, la dottrina del “thetan”. Pietra angolare della teologia di Scientology è la credenza che l’uomo sia egli stesso un essere spirituale immortale che ha vissuto un grandissimo numero di vite e ha un potenziale di sopravvivenza infinita. Gli Scientologist chiamano questo essere spirituale “thetan”. La parola deriva dalla lettera greca theta, il simbolo tradizionale del pensiero o della vita. Se il concetto di Scientology del thetan può sembrare identico al concetto giudaico-cristiano dell’anima, in realtà non lo è; ci sono almeno tre differenze cruciali.

Secondo le scritture di Scientology, le esperienze del thetan vengono registrate in quella che è chiamata la “traccia del tempo”, che consiste in registrazioni, sotto forma d’immagini mentali, di tutte le percezioni del passato, quasi come un film. In tal modo la “traccia del tempo” contiene le esperienze della vita attuale del thetan e di tutte le sue vite precedenti. Oltre ai momenti di piacere, la traccia del tempo registra anche i momenti di dolore e altri traumi che rimangono in seguito nascosti alla visione cosciente. Sono queste esperienze dolorose che intrappolano il thetan. Quando gli vengono ricordati questi eventi traumatici del passato, le parti relative della traccia del tempo possono riattivarsi ed esercitare un’involontaria influenza su di lui e sul corpo. Queste possono poi far provare al thetan dolore o emozioni negative o persino farlo agire in maniera irrazionale. Questa triste condizione non è necessariamente permanente. Scientology offre all’umanità la libertà da queste inutili sofferenze, ora e per il futuro. Seguendo la strada delineata nelle scritture della religione di Scientology, il thetan può progredire attraversando livelli sempre maggiori di consapevolezza spirituale e ritornare al suo stato nativo, conquistando così la completa libertà in quanto spirito. Adesso, è possibile ottenere la libertà spirituale in questa vita. La strada primaria che conduce a questa libertà spirituale passa per l'”auditing”, una delle due pratiche religiose centrali della teologia di Scientology. Questa libertà porta quindi alla liberazione dall’eterno ciclo della nascita e della morte e alla piena consapevolezza, memoria e capacità indipendenti dalla carne. E porta anche a un essere spirituale che è “causa cosciente e determinata su vita, pensiero, materia, energia, spazio e tempo”.

Non dovrebbe essere difficile capire perché Scientology viene così frequentemente paragonata alle religioni orientali. Molti trovano similitudini tra la sua ricerca autonoma della via a una comprensione illuminata verso livelli crescenti di consapevolezza spirituale, e la strada alla conoscenza, le rigide pratiche di meditazione e il retto vivere del Buddismo oppure i progressivi livelli di comprensione spirituale della “conoscenza rivelata” vedica o, per finire, la “via del sapere” descritta in dettaglio da molte scuole dell’Induismo. Altri credono che le mete buddiste e induiste della liberazione completa dal samsara, cioè la loro visione dell’infinito ciclo della rinascita, possano non essere diverse dal raggiungimento dei massimi livelli di consapevolezza spirituale di Scientology. Tuttavia non è così. Scientology è una religione a sé stante, e non è possibile un paragone assoluto con qualunque altra. Ci sono differenze significative tra Scientology e le altre religioni, comprese quelle orientali.

Una distinzione molto importante tra Scientology e le religioni orientali riguarda la nozione dell’Essere Supremo. L’Induismo è una religione politeistica. I Buddisti non credono in alcuna forma di Essere Supremo. Come notano molti studiosi di religione, Scientology a questo proposito è più simile alle religioni occidentali e ne condivide l’idea che colloca l’Essere Supremo al vertice del cosmo. Ed è la chiarezza con cui gli Scientologist vedono l’intero cosmo che consente loro di creare una vita spirituale vivace e palpitante su questa terra. Gli Scientologist individuano, poi, un ulteriore fattore unificante comune che permea la loro visione del cosmo. Esso consiste nel fatto che lo scopo primario di tutte le forme di vita, dal thetan all’Essere Supremo, è la spinta alla sopravvivenza infinita. Gli Scientologist chiamano questa spinta il “principio dinamico dell’esistenza”. Questo principio dinamico dell’esistenza è anch’esso diviso in otto parti distinte, chiamate le otto dinamiche. Le specifiche dinamiche comprendono la sopravvivenza del sé come prima dinamica, della famiglia come seconda dinamica, del gruppo o come gruppo quale terza dinamica, dell’uomo in quanto specie come quarta, di tutte le forme di vita come quinta, dell’universo fisico come sesta, di essere spirituale come settima e dell’Essere Supremo o infinito come ottava.

Sebbene l’ottava dinamica possa essere identificata con l’Essere Supremo, l’infinito o persino con la dinamica di Dio, essa è in realtà l’universalità del tutto. Tuttavia Scientology si distingue dalle religioni occidentali per il modo in cui presenta l’Essere Supremo ai propri membri. Molte religioni sono svelte nel caratterizzare il proprio Essere Supremo (che si chiami Jahveh, Dio o Allah) con termini come onnipotente, onniscente, caritatevole, saggio o severo e nella maggior parte dei casi lo descrivono in termini antropomorfi. In Scientology ogni individuo deve raggiungere le proprie conclusioni personali a proposito delle otto dinamiche, ivi compreso l’Essere Supremo, per mezzo delle pratiche religiose dell’auditing e dello studio delle scritture di Scientology. In tal modo la comprensione del proprio rapporto con l’Essere Supremo si sviluppa nel tempo, a mano a mano che si comprende e si diviene più partecipi delle sette dinamiche precedenti.

Questo è un approccio necessario, poiché in Scientology a nessuno viene chiesto di accettare alcunché sulla parola. Ciascuno deve invece sperimentare la conoscenza per proprio conto, a un livello puramente personale. La conoscenza sarà vera per una persona solo quando quella persona la contemplerà direttamente e stabilirà che essa è vera in base alle proprie osservazioni personali. Perciò, seguendo il percorso religioso di Scientology, il rapporto di ogni persona con l’Essere Supremo si trova a un livello veramente personale e individuale. Ecco perché, secondo L. Ron Hubbard, “solo quando la settima dinamica verrà raggiunta nella sua pienezza, si scoprirà la vera ottava dinamica”.

Inoltre, egli stesso avverte: “Nessuna cultura nella storia del mondo, eccetto quelle completamente depravate che vanno a spegnersi, ha mancato di affermare l’esistenza di un Essere Supremo. Si può osservare empiricamente che gli uomini senza una fede forte e duratura in un Essere Supremo sono meno capaci, meno morali e di minor valore per se stessi e la società… Un uomo senza una fede fervente è, anche in base alle sole osservazioni, più un oggetto che un uomo”. Come può apparire evidente, Scientology si differenzia dalle religioni giudaico-cristiane anche nella sua forma di adorazione. Questa differenza deriva dal rapporto che ogni specifica religione prevede che i propri membri instaurino con l’Essere Supremo. Nel caso delle fedi giudaico-cristiane, che presuppongono una particolare relazione con un dio antropomorfo, la preghiera è un modo logico di espressione e di comunione. Ma questo non vale per gli Scientologist, dato che Scientology non impone questo specifico contatto con l’Essere Supremo. Auditing e studio delle scritture, sono i due servizi religiosi fondamentali della fede di Scientology. Per mezzo di essi, gli Scientologist possono trascendere questo mondo secolare, progredire attraverso livelli sempre maggiori di consapevolezza spirituale e sviluppare un rapporto con l’Essere Supremo che sia per loro significativo e vero. Ma è importante tenere a mente che Scientology non è solo una serie di credenze spirituali staccate dal mondo in cui viviamo. Scientology fornisce agli individui una guida per mettere in pratica i loro valori spirituali. In tal modo, a mano a mano che divengono responsabili in relazione a tutte e otto le loro dinamiche, gli Scientologist s’impegnano attivamente a migliorare la qualità della vita e rendere questo mondo migliore per chiunque.

Come mostriamo nella pagina http://www.scientology.it/activity/activity.html, essi lavorano per liberare i tossicodipendenti dal loro vizio, per riabilitare criminali, per portare istruzione agli indigenti, per introdurre un codice morale in tutti i settori della società, per proteggere i deboli, per combattere l’ingiustizia e il pregiudizio, per promuovere i diritti umani, e per partecipare a numerose attività filantropiche. Scientology è quindi indiscutibilmente una religione olistica che perciò abbraccia tutti gli aspetti della vita di una persona. Gli Scientologist vivono la loro religione applicando i suoi principi e precetti etici nei loro rapporti con la famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro, la comunità e l’ambiente, attraverso tutte le otto dinamiche fino a raggiungere l’Essere Supremo. E nel far questo seguono un codice di condotta etica che oggi non ha paragoni. Così, benché l’auditing sia un servizio puramente religioso, i suoi benefici pervadono tutti i settori dell’esistenza. Ci sono benefici tangibili, tra cui una vita e rapporti familiari migliori, salute e prosperità, e benefici primari, che sono totalmente spirituali: maggiore consapevolezza e capacità spirituale, conoscenza dell’Essere Supremo, e il raggiungimento finale della libertà spirituale. È per tutte queste ragioni, e per la fede di milioni di aderenti, che Scientology è davvero una religione. E, sebbene le sue dottrine e i suoi riti non siano identici a quelli di una qualsiasi delle altre fedi, sarebbe bene ricordare che, a differenza di queste ultime, Scientology è nata nel ventesimo secolo ed è una religione del proprio tempo.

www.scientology.it

 

 

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Portare Scientology al mondo

Le più grandi case editrici completamente digitali

Dalla presentazione al pubblico dei libri e delle conferenze di Dianetics e Scientology nel 2007, più Scientologist che mai sono confluiti nelle loro Chiese. La richiesta di materiali è cresciuta in modo esponenziale e, mentre i parrocchiani progredivano attraverso i libri e le conferenze, è cresciuto anche il numero di persone nuove che arrivavano per scoprire che cos’è Scientology. In effetti, la religione di Scientology sta ora godendo del suo periodo di maggiore espansione nella storia, con una crescente richiesta da parte del pubblico, dei libri e delle conferenze di L. Ron Hubbard in più di 200 nazioni, 150 culture e in circa 50 lingue.

La necessità di soddisfare tale richiesta ha portato alla creazione di strutture che potessero fornire libri e conferenze in qualsiasi lingua, qualsiasi quantità, con velocità e risparmio adeguati, indipendentemente dal fatto che si trattasse di 500 copie in lingua swahili per l’Uganda o un milione di copie in inglese. Nessuna tipografia esistente avrebbe potuto farlo, non con una libreria di 2.500 conferenze, in 50 lingue differenti. I tempi di produzione non avrebbero mai potuto essere rispettati ed i costi di stampa per un numero relativamente piccolo di libri per le zone pionieristiche, sarebbero stati del tutto proibitivi.

Era necessaria una nuova strategia editoriale e, sotto la direzione del signor David Miscavige, la strategia è stata sviluppata e messa in atto all’inizio del 2007, ancora prima della pubblicazione dei Fondamenti.

La produzione di tutti i libri e conferenze su CD è stata sviluppata internamente, l’intera linea, dall’ideazione alla distribuzione: stampa, goffratura, laminazione, duplicazione di CD, imballaggio e spedizione. Con una nuova enorme sede, la sezione editoriale della Chiesa costituisce ora il più grande impianto di stampa digitale su richiesta al mondo. Di conseguenza, le loro apparecchiature di precisione sono regolarmente visitate dai leader del settore, in quanto modelli di innovazione ed efficienza.

Bridge Publications produce tutti i libri di Dianetics e Scientology, conferenze e pacchi dei corsi per le Americhe, l’Asia ed il resto del mondo, ad eccezione dell’Europa e del Regno Unito, che ricadono sotto la giurisdizione di New Era Publications a Copenhagen, in Danimarca. Entrambe, Bridge e New Era, sono in grado di stampare 500.000 libri e 925.000 CD in una sola settimana, per un totale di 26 milioni di libri e 48 milioni di CD all’anno.

Mettendo una dietro l’altra tutte le pagine dei libri e dei pacchi stampati dall’inizio dell’anno, copriremmo due volte la distanza tra la luna e la terra.

Con la stampa digitale a richiesta, la produzione è aumentata vertiginosamente e mantiene il passo con la richiesta. Ottanta milioni di libri e conferenze di L. Ron Hubbard, sono stati distribuiti solo dal 2004 al 2009, che è più dei precedenti 50 anni, e 65 milioni di libri dal 2007 al 2010.

Tutte le opere religiose di Hubbard sono ora disponibili a chiunque in tutto il mondo e questo ha causato un vero rinascimento per la religione di Scientology.

I libri di L. Ron Hubbard hanno vinto ben 18 Design Awards.

Nel 2008/2009, Bridge Publications Inc.ha ricevuto 18 premi per gli eccellenti design, stampa e produzione. Tra i premi per i libri di L. Ron Hubbard vi sono: il Gold Award Ink nel 2008, l’American Inhouse Design Award nel 2008, il National Best Books nel 2008 e il Next Generation Indie Book Award nel 2009. sito:http://www.scientology.it/

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Perchè Scientology è una religione?

Scientology è una religione perchè risponde a tutti e tre i criteri generalmente usati dagli studiosi di religione per determinare la natura religiosa di un movimento:

(1) la fede in una realtà fondamentale, come Essere Supremo o verità eterna che trascende il presente immediato del mondo secolare;

(2) pratiche religiose dirette alla comprensione o al raggiungimento della Realtà Fondamentale;

(3) una comunità di credenti che si riuniscono nella ricerca di questa Realtà Fondamentale.

La credenza di Scientology in una Realtà Fondamentale che trascenda il mondo materiale include i suoi concetti di “Thetan” (essere spirituale immortale, Tu, distinto dalla mente e dal corpo) e di “Dinamiche” che include il mondo dello spirito (la Settima Dinamica) e dell’Essere Supremo (l’Ottava Dinamica).

Il secondo elemento può essere ritrovato nelle cerimonie rituali di Scientology come la cerimonia del “Riconoscimento del nome”, il matrimonio e i servizi funebri, ma principalmente nei servizi religiosi di Auditing (ascolto – per innalzare l’essere ad una rinnovata consapevolezza) e nello studio delle scritture, risultato delle ricerche fatte da Hubbard sull’essere, sulla vita e sulla sua natura spirituale.

In quanto al terzo elemento, una comunità molto attiva di credenti può essere trovata in ogni Chiesa di Scientology in quasi ogni momento del giorno.

Scientology è dunque una religione nel senso più tradizionale del termine. Scientology aiuta l’uomo a diventare più consapevole di Dio, più consapevole della sua natura spirituale e di quella del prossimo. Le scritture di Scientology riconoscono l’esistenza di un intera Dinamica (spinta o motivazione di vita) dedicata al’Essere Supremo (ottava Dinamica) e di un altra dinamica relativa esclusivamente alla spinta verso l’esistenza in quanto spirito (settima dinamica).

Scientology ha in comune con le altri grandi religioni il sogno di pace sulla terra e la salvezza dell’uomo. La novità di Scientology è che essa offre una strada precisa per produrre il miglioramento spirituale nel presente immediato e un modo per realizzarlo con assoluta certezza.

www.scientology.it

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Perché Scientology è una Chiesa.

Ogni sabato alle 17 è possibile richiedere una visita guidata all’interno della Chiesa di Scientology. Non solo il personale mostrerà l’interno della chiesa, ma risponderà anche ad ogni domanda. E’ gradita ma non obbligatoria la prenotazione.

Tra le domande comuni: Perché Scientology è una Chiesa ? La parola Chiesa deriva dal greco kurios che significa “signore” e che a sua volta deriva dalla radice indoeuropea kewe. “essere forte”. Tra i significati correnti della parola troviamo quelli che seguono: “una congregazione”, “potere ecclesiastico contrapposto a quello secolare” e “ la professione clericale; il clero”. La parola chiesa non viene usata solamente per le congregazioni cristiane. Esistevano chiese già 10.000 anni prima dell’avvento dei Cristiani, e il Cristianesimo stesso costituì una rivolta contro la chiesa riconosciuta del suo tempo. Nell’uso moderno le persone parlano della chiesa Buddista o Mussulmana, riferendosi in generale alla totalità ei credenti di una particolare dottrina religiosa.

Una chiesa è semplicemente una congregazione di persone che partecipano ad attività religiose comuni; chiesa è anche il termine usato per indicare l’edificio nel quale i membri di un gruppo religioso si riuniscono al fine di praticare la loro religione e di conseguire maggiore consapevolezza spirituale e benessere.

Scientology aiuta l’uomo a diventare più consapevole dell’esistenza di Dio, più conscio della natura spirituale propria e degli altri attorno a lui. Le scritture di Scientology riconoscono l’esistenza di un intera dinamica (spinta o motivazione di vita) dedicata all’Essere Supremo (ottava dinamica) e anche un’altra dinamica che a che fare esclusivamente con la spinta di ciascuno di esistere in quanto spirito (la settima). Il riconoscimento di questi aspetti della vita è la caratteristica tipica delle religioni. Perciò Scientology è una religione e l’uso della parola chiesa, ad essa riferita è corretta.

Negli anni ’50 gli Scientologist riconobbero che la tecnologia di L. Ron Hubbard e i suoi risultati avevano direttamente a che fare con la liberazione dello spirito umano e consentivano regolarmente di conseguire una maggiore consapevolezza spirituale.

Per loro era chiaro che si trattava di una pratica religiosa, perciò, nei primi anni ’50, proposero di costituire una chiesa per meglio servire le necessità degli Scientologist. La prima chiesa di Scientology fu istituita nel 1954. Da allora, dozzine di sentenze di tribunale, in molti Paesi differenti hanno riconosciuto di fatto lo status religioso di Scientology.

Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.scientology.it

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Corso gratuito On-Line: Obbiettivi e Mete

In questo corso apprenderai: perché le persone a volte lavorano duramente per raggiungere le proprie mete ma non fanno nessun progresso nel raggiungerle. Che cosa puoi fare, passo dopo passo, per trasformare i tuoi piani in una realtà. Gli esatti strumenti per stabilire e raggiungere le mete in qualsiasi attività.

Come si realizza qualcosa di concreto? Come si trasforma un sogno in realtà? Come si realizza un piano? Molte persone sembrano non raggiungere le loro mete od hanno progetti incompiuti e molte si ritrovano ad affrontare compiti che appaiono loro schiaccianti, persino irrealizzabili. Questo vale non solo per gli individui, ma anche per le aziende e persino per intere nazioni. La storia è piena di progetti falliti.

Durante i suoi studi nel campo dell’organizzazione, L. Ron Hubbard ha sviluppato una completa tecnologia che può far raggiungere il successo a qualsiasi gruppo. In questo modo, ha fornito anche una soluzione al più comune dei fallimenti: l’incapacità di eseguire un piano.

In questo opuscolo e nel suo corso corrispondente, scoprirete come raggiungere praticamente qualunque meta vi poniate, grande o piccola che sia. I piani possono essere realizzati, ma bisogna eseguire, una dopo l’altra, una serie di azioni vitali per la buona riuscita. Imparerete quali sono queste azioni e come utilizzarle in qualsiasi campo: ambizioni personali, famiglia, gruppi, ditte ed altro ancora. Imparerete che i vostri sogni possono diventare realtà. Inizia il corso!

www.scientology.it/courses/targets

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Ministri di Scientology

Le persone addestrate per tenere le cerimonie di Scientology e dare consulenza spirituale ad altri vengono chiamate ministri. Diventare un ministro ordinato è un prerequisito per la certificazione definitiva come auditor, ma la certificazione di auditor non è necessaria per diventare ministro della Chiesa di Scientology.

Addestramento Ministeriale

Per diventare un ministro ordinato di Scientology, si segue un programma di addestramento che non solo affronta la religione di Scientology, ma include una comprensione di tutte le grandi religioni del mondo. Il ministro in addestramento dovrebbe imparare a celebrare tutte le cerimonie di Scientology e gli altri servizi ministeriali e dovrebbe essere ufficialmente ordinato nella Chiesa di Scientology.

Il Cappellano

In una Chiesa di Scientology, quella del Cappellano è una posizione ufficiale. È la persona incaricata di condurre i Servizi Domenicali e presiedere alle cerimonie ufficiali. Il Cappellano si prende anche cura degli Scientologist ad un livello personale. Nella comunità di Scientology, infatti, è ben noto che, in caso di difficoltà personali nella vita, con la famiglia o nel progresso spirituale che non sembrano avere via d’uscita, il Cappellano è sempre disponibile a fornire consigli e assistenza.

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Manuale per il preclear di L. Ron Hubbard

Qui puoi trovare i Quindici Atti di self-processing che mirano a riabilitare l’autodeterminazione. Inoltre, questo libro contiene vari saggi che forniscono la più esauriente descrizione dello Stato Ideale dell’Uomo. Scopri perché i modelli di comportamento diventano così solidamente fissi; perché sembra che non ci si possa liberare delle abitudini; come le decisioni di molto tempo fa hanno più potere su una persona di una decisione di oggi; e perché una persona mantiene nel presente le esperienze passate negative. È tutto chiaramente delineato nel Quadro degli Atteggiamenti (una scoperta significativa che fa da complemento al Quadro Hubbard della Valutazione Umana) e traccia lo stato di essere ideale, come pure gli atteggiamenti e le reazioni di un persona nei confronti della vita. Nel self-processing, il “Manuale per i Preclear” viene usato insieme a “Self-Analisi”.

DESCRIZIONE COMPLETA Il Manuale per i Preclear, è un famoso manuale di self-processing che segna la transizione dal soggetto di Dianetics a Scientology. Qui sono descritte le scoperte che hanno portato alla luce il fenomeno del CONTINUUM DI VITA, un meccanismo tramite il quale un individuo assume le infermità di una persona deceduta o scomparsa, fino al punto in cui non vive più la propria vita. Qui troverete quindi le soluzioni per liberarvi di tutte quelle parti di “voi” che non sono veramente VOI. Il libro comprende:

Saggi esaurienti che forniscono la più completa descrizione dello Stato Ideale dell’Uomo Le Mete dell’Uomo, e il motivo per cui la sua sopravvivenza dipende dalla conquista dell’universo fisico La Mente Umana, il suo funzionamento e il suo scopo di base Il Centro di Controllo, l’unità “consapevole di essere consapevole” della mente, e in che modo essa è CAUSA nei confronti del corpo e dell’ambiente Il Quadro Hubbard degli Atteggiamenti, una storica scoperta che integra il Quadro Hubbard della Valutazione Umana e spiega le reazioni di una persona nei confronti della vita I Quindici Atti di self-processing che portano una persona da EFFETTO a CAUSA: si tratta di procedimenti così efficaci che questo manuale è ora noto come il libro dei miracoli Inoltre, le definizioni, Logiche e Assiomi che forniscono i fondamenti dello studio della conoscenza e le verità di base che spiegano il comportamento della vita stessa Nel self-processing, il “Manuale per i Preclear” viene usato insieme a “Self-Analisi” .

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Le Dinamiche di L. Ron Hubbard

Dopo aver esaminato l’intera vita nella sua varietà e complessità, L. Ron Hubbard individuò un denominatore comune a tutte le forme viventi: il Principio Dinamico dell’Esistenza: Sopravvivi! Che relazione ha, quindi, la sopravvivenza con l’Uomo nella sua vita di tutti i giorni? Con l’esame dell’intera gamma delle sue attività alla luce di questa nuova scoperta, tutti i comportamenti diversi degli esseri umani si armonizzavano e quadravano. Questo perchè il Principio Dinamico dell’Esistenza si suddivide nientemeno che in otto impulsi separati ma interdipendenti alla sopravvivenza: le otto dinamiche. Quindi, questa non è soltanto saggezza riguardo alla vita. Questa è vita. DESCRIZIONE COMPLETA C’è un soggetto chiamato le dinamiche. Una dinamica è un impulso verso la sopravvivenza. E ce ne sono otto di queste dinamiche. — L. Ron Hubbard

Qual è la forza che motiva la vita? Qual è la forza che motiva l’Uomo? Ecco le domande che Ron si pose mentre cercava di trovare risposte funzionali ai problemi sia dell’individuo che della società.

Dopo aver preso in esame l’intera vita nella sua varietà e complessità, egli individuò un denominatore comune a tutte le forme viventi: il Principio Dinamico dell’Esistenza: Sopravvivi! Ecco una scoperta che determina una svolta importante nella comprensione dell’Uomo da parte dell’Uomo. Infatti, mentre “tutti sanno” che le forme di vita sopravvivono, il fatto che la sopravvivenza fosse la loro unica motivazione era una scoperta nuova di zecca.

Che relazione ha, quindi, la sopravvivenza con l’Uomo nella sua vita di tutti i giorni? Con l’esame dell’intera gamma delle sue attività alla luce di questa nuova scoperta, tutti i comportamenti diversi degli esseri umani si armonizzavano e quadravano.

Come Ron scoprì, il Principio Dinamico dell’Esistenza in realtà si suddivide in nientemeno che otto impulsi verso la sopravvivenza separati ma interdipendenti uno dall’altro: un individuo sopravvive per se stesso (1); per la famiglia e le generazioni future (2); per il gruppo (3); per l’Umanità (4); per tutti gli organismi viventi, compresi il regno animale e quello vegetale (5); per l’universo fisico di materia, energia, spazio e tempo (6); in quanto spirito o per lo spirito (7); e in quanto parte dell’Infinito o per l’Infinito (8).

Inoltre, come Ron Hubbard rivela ulteriormente in questa conferenza, tali dinamiche dipendono tanto strettamente l’una dall’altra, che se si trascura una delle dinamiche le altre possono risentirne ed essere trascinate in basso mentre, allo stesso tempo, anche il fatto di concentrarsi su un’unica dinamica danneggerà le altre. Una comprensione e, di conseguenza, un equilibrio di tutte le Otto Dinamiche, offre però un cammino per conseguire successo e felicità durevoli che costituiscono l’essenza della sopravvivenza per una persona, la sua famiglia, i suoi simili e, in realtà, per tutta la civiltà.

Quindi, questa non è soltanto saggezza riguardo alla vita. Questa è vita.

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Le Componenti della Comprensione – Corso gratuito On-Line

In questo corso apprenderai: I tre elementi che causano la comprensione di qualsiasi cosa e in che modo sono correlati l’uno con l’altro. Come migliorare i rapporti con gli altri. Gli esatti strumenti per migliorare la comprensione con chiunque conosci e col mondo intorno a te. LE COMPONENTI DELLA COMPRENSIONE

DESCRIZIONE DEL CORSO Dai testi sul miglioramento personale che riempiono gli scaffali delle librerie, alle trasmissioni televisive e ai conferenzieri itineranti, tutti offrono una miriade di soluzioni al problema rappresentato dalla comprensione della vita. Eppure, le infinite difficoltà in cui si dibatte l’uomo non sono ancora state risolte.

In questo corso e opuscolo L. Ron Hubbard scende a un livello più basilare rispetto a tutte queste “soluzioni”, per fornire le nozioni fondamentali di ciò che effettivamente costituisce la comprensione.

Che cosa potete fare con queste nozioni? Una volta che saprete che cosa è veramente la comprensione, voi avrete gli strumenti per affrontare la vita stessa. Questo significa che avrete a disposizione i mezzi per accrescere la vostra comprensione più o meno riguardo ad ogni cosa, incluse le persone che conoscete e con cui entrate in contatto.

Questa conoscenza vi permetterà di aiutare coloro che stanno subendo le difficoltà causate da malcomprensioni, da punti di vista differenti, da rapporti troncati e da tutte quelle avversità che trasformano la vita dell’uomo in una catena di continui dispiaceri. Imparerete quali sono le componenti della comprensione, come sono in relazione fra loro e come rendono possibile la comprensione stessa. Con le abilità che è possibile acquisire attraverso lo studio dei principi fondamentali qui contenuti, potrete aiutare le altre persone a comprendersi di nuovo e a capire il mondo che le circonda.

Benché questa sia soltanto una parte dell’intera tecnologia sviluppata da L. Ron Hubbard sull’argomento, è sufficiente per modificare il vostro approccio nei confronti della vita. Il metterla in pratica vi aiuterà a prosperare in ogni settore dell’attività umana.

Se la mancanza di comprensione è, infatti, una delle cause dei problemi dell’uomo, immaginate quale sarà il suo potenziale una volta che questo ostacolo sarà stato rimosso. I milioni di persone che stanno applicando questa conoscenza, hanno raggiunto dei livelli che una volta potevano soltanto sognare e stanno aiutando con successo gli altri a fare altrettanto. Inizia Ora! www.scientology.it/courses

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Le cerimonie religiose di Scientology

I ministri di Scientology eseguono molti riti e funzioni dello stesso tipo di quelli eseguiti da ministri e sacerdoti di altri credo religiosi.

Servizio Domenicale

Ogni domenica il Cappellano della Chiesa, o un altro ministro, celebra un servizio settimanale per i membri della Chiesa, aperto anche a chi non ne fa parte. Durante tale servizio, il ministro presenta un argomento relativo a un importante principio o pratica di Scientology e discute sulle sue modalità di applicazione nella vita di ogni giorno.

Un tipico sermone di Scientology può trattare la visione dell’uomo come essere spirituale, le otto dinamiche, gli Assiomi di Scientology o anche il Credo della Chiesa.

Oltre a rivitalizzare l’impegno religioso degli Scientologist, queste funzioni settimanali offrono la speranza di un futuro migliore anche a persone non Scientologist, che sono sempre le benvenute.

Cerimonie

Le congregazioni di Scientology celebrano anche matrimoni e battesimi, usando le proprie cerimonie formali, e danno l’ultimo saluto ai loro defunti con i propri riti funebri.

Spesso spetta al Cappellano celebrare tali funzioni, ma possono essere eseguite anche da tutti i ministri di Scientology che abbiano ricevuto tale titolo ufficialmente. Secondo gli Scientologist, queste funzioni, che si occupano dello spirito in base agli insegnamenti della dottrina, sono particolarmente adatte ai loro bisogni e conferiscono un livello di qualità speciale a tali occasioni.http://www.scientology.it/what-is-scientology/scientology-religious-ceremonies.html

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Dianetics: La tesi originale di L. Ron Hubbard

Qui si trovano le fondamenta delle scoperte di Dianetics: gli Assiomi Originali, il Principio Dinamico dell’Esistenza, l’Anatomia della Mente Analitica e della Mente Reattiva, le Dinamiche, la Scala del Tono, il Codice dell’Auditor e la prima descrizione di un Clear. Troverete inoltre le leggi principali che descrivono come e perché l’auditing funzioni.

Qui Ron offre la prima descrizione di Dianetics. Originariamente distribuita sotto forma di manoscritto a pochi amici, venne ben presto copiata e passata di mano in mano fino a fare letteralmente il giro del mondo. Il passaparola che ne scaturì non fece che alimentare l’interesse. A seguito delle migliaia di lettere richiedenti maggiori informazioni, Ron decise che il solo modo per rispondere a tutte le domande sarebbe stata la stesura di un libro. Tale libro era Dianetics: La Forza del Pensiero sul Corpo, oggi il libro sulla mente più venduto di tutti i tempi. Scopri quale è stata la scintilla che ha dato il via a tutto! Infatti qui si trovano le scoperte e le equazioni fondamentali di Dianetics, tra cui:

Gli Assiomi Primari di Dianetics, assiomi sui quali è costruito l’intero soggetto La scoperta del Principio Dinamico dell’Esistenza che dà l’impulso a tutte le forme di vita: SOPRAVVIVI! Le quattro dinamiche in cui la vita è suddivisa e che determinano la sopravvivenza di una persona La scoperta e l’anatomia della Mente Reattiva Gli engram: l’unica fonte di tutto il comportamento irrazionale Il potente comando contenuto in tutti gli engram che, prima di Dianetics, ne aveva impedito la scoperta e la soluzione La Mente Analitica, la sua funzione e il suo comportamento La prima descrizione dello stato di Clear, i suoi attributi e le sue potenzialità E, cosa ancora più importante, le Leggi del Ritorno, contenenti la spiegazione di come e perché l’auditing funzioni Ecco, quindi, le scoperte fondamentali con le quali L. Ron Hubbard creava i primi Clear, scoperte che resero possibile lo sviluppo della tecnologia che ogni individuo può usare per cominciare a rendere Clear il pianeta, scoperte contenute solo in Dianetics: La Tesi Originale.

Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.scientology.it/books/catalog/dianetics-the-original-thesis-paperback.html

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La storia del Clearing di L. Ron Hubbard

Continua osservazione, incessanti domande, assiduo rovistare nella conoscenza umana alla ricerca di risposte alla mente, allo spirito e alla vita e, non trovandone, diretto assalto a un territorio del tutto ignoto… ecco i dettagli di una storia che non è narrata altrove. Infatti qui abbiamo il cammino percorso da L. Ron Hubbard per risolvere il lungo enigma dell’Uomo e liberarlo dalle nubi di esperienze dolorose che lo avvolgono. Ecco lo storico conseguimento di uno stato mai prima noto in quest’universo: uno stato chiamato Clear. DESCRIZIONE COMPLETA La nostra strada era quella che portava a raggiungere una piattaforma di osservazione, da cui un uomo potesse osservare e, a partire da tali osservazioni, decidere con la propria testa. E la pliattaforma di osservazione è ciò che chiamiamo Clear. — L. Ron Hubbard

Continua osservazione, incessanti domande, assiduo rovistare nella conoscenza umana alla ricerca di risposte alla mente, allo spirito e alla vita e, non trovandone, diretto assalto a un territorio del tutto ignoto… ecco i dettagli di una storia che non è narrata altrove. Infatti qui abbiamo il cammino percorso da L. Ron Hubbard per risolvere il lungo enigma dell’Uomo e liberarlo dalle nubi di esperienze dolorose che lo avvolgono.

È una storia che inizia con la sua immersione in un’Asia profondamente spirituale, profondamente legata alle tradizioni, dove fece amicizia, oltre che con altri saggi, anche con l’ultimo grande mago i cui predecessori avevano lavorato alla corte dell’imperatore Mongolo Kublai Khan. Eppure, malgrado le imprese testimoniassero notevoli poteri, ecco una terra in cui la sapienza era considerata sacra, in effetti talmente sacra che questi santoni Orientali declinavano l’uso delle loro notevoli abilità per risolvere i problemi pressanti e reali del vivere. Una volta tornato negli Stati Uniti, signor Hubbard incontrò l’accademia Occidentale che rappresentava un mondo del tutto diverso ma, sia pure in modo nettamente contrastante, altrettanto privo di valore pratico. Dominato da scienziati di fisica e concentrato esclusivamente sull’azione correlata di materia, energia, spazio e tempo, era un mondo in cui lo spirito non entrava minimamente a far parte dell’equazione.

Rendendosi conto che né una né l’altra di queste scuole inconciliabili era in grado di fornire la risposta, L. Ron Hubbard intraprese una rischiosa ricerca per trovare un modo di liberare l’individuo dagli ostacoli che gli negano la felicità. Rendendosi conto che l’uomo è un essere spirituale e un essere materiale, arrivò alla scoperta da cui derivò tutto il resto. Mentre parla delle successive pietre miliari sul cammino della ricerca, quello che ne emerge è l’estensione di una vittoria straordinaria che porta beneficio a tutta l’Umanità.

Ecco la documentazione di tale vittoria e il famoso conseguimento di uno stato mai noto prima di allora in quest’universo: uno stato chiamato Clear.

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La speranza dell’Uomo di L. Ron Hubbard

Con prove dimostrabili, anziché pure e semplici convinzioni, L. Ron Hubbard stabilì che esiste davvero uno spirito immortale dotato di potere di sopravvivenza infinita: un’unità consapevole di essere consapevole che è l’individuo stesso. Con la scienza che forniva la tecnologia che scoprì per l’Uomo l’anima che gli era stata a lungo negata, migliaia di anni di fede in campo religioso si tradussero in una realtà che qualsiasi individuo può raggiungere adesso. DESCRIZIONE COMPLETA Quest’opera non rappresenta una rivolta. Non rappresenta neanche lontanamente il desiderio dell’estinzione per nessuna di queste cose. Rappresenta soltanto la speranza che l’Uomo possa ritrovare la fiducia in sé, possa trovare se stesso in una società molto confusa e meccanicistica, e possa recuperare un po’ della felicità, un po’ della sincerità, un po’ dell’amore e della gentilezza con cui è stato creato. — L. Ron Hubbard

Dall’alba dei tempi, l’Uomo ha nutrito la speranza di poter raggiungere una maggior libertà, ha sperato che la vita trascendesse il semplice tran tran quotidiano. Tale speranza, espressa dai più grandi leader religiosi nel corso dei secoli, ha ripetutamente rinnovato la sua forza di affrontare il futuro. Ma, in assenza di mezzi pratici in grado di tradurre la speranza in realtà, la meta di una libertà maggiore restava, se non per tutti almeno per molti, un sogno lontano e irraggiungibile.

Con l’avvento del XX secolo, si ebbe l’avanzamento rapido e senza precedenti delle scienze fisiche che portò alla luce una gran quantità di nuovi dati sull’universo. Allo stesso tempo, però, tali scienze limitavano la propria ricerca al mondo materiale, ignorando, o persino negando, l’esistenza dell’anima umana.

Questo era lo scenario della ricerca di L. Ron Hubbard, durata un quarto di secolo, per risolvere l’enigma dell’Uomo. Applicando gli strumenti e la tecnologia del XX secolo alla conoscenza accumulata nel corso di millenni di insegnamenti religiosi, cercò di raggiungere la comprensione di chi e che cosa fosse esattamente l’Uomo.

Poi, nel 1952, fece una scoperta degna di passare alla storia. Con prove dimostrabili, anziché pure e semplici convinzioni, Ron Hubbard stabilì che esiste davvero uno spirito immortale dotato di potere di sopravvivenza infinita: un’unità consapevole di essere consapevole che è l’individuo stesso. Inoltre, tramite gli stessi metodi scientifici, egli scoprì anche di poter risalire le tracce di tale unità consapevole di essere consapevole… una vita dopo l’altra.

Tali notevoli scoperte rappresentarono il tanto agognato punto d’incontro tra scienza e religione, in cui la scienza forniva la tecnologia che scoprì per l’Uomo l’anima che gli era stata a lungo negata. In tal modo, migliaia di anni di fede in campo religioso si tradussero in una realtà che qualsiasi individuo può raggiungere adesso.

Nacque così una nuova religione, la prima religione al mondo interamente pratica: Scientology http://www.scientology.it/books/catalog/hope-of-man-classic.html

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La Freewinds: ritiro spirituale della religione di Scientology nel mare

La Freewinds iniziò a servire da ritiro spirituale della Chiesa di Scientology nel 1988. Questa nave di 134 metri ha messo a disposizione dei parrocchiani un ambiente libero da distrazioni in cui poter studiare e sperimentare i più alti livelli di consulenza spirituale disponibili nella religione di Scientology. Dopo vent’anni di servizio, la nave è stata completamente restaurata e rinnovata.

Questo restauro è stato il più esteso della sua storia. Non è stato solo un intervento estetico: la nave è stata smantellata da poppa a prua, dalla chiglia alla punta delle ciminiere, in tutti i suoi sei ponti. Ne è emersa una nave completamente rimodellata, tecnologicamente avanzata, il luogo ideale per il ritiro spirituale dove vengono consegnati i servizi religiosi.

Nel giugno 2008, nel porto abituale della Freewinds a Curaçao, il signor Miscavige, affiancato dal Primo Ministro in carica delle Antille Olandesi, ha ribattezzato la nave nel suo XX anniversario e ha commemorato il suo Viaggio Inaugurale come nave interamente rinnovata.

Per maggiori informazione visita il sito: www.scientology.it

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La cosa da non fare è non fare niente di L. Ron Hubbard

In un mondo in corsa verso un futuro incerto, come può un individuo controllare il suo destino? Deve attendere silenziosamente la prossima disgrazia inaspettata? Oppure dovrebbe, con qualsiasi mezzo, seguendo qualsiasi piano, darsi da fare per mettere in salvo il futuro di quelli che ama e della società in cui vive? L’indimenticabile risposta di L. Ron Hubbard a tali domande rivela come possiamo garantire la nostra futura sopravvivenza.

Qui, nell’attuale società, siamo circondati da un sacco di persone che dicono: “Oh, non c’è niente che io possa fare”. Ma a me sembra chiaramente che questa sia una situazione in cui nessuno può affermare questo. Poiché per la prima volta ci troviamo a fronteggiare il fatto, il fatto assoluto, che la cosa assolutamente da non fare sia non fare niente. — L. Ron Hubbard

In un mondo in cui impazzano forze imprevedibili che portano a un futuro incerto, come può un individuo controllare il proprio destino? Come può salvaguardare il benessere della propria famiglia, la prosperità del proprio gruppo e la sicurezza del proprio paese?

Deve forse attendere in silenzio il prossimo colpo imprevisto che potrebbe significare la fine di tutti i suoi sogni e di tutte le sue aspirazioni? Oppure dovrebbe, con qualsiasi mezzo, seguendo qualsiasi piano, darsi da fare per mettere in salvo il futuro di quelli che ama e della società in cui vive?

Ecco, quindi, l’indimenticabile risposta di L. Ron Hubbard a tali domande. Ciò che rivela non è solo un principio che determina la differenza tra successo e fallimento in ogni aspetto della vita, ma anche una verità fondamentale con cui possiamo garantire la nostra sopravvivenza futura come individui, gruppi, stati e Umanità.

http://www.scientology.it/books/catalog/wrong-thing-to-do-is-nothing-classic.html

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Introduzione ai programmi e alle attività di Scientology per aiutare la nostra societa’

La devastazione mondiale e la miseria umana, costantemente fomentata dall’abuso di droga, dall’ignoranza e dal generale degrado morale, per non parlare dei disastri naturali o addirittura di quelli causati dall’uomo, è evidente. Questi mali minacciano di rovinare completamente la società e in molte parti del mondo hanno già causato danni irreparabili.

Ciò di cui si sente grandemente la mancanza nella lotta contro questo scenario, potenzialmente apocalittico, sono soluzioni pratiche ed efficaci. A questo scopo, L. Ron Hubbard, nel corso dei suoi molti anni di ricerca sulla mente e sullo spirito, ha sviluppato i metodi con cui affrontare i mali che minacciavano, già al tempo, il nostro mondo.

Per trasformare in realtà quelle soluzioni, la Chiesa patrocina dei centri formativi permanenti. Queste “strutture di formazione” mettono in moto, su larga scala, molti programmi nel nome della morale, dell’istruzione,della riabilitazione e della prevenzione alla droga. Inoltre, per realizzare il principale obiettivo umanitario di Scientology, la Chiesa ha reso disponibili dei semplici strumenti multimediali. Questi sono facilmente e rapidamente comprensibili, così da poter sensibilizzare, educare e attivare milioni di persone.

I risultati di queste azioni sono stati i programmi della Chiesa di Scientology, che sono innovativi nel miglioramento sociale e umanitario. Questi sono assolutamente unici nel loro genere, indiscutibilmente all’avanguardia e soprattutto efficaci.

Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.scientology.it

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Un’introduzione a Scientology di L. Ron Hubbard

Che cos’è Scientology? In che modo può l’uomo comune mettere in pratica Scientology? Come può Scientology aiutare le persone a superare i loro problemi? Perché l’Uomo si trova su questo pianeta e qual è lo scopo della sua presenza qui?

Queste erano le domande poste da milioni di persone e in questa rara intervista filmata, L. Ron Hubbard ha fornito le risposte: cosa ha guidato la sua ricerca per aiutare l’umanità, le sue scoperte conquistate a fatica, le risposte a lungo ricercate agli enigmi della mente e della vita, e come ha tracciato una via per ottenere nuovi stati di essere e di felicità, ecco come L. Ron Hubbard stesso l’ha spiegato al mondo.

Incontra l’uomo che ha fondato una nuova religione nell’era atomica, una religione che ora è diffusa in tutto il globo, una religione che cambia il volto della Terra, una religione dove scienza e religione alla fine si incontrano e quindi… una religione che avrebbe solo potuto essere chiamata Scientology.

“Non ho condotto un’esistenza appartata e disprezzo il saggio che non ha vissuto e l’intellettuale erudito che si rifiuta di condividere il proprio sapere.

Ci sono stati molti uomini più saggi di me, ma ben pochi hanno percorso tanto cammino.

Ho osservato la vita dall’alto in basso e dal basso in alto. Ne conosco l’aspetto da entrambi i punti di vista. E so che la saggezza esiste e che c’è speranza.” – L. Ron Hubbard

Questa esclusiva intervista con L. Ron Hubbard , fu filmata a Salisbury, in Rhodesia (ora Zimbabwe), nel maggio del 1966 dalla Televisione della Rhodesia.

All’inizio di quell’anno L. Ron Hubbard si era trasferito in Rhodesia dalla sua dimora nell’Inghilterra meridionale per continuare la ricerca di Scientology verso i più alti livelli di consapevolezza spirituale.

Già allora Scientology si espandeva a un ritmo straordinario, e appariva regolarmente sulle prime pagine internazionali.

L. Ron Hubbard concesse questa intervista per spiegare come era arrivato alle sue scoperte sulla mente, sullo spirito e sulla vita e per rispondere alle domande che gli venivano più comunemente rivolte: Che cos’è Scientology? Perché è una religione? Come ne trae beneficio la gente?

Ecco quindi dove trovare le risposte del fondatore della religione a più rapido sviluppo al mondo: Scientology.

http://www.scientology.it/faq.html

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Influenza Religiosa nella Società: Il Ruolo del Ministro Volontario di L. Ron Hubbard

Nel 1973, il Fondatore di Dianetics e Scientology L. Ron Hubbard condusse una ricerca sociologica a New York e scoprì una società drammaticamente peggiore di quella che ricordava da anni precedenti. Da tale ricerca previde la direzione presa dalla cultura: flagrante immoralità, violenza per il compiacimento personale e infine politica tramite terrorismo.

Era necessario un modo di aiutare altri a vivere la propria vita e creare il proprio futuro. In risposta, L. Ron Hubbard tracciò i piani di un movimento popolare che potesse instillare di nuovo tali valori nella società fermandone in tal modo il declino: il programma dei Ministri Volontari di Scientology.

In questo momento ci troviamo di fronte ad un bivio nella storia e le nostre azioni di oggi determineranno se il mondo da qui si farà strada o se continuerà a slittare in qualche nuova era oscura.   È importante capire che le cattive condizioni non sorgono per pura coincidenza. Il decadimento culturale che ci circonda non è dovuto al caso. È stato causato. Se non si comprende questo fatto non ci si può difendere né si può estendere efficacemente la propria influenza nella società.   Una società può sopravvivere per migliaia di anni a meno che non venga attaccata dall’interno o dall’esterno da forze ostili.

Quando si verifica un tale attacco, gli obiettivi principali sono i suoi dei ed eroi nazionali e religiosi, il suo potenziale di leadership, nonché l’amor proprio e l’integrità dei suoi membri.   “La religione è il primo senso di comunità. Il tuo senso di comunità si forma grazie all’esperienza reciproca con gli altri.”Il punto più critico in cui una cultura può essere attaccata è probabilmente la sua esperienza religiosa. Quando si possono distruggere o minare le istituzioni religiose, allora l’intera struttura della società può essere rapidamente demolita o condotta alla rovina.

La religione è il primo senso di comunità. Il tuo senso di comunità si forma grazie all’esperienza reciproca con gli altri. La società in cui si può distruggere il senso religioso di comunità, e con esso la vera fiducia e la vera integrità, è come un castello di sabbia incapace di difendersi dall’inesorabile mare.   Durante l’ultimo centinaio di anni, la religione è stata tormentata da attacchi incessanti.

Ti è stato detto che è “l’oppio dei popoli”, che non è scientifica, che è primitiva: in poche parole, che è un’illusione.   Ma alla base di tutti questi attacchi contro la religione organizzata c’era un obbiettivo più fondamentale: la spiritualità dell’uomo, la tua stessa natura fondamentale e spirituale, il tuo amor proprio e la tua tranquillità. Questa propaganda negativa potrebbe essere stata efficace a tal punto che forse non credi più di avere una natura spirituale, ma ti assicuro che ce l’hai.

In realtà tu non hai un’anima, tu sei la tua anima. In altre parole, non sei questo libro, tu non sei la tua carta d’identità, il tuo corpo o la tua mente.

Tu sei tu.

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Gabriele Contini noto performer Milanese, ci racconta il suo rapporto con la religione

Intervistato il noto artista e performer milanese Gabriele Contini, racconta del suo rapporto con la religione e la Chiesa.

 

1) Nel 2003 mette in scena Salomè, al Teatro delle Erbe di Milano. Perché ha deciso di fare una performance con una tematica del Vangelo?

 

Per realizzare la performance ho preso spunto dal dramma teatrale Salomè di Oscar Wilde. Il dramma è ispirato alla figura della principessa giudaica Salomè, figlia di Erodiade, ed alla sua storia, riportata, pur tacendone il nome, nei Vangeli di Marco e Matteo. Per compiacere la sua volontà, infatti, Erode ordinò la decapitazione di Iokanaan. L’opera venne scritta in lingua francese durante un soggiorno di Wilde a Parigi, appositamente per l’attrice Sarah Bernhardt la quale, nonostante le numerose prove, si rifiutò di interpretare il personaggio sulle scene. Il dramma appare solo in parte come una riproposizione della nota vicenda biblica (Matteo, 14,3-11; Marco, 6, 17-28), e, proprio nel suo essere altro dalla storia antica, ne svela la più recondita, metafisica essenza. Il tema principale è la remissione della propria sorte, il destino che si compie inesorabile e che riguarda l’umanità intera.

 

2) Quanto è importante l’arte cristiana nelle sue opere?

Non ci ho mai pensato! Non la definirei arte cristiana, ma “arte cristica” diretta all’essenza del messaggio recondito di Cristo.

 

3) E’ credente? Praticante?

Credo in Dio perché, come diceva il drammaturgo Carmelo Bene: “Non esiste un Dio, ma una presenza sovrasensibile”.

 

4) Cosa ne pensa dell’elezione del nuovo Papa Francesco I?

E’ una brava persona, ma la cosa non mi interessa.

 

5) Secondo Lei, l’attuale Papa contribuirà ad un riavvicinamento dei cristiani alla Chiesa Cattolica?

Non penso. I cristiani sono tanti e di diverse confessioni.

 

6) Regalerebbe una Sua opera al Papa?

Si, certo ne sarei onorato.

 

7) Quale il significato del Crocifisso nelle sue opere?

Il crocefisso ha un significato simbolico esistenziale formidabile è il segno della resa a qualcosa di più grande. Ne faccio uso per decretare la mia volontà di assumere un destino (quello del dolore, della remissione) sopra le mie spalle.

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Gabriele Contini viene intervistato sulla sua nuova performance in progetto

In occasione della realizzazione della performance Dio, l’artista e performer milanese Gabriele Contini viene intervistato circa il significato di tale progetto e la sua idea di realizzazione.

 

1)   Ha in programma qualche performance?

 

Si, mi piacerebbe realizzare la performance dal titolo “Dio”. Ci sono cinque attrici che recitano giaculatorie in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo. Io starei dietro le attrici defilato, su di una piccola scala con piattaforma.  Io avrei un crocifisso in mano. Al termine delle giaculatorie, a turno, le attrici reciterebbero “Che sarebbe di Dio se esistesse?”; l’ultima in italiano, ad un microfono. Io allora alzerei il crocifisso sopra la testa.

 

2)   Quale il significato della performance “Dio”?

 

Voglio dare un’idea di distacco dalla parte finale a quella iniziale, per far percepire una contraddizione. La performance è fatta in varie lingue.

 

3)   Dove le piacerebbe realizzarla?

 

Al PAC, perché lo considero un luogo privilegiato. Il PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea, è una tra le prime strutture italiane espressamente progettata per l’arte moderna e contemporanea.

4)   Che effetto si aspetta dagli spettatori?

 

Io spero di suscitare stupore e meraviglia nei fruitori della mia performance.

 

5)   Come sceglie i protagonisti delle sue performance? Sono suoi conoscenti oppure sono attori?

 

Al momento devo ancora vedere, vorrei chiamare degli attori ma mi devo ancora attivare a riguardo.

 

6)   Quando realizza le sue performance recita una parte oppure è se stesso?

 

No, non direi che recito, piuttosto la mia è una condizione esistenziale, una sorta di immedesimazione.

 

7)   Solitamente, durante la performance, preferisce improvvisare o tenersi ad una traccia precedentemente scritta?

 

Solitamente mi attengo a delle tracce precedentemente

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Che cos’è il Parto in Silenzio?

Il parto in silenzio è tutto ciò che riguarda il provvedere al miglior ambiente possibile per la gestante e il suo nuovo piccolo. Le sue origini possono essere tracciate nel libro di L. Ron Hubbard “Dianetics: la forza del pensiero sul corpo” e sono fermamente ancorate in un principio fondamentale e rispettoso del fatto che a una donna, particolarmente una gestante, deve essere dato il massimo in rispetto e cure. Un parto in silenzio è una sequenza di travaglio e parto fatto in un ambente calmo e affettuoso, senza che le persone presenti parlino. I dottori e le infermiere che chiacchierano, urlano di “SPINGERE, SPINGERE” e “incoraggiamenti” ad alta voce o ridendo, sono le cose che dovrebbero essere evitate. Come scrisse L. Ron Hubbard: “Ogni persona deve imparare a non dire nulla in presenza della madre gravida durante il travaglio e il parto. Specialmente durante la nascita, dovrebbe essere mantenuto il silenzio assoluto e più delicato è il parto, meglio è.” Il punto importante riguardo il parto in silenzio, è che NON vengano dette PAROLE. Non significa che una madre non possa fare nessun verso durante il parto. E’ un po’ impossibile che una madre possa dare alla luce un figlio senza fare alcun rumore. Le madri naturalmente vogliono dare ai propri figli un buon inizio di vita e quindi mantenere il parto il più tranquillo e quieto possibile. Detto questo, la scelta di come gestire il proprio parto è a discrezione di ogni donna e del proprio medico. Non è richiesto di aderire a nessun tipo specifico di routine. Proprio come ci si prende cura di tutti gli altri aspetti di un parto e della nascita, una donna e il proprio dottore od ostetrica e qualsiasi altra persona presente dovrebbero vedere di trovare dei mezzi per comunicare senza l’uso delle parole. I dottori rispettano il diritto di una madre di scegliere le proprie esperienze di parto. Il parto in silenzio non è un modello medico ma un approccio religioso e filosofico basato sulle ricerche di L. Ron Hubbard sulla mente e lo spirito. Il principio che sta dietro al fatto di non parlare è delineato in modo dettagliato in Dianetics e per comprendere pienamente il perché, uno dovrebbe leggere il libro Dianetics: La Forza del Pensiero sul Corpo Ma per darne una breve spiegazione, L. Ron Hubbard ha scoperto la fonte nascosta di incubi, paure irrazionali, turbamenti, insicurezza e malattie: la mente reattiva. Questa parte della mente registra tutte le percezioni durante momenti di incoscienza e il parto ne è fonte sia per il bambino che per la madre. Le parole, specialmente se dette durante questi momenti, possono avere un effetto avverso sulla vita futura della persona. Comunque la ricerca, scoperta e pratica del parto in silenzio furono annunciate per la prima volta dal signor Hubbard nel 1951 nel libro Dianetics per Bambini, e da allora questo metodo è stato convalidato e utilizzato da dottori, infermiere e ostetriche in tutto il mondo. La Chiesa non ha nessun regolamento contro l’uso di medicine al fine di aiutare una persona durante una situazione e questi principi non precludono una madre dal ricevere qualsiasi procedura medica necessaria a partorire in sicurezza, includendo il parto cesareo. Queste sono esclusivamente decisioni mediche e anche queste vengono prese tra la madre e il dottore.

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La gloria nel vangelo di Giovanni

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Partendo dal significato della gloria, intesa come fama e onore universali, attribuite a persone che hanno ottenuto una grande rinomanza per contraddistinguersi in azioni insigni, vediamo in questo contributo di delinearne i tratti essenziali in relazione alla gloria di Cristo e dei credenti in lui nel vangelo di Giovanni.
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La rivelazione della gloria di Cristo

I miracoli

Secondo la testimonianza di Giovanni in 2,11 i miracoli, che Gesù iniziava a compiere a Cana di Galilea, erano segni che manifestavano la sua gloria: “Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli (σημείων) in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui” (Gv 2,11).

I miracoli testimoniano l’eccelsa figura del Salvatore e la sua indiscutibile signoria e supremazia sulle forze del male e della natura. La sua impareggiabile potenza su tali forze, manifestata nei miracoli, produce nei discepoli la fede in lui.

I discepoli credono in lui, nella sua reale incarnazione in forza della sua potenza che scaccia ogni tipo di male.

La fede quindi è conseguente al miracolo, perchè grazie al miracolo essi si rendono consapevoli e certi della sua potenza, in quanto tutte le cose obbediscono a lui e a lui solo si sottomettono.

La gloria quindi si estrinseca nella incarnazione del Verbo perchè, in forza della sua umanità, egli può rendere visibile a tutti la sua suprema potenza su tutte le cose.

Egli così attua la gloria mediante i miracoli che divengono segno concreto e tangibile del compimento terreno della sua gloria, che dapprima era eterna nel seno del Padre (Gv 17,5).

Mentre nel caso dei discepoli, la loro fede è posta come conseguenza della manifestazione della gloria di Gesù nel miracolo, nel caso della sorella di Lazzaro, la fede viene ad esserne la causa del miracolo, perchè in essa ella vede la gloria del Verbo fattosi carne:

Le disse Gesù: “Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?” Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: “Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato.

Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perchè credano che tu mi hai mandato. E detto questo, gridò a gran voce: “Lazzaro, vieni fuori”!.

Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolte in bende, e il volto coperto da un sudario (Gv 11,40-44).
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La sorella di Lazzaro Marta vede il miracolo in forza della sua fede ma, sempre a proposito di questo episodio, la fede ritorna ad avere il ruolo secondario perchè, a detta di Gesù, proveniente dal miracolo (Gv 11,42).

La gente crede, in quanto si sviluppa in lei la fede al momento in cui Gesù compie il miracolo della risurrezione di Lazzaro.

La fede viene ad avere un duplice ruolo in relazione al miracolo di Lazzaro:

diviene causa del miracolo per la sorella di Lazzaro e consegue al miracolo sia per la gente che per i discepoli.

Queste ambedue facce della fede – la prima antecedente e l’altra conseguente al miracolo – attestano la gloria di Dio che si è manifestata nel miracolo compiuto dal Figlio, perchè, in forza della fede, il Figlio viene glorificato attraverso il miracolo sia da Marta, dai discepoli che da tutta la gente del luogo: “All’udire questo Gesù disse: Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio perchè per essa il Figlio di Dio venga glorificato” Gv 11,4.

Il miracolo della risurrezione di Lazzaro diviene dunque il luogo della manifestazione della gloria del Padre e del Figlio, grazie alla fede dei credenti e anticipa la pienezza della gloria del Figlio, che si realizzerà con la sua risurrezione che non ha fine perchè eterna.

La gloria si compie in pienezza con la risurrezione di Cristo, della quale quella di Lazzaro non è altro che segno, perchè con Cristo cessa per sempre la morte e ha inizio la vera vita, quella eterna.

Parallelamente alla malattia di Lazzaro, sopravvenuta perchè venisse glorificato Dio attraverso il Figlio, allo stesso modo la cecità di un uomo fin dalla nascita sopravviene, perchè si realizzino su di lui “le opere” di Dio, in modo tale che Dio venga glorificato nel Figlio mediante il segno della guarigione dalla cecità (Gv 9,1-3).

L’espressione “opere di Dio” è simile a “segni” che Giovanni aveva impiegato in 11,4, perchè è attraverso i segni concreti, ossia i gesti del Figlio, che si compiono le opere del Padre.

Il Figlio si serve dei “segni” per rendere concrete le opere del Padre: infatti egli per guarire il cieco si avvale della terra e della saliva.

Dall’impasto di questi due elementi concreti Gesù forma il fango e spalmandolo sugli occhi del cieco ridona a lui la vista, dopo che lo inviò a lavarsi nella piscina di Siloe (Gv 9,6-7).

Questo miracolo è stato compiuto da Gesù avvalendosi delle opere che Dio aveva creato fin dall’origine del mondo: la terra che esisteva fin dalla creazione del mondo e la saliva di cui Dio aveva dotato il primo uomo fin dalla creazione del mondo.

Con questi elementi fisici Gesù realizza il miracolo perchè venisse creduto dalla gente di essere il figlio dell’uomo, nonostante la persistente incredulità dei farisei.
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Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse:«Tu, credi nel Figlio dell’uomo?».

Egli rispose:«E chi è, Signore, perchè io creda in lui?».

Gli disse Gesù:«Lo hai visto: è colui che parla con te» Ed egli disse: «Credo, Signore!».

E si prostrò dinanzi a lui.

Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perchè coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi».

Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?. Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane» (Gv 9,35-41).

Il miracolo della guarigione del cieco nato dunque è stato compiuto da Gesù, parallelamente a quella di Lazzaro, perchè in coloro che lo vedono si attecchisca la fede in lui, affinchè venga glorificato il Padre nelle opere compiute dal Figlio.

In Gv il verbo vedere reca in sé non solo un significato fisico, ma anche spirituale: coloro che vedono fisicamente le opere compiute dal Verbo, le vedono con gli occhi della fede, perchè senza la fede vana sarebbe la loro visione alla stessa stregua dei farisei (Gv 9,41).
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I credenti

Giovanni esordisce il suo vangelo con la venuta del Verbo nella carne; Verbo che era presso Dio perchè era Dio (Gv 1,1-2) e in lui era la vita perchè tutto quanto esiste è stato fatto per suo tramite (Gv 1,3).

La venuta del Verbo comporta per l’uomo, secondo la versione di Giovanni, l’accoglimento o il rifiuto. A quanti l’hanno accolto e credono nel suo nome ha dato il privilegio di divenire figli di Dio e di vedere la sua gloria:

“E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre” (Gv 1,14).

La fede, cioè l’accogliere la Parola del Verbo, diviene la condizione senza la quale non è possibile percepire la sua gloria, ossia la sua eccelsa potenza e priorità su tutto quanto ha creato. Solo i credenti sono per Giovanni i diretti testimoni della sua gloria terrena, perchè già sulla terra il Verbo compiva prodigi che mai nessun uomo, nato tramite una donna, avrebbe potuto compiere.

La gloria appartiene solo al Verbo perchè è l’unico figlio tra tutte le creature umane, nato da donna e generato dal Padre, in quanto “unigenito dal Padre”.

Il verbo vedere indica non solo la percezione fisica della gloria del Verbo, ma soprattutto quella metafisica, metastorica che avviene mediante la fede, tramite la quale il credente accoglie la venuta dell’unigenito, considerandolo come un evento eccelso e degno di eminente importanza perchè unico e irripetibile.

Chi accoglie la venuta del Verbo onora lui e anche il Padre che lo ha inviato (Gv 5,23).

Il Padre, secondo Giovanni, viene glorificato da coloro che credono alle parole del Verbo, diventando discepoli diretti della sua Parola, alla stessa stregua del tralcio che, rimanendo attaccato alla vite, porta frutto, altrimenti muore:

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.

Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perchè la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena (Gv 15,7-11).
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L’amore vicendevole dei credenti, causato dalla fede nel Verbo, è il motore che produce nella vita dei fedeli una grande gioia, appannaggio vivente della gloria del Padre, perchè nell’amore, dal quale scaturisce la gioia, viene glorificato il Padre celeste.

Come per amore Dio fece il mondo tramite il Figlio, contemplando nella gioia il frutto del suo operato, allo stesso modo l’uomo, amando il Verbo e osservando i suoi comandamenti vive nella gioia, perchè sa di rendere, con questo suo operato, gloria al Padre.

Prima dell’arresto Gesù, nella sua preghiera al Padre, manifesta la sua consapevolezza riguardo a coloro che hanno creduto alla Parola del Verbo perchè essi, sulla base del fatto che hanno creduto che Egli proviene dal Padre e che il Padre lo ha inviato a tale scopo, glorificano a loro volta il Verbo:

Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perchè le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.

(Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perchè sono tuoi).

Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro (Gv 17,7-10).

Sempre in questa preghiera Gesù chiede al Padre che quanti crederanno nel suo nome sappiano che il Padre li ha inviati e che li ha amati come Egli ha amato il Verbo, in modo tale che essi siano tra loro uniti col Padre, sulla base del fatto che hanno ricevuto la gloria dal Verbo che a sua volta gli era stata data dal Padre (Gv 17,22-23).

L’unione del Padre col Figlio si riflette a livello umano nella gloria che i credenti hanno ricevuto dal Verbo grazie al Padre che glielo ha concesso, perchè nella gloria i credenti si riconoscono uniti come i tralci in un’unica vite.

Ancora una volta Gesù chiede al Padre che quanti hanno creduto, abbiano il privilegio di contemplare la gloria che il Padre gli ha dato, perchè il Padre ha amato il Verbo ancora prima che il mondo venisse creato (Gv 17,24).

La gloria che il Padre ha dato al Verbo è appannaggio dell’amore del Padre verso il Figlio.

La gloria del Verbo si identifica in Gv nella zampillante condiscendenza del Padre nei confronti del Figlio, perchè fin dall’eternità l’amore del Padre traboccava nel Figlio e mai si consumava.

L’amore che il Verbo contemplava fin dall’eternità, glorificando il Padre, viene rivissuto da Pietro nell’esperienza suprema del martirio, per mezzo del quale viene glorificato Dio: “Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi»” (Gv 21,19).
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La glorificazione di Dio in Cristo

Secondo la testimonianza di Giovanni Gesù, in quanto inviato del Padre, rende gloria al Padre perchè professa la dottrina stessa del Padre. Egli conosce le Scritture perchè sapienza del Padre, e in ciò il Padre viene glorificato, diversamente dalla sapienza umana che riceve gloria da se stessa (Gv 7,14-18).

Infatti coloro che ricevono gloria dagli uomini, non credendo che il Verbo è venuto nel nome del Padre, non cercano la gloria che proviene solo da Dio (Gv 5,41-44). In quanto inviato dal Padre Gesù detiene la potenza del Padre stesso.

A proposito dell’episodio della malattia di Lazzaro, la malattia viene sconfitta da Gesù che è datore di vita, alla stessa stregua del Padre, in quanto da lui ha ricevuto tale potere, per cui la malattia ha posseduto Lazzaro in vista della sua dipartita da questo, affinchè fosse glorificato il Padre tramite il Figlio dal momento che Dio ha dato al Figlio tale potere: “Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perchè per essa il Figlio di Dio venga glorificato” (Gv 11,4).

In forza dell’unità che sussiste tra Padre e Figlio, qualunque cosa viene chiesto al Figlio, egli la concederà, perchè le opere che il Figlio compie, le compie grazie al Padre che ha accordato al Figlio tale privilegio, per cui il Padre viene glorificato tramite il Figlio per i prodigi che realizza: “Qualunque cosa chiederete nel mio nome lo farò perchè il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò” (Gv 14,13-14).

Come il Padre è intimamente legato al Figlio fin dall’eternità, così coloro che amano il Verbo e credono nel suo nome, realizzano le opere del Padre a guisa del Verbo e, divenendo suoi discepoli, glorificano il Padre.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore (Gv 15,7-9).

Nel contesto della passione Gesù prega il Padre di essere glorificato ora, affinchè il Figlio lo glorifichi, ricordandogli che egli lo ha glorificato sulla terra adempiendo il suo mandato nel realizzare l’opera che gli ha comandato di fare: “Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse:«Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perchè il Figlio glorifichi te (…).

Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare” (Gv 17,1.4).
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La glorificazione del Figlio nel Padre

Secondo Giovanni la glorificazione completa del Figlio avviene quando egli invierà il Paraclito a coloro che credono nel suo nome perchè, con l’invio dello Spirito, Gesù siede glorioso alla destra del Padre, contemplandone la sua gloria infinita: “Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non c’era ancora lo Spirito, perchè Gesù non era stato ancora glorificato” (Gv 7,39).

Gesù invia lo Spirito nel mondo perchè egli, avendo ricevuto la gloria dal Padre, non è presente tra i credenti col corpo, ma attraverso il suo Spirito, per cui la gloria del Figlio risplende nell’alto dei cieli così com’è, in quanto non è velata dall’incredulità dei giudei e né viene percepita solo dalla fede, manifestandosi tale e quale nella sua essenza come lo era ab aeterno, prima della creazione del mondo.

Tornando alla sua vita terrena, Gesù afferma davanti ai giudei che egli non glorifica se stesso, ma è il Padre che lo glorifica, perchè il Figlio onora il Padre, lo conosce e osserva la sua parola, diversamente dai giudei che presumono di conoscere il Padre mentre invece non lo conoscono affatto:

Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca, e giudica. Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla.

Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete.

Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola (Gv 8,50.54-55).

I discepoli non compresero il tumulto della folla che andò incontro a Gesù al suo rientro in Gerusalemme e neanche la profezia di Zc 9,9ss. che annunciava l’ingresso del re dei Giudei su un asinello se non quando Gesù fu glorificato (Gv 12,16).

La gente del luogo si ricordava del miracolo di Lazzaro che Gesù aveva compiuto; per questo gli andava incontro, in quanto quel miracolo era segno della sua futura glorificazione che si adempì nell’ora della sua passione, come annunziato da Gesù stesso:

È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato (…)Se uno serve me, il Padre lo onorerà.

Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!» (Gv 12,26-28).
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Nonostante che Gesù abbia compiuto molti miracoli, i giudei rimanevano increduli perchè si adempissero le Scritture, come aveva detto Isaia:

Sebbene avesse compiuto segni così grandi davanti a loro, non credevano in lui, perchè si compisse la parola detta dal profeta Isaia:«Signore, chi ha creduto alla nostra parola? E la forza del Signore, a chi è stata rivelata?» Per questo non potevano credere, poiché ancora Isaia disse: «Ha reso ciechi i loro occhi e duro il loro cuore, perchè non vedano con gli occhi e non comprendano con il cuore e non si convertano, e io li guarisca!»

Questo disse Isaia perchè vide la sua gloria e parlò di lui. Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui, ma, a causa dei farisei, non lo dichiaravano, per non essere espulsi dalla sinagoga. Amavano infatti la gloria degli uomini più che la gloria di Dio” (Gv 12,37-41).

Il riconoscimento della gloria di Cristo da parte dei capi della sinagoga veniva bloccata dal diniego dei farisei, che si opponevano a tale tipo di omologazione (Gv 12,41-43).

La glorificazione del figlio dell’uomo è causata dalla piena dedizione del Figlio a compiere la volontà del Padre e a servirlo come Lui vuole, per questo dopo che Giuda Iscariota prese il suo ultimo boccone Gesù è stato glorificato dal Padre (Gv 13,31-33) e viceversa.

Nel tradimento di Giuda Gesù restò fedele all’amore del Padre, adempiendone la sua volontà; per questo il Padre lo ha glorificato e, a sua volta, il Padre veniva glorificato in lui.

Quando verrà lo Spirito di verità glorificherà il Figlio perchè annunzia le cose che prende dal Figlio, come il Figlio compie tutto quello che il Padre gli ha riferito (Gv 16,13-14).

La gloria che il Padre ha dato al Figlio, egli l’ha fatta fruttificare, dandola ai credenti perchè divenissero una cosa sola, come il Padre lo era con il Figlio, in modo che essi fossero convinti che il Padre ha inviato il Figlio e che lo ha amato con lo stesso amore con cui Egli ha amato loro (Gv 17,22-23).

Precedentemente, nella sua preghiera al Padre, il Figlio gli chiede di essere glorificato con quella gloria che aveva ab aeterno prima che il mondo venisse creato, dal momento che egli ha glorificato il Padre sulla terra in quanto egli ha ricevuto il potere sopra ogni essere umano, affinchè ogni uomo pervenga alla conoscenza di Dio e di Cristo suo figlio:

Così parlò Gesù. Poi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perchè il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perchè egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.

Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo.

Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse (Gv 17,1-5).

Prima della sua passione, Gesù chiede che venga glorificato dal Padre come quando godeva della sua gloria prima della creazione del mondo.

Il Padre ab aeterno aveva dato lo splendore della sua gloria al Figlio perchè, generato dal Padre, aveva dato al Figlio il potere su ogni cosa, detenendo la sua supremazia su tutte le cose, in quanto sapienza stessa del Padre.

Egli condivideva la gloria del Padre ed era insignito di tale gloria perchè consigliere eterno del Padre, in quanto con lui si era confidato e aveva affidato i suoi disegni, affinchè fossero realizzati solo da lui, l’unigenito del Padre.

Cinzia Randazzo

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I nuovi timorati di Dio

In un’epoca segnata da profonde crisi e da calamità naturali, sembra opportuno rifarci ai timorati di Dio che, alle origini del cristianesimo, hanno “avuto una parte di rilievo nell’esito favorevole della prima missione cristiana. Essi divennero, insieme agli ellenisti, (Greci), un gruppo di capitale importanza, perchè rimasero fedeli al vangelo”, nonostante il loro rifiuto a sottomettersi alla pratica giudaica della circoncisione.

Vediamo appunto in questo contributo di rilevare i tratti peculiari della loro vita religiosa, affinchè il laicato possa essere, anche oggi sul loro esempio, appannaggio del timore di Dio in Cristo.
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I timorati di Dio

I timorati di Dio per Cristo e in Cristo

Luca menziona Simeone, uomo giusto e “timorato di Dio” (Lc 2,25).

Il timorato di Dio viene equiparato al servo del Signore che il Signore ha eletto, perchè ha posto il suo Spirito su di lui: “Lo Spirito Santo che era sopra di lui” (Lc 2,26).

Simeone era un uomo devoto a Dio, il cui spirito era docile a compiere quello che Dio gli diceva.

Su di lui lo Spirito del Signore aveva posto la sua dimora, perchè il suo cuore era predisposto a fare ciò che Dio gli diceva.

Infatti grande era il suo attaccamento a Dio, che lo Spirito del Signore gli predisse la venuta del messia; venuta che sarebbe stata “segno di contraddizione” per il popolo di Israele: “gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il messia del Signore” (Lc 2,26).

Per il timore di Dio, cioè per il suo profondo amore verso il Padre celeste, egli fu spinto dallo Spirito Santo e, recandosi al tempio in occasione della consacrazione di ogni primogenito maschio al Signore, come era prescritto dalla Legge, prese il bambino Gesù.

Dopo aver benedetto Gesù e i suoi genitori predisse – in veste di portavoce dello spirito del Signore – che Gesù era venuto nel mondo per “la rovina e la risurrezione di molti in Israele” (Lc 2,34).
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Simeone aveva predetto tutto questo (l’arrivo del messia), perchè aveva una profonda riverenza verso Dio, essendo irreprensibile il suo timore verso Dio, cioè la sua fiducia e la sua amicizia in Dio. Per questa sua volontaria disposizione a compiere ciò che Dio voleva, egli fu un uomo giusto e timorato di Dio.

Parallelamente in Gv 9,31 timorato di Dio viene designato colui che predispone il suo spirito a fare la volontà di Dio: “Noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se uno è timorato di Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta” (Gv 9,31).

Nel caso del cieco nato il timorato di Dio viene identificato con Gesù perchè lui solo, provenendo dal Padre, è interamente dedito al Padre con lo spirito e il corpo:

Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato.

Se costui non fosse da Dio, non avrebbe potuto far nulla (Gv 9,32-33). Sempre Giovanni in 12,20 fa riferimento ai timorati di Dio, cioè a “quelli che erano saliti per il culto (τινες ἐκ τῶν ἀναβαινόντων ἵνα προσκυνήσωσιν) durante la festa” (Gv 12,20), precisando che tra coloro “c’erano alcuni greci” (Gv 12,20).

Ciò attesta che i timorati di Dio non sono coloro che offrivano sacrifici a Dio, ma sono coloro che volgono il loro spirito a Dio, sottomettendosi a lui e amandolo al di sopra di ogni cosa.

Ne fa fede il verbo προσκυνεῖν in Gv 12,20 che in greco significa “adorare, rendere omaggio” .

In Giovanni il verbo indica il prosternarsi di coloro che salivano al tempio di Gerusalemme per rendere culto a Dio Tale verbo proviene da πρός (vicino) e κυνέω (dare un bacio) .

Dalla unione di queste due parole si evince che il timorato di Dio è colui che, in segno di riverenza e di rispetto, esprime il proprio fervente attaccamento a Dio.
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Giovanni precisa che, tra coloro che si recano al tempio, c’erano anche alcuni greci.

I greci si recano al tempio, sulla base della loro predisposizione a essere riverenti e rispettosi di Dio, perchè profondamente attaccati a Dio e, per questo motivo, sono annoverati da Gv come timorati di Dio.

Veniva designato come timorato di Dio un determinato gruppo di persone pagane per nascita, che si sentivano parte della comunità giudaica, senza essersi però sottomesse alla pratica della circoncisione ed essere divenute proseliti giudei.

Alla stessa stregua di Simeone, anche Cornelio era chiamato pio e timorato di Dio perchè egli era dedito a Dio, rivolgendogli le preghiere e facendo le elemosine: Era religioso e timorato di Dio con tutta la sua famiglia; faceva molte elemosine al popolo e pregava sempre Dio (At 10,2).

Il principale elemento che contraddistingue la figura di Cornelio rispetto alle altre è il fatto che egli era religioso e, al contempo, timorato di Dio.

La sua religiosità è interconnessa con il timore per cui, oltre a fare le elemosine, pregava Dio.

Secondo quanto ci testimonia Luca, la religiosità di Cornelio si estrinseca nel fare le elemosine, mentre il timore nel pregare Dio.

La religiosità è appannaggio dell’uomo che si volge a cercare il divino.

L’uomo religiosus, fin dall’antichità, era colui che aveva una spiccata tendenza a contemplare ciò che stava oltre, o meglio dietro il suo orizzonte fisico.

L’al di là lo affascinava a tal punto che tutto il suo essere era orientato ad immergersi in questa sfera che oltrepassava la sua pura materialità, per andare oltre se stesso.
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Nella stessa ottica si consuma la religiosità di Cornelio; religiosità che precede e che fonda la stessa virtù del timore di Dio. Senza questo anelito a Dio non era possibile per Cornelio, come per un uomo saggio, concretizzare nelle opere di carità questa sua sete di infinito.

A partire dalla religiosità, cioè a partire dall’apertura di se stesso a Dio, ne consegue per Cornelio, alla stessa stregua dei sapienti, la virtù pratica della religione che si estrinseca nelle sue diverse forme, compresa quella dell’elemosina, come nel caso di Cornelio.

Grazie a questa sua forte inclinazione a Dio, Cornelio si aggiudica il beneplacito di Dio con la preghiera, perchè essa detiene per l’anima lo stesso ruolo che il carburante ha nella macchina.

L’anima dell’uomo, senza la sua elevazione a Dio, perde se stessa, in quanto essa è orientata a vivere in pace con Dio per dedicarsi a lui, per cui l’uomo è chiamato a nutrire la vita dell’anima con la preghiera. La preghiera non è solo una semplice ripetizione di parole vuote di senso, ma se ne deve riporre la forza piuttosto nelle scelte dell’anima, e nella pratica delle virtù estesa a tutta la vita.

Sia che mangiate, dice l’Apostolo, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi cosa, fate tutto a gloria di Dio! (1Cor 10,31).

Sedendo a tavola, prega; prendendo il pane ringrazia chi te lo dona; rinfrancando col vino il corpo estenuato, ricorda chi ti porge questo dono per rallegrare il tuo cuore e rinfrancare la tua debolezza. E’ finito il pranzo?

Non cessi il ricordo del tuo benefattore. Se indossi l’abito, ringrazia chi te lo ha dato; se ti getti sulle spalle il mantello, cresci nell’amore di Dio il quale ci provvede d’estate e d’inverno degli abiti adatti per proteggere la nostra vita e nascondere le nostre vergogne (…).

In questo modo «pregherai senza interruzione», se non limiterai la tua prece alle sole parole, ma ti unirai a Dio in tutta la condotta della tua vita, sicchè il tuo stesso vivere sia una preghiera continua ed incessante.
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Origene spiega che innanzitutto, tramite la preghiera, l’orante ha il compito di lodare Dio; alla lode ne conseguono i ringraziamenti e la confessione dei propri peccati, seguita dalla supplica del perdono di questi e da una petizione dei doni sublimi.

Nella preghiera l’orante mostra la sua continua lode a Dio, per mezzo di Cristo nello Spirito Santo.

All’inizio, cominciando la preghiera, si devono elevare con tutte le proprie forze lodi a Dio, per mezzo di Cristo, glorificato nello Spirito Santo, che è con lui.

Dopo di ciò, ognuno farà seguire ringraziamenti generali, pensando ai benefici elargiti a tanti uomini e quelli personali ricevuti da Dio.

Dopo il ringraziamento, mi sembra che si debbano accusare con severità, davanti a Dio, i propri peccati, supplicando lui di salvarci e liberarci dallo stato in cui quelli ci hanno condotto, e anche di perdonarci le colpe commesse.

Dopo la confessione dei peccati, si chiederanno i doni sublimi, celesti, particolari e collettivi, per i parenti e gli amici. E in tutto ciò la preghiera deve risuonare come lode continua a Dio per mezzo di Cristo nello Spirito Santo.

Origene puntualizza che, tramite la preghiera, l’uomo rende l’anima sacra a Dio, nel senso che l’anima “si dispone soavemente per piacere a lui che è presente, che giunge al fondo di ogni pensiero e che esamina i cuori e scruta le reni (Sal 7,10)”.

Colui che prega, sempre per Origene, deve avere l’intenzione di piacere a Dio più che all’uomo e, per piacere a Dio, è chiamato ad allontanare da se stesso ogni proposito malvagio che fomenti l’ira e la perversione e che dia adito a turbamenti di ogni genere,cancellando dall’anima ogni sentimento d’ira e non serbando turbamento contro nessuno.

Inoltre, affinchè la sua anima non sia offuscata da pensieri estranei, deve dimenticare, nel tempo dedicato alla preghiera, tutto ciò che ad essa non si riferisce.
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Da tutto quanto, abbiamo notato che la preghiera è il cibo dell’anima, perchè essa consente all’anima una maggiore vicinanza con Dio, rendendo così Cornelio timorato di Dio. La sua vigilanza e la sua costanza, nel pregare e nel fare le elemosine, trovano grazia agli occhi di Dio perchè queste hanno fatto di Cornelio un vero timorato di Dio.

Un giorno verso le tre del pomeriggio vide chiaramente in visione un angelo di Dio venirgli incontro e chiamarlo: “Cornelio!” Egli lo guardò e preso da timore disse: «Che c’è, Signore?». Gli rispose: «Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite, in tua memoria, innanzi a Dio (At 10,3-4).

Cipriano di Cartagine, ricorrendo alla citazione di At 10,4, afferma che Dio ha esaudito Cornelio, perchè egli era uno che si prodigava nelle elemosine alla gente, e sempre stava a pregare Dio.

Appunto a lui, mentre pregava, verso l’ora nona un angelo venne a rendergli testimonianza del suo operato, dicendo: «Cornelio, le tue preghiere ed elemosine sono salite fino a Dio che se ne ricorda» (At 10,4).

Salgono immediatamente a Dio quelle preghiere che si presentano a lui coi meriti delle nostre opere.

Luca in At 10,2 designa Cornelio “uomo pio (εὐσεβὴς) e timorato (φοβούμενος) di Dio”, mentre in 10,22 “uomo giusto (δίκαιος) e timorato (φοβούμενος) di Dio”. La connotazione di timorato di Dio è preceduta, nel primo caso, dall’aggettivo pio e, nel secondo caso, dall’aggettivo giusto. Nel primo caso Luca puntualizza che Cornelio, prima di essere timorato, era pio, cioè “rispettoso (delle disposizioni)” .

Viene designato pio colui che ha un “timore reverenziale, profondo rispetto, pietà, religione” verso Dio.
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Nell’A.T. Il pio è colui che ha stabilito con Dio un patto di alleanza, al quale corrisponde di essergli fedele. Sulla base di questa sua fedeltà a Dio, Dio compie prodigi per lui.

Il termine pio, che raramente si trova nei libri biblici, designa colui che ha una fede e una condotta di vita esemplari al cospetto di Dio: “«Timorato di Dio» equivale a «pio» e, per i libri sapienziali, il «timore di Dio», la «religione» è il principio e il culmine della sapienza”. A lui Dio offre la propria gratitudine in quanto è leale, fermo, fedele, buono e santo. Il termine è “frequente nell’ambiente del NT per indicare rispetto per gli dei greci e romani e per le gerarchie sociali.”.

Riferito a Cornelio il termine pio viene a indicare che egli ebbe una fede e una condotta di vita gradita a Dio, essendo profondamente rispettoso dei suoi comandamenti, per cui questo stato di vita è alla base della sua profonda riverenza verso Dio. Proprio perchè Cornelio ha un profondo rispetto per Dio, egli diviene timorato di Dio, cioè riverente verso lui.

Per Cornelio il rispetto (εὐσέβεια) e la giustizia (δικαιοσύνη) sono elementi fondanti il timore di Dio. L’uomo giusto è anche colui che osserva i comandamenti (Dt 6,24) e che si rifugia in Dio (Pv 18,10).

A tal proposito Lattanzio spiega che l’uomo giusto è colui che glorifica Dio, onorandolo per tutto quanto gli ha donato.

Dio dunque volle che l’uomo fosse tutto dedicato alla sua glorificazione; (…): è sommamente giusto infatti che l’uomo ami colui che tanto gli ha donato (…). Dio dunque ha voluto che tutti gli uomini sian giusti, che cioè amino ed onorino Dio.
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La giustizia, ci spiega sempre Lattanzio, è un’erma bifronte. Essa è composta da due facce: dall’amore e dal timore.

Lattanzio ci invita non solo ad amare Dio come un padre perchè egli ci ha creati, ci nutre e ci salva, ma anche a temerlo perchè, in qualità di signore dell’universo, ha sull’uomo il potere di vita e di morte.

Primo compito della giustizia è riconoscere Dio come genitore: temerlo come signore e amarlo come padre.

Egli infatti ci ha generati, ci ha animati con lo spirito di vita, ci nutre, ci salva.

Perciò, non solo come padre, ma anche come dominatore, può ben castigarci: ha su noi potere di vita e morte; duplice è dunque l’onore che l’uomo gli deve prestare, cioè amarlo e temerlo.

L’uomo giusto e l’uomo pio in Cornelio si identificano, perchè da entrambi scaturisce, a mo’ di chiasmo, il senso positivo del timore di Dio.

In At 10,35 nel discorso di Pietro a Cornelio si evince che è gradito a Dio chi lo teme, ossia colui che offre sacrifici spirituali nella fede in Cristo: “ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto” (Atti 10,35).

Si ricalca la teologia del culto spirituale gradito a Dio, descritto in 1Pt 2,5, dove ciò che conta è la consacrazione del cuore a Dio credendo nel Figlio che egli ha inviato nel mondo, il quale ci rende figli di Dio.

anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo (1Pt 2,5).

Anche Paolo in Rm 15,16 aveva annoverato nella fede alla Parola predicata dal Figlio il culto spirituale gradito a Dio “perchè i pagani divengano una oblazione gradita, santificata dallo Spirito Santo” (Rm 15,16).

Sulla base di ciò i timorati di Dio sono coloro che accolgono con fede la buona novella predicata da Gesù, al quale sottomettono il loro spirito perchè fiduciosi del suo aiuto e, in questo loro culto spirituale, sono graditi al Padre.
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I timorati di Dio nell’A.T.

Nella storia del popolo di Israele i timorati di Dio avevano la caratteristica di non essere circoncisi, perchè non si convertivano al giudaismo, ma in loro era sviluppato il sentimento della riverenza e dell’attaccamento incondizionato a Dio. Essendo in loro vivo più il senso religioso che sacrificale, “frequentavano la liturgia della sinagoga, leggevano la Torà e osservavano i comandamenti”.

I timorati erano greci e non giudei che partecipano al sevizio sinagogale e osservano la legge senza però passare al giudaismo tramite la circoncisione. Essi sono obbligati all’osservanza del sabato e delle leggi relative ai cibi, hanno determinate prescrizioni morali e professano la fede in un solo Dio.

I timorati di Dio nella tradizione deuteronomistica

Si connotavano come coloro in cui era alto il senso della fiducia e dell’abbandono in Dio, spinti dalla certezza che Dio amava il suo popolo perchè egli ha instaurato con lui un rapporto di amicizia, sigillato dalla primitiva alleanza (Dt 10,12; 11,1; 30,16).

Al senso primitivo del timore di Dio, per cui la divinità incute tremore e terrore, si passa a una sorta di timore di Dio in senso positivo, nel senso cioè che l’uomo si abbandona amorevolmente nelle mani di Dio, teso a salvarlo grazie alla sua predisposizione del cuore volto a volere nessun altra cosa all’infuori di Dio.

Il primitivo concetto di timore si va così accostando all’«amore» (āhab), (…) esprimendo con una parola astratta l’idea di «religione»: «Che cosa chiede a te Yahweh, il tuo Dio, se non che tu tema Yahweh, il tuo Dio, che tu cammini in tutte le sue vie, che tu l’ami e serva a Yahweh, tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua (…)? (Dt 10,12).

In Dt 11,1 il timore di Dio esprime la propensione del fedele ad amare Dio, ad osservare le sue leggi, a riconoscerne la sua grandezza, concretizzatasi nelle sue gesta salvifiche verso il popolo d’Israele, liberandolo dalla schiavitù dell’Egitto:

Ama dunque il Signore, tuo Dio, e osserva ogni giorno le sue prescrizioni: le sue leggi, le sue norme e i suoi comandi. 2. Oggi voi – non parlo ai vostri figli che non hanno conosciuto né hanno visto le lezioni del Signore, vostro Dio – riconoscete la sua grandezza, la sua mano potente, il suo braccio teso, 3. i suoi portenti, le opere che ha fatto in mezzo all’Egitto, contro il faraone, re dell’Egitto e contro la sua terra; 4. ciò che ha fatto all’esercito d’Egitto, ai suoi cavalli e ai suoi carri, come ha fatto rifluire su di loro le acque del mar Rosso, quando essi vi inseguivano, e come il Signore li ha distrutti per sempre (Dt 11,1-4).
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Secondo la versione deuteronomistica, il timore di Dio acquista il carattere di amore reverenziale verso Dio che salva il popolo di Israele; amore che si estrinseca nel camminare secondo le sue vie e nell’osservare i suoi precetti (Dt 30,16).

Il timore di Dio “soprattutto per la scuola deuteronomistica equivale a rispettare l’alleanza, ad obbedire ai comandamenti di Yahweh, a seguire le sue vie”.

I timorati di Dio nella tradizione sapienziale

Rispetto alla tradizione deuteronomistica quella sapienziale sottolinea che il timore di Dio, equiparato all’idea di religione, “è il principio e il culmine della sapienza”.

Infatti in Pv 1,7 viene puntualizzato che la sapienza umana ha origine dal timore di Dio: “Il timore del Signore è principio della scienza; gli stolti disprezzano la sapienza e l’istruzione” (Pv 1,7). Il timore di Dio connota l’atteggiamento del sapiente, cioè di colui che cerca di corrispondere all’amore del Padre.

Il timorato di Dio è intento a piacere più a Dio che agli uomini, per cui si preoccupa di affinare le sue capacità virtuali, al fine di rendersi sempre bene accetto al Signore (Pv 9,10).

Colui che coltiva le facoltà intellettive e volitive, nell’accingersi ad osservare i precetti del Signore, fa di tutto per rendersi il più possibile gradito a Dio, divenendo in tal modo timorato di Dio.

Chi si avvicina a Dio, osservandone i suoi precetti, è un uomo sapiente, dalla cui pienezza fiorisce il timore di Dio:

Il timore di Dio può essere usato in questo senso come sinonimo di essere “retto”, “onesto”, “giusto”, “odiare ciò che è malvagio”, “stare lontani dal maligno.

Cinzia Randazzo

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Le future sinagoghe cristiane all’insegna del timore di Dio

Il presente lavoro nasce dalla constatazione che, in diverse chiese cristiane, i fedeli hanno affievolito la pratica cultuale del timore di Dio, perchè non lo vivono in piena consonanza a quella che è la volontà del Padre celeste.

Molto spesso i fedeli ricorrono a Dio per paura che Dio li castighi, nel senso che, se essi non compiono ciò che Dio vuole, egli li castiga.

Il timore di Dio è avvertito in tal modo come un comando e non come una disposizione del loro cuore ad aprirsi a Dio nella fiducia di averlo come un amico, certi che Dio li aiuta e che è dalla loro parte in qualunque circostanza si trovino.

Il secondo senso corrisponde a quello positivo del timore di Dio, il quale purtroppo scarseggia nelle nostre chiese cristiane, perchè Dio non viene considerato come un amico che aiuta l’uomo, ma come colui che ha bisogno sempre di preghiere per suscitare la simpatia e la fiducia nei suoi confronti, con lo scompenso di “manipolare” la volontà di Dio a nostro piacimento, al fine di soddisfare i nostri desideri.

A partire da tale quadro, in questo contributo cercheremo di dare delle piste di soluzione a tale problematica, ricollegandoci ad alcuni passi del vangelo che sono al fondamento di una vera e propria rinascita del vero senso da dare al timore di Dio nei nostri luoghi di culto.
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La sinagoga luogo di insegnamento e di guarigione

La sinagoga luogo di “insegnamento” del timore di Dio

Durante il suo ministero pubblico in Galilea Gesù, dopo aver attraversato il “mare di Galilea”, giunse, insieme ai suoi quattro primi discepoli, a Cafarnao ed entrò proprio di sabato nella sinagoga: “Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare” (Mc 1,21).

Gesù entrò proprio di sabato nella sinagoga, perchè il giorno di sabato, all’inizio della creazione, fu consacrato da Dio per essere giorno di riposo (Gen 1,1-2,3), mentre nella tradizione ebraica viene ad essere il giorno in cui si commemora la liberazione degli ebrei dalla schiavitù degli egiziani:

L’osservanza del sabato nella narrazione biblica comincia durante il cammino nel deserto e si collega al dono della manna (Es 16), che non dev’essere raccolta nel settimo giorno: infatti il sesto Dio garantisce una doppia razione. Per questo la celebrazione del sabato porta con sé la memoria della liberazione dall’Egitto e della prova del deserto.
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Il giorno di sabato viene ricordato non solo perchè è il giorno di riposo da tutte le cose, ma anche perchè Dio ha dato il comandamento di santificare il giorno di sabato: La maggiore differenza tra Esodo e Deuteronomio si trova nel motivo del comandamento: da una parte la creazione, dall’altra la liberazione dall’Egitto”.

Sia nel primo caso come nel secondo “si tratta ancora di una imitazione di Dio: come Dio ha santificato il settimo giorno, così chi osserva il comandamento.

Sotto questo profilo il sabato “è memoria e imitazione dell’opera di Dio per la salvezza”, perchè da una parte il fedele riposa da tutte le opere mondane rinfrancando lo Spirito e liberando le energie spirituali per onorare il creatore e, dall’altra, per ricordarsi che Dio è amico del suo popolo, in quanto lo ha liberato dagli egiziani.

Il sabato quindi per gli ebrei è il giorno in cui si commemorano le gesta salvifiche di Dio; da una parte Dio ha dato la vita alla creazione preservandola dalle tenebre e, dall’altra, Dio ha dato all’ebreo la possibilità di liberarlo dal male, dai nemici.

A partire da tale quadro l’ebreo imita il riposo di Dio, rivivendo il comandamento dell’amore verso Dio. Egli identifica la Torah col comandamento dell’amore.

Insieme, le due tavole ci insegnano cosa vuol dire il duplice comandamento dell’amore: ama Dio con tutte le tue forze e ama il prossimo tuo come te stesso.
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L’ebreo ama Dio con tutte le forze per tutto ciò che egli ha creato e per quanto ha fatto per salvarci dalle potenze nemiche.

Amando Dio al di sopra di ogni cosa l’ebreo vive la pratica cultuale del timore di Dio, perchè ripone la sua fiducia in lui per tutto quello che ha fatto per la sua salvezza.

Pertanto Gesù entra proprio di sabato nella sinagoga per onorare il Padre celeste in questo giorno, insegnando le cose che il Padre gli ha comandato di dire.

Gesù, secondo la testimonianza di Marco in 1,22, insegnava come colui che possiede autorità perchè in lui risplende la sapienza del Padre, in quanto compie e dice tutto quello che il Padre gli comanda di dire e di fare, diversamente dagli scribi, la cui sapienza proviene loro non da Dio ma dalle accademie rabbiniche: “Ed erano stupiti del suo insegnamento, perchè insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi” (Mc 1,22).

Di nuovo Gesù venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui.

Ma Gesù disse loro: “Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua (Mc 6,1-4).
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La sinagoga è il luogo che accoglie la sapienza del Padre che si manifesta nel Figlio, perchè solo al Figlio il Padre ha dato questo privilegio, essendo fin dall’eternità unito al Padre.

Egli palesa questa sua filiale forma di attaccamento al Padre nel timore di Dio, dal momento che soltanto lui possedeva la sapienza del Padre ancora prima della creazione nel sabato primordiale.

Sotto questo profilo il sabato temporale, cioè il settimo giorno, che corrisponde al periodo in cui Gesù entra nella sinagoga, è tempo in cui diviene tangibile nella storia il vero timore di Dio che si estrinseca nell’insegnamento del Figlio.

Il sabato storico è tempo storico del primordiale timore di Dio che il Figlio viveva nei confronti del Padre nel sabato protologico e viceversa.

Come la sapienza del Padre si è manifestata nel settimo giorno alle origini della creazione, quando il Padre creò e ordinò tutte le cose che sono nel mondo secondo un suo sapiente disegno, – disegno che era stato progettato dal Padre insieme al Figlio che era sapienza del Padre ab aeterno- così nel sabato soteriologico , che è il nuovo tempo storico della salvezza originatosi con la venuta di Cristo, la sapienza del Padre si ri-manifesta nel Figlio nella sinagoga, luogo in cui si estrinseca il pieno attaccamento al Padre del Figlio (timore di Dio) attraverso il suo sapiente insegnamento.

Sotto questo profilo la sinagoga diviene luogo concreto della realizzazione storica del sabato protologico nel sabato soteriologico, dove la sapienza ab aeterna del Figlio, in unione stretta con quella del Padre, si rende presente storicamente nella sua attività didattica proprio all’interno della sinagoga.
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La sinagoga luogo di guarigione: segno tangibile della realizzazione del timore di Dio in Cristo Gesù viveva la pratica cultuale del timore di Dio perchè sapienza incarnata del Padre.

Gesù mostrava la sua divina autorità anche allo spirito immondo che aveva preso dimora in un uomo:

Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell’uomo». (Mc 1,23-25).

Egli comandava con autorità su questo spirito immondo e gli ubbidiva perchè Gesù era la personificazione vivente del timore di Dio, in quanto in lui era vivo e permanente il suo amore filiale verso il Padre.

Infatti lo spirito immondo che era in quell’uomo, all’udire il comando di Gesù di uscire da quell’uomo, uscì: “E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui” (Mc 1,26).

Il miracolo della guarigione dell’indemoniato avviene all’interno della sinagoga, luogo in cui si manifesta l’intimo attaccamento del Figlio verso il Padre e viceversa (timore di Dio), in quanto la sinagoga e, insieme a lei anche coloro che erano presenti, sono i diretti testimoni oculari del timore di Dio vissuto intimamente dal Figlio verso il Padre e realizzatosi nella guarigione dell’indemoniato.

Grazie al timore di Dio, che il Figlio viveva in unione stretta con il Padre, divenne possibile a Cristo di scacciare lo spirito immondo dall’indemoniato, suscitando così negli astanti timore e meraviglia:

Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!» (Mc 1,27).
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Quando Gesù entrò prossimamente in giorno di sabato nella sinagoga manifestò di nuovo il suo fervente attaccamento al Padre, nel compiere la guarigione ad un uomo dalla mano inaridita: “Entrò di nuovo nella sinagoga. C’era un uomo che aveva una mano inaridita, e lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato per poi accusarlo” (Mc 3,1-2).

Per l’amore e per la salvezza di quell’uomo egli guarisce la sua mano inaridita proprio in giorno di sabato, anteponendo il precetto dell’amore al di sopra della casistica sabbatica, che proibiva di fare alcunchè nel giorno di sabato.

Anteponendo l’amore per la vita al di sopra dello stesso precetto sabbatico, Gesù mostra ai presenti, compresi i farisei induriti nel loro cuore, di essere il vero timorato di Dio.

In lui si rispecchia l’amore di Dio verso l’uomo bisognoso di aiuto e di salvezza, non solo coniugando al precetto sabbatico l’amore per la vita, ma anche esplicando tale amore proprio nel giorno di riposo da tutte le occupazioni mondane, perchè egli ha realizzato la volontà di Dio che vuole il bene di tutti.

Egli disse all’uomo che aveva la mano inaridita: «Mettiti nel mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?».

Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse a quell’uomo: «Stendi la mano!». La stese e la sua mano fu risanata. (Mc 3,3-5).
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Di nuovo Gesù sempre di sabato insegnava nella sinagoga, sbalordendo tutti quelli che l’ascoltavano in quanto la sua sapienza non gli proveniva dalla perizia dei suoi ragionamenti, ma da Dio.

Alla parola insegnata e predicata nella sinagoga conseguivano i fatti miracolosi, nei quali la Parola si incarnava.

Gesù manifestava così nel connubio della parola predicata con i fatti miracolosi il suo profondo timore verso Dio (Mc 6,1-6).

All’azione faceva precedere la parola, per cui la professione della Parola di Dio si compiva nella prassi di vita del Figlio, segno concreto ed evidente del suo filiale timore verso Dio, esternato dapprima nella predicazione e poi nell’azione guaritrice del Figlio.

Secondo la testimonianza di Luca in 4,16-20 Gesù, entrando di sabato nella sinagoga a Nazareth di Galilea, manifesta a tutti che egli è l’inviato di Dio perchè il Padre ha posto il suo spirito su di lui per portare a compimento il suo disegno di salvezza verso l’uomo; egli è venuto nel mondo per annunziare il lieto messaggio di salvezza e per compiere la salvezza con le opere, facendo capire ai presenti che egli è chiamato dal Padre a personificare la pratica del timore di Dio, in quanto tutta la sua vita è orientata a rendere onore al Padre con le parole e con i fatti quotidianamente.

Venne a Nazaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annunzio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore (Lc 4,16-19).
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Tornando a Cafarnao Gesù guarisce nella sinagoga un uomo posseduto da uno spirito immondo, per cui la sinagoga diviene luogo del compimento del timore di Dio in Cristo, perchè in lui la parola di Dio diviene gesto concreto di salvezza (Lc 4,33-36).

Ancora una volta Gesù nella sinagoga esprime il suo vitale attaccamento al Padre e quindi il suo perfetto timore di Dio, guarendo una donna curva in giorno di sabato; in tal modo egli adempie il precetto dell’amore per Dio con la guarigione fisica di questa donna.

Stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio (Lc 13,10-17).

Attraverso l’insegnamento e le guarigioni di Gesù si espleta nella sinagoga il sabato soteriologico; copia vivente e tangibile del sabato protologico, dove il Figlio, essendo tutto dedito al Padre e viceversa, consumava ab aeterno il suo vero timore verso il Padre.

Cinzia Randazzo

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I monti dellaGalilea

In questo contributo, che sussegue al precedente, ci accingiamo a presentare le montagne della Galilea che, per il loro alto significato teologico, destano attenzione ai visitatori che sono intenzionati ad assaporare questi encomiastici luoghi biblici di impareggiabile memoria.
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I monti nei pressi del lago di Tiberiade

Il monte a cui fa riferimento Marco in 3,13 è quello che si erge sovrano al di là del lago di Tiberiade:

Gesù intanto si ritirò presso il mare con i suoi discepoli e lo seguì molta folla dalla Galilea (…) 13. Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui (Mc 3,7.13).

Secondo la costituzione geografica del lago a forma di cetra perchè “la sua lunghezza massima da nord a sud è di 21 km e la larghezza di 11 km da est a ovest, con una superficie di circa 65 km2 e una profondità massima di circa 45 m” , il monte indicato da Marco, sul quale salì Gesù, potrebbe essere il Ğebel Kancan, la cui vetta raggiunge gli 855 metri, cioè la parte più alta del terreno, la cui base poggia sulla pianura del lago, il quale “ha solo una piccola spiaggia che si allarga a nord-ovest per formare la pianura di Genezaret”.

Gebel in arabo dialettale “denota una montagna o un’elevazione del terreno di altezza considerevole”, venendo a coincidere con la parte più alta del lago di Tiberiade, collocato in terra di Canaan (Palestina).

Molto probabilmente Gesù salì proprio su questa montagna, formatasi dal rialzamento del terreno adiacente al lago di Tiberiade.

Su questo monte Gesù istituisce i dodici apostoli, ai quali conferisce l’onere di predicare e di scacciare i demoni, imponendo loro i nomi.

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Ne costituì dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perchè avessero il potere di scacciare i demoni. Costituì dunque i dodici.

Simone, al quale impose il nome di Pietro; poi Giacomo di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanerghes, cioè figli del tuono; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì (Mc 3,14-19).

Tra quelli che Gesù chiamò e andarono con lui sul monte, egli ne scelse dodici.

Alla chiamata di Gesù segue la elezione dei dodici.

A ognuno di loro impose il nome, indice dell’incarico e della specifica missione affidati loro da Gesù.

La missione data da Gesù a ognuno di loro procede dal nome che Gesù scelse per ognuno di loro.
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L’istituzione dei dodici sul monte è scandita da questi tre elementi: chiamata, elezione, incarico.

Il Ğebel Kancan viene ad essere il luogo teologico non solo della chiamata degli apostoli, perchè sulla base della loro fede egli scelse quelli e non altri, ma anche della loro specifica missione, riassumibile nell’incarico affidato a loro da Gesù, che è quello di predicare la buona novella e di scacciare gli spiriti maligni.

Su questo monte pertanto, per volontà del Maestro, nasce la chiesa ministeriale, la piccola cerchia ristretta dei fedelissimi di Gesù, perchè solo ai dodici Gesù ha dato il potere di compiere le sue speciali funzioni: quella di predicare e di scacciare i demoni.

Gesù anticipa il mandato vero e proprio degli apostoli che prende piede all’indomani della sua risurrezione (Mc 16,15-20), perchè dopo che risorse Gesù, affidando lo Spirito ai dodici, dette loro l’incarico di predicare in tutto il mondo il kerygma e il potere di togliere i demoni.

Tale monte quindi viene ad essere il luogo di origine della chiesa dei dodici, perchè su questo spuntò questo piccolo germoglio che si estenderà in dimensioni maggiori nella chiesa primitiva, descritta negli Atti degli apostoli (At 1-4).
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Il monte diviene per i discepoli il luogo propizio per la preghiera, della quale si nutre la vita dello spirito:

E subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsaida, finchè non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare (Mc 6,45-46).

Gesù dimostra di essere unito al Padre nello Spirito, a tal punto che fa precedere la preghiera al Padre prima di salire in barca insieme ai discepoli, per raggiungere l’altra riva vicino a Betsaida.

Forte è il senso del timore di Dio in Gesù, in quanto egli è attaccato al Padre nello Spirito, prediligendo questa sua unica e singolare prerogativa con la preghiera.

Questo monte è il luogo in cui Gesù nobilita la vita dello Spirito mediante la preghiera, iniziando a manifestare il suo singolare timore per Dio; timore che raggiungerà la sua forma più alta nel Getsemani – dove Cristo, ai piedi del monte degli Ulivi, inizia a “patire” per amore del Padre – e il suo culmine sul Golgota con la morte sulla croce.
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Il discorso della “montagna”

Prima di salire sulla “montagna” Gesù si aggirava a Cafarnao, presso il mare della Galilea e precisamente nella zona di Zabulon e Neftali; ambedue posti nella Galilea orientale :

lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zabulon e di Neftali, perchè si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Il paese di Zabulon e il paese di Neftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grnde luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata» (Mt 4,12-16).

Il territorio di Neftali “confinava a ovest con Aser, a sud con Zabulon e Issacar, e a est era delimitato dal fiume Giordano e dal lago di Tiberiade”, comprendendo al suo interno Tabga e il monte delle beatitudini, posto a ovest rispetto alla città di Cafarnao , ai cui piedi si estendeva il territorio di Zabulon.
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Dalla testimonianza di Marco Gesù, prima di salire sulla montagna, percorreva il mare della Galilea e camminava attorno alla Galilea (Mt 4,18.23).

Da questi dati si può presumere che la “montagna” sulla quale Gesù salì è quella che si erge in prossimità del lago di Tiberiade, alla quale è possibile arrivare, partendo da Tabga, posta proprio ai piedi del cosiddetto “monte delle beatitudini”.

Tabigah è un luogo “vicino al lago di Genezaret, poco più di 3 km a sud-ovest di Cafarnao, a nord di Hirbet el-Oreimah e ai piedi del monte delle Beatitudini”.

Gesù sale su questo monte perchè vede intorno al mare di Galilea molta folla. Egli, salendo sul monte, si allontana dalla folla e, rimanendo solo con i suoi discepoli che gli si avvicinarono, li ammaestra.

La montagna così diviene il luogo di insegnamento di Gesù, perchè lì il maestro insegna loro i contenuti fondamentali della buona novella che egli apporta nel mondo con la sua venuta sulla terra.

La buona novella insegnata da Gesù non è in contraddizione con l’antica, ma in linea di continuità con essa: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la legge o i profeti, non sono venuto per abolire, ma per dare compimento” (Mt 5,17).

Attorno a questo perno centrale ruota tutto il discorso della montagna che si divide in due parti: la prima parte è incentrata sui concetti fondamentali del nuovo regno di Dio, sui quali si fonda il suo ammaestramento (Mc 5,1-47), mentre la seconda parte è imperniata sulla prassi di vita che, alla luce del suo insegnamento, diviene regola di vita (Mt 6,1-7,28).
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La montagna è quindi il luogo in cui il maestro impartisce ai discepoli pericopi di edificazione spirituale e pratica.

Sulla montagna Gesù insegna tramite le pericopi di edificazione che sono di due tipi:

anagogico-spirituale anagogico-pratico. Il primo ordine di pericopi, di stampo spirituale, è il sapere da Gesù che verranno ricompensati coloro che vivono beati seguendo la vita dello Spirito e la vita pratica della carità, che si estrinseca nell’operare la pace e nell’essere perseguitati a causa della giustizia.

La seconda pericope spirituale è il venire a conoscenza, dalle parole del Maestro, che per essere sale della terra e luce di vita è indispensabile che la luce della verità risplenda nei cuori e nei fatti di coloro che l’hanno ricevuta (Mt 5,13-16).

La terza pericope dello stesso genere, direttamente espressa dalla bocca di Gesù, insegna che Gesù è venuto a dare compimento alla legge.

Egli dimostra questo affermando che in lui si compie la nuova giustizia, riassumibile nella volontà e nella prassi della riconciliazione e dell’amore verso tutti, specialmente verso i nemici, alla stessa stregua del Padre celeste che estende il suo amore verso tutti, indipendentemente dalle mancanze e dai soprusi di ogni singola persona (Mt 5,17-47).

Queste pericopi (le prime) sono al fondamento per la realizzazione di quelle pratiche (delle seconde).

Infatti l’elemosina compiuta in segreto ha più valore di quella compiuta in pubblico, perchè egli realizza la nuova giustizia in quanto è convinto che al fondamento della stessa c’è Cristo: è lui che ricompensa sulla base della fede in Lui.

Per questo motivo l’elemosina, la preghiera e il digiuno vanno fatti non per farsi vedere dagli altri, ma per la fede in Cristo che, vedendo in segreto le opere del benefattore, dà a lui una mercede sovrabbondante (Mt 6,1-6.16.18).
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Per quanto riguarda la preghiera Gesù insegna come pregare Dio padre che è nei cieli, evitando di sprecare vane parole perchè lui sa ciò di cui abbiamo bisogno.

Il perdono è al fondamento della nuova giustizia, il quale sta alla base dell’esercizio di un culto gradito al Padre: il fedele nella preghiera del Padre nostro chiede al Padre di ottenere la remissione dei peccati e il Padre glielo concede, se anche lui ha perdonato le colpe degli altri.

Nella pratica del perdono, della riconciliazione e dell’amore si manifesta la vera fede del credente che ripone fiducia in questi tesori che mai saranno consumati dal tempo (Mc 6,19-21). Il fedele può accumulare questo genere di tesori solo se il suo spirito è predisposto ad accoglierli (Mc 6,22-23).

In tal modo il fedele compie e realizza il regno di Dio e la sua giustizia e, conseguentemente, gli verranno dati dal Padre celeste tutte le cose di cui ha bisogno (Mt 6,25-34). Infatti i veri discepoli sono coloro che compiono fattivamente la volontà del Padre, per cui il fedele è chiamato ad evitare questa serie di comportamenti:

non giudicare, perchè chi giudica verrà a sua volta giudicato nella stessa misura. Non cercare di persuadere persone non intenzionate ad accogliere la buona novella (Mt 7,6).

Coloro che accolgono il regno di Dio e la sua giustizia quando pregano riceveranno dal Padre quanto chiedono (Mt 7,7-11) e non faranno agli altri ciò che non vogliono che sia fatto su di loro (Mt 7,12).

Essi sono coloro che hanno scelto la via del bene che è stretta, perchè pochi vi entrano (Mt 7,13-14).

Questi vengono identificati da Gesù con i veri discepoli che seguono la via accordata loro dal Padre celeste, guardandosi e allontanandosi dai falsi profeti che producono frutti che conducono alla morte (Mt 7,15-20).
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La montagna è quindi il luogo in cui il maestro impartisce ai discepoli pericopi di edificazione spirituale e pratica, improntate all’immagine del nuovo regno: la nuova legge, apportata dal Maestro, diviene cibo di vita eterna se vissuta, secondo le regole pratiche che Gesù insegna ai discepoli nella seconda parte del suo discorso.

Sulla base di ciò queste pericopi di vita pratica divengono copia vivente di quelle spirituali, perchè le prime sono le dirette copie delle seconde, per cui i poveri di spirito, gli afflitti, i miti, i misericordiosi, gli aspiranti della giustizia, i puri di cuore, gli operatori di pace e i perseguitati vengono denominati beati in quanto, sull’orma dei profeti, avranno una grande ricompensa nei cieli; a loro spetta una mercede sovrabbondante (Mt 5,3-12).
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La trasfigurazione

Il monte sul quale avvenne il miracolo della trasfigurazione è molto probabilmente identificato col monte Hermon, dal momento che Gesù, prima di salire sul monte, si aggirava attorno alla città di Cesarea di Filippo in Galilea per annunziare la sua passione.

Questa città è “collocata sulle pendici meridionali del monte Ermon, presso una delle sorgenti del fiume Giordano”.

Il monte Hermon si erge imponente sulla città, essendo la cima più elevata di tutto il Vicino Oriente, svettando di 600 metri su ogni altra parte dei Monti del Libano e dominando sulla pianura di Basan e l’alta valle del Giordano.

Sul monte Gesù si è trasfigurato davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni, divenendo le sue vesti candide come la neve. La potenza del suo Spirito ha trasformato le sue vesti, rendendole candide, simboli del suo corpo e del suo spirito immuni da ogni forma di peccato.

Le vesti attestano che solo Gesù possiede questo singolare e unico privilegio, dettato dalla sua figliolanza divina.

Insieme a Gesù apparvero Elia con Mosè che discorrevano con lui.

Apparvero solo questi due profeti, perchè il primo gode della gloria di Dio in quanto è salito al cielo sopra un carro di fuoco (2Re 2,11) e il secondo in quanto è stato il diretto esecutore della Parola di Dio, in quanto a lui solo Dio dette le tavole della Torah (Es 20,2-18).
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L’episodio della trasfigurazione si collega a quello del battesimo perchè, dalla nube che avvolse nell’ombra i presenti, si sentì una voce che proclamava Gesù essere il figlio prediletto, invitando gli apostoli ad ascoltarlo (Mc 9,7-8).

Questa voce, sulla falsariga del battesimo, proviene dal Padre, il quale esorta gli apostoli ad ascoltare quanto suo figlio prediletto diceva loro.

Il fatto stesso che Gesù parlava con Elia e con Mosè attesta che questi sono i sapienti dell’antica legge, nei quali risplende la sapienza dell’antica legge e dell’antica giustizia: ambedue parlano con Gesù perchè lo precedono, essendo i precursori della sua nuova legge e della sua nuova giustizia.

A tal proposito Lenhardt afferma che questo ascoltatelo – presente anche nei due altri racconti di Marco e Matteo – dimostra che l’elezione di Gesù Cristo è perchè si ascolti colui che è il figlio benamato e, secondo la risonanza con il capitolo 8 del libro dei Proverbi, colui che è, per i cristiani, l’incarnazione della Torà di Israele o, per riprendere la formula tradizionale, della “saggezza di Israele.

Infatti le vesti splendenti sono possedute solo da Gesù e non da Mosè ed Elia, perchè solo in Lui rifulge in pienezza la sapienza del Padre, per cui Mosè ed Elia, con i quali Gesù parlava, sono l’incarnazione della sapienza anticotestamentaria, nei quali sono insiti, per dirla con Giustino, i semi del Logos (Cristo preesistente).

Da questo punto di vista Gesù parlava con Mosè e con Elia perchè, in qualità di eletti, essi rappresentano la sapienza anticotestamentaria, cioè la Torah che non è in contraddizione ma in linea di continuità con la nuova sapienza, incarnatasi in Cristo; nuova sapienza che rappresenta non una cesura con la Torah, ma il compimento della Torah stessa.

A partire da tale quadro ascoltare Gesù secondo il messaggio della trasfigurazione è dunque illuminarsi della sua Torà e della sua pratica.

Così facendo potremo essere veri imitatori di Dio sull’esempio del Cristo.

Cinzia Randazzo

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