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Ora si può ritirare il premio delle polizze vita entro 10 anni

Probabilmente la maggior parte delle persone non è a conoscenza delle novità e della modifiche della normativa che regola le polizze vita. Che cosa è possibile fare, nell’eventualità che qualcuno dimentichi di ritirare la liquidazione di una polizza vita ancora valida? Fino a poco tempo fa, se non si procedeva ad incassare il premio entro due anni dalla scadenza della polizza, o dalla scomparsa dell’assicurato, il premio in questione finiva in prescrizione e versato nei fondi dello Stato.
Le cose però sono cambiate e con il decreto Cresci Italia, adesso si ha la possibilità di fare la richiesta del premio di assicurazione entro 10 anni dalla scadenza o dalla morte dell’intestatario.

Quali sono i motivi che spingono una persona a stipulare una polizza vita? E’ uno strumento essenziale per affrontare eventuali problemi di tipo finanziario, che possono insorgere dalla morte di un membro della famiglia. Prendiamo ad esempio una famiglia, in cui l’unica fonte di guadagno in entrata a casa è il padre, quindi la madre è casalinga e i figli sono ancora troppo piccoli per lavorare. Se dovesse venire a mancare il padre ne risentirebbe in modo pesante la stabilità economica dell’intera famiglia, quindi la presenza di una polizza vita agevolerebbe la situazione economica.

Oggi come oggi al momento di accendere un mutuo, può succedere di ricevere la proposta – in concomitanza al mutuo – di sottoscrivere anche una polizza vita. In questi casi l’istituto bancario deve preparare ulteriori due preventivi di compagnie assicurative, slegate dalla banca stessa. Quindi il totale il futuro intestatario avrà la possibilità di scegliere fra tre preventivi, quello personalizzato dell’istituto bancario e altri due di compagnie concorrenti. In più il cliente se lo desidera, può stipulare la polizza vita anche con un’ente assicurativo di sua scelta che non rientra fra quelli proposti dalla banca, purchè congruo con la copertura dell’importo erogato dall’ente bancario.

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Legge di stabilità: le polizze vita non saranno toccate

Era stato temuto da molti che la nuova legge di stabilità varata dal governo avrebbe messo le mani in tasca agli italiani anche sul fronte dei risparmi con l’IRPEF sulle polizze vita, ma il Ministero del Tesoro una volta tanto ha rassicurato la popolazione, confermando che sui soldi versati in caso di morte non ci saranno tasse, cosa diversa da quanto avverrà per pensioni di guerra, indennità di invalidità, e contribuenti sopra la soglia di 15.000€ annui lordi. Una soglia comunque non molto alta, e per diversi aspetti la legge scontenta gran parte della maggioranza che sostiene l’esecutivo. La vittoria sulle polizze vita non fa passare in secondo piano che da una parte i tagli arrivano subito mentre le diminuzioni sulle imposte solo dal 2013. E Intanto aumenterà comunque l’IVA.

Ma cosa significa nel dettaglio per le polizze caso morte? Sostanzialmente che i capitali versati dalle compagnie assicurative in caso di morte resteranno esenti dall’Irpef. Sarebbe stata comunque una beffa, venendo quelle cifre erogate nel momento di un decesso, un evento per il quale il risarcimento non sarà mai comunque sufficiente.

Il comparto Vita, in ogni caso, dalla nuova legge di stabilità esce penalizzato dall’aumento dell’aliquota d’imposta anticipata che passerà dallo 0,35% allo 0,50% l’anno prossimo. Un innalzamento che tuttavia sarà pagato a scadenza delle polizze degli assicurati, in un settore che stima una diminuzione del 5% dei premi.

A tirare le somme, si può dire che non sono tutte rose e fiori ma almeno la mancata applicazione dell’IRPEF è una mezza vittoria, visto che in precedenza era stato previsto che il capitale percepito in caso di morte dovesse essere dichiarato e assoggettato all’imposta.

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