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Progetti che vivono di notte

Il termine Landmark indica un’icona territoriale, un elemento che racconta di una zona, della sua storia e della sua identità. A tale ruolo aspirano grandi edifici e infrastrutture, nuovi o rinnovati, simbolo comunque della grande trasformazione in atto nelle città d’Europa. Soluzioni d’impatto e possibilità tecniche che rendono la luce modificabile regalano a paesaggi e pietre miliari, dopo il tramonto, una seconda veste.
REGGIO EMILIA: CALATRAVA FIRMA LE NUOVE PORTE DELLA CITTÀ

Tre ponti, una stazione ferroviaria e un nuovo casello autostradale. Tutti progetti firmati da uno dei più noti e celebrati architetti del mondo, lo spagnolo Santiago Calatrava. I lavori per la costruzione della linea ferroviaria ad Alta Velocità sono stati per Reggio Emilia l’occasione per un investimento sulla viabilità che è diventato anche un importante investimento d’immagine.

Percorrendo la principale arteria autostradale italiana, l’autostrada del Sole, non si può non notare il grande arco che sostiene il ponte disegnato dall’architetto spagnolo. Tecnicamente si tratta di un ponte lungo circa 221 metri, con pilone centrale ad arco alto 50 metri. Il ponte è composto da due spalle laterali, l’impalcato, un pilone ad arco a sezione ottagonale variabile e 50 coppie di stralli. Tutti gli elementi sono in acciaio, ad eccezione delle spalle in cemento armato, e sono dipinti di bianco. Di notte l’effetto scenografico è moltiplicato da un impianto luci, che, come in altri progetti di Calatrava, è inserito nella struttura. La carreggiata stradale è illuminata da una serie continua di apparecchi stagni inseriti nei parapetti laterali, mentre proiettori (Bario Disano) inseriti nello spartitraffico illuminano il grande arco con gli stralli.

L’impianto comprende anche una serie di altre luci scenografiche che vengono accese solo in particolari occasioni. Il progetto complessivo per questa area prevede la realizzazione di altre due grandi opere. La stazione ferroviaria Mediopadana, unica fermata dell’Alta Velocità nel tratto Milano-Bologna e il nuovo casello autostradale. La stazione avrà una copertura lunga più di 400 metri, larga 50 metri. Calatrava ha disegnato 13 portali di acciaio, diversi tra loro, che si alternano generando una forma ondulatoria, con un’altezza media di 20 metri. La forma del casello, invece, sarà quella di un arco rovesciato formato da due piloni inclinati e 52 stralli.

BARCELLONA: UN GRANDE ALBERGO DENTRO UN BOSCO

Un edificio di dieci piani avvolto in una rete d’acciaio su cui sono appoggiate 6500 “foglie elettroniche”, ognuna delle quali è formata da una cella fotovoltaica, un microprocessore e tre Led. È il progetto dell’architetto Enric Ruiz Geli per l’Hotel Prestige Forest a Barcellona, la cui inaugurazione è prevista per il 2009. Di giorno le foglie artificiali assorbono la luce solare che rilasciano la notte. Si avrà così un’illuminazione determinata dal mutare delle stagioni, come avviene per i colori del bosco. Un progetto che esprime valori tipici della ricerca architettonica degli ultimi anni, ossia soluzioni tecnologiche sostenibili e alla ricerca di un rapporto diretto con la natura. L’elemento chiave è però la luce.

PARIGI: C’È CHI VUOLE CAMBIARE LA TOUR EIFFEL. Intervista all’Architetto David Serero

Si può pensare di rifare il look a una delle costruzioni più famose del mondo? C’è chi pensa di sì. Lo studio di David Serero, giovane e quotato architetto francese, ha osato tanto proponendo per il 120° compleanno della torre, che cadrà nel 2009, un ampliamento del terzo piano con una struttura in kevlar, che creerebbe una terrazza con vista spettacolare sulla Ville Lumière.

Se la struttura fosse applicata la torre somiglierebbe, come qualcuno ha detto, a “un gigantesco fungo”, con un effetto ancora più evidente in notturna. Un progetto shock che è stato anche al centro di un piccolo giallo sul web. La notizia di una sua vittoria a un concorso ha fatto subito il giro di blog e web magazine. Immediata la smentita ufficiale della Societé d’Exploitation de la Tour Eiffel (SETE), che gestisce la struttura: non è prevista alcuna modifica alla torre. L’interesse per il progetto tuttavia rimane. Abbiamo rivolto qualche domanda all’architetto Serero.

ARCHILIGHT Le nuove tecnologie possono cambiare il volto di un luogo? Cambiare l’aspetto di un edificio (come nel caso del vostro progetto per la Torre Eiffel) può essere un modo per generare nuovi punti di riferimento sul territorio?

SERERO Non sono interessato tanto a cercare nuovi segni sul territorio, quanto a riflettere sul futuro dell’ambiente costruito. Cosa sarebbe possibile fare oggi con la stessa capacità di innovazione che aveva Gustave Eiffel? È una domanda affascinante. Penso che l’architettura avrà un ruolo più importante nei prossimi anni.

ARCHILIGHT Quali sono i pro e i contro di un intervento così deciso su un edificio famoso, e quali ostacoli incontrano proposte di questo genere?

SERERO L’aspetto interssante di un progetto come questo è il fatto che possa temporaneamente modificare un edificio ormai divenuto un’icona. La torre Eiffel è così conosciuta che non la guardiamo più. È ovvia. Il nostro progetto di modifica temporanea della sua silhouette obbliga la gente a guardare di nuovo la torre, a riconsiderare il modo in cui è stata fatta e la rivoluzione che ha determinato nel design strutturale.

ARCHILIGHT L’illuminazione può incrementare la spettacolarità di questo progetto? A che tipo di luce avete pensato?

SERERO Non abbiamo pensato alla luce come a una componente aggiuntiva, ma come alla materia stessa dell’architettura. Personalmente sono molto particolarmente interessato a come la luce possa sfumare i confini dei volumi. L’illuminazione della torre Eiffel è esemplare per il modo in cui crea un rapporto non ben definito tra il profilo della torre e la sua struttura interna.

VIENNA: LE TORRI CHE DI NOTTE CAMBIANO FORMA

Due grandi torri di uffici che, nella notte, appaiono e scompaiono, cambiano forma, sembrano torcersi e girare su se stesse. È lo spettacolo offerto da un progetto di luce realizzato con una griglia di Led, controllati dal computer, sulle torri dell’Uniqua, il più importante gruppo assicurativo austriaco. Le torri alte 75 metri, ultimate nel 2004, sono situate all’inizio del celebre Ringstrasse di Vienna e sono immediatamente diventate un nuovo landmark per la capitale austriaca. Lo studio austriaco Licht Kunst Licht al quale è stato affidata la creazione di un piano della luce per gli edifici ha studiato un particolare impianto costituito da 2800 moduli a Led (Mipix di Barco) lunghi 1,3 metri, in totale 182mila led RGB, che consente di animare gli edifici con creazioni sempre diverse. La luce diventa quindi l’elemento con il quale un grande complesso di uffici di notte si trasforma in uno scenografico schermo per creazioni artistiche.

 

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L’arte unisce la gente indipendentemente dalle condizioni socio-economiche così parla il direttore della Milano Art Gallery Salvo Nugnes

In occasione della notte dell’arte nei musei, celebrata Sabato 16 Maggio, è stato chiesto un commento di riflessione al noto manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes, da sempre attivo e solerte divulgatore di un messaggio sociale di “Arte e cultura accessibile a tutti e alla portata di tutti“.

 

Salvo Nugnes ha rimarcato l’importanza della simbolica iniziativa affermando “Questa serata è un prezioso contributo alla diffusione dell’arte. Il patrimonio artistico che l’Italia possiede è una risorsa inestimabile da tutelare e valorizzare al meglio, anche e soprattutto in una fase così delicata e critica per l’economia globale del Paese, può fungere davvero da ancora di salvezza, da approdo sicuro a cui aggrapparsi“. E proseguendo sottolineando “Apprezzo molto l’idea di offrire l’accesso ai prestigiosi musei e agli illustri contesti istituzionali al costo forfettario di 1 €, una cifra assolutamente accessibile e abbordabile per tutti. Io sono un convinto sostenitore verso ogni opportunità, che possa agevolare e incentivare il propagarsi di un linguaggio di comunicazione universale legato all’arte e alla cultura, per unire la gente a prescindere dalle condizioni socio-economiche”.

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Brescia Notte da prevenzione con La verità sulle droghe

Brescia: ieri sera, Sabato 14 Settembre, sono stati distribuiti per le vie e nelle piazze del centro, oltre 500 libretti di prevenzione “Scopri la verità sulle droghe” consegnati principalmente a ragazzi di età adolescenziale, per prevenire l’uso o abuso di queste sostanze.

L’arma più efficace contro la droga: la prevenzione. Il problema droga è
una questione che, volenti o no, ci può “toccare” spiacevolmente da vicino. Non
di rado chi fa uso di stupefacenti è costretto a rubare per procurarsi le dosi
quotidiane, ed è un attimo pagarne le conseguenze: chi può dire di non aver mai subito un furto, magari della bicicletta, per non parlare di un cristallo
sfondato della propria auto? E questo sarebbe ancora nulla in confronto all’essere coinvolti in un incidente stradale, a causa dei riflessi annebbiati di una persona in stato di ebbrezza. Infatti, secondo un sondaggio nazionale del 2007, il 74% degli incidenti automobilistici che si verificano nei week-end, sono dovuti all’abuso di droghe e alcol. Gli opuscoli, dal titolo “La verità sulla droga” illustrano in modo chiaro e semplice ciò che bisogna sapere affinché si possa aprire gli occhi per tempo, perché è molto meglio conoscere in anticipo in quali guai si può affondare, nel caso in cui si volesse cedere all’impulso di assumere sostanze stupefacenti. In assenza di vera informazione è più facile cadere nella trappola. Questa è la storia di Ben: “Ho iniziato con la marijuana, poi con le pillole di ecstasy e gli acidi, facendo miscugli con ogni tipo di droga, prendendone anche dosi esagerate per avere effetti più duraturi. Una sera ho avuto una brutta esperienza, un trip… Pregavo e piangevo affinché questa sensazione sparisse, udivo voci nella mia testa, avevo dei tremiti… Sono rimasto senza casa, vivevo nella strada e dormivo in una scatola di cartone, chiedendo l’elemosina e sforzandomi di trovare dei modi per procurarmi un pasto”. A quante storie come questa dovremo ancora assistere? E’ appurato che il miglior deterrente sia la prevenzione: una buona campagna di informazione può cambiare un’idea, un comportamento e salvare, così, vite umane. Il filosofo Ron Hubbard afferma: “le droghe privano la vita delle gioie e delle sensazioni che sono tutto sommato l’unica ragione per vivere”.

Sul sito www.noalladroga.org è possibile consultare ed ottenere gratuitamente tutto il materiale informativo, che include opuscoli, DVD e manuali sulle attività di “La verità sulla droga”.

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Toilette presenta BEAUTY UNCLE: L’APOCALISSE ► Vinci il concerto di AZEALIA BANKS!

Sabato 11 maggio

Ore 23.30

Toilet Club

via Lodovico il Moro 171, Milano

 

 

Per l’ultima volta in questa stagione invernale al Toilet tornano i BEAUTY UNCLE!!! Prima erano al bagno, poi nello spazio, poi in fondo al mar … Ma adesso? Il loro arrivederci (si si torneranno, ne siamo certi!) avrà il sapore dell’apocalisse, dove non si sa se si arriverà vivi a fine serata, dove lampi e saette ci sfioreranno, dove a maggior ragione tutto sarà lecito perchè la fine è probabilmente dietro l’angolo!

Sei di nuovo pronto ad ubriacarti di dischi, animazione oscena, limoni schizofrenici e chupiti? Ci vediamo sabato, se non ci vediamo è colpa del fumo…

 

Questo sabato se vieni al Toilet puoi vincere

TRE BIGLIETTI del concerto di AZEALIA BANKS del 13 maggio all’Alcatraz di Milano!

Come partecipare? Semplice: ad ogni cocktail acquistato è associato un biglietto con un numero.

Durante la serata estrarremo i tre numeri vincitori!!!

 

► Toilette presenta BEAUTY UNCLE: L’APOCALISSE ► Vinci il concerto di AZEALIA BANKS!

☞ FREE ENTRY con Tessera Arci!

☞ FREE CHUPITO SE ARRIVI ENTRO L’UNA!!!

 

TOILETTE (primo e terzo sabato del mese al Toilet) è un party autogestito e autoironico: alla Toilette si va da soli o in coppia, si va per “bisogno” ma anche per “diletto”, ci si sente liberi, si fischietta, si canta sotto la doccia, ci si spara le pose allo specchio. Nella Toilette ci si rifà il trucco, incuranti di occhi indiscreti, si spettegola con l’amica, si fuma di nascosto, si fanno torbidi incontri oppure ci si portano dopo averli torbidamente incontrati… La Toilette è un “luogo comune” ma soprattutto “luogo privato”, e l’intento di questa serata è proprio questo: la libertà nell’intimità. Vieni al Toilet, vieni alla Toilette, vieni a sfogarti, a divertirti, a bere o a far quattro chiacchiere (e chissà mai che tra un cesso e l’altro non trovi il tuo preferito?).

 

In consolle i “padroni di casa” Erik Deep e LoZelmo, sempre mentalmente instabili e musicalmente affidabili, con il loro mix Dance/Pop, Elettro/Qualcosa, 90’s Heroes, ToiletMusic.

 

INGRESSO GRATUITO con tessera ARCI, ARCIGAY, ARCILESBICA, UISP

NON HAI ANCORA LA TESSERA ARCI?

Richiedila almeno 24h prima di venire al Toilet compilando il form all’indirizzo www.circolotoilet.it/tessera

 

Evento: https://www.facebook.com/events/411226168976742/

 

Visita www.circolotoilet.it per rimanere aggiornato sul programma del Toilet

Visita e iscriviti su www.gay.tv per rimanere informato

Scarica Yeep (www.yeep.it) sul tuo iPhone per stare sul pezzo

Salva nei preferiti il profilo eBay della Libreria La Babele (http://myworld.ebay.it/lababeleglbt/) per saperne sempre di più

 

I ♥ TOI

 

Info:

http://www.circolotoilet.it/

[email protected]

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✩ ANTIBAGNO ✩ La Fosca presenta: Nancy & Rachele

Giovedì 9 maggio
Ore 22.00
Toilet Club
via Lodovico il Moro 171, Milano

Questa volta la Fosca non sarà l’unica donna al Toilet. Con lei ci saranno anche Nancy Posh e Rachele: semplici, idratate e naturali. Ma come chi sono?! La Nancy batte il mondo della notte ormai da anni, benchè ancora giovanissima. Famosa per la sua selezione musicale che sorprende sempre, questa volta ci regalerà non solo una splendida colonna sonora ma anche una lezione di stile dell’apparire sobrie e rassicuranti. La Rachele è una loro nuova amica: conoscita in coda alla Lidl di Sant’Ilario di Nerviano, adesso fa parte al 100% della loro cricca clandestina dedita allo spaccio di fondotinta e cipria.

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Le porte del Toilet si aprono non solo nel week end ma anche in settimana: il club è infatti pronto ad accogliere i suoi ospiti tutti i giovedì con ANTIBAGNO!
Sgabelli al bancone e tavolini davanti alla console, oltre all’immancabile divano Chester dai cuscini muccati che ormai tutti conoscono.
Ci si può accomodare comodamente soli o in compagnia, ascoltando una selezione inedita di brani che fanno da sottofondo alle chiacchiere del dopocena. Non senza simpatici imprevisti: qualche avventore potrebbe prendere possesso della console e improvvisare una selection curiosa e il palchetto potrebbe essere lo scenario di qualche esibizione random.

Antibagno è tutto questo: uno spazio dove di solito non succede nulla ma in cui potrebbe accadere di tutto…

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Evento: https://www.facebook.com/events/491086447613275/

Ingresso gratuito
con tessera Arci, Arcigay, Arcilesbica, Uisp
Non hai la tessera? Richiedila qui: www.circolotoilet.it/tessera

Info:
http://www.circolotoilet.it/
[email protected]

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Tela – Bisturi – Ago e Filo

Siamo orgogliosi e soprattutto curiosi. Un artista ed un chirurgo plastico riuniti nella stessa persona. Massimo Soresina.

Sergeant Pepper’s
Via Vetere 9, Milano
26 Febbraio-11 Marzo
Opening Domenica 26 Febbraio 2012
dalle 19:00

“Vivo e lavoro a Milano come Medico-Chirurgo Specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica.

Qualche anno fa, ho cominciato a dipingere le mie tele ispirandomi ai pittori Spazialisti ed in particolare ai famosi tagli di Lucio Fontana.

L’idea è stata quella di trasporre sulla tela quello che faccio quotidianamente come chirurgo, e cioè ricucire una ferita, un taglio. Ho considerato la tela del quadro esattamente come la cute dell’uomo. Ho iniziato allora ad inciderla utilizzando il bisturi ed a ricucire i tagli utilizzando lo stesso materiale di sutura (ago e filo) e gli stessi strumenti chirurgici (portaghi, pinza e forbice) che uso quotidianamente in sala operatoria.

Il semplice taglio e sutura poi, nel tempo, si è evoluto: le tele hanno assunto nuove forme (sia bidimensionali che tridimensionali) e nuovi modi di esprimersi, grazie anche ai giochi di luci ed ombre che vengono a crearsi a seconda delle diverse ore del giorno e dell’illuminazione naturale o artificiale di una stanza.

Il mio percorso artistico allora valuta la capacità intrinseca di ciascuna tela di dare vita a queste nuove forme di espressione che, in teoria, sono infinite.”

A cura di Linda Ferrari

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“Notte delle streghe” in Alto Adige

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  • 30 Aprile 2009

Streghe e luoghi mistici affascinano da sempre – oggi questi luoghi sono mete “culturali” e “gastronomiche”… L’ultima strega del Tirolo, la sfortunata “Pachler Zottl” della Val Sarentino è stata bruciata viva nel 1450, dopo un lungo e per la strega doloroso processo, tenutosi nel Castello di Reinegg sopra l’abitato di Sarentino. Di quel processo alcuni decenni fa furono ritrovati tutti gli incartamenti. Una storia tragica, quella di Barbara Pachler, contadina povera di una piccolissima frazione di Sarentino, chiamata Windlahn. La notte delle stregheE’ toccato a Santa Valburga o Valpurga, badessa anglosassone del 7° secolo, a diventare la “madrina” di questa notte speciale, suo malgrado. L’origine della notte delle streghe risale ai Celti. La notte tra il 30 aprile e il 1° maggio segnava l’inizio della bella stagione, la fine delle giornate tenebre. Durante la notte, una specie di capodanno, era un susseguirsi di danze e festeggiamenti quasi orgiastici. Il 1° maggio era poi dedicato alla festa di Beltane. La notte era dedicata inoltre alla dea della fertilità. Con la cristianizzazione la notte del 30 aprile divenne invece la notte delle streghe e degli stregoni. Solo grazie all’intercessione di Santa Valburga, la cui festa era fissata proprio il 30 aprile, si potevano espiare tutte le colpe e i peccati. Addirittura si diceva, che dove erano sepolte le ossa della santa, sgorgava un olio miracoloso che proteggeva dalle stregonerie. Luoghi mistici, fiabe e castelli “incantati”Le streghe frequentavano, o forse frequentano tuttora, luoghi particolari per le loro feste.  

  • I luoghi delle streghe

Il luogo “cult” delle streghe altoatesine è l’Alpe di Siusi, l’altipiano più esteso d’Europa. Riti propiziatori pagani si svolgevano qui già in tempi preistorici. L’ampiezza dell’altipiano, la natura maestosa incutevano terrore e paura, e gli spiriti della natura dovevano essere invocati per avere raccolti buoni e poche tempeste. Questi riti, dopo la cristianizzazione, vennero considerati diabolici, così come diabolici erano i luoghi di culto. Due sono ancora oggi i luoghi mistici nei dintorni dell’Alpe di Siusi, dove le streghe sono protagoniste. Le sedie o “Hexenstühle” e le panche o “Hexenbänke” sono formazioni rocciose, dove secondo la credenza popolare proprio la notte di Valburga tutte si riunivano. Oggi entrambi i luoghi si raggiungono facilmente lungo passeggiate suggestive. Uno dei punti d’accusa della sfortunata Pachler Zottl erano i suoi presunti frequenti “viaggi in scopa” agli omini di pietra, i “Stoanerne Mandln”, sopra Sarentino per incontrare altre streghe e stregoni. I cosiddetti “omini di pietra” sono delle colonne di pietre piatte accatastate su un’altipiano a 2003 m s.l.m.. Si presume che gli “omini di pietra” non furono eretti come elementi di orientamento, ma molto più probabilmente come luogo di culto precristiano, dei dolmen preistorici. Vicino a Terento nella zona del Plan de Corones si trova un segno tangibile, secondo la credenza locale, del passaggio delle streghe, cioè la pietra delle streghe. Si tratta di una pietra a coppelle, come ne esistono molte in tutto l’Alto Adige. L’origine di queste coppelle è avvolta dal mistero. A Terento invece si racconta che le streghe avrebbero danzato col diavolo lasciandovi le impronte dei loro piedi. A San Michele/Appiano lungo la Strada del Vino è stato invece il diavolo a crearsi un posto, sempre accompagnato dalle streghe. “La sedia del diavolo” è una lastra porfirica di colore rosa. Questa colorazione, secondo la leggenda, è dovuta al sangue di una fanciulla, rapita dal demone e fatta morire in quel punto. Dopo lo scempio il diavolo si è seduto sulla roccia, formando una strana poltrona.In Val Venosta, e precisamente a Lasa, un’altra testimonianza del passaggio del demonio. “La pietra del diavolo”. Un tempo presso in un maso viveva una domestica di facili costumi che conduceva una vita allegra e spensierata. Una notte, durante la quale aveva ecceduto, il diavolo la prese e la portò in alto sopra le rocce, la spinse con violenza nella pietra e andò con lei all’inferno. Di quest’atto infernale è rimasta l’impronta della zampa del diavolo sulla roccia.Informazioni sui luoghi mistici dell’Alto Adige: www.suedtirol.info/luoghimistici  

  • I castelli delle streghe

L’Alto Adige è la terra dei castelli. Più di 700 sono i siti storici censiti, dove si trovano castelli, residenze nobiliari, fortificazioni. Alcuni castelli erano anche sede dei tribunali e così nell’epoca buia vi si svolgevano i “processi delle streghe”. Vittima illustre fu la sarentinese Pachler Zottl, processata all’interno delle mura di Castel Reinegg sopra Sarentino. Altri castelli, dove per certo si sa che furono tenuti dei processi sono Castel Presule/Prösels a Fié sull’Altipiano dello Sciliar e a Castel Rodenegg a Rodengo in Valle Isarco.Informazioni sui castelli dell’Alto Adige: www.suedtirol.info/castelli  

  • Le leggende

In ogni zona dell’Alto Adige una volta “imperversavano” le streghe. Dalla Val Venosta alle Dolomiti si raccontano un’infinità di leggende.Sul Salto, l’altipiano tra San Genesio e Avelengo, cioè l'”attico” tra Bolzano e Merano, c’era lo “stregone Manz”. Si racconta che Manz era talvolta cattivo, ma altre volte dava anche una mano ai contadini. Così ad esempio d’estate spesso aiutava durante la fienagione. E da buono stregone riusciva a tagliare benissimo l’erba, ma tagliava anche alberi e addirittura interi sassi. Quando però suonavano le campane della chiesetta di San Giovanni, buttava via la falce e spariva, perché, come raccontava sempre, doveva andare da un “importante Signore” a Innsbruck. Questi viaggi avvenivano con una carrozza che “volava” sopra i dirupi del Monte Ivigna, gridando a tutti “spostatevi, che ho fretta!”.Informazioni sulle leggende dell’Alto Adige: www.suedtirol.info/leggende  Erbe, orti e giardiniLe “Streghe” a Castel TrauttmansdorffPiante velenose e magiche sono state raccolte nel piccolo e nuovo “Giardino delle streghe”. Seguendo la credenza popolare, che le streghe conoscevano i segreti delle piante medicinali e di quelle velenose, queste erbe e piante sono state piantate in questo particolare giardino che può essere visitato solo con un’esperta guida.  Orti ed erbeLa storia degli orti dell’Alto Adige/Südtirol ha radici molto lontane. Nel Medioevo, e in particolare con la nascita dei monasteri, si sviluppa il concetto di orto e giardino.Oggi gli orti e i giardini sono stati riscoperti e rappresentano una componente specifica del paesaggio culturale, creato con un lavoro faticoso e costante attraverso la storia. L’orto altoatesino si trova nelle immediate vicinanze dei masi, perché serve ad approvvigionare la famiglia di verdure, erbe aromatiche, fiori. Un recinto, spesso in legno intrecciato, separa l’orto non solo dal resto dei campi, ma tiene lontano anche gli animali da cortile. La più antica forma di recinto a palizzata altoatesino può essere ammirata nel chiostro del duomo di Bressanone. L’affresco dell’Orto degli Ulivi mostra infatti una serie di pali conficcati nel terreno fittamente intrecciati con rami o verghe. Al suo interno l’orto è sempre diviso in aiuole rettangolari fra cui corrono dei viottoli. Le verdure che non mancano mai in un orto altoatesino sono molte, tra queste cavoli e rape, insalata, spinaci, aglio e cipolla, pomodori, zucche, fagioli, fave e piselli. Oltre alle verdure, in ogni orto crescono, piante ornamentali e importanti erbe aromatiche, spesso con potere medicamentoso. L’orto è sempre stato il regno della padrona di casa, il suo orgoglio, nonché la presentazione del maso. Esso rispecchia la personalità di chi abita la casa che, nella cura dell’orto, esprime le proprie qualità. Gli orti altoatesini sono quindi semplici nella forma e modesti nella struttura, ma nulla manca ad essi in quanto a fascino e poesia. Erbe, fiori e piante sono al centro dell’attività di Martha Mulser del “Pflegerhof” di Siusi e per Franz Niederkofler del “Bergila” di Falzes. Entrambi hanno fatto della loro passione una professione. Martha Mulser gestisce l’agriturismo di famiglia e da oltre 20 anni coltiva biologicamente erbe e piante per produrre tisane, creme, oli e sciroppi. Il Pflegerhof può essere visitato. (http://www.pflegerhof.com/) Franz Niederkofler coltiva le erbe in modo biologico e le raccoglie seguendo le fasi lunari. Le erbe vengono poi essiccate e lavorate per tisane e creme, ma come aromi per cibi (particolarmente buono il sale aromatizzato). Oltre all’orto, al Bergila c’è anche una distilleria di pino mugo e un piccolo museo di famiglia. (http://www.bergila.com/)

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