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Orosei, splendidi scorci di storia e natura

Stretta tra il mare e il Monte Tuttavista (805 m), Orosei si sviluppa sulla piana bonificata della foce del fiume Cedrino, nella sardegna nord orientale. Tutt’intorno si estende la Baronia, di cui Orosei è capoluogo storico.

Grazie alle incredibili bellezze e alla facilità dei collegamenti tramite l’orientale sarda (SS 125), sia al porto Isola Bianca che all’aeroporto Costa Smeralda di Olbia, Orosei è una meta tra le più desiderate per i viaggi in sardegna. È dotata di strutture ricettive in grado di soddisfare le svariate esigenze dei visitatori che desiderino trascorrere una vacanza Orosei per scoprirne le ricchezze e non mancano le occasioni di svago e di arricchimento culturale ed eno-gastronomico.

Scoprire Orosei significa avere l’occasione di entrare in contatto con un territorio dal grande valore naturalistico. Basti solamente pensare che questa zona è parte dal 1998 del Parco nazionale del Gennargentu – Golfo di Orosei, uno dei più belli e selvaggi parchi italiani, che racchiude tra i suoi confini ambiti montani e costieri incontaminati di alto pregio. È possibile fare delle escursioni nell’entroterra per scoprire località meno note, paesaggi impensabili e i prodotti tipici della terra.

La fascia costiera è altrettanto affascinante da scoprire: la sua bellezza e la sua qualità sono state premiate da Legambiente con 5 Vele. Da Osala, sormontata dall’omonimo nuraghe, a sud di Orosei, all’oasi faunistica di Bidderosa, che segna il confine con Siniscola, si estendono 14 km di spiagge di sabbia chiara fine e un mare dalle sorprendenti trasparenze e dai colori variegati, circondato da pinete, macchia mediterranea e scogli di granito rosa e basalto.

Nell’area di Bidderosa si trova lo stagno di Sa Curcurica, immerso in una fitta vegetazione palustre, di grande interesse naturalistico. Un altra zona umida ricca di avifauna è lo stagno Su Petrosu, che si estende alle spalle della Marina di Orosei.

Da non perdere è Cala Liberotto, sulla strada per Siniscola: un tratto di costa caratterizzato da piccole cale e baie circondate da una fitta pineta. 2 km più avanti si trova Capo Comino, il punto più orientale della Sardegna, una località molto selvaggia e piena di rocce frastagliate e distese di macchia mediterranea.

Il centro storico vanta un interessante tessuto urbano e notevoli edifici religiosi e civili. La piazza del Popolo è il cuore del paese dove si affacciano ben quattro chiese: San Giacomo Maggiore, con delle bellissime cupole maiolicate, Santa Croce, la chiesa del Rosario e la chiesa delle Anime. Isolato in campagna fino a poco tempo fa, anche il Santuario della Madonna del Rimedio, è meta di pellegrinaggi e mostra le caratteristiche “cumbessias”, che servivano per ospitare i poveri e i pellegrini.

Interessante da vedere il Santuario di Sant’Antonio Abate all’ingresso del paese, anch’esso un tempo in campagna. Mostra ancora la tipica architettura campestre, con il portico a pilastri lungo il fianco sinistro. A recinzione si trovano numerose “cumbessias”. Nel cortile della chiesa si eleva la torre di Sant’Antonio, dalle tipiche forme romanico –pisane.

Alla foce del fiume Cedrino sorge inoltre la chiesa di Santa Maria ‘e Mare, eretta nel secolo XIII da mercanti pisani. L’ultima domenica di Maggio una processione di barche adornate con fiori, percorre il tratto di fiume tra il ponte del Cedrino e la chiesa, portando in processione la statua della Santa.

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Irlanda: alle Origini del Tempo

L’associazione culturale Oracolo di Wilde propone un magico viaggio sull’Isola di Smeraldo, dove Natura, Tradizione e Cultura si incontrano per incantare il visitatore.L’itinerario proposto toccherà i luoghi più antichi d’Irlanda, offrendo la possibilità di godere di tutte le comodità del viaggio organizzato senza perdere lo spirito del viaggio indipendente di avventura e di scoperta che lo rendono un’esperienza unica di crescita e di conoscenza.Durante il viaggio sarà inoltre possibile sperimentare un contatto più profondo con la Natura grazie alle meditazioni guidate dallo staff dell’associazione Oracolo di Wilde, che propone svariati e originali percorsi per il benessere emozionale e psicofisico, consultabili al sito www.oracolodiwilde.it.   Il pacchetto comprende:  viaggio aereo A/R con volo di linea AerLingus Milano Linate/Dublino – pullman privato a disposizione per tutta la durata del soggiorno – visita guidata in italiano dell’antico monastero di St.Kevin a Glendalough – visita guidata in italiano del sito megalitico di Newgrange e Knowth – visita guidata in italiano della Hill of Tara – visita guidata in italiano di Dublino – trattamento bed & breakfast in camere doppie e triple per tutta la durata del soggiorno – cena del 9/04 – guida/interprete italiana per tutta la durata del viaggio  – l’associazione si farà carico di organizzare e prenotare le cene di gruppo, qualora richiesto.
  I LUOGHI Newgrange & KnowthUno dei luoghi più affascinanti d’Irlanda, questa vasta necropoli neolitica conosciuta con il nome di Brú na Bóinne (palazzo del Boyne) è anche uno dei più straordinari siti archeologici d’Europa. Costruita un migliaio di anni prima di Stonehenge, è un potente e suggestivo testamento delle imprese straordinarie compiute dagli uomini preistorici. TaraTara è la torbiera più sacra d’Irlanda, un luogo che occupa un posto speciale nella storia, nelle leggende e nella tradizione popolare irlandesi. Fu infatti anticamente dimora dei druidi e più tardi fu la capitale cerimoniale degli “alti re” – 142 in tutto – che governarono il paese fino all’avvento del cristianesimo, nel VI secolo. I Celti pensavano che Tara fosse la sacra dimora delle divinità e la porta d’accesso all’oltretomba. La tomba a corridoio era considerata l’ultima dimora dei Tuahta de Danann, i primi ad abitare l’Irlanda, ricordati come creature elfiche e semidivine. GlendaloughGlendalough e’ una località che incanta i visitatori sia per il celebre sito monastico di St. Kevin – risalente al VI secolo – sia per la bellezza della natura circostante. Gli importanti resti di questo antico insediamento monastico sono estremamente suggestivi, ma la vera attrazione sta nello splendido scenario: due misteriosi laghi scuri incastonati in una profonda vallata ricoperta di foreste.  DoolinImmaginate la Contea degli Hobbit nel Signore degli Anelli e avrete davanti ai vostri occhi la piccola ma suggestiva Doolin. Si dice infatti che proprio qui, a due passi dalle Cliffs of Moher, Tolkien abbia avuto l’ispirazione per scrivere il suo celebre romanzo. Doolin è anche il luogo migliore per gustare lo Stufato Irlandese alla Guinness in uno dei tipici pub dove la musica dal vivo è d’obbligo, infatti Doolin è anche considerata la capitale della musica tradizionale irlandese. Cliffs of MoherLe Cliffs of Moher, una delle più celebri attrazioni turistiche d’Irlanda, si innalzano, ripidissime e scoscese fino a raggiungere i 203 metri d’altezza. Nelle giornate limpide il panorama è spettacolare; le Aran Islands si profilano nitide sulle acque della Baia di Galway, e alle loro spalle si ergono le alture del Connemara. Dublino

Nonostante sia la capitale della Repubblica d’Irlanda, Dublino è ancora una città a misura d’uomo, particolare e variopinta, ricca di eleganti edifici in stile georgiano, di una celebre cultura letteraria, sede dell’antica Trinity College Library che racchiude pregevoli tesori letterari miniati a mano. E naturalmente non manca il “profano”: pub estremamente accoglienti, musica dal vivo, negozi alla moda, e – last but not least – la Guinness Storehouse, la più moderna e interessante birreria-museo d’Europa.

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Gioielli Alchemici

Un gioiello alchemico è un monile che viene creato con il metodo di fusione a cera persa. Questo antico metodo usato da Sumeri, Egizi, Etruschi, popoli Africani e Precolombiani presenta in ogni fase di lavorazione una simbologia che appartiene per molti versi al processo di creazione della vita umana. Questa tecnica rende ogni gioiello unico ed irripetibile, come l’essere umano.Usare questo metodo però non basta, è necessario essere coscienti di ciò che avviene in ogni passaggio. La filosofia applicata alla tecnica di laboratorio darà un significato profondo ad ogni oggetto, sia per quanto riguarda la natura del gioiello in se stesso sia per quanto riguarda la sua forma. Inoltre per definire un gioiello “alchemico”, è importante che il materiale di cui è composto sia un materiale ETERNO, abbia in sé il principio “ETER”, il quinto elemento, ovvero ciò che lo farà resistere alle prove di Saturno, il padrone del tempo.Questo significa utilizzare materiali come l’oro – nell’ambito dei metalli nobili – oppure la Lega Stellite (acciaio chirurgico) o il titanio – nell’ambito dei metalli non nobili.La mancanza di ossidazione, il mantenimento della brillantezza, la perfetta compatibilità con il corpo e le sue energie, fanno di ciascuno di questi tre metalli la materia prima ideale per creare gioielli che resistano al tempo e che contemporaneamente rispettino la salute delle persone che li indossano.In un’epoca di perdita di valori e di significati un gioiello alchemico rappresenta una piccola scultura da indossare, che ha un simbolismo profondo, una sua “anima” e quindi indossarlo significa portare con sé una forma-pensiero che genera una “forza” speciale, esattamente come fanno alcuni cristalli che si utilizzano per armonizzare le energie.
Ciò che determina la natura di un gioiello “alchemico” è inoltre legato allo spirito ed allo stile di vita di chi lo fa. E’ necessario che esista una coerenza, una responsabilità che si evidenzia nello stile di vita del creatore. L’artista imprime quindi al gioiello qualcosa di sé e della sua essenza: proprio questo aspetto è ciò che per gli alchimisti rende preziosa la loro opera.
Quando “arte e vita” coincidono, infatti, l’arte racchiude in sé l’essenza del tempo e dello spazio, l’alchimista la raccoglie e la esprime nell’opera, ma tra tutte le tecniche, quelle che prevedono l’uso del fuoco sono le più affascinanti poiché riescono a trasmettere al meglio l’Essenza della vita. IL CORSO:L’appuntamento è per il 28 e 29 Marzo al Bosco WWF di Vanzago.Il corso avrà la durata di un weekend, durante il quale ognuno potrà sperimentare la propria creatività per dar vita al suo gioiello alchemico attraverso un percorso che prenderà in considerazione, oltre all’alchimia dell’oggetto – con preparazione in cera, fusione e formulazione di un “intento” – anche l’alchimia della persona.

Il corso sarà infatti supportato da tecniche di alchimia umana come la meditazione, lo yoga, l’arte, l’incontro con la natura e con i quattro elementi per generare una trasformazione vera e profonda di se stessi, proprio come avviene nel metallo. Questo aiuta a trasformare gli aspetti di noi che vogliamo cambiare (piombo) per manifestare la parte più pura e migliore di noi (oro) oppure confermare più coscientemente i progetti che già stiamo vivendo.

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Gioco dell’Oracolo

Tra le varie attività dell’associazione culturale Oracolo di Wilde, che opera nel campo del benessere psico-fisico soprattutto attraverso percorsi di meditazione e crescita interiore, il Gioco dell’Oracolo è naturalmente l’attività che dà il nome all’associazione e che quindi rappresenta idealmente il modo migliore per conoscere e apprezzare la metodologia di lavoro proposta dal gruppo. L’appuntamento è per sabato 21 Febbraio, dalle 10,00 alle 18,00, nella cornice incantata del Bosco WWF di Vanzago, alle porte di Milano.  Entusiasmante e sorprendente, il Gioco dell’Oracolo si discosta dalle classiche proposte di meditazione guidata e offre in maniera del tutto originale la possibilità di guardarsi dentro per capire, o semplicemente per ricordare, quel magico mondo di cui si fa parte. Dona indicazioni sul “qui e ora” della persona e suggerisce il modo migliore per proseguire il cammino, per comprendere e superare blocchi e difficoltà. Scava un solco tra il prima e il dopo e dona un seme dal quale nascerà una nuova consapevolezza. E’ un “laboratorio esistenziale” indicato sia come ricerca di precise risposte, sia come inizio di un percorso per una nuova conoscenza di sé stessi.
L’Oracolo finale analizza le indicazioni ricevute dal percorso e gli obiettivi possibili per migliorare la qualità della vita e il rapporto con se stessi e con gli altri.

I partecipanti avranno l’opportunità di entrare in contatto con le proprie parti più nascoste, di osservarle e di ascoltarle, muovendosi su un percorso (il Gioco) che rappresenta la Vita, e come nella Vita si potrà scegliere quale direzione prendere.

I giocatori incontreranno delle prove, ascolteranno e lavoreranno con i cinque sensi, i quattro elementi della natura e altro ancora attraverso meditazioni, lavori singoli e di gruppo.

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Conoscere e conoscersi alla Luce dei Cristalli

Sabato 14 e domenica 15 febbraio l’associazione culturale Oracolo di Wilde propone due giornate di lavoro sui cristalli per conoscere il potere terapeutico ed energetico delle pietre e gli usi che se ne possono fare. Il corso è basato sulla sperimentazione attraverso esercizi e meditazioni per “entrare” nel linguaggio energetico dei cristalli. Si analizzerà il significato di cristalloterapia, si studieranno le pietre, la loro relativa applicazione ai chakras, si imparerà come purificarle e utilizzarle.Di grande interesse la parte esperienziale del corso, durante la quale sarà possibile sperimentare direttamente l’energia delle pietre anche attraverso l’essenza di cristalli e l’autotrattamento. Sono previste esercitazioni pratiche singole e di gruppo, composizione di mandala personali e collettivi, analisi e scelta personale dei cristalli.  Parte integrante del lavoro sarà inoltre lo Stone Reading, un antico metodo di lettura dei cristalli attraverso il quale sarà possibile creare uno “scambio” energetico che permetterà di ascoltare i messaggi che le pietre trasmettono.  Per informazioni e prenotazioni:www.oracolodiwilde.it[email protected]tel. 338.9866577 347.4586287

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Corso di Hatha Yoga

“Lo Yoga non si limita ad aprire la via tanto cercata, ma dà anche una filosofia d’inaudita profondità e rende possibili esperienze controllabili, soddisfacendo il bisogno scientifico di “fatti”; per di più con la sua ampiezza e profondità, con la sua età veneranda, la sua dottrina e il suo metodo che abbracciano tutti i campi della vita, promette sviluppi insospettati…” (Carl G.Jung) L’associazione culturale Oracolo di Wilde, attiva ormai da diversi mesi nel territorio rhodense con proposte innovative e originali mirate al raggiungimento del benessere psico-fisico, ma anche con eventi di beneficenza e attività di interesse sociale, propone questa volta ad Arluno, presso la sede dell’associazione L’Abbraccio, un nuovo corso settimanale di Hatha Yoga ogni giovedì sera a partire dal 12 febbraio, dalle 19.00 alle 20.30. Il significato della parola Yoga è unione, unità: unità psicofisica, unità degli opposti, unità della materia con lo spirito, unità fra interno ed esterno, unità fra noi e gli altri, unità come accettazione, consapevolezza ed armonia.
Da un punto di vista fisiologico, lo Yoga esercita un’azione che dolcemente distende i muscoli, agisce sulle articolazioni, le ossa, gli organi interni; stimola il metabolismo cellulare ed il sistema endocrino, quindi tutto il sistema immunitario.
Corregge il portamento e la postura, insegna a respirare profondamente e più lentamente, a favore di una circolazione sanguigna ottimale.A tutto questo sono conseguentemente legati effetti psicologici ed emotivi, infatti una buona respirazione rende calmi, rilassati e ricettivi.Un corpo sano è pieno di energia e di vitalità, un portamento ed una postura corrette esprimono bellezza ed armonia, ispirano rispetto e simpatia. Il corso, tenuto da Gordana Stojanovic, propone in particolare gli insegnamenti del maestro indiano Sri Sri Sri Satchidananda, conosciuto come lo Yogi silente di Madras per il silenzio osservato negli ultimi 40 anni della sua vita. Per informazioni e prenotazioni:www.oracolodiwilde.it[email protected]tel. 338.9866577 347.4586287 

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Una Via per il Ben-Essere

L’associazione culturale Oracolo di Wilde si propone come una “via” per offrire una reale possibilità di entrare in contatto con le proprie parti più intime e profonde affinché possano essere nutrite con consapevolezza e amore. I percorsi che proponiamo mirano al riconoscimento dei propri bisogni e alla riscoperta dei propri talenti, spesso dimenticati e oscurati dall’incessante frenesia della vita quotidiana. Fermarsi un istante, ascoltare le proprie emozioni e imparare a gestirle affinché non ci travolgano è il primo importante passo verso la libertà interiore.Avere costanza nel seguire il proprio cammino, determinare le proprie scelte con fermezza e dignità permette di Vivere in modo attivo senza “subire” tutto ciò che ci circonda.  Per il nostro benessere psicofisico è importante cercare uno spazio che ci consenta di spostarci dalla periferia al centro del nostro essere e possiamo farlo semplicemente diventando testimoni di ciò che siamo.  Rilassare la mente stanca di pensare sempre alle stesse cose, ai suoi condizionamenti, alle sue urgenze, alle sue ansie ci permette di staccare l’attenzione dal quotidiano, distraendoci dai pensieri che l’attanagliano, rigenerandoci.Accettarsi diventando consapevoli dei propri talenti e capacità, rinnovarsi ma soprattutto volersi bene.
Tutto questo non richiede rinunce, ma un modo di agire compatibile con il nostro “quotidiano” a cui si può affiancare una dimensione spirituale nuova: un insieme di esperienze per il recupero del senso dell’essere e per lo sviluppo della consapevolezza che se ben eseguite danno luogo ad un cambiamento interiore e ad una migliore comprensione di ciò che ci circonda.
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DOMANI A ROMA – VI Congresso Nazionale di Federparchi – “Parchi a misura di futuro”

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  • 29 Gennaio 2009

DOMANI A ROMA – “Parchi a misura di futuro”

VI Congresso Nazionale Federparchi

Al via domani a Roma il Congresso dell’associazione delle aree naturali protette
Si fa il punto su un sistema che tutela il 12% del territorio italiano

30 – 31 gennaio 2009 – Casa dell’Architettura – Piazza Manfredo Fanti, 47 – Roma

Non si può attendere oltre. Le grandi sfide ambientali ed economiche – dal cambiamento climatico in atto su scala planetaria alla continua erosione della diversità biologica, dalle guerre per l’approvvigionamento delle risorse naturali all’urgenza di individuare nuove strategie di sviluppo, più sostenibili e rispettose dell’ambiente – richiedono scelte coraggiose e interventi tempestivi. Che coinvolgono direttamente anche il sistema globale delle Aree Protette. Una rete complessa e capillare, che comprende oltre 130mila parchi in 238 Paesi di ogni parte del mondo. Tra cui, naturalmente, i parchi italiani, che si riuniscono domani e dopodomani a Roma, presso la Casa dell’Architettura – Acquario Romano, per il VI Congresso Nazionale di Federparchi, la Federazione italiana dei parchi e delle riserve naturali.

I lavori, che vedranno protagonisti i 181 soci dell’associazione (22 parchi nazionali, 101 tra regionali e provinciali, 24 riserve, 5 regioni, 16 tra province, università e altri enti, 9 associazioni e 3 agenzie), oltre a rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni di categoria e dei gruppi ambientalisti, consentiranno di fare  il punto sui risultati raggiunti dal sistema nazionale delle aree protette e sul contributo strategico che i parchi  possono offrire nell’ottica delle grandi sfide di carattere ambientale che attendono il nostro Paese e l’intera comunità internazionale. L’assemblea congressuale eleggerà inoltre il nuovo presidente e gli organismi che governeranno la Federazione per il prossimo triennio.

Folta e di alto profilo la partecipazione di ospiti stranieri, tra i quali la Presidente di Europarc Federation, Erika Stanciu. Il Congresso nazionale della Federparchi ospita inoltre l’Ambasciatrice dell’Ecuador in Italia, Geoconda Galán Castelo, che presenta il progetto Yasuní-ITT per la salvaguardia del Parco Nazionale Yasuní. Con questa iniziativa, il Governo ecuadoriano ha scelto di rinunciare all’estrazione del greggio, mantenendo nel sottosuolo circa mille milioni di barili di petrolio crudo del campo petrolifero ITT (Ishpingo-Tiputini-Tambococha), ubicato nel Parco Nazionale e Riserva Mondiale della Biosfera Yasuní, nella zona amazzonica dell’Ecuador, uno dei luoghi con la meggiore biodiversità del pianeta e rifugio della popolazione indigena degli Huaorani. Federparchi è impegnata a collaborare con il Governo ecuadoriano per far conoscere l’iniziativa ai suoi soci e al pubblico italiano.

I lavori dell’Assemblea congressuale saranno introdotti dalla relazione del presidente uscente di Federparchi, Matteo Fusilli. Dopo i saluti della Presidenza della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma, sono previsti numerosi interventi di esponenti politici, rappresentanti di associazioni di categoria, del mondo accademico e delle associazioni ambientaliste. Tra gli altri, interverranno: Marco De Giorgi, Segretario Generale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; Antonio D’Alì, presidente della Commissione Ambiente del Senato; Ermete Realacci, Ministro dell’Ambiente del governo ombra del Partito Democratico.

Le emissioni di gas ad effetto serra generate dalle attività legate al Congresso saranno compensate con un contributo della Federparchi al programma Parchi per Kyoto che prevede attività di forestazione in Italia e all’estero.

Ufficio Stampa Federparchi
Tel. 06/51604940
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Ambiente: I Parchi italiani, un sistema da primato

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  • 28 Gennaio 2009

– 2 al Congresso Federparchi
Mancano due giorni a “Parchi a misura di futuro”
VI Congresso Nazionale Federparchi.

Cambiamenti climatici, tutela della natura, qualità della vita, sviluppo sostenibile.
Roma 30  31 gennaio 2009 Casa dell’Architettura – Acquario Romano Piazza Manfredo Fanti 47

I Parchi italiani, un sistema da primato

Oltre 1.100 aree naturali protette distribuite in tutta la Penisola, con una superficie complessiva di circa tre milioni e mezzo di ettari, pari a più del 12% dell’intero territorio italiano; 1.873  comuni interessati, pari a quasi un quarto del totale dei comuni d’Italia; circa l’8% della superficie tutelata rappresentata da tratti di costa, per un totale che supera i 630 chilometri. Sono questi, in sintesi, i numeri del sistema italiano delle aree naturali protette. Sono i numeri di un successo, maturato in un lasso temporale relativamente breve e reso possibile dalla volontà e dall’impegno di moltissimi italiani.

A questo già esteso sistema di aree protette (Parchi Nazionali e Regionali, Aree Marine Protette, Riserve Statali e Regionali, Oasi gestite da associazioni ambientaliste) si aggiunge la cosiddetta “Rete Natura 2000”, una serie di località – Siti di interesse comunitario (Sic) e Zone di protezione speciale (Zps) – individuate in ottemperanza alle direttive comunitarie “Habitat” e “Uccelli”, nate con lo scopo di tutelare sul territorio europeo la diversità biologica della flora e della fauna selvatiche. Aggiungendo anche i Sic e le Zps individuati in Italia, la superficie protetta sfiora il 21% del territorio nazionale, pari a oltre sei milioni e mezzo di ettari.

Sono ben cinque, infine, le regioni italiane che presentano una quota di territorio protetto pari ad almeno un quinto del proprio territorio. Si tratta  dell’Abruzzo, con il 28%, la Campania (26%), la Provincia Autonoma di Bolzano (25%), la Lombardia (22%) e la Basilicata (20%). La Lombardia è anche la regione con il maggior numero di aree protette – ben 186 -. Nella Provincia autonoma di Bolzano ne sono state istituite 176, ma hanno superato quota cento anche Piemonte (112) e Toscana  e (111).

L’Italia dei parchi, che rappresenta sempre di più le tradizioni, la conoscenza e la cultura dei nostri territori si ritroverà a Roma, venerdì 30 e sabato 31 gennaio prossimi per il VI Congresso Nazionale della Federparchi, la Federazione dei parchi e delle riserve naturali, in programma alla Casa dell’Architettura – Acquario Romano.

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Clima: le foreste italiane assorbono l’11% dei gas serra in eccesso- 3 al Congresso Federparchi – Mancano tre giorni a “Parchi a misura di futuro” – VI Congresso Nazionale Federparchi- 3 al Congresso Federparchi

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  • 27 Gennaio 2009

– 3 al Congresso Federparchi
Mancano tre giorni a “Parchi a misura di futuro”
VI Congresso Nazionale Federparchi.

Cambiamenti climatici, tutela della natura, qualità della vita, sviluppo sostenibile.
Roma 30  31 gennaio 2009 Casa dell’Architettura – Acquario Romano Piazza Manfredo Fanti 47

Clima: le foreste italiane assorbono l’11% dei gas serra in eccesso

Il patrimonio forestale italiano svolge un ruolo fondamentale nel percorso per il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto, neutralizzando ogni anno quasi l’11% sul totale delle emissioni di gas ad effetto serra che l’Italia si è impegnata a tagliare; circa un quinto di questa percentuale è ascrivibile a boschi presenti nelle aree protette. I parchi italiani, infatti, custodiscono quasi un milione e trecentomila ettari di superficie di bosco, corrispondenti al 37% del territorio protetto e al 18% dell’intera superficie forestale della Penisola.

In totale, il patrimonio forestale italiano consente di risparmiare al nostro Paese, grazie all’assorbimento dei gas climalteranti, circa 750 milioni di euro all’anno. Il ruolo fondamentale delle foreste è stato riconosciuto dal Protocollo di Kyoto, che nell’ambito delle strategie di riduzione delle emissioni, ha sottolineato l’importanza degli interventi di “riforestazione” (realizzati sui terreni che erano in precedenza forestali) e delle misure di “afforestazione” (realizzati su terreni che non sono mai stati forestali).

Il ruolo delle aree protette non si esaurisce, naturalmente, nel contrasto degli effetti del cambiamento climatico. I parchi, infatti, concorrono a preservare molte altre ricchezze vitali per il nostro Paese. Come le risorse idriche. L’azione di rigenerazione delle falde svolta dagli ambienti naturali, infatti, è fondamentale per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di acqua potabile. Altrettanto importante è l’azione di difesa del suolo che le aree protette compiono attraverso la tutela delle superfici boschive, assicurando la stabilità e permeabilità dei terreni e prevenendo fenomeni di dissesto idrogeologico. Una funzione dallo straordinario valore economico, oltre che ambientale.

L’Italia dei parchi si ritroverà a Roma, venerdì 30 e sabato 31 gennaio prossimi per il VI Congresso Nazionale della Federparchi, la Federazione dei parchi e delle riserve naturali, in programma alla Casa dell’Architettura – Acquario Romano.

Eventi in occasione del Congresso:
–      Oggi, martedì 27 gennaio – ore 18 –ci sarà la proiezione del film “I predatori del Fiume Azzurro” di E. Manghi e P. Fioratti, vincitore del Dragone d’oro al Festival Internazionale per la Cinematografia Scientifica di Pechino
–      Fino a sabato 31 gennaio, dalle 10.00 alle 17.30: mostra fotografica “Paesaggi e territori dei Parchi italiani”. Casa dell’Architettura Piazza Manfredo Fanti 47

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“Parchi a misura di futuro”“Parchi a misura di futuro”

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  • 23 Gennaio 2009

“Parchi a misura di futuro”

VI Congresso Nazionale Federparchi

A 20 anni dalla nascita della Federazione appuntamento a Roma per l’elezione del nuovo presidente; si fa il punto sui parchi, un sistema che tutela il 15% del territorio italiano

30-31 gennaio 2009- Casa dell’Architettura – Piazza Manfredo Fanti, 47 – Roma

Cambiamenti climatici, tutela della natura, qualità della vita, sviluppo sostenibile. Questi i temi al centro del VI Congresso Nazionale della Federparchi, la Federazione italiana dei parchi e delle riserve naturali, in programma a Roma il 30 e il 31 gennaio. I lavori, che si svolgeranno presso la Casa dell’Architettura- Acquario Romano – si concluderanno con l’elezione del nuovo presidente e degli organismi che governeranno l’associazione per il prossimo triennio.

Si tratta di un appuntamento particolarmente significativo, che giunge in un momento di profonda riflessione, su scala planetaria, sulle politiche ambientali ed economiche. Un processo che riguarda da vicino il sistema mondiale delle aree protette, il cui ruolo cruciale per la conservazione della natura e lo sviluppo sostenibile è universalmente riconosciuto (sono oltre 130mila i parchi istituiti in 238 Paesi di ogni parte del mondo).

Nel corso della “due giorni” si farà il punto sui risultati raggiunti dal sistema, formato da quasi 400 aree protette, per un totale di 3 milioni di ettari di superficie tutelata (pari a quasi il 15% del territorio italiano) e verranno messe a punto le proposte per un contributo strategico dei parchi nell’ottica delle grandi sfide di carattere ambientale che attendono il nostro Paese insieme all’intera comunità internazionale.

Il Congresso chiamerà a raccolta i 181 soci tra cui 22 parchi nazionali, 101 tra regionali e provinciali, 24 riserve, 5 regioni, 16 tra province, università e altri enti, 9 associazioni e 3 agenzie, inoltre prevista la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, della società civile, delle associazioni ambientaliste.

Folta la partecipazione di ospiti stranieri tra cui:

1.    Erika Stanciu (Presidente di EUROPARC Federation)
2.    Pedro Rosabal (Dirigente dell’Ufficio Aree Protette della International Union for Conservation of Nature)
3.    Jean Luc Chiappini (Presidente del gruppo Aree Protette del Mediterraneo della Federazione dei Parchi Naturali Regionali Francesi)
4.    Dominique Leveque (Presidente della Commissione Relazioni Internazionali della Federazione dei Parchi Naturali Regionali Francesi)
5.    Martí Domènech (Coordinatore del Settore Aree Protette della Provincia di Barcellona)
6.    Juan Echániz (Coordinatore generale Area di Presidenza della Provincia di Barcellona)

Il Congresso della Federparchi ospita inoltre l’Ambasciatrice dell’Ecuador in Italia, Geoconda Galán Castelo, che presenta il progetto Yasuní-ITT. Con questa iniziativa, che ha ottenuto il sostegno della Federazione, il Governo dell’Ecuador intende salvaguardare uno dei più straordinari ecosistemi del mondo, rinunciando allo sfruttamento petrolifero nel Parco Nazionale Yasuní.

Nella settimana che conduce al Congresso, a partire da domenica 25 gennaio (-5 al Congresso), partirà un countdown informativo che servirà a ricordare agli operatori dei media la data di inizio del Congresso e diffonderà, ogni giorno, una pillola informativa sul mondo dei parchi italiani: dati, informazioni e curiosità.

Eventi previsti in occasione del Congresso presso la Casa dell’Architettura:
o      Lunedì 26 gennaio – ore 18 – inaugurazione ad inviti della mostra fotografica “ Paesaggi e territori dei parchi italiani”, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Roma e il patrocinio del Ministero dell’ Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

o      Martedì 27 gennaio – ore 18 – Proiezione del film “I predatori del Fiume Azzurro” di E. Manghi e P. Fioratti, vincitore del Dragone d’oro al Festival Internazionale per la Cinematografia Scientifica di Pechino

Le emissioni di gas ad effetto serra , generate dalle attività legate all’evento, saranno compensate con un contributo della Federparchi al programma Parchi per Kyoto che prevede attività di forestazione in Italia e all’estero.

Ufficio Stampa Federparchi
Tel. 06/51604940 Fax. 06/5138400 Mail. [email protected]

Extra Comunicazione e Marketing
Alessandro Faia
Cell. 3464182567
Tel. 0645427860 [email protected]

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Invito all’inaugurazione della Mostra fotografica di Federparchi

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  • 22 Gennaio 2009

Federparchi ha il piacere di invitarLa all’inaugurazione della Mostra fotografica “Paesaggi e Territori dei Parchi italiani” che si terrà lunedì 26 gennaio alle ore 18.00 presso la Casa dell’Architettura a Piazza Manfredo Fanti 47 a Roma.

Nell’ambito del VI Congresso nazionale sul tema “Parchi a misura di futuro” in programma a Roma per il 30 ed il 31 gennaio 2009, Federparchi presenterà la prima mostra fotografica su “Paesaggi e Territori dei Parchi italiani”.

La mostra punta a far conoscere al grande pubblico le aree protette italiane e le loro grandi potenzialità. L’obiettivo è quello di far emergere tutta l’originalità dei Parchi italiani, il loro forte legame con i territori e con gli aspetti culturali e sociali che li caratterizzano, mettendone in luce le idee, le attività e le proposte sviluppate per raggiungere un equilibrio tra utilizzo delle risorse e salvaguardia ambientale, tra uomo e natura, tra conservazione e sviluppo.

La mostra sarà aperta al pubblico da martedì 27 gennaio 2009 a giovedì 29 gennaio 2009 (h 10.00 – 17.30) e potrà essere visitata gratuitamente.

Martedì 27 gennaio alle ore 18, inoltre, sempre presso la Casa dell’Architettura, si terrà la Proiezione del film “I predatori del Fiume Azzurro”, di Eugenio Manghi e Paolo Fioratti, vincitore del “Dragone d’oro” al Festival internazionale per la Cinematografia Scientifica di Pechino.

L’ingresso sarà libero (fino ad esaurimento posti).

R.s.v.p.

la Segreteria organizzativa

Extra comunicazione e marketing

Tel. 0645427860 Fax 0645427864

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Vacanze sportive in Sardegna

Vacanze in sardegna? Mare, sole, spiagge. Il primo pensiero che viene in mente pensando ai viaggi in sardegna sono vacanze in assoluto relax, sdraiati a prendere il sole su una delle incantevoli spiagge di cui l’isola abbonda davanti ad un mare tra i più belli del mondo. Questa terra offre in realtà altre esperienze turistiche.

Lo sport rappresenta una delle strade percorribili. Sono tante infatti le occasioni di praticare attività sportive sia legate al mare, che alla terra. Da soli o in compagnia di amici e della famiglia, è un ottima soluzione per dedicare a se stessi e per staccare dai ritmi frenetici della vita quotidiana.

Il piacere del movimento è assicurato. Grazie ad una configurazione naturalistica del territorio molto differenziata, sempre più appassionati ogni anno trovano in sardegna gli scenari ideali per competere con l’ambiente e interagire con la natura. Sono diversi i modi per vivere le sue molteplici bellezze: trekking, arrampicata, escursioni, equitazione, vela ,mountain bike, immersioni sono occasioni per giocare con il vento, scoprire boschi lussureggianti, fondali marini straordinari, spiagge deserte, vivere emozioni forti.

1850 km di coste e un vento sempre costante, fanno della sardegna la patria della vela, del windsurf, del kitesurf, del surf. Lungo la costa ovest il maestrale non manca mai. Proprio qui si trovano le località ideali per gli amanti delle onde e della tavola come la costa che da Iglesias arriva alla Costa Verde e l’Oristanese (Capu Mannu soprattutto). Altri luoghi frequentati dai surfisti sono il Poetto di Cagliari, Pula e Chia. In generale tutta l’Isola è idonea a questa attività basta avere la pazienza di aspettare l’onda giusta. Tavole da surf, sci, moto d’acqua, barche sono spesso a disposizione nelle spiagge per i clienti delle strutture alberghiere e a volte anche per gli altri turisti.

Immergersi nei fondali marini non è un’esperienza da trascurare. L’isola è circondata da ambienti sottomarini che meritano di essere scoperti: una natura ancora incontaminata e fondali mozzafiato, ricchi di relitti e di pesci. Centri diving con ottimi istruttori sono diffusi un po’ in tutta l’isola.

La conformazione della Sardegna consente di fare escursioni molto affascinanti. C’è davvero l’imbarazzo della scelta in quanto l’isola conserva molti spazi poco antropizzati e ancora incontaminati. Negli ultimi anni sono stati predisposti tracciati e sentieri impegnativi e meno, percorribili da soli o con l’aiuto di guide. Sono famosi i sentieri dell’entroterra di Cala Gonone (Dorgali – Supramonte) percorribili sia a piedi che in mountain bike. Tra i più suggestivi, quello che porta a Cala Luna e poco più a sud quello che porta a Cala Goloritzè. Anche nel cuore della Gallura si possono fare bellissime escursioni sul Monte Limbara. E ancora, si trovano itinerari stupendi alla Maddalena, a Sintino, sul Gennargentu.

Per entrare in contatto con i colori e i profumi della Sardegna, il cloturismo e la mountain bike da una parte, l’equitazione dall’altra, sono attività diffuse, ideali per immergersi nella natura di quest’isola e scoprirne i lati più tipici. Da non dimenticare anche la presenza di tre prestigiosi campi da golf dove può capitare di giocare accanto a Vip o maestri a livello mondiale: uno in Costa Smeralda, uno a Is Molas (Pula-Cagliari) e uno nell’Oristanese (Is Arenas) sono i principali, ma esistono altri green più piccoli sparsi per l’isola a testimoniare la passione per questo sport.

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Vacanze in Baita o Alberghi in Trentino ?

Partire per le vacanze è diventato sempre più un lusso, ma alcune località del Trentino offrono servizi eccellenti ad un prezzo alla portata di tutti.

Una famiglia al Passo Brocon località emergente ubicata nel Comune di Castello Tesino a mt. 1616 immersa nel verde che affitta una baita di montagna con 10 posti letto può fare una settimana bianca durante il periodo di capodanno spendendo circa 12/18 euro per persona al gg.

mentre nei peridi delle settimane bianche in gennaio e febbraio si arriva fino a 10 euro per persona al giorno.

Negli hotel tre stelle si spende dai 40 euro al gg per la 1/2 pensione fino ad un massimo di 60 euro.

Gli hotel offrono pacchetti vacanza week-end con skipass compreso per soli 120 euro.

Per questo alcuni siti come www.vacanzeintrentino.info e www.brocon.it puntano molto sulla pubblicità e sulle attività collegate alle baite e alle strutture alberghiere posizionate in zone tranquille e nel verde. Escursioni, trekking, percorsi per moutain bike, passeggiate lungo percorsi segnalati come il trododeifiori, in inverno ciaspolate (passeggiate con racchette da neve) al chiaro di luna, snowboard e sci alpino e nordico in piccole stazione sciistiche adatte alle famiglie 

La vacanza in baita è sicuramente una vacanza alternativa al solito appartamento o campeggio, ti ritroverai in un ambiente rustico di montagna con nei dintorni paesaggi splendidi delle dolomiti.

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Musica, Teatro e Arte a San Martino Spino (MO)

CARABHAN

PRESENTA

LANTERNA MAGICA

IN CONCERTO

sabato 4 ottobre ore 21

                               Barchessone Vecchio, San Martino Spino (MO)

                                                                                                    

Dopo il successo dello scorso anno, che ha visto la partecipazione di centinaia di persone, Carabhàn continua il suo viaggio di ricerca nell’arte a 360° ed è lieto di annunciare, per l’edizione 2008, il concerto dei Lanterna Magica. L’evento si svolgerà sabato 4 ottobre, alle ore 21, presso il Barchessone Vecchio di San Martino Spino di Mirandola (Modena).

Lanterna Magica è un gruppo di musica popolare della provincia di Bologna. Da oltre vent’anni propone brani folk dell’Appennino emiliano e d’ispirazione celtica. Gli strumenti utilizzati sono rigorosamente acustici e tipici del repertorio tradizionale: violino, organetto, chitarra, ghironda, cornamusa scozzese, piva emiliana e mandola.

Ad accompagnarli, ci sarà la performance di alcuni ballerini (Balarein dla Ligera) e la presenza di un personaggio misterioso che narrerà la propria storia.
Per la serata, sarà allestita una scenografia originale (creata da Gregorio Bellodi e Alessia Baraldi) che ricreerà l’ambiente e le suggestioni tipiche dei boschi di montagna. Tema predominante sarà, come nel 2007, “IL VIAGGIO”.

Per due giorni il pubblico potrà ammirare le opere di tre giovani artisti emiliani, Emanuela Fontana, Angelo Zanella e Marco Meschieri, molto diversi nello stile ma portatori di un messaggio comune: l’importanza del movimento, della solitudine e della scoperta di se stessi durante il cammino della vita ma anche la bellezza del confronto con la natura, col proprio io e con il prossimo.

L’evento è promosso dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Mirandola, nella persona di Gino Mantovani, ed è organizzato da Carabhàn, un gruppo di giovani volontari e appassionati di musica, arte e teatro.

L’ingresso è gratuito.
 

Per informazioni: 

Gregorio Bellodi (Carabhàn)

329/1031549  

Assessore Gino Mantovani

Ufficio Cultura – Mirandola

0535/29727 

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La natura nel pieno della sua potenzialità si esprime anche attraverso oceani verdi

Solo la libertà e la leggerezza di un uccello può permettere di apprezzare la grandezza del Pantanal, la sterminata pianura tra Brasile e Bolivia che ogni anno finisce sommersa e diventa un paradiso naturale popolato da milioni di esseri, la più grande zona umida del mondo, la più vasta riserva di acque interne della terra.

Il Pantanal, “il pantano” si trova nel cuore profondo del Brasile e rappresenta un immenso declivio alluvionale che a Nord sfiora il bacino del Rio delle Amazzoni e varca, verso occidente, oltre i confini politici, la Bolivia e il Paraguay.

Un vero spettacolo della natura dove fiumi e canali sembrano serpenti attorcigliati l’uno all’altro in un gioco inestricabile, creatori di in un labirinto di acque verde-azzurro. Vi sono fiumi che con regolarità, scompaiono e riappaiono una volta ogni sei mesi. Il Pantanal è una piana a geografia mutante: da Aprile a Settembre, le acque del fiume Paraguay e dei suoi affluenti, sotto l’onda d’urto di piogge torrenziali (1500 millimetri ogni anno), si trasformano in un lago senza confini, in un oceano nascosto nella profondità dell’america latina. E’ come se metà della Francia finisse, di colpo, sott’acqua. Nell’estate australe una coltre acquitrinosa, profonda avvolte fino a sette metri, ricopre la geografia umida del Pantanal. Gli indigeni di questa terra acquatica la chiamavano Mar di Xaraes.

Passati i mesi delle tempeste tropicali, il Pantanal riemerge. Le acque si ritirano e lasciano dietro a loro isole sabbiose ricoperte di boschi e savane. E’ un paesaggio di immense pozzanghere rotonde, di lagune salmastre, di praterie intrise di umidità. Per milioni di esseri viventi il Pantanal è un Eden reale. Qui si trovano 3500 specie di piante, 264 di pesci, 652 di uccelli, 102 di mammiferi, 80 di rettili, 40 di anfibi. Un vero portento di biodiversità, un intreccio di ecosistemi da tutelare assolutamente e allo stesso modo da esplorare e contemplare.

Il Pantanal è un piano inclinato appena percettibile e ciò fa sì che le acque, nella stagione della chuva, la piaoggia, esondino senza fretta: ma è un alluvione che non può essere fermata. Solo quando le grandi piogge rallentano nei mesi della seca, si mette in moto il vazante, il deflusso. E’ altrettanto lento ma alla fine i fiumi ritrovano la pace dei loro alvei contorti. Da Nord a Sud il declivio quasi si azzera: non più di due centimetri di dislivello per centinaia di chilometri. Dunque orizzonti che si perdono a vista d’occhio, nessuna collina, nessuna montagnola, l’immensità del “pantano” rimane solo una sensazione per chi non ha le ali…

Nel Pantanal ci sono anche gli uomini: i pantaneiros, poche migliaia dispersi in fattorie isolate e vastissime. La densità degli uomini non arriva a un abitante per chilometro quadrato. La vita di un pantaneiros è dedita ai cavalli robusti e alle grandi mandrie di vacche e zebù. Le giornate, i mesi e gli anni sono scanditi dalle nascite dei vitelli, dalla vaccinazione annuale del bestiame, dai piccoli rodei di fattoria, dalla paura per le malattie e non ultimo dalla transumanza per radunare le vacche brade prima che restino intrappolate dalle acque che inondano il Pantanal…

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