Neppure i saldi riusciranno a guarire le profonde ferite per il settore del commercio, specie quello dell’abbigliamento. Il Paese è ancora vittima del coronavirus, e questo spedisce i saldi lontano dalla lista delle priorità dei consumatori. Per questo motivo si tratta di una partenza azzoppata.
Saldi e commercio
Il quadro è così fosco e incerto che neppure si può fare un confronto veritiero con l’andamento dello scorso anno. All’epoca infatti i negozi sono rimasti aperti per tutti i primi 10 giorni di gennaio, e nessuno immaginava cosa sarebbe successo qualche tempo dopo. Stavolta invece fino all’Epifania i negozi hanno aperto al pubblico a singhiozzo. E come detto, i consumatori avevano anche ben altro a cui pensare.
La perdita stimata per il settore del commercio in abbigliamento è tra il 50% e il 90%. Una apocalisse, secondo Federmoda. Oltre al calo di vendite per i negozi che sono rimasti comunque aperti, bisogna considerare anche che nell’anno del Covid hanno chiuso 20.000 punti vendita. Quasi tutti nel settore abbigliamento e calzature. Tradotto in termini occupazionali, si parla di un calo di 50.000 unità di lavoro.
Fattori incidenti
Diversi fattori hanno colpito a far tracollare il commercio di abbigliamento. A cominciare dalla minore disponibilità di reddito delle persone. Ma anche dallo sviluppo dello smart working. Con esso infatti si è ridotta la necessità di abbigliarsi in modo formale per andare in ufficio. Non c’è più bisogno di abiti nuovi per eventi, pranzi e altri impegni, perché si resta a casa. Le misure di lockdown hanno inoltre ridotto le gite fuori porta, che nei periodi dei saldi erano un’abitudine per molte famiglie. Il guaio è che non ci sono indicatori di inversione trend all’orizzonte.
Problemi di liquidità
A creare ulteriori problemi è il fatto che la merce non venduta, quella giacente in magazzino, l’anno successivo si svaluta completamente. Sui mercati otc le collezioni infatti vengono superate da quelle dell’anno successivo. E non c’è modo di recuperare quanto perso, ma nel frattempo servono liquidità per acquisire la merce dell’anno successivo.
Quando si parla di healthcare, si parla di un universo molto composito. Esso comprende società di assicurazione sanitaria, ospedali, produttori di farmaci e di apparecchiature medicali. Generalmente viene considerato dai mercati come un settore tradizionalmente “difensivo”. Peraltro proprio in questa situazione di emergenza sanitaria dovrebbe avere slancio. Invece gli strumenti ad esso dedicati stanno calando, sia pure con una maggiore capacità di resistenza rispetto ad altri settori. Se l’