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L’ora legale e il cambio di stagione

Nel XVIII secolo Benjamin Franklin propose sul quotidiano francese Journal de Paris l’introduzione dell’ora legale, in modo da sfruttare maggiormente la luce del sole. Una proposta di estrema semplicità, ma di grandi risultati economici, che anche quest’anno ci porterà il 31 marzo 2013 ad avanzare di un’ora i nostri orologi in attesa, il 27 ottobre, di riportarli ai valori astronomici. Una piccola modifica che oltre ai tanti effetti positivi porta naturalmente a cambiare i nostri ritmi quotidiani di vita e che si va a sommare agli effetti generati dal cambio di stagione. La spinta ad essere più attivi che la bella stagione porta con sé, richiede però di essere supportata da alcune avvertenze per evitare il manifestarsi di possibili sgradevoli effetti, dovuti ad allergie, sonnolenza, mal di testa, ipertensione arteriosa, diminuzione dell’attenzione e della concentrazione, astenia e nervosismo, affanno e a volte sindromi depressive.

Prima avvertenza, oltre ad aumentare le attività motorie, è seguire una dieta sana a base di cibi ad alto valore biologico e ricchi di proteine (carne, pesce, latte), bere molta acqua, preferibilmente minerale per il contenuto di calcio e magnesio per rienergizzare le cellule. A questi primi consigli si aggiunge poi quello di trarre il maggior beneficio possibile dal riposo. Per ottenerlo Simmons consiglia di preferire un materasso a molle indipendenti e propone il
Quietude Elegance della linea Beautyrest. Un materasso dal sostegno anatomico con differente grado di rigidità ed eccellente livello di comfort, uniti ad un tocco di eleganza e raffinatezza dei materiali, disponibile in media e rigida portanza e nelle versioni climatizzata e anallergica sfoderabile.

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La mancanza di sonno causa scelte scorrette a tavola e rischi di ictus

Che la mancanza di sonno sia un problema serio è risaputo, ma che sia la causa di una scorretta alimentazione è il risultato di una recente ricerca, condotta da un team di esperti della University of California, Berkeley e basata sull’analisi dell’attività del cervello di volontari con la risonanza magnetica.

Lo studio, presentato  a  Sleep 2012, il Meeting Annuale delle Associated Professional Sleep Societies, dimostra  che la carenza di sonno causa il malfunzionamento di aree decisionali superiori, i lobi frontali che non sono più un grado di scegliere i cibi giusti. Un secondo studio presentato a Boston e condotto in modo analogo da Marie-Pierre St-Onge della Columbia University di New York mostra che a ciò si aggiunge anche un aumento dell’attività di aree del cervello legate a desideri e piacere. In altre parole quando siamo assonnati, il nostro desiderio si accende di più alla vista di cibi non salutari, snack e dolci.

Se dormiamo poco tendiamo a mangiare più di quanto necessitiamo prediligendo grassi e carboidrati. L’effetto è spiegato da motivi ormonali, perché la carenza di sonno infatti riduce la produzione della leptina, l’ormone spezza-fame. Ma è anche emerso che se dormiamo poco, nel cervello si attivano maggiormente le aree del desiderio e meno quelle del ragionamento, per cui siamo più portati ad accettare cibi che in altre situazioni non mangeremmo.

La carenza di sonno ha anche una secondo effetti, più grave della scorretta alimentazione. Dormire meno di sei ore a notte aumenta il rischio di andare incontro a infarto e ictus. Lo attesta una terza ricerca dalla University of Warwick Medical School  che ribadisce che la quantità e la qualità del sonno sono fondamentali per la nostra salute. La ricerca è stata condotta dall’italiano Francesco Cappuccio e dal suo team, e pubblicata sulla rivista European Heart Journal. Dopo aver monitorato oltre 470 mila persone di otto paesi  è emerso che dormire poco, perché si va a dormire tardi o perché ci si sveglia molto presto, è devastante per la nostra salute.

Chi dorme meno di sei ore per notte presenta un rischio del 48% superiore di sviluppare malattie cardiovascolari del 48% del 15% superiore di andare incontro ad un ictus.

La scarsità di riposo notturno danneggia il sistema endocrino, che produce più ormoni legati allo stress. A causa di queste sostanze chimiche messe in circolo l’organismo si indebolisce e i disturbi cardiovascolari diventano più probabili.

Dormire bene e il giusto, su un materasso di qualità, non è quindi solo una buona pratica per affrontare con energia rinnovata le giornate, ma una necessità per salvaguardare il nostro fisico.

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