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GEOPOLITICA E CYBERSPAZIO 2020-2021, Luci e ombre nel tempo della pandemia. In arrivo il nuovo libro di Giancarlo Elia Valori

Dopo il grande successo e l’interesse destato da “Intelligenza artificiale tra mito e realtà” è prossimo alla pubblicazione, sempre a cura di Rubbettino, il nuovo libro di Giancarlo Elia Valori, top manager e grande esperto di Geopolitica e Relazioni internazionali.Geopolitica, Cyberspazio, Intelligenza artificiale, Nuovo ordine mondiale, pandemia tanti gli argomenti trattati nel libro con il grande pregio di mettere al centro del mondo la Persona come “luogo” delle idee da comprendere e rispettare, un tema anche questo molto caro al Prof. Valori.

GEOPOLITICA E CYBERSPAZIO 2020-2021, Luci e ombre nel tempo della pandemia. Un libro per rileggere due anni tra i più complessi dell’umanità.

Giancarlo Elia Valori manager ed economista conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, è stato presidente di alcune delle più importanti società italiane, tra le quali ricordiamo Autostrade per l’Italia e la SME, il grande gruppo agroalimentare successivamente privatizzato. Attualmente è presidente onorario di Huawei Italia e presidente dell’International World Group. Ha svolto e svolge tuttora attività di consulenza in Italia e all’estero. In qualità di docente di materie giuridiche ed economiche, ha tenuto lezioni in alcuni degli atenei più prestigiosi, in città come New York, Gerusalemme, Pechino. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali e ha all’attivo una lunga serie di saggi pubblicati dai maggiori editori italiani.

https://www.internationalworldgroup.it

 

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n dono per la città che rinasce: il volume fotografico di Alex Persico

Alto e basso. Ieri e oggi. Bianco e nero. È una città dalle plurime sfaccettature quella che emerge da «Insolite Visioni. La passione per il volo. Bergamo dall’alto», il volume fotografico edito da Grafica & Arte firmato da Alex Persico, fotografo specializzato in fotografie aeree, che in occasione del trentennale della sua carriera ha deciso di regalare a Bergamo un reportage inedito e profondo, dall’alto valore simbolico. Il volume di Persico, nelle librerie e sui principali siti di e-commerce, cattura infatti l’immagine di una Bergamo desiderosa di tornare alla normalità dopo essere stata travolta dall’emergenza Covid-19.

Ripresa con l’uso di droni – strumento a cui Persico, iscritto al registro ENAC come operatore riconosciuto, si è avvicinato fin dal 2010 -, Bergamo appare ancora più autentica in questo suo scatto di rinascita. Una città che dietro ogni tetto o facciata inneggia alla vita. Il lavoro di Persico si realizza, infatti, per assonanze e contrapposizioni: immagini di edifici storici, immobili rispetto al passaggio del tempo, si alternano a quartieri in rapida trasformazione, che puntano veloci al futuro.

Gli scatti sono stati realizzati in vari periodi dal 2010 ad oggi e ripropongono i paesaggi di un viaggio che inizia a partire dallo svincolo autostradale di Bergamo, da dove si biforcano due arterie che originano il grande anello della circonvallazione nel quale si intersecano le direttrici per l’aeroporto e per il centro della città. La lettura fotografica parte dunque dalla periferia, raggiunge la stazione dei treni, prosegue verso il centro e Città alta e scende lungo i borghi storici e le periferie industriali.

Il volume si completa con una selezione di fotografie tratte dalla pubblicazione “Bergamo dal cielo”, realizzata tra il 1981 e il 1985 da Grafica & Arte con le fotografie di Piero Orlandi, scatti nati da vertiginose riprese aeree, come si usava fare un tempo che dialogano con gli scatti realizzati con i droni. Una sperimentazione che troverà ulteriore espressione in una mostra in programma per la primavera 2021.

«Volevo dedicare a Bergamo, città che negli ultimi mesi ha dovuto affrontare una grande prova, un ricordo che, in un certo senso, fosse immortale, come solo la fotografia sa essere. Ho scelto così di intraprendere un viaggio ad altitudini elevate in cui, grazie alla tecnologia, la città potesse mostrarsi con uno sguardo diverso. E mi sono accorto che è proprio con questa visione dall’alto che Bergamo si è saputa rivelare molto di più di quanto non faccia nella prospettiva orizzontale cui siamo solitamente abituati. Mi sono poi affidato all’utilizzo della scala di grigi con cui ho amalgamato e sfumato il paesaggio. Il bianco e nero non solo ha definito i contorni, ma ha dato forma alle emozioni contrastanti che tutti noi abbiamo vissuto in questi mesi» – anticipa l’autore, Alex Persico.

Il libro vuole quindi essere un modo per celebrare la bellezza e il fascino della città di Bergamo con un occhio moderno, cogliendo le trasformazioni che in questi anni l’hanno attraversata.

Facebook: Alex Persico 

Instagram: persicoalex

Linkedin: Persico Alessandro

L’autore – Fotografo professionista fin dal 1990, Alex Persico lavora in maniera autonoma e fonda AP Fotografia, esito della pluriennale esperienza e della sua passione per l’arte del fotografare. Al passo con i tempi, con le nuove tecnologie e il mutamento sociale, Alex abbraccia l’era del digitale sfruttando tutte le sue possibilità fino a sviluppare progetti e lavori tecnologicamente avanzati, specializzandosi e diversificando la sua attività in quattro ambiti: fotografia aerea, virtual tour 3D, shooting aziendali e fotografia d’architettura. Il suo interesse per la tecnologia l’ha portato ad esplorare le innumerevoli possibilità della fotografia aerea mediante l’utilizzo del drone, uno strumento a cui Persico si è avvicinato fin dal 2010, utilizzando SAPR autorizzati.

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A Civitanova Marche una via per la Felicità

Mercato pubblico Civitanova Marche, i volontari de La via della felicità hanno distribuito ben 400 copie del formato tascabile del libro scritto dal noto filosofo americano L. Ron Hubbard che scrisse:” Non devi fare altro che mettere in circolazione La Via della Felicità nella società. Come un mite olio che si espande nel mare infuriato, la calma si diffonderà dappertutto”.

Si, in ben 74 pagine pagine questa guida tende a spiegare i 21 precetti dedicati al ‘VIVERE IN MODO SANO E PACIFICO CON SE STESSI, CON GLI ALTRI e con l’AMBIENTE CHE CI CIRCONDA’.

Spesso si dà importanza ai Diritti; ma che dire dei Doveri? Questo codice morale pone all’attenzione di chi lo legge che per Vivere Felicemente è necessario assumersi la Responsabilità di conoscere che cosa permette di vivere nel rispetto di ‘Non fare agli altri ciò che non volessero che gli atri facessero a Te!”; Nonché la nota Regola Aurea.

Non sono mancate affermazioni simpatiche di cittadini e ambulanti che nell’occasione hanno espresso:” Felicità!….ma chi c’è ne volè tanta!…..”.

Questo è l’augurio a Civitanova Marche, con i suoi simpatici cittadini, di percorrere sempre la ‘VIA DELLA FELICITÀ!’.

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Life On My Journal, il blog letterario versione italiana debutta in rete questa settimana 

Reggio Emilia, 12 Novembre 2016
Nasce con un intento ben preciso Life On My Journal, il blog letterario tenuto da una ragazza trentacinquenne di Reggio Emilia, che mira a riportare in vita l’amore per la scrittura e a fare appassionare i lettori agli argomenti più disparati. Life On My Journal è un diario dove l’autrice annota i suoi pensieri a fine giornata: scrive frivolezze con ironia e sarcasmo, affronta con spensieratezza i temi  importanti di tutti i giorni ed infine tocca anche qualche questione di satira e politica. L’aspirazione di questo blog è quella di richiamare sempre più persone alla lettura, divertirli con la scrittura, coinvolgerli e farli affezionare alla scrittrice, che ha in serbo una sorpresa.

«Life on my journal nasce con un obiettivo finale, per raggiungere il quale mi sono data un anno di tempo. Non posso svelare le mie intenzioni, prima vorrei che la gente si appassionasse.» ha sottolineato l’autrice del blog, che per il momento preferisce rimanere anonima. «Già il nome del blog – la vita sul mio diario – dà un’idea dei contenuti che tratto: parlo della mia vita, delle mie esperienze, dei miei viaggi, delle mie idee, ma parlo anche di quello che accade nel mondo tutti i giorni ed esprimo il mio parere. Sì, insomma è come se scrivessi della vita sul mio diario personale…»

L’autrice si è laureata in Scienze della Comunicazione una decina di anni fa e dopo diversi anni negli Stati Uniti, decide di scrivere e lo fa in modo ironico ed acceso. Parla delle esperienze della sua vita, racconta della moltitudine di avventure vissute durante i suoi viaggi in tutto il mondo, lasciando trasparire apertamente le sue sensazioni ed impressioni sui fatti quotidiani che accadono in Italia o che vive in prima persona. Tutto questo, portando il lettore a fare alcune riflessioni considerevoli. L’autrice lascia una porta aperta verso il futuro, rimane curiosità riguardo le finalità segrete del blog.

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Short Story Fiabe Horror di Natascia e Romina Malizia

“Short Story Fiabe Horror”

di Natascia e Romina Malizia

La raccolta di Fiabe horror-splatter edita da Youcanprint

short story fiabe horror di Natascia e Romina Malizia

Novità in arrivo nel genere letterario horror, finalmente è stata pubblicata la prima raccolta di Fiabe horror-splatter di Natascia e Romina Malizia, giornaliste, blogger ed autrici appassionate del genere sin da piccole ed amanti del cinema.

Insieme hanno realizzato una raccolta di 10 brevi racconti:

“Le Fiabe che hanno accompagnato la nostra infanzia si trasformano in favole horror”. Le Principesse non aspettano di essere salvate dal Principe Azzurro ma loro stesse si armano ed uccidono a colpi di ascia i propri antagonisti, matrigne e streghe”.

Come le autrici stesse ribadiscono:

“Questo è un piccolo anticipo prima della pubblicazione del romanzo horror-soprannaturale”. I Fratelli Grimmraccolsero ed elaborarono Fiabe già esistenti della tradizione tedesca ed europea, Natascia e Romina Malizia invece hanno deciso di scrivere nuove fiabe con un’impronta horror sin dalla loro nascita. Di ulteriore ispirazione è stato il volume di Vladimir Propp.

Sinossi:

Fiabe Horror, Short Story. Dieci Fiabe inedite elaborate in chiave horror-splatter in cui protagonisti ed antagonisti si scambiano i ruoli, innocenti diventano assassini. Principesse, Re e Regine, sorellastre, streghe cattive, fate e fantasmi. Scene splatter che si mescolano a riti esoterici ed accenni simbolici-soprannaturali. Non tutto è vero, non tutto è falso.

Le Short Story, brevi fiabe, sono racconti inediti delle due autrici che traggono idea per la creazione di qualcosa “di nuovo” da letture quali le fiabe di Italo Calvino, Fratelli Grimm e Fiabe Russe. Ispirazione ulteriore per la costruzione vera e propria di una fiaba, è stata la lettura del volume “Le Radici storiche dei racconti di fate” diVladimir Propp.

Bio:

Natascia e Romina Malizia. Giornaliste, blogger, scrittrici, social media manager, sceneggiatrici, autrici, redattrici ed ufficio stampa per eventi di prestigio. In una sola parola artiste. Nate a Roma, stessi interessi e passioni. Amore per il cinema, scrittura, spettacolo, teatro e recitazione ed in modo particolare appassionate dal genere Horror. Attualmente giornaliste di carta stampata e blogger. Nascono come grafiche pubblicitarie specializzando gli studi umanistici universitari nel campo del cinema e teatro.

Nel 2014 la presentazione ufficiale come sceneggiatrici del cortometraggio sulla storia di Anzio. Appassionate bellydancer con svariate esibizioni, riconfermano l’amore per la scrittura e l’informazione creando Blog di controinformazione e fondando insieme il loro Blog dedicato al mondo dello spettacolo e moda: Flash Style Magazine Vip. Da sempre impegnante nel sociale nell’organizzazione e supporto per eventi di beneficenza, autrici dello spettacolo teatrale Noi lo facciamo Diverso. La prossima pubblicazione, il romanzo horror soprannaturale scritto sempre a quattro mani.

SHORT STORY FIABE HORROR
Edite da Youcanprint in formato EPub e Pdf
In vendita nei maggiori store di libri
http://www.youcanprint.it/fiction/fiction-horror/short-story-fiabe-horror-9788892632790.html
Per informazioni [email protected]

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Un libro sui Bimbominkia: La Piaga di Stefano Mazzei

Esce per la Press & Archeos di Firenze “La Piaga – apologia del Bimbominkia” di Stefano Mazzei. Il libro inaugura una nuova collana dal titolo “Psic-ø-analisi”

La Piaga è un saggio dalle molteplici diramazioni culturali, in cui si pone in questione la nascita e la divulgazione del neologismo “bimbominkia”, affermatosi notevolmente negli ultimi anni nella cultura giovanile (e non solo).
Chi è un “bimbominkia”? Cosa fa per sopravvivere e come fare per sopravvivergli, emotivamente ed intellettualmente? L’autore, attraverso una narrazione avvincente ed originale e nella forma di un’apologia partecipata, dà voce al “grido” celato dietro questa apparente piaga sociale.  Un saggio che si contrappone allo “psicologhese” e che trova una sua forma, un’architrave, nel porre in evidenza un particolare snodo critico, una nuova dimensione per una possibile clinica del disagio contemporaneo.

L’autore, Stefano Mazzei, psicologo e psicoterapeuta, vive in Toscana. Lavora privatamente e nel pubblico in campo psicologico ed educativo. Ha svolto attività psicologica e psicoterapeutica presso l’Istituto Penitenziario di Sollicciano, nei servizi residenziali a persone disabili e per adolescenti, nella loro progettazione creativa e sostenibile.
Il libro è acquistabile nelle principali librerie, da IBS e Feltrinelli, e online su Amazon ed altri store (nonché sul sito della casa editrice).

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E’ USCITO IN TUTTA ITALIA “SELFBRAND L’EVOLUZIONE” TERZO LIBRO DELLA FORMATRICE ED ESPERTA DI MARKETING DONATELLA RAMPADO

Dopo il grande successo dei precedenti libri con le migliaia di copie vendute “SelfBrand: Fate di Voi Stessi un Autentico Brand” alla 3° ristampa e “5 Modi Efficaci per Crescere, dalla Customer Care alla Customer Service” arrivato alla 4°, è uscito ora “SELFBRAND L’EVOLUZIONE”, edito da Franco Angeli, nuovo libro della scrittrice, formatrice, consulente ed esperta di marketing Donatella Rampado, la prima in Italia a parlare ed occuparsi di Selfbrand.

Il concetto di “Brand” di solito si applica per definire un’azienda, una linea di prodotti o dei servizi. Donatella Rampado ha approfondito e ampliato il tema creando il “SELFBRAND”, ossia il BRAND APPLICATO ALLA PERSONA E ALLA PROFESSIONE, perché ognuno di noi può essere riconosciuto, attraverso la reputazione creata, come un marchio di qualità, solido e affidabile.

Il segreto è creare attesa ed emozioni attorno a sé, mettendo in pratica le stesse tecniche che i maghi della comunicazione usano per posizionare, rendere unici ed indispensabili un prodotto o un servizio. Selfbrand l’Evoluzione” si presenta come uno STRUMENTO PRATICO da utilizzare tutti i giorni per migliorare la propria “reputation” personale e aziendale, indispensabile per competere in un mercato sempre più agguerrito.

Non è importante solo occuparsi del core-business dell’individuo, ma anche MIGLIORARE LA SUA POSIZIONE, costituita, tra l’altro, dall’OPINIONE che gli altri si fanno di lui e CHE LUI STESSO CONTRIBUISCE A CREARE, consapevolmente o meno.  Grazie alle regole del SelfBrand il lettore intraprende un PERCORSO SEMPLICE, ma EFFICACE e soprattutto MISURABILE. Quando Donatella Rampado ha scritto, nel 2008, il suo primo libro “SelfBrand. Fate di voi stessi un autentico

Brand”, un successo da 9mila copie, l’idea di adattare agli individui concetti di marketing nel rispetto delle singole attitudini ed esperienze era del tutto nuova. Da allora, però, molto è cambiato. Per questo, con la sua nuova opera, ha voluto sottolineare l’importanza di una corretta prospettiva di Brand applicata alla persona. Questa nuova edizione propone TRE FASI DI SELFBRAND importanti e necessarie,

che corrispondono ad altrettanti target:

Start Up per chi deve crearsi un SelfBrand di successo;

Mantenimento e crescita per chi si creato un SelfBrand, ma lo deve potenziare e ampliare;

PowerSelfBrand, per coloro che hanno raggiunto fama, posizione e potere, e li devono difendere e

mantenere sia a livello preventivo che a fronte di attacchi mirati.

Donatella Rampado ha approfondito la sua esperienza negli ultimi anni, attraverso un attento e continuo dialogo con persone provenienti da culture e settori differenti, conoscenze che sono state trasferite in questo libro.

Come lei stessa afferma nell’introduzione, è difficile trovare degli esperti capaci di insegnare l’ “AMMINISTRAZIONE DI SE’ STESSI”. Questa opera si pone come un testo di agile lettura, utile per avvicinarsi, mantenere e potenziare anche ad alti livelli il proprio Brand, in modo razionale e umano.

In “Selfbrand l’Evoluzione” si trovano anche due contributi importanti: quelli di Emanuela Lodolo e Stefania Salardi, che aiutano a chiarire, attraverso aneddoti, suggerimenti e best practice, come affrontare il mondo social e quello dei media istituzionali (radio, tv e giornali).

Donatella Rampado si definisce una “risolutrice di problemi” e ha maturato una vasta esperienza nel campo della formazione aziendale e del marketing, sviluppando una notevole capacità di empatia con le persone, cuore e vera forza motrice di gruppi e aziende. “Il successo di una società” spiega “può essere fortemente influenzato da un singolo individuo, in modo costruttivo o distruttivo”.

Per questo è essenziale prendersi cura delle persone.

Senza dimenticare che “consapevolezza e verità rendono forti e liberi” e che l’individuo è un insieme di radici, cultura, valori, credenze, abitudini, visioni, scopi e convinzioni profonde che sono alla base del SelfBrand.

Per ulteriori informazioni:

Blog personale: www.donatellarampado.com

Sito SelfBrand: www.selfbrand.it

Sito Press&Personal: www.pressandpersonal.com

Facebook: www.facebook.com

Linkedin: www.linkedin.com

Artemida [ istinto creativo ]

Via M. Loria, 75 – 20144 Milano

Tel. +39 02 45482672

E- Mail: [email protected]

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“Il buongiorno del caffè” di Blandizzi t’incontra e si racconta nel libro “Caffè di Napoli”

Alle 18 di martedì 3 novembre alla Caffettiera di piazza dei Martiri, il professore emerito e filosofo Aldo Masullo, , il professore di Letteratura Italiana dell’università Federico II Matteo Palumbo e lo scrittore Maurizio de Giovanni presenteranno il volume Caffè di Napoli (Compagnia dei Trovatori edizioni)  che racchiude 25 racconti dei migliori narratori contemporanei. Il cantautore Lino Blandizzi, interpreterà la sua nuova canzone Il buongiorno del caffè il cui cd è inserito nel libro e sarà accompagnato in anteprima da una proiezione speciale del videoclip del design artistico di Alessandro Francesco Esposito. Il giornalista e scrittore Piero Antonio Toma, curatore dell’opera, coordinerà il dibattito e l’attrice Annamaria Ackermann leggerà alcuni brani tratti dal libro.

Ecco i 25 autori. Vittorio Bongiorno, Riccardo Brun, Marosia Castaldi, Francesco De Filippo, Maurizio de Giovanni, Giuseppina Dell’Aria, Giuseppina De Rienzo, Mauro Giancaspro, Lucio Iaccarino, Pino Imperatore, Diana Lama, Francesco Mari, Raffaele Messina, Davide Morganti, Valeria Parrella, Carmen Pellegrino, Angelo Petrella, Aldo Putignano, Patrizia Rinaldi, Maria Rosaria Selo, Simonetta Santamaria, Massimiliano Virgilio, Nando Vitali, Monica Zunica, Silvio Perrella.

 Il tema è sui Caffè-caffè di Napoli, locali e bevanda. Come sappiamo, per i napoletani il caffè è ciò che San Gennaro è per la fede, unico. Tanto che per molti di loro non esiste null’altro da sorseggiare  a casa e al bar. Ebbene i 25 autori svolgono il tema come meglio non potrebbero. Ne viene fuori  una nuova “geografia” urbana, da nord a sud, da est a ovest, dalla collina al mare. La raccolta si apre e si chiude con due testi un po’…eccentrici, il primo sostiene  che i Caffè sono dovunque, ed è un modo per dire  che di avventori e avventure non solo la città del presente è colma,  ma anche quella del passato e del futuro. Il secondo racconta di un Caffè che non esiste (anche se esiste un luogo dove non…c’è). Insomma un bisticcio che solo il lettore curioso potrà dipanare.

 

 

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Il Prof. Francesco Alberoni terrà una conferenza “Movimento e Istituzione” presso lo Spazio Tadini a Milano

Lo storico Spazio Tadini a Milano, in via Niccolò Jommelli 24, ospita il Prof. Francesco Alberoni, per la conferenza dal titolo “Movimento e Istituzione”, titolo anche di un suo libro, fissata in data domenica 6 settembre 2015 alle ore 11.00. L’evento è organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, che farà anche da relatore alla conferenza. A fare da simbolica cornice artistica all’iniziativa, sarà la grande mostra della “Biennale Milano” presentata dal Prof. Vittorio Sgarbi, allestita nel rinomato contesto espositivo.

Il libro, si presenta come un classico della sociologia, un saggio che spiega come sorgono e come si evolvono i movimenti collettivi, che sconvolgono, rinnovano e spesso devastano la società. Per Alberoni, i movimenti sono vere e proprie esplosioni sociali, che sull’onda di speranze, passioni, utopie, travolgono l’ordine costituito, senza che i politici e gli amministratori sappiano come fronteggiarli.

Il testo nasce dallo studio di centinaia di movimenti, sorti in paesi ed epoche diverse, fino ad arrivare a oggi. Insegna come identificarli, analizzarli ed evitare, che producano effetti catastrofici, neutralizzando gli elementi fanatici e violenti, per indirizzare gli altri verso mete più costruttive. Inoltre, esamina il processo, attraverso il quale emergono i capi carismatici e discute, come sia possibile frenarli.

Alberoni considera i movimenti come la piena di un fiume, che può travolgere ogni cosa, ma anche venire incanalata per l’irrigazione o deviata per produrre energia elettrica. Per ottenere questi risultati occorre un sapere, che nasce dallo studio, dall’esperienza. Questo trattato mostra come affrontare e indirizzare le più violente e pericolose passioni collettive, trasformandole in forze costruttive, capaci di generare solide e pacifiche istituzioni democratiche.

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Lolita Rinforzi presenta il suo nuovo libro in occasione della grande mostra di “Spoleto Arte”

La magnifica cornice del sontuoso Palazzo Leti Sansi, nel centro storico spoletino, farà da contesto ospitante alla presentazione del suggestivo libro di poesie di Lolita Rinforzi, dal titolo “Un cuore in trasparenza” (Futura Edizioni). L’evento è fissato per domenica 12 luglio 2015 alle ore 17.00, con l’organizzazione del manager della cultura Salvo Nugnes. La grande mostra collettiva di “Spoleto Arte” curata dal Prof. Vittorio Sgarbi, fungerà da prezioso contorno artistico all’interessante iniziativa culturale.

Il testo è corredato da un apposito cd in versione audio, attraverso cui è possibile non soltanto leggere, ma anche ascoltare le poesie, interpretate magistralmente dall’attore Claudio Carini e accompagnate dalla coinvolgente musica del pianista Maurizio Maestrini, il tutto riunito in un’armoniosa commistione. Al riguardo la poetessa racconta: “Ho conosciuto il maestro Maestrini durante un concerto ad Assisi e mi sono subito innamorata della sua musica, che con grande semplicità rappresenta una speciale congiunzione tra classico e contemporaneo. Grazie all’ispirazione portata dalle sue note coinvolgenti è nato questo lavoro“.

La Rinforzi è nativa di Perugia e risiede ad Assisi. Con orgoglio e fierezza è entrata ufficialmente a fare parte della Confederazione dei Cavalieri Crociati, è una dama dei Cavalieri Malta. Questo riconoscimento prestigioso le è stato conferito grazie alla poesia. È tra le poche donne e l’unica poetessa ad avere ricevuto tale onorificenza. Da sempre è appassionata di poesia e scrivere in versi le permette di manifestare ed esprimere la sua innata vena creativa. La Rinforzi spiega: “Mi affascina tutto ciò che arricchisce la mia persona e ho l’entusiasmo di un adolescente nell’apprendere le cose“.

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“Il Padre Polverizzato” il libro Cuore di questo secolo

Su iniziativa di vacanzatrentina.it sarà presentato Sabato 29 Novembre alle 17 nella sala dell’Hotel Garnì la Vigna di San Michele a Mezzocorona, “Il Padre Polverizzato” il romanzo scritto da Bruno Marzio Salvetti Bardini e Erminio Morenghi. L’inedita coppia artista-intellettuale sta generando un ampio consenso. “Il Padre Polverizzato” è un romanzo pedagogico che attraverso nuovi paradigmi, accompagna il lettore a una risignificazione delle diverse esperienze di amore.

La fine di un grande amore, uno di quelli che, se si è fortunati, può contenere tutta un’esistenza, porta a immergersi a fondo nell’anatomia complessa dei sentimenti, per far tacere il dolore lacerante che li aveva paralizzati. Nel turbinio dei ricordi, dei rimpianti, nella condivisione di momenti di autentica vita vissuta, di emozioni struggenti, il protagonista ritrova la forza e il coraggio di rimettersi in gioco, di risollevarsi, di rigenerarsi forse anche alla luce del fatto che lo sperpero della sua esistenza risiede nell’amore che dovrà ancora donare.

Un libro pedagogico ma laico – gli fa eco Massimo Lucidi, giornalista, chiamato a moderare l’incontro anche in Trentino insieme all’autore Bruno Marzio Salvetti Bardini e all’attrice Grazia Piccinelli – nel quale si piange più volte e si ride. Una scrittura che ti coinvolge da subito e che nel suo sviluppo ti arricchisce. Ecco perché vorrei definirlo, il nuovo “Libro Cuore” del nostro secolo”.

Bruno Marzio Salvetti Bardini (1961), di origine mantovana, avverte sin dall’adolescenza una forte passione per la moda. La sua esperienza professionale si è evoluta collaborando con Gianfranco Ferrè e Jean Paul Gaultier; si è trasferito successivamente a Parigi nell’ufficio stile della maison Cerruti.

È stato Art Director di Jet Set Sport-Fashion a Saint-Moritz (Svizzera) e di Freddy Sport (Italia). E’ membro dell’Accademia della moda di Verona. Ha avuto anche esperienze cinematografiche in “Monamour” di Tinto Brass (2005) e “Cento chiodi” di Ermanno Olmi (2007). Di recente ha registrato due canzoni “Momentos de amor bruno” e “Ciungala” scritte da Gianni Demontis e arrangiate da Beppe Cantarelli. Attualmente è Head Designer e creatore di famosi fashion-sport brands di eco internazionale. Le sue collezioni sono recensite da numerose riviste di moda. Nel 2014 ha pubblicato, con i colleghi Stefano Mangini e Luca di Cesare, in versione inglese e cinese, “Brand Inception”.

Erminio Morenghi (1955), di origine cremonese, è germanista e cultore di letteratura austriaca presso l’Ateneo parmense, dove ha insegnato come assistente e professore a contratto. Attualmente è docente di tedesco nella secondaria. All’attività didattica abbina quella di saggista e traduttore. Ha pubblicato monografie, saggi e articoli nel campo della letteratura tedesca e austriaca per le editrici MUP, Clueb, Cuem, Bulzoni, Il Mulino, Bompiani, Apostrofo. Si segnalano in particolare “Jung-Stilling e la Controrivoluzione” (1996), “Jung-Stilling. Quarzi di vita” (2004) e “Nel segno della sibilla Tiburtina”, uno studio sulla Tempesta di Giorgione uscito nel 2013. Collabora alle riviste «studia theodisca», «studia austriaca», «La torre di babele», «Italienisch».

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Silvana Giacobini con il manager Salvo Nugnes introducono il nuovo romanzo giallo “Il leone di terracotta” ad Arte Padova 2014

In occasione della fiera Arte Padova edizione 2014, svoltasi dal 14 al 17 Novembre, la nota giornalista scrittrice Silvana Giacobini è stata ospite d’eccezione nel prestigioso contesto fieristico, per presentare il suo ultimo romanzo di successo intitolato “Il leone di terracotta” (Cairo) insieme al manager produttore Salvo Nugnes, che ha fatto da relatore durante il dibattito. L’evento, tenutosi in data Domenica 16 Novembre, ha coinvolto una corposa affluenza di pubblico attento e partecipe, piacevolmente intrattenuto dall’avvincente racconto sulla vicenda narrata nel libro e sull’interessante percorso professionale della Giacobini, documentato attraverso la proiezione di immagini da lei vivacemente commentate.

La Giacobini ha spiegato “Ho scelto come ambientazione per la storia la splendida zona territoriale delle langhe piemontesi, che reputo un contesto di intenso fascino e preziosa bellezza, da sempre avvolta da intricati misteri occulti. Le protagoniste principali sono due giovani amiche, Margot e Beatrice. Lo scenario, che funge da cornice è l’antica villa padronale di proprietà dell’illustre famiglia blasonata dei Tornero D’Albrizzi, a cui appartiene Beatrice. Margot, famosa scrittrice giallista viene chiamata dall’amica per indagare sulla scomparsa del fratello James, risalente a molti anni addietro. Nella sua ricerca della verità Margot si addentra pericolosamente anche nella Torino esoterica rischiando la vita, ma poi si innamora con travolgente passione e c’è un epilogo finale pieno di romanticismo“.

E proseguendo ha evidenziato “Mi ha stimolato la fantasia scrivere un giallo, che avesse l’apparente andamento di un viaggio nella normalità. La villa è un collage di fantasia, mentre molti dei luoghi menzionati esistono davvero nella realtà, come il Divin Caffè che si trova a Barolo e il Castello Falletti con il Museo del Vino. Il caso di James scomparso giovanissimo da casa lasciando dietro di sé  tracce diverse e contrastanti, si ispira volutamente ai numerosi casi di cronaca nera. Le sparizioni improvvise dei minori e dei giovani adulti possono nascondere molte verità più difficili da individuare, con il forte sospetto che non tutto nasca da una intenzionalità spontanea di sparire“.

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Arte Padova 2014: presentazione eccezionale de “Il leone di terracotta” di Silvana Giacobini, supportata dal manager Salvo Nugnes

Appuntamento culturale di grande interesse all’interno della Fiera Arte Padova 2014, con la presentazione dell’ultimo avvincente romanzo giallo della giornalista scrittrice Silvana Giacobini, dal titolo “Il leone di terracotta” (Cairo). L’evento è previsto in data Domenica 16 Novembre alle ore 17.30, presso la sala conferenze (Padiglione 8). Ad affiancarla come relatore durante l’incontro sarà il manager Salvo Nugnes e verrà dato anche ampio spazio per un vivace dibattito con il pubblico presente in loco.

La coinvolgente narrazione ha come protagonista Margot Amati, scrittrice di successo, che inizia quella che crede essere una tranquilla vacanza ospite dall’amica Maria Beatrice Tornero D’Albrizzi, ex compagna di collegio, che le chiede di fare luce sulla misteriosa scomparsa del fratellastro James, avvenuta circa vent’anni prima, che Beatrice non ha mai smesso di attendere. I Tornero D’Albrizzi sembrano davvero una famiglia da romanzo quasi fiabesco. Nobili di antichissimo lignaggio vivono nella loro villa da sogno e sono immensamente ricchi. Ma non è tutto come appare. Infatti, in un crescendo di episodi ad intreccio e colpi di scena ad effetto, Margot si addentra per indagare e scavare, imparando a muoversi in un ambiente formalmente ineccepibile, ma che in realtà si rivela assai crudele e spietato. Nella sua ricerca della verità rischia la vita, ma poi trova l’amore appassionato, travolgente e inatteso, proprio come racconta nei suoi scritti.

Sul contesto scelto come cornice territoriale la Giacobini precisa “Ho individuato come ambientazione più congeniale la zona piemontese delle langhe, che considero una terra di rara bellezza e prezioso fascino, che è da sempre avvolta da misteri occulti. Mi ha incuriosito pensare, che dietro questa immagine così paradisiaca si possa nascondere il veleno del male, rappresentato metaforicamente dalle masche ossia le streghe, qualcosa che dunque non corrisponde ad un’immagine in apparenza così perfetta e mi ha stimolato la fantasia di scrivere un giallo, che avesse l’apparente andamento di un viaggio nella normalità. La villa è un collage di fantasia, ma molti dei luoghi sono reali. Il Divin Caffè esiste davvero a Barolo, come anche il Castello Falletti con il Museo del Vino”.

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Milano Art Gallery: Alessandro Sallusti presenta il volume fotografico di Maria Pia Severi dedicato a Milano

La storica Galleria Milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11, ha ospitato con successo la presentazione in anteprima nazionale del nuovo libro fotografico di Maria Pia Severi intitolato “Milano – Il fascino di una metropoli” in simbolico omaggio celebrativo alla città, svoltasi in data Mercoledì 5 Novembre 2014, con la partecipazione esclusiva del direttore del quotidiano “Il Giornale” Alessandro Sallusti, che ha scritto la prefazione introduttiva al testo e nell’occasione l’ha commentato accanto all’autrice. L’incontro, che è stato aperto dal discorso introduttivo del manager produttore Salvo Nugnes, ha permesso anche un coinvolgente e interessante dibattito con il nutrito pubblico convenuto in sala.

Sallusti ha dichiarato: “Lo scenario narrativo rievocato dalla Severi sembra inserito in uno spazio virtuale di sospensione tra reale e irreale, apparenza e sostanza, invenzione e riproduzione fedele, che offre una prospettiva di vivace innovazione nel campo applicativo dell’arte fotografica e si pone come esempio a modello per l’apporto di un prezioso contributo al suo sviluppo evolutivo, decretando l’ineccepibile e impeccabile professionalità di mestiere dimostrata dall’artista, dominata dall’appassionata propensione creativa e dall’intento di condividere con lo spettatore i sentimenti e le emozioni alla base della sua ispirazione“.

Nel raccontare le fonti ispiratrici del suo variegato e curioso excursus metropolitano, la Severi spiega: “Mi sono resa conto, che a Milano vi sono molti palazzi in stile liberty, quello da me più amato. Ed è proprio da qui, che ho cominciato il mio viaggio. Ho scattato foto a non finire. Poi ho iniziato il vero e proprio giro turistico, recandomi al Duomo per Via Cavour. Ho captato subito l’aria di festa, che la percorreva e ne sono stata immediatamente contagiata: tantissimi erano i palloncini rossi e le graziose ragazze, su segway pure rossi. Ho condiviso subito l’allegria che ne emanava ed è per questo, che ho voluto iniziare il libro con una foto di un gruppo di bambine, che reggevano tali palloncini“.

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Come viaggiare in India da sola. Un libro per viaggiatrici


In India. Cronache per veri viaggiatori di Raffaella Milandri (edito da Ponte Sisto, 2014) è un libro ricco di bellissime immagini e di storie incredibili ma vere. E conferma, con tre libri in tre anni, -“Io e i Pigmei” (Polaris, 2011), e “La mia Tribù” (Polaris 2013) la Milandri come valida autrice di peculiari opere che parlano di viaggi, ma anche popoli indigeni e diritti umani. L’India viene raccontata da angolazioni originali e innovative, grazie al modo di viaggiare della Milandri, in solitaria-questa volta con un autista sikh- e fuori dalle rotte conosciute ai turisti. Il libro, illustrato da bellissime foto, offre consigli di viaggio e riflessioni sull’India “vera”, ma racconta anche una ardua e ostinata ricerca della verità celata nelle foreste indiane.La Milandri diventa immancabilmente una acuta testimone di realtà diverse e inesplorate.  Confida l’autrice del libro Raffaella Milandri, in merito alle difficoltà incontrate durante le sue esplorazioni:Il mio vantaggio più grande? L’essere donna. Il mio svantaggio più grande? L’essere donna” L’esperienza della viaggiatrice è un racconto avvincente, commovente e terribilmente vero. Edito da Ponte Sisto, il libro contiene consigli per i viaggiatori e per le donne in viaggio.

Chi è Raffaella Milandri

Dice Raffaella Milandri : “Viaggiare non vuol dire visitare luoghi, ma percepire l’animo dei popoli”. Scrittrice, fotografa e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, è viaggiatrice solitaria ed è stata accolta da tribù nei più remoti angoli di mondo. La Milandri si dedica alla scrittura, alla fotografia e ai reportage, intesi come strumento di sensibilizzazione e divulgazione sul tema dei diritti umani e delle problematiche sociali. Dice di sè: “Amo le persone semplici, e sono fiera di essere una di loro”. Raffaella Milandri si impegna in campagne informative e lancia appelli e petizioni attraverso conferenze, filmati, libri e interviste diffusi su media e social network. Varie le partecipazioni televisive e radiofoniche in Italia , numerosi gli articoli sui suoi viaggi, su quotidiani e riviste. I suoi viaggi in diretta su Facebook sono un evento mediatico molto seguito. Dal 2010 è membro adottivo della tribù dei Nativi Americani Crow, in Montana.

Libri pubblicati

Io e i Pigmei.Cronache di una donna nella Foresta, Polaris 2011. Pagg: 192 + 32 tavole a colori  

Il sorprendente viaggio di una donna, attivista per i diritti umani, alla scoperta dei Pigmei odierni: chi sono e quali sono le straordinarie tradizioni di questa cultura millenaria? Qual è il devastante impatto del “Progresso” su questo popolo pacifico e in profonda armonia con la natura? Dice l’autrice: “Mi sono trovata di fronte ad una realtà cruda e drammatica: nessuno protegge il Popolo della Foresta, che è vittima insieme alla Foresta stessa. I Pigmei , oggetto di una sistema­tica discriminazione da centinaia di anni, ora rischiano di scomparire. Per sempre. “

La mia Tribù.Storie autentiche di Indiani d’America, Polaris 2013. Pagg: 320 + 16 tavole a colori  

E’ un libro sugli Indiani d’America ardito, brillante e provocatorio, che narra due viaggi paralleli tra i nativi dell’Ovest americano. Il primo è un viaggio nel passato custodito negli archivi statunitensi: ricco di rivelazioni, porta alla luce gli aspetti più controversi del lungo conflitto tra Uomini Bianchi e Uomini Rossi, dall’epopea della Frontiera fino ai giorni nostri. Il secondo viaggio è nel presente, seguendo il filo conduttore delle affascinanti esperienze dell’autrice: le emozioni, gli incontri, le testimonianze, le amicizie con i Nativi Americani, e l’adozione nella tribù dei Crow. Il volume alterna sapientemente il passato e il presente, riuscendo a creare una struttura letteraria coinvolgente e appassionante, arricchita da numerose immagini.

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Il nuovo libro e una mostra di pittura: Simona Atzori si racconta a Ponte Tresa Svizzera.

 

Sabato 11 ottobre la cittadina svizzera di Ponte Tresa ospiterà due eventi culturali legati ad una personalità fuori dal comune, capace come pochi altri di spaziare tra discipline artistiche differenti e di farlo con pari passione, con pari impegno, con pari talento.

Lei è ballerina e pittrice. Dipinge usando il piede e danza senza braccia.

Simona Atzori è nata così, senza le braccia, “le ha lasciate in cielo” come ama ripetere, ma grazie a due genitori forti e pieni di attenzioni e ad un carattere per natura positivo ha sempre vissuto la sua condizione come la sola possibile. Il suo modo di vivere non l’ha mai limitata; anzi, l’ha spronata a seguire i suoi sogni, le due arti che più le permettevano di esprimersi.Oltre alla danza e alla pittura, Simona ha scoperto di recente un altro modo di raccontarsi: la scrittura. Dopo il fortunato esordio con “Cosa ti manca per essere felice?” (Mondadori, 2011), il 23 settembre e’ tornata in libreria con “Dopo di te“, un ritratto caldo ed emozionato di sua madre e di quello che ha significato perderla, l’anno scorso, per un tumore fulmineo. Un tema intimo e personale che assume anche la portata del dramma universale, perchè tutti siamo figli e quando un genitore se ne va il “dopo” è necessariamente una strada da percorrere difficile e dolorosa.

Simona la sta percorrendo sorretta da quella forza interiore che le ha permesso di raggiungere traguardi ambiziosi, circondata dall’affetto di un pubblico affezionato che segue con partecipazione gli spettacoli e le tante iniziative che la vedono protagonista.

Già madrina della prima edizione del Concorso Internazionale di Pittura “Percorsi” che si è tenuto all’inizio dell’estate, ora la Atzori torna a Ponte Tresa per raccontare le esperienze vissute in questi ultimi mesi attraverso un originale e metaforico dittico, composto da parole e immagini.

Al termine della presentazione letteraria in Sala Consiliare e della consegna di un omaggio di stima e affetto, una scultura che il maestro Francesco Attardo ha creato appositamente per lei, il pubblico potrà infatti ammirare le opere pittoriche esposte alla Galleria Alter Ego raccolte in una mostra, dal titolo “In movimento”, che sarà visitabile fino al 26 ottobre.

Nelle pagine come nei dipinti, il soggetto coincide con il mondo interiore dell’autrice: vi si leggono le tracce di inquietudini e turbamenti, di silenzi e solitudine, di momenti di riflessione e di ritrovata serenità. Mossa dal desiderio di raggiungere la mente e il cuore di chi osserva i suoi lavori, Simona non rinuncia mai agli elementi figurativi e ad una descrizione particolareggiata della scena e dei dettagli. Focalizzando l’attenzione dell’osservatore su alcuni elementi particolarmente significativi lascia che le linee e i colori inducano il ricordo a riaffiorare in tutta la sua potente, dirompente energia. Sarà senza dubbio interessante per chi già conosce il percorso artistico e umano di Simona scoprire un altro, nuovo, volto della sua personalità e comprendere come “il movimento”, più che in senso fisico, possa essere inteso come un moto dell’anima, in continua evoluzione e in continua ascesa.

L’evento, patrocinato dai Comuni di Ponte Tresa Italia e Ponte Tresa Svizzera (il quale ne è anche l’Ente Sostenitore), è stato realizzato con il contributo di Profumeria Parfum d’Elite, Jeidant Cosmesi e Ruffino Vini.

SIMONA ATZORIè nata a Milano nel 1974, si è avvicinata alla pittura all’età di quattro anni come autodidatta e all’età’ di sei inizia a seguire corsi di danza classica. Nel 1983 entra a far parte dell’Associazione dei Pittori che Dipingono con la Bocca e con il Piede (V.D.M.F.K.). Dona a Papa Giovanni Paolo II il ritratto del Santo Padre.

Nel 2001 si laurea in “Visual Arts” presso la “Univesity of Western Ontario” in Canada. Partecipa a mostre collettive e personali in tutto il mondo: Italia, Cina, Canada, Portogallo, Svizzera, Spagna, Austria. Alla sua brillante carriera di pittrice si aggiungono numerosi successi nel campo della danza che permettono a Simona di portare avanti le sue due grandi passioni La pittura e La danza.

Ambasciatrice per la Danza nel Grande Giubileo del 2000 portando per la prima volta nella storia la danza in Chiesa con una coreografia ”Amen” di Paolo Londi, che è stata inserita nella Grande Enciclopedia Multimediale del Vaticano.

Un premio dell’arte ha preso il suo nome e dall’edizione 2002 del Pescara Dance Festival, Simona ha avuto l’onore di donare il premio “Atzori” a Luciana Savignano, Micha Van Hoecke, Caroline Carlson, Vladimir Vasiliev, Carla Fracci, Liliana Cosi, Vladimir Derevianko, Oriella Dorella. Premio Speciale 2009 a Roberto Bolle consegnato a Taormina, Sabrina Brazzo nel 2010.

E’ stata protagonista della cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Torino 2006.

Dal 2008 i suoi quadri sono in Mostra Permanente nella città di London Ontario, Canada.

Nel 2009 Simona ha danzato “Legami” coreografia Paolo Londi durante due tappe del “Roberto Bolle and friends” al Teatro Antico di Taormina e alla Fenice di Venezia.

Simona è invitata al Festival Internazionale della danza di Taiwan a Taipei e Tainan.

Nell’ottobre 2009 nasce lo spettacolo “Simona & friends” nel quale Simona danza con importanti danzatori internazionali, tra cui primi ballerini e solisti del Teatro alla Scala di Milano come Sabrina Brazzo, Mick Zeni, Maurizio Licitra, Antonella Albano, Marco Messina e Salvatore Perdichizzi.

Nel 2010 nasce il nuovo spettacolo di Simona “ME” presentato per la prima volta a Madrid, insieme a Mariacristina Paolini, Giusy Sprovieri e I ballerini della Scala Marco Messina e Salvatore Perdichizzi, Laura Caccialanza (solista) e Lara Montanaro.

Nel 2011 è uscito il suo primo libro: “Cosa ti manca per essere felice?” edito da Mondadori, dal quale nasce lo spettacolo di danza omonimo che vede la prima Mondiale l’8 Marzo al Teatro Cagnoni di Vigevano.

Il 17 Febbraio 2012, Simona ha aperto la quarta serata del Festival di Sanremo danzando una coreografi di Daniel Ezralow su musica dei Nirvana suanata da David Garrett.

Nel 2014 torna nelle librerie con il suo secondo libro, “Dopo di te”.

Sito personale: www.simonarte.com

 

Presentazione del nuovo libro di Simona Atzori “Dopo di te”

SABATO 11 OTTOBRE 2014, ore 17:30

Sala Comunale – Via Lugano, 23 – Ponte Tresa (CH)

 

In movimento” – Mostra personale di pittura di Simona Atzori

Vernissage: SABATO 11 OTTOBRE 2014, ore 18:30

Presentazione a cura di Emanuela Rindi

Dall’11 al 26 ottobre 2014

Galleria Alter Ego – Via Lugano, 1 – Ponte Tresa (CH)

Orari di apertura:

Da martedì a sabato: 11.00-18.00

Domenica: 10:30-13.00

Altre visite su appuntamento

 

Per informazioni:

Galleria Alter Ego | [email protected] | www.alteregogallery.com

Ufficio Stampa: Rindi Art | [email protected]

 

 

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La Via della Felicità Chi è l’autore del libro, e perché l’ha scritto?

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  • 28 Agosto 2014

 

Il libro La Via della Felicità è stato scritto da L. Ron Hubbard.

Gli anni ’70 segnarono nel mondo occidentale un periodo di rapida e dilagante
decadenza morale. Il ruolo della religione nella società divenne sempre più
circoscritto, e gli standard etici e morali vennero ampiamente contestati su
diversi fronti. Tanto per citare un esempio, nel 1980 negli Stati Uniti la
Corte Suprema dichiarò che una scuola pubblica nel Kentucky non potesse
affiggere al muro i Dieci Comandamenti in quanto ciò avrebbe violato la
separazione fra Chiesa e Stato imposta dal Primo Emendamento della
Costituzione degli Stati Uniti. Commentando questo e molti altri sviluppi del
tempo, Hubbard scrisse: “Quando la religione non è influente in una società o
ha smesso di esserlo, lo Stato eredita tutto l’onere della moralità pubblica,
del crimine e dell’intolleranza e deve quindi ricorrere alla punizione e alla
polizia. Ma questo non funziona perché la moralità, l’integrità e il rispetto
di sé, se non sono già innati nell’individuo, non possono essere imposti molto
efficacemente ”.

Osservando il declino dei valori morali e la riduzione dell’influenza da parte
delle istituzioni che hanno storicamente sostenuto tali standard, L. Ron
Hubbard scrisse un codice morale completamente laico basato sul buon senso: La
Via della Felicità. Fin dalla sua prima pubblicazione, il libro è stato
utilizzato da individui appartenenti a svariati ambienti etnici e religiosi
quale guida logica per aiutare se stessi e i loro familiari e colleghi.
Impiegando i 21 precetti fondamentali in esso contenuti, bambini e adulti in
tal modo sviluppano standard morali in base al proprio discernimento e alla
comprensione del motivo e del modo in cui tali criteri favoriscono una vita
più felice.

info: http://www.laviadellafelicita.org/about-us/faq.html

 

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“Così ho ucciso per profitto” – libro shock scritto da un ex manager di Big Pharma

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  • 25 Agosto 2014

 

Getta una luce sinistra sulle violenze inspiegabili e imprevedibili
È di poche settimane la notizia dell’aumento di suicidi e omicidi tra i
veterani dell’esercito USA in trattamento psicofarmacologico per il cosiddetto
DSTP (Disturbo da Stress Post Traumatico). Ogni volta gli stessi commenti da
parte di parenti e amici: era un bravo ragazzo, nessuno se lo sarebbe
aspettato.

Il Colonnello Bart Billings, dell’Esercito degli USA, ha gestito il progetto
DSPT per i Veterani di ritorno dalla guerra. Secondo lui, i farmaci
psicotropi sono stati un tale triste fallimento, e causa di tanti suicidi da
parte di uomini e donne in servizio, da fare meritare la corte marziale ai
medici militari che li hanno prescritti.

In maniera simile, dietro alle inspiegabili sparatorie che di tanto in tanto
insanguinano le scuole USA – è ormai assodato – c’è uno psicofarmaco il cui
bugiardino mette in guardia contro i rischi di pensieri e comportamenti
suicidi e omicidi. Come nel caso di i Jose Reyes – il dodicenne autore della
sparatoria in una scuola del Nevada: è recente l’ammissione, da parte degli
investigatori, circa l’uso di psicofarmaci da parte del killer. Casi simili
sono all’ordine del giorno anche nel nostro Paese, con decine di casi
documentati di violenza omicida e suicida legata all’uso di psicofarmaci.

Verrebbe da chiedersi perché, nonostante la scia di sangue che si lasciano
dietro, questi farmaci vengano prescritti con tanta leggerezza. Effetti
collaterali: morte, il libro di John Virapen (ex manager di Eli Lilly)
pubblicato da Chinaski Edizioni, ex manager pentito della Eli Lilly & Company,
getta una luce sinistra su questi fatti.

https://www.ccdu.org/comunicati/violenze-inspiegabili-psicofarmaci-dove-verita

“Così ho ucciso per profitto” – libro shock scritto da un ex manager di Big
Pharma

Getta una luce sinistra sulle violenze inspiegabili e imprevedibili
È di poche settimane la notizia dell’aumento di suicidi e omicidi tra i
veterani dell’esercito USA in trattamento psicofarmacologico per il cosiddetto
DSTP (Disturbo da Stress Post Traumatico). Ogni volta gli stessi commenti da
parte di parenti e amici: era un bravo ragazzo, nessuno se lo sarebbe
aspettato.

Il Colonnello Bart Billings, dell’Esercito degli USA, ha gestito il progetto
DSPT per i Veterani di ritorno dalla guerra. Secondo lui, i farmaci
psicotropi sono stati un tale triste fallimento, e causa di tanti suicidi da
parte di uomini e donne in servizio, da fare meritare la corte marziale ai
medici militari che li hanno prescritti.

In maniera simile, dietro alle inspiegabili sparatorie che di tanto in tanto
insanguinano le scuole USA – è ormai assodato – c’è uno psicofarmaco il cui
bugiardino mette in guardia contro i rischi di pensieri e comportamenti
suicidi e omicidi. Come nel caso di i Jose Reyes – il dodicenne autore della
sparatoria in una scuola del Nevada: è recente l’ammissione, da parte degli
investigatori, circa l’uso di psicofarmaci da parte del killer. Casi simili
sono all’ordine del giorno anche nel nostro Paese, con decine di casi
documentati di violenza omicida e suicida legata all’uso di psicofarmaci.

Verrebbe da chiedersi perché, nonostante la scia di sangue che si lasciano
dietro, questi farmaci vengano prescritti con tanta leggerezza. Effetti
collaterali: morte, il libro di John Virapen (ex manager di Eli Lilly)
pubblicato da Chinaski Edizioni, ex manager pentito della Eli Lilly & Company,
getta una luce sinistra su questi fatti.

https://www.ccdu.org/comunicati/violenze-inspiegabili-psicofarmaci-dove-verita

 

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Ospite all’anteprima del libro di Padre Enzo Fortunato l’Avv. mantovano Marco Carra, Caterina Caselli, Giorgio Mulé e Riccardo Cavallero

Il Direttore della Sala Stampa Sacro Convento di Assisi, Padre Enzo Fortunato ha presentato, con grande successo e riscontro di pubblico, il suo ultimo successo letterario “Vado da Francesco”, Lunedì 31 Marzo 2014, presso la libreria Mondadori Multicenter Duomo di Milano. Ospite all’incontro l’Avvocato mantovano Marco Carra, Consigliere della Regione Lombardia, tra i rinomati personaggi che sono intervenuti: la cantante e volto TV Caterina Caselli, il Direttore di Panorama Giorgio Mulé, il noto manager Salvo Nugnes e lo storico saggista italiano Franco Cardini.

 

Carra si è dichiarato molto compiaciuto di avere partecipato alla presentazione di Padre Fortunato e sul libro afferma “Lo ritengo un libro autentico e colmo di significato. Le storie che racconta sono esperienze di vita vissuta, di gente comune ed importanti personalità che hanno visitato la Basilica ed il Sacro Convento di Assisi, per ritrovare se stessi e rispondere alle domande esistenziali che ognuno di noi si pone ogni giorno della propria vita”.

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Margaret Mazzantini riceve Premio Cultura Milano alla Milano Art Gallery durante la mostra di Piercarlo Malinverni

La storica “Milano Art Gallery“, in via G. Alessi 11 a Milano, è da anni protagonista di un fitto programma che si alterna con le interessanti conferenze del Festival Artistico Letterario Cultura Milano e le prestigiose mostre d’arte, organizzate dal noto manager e produttore di grandi eventi Salvo Nugnes. La mostra attualmente in corso, allestita fino al 7 Aprile, è quelle de “l’artista della Casa Reale dei Savoia” Piercarlo Malinverni “Le Dive nell’are”, che presenta le sue originali opere raffiguranti le mitiche attrici e dive nazionali e internazionali del cinema degli anni cinquanta e sessanta. Durante il periodo dell’esposizione, l’eccezionale scrittrice Margaret Mazzantini ha avuto il piacere di essere premiata, dalla giornalista d’arte e curatrice Elena Gollini, con il rinomato Premio Cultura Milano, ideata dal Dott. Nugnes, già conferito ai più grandi ed illustri personaggi della cultura, della letteratura, del giornalismo, della scienza e dell’arte, come l’indimenticabile Margherita Hack, Bruno Vespa, Francesco Alberoni, Gillo Dorfles e Silvana Giacobini. Il riconoscimento è stato assegnato alla Mazzantini in occasione dell’uscita del suo ultimo romanzo di successo dal titolo “Splendore” per “il significativo contributo culturale della sua opera letteraria di profondo spessore umano”.

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Festival Cultura Milano – In conferenza al carcere di Bollate la rinomata scrittrice Margaret Mazzantini affiancata dal manager Salvo Nugnes

Margaret Mazzantini insieme al manager agente dei vip Salvo Nugnes, è stata protagonista di una conferenza all’interno della struttura penitenziaria di Milano Bollate. Durante l’evento benefico-solidale per i detenuti carcerari, inserito nel programma di “Cultura Milano” tenutosi venerdì 28 marzo la Mazzantini ha ricevuto la prestigiosa targa del “Premio Cultura Milano” consegnatagli dal manager Salvo Nugnes, che ospita rinomati personaggi del calibro di l’indimenticabile Margherita Hack, Bruno Vespa, Corrado Augias, Katia Ricciarelli, Patty Pravo, Roberto Vecchioni al motto propulsore di rendere la cultura accessibile a tutti.

Durante la visita la scrittrice ha avuto l’opportunità di fare un tour guidato all’interno della struttura attraverso la falegnameria, la biblioteca, la sala prove, il laboratorio del vetro, l’orto e le serre.

 

I detenuti durante la conferenza erano molto entusiasti di tale opportunità e hanno partecipato con numerose domande alla rinomata scrittrice, tra le più amate e apprezzate del panorama contemporaneo, che nell’occasione ha parlato del nuovo romanzo intitolato “Splendore” edito da Mondadori, nel quale racconta la storia d’amore di Guido e Costantino e la loro iniziazione sentimentale, che attraversa le stagioni della vita, l’infanzia, l’adolescenza, l’età adulta. I due protagonisti mettono a repentaglio tutto, ogni affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. Uno eclettico e inquieto, l’altro sofferto e carnale, un’identità frammentata da ricomporre, un legame assoluto, che li unisce. Si allontanano, crescono geograficamente distanti, instaurano nuove relazioni, ma il bisogno l’uno dell’altro resiste e perdura nel tempo.

 

La Mazzantini ha uno stile inconfondibile, corposo e ricco di metafore e significati esistenziali. Ha una prosa coinvolgente, un modo di scrivere speciale, attraente, forte, acuto, tagliente. In questo suo ultimo lavoro trasporta il lettore alla scoperta dell’amore omosessuale e dello splendore. Cos’è lo splendore? E’ la bellezza fortissima della diversità, quella che Guido e Costantino esplorano nelle lunghe stagioni della loro vita, che diventa una vicenda di appassionato splendore. E’ autrice di romanzi considerati dei veri best sellers per pubblico e critica di settore, come “Non ti muovere”, “Venuto al mondo” vincitore del Premio Campiello 2009 e trasformato in film di successo e “Nessuno si salva da solo” campione di vendite.

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Agenzia Promoter – Padre Enzo Fortunato racconta il suo libro “Vado da Francesco” alla libreria Mondadori il 31 marzo.

Il prestigioso contesto della libreria Mondadori Multicenter Duomo, in piazza Duomo 1 a Milano, ospita l’anteprima di presentazione del nuovo libro di Padre Enzo Fortunato “Vado da Francesco” (Mondadori) che si svolgerà in data Lunedì 31 Marzo alle ore 18.30.

 

Sulla scelta del Pontefice di chiamarsi Francesco Padre Enzo evidenzia come “chiamarsi Francesco è un segnale molto forte. Mezzo secolo fa Giovanni XXIII venne a pregare sulla tomba del Santo e spiegò, che nel nome di Francesco è riassunta in una sola parola -il ben vivere-, l’insegnamento di come dobbiamo metterci in comunicazione con Dio e con gli uomini. Nel 1978 Papa Wojtyla disse, che il Papa a motivo della sua missione deve avere dinanzi agli occhi tutta la Chiesa universale nelle varie parti del globo e ha bisogno in modo particolare dell’aiuto del patrono d’Italia e dell’intercessione di San Francesco“.

 

Padre Enzo è responsabile della sala stampa del Sacro Convento di Assisi e direttore degli editoriali di San Francesco patrono d’Italia. Tra le recenti interviste da lui fatte e pubblicate all’interno della rivista dei frati di Assisi, c’è quella al popolare cantante Adriano Celentano, che ha parlando di Papa Francesco ha dichiarato che “i fedeli sono attratti da questo Papa e le chiese si riempiono da quando c’è lui. Quando sento il Papa parlare di Gesù mi emoziono. E’ il papa della svolta. La cosa, che più di tutte apprezzo è la forte concentrazione sulla figura di Gesù. E’ questa la vera svolta epocale, che il mondo aspettava“.

 

Padre Enzo afferma “non esiste strada più solenne della vita di tutti i giorni per ridare bellezza alla nostra umanità, attraverso sani pensieri, nobili gesti e soprattutto una fede, che si sforza di essere coerente, una fede colorata di amabilità francescana. La vera rivoluzione antropologica non avviene fuori di noi, ma dentro di noi attraverso un percorso, che ci permette di essere uomini fraterni o come direbbe San Francesco uomini amabili. Un volto rivolto verso Dio è necessariamente un volto rivolto verso un fratello“.

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Il manager Salvo Nugnes risponde ad alcune domande riguardo l’ultimo libro letto di recente pubblicazione

1) Da solerte e appassionato lettore, ci rivela qual è l’ultimo libro, che ha letto tra quelli di recente pubblicazione?

In ordine cronologico, l’ultimo libro, che ho letto è “Splendore” di Margaret Mazzantini pubblicato da Mondadori.

 

2) Vuole spendere una riflessione a commento?

E’ una lettura, che ho apprezzato moltissimo e mi ha pienamente conquistato, posso dire di averlo letto tutto d’un fiato, come poi mi capita con gli altri scritti della Mazzantini, che è tra i miei autori prediletti da sempre.

 

3) Cosa l’ha colpita maggiormente di questo romanzo?

E’ una storia incentrata su una tematica delicata e molto dibattuta, l’omosessualità, che la Mazzantini affronta con coraggiosa determinazione, trasformando il testo in un simbolico manifesto con intensa valenza etica e socio-culturale, con lo stile anticonformista del narratore, che rivendica il diritto di trasformare la vergogna in bellezza. La Mazzantini trasmette al lettore un messaggio forte, che stimola profonde riflessioni esistenziali: ognuno di noi può essere soltanto quello che è  e il vero splendore risiede proprio nella nostra singola e sofferta diversità. Il libro si pone come un romanzo di formazione, che rompe il muro dell’ipocrisia e dell’omertà. Lo paragono ai grandi classici della letteratura ottocentesca, da Dostoevskij in avanti, che scoprono e svelano l’essenza vera della natura umana nella sua sostanziale complessità multiforme.

 

4) Una curiosità: lo ha acquistato o ricevuto in dono?

L’ho ricevuto in regalo in occasione delle festività natalizie. Di solito anch’io regalo spesso dei libri nelle varie circostanze. Penso, che siano un dono utile e mai banale, sempre assai gradito da ricevere e piacevole da elargire. Bisogna incentivare la passione per i libri e la lettura in generale, come sana e salutare opportunità d’intrattenimento. Chi legge si passa il tempo in modo arricchente e costruttivo.

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Le parole di Padre Enzo Fortunato su “Vado da Francesco”, il suo nuovo libro

Intervistato Padre Enzo Fortunato, direttore della Rivista San Francesco d’Assisi, riguardo la sua ultima pubblicazione “Vado da Francesco” edito da Mondadori. In questo emozionante libro sono raccolti e raccontati numerose visite ufficiali ed incontri riservati, vissuti da personaggi famosi o da semplici donne, uomini e ragazzi arrivati fino alla soglia della Basilica di San Francesco per placare la loro ansia e cercare risposte non effimere ai loro interrogativi sul vivere.

1) Padre Fortunato ci racconta quali tematiche affronta nel suo nuovo libro?
Il tema principale è la tensione spirituale di Dio presente in ogni uomo, questa è la grande consapevolezza che emerge dagli uomini e le donne credenti e non credenti che hanno incontrato San Francesco, da questa tensione spirituale emergono tre stelle: la prima è quella del dialogo, pensando anche agli incontri che i Papi hanno vissuto in Assisi con i leader religiosi, la seconda è l’incontro, ove pensieri, parole e speranze si intersecano tra di loro divenendo di fatto crocevia, ove realtà e persone differenti si abbracciano e le mani si uniscono in un segno di pace e di operosità comune.  Questo incontro ci ricorda la celebre affermazione di John Donne “Nessun uomo è un’Isola completo in se, ciascuno di noi fa parte di un continente, è un pezzo di terra ferma”. E infine la terza stella, il cammino che descrive gli antichi pellegrinaggi verso i santuari che custodivano i corpi degli Apostoli e dei martiri.

2) Una riflessione su Papa Francesco e Giovanni XXIII?
Il volume si apre con Giovanni XXIII e si chiude con Papa Francesco, due Papi che si sono rifatti a San Francesco in maniera diversa. Giovanni XXIII era terziario francescano, Papa Francesco invece ha scelto proprio di farsi chiamare con il nome del Santo. L’uno e l’altro hanno tracciato sfaccettature diverse di uno stesso prisma. Giovanni XXIII ha parlato di Francesco come modello “del vivere bene”; Bergoglio, invece, ha accolto le istanze programmatiche del Santo di Assisi: “E’ per me l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che ama e custodisce il creato“.

4) Ci spiega cosa intende per comunicazione sull’esempio di San Francesco?
Era desiderio di San Francesco la possibilità di interagire e coesistere con tutti, un uomo accanto all’altro. La Chiesa è chiamata a partecipare nel mondo della comunicazione perché di essa fa parte l’uomo e dove c’è l’uomo c’è la Chiesa. Con quale stile? Con quale metodo? Le risposte le trovo sintetizzate profondamente nel discorso di Papa Benedetto XVI dell’8 dicembre 2009: «Quanto abbiamo bisogno di questa bella notizia! Ogni giorno, infatti, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci  diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, per ché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono. Per questo la città ha bisogno di Maria, che con la sua presenza ci parla di Dio, ci ricorda la vittoria della Grazia sul peccato, e ci induce a sperare anche nelle situazioni umanamente più difficili».
5) Abbiamo avuto notizia di una sua intervista fatta ad Adriano Celentano. Cosa ha detto il noto cantante riguardo il Pontefice?
Celentano durante l’intervista ha affermato, quasi commosso, che si emoziona ogni volta che Papa Francesco parla di Gesù, “avverto due sensazioni fra di loro contrastanti: da un parte la gioia insaziabile di ascoltare qualunque cosa delle meravigliose gesta di Gesù, dall’altra una sorta di nostalgico dolore quasi come se Gesù l’avessero crocifisso ieri sera e io non avessi fatto in tempo ad incontrarlo prima“. Inoltre ha definito Papa Francesco come un’autentica svolta, sottolineando che credenti e non credenti ne sono attratti e le chiese si riempiono anche grazie a lui.

6) “Vado da Francesco” è la storia di uomini noti e di tanti invisibili, perché questa scelta?
Uno dei principi della filosofia francescana è “nulla è grande di fronte a Dio, ma tutto ugualmente degno“. Proprio da qui la mia scelta di includere nel racconto personaggi noti e non.

7) Qual è la storia, l’incontro che più l’ha colpita?
La storia di un signore che accompagnava la moglie paralizzata immobile sulla sedia a rotelle. Sul volto sprigionava un sorriso, che lasciava trasparire la grande speranza che era in lui, quasi come se  la sofferenza avesse impresso sul suo viso i tratti della bontà, tratti che difficilmente si dimenticano e facilmente segnano le nostre esistenze, facendole diventare più profumate, perché è il dono di sé agli altri che rende la vita bella.

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In conferenza al carcere di Opera Felicia e Piero Chiambretti affiancati dal manager Salvo Nugnes

Ha riscosso un ottimo successo tra i detenuti, l’importante iniziativa a scopo benefico solidale che Giovedì 27 Febbraio 2014, ha visto come ospiti Piero e Felicita Chiambretti affiancati dal manager Salvo Nugnes, in qualità di relatore, nel contesto dell’istituto penitenziario milanese di Opera. L’incontro è iniziato con la presentazione della prima raccolta di poesie di Felicita Chiambretti “Farfalle di Verso” che ha letto alcuni suoi scritti assieme al filosofo Antonello De Vita. Il libro è il segno concreto e tangibile del suo generoso altruismo, poiché l’intero ricavato della vendita verrà devoluto al Centro Oncologico di Candiolo per finanziare la ricerca oncologica e la cura dei tumori. Felicita e Piero sono entrambi molto attivi nelle iniziative benefiche e spesso prestano la loro notorietà diventando testimonial di manifestazioni, per la raccolta fondi.

Nella seconda parte della conferenza, Nugnes ha intervistato Piero Chiambretti, il quale ha saputo conquistare e coinvolgere il pubblico di reclusi, che hanno ampiamente apprezzato il suo modo di essere, dimostrando il loro entusiasmo con scrosci di applausi. Nello svelare alcuni simpatici aneddoti Piero afferma “All’università ho frequentato il DAMS a Bologna e per mantenermi ho lavorato ai mercati generali e alla discoteca Ritual di Torino. Mi consigliarono di comprare un cane di razza per rimorchiare le ragazze, ma io non avevo una lira e decisi di fare il disc jockey, perché lo faceva anche il mio macellaio e mi segnalò, che al Ritual ne cercavano uno. Poi sono approdato alle radio libere. La radio è la faccia buona della tv“.

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Davide De Santis pubblica il libro “Arte e poesie” grazie a Edizioni Promoter Arte del manager Salvo Nugnes

L’artista e scrittore Davide De Santis pubblica il suo libro “Arte e poesie” grazie al manager dell’arte Salvo Nugnes, autore dell’introduzione del libro stesso e direttore di Promoter Arte, azienda leader nel settore mostre, editoria e comunicazione. Segue l’intervista a De Santis, che commenta la preziosa collaborazione ed esprime la sua concezione sull’arte.

D. “Arte e poesie” è il suo primo libro e ha puntato bene in alto grazie all’introduzione scritta da Salvo Nugnes: uno dei più grandi manager dell’arte…

R. Sono compiaciutissimo e anche felicemente stupito delle parole che il Dott. Nugnes ha speso nell’introduzione, che colgono in maniera incredibilmente dettagliata il mio lavoro. Sono allo stesso modo contento delle parole spese dalla Dott.ssa Elena Gollini, giornalista e curatrice d’arte, anch’esse molto preziose. Sono soddisfatto e felice di quello che hanno fatto nei miei confronti.

D. Qual è la sua formazione?   

R. Dopo le scuole superiori ho fatto due Accademie di teatro e cinema qui a Milano e poi una terza Accademia a Roma, sempre di cinema. Successivamente ho lavorato all’Estero su delle produzioni cinematografiche, ho lavorato in Spagna nei nuovi Studios di Alicante e poi ho continuato a svolgere la mia professione di Docente in una scuola all’interno degli Studios di Cinecittà, fino a qualche mese fa. Poi mi sono trasferito a Milano, perché avevo intenzione di cambiare un po’, volevo avere nuovi stimoli creativi e professionali, volevo mettermi in gioco di nuovo.

D. Come si caratterizzano le Sue poesie?      

R. Sicuramente sono poesie e riflessioni molto vicine alla strada, cerco di raccontare quello che riesco a vedere nel mio quotidiano, quindi sono frammenti della mia vita privata, di quello che riesco a osservare e di quello che credo nessuno racconti, di persone che rimangono ai margini, oppure sono tra il reale e il surreale, persone che fanno fatica a trovare un contesto, un loro ruolo all’interno del quotidiano e della società. A volte mi soffermo su quelle persone che, nonostante non mi piaccia il termine, si potrebbero definire “borderline”. Ho sempre fatto una vita parecchio complicata, ho fatto diversi lavori che mi hanno portato ad avere contatto con persone legate ai margini, quindi non mi stupisco se nelle mie riflessioni entrano persone umili, che purtroppo devono faticare per sopravvivere, che lottando si fanno strada da soli. Mi soffermo quindi su persone che possono sembrare poco interessanti ma che sotto il mio sguardo risultano essere molto affascinanti. Intendo barboni, prostitute, operai, manovali, cuochi e persone che lavorano nello spettacolo, ma non quello che ci appare in tv, bensì quello ai margini o dietro le quinte, che si vedono poco ma che sudano il doppio. Sono più affascinato da loro che da chi ostenta interesse o apparenza.

D. Qual è la sua poesia preferita?       

R. Sono affezionato a tutte.

D. Un parallelismo tra pittura e poesia.

R. Come spiegavo al Dott. Nugnes a volte abbiamo il limite della comunicazione. Quando non riesco a dire qualcosa attraverso le parole cerco di raccontarla con i colori. Il colore è un aiuto, entra in gioco, assieme al disegno, quando finisco le parole e va a riempire quei silenzi che purtroppo non riesco a colmare. Dove non arriva la parola arriva il colore, il disegno e le tele.

D. Qual è la tecnica pittorica che preferisce?

R. Non ho una tecnica su cui lavoro sempre. A volte uso l’olio, a volte l’acrilico, il pastello, il pennarello vernice, il carboncino. Dipende da quello che ho sotto mano, è una scelta molto istintiva, non mi soffermo su una tecnica sola. Non c’è un ragionamento a priori, utilizzo quello che trovo e che credo sia più utile per quello che voglio raccontare.

D. Qual è lo scopo del libro?

R. Se quello che scrivi, disegni o dipingi lo tieni lontano dallo sguardo altrui difficilmente può definirsi qualcosa di artistico. L’arte diventa tale nel momento in cui è condivisa. Come uno spettacolo teatrale, se viene fatto senza pubblico non è uno spettacolo, non è un evento. Suppongo che la stessa cosa avvenga con la parola e il colore, in qualche modo hanno l’esigenza di avere un pubblico, che può decidere se emozionarsi, assistere, ascoltare o non ascoltare. Se le mie poesie e i miei disegni stessero racchiusi in una scatola o un cassetto è come se non esistessero; la condivisione di un’opera artistica è assolutamente fondamentale. La condivisione dà valore, realtà e concretezza a quello che fai.

D. Quali sono i suoi progetti futuri?    

R. Il mio desiderio attuale sarebbe quello di lavorare a uno spettacolo teatrale. Sono però a Milano da poco e sono parecchi anni che non la frequento, tutti i miei ex allievi o i miei collaboratori di un tempo sono a Roma. A Milano mi trovo quindi sprovvisto di collaboratori, quindi proseguo senza fretta e senza ansia di dover fare qualcosa per forza.

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Il manager Salvo Nugnes, direttore di Agenzia Promoter, intervistato sull’ultimo libro letto

1) Da solerte e appassionato lettore, ci rivela qual è l’ultimo libro, che ha letto tra quelli di recente pubblicazione?

In ordine cronologico, l’ultimo libro, che ho letto è “Splendore” di Margaret Mazzantini pubblicato da Mondadori.

 

2) Vuole spendere una riflessione a commento?

E’ una lettura, che ho apprezzato moltissimo e mi ha pienamente conquistato, posso dire di averlo letto tutto d’un fiato, come poi mi capita con gli altri scritti della Mazzantini, che è tra i miei autori prediletti da sempre.

 

3) Cosa l’ha colpita maggiormente di questo romanzo?

E’ una storia incentrata su una tematica delicata e molto dibattuta, l’omosessualità, che la Mazzantini affronta con coraggiosa determinazione, trasformando il testo in un simbolico manifesto con intensa valenza etica e socio-culturale, con lo stile anticonformista del narratore, che rivendica il diritto di trasformare la vergogna in bellezza. La Mazzantini trasmette al lettore un messaggio forte, che stimola profonde riflessioni esistenziali: ognuno di noi può essere soltanto quello che è  e il vero splendore risiede proprio nella nostra singola e sofferta diversità. Il libro si pone come un romanzo di formazione, che rompe il muro dell’ipocrisia e dell’omertà. Lo paragono ai grandi classici della letteratura ottocentesca, da Dostoevskij in avanti, che scoprono e svelano l’essenza vera della natura umana nella sua sostanziale complessità multiforme.

 

4) Una curiosità: lo ha acquistato o ricevuto in dono?

L’ho ricevuto in regalo in occasione delle festività natalizie appena trascorse. Di solito anch’io regalo spesso dei libri nelle varie circostanze. Penso, che siano un dono utile e mai banale, sempre assai gradito da ricevere e piacevole da elargire. Bisogna incentivare la passione per i libri e la lettura in generale, come sana e salutare opportunità d’intrattenimento. Chi legge si passa il tempo in modo arricchente e costruttivo.

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“I primi 99 modi in cui sono stata corteggiata”

E’ stato presentato il 5 novembre scorso presso la Biblioteca Comunale Ex Macello di Porto Viro, in occasione della Fiera del Libro, la prima opera di Barbara Braghin, la stravagante inviata di diverse testate giornalistiche, blogger e cabarettista. Il titolo è “I primi 99 modi in cui sono stata corteggiata”, un libro leggero, da gustare tutto d’un fiato, con 99 aneddoti, storie vere in parte e in parte arricchite con la fantasia.

A dare un tocco originale alle pagine da sfogliare, disegni, foto di momenti di vita e la dama impersonata dall’autrice, Madame Corinne con tanto di parrucca. Un miscuglio di tutto, di vita, di gioventù, di spensieratezza e sorrisi, viaggi, città mondiali, come luoghi del centro America e dei Caraibi, del Marocco e dell’Egitto e città Europee come Londra, Parigi e non solo.

Una serata carina, con conoscenti e amici di Porto Viro, Chioggia, Goro, Cavarzere, Rovigo, Loreo, Taglio di Po e la graditissima presenza del Sindaco di Porto Viro, Giuseppe Geremia Gennari.

La serata è stata organizzata in occasione della Fiera del Libro dall’Assessore alla Cultura Maura Veronese, che ha introdotto il presentatore, il noto speaker radiofonico e scrittore Paolo De Grandis che ha fatto una curiosa intervista all’autrice.

La serata è stata arricchita con dei video sui personaggi interpretati da Barbara e sulla vita mondana di Roma.

In sala si notava, oltre che il Sindaco Giuseppe Gennari, anche Rosalba Capato della Commissione Pari Opportunità del Comune di Porto Viro e Rappresentante della Fidapa di Porto Viro, l’Assessore alla Cultura di Loreo Luciana Beltrame, Layla Maangoni dell’Associazione Taglio di Po nel Cuore, Emanuela Marangoni del CNA di Rovigo, Erika Jackson di Cavarzere, Roberta Bonafè della Protezione Civile di Porto Viro, Valentino Roma ideatore e promotore del Progetto Salva Giovani “La Camera di Decompessione”, Maurizio Ferro manager di Enel di Porto Tolle, Laura Perini organizzatrice di eventi di Chioggia con Valentino un caro amico e altri amici.

Il tutto è stato coronato con il brindisi finale con bottiglie di Prosecco decorate con la foto della copertina del libro, bluette e fuxia.

Barbara Braghin

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Presentazione “E mo t’ammazzo” di Dario Torromeo

Martedì 29 ottobre alle ore 17:30 presso la Libreria Mondadori – Via Piave, 18 – Roma si terrà la presentazione di “E mo t’ammazzo” con l’autore Dario Torromeo e gli interventi di Giuseppe Ippoliti e Federico Zamboni.

La casa editrice Absolutely Free e l’autore Dario Torromeo sono lieti di invitarvi alla presentazione del libro “E mo t’ammazzo“.

A condurre l’evento Giuseppe Ippoliti e Federico Zamboni che, insieme all’autore, accompagneranno il pubblico alla scoperta del commissario Strambelli, protagonista di “E mo t’ammazzo” e della serie di efferati omicidi che, suo malgrado, si trova a investigare.

Scoprite tutti i personaggi che popolano il primo romanzo “spaghetti noir”:

Uno chef che cucina le ragazze che lo fanno innamorare e parla solo attraverso citazioni da film famosi. Uno psicopatico che ammazza al ritmo delle canzoni di Rino Gaetano. Un esaltato che veste come Darko Pancev. Un cameriere sordo, un parcheggiatore cieco e un cantante muto… Ma anche chi cerca di aiutare il commissario, come Ugo, timido, ma buono, pugile per dimenticare le cattiverie della vita. E poi ci sono Clara, giornalista sbadata e arrivista; Macarena, un avaro di talento che al momento di pagare si esibisce in una serie di movimenti che ricordano il ballo sudamericano… Un giallo pieno di ironia. Da morire dal ridere!

 

L’evento si terrà martedì 29 ottobre alle ore 17:30 presso la Libreria Mondadori  – via Piave 18, Roma.

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Presentazione del libro Alleva il tuo lupo buono

Sabato 28 Settembre Chiostro di San Tommaso a Fondi è stata la cornice straordinaria della
presentazione del libro “Alleva il tuo lupo buono” di Paolo de Bonis.
Lo spirito di ricerca culturale di San Tommaso, che amava talmente il Chiostro da passeggiare
discutendo con i suoi discepoli, al punto che per diversi anni dopo la sua morte le sue spoglie
mortali rimasero tumulate nei pressi, ha continuato ad aleggiare durante la serata, quando Paolo,
aiutato da Simone di Biasio, ha raccontato come è nata questa serie di racconti, che hanno le
avventure di un maresciallo come filone narrativo, ma che ragionando in profondità trattano il tema
di come ci relazioniamo con gli altri, presi dalla nostre difficoltà quotidiane, dagli equivoci e dai
sensi di colpa che questi creano.
La soluzione che Paolo ha proposto sta nel titolo del libro, allevare con cura il proprio lupo buono,
in modo che questo sia compagno fedele nella vita.
L’intervento di Donatella Di Biasio, responsabile nazionale della Fidapa, ha posto l’accento su come
le donne dei racconti di Paolo siano il motore delle storie, tutte caratterizzate in maniera egregia,
dalla giovane che si innamora del professore, della moglie fedele, della giovane magistrato
carrierista: tutte queste donne hanno dato un valore in più a questi racconti.
Poi le letture di alcuni brani, le domande dei presenti, tutto ha fatto sì che la serata diventasse un
piacevole incontro di amici di Paolo, anche di quelli solo in questa serata lo hanno conosciuto, che
ha lasciato ad ognuno un gradevole ricordo.

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