Archives

Comunicati

L’Università degli Studi di Bergamo incontra il Presidente della Repubblica al Kilometro Rosso

L’Università degli studi di Bergamo ha accolto con orgoglio, durante la visita di giovedì 24 ottobre, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Kilometro Rosso, negli spazi che ospitano il laboratorio di meccatronica. Nel 2016 il Capo dello Stato era già stato ospite dell’Università, per l’inaugurazione dell’Anno accademico.

In occasione dei “Giorni della ricerca” è stato Galileo Galilei, padre della scienza moderna, uno dei protagonisti della visita al parco scientifico-tecnologico. Infatti, il Rettore Remo Morzenti Pellegrini, insieme ai docenti di Storia delle rivoluzioni scientifiche, Franco Giudice e Salvatore Ricciardo, ha raccontato al Presidente della Repubblica la scoperta, avvenuta ad agosto del 2018, della prima delle celebri Lettere Copernicane, scritta il 21 dicembre 1613 da Galileo a Benedetto Castelli. A fianco del Rettore anche il prof. Sabino Cassese, giurista, accademico e giudice emerito della Corte Costituzionale, in mattinata in Aula Magna per la tavola rotonda «Un mondo di significati dietro le parole giuridiche». Una presenza a testimonianza dell’impegno dell’Ateneo nella riflessione con esponenti di diversi ambiti scientifici e culturali a favore del sapere civile.

«È stato un onore potere condividere con il Presidente della Repubblica il valore di questa scoperta che ha dato il via a nuove domande e quindi a nuove ricerche. Invitiamo sempre gli studenti ad essere curiosi e non smettere mai di cercare: non esiste “serendipity” senza la voglia di sapere» ha sottolineato il Rettore Remo Morzenti Pellegrini.

La lettera, considerata irrimediabilmente perduta, è stata trovata nella Royal Society Library di Londra dal ricercatore dell’Università di Bergamo Salvatore Ricciardo, sul posto in quanto assegnista di ricerca del PRIN (Progetto di rilevante interesse nazionale) «La scienza e il mito di Galileo in Europa tra il XVII e il XIX secolo», finanziato dal MIUR e che coinvolge diverse università italiane.

Ricciardo si è affrettato a inviarne una riproduzione fotografica a Franco Giudice, docente dell’Università degli studi di Bergamo, e a Michele Camerota, docente dell’Università di Cagliari, responsabili delle unità locali del progetto. Dopo accurati controlli, anche di tipo grafologico, i tre studiosi hanno autenticato la lettera della Royal Society Library, riconoscendone la mano di Galileo. Nel documento epistolare, che costò allo scienziato l’accusa di eresia, Galileo espone per la prima volta la propria visione dei rapporti tra scienza e religione, rivendicando la piena autonomia della ricerca scientifica dalla teologia, e difende il sistema copernicano dalle accuse di inconciliabilità con la Sacra Scrittura.

Il ritrovamento dell’autografo è di estrema importanza in quanto obbliga a riconsiderare la storia dell’immediata ricezione della lettera e la funzione decisiva nel motivare le autorità ecclesiastiche ad assumere un atteggiamento di risoluta opposizione nei confronti delle idee galileiane.

I dettagli dello studio storico sull’autografo della lettera a Castelli, che permette di rivalutare la ricostruzione fino ad oggi nota dei fatti che hanno portato all’abiura di Galilei, sono riportati nel libro “Galileo ritrovato” scritto da Camerota, Giudice e Ricciardo, che il Rettore, Remo Morzenti Pellegrini, ha consegnato in copia unica per il Presidente Mattarella insieme a una copia anastatica della lettera.

Al Capo dello Stato è stato inoltre espresso da parte dell’Ateneo anche l’auspicio che la lettera originale, insieme al telescopio conservato al Museo galileiano di Firenze, vengano esposti nel padiglione italiano all’Expo di Dubai 2020.

No Comments
Comunicati

Lettera al Sindaco di Jesolo Valerio Zoggia

 

Egregio Signor Sindaco,

come sa un albergatore della nostra città è stato messo in enorme difficoltà dalla scelta miope, e a dir la verità poco comprensibile, di aprire un cantiere edile nel mese di Giugno  nei pressi del suo albergo. Il problema, oltre all’evidente disagio di avere un cantiere in attività adiacente alla propria struttura ricettiva, è che la maggior parte dei tour operator inseriscono come clausola nei loro contratti di non avere cantiere adiacenti a meno di 600 metri dalla struttura. Per farla breve, il collega sta ricevendo disdette senza aver nessuno strumento legale per difendersi. Ora, non le nascondo che se il cantiere rappresentasse un’esigenza per la collettività e un’urgenza per i cittadini jesolani, potrei arrivare a comprendere che dare l’avvio ai lavori possa avere un senso logico. Ma, vede, lei è a perfetta conoscenza che quel cantiere è stato richiesto da un privato (peraltro un altro albergatore) che costruirà appartamenti, quindi in nessun modo e in nessuna maniera rappresenta un’esigenza collettiva urgente. Non dovrei essere io a ricordarle che l’unico indotto della nostra località è il turismo e che nello specifico noi albergatori rappresentiamo una delle voci di indotto più importante, e un’azione di questo tipo non può passare inosservata. Il collega entro un paio di giorni chiuderà, e le riconsegnerà chiavi e licenza. Se ciò accadrà non solo avrà fallito lui (per colpe altrui), ma avrà fallito ognuno di noi, lei in testa proprio perché primo cittadino (da poco, ma questo non può essere un alibi) di una località che fa dell’accoglienza e dell’ospitalità la sua eccellenza. Mi chiedo: la dirigenza del comune non poteva autorizzare i lavori da settembre? Mi chiedo: è possibile che un dirigente, un assessore, un sindaco non comprendano che se non si usano misura ed equilibrio nelle proprie scelte si rischia il tracollo? Io non voglio insegnare nulla a nessuno, ma sono anni che a Jesolo parliamo di sinergia, lavoro in gruppo tra categorie, fare squadra… Ecco, se il buon giorno si vede dal mattino, immagino, Signor Sindaco, che non ci sia né voglia né volontà di fare squadra con gli oltre 300 imprenditori del settore turistico che assicurano a questa città una media di 450 milioni di euro di indotto annuo ed occupano, nel solo settore alberghiero, più di 5000 addetti con rispettive famiglie. Spero che lei riesca a prendere in mano la situazione e a far tornare razionalità ed equilibrio nei suoi uffici. 

Massimiliano SchiavonPresidente Associazione Jesolana Albergatori

 

 

No Comments