| Oriana (ASPESI): “Il principio normativo ci trova d’accordo, ma considerare terreno agricolo ogni anfratto solo perchè non è stato ancora edificato è una follia“
Milano 30.10.2015 – Un giudizio a chiaroscuro quello del Presidente di Aspesi, l’Associazione Nazionale tra le Società di Promozione e Sviluppo Immobiliare, Federico Filippo Oriana sulla legge contro il consumo di nuovo suolo approvata ieri dalla Camera dei Deputati.
“È evidente – ed è ormai un portato imprescindibile di cultura moderna – che in un Paese come l’Italia non si debba consumare nuovo terreno verde a fini edilizi, ma costruire solo recuperando il terreno già antropizzato e/o edifici dismessi. Del resto l’Aspesi è fondamentalmente l’associazione dei costruttori “recuperatori” e non di chi parte dal greenfield. Quindi il principio normativo generale che questa nuova legge introduce ci trova completamente d’accordo“.
“Quello che lascia delle perplessità – ha aggiunto Oriana – è il concreto impianto normativo in due punti:
1) considerare terreno agricolo ogni anfratto, anche nel semicentro di Milano o di Roma, solo perché non è stato ancora edificato, magari per problemi burocratici, è una follia anche perché l’agricoltura non è un’attività libera e non verrà mai autorizzata dall’Unione Europea nella zona, che so’, di Porta Genova: quindi si creeranno nuovi buchi neri nei centri urbani invece del “rammendo” del tessuto?
2) non aver salvaguardato investimenti già fatti in funzione dell’edificabilità di un suolo, magari con pesanti mutui ipotecari: che sarà di questi spazi che improvvisamente diventano inedificabili? chi pagherà il conto di questi sprechi?
In conclusione, bene avere la legge, ma vi si dovrà porre mano a breve per renderla attuabile in termini positivi per lo sviluppo sia civile che economico delle città“.
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Pubblicato nuovo elenco di reati per la legge 231 con l’Art. 9 del Dl 14/8/2013, n. 93
Con l’introduzione dell’art. 9 del Dl 14/8/2013 entrano a far parte del catalogo dei reati che fanno scattare la responsabilità delle Società a norma del D.lgs 231/2001 i delitti sulla privacy, la frode informatica con sostituzione dell’identità digitale e l’indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito. Considerando i nuovi reati presupposto, e facendo nostre le osservazioni della Corte di Cassazione con la recente relazione III/01/2013 del 22/8/2013 che ha fornito una prima interpretazione sulle novità apportate dal citato Dl 93/2013, si evidenzia che in particolare i delitti in materia di privacy risultano di grande impatto, soprattutto per la configurazione della responsabilità per l’illecito trattamento dei dati, violazione potenzialmente in grado di interessare l’intera platea delle società commerciali. Il Dl 14/8/2013, n. 93 introducendo i delitti (ma non le contravvenzioni) in materia di violazione della privacy previsti dal D.Lgs 196/2003 – e cioè le fattispecie di trattamento illecito dei dati, di falsità nelle dichiarazioni notificazioni al Garante e di inosservanza dei provvedimenti del Garante – nel catalogo dei reati che fanno scattare la responsabilità degli enti a norma del D. Lgs 231/2001, aumenta per le imprese il rischio derivante da una gestione non corretta degli aspetti privacy. Infatti una Società che dovesse, ad esempio, trattare illecitamente dei dati rientranti nella copertura del d.Lgs.196/2003, oltre alle sanzioni sino fino ad oggi previste, sarà sottoposta ad un processo penale e indagata da un PM per verificare se ha adottato efficacemente un Modello 231 anche a copertura degli aspetti privacy. In assenza di tali Modelli 231 o, se l’Azienda ha un Modello 231 che non disciplina anche la privacy, la Società sarà soggetta ad una sanzione da 100 a 500 quote e ad una sanzione interdittiva dell’attività d’impresa (come ad esempio la sospensione o revoca di autorizzazioni o licenze, il divieto di pubblicizzare beni o servizi) che può andare da un minimo di 3 ad un massimo di 24 mesi. Considerato che una quota singola può variare da un minimo di 258 fino a un massimo di 1.549 euro, l’Azienda nei casi più gravi rischia di dover pagare una sanzione pecuniaria anche superiore a 700.000,00 euro. L’Impresa per tutelarsi ed evitare di incorrere in tali sanzioni, deve adottare un Modello 231 a norma del D.lgs 231/2001 o, se l’ha già adottato, aggiornarlo e disciplinare le misure organizzative e di prevenzione per questi nuovi reati presupposto. MODI S.r.l. di Mestre e Spinea (VE) rimane a disposizione con il proprio Staff tecnico al numero verde 800300333 o [email protected]
Gioco d’azzardo patologico: la proposta di legge di Progett’Azione
La prevenzione, la cura e la sensibilizzazione dalla dipendenza dal gioco d’azzardo diventa protagonista di una proposta di legge della Regione Piemonte a firma dei cinque consiglieri di Progett’Azione .
È stata protocollata infatti questa mattina una proposta di legge, che disciplina le sale da gioco sul territorio piemontese sotto l’aspetto non più di polizia urbana (motivo per cui fino ad oggi le ordinanze comunali venivano rigettate dalla Corte ) ma sotto l’aspetto sanitario e socio- assistenziale.
La proposta di legge, Vignale primo firmatario, è già stata sottoscritta, oltre che dai cinque consiglieri regionali di Progett’Azione anche dai consiglieri regionali (in ordine alfabetico), Cortopassi, R. Costa, Formagnana, Gariglio, Giovine, Gregorio, Leo, A.Motta, M.Motta, Placido, Ronzani, Tiramani.
La proposta di legge di Progett’Azione muove dalla presa d’atto che il gioco d’azzardo è un fenomeno in forte ascesa che coinvolge sempre più persone, attratte dall’illusione di una vincita facile.
Una regolamentazione tardiva…
Il problema è che oggi il gioco d’azzardo sta diventando l’oppio dell’attuale generazione, una vera e propria dipendenza che porta i cittadini a non riuscire a resistere all’impulso di giocare con ricadute negative sulla vita sociale, sul lavoro, sulla propria indipendenza economica e quindi sulla salute.
Il problema ad oggi è che benché l’Organizzazione mondiale della Sanità abbia da anni riconosciuto la ludopatia come una malattia, lo Stato italiano ne ha preso conoscenza in modo tardivo e le iniziative fino ad oggi assunte in materia (da ultimo il cosiddetto decreto Balduzzi) sono tutt’ora in fase di discussione e voto al Parlamento.
Molti comuni hanno provato ad intervenire per limitare gli effetti delle slot machine e del gioco d’azzardo in generale, scontrandosi però con l’impossibilità ad assumersi le proprie responsabilità di governo locale per via delle attuali normative nazionali in vigore che regolano il settore solamente dal punto di vista dell’ordine pubblico.
Gli spazi aperti dalla Corte Costituzionale per le Regioni…
Tuttavia grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale, la n. 300 del 2011, si sono aperti importanti spiragli nei confronti delle regioni e delle provincie. La Corte, riconoscendo la legittimità della legge 13/2010 della Provincia Autonoma di Bolzano, con cui si introducevano limiti all’apertura di sale giochi in relazione alla prossimità a determinati luoghi, ha evidenziato che tale normativa non poteva essere ricondotta alla competenza legislativa statale in materia di ordine pubblico e sicurezza e ha riconosciuto la potestà legislativa regionale o provinciale in materia di salute pubblica, in difesa delle fasce deboli quali i minori o in zone sensibili o per soggetti bisognosi di cure sociosanitarie o assistenziali.
Successivamente a questa sentenza, sulla materia è intervenuta la Regione Liguria, con due leggi approvate nell’aprile dell’anno in corso, la 17/2012, “Disciplina delle sale da gioco”, con cui la Regione ha regolamentato l’autorizzazione all’esercizio di sale da gioco, e la 18/2012 “ Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico”.
In Piemonte il gioco d’azzardo è un fenomeno in forte crescita…
Ogni piemontese spende in media 752 euro l’anno per il gioco d’azzardo, e su tutto il territorio regionale i pazienti affetti da ludopatia grave presi in carico dal sistema sanitario regionale sono passati da 166 a 821 con un incremento di quasi il 500% in pochi anni. A questi si aggiungono altri 863 casi di dipendenza di livello secondario.
Secondo quanto definito dal Piano di Azione Regionale delle Dipendenze (PARD) anni 2012-2015 “Sulla base delle stime d’incidenza nella popolazione generale, si prevede un ulteriore aumento dei soggetti in carico nei prossimi anni”.
Gli interventi programmati…
La proposta di legge regionale di Progett’Azione intende affrontare il fenomeno della ludopatia con norme finalizzate a preservare dalle implicazioni negative del gioco, i cittadini e in particolar modo alcune categorie di persone, non in grado, per le loro condizioni personali, di gestire in modo adeguato l’accesso al gioco d’azzardo.
In questa prospettiva è stata esclusa la possibilità di autorizzare e condurre l’esercizio di sale da gioco lecito in prossimità di strutture frequentate da giovani o, comunque, da soggetti vulnerabili,è stato messo in capo ai gestori l’obbligo di verifica dell’età anagrafica dei giocatori e sono state previste sanzioni pecuniarie.
Ecco i punti chiave:
– PUBBLICITÀ: divieto di ogni forma propaganda del gioco d’azzardo entro i 500 metri da scuole luoghi sensibili, quali istituti scolastici di ogni ordine e grado, centri giovanili o socioassistenziali. La norma stabilisce inoltre che ogni forma di pubblicità deve contenere indicazioni visibili sulle reali percentuali di vincita da parte del giocatore. In caso di violazione è prevista una sanzione pecuniarie tra i 500 euro e i 5000 euro
– SALE DA GIOCO: non potranno essere aperte a meno di 500 metri da istituti scolastici, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente dai giovani, o da strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socioassistenziale. I Comuni potranno poi individuare altri luoghi sensibili in relazione alle caratteristiche del contesto urbano in cui non sarà ammessa l’apertura. . È vietata la messa a disposizione presso qualsiasi pubblico esercizio di apparecchiature che, attraverso la connessione internet, consentano ai clienti di giocare sulle piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari on-line.
– GESTORI DELLE SALE DA GIOCO: Dovranno impedire l’accesso al gioco ai minorenni e saranno tenuti a esporre all’ingresso e all’interno dei locali materiale informativo, predisposto dalle Aziende per i servizi sanitari, diretto a evidenziare i rischi correlati al gioco e la presenza sul territorio di servizi di assistenza pubblici e del privato sociale dedicati. In caso di violazione è prevista una sanzione da 300 a 1.000 euro per ciascun apparecchio nonché la sospensione dell’autorizzazione da tre a sessanta giorni, e in caso di ripetuta violazione (tre in tre anni) si prevede la revoca della licenza.
– PREVENZIONE: Sono previste iniziative di cura e recupero delle persone affette da disturbo da gioco d’azzardo attraverso i servizi territoriali dedicati al Gioco d’Azzardo Patologico (G.A.P.) presenti in tutti i Dipartimenti delle Dipendenze delle AA.SS.RR
– CAMPAGNE DI PREVENZIONE: La proposta di legge prevede l’attuazione da parte della giunta di campagne di informazione, educazione al gioco e sensibilizzazione sulla dipendenza da gioco, soprattutto all’interno delle scuole.
– FONDO REGIONALE PER IL GIOCO D’AZZARDO: viene istituito un fondo regionale, alimentato con il 20% del totale raccolto dalle sanzione, che servirà a sostenere i Comuni da eventuali cause da parte di imprese o gestori di slot machine o congegni automatici, semiautomatici ed elettronici per il gioco d’azzardo.
Presentata la proposta di legge sulle attività connesse all’agricoltura
È stata presentata oggi in sala Viglione del Consiglio regionale, la proposta di legge regionale n. 288 “Nuove disposizioni in materia di agriturismo e di attività connesse all’agricoltura”, Gian Luca Vignale, presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale, primo firmatario.
Alla presentazione sono intervenuti Maria Chiara Bellino – segreteria Regionale Terranostra – Coldiretti, Paolo Bertolotto – segretario di Agriturist Piemonte – Confagricoltura, Pierangelo Cena – presidente Associazione Turismo Verde Piemonte, Roberto Ercole – presidente CIA Piemonte.
La proposta di legge è il frutto di un tavolo di lavoro, durato oltre un anno e istituito dal consigliere regionale Vignale con tutte le associazioni rappresentative degli operatori agrituristici e agricole. Gli incontri erano finalizzati alla redazione di una proposta di legge in grado di garantire una corretta e qualificata valorizzazione delle aziende agrituristiche, e contemporaneamente regolamentare tutte le attività connesse all’agricoltura, quali la vendita dei prodotti tipici, pescaturismo, ittiturismo, fattorie didattiche, agricoltura sociale e agriturismo venatorio, e soprattutto il turismo rurale, sempre più importante in Piemonte.
Le attività agrituristiche della nostra regione sono in continua evoluzione e sono diventate, nel corso degli anni, un’importante risorsa per attività lavorative, creative e dinamiche.
Di fronte a questi cambiamenti, però, la Regione Piemonte è rimasta ferma a una normativa che risale ormai al 1995 (l.r. 23 marzo 1995 n. 38, Disciplina dell’agriturismo). Diversamente, a livello nazionale, sono stati effettuati significativi passi in avanti grazie al d. l. 29 marzo 2004, n. 99 (Disposizioni in materia di soggetti e attività, integrità aziendale e semplificazioni amministrativa in agricoltura), con le modifiche di cui al d.lgs n. 101/05, che tra le varie innovazioni, introduce anche la figura dell’Imprenditore agricolo.
In quindici anni la condizione dell’imprenditoria agricola e le necessità del consumo sono profondamente mutate, per questo la necessità di un aggiornamento della normativa regionale era quindi impellente e inderogabile da un punto di vista non solo normativo ma anche operativo: agricoltori e associazioni da tempo chiedevano un aggiornamento in questa direzione.
Con questi obiettivi e con un lavoro di forte condivisione è stata costruita la proposta di legge regionale n. 288 “Nuove disposizioni in materia di agriturismo e di attività connesse all’agricoltura”, presentata in Consiglio Regionale lo scorso 12 agosto.
Tra i punti fondamentali della proposta di legge vi è il riconoscimento e la valorizzazione di tutte le attività agrituristiche, intese come strumenti di organizzazione e valorizzazione del territorio, e quindi come fonti di economia e lavoro, oltre che di conservazione e tutela dell’ambiente e conservazione del patrimonio rurale.
Per la prima volta in Italia, viene introdotto l’obbligo di apportare nella preparazione e nella somministrazione di pasti e bevande una quota di prodotto proveniente da aziende agricole regionali piemontesi non inferiore all’85% di cui proprio almeno il 25%.
Altre novità sono la regolamentazione in legge (per la prima volta nella nostra regione) dei pescaturismi, ittiturismi, fattorie didattiche e agricoltura sociale. Viene data la possibilità agli agricoltori di seppellire gli animali, in spazi del proprio terreno dedicati e secondo le norme di legge.
Un altro aspetto importante è che, nel calcolo della prevalenza, viene data la possibilità all’imprenditore agricolo di scegliere tra il tempo/lavoro e la Produzione Lorda Vendibile (PLV) annua.
Inoltre, introducendo una specifica forma di agriturismo, denominata “ospitalità rurale”, l’imprenditore agricolo professionale (IAP) potrà dare ospitalità liberamente a fronte di un limite massimo di 10 coperti o 10 posti letto.
Per quanto riguarda, invece, gli alloggi agrituristici, la proposta di legge elimina il numero massimo di coperti per i pranzi e stabilisce la capacità ricettiva massima di 25 posti letto, nel computo dei quali non sono conteggiati i bambini sotto i 12 anni.
Agli agriturismi montani, se l’attività è condotta con carattere di stagionalità, viene data la possibilità di utilizzare la cucina per la somministrazione dei pasti a un massimo di 20 persone. Inoltre gli agriturismi oltre 1000 metri di altezza possono utilizzare camerate con letti a castello fino a un massimo di 35 posti.
Infine si regolamenta il commercio dei propri prodotti agricoli, ampliandolo e rendendolo trasversale (a domicilio, itinerante, in spazi pubblici, online).
“Questa proposta di legge – spiega Gian Luca Vignale, estensore della proposta di legge – per la prima volta in Piemonte e in Italia norma non solo le attività agrituristiche ma tutte quelle connesse all’agricoltura, intese come strumento di valorizzazione e promozione del nostro territorio e delle sue tradizioni”.
“L’augurio è ora che – prosegue Vignale – come anche richiesto dalle associazioni di settore, il testo di legge, peraltro già sottoscritto da molti colleghi, inizi al più presto l’iter di approvazione in Consiglio, per dare dopo tanti anni di attesa una risposta ai tanti imprenditori agricoli che ce lo chiedevano e portare la nostra regione ad esser un esempio di ammodernamento anche in questo settore”.
“Intendo esprimere grande soddisfazione – dichiara Pierangelo Cena, Presidente Turismo Verde (CIA) – per una proposta di legge che risponde all’esigenza ormai impellente di un adeguamento legislativo rispetto alla legge del 95. Allo stesso tempo, ribadisco che l’associazione che rappresento non ha né l’arroganza né la pretesa di sapere che cosa è meglio per le aziende nostre associate. Ritengo pertanto sia nostro dovere portare avanti con fermezza tutte le istanze che verranno via via proposte”.
La Legge per Tutti: ciò di cui avevano bisogno gli italiani
I numeri con cui cresce il portale www.laleggepertutti.it confermano quanto bisogno di chiarezza e di semplicità ci fosse tra gli italiani in materia di legge e di interpretazioni giurisprudenziali. Con picchi che sfiorano le 10.000 visite al giorno, in meno di un anno dalla nascita, il portale di informazione giuridica “che parla il linguaggio del cittadino” sta diventando un “best seller” editoriale per il web.
Banditi i tecnicismi e i barocchismi del legalese: Laleggepertutti spiega gratuitamente i diritti e i doveri degli italiani: e lo fa in modo chiaro, rispondendo anche ai quesiti dei lettori.
Gestito da avvocati e dottori in legge, diretto dall’avv. Angelo Greco (www.avvangelogreco.it) esperto in diritto dei nuovi media e in consulenza aziendale, il portale sta peraltro rinnovandosi, aprendo il canale Business, diretto al mondo delle imprese e delle società commerciali.
Il portale ha anche una pagina facebook all’indirizzo https://www.facebook.com/laleggepertutti anche se, il modo per rimanere sempre aggiornati con gli articoli quotidiani è di iscriversi alla newsletter a questo indirizzo http://www.laleggepertutti.it/newsletter
A Gennaio scatta definitivamente l’obbligo di controllo per lo stress lavoro correlato
La direzione di Sapra Sanità conferma che il Governo non ha concesso ulteriori proroghe in materia di adeguamenti sullo stress lavoro-correlato e per questo esorta le aziende e gli enti pubblici, che ad oggi non lo avessero ancora fatto, a mettersi in regola, affidando ad istituti qualificati la valutazione dei rischi.
Forse qualcuno sperava che il complesso meccanismo burocratico italiano consentisse di far slittare, ancora una volta, la data di scadenza entro la quale adeguare la propria azienda su un argomento delicato e piuttosto controverso quale lo stress lavoro correlato. Ma così non è stato, l’Italia è già in forte ritardo sul programma, rispetto agli altri paesi europei, e la data appare definitiva: tra 4 giorni sarà obbligatorio effettuare anche questa valutazione.
Sapra Sanità esorta già da tempo le aziende a mettersi in regola affidando sia la valutazione dei rischi sia lo studio delle contromisure necessarie per ridurre ed eliminare le fonti di pericolo e stress, ad organismi competenti in materia di Medicina del Lavoro e con specifiche qualifiche in ambito di stress lavoro correlato. Questa problematica, infatti, non dovrà essere confusa con qualunque forma di stress si possa verificare sul lavoro. La circolare ministeriale pubblicata lo scorso 18 novembre stabilisce che si può parlare di stress lavoro-correlato solo per lo stress causato dai contenuti del lavoro o dai fattori del contesto lavorativo.
Per tutte quelle aziende che hanno atteso la pubblicazione delle linee guida da seguire in materia, rese note con la suddetta circolare, è scattata una vera corsa contro il tempo. Sapra invita a mantenere la calma: “è necessario programmare un piano dettagliato di valutazione ed intervento con la data di termine per non incorrere nelle pesanti sanzioni previste di legge, e poi provvedere alla sua attuazione il più celermente possibile”.
Economia che cresce, recupero crediti e norme
Sfogliando un qualsiasi giornale che parli di finanza e di economia possiamo tranquillamente notare che uno dei settori che non ha risentito della crisi ma che anzi ha registrato una crescita continua è sicuramente quello del recupero crediti.
Il mercato del recupero crediti, e quindi il lavoro di tutti gli addetti del settore, è cresciuto in maniera esponenziale visto l’aumento dei casi di insolvenza da parte sia di aziende che di privati. Ammontava a 20 miliardi di euro l’importo affidato a tali società nel 2008, cifra arrivata a toccare i 10 miliardi nel 2009 fino ad arrivare al 2010 dove le soglie hanno toccato circa un 30 miliardi di euro, secondo le stime di Unirec, l’Unione nazionale delle agenzie di credito, che mensilmente monitora l’andamento di tale settore di mercato. Il boom di lavoro in questo settore si è registrato sicuramente nel biennio 2008/2009 quando non solo sono aumentate le cause di insolvenza e cessione pro soluto ma soprattutto le difficoltà di riscossione, motivo per cui molti sono stati gli operatori del settore ad essere assunti che si sono specializzati proprio in queste pratiche che necessitano un continuo aggiornamento in quanto la legislazione varia continuamente e l’aggiornamento è il punto da cui si parte per elaborare qualsiasi strategia, non solo nella gestioneinsoluto, ma in qualsiasi versante. Anche la privacy è un elemento fondamentale per questi tipo di attività. Il rispetto del cliente, dei suoi dati e dei motivi che lo spingono a contattare tali società deve essere assolutamente di patrimonio dei due soggetti in gioco, ossia del cliente e del dell’operatore che non deve cedere per alcun motivo dati personali per scopi che vadano al di là dell’attività strettamente legata alla pratica in questione.
Come tutti i settori merceologici però anche questo particolare tipo di servizi è stato oggetto di evoluzioni tecnologiche che impiegano informatica e particolari metodologie di assistenza al cliente come il crm.
Proprio il marketing infatti risulta essere una delle strategie fondanti in questo settore come in tutti gli altri che permette non solo di espandere il proprio business ma anche di poterlo allargare a servizi che vanno al di la’ del recupero crediti come la catalogazione dei clienti o l’analisi preventiva del potenziale cliente per evitare una futura gestione insoluti. Proprio queste procedure infatti permettono di poter valutare a fondo quale sia la situazione debitoria o di insoluti di chiunque si accinga a diventare cliente di un qualsiasi azienda avendo quindi l’opportunità di poter respingere in piena sicurezza e con dati di fatto plausibili.
E’ per garantire che l’efficienza nei confronti dei clienti sia sempre al massimo che sono nati anche numerosi corsi di formazione per il personale che specializzano gli operatori del settore affinché siano preparati a rispondere alle più disparate domande e possano sollevare da inutili dubbi tutti coloro che si trovano in condizione di dover usufruire di tali servizi.
Metodologie quindi di customer care molto efficienti che integrano professionalità, efficienza e informatica per servire il cliente nel migliore dei modi. Proprio nell’informatica informatica si è però creata la maggiore efficienza di queste agenzie attraverso tecniche di assistenza del cliente on line che si trova quindi in condizione di essere più libero nella scelta dell’agenzia e permettendo a quest’ultimo di essere concorrenziale contenendo i costi di filiali e svolgendo tutto da un unico ufficio.
A cura di Martina Celegato
Prima Posizione srl
Ufficio stampa
Il gestionale che rivoluziona lo studio legale: MyTeam Lex
Una scrivania virtuale per gli avvocati, ubiqua e condivisibile, questa l’idea alla base di MyTeam Lex, il nuovo nato in casa MediaSoft.
A cosa serve? Semplice, a snellire e migliorare la gestione degli studi legali di qualunque dimensione. In pratica MyTeam Lex consente all’avvocato in ufficio, al tribunale, a casa o in vacanza di accedere al suo archivio documentale con la sicurezza della crittografia, di contattare in videoconferenza o con una semplice sessione di chat i suoi colleghi, di collaborare con questi alla stesura dei documenti in tempo reale e con commenti a margine e ancora di inviare e ricevere fax e sms a numeri esterni direttamente dalla piattaforma.
Non possono mancare poi strumenti fondamentali come: agenda, sia personale che condivisibile; gestione di cartelle e file in remoto; utility di backup automatico e manuale; scambio di documenti protetti da chiavi d’accesso; storico delle operazioni effettuate.
È possibile fare tutto ciò e molto altro ovunque, senza l’onere di avere sempre con sé un computer portatile, perché il software è fruibile online, non si installa, basta solo accedere con la propria username e password da un qualsiasi Pc connesso ad Internet (tecnologia SaaS).
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Ricordate il Piano Casa? Eccolo un anno dopo.
E’ già passato un anno dall’entrata in vigore della norma chiamata Piano Casa, attuata dal governo italiano tutt’ora in carica.
La norma, volta al rilancio dell’attività edilizia ossia uno dei settori più colpiti dalla crisi, prevedeva agevolazioni nei lavori di ampliamento, demolizione e ricostruzione a fronte del riconoscimento di incentivi volumetrici anche in deroga alle preesistenti norme in materia di architettura e regolamentazione urbanistica. A regolamentare questa nuova legge oltre ai limiti imposti dalle norme statali e dalle norme regionali un ruolo fondamentale è stato rivestito dai comuni ai quali era delegato in toto il controllo e monitoraggio delle costruzioni e delle richieste. E questa tripla normativa a quanto emerge dalle statistiche rese pubbliche i primi di agosto hanno reso le procedure talmente lente e burocratizzate che le richieste sono state poche e soprattutto poco consistenti.
Solo due infatti sono state le regioni che hanno effettuato un costante monitoraggio delle richieste, entrambe del nord Italia: cioè Veneto e Lombardia. In Lombardia, come è emerso dai dati resi noti dallo stesso Ente Regione, 896 sono stati i Comuni che hanno emanato la loro delibera in merito ma poche sono state le richieste pervenute dai cittadini: 73 DIA e 60 permessi per la costruzione edifici residenziali.
In Veneto invece 475 Comuni su 581 (ben l’81%) hanno deliberato nei Consigli Comunali a riguardo del piano casa ma non vi è stata però particolare ricezione delle norme riguardanti l’erogazione di incentivi per la costruzione di abitazioni con applicati i principi di bioedilizia e risparmio energetico.
Deludente è stata invece la richiesta di interventi in Toscana: dalle stime che davano almeno 4000/5000 come certe per il primo anno ne sono pervenute solamente 400. Gli esperti affermano che le ragioni di questo flop sono da attribuire a cause di duplice natura: da un lato la crisi che sembra non terminare e dall’altro le normative della stessa Regione Toscana che risultano essere altamente restrittive soprattutto per quanto riguarda gli interventi nei centri urbani, nei condomini e case a schiera.
Ma visto l’esito deludente che tale piano casa nazionale ha avuto non solo in queste tre regioni analizzate ma in tutta Italia gli esperti sono andati a sondare le varie cause possibili che non sono da attribuire solamente alla crisi ma che, naturalmente hanno altri fattori che intervengono a sfavore dell’avvio della norma come previsto. I rappresentanti del settore edilizio hanno infatti sottolineato come la fetta commerciale che più doveva reagire e approfittare della norma Piano Casa Lombardia, Veneto e Toscana in particolare ma in tutte le Regione in maniera più generale ha subito fortissime restrizioni da parte dei Comuni che deliberando a riguardo hanno posto dei limiti troppo restrittivi.
La norma infatti, rivolta soprattutto all’ampliamento delle villette, è stata fortemente limitata dalla deliberazione del piano casa regionale e locale per parte di comuni e Regioni che per motivi di salvaguardia ambientale (le villette sovente sono presenti in zone di pregio) hanno vietato interventi che sarebbero andati ad intaccare l’habitat circostante e la sua forma.
Inoltre è da prendere atto che il governo ha solo emanato la norma senza prevedere l’erogazione di contributi per l’ampliamento e/o il restauro delle abitazioni fattore che, sempre a causa della crisi, ha dissuaso gli italiani dall’intaccare i risparmi per investirli in immobili.
Gli economisti dicono che la parte più consistente delle richieste per ampliamento e riqualificazione edilizia verrà presentata nei primi mesi dell’anno prossimo e terrà conto anche dei principi della bioedilizia e del risparmio energetico.
A cura di Martina Celegato
Prima Posizione Srl
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ZRTP, il software anti intercettazioni che rivoluziona le telecomunicazioni mobili.
24 febbraio 2009, Liverpool. Di
E’ arrivato ZRTP, il software che negli anni a venire modificherà profondamente la confidenza degli utenti per le conversazioni al telefono cellulare.
Dopo anni di lavoro del team di Philip Zimmermann (inventore di PGP®, il programma per la cifratura email più diffuso nel mondo) e dei partner internazionali che hanno integrato il protocollo, è finalmente disponibile il software ZRTP per telefoni cellulari nella versione VoIP. ZRTP cripta le chiamate voce e video rendendo le telecomunicazioni cellulari non più intercettabili.
Erano già disponibili sul mercato software per cifrare le conversazioni, ma con caratteristiche che ne hanno limitato fortemente la diffusione. Costi elevati, necessità di impiego della linea dati GSM da richiedere espressamente al proprio operatore. Qualità delle chiamate scarsa, eco, ritardi nella trasmissione della voce. Ancora, impossibilità di effettuare chiamate internazionali e problemi di copertura di rete.
Con ZRTP il panorama cambia radicalmente. Tutti i problemi dei vecchi software vengono di colpo eliminati. Con una qualità delle chiamate ed una facilità d’uso eccezionale, è utilizzabile con tutti gli operatori di rete (grazie al fatto che viene impiegata la linea dati GPRS/EDGE/UMTS/HSDPA, che già copre di tutto il territorio nazionale).
Costi contenuti, chiamate criptate illimitate (con la sottoscrizione di un piano dati da 20 GB), possibilità di effettuare chiamate criptate anche con utenti esteri. Ancora, codice sorgente disponibile pubblicamente per analisi indipendenti sulla sicurezza ed algoritmi di cifratura standard impiegati dal governo degli Stati Uniti. Infine, la possibilità di effettuare chiamate fortemente anonime grazie a gateway delocalizzati.
Per informazioni:
Tel 00441614084963
Mobile Privacy Ltd
E’ la prima società che fornisce pubblicamente sistemi di sicurezza integrati per la difesa dalle intercettazioni telefoniche ed informatiche, progettati secondo le linee guida della Security Engineering.
Mobile Privacy fornisce Sistemi di Sicurezza Anti Intercettazioni in cui vengono integrati crittografia, canali di comunicazione anonimi e protocolli di sicurezza per l’impiego dei terminali mobili, oltre a servizi di supporto forniti ai Clienti erogati anch’essi con procedure di sicurezza.
Mobile Privacy ha accordi commerciali con i maggiori produttori di software ed hardware cifranti e di sistemi per la protezione delle telecomunicazioni. Serve con successo Clienti appartenenti a tutte le categorie – privati, società, investigatori, ordini professionali, forze dell’ordine, enti militari.
Mobile Privacy ha formalizzato e reso disponibili pubblicamente dei modelli di attacco simili agli Attack Tree (alberi degli attacchi) inventati da Bruce Schneier, introducendo un modello denominato Probabilistic Attack Matrix (matrice probabilistica degli attacchi). Il modello descrive efficacemente le modalità investigative utilizzate nella realtà quotidiana da coloro che si occupano di investigazioni (lecite ed illecite), fondate sull’impiego delle intercettazioni telefoniche, dei tabulati telefonici e di tutti i dati associati alle telecomunicazioni e consente, tra l’altro, di progettare dei Sistemi di Sicurezza affidabili.