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Un lavoro stabile con la laurea magistrale

In Italia, da quando è stata introdotta la nuova riforma universitaria, il percorso di studio è formato da una laurea triennale, la quale una volta ottenuta dà accesso alla qualifica accademica di dottore e ad altri successivi percorsi di studio, tra questi vi è la laurea magistrale, che va a rimpiazzare la ex laurea specialistica. La durata del corso è di due anni e una volta conclusa fornisce la qualifica accademica di dottore magistrale.

A livello lavorativo la laurea magistrale è un qualcosa in più, poichè per praticare – per esempio – la professione di ingegnere è sufficiente la laurea triennale. Ma è talvolta anche un prerequisito per alcune professioni che richiedono determinate qualifiche pari o equivalenti alla laurea specialistica/magistrale.
Secondo recenti statistiche il 58% di un campione preso in esame di laureati magistrali, a distanza di un anno dalla qualifica di Dottore Magistrale, trovano un’occupazione, contro una media nazionale del 56%.
E sempre allo stesso modo trovano un lavoro stabile il 47% dei laureati magistrali contro la media italiana del 33%.

Solo di recente, si stanno muovendo alcune università italiane nell’introduzione dell’inglese come lingua principale di insegnamento nelle lauree magistrali e nei dottorati. Una scelta funzionale, che permetterebbe allo studente di poter operare e affrontare un presente accademico e un futuro scenario lavorativo agevolmente in qualsiasi contesto internazionale.
L’esclusivo uso della lingua italiana si sta ponendo come un collo di bottiglia per l’accesso degli studenti di altri paesi e per la propagazione – a livello globale – della cultura e del sapere italiano. Secondo una ricerca statistica, attualmente quasi quattro milioni di studenti universitari, sparsi in tutto il mondo, scelgono di continuare i propri studi all’estero. Dieci anni fa, erano solo la metà.
Una volta eliminato il collo di bottiglia, rappresentato da un uso limitato della lingua inglese si potrà interagire in qualsiasi contesto globale.

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Cos’è la laurea magistrale

Facciamo chiarezza con i termini dell’università. Da qualche anno, in ambienti universitari, si sente parlare di laurea magistrale. Un termine che fino a pochi anni fa non era diffuso in ambito accademico. Infatti, la laurea magistrale ha sostituito da qualche anno, precisamente dal 2004, la precedente qualifica di laurea specialistica. Sostanzialmente è la vecchia laurea specialistica, conseguita dopo la laurea di primo livello (triennale), di due anni.

Esiste un particolare tipo di laurea magistrale, chiamata a ciclo unico, durano cinque o sei anni e sono previste per le professioni regolamentate, cioè gli albi professionali, come gli avvocati, i commercialisti e i consulenti del lavoro.

La laurea magistrale, insomma, è un tipo di laurea dedicato a chi intende intraprendere una carriera professionale all’interno di un albo al quale si accede solo tramite concorso dell’ordine e solo se in possesso di un titolo di studio riconosciuto.

Un passo importante dunque, quello della laurea magistrale che vuole in un certo senso dare una regolamentazione alle professioni selezionando, fin dai primi anni di studio, dall’accesso all’università, i profili che poi entreranno a fare parte dell’albo professionale. Inoltre viene data crescente importanza alla formazione universitaria dei professionisti, uniformando in tutta Italia i programmi e i curricula delle facoltà, riconoscendone l’importanza nel mercato del lavoro nazionale e l’obbligatoria professionalità di tali figure nel mondo del lavoro.

In periodi come questo, in cui molti studenti stanno decidendo quale facoltà universitaria intraprendere è importante porre attenzione su non solo una tipologia di laurea, quella magistrale, soprattutto va posto l’accento sulle possibilità lavorative che questi percorsi di studio offrono se si conseguono i risultati.

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Laurea magistrale e Studenti stranieri in Italia, un vademecum sull’equipollenza dei titoli

La laurea è un traguardo importante per la vita dello studente che si appresta a diventare un professionista, a fare i primi passi nel mondo del lavoro, anche se oggi il conseguimento della laurea triennale non è l’ultimo traguardo; c’è la possibilità della laurea magistrale e il momento della scelta su quale percorso di studi specialistico è migliore per le proprie ambizioni professionali non è sempre facile. Ci si ritrova così un po’ spaesati già al momento delle prime ricerche.

Oggi, nell’epoca del telematico, si inizia sicuramente a cercare il proprio corso di laurea a partire dal sito dell’Università. Molto spesso si incontrano termini che in poche altre occasioni si sono sentiti come, corso di laurea di primo livello, laurea specialistica, dipartimento di, master post laurea di primo livello e così via che, se non si è molto determinati, si rischia di chiudere e rinunciare immediatamente.

Vediamo di fare un po’ di chiarezza se non altro sui termini: laurea magistrale è la vecchia laurea specialistica, quella a cui è possibile accedere solo una volta concluso il percorso di primo livello, ovvero appunto una volta conseguita la laurea di primo livello. La laurea magistrale, come dicevamo, è accessibile a chiunque abbia conseguito una laurea di primo livello o a chi sia in possesso di un titolo equipollente conseguito all’estero. Ed ecco un altro termine poco utilizzato nel linguaggio di tutti i giorni che significa appunto essere in possesso di un titolo equivalente conseguito all’estero. Ogni studente che volesse iscriversi ad un corso di laurea magistrale in un’Università italiana deve farsi riconoscere la sua laurea, conseguita in un’altra Università all’estero, da un ente universitario italiano. La procedura è tutt’altro che semplice. La prima cosa da fare è presentare domanda al Rettore dell’Università che ha, nel proprio ordinamento di studi, un corso di laurea simile a quello conseguito dal richiedente.

Questa domanda include, tra gli altri, una serie di documenti:

la copia originale del titolo, valido per l’ammissione all’università del paese estero, della scuola superiore frequentata e la sua traduzione ufficiale in italiano. La dichiarazione di valore del titolo di scuola superiore rilasciata dal Consolato Italiano del paese di provenienza. Il titolo accademico ottenuto presso l’Università estera e la sua traduzione in italiano, il certificato con l’elenco dei corsi frequentati per conseguire il titolo di cui si richiede l’equipollenza e da ultimo, il programma di studi su carta intestata dell’università nella quale si è conseguito il titolo.

Una volta completato questo iter e presentata tutta la documentazione necessaria il Rettore, con un decreto, dichiara l’equipollenza del titolo riconoscendo ufficialmente la laurea conseguita all’estero come avente valore per l’ordinamento italiano.

A questo punto è possibile, se si volesse continuare il proprio percorso di studi in Italia, iscriversi ad un corso di laurea magistrale scegliendo tra le varie proposte possibili in Italia.

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Corsi di laurea magistrale

Laurea magistrale e specialistica, nuovo e vecchio ordinamento, ecc… La verità è che, con la riforma universitaria, le cose son molto cambiate e possono sembrare alquanto complicate per chi ha lasciato le aule di facoltà ormai da qualche anno.

Con la riforma sono stati principalmente istituiti due cicli formativi, ossia la laurea di primo livello e quella magistrale, le quali fino a qualche tempo fa erano anche chiamate laurea triennale e specialistica.

La laurea di primo livello ha una durata di 3 anni, ha l’obiettivo di fornire agli studenti specifiche conoscenze professionali ed possibile conseguire il titolo di studio dopo aver conseguito 180 crediti formativi (cfu).

Mentre invece, la laurea magistrale è un corso di due anni, finalizzato al formare gli studenti ad un livello avanzato, fornendo loro conoscenze e competenze molto specifiche. Per questo titolo è invece necessaria l’acquisizione di 120 crediti formativi.

Con la laurea magistrale è possibile partecipare ai concorsi della pubblica amministrazione, proseguire gli studi con master di II livello, nonché essere inseriti in ambito professionale con una qualificazione specializzata e di alto livello.

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