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Il rinomato Professor Vittorio Sgarbi intervistato su Radio Monte Carlo in occasione delle mostre di Spoleto incontra Venezia

ggi, Martedì 29 Giugno 2014, il rinomato professore Vittorio Sgarbi, è stato intervistato dai microfoni di Radio Monte Carlo, per parlare dei suoi ultimi progetti artistici di successo. In diretta sul programma “RMC in tempo reale”, condotto Monica Sala e Max Mengoni, Sgarbi ha presentato “Spoleto incontra Venezia” l’osservatorio sull’arte contemporanea, da lui curato, che dalla famosa città umbra, approderà dal 27 Settembre al 24 Ottobre 2014, presso la meravigliosa città lagunare, a Palazzo Falier, storico edificio affacciato sul Canal Grande. 

Sgarbi racconta “E’ un progetto nato a Spoleto parecchi anni fa. Per quest’edizione, il manager Salvo Nugnes ha voluto ricominciare con un’idea, che gli ho suggerito, di portare, tra gli altri, Dario Fo, Eugenio Carmi, Boris Pahor e dialogare con questi -grandi vecchi- .Si è creato così un evento con dei principi di grande nobiltà. A quel punto la mostra, ha pensato di portarla allargata e potenziata, a Venezia, facendo incontrare le due città dei grandi Festival. Un’idea intelligente, che io ovviamente ho ritenuto si potesse perfezionare”.

Spoleto incontra Venezia” unirà infatti i due poli culturali e artistici, in un’unica prestigiosa manifestazione a cui prenderanno parte dal Premio Nobel Fo a Carmi, uno dei maggiori esponenti dell’Astrattismo italiano, da José Dalì, figlio del mentore del Surrealismo Salvador Dalì, a Pier Paolo Pasolini, raffigurato negli scatti fotografici di Roberto Villa. Affianco ai Maestri, altri nomi di spicco del panorama attuale, dal forte talento e maturità artistica.

Per gli artisti interessati ad esporre, inviare alcune opere e richiedere materiale informativo a [email protected] o chiamare lo 02-76280638. Per informazioni visitare il sito www.spoletoarte.it .

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Spoleto Arte: L’attenzione esclusivamente puntata verso l’intervista a Giuseppe Santonocito

A seguito delle mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes, che hanno attirato l’attenzione di media e pubblico, è stato intervistato l’artista Giuseppe Santonocito, che ha ricevuto numerosi apprezzamenti per i suoi originali quadri di ispirazione onirica. Un’intervista sicuramente da leggere, in quanto Santonocito parla non solo della sua carriera artistica, ma svela anche il misterioso significato delle sue opere, con un velo di profonda sensibilità e umanità.

 

1) Abbiamo avuto notizia del grande successo, che stanno riscuotendo le sue opere, esposte nel prestigioso contesto delle mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes. È soddisfatta di questa positiva partecipazione?

La mia partecipazione alle Mostre di Spoleto Arte è stata una grande emozione. Poter constatare che le mie opere, seppur di difficile lettura, hanno riscosso un così largo consenso, mi rende veramente felice e soprattutto orgoglioso di aver continuato a lavorare per anni dipingendo solo quello che è il mio sentimento. Seppur con qualche difficoltà di comprensione da parte del pubblico.

 

2) Quali opere sono presenti in mostra e che tematica seguono?

Il mio lavoro in questi ultimi 20 anni si è svolto tutto nello spazio, perché, a mio parere, noi esseri pensanti, siamo per questo nostro pianeta l’abitante più pericoloso. Le mie opere richiedono un lungo lavoro di pensiero e una realizzazione quasi chirurgica, dovuta alla mia ossessione per la precisione. Quindi le opere esposte a Spoleto Arte sono tutte rivolte a cercare di far comprendere queste mie convinzioni.

 

3) È la prima volta, che espone a Spoleto? È compiaciuta della curatela di Vittorio Sgarbi?

E’ la prima volta che espongo a Spoleto e questo è stato possibile grazie al mio manager e grande amico Dottor Salvo Nugnes, con il quale auspico una lunga e proficua collaborazione. In quanto alla curatela del Professor Vittorio Sgarbi, la ritengo non solo eccezionale e ne sono ampiamente soddisfatto, il suo giudizio sulle mie opere mi ha onorato e dato il coraggio per proseguire su questa strada.

 

4) Ci racconta i suoi esordi nel mondo dell’arte e la sua formazione in materia?

Il mio esordio nel mondo dell’arte, si perde ormai nella notte dei tempi risale a circa 40 anni fa, sono totalmente autodidatta e non credo di rifarmi a nessuno se non ai grandi maestri del rinascimento, con cui ho imparato a dipingere cimentandomi nelle copie dei loro immensi capolavori.

 

5) Quali sono le principali fonti ispiratrici di riferimento? C’è un movimento o una corrente, a cui si sente più vicino nel percorso di ricerca stilistica e sperimentale?

A questa domanda, se mi permette, le rispondo con una mia riflessione fatta tanto tempo fa:

 

IL SENSO DELL’ OPERA

Il senso dell’opera, non è il risultato di una grande ricerca

né tecnica, né pittorica.

E’ arrivata dentro di me come la grande cometa

è tutto scritto come la musica.

Infinita e immortale senza tempo

L’Arte non si studia e non si cerca.

L’Arte è attesa, gioia… sofferenza.

Questo è il mio pensiero per quanto riguarda la mia arte io non ho cercato niente.

 

6) Quali sono le tecniche strumentali, che preferisce utilizzare?

Lavoro solo con olio e quasi sempre su tela. Qualche volta mi sono cimentato a sperimentare altre tecniche, ma non mi hanno mai soddisfatto. Quando stendo il colore sulla tela è come se eseguissi un’operazione chirurgica. E’ la sola tecnica che mi rende veramente soddisfatto del mio lavoro.

 

7) Un commento di riflessione su Spoleto, città d’arte e di cultura di secolare tradizione.

Spoleto è una magnifica città, e per la mia convinzione che siamo tutti cittadini di questo pianeta, una città che ospita manifestazioni dove sono presenti artisti di tutto il mondo non può che essermi congeniale. Spoleto è veramente un tempio della cultura.

 

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Intervistato Stefano Di Bella, presidente dell’Azienda Solevista, sponsor di Spoleto Arte a cura del professor Vittorio Sgarbi

Ottimi riscontri ottenuti dalle grandi mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes, allestite presso lo storico Palazzo Leti Sansi, nel cuore di Spoleto. In esposizione, fino al 24 Luglio 2014, erano presenti le opere del Premio Nobel Dario Fo, di Eugenio Carmi, uno dei maggiori esponenti dell’Astrattismo, di José Dalì, figlio del mentore del Surrealismo, di numerosi artisti talentuosi, nonché un omaggio al regista Pier Paolo Pasolini, nelle foto di Roberto Villa.

A collaborare per la prestigiosa iniziativa artistica, in qualità di sponsor, l’affermata società “SoleVista Occhiali” leader nel settore ottico. Di seguito, l’intervista al Presidente Stefano Di Bella. 

D: Quando ha intrapreso la carriera professionale nel settore ottico specializzato?

R: Circa 25 anni fa, all’età di 13 anni.

D: Quali sono i principali servizi e i prodotti di punta proposti dall’azienda?

R: Le nostre offerte sono uniche, basti pensare all’offerta “bambino”. Ogni bimbo fino a 10 anni ha un occhiale completo di lente… gratis, senza alcun trucco ed obbligo di acquisto! È un impegno sociale che SoleVista ha intrapreso nei confronti e nella tutela dei minori. Altri impegni sono il Taxi service per le persone anziane, il prezzo ridotto per gli studenti ed infine la possibilità di provare le lenti progressive, gratuitamente, per 30 giorni. Altra chicca è Luxodream, un servizio di occhiale personalizzato, per i clienti più esigenti. Dalla montatura in oro all’inserimento di diamanti e pietre preziose. Chiaramente il tutto perfezionato con incisione del nome del proprietario.

D: Avete un sito internet di riferimento? Cosa propone?

R: Abbiamo due siti: www.solevista.eu e www.luxodream.com. Lì potrete trovare, ogni mese, tutte le nostre offerte.

D: A quale target di clientela vi rivolgete? È prevista anche la formula di vendita online?

R: Chiaramente desideriamo acquisire un target ampio, anche se ci rivolgiamo a due gruppi di clientela ben definiti. La famiglia, che è in difficoltà con la crisi, attraverso la formula low cost SoleVista. E poi, il professionista, che desidera sempre un occhiale alla moda. Soprattutto i clienti esigenti che hanno voglia di spendere su un occhiale “Luxò” e quindi “prezioso”, con la formula Luxodream. Non vendiamo online, ma stiamo studiando nuove tecnologie che permettano di indossare e provare gli occhiali anche in rete, utilizzando la realtà aumentata.

D: C’è la possibilità di acquisire il marchio aziendale stipulando un contratto di franchising? Come funziona questo tipo di accordo? Quante attività in franchising sono presenti attualmente e dove?

R: Sì, è possibile, sia con insegna SoleVista che con insegna Luxodream. L’accordo è estremamente vantaggioso, in quanto prevede la formula del totale conto vendita oltre che una completa assistenza prima e dopo l’apertura. Tanti vantaggi, ma attenzione, con una selezione rigida per concedere le nostre insegne, in quanto sono richiesti requisiti soddisfacenti.

D: Ci è giunta voce sulla positiva collaborazione con le prestigiose mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi. Come nasce questa bella opportunità? È compiaciuto di questa importante partnership commerciale?

R: L’arte è la migliore espressione di noi stessi. Noi miglioriamo la visione e siamo artisti in quanto studiamo ogni giorno l’essere e l’apparire. Siamo grati a Salvo Nugnes e Vittorio Sgarbi di averci concesso questa opportunità.

D: Un commento di riflessione sulle attuali tendenze di mercato del settore, a livello nazionale e internazionale. Le capita di partecipare a fiere e iniziative nell’ambito?

R: Il settore dell’ottica, come molte attività commerciali stanno soffrendo a causa di uno Stato menefreghista e sordo. Chiaramente il mercato estero è il nostro obiettivo futuro, vogliamo portare la manifattura italiana di Lusso in quei Paesi dove è ricercata ed apprezzata. In Italia continuiamo sempre il nostro percorso, malgrado tutto non dimentichiamo di essere sempre degli operatori sanitari, e quindi  pronti alle richieste del nostro attento consumatore. Malgrado la crisi andiamo avanti, sorretti dalle tante richieste di affiliazione come riprova del fatto che siamo dalla giusta parte, e che quindi la nostra formula è vincente.

D: Una curiosità: come nasce la passione per il multiforme mondo degli occhiali? È anche un collezionista di montature particolari?

R: Nasce da piccolo, dalla voglia di osservare il mondo senza perdere alcuna sfumatura. Se non vedi bene non puoi apprezzare i mille colori della vita. Amo le collezioni! Nei prossimi anni, è mio desiderio accrescere quella in mio possesso e mostrarla alle nuove generazioni.

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Intervista alla rinomata pittrice Alessandra Turolli in occasione delle mostre di Spoleto Arte

Continua il successo delle mostre di Spoleto Arte, curate da Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes, presso lo storico Palazzo Leti Sansi, nel cuore della città umbra. Tra i nomi noti dell’arte contemporanea, spicca Alessandra Turolli, che dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014, espone le sue meravigliose creazioni.

Di seguito l’intervista all’artista.

D: Abbiamo avuto notizia del grande successo, che stanno riscuotendo le sue opere, esposte nel prestigioso contesto delle mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes. È soddisfatta di questo positiva partecipazione?

R: Molto, perché chi si soffermava a guardare i miei quadri ha capito perfettamente quello che intendevo comunicare. Questo per me è molto importante e significativo.

D: Quali opere sono presenti in mostra e che tematica seguono?

R: Ho voluto creare una “mini” personale in chiave antologica, che potesse ripercorrere le fasi più salienti e significative della mia ricerca e offrire ai visitatori spoletini un assaggio interessante e stimolante del mio multiforme percorso stilistico sempre in continua e costante trasformazione evolutiva.

D: È la prima volta, che espone a Spoleto? È compiaciuta della curatela di Vittorio Sgarbi?

R: Sì, è la prima volta e il Prof. Sgarbi, come sempre, è un grande.

D: Ci racconti i suoi esodi nel mondo dell’arte e la sua formazione in materia.

R: Ho vinto, giovanissima, il primo premio ad una mostra di pittura piuttosto importante e sono stata segnalata all’Accademia di Brera e all’Accademia Carrara di Bergamo. Essendo bergamasca ho scelto di frequentare quest’ultima, il cui presidente era il Prof. Trento Longaretti. Malgrado capissi bene che era un’ottima occasione per la mia formazione, non sopportavo di dover fare nature morte, nudi e paesaggi dal vero. Essendo uno spirito libero la mia pittura è totalmente di fantasia ed inventiva. Ho lasciato l’Accademia dopo due anni per poter fare ciò che il mio animo esigeva.

D: Quali sono le principali fonti ispiratrici di riferimento? C’è un movimento o una corrente, a cui si sente più vicina nel percorso di ricerca stilistica e sperimentale?

R: No, seguo da sempre l’istinto che viene dal mio interno più profondo.

D: Quali sono le tecniche strumentali, che preferisce utilizzare?

R: Sono tecniche miste che invento e spesso cambio o modifico.

D: Un commento di riflessione su Spoleto, città d’arte e di cultura di secolare tradizione.

R: É stata un’esperienza bellissima, in quanto l’Umbria è una delle mie regioni preferite, i luoghi, la gente e la mostra stessa mi hanno dato una carica emotiva meravigliosa.

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Spoleto Arte: Intervista All’artista Alba Tortorici In Occasione Della Partecipazione Alle Grandi Mostre

Ottimi riscontri di critica ha ottenuto la pittrice Alba Tortorici, che dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014, espone le sue originali creazioni, nel prestigioso contesto di “Spoleto Arte”, le grandi mostre curate da Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes, presso Palazzo Leti Sansi, a Spoleto.

Di seguito l’intervista all’artista.

D: Abbiamo avuto notizia del grande successo, che stanno riscuotendo le sue opere, esposte nel prestigioso contesto delle mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes. È soddisfatta di questo positiva partecipazione?

R: Si sono soddisfatta! Una organizzazione perfetta!

D: Quali opere sono presenti in mostra e che tematica seguono?

R: Le opere presenti in mostra seguono una unica tematica e cioè “i miei viaggi”. In questo caso specifico, tre opere sono dedicate al mio viaggio in Spagna e le altre tre opere a quello negli Stati Uniti d’America. Specifico che ogni mia personale ha il tema di un viaggio.

D: È la prima volta, che espone a Spoleto? È compiaciuta della curatela di Vittorio Sgarbi?

R: Sì, è la prima volta che espongo a Spoleto e, certamente, sono compiaciuta della curatela di Vittorio Sgarbi. Per me è stata una bella occasione per farmi conoscere dal professore e da un vasto e nuovo pubblico. 

D: Ci racconta i suoi esordi nel mondo dell’arte e la sua formazione in materia?

R: Io sono abilitata all’insegnamento di Educazione Artistica per l’insegnamento nella scuola media. Il mio esordio è avvenuto tanti anni fa, appena conseguito il diploma di “Maestra d’Arte”, con una mia personale di pittura nella sala adibita alle esposizione nel Palazzo della Provincia di Ragusa. E’ stato un successone, che mi ha dato la spinta ad andare avanti e credere nelle mie possibilità artistiche.

D: Quali sono le principali fonti ispiratrici di riferimento? C’è un movimento o una corrente, a cui si sente più vicina nel percorso di ricerca stilistica e sperimentale?

R: Avendo studiato Storia dell’Arte, chiaramente ho avuto degli indirizzi virtuali. Infatti, ho amato molto Morandi, Modigliani, altri artisti più recenti come Guttuso, Fiume, Picasso, Mirò, Dalì, Chagall. Da questi grandi artisti credo di aver attinto la loro fantasia fondendola con la mia!

 

D: Quali sono le tecniche strumentali, che preferisce utilizzare?

R: Le tecniche che amo sono quelle dell’acquerello e dell’inchiostro di china, tecniche che ho appreso frequentando la “sezione ceramica” nell’Istituto d’Arte di Comiso (Ragusa) in mancanza della “sezione pittura” che avrei preferito. Però grazie alla ceramica, insieme con altri compagni di classe abbiamo vinto un “concorso internazionale di ceramica” a Faenza, con un bellissimo bassorilievo (seguiti dalla Prof.ssa Poletti). Il primo premio nel campo dell’Arte per me! Quindi la tecnica dei miei acquerelli nasce dalla ceramica artistica, conquistando abilità nella trasparenza dei colori e delicatezza nel disegno… non solo, ma mi permette di esternare la mia sensibilità interiore! Io amo l’acquerello, perché mi dà la possibilità di rappresentare i miei viaggi come in un sogno, anche se è la tecnica più difficile nel campo della pittura. Sono in pochi a saperlo! 

D: Un commento di riflessione su Spoleto, città d’arte e di cultura di secolare tradizione.

R: Ero già stata a Spoleto per ammirarne le bellezze, ma soprattutto per le stupende opere monumentali. Ritornarci è stato veramente un grande piacere, perché trovo Spoleto deliziosa e piena di storia del passato. Non solo, ma è una bellissima cornice per tutte le manifestazioni d’Arte compresa “Spoleto Arte”.

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Laura Trezza parla degli eventi importanti che si svolgeranno all’interno del splendido e straordinario Lido Nettuno di Capri

Intervistata Laura Trezza, la vulcanica manager imprenditrice, titolare del Lido Nettuno, prestigiosa struttura vacanziera situata ad Anacapri, proprio sopra alla Grotta Azzurra, meraviglioso capolavoro della natura ammirata in tutto il mondo. 

1) Sappiamo dei suoi vari successi in campo imprenditoriale e manageriale. Da quanto tempo si occupa di aziende?

Dal 1973 ho cominciato ad occuparmi di aziende fornendo consulenza in materia di organizzazione e ristrutturazione nonché di predisposizione di piani di sviluppo industriale e commerciale. Nel tempo ho accresciuto questo tipo di specializzazione attraverso vari studi e, soprattutto, attraverso esperienze gestionali dirette di grandi gruppi industriali in diversi settori sia in Italia che all’estero, con particolare riguardo agli Stati Uniti, dove abbiamo avuto aziende hi-tech (unitamente ad altri soci) nella Silicon Valley, ditte che abbiamo quotato al Nasdaq e poi vendute. L’esperienza ultradecennale nel settore finanziario mi ha inoltre permesso di conoscere compiutamente i complessi meccanismi del credito e della finanza sia pubblica che privata.

2) Gestisce ad Anacapri una meravigliosa struttura balneare, il Lido Nettuno. Dov’è situato?

Il Lido Nettuno è una grande struttura ubicata sulla Grotta Azzurra, una della più belle attrazioni naturali del mondo. Le sue terrazze digradanti forniscono un’attrattiva straordinaria per quanti desiderino godere della veduta dell’intero Golfo di Napoli in serenità e con discrezione. Alle spalle della struttura, la macchia mediterranea si abbandona dolcemente verso il Lido fornendo un ambiente ecologicamente straordinario per i profumi e per la purezza dell’aria.

3) In quale periodo dell’anno è aperto e com’è strutturato il Lido?

Quest’anno, insieme con due amici, Federico Moccia ed Alessandro Papa, ci siamo decisi a prendere in gestione il Lido solo all’inizio di giugno per cui siamo stati obbligati, dal poco tempo a disposizione per l’organizzazione, ad aprire dal 29 giugno in poi. Ci auguriamo che l’iniziativa sia gradita soprattutto ai Capresi e che la gestione possa durare fino a Settembre.

4) Quali sono i principali servizi offerti alla clientela? Avete anche dei pacchetti speciali all-inclusive?

La nostra attenzione è stata rivolta soprattutto all’offerta di servizi per aumentare il confort mantenendo i prezzi contenuti. Più in particolare abbiamo messo a disposizione della Clientela teli di spugna nuovi di dimensione notevole, massaggi, manicure, pedicure, make-up, personal trainer, acquagym, a richiesta. La piscina dei bambini è dotata di piccoli giochi acquatici ed un bagnino oltre ad una dipendente, sorveglieranno i piccoli ospiti. La struttura prevede un lunch-buffet particolarmente ricco che tiene conto anche di quanti siano celiaci, diabetici, vegetariani o che vogliano consumare un pasto dietetico. Centrifughe, succhi di frutta, tisane ed infusi saranno disponibili per gli ospiti. Tutti i giorni, dalle 20.30 alle 24.00 sarà possibile bere un aperitivo godendo di un piano-bar. I fine settimana il ristorante offrirà menù studiati per far conoscere alla Clientela sapori mediterranei variegati, studiati da chef e da Accademici della Cucina Italiana specializzati nell’alimentazione sana e, soprattutto, naturale. Sarà a disposizione della nostra clientela un servizio navetta per gli spostamenti da e verso il Lido.

5) A quale target di fruitori vi rivolgete? C’è una prevalenza di frequentatori stranieri o italiani?

L’obiettivo è stato quello di creare soprattutto una struttura… per i Capresi! Infatti, proprio gli abitanti dell’isola sono quelli penalizzati durante il periodo estivo dal lievitare dei prezzi a causa della presenza di ospiti occasionali italiani o stranieri. Si è persa la bellezza di luoghi eleganti, riservati, tranquilli dove trascorrere una giornata o una serata in compagnia di amici godendo del buon cibo, di un buon bicchiere di vino, di una buona musica ad un prezzo ragionevole e, soprattutto, accessibile. Spero che il nostro sforzo di rispondere a questa esigenza sia premiato dalla presenza dei nostri Amici Capresi e dagli ospiti stranieri.

6) Quali iniziative state predisponendo per la stagione estiva 2014? Abbiamo avuto notizia degli eventi speciali programmati per l’inaugurazione…

Il 28 Giugno, abbiamo offerto un aperitivo renforcée ad alcuni Amici che abbiamo invitato per condividere il nostro entusiasmo e la nostra “ avventura”! Non si è trattata di un’inaugurazione formale, ma di una occasione di incontro, un momento di condivisione e di allegria. Un eclettico artista, Agostino Pella, ha allietato la serata insieme con altri musicisti facendoci conoscere un po’ del suo vasto repertorio di canzoni, imitazioni, sketch ed altro. Tra gli ospiti che ci sono venuti a trovare c’erano Valeria Marini, Belen Rodriguez, Pamela Prati, Gianfranco Vissani e molti altri.

7) Pensate di organizzare anche importanti eventi e manifestazioni d’intrattenimento, all’interno del Lido?

Certamente. Specifici eventi saranno organizzati durante il periodo estivo, compatibilmente con i ridotti tempi che abbiamo avuto a disposizione: presentazione di libri, casting, performance di grandi artisti, sfilate e vari intrattenimenti. Speriamo di offrire alla nostra Clientela delle serate speciali dedicate a quanti vogliano godere di momenti magici… sotto le stelle, sul mare!

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Intervista alla rinomata manager imprenditrice Laura Trezza del straordinario Lido Nettuno di Capri

Intervistata Laura Trezza, la vulcanica manager imprenditrice, titolare del Lido Nettuno, prestigiosa struttura vacanziera situata ad Anacapri, proprio sopra alla Grotta Azzurra, meraviglioso capolavoro della natura ammirata in tutto il mondo. 

1) Sappiamo dei suoi vari successi in campo imprenditoriale e manageriale. Da quanto tempo si occupa di aziende?

Dal 1973 ho cominciato ad occuparmi di aziende fornendo consulenza in materia di organizzazione e ristrutturazione nonché di predisposizione di piani di sviluppo industriale e commerciale. Nel tempo ho accresciuto questo tipo di specializzazione attraverso vari studi e, soprattutto, attraverso esperienze gestionali dirette di grandi gruppi industriali in diversi settori sia in Italia che all’estero, con particolare riguardo agli Stati Uniti, dove abbiamo avuto aziende hi-tech (unitamente ad altri soci) nella Silicon Valley, ditte che abbiamo quotato al Nasdaq e poi vendute. L’esperienza ultradecennale nel settore finanziario mi ha inoltre permesso di conoscere compiutamente i complessi meccanismi del credito e della finanza sia pubblica che privata.

2) Gestisce ad Anacapri una meravigliosa struttura balneare, il Lido Nettuno. Dov’è situato?

Il Lido Nettuno è una grande struttura ubicata sulla Grotta Azzurra, una della più belle attrazioni naturali del mondo. Le sue terrazze digradanti forniscono un’attrattiva straordinaria per quanti desiderino godere della veduta dell’intero Golfo di Napoli in serenità e con discrezione. Alle spalle della struttura, la macchia mediterranea si abbandona dolcemente verso il Lido fornendo un ambiente ecologicamente straordinario per i profumi e per la purezza dell’aria.

3) In quale periodo dell’anno è aperto e com’è strutturato il Lido?

Quest’anno, insieme con due amici, Federico Moccia ed Alessandro Papa, ci siamo decisi a prendere in gestione il Lido solo all’inizio di giugno per cui siamo stati obbligati, dal poco tempo a disposizione per l’organizzazione, ad aprire dal 29 giugno in poi. Ci auguriamo che l’iniziativa sia gradita soprattutto ai Capresi e che la gestione possa durare fino a Settembre.

4) Quali sono i principali servizi offerti alla clientela? Avete anche dei pacchetti speciali all-inclusive?

La nostra attenzione è stata rivolta soprattutto all’offerta di servizi per aumentare il confort mantenendo i prezzi contenuti. Più in particolare abbiamo messo a disposizione della Clientela teli di spugna nuovi di dimensione notevole, massaggi, manicure, pedicure, make-up, personal trainer, acquagym, a richiesta. La piscina dei bambini è dotata di piccoli giochi acquatici ed un bagnino oltre ad una dipendente, sorveglieranno i piccoli ospiti. La struttura prevede un lunch-buffet particolarmente ricco che tiene conto anche di quanti siano celiaci, diabetici, vegetariani o che vogliano consumare un pasto dietetico. Centrifughe, succhi di frutta, tisane ed infusi saranno disponibili per gli ospiti. Tutti i giorni, dalle 20.30 alle 24.00 sarà possibile bere un aperitivo godendo di un piano-bar. I fine settimana il ristorante offrirà menù studiati per far conoscere alla Clientela sapori mediterranei variegati, studiati da chef e da Accademici della Cucina Italiana specializzati nell’alimentazione sana e, soprattutto, naturale. Sarà a disposizione della nostra clientela un servizio navetta per gli spostamenti da e verso il Lido.

5) A quale target di fruitori vi rivolgete? C’è una prevalenza di frequentatori stranieri o italiani?

L’obiettivo è stato quello di creare soprattutto una struttura… per i Capresi! Infatti, proprio gli abitanti dell’isola sono quelli penalizzati durante il periodo estivo dal lievitare dei prezzi a causa della presenza di ospiti occasionali italiani o stranieri. Si è persa la bellezza di luoghi eleganti, riservati, tranquilli dove trascorrere una giornata o una serata in compagnia di amici godendo del buon cibo, di un buon bicchiere di vino, di una buona musica ad un prezzo ragionevole e, soprattutto, accessibile. Spero che il nostro sforzo di rispondere a questa esigenza sia premiato dalla presenza dei nostri Amici Capresi e dagli ospiti stranieri.

6) Quali iniziative state predisponendo per la stagione estiva 2014? Abbiamo avuto notizia degli eventi speciali programmati per l’inaugurazione…

Il 28 Giugno, abbiamo offerto un aperitivo renforcée ad alcuni Amici che abbiamo invitato per condividere il nostro entusiasmo e la nostra “ avventura”! Non si è trattata di un’inaugurazione formale, ma di una occasione di incontro, un momento di condivisione e di allegria. Un eclettico artista, Agostino Pella, ha allietato la serata insieme con altri musicisti facendoci conoscere un po’ del suo vasto repertorio di canzoni, imitazioni, sketch ed altro. Tra gli ospiti che ci sono venuti a trovare c’erano Valeria Marini, Belen Rodriguez, Pamela Prati, Gianfranco Vissani e molti altri.

7) Pensate di organizzare anche importanti eventi e manifestazioni d’intrattenimento, all’interno del Lido?

Certamente. Specifici eventi saranno organizzati durante il periodo estivo, compatibilmente con i ridotti tempi che abbiamo avuto a disposizione: presentazione di libri, casting, performance di grandi artisti, sfilate e vari intrattenimenti. Speriamo di offrire alla nostra Clientela delle serate speciali dedicate a quanti vogliano godere di momenti magici… sotto le stelle, sul mare!

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Intervista al Centro Medico RWN partner di Simona De Maira in occasione della mostre di Spoleto Arte

I singolari e originali dipinti di Simona De Maira sono esposti fino al 24 Luglio 2014, nel rinomato contesto delle grandi mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi. A collaborare, in qualità di sponsor, il conosciutissimo Centro Medico RWN di Tirano (SO) che sostiene la talentuosa artista di Sondrio. 

D:   Da quanti anni avete intrapreso l’attività?

R: Il centro medico RWN è il risultato di un’esperienza professionale, lunga ormai una cinquantina d’anni. Ad iniziare l’attività odontoiatrica fu mio padre. Da allora ad oggi, che dal punto di vista gestionale è passato in mano a me, lo ho portato ad essere un centro medico polispecialistico con un accreditamento per la parte odontoiatrica.

D:   Mi può descrivere i servizi che offrite ai Vostri clienti?

R: Il centro medico RWN si avvale di un team di specialisti accuratamente selezionati per poter offrire prestazioni professionali ai massimi livelli in tutte le branche dell’Odontoiatria; dall’Ortodonzia all’Igiene dentale; dall’Implantologia anche a “a carico immediato” alla parte protesica in generale, fissa e mobile. Per corone e otturazioni-intarsi utilizziamo sistemi computerizzati, in grado di creare con precisione assoluta corone in ceramica integrale, ponti e intarsi in ceramica nel giro di un paio d’ore; permettendo così al cliente di uscire dallo studio con già il lavoro definitivo in bocca. Così si alleviano i disagi e si riducono di molto i costi a tutto vantaggio del cliente. ,Se parliamo di medicina estetica, chirurgia estetica, autotrapianto di capelli, presso la nostra sede abbiamo un ambulatorio chirurgico in cui, chirurghi di fama internazionale operano con metodiche all’avanguardia e sempre meno invasive, con eccellenti risultati. Effettuiamo trattamenti di rimodellamento, tonificazione corporea, epilazione definitiva con IPL e veicolazione profonda di principi attivi, come l’acido ialuronico, con ossigeno purificato, che aumenta l’efficacia. Se parliamo invece di trattamenti mininvasivi i medici di cui ci avvaliamo utilizzano laser ablativi di ultima generazione per: ringiovanimento del viso, trattare macchie, verruche, cicatrici acneiche, fibromi, smagliature, ringiovanimento delle mani ecc.. Col laser vascolare invece si trattano capillari, varici e diversi problemi legati alla circolazione sanguigna trattabili con l’idoneo laser. Inoltre, grazie alla messa a punto di una metodica laser mininvasiva, il Dott. Serraglio, ideatore della tecnica, effettua una laser lipolisi su addome e gambe per sgonfiare e rimodellare contrastando adipe e cellulite. Per intenderci, si arriva ad ottenere un effetto di liposuzione senza tutti gli inconvenienti tipici della liposuzione e in assenza di cicatrici! Per concludere coi trattamenti mininvasivi, presso la nostra struttura si effettuano trattamenti di botulino, acido ialuronico filler e si applicano fili di sospensione (una alternativa al lifting) su viso collo seno e pancia. Col PRP, dalle proprie piastrine del cliente i nostri chirurghi attuano una autorigenerazione con fattori di crescita efficacissimi su: rughe, ipotonia cutanea, cicatrici, trofismo cutaneo e per rimediare alla perdita precoce di capelli. Per la parte più specificatamente chirurgica diciamo genericamente che in sede tutto ciò che non richiede una sedazione totale, come esempio la rinoplastica (solo quella di tipo chirurgico) viene svolta con massima cura e disinfezione: riduzione del seno, mastoplastica additiva, sollevamento del seno cadente e per concludere, ringiovanimento delle parti intime.

D: Quale l’ultima innovazione che ha apportato all’interno della Sua azienda?

R: Da quando ho assunto un ruolo direttivo all’interno di RWN ho fatto molti ampliamenti, l’ultimo dei quali è stato introdurre il trapianto di capelli monobulbare (efficace e senza lasciare cicatrici) e gli altri trattamenti di tricologia per i quali abbiamo già delle prenotazioni a partire dal prossimo autunno, in quanto il caldo è una controindicazione importante, per tutto ciò che è chirurgia estetica.

D: Quali i Vostri valori?

R: É mia ferma volontà mettere il cliente a suo agio in tutto e per tutto, in quanto prima di essere un cliente è una persona con delle esigenze o addirittura sofferenze, che chiede di risolvere. Umanità, rispetto e cortesia affiancate a disponibilità a 360 gradi, è ciò che caratterizza in nostro centro. Il che vuol dire anche aiutare il cliente a capire quale sia la vera soluzione del problema, nel modo meno invasivo possibile. Spesso le persone pensano all’implantologia per i denti e al lifting chirurgico per l’estetica, ci sono invece molte altre soluzioni intermedie e meno dispendiose, che regolarmente vengono illustrate al fine di realizzare la vera felicità di chi a noi si rivolge. É innanzitutto una questione di correttezza e di quel: “Non fare agli altri quello che non vorresti essere fatto a te”, di cui tanto ci si ricorda, ma che spesso non viene applicato nella realtà.

D:  Avete anche clienti provenienti dall’estero?

R: Pur essendo collocati lontani dai grandi centri abitati molte persone ci scelgono provenendo da Svizzera, Austria, Francia, ma sottolineerei anche i molti clienti, che vengono da noi pur dall’Italia compiono un viaggio chi da 500 km (Emilia Romagna – Marche) e chi da più di 1000 km (Puglia – Calabria – Sicilia) pur di usufruire del centro. E si tratta spesso di clienti di seconda o terza generazione dei quali siamo fieri di riscontrare una così grande fiducia e gradimento. In quel caso dedichiamo a loro tutta la nostra attenzione e tutte le nostre potenzialità per ottimizzare i tempi. Si tratta di intere famiglie, genitori e figli che vengono assieme, chi per problemi di odontoiatria e chi per esigenze di estetica. Per ringraziare di tanto affetto, che dimostrano nei nostri confronti e nel limite del possibile, ci preoccupiamo anche di fornire itinerari turistici e per il tempo libero e indicare gli hotel con i quali abbiamo delle convenzioni per l’alloggio.

D:  Avete un Vostro sito internet di riferimento? Com’è impostato?

R: Abbiamo un sito internet che al momento stiamo aggiornando con nuove proposte e documentazione di casi trattati. Per questo motivo è solo parzialmente online e spero che a breve potrà essere aggiornato in toto e visibile. Chi volesse può trovarci sia sulla pagina Facebook: Centro Medico RWN, dove fra l’altro diamo anche spunti e consigli per uno stile di vita sano. Così anche sul sito www.centromedicorwn.it, usufruibile grazie a vari menù e in modo semplice e intuitivo, visitabile anche dai cellulari di ultima generazione.

D: Sono venuta a conoscenza che avete collaborato, in qualità di sponsor, per la Mostra dell’artista Simona De Maira a Spoleto Arte, a cura del Prof. Vittorio Sgarbi, presso Palazzo Leti Sansi. È compiaciuto della collaborazione?

R: Siamo molto contenti della collaborazione con l’artista Simona De Maira e di come si è svolto l’evento Spoleto Arte curato dal Prof. Sgarbi. Trovo che l’arte della De Maira meriti di essere conosciuta e approfondita sia nelle tecniche e sia nel messaggio che racchiude e siamo contenti di aver affiancato il nome del nostro centro al suo. In fondo sia la De Maira e sia noi siamo “artisti” ognuno pertinente nella propria branca e secondo le proprie ispirazioni. Anche lavorare sul corpo è lavorare su un’opera d’arte di mirabile compiutezza.

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Stefano Di Bella, il Presidente dell’azienda “SoleVista”, intervistato per la sua collaborazione a “Spoleto Arte”

Continuano con ottimi riscontri, le grandi mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi e organizzate dal manager Salvo Nugnes, allestite presso lo storico Palazzo Leti Sansi, nel cuore di Spoleto. In esposizione, fino al 24 luglio 2014, le opere del Premio Nobel Dario Fo, di Eugenio Carmi, uno dei maggiori esponenti dell’Astrattismo, di José Dalì, figlio del mentore del Surrealismo, di numerosi artisti talentuosi, nonché un omaggio al regista Pier Paolo Pasolini, nelle foto di Roberto Villa.

 

A collaborare per la prestigiosa iniziativa artistica, in qualità di sponsor, l’affermata società “SoleVista Occhiali” leader nel settore ottico. Di seguito, l’intervista al Presidente Stefano Di Bella.

 

D: Quando ha intrapreso la carriera professionale nel settore ottico specializzato?

R: Circa 25 anni fa, all’età di 13 anni.

 

D: Quali sono i principali servizi e i prodotti di punta proposti dall’azienda?

R: Le nostre offerte sono uniche, basti pensare all’offerta “bambino”. Ogni bimbo fino a 10 anni ha un occhiale completo di lente… gratis, senza alcun trucco ed obbligo di acquisto! È un impegno sociale che SoleVista ha intrapreso nei confronti e nella tutela dei minori. Altri impegni sono il Taxi service per le persone anziane, il prezzo ridotto per gli studenti ed infine la possibilità di provare le lenti progressive, gratuitamente, per 30 giorni. Altra chicca è Luxodream, un servizio di occhiale personalizzato, per i clienti più esigenti. Dalla montatura in oro all’inserimento di diamanti e pietre preziose. Chiaramente il tutto perfezionato con incisione del nome del proprietario.

 

D: Avete un sito internet di riferimento? Cosa propone?

R: Abbiamo due siti: www.solevista.eu e www.luxodream.com. Lì potrete trovare, ogni mese, tutte le nostre offerte.

 

D: A quale target di clientela vi rivolgete? È prevista anche la formula di vendita online?

R: Chiaramente desideriamo acquisire un target ampio, anche se ci rivolgiamo a due gruppi di clientela ben definiti. La famiglia, che è in difficoltà con la crisi, attraverso la formula low cost SoleVista. E poi, il professionista, che desidera sempre un occhiale alla moda. Soprattutto i clienti esigenti che hanno voglia di spendere su un occhiale “Luxò” e quindi “prezioso”, con la formula Luxodream. Non vendiamo online, ma stiamo studiando nuove tecnologie che permettano di indossare e provare gli occhiali anche in rete, utilizzando la realtà aumentata.

 

D: C’è la possibilità di acquisire il marchio aziendale stipulando un contratto di franchising? Come funziona questo tipo di accordo? Quante attività in franchising sono presenti attualmente e dove?

R: Sì, è possibile, sia con insegna SoleVista che con insegna Luxodream. L’accordo è estremamente vantaggioso, in quanto prevede la formula del totale conto vendita oltre che una completa assistenza prima e dopo l’apertura. Tanti vantaggi, ma attenzione, con una selezione rigida per concedere le nostre insegne, in quanto sono richiesti requisiti soddisfacenti.

 

D: Ci è giunta voce sulla positiva collaborazione con le prestigiose mostre di “Spoleto Arte” curate da Vittorio Sgarbi. Come nasce questa bella opportunità? È compiaciuto di questa importante partnership commerciale?

R: L’arte è la migliore espressione di noi stessi. Noi miglioriamo la visione e siamo artisti in quanto studiamo ogni giorno l’essere e l’apparire. Siamo grati a Salvo Nugnes e Vittorio Sgarbi di averci concesso quest’opportunità.

 

D: Un commento di riflessione sulle attuali tendenze di mercato del settore, a livello nazionale e internazionale. Le capita di partecipare a fiere e iniziative nell’ambito?

R: Il settore dell’ottica, come molte attività commerciali stanno soffrendo a causa di uno Stato menefreghista e sordo. Chiaramente il mercato estero è il nostro obiettivo futuro, vogliamo portare la manifattura italiana di Lusso in quei Paesi dove è ricercata ed apprezzata. In Italia continuiamo sempre il nostro percorso, malgrado tutto non dimentichiamo di essere sempre degli operatori sanitari, e quindi pronti alle richieste del nostro attento consumatore. Malgrado la crisi andiamo avanti, sorretti dalle tante richieste di affiliazione come riprova del fatto che siamo dalla giusta parte, e che quindi la nostra formula è vincente.

 

D: Una curiosità: come nasce la passione per il multiforme mondo degli occhiali? È anche un collezionista di montature particolari?

R: Nasce da piccolo, dalla voglia di osservare il mondo senza perdere alcuna sfumatura. Se non vedi bene non puoi apprezzare i mille colori della vita. Amo le collezioni! Nei prossimi anni, è mio desiderio accrescere quella in mio possesso e mostrarla alle nuove generazioni.

 

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Intervista a Laura Trezza, direttrice dello straordinario Lido Nettuno di Capri

Intervistata Laura Trezza, la vulcanica manager imprenditrice, titolare del Lido Nettuno, prestigiosa struttura vacanziera situata ad Anacapri, proprio sopra alla Grotta Azzurra, meraviglioso capolavoro della natura ammirata in tutto il mondo.

 

1) Sappiamo dei suoi vari successi in campo imprenditoriale e manageriale. Da quanto tempo si occupa di aziende?

Dal 1973 ho cominciato ad occuparmi di aziende fornendo consulenza in materia di organizzazione e ristrutturazione nonché di predisposizione di piani di sviluppo industriale e commerciale. Nel tempo ho accresciuto questo tipo di specializzazione attraverso vari studi e, soprattutto, attraverso esperienze gestionali dirette di grandi gruppi industriali in diversi settori sia in Italia che all’estero, con particolare riguardo agli Stati Uniti, dove abbiamo avuto aziende hi-tech (unitamente ad altri soci) nella Silicon Valley, ditte che abbiamo quotato al Nasdaq e poi vendute. L’esperienza ultradecennale nel settore finanziario mi ha inoltre permesso di conoscere compiutamente i complessi meccanismi del credito e della finanza sia pubblica che privata.

 

2) Gestisce ad Anacapri una meravigliosa struttura balneare, il Lido Nettuno. Dov’è situato?

Il Lido Nettuno è una grande struttura ubicata sulla Grotta Azzurra, una della più belle attrazioni naturali del mondo. Le sue terrazze digradanti forniscono un’attrattiva straordinaria per quanti desiderino godere della veduta dell’intero Golfo di Napoli in serenità e con discrezione. Alle spalle della struttura, la macchia mediterranea si abbandona dolcemente verso il Lido fornendo un ambiente ecologicamente straordinario per i profumi e per la purezza dell’aria.

 

3) In quale periodo dell’anno è aperto e com’è strutturato il Lido?

Quest’anno, insieme con due amici, Federico Moccia ed Alessandro Papa, ci siamo decisi a prendere in gestione il Lido solo all’inizio di giugno per cui siamo stati obbligati, dal poco tempo a disposizione per l’organizzazione, ad aprire dal 29 giugno in poi. Ci auguriamo che l’iniziativa sia gradita soprattutto ai Capresi e che la gestione possa durare fino a Settembre.

 

4) Quali sono i principali servizi offerti alla clientela? Avete anche dei pacchetti speciali all-inclusive?

La nostra attenzione è stata rivolta soprattutto all’offerta di servizi per aumentare il confort mantenendo i prezzi contenuti. Più in particolare abbiamo messo a disposizione della Clientela teli di spugna nuovi di dimensione notevole, massaggi, manicure, pedicure, make-up, personal trainer, aquagym, a richiesta. La piscina dei bambini è dotata di piccoli giochi acquatici ed un bagnino oltre ad una dipendente, sorveglieranno i piccoli ospiti. La struttura prevede un lunch-buffet particolarmente ricco che tiene conto anche di quanti siano celiaci, diabetici, vegetariani o che vogliano consumare un pasto dietetico. Centrifughe, succhi di frutta, tisane ed infusi saranno disponibili per gli ospiti. Tutti i giorni, dalle 20.30 alle 24.00 sarà possibile bere un aperitivo godendo di un piano-bar. I fine settimana il ristorante offrirà menù studiati per far conoscere alla Clientela sapori mediterranei variegati, studiati da chef e da Accademici della Cucina Italiana specializzati nell’alimentazione sana e, soprattutto, naturale. Sarà a disposizione della nostra clientela un servizio navetta per gli spostamenti da e verso il Lido.

 

5) A quale target di fruitori vi rivolgete? C’è una prevalenza di frequentatori stranieri o italiani?

L’obiettivo è stato quello di creare soprattutto una struttura… per i Capresi! Infatti, proprio gli abitanti dell’isola sono quelli penalizzati durante il periodo estivo dal lievitare dei prezzi a causa della presenza di ospiti occasionali italiani o stranieri. Si è persa la bellezza di luoghi eleganti, riservati, tranquilli, dove trascorrere una giornata o una serata in compagnia di amici godendo del buon cibo, di un buon bicchiere di vino, di una buona musica ad un prezzo ragionevole e, soprattutto, accessibile. Spero che il nostro sforzo di rispondere a questa esigenza sia premiato dalla presenza dei nostri Amici Capresi e dagli ospiti stranieri.

 

6) Quali iniziative state predisponendo per la stagione estiva 2014? Abbiamo avuto notizia degli eventi speciali programmati per l’inaugurazione…

Il 28 Giugno, abbiamo offerto un aperitivo renforcée ad alcuni Amici che abbiamo invitato per condividere il nostro entusiasmo e la nostra “ avventura”! Non si è trattata di un’inaugurazione formale, ma di un’occasione d’incontro, un momento di condivisione e di allegria. Un eclettico artista, Agostino Pella, ha allietato la serata insieme con altri musicisti facendoci conoscere un po’ del suo vasto repertorio di canzoni, imitazioni, sketch ed altro. Tra gli ospiti che ci sono venuti a trovare c’erano Valeria Marini, Belen Rodriguez, Pamela Prati, Gianfranco Vissani e molti altri.

 

7) Pensate di organizzare anche importanti eventi e manifestazioni d’intrattenimento, all’interno del Lido?

Certamente. Specifici eventi saranno organizzati durante il periodo estivo, compatibilmente con i ridotti tempi che abbiamo avuto a disposizione: presentazione di libri, casting, performance di grandi artisti, sfilate e vari intrattenimenti. Speriamo di offrire alla nostra Clientela delle serate speciali dedicate a quanti vogliano godere di momenti magici… sotto le stelle, sul mare!

 

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Le Smart Cities: Giovanni Gelmetti afferma “Non più solo edifici intelligenti, ma vere e proprie città”

 

Intervistato il vulcanico Giovanni Gelmetti, imprenditore immobiliare, ideatore della Giax Tower, il grattacielo “intelligente” e alla moda di Milano, sulla nascita delle “Smart Cities”.

1) Come si definisce una “Smart City”?

La “Smart City” è una città intelligente, caratterizzata da un insieme di strategie di pianificazione urbanistica per rendere innovativi e ottimizzare tutti i servizi pubblici di un centro urbano, dalle infrastrutture ai mezzi di comunicazione, dall’ambiente all’efficienza energetica, con tecnologie all’avanguardia che assieme ad un nuovo modo di gestire l’economia, il capitale sociale e umano e la governance, riescono a migliorare significativamente la qualità della vita, assicurando uno sviluppo urbano sostenibile.

2) Dove nasce l’idea di “Smart City”?

Nasce a livello mondiale a Rio de Janeiro, con i primi passi tecnologici per la trasformazione in Smart City. Per quanto riguarda l’Europa è da pochi anni che si parla di questo concetto, ma sta prendendo piede e l’Unione Europea sta iniziando ad investire per questi progetti rivolti a rendere più efficienti ed ecosostenibili le città.

3) Quali sono i concetti sui quali si basano?

Per essere definita “Smart” una città deve presentare attività economiche e di ricerca innovative;

tecnologie all’avanguardia mirate all’efficienza, all’ottimizzazione e all’ecosostenibilità; i suoi abitanti devono essere sulla stessa lunghezza d’onda del progetto, ovvero “intelligenti”, dalle larghe vedute, tolleranti, capaci e consapevoli. Infine, molto importante, il contesto politico, la governance deve essere improntata su dei modelli basati sulla centralità dei beni comuni, sulla partecipazione civica e sociale di tutti i cittadini nel governo della città.

4) La Giax Tower è considerata uno “Smart Building”. Cosa significa e quali innovazioni tecnologiche propone?

La Giax Tower è un edificio costruito in classe A, mirato a ridurre l’impatto ambientale tramite la riduzione dei consumi energetici, sfruttando l’energia geotermica e fotovoltaica e adottando apparecchiature sofisticate e tecnologiche in grado di permettere una gestione e un controllo in remoto, in modo semplice, di numerosi dispositivi elettronici.

5) Cosa ne pensa dell’affermazione del direttore generale della Gestione dell’Expo 2015 “Faremo di Milano la Smart City d’Europa”?

Sono d’accordo con questa affermazione. Milano è una grande città, formata da Università, centri di ricerca, aziende, infrastrutture e mezzi di comunicazione sviluppati. E’ bene che punti a rendere sostenibile il proprio sviluppo urbano. Sicuramente ne ricaverà moltissimi vantaggi, diventerà una città più efficiente, organizzata e partecipata, a livello sociale, economico e politico.

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Il celebre imprenditore Gelmetti parla del vantaggio d’investimento sulla Giax Tower – Grattacieli Milano

L’imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, in questa intervista, parla di come investire sulla Giax Tower, il grattacielo di moda a Milano, da lui ideato.

 

1) Dott. Gelmetti, fino a che cifra si può pagare per investire in un edificio verticale come la Giax Tower?

Costruire un edificio verticale residenziale è molto costoso. Per un acquirente ci deve essere un prezzo che permetta di intravedere una crescita negli anni avvenire. Le città europee hanno dei listini prezzi molto diversi e sicuramente Milano non può essere paragonata a Londra. Detto ciò bisogna distinguere l’acquisto di una casa che è un sogno personale e il listino reale del posto in cui si fa l’acquisto.

 

2) Parlando della Giax Tower, da che prezzo si può comprare un appartamento?

Dai 300.000 per un bilocale a 1,5 milioni per un pentalocale nei piani più alti.

 

4) Pensa che sia stato costruito troppo in Italia dal momento che ci sono molte case invendute?

Penso che bisognerebbe abitare in case nuove o in case d’epoca. Dopo 50 anni penso che bisognerebbe cambiare casa.

 

5) Cosa propone di fare per tutti quegli immobili brutti e indecorosi che a volte si vedono in città?

Credo che bisognerebbe demolirli ed offrire agli inquilini case nuove.

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Architettura bioclimatica: Per Giovanni Gelmetti è la scelta giusta per aumentare l’efficienza energetica – Grattacieli Milano

Il noto imprenditore immobiliare milanese Giovanni Gelmetti, ideatore della Giax Tower, il grattacielo di moda a Milano, ha espresso un parere riguardo all’architettura bioclimatica, tecnologia che sfrutta gli elementi naturali del luogo quali il sole e il vento per la realizzazione di edifici termicamente efficienti, aumentando l’indipendenza dall’impianto di climatizzazione.

 

D: Dott. Gelmetti ci spiega brevemente cos’è l’architettura bioclimatica?

R: L’architettura bioclimatica è stata sviluppata per utilizzare le risorse naturali, come il sole, per la costruzione di un edificio termicamente efficiente e di conseguenza diminuire il consumo di energia per il riscaldo o il raffreddamento dell’ambiente, attraverso un sistema di schermatura solare, chiamato frangisole o brise-soleil, composto da migliaia di lamelle cinetiche in grado di ruotare a seconda dell’inclinazione dei raggi solari.

 

D: Nella sua torre, la Giax Tower ha utilizzato questa tecnologia?

R: Certamente. Il grattacielo è dotato in tutti e quattro gli angoli dell’edificio di lamelle frangisole orizzontali fisse, e ai fronti Nord e Sud da lamelle mobili, movimentate elettricamente, per tutta la sua altezza. I brise-soleil proteggeranno gli ambienti interni dal caldo sole estivo e dei venti freddi invernali, diminuendo così i consumi.

 

D: Quali altre tecnologie possono essere utilizzate per il risparmio energetico?

R: Altre tecnologie, che adotta ad esempio la Giax Tower, possono essere il fotovoltaico, la geotermia, la domotica e di particolari contabilizzatori di energia che collegati al termostato locale consentono di controllare la temperatura dei singoli ambienti, ma anche semplicemente l’utilizzo di materiali efficienti per isolamento termico.

 

D: Quali sono i vari tipi di frangisole o brise-soleil?

R: Ne esistono diverse tipologie, possono essere a struttura fissa o mobile orientabile, e i materiali con i quali vengono realizzate le lamelle vanno dal tessuto, al legno, al metallo e al cemento armato.

 

D: Consiglierebbe ad altri imprenditori immobiliari l’utilizzo di questa tecnologia innovativa?

R: Io personalmente la trovo molto efficace e utile, quindi sì, certamente la consiglierei sicuramente ad altri esperti del settore.

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Contattato Giovanni Gelmetti per un’intervista in merito al testimonial originale Foody dell’Expo 2015

Il rinomato imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, ideatore del grattacielo di moda a Milano, la Giax Tower, contattato per una breve intervista a commento sulla mascotte designata per l’edizione 2015 di Expo.

 

1) Dottor Gelmetti, come le sembra l’idea di questa mascotte testimonial dell’Expo 2015 di nome Foody?

Piuttosto originale.

 

2) Secondo lei, piace al pubblico?

Non riesco a capirlo.

 

3) Pensa che possa risultare un’immagine simpatica e accattivante con le sue origini partenopee veraci per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sul grande evento?

Certamente il popolo napoletano è un popolo straordinario, ma non capisco l’attinenza con Milano e con l’Expo.

 

4) Lo considera anche una forma di business commerciale vantaggioso attraverso i gadget e i prodotti, che verranno propagandati con questo logo identificativo?

Sicuramente. La mascotte ha questo ruolo!

 

5) Ritiene che sia stata una buona scelta di affidare ai bambini tramite un concorso la designazione del personaggio simbolo dell’Expo?

Certo, loro sono il futuro.

 

6) Una curiosità, parlando di personaggi di fantasia e divenuti beniamini del pubblico, come Topo Gigio ad esempio; è vero, che sua zia Maria Perego è l’inventrice e la creatrice del mitico topolino e che lei aveva proposto 5 anni fa di recuperarlo in funzione di testimonial dell’Expo? Se dovesse fare un paragone tra Foody e Topo Gigio?

Se l’Expo è stato vinto da Milano, certamente Topo Gigio è da ben 60 anni milanese doc!

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Da Mediaset alla Rai. La mostra del figlio di Salvador Dalì, José su tutti i media. Intervista

A pochi giorni dall’inaugurazione, José Dalì, figlio del celeberrimo Salvador Dalì, ha rilasciato un’intervista sulla sua personale “La verità surreale” organizzata dal manager Salvo Nugnes, in allestimento fino al 26 maggio 2014, presso la prestigiosa Milano Art Gallery in via G. Alessi 11, Milano. Il noto pittore commenta, inoltre, la sua straordinaria partecipazione al nuovo programma “Chiambretti Supermarket” condotto da Piero Chiambretti su Italia Uno.

 

D: Maestro Dalì abbiamo avuto notizia del grande successo che sta riscuotendo la sua mostra pittorica nella rinomata galleria milanese “Milano Art Gallery”; è compiaciuto da questi positivi consensi?

R: Altroché! Però il termine compiaciuto da solo potrebbe apparire oltremodo riduttivo… Oserei aggiungere, per dare esattamente l’idea del mio gradito stupore: strabiliato!

 

D: È vero che anche il Prof. Vittorio Sgarbi è venuto a visitare la sua prestigiosa esposizione? Che commenti ha fatto? Aveva visto in altre occasioni le sue opere? Ha espresso anche riflessioni su suo padre, l’eccelso Salvador Dalì in parallelo ai suoi quadri?

R: Si è vero. Non sono in grado di commentarli… anche perché la sua sorprendente quanto prestigiosa presenza, ha catalizzato l’attenzione di tutti i presenti rendendo magica l’atmosfera, caratterizzata in sottofondo dalla mitica voce di Mina. Si l’ha fatto e ne sono onorato, poiché a mio avviso, quando il professor Sgarbi esprime i suoi concetti con una peculiare proprietà di linguaggio che onora la lingua italiana, diventa a sua volta una vera e propria opera d’arte.

 

D: Un commento sulla sua presenza d’eccezione come ospite di Piero Chiambretti nella prima puntata dell’attesissima trasmissione “Chiambretti Supermarket” su Italia Uno; come si è trovato nel contesto televisivo? Come si è relazionato con Chiambretti?

R: Ho vissuto personalmente la mia presenza come ospite di Piero Chiambretti alla stregua della classica “ciliegina sulla torta”… nel senso che, seguo da sempre con curiosità e apprezzamento ogni suo programma, in quanto ritengo la sua acclarata bravura, simpatia e professionalità, forti di un talento estremamente surreale, immediato e irresistibile, piuttosto affine alla mia personale visione del mondo. E’ stato motivo di tripudio per me essere lì nella duplice veste di suo fan e di spettatore previlegiato.

 

D: Era la prima volta, che era invitato da Chiambretti? Come si creata l’occasione di contatto tra voi per questa importante ospitata?

R: Si era la prima volta. Se non c’è una domanda di riserva… potrebbe chiederlo direttamente a colui che è l’artefice dei più importanti avvenimenti nel mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo il Dottor Salvo Nugnes.

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Milano Art Gallery intervista il direttore marketing della Gold Plast per la fratellanza avuta in onore della mostra di Laudadio

A seguito del grandioso successo riscosso all’inaugurazione della mostra fotografica dell’inviato di Striscia la Notizia Max Laudadio, abbiamo intervistato il direttore marketing della rinomata azienda Gold Plast, partner della prestigiosa galleria che ha ospitato l’esposizione, la Milano Art Gallery.

 

D: Come e quando è stata fondata l’azienda Gold Plast?

R: Gold Plast è nata negli anni ’60 e produceva articoli per valigeria. Il Signor Vincenzo Magri, padre di Gianluca e Andrea e oggi ancora parzialmente attivo in azienda in quanto si occupa del nostro outlet, è sempre stato dotato di molta inventiva. Aveva inventato un macchinario che permetteva la produzione di accessori con una grande efficienza, ma quando ha capito che il vento cominciava a cambiare, non ha esitato a buttarsi nello stampaggio ad iniezione, scegliendo come settore il monouso per alimenti e intuendo come il mercato fosse pronto a recepire un prodotto che fosse diverso ovvero più solido e di qualità decisamente superiore. Da queste scelte, che in poche righe non possono che essere riassunte per brevi termini, è nata la Gold Plast di oggi. Ad un piatto se n’è aggiunto un secondo, poi le posate, poi i bicchieri fino ad una gamma che vede a listino circa tremila referenze.

 

 

D: Quali tipologie di prodotti e servizi offrite ai vostri clienti?

R: Noi offriamo prima di tutto un concetto. Con i nostri articoli è possibile vestire presentazioni fingerfood, tavolate o cocktail in modo innovativo, coniugando praticità, qualità e design in un’alchimia di forme e colori unici sul mercato. Una volta, chi aveva la necessità di utilizzare prodotti monouso per il consumo di alimenti poteva contare su prodotti leggeri, poveri, decisamente “cheap”. Ottimi articoli, prodotti da buone aziende, ma pur sempre “cheap”. Gold Plast risponde alle stesse esigenze con articoli robusti, colorati e caratterizzati da un design ricercato, offrendo all’acquirente infinite opportunità creative per l’allestimento della tavola o di un servizio catering. Con il passare del tempo possiamo affermare di aver creato qualcosa di nuovo che va oltre alla mera esigenza di praticità. Molti nostri clienti ci mandano le immagini delle tavolate e delle presentazioni che realizzano con i nostri prodotti, sfruttano la nostra gamma per creare e ci tengono a mostrarcelo. Questo coinvolgimento non sarebbe possibile con il monouso classico e nemmeno con la porcellana. Nella nostra gamma figurano diverse collezioni che possono essere raggruppate in tre categorie: mise en place (stoviglie per la tavola), fingerfood (piattini, coppette e accessori per fingerfood), articoli lavabili per il beverage (bicchieri americani a base ottagonale, ballon, flute e accessori) e articoli per il “mass catering” posate confezionate per mense e articoli correlati.

 

 

D: Create anche prodotti personalizzati?

R: Certamente. La nostra è un’azienda fortemente integrata. Possiamo studiare uno stampo ad hoc su richiesta del cliente o semplicemente personalizzare i nostri articoli con il suo brand.

 

D: Qual è la vostra filosofia?

R: Innovare continuamente per portare sempre nuove forme e colori con cui vestire ogni occasione conviviale in campo professionale e domestico.

 

D: Ci parli della “Gold Plast Technology”;

R: La Gold Plast Technology rappresenta la divisione che si occupa dell’ingegnerizzazione di prodotto e delle successive fasi d’industrializzazione. E’ una realtà molto importante all’interno del nostro gruppo in quanto opera per garantirci un “time to market”, ovvero il tempo richiesto per il lancio di nuovi prodotti, tra i più contenuti del settore. Oltre alla progettazione e alla produzione dei nostri stampi, si occupa anche della manutenzione degli stessi, permettendoci di mantenere un’alta flessibilità produttiva a parità di capacità.

 

D: Lavorate anche con l’Estero?

R: Sì, operiamo già da qualche anno in tutta Europa e proprio a gennaio abbiamo fondato la Gold Plast America Corp., la nostra succursale nel nuovo mondo che si occuperà dello sviluppo dei mercati americani.

 

D: E’ stato riscosso un grande successo e clamore per la mostra-evento di Max Laudadio curata da Vittorio Sgarbi alla Milano Art Gallery della quale hanno parlato tv, radio e giornali. Al vernissage erano presenti illustri ospiti come l’ideatore di Striscia la Notizia Antonio Ricci, la carismatica Anna Maria Barbera, molti comici di Zelig,… E’ soddisfatto della collaborazione?

R: Assolutamente sì, è stato un onore poter partecipare a questa iniziativa di cui condividiamo le finalità ed è stata una grande opportunità avere l’occasione di frequentare professionisti di così alto spessore ma, prima di tutto, è stato un piacere poter sostenere l’amico Max, con il quale già condividiamo il progetto di “Associazione ON”, in questa brillante iniziativa e speriamo di poter avere altre occasioni in futuro per rendere realizzabili progetti che, concretamente, fanno del bene al territorio e al prossimo.

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Milano – Intervista al rinomato Avv. Gloria Gatti: “La mia professione è un’autentica passione”

Conosciuto e stimato professionista in ambito giuridico, il rinomato Avvocato milanese Gloria Gatti è stato contattato per rilasciare una breve intervista sulla sua passione per la Giustizia e sulla sua formazione.

 

D: Come nasce la sua passione per il diritto e le materie giuridico/giurisprudenziale?

R: Già da bambina volevo fare l’avvocato. Lo vedevo come la persona che aiuta gli altri a risolvere i loro problemi e la mia passione nasce proprio da questo. Ho una visione molto romantica e un po’ anacronistica della professione. È una vera passione e forse è proprio questo il motivo per cui ho avuto molte soddisfazioni.

 

D: Qual è la sua formazione?

R: Il mio percorso è stato molto pratico e organizzato nel perseguimento del mio obiettivo. Ho frequentato un liceo linguistico, perché ritenevo che oltre alle materie classiche fosse molto importante per la professione avere una buona padronanza delle lingue straniere, poi la facoltà di Giurisprudenza all’Università Statale di Pavia.

 

D: In quale ramo del diritto si è specializzata?

R: Ho iniziato nel settore bancario e immobiliare, di cui tutt’ora mi occupo e successivamente le mie esperienze si sono estese a tutti gli aspetti del diritto civile che riguardano la gestione dei patrimoni (condominio, successioni, famiglia, fallimento e arte).

 

D: Dove svolge la sua attività di avvocato?

R: La sede dello studio è a Milano, ma operiamo su tutto il territorio nazionale.

 

D: Non solo lavora all’interno del suo studio legale, ma collabora con grandi istituzioni come il Tribunale di Milano?

R: Si, ho diversi incarichi da parte del Tribunale, come amministratore di sostegno, curatore di eredità giacenti e delegato alle vendite immobiliari e collaboro anche con dei curatori fallimentari. Credo che per un professionista operare come ausiliario del giudice, sia un’esperienza molto interessante e formativa. Lavorare nell’interesse della giustizia e non del cliente, confrontarti con i Giudici, ti da la possibilità di crescere e di allargare i tuoi orizzonti.

 

D: Oltre ad essere avvocato è anche giornalista pubblicista. Ci racconta com’è nata la sua solida collaborazione con il Sole 24 Ore?

R: Molto banalmente per curriculum. Adoro scrivere e soprattutto scrivere per i lettori onnivori, con i quali devi usare un linguaggio comprensibile e diretto. Questa esperienza mi è stata molto utile anche nella professione. Ho imparato ad essere sintetica e chiara. Noi avvocati a volte siamo un po’ pomposi a volte…

 

D: Secondo lei, in questo ultimo periodo, ci sono stati dei cambiamenti sostanziali nella professione di avvocato? Si risente anche in questo settore la crisi economica?

R: Tristemente ho visto abbassarsi molto la professionalità. La crisi è stata forte soprattutto perché la nostra categoria è molto numerosa e quindi c’è un’elevata concorrenza. Parecchi colleghi hanno reagito abbassando le tariffe in maniera importante per accaparrarsi clientela. La conseguenza di questo è stata inevitabilmente quella di fornire un servizio scadente.

 

D: Dove possiamo trovare tutte le informazioni sul suo studio legale e le sue pubblicazioni?

R: Sul sito internet del mio studio http://www.studiolegalegatti.mi.it .

 

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Intervista a Jose dalì che parla degli artisti come da Van Gogh a Leonardo, a Raffaello, soprattutto suo padre che lo hanno ispirato alla sua carriera artistica

 Avrà luogo Domenica 11 Maggio 2014, alle ore 18.00, l’inaugurazione della mostra d’arte di José Dalì, presso la storica Milano Art Gallery, galleria che vanta circa un quarantennio di vita, sita in via G. Alessi 11, a Milano, alla fine di Corso Genova a sinistra. L’esposizione dal titolo “La verità surreale” è organizzata dal manager di noti personaggi Salvo Nugnes, in occasione dei 110 anni dalla nascita del padre dell’artista Salvador Dalì, il celebre Maestro del Surrealismo.

Di seguito, l’intervista a José Dalì.

1) Quali sono state le principali fonti e i maestri d’arte che l’hanno ispirata per la sua produzione artistica?

Questo è un po’ complicato, praticamente tutti. Da Van Gogh a Leonardo, a Raffaello, soprattutto a mio padre ovviamente e diciamo che più che essere ispirato, oltre che dai grandi del passato e del presente, credo di essere stato ispirato dalla bellezza della natura, che a mio avviso è la principale opera d’arte.

2) Che ricordi ha di suo padre?

Solo ricordi belli e intensi, di continuo gioco praticamente, legati alla mia infanzia. Poi dopo sono rimasto in Italia e quando poi si è ammalato chiaramente è tutto precipitato. Diciamo quindi, finché è stato in sé, è stato veramente il protagonista dei miei giochi sia da piccolo che da grande.

3) Vuole raccontarci qualcosa?

Le prime cose che mi vengono in mente già le ho raccontate,  anche in interviste televisive. Io ho vissuto con dei tutori in Italia, mio padre e mia madre non avevano il tempo di occuparsi di me, quindi le poche volte che lo vedevo, diciamo d’inverno e d’estate, quando lui tornava in Spagna, si divertiva a farmi gli scherzi. Lui e mia madre, a volte si presentava ai piedi del lettino di notte, mentre io dormivo, con una lampadina sotto il naso, dicendo di essere il demonio e che le corna gli erano cadute sulle labbra. Si aspettava che io dessi di matto però ormai mi ero già abituato. Una volta in particolare fece finta di essere stato ingoiato da un orso che stava all’ingresso della casa di Port Lligat: si era messo dietro gli scalini in alto, con un tubo dell’acqua piuttosto voluminoso e un imbuto faceva la voce come se venisse da dentro il corpo dell’orso e mi diceva “aiutami, aiutami che l’orso mi ha ingoiato”. L’orso era sette/otto volte più grosso di me e quindi lui si divertiva a fare queste cose. Qualche volta faceva finta di morire e faceva finta di sentirsi male, si bloccava per vedere la mia reazione.  Oppure cercava di instaurare in me una specie di reazione a catena, mi portava sulla spiaggia di Port Lligat a vedere le rocce erose dal mare e dal vento mi invitava a descrivere a che tipo di animale poteva somigliare la roccia, tutta una serie di queste cose.

4) Come definirebbe il suo stile pittorico? Anche lei ha una matrice surrealista?

Allora io credo che per essere surrealisti prima di dipingere il surrealismo bisognerebbe essere tra i surrealisti nella genetica. Io amo il surrealismo perché è e può essere infinito. Quando uno inizia, non ha termine, perché ci sono sempre tantissime espressioni. Io sono surrealista nell’animo, anche per imitazione, per giocare ad imitare mio padre. Il genere che presenterò a Milano è divise in tre parti, come se presentassi tre artisti in uno: c’è il periodo informale in cui mi divertivo a partire da una serie di fili di cui imitavano le sinapsi multiple che stanno nel cervello quando l’uomo pensa; poi c’è la metamorfosi, che è un surrealismo leggero in cui io stravolgo i canoni estetici e dipingo degli animali con all’interno dei paesaggi. Io sono più orientato verso la bellezza estetica della natura rapportata a un surrealismo leggero, diciamo sono più io. Mio padre era “più” e basta.

5) Sappiamo, che è un artista a tutto tondo e si cimenta anche nella scultura e nella poesia; Vuole parlarci di questa sua esperienza in ambito poetico-letterario?

Allora intanto non sono né un poeta né uno scrittore. Sono rimasto quel bambino che amava giocare con tutto, quindi le poesie sono ispirate da cose che mi vengono in mente per illustrare in rima determinate situazioni e tutto quanto è mirato a emozionare l’ipotetico pubblico che ascolterà quella poesia o che leggerà quel libro o che vedrà quella scultura o quell’opera. A me piace provare di tutto, ma come un gioco, non come uno che ha la presunzione di cavalcare l’onda o di porsi per la sua bravura, sono solo un bambino che continua a giocare, questa è la definizione di me stesso.

6) Ci è giunta notizia della sua prossima mostra presso la Milano Art Gallery, come nasce l’opportunità di questa importante mostra?

Nasce proprio casualmente. Io cerco di essere abbastanza lontano dal pubblico e dal mondo esterno, vivo in campagna, vicino ai castelli romani in Italia. Sono 35 anni che vivo qui nella massima tranquillità e fortunatamente sono ancora illeso in questo mondo un po’ particolare, mi nascondo bene. Faccio una mostra ogni tanto, quando mi va e devo dire onestamente che sono soddisfatto quando ho creato un opera, per mia soddisfazione, per l’emozione che da a me stesso e al mio egoismo di essere stato abbastanza bravo. Non è che mi diverte tanto mostrare le mie opere, perché infondo mi sembra quasi un atto di presunzione, no? Per me finisce lì, dopo aver fatto il lavoro,e la cosa strana è, che è un esperienza particolare. Ho avuto la fortuna di incontrare la donna della mia vita un po’ più di 40 anni fa. Non credo nei segni zodiacali, non credo nell’astrologia, ma questa donna è del capricorno ed è nata l’otto gennaio, come Elvis Presley e tanti altri personaggi famosi del mondo dello spettacolo. Con la stessa casualità , mi è capitato di incontrare Salvo Nugnes, che ha apprezzato il mio lavoro e, quando poi ho scoperto che è nato l’otto gennaio come mia moglie, è stato difficile dirgli di no! Di solito non sono propenso a sbandierare il mio lavoro, forse sono troppo egoista o sono troppo appagato della mia “vita normale”. È nato tutto così, casualmente.

7) É la prima volta che espone a Milano?

Si, è la prima volta che espongo a Milano. Conosco la città, perché ci sono stato così tante volte, ma non avevo mai esposto qui. È la prima volta in assoluto.

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Intervistato Josè Dalì in occasione della mostra dedicata a suo padre Salvatore Dalì Maestro del Surrealismo organizzata da Salvo Nugnes

Avrà luogo Domenica 11 Maggio 2014, alle ore 18.00, l’inaugurazione della mostra d’arte di José Dalì, presso la storica Milano Art Gallery, galleria che vanta circa un quarantennio di vita, sita in via G. Alessi 11, a Milano, alla fine di Corso Genova a sinistra. L’esposizione dal titolo “La verità surreale” è organizzata dal manager di noti personaggi Salvo Nugnes, in occasione dei 110 anni dalla nascita del padre dell’artista Salvador Dalì, il celebre Maestro del Surrealismo.

Di seguito, l’intervista a José Dalì.

1) Quali sono state le principali fonti e i maestri d’arte che l’hanno ispirata per la sua produzione artistica?

Questo è un po’ complicato, praticamente tutti. Da Van Gogh a Leonardo, a Raffaello, soprattutto a mio padre ovviamente e diciamo che più che essere ispirato, oltre che dai grandi del passato e del presente, credo di essere stato ispirato dalla bellezza della natura, che a mio avviso è la principale opera d’arte.

2) Che ricordi ha di suo padre?

Solo ricordi belli e intensi, di continuo gioco praticamente, legati alla mia infanzia. Poi dopo sono rimasto in Italia e quando poi si è ammalato chiaramente è tutto precipitato. Diciamo quindi, finché è stato in sé, è stato veramente il protagonista dei miei giochi sia da piccolo che da grande.

3) Vuole raccontarci qualcosa?

Le prime cose che mi vengono in mente già le ho raccontate,  anche in interviste televisive. Io ho vissuto con dei tutori in Italia, mio padre e mia madre non avevano il tempo di occuparsi di me, quindi le poche volte che lo vedevo, diciamo d’inverno e d’estate, quando lui tornava in Spagna, si divertiva a farmi gli scherzi. Lui e mia madre, a volte si presentava ai piedi del lettino di notte, mentre io dormivo, con una lampadina sotto il naso, dicendo di essere il demonio e che le corna gli erano cadute sulle labbra. Si aspettava che io dessi di matto però ormai mi ero già abituato. Una volta in particolare fece finta di essere stato ingoiato da un orso che stava all’ingresso della casa di Port Lligat: si era messo dietro gli scalini in alto, con un tubo dell’acqua piuttosto voluminoso e un imbuto faceva la voce come se venisse da dentro il corpo dell’orso e mi diceva “aiutami, aiutami che l’orso mi ha ingoiato”. L’orso era sette/otto volte più grosso di me e quindi lui si divertiva a fare queste cose. Qualche volta faceva finta di morire e faceva finta di sentirsi male, si bloccava per vedere la mia reazione.  Oppure cercava di instaurare in me una specie di reazione a catena, mi portava sulla spiaggia di Port Lligat a vedere le rocce erose dal mare e dal vento mi invitava a descrivere a che tipo di animale poteva somigliare la roccia, tutta una serie di queste cose.

4) Come definirebbe il suo stile pittorico? Anche lei ha una matrice surrealista?

Allora io credo che per essere surrealisti prima di dipingere il surrealismo bisognerebbe essere tra i surrealisti nella genetica. Io amo il surrealismo perché è e può essere infinito. Quando uno inizia, non ha termine, perché ci sono sempre tantissime espressioni. Io sono surrealista nell’animo, anche per imitazione, per giocare ad imitare mio padre. Il genere che presenterò a Milano è divise in tre parti, come se presentassi tre artisti in uno: c’è il periodo informale in cui mi divertivo a partire da una serie di fili di cui imitavano le sinapsi multiple che stanno nel cervello quando l’uomo pensa; poi c’è la metamorfosi, che è un surrealismo leggero in cui io stravolgo i canoni estetici e dipingo degli animali con all’interno dei paesaggi. Io sono più orientato verso la bellezza estetica della natura rapportata a un surrealismo leggero, diciamo sono più io. Mio padre era “più” e basta.

 

5) Sappiamo, che è un artista a tutto tondo e si cimenta anche nella scultura e nella poesia; Vuole parlarci di questa sua esperienza in ambito poetico-letterario?

Allora intanto non sono né un poeta né uno scrittore. Sono rimasto quel bambino che amava giocare con tutto, quindi le poesie sono ispirate da cose che mi vengono in mente per illustrare in rima determinate situazioni e tutto quanto è mirato a emozionare l’ipotetico pubblico che ascolterà quella poesia o che leggerà quel libro o che vedrà quella scultura o quell’opera. A me piace provare di tutto, ma come un gioco, non come uno che ha la presunzione di cavalcare l’onda o di porsi per la sua bravura, sono solo un bambino che continua a giocare, questa è la definizione di me stesso.

 

6) Ci è giunta notizia della sua prossima mostra presso la Milano Art Gallery, come nasce l’opportunità di questa importante mostra?

Nasce proprio casualmente. Io cerco di essere abbastanza lontano dal pubblico e dal mondo esterno, vivo in campagna, vicino ai castelli romani in Italia. Sono 35 anni che vivo qui nella massima tranquillità e fortunatamente sono ancora illeso in questo mondo un po’ particolare, mi nascondo bene. Faccio una mostra ogni tanto, quando mi va e devo dire onestamente che sono soddisfatto quando ho creato un opera, per mia soddisfazione, per l’emozione che da a me stesso e al mio egoismo di essere stato abbastanza bravo. Non è che mi diverte tanto mostrare le mie opere, perché infondo mi sembra quasi un atto di presunzione, no? Per me finisce lì, dopo aver fatto il lavoro,e la cosa strana è, che è un esperienza particolare. Ho avuto la fortuna di incontrare la donna della mia vita un po’ più di 40 anni fa. Non credo nei segni zodiacali, non credo nell’astrologia, ma questa donna è del capricorno ed è nata l’otto gennaio, come Elvis Presley e tanti altri personaggi famosi del mondo dello spettacolo. Con la stessa casualità , mi è capitato di incontrare Salvo Nugnes, che ha apprezzato il mio lavoro e, quando poi ho scoperto che è nato l’otto gennaio come mia moglie, è stato difficile dirgli di no! Di solito non sono propenso a sbandierare il mio lavoro, forse sono troppo egoista o sono troppo appagato della mia “vita normale”. È nato tutto così, casualmente.

7) É la prima volta che espone a Milano?

Si, è la prima volta che espongo a Milano. Conosco la città, perché ci sono stato così tante volte, ma non avevo mai esposto qui. È la prima volta in assoluto.

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Il rinomato imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti intervistato su “Earth Hour” la mobilitazione globale del WWF

Il WWF ha organizzato una mobilitazione globale intitolata “Earth Hour” per sensibilizzare i cittadini di tutto il Mondo sui cambiamenti climatici, in un gesto simbolico di spegnere tutte le luci per un ora “L’Ora della Terra”. Il dinamico imprenditore milanese Giovanni Gelmetti, ideatore del grattacielo ecosostenibile la Giax Tower ha rilasciato un intervista proprio su questo argomento.

 

D: Dott. Gelmetti, lei che è così attento al rispetto per l’ambiente, ci può fare un commento su questa particolare iniziativa del WWF?

R: Il WWF è sempre molto attivo e competente in queste iniziative per la salvaguardia dell’ambiente e delle specie animali, credo che sia un’iniziativa molto interessante e utile per sensibilizzare la popolazione su argomenti così importanti come il cambiamento climatico, soprattutto in questo periodo fatto di sprechi e inquinamento.

 

D: Repubblica.it ha lanciato un concorso nel quale invita i lettori a raccontare la propria “ora di buio”. Cosa ne pensa?

R: Credo che sia un’idea meravigliosa quella di chiedere ai lettori di descrivere la loro personale “ora di buio”. Il momento creato dall’assenza di luce, sembra una cosa banale ma non lo è affatto, siamo così talmente abituati ad avere sempre luce attorno a noi che a volte ci scordiamo cosa possiamo vedere con il buio, ad esempio il cielo stellato. Ho letto che sono arrivati molti racconti interessanti, avranno avuto molta difficoltà nel selezionare i vincitori dei 3 ingressi all’Oasi WWF.

 

D: Ha partecipato attivamente a questa iniziativa in modo privato e nei suoi cantieri?

R: Certamente, sono molto sensibile a queste particolari iniziative, mi sono impegnato a spegnere tutte le luci sia nella mia casa privata che nei miei cantieri.

 

D: Una sua riflessione sul cambiamento climatico?

R: È un argomento molto vasto e delicato di cui parlare, spazia dello scioglimento dei ghiacciai, alle temperature degli oceani e dei mari, le quantità e intensità delle precipitazioni, lo sviluppo e la distribuzione delle piante. Credo che in questo periodo ci sia la necessità di informare e sensibilizzare la popolazione sul rispetto della natura e il nostro pianeta, e in questo il WWF fa un egregio lavoro.

 

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Salone del Mobile: l’ideatore della Giax Tower, Giovanni Gelmetti esprime un suo parere sulla grande manifestazione

Inizia il conto alla rovescia per il Salone del Mobile 2014, che quest’anno si terrà dall’8 al 13 Aprile presso il Polo Fieristico di Milano Roh-Pero. La kermesse, che fa del capoluogo lombardo la capitale del design, raggiungerà più di 300.000 visitatori e conterà oltre 2400 espositori italiani e esteri. L’imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, ideatore della Giax Tower, il grattacielo residenziale di moda a Milano, eco-friendly e dal design avanguardistico, ha rilasciato un intervista in anticipazione della grande manifestazione.

 

– Secondo lei, cosa vuol dire per la città, organizzare delle iniziative del calibro del Salone del Mobile?

Per Milano è sempre un’occasione di estrema importanza. E’ la capitale della moda e del design e ogni iniziativa è un modo per confermare questo titolo, in quanto diventa un punto di riferimento a livello internazionale del settore. I visitatori e gli espositori arrivano veramente da ogni angolo del mondo per mostrare, scoprire, imparare, curiosare, acquistare, tenersi in aggiornamento ed arricchirsi professionalmente. E poi, è così bello vedere una città già molto frenetica, animarsi ancor più!

 

– Nel mese di Aprile, oltre al Salone del Mobile, ci sarà il “Fuorisalone” detto Milano Design Week. Cosa ne pensa di questa settimana all’insegna dell’arredamento e del design?

Penso che per me, come per molti altri esperti del settore, sarà un ottima occasione di aggiornamento e di ispirazione, che nel nostro lavoro sono punti essenziali. Come la Settimana della Moda anche la Settimana del Design è sempre di grande impatto: è addirittura classificata come uno degli eventi più importanti al Mondo legati a questo tema. Ed è semplice anche partecipare, in quanto il Fuorisalone è promosso in maniera autonoma. Basta avere un’idea, un contenuto da esporre, una location dove esporre, fare una buona promozione e il gioco è fatto!

 

– Nella sua professione, quanto è importante tenersi aggiornati e partecipare a queste fiere?

A parer mio è fondamentale. Durante queste manifestazioni hai l’opportunità di far il giro del globo e vedere le ultime tendenze mondiali, restando in una sola città!

 

– Parlando di questi temi, non posso non chiederle cos’ha scelto per arredare la Giax Tower!

La Giax Tower si presenta in tutta la sua interezza, come un grattacielo basato sull’eco-sostenibilità e sull’elegante design avanguardistico. Ci tengo a sottolineare che abbiamo dato preferenza agli arredi Made in Italy, che riescono in modo eccellente a coniugare raffinatezza e prestigio a funzionalità e semplicità.

 

– Dunque ci sono già degli appartamenti ultimati?

Certo. Ci sono appartamenti campione già arredati e pronti da mostrare agli acquirenti. Questi facilitano l’acquisto, in quanto favoriscono sia chi ha comprato nella carta sia chi ha intenzione di comprare e danno modo di analizzare da vicino il prodotto.

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Intervistato il rinomato imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti sulle “smart cities”

Intervistato il vulcanico Giovanni Gelmetti, imprenditore immobiliare, ideatore della Giax Tower, il grattacielo “intelligente” e alla moda di Milano, sulla nascita delle “smart cities”.

 

1) Come si definisce una “smart city”?

La “smart city” è una città intelligente, caratterizzata da un insieme di strategie di pianificazione urbanistica per rendere innovativi e ottimizzare tutti i servizi pubblici di un centro urbano, dalle infrastrutture ai mezzi di comunicazione, dall’ambiente all’efficienza energetica, con tecnologie all’avanguardia che assieme ad un nuovo modo di gestire l’economia, il capitale sociale e umano e la governance, riescono a migliorare significativamente la qualità della vita, assicurando uno sviluppo urbano sostenibile.

 

2) Dove nasce l’idea di “smart city”?

Nasce a livello mondiale a Rio de Janeiro, con i primi passi tecnologici per la trasformazione in smart city. Per quanto riguarda l’Europa è da pochi anni che si parla di questo concetto, ma sta prendendo piede e l’Unione Europea sta iniziando ad investire per questi progetti rivolti a rendere più efficienti ed ecosostenibili le città.

 

3) Quali sono i concetti sui quali si basano?

Per essere definita “smart” una città deve presentare attività economiche e di ricerca innovative;

tecnologie all’avanguardia mirate all’efficienza, all’ottimizzazione e all’ecosostenibilità; i suoi abitanti devono essere sulla stessa lunghezza d’onda del progetto, ovvero “intelligenti”, dalle larghe vedute, tolleranti, capaci e consapevoli. Infine, molto importante, il contesto politico, la governance deve essere improntata su dei modelli basati sulla centralità dei beni comuni, sulla partecipazione civica e sociale di tutti i cittadini nel governo della città.

 

4) La Giax Tower è considerata uno “smart building”. Cosa significa e quali innovazioni tecnologiche propone?

La Giax Tower è un edificio costruito in classe A, mirato a ridurre l’impatto ambientale tramite la riduzione dei consumi energetici, sfruttando l’energia geotermica e fotovoltaica e adottando apparecchiature sofisticate e tecnologiche in grado di permettere una gestione e un controllo in remoto, in modo semplice, di numerosi dispositivi elettronici.

 

5) Cosa ne pensa dell’affermazione del direttore generale della Gestione dell’Expo 2015 “Faremo di Milano la Smart City d’Europa”?

Sono d’accordo con questa affermazione. Milano è una grande città, formata da Università, centri di ricerca, aziende, infrastrutture e mezzi di comunicazione sviluppati. E’ bene che punti a rendere sostenibile il proprio sviluppo urbano. Sicuramente ne ricaverà moltissimi vantaggi, diventerà una città più efficiente, organizzata e partecipata, a livello sociale, economico e politico.

 

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Il noto imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti esprime il suo parere sul convegno Expocomfort di Milano

Raggiunto telefonicamente per un’intervista il dinamico imprenditore Giovanni Gelmetti, ideatore della Giax Tower, sulla 39esima edizione della MCE, Mostra Convegno Expocomfort di Milano. L’evento è incentrato sui temi dell’efficienza, del risparmio energetico e delle innovazioni tecnologiche connesse al mondo dell’impiantistica.

 

D: Dott. Gelmetti ha avuto modo di visitare la Mostra Convegno Expocomfort di Milano?

R: Si, certo. Trovo che sia una manifestazione molto interessante, in quanto i temi principali, quali il risparmio energetico e le innovazioni tecnologiche dell’impiantistica del riscaldamento e della climatizzazione, sono degli argomenti ai quali sono particolarmente attento.

 

D: Cosa ne pensa dei temi scelti quest’anno per la 39esima edizione?

R: Sono temi molti importanti da affrontare. Negli ultimi anni la ricerca ha fatto passi avanti notevoli. Ad esempio la geotermia e il fotovoltaico, con un investimento iniziale, ci permette di risparmiare sfruttando le risorse naturali del nostro pianeta senza usufruire delle condutture pubbliche. Non è fondamentale soltanto l’impianto stesso, ma tutto ciò che può influire nel consumo eccessivo del riscaldamento e raffreddamento di uno spazio, come gli isolanti termici di ultima generazione che diminuiscono i ponti termici con l’esterno.

 

D: Erano presenti molti espositori? Ci sono stati molti visitatori?

R: Erano presenti più di 2000 espositori, molti di Paesi stranieri quali Francia, Spagna, Gran Bretagna e Germania. I visitatori sono stati nettamente maggiori rispetto la precedente edizione, soprattutto dall’estero, come India, Emirati Arabi e Africa, interessati allo sviluppo di nuovi mercati.

 

D: Cosa l’ha colpita dell’evento?

R: Mi ha colpito maggiormente il fitto programma di oltre 200 convegni e workshop che sono riusciti ad organizzare perfettamente, offrendo la possibilità ai visitatori di approfondire le conoscenza e formarsi nelle nuove tecnologie per la sostenibilità ambientale.

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L’entusiasmo di Piercarlo Malinverni detto l’artista della Casa Reale dei Savoia per il prolungamento della sua mostra presso la Milano Art Gallery

Abbiamo raggiunto telefonicamente per una breve intervista il Dott. Piercarlo Malinverni, detto anche “l’artista della Casa Reale dei Savoia”, a seguito del prolungamento, a grande richiesta, fino al 19 aprile della sua mostra personale “Le Dive nell’arte” organizzata dal manager Salvo Nugnes presso la Milano Art Gallery, in via G. Alessi 11, a Milano.

 

1) Ci è giunta notizia, che la sua mostra “Le Dive nell’arte” allestita nello storico contesto della “Milano Art Gallery” sarà prorogata su grande richiesta fino al 19 aprile; è compiaciuto degli ottimi consensi, che sta riscuotendo?

Sì, devo dire che sono molto sodisfatto e mi fa molto piacere questa richiesta di prolungamento dato il successo che sta ottenendo.

 

2) Ci racconta quali tecniche ha utilizzato per le opere in stile astratto, materico-informale, che affiancano i quadri dedicati alla favolose dive del cinema?

Ho usato materiali compositi, abbinando al colore acrilico e a olio inserti di oggetti di consumo, oggetti trovati, di scarto, che nell’opera acquisiscono una loro dignità, dando una composizione pittorica al tutto e lanciando nel contempo messaggi ecologisti e contro il degrado.

 

3) Sappiamo, che usa anche delle carte speciali ottenute attraverso una procedura particolare, che risale al 1500; Come ha approcciato questa fantasiosa idea e come la applica nel suo percorso artistico?

Durante i miei studi accademici di pittura avevo avuto notizia di questa metodica della marmorizzazione per creare un effetto di finto marmo per cui sono andato in una Bottega a Firenze da un artigiano che produceva queste carte e le ho realizzate nel suo laboratorio con i colori che mi interessavano. È una tecnica che risale al Rinascimento, addirittura a metà del ‘400 e prevede l’utilizzo di pigmenti puri polverizzati, inchiostri e fiele di bue che vengono appoggiati su uno strato di gel di alghe all’interno di una vasca piena d’acqua, dopo di che si lavora con una spatola per ottenere gli effetti desiderati e si appoggia una carta assorbente per cui si ottiene in trasferimento di quello che viene fatto sul gel di alghe sulla carta, dopo di che va asciugata e passata su un rullo. Dal foglio che si ottiene, alcune parti riuscite pittoriche, vengono utilizzate per essere inserire nel quadri. È una tecnica laboriosa, ma mi ha sempre dato soddisfazioni e ha sempre avuto molti consensi inserendola anche in paesaggi informali.

 

4) È vero, che sarà realizzata un’apposita brochure in formato catalogo su questa mostra di successo? Come verrà strutturata?

Sì, è un’iniziativa del manager Salvo Nugnes che ha deciso di fermare anche con una pubblicazione il successo avuto nella mostra. Il catalogo riporterà alcune opere relative alla Dive di Hollywood degli anni ’50 e ’60 ed alcune opere astratte, in più un mio autoritratto.

 

5) Quali sono i suoi progetti futuri dopo questa prestigiosa esposizione? Su quale nuova ricerca stilistica pensa di concentrarsi?

Ho avuto molte richieste di ritratti eseguiti chiaramente in modo libero e moderno. La mia ricerca sarà sempre comunque finalizzata all’astrazione e alle opere concettuali.

 

6) Essendo anche un talentuoso ritrattista, quali sono i soggetti che ha raffigurato di recente? Da amico e artista di fiducia dei membri di Casa Savoia ha mai ritratto qualcuno di loro?

Di recente ho realizzato un ritratto di Papa Francesco, e un ritratto del Principe Emanuele di Savoia, che è ancora da ultimare diciamo. È il primo ritratto che realizzo per la Casa Reale dei Savoia, anche se hanno già altre mie opere di altro genere e sono in contatto con loro, siamo amici da anni. Un ritratto illustre che feci in passato fu quello del pugile Parisi realizzato subito dopo il suo successo olimpico a Seul, nell’88.

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Intervistato Giovanni Gelmetti, ideatore della Giax Tower, sul nuovo modo di vivere: il cohousing

Arriva anche in Italia la moda del cohousing, ovvero del “coabitare”. E’ stato interpellato in merito, il dinamico imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, l’ideatore della Giax Tower, l’avanguardistico grattacielo eco-friendly che spicca nello skyline milanese.

1) Cos’è il “cohousing”?

Il “cohousing” è un nuovo modo di vivere e di abitare basato sulla condivisione. Tutto parte da una solida progettazione partecipata, tra 20/40 nuclei famigliari, che scelgono di ideare una loro soluzione abitativa intelligente, combinando i normali alloggi privati con spazi, risorse e servizi condivisi. Potrebbe assomigliare ad una specie di “residence” per capirsi.

2) Cosa ne pensa di questa innovazione dell’abitare?

Sono assolutamente sulla stessa linea d’onda del cohousing. Per la Giax Tower abbiamo infatti progettato numerose aree comuni, dove tutti i residenti possono rilassarsi e svagarsi insieme, dove i contatti e le relazioni sociali sono messi al primo posto, dove si può star bene con sé stessi e gli altri nella tranquillità della propria casa. Piscine, palestra, spa, club house, library room e solarium, sono solo alcune di queste. Credo sia molto importante sentirsi parte di una comunità. 

3) Quali sono i servizi e le aree che possono essere condivise?

Sono i più svariati. Si parte da zone comuni come parco giochi, orti e piscine, per arrivare a lavanderie, palestre, campi sportivi, hobby room, biblioteche, pub, grandi sale da pranzo, uffici, laboratori e molto altro ancora. 

4) E’ una modalità residenziale diffusa in Italia?

In questi ultimi anni si sta sviluppando anche nel nostro Paese. Bisogna pensare che il cohousing è nato negli anni ’60 in Scandinavia, mentre la Rete Nazionale italiana si è costituita intorno al 2010. Ora è molto diffusa in Inghilterra, Danimarca, Olanda, Svezia, Australia, Stati Uniti, Giappone e Australia.

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Il noto imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti parla del “cohousing” una nuova modalità residenziale basata sulla condivisione

Arriva anche in Italia la moda del cohousing, ovvero del “coabitare”. E’ stato interpellato in merito, il dinamico imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, l’ideatore della Giax Tower, l’avanguardistico grattacielo eco-friendly che spicca nello skyline milanese.

1) Cos’è il “cohousing”?

Il “cohousing” è un nuovo modo di vivere e di abitare basato sulla condivisione. Tutto parte da una solida progettazione partecipata, tra 20/40 nuclei famigliari, che scelgono di ideare una loro soluzione abitativa intelligente, combinando i normali alloggi privati con spazi, risorse e servizi condivisi. Potrebbe assomigliare ad una specie di “residence” per capirsi.

2) Cosa ne pensa di questa innovazione dell’abitare?

Sono assolutamente sulla stessa linea d’onda del cohousing. Per la Giax Tower abbiamo infatti progettato numerose aree comuni, dove tutti i residenti possono rilassarsi e svagarsi insieme, dove i contatti e le relazioni sociali sono messi al primo posto, dove si può star bene con sé stessi e gli altri nella tranquillità della propria casa. Piscine, palestra, spa, club house, library room e solarium, sono solo alcune di queste. Credo sia molto importante sentirsi parte di una comunità. 

3) Quali sono i servizi e le aree che possono essere condivise?

Sono i più svariati. Si parte da zone comuni come parco giochi, orti e piscine, per arrivare a lavanderie, palestre, campi sportivi, hobby room, biblioteche, pub, grandi sale da pranzo, uffici, laboratori e molto altro ancora. 

4) E’ una modalità residenziale diffusa in Italia?

In questi ultimi anni si sta sviluppando anche nel nostro Paese. Bisogna pensare che il cohousing è nato negli anni ’60 in Scandinavia, mentre la Rete Nazionale italiana si è costituita intorno al 2010. Ora è molto diffusa in Inghilterra, Danimarca, Olanda, Svezia, Australia, Stati Uniti, Giappone e Australia.

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Le parole del Maestro Giuseppe Santonocito sulla sua prossima mostra alla Milano Art Gallery

Intervistato il Maestro Giuseppe Santonocito, in occasione della sua prossima mostra pittorica “Ispirazione onirica” presso la “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes, con vernissage inaugurale in data Mercoledì 9 Luglio alle ore 18.30.

 

D: Abbiamo avuto notizia della sua prossima prestigiosa mostra nello storico contesto della “Milano Art Gallery”; come nasce questa importante occasione? E’ la prima volta che espone a Milano?

R: Questa occasione nasce da un nostro amico che ci aveva parlato di questa prestigiosa galleria a Milano, così ci siamo messi in contatto con il manager Salvo Nugnes, è venuto a trovarci ed è nata una bella amicizia, dalla quale è nata inoltre l’idea della mostra. È la prima volta che faccio una personale a Milano, ho esposto negli anni novanta alla Galleria Modigliani, ma era una collettiva.

 

D: Maestro Santonocito, ci racconta quando nasce la passione per l’arte e com’è avvenuta la sua formazione in ambito artistico?

R: Ho cominciato a dipingere circa 35 anni fa professionalmente. Sono totalmente autodidatta, ho studiato esclusivamente per conto mio. Quando ho avuto qualche problema di vita, quando ho capito che la mia strada sarebbe stata la pittura, allora ho iniziato a studiare i maestri del ‘500, ma ho fatto tutto da me e piano piano ho trovato poi la mia strada in questo modo di dipingere, in questo stile, che continuo da circa 25 anni.

 

D: Quali sono le principali fonti ispiratrici della sua ricerca stilistica?

R: Direi il mio cervello.

 

D: In tanti anni di carriera, coronata da meritati successi, quali consigli/suggerimenti può dare alle nuove generazioni di artisti?

R: Posso suggerire di esprimere sempre ciò che sentono. Sono una persona molto complicata e la mia, è tutta un’ispirazione dentro me stesso, quindi gli insegnamenti che posso dare alle nuove generazioni è di essere se stessi.

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L’imprenditore Giovanni Gelmetti intervistato sulle novità dell’edilizia e sul calo del mercato immobiliare

Secondo i dati, il 2013 è stato un anno nero per il mercato immobiliare. Le compravendite sono calate del 10% circa, con numeri al di sotto dei livelli del 1985. Abbiamo contattato l’imprenditore Giovanni Gelmetti, molto attivo nel settore, ideatore di uno dei grattacieli residenziali di Milano, la Giax Tower, per sentire il suo parere da esperto.

 

D: Cosa pensa si potrebbe fare per iniziare a risollevare l’immobiliare?

R: Secondo me, prima di tutto bisogna credere nelle innovazioni. Sono convinto che tutte le idee originali e creative che stanno nascendo e che si stanno sviluppando in Italia, porteranno un grande beneficio al nostro Paese.

 

D: A proposito di novità. Una delle ultime tendenze punta all’edilizia etica. Si stanno infatti sviluppando dei progetti di cohousing per anziani. In cosa consistono e cosa ne pensa?

R: Credo siano progetti imprenditoriali molto ambiziosi e lodevoli. Premetto che seguo particolarmente la filosofia del “coabitare”, che ho applicato anche per l’ideazione della Giax Tower, dunque sostengo fortemente queste iniziative. Il cohousing per anziani semplificherà la vita di molti, perché andrà in contro alle esigenze e alle necessità di chi non è in grado di pagare ingenti affitti, di chi è stanco di stare da solo, di chi vuole vivere bene nel contesto della propria abitazione. Ho sentito inoltre che in queste palazzine, che non hanno nulla a che vedere con le Residenze Sanitarie Assistenziali, ci saranno molteplici aree comuni, la possibilità di avere la spesa a domicilio, il personale domestico, servizi infermieristici e soprattutto la vigilanza 24 ore su 24.

 

D: Oltre allo sviluppo di “idee creative”, cos’altro potrebbe giovare al mercato?

R: Sicuramente la popolazione ha bisogno di incentivi. I giovani tendono a restare in famiglia, le famiglie faticano ad arrivare a fine mese, i pensionati non hanno abbastanza introiti, gli investitori non credono più nel settore e via dicendo, dunque la maggior parte degli italiani evita di acquistare, cambiare o costruire casa. C’è bisogno di un aiuto, una spinta da parte dell’alto, che faccia sentire alla popolazione un reale sostegno. L’immobiliare è un indotto incredibile dell’economia e bisogna prestarne particolare attenzione. Dopotutto, ognuno di noi deve avere una casa, è un bene primario.

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Intervista a Piercarlo Malinverni “l’artista della Casa Reale dei Savoia” sulla mostra alla Milano Art Gallery.

Domenica 23 Marzo 2014, alle ore 18.00, la storica Milano Art Gallery di via G. Alessi 11, a Milano, inaugurerà la personale di Piercarlo Malinverni, detto “L’artista della Casa Reale dei Savoia” dal titolo “Le Dive nell’arte”. In vista di questa speciale occasione, abbiamo intervistato il rinomato artista pavese, per saperne di più sulla sua originale produzione artistica e sulla mostra che si terrà fino al 7 Aprile, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes.

1) Ci è giunta la notizia della sua imminente mostra personale nell’esclusivo contesto storico della “Milano Art Gallery”; come nasce l’opportunità di questa importante esposizione? E’ la prima volta che espone a Milano?
Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, ha notato una mia opera, esposta a casa di una persona che conosciamo entrambi ed incuriosito, ha voluto conoscermi. Siccome avevo in preparazione una serie di lavori sulle dive e attrici hollywoodiane degli anni ’50 – ’60 e lui è un amante del cinema e del teatro, mi ha proposto di realizzare questa mostra. Ho già esposto numerose volte a Milano. Sono invitato due volte a partecipare agli Ovali Rotariani: la prima volta con la curatela di Luciano Caramel e Vittorio Sgarbi, durante la quale la mia opera è stata venduta all’asta da Sotheby’s, mentre per la seconda volta, sono stato selezionato tra migliaia di artisti, insieme ad altri duecento. L’asta è stata gestita da Christie’s e all’evento era presente anche la nota showgirl Alba Parietti.

2) Quali opere porterà in mostra? C’è una tematica particolare come filo conduttore nell’allestimento?
Saranno tutte opere dedicate alle attrici degli anni ’50-’60. Partendo dalle italiane, come Claudia Cardinale ed Elsa Martinelli ed arrivando alle dive francesi e americane, tra le quali cito Marylin Monroe, che non poteva assolutamente mancare. Una sala invece sarà allestita con alcuni quadri di un filone astratto-informale.

3) Ci racconta come nasce la passione per l’arte e quando avviene il suo esordio nel mondo dell’arte e qual è stata la sua formazione artistica?
Ho cominciato a dipingere a 10 anni. È stata una passione che ho sempre seguito nel corso di tutta la mia vita e che ho coltivato professionalmente accanto alla mia attività principale di medico. Ho ottenuto i miei primi diplomi dalle Accademie e dalle Scuole d’Arte, ancor prima di conseguire la laurea in medicina. E’ tutta la vita che dipingo e ho cominciato ad esporre, in modo cospicuo e seriato, dall’inizio degli anni ’80 in poi.

4) Quali sono le sue principali fonti ispiratrici?
Ho realizzato tante opere concettuali legate al mondo sociale e ai problemi ambientali, dai quali traggo la mia ispirazione. Attualmente sono opere di sintesi quelle che sto facendo, molto libere dal punto di vista compositivo, con qualche minima reminiscenza legata al titolo, ma pressoché astratte, al di là di questo filone legato al cinema e al teatro, che va oltre la mia ultima ricerca.

5) Quali tecniche strumentali utilizza maggiormente?
Principalmente la tecnica olio, con inclusioni di svariati materiali e contaminazioni. Sono opere molto complesse dal punto di vista tecnico e strutturale. Ne ho realizzate alcune su parabole satellitari, che sono state poi portate, nel 2001, alla Biennale di Venezia da Mario Rizzi (che adesso non è più vivente) e sono stato ospite del critico di Venezia che aveva una sala a sua disposizione.

6) Sappiamo, che tra i suoi illustri amici\clienti ci sono anche Vittorio Emanuele di Savoia e i membri della sua famiglia; ci racconta come è avvenuto questo incontro? Quali opere le hanno commissionato in questi anni di stretto rapporto?
L’incontro è già datato negli anni, abbiamo frequentazioni entrambi in Corsica, in particolare presso l’Isola di Cavallo, nell’Arcipelago di Lavezzi. Oltre ciò, sono stato loro consulente medico, per cui sono andato anche a Ginevra a trovarli. Sono miei collezionisti e hanno già 4/5 miei lavori. Mi hanno commissionato opere legate ad atmosfere marine, delle quali ne hanno un paio nella loro villa corsa, ed altre legate ad espressioni astratte, soprattutto basate sulle tonalità dei colori.

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Intervista al noto imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti sulla mostra “La città che sale”

Piazza Gae Aulenti, nel cuore di Milano, dal 15 Gennaio al 16 Febbraio si è trasformata in galleria d’arte. A seguito del concorso indetto da Unicredit “PinTower” che si proponeva di premiare le migliori fotografie rappresentanti i cambiamenti nello skyline milanese, sono stati esposti i 24 scatti vincitori in una interessante e originale mostra intitolata “La città che sale”. I soggetti erano grattacieli, torri, piazze, giardini, monumenti architettonici moderni, che stanno rimodellando e riqualificando la visione del capoluogo lombardo. A questo proposito, è stato contattato telefonicamente il rinomato imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, ideatore della Giax Tower, il grattacielo di moda a Milano, per un suo autorevole commento.

 

D: Ha avuto l’occasione di visitare questa innovativa mostra fotografica?

R: Certamente. Sono andato a visitarla pochi giorni dopo l’inaugurazione.

 

D: Cosa ne pensa di quest’originale idea espositiva?

R: Credo che abbiano avuto un’ottima idea in quanto, in questa ventina di scatti, c’era tutta l’essenza della nuova Milano, una città dinamica, moderna e all’avanguardia, una città “riqualificata” come mi piace definirla.

 

D: Come pensa si sia trasformata la città nella sua visione di struttura urbana, con l’avvento dei grattacieli moderni?

R: Milano si è molto modernizzata ed è assolutamente al passo con i tempi, anche in relazione alle maggiori città europee. Il suo profilo, il suo skyline è vario. Si passa dai grattacieli agli edifici storici, dai palazzi agli immensi parchi, come Parco Nord che è vicino alla Giax Tower, da infrastrutture in costruzione, come il polo fieristico Rho-Pero che ospiterà l’Expo 2015, a splendide piazze e molto altro ancora. La stessa Piazza Gae Aulenti, che ha ospitato la mostra all’aperto, è un vero e proprio simbolo di innovazione e trasformazione urbanistica.

 

D: “La città che sale” esponeva fotografie di grattacieli, torri, piazze e giardini… E lei, ha mai pensato di realizzare un book fotografico dedicato alla Giax Tower e magari presentare gli scatti in una speciale mostra?

R: Sì, penso che farò una sorta di book fotografico della Giax Tower, ma sinceramente non avevo mai pensato di esporre poi le foto.. potrebbe essere una bella idea!

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