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Padova: Intervista al Dott. Nicola Rossi organizzatore della mostra Fiera Arte Padova 2015

1) Dott. Rossi, si avvicina l’apertura della prestigiosa vetrina di Fiera Arte Padova; quando e come nascono la passione e l’interesse per il mondo dell’arte?
Il mio approccio con il mondo dell’arte è iniziato a partire dal 1990, cioè da quando ho cominciato ad occuparmi della gestione organizzativa di Fiera Arte Padova. Da qui, ho poi sviluppato e incrementato l’interesse e la passione verso questo settore.
2) Da quanti anni si occupa di questa fiera, a livello organizzativo?
Fin dai suoi inizi e quest’anno festeggiamo simbolicamente i 26 anni.
3) Gestisce anche altre fiere di settore? Dove e quando si svolgono?
Mi occupo anche della Fiera Arte Genova, che si svolge sempre con cadenza annuale nel capoluogo ligure ed è un’altra vetrina consolidata nel comparto artistico.
4) Quali sono le principali novità di quest’anno? Come sarà strutturata la manifestazione?
Avremo i padiglioni 7 e 8, dedicati all’arte moderna e contemporanea, con l’esposizione di nomi di prestigio, a livello nazionale e internazionale: da De Chirico a Guttuso, da Burri a Schifano. Poi ci sarà anche spazio per la fotografia artistica ad alto livello, con artisti rinomati come Galimberti e altri di fama. Il padiglione 78 sarà dedicato alla rassegna Expo libri, con la presenza di esponenti importanti del mondo dell’editoria. Il padiglione 1 sarà riservato agli artisti emergenti e talentuosi, meritevoli di attenzione e supporto nel loro percorso di crescita.
5) Come vede l’attuale mercato dell’arte, in ambito nazionale?
Direi, che si può registrare una generale ripresa, per una questione congiunturale. Il mattone e l’edilizia hanno subito un forte crollo in generale, così come il mercato azionario e obbligazionario, ha subito forti contraccolpi. L’arte rimane quindi un riferimento fondamentale per investire, che nel tempo ha dimostrato un mantenimento costante di livello, nonostante la piccola flessione avvenuta 3/4 anni fa. Il mercato dell’arte si riconferma ancora come uno dei principali pilastri d’investimento.
6) Invece, fuori dall’Italia, quali sviluppi sta avendo il mercato dell’arte?
Anche all’estero il mercato è in progressivo mantenimento e c’è stata una ripresa generale delle quotazioni, con risultati positivi e soddisfacenti.
7) C’è una fiera estera, che considera particolarmente valida, per promuovere il comparto dell’arte in generale?
Direi, che Art Basel di Miami e la Fiera di Basilea sono le manifestazioni più importanti a livello mondiale. Ma sono molto valide anche la fiera di Parigi e quella di Colonia.
8) Come è possibile avvicinare la generazione dei più giovani e stimolarli ad appassionarsi all’arte?
L’uso e l’abuso di internet, è un discorso sociale molto complicato riferito ai giovani e anche se la rete ha offerto tante possibilità applicative utili e vantaggiose, sono troppo spesso distratti dal web e dai social network. Per me ai giovani, bisogna inculcare e trasmettere il concetto di arte intesa come “terapia” importante per accrescere la creatività come “sfogo” espressivo. Inoltre, bisogna fargli capire anche l’aspetto economico vantaggioso e l’occasione proficua di guadagno, che ne deriva.
9) Un suo commento di bilancio complessivo sull’Expo; pensa sia stato uno strumento utile ed efficace, per veicolare la divulgazione di un messaggio, a favore dell’arte e della cultura?
Direi che nella sua mission principale, legata al tema dell’alimentazione, l’Expo ha centrato in pieno gli obiettivi prefissati e anche nell’incentivare il messaggio a favore dell’arte e della cultura, si è dimostrato un evento molto positivo.

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Intervista al rinomato cantante Luca Maris sul suo nuovo progetto musicale

Luca Maris, il noto cantautore napoletano, sta lavorando a un nuovo progetto musicale, che vedrà la luce a breve. Pubblichiamo qui un’intervista sui progetti e le iniziative a cui si è dedicato l’artista nel periodo estivo, ormai alle porte, in cui si è esibito ad alcuni eventi musicali ed ha collaborato con altri musicisti per il suo nuovo progetto, di cui ci anticipa qualcosa:

1) Signor Maris, di solito, in estate aumentano le occasioni di performance ed esibizioni, durante eventi e iniziative organizzati in contesti all’aperto?

Si aumentano, questa estate 2015 ho fatto qualche performance esibendomi ad alcuni eventi privati e pubblici.

2) A quali situazioni interessanti ha preso parte in questo periodo estivo?

Le situazioni interessanti a cui ho preso parte in questo periodo estivo sono state negli studi musicali dove ho preparato il mio nuovo progetto musicale.

3) A quali progetti professionali e artistici si è maggiormente dedicato durante l’estate?

Il progetto professionale e artistico a cui mi sono maggiormente dedicato e che mi ha gratificato è stato nel collaborare con nuovi musicisti turnisti di grande livello musicale e che hanno suonato nel mio nuovo progetto musicale.

4) Ha composto anche dei nuovi pezzi? Su quali tematiche e quali fonti l’hanno ispirata?

Nel mio nuovo progetto musicale ci sono alcune composizioni a cui sono molto legato con tematiche che parlano di amori universali e che vanno oltre le cose fisiche e la fonte che mi ha ispirato è stata sicuramente la mia produttrice discografica Ines Diaz della M.D. Produzioni.

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Venezia: Intervista al Prof Vittorio Sgarbi in occasione della mostra Spoleto incontra Venezia presso Milano Art Gallery Pavillion

Sabato 10 Ottobre 2015 verrà inaugurata la prestigiosa mostra “Spoleto incontra Venezia”, organizzata del manager della cultura Salvo Nugnes, con la curatela di Vittorio Sgarbi. L’interessante iniziativa artistica sarà in allestimento fino alla fine del mese presso “Milano Art Gallery Pavillion” situato in Calle dei Cerchieri, nel cuore di Venezia. A fare da fiore all’occhiello al grande evento, la mostra “D’Io” del celebre artista Gino De Dominicis.
Di seguito l’intervista al Prof. Vittorio Sgarbi:

1) Professore, abbiamo avuto notizia, che si rinnova l’appuntamento annuale della grande mostra di “Spoleto incontra Venezia”, a fronte del successo ottenuto lo scorso anno, che quest’anno si terrà presso la Milano Art Gallery a Venezia. Come nasce l’idea di collegare simbolicamente due poli centrali per la diffusione dell’arte e della cultura in generale, come sono Spoleto e Venezia?

Per diverso tempo, all’ incirca per tre anni, sono stato il direttore artistico di Spoleto e della Biennale Arte al Padiglione Italia, quindi in quel periodo avevo due funzioni, per questo e fu facile collegare l’una e l’altra. All’epoca io facevo le mostre a Spoleto per il Festival dei Due Mondi; solo più tardi ho iniziato a collaborare con Salvo Nugnes per Spoleto Arte. Spoleto Arte è nata quale “osservatorio dell’arte contemporanea”, vi confluisce un selezionato gruppo di artisti, con caratteristiche e stili vari, appartenenti al panorama attuale, riuniti in una collettiva, dando così origine ad una commistione di generi espressivi eterogenei e armoniosi.

2) Come si svolgerà questa importante iniziativa, da Lei curata?

“Spoleto incontra Venezia” verrà inaugurata il 10 Ottobre e durerà fino alla fine del mese. L’iniziativa riprende il concetto di “osservatorio sull’arte contemporanea” su cui sia basa anche “Spoleto Arte”, mettendo in mostra le opere di artisti sia affermati sia emergenti, appartenenti a generi artistici differenti e provenienti da tutta Italia e dall’estero.

3) “Spoleto incontra Venezia” sarà allestita presso la Milano Art Gallery a Venezia. Qual è la valenza di prestigiose gallerie d’arte come questa?

A Venezia c’è una particolare attenzione per l’arte contemporanea quindi pubblico e privato si incrociano, molti palazzi sono privati quindi non esiste una distinzione tra luogo pubblico e privato come in altri luoghi. Per esempio oggi a Venezia c’è una mostra dell’Azerbaijan in un palazzo privato, ma quello che conta è l’esposizione, quindi il fatto che sia fatta alla Milano Art Gallery va benissimo.

4) Spoleto Arte si terrà in concomitanza con la Biennale di Venezia. Cosa ne pensa della Biennale?

Nel 2011 sono stato incaricato dal Ministero per curare personalmente il Padiglione Italia della 54esima Biennale d’Arte di Venezia. A suo tempo avevo elaborato un progetto che era stato pensato con un criterio originale: gli oltre 200 artisti in esposizione erano stati indicati da scrittori, poeti, registi, uomini di pensiero chiamati a far parte di un Comitato tecnico scientifico, presieduto da Emmanuele F.M. Emanuele. Gli Intellettuali, invece erano stati individuati tra le personalità di riconosciuto prestigio internazionale, volutamente non-critici d’arte. La Mostra degli artisti italiani nel Padiglione Italia è stata un avvenimento senza precedenti: volevo conferirgli una dimensione del tutto inconsueta. Il progetto era esteso a tutte le Regioni e a tutti gli Istituti di Cultura Italiani all’estero e intendeva documentare lo stato dell’arte italiana contemporanea.

5) E dell’attuale edizione della Biennale?

La Biennale quest’anno si è dimostrata essere piuttosto evanescente, non ne rimane che qualche artista, ma è fondamentalmente senza principi e senza opere.

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Il noto Bar Pasticceria Vincenzo sarà partner al “Premio Margherita Hack”

La seconda edizione del “Premio Margherita Hack”, che si svolgerà tra qualche giorno, in data 28 giugno 2015, dalle ore 11.00, presso il meraviglioso edificio seicentesco di Palazzo Leti Sansi di Spoleto (PG), vedrà la collaborazione, in qualità di partner, del noto bar e pasticceria spoletino “Vincenzo”. Il premio Hack è stato ideato e organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, legato da profonda amicizia a Margherita Hack, che ha pensato di celebrare così la memoria della grande scienziata ed astrofisica scomparsa due anni fa. Una giuria di esperti e intellettuali, composta da Francesco Alberoni, Antonino Zichichi, Vittorio Sgarbi, Amanda Lear ed Ezio Mauro premierà coloro che si sono particolarmente distinti nelle categorie scienza, cultura, sport, eccellenza femminile, arte ed impegno animalista. Di seguito l’intervista al Sig. Stefano del bar pasticceria “Vincenzo”:

 

1) Sig. Stefano, ci è giunta notizia, che il suo rinomato bar pasticceria è partner ufficiale del “Premio Margherita Hack”, che si terrà a Spoleto in data 28 giugno; come nasce l’occasione di questa importante collaborazione?

 

Già nel 2014 siamo stati partner della grande mostra di “Spoleto Arte” e quest’anno, con l’organizzatore, il manager della cultura Salvo Nugnes, abbiamo stretto nuovamente un positivo sodalizio di partnership, in occasione di questa importante iniziativa, che vuole rendere omaggio alla famosa scienziata astrofisica Margherita Hack. Siamo molto onorati di questa coesione sinergica, che si è instaurata e sviluppata nel tempo con l’organizzazione dell’evento.

 

2) Un suo commento sulla figura di Margherita Hack.

 

Senza dubbio la Hack è stata una figura autorevole nel mondo degli studi e delle ricerche scientifiche, con una meritata fama a livello mondiale. Purtroppo non ho mai avuto l’opportunità di incontrarla e di conoscerla di persona, ma l’ho sempre molto stimata e ammirata e l’ho seguita assiduamente durante le sue apparizioni e interviste televisive. rimane indelebile il ricordo di una personalità di forte rilievo e spessore internazionale.

 

3) Ci racconta le origini del bar pasticceria Vincenzo?

 

L’attività nasce tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta a Spoleto. Negli anni Ottanta è stata rilevata da mio padre e in seguito io e mio fratello abbiamo proseguito la gestione famigliare in società. Ad oggi abbiamo due punti vendita dislocati a Spoleto: il primo, quello del negozio storico, che si trova in zona stazione dei treni, in posizione centrale e di intenso passaggio; il secondo invece di nuova creazione, è un negozio laboratorio situato nella prima periferia della città.

 

4) Da quanti membri è composta la società?

 

Siamo in quattro soci: io, mio fratello, mia moglie e un altro socio esterno al nucleo familiare.

 

5) Quali sono i vostri principali prodotti di punta?

 

Premetto, che tutta la nostra produzione viene realizzata con una lavorazione totalmente artigianale e che utilizziamo solo ed esclusivamente ingredienti genuini e componenti di prima qualità. Abbiamo una vasta produzione di dolci tipici natalizi nel periodo delle feste. Inoltre, il nostro prodotto di punta più particolare è la pizza pasquale, preparata con una ricetta tipica della tradizione umbra e spoletina, che si tramanda di generazione in generazione.

 

6) Qual è il target della vostra clientela?

 

Oltre alla clientela di zona fidelizzata negli anni, lavoriamo anche parecchio con il comparto dei turisti, soprattutto con il negozio ubicato nelle vicinanze della stazione, che è proprio in una collocazione strategica, di consistente affluenza e transito turistico.

 

7) Come vede in generale il mercato della pasticceria?

 

Devo ammettere, che nonostante il periodo sociale difficile e la fase critica in generale a livello economico, fortunatamente è un settore, che ancora tiene in positivo e non risente più di tanto della crisi. La richiesta si mantiene comunque costante. Direi, che è un ambito commerciale, in cui si può ancora investire in modo vantaggioso e proficuo.

 

8) Che consigli e suggerimenti potrebbe dare alle nuove generazioni di aspiranti pasticceri?

 

Servono innanzitutto una preparazione accurata e meticolosa a monte e una specializzazione professionale acquisita a livello didattico e scolastico. Per poter avere già le basi adeguate di partenza, noi nel periodo estivo ci prestiamo a fare degli stage aziendali, proprio per inculcare e trasmettere le nozioni e gli insegnamenti fondamentali, a chi si appresta ad entrare nel variegato mondo dell’alta pasticceria artigianale.

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Intervista a Gianni Covolo, certezza italiana nel settore dell’arredo bagno

Gianni Covolo è un imprenditore di successo, che ha fondato da solo la sua azienda di arredo bagni nel 1987; l’azienda negli anni è cresciuta gradualmente ed è oggi una realtà consolidata e all’avanguardia, con molti collaboratori e un ricco portafoglio clienti. Interni Srl, con sede a Romano d’Ezzelino, nel vicentino, offre servizi e prodotti finiti di alta qualità e su misura, personalizza gli spazi interni con un tocco unico ed esclusivo, dando importanza ad ogni dettaglio, utilizzando materiali pregiati e fornendo un’impostazione sobria e minimale, ma al contempo ricercata e chic. Di seguito l’intervista:

1) Da quanto tempo ha intrapreso questa attività professionale?

Ho iniziato nel 1987, direi che mi posso considerare uno “storico” del mestiere.

2) Qual è il suo target di clienti principale e in quale zona lavora maggiormente?

Nella naturale evoluzione del lavoro, sono arrivato a conquistare un target di clienti alto e tendenzialmente fidelizzato nel tempo. La clientela si è formata soprattutto tramite rapporti interpersonali consolidati, referenze e passa parola fiduciari e negli anni si è incrementata gradualmente. Io svolgo il mio lavoro sia nel raggio di 50/100 km nel comprensorio territoriale del Veneto, dove ha sede la mia ditta, ma anche all’estero e in particolare in Transilvania, in cui ho stretto positivi contatti, che porto avanti con proficuo interesse.

3) Lavora da solo oppure con dei soci/collaboratori?

Premetto, che ho creato da solo l’azienda e sono arrivato ad avere fino a 25 collaboratori e a gestire il lavoro insieme ad un socio. Poi ho deciso di lasciare l’attività a mio fratello e mi sono concesso 1/2 anni di cosiddetta pausa sabbatica. Attualmente ho aperto un atelier show room e lo gestisco insieme ad una socia. Ci accomunano l’esperienza e la voglia di fare, mantenendo sempre un’elevata qualità nel servizio e nei prodotti forniti.

4) Quali sono i suoi prodotti di punta e quali caratteristiche peculiari e distintive hanno?

Non ho un vero e proprio elenco dettagliato riferito a prodotti di punta, ma in generale ciò che contraddistingue il mio lavoro è l’originale integrazione di materiali vari inseriti nei bagni e gli spazi, che vengono ricreati e personalizzati con un tocco unico ed esclusivo. Non usiamo situazioni standard, ma diamo importanza al dettaglio più particolare. Riusciamo a dare agli spazi un gusto sempre attuale e senza tempo, usando materiali pregiati, ma disposti con semplicità e con impostazione sobria, minimale e al contempo raffinata, ricercata e chic, senza esagerazioni e ridondanze superflue e senza esasperare il dettaglio. I clienti oggi fanno scelte più mirate e razionali, perché vogliono fare un investimento sicuro, scegliendo un oggetto di design bello, ma anche funzionale e pratico nell’utilizzo. Noi inseriamo meno profili possibili e meno fughe possibili e facciamo tutto su misura, come un “abito sartoriale”.

5) Un suo commento sull’attuale mercato dell’arredo e dei complementi arredo bagno in generale.

Nel mercato nazionale penso ci sia ancora tanto da fare, ma serve tanta passione e propensione, non si può assolutamente pensare a una vendita in forma automatica. Va evidenziato poi, che la crisi economica generale rallenta il mercato. Per riuscire a essere competitivi bisogna trovare il miglior compromesso di equilibrio tra il bello, che costa il giusto prezzo. Allora si vede davvero la vera e autentica professionalità e competenza del fornitore. I clienti affrontano le spese in modo più prudente, calibrato e ponderato. Io dico sempre, che i soldi vanno dove vanno le emozioni e purtroppo il “terrorismo psicologico” dilagante a livello sociale tende a bloccare e irretire, facendo da deterrente nelle spese.

6) Le capita di partecipare come espositore a delle fiere di settore? Quali e con quale cadenza annuale?

Mi capita periodicamente di visitare fiere ed esposizioni di settore e sono sempre interessato e curioso sulle novità, ma volutamente non vado come espositore, perché noi siamo più una “catena finale”, quella che posiziona e vende i prodotti e mette insieme la vendita finale con il servizio offerto.

7) Se dovesse dare dei consigli/suggerimenti a chi vuole iniziare a svolgere questa professione, cosa direbbe?

Mi sento di dire, che chiunque voglia iniziare a svolgere questo mestiere deve avere innanzitutto amore e passione verso tale lavoro. Poi ovviamente, non si può mai improvvisare, ma bisogna acquisire competenze e conoscenze specifiche in materia con una “gavetta” e una pratica fatte giorno dopo giorno nell’arco del tempo.

8) Offre anche l’opportunità di acquistare i suoi prodotti on line? Ha un sito di riferimento da poter visionare?

Non facciamo vendita on line, ma solo vendita su progetto personalizzato, con uno studio accurato e un’ideazione approfondita situazione per situazione, per soddisfare le esigenze più diversificate e peculiari. Abbiamo un sito di riferimento, a cui si può accedere e che prossimamente vogliamo aggiornare e integrare con nuove applicazioni, tipo i social network, per renderlo ancora più fruibile e interattivo.

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Intervista a Gianni Covolo, uno dei più grandi professionisti italiani nel settore dell’arredo bagni

Gianni Covolo è un imprenditore di successo, che ha fondato da solo la sua azienda di arredo bagni nel 1987; l’azienda negli anni è cresciuta gradualmente ed è oggi una realtà consolidata e all’avanguardia, con molti collaboratori e un ricco portafoglio clienti. Interni Srl, con sede a Romano d’Ezzelino, nel vicentino, offre servizi e prodotti finiti di alta qualità e su misura, personalizza gli spazi interni con un tocco unico ed esclusivo, dando importanza ad ogni dettaglio, utilizzando materiali pregiati e fornendo un’impostazione sobria e minimale, ma al contempo ricercata e chic. Di seguito l’intervista:

1) Da quanto tempo ha intrapreso questa attività professionale?

Ho iniziato nel 1987, direi che mi posso considerare uno “storico” del mestiere.

2) Qual è il suo target di clienti principale e in quale zona lavora maggiormente?

Nella naturale evoluzione del lavoro, sono arrivato a conquistare un target di clienti alto e tendenzialmente fidelizzato nel tempo. La clientela si è formata soprattutto tramite rapporti interpersonali consolidati, referenze e passa parola fiduciari e negli anni si è incrementata gradualmente. Io svolgo il mio lavoro sia nel raggio di 50/100 km nel comprensorio territoriale del Veneto, dove ha sede la mia ditta, ma anche all’estero e in particolare in Transilvania, in cui ho stretto positivi contatti, che porto avanti con proficuo interesse.

3) Lavora da solo oppure con dei soci/collaboratori?

Premetto, che ho creato da solo l’azienda e sono arrivato ad avere fino a 25 collaboratori e a gestire il lavoro insieme ad un socio. Poi ho deciso di lasciare l’attività a mio fratello e mi sono concesso 1/2 anni di cosiddetta pausa sabbatica. Attualmente ho aperto un atelier show room e lo gestisco insieme ad una socia. Ci accomunano l’esperienza e la voglia di fare, mantenendo sempre un’elevata qualità nel servizio e nei prodotti forniti.

4) Quali sono i suoi prodotti di punta e quali caratteristiche peculiari e distintive hanno?

Non ho un vero e proprio elenco dettagliato riferito a prodotti di punta, ma in generale ciò che contraddistingue il mio lavoro è l’originale integrazione di materiali vari inseriti nei bagni e gli spazi, che vengono ricreati e personalizzati con un tocco unico ed esclusivo. Non usiamo situazioni standard, ma diamo importanza al dettaglio più particolare. Riusciamo a dare agli spazi un gusto sempre attuale e senza tempo, usando materiali pregiati, ma disposti con semplicità e con impostazione sobria, minimale e al contempo raffinata, ricercata e chic, senza esagerazioni e ridondanze superflue e senza esasperare il dettaglio. I clienti oggi fanno scelte più mirate e razionali, perché vogliono fare un investimento sicuro, scegliendo un oggetto di design bello, ma anche funzionale e pratico nell’utilizzo. Noi inseriamo meno profili possibili e meno fughe possibili e facciamo tutto su misura, come un “abito sartoriale”.

5) Un suo commento sull’attuale mercato dell’arredo e dei complementi arredo bagno in generale.

Nel mercato nazionale penso ci sia ancora tanto da fare, ma serve tanta passione e propensione, non si può assolutamente pensare a una vendita in forma automatica. Va evidenziato poi, che la crisi economica generale rallenta il mercato. Per riuscire a essere competitivi bisogna trovare il miglior compromesso di equilibrio tra il bello, che costa il giusto prezzo. Allora si vede davvero la vera e autentica professionalità e competenza del fornitore. I clienti affrontano le spese in modo più prudente, calibrato e ponderato. Io dico sempre, che i soldi vanno dove vanno le emozioni e purtroppo il “terrorismo psicologico” dilagante a livello sociale tende a bloccare e irretire, facendo da deterrente nelle spese.

6) Le capita di partecipare come espositore a delle fiere di settore? Quali e con quale cadenza annuale?

Mi capita periodicamente di visitare fiere ed esposizioni di settore e sono sempre interessato e curioso sulle novità, ma volutamente non vado come espositore, perché noi siamo più una “catena finale”, quella che posiziona e vende i prodotti e mette insieme la vendita finale con il servizio offerto.

7) Se dovesse dare dei consigli/suggerimenti a chi vuole iniziare a svolgere questa professione, cosa direbbe?

Mi sento di dire, che chiunque voglia iniziare a svolgere questo mestiere deve avere innanzitutto amore e passione verso tale lavoro. Poi ovviamente, non si può mai improvvisare, ma bisogna acquisire competenze e conoscenze specifiche in materia con una “gavetta” e una pratica fatte giorno dopo giorno nell’arco del tempo.

8) Offre anche l’opportunità di acquistare i suoi prodotti on line? Ha un sito di riferimento da poter visionare?

Non facciamo vendita on line, ma solo vendita su progetto personalizzato, con uno studio accurato e un’ideazione approfondita situazione per situazione, per soddisfare le esigenze più diversificate e peculiari. Abbiamo un sito di riferimento, a cui si può accedere e che prossimamente vogliamo aggiornare e integrare con nuove applicazioni, tipo i social network, per renderlo ancora più fruibile e interattivo.

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Al Museo Casa Natale D’Annunzio il prof. Vittorio Sgarbi consegna una prestigiosa targa di riconoscimento alla soprintendente Lucia Arbace

Al Museo Casa Natale di Gabriele D’Annunzio, lo scorso 6 Febbraio 2015, il Prof. Vittorio Sgarbi e il Dott. Salvo Nugnes, Presidente dell’Associazione “Spoleto Arte” hanno consegnato una prestigiosa targa alla carriera alla Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo Lucia Arbace, “per il significativo contributo alla tutela e alla valorizzazione del Patrimonio artistico-culturale del Paese”.

Di seguito l’intervista alla Dott.ssa Arbace.

D: Dottoressa Arbace, abbiamo ricevuto la notizia del prestigioso riconoscimento istituzionale alla carriera, che ha ricevuto di recente e che nell’occasione le è stato consegnato dal professor Vittorio Sgarbi e dal manager Salvo Nugnes; è stata compiaciuta del premio?

R: Sono rimasta sorpresa, perché non me l’aspettavo.  Ero lì, a Casa D’Annunzio per fare gli onori di casa, in qualità di soprintendente e direttore del Museo, all’inaugurazione della mostra “Da Pier Paolo Pasolini a  Maria Pia Severi”, e ad un certo punto mi hanno annunciato che c’era una targa per me. In genere quando si riceve un riconoscimento, qualcuno ti scrive una lettera che in tal giorno avverrà la cerimonia della consegna ufficiale. Questa volta è stato un riconoscimento non annunciato, e forse per questo molto più gradito.

D: La cerimonia di premiazione si è svolta durante l’importante vernissage della mostra fotografica, da lei citata, curata da Sgarbi. Come è nata l’idea di questa interessante esposizione fotografica curata dal noto critico?

R: Avevamo discusso già diversi mesi fa la possibilità di ospitare a Casa D’Annunzio, nei nostri spazi espositivi, una mostra di artisti contemporanei curata da Vittorio Sgarbi e promossa da Spoleto Arte. Purtroppo non era possibile assolutamente replicare quella già presentata a Spoleto e a Venezia, che comprendeva molte opere pittoriche di vari maestri, a causa delle dimensioni non ampie nei nostri spazi. Abbiamo quindi ritagliato all’interno della precedente iniziativa il segmento rilevante rappresentato dalle  foto di Roberto Villa scattate sul set del film di Pasolini “Il  fiore delle mille e una notte” e dalle immagini di Maria Pia Severi che evidenziano un’esperienza fotografica di senso completamente opposto. Il bello consiste proprio nel fatto che la mostra valorizza due esperienze della fotografia antitetiche abbinate in una proposta inedita.

D: Un suo commento di riflessione sull’arte in generale e in particolare sull’arte fotografica; ritiene che possa avere pari valore rispetto all’arte tradizionale? È appassionata di fotografia d’autore?

R: Ma certo! Conosco personalmente moltissimi fotografi di chiara fama, come ad esempio Gianni Berengo Gardin. Non dimentichi poi che io sono nata a Capri ed ho lavorato per molti anni a Napoli. Proprio Napoli ha espresso grandissimi talenti nel settore della fotografia, di rilevanza nazionale ed internazionale, come ad esempio Mimmo Jodice, Luciano D’Alessandro, Antonio Biasiucci, Sergio Riccio, Fabio Donato, tanto per citare nomi molto noti. Ho sempre seguito, fin dalle prime esperienze di soprintendenza, le grandi mostre fotografiche che sono state realizzate nel capoluogo campano ed anche in altre città italiane e straniere, dove ho avuto modo di soggiornare sia per motivi professionali, sia in occasione di viaggi di piacere.

D: Se dovesse associare l’illustre Maestro d’Annunzio alle figure di un artista di epoca passata e ad un artista di epoca odierna, chi menzionerebbe in funzione di una virtuale sinergia?

R: Un nome fra tutti c’è già ed è Francesco Paolo Michetti, un caro amico di D’Annunzio, nonché un grande artista che, purtroppo, non è ancora stato pienamente consacrato per la sua grandezza, che travalica il ristretto ambito della pittura.

D: Come pensa che l’immagine di D’Annunzio possa essere valorizzata al meglio in occasione dell’imminente Expo da parte degli organizzatori della grande esposizione universale?

R: Gabriele D’Annunzio è stato un pioniere della comunicazione. Ha ideato dei brand, dei nomi importanti dell’eccellenza italiana, alcuni nella filiera enogastronomica, come i liquori “Aurum” e “Corfinio”, ed anche il “Parrozzo”, un dolce tipico abruzzese. Ma è soprattutto la sua poesia a dover essere diffusa, meglio compresa per la straordinaria forza evocativa, di straordinaria modernità.

D: Come viene considerata all’estero la figura di d’Annunzio? Il museo viene spesso visitato anche da  turisti stranieri? Di quale nazionalità prevalentemente?

R: Sicuramente sì, abbiamo un alta percentuale di stranieri all’interno dei visitatori della Casa Natale, che lasciano i loro commenti sul registro delle firme. Abbiamo monitorato queste presenze negli ultimi anni e in una delle pubblicazioni recenti sono state inserite le frasi più significative. D’Annunzio è molto noto anche all’estero, non soltanto in Francia dove ha soggiornato. 

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Intervistato il pittore Luciano Berruti in occasione della sua mostra presso il Museo Diocesano San Giovanni a Asti e alla Milano Art Gallery

Il noto pittore Luciano Berruti inaugurerà a breve due importanti personali presentate dal Prof. Vittorio Sgarbi. Dal 17 al 30 Dicembre 2014 si terrà la mostra presso il Museo Diocesano San Giovanni ad Asti (via Natta 36), mentre dal 15 Febbraio al 2 Marzo 2015 si svolgerà l’esposizione presso la storica Milano Art Gallery, a Milano (via G. Alessi 11).

Di seguito l’interessante intervista all’artista:

D: A breve si inaugureranno due sue personali in due località d’eccezione come il Museo Diocesano “San Giovanni” di Asti e la Milano Art Gallery a Milano: come si sta preparando a questi eventi?

R: Mi sento impegnato affinché le due manifestazioni possano essere all’altezza, in quanto ad impatto visivo ed emozionale, ai due locali che le ospiteranno e questo soprattutto per poter verificare la corrispondenza del pensiero del Prof. Vittorio Sgarbi con la mia pittura.

D: Infatti entrambe le personali vedono la partecipazione del professore in veste di curatore: come si sente a riguardo?

R: Con l’ansia per una verifica molto importante dopo tanti anni di lavoro.

D: Recentemente è stato uno dei protagonisti della mostra “Spoleto incontra Venezia”, un grande successo nella città lagunare. Com’è stato partecipare a questo evento?

R: Ho aderito e ho partecipato con entusiasmo alla manifestazione. È stato gradevole l’incontro con il Prof. Sgarbi. Mi ha emozionato il suo approccio “caldo” alla mia pittura e il suo intimo e piacevole accostamento all’uomo Berruti, al di là e oltre la pittura.

D: Come descrive la sua ricerca artistica?

R: Francamente non riesco ad esprimere un giudizio sulla mia ricerca artistica. Mi aspetto un giudizio dall’esterno.

D: A cosa sta lavorando attualmente?

R: A nulla, essendo impegnato all’allestimento di tre mostre, le due sopra citate e una terza in Francia, a Bonne Val.

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Museo Diocesano San Giovanni e alla Milano Art Gallery: intervista al pittore Luciano Berruti in occasione dell’evento

Il noto pittore Luciano Berruti inaugurerà a breve due importanti personali presentate dal Prof. Vittorio Sgarbi. Dal 17 al 30 Dicembre 2014 si terrà la mostra presso il Museo Diocesano San Giovanni ad Asti (via Natta 36), mentre dal 15 Febbraio al 2 Marzo 2015 si svolgerà l’esposizione presso la storica Milano Art Gallery, a Milano (via G. Alessi 11).

Di seguito l’interessante intervista all’artista:

D: A breve si inaugureranno due sue personali in due località d’eccezione come il Museo Diocesano “San Giovanni” di Asti e la Milano Art Gallery a Milano: come si sta preparando a questi eventi?

R: Mi sento impegnato affinché le due manifestazioni possano essere all’altezza, in quanto ad impatto visivo ed emozionale, ai due locali che le ospiteranno e questo soprattutto per poter verificare la corrispondenza del pensiero del Prof. Vittorio Sgarbi con la mia pittura.

D: Infatti entrambe le personali vedono la partecipazione del professore in veste di curatore: come si sente a riguardo?

R: Con l’ansia per una verifica molto importante dopo tanti anni di lavoro.

D: Recentemente è stato uno dei protagonisti della mostra “Spoleto incontra Venezia”, un grande successo nella città lagunare. Com’è stato partecipare a questo evento?

R: Ho aderito e ho partecipato con entusiasmo alla manifestazione. È stato gradevole l’incontro con il Prof. Sgarbi. Mi ha emozionato il suo approccio “caldo” alla mia pittura e il suo intimo e piacevole accostamento all’uomo Berruti, al di là e oltre la pittura.

D: Come descrive la sua ricerca artistica?

R: Francamente non riesco ad esprimere un giudizio sulla mia ricerca artistica. Mi aspetto un giudizio dall’esterno.

D: A cosa sta lavorando attualmente?

R: A nulla, essendo impegnato all’allestimento di tre mostre, le due sopra citate e una terza in Francia, a Bonne Val.

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Arte Padova 2014: Giuseppe Oliva parla della sua esperienza con la Milano Art Gallery

Si è svolta nel periodo dal 14 al 17 Novembre la fiera Arte Padova 2014, l’importante Mostra Mercato d’Arte Moderna e Contemporanea. Presentate nello stand della rinomata galleria milanese “Milano Art Gallery”, che ha sede in via Alessi 11, le pregiate opere del noto pittore Giuseppe Oliva che si racconta nella seguente intervista:

D: Come nasce l’opportunità della sua partecipazione alla fiera Arte Padova?

R: L’opportunità di esporre all’interno della prestigiosa fiera Arte Padova, nasce da un invito del manager e gallerista Salvo Nugnes, che anche in questa occasione, dopo avermi convinto ad esporre le mie opere sia a Spoleto che a Venezia, ha voluto con grande determinazione che esponessi anche a Padova, una manifestazione di grande stima ed apprezzamento per i miei lavori.

D: E’ la prima volta che espone a Padova nel rinomato contesto fieristico?

R: No, vi ho preso parte nel 2012 sempre all’interno dello stand della Milano Art Gallery ed è stata una esperienza esaltante, che mi ha permesso con le due opere presentate, di farmi conoscere ed apprezzare. La cosa più bella, che per ogni artista è sicuramente la più importante, quale riconoscimento del proprio lavoro, è il ricordo di vedere tante persone, anche straniere, osservare i miei quadri, rapiti dai colori e dalle spatolate.

D: Ci racconta i suoi esordi nel mondo dell’arte?

R: Dipingo ormai da tanti anni, ma il vero salto di qualità, il momento cioè in cui ho cominciato a dipingere in modo diverso e decisamente più completo, è sicuramente quando ho cercato di dare un senso alla mia pittura, non più come trasfigurazione del visibile, della realtà, ma semplicemente quale strumento per far emergere le mie emozioni, sprazzi e momenti della mia vita. Il colore, non più come riempitivo di una forma, ma come parte essenziale e fondamentale delle mie opere. I colori nella loro sovrapposizione e naturalezza, sono gli unici e veri protagonisti di una pittura, che si propone di far rivivere allo spettatore particolari emozioni e lo inducano in qualche modo a pensare, a non limitarsi a osservare e basta, ma ad andare oltre, e cioè ad elaborare dal particolare rappresentato qualcosa di nuovo e di diverso per scrutare meglio e in modo più approfondito la realtà circostante. Ed è stata proprio questa filosofia, che mi ha spinto nel 2009 ad esporre per la prima volta  le mie opere in una personale a Varese, che mi ha dato la forza e la giusta energia per continuare e perseverare in questo progetto. Da quel momento si sono succedute altre personali, tra cui quella che mi rimarrà per sempre impressa nel cuore e che non potrò mai dimenticare: quella che con forza e grande ostinazione ho voluto organizzare in Sicilia, nella mia Trapani, con lo specifico intento di riportare i miei colori e le mie emozioni nella terra da cui traggono  origine.

D: Se dovesse con una frase darsi una personale definizione come artista contemporaneo?

R: Non è facile rispondere a questa domanda, anche se a dire il vero la risposta in qualche modo potrebbe desumersi da quanto sino adesso ho avuto modo di dire. Potrei considerarmi “un artista informale”, che attraverso il colore e l’intensità delle spatolate, cerca di trasferire allo spettatore le proprie emozioni, scorci della propria vita, che emergono in modo netto ed inequivoco dalla contrapposizione tra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande,  dicotomia in cui l’infinitamente piccolo che è parte integrante del tutto, rappresenta il mezzo attraverso il quale capire ed apprezzare sempre di più la realtà che ti circonda, che è ciò che fondamentalmente dà origine alle nostre emozioni, bagaglio del passato per vivere il presente ed affrontare più forti il nostro futuro.

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Intervistato l’ideatore di #26motiviperfarearte il noto cantautore Vittorio Gucci in occasione del ricevimento del premio alla carriera

Lo scorso 10 Ottobre 2014, il noto imprenditore, cantautore e showman Vittorio Gucci è stato insignito di una prestigioso Premio alla carriera, consegnatogli a Treviso, presso l’Auditorium Fondazione Cassamarca, dal Prefetto Maria Augusta Marrosu e dall’Assessore al Sociale Liana Manfio. Di seguito l’intervista che ha rilasciato Gucci, ideatore del prestigioso Concorso Nazionale “26MotiviPerFareArte”.

D: Ci è giunta notizia del prestigioso premio, di cui è stato insignito a Treviso, in occasione della serata di gala per i festeggiamenti dei 150 anni della Croce Rossa. E’ compiaciuto di aver ricevuto il riconoscimento dall’Assessore al Sociale e dal Prefetto di Treviso? Quale motivazione è scritta nella pregiata targa premio?

R: Per l’impegno nell’imprenditoria giovanile e l’innovatività del Progetto #26MotiviPerFareArte.

D: Come si è svolta la serata?

R: C’era un bellissimo concerto di musica classica dell’Orchestra “I Solisti Veneti” diretti dal Grande Maestro Claudio Scimone per la ricorrenza del 150 Anni della Croce Rossa Italiana e a metà serata sono stato premiato.
D: Insieme a lei hanno premiato anche il famoso maestro Claudio Scimone, fondatore dei “Solisti Veneti”. Ha pensato di creare una futura sinergia con questo personaggio di grande levatura?

R: Mi piacerebbe molto.. Magari di fare un Festival di Sanremo insieme Diretto dal Maestro stesso!
D: Sappiamo, che attualmente si sta dedicando a un progetto molto importante, il concorso denominato “#26motiviperfarearte” da lei ideato. Come si stanno svolgendo le selezioni degli artisti partecipanti?

R: Benissimo, siamo a circa 800 opere ricevute sino ad oggi e tutte molto belle. Sarà davvero difficile scegliere tra questi giovanissimi talenti!

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Intervista al noto cantante napoletano Luca Maris sulla canzone dedicata in occasione dell’Expo 2015 di Milano

Intervistato il noto cantante napoletano Luca Maris, artista a tutto tondo, divulgatore della cultura musicale napoletana e italiana nel mondo. Cantante, autore, compositore, arrangiatore, si sente a suo agio in ogni suo ruolo: ognuno di essi gli provoca forti emozioni, che riesce poi a trasmette al suo pubblico.

D: Ha mai fatto delle tournée canore fuori Italia?

R: Sì, ho fatto alcune serate in Svizzera, Spagna, Francia, Germania.

D: Quale paese straniero attualmente considera più adatto ad accogliere la sua “arte musicale e canora”?

R: La Svizzera perché plurilingue, neutrale e giudica in base alla qualità delle opere musicali, allo spessore dell’artista e senza inutili pregiudizi.

D: Ha mai pensato di tradurre le sue canzoni in lingua straniera e magari incidere un cd apposito da esportare fuori Italia?

R: Ho già tradotto delle mie opere musicale in spagnolo, inglese e portoghese.

D: Ha pensato di creare una sinergia tra l’Expo e le sue performance canore? Tipo dedicare un brano simbolico all’Expo, esibirsi a Milano nel periodo del grande evento ecc…

R: Il brano per Expo l’ho scritto diverso tempo fa. Sono del parere che bisogna pensare sempre: “Non si sa mai. Magari mi chiamano e mi chiedono una canzone per quell’evento” e quindi per Expo ho già la canzone pronta nel cassetto. Per ora è un buon demo, ma nel caso in cui interessasse, basterà solo fare l’arrangiamento professionale in studio. Sarebbe bello diventasse l’inno ufficiale dell’Esposizione Universale e sicuramente mi farebbe piacere anche esibirmi nel periodo del grande evento.

D: Pensa, che l’Expo di Milano, con la forte risonanza mediatica che riscuote già da adesso, possa fungere da motore trainante positivo anche per il comparto musicale nazionale di rimando?

R: Sì, Expo può fungere da motore trainante positivo non solo per la musica italiana, ma anche per tutta l’economia in generale. Può aiutare a unire e confrontare la musica e i diversi mercati.

D: Le piacerebbe duettare con una cantante milanese doc come Ornella Vanoni? Oppure scriverle un pezzo da interpretare?

R: Ornella Vanoni è una delle più belle, originali e riconoscibili voci della storia della musica italiana quindi sicuramente duetterei con lei e gli scriverei anche un pezzo, se me lo chiedesse.

D: Sappiamo, che lei è da sempre molto attivo anche per le iniziative a scopo benefico solidale; ci racconta al riguardo come unisce musica e finalità etico sociali di elevato spessore?

R: Sento come un dovere in questo mio viaggio di vita fisica di “dare una goccia al mare”, di aiutare nel mio piccolo, mettendomi a servizio delle nobili cause benefiche e sostenendo le persone bisognose: Ciò mettendo anche a disposizione le mie opere musicali con la discografia per raccogliere fondi da destinare alle varie cause, oppure attraverso i miei interventi sia personali che musicali.

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“Spoleto incontra Venezia”: L’arte è difficile da definire così si esprime Claudio Messini, a voi l’intervista

L’artista Claudio Messini, già presente con successo a “Spoleto Arte”, riscuote ampi gradimenti anche alle grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” curate dal critico Vittorio Sgarbi e dirette dal manager produttore Salvo Nugnes, dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, presso gli storici e pittoreschi edifici Palazzo Falier e Palazzo Rota-Ivancich. In questa intervista, Messini parla della sua esperienza a Venezia e del suo amore per l’arte.

D: È la prima volta, che espone a Venezia?
R: Sì, confermo che è la prima volta che porto le mie opere nel capoluogo Veneto.

D: È compiaciuto di esporre accanto a illustri nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi di spicco del panorama contemporaneo?
R: Certamente per Dario Fo ed Eugenio Carmi, ad esempio. Molti altri artisti ho avuto modo di conoscerli in occasione di Spoleto Arte, presso Palazzo Leti Sansi.

D: Un commento di riflessione in parallelo tra Spoleto e Venezia, come poli di eccellente portata, nella divulgazione dell’arte e della cultura, con fama internazionale?
R: Indubbiamente accostare le due location costituisce un impatto significativo. Entrambe evocano arte e bellezza.

D: Quando e com’è avvenuto il suo approccio al mondo dell’arte?
R: Il mio approccio col mondo dell’arte risale alla prima giovinezza. Ho seguito studi artistici e poi mi sono dedicato alle arti figurative e al teatro.

D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale?
R: Diciamo che le definizioni non mi sono consuete e, inoltre, l’arte è difficilmente definibile.

D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti, che apprezza in modo particolare?
R: Il Novecento è estremamente vario e vasto, ma dovendo citare un nome direi Mirò, senza nulla togliere ad altri grandi.

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La necessità del messaggio nella musica italiana: intervista al cantautore Luca Maris

Il valore del celebre artista napoletano Luca Maris, cantante, autore, compositore, arrangiatore, è riconosciuto in tutta Italia, anche a Venezia, dove di recente è stato invitato in occasione del vernissage della grande mostra “Spoleto incontra Venezia“. Il suo primo album, “Quante storie…”, è stato subito ben accolto dal mercato italiano e internazionale ed è stato inserito nelle playlist di vari network nazionali, compresa Rai Isoradio, mentre il secondo lavoro “Fuori e dentro noi” è stato realizzato a scopo di beneficenza a favore della ONLUS “Un cuore per tutti…tutti per un cuore!” per contribuire all’aiuto dei bambini cardiopatici nel mondo. In quest’intervista egli rivela le sue idee riguardo al mondo della musica nel panorama italiano ed internazionale, raccontando anche i suoi progetti per il futuro.

 

D: Come vede l’attuale mercato della discografia a livello nazionale e internazionale?

R: A livello nazionale lo vedo scarso: in giro si possono sentire sempre meno canzoni intese come vere opere musicali e di spessore culturale. Purtroppo si sentono quasi esclusivamente solo canzonette per far soldi e basta; senza parlare poi dei testi: sono spesso deprimenti e li capisce solo chi li ha scritti e forse chi li canta. Anch’io molte volte faccio fatica a capirli perché per me non hanno un senso di linguaggio logico. A livello internazionale, invece, si ascolta della buona musica poiché si bada più alle opere musicali di sostanza che alla “musica di plastica”, al contrario di quanto si fa purtroppo oggi in Italia.

 

D: A quali progetti futuri si sta dedicando?

R: Sto preparando il mio nuovo cd che racchiude una piccola raccolta del mio recente passato discografico e qualche nuovo pezzo. All’interno ci sarà anche un brano che mi piacerebbe cantare al prossimo Festival di Sanremo 2015. È sempre stato il mio sogno fin da bambino, da quando uscii dalla tremenda esperienza fisica personale del coma; per me e per mia madre Rosa sarebbe come rivivere quell’esperienza passata, ma questa volta regalandole lacrime di gioia anziché quelle causate dalla paura di perdere un figlio.

 

D: C’è un cantante o un gruppo italiano o straniero, con cui in futuro vorrebbe iniziare a collaborare?

R: Come artista italiano Massimo Ranieri, mentre in ambito internazionale mi piacerebbe collaborare con i Gotthard, un gruppo rock svizzero.

 

D: Se avesse a disposizione tre aggettivi per definirsi in qualità di artista poliedrico, quali userebbe?

R: Generoso, Creativo, Essenziale.

 

D: Come si può inculcare nelle generazioni più giovani l’amore per la musica, concepita come linguaggio comunicativo universale?

R: I giovani dovrebbero entrare in modo più serio e meno superficiale nel mondo della musica, ma anche nella vita stessa: sono due mondi vasti e senza confini e dovrebbero anche rappresentare per loro un messaggio educativo e di riflessione che può appartenere a tutti, basta avere la voglia di applicare e rispettare le regole della vita e della musica. Bisognerebbe però, a mio modesto parere, non avere pregiudizi per niente e per nessuno perché ogni creatività, come ogni essere vivente, può essere per noi un’esperienza da vivere e che ci può insegnare qualcosa nel bene e nel male: alla fine la musica, come la vita, è un linguaggio universale che appartiene a tutti.

 

D: Quali consigli/suggerimenti potrebbe dare alle nuove leve di cantanti/cantautori?

R: Di essere disposti a fare tanti sacrifici e rinunce per intraprendere questo percorso professionale, senza dubbio non facile, e di essere disposti ad aspettare il proprio momento.

 

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In concomitanza con i 150 anni della Croce Rossa a Treviso Vittorio Gucci riceve il Premio alla carriera dal Prefetto Maria Augusta Marrosu e dall’Assessore al Sociale Liana Manfio

Lo scorso 10 Ottobre 2014, il noto imprenditore, cantautore e showman Vittorio Gucci è stato insignito di un prestigioso Premio alla carriera, consegnatogli a Treviso, presso l’Auditorium Fondazione Cassamarca, dal Prefetto Maria Augusta Marrosu e dall’Assessore al Sociale Liana Manfio. Di seguito l’intervista che ha rilasciato Gucci, ideatore del prestigioso Concorso Nazionale “26MotiviPerFareArte”.

 

D: Ci è giunta notizia del prestigioso premio, di cui è stato insignito a Treviso, in occasione della serata di gala per i festeggiamenti dei 150 anni della Croce Rossa. E’ compiaciuto di aver ricevuto il riconoscimento dall’Assessore al Sociale e dal Prefetto di Treviso? Quale motivazione è scritta nella pregiata targa Premio?

R: Per l’impegno nell’imprenditoria giovanile e l’innovatività del Progetto #26MotiviPerFareArte.

 

D: Come si è svolta la serata?

R: C’era un bellissimo concerto di musica classica dell’Orchestra “I Solisti Veneti” diretti dal Grande Maestro Claudio Scimone per la ricorrenza del 150 Anni della Croce Rossa Italiana e a metà serata sono stato premiato.
D: Insieme a lei hanno premiato anche il famoso maestro Claudio Scimone, fondatore dei “Solisti Veneti”. Ha pensato di creare una futura sinergia con questo personaggio di grande levatura?

R: Mi piacerebbe molto. Magari di fare un Festival di Sanremo insieme diretto dal Maestro stesso!
D: Sappiamo, che attualmente si sta dedicando a un progetto molto importante, il concorso denominato “#26motiviperfarearte” da lei ideato. Come si stanno svolgendo le selezioni degli artisti partecipanti?

R: Benissimo, siamo a circa 800 opere ricevute sino ad oggi e tutte molto belle. Sarà davvero difficile scegliere tra questi giovanissimi talenti!
D: Ci racconta qualche anticipazione sulla serata, che sta organizzando al rinomato “Gattopardo Café” di Milano in data 26 Ottobre?

R: Sarà una serata di allegria. Musica, gadget e tanti giovani che verranno a conoscerci . #26MotiviPerFareArte è tutto questo!!

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Intervista a Vittorio Gucci, ideatore del concorso 26motiviperfarearte, sugli sport promozionali sulle reti Mediaset

Una nuova intervista rilasciata da Vittorio Gucci, musicista e showman che, dopo aver calcato le scene di programmi come Domenica Cinque, Saturday Night Live e aver scritto canzoni per interpreti come Ornella Vanoni e Gianni Morandi, ha deciso di esprimere l’arte anche attraverso altri canali e forme espressive. Da qui nasce il Concorso Nazionale “26MotiviPerFareArte” iniziativa rivolta ai giovani artisti dai 18 ai 26 anni, totalmente gratuta. I 26 vincitori saranno selezionati da una giuria d’eccezione formata da nomi come Vittorio Sgarbi, Cristiano De André, Giorgio Forattini, Alessandro Meluzzi, Antonio Vandoni, Jo Squillo e Stefano Bidini, ed avranno la possibilità di godere di grandiose opportunità per il loro futuro.

Di seguito l’intervista all’intraprendente Gucci:

D: Abbiamo visto che è partita alla grande sulle reti Mediaset la campagna di spot promozionali per il concorso da lei ideato “#26motiviperfarearte”; per quanto tempo e in quali fasce sarà possibile vederla? Come è nata l’idea per questo particolare spot?

R: Devo dire che, anche se ho fatto giusto qualche puntata televisiva di programmi vari, la mattina che ho visto, per puro caso, lo spot in onda, non ci credevo! Un’emozione unica, ‘finalmente’ mi sono detto. Quante notti insonni, e quante altre ne farò, ma la soddisfazione mi spinge sempre più avanti, più veloce di un Frecciarossa! Quando ho pensato e scritto lo spot volevo una cosa immediata e che arrivasse subito ai giovani e a chi lo guardava. Beh, devo dire che ci siamo riusciti. Il sito è stato visitato da 130.000 persone in una settimana, migliaia le mail arrivate e circa 700 le opere sino ad oggi in nostro possesso.

D: Sappiamo, che di recente è stato anche in carcere a Bollate per tenere una conferenza di presentazione del concorso; come è stata questa esperienza? E’ vero che tra i 26 artisti vincitori ci sarà anche un detenuto? Cosa vincerà di preciso?

R: È stato bellissimo andare a trovare i detenuti del carcere di Bollate e parlare loro del mio progetto. Nessuno vincerà niente di “materiale” dal concorso, questo vorrei che si sapesse, ma cercheremo nel nostro piccolo di dare una possibilità a tutti coloro che parteciperanno e grandi opportunità ai 26 prescelti. Certo sarà dato un 3% di royalties sulle vendite dei capi d’abbigliamento e sugli accessori realizzati con l’opera del singolo artista, ma secondo me la cosa più importante è che l’artista si possa realizzare grazie al concorso. Poi tutto arriva da sé, no?

D: Ci spiega la sinergia a scopo benefico solidale creata con la comunità Exodus di Don Antonio Mazzi? Anche in quel contesto sarà scelto un vincitore; quale premio avrà?

R: Don Antonio è una persona meravigliosa, che ha passato la vita ad aiutare chi ne ha realmente bisogno. Per noi è un onore poter essere suoi umili collaboratori. Anche loro, come il carcere avranno le royalties sulle vendite ed una “possibilità di riscatto”! 

D: Come si sta muovendo per intercettare i ragazzi delle accademie e degli istituti scolastici?

R: Grazie ai contatti che ci ha fornito la segreteria del Ministero dell’Istruzione, abbiamo mandato la presentazione del concorso a circa 400 Istituti, Licei e Accademie. Comunque, dopo gli spot su Mediaset…il delirio!

D: Abbiamo avuto notizia, che sta organizzando una festa a tema arte e musica, che si terrà il 26 ottobre al rinomato “Gattopardo Cafè” di Milano ci racconta come si svolgerà? Verranno dati anche dei gadgets in omaggio? Sarà possibile iscriversi al concorso in loco durante la festa?

R: La festa servirà a far conoscere ai giovani ulteriormente il concorso e a passare una serata di musica e allegria, perché #26MotiviPerFareArte è anche questo!

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“La mia passione? La musica”: intervista a Luca Maris, cantautore napoletano

Intervistato il noto cantante napoletano Luca Maris, riconosciuto recentemente con il premio A.F.I. (Associazione Fonografici Italiani) e il premio R.E.A. (Radiotelevisioni Europee Associate) per il suo ruolo nella divulgazione della cultura musicale napoletana e italiana nel mondo. Cantante, autore, compositore, arrangiatore, Maris è un artista a tutto tondo. Di seguito la sua intervista.

D: Quando nasce la passione per la musica?

R: La mia passione per la musica è nata all’età di 3 anni e mezzo, quando uscito dal coma dopo 6 mesi sentivo il bisogno di comunicare al mondo non solo attraverso la parola, ma anche scrivendo dei messaggi e lasciando tracce di me. Quando si vive un’esperienza come la mia, si vede l’aldilà e si ha la fortuna di ritornare nella vita fisica, cambia tutta la visione verso la vita stessa, e si vede e si dà una valutazione delle cose in un modo diverso.

D: Ci racconta i suoi esordi nel mondo musicale?

R: I miei esordi risalgono all’età di 8 anni ad Afragola in provincia di Napoli, aprendo alcune feste di piazza che organizzavano i vari comitati di zona, soprattutto nel mese di giugno per la festa di S. Antonio. Spesso aprivo l’evento musicale interpretando canzoni classiche napoletane e durante una di queste mie esibizioni, subito dopo di me si esibì il grande Mario Merola, che alla fine della mia performance, mentre uscivo dal palco e prima che lui venisse chiamato per salire, mi fermò e mi disse in napoletano: “Ragazzo sei stato proprio bravo, continua così che ce la farai…”. Per me fu un giorno speciale ed ancora oggi porto nel cuore quel momento e quelle frasi dette da un grande della musica napoletana nel mondo.

D: Se dovesse con una frase chiave dire cos’è per lei la musica?

R: La musica è l’essenza del vero amore, che non è quello fisico…perché non la si può toccare ma solo percepire nell’anima.

D: Quali sono le sue principali fonti ispiratrici?

R: La ricerca spirituale di me stesso e nelle persone che mi circondano, in mezzo alla natura o in una città, ma nelle cose semplici della vita.

D: Sappiamo, che di recente ha presenziato come ospite all’esclusivo vernissage di gala inaugurale della grande mostra “Spoleto arte incontra Venezia” curata da Vittorio Sgarbi e organizzato dal manager Salvo Nugnes; come è nata questa importante occasione di partecipazione al prestigioso evento?

R: Sono stato invitato inaspettatamente dal noto manager Salvo Nugnes e questo mi ha reso molto felice, poi la cultura in generale è un ottimo strumento per arricchire sempre di più le mie conoscenze, cosa che reputo molto importante per il mio viaggio di vita e di musica.

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Intervistato il rinomato cantautore Luca Maris sulla sua carriera d’artista a tutto tondo

Intervistato il noto cantante napoletano Luca Maris, riconosciuto recentemente con il premio A.F.I. (Associazione Fonografici Italiani) e il premio R.E.A. (Radiotelevisioni Europee Associate) per il suo ruolo nella divulgazione della cultura musicale napoletana e italiana nel mondo. Cantante, autore, compositore, arrangiatore, Maris è un artista a tutto tondo. Di seguito la sua intervista.

D: Quando nasce la passione per la musica?
R: La mia passione per la musica è nata all’età di 3 anni e mezzo, quando uscito dal coma dopo 6 mesi sentivo il bisogno di comunicare al mondo non solo attraverso la parola, ma anche scrivendo dei messaggi e lasciando tracce di me. Quando si vive un’esperienza come la mia, si vede l’aldilà e si ha la fortuna di ritornare nella vita fisica, cambia tutta la visione verso la vita stessa, e si vede e si dà una valutazione delle cose in un modo diverso.

D: Ci racconta i suoi esordi nel mondo musicale?
R: I miei esordi risalgono all’età di 8 anni ad Afragola in provincia di Napoli, aprendo alcune feste di piazza che organizzavano i vari comitati di zona, soprattutto nel mese di giugno per la festa di S. Antonio. Spesso aprivo l’evento musicale interpretando canzoni classiche napoletane e durante una di queste mie esibizioni, subito dopo di me si esibì il grande Mario Merola, che alla fine della mia performance, mentre uscivo dal palco e prima che lui venisse chiamato per salire, mi fermò e mi disse in napoletano: “Ragazzo sei stato proprio bravo, continua così che ce la farai…”. Per me fu un giorno speciale ed ancora oggi porto nel cuore quel momento e quelle frasi dette da un grande della musica napoletana nel mondo.

D: Se dovesse con una frase chiave dire cos’è per lei la musica?
R: La musica è l’essenza del vero amore, che non è quello fisico…perché non la si può toccare ma solo percepire nell’anima.

D: Quali sono le sue principali fonti ispiratrici?
R: La ricerca spirituale di me stesso e nelle persone che mi circondano, in mezzo alla natura o in una città, ma nelle cose semplici della vita.

D: Sappiamo, che di recente ha presenziato come ospite all’esclusivo vernissage di gala inaugurale della grande mostra “Spoleto arte incontra Venezia” curata da Vittorio Sgarbi e organizzato dal manager Salvo Nugnes; come è nata questa importante occasione di partecipazione al prestigioso evento?
R: Sono stato invitato inaspettatamente dal noto manager Salvo Nugnes e questo mi ha reso molto felice, poi la cultura in generale è un ottimo strumento per arricchire sempre di più le mie conoscenze, cosa che reputo molto importante per il mio viaggio di vita e di musica.

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Spoleto incontra Venezia: Dipinge da quando era piccolissima e ancora oggi è una grande emozione, dichiara Alessandra Turolli nell’intervista qui di seguito

Dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, le originali opere materiche di Alessandra Turolli, sono in esposizione presso lo storico Palazzo Falier (San Marco 2906) a Venezia, nel contesto delle grandi mostre “Spoleto incontra Venezia” con la curatela del Prof. Vittorio Sgarbi e la direzione del manager Salvo Nugnes. La rinomata pittrice ha rilasciato un’altra interessante intervista sul suo modo di fare arte.

D: Per Lei l’arte è stata una valvola di sfogo nella Sua vita?
R: Decisamente. Dipingere è tantissimo per me esce, nel farlo, la mia gioia, la mia tristezza, le mie illuminazioni e le mie ombre. E’ puro sfogo dell’anima.

D: A quale corrente artistica s’ispira?
R: A nessuna in particolare. Le mie opere sono attualmente molto materiche e come dichiara giustamente il Professor Vittorio Sgarbi, tendo all’esoterismo al simbolismo e al misticismo.

D: Qual è l’emozione più forte che le ha dato creare una Sua opera?
R: Il mio primo deserto sassoso. Con luci ed ombre… alla fine mi sono commossa e stupita nel contempo.

D: Come concepisce l’arte?
R: Senza l’arte alla vita mancherebbe la parte più poetica, emozionante e coinvolgente.

D: Cosa l’ha spinta a dipingere?
R: Fin da piccolissima cercavo di fare quello che allora riuscivo; poi a 12 anni ho vinto un premio di pittura e sono ancora qui con la stessa meravigliosa emozione.

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Spoleto incontra Venezia: Intervista a Jacqueline Domin in occasione della sua partecipazione alle grandi mostre

In occasione della sua partecipazione alle prestigiose mostre di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi, la fotografa Jacqueline Domin ha rilasciato una breve intervista per parlare della sua arte. Le sue opere sono in esposizione presso lo splendido Palazzo Rota – Ivancich, situato a pochi passi da Piazza San Marco, a Venezia, fino al 24 Ottobre 2014

D: Attualmente a quale produzione artistica si sta dedicando?

R: Mi occupo di fotografia.

D: Cosa ne pensa del ruolo nella società dell’arte oggi?

R: È una boccata di ossigeno. Qualunque forma d’arte in un mondo così velocizzato e automatizzato ti permette di soffermarti, lasciandoti andare alle emozioni e alla riflessione. L’arte rende l’uomo libero.

D: Qual è il messaggio che tiene particolarmente a diffondere?

R: Siamo figli dell’acqua e delle stelle, arrivati per ultimi su questo splendido pianeta. Non siamo superiori a nessuno: rispettando il diverso per quello che è, anche fosse una lucertola, faremmo del bene a noi stessi.

D: Come si definisce?

R: Mi piace definirmi una testimone e una grande osservatrice.

D: Che cos’è per Lei l’ispirazione?

R: È uno stato intimo di felicità pura, di pienezza e di voglia di partecipare.

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Intervista alla rinomata pittrice Jacqueline Domin in occasione delle mostre di Spoleto incontra Venezia

In occasione della sua partecipazione alle prestigiose mostre di “Spoleto incontra Venezia” a cura di Vittorio Sgarbi, la fotografa Jacqueline Domin ha rilasciato una breve intervista per parlare della sua arte. Le sue opere sono in esposizione presso lo splendido Palazzo Rota – Ivancich, situato a pochi passi da Piazza San Marco, a Venezia, fino al 24 Ottobre 2014 

D: Attualmente a quale produzione artistica si sta dedicando?

R: Mi occupo di fotografia.

D: Cosa ne pensa del ruolo nella società dell’arte oggi?

R: È una boccata di ossigeno. Qualunque forma d’arte in un mondo così velocizzato e automatizzato ti permette di soffermarti, lasciandoti andare alle emozioni e alla riflessione. L’arte rende l’uomo libero.

D: Qual è il messaggio che tiene particolarmente a diffondere?

R: Siamo figli dell’acqua e delle stelle, arrivati per ultimi su questo splendido pianeta. Non siamo superiori a nessuno: rispettando il diverso per quello che è, anche fosse una lucertola, faremmo del bene a noi stessi.

D: Come si definisce?

R: Mi piace definirmi una testimone e una grande osservatrice.

D: Che cos’è per Lei l’ispirazione?

R: È uno stato intimo di felicità pura, di pienezza e di voglia di partecipare.

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Intervista al noto pittore Diego Boiocchi in occasione delle mostre di Spoleto incontra Venezia

Dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014 si tengono le grandi mostre “Spoleto incontra Venezia” curate dal Prof. Vittorio Sgarbi e dirette dal manager Salvo Nugnes, a Venezia. Tra nomi illustri del panorama artistico contemporaneo, nella meravigliosa location di Palazzo Rota-Ivancich, storica dimora situata a pochi passi da Piazza San Marco, espone le sue opere Diego Boiocchi, poliedrico artista, conosciuto con il nome di Moho.

Di seguito l’intervista.

D: Per Lei l’arte è mai stata una valvola di sfogo nella sua vita?

R: Non direi. Sono una persona che ha sempre vissuto in serenità, per cui, non essendo sotto pressione, non ho mai avuto necessità di “sfogarla” attraverso vie alternative e poter così rendere accettabile la routine quotidiana. Piuttosto ritengo che l’Arte sia un mezzo per manifestare appieno la propria natura ed il proprio Io, uno strumento per fissare e comunicare la propria creatività e profondità d’animo.

D: A quale corrente artistica si ispira?

R: Ho sempre cercato di isolarmi come un eremita nel mio ex convento, al fine di evitare contaminazioni dirette od indirette, in quanto ritengo che pur senza ispirarsi consciamente a movimenti o correnti artistiche, il solo imprinting fornito dalla formazione culturale e dai media possa minare la nostra originalità, vero punto di forza di un Artista. Quanto sopra premesso, ho amato da giovane gli Impressionisti e Chagall. Amavo la loro istintività, la forza espressiva, il romanticismo. Credo che, se fossero oggi in attività, si servirebbero di mezzi digitali per esprimersi, mezzi d’avanguardia che permettano loro di cogliere l’istintività del soggetto con mezzi del momento, sostituendo alle macchie grezze di colore le matrici di pixel a bassa definizione.

D: Qual è l’emozione più forte che le ha dato creare una Sua opera?

R: Vi sono due emozioni distinte, a mio avviso, legate a due distinti momenti. Una prima, legata alla gioia, soddisfazione e stupore di aver creato, spesso inconsciamente, un qualcosa di intenso, bello ed inatteso. Una seconda, nel momento in cui l’Osservatore, Critico, Curatore o Pubblico abbia modo di apprezzarla e confidi di aver alterato il proprio stato emotivo nel rapportarsi con essa.

D: Come concepisce l’arte?

R: Io credo che sia difficile definire cosa sia arte. Come risulta difficile definire il concetto di vita. Quando la vedi, però, la riconosci subito e la chiami Arte. Anche se si manifesta in una forma che non avevi in precedenza codificato. In generale credo sia una forma superiore di trasmissione di stati emotivi, che si serva dei sensi. Ed essendo le menti i nostri strumenti per interpretare i messaggi, la relativa comprensione dipende da esse. Per questo è così diverso il livello di percezione dell’opera da individuo ad individuo. Per me, l’Arte non è abilità tecnica, non è rappresentazione accademica, non è manierismo, non è iperrealismo. È espressività pura. È originalità unita al concetto estetico. È messaggio canalizzato con strumenti nuovi. Ma non è costituita dalla sola idea di fondo, come molta arte contemporanea tende a riconoscere. La sola idea per me non basta, deve esserci emozione ed istintività, non solo ragione. Deve esserci il romanticismo di Chagall e Chopin, l’espressività di Van Gogh e Beethoven, l’intensità di Schiele e Wagner, l’ironia di Woody Allen e Debussy, il genio di Leonardo e J. S. Bach.

D: Cosa l’ha spinta a dipingere?

R: Io dipingo da sempre, da quando ero piccolo. Per cui… Non saprei. È una necessità. Una forma naturale di espressione. Come la musica, che fin da piccolo ho coltivato, con studi di pianoforte, composizione, orchestrazione. Sono strumenti per esprimere la propria creatività ed emozione. Sono parte di me.

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Intervista al noto pittore Giuseppe Oliva in occasione delle mostre di Spoleto incontra Venezia

Il pittore Giuseppe Oliva, già presente con successo a Spoleto Arte, partecipa alle grandi mostre di Spoleto incontra Venezia allestite a Palazzo Rota-Ivancich a pochi passi da Piazza San Marco, con la curatela del critico Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes, dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014. Di seguito l’intervista all’artista.

D: Come nasce l’occasione di partecipare a questo importante evento espositivo?

R: L’occasione nasce sicuramente dall’aver conosciuto l’azienda Promoter Arte ed in particolare Salvo Nugnes, che ha avuto e continua ad avere fiducia in me, attratto dai miei azzurri e geometrie cromatiche. Proprio grazie a lui ho esposto le mie opere già due volte a Padova e recentemente a Spoleto, per cui non posso che ringraziarlo pubblicamente.

D: È la prima volta che espone a Venezia?

R: Si è la prima volta e ne sono profondamente felice. È una grande occasione che mi emoziona tantissimo. Per un artista, eventi come quello di Venezia, rappresentano non solo un’opportunità, ma sicuramente una fonte di grande soddisfazione personale, quale riconoscimento per i risultati ottenuti.

D: Quali opere espone e quale orientamento tematico seguono?

R: Espongo 7 opere, e tutte e 7 hanno come protagonista il mare come fonte di inesauribili emozioni: Trasparenze, Calma: oltre i riflessi, Percezioni di un tramonto, Riflessi: magia di colori, Movimento di azzurri: un incontro, Emozioni di azzurro, Mare. geometrie cromatiche. In tutte, come del resto in tutta la mia produzione, è sempre presente la ricerca del particolare e cioè il tentativo di focalizzare una parte del tutto, non tanto per estraniarsi dal mondo e dalla realtà circostante, ma anzi per addentrarsi ed avvicinarsi alla realtà stessa in modo sempre più forte ed incisivo. Si tratta di scorci di mare, del mio mare di Sicilia, che rievocano ricordi e praticamente scorci e pezzi della mia vita, emozioni di un tramonto, di un riflesso o semplicemente del suo inconfondibile azzurro. Non un paesaggio, assente qualsiasi ipotesi di forma, ma un sovrapporsi di colori stesi in modo denso semplicemente con una spatola, che in diverse occasioni ho definito come il sismografo delle mie emozioni, e cioè l’appendice meccanica che riesce a trasferirle ed impressionarle sulla tela. Ultimamente mi sono dedicato ai riflessi, e cioè a dare vita ad una sorta di realtà distorta, non per evitarla, ma per capirla meglio. In questo modo credo di essere riuscito a riassumere ed incorniciare la capacità di andare oltre, di pensare fantasticando, rimanendo però attaccati alla realtà, al proprio presente, consapevoli che ogni geometria cromatica che la natura ci offre, altro non è che l’espressione poetica della nostra quotidianità, un modo per entrare sempre più prepotentemente dentro la realtà stessa e conoscerla sempre di più nei suoi meandri più reconditi: una trasfigurazione del reale che esalta la realtà.

D: Quando e come è avvenuto il suo approccio al mondo dell’arte?

R: E’ una passione che mi porto dietro da tantissimi anni. Ho cominciato a dipingere da ragazzino, ma la vera maturazione l’ho avuta alcuni anni fa, quando ho cercato di dare un senso filosofico al mio lavoro: la ricerca del particolare per catturare la realtà che ci circonda, e tentare di entrare nei suoi meandri più reconditi, scorci di mare, di cielo di nuvole, sempre con spatolate dense e materiche .

D: Un commento di riflessione in parallelo tra Spoleto e Venezia, come poli di eccellente portata, nella divulgazione dell’arte e della cultura con fama internazionale?

R: Quando si parla di Venezia e Spoleto, si parla in effetti di due poli culturali di eccellenza che non hanno, a mio avviso, paragoni al mondo, e sono luoghi in cui si respira l’arte in tutte le sue manifestazioni. Come dicevo, sono reduce da Spoleto e devo dire che è stata veramente un bellissima esperienza. In ogni angolo una mostra, un concerto, il tutto all’interno di un palcoscenico naturale, che è già di suo una “grande opera d’arte”. A Venezia è ancora più bello perché oltre all’arte e alla sua storia, ci si trova dinanzi alla poesia della natura, che renderà ancora più emozionante l’evento. L’incontro di queste due realtà credo che sia un evento importantissimo innanzitutto da un punto di vista culturale, ma anche e soprattutto quale giusto e meritato riconoscimento ad entrambe le realtà per il loro ruolo svolto in tutti questi anni in campo artistico e culturale.

D: È compiaciuto di esporre accanto a illustri nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi di spicco del panorama contemporaneo?

R: Sicuramente sono onorato, ma soprattutto emozionato di esporre accanto a grossi ed affermati artisti, del calibro di Fo, Carmi e Dalì, ma consapevole dell’importanza dell’evento nel suo complesso, come palcoscenico per mostrare al mondo intero con rispettosa modestia il tuo lavoro, i risultati che hai raggiunto, la tua concezione del colore; ed è sicuramente molto ma molto più stimolante, sapendo che nella sala accanto alla tua sono esposte le opere di grandissimi artisti. La loro presenza è sicuramente, fonte di emozione e di grande soddisfazione ma anche e soprattutto uno sprone per affrontare il futuro e cercare di raggiungere i loro traguardi.

D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale?

R: L’arte è sicuramente la capacità di far emergere le proprie emozioni e riuscire in qualche modo a trasferirle agli altri. Quando lo sguardo di chi si trova dinanzi ad una tela si trasforma necessariamente in osservazione, in quello cioè che viene definito giudizio critico, e percepisce appieno il messaggio dell’artista, quello è sicuramente il momento in cui le emozioni dell’autore, i suoi ricordi e tutto ciò che li accompagna emergono prepotentemente dando vita a delle sensazioni che si sviluppano e continuano a percepirsi in modo autonomo. Questo è il sogno di ogni artista: emozionare. Per cui a mio avviso, in senso molto generale è arte tutto ciò che riesce ad emozionare, a far capire ciò che ha spinto l’autore a realizzare una determinata opera, il suo pensiero ed il suo stato d’animo quando si è approcciato a realizzarla.

D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti, che apprezza in modo particolare?

R: La corrente che ho apprezzato e continuo ad apprezzare è di certo l’Impressionismo, che mi ha in qualche modo formato da un punto di vista artistico. Da questi pittori ho imparato a capire l’importanza del colore e la sua carica espressiva sia nel tocco che nella presenza della materia, che rappresenta quasi una sorta di appendice, di contatto che l’artista vuole creare e mantenere con chi osserva una tela ed è ciò che ho cercato e sto cercando di fare: dense ed intense spatolate per dare vita e corpo ad una emozione. Negli ultimi anni ho avuto modo di approfondire anche quella che viene definita “arte concettuale”, ben lontana dai miei lavori, ma da cui ho tratto comunque un insegnamento, e cioè che è sicuramente bello ed affascinate esprimere un idea, una propria concezione filosofica attraverso i colori e l’intensità della materia. Nessuna forma, ma semplicemente l’uso più o meno intenso di alcuni colori per esprimere delle emozioni e dei concetti.

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Intervista – I fiori eccentrici di Angelica Cioppa in mostra a “Spoleto incontra Venezia”

Nel novero degli artisti partecipanti all’esposizione “Spoleto incontra Venezia” vi sarà anche la pittrice Angelica Cioppa, nota per i suoi fiori variopinti e meravigliosi. La mostra si terrà a Palazzo Falier, nobile dimora che si affaccia su Canal Grande, dal 28 settembre al 24 ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager produttore Salvo Nugnes. In seguito un’intervista alla pittrice.

 

D: Come nasce l’occasione di partecipare a questo importante evento espositivo?

R: Ho partecipato con molto piacere a “Spoleto Arte” che ha avuto luogo dal 27 giugno al 24 luglio 2014 con la curatela del Prof. Sgarbi, e la mostra è stata splendidamente diretta dal manager produttore Salvo Nugnes. Mi è stato proposto di partecipare alla mostra “Spoleto incontra Venezia” ed ho subito aderito con molto entusiasmo.

 

D: È la prima volta che espone a Venezia?

R: Sì, è la prima volta che espongo a Venezia.

 

D: Quali opere esporrà e quale orientamento tematico seguono?

R: Esporrò quattro opere sempre sul tema dei fiori: Un girasole, un iris rosso, dei crisantemi bianchi ed una gazania blu.

 

D: Quando e com’è avvenuto il suo approccio al mondo dell’arte?

R: Sono nata in una famiglia dove l’arte è sempre stata fondamentale. Sin da piccola mi piaceva disegnare, ho studiato anche pittura a Parigi, Londra e Bruxelles. È solo da una decina d’anni, che mi dedico interamente alla pittura ed ho cominciato ad esporre.

 

D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale?

R: L’arte.

La natura è perfetta e unica ma non è eterna.

L’arte è cercare di guardare oltre quello che solo i nostri occhi vedono, cercando un particolare

per farlo sopravvivere, per coglierne l’attimo fuggente, perché tutte le cose belle hanno una fine.

L’arte è cercare di creare il mondo dei sogni, ricco di colori, di magia.

L’arte è un’illusione: ci fa vedere quello che vogliamo vedere, può rendere veri i sogni!

L’arte è la propria interpretazione della vita, è la trasformazione della realtà.

Abbiamo un grande privilegio, noi pittori, possiamo provare per un attimo a distogliere chi ci

guarda dalla quotidianità e riempirgli il cuore di emozioni.

I colori sono la natura, l’armonia, la vita, la musica dell’anima.

Per questo dipingo fiori, sono il mio inno alla vita!

 

D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti, che apprezza in modo particolare?

R: I pittori fiamminghi sono i miei preferiti. Da Peter Bruegel il Vecchio a Rembrandt, con il suo “Vecchio usuraio” uno dei miei quadri preferiti, Adriaen van Ostade, David Teniers, Michiel van Musscher, passando per i fioristi Jan Davidsz. de Heem, Jan van Huysum, A. van der Ast, … “they have been my main inspiration”.

 

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Intervista alla pittrice Stefania Cappelletti in occasione delle mostre di Spoleto incontra Venezia

Stefania Cappelletti farà parte del gruppo di artisti che esporranno a “Spoleto incontra Venezia”, attesissima esposizione curata dal Professor Vittorio Sgarbi. Cornice magnifica della mostra lo storico Palazzo Falier, sul Canal Grande a Venezia, aperto al pubblico dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014. Riportiamo qui un’intervista alla pittrice. 

D: Come nasce l’occasione di partecipare a questo importante evento espositivo?

R: Ho fatto esposizioni importanti a Roma, Parigi, Berlino, New York, poi la selezione per “Spoleto Arte”, a cura di Vittorio Sgarbi, a Spoleto, nella mia città, e lì nasce tutto.

D: È la prima volta che espone a Venezia?

R: Venezia è un sogno. Si, è la prima volta che espongo lì, e spero sia la prima di una lunga serie. 

D: Quali opere esporrà e quale orientamento tematico seguono?

R: L’opera che espongo è parte di una serie, ispirata all’atmosfera veneziana, così magica, ed unica… Si intitola S. Maria della Salute, è un olio su tela. È una delle opere, da me dipinte, dedicate a Venezia.

D: Quando e come è avvenuto il suo approccio al mondo dell’arte?

R: Dipingo fin da piccola, ed ho studiato i grandi classici della pittura. Ora, semplicemente, lascio andare il pennello liberamente, e così nascono i miei quadri. La prima mostra importante è stata a Roma, subito dopo sono stata contattata per esporre in Via Margutta. Poi l’ammissione all’Accademia di San Lazzaro, presieduta da Radini Tedeschi, con cui ho partecipato a numerose mostre prestigiose come la Triennale di Roma 2014 a cura di D. Radini Tedeschi e A. Bonito Oliva. L’ammissione all’Accademia è stata una svolta, non solo per quanto riguarda il livello delle esposizioni, ma anche per il mio modo di dipingere, di affrontare la tela bianca. Tutto andava per il verso giusto, poi sono arrivata alla mostra a Parigi, poi a Berlino, infine a New York. Nella mia città, Spoleto, ho vinto il premio Spoleto Festival Art a cura del Dr. Luca Filipponi, negli anni 2012, 2013, 2014. Quando sono stata selezionata per Spoleto Arte 2014, a cura di V. Sgarbi, ho provato un’emozione fortissima…wow!

D: Un commento di riflessione in parallelo tra Spoleto e Venezia, come poli di eccellente portata, nella divulgazione dell’arte e della cultura, con fama internazionale?

R: Spoleto è un punto di riferimento importante, è necessario esserci; non a caso molti esperti d’arte di fama internazionale vi organizzano grandi mostre. Come lo è pure Venezia, con la sua Biennale. Sono tappe fondamentali per un artista che vuole crescere ed affacciarsi al mondo dell’arte a livello internazionale.

D: È compiaciuta di esporre accanto a illustri nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi di spicco del panorama contemporaneo?

R: Sono molto onorata di esporre insieme a dei BIG come Dario Fo, Eugenio Carmi, Josè Dalì e gli altri grandi. Mi sono piaciuti molto i lavori di Dario Fo, li trovo forti, intensi…parlano di lui, del suo modo di essere.

D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale? 

R: Cos’è l’arte? Bella domanda… Comunicazione?? Forse? Ma ci sono i critici per spiegarlo, io dipingo soltanto.

D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti, che apprezza in modo particolare?

R: Ricordo di essere rimasta incantata, per lungo tempo, davanti ad un Arlecchino di Picasso, anni fa a Firenze. Ed ho visto la Gioconda al Louvre. Ma qualche tempo fa ho visitato la mostra all’Ara Pacis, sugli Impressionisti, e l’ho trovata fantastica. Avevo già visto alcune loro opere ad Orsay, ma quest’ultima esposizione a Roma è stata molto suggestiva, veramente bella.

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La pittrice dei dipinti distintivi, Alba D’Alpaos, intervistata in merito a “Spoleto incontra Venezia”

 

Di seguito l’intervista ad Alba D’Alpaos, artista che ha saputo trasporre su tela figure e sensazioni appartenenti ai suoi viaggi intorno al mondo. D’Alpaos esporrà alle grandi mostre “Spoleto incontra Venezia”, in esposizione a Palazzo Falier dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, con la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione del manager Salvo Nugnes.

 

D: Come nasce l’occasione di partecipare a questo importante evento espositivo?

R: Ho già avuto il piacere di esporre le mie opere in luoghi dove il Professor Vittorio Sgarbi era ospite d’onore e dove, direttamente o indirettamente, ho avuto la possibilità di far conoscere i miei lavori. Con immenso piacere ho avuto poi l’opportunità di avere una sua recensione in occasione di una mostra fatta a Verona e quindi da qui parte anche l’invito a partecipare a “Spoleto incontra Venezia”. Un invito che ho accettato con molta felicità sia per l’importanza dell’evento, sia per l’ammirazione che nutro per il professore, e anche per la località in cui viene fatta la mostra. Sono innamorata di Venezia e anche se sembra scontato dirlo, respiro i suoi sassi e la sua materia. Vivo a 40 minuti da lei, nelle vicinanze di Belluno, e sono legata in particolar modo ai suoi riflessi e ai suoi sdoppiamenti d’ironica teatralità. Amo anche Spoleto come del resto l’Umbria, terra dove i romani rivendicano ancora con l’eco i loro poderi.

 

D: È la prima volta, che espone a Venezia?

R: È la quarta volta che espongo a Venezia e ricordo con tenerezza la prima volta, poiché ero molto giovane e piena di sogni e confusioni immaginarie. Altre volte ho esposto con gallerie e curatori.

 

D: Quali opere esporrà e quale orientamento tematico seguono?

R: Quasi tutti sono lavori recenti dove le tematiche figurative si sdoppiano in una tecnica di reti e stoffe. Generalmente figure date da ricordi o esperienze di pensiero, ad esempio la ripresa di sculture inebriate da colore puro come il Bacco di Michelangelo… figure sdoppiate per interpretare la trasposizione dell’anima dal corpo.  Mi piace giocare con pensieri ironici, immaginare cosa possano pensare i personaggi creati sulla materia e m’illudo di vedere queste figure cambiare e muoversi nel mondo della mia mente. Una delle opere invece riguarda la mia esperienza intima sulla paura, sono delle fialette mediche volute coloratissime per demonizzare tanti anni di ospedali a causa di esperienze personali. Questo lavoro fa parte di opere fatte quest’anno.

 

D: Quando e com’è avvenuto il suo approccio al mondo dell’arte?

R: Da sempre. Sin dal momento in cui ho preso una penna o una matita in mano; a 15 anni facevo già copie di Michelangelo, Leonardo, Pontormo, Tiepolo e tutti gli altri (le facevo bene). Ho sperimentato tutte le tecniche, ho fatto il Liceo Artistico con maturità a Venezia e frequentato l’Accademia sempre a Venezia, ma senza concludere gli studi poiché ero uno spirito ribelle ed ero delusa da ciò che avevo visto. Ero troppo giovane e forse inesperta.

Sono allora partita per altri paesi e ho vissuto molte esperienze, ho conosciuto molte città e ho accumulato bagagli di emozioni. Ho esposto all’estero, ma sono sempre stata fuggitiva e d’instabile dimora. Ora vivo in Veneto ed ho deciso di viaggiare con altri mezzi che prima temevo; il mettersi in mostra e giocare nel falò delle immense strutture dette artistiche.

 

D: Un commento di riflessione in parallelo tra Spoleto e Venezia, come poli di eccellente portata, nella divulgazione dell’arte e della cultura, con fama internazionale?

R: Non c’è commento che possa comunicare quello che ci dona l’unione di queste due vivissime città, mi può venire in mente l’orgogliosa tenacia che accomuna entrambe, l’indiscussa superiorità d’anima combattiva dei loro popoli e sicuramente l’amore per la libertà e la fantastica modernità. Io vedo questo oltre alla loro storia e cultura rendono meta entrambe, anche storicamente, d’illustri personaggi artistici e questo si sa già. Non è un caso certamente la scelta del Professor Sgarbi di unire queste due fantastiche città di terra e mare dove la storia loda e contempla.

 

D: È compiaciuta di esporre accanto a illustri nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi di spicco del panorama contemporaneo?

R: Certo che sono onorata anche se sembra una risposta scontata, ma come si potrebbe dire il contrario? Sono convinta che persone come Dario Fo, Carmi e altri, senza mancare rispetto a nessuno, siano menti da capire nelle loro forme artistiche. Queste persone hanno da dire, e le cose che dicono sono importanti sia nell’ambito teatrale, artistico e culturale. Essere al loro fianco e poter esprimere con loro il mio pensiero è un’esperienza unica anche per il fatto che egoisticamente ti senti più ascoltato e questo al giorno d’oggi è assai difficile. Sono poi felice del fatto che fra questi personaggi ci sia José Dalì che ammiro per aver continuato il lavoro dell’amato padre anche se a suo modo; amo da sempre le sue opere ed esporre con quest’artista mi riempie di gioia personale.

 

D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale? 

R: Che dire, non c’è un unico codice per definire l’arte… Può essere un’attività creativa, un suono, un desiderio, un fattore estetico, un insieme di menti che creano. Intimamente mi rifiuto di dare una risposta poiché al giorno d’oggi potrei anche essere offensiva: video, installazioni, persone che pensano, confusione, l’arte per me è tutto e niente.

 

D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti, che apprezza in modo particolare?

R: Dipende, viventi o passati… Velasquez lo adoro per la sua ironica e diabolica progettazione, adoro anche Dalì perché sogna, e i sogni sono il cibo della mia anima, ma non potrei dire che ho un artista prediletto o una corrente pittorica che ammiro di più. Tutti quelli che amo sono grandi in egual modo e hanno segnato una traccia indelebile nel nostro mondo e nella nostra società, non ce n’è uno più dell’altro. Sono comunque tutti moderni perché ancora oggi ci stupiscono, ancora oggi piango quando vedo il David e mi viene fame di creare quando ammiro le scatole di zuppa Campbell.

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Intervista al noto pittore Intervista all’artista Alessandro Testa in occasione delle mostre di Spoleto incontra Venezia

Il noto pittore Alessandro Testa esporrà le sue opere alla prestigiosa mostra di “Spoleto incontra Venezia” che avrà sede nella storica residenza nobiliare di Palazzo Falier, edificio affacciato sul Canal Grande. L’esposizione sarà curata da Vittorio Sgarbi, con la direzione di Salvo Nugnes, e si terrà dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014. Di seguito, l’intervista all’artista. 

D: Come nasce l’occasione di partecipare a questo importante evento espositivo?

R: L’occasione nasce dopo aver partecipato e apprezzato l’organizzazione e il successo della mostra ”Spoleto Arte” tenutasi dal 27 Giugno al 24 Luglio 2014, presso Palazzo Leti Sansi, a Spoleto.

D: È la prima volta che espone a Venezia?

R: No, ho esposto in diverse mostre collettive, tra le quali “Venezia Misteriosa 2^ edizione “presso Ca’ Zanardi nel 2010, “Carnevale di Venezia” nel 2011, Magazzini del Sale Bucintoro 1882 (L’Apocalisse) nell’anno 2012.

D: Quali opere esporrà e quale orientamento tematico seguono?

R: Presenterò 12 opere, che seguono l’orientamento pittorico dell’Astrattismo. 

D: Quando e come è avvenuto il suo approccio al mondo dell’arte?

R: La mia esperienza artistica inizia sin dal 1979, con la produzione di bassorilievi e sculture in legno e rame figurativi. Pittoricamente parlando, invece, dal 2005, perché con la pittura astratta riesco a esprimere meglio tutta la mia energia e rabbia.

D: Un commento di riflessione in parallelo tra Spoleto e Venezia, come poli di eccellente portata, nella divulgazione dell’arte e della cultura, con fama internazionale?

R: Sono due città che ospitano l’arte a tutto tondo.

D: È compiaciuto di esporre accanto a illustri nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi di spicco del panorama contemporaneo?

R: Certamente sì. Ne sono onorato.

D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale? 

R: La mia modesta opinione è che l’arte andrebbe apprezzata in ogni sua sfaccettatura in quanto non è mai statica, ma evolve con i tempi.

D: Ci sono degli artisti e/o delle correnti, che apprezza in modo particolare?

R: Io sono affascinato soprattutto dal mitico Jackson Pollock e dai grandi pittori Joan Mirò, Vasilij Kandinskij e Tancredi Parmeggiani.

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Intervista: Alessandra Turolli espone le sue opere ispirate dalle vibrazioni cromatiche a “Spoleto incontra Venezia”

Continuano i successi per l’artista Alessandra Turolli, che dal 28 Settembre al 24 Ottobre 2014, sarà presente alle grandi mostre di “Spoleto incontra Venezia” curate da Vittorio Sgarbi e dirette dal manager Salvo Nugnes. L’esposizione sarà allestita nel suggestivo contesto del secolare Palazzo Falier, nel cuore del capoluogo veneto. Di seguito l’intervista alla pittrice.

 

D: Dal 27 Settembre al 24 Ottobre parteciperà a “Spoleto incontra Venezia”. È la prima volta che espone nel capoluogo veneto?

R: Sì, e ne sono felicissima perché adoro Venezia e perché questa mostra rappresenta una tappa molto significativa nel mio percorso artistico. Dunque, la considero un tassello prezioso, che mi trasmette grande emozione ed entusiasmo.

 

D: Quali nuove opere presenterà e quale orientamento tematico seguono?

R: Saranno tutte quante opere inedite, ispirate da una nuova ricerca interiore trasferita sui quadri, che reputo estremamente determinante e stimolante per la mia crescita artistica e per la mia evoluzione personale ed esistenziale. Ho scelto di dedicarmi alle “vibrazioni cromatiche”. Il mondo dei colori ci circonda, ci appartiene, accompagna il nostro cammino di vita fin dalla nascita. L’importanza delle vibrazioni cromatiche e della luce è tale che, da sempre l’uomo se n’è occupato. I colori ci attorniano costantemente. Siamo di continuo inebriati dalle loro vibrazioni.

 

D: Un commento di riflessione in parallelo tra Spoleto e Venezia, come poli di eccellente portata, nella divulgazione dell’arte e della cultura, con fama internazionale?

R: Sono due contesti a me entrambi molto cari da sempre, in quanto, da sempre in essi io percepisco il vivace e dinamico fluire dell’arte, che m’infonde una sensazione di appartenenza a questi poli e mi regala un’intensa vitalità.

 

D: È compiaciuta di esporre accanto a illustri nomi del calibro di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì e altri nomi di spicco del panorama contemporaneo?

R: Sono assolutamente lusingata da questa positiva opportunità.

 

D: Se dovesse dare una breve definizione sul concetto di arte in generale? 

R: L’arte è vita, senza arte manca la parte più profondamente spirituale che l’essere umano possiede. Per arte intendo un campo di applicazione molto ampio: pittura, scultura, musica, scrittura …

 

D: Quali consigli/suggerimenti si sente di dare alle nuove generazioni di artisti?

R: Penso sia basilare e primario seguire le proprie tendenze ed inclinazioni, ma soprattutto seguire quell’istinto, che viene da dentro l’anima ed il cuore.

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Expo 2015: Intervistato il manager dell’arte Salvo Nugnes

Dall’1 maggio al 31 ottobre 2015, la città di Milano ospiterà l’Expo 2015. Intervistato in merito ai progetti dell’Esposizione Universale che coinvolgerà più di 147 Stati del mondo, il manager dell’arte Salvo Nugnes, molto attivo nell’organizzazione di eventi nel milanese e in Italia, dalla forte valenza culturale e artistica.

 

1) Cosa pensa dell’intesa stipulata tra Lombardia e Piemonte per la creazione di un’apposita “Carta unica museale” che permetterà l’accesso a Musei e luoghi di cultura durante l’Expo e anche per un periodo successivo?

Mi sembra un ottimo compromesso d’accordo raggiunto tra le due Regioni confinanti, perché diventa un ulteriore stimolo ad approfondire le numerose iniziative e manifestazioni, correlate all’Expo, che si svolgeranno anche fuori dal comprensorio lombardo. Rappresenta dunque un sinergico ponte di collegamento per unire realtà culturali e territoriali diverse, in nome di un messaggio universale a favore della diffusione dell’arte e della cultura. Inoltre, questa carta fungendo da speciale strumento “anti crisi” avrà un’efficace funzionalità, in virtù dei vantaggi economici permessi tramite il suo utilizzo, favorendo delle categorie sociali più deboli, gli studenti, gli anziani e le persone non abbienti in generale.

 

2) Pensa di proporre iniziative di tipo artistico culturale connesse all’Expo durante il suo svolgimento?

Certamente, occupandomi a largo raggio di eventi e manifestazioni artistico culturali ad alto livello, sia in ambito nazionale sia in ambito internazionale, intendo convogliare diversi appuntamenti prestigiosi nel contesto dell’Expo, organizzando appuntamenti con personalità illustri e ospiti di spicco del panorama attuale. Verranno utilizzate varie location esclusive, tra cui lo storico Spazio Culturale “Milano Art Gallery” che si trova in via G. Alessi 11, in posizione centrale, nel cuore di Milano, che già è sede del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” da me ideato, e di numerose mostre espositive di forte risonanza.

 

3) Come vede il programma “Made of italians” riservato agli italiani nel mondo, che diventerà operativo nel periodo dell’Expo?

Considero un’idea davvero significativa, dal sapore patriottico, questo programma offerto ai nostri connazionali residenti all’estero. Il poter rientrare in Italia e visitare per la prima volta la loro terra d’origine ha una valenza, che va ben oltre il semplice supporto logistico e organizzativo, perché tocca quella sfera intima dei ricordi e delle memorie più care, che esprime forte calore d’umanità. È un programma di stampo etico-sociale molto valido e lodevole.

 

4) Una riflessione sul progetto “Expo in città”;

Assolutamente favorevole a questo progetto e tutto quanto possa agevolare al meglio l’intreccio interattivo all’azione svolta da enti, associazioni, fondazioni e imprese private, che si muovono durante l’Expo. C’è bisogno di sostegno attivo e concreto e di instaurare solidi rapporti collaborativi. È necessario rafforzare il lavoro in squadra, proiettato all’obiettivo comune della miglior riuscita dell’Expo e di ciò che ruota attorno e dentro questo prezioso “contenitore” multiforme.

 

5) Expo 2015, non solo a Milano. Quali sono gli altri fulcri nevralgici in cui poter sviluppare un rilancio turistico positivo, sulla scia del grande evento?

Oltre a Torino, che già si è si congiunta al programma Expo con la “Carta museale” direi, che c’è quasi l’imbarazzo della scelta. L’Italia ha un potenziale enorme da investire per rivalutare e rivalorizzare a livello turistico l’inestimabile patrimonio, che possiede e che ha conquistato il mondo intero. Però se devo fare un elenco più specifico penserei a Roma, Firenze, Venezia, come a tre poli doc e poi Genova, Spoleto, Padova, Napoli, Bologna dove hanno tantissime risorse da sfruttare e ottimizzare, nel modo più adeguato e congeniale.

 

6) Come concepisce i risultati contenuti nel rapporto 2014 “Io sono cultura- L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”? Quanto il peso della cultura influisce positivamente sull’incremento turistico?

Sono decisamente rassicurato da quanto emerso da questi autorevoli studi di settore, che evidenziano una buona tenuta in generale del sistema produttivo culturale italiano, che nonostante la crisi galoppante, continua a rimanere uno dei pilastri primari di fondamento del “Made in Italy”. Questi dati sono la prova tangibile, di quanto ancora la cultura riveste una portata consistente nel nostro “Bagaglio” formativo. È palese, che l’elemento culturale incida anche nella crescita turistica, poiché l’Italia racchiude contesti unici di straordinario interesse, che i turisti amano visitare e rivedere addirittura più volte, con vivace propensione e coinvolgimento.

 

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