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Presso la UIL Campania convegno su “I fondi interprofessionali e la certificazione delle competenza nel settore sanitario” e presentazione dei risultati del piano formativo “Salute +”

Martedì 4 giugno, alle 16, presso la sede UIL Campania di Napoli, si parla di formazione continua in sanità e delle ruolo dei fondi interprofessionali.

“I fondi interprofessionali e la certificazione delle competenze nel settore sanitario” è il titolo del convegno che vuole esaminare questo importante aspetto del settore sanitario in Campania ed in tutt’Italia.

Nell’evento verranno anche presentati i risultati del Piano formativo “Salute +” finanziato da Fondimpresa e portato a compimento dal Consorzio Scuola Superiore di Scienze della Salute con il supporto del socio tecnico e provider nazionale ECM Espansione s.r.l..

Interverranno: Marina Camboni – Erfap UIL Campania; Maria Ocone – Direzione Commerciale Espansione s.r.l.; Vincenzo Schiavone – Presidente Raggruppamento Sanità Confindustria Campania; Giuseppe Abagnale – Presidente Consorzio Scuola Superiore di Scienze della Salute; Andrea Bachrach – Presidente O.B.R. Campania; Fulvio Bartolo – Presidente ERFAP UIL Campania; Raffaele Calabrò – Consigliere del Presidente della Giunta regionale per i temi attinenti la Sanità; Michele Lignola – Direttore Generale Unione degli Industriali di Napoli; Giovanni Severino – Presidente Sezione Sanità Unione degli Industriali di Napoli. Le conclusioni sono affidate a Sergio Antonio Bolognese – Amministratore Unico di Espansione s.r.l.

“In un quadro generale di evoluzione e flessibilità – dice il responsabile del piano formativo Salute + Sergio Antonio Bolognese – la leva formativa del personale è fondamentale per garantire al cittadino prestazioni sanitarie in linea con l’evoluzione scientifica e tecnologica. L’ECM però non può essere lasciato in balìa dell’autoreferenzialità ed è auspicabile intraprendere un percorso che porti alla certificazione dei professionisti attraverso la definizione e la valutazione delle competenze, dei crediti professionali, della carriera professionale. Nel Piano formativo SALUTE +, finanziato da Fondimpresa, sono state progettate tutte le fasi formative, il metodo, il processo di scelta degli strumenti di valutazione e di definizione degli indicatori di risultato. E’ uno dei piani finanziati nel settore sanitario da Fondimpresa che ha dato i più lusinghieri risultati in chiave di monitoraggio dei risultati”.

Programma del Convegno

Saluto ed apertura dei lavori
Marina Camboni – Erfap Uil Campania

Presentazione dei risultati del Piano formativo aziendale “Salute +” Maria Ocone – Direzione Commerciale Espansione s.r.l.

“I Fondi Interprofessionali e la certificazione delle competenze in Sanità” – Confronto tra esperti.
Moderatore: Vincenzo Schiavone – Presidente Raggruppamento Sanità Confindustria Campania
Contributi:
Giuseppe Abagnale – Presidente Consorzio Scuola Superiore di Scienze della Salute
Andrea Bachrach – Presidente O.B.R. Campania
Fulvio Bartolo – Presidente ERFAP UIL Campania
Raffaele Calabrò – Consigliere del Presidente della Giunta regionale per i temi attinenti la Sanità Michele Lignola – Direttore Generale Unione degli Industriali di Napoli
Giovanni Severino – Presidente Sezione Sanità Unione degli Industriali di Napoli Conclusioni
Sergio Antonio Bolognese – Amministratore Unico Espansione s.r.l.

RIFLESSIONI SUI CONTENUTI DEL CONVEGNO
In un quadro generale di costante evoluzione e flessibilità, la leva formativa del personale sanitario assume un’importanza fondamentale per garantire al cittadino prestazioni appropriate, che devono essere erogate da professionisti la cui competenza è in linea con le evoluzioni scientifiche e tecnologiche.
L’Educazione continua in medicina (ECM) è il processo mediante il quale gli operatori sanitari curano il proprio sviluppo professionale continuo, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze dei pazienti, al Servizio sanitario e alla propria crescita professionale. In realtà, per garantire prestazioni così complesse ed in progress, non è possibile lasciare l’acquisizione delle competenze professionali in balia dell’autoreferenzialità. Viceversa, è necessario individuare percorsi e costrutti metodologici che ne certifichino e ne comprovino l’evidenza. Non è sufficiente frequentare un corso e successivamente iniziare ad utilizzare o applicare le nuove metodiche apprese, in quanto la correttezza di esecuzione di tali metodiche può restare in capo al solo giudizio del professionista.
La formazione continua, nel creare una cultura volta a garantire la sicurezza del paziente, dovrebbe individuare strategie formative che contemplino la costruzione e l’utilizzo di criteri oggettivi a favore della riconoscibilità, valutabilità e certificabilità delle competenze acquisite.
Nella sanità italiana il sistema ECM è stato confermato quale strumento atto a garantire la formazione continua: il fine ultimo è quello di migliorare le competenze e le abilità cliniche, tecniche e manageriali dei professionisti, quindi assicurare efficacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza nell’attività sanitaria.
Da qui però la necessità di affiancare la logica dei crediti con quella del portfolio di competenze, che dovrebbe responsabilizzare ad una qualità oggettiva e non autoreferenziale, nonché costituire elemento per la valorizzazione delle singole professionalità. Mediante questo strumento, collegato agli standard condivisi dalla specifica comunità scientifica, si possono esplicitare le competenze/performance individuali secondo criteri di confronto dichiarati.
Nel contesto italiano si parla ancora poco di certificazione, non ne abbiamo la cultura e siamo sprovvisti di standard nazionali, a differenza di quanto accade in altri Paesi. Negli USA sono addirittura previsti programmi di mantenimento della certificazione (Maintenance of certification – Moc), nonché la necessità, per alcune branche specialistiche, di aderire singolarmente a database di outcome riconosciuti o a programmi di valutazione delle qualità clinica.
In quest’ottica è auspicabile intraprendere un percorso che porti alla certificazione dei professionisti attraverso la definizione e valutazione delle competenze, dei crediti
professionali, della carriera professionale. Una cultura della competenza, inizia dall’apprendimento e dal Critical thinking, con particolare attenzione alla metodologia del Problem Based Learning (PBL), che permette di supportare il processo di ragionamento. Da ciò derivano altri importanti outcome a cui può portare un programma di apprendimento strutturato sulle metodiche del Pbl, e cioè l’abilità di risoluzione dei problemi, il ragionamento critico e la capacità di prendere decisioni.
La pratica clinica richiede il pensiero critico poiché induce ad andar oltre l’immediata prospettiva dell’agire secondo schemi consueti, per aprirsi a dubbi, domande e valutazioni alternative. Il giudizio clinico è il pensiero critico traslato nell’area clinica. La sfida per la formazione in sanità consiste nella capacità di fornire le risorse, i contenuti e le strategie per sviluppare il pensiero critico e creare i presupposti per trasferire le conoscenze teoriche nel contesto clinico. In questo ambito, più che altrove, è necessario elaborare un bilancio delle competenze, mappare le competenze agite per un loro confronto con l’atteso professionale, nonché capire quale strumento sia da prevedere affinché si possa misurare il livello di abilità raggiunta dalla persona. Dal confronto tra l’atteso e l’acquisito (gap) si determina il bisogno individuale e ne scaturiscono gli obiettivi educativi.
Riguardo ai metodi di valutazione, alle riflessioni valoriali, agli strumenti e ai metodi da adottare, il sistema ECM nazionale propone ipotesi ancora “primitive”. In questo senso, spingere in direzione della certificazione delle competenze nel settore sanitario significa avvalorare il sistema dell’aggiornamento professionale nel suo complesso ed aiutare il SSN verso nuovi sviluppi in professionalità ed efficienza.
Nel Piano formativo SALUTE +, finanziato da Fondimpresa sono state progettate tutte le fasi formative, il metodo, il processo di scelta degli strumenti di valutazione e di definizione degli indicatori di risultato. È uno dei piani finanziati nel settore sanitario da Fondimpresa che ha dato i più lusinghieri risultati in chiave di monitoraggio dei risultati.
Fondimpresa negli Avvisi del Conto di Sistema privilegia le attività formative oggetto di certificazione delle competenze, analoga operazione viene più blandamente eseguita anche da altri Fondi Interprofessionali nella gestione delle risorse che vengono impiegate a favore dell’aggiornamento professionale dei lavoratori della sanità.
La variabile CERTIFICAZIONE nella formazione professionale ed in particolare nell’ECM, ha un costo a volte molto elevato rispetto agli standard di spesa correnti per le altre attività propriamente formative. Ad esempio, il solo versamento al Ministero della Salute del contributo per l’assegnazione di un credito ECM (equivalente in media ad 1 ora di formazione), costa al Provider 31 euro.
Mediamente, il finanziamento complessivamente assegnato per un’ora di formazione nell’ambito di un avviso di Fondimpresa è tra i 165 ed i 180 euro ed in questo importo rientrano tutte le voci di spesa dalla progettazione alla rendicontazione dei costi. La sproporzione tra i costi della certificazione delle competenze e le risorse finanziarie assegnate è evidente.
Anche per questi motivi, la certificazione delle competenze rischia di diventare lo spauracchio delle attività formative e vari segnali indicano per questa importante fase della formazione un futuro dubbio ed incerto.
L’esperienza formativa di SALUTE + evidenzia l’importanza di una necessaria complementarietà tra la valorizzazione dei singoli professionisti e il loro sviluppo professionale con l’appropriatezza della prestazione sanitaria. Il piano, nel suo percorso, ha definito passaggi fondamentali necessari alla costruzione di un meccanismo di valutazione delle competenze acquisite, nonché piste di approfondimento che possano divenire attività di ricerca e di riflessione, con l’intento di favorirne la diffusione culturale e la costruttiva esperienza.

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Venerdì 20 maggio Espansione presenta i risultati del piano formativo settoriale “S.PRI.N.G. I” nel convegno “Sanità privata ed ECM: istanze formative emergenti”. Al tavolo dell’Unione Industriali di Napoli i principali…

Venerdì 20 maggio, alle ore 14,30, presso l’Unione degli Industriali di Napoli, si svolgerà la presentazione dei risultati del piano formativo per la sanità privata “S.PRI.N.G. I”, sull’avviso 2/2009 di Fondimpresa.

Per l’occasione Espansione – l’ente formativo irpino che ha realizzato il progetto settoriale in associazione temporanea d’impresa con la Fondazione Istud di Stresa ed il Co.se.fi di Firenze – ha convocato un autorevole tavolo di relatori per affrontare in un convegno il tema: “Sanità privata ed ECM: istanze formative emergenti”.

Nell’attuale situazione nazionale, infatti, si rende sempre più evidente che in sanità la buona formazione è un fattore strategico imprescindibile per prevenire il rischio clinico, assicurare al paziente una vera centralità in tutto il processo di cura, ottimizzare l’uso delle risorse ed attivare circoli virtuosi.

Calando il ragionamento nella complessa realtà della Campania, la veridicità di tali affermazioni diventa ancora più evidente; specie se si considera il sempre più difficile rapporto tra le imprese ed il S.S.R., oppresso dalle situazioni debitorie che, di fatto, lo paralizzano.

L’incontro sarà presentato dal Vicepresidente Scuola, Formazione e Università dell’Unione Industriali di Napoli, Andrea Bacharach e dal Presidente Sezione Sanità Unione Industriali di Napoli, Giovanni Severino.

In apertura saranno presentati: “I risultati del piano formativo e le nuove istanze del settore sanitario in Italia” . Le relazioni saranno svolte da: Maria Ocone (Espansione srl, capogruppo ATS), Luigi Reale (Fondazione Istud”, partner ATS) e Silvia Reali (CIVITA, Catania, Piano formativo EDUCARE gemellato con S.PRI.N.G.), per un momento di approfondimento che, partendo dai risultati oggettivi di questo progetto, getterà uno sguardo prospettico su un futuro che deve sempre più mirare alla qualità, all’efficacia ed all’efficienza della formazione continua.

“Obbligo ECM e buone prassi: quando un sistema premiante?”, è il titolo della tavola rotonda all’ordine del giorno che sarà animata dagli interventi di: Patrizia Di Monte (funzionario Regione Campania); Raffaele Ianuale (A.D. Gruppo Malzoni-Neuromed); Vincenzo Bonavita (prof. Emerito di Neurologia Università di Napoli Federico II, Pres. Hermitage Capodimonte socio Consorzio S.S.S.S.) Ottavio Coriglioni (Casa di Cura Privata Salus); Francesco Ciccarelli (Casa di Cura Villa dei Fiori);  Mario Porcaro (Pres. OBR Campania); Fulvio Bartolo (Segretario Confederale UIL Campania);   Sergio Bolognese (A.U. Espansione s.r.l.);  Alfredo Loso (Comitato Scientifico Lifelong Learning dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale).

La tavola rotonda, moderata da Andrea Bacharach, sarà concluso dal Direttore Generale di Fondimpresa, Michele Lignola.

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Formazione continua, la rivoluzione dei professionisti

Il mondo delle imprese, soprattutto di quelle che offrono servizi e si occupano di campi molto competitivi come media e marketing sta elaborando sempre più strategie per fidelizzare i vecchi clienti e trovarne di nuovi.
Proprio la competizione ma soprattutto il principio di competitività risulta essere uno dei principi cardine all’interno dell’alta formazione manageriale e professionale che “istruisce” e “addestra” talenti che possano essere parte attiva sia nel mercato del lavoro che nel marcato economico producendo e innovando in base alla formazione ricevuta prima dell’esperienza lavorativa. Ma non solo, infatti sempre più vasti sono i programmi di formazione continua anche attraverso corsi formazione finanziati che vanno ad abbracciare tutti gli ambiti aziendale senza esclusione di nessun settore, da quello professionale a quello manageriale fino ad arrivare alla gestione delle risorse umane senza dimenticare i servizi informatici commerciali e di vendite. Tutti i settori infatti se opportunamente coordinati e istruiti sulle nuove tecnologie e le innovazioni in corso nei vari settori entrano a far parte in maniera fondamentale del ciclo vitale di ogni azienda.

Per riuscire ad affrontare in maniera produttiva la competizione che inevitabilmente ogni azienda, grande o piccola che sia, incontra nell’arco del suo business i nuovi fondamenti aziendali, che vengono trasmessi attraverso corsi formazione aziendale devono divenire parte attiva e fondante del business. Il primo sopra tutti è sicuramente quello che tratta di integrazione tra i vari settori che vanno a comporre la struttura aziendale. Un’integrazione che intrinsecamente si appoggia alla specializzazione di ogni persona, alle sue competenze e peculiari capacità che rendano lo staff aziendale un vero e proprio team di professionisti con un unico obiettivo finale.

L’altro principio che sta prendendo sempre più piede, e che a prima vista può sembrare contradditorio con i precedente è quello dell’autonomia e dell’imprenditorialità del singolo. Caratteristica che non deve essere erroneamente intesa come prevaricazione e lavoro singolo ma come lavoro di squadra che con l’apporto e la creatività di ognuno può divenire business e gioco di squadra vincente.

Principi che oltre a prendere piede sempre più praticamente in tutti i settori vanno a minare quello che era l’assetto tradizionale di una qualsiasi azienda, un assetto basato sulla gerarchia e sul coordinamento da parte di un dirigente che gestiva tutti i ruoli aziendali in maniera autonoma e in molti casi autoritaria con integrazione pressoché inesistente tra i vari settori. Una trasformazione che mostra i suoi risultati anche attraverso la nascita di figura aziendali trasversali, figure di dirigenti con alte competenze tecniche costantemente aggiornate che hanno spiccate doti di problem solving maturate con gli studi e l’esperienza diretta e che riescono a coordinare autonomamente il lavoro di un team. Un team aziendale che non accetta incondizionatamente le decisioni dl manager ma che attraverso un corso di formazione professionale riesce a collaborare e integrare con le proprie competenze l’andamento del business e il suo sviluppo nelle modalità e nel tempo.

In conclusione il cambiamento che stiamo vivendo nel mondo aziendale attualmente è la rinascita delle strutture aziendali e la rivalorizzazione, tanto agognata, dei professionisti e delle loro capacità di singoli capaci di influire attivamente e non solo passivamente all’interno del mondo aziendale utilizzando i mezzi che a loro disposizione sono stati messi dalle Università e dagli enti di formazione professionale, manageriale e specializzante continua.

A cura di Martina Celegato

Prima Posizione srl

Scrittura creativa

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