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La Giornata Europea del Gelato Artigianale si racconta in un palcoscenico d’eccezione: il 40° SIGEP, il Salone Mondiale del Dolciario Artigianale

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  • 14 Gennaio 2019

In attesa di celebrare la 7° edizione della Giornata Europea del Gelato Artigianale, in programma il prossimo 24 marzo, il Gelato Day sbarca al Sigep, il Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria, Cioccolato, Panificazione Artigianali e Caffè, che si terrà al quartiere fieristico riminese di Italian Exhibition Group dal 19 al 23 gennaio prossimi.

La kermesse, giunta alla sua 40esima edizione, è un punto di riferimento per tutti i professionisti del settore anticipando tendenze e innovazioni nelle cinque filiere in esposizione. Dunque, impossibile mancare per Gelato Day, la Giornata Europea del Gelato Artigianale, voluta da Longarone Fiere e Artglace e dedicata in via esclusiva dal Parlamento europeo a un alimento riconosciuto patrimonio di tutta la filiera.

Il Gelato, infatti, unisce l’Europa e a dimostrarlo sono in numeri: le vendite di gelato hanno raggiunto i 9 miliardi di euro, pari al 60% del mercato mondiale, con una crescita media annua del 4 % e un numero di addetti pari a 300.000. Le gelaterie artigianali sono sempre più numerose non solo in Italia (circa 39.000 punti vendita), ma anche nel resto d’Europa. Solo in Germania se ne contano 9.000 (di cui 3.300 gelaterie pure e oltre 4.500 di proprietà di italiani) in cui lavorano più di 20.000 persone, di cui la metà di origine italiana. E non sono da meno Spagna (2.000 gelaterie), Polonia (1.800) e Inghilterra (1.000), seguite da Austria (900), Grecia (650) e Francia (400). Non solo: se un tempo la stagione andava da marzo ad ottobre, oggi non è più così. Si gusta un ottimo gelato artigianale anche per 10 mesi su 12 e già da febbraio viene reclutato il personale per tutta la stagione. Un bene, dunque, non solo per il palato ma per anche per l’economia.

Così, al Sigep, ecco un piccolo anticipo di ciò che sarà la tanto attesa Giornata Europea del Gelato Artigianale. Nella hall sud del quartiere fieristico di Rimini sarà presente uno stand di Artglace in cui sarà distribuito materiale informativo sul Gelato Day, con tanto di locandine e cartoline in varie lingue. Inoltre, sarà possibile assaggiare il gusto dell’anno: il tiramisù, preparato da Thomas Infanti, il giovanissimo vincitore del concorso “Gelato Tiramisù Italian Cup”. Come da tradizione, infatti, ogni edizione ha il suo gusto e nel 2019 è stata l’Italia ad avanzare la sua proposta, rendendo protagonista il famoso gelato che ha conquistato il cuore dei golosi di tutte le età con il magico incontro tra caffè, savoiardi, crema al mascarpone e cacao. E per orientarsi al meglio tra le tantissime gelaterie d’Italia, molte delle quali parteciperanno con tante altre gelaterie europee al Gelato Day, basta sfogliare la Guida alle Gelaterie d’Italia del Gambero Rosso. Un utile vademecum per scovare alcune delle più interessanti maison del gelato artigianale valutate in base al grado di eccellenza con uno, due o tre coni.

Tutto questo perché il gelato è davvero un trait d’union europeo. Un’eccellenza in termini di qualità e sicurezza alimentare capace di valorizzare i prodotti agro-alimentari di ogni singolo Stato membro.

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Al Mercato della Terra sabato 25 febbraio Speciale Dolci di Carnevale

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  • 24 Febbraio 2017

Si avvicina il Carnevale e sabato 25 febbraio il tema del Mercato della Terra saranno i dolci caratteristici di queste festività: chiacchiere, frittelle, biscotti, cioccolato, dolci artigianali e anche uno showcooking dedicato: lo chef Ezio Gritti preparerà in diretta dalla Domus le “Crock-chiacchiere… arancio, cioccolato e spezie” con ricetta ad hoc e ingredienti del Mercato della Terra.

Altra prelibatezza che potrete degustare al Mercato in orario aperitivo sarà la proposta curata da “La Via Lattea” che preparerà uno dei suoi caratteristici formaggi di capra, il Fondìs, scaldandolo a mò di raclette e abbinandolo con altri prodotti: insomma un ulteriore motivo per non mancare!

Come sempre ci sarà tutto ciò che serve per la spesa settimanale buona pulita e giusta, secondo la filosofia Slow Food: formaggi, salumi, pane, frutta, ortaggi, olio, pollo, uova, vino, birra, marmellate e confetture e le arance e i limoni dalla Sicilia.

Continua come sempre la collaborazione del Mercato della Terra con la vicina Domus in piazza Dante che all’interno della propria struttura nello spazio del ristorante didattico di iSchool “Taste” offre la possibilità di un pranzo con menù completo, curato dall’Istituto Alberghiero iSchool, con alcuni prodotti del Mercato e piatti del circuito East Lombardy.

PAGINA FACEBOOK
Tutte le notizie aggiornate e fresche su eventi e produttori del Mercato le trovate su sulla pagina Facebook dedicata al Mercato della Terra di Bergamo, con relative fotogallery di prodotti e produttori.
Ecco il link: www.facebook.com/mercatodellaterradibergamo

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PinoPinguino, nuovi travolgenti gusti vi aspettano in gelateria!

Morbido e avvolgente, unico ed inimitabile: PinoPinguino è pronto a conquistarvi con le nuovissime varianti FragolPino, PinoRock e NocciolPino. Da non perdere anche i nuovi personaggi della collezione PinoPinguino & Friends!

 

 

PinoPinguino è ormai una celebrità, ma ricordate che l’originale lo trovate solo nelle migliori gelaterie! Se ancora siete tra i pochi a non conoscerlo o se avete assaggiato anche un solo gusto della grande famiglia PinoPinguino e ora non potete più farne a meno, sappiate che la primavera 2013 porta in gelateria tre fantastiche novità: FragolPino, PinoRock e NocciolPino, i nuovi arrivi PinoPinguino che non tradiranno di certo le vostre aspettative.

 

La consistenza morbida ed inimitabile, caratteristica inconfondibile del PinoPinguino, si declina in tre nuove varianti dal sapore eccezionale, frutto della combinazione tra il gelato più morbido e il gusto unico di Pino Pinguino.

 

FragolPino è il risultato di un favoloso mix tra la delicatezza e la freschezza del miglior gelato alla fragola e l’eccezionale cremosità del nuovo PinoPinguino Bianco.

PinoRock è il gusto adatto ai più golosi che combina, in un’armonia di sapori davvero inimitabile, l’inconfondibile dolcezza della nocciola con la favolosa consistenza del PinoPinguino classico e la croccantezza del nuovissimo PinoPinguino Wafferino.

Da provare anche il gustoso NocciolPino, risultato del perfetto mix tra il gelato Guanduia e il nuovo PinoPinguino Nocciolino.

 

Cercate in gelateria i nuovissimi gusti PinoPinguino e visitate la pagina Facebook wwwfacebook.com/pinopinguino.official per scoprire tutte le varianti che hanno già conquistato tantissimi palati!

 

Inoltre, non perdetevi i nuovissimi personaggi della collezione PinoPinguino & Friends: AughPino, ChefPino, FataPina e tanti altri nuovi amici vi aspettano! Chiedeteli al vostro gelataio di fiducia!

 

Per maggiori informazioni su PreGel e i suoi prodotti –  basi per il gelato, prodotti per la gelateria, la yogurteria e la pasticceria  – vi invitiamo a visitare il sito www.pregel.com oppure la pagina Facebook www.facebook.com/pregelspa

 

 

 

Contatti: 

Layoutweb, Layout Advertising Group

Public Relation Department

Paola Zazzali

e-mail: [email protected]

www.layoutweb.it

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Lingue di gatto Matilde Vicenzi

Nell’offerta di Pasticceria Matilde Vicenzi non potevano mancare “LINGUE DI GATTO”: biscotti leggeri dal sapore delicato, nascono dalla tradizione francese ma sono ormai usati nella cucina di tutto il mondo. La sapienza ed esperienza di Vicenzi, azienda dolciaria che crea alta pasticceria dal 1905, offre alle sue consumatrici queste piccole tentazioni buone mangiate da sole o per accompagnare mousse, creme o dessert. Le LINGUE DI GATTO  sono un prodotto raffinato, elegante e dal sapore inconfondibile che confermano Pasticceria Matilde Vicenzi come abile compagna per la realizzazione dei tuoi dolci, testimonianza di successo per le cose fatte con passione.

Vicenzi nasce nel 1905 a San Giovanni Lupatoto, alle porte di Verona, come piccolo laboratorio di pane, pasticceria e negozio di alimentari. A più di cent’anni di distanza, Vicenzi Group è una grande realtà, con tre importanti Brand Pasticceria Matilde Vicenzi, Grisbì e Mr.Day, e un’azienda in continua espansione, volta a consolidare la leadership nei mercati di riferimento: amaretti, savoiardi e sfoglie. Oggi i prodotti del Gruppo Vicenzi sono presenti in tutta Italia sia nella grande distribuzione sia nel canale tradizionale. Il Gruppo esporta in più di 100 Paesi del mondo tra cui Europa, USA, America del Sud, Canada, Paesi Arabi, Sud Africa, India, Cina, Australia e Giappone, diffondendo la fine pasticceria italiana nel mondo.

Tutte le immagini dei prodotti sono scaricabili dal sito www.vicenzi.it
Il catalogo è sfogliabile on-line http://catalogoprodotti.vicenzi.it

 

Novella Donelli
Ufficio stampa Jit
0459698304
[email protected]
http://justintimesrl.wordpress.com

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Attimi di Gusto & Bacchetteforchette

Enrico Rizzi pensa a soddisfare i desideri dei suoi clienti in ogni momento della giornata: la colazione, il pranzo, la merenda, la cena, un party con gli amici così come qualsiasi altra occasione sono situazioni ideali durante le quali degustare i suoi prodotti.

Così gelato, frappè, torte fredde monoporzione, praline, ma anche champagne, sidro e macarons da oggi, oltre a poter essere trovati, comprati e degustati nei due negozi Attimi di Gusto a Milano, in via Vigevano 13 e in via Cesare Correnti 20, sono disponibili anche su Bacchetteforchette www.bacchetteforchette.it, il portale di online food delivery che da oltre dieci anni accontenta a domicilio le preferenze gastronomiche dei milanesi.

La decisione di scegliere il gelato come prodotto di punta della propria offerta sul portale deriva proprio dall’unicità che caratterizza la sua produzione: nessun additivo, nessun colorante e nessun tipo di agente chimico trova spazio nel Laboratorio del Gusto di Trezzano sul Naviglio dove Rizzi ha stabilito le basi per la creazione del suo gelato naturale, fatto di passione e di ricerca sulle materie prime e sui gusti da proporre.

La selezione dei prodotti per Bacchetteforchette è partita da una scelta personale e accorta da parte di Rizzi volta a proporre, agli utenti del servizio, quelle eccellenze che, più facilmente di altre, possono essere degustate anche lontano dal luogo in cui normalmente si andrebbero ad acquistare.

Ordinare i prodotti offerti da Enrico Rizzi su Bacchetteforchette è semplice e veloce: se si decide di seguire la procedura online, dopo aver creato il proprio account, sarà sufficiente scegliere data, orario e luogo di consegna della merce, preventivamente selezionata. Il servizio è attivo 7 giorni su 7 nella città di Milano e nell’hinterland.

Lo staff del servizio lavora affinché ogni ordine venga consegnato nelle sue migliori condizioni: in questo modo anche il gelato, nonostante la sua particolare natura, non corre pericoli. Le scatole del packaging sono state infatti progettate perché le temperature dei cibi vengano mantenute inalterate dal luogo di partenza, a quello di destinazione.

La scheda di Attimi di Gusto su Bacchetteforchette nella quale vengono elencati in dettaglio i prodotti che fanno parte dell’offerta è raggiungibile al link www.bacchetteforchette.it/ristorante/41.

Per maggiori informazioni su Attimi di Gusto è possibile visitare il sito www.attimidigusto.it.

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Semel in anno licet insanire!

E’ un saggio consiglio che ci è stato tramandato dai nostri progenitori latini.   Quale migliore occasione, se non il Carnevale, per dare ascolto a chi di feste se ne intendeva veramente? Pensiamo all’antica Roma, quando, cioè, si festeggiava per giorni e giorni fino allo sfinimento. Il Carnevale è senz’altro la festa più allegra dell’anno. La più attesa dai bambini, la più trasgressiva per i più grandi. Nel nostro Paese le manifestazioni “carnevalesche” imperversano colorando e risvegliando le vie di ogni città. Inutile dire che anche a livello gastronomico si hanno in Italia innumerevoli tradizioni, che rispecchiano pienamente lo spirito di tale festa. Ogni regione vanta ricette gastronomiche particolari soprattutto nel “DOLCE” si nota una singolare voglia di evasione e di trasgressione; non a caso le ricette caratteristiche, seppur con varianti minime, vedono al primo posto i dolci fritti. Un detto popolare recita che fritto è buono tutto, anche l’aria, ma è certamente lo zucchero caramellato e dorato dall’olio ad alta temperatura a trasformare anche il più semplice impasto in qualcosa di irresistibilmente stuzzicante e profumato.  
 
Il Maxistore Decò in occasione del Carnevale prepara, nel reparto panificio, dolci tipici: chiacchiere, castagnole, struffoli, zeppole e il tradizionale “Causone Napoletano”.
Nel reparto ricorrenze già si possono comprare coriandoli, cappellini, festoni, mascherine, fischietti, stelle filanti e tante altre novità.
 
Non dimentichiamo che anche a Carnevale “a tradizione ce vò ce vò Decò!”
 
Buon Carnevale a tutti!!!   
 

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Aspettando la Befana…al Partenio!

Iniziare l’anno nuovo ricordandosi di chi è meno fortunato significa soffermarsi con lo sguardo ad altezza d’uomo ed avere così una chiara e reale visione del mondo contemporaneo. Il Centro Commerciale Partenio di Avellino parte dall’esperienza del territorio che fa quotidianamente tramite il contatto con le presenze giornaliere, accolte all’interno della struttura, tutte con la propria individualità, un proprio modo di vivere e quindi di spendere; individualità che non vanno solo a formare una statistica ma che raccontano una storia e non può non registrare un qualche indice di malessere in questa congiuntura storico-economica. Il Partenio non sarebbe il punto di riferimento di shopping e tempo libero che è per le famiglie se non si facesse carico delle esigenze della propria clientela e non intuisse i bisogni del proprio territorio di riferimento.
Il Centro Commerciale Partenio, tenendo presente di ciò, il 5 e 6 gennaio invita tutti i bambini a visitare il centro in quanto ci sarà la Befana in persona ad aspettarli, regalando dolci e caramelle a tutti. Il Partenio vuole trasformare così il 6 Gennaio in un giorno in cui tutti, ma davvero tutti, possano aprirsi ad un sorriso tanto da prendere accordi e rendere possibile l’impossibile. La novità del Centro è l’area Befana realizzata dal Maxistore Decò che al suo interno ha, appunto, adibito “un’area befana” davvero allettante con calze e dolci di ogni tipo. L’originalità del Centro, invece, è Ayoka il primo grande negozio dell’Irpinia dedicato completamente agli animali da compagnia. E’ quasi impossibile non lasciarsi affascinare dall’idea di regalare un cucciolo specialmente se si hanno bambini. La cosa entusiasmante e che le feste passano e gli animali rimangono. Nel momento in cui varcano la soglia di casa vostra, un cagnolino, un coniglietto, un criceto, un pesciolino, un pappagallo, una tartaruga ecc., diventano parte integrante della famiglia. Per questo vi invitiamo a visitare il 5 ed il 6 gennaio il Centro Commerciale Partenio e…conoscere la Befana in persona!

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Melegatti impegnata nella beneficienza

San Giovanni Lupatoto (Verona), 27 Dicembre 2011- Melegatti, storica azienda veronese della produzione di prodotti dolciari tipici, per il Natale 2011 decide di partecipare, assieme alla fondazione Onlus Rosangela D’Ambrosio, ad un grande progetto benefico in India.

Melegatti è l’azienda che ha depositato il brevetto del celebre Pandoro, già nel lontano 1894 per mano del suo fondatore, Domenico Melegatti. Oggi l’azienda si trova alle porte di Verona e oltre al famosissimo Pandoro, produce e distribuisce in tutto il territorio italiano e all’estero, prodotti italiani dolciari di ottima qualità,dai tradizionali dolci delle feste ai più innovativi prodotti ideati per qualsiasi occasione come il dolce al limoncello, il Bacio di Giulietta o la Torta di Tiffany.

Quest’anno in occasione delle Feste, la Melegatti è stata partner della Fondazione Rosangela D’Ambrosio per un progetto interamente dedicato ai bambini dell’India: con la collaborazione della Litocartotecnica Pigni che ha disegnato le confezioni, Melegatti ha realizzato quasi 10.000 Pandori da 750 gr che sono stati distribuiti da volontari dell’Associazione stessa durante manifestazioni in tutta Italia; i Pandori, venduti in questa inedita confezione “limited edition” rossa, con l’immagine dei bimbi indiani serviranno a raccogliere fondi che verranno interamente devoluti ai piccoli indiani del villaggio Mawroh, nel Megalaya, dove l’associazione è attualmente impegnata in un progetto di costruzione di due pozzi di acqua potabile e di una casa di accoglienza per orfani e bimbi disagiati.

Come recita la scritta sulle confezioni “L’acquisto di questo Pandoro è un importante segno d’amore, un gesto capace di farsi dono per raggiungere tanti bambini e condurli per mano verso un avvenire migliore”, l’Associazione infatti, e Melegatti stessa, si impegnano ad assicurare che l’intero importo derivante dalla vendita del Pandori (per i quali è chiesto un contributo minimo di 6€ per pezzo) sarà interamente devoluto per il progetto: le iniziative della fondazione sono trasparenti e controllate dato che ogni Euro donato verrà personalmente gestito dall’Associazione ed i suoi volontari si occuperanno personalmente di seguire sul posto i progetti previsti per il villaggio e di sostenerli.

L’azienda veronese, che a giorni sarà impegnata a Colonia alla fiera internazionale del dolciario ISM, dove promuoverà la nuova linea di merendine e croissant per bambini, dimostra quindi in questo Natale 2011 di voler mettere il proprio nome ed il proprio contributo anche in progetti di beneficienza importanti, come quello della Fondazione Rosangela D’Ambrosio.

Serena Rigato

Prima Posizione srl- pubblicità internet

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ci gusta! sbarca in India

Via alla joint venture fra Happy Times Solutions, società italiana proprietaria del brand e Franchise India, con l’obiettivo di far conoscere nel Sub Continente e nei Paesi vicini la bontà dei dolci e del cibo Made in Italy. A primavera 2012 prevista l’apertura del primo punto vendita pilota.

Happy Times Solutions, società italiana proprietaria del marchio ci gusta! ha siglato un accordo con Franchise India, gruppo leader nel settore del franchising nel Sub Continente indiano. L’annuncio è   stato dato dallo stesso Gaurav Marya, fondatore di Franchise India, in occasione di una importante manifestazione fieristica di settore a Nuova Delhi, che si è svolta il 2 e 3 Dicembre.

Grazie a questa partnership il marchio italiano, che propone il meglio della tradizione alimentare Made in Italy, avrà accesso a uno dei principali mercati asiatici e la possibilità di espandersi anche in Bangladesh e Sri Lanka. Il dott. Dario Rabboni, Amministratore Delegato di Happy Times Solutions, ha commentato così la nuova alleanza: “Questa joint venture ci aiuterà a portare in India e in altri Paesi asiatici la possibilità di assaggiare ed apprezzare l’autentica bontà del cibo italiano a cominciare dal gelato artigianale, il Frozen Yogurt, il Gelato Tenero e molto altro ancora”.

L’accordo rientra nella più ampia strategia di posizionamento del brand ci gusta! a livello internazionale. Oltre alla presenza in Italia, e a Singapore, è prevista a breve l’apertura in Arabia Saudita. In India, invece, il primo punto vendita del progetto pilota dovrebbe inaugurare nella primavera del 2012 e successivamente coinvolgere le metropoli e le grandi città del Sub Continente.

Per maggiori informazioni sui prodotti ci gusta!, come il Frozen Yogurt, il Gelato Tenero di cigusta!, zuppe e dolci al cucchiaio oppure per saperne di più su come aprire un negozio in franchising, vi invitiamo a visitare il nostro sito www.cigusta.com e la nostra pagina su Facebook.

Contatti:
Layoutweb, Layout Advertising Group
Public Relation Department
Simona Bonati
E-mail: [email protected]
www.layoutweb.it

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Italia terra di dolci tipici: un viaggio fra le tradizioni culinarie

Quanti modi esistono di festeggiare al mondo? E quanti di questi modi hanno come caratteristica principale un dolce o un piatto che in molti casi viene consumato solo in quel periodo dell’anno?

Basta pensare alle numerose feste che scandiscono l’anno da quelle diffuse e celebrate in tutto il mondo a quelle più locali che vanno a determinare le tradizioni peculiari di un luogo o di una zona. In alcuni casi i dolci tipici variano di provincia in provincia contraddistinguendo ancor di più le tradizioni locali e le peculiari colture agricole.

Esempio plateale è il Natale che praticamente varia il dolce tipico di regione in regione e di stato in stato. Per esempio in Italia immancabile sulle tavole e il panettone o il pandoro dolce di origine milanese mentre in Inghilterra molto diffuso è il Christmas pudding, a Siena tipico è il Panforte, mentre in Germania e in Scandinavia è tradizione preparare dolci e biscotti con zenzero e altre spezie. Molte altre sono poi le tradizioni locali tipiche, anche di dolci dietetici, se così si possono definire, di ogni piccolo paese che hanno magari la variazione di un singolo ingrediente ma che contribuiscono a far sentire tutti parte di qualcosa e quindi a costruire un valore comune.

Dopo il Natale, volendo seguire il corso dei mesi arriva il Carnevale che avvolge con i suoi fragranti sapori che anche per questa occasione di differenziano di zona in zona dalle frittelle alle chiacchiere, passando per la cicerchiata e altri dolci che hanno il denominatore comune della dolcezza quasi estrema visto che simbolicamente precedono un periodo di digiuno e privazione. Con la primavera arriva anche la Pasqua, con tutte le sue delizie che al contrario di quelle per il carnevale succedono al periodo di digiuno e portano con loro tutta la gioia e la fragranza insita nell’inizio della bella stagione. E anche qui molte sono le tradizioni che si possono trovare sia girando per l’Italia sia andando in qualche paese straniero. Certo la più nota nel Belpaese è di certo la colomba, ma come non citare la pizza di Pasqua di Civitavecchia o il fiadone abruzzese, la pastiera napoletana o la sarcedda pugliese?

Nel mondo poi variegate sono le tradizioni per questa festa che, magari sotto altri nomi, è celebrata in tutto il mondo, per esempio in Germania ci sono i dolci a forma di agnello, in Francia le mamme nascondono le uova di cioccolato per i bambini, mentre in Svezia è tradizione che le bambine vaghino di casa in casa con un bricco in cui gli inquilini devo inserire monetine o spiccioli di ogni genere. In Olanda è tradizione pasquale mangiare il Paasbros, un buonissimo pane ripieno di uvetta e zuccherato sulla superficie.

In Russia, nonostante la tradizione religiosa diversa, la Pasqua è un importante ricorrenza ed è rituale consumare nella mattinata un pic nic sulla tomba di un parente per poi cenare tutti insieme con un sontuoso banchetto al quale non può mancare il Pabcha, un piatto a base di quark. Noti sono invece gli hot cross buns inglese, dolci brioches che si mangiano solitamente nella serata del venerdì santo.

A cura di Martina Celegato

Prima Posizione srl

promozione del turismo

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Concorso Chicco con Beberoyal: “Giochi di Parole”, fino all’8 Luglio!

Partecipa con la frase più bella tra te e il tuo bambino, in palio tanti giochi divertenti

Beberoyal, il gruppo che riunisce 80 negozi specializzati in prodotti per mamme e bambini, vi invita a partecipare al Concorso “Giochi di parole” postando le parole più belle che voi mamme, protagoniste di questa festa, vi siete scambiate con i vostri piccoli su www.beberoyal.com. Ci sono in palio fantastici premi e le cinque frasi più tenere riceveranno in regalo i giochi più belli per il vostro bambino!

Registrati sul portale di Beberoyal e vinci… hai tempo fino all’8 Luglio!

Grazie a Beberoyal e Chicco, la festa della mamma continua! Il rapporto più unico, intenso e dolce del mondo, quello tra una mamma e il proprio bambino, va festeggiato ogni giorno, anche attraverso le parole che ispira. Per questo, Beberoyal e Chicco hanno scelto di premiarle. Infatti, le cinque frasi più tenere che pubblicherete sul sito di Beberoyal potranno aggiudicarsi questi imperdibili regali:

Alla prima frase classificata va la più bella e sicura prima biciclettina che un bambino può desiderare: Chicco Red Bullet (dai 3 anni in su). Realizzata in metallo ultraleggero, con manubrio e sella regolabili in altezza, Chicco Red Bullet aiuta il bambino a sviluppare l’equilibrio per mantenersi sulle due ruote, fino a poter utilizzare una vera bicicletta senza paura e difficoltà.

La seconda frase più bella avrà in regalo il fantastico Zoom Trike di Chicco (dai 18 mesi in su), l’esclusivo triciclo con sistema ZTS che permette di piegarlo e riporlo nella comoda sacca da trasporto inclusa. Inoltre, il pratico maniglione permette di accompagnare il bambino che, una volta diventato esperto, potrà anche guidare da solo.

Per la terza classificata, invece, c’è in palio il Tavolo Giardino delle Parole di Chicco, che comprende molteplici attività di gioco, capaci di aiutare il bambino a familiarizzare con le parole, sia in Italiano che in Inglese. Tra l’altro, il gioco può essere utilizzato anche a terra grazie alle gambe amovibili.

4° Teddy Conta con Me di Chicco (dai 6 mesi in su) è il premio per la quarta frase più bella, l’amico ideale con cui imparare una sacco di parole in Italiano ed in Inglese. Il bambino, semplicemente premendo i tasti, potrà imparare una serie di filastrocche, i nomi della frutta e degli animali.

Alla quinta classificata, infine, va il Tappeto degli Animali Cantanti di Chicco, che, grazie al suo sistema elettronico di riproduzione dei versi degli animali, aiuta il neonato a sviluppare la sensibilità del tatto e la sua coordinazione manuale. Ogni animale, infatti, ha una funzione differente: per esempio, la coda della mucca è uno specchio, l’uccellino si muove avanti e indietro, e la farfalla è un anello per i denti.

Ci sono istanti e momenti della vita del vostro bimbo che non scorderete mai più: un sorriso, una faccina o tenere parole d’amore che vi siete scambiati! Mamme, scriveteci la frase più tenera che vi siete detti e provate a vincere il nuovo favoloso Concorso “Giochi di Parole”!

Come partecipare. Cosa aspetti? Partecipare è semplicissimo! Entra nel mondo di Beberoyal e registrati sul portale. Basterà scrivere e inviarci la frase che vuoi rendere indelebile! Beberoyal sarà il giudice unico e insindacabile che eleggerà le 5 frasi più dolci e profonde!

Per Info:

Ufficio Stampa Artémida: Emanuela Lodolo – [email protected]
Tel: 02 45482672 – Mob: 333 2648370

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Colomba Pasquale: storia di un dolce tra leggenda e realtà

La pasqua è alle porte e con essa sono in arrivo tutte le dolci specialità che la caratterizzano dai dolci da forno alle specialità al cioccolato amate da bambini ma non solo.
Sicuramente nella tradizione italiana tra i dolci pasqualiil dolce più noto e più diffuso che si identifica, anche nella forma, con la ricorrenza della Pasqua è senza alcuna ombra di dubbio la Colomba. La sua storia affonda le radici nella più radicata tradizione cattolica ma varie sono le leggende legate sia al dolce che all’animale che esso va ad interpretare.

Secondo la Bibbia la colomba rappresenta e impersona la speranza perché fu proprio essa a tornare all’arca di Noè con un ramoscello di ulivo nel becco dopo il diluvio universale, segnandone la fine e la riconciliazione dell’uomo con Dio e segnalando la presenza di terre emerse. Un forte segnale quindi, strettamente legato al significato che la Pasqua riveste all’interno della cultura dei paesi cristiani.

Diversa è l’origine della colomba, intesa nella versione dolciaria , che viene fatta risalire all’epoca medievale precisamente durante il le invasioni barbariche e precisamente quelle guidate da Re Alboino che scese in Italia con i suoi soldati per conquistare la città di Pavia. L’assedio alla città, come raccontano i numerosi resoconti redatti all’epoca e nei periodi posteriori, fu lunghissimo, durò addirittura trent’anni durante i quali i barbari furono respinti dalla città. Dopo i tre anni passati alle porte di Pavia Re Alboino riuscì a sfondare le porte della città ed entrarvi precisamente nel giorno della vigilia di Pasqua nel 572. Il Re, preso da un forte desiderio di vendetta decise di incendiare l’intera città e sterminarne i cittadini. Prima però decise di accettare i doni che i cittadini gli porgevano, seguendo così la cavalleria guerresca dell’epoca.

I doni dei pavesi consistevano in dodici fanciulle di rara bellezza che secondo la tradizione avrebbero dovuto intrattenere le notti del sovrano. Narra la leggenda però che, mentre il sovrano rifletteva sulla sorte degli abitanti si presentò al suo cospetto un umile artigiano che gli porse in dono dei pani e delle torte di pasqua fatte a forma di colomba quale tributo e gesto di pace nel giorno di Pasqua, dolci che risultarono talmente tanto buoni e gustosi da spingere il sovrano a cambiare idea sulle sorti degli abitanti di Pavia e fare la solenne promessa di “rispettare la città e i suoi cittadini, in onore delle colombe”. La promessa si rivelò comunque un inganno visto che, quando il sovrano chiese i nomi alle fanciulle che i pavesi gli avevano portato, esse risposero tutte “Colomba”. Si narra che Re Alboino comprese il raggiro di cui era stato vittima ma decise comunque di risparmiare i cittadini e non sterminarli.

Un’altra, ben più nota, legenda legata al dolce colomba si fa’ risalire alla Battaglia di Legnano nel 1176. La Battaglia vinta dai Comuni Lombardi contro il noto condottiero Federico Barbarossa imperatore di Germania venne festeggiata con questi dolci a forma di colomba. L’idea viene fatta risalire ad un condottiero del carroccio che durante la battaglia rimase colpito da alcuni volatili che si erano poggiati sulle insegne lombarde facendone percepire così la vittoria.

A cura di Martina Celegato

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Dolci di Carnevale: un buon motivo per cominciare a cucinare!

Tra le specialità gastronomiche e dolciarie italiane di sicuro un posto d’eccezione va riservato ai dolci in generale e in particolare a quelli che scandiscono lo scorrere del tempo e delle festività.
Come non citare i dolci tipici della tradizione italiana ossia panettone, pandoro, cassata siciliana, pastiera napoletana, cioccolato, biscotti e dolci?? Una parte integrante della cultura italiana in generale e più in dettaglio locale visto che praticamente ogni città italiana ha il suo dolce tipico, la sua eccellenza , ciò che la rappresenta a tutti i livelli. Il tipico prodotto che tutti i turisti apprezzano e vogliono portare con sé al ritorno a casa. Proprio per questo non è difficile trovare negozi e pasticcerie che producono in maniera del tutto tradizionale ma su vasta scala questi dolci, a volte anche in dimensioni ridotte per poter consentire un agile trasporto e il minor ingombro.

Un esempio ne sono le frittelle di Venezia, dolci della tradizione che devono il loro successo mondiale alla grande folla che accompagna il Carnevale che si svolge nella città lagunare. Dolci tanto noti quanto difficili da riprodurre proprio per questo molti sono quelli che preferiscono acquistarli direttamente nelle pasticcerie o panifici che, grazie alle macchine per panifici, riescono a produrne grandi quantità con relativamente poca fatica.

Ma oltre alle frittelle molti altri sono i dolci della tradizione italiana che possono essere riprodotti in casa nostra, ovviamente passo per passo senza voler strafare ma cominciando dalle ricette più semplici per poi passare a quelle più complesse come cassata e cannoli alla siciliana. Sicuramente la componente più importante è quella degli ingredienti, è fondamentale infatti che provengano dalle zone tipiche in cui il dolce viene prodotto, pena la non perfezione del dolce. Proprio perché prodotti autoctoni infatti mantengono il loro gusto inalterato e conferiscono al cibo un sapore in grado di trasportare direttamente nel luogo. In secondo luogo, se si ha intenzione di intraprendere la sperimentazione dei dolci è importante munirsi degli accessori da cucina adatti come piccole planetarie casalinghe, utensili classici da cucina e strumenti per la decorazione.

Rimanendo nel tema del carnevale potremo cominciare la nostra manifattura dolciaria dalla ricetta più semplice ma ugualmente tipica ossia quella dei ravioli ripieni di cioccolato o marmellata. Tipici delle zone montane questi dolci si sono con gli anni diffusi in tutto il territorio italiano grazie al loro sapore adatto a tutte le età e alla loro facilità di preparazione. Gli ingredienti sono quelli della tradizione ossia uova, farina, zucchero, burro latte e…molto olio per friggere. Si perché quasi tutti i dolci della tradizione per il Carnevale sono molto calorici visto che venivano consumati nel periodo che precedeva la quaresima e quindi il tempo del digiuno e della privazione.

Sicuramente se prevediamo di preparare questi dolci per qualche festa o evento dobbiamo garantirne una quantità minima per tutti i partecipanti e quindi o ci muniamo di una piccola impastatrice planetaria con sollevatori la quale procedere all’impasto mentre seguiamo la cottura oppure radunare una squadra di amiche per passare un pomeriggio in compagnia mentre prepariamo queste delizie uniche per il palato che ci possiamo concedere una volta l’anno!

Molte sono le ricette per il periodo di Carnevale ma molte sono le ricette per i dolci italiani che si possono trovare per ogni periodo dell’anno…non resta che scegliere quella che ci sembra faccia più per noi e… sperimentare!

A cura di Martina Celegato

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I dolci tipici del Carnevale..in Italia!

La tradizione culinaria italiana è notoriamente ricca di eccellenze confermate dall’immensa mole di prodotti registrate e di imitazioni che si cercano di fare in ogni angolo del mondo.

Oltre ai prodotti veri e propri sono però anche numerosissime le ricette che si possono trovare nella tradizione italiana che spaziano per ogni occasione proponendo dolci di ogni tipo che cambiano di regione in regione caratterizzando particolari periodi dell’anno. Basti pensare al panettone e i pandori per Natale, dolci ormai esportati in tutto il mondo, o torrone e altre specialità che oltre a godere di fama nei particolari periodi vengono esportati e consumati durante tutto l’anno.

Molto rinomati, saporiti e gustosi sono anche i dolci che vanno a celebrare il periodo di carnevale, hanno vari nomi che cambiano dal nord al sud dell’Italia ma in sostanza sono molto simili. I più famosi senza ombra di dubbio sono quelli che vengono prodotti nella provincia di Venezia, vista la loro risonanza a livello mondiale dovuta all’affluenza di turisti che accorrono per vedere il bellissimo Carnevale della città lagunare. Storicamente il periodo di Carnevale è quello che precede la Quaresima, momento di penitenza e digiuno, quindi la tradizione prevede grandi divertimenti, come quello delle maschere e grandi abbuffate, che hanno quindi creato la grande varietà dei dolci. Ma proprio per questo i tipici dolci di Carnevale sono molto grassi, solitamente fritti, saporiti e ricchi di grassi.

Due sono i dolci per feste tipici di questo periodo per eccellenza: le frittelle e i galani ( in altre parti d’Italia chiamate chiacchere). Le frittelle, o “fritole” nel dialetto locale, sono state considerate per secoli il dolce nazionale della Serenissima Repubblica Veneziana, e tuttora mantiene inalterata la sua predominanza in tutta la zona limitrofa a Venezia e in Friuli Venezia Giulia. La frittella è essenzialmente un impasto formato da uova, farina, zucchero, uvetta e pinoli fritto in olio, grasso di maiale o burro all’interno di padelle appositamente realizzate. Un tempo la realizzazione di tali dolci era talmente precisa che una corporazione artigiana di pasticceria apposita, ossia quella dei “fritoeri”, si era creata a Venezia.

I galani o chiacchere, crostoli, lattughe che dir si voglia, sono invece dolci dalle origini molto più antiche che affondano le loro origine all’interno dei tempi romani che preparavo durante le feste della primavera degli impasti simili alle lasagne ma fritte nel grasso. L’impasto attuale dei galani infatti è molto semplice: farina, acqua, zucchero, uova e burro. L’impasto viene “tirato” fino a raggiungere un determinato spessore che distingue i “crostoli” della terraferma che sono più grossi e i “galani” lagunari che invece sono più sottili e molto più friabili. Entrambe le varianti sono però gustose e particolari soprattutto se assaporate in momenti di festa e condivisione!

Percorrendo l’Italia poi numerose sono le proposte per questo periodo si passa infatti dalla ci cerchiata marchigiana ai panzerotti alla marmellata tipici della Val D’Aosta fino ad arrivare alla farrata pugliese o ai cenci toscani. Insomma tantissime proposte tutte da provare e perché no da sperimentare a casa facendo uno strappo alla dieta e godendosi la tradizione e il sapore dei nostri prodotti!

A cura di Martina Celegato

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Meglio il tiramisù classico oppure uno più moderno?

Tra le ricette di dolci al cucchiaio quella del tiramisù è probabilmente quella più conosciuta nel mondo. E’ proprio per questo motivo che sono nate tantissime varianti come la ricetta del tiramisù con i pavesini, con le fragole, con la panna, senza mascarpone, senza le uova e tante altre. Alcune sono nate come semplici varianti della ricetta originale altre per far fronte a nuove esigenze come quella del tiramisù con le uova pastorizzate per coloro che non desiderano mangiare le uova crude. In questo articolo ho deciso di proporvi due diverse ricette del tiramisù una classica ed una alternativa.

RICETTA DEL TIRAMISU’ TRADIZIONALE: Questa è la classica ricetta del tiramisù con savoiardi e mascarpone, vediamo come realizzarla. Come ingredienti servono: 500 gr di mascarpone, 6 uova, 100 gr di zucchero, 350 gr di biscotti savoiardi, 6 tazzine di caffè zuccherato e del cacao amaro in polvere per guarnire. Montate i tuorli con lo zucchero ed aggiungete il mascarpone leggermente lavorato. Montate gli albumi ed uniteli alla crema di mascarpone. Componete il dolce alternando uno strato di savoiardi ad uno di crema. Terminate con una spolverata di cacao.

RICETTA DEL TIRAMISU’ CON LA PANNA: Questa ricetta del tiramisù differisce dalla classica per la presenza della panna che dona maggiore leggerezza alla crema. Gli ingredienti sono: 250 gr di panna, 250 gr di mascarpone, 2 uova freschissime, 100 gr di zucchero, 200 gr di pavesini, caffè pronto e del cacao in polvere. Ed ecco il procedimento: montate le uova con lo zucchero e dopo averlo ammorbito con una frusta aggiungete il mascarpone. A parte montate la panna e incorporatela delicatamente alla crema. La composizione del tiramisù è identica alla prima ricetta.

In entrambe le ricette del tiramisù è possibile variare la presentazione, infatti può essere un’ottima soluzione servire il tiramisù in delle coppette monoporzione oppure in dei piatti da dolce, sempre monoporzione disposto a strati. In entrambe queste varianti la presentazione risulta sicuramente più elegante e si presta a simpatiche decorazioni come ad esempio l’aggiunta di qualche foglia di menta.

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Per fare il dolce in modo facile e veloce nasce RicettaTiramisu

Nasce RicettaTiramisu.it il primo sito internet dedicato al dolce più conosciuto e più apprezzato nel mondo. L’idea nasce dalla volontà di raccogliere in un unico sito web le tantissime ricette di tiramisù ideate negli anni e di fornire agli utenti spiegazioni dettagliate per realizzare non solo la ricetta del tiramisù tradizionale ma anche le tantissime varianti che, grazie alla bontà ed alla popolarità di questo dolce sono state ideate negli anni.

Analisi sull’argomento rilevano che insieme alla pizza la ricetta più cercata su internet è proprio la ricetta del tiramisù e questo dimostra il notevole interesse suscitato da questo dolce e comunque da tutto il settore gastronomico.
Il sito è progettato per essere chiaro e semplice anche per gli utenti poco esperti e cerca di dare informazioni passo-passo molto dettagliate e foto esplicative sui vari procedimenti.

Altro obbiettivo del sito è quello di dare varianti della ricetta originale mirate a risolvere problematiche alimentari per le quali sarebbe impossibile per molti gustare questo fantastico dolce. Ed ecco allora che troviamo la ricetta del tiramisù per bambini realizzata attraverso un impasto base di tiramisù pastorizzato e preparato senza caffè e senza liquore. Sempre con lo stesso obbiettivo ecco la ricetta del tiramisù senza uova, senza mascarpone e la ricetta light.

Chiaramente nel sito si possono trovare anche tante ricette pensate per la loro bontà ed ecco allora la ricetta del tiramisù con la ricotta, con le fragole, con lo yogurt e naturalmente in prima posizione la ricetta del tiramisù classico.

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Festa della salute a Venezia

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  • 6 Ottobre 2008

In tutta Italia si svolgono ogni anno molte celebrazioni religiose, sempre particolarmente sentite dalla popolazione, anche perché molte di queste sono ormai diventate delle vere e proprie feste popolari, andando al di là del loro semplice e originario significato religioso.

Una delle celebrazioni più importanti che si svolge nella città di Venezia è la Festa della Salute, che attira molte persone ogni anno, tra abitanti del luogo e visitatori, per il carattere religioso che continua a mantenere, ma anche perché si tratta di un’occasione unica per rivivere storia e tradizioni della città approfittando delle varie offerte viaggio Venezia.

L’origine della Festa della Salute è da identificarsi negli anni 1630-1631, biennio in cui la città venne colpita da una terribile epidemia di peste che sterminò gran parte della popolazione: le testimonianze parlano di quasi 47.000 morti (più di un quarto della popolazione), senza contare le 95.000 vittime del Dogado. La peste, arrivata a Venezia tramite un gruppo di persone di Mantova che erano venute a chiedere soccorso proprio perché la diffusione della stessa malattia nella loro città aveva paralizzato ogni attività, si diffuse velocemente e in modo impietoso. Nonostante il Governo cercasse di porre rimedio o almeno di limitare la diffusione della malattia, creando delle necessarie misure sanitarie (disinfezioni della città, attivazione dei lazzaretti, seppellimento dei cadaveri infetti con la calce), l’incedere del contagio non si arrestava, rendendo Venezia una città debole e statica anche dal punto di vista economico, nonché diffidente nei confronti di chi poteva essere considerato portatore del contagio.

L’unica soluzione rimasta sembrò dunque quella di chiedere una grazia alla Madonna: i sopravvissuti, circa 10.000 persone, diedero vita ad una processione e girarono per tre giorni e tre notti intorno a Piazza San Marco tenendo in mano candele e statue votive. Alla fine della processione, il 22 ottobre 1630 il Doge Nicoletto Contarini pronunciò a San Marco un voto per cui la città di Venezia si impegnava a costruire una chiesa grandiosa intitolata alla Salute per ottenere dalla Vergine Maria la cessazione della peste. Le preghiere dei fedeli vennero evidentemente ascoltate, e nel Novembre del 1631 la peste poté dirsi debellata. L’architetto incaricato di costruire la chiesa fu Baldassare Longhena, che progettò un’imponente edificio (adatto ad esaltare la Vergine e la grandiosità della Repubblica), dall’originale pianta circolare, simbolo della corona della Madonna e della sua verginità. La Salute venne costruita sulla Punta della Dogana, nel punto in cui in precedenza si trovavano degli abituri malsani.

Da allora e fino ad oggi ogni anno il 21 Novembre (giorno in cui venne consacrata la Chiesa) i Veneziani ricordano quei terribili anni e la grazia ricevuta dalla Vergine, e la festa della Salute è considerata come l’occasione per perpetuare il ringraziamento alla Madonna per aver placato la peste. Moltissime sono infatti le persone che ancora oggi si recano alla Salute per accendere un cero votivo alla Madonna, e per rendere la processione più fluida viene costruito ogni anno un ponte provvisorio su barche, il Ponte Votivo, che attraversa il Canal Grande collegando la zona di San Moisè e Santa Maria del Giglio con la Basilica del Longhena, conferendo alla città un nuovo aspetto, grazie anche alla partecipazione attiva delle strutture turistiche come la maggior parte dei bed breakfast a Venezia.

Ma la festa non è solo un evento religioso, ma anche laico, e molte persone partecipano alla processione più per rivivere le antiche tradizioni che perché mosse da un sincero sentimento religioso. I bambini, in particolare, si godono questa festa, grazie alle numerose bancarelle di dolciumi, palloncini e giocattoli che trovano spazio nei pressi della basilica. La Festa della Salute può anche essere un’occasione per i visitatori di assaggiare un gustoso piatto, che viene tradizionalmente preparato in questa giornata: la castradina, piatto a base di carne di montone che ricorda ciò che i veneziani mangiavano maggiormente durante la pestilenza, grazie ai rifornimenti alimentari concessi alla città dai Dalmati, sulle cui terre erano diffusi, appunto, i montoni.

Sia per la sua natura religiosa che per il suo carattere folcloristico, la festa della salute attira ogni anno un numero così elevato di visitatori e pellegrini da rendere necessario l’uso di sensi unici pedonali già dal ponte dell’Accademia.

Venezia è una città bellissima, ricca di storia, arte e cultura. Ognuna delle sue numerosissime chiese nasconde delle meraviglie da scoprire, e la Salute è sicuramente una delle Chiese più maestose e conosciute della città. La festa del 21 novembre è un’occasione per ammirarla in un contesto particolare, e per assaporare una ricorrenza molto amata dai Veneziani. Venezia può essere una città costosa e sovraffollata, ma se prenotate in anticipo un albergo economico oppure prendere in affitto case vacanze Venezia non dovreste avere problemi.

Biglietti: evento gratuito
Data: 21 Novembre 2008
Luogo: Chiesa della Salute, Dorsoduro, Venezia

Distribuzione a cura di Michele De Capitani
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