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L’importanza della tutela delle opere dell’ingegno nel mercato globale

Il mercato è sempre più competitivo, si compone di aspetti complessi e tende a svilupparsi su piani sempre nuovi, grazie alle potenzialità che offrono le nuove tecnologie e la rete.

In un contesto così variegato e concorrenziale la tutela delle opere dell’ingegno rappresenta uno strumento di grandissimo valore per le imprese che fanno leva sull’alta qualità di idee e prodotti come punto di forza della propria attività.

Il diritto della proprietà intellettuale deve poter preservare e salvaguardare su tutti i fronti il marchio, l’opera, i brevetti e il know-how di ogni azienda.

Nella preparazione dei professionisti legali possono esserci delle lacune in merito a problematiche legate a questa parte del diritto e comunque la conoscenza di questa tematica può essere largamente approfondita per affrontare al meglio questioni legali inerenti al diritto su marchi e brevetti, sul diritto d’autore e sulle opere di ingegno.

Per approfondire lo studio della tutela delle opere dell’ingegno esistono specifici Master che consentono di studiare la legislazione in merito ponendo l’accento su numerosi aspetti come i profili di carattere processuale, gli aspetti relativi al risarcimento e le differenze a livello internazionale con le relative terminologie giuridiche, importantissime se si pensa a come il mercato abbia ormai una conformazione essenzialmente globale.

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La ricetta per emergere nella professione. Giovani Avvocati e Corsi di Formazione Legale

L’Osservatorio permanente Giovani Avvocati su iniziativa del Consiglio Nazionale Forense e LexExpo ha effettuato una ricerca rivelando, per i Giovani del settore forense, dei tratti interessanti per una delle professioni da sempre considerate tra le più corporative e protette.

Il primo dato è che i giovani avvocati continuano la tradizione familiare, cioè fanno lo stesso mestiere dei genitori o dei parenti.

Contrariamente a quanto sentito sopra e all’immaginario collettivo invece i giovani avvocati considerano corsi giuridici e master legali post-lauream indicatori di successo maggiori rispetto al guadagno vorrebbero una concorrenza più corretta da parte dei loro colleghi senior e un utilizzo migliore delle tecnologie informatiche.

Proprio su questo punto la rilevazione dell’Osservatorio permanente restituisce dati molto poco positivi. Infatti solo il 22% utilizza un software gestionale per l’amministrazione delle pratiche dello studio e, dato ancora meno positivo, solo il 4% dei clienti viene reperito online. Insomma, il settore legale è uno dei pochi settori in cui ancora il marketing tradizionale prevale su quello online ed in cui la tecnologia continua ad essere utilizzata solo a livello personale (vedi i profili sui social network) e non per il proprio lavoro, la maggior parte dei clienti viene reperita infatti tramite passaparola o referenze di un parente che è già stato cliente.

L’e-learning poi, fenomeno che non poco ha facilitato le iniziative di formazione permanente per gli ordini professionali, è una pratica ancora pressoché sconosciuta per gli avvocati o i professionisti legali in genere.

Insomma quello degli avvocati sembra ancora essere un settore appannaggio delle generazioni più anziane in cui gli spazi per i giovani sono pochi e difficoltosi da raggiungere. Nonostante questo però molti sono i giovani professionisti, magari appena laureati, che fanno della specializzazione la propria carta vincente frequentando corsi giuridici su materie ed ambiti di specializzazione innovativi, che possono aprire nuovi orizzonti (e nuovi mercati) a chi, da poco divenuto avvocato, sceglie la via della formazione e si specializza in settori particolari del diritto.

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Errori di ortografia per gli aspiranti avvocati

Da sempre la professione forense richiede una dialettica sopraffina, per convincere ed argomentare le proprie discussioni, durante le sedute.

Per questo che chi aspira a questo lavoro dovrebbe avere una cultura,almeno sulla lingua italiana, scritta e parlata, eccellente, perché è alla base del proprio lavoro.

Qualche giorno fa si sono svolti nella regione Puglia, gli esami da avvocato e purtroppo la situazione non è risultata delle migliori.

Infatti uno dei commissari della commissione di correzione dei compiti, che ha voluto rimanere anonimo, ha fatto alcune dichiarazioni in merito ai compiti.

Dalle dichiarazioni del commissario è emerso che moltissimi compiti sono stati bocciati, non per inesattezze argomentative, ma per semplici e banali errori ortografici e di sintassi.

I commissari si sono trovati, sempre secondo le dichiarazioni, a correggere errori come “habbiamo” o “correzione”, strafalcioni che non dovrebbero essere ammessi nemmeno alle scuole elementari.

Questo genere di errori, certo non può essere corretto nemmeno seguendo corsi giuridici di preparazione all’abilitazione, perché derivanti da lacune precedenti anche agli studi superiori.

Oltre gli errori puramente ortografici, denuncia il commissario, vi era confusione negli elaborati degli aspiranti avvocati, in parte giustificato da domande anch’esse piuttosto confuse.

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