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Efficienza energetica e riduzione nelle emissioni di CO2 non sono un Miraggio allo Sheraton Mirage

Lo Sheraton Mirage Resort è un edificio iconico sulla Gold Coast del Queensland, in Australia, costruito durante il boom edilizio degli anni ’80. La struttura sorge di fronte all’Oceano Pacifico sulla penisola naturale di Southport, ed è circondata da più di tre ettari di giardini tropicali e 5.000 m² di lagune, oltre alla magnifica piscina lagunare di oltre  750 m² che sorge di fronte alla famosa spiaggia Gold Coast.

Nel 2011, riconoscendo la necessità di affrontare un’importante opera di ristrutturazione, la nuova proprietà approvò un programma di ristrutturazione per un valore totale di oltre 26milioni di dollari che prevedesse il recupero delle camere e delle aree comuni, compresi bar e ristoranti.
Dall’altro lato Starwoods, il nuovo gestore della struttura, con il suo marchio Sheraton, era cosciente del fatto che per garantire ai suoi ospiti un’esperienza a cinque stelle fosse necessario garantire elevati livelli di comfort, pur nel rispetto delle responsabilità ambientali di una struttura tanto imponente, collocata in una posizione di assoluto prestigio.

Per essere sicuri che il resort rispondesse a tutti questi requisiti, sono stati messi in atto una serie di interventi per migliorare non solo l’estetica ma anche la performance energetica totale dell’edificio.
L’intervento ha infatti previsto l’installazione di nuove luci al LED, collegati a sensori di presenza, la sostituzione dei termostati nelle camere, collegati anche questi a sensori di presenza e contatti finestra.
Gli impianti meccanici e il BMS della struttura in prima battuta non furono inclusi nei piani di intervento, ma dopo una serie di guasti e black out avvenuti nel periodo Natalizio, con la struttura quasi al completo, si decise di intervenire anche su questi punti.

Il General Manager dello Sheraton Mirage diede incarico ad Airmaster, partner di Climaveneta in Australia, di condurre un audit energetico sulla struttura.
Tra i vari problemi identificati venne rilevato un malfunzionamento al sistema BMS e una grande inefficienza delle unità per la climatizzazione installate, che erano arrivate alla fine del loro ciclo di vita. Gli stessi chiller operavano inoltre con il refrigerante R11 (in phase out dal 1996, con il Protocollo di Montreal) ed R22, attualmente in phase out. In tutto furono identificate 30 misure indispensabili per ottenere un importante risparmio energetico sulla struttura. Riconoscendone l’urgenza, tali misure furono quindi inserite da subito nel programma di ristrutturazione.

FOCUS  SULL’IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE

Nonostante la sostituzione delle unità per la climatizzazione avrebbero dimostrato vantaggi immediati sui consumi energetici, Airmaster e Climaveneta identificarono alcune opportunità in grado di aumentare ulteriormente le performance energetiche del Resort, installando due chiller condensati ad aria, abbinati ad una unità polivalente ad acqua per la produzione simultanea di caldo e freddo.
Si progettò quindi un impianto di climatizzazione basato su due unità ad alta efficienza TECS2 a levitazione magnetica, abbinate ad un ERACS2-WQ della gamma INTEGRA. Si tratta di un’evoluzione dei tradizionali gruppi frigo reversibili a pompa di calore, cioè di unità in grado di produrre contemporaneamente acqua refrigerata e calda, specifiche per impianti a 4 tubi.
In tutti quei mesi dell’anno in cui nell’edificio è prevalente la richiesta di freddo (estate e mezze stagioni), il caldo che viene generato sul condensatore è gratuito, al contrario  quando nell’edificio è prevalente la richiesta di caldo (inverno pieno), il freddo che viene generato sull’evaporatore è gratuito.
La peculiarità delle unità INTEGRA di Climaveneta è che in ogni momento dell’anno le stesse massimizzano autonomamente l’efficienza del ciclo energetico con cui si genera l’energia calda e fredda.  In particolare l’efficienza massima si ha nei periodi medio stagionali nei quali più probabile è la contemporaneità di richiesta di caldo e di freddo.

Per massimizzare l’efficienza dell’impianto Climaveneta ed Airmaster hanno suggerito l’adozione di una soluzione impiantistica largamente diffusa in Europa che prevede lo sfruttamento dell’acqua di falda, in grado di mantenere una temperatura costante durante tutto l’anno. Nel caso dello Sheraton, si è deciso di sfuttare l’acqua della laguna antistante la struttura come parte integrante del nuovo impianto.
Oltre all’aumento di efficienza energetica, un ulteriore beneficio derivato dal nuovo impianto è stato la semplificazione dell’installazione, con il conseguente contenimento dei costi.

“Climaveneta costruisce unità intelligenti. Quello che ci piace è che costruisce con successo unità polivalenti da anni , usando componenti comuni, di marchi noti, che ci sono assolutamente familiari. Ma ancora più importante è il fatto che ogni unità sia testata prima di lasciare la fabbrica, evitanto qualsiasi spiacevole sorpresa in fase di avviamento.”
Wayne van Aken,  Responsabile  della filiale Airmaster di Queensland.

L’audit ha anche evidenziato l’inefficienza del sistema usato per scaldare l’acqua della piscine.
L’acqua, mantenuta ad una temperatura costante di 27,5 °C durante tutto l’anno, come da parametri Sheraton, veniva infatti riscaldata da una caldaia a gas, dai consumi elevati e capace di produrre una quantità di emissioni di CO2 consistenti.  Per ottimizzare l’efficienza energetica Airmaster ha diviso i carichi tra elevati e parziali tra i tre chillers Climaveneta. I due vecchi chiller per i carichi elevati da 1290kW sono stati sostituiti da due unità Tecs ad acqua da 1220kW, mentre i il chiller dedicato ai carichi ridotti è stato sostituito da un ERACS da 640kw, leggermente più largo del suo predecessore ma molto più performante.

L’installazione di ogni chiller è avvenuta nell’arco di cinque giorni con gli altri 2 chiller ancora in funzione, quindi senza mai spegnere del tutto l’impianto, garantendo continuità al funzionamento della struttura.
“Ad essere sinceri, grazie agli sforzi sostenuti in fase di installazione, non c’è stato nessun disguido all’impianto ne nessun fastidio per la clientela. Dal momento che nessuna delle tre unità serviva l’intero complesso non è stato necessario chiudere la struttura né disturbare la clientela” Ha affermato il direttore dei lavori allo Sheraton Mirage Resort.

Questo progetto è stato completato con l’installazione di un sistema di supervisione: ClimaPRO.
Si tratta di un sistema di gestione e ottimizzazione di impianti centralizzati, utilizzato per ridurre drasticamente i consumi legati alla climatizzazione ed al riscaldamento dell’acqua delle piscine.
Il sistema ha consentito di ottenere e misurare una riduzione dei consumi di gas di oltre il 60% e di elettricità del 30% rispetto all’anno precedente.
Sei mesi dopo l’installazione delle nuove unità Climaveneta, le performance dell’impianto hanno già superato le più rosee aspettative. Grazie ad un monitoraggio e ad un’ottimizzazione continua, l’impianto continuerà a migliorare le proprie performance energetiche.

Non è quindi un caso che questo edificio sia stato inserito tra la rosa di candidati a due prestigiosi riconoscimenti come i premi CIBSE e l’AIRAH per le performance energetiche degli edifici.
E non è un caso se le soluzioni d’avanguardia Climaveneta sono scelte nei progetti in più sfidanti tutto il mondo, sia nei nuovi edifici che nelle ristrutturazioni, per aumentare l’efficienza energetica e ridurre gli sprechi, garantendo sempre il massimo comfort interno, anche nelle strutture ricettive più rinomate come lo Sheraton Mirage Resort in Australia.

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ClimaPro migliora le performance energetiche degli edifici

Considerando le emissioni mondiali di CO2, è fondamentale evidenziare come la maggior parte di queste, ben il 74%, sia causato dalla produzione dell’energia. Di queste poi, il 36% deriva dal riscaldamento invernale e dalla climatizzazione estiva, una quantità considerevole confrontata con il 35% causato dal mercato mondiale del trasporto aereo!

Scendendo nel dettaglio del riscaldamento e del raffrescamento è utile ricordare come, negli edifici commerciali, la climatizzazione pesi per il 45% sul consumo totale di energia, e di questi il 65% venga impiegato per il solo funzionamento della plant room. Questa può essere considerata come il cuore dell’impianto di climatizzazione, è propriamente il luogo in cui si producono l’acqua calda e fredda destinate agli altri sottosistemi dell’intero edificio.

Le unità che compongono l’impianto di climatizzazione, solitamente alloggiate nella plant room sono chiller, pompe di calore e caldaie; dispositivi lato sorgente: aria, acqua, terra; e altri sistemi di distribuzione: pompe, valvole e tubazioni.
I chiller e le pompe di calore sono i dispositivi con il maggior consumo energetico e rappresentano il 78% del consumo energetico totale della centrale.
La sua ottimizzazione risulta quindi cruciale per migliorare il profilo energetico complessivo dell’edificio e può essere gestita in modo efficace solo da tecnici competenti e qualificati.
Dalla sua vasta  esperienza nella climatizzazione, Climaveneta ha quindi ideato ClimaPRO: la soluzione di controllo e ottimizzazione altamente specializzata per la plant room.

In effetti i sistemi BMS, tipicamente installati in tutti i moderni edifici, integrano e raccolgono dati provenienti da impianti di diversa natura che controllano aree o funzioni specifiche dell’edificio.
Grazie alla sua architettura di sistema avanzata, ClimaPRO vanta funzioni uniche che migliorano, rispetto ai tradizionali sistemi BMS, il controllo e la gestione dei dispositivi della centrale, conseguendo in tal modo livelli di ottimizzazione senza uguali.

La regolazione degli impianti centralizzati di climatizzazione è un tema complesso che non può essere rappresentato da un’unica funzione o algoritmo, ma rappresenta piuttosto un processo continuo articolato in diversi livelli che concorrono a garantire il risultato migliore.
Tutti gli elementi dell’impianto coinvolti nella produzione e nella distribuzione dell’energia devono di conseguenza operare in perfetta sintonia al fine di ridurre al minimo il consumo energetico derivante dal loro stesso utilizzo.

Per questo diventa necessario prevedere un sistema specifico con funzioni di ottimizzazione, che consista in evolute logiche di controllo in grado di assicurare il conseguimento di politiche di risparmio energetico affidabili nel tempo.
Senza le doverose procedure di misurazione e verifica in campo unite alle sistematiche attività di calibrazione dei principali dispositivi, anche i migliori impianti di climatizzazione subiscono col tempo significativi livelli di degrado prestazionale.
Con ClimaPro i dati acquisiti vengono accuratamente comparati con i dati di progetto di ogni singola unità in varie condizioni di esercizio per calcolare le efficienze e gli indici prestazionali delle singole unità e dell’intera centrale.

ClimaPRO consente quindi per la prima volta di passare dalle consuete logiche di “manutenzione programmata” ad intervalli di  tempo fisso ad una più efficace “manutenzione preventiva”. In questo modo le attività di manutenzione vengono eseguite in base a reali necessità in relazione alle effettive condizioni operative rilevate sulle unità in campo.

Tutti i dati acquisiti sono inoltre direttamente disponibili e accessibili sia da locale che da remoto da un qualsiasi computer senza la necessità di  installare costosi software proprietari.
La tecnologia web assicura l’accessibilità alla plant room da qualsiasi parte del mondo, utilizzando un qualsiasi dispositivo dotato di un web browser collegato a internet, indipendentemente dalla piattaforma hardware o software su cui opera.

I vantaggi apportati all’edificio sono già evidenti nelle realizzazioni effettuate:  Palazzo Aporti a MIalno, lo Sheraton Mirage Resort in Australia, il nuovo centro logistico Amazon a Piacenza. Applicazioni diverse in località accomunate dagli stessi obiettivi: aumento dell’efficienza, razionalizzazione dei costi di esercisio, gestione energetica avanzata e supporto a sistemi BMS esistenti.

ClimaPRO rappresenta pertanto il migliore investimento per sfruttare il potenziale di risparmio energetico ottenibile da una gestione intelligente della plant room, abbattendo di fatto i costi operativi di gestione.

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