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BARBARA BRANCALEONI: SULLA PELLE

sulla pelle

di Barbara Brancaleoni.

 

 

A cura di Carla Corrado

 

Inaugurazione: giovedì 24 maggio 2012, ore 17

 

Site location: Creje. Roma, Via del Boschetto 5/A. Organizzazione: Embrice for Creje

 

Da giovedì 24 maggio 2012 – a sabato 2 giugno 2012. Orario continuato: 11.00 – 20.00.

 

 

 

Embrice apre a eventi organizzati in location esterne alla sede della galleria. Il nuovo ciclo di appuntamenti, sotto il nome di Embrice for…, debutta presso la sede Creje di Roma (in Via del Boschetto 5/A).

 

Dal 24 maggio al 2 giugno, Embrice for Creje, presenta la mostra “Sulla pelle” dedicata ai complementi-gioielli di Barbara Brancaleoni nell’edizione 2012: nuove proposte che raccontano l’evoluzione di una ricerca attorno al tema dell’uroboros, prototipo–simbolo della sua collezione.

 

Da “Poveri-Preziosi”, l’edizione 2010 della personale da Embrice, il gioiello contemporaneo contraddistinto dal marchio Bibijou, si è affermato con successo, guadagnando visibilità su importanti piattaforme di moda, arte e artigianato, e in occasione di Altaroma 2011.

 

La mostra che si svolge nella cornice dell’emporio dell’handmade Creje, situato nel cuore del rione Monti a Roma, propone una breve antologia di creazioni realizzate con ritagli di pelle, metalli, legni e pietre levigati dal mare e dal tempo, in forme sinuose che assecondano le linee del corpo femminile.

 

Carla Corrado

 

 

 

 

 

Titolo della mostra: “Sulla Pelle”

Autore: Barbara Brancaleoni

A cura di: Carla Corrado

Sito: Creje, Via del Boschetto, 5A – 00184 – Roma –Tel.06.48905227

Inaugurazione: Giovedì 24 maggio, 2012 ore 17.00

Periodo: da giovedì 24 maggio a sabato 2 giugno 2012.

Orario: continuato dalle 11.00 alle 20.00

Ingresso: libero

 

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LETTURE DI UNA SCATOLINA INDUSTRIALE

Galleria Embrice – Roma, Via delle Sette Chiese, 78 – Tel. 06.64521396 – www.embrice.com

LETTURE DI UNA SCATOLINA INDUSTRIALE

A cura di Carla Corrado e Giovanna Deppi
Allestimento di Vittorio Giusepponi

Inaugurazione: venerdì 10 dicembre 2010, dalle ore 18.00

Da venerdì 10 dicembre a mercoledì 22 dicembre 2010. Da lunedì 10 gennaio a venerdì 14 gennaio 2011.
Orario: 18 – 20, chiuso la domenica.

Il design dimensiona il gesto: partendo da questo assunto, che tutti verifichiamo nel quotidiano – usando un mouse o un apribottiglie -, il tema touch me circola, subliminale, nella comunicazione della Giorgio Fedon & Figli S.p.A. Un tema che evoca le radici del migliore italian design, e assume una valenza che va al di là della pura operazione commerciale.
Una valenza che lo Studio-Galleria Embrice di Roma (www.embrice.com) ha colto, dedicando una mostra alle molteplici letture possibili del prodotto Mignon. Si tratta di una piccola scatolina industriale, appunto, con alle spalle una storia che si lega strettamente al discorso sullo stile portato avanti dalle grandi firme internazionali nella seconda metà del XX secolo.
I primi disegni sono del ’96-97. Il Mignon, rimasto per qualche anno allo stadio di prototipo (’97-‘98), è stato realizzato con sistemi poco più che manuali per delle piccolissime produzioni per occhiali pieghevoli C.D. a fine anni ’90.
La forma è stata ottenuta sezionando e riducendo un guscio di lamiera del modello Orion, studiato per Armani: una forma che si è evoluta, progressivamente dimensionata e perfezionata con diecine di campioni tridimensionali al vero.
I materiali per costruire “maquettes” sono stati, all’inizio, legno o materiale espanso; poi stampi in PVC, o resina, con una fresa a controllo numerico da disegno 3D.
Successivamente il Mignon è stato “attrezzato” per la campagna “Mini Touch – riempie la vita” e contemporaneamente adottato anche dalla GIORGIO FEDON 1919, una divisione dell’Azienda che ha abbinato ad ogni scatoletta un pieghevolino descrittivo dei possibili usi.
Sono seguiti i Mignon per lenti a contatto con e senza specchio.
Risalgono al 2004 una serie di motivi “graffity” a due, tre colori marcati all’esterno e al 2008 le linee “animali”; numerose altre “ linee” sono ancora in corso di progettazione.
Nel tempo, molti Mignon sono stati personalizzati all’interno o all’esterno per firme conosciute o varie aziende, come promozionali.
Oggi la linea di produzione è in buona parte automatizzata.
Il piccolo (Mignon, appunto, della GIORGIO FEDON 1919) astuccio a scatto troverebbe posto in un allusivo ambiente fantastico, composto di futuribili oggetti di probabile fabbricazione industriale, in assenza di gravità.
Molti esemplari dell’astuccio potrebbero volare in uno scenario dall’aspetto un po’ metafisico, nel quale non c’è alcun riferimento dimensionale: tranne, appunto, quello fornito dal Mignon, molti esemplari del quale sono esposti nella loro consistenza reale.
Nel 2000 leader della produzione di astucci per occhiali di griffe al top del mondo industrializzato, la Giorgio Fedon & Figli S.p.A decide di avviare, sulla base di un Brevetto Internazionale dello stesso anno, la produzione di un astuccio per occhiali pieghevoli che progressivamente perde il vincolo della sua funzione iniziale, assumendo l’identità Mignon.
Mignon quindi (scocca in lamiera imbutita, fodera stampata in polistirolo floccato termoformato, rivestimento in centinaia di diversi materiali) diventa, con innumerevoli grafiche aziendali, un autorevole contenitore multiuso. Che cerca di affacciarsi, un po’ contro l’usa e getta, sul versante del bene durevole.

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