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Pasta Maltagliati è garanzia di un pasto salutare e di tanto buon umore

Pasta_maltagliatiGli esperti e nutrizionisti di tutto il mondo oggi inseriscono la pasta nel quadro di un’alimentazione equilibrata e ben bilanciata. Pasta Maltagliati rappresenta la base perfetta per pasti sani, nutrienti e soddisfacenti per il palato e per l’umore.

Non c’è alimento che porti in tavola sorriso e allegria come un bel piatto di pasta, che, se associato ad ingredienti sani, leggeri e genuini come le verdure, i legumi e il pesce, può diventare anche una soluzione completa e salutare. Pasta Maltagliati ricorda, a questo proposito che è la tipologia di condimento, e non i carboidrati in sé, a decretare l’eccessivo apporto calorico di una preparazione.

I carboidrati contenuti in pasta di semola di grano duro come quella prodotta da Pasta Maltagliati, forniscono glucosio, un carburante fondamentale per il cervello e per l’intero apparato muscolare. Essi forniscono, tra l’altro, un rilascio di energia lento tale da garantire una valida scorta energetica che si protrae nell’arco della giornata.

Pasta Maltagliati, parte integrante di una dieta ben bilanciata, ha un bassissimo contenuto di sodio e colesterolo. La porzione quotidiana, di circa 70-80 gr., fornisce fino al 25% del fabbisogno giornaliero di fibre e una buona fonte di nutrienti essenziali, tra cui ferro e diverse vitamine del gruppo B.

La pasta rappresenta dunque, con le dovute accortezze nell’aggiunta di grassi di condimento, un alimento base nei pranzi di famiglia di tutto il mondo.

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Fabianelli presenta il cuore della dieta Mediterranea. Un piatto di pasta

Pastificio Fabianelli - PastaNel 2010 l’Unesco ha premiato lo stile alimentare basato su pomodoro, olio d’oliva, pasta, frutta, verdura e vino, facendolo entrare nel patrimonio culturale immateriale. La pasta di semola di grano duro, come quella prodotta da Pastificio Fabianelli, e quella integrale si confermano dunque tra gli alimenti privilegiati della Dieta Mediterranea, un regime alimentare riconosciuto anche dall’OSM e dalla Fao.

Sulla base degli studi scientifici diffusi a livello mondiale, anche Fabianelli promuove l’equilibrio nutrizionale e la Dieta Mediterranea, quali aspetti importanti per prevenire problemi di salute, in particolare quelli inerenti le malattie cardiovascolari, e per costruire solide basi di longevità.

Una pasta ambrata e dal colore omogeneo, privo di imperfezioni, tenace alla cottura e facilmente digeribile, gradevole al palato e capace di sprigionare una fragranza che mette appetito. Così si presenta sulle tavole Pasta Fabianelli buona, gustosa e salutare, un piatto principe della cucina italiana, protagonista di una delle diete più diffuse, complete e apprezzate in tutto il mondo, la Dieta Mediterranea, un regime alimentare che fonda il suo successo sull’equilibrio alimentare e sulla genuinità dei cibi.

Un alimento ricco di energia a lungo termine, caratterizzato da un’elevata percentuale di carboidrati complessi, circa il 70% per pasta Fabianelli, che necessitano di un processo digestivo articolato e che vengono assimilati più lentamente dall’organismo. Si aggiungono poi pochissimi zuccheri semplici, proteine, ferro, vitamine B1, B2 e PP e un apporto di lipidi trascurabile. Basta, dunque, un condimento leggero per realizzare un piatto completo ed equilibrato: verdure, formaggi magri, carni, legumi, olio a crudo, il tutto dosato con giusta misura.

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Pasta e sport un binomio vincente sostenuto da Fabianelli

La pasta, un alimento alla base della piramide alimentare, fondamentale a tutte le età, è energia pronta all’uso per chi fa attività sportiva ma anche per chi deve affrontare intensi sforzi mentali e momenti di stress.

Fabianelli sottolinea come l’alto contenuto di carboidrati e il basso contenuto di lipidi rendano il piatto di pasta, re della tavola italiana, uno degli alimenti da preferire prima di una competizione sportiva anche intensa e prolungata, o in caso si debbano sostenere faticosi impegni mentali.

I carboidrati della pasta di semola di grano duro (al contrario di quelli di pane e patate) rappresentano una fonte di energia ideale perché ricchi di amilosio che rallentando la metabolizzazione consente un rilascio graduale di energia. Questo aspetto è molto importante dal momento che consente di immagazzinare l’energia necessaria ad affrontare la competizione rilasciandola gradualmente durante l’esercizio fisico.

Un altro fattore da tenere in considerazione, in questa disamina, è che la pasta è facilmente digeribile per cui non appesantisce, sempre che si presti la dovuta attenzione al tipo di condimento: Pomodoro, un filo d’olio, un pizzico di sale e qualche foglia di basilico rappresentano il primo, ma fondamentale, step in preparazione di una gara, di un impegno di lavoro o nei momenti in cui lo stress si fa sentire.

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Carboidrati: cosa sono?

I carboidrati sono composti organici costituiti da carbonio, idrogeno e ossigeno, di solito contenenti un solo atomo di idrogeno con un rapporto di 2:1 con ogni atomo di ossigeno (come nella molecola dell’ acqua). Alcune eccezioni però esistono: ad esempio, il desossiribosio, un componente del DNA, ha la formula empirica C5H10O4.  I Carboidrati non sono tecnicamente idrati di carbonio. Strutturalmente è più esatto considerarli come aldeidi e chetoni poliossidrilici.

Il termine carboidrato è più comune in biochimica, dove è sinonimo di saccaride. I carboidrati (saccaridi) sono divisi in quattro gruppi chimici: monosaccaridi, disaccaridi, oligosaccaridi e polisaccaridi. In generale, i monosaccaridi e i disaccaridi, che hanno dimensioni più piccole e un peso molecolare più basso, sono comunemente noti come zuccheri. Saccaride è una parola che deriva dal greco σάκχαρον (sákkharon), che significa “zucchero”. Mentre la nomenclatura scientifica dei carboidrati è molto complessa, i nomi dei monosaccaridi e dei disaccaridi molto spesso finiscono con il suffisso-ose. Per esempio, lo zucchero nel sangue è il glucosio monosaccaride, lo zucchero da tavola è il saccarosio disaccaride e lo zucchero del latte è il lattosio disaccaride.

I carboidrati svolgono numerosi ruoli negli organismi viventi. I polisaccaridi servono per l’immagazzinamento dell’energia (per esempio, amido e glicogeno), e come componenti strutturali (ad esempio, come cellulosa nelle piante e chitina negli artropodi). Il carbonio ribosio monosaccaride è un componente importante dei coenzimi (ad esempio, l’ATP, il FAD e il NAD) e della molecola genetica nota come RNA presente nella spina dorsale.

Il deossiribosio correlato è un componente di DNA. I saccaridi e loro derivati includono molte altre biomolecole importanti che svolgono un ruolo fondamentale nel sistema immunitario, nella fecondazione, nella prevenzione delle patogenesi, nella coagulazione del sangue e nello sviluppo.

Nella scienza alimentare e in molti contesti informali, per carboidrati si intende spesso un alimento particolarmente ricco di amido  e carboidrati complessi (come i cereali, il pane e la pasta) o carboidrati semplici come lo zucchero che si trova in caramelle, marmellate e dessert.

I carboidrati si trovano spesso in molte barrette energetiche perchè forniscono energia immediatamente.

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La pasta diventa un pasto completo, con il condimento giusto

La pasta rappresenta, senza alcun dubbio, il piatto più amato in Italia: riempie gli occhi, soddisfa il palato e contagia con il buon umore. Pasta Toscana evidenzia come il giusto condimento renda un piatto di spaghetti, o di qualsiasi altro formato, un piatto completo, sano ed equilibrato.

In passato condannata da regimi dietetici ferrei, la pasta sta godendo sempre più del suo successo planetario e di una considerazione diffusa anche tra nutrizionisti e fautori dell’alimentazione sana ed equilibrata. La pasta, il piatto della cucina italiana più amato ma forse meno conosciuto per le sue proprietà,  diventa un alimento a cui non si deve assolutamente rinunciare a patto di scegliere un condimento leggero e salutare.

La pasta apporta al nostro organismo un quantitativo di carboidrati che sono altamente e facilmente digeribili, e nelle giuste quantità rappresenta un cibo fondamentale per un sano sviluppo psico-fisico del nostro organismo. La sua semplicità di ingredienti e lavorazioni consente di portare in tavola tanto gusto senza l’aggiunta di conservanti, infatti è il lento processo di essiccazione che consente di preservarne a lungo la qualità e di rendere ancora più fragrante il suo profumo e di esaltarne la tenuta in cottura.

Appare evidente come il ruolo del condimento sia importantissimo: una scelta equilibrata consente di completare le proprietà nutritive della pasta. Un sugo con verdure o pesce, un ragù di carne a basso contenuto di grassi, salse rapide a base di aglio, peperoncino, acciughe, capperi o erbe aromatiche esaltano il sapore unico di Pasta Toscana e rendono perfetto l’apporto di Sali minerali, fibre, proteine per un pasto completo bilanciato e sano.

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La dieta a zona… dimagrire mantenendo la forma!

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  • 15 Dicembre 2008

Oggi si parla molto di benessere e di dieta a zona. Indubbiamente una vita sana non può non essere correlata ad una alimentazione corretta. Ma qual é l’alimentazione corretta? Sicuramente una che nel complesso ci faccia sentire energetici, in forma e non appesantiti. Ovviamente ognuno di noi, pur avendo molte affinità comuni, é molto diverso dall’altro e quindi non può esistere un unico regime alimentare valido per tutti. Ecco allora spuntare un infinità di proposte. L’alternativa di cui scriviamo é sicuramente innovativa in quanto non si ferma al concetto di calorie assunte ma va ben oltre: il controllo dietetico delle risposte ormonali.

Alla fine degli anni ’80 il Dott. Barry Sears (scienziato e medico americano, laureato in biochimica, specializzato nella terapia del tumore e nel controllo dietetico delle risposte ormonali) identificò un regime alimentare ben preciso, definito poi a Zona, che regolasse la fisiologia umana (ovvero l’insieme dei processi chimici e ormonali che avvengono nell’organismo). Secondo questa teoria é proprio l’interazione complessa delle risposte ormonali che gestisce la fisiologia umana e l’alimetazione può guidare queste interazioni nella via giusta: la dieta a zona si prefigge l’obiettivo di controllare per mezzo della dieta i livelli di eicosanoidi, importanti ormoni che fungono da “messaggeri biochimici” per i quali alla loro presenza si attivano o meno determinate funzioni cellulari.

Un esempio classico é che gli eicosanoidi regolano il rilascio dell’insulina nel sangue per cui una loro regolamentazione regola indirettamente il diabete. Altro esempio é che regolano anche il rilascio di testosterone e dell’ormone della crescita. Ogni cellula del nostro corpo é in grado di produrli e per semplicità possiamo affermare che esistono due grandi categorie di questi importantissimi ormoni, defini “buoni” e “cattivi”: i primi hanno conseguenze positive per il nostro organismo e quindi sono a noi favorevoli, i secondi possono causare disfunzioni e quindi sono a noi sfavorevoli.

La dieta a Zona, se seguita correttamente, induce la produzione di quelli “buoni” e reprime la sintesi di quelli “cattivi” con il risultato di migliorare molte funzioni del nostro organismo. Essa é concettualmente molto semplice, basta infatti ragionare a livello di ormoni e non di calorie assunte/bruciate, perciò l’effetto ormonale di una caloria di carboidrati é differente dall’effetto ormonale di una caloria di proteine. Sulla base di ciò una precisa quantità di proteine necessaria alla nostra massa muscolare a cui seguono carboidrati e grassi in proporzioni fisse rispetto alle proteine assunte permettono di ottenere una giusta risposta ormonale di eicosanoidi.

Il rapporto individuato dalla dieta a zone prevede di assumere ad ogni pasto carboidrati, proteine e grassi secondo il rapporto 40/30/30. Il passo di partenza é l’individuazione del fabbisogno proteico giornaliero dell’organismo che mantenga e promuova la massa magra del fisico: Sears individua la quantità di apporto proteico di 1-2g per ogn kg di peso corporeo (secondo che si svolga anche attività fisica o meno). Passo successivo é stimare la quantita di carboidrati (prevalentemente frutta e verdura) e grassi (non saturi) che seguano il rapporto 40/30/30 con cui accompagnare i pasti.

La dieta a Zona rapresenta un metodo innovativo e adattabile a ciascuno di noi, che osserva la risposta fisiologica dell’individuo all’assunzione del cibo andando oltre il semplice rapporto calorie assunte-calorie bruciate. Quest’ultimo rapporto, infatti risulta più difficile da stimare e può variare enormemente tra un individuo e l’altro e seguirlo comporta inoltre notevoli sacrifici. Non solo, la dieta a Zona conduce anche alla perdida di grasso e, quindi, di peso ma come effetto indiretto, curandosi principalemte di modulare i livelli di insulina nel sangue e di molti altri aspetti ormonali dando luogo ad un risultato complessivo di benessere fisico sotto molteplici aspetti e quindi anche mentale.

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La dieta per invecchiare bene… e poco!

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  • 30 Novembre 2008

Invecchiare bene è l’unico modo per vivere a lungo ed una buona dieta è il trucco più importante. Il segreto dell’eterna giovinezza consta di uno stile di vita e un’alimentazione equilibrata. Vivere a lungo non è facile. Il problema principale è come arrivare ad un lungo traguardo in condizioni dignitose. Dunque, un giusto apporto di vitamine e di minerali, un’alimentazione corretta aiuta ad aumentare la vita dell’uomo. La moderna ricerca scientifica ha individuato le regole della longevità: individuazione del giusto apporto di nutrienti, riduzione di calorie, corretta attività fisica e assunzione di antiossidanti.

Abbuffarsi è sbagliato
Per l’organismo è meglio consumare quotidianamente diversi spuntini piuttosto che introdurre pasti abbondanti che forniscono lo stesso numero di calorie. Suddividere le calorie in otto piccoli pasti apporta numerosi vantaggi alla salute. Il corpo presenta delle esigenze diverse a seconda dell’età. Da 0 ai 12 anni i bambini hanno bisogno di molto calcio. Appena nati sono alle prese con la costruzione del loro corpo e il fabbisogno calorico va soddisfatto adeguatamente secondo l’età. Ad un neonato bastano 400 calorie al giorno mentre un bambino di circa tre anni deve assumere 1300 calorie. Dai 13 ai 19 anni l’adolescente ha bisogno di molto ferro in quanto le trasformazioni fisiche sono tantissime. Una dieta ricca e completa di circa 2000 calorie è indispensabile affinché lo sviluppo si compia del tutto. Gli alimenti ideali da assumere durante questa fase sono la carne rossa, gli ortaggi, le verdure, i legumi, le uova e la frutta. Dai 20 ai 40 anni il fabbisogno di calorie diminuisce dalle 2000 alle 1800 calorie. L’organismo ha bisogno di più vitamine e il corpo impara a utilizzare meglio le calorie grazie alle vitamine coinvolte nel processo vitale. La vitamina E aiuta a mantenersi giovani e tonici mentre la A previene le infezioni. Dai 41 ai 60 anni i nutrizionisti insistono su un maggiore apporto di fibre. Preziose per la loro funzione le vitamine del gruppo B contenute nei cereali integrali, sono ricche di sali minerali. I grassi, invece, sono le sostanze più temute perché contengono colesterolo e minacciano la linea.

Attenzione ai piaceri
Una tazza di caffè rappresenta un desiderio di tutti la cui assunzione si ripete più volte nell’arco della giornata. Ma dopo i 40 anni l’assunzione di caffè tende a eliminare il calcio, alleato prezioso per prevenire l’osteoporosi. Pertanto bisogna ridurre la quantità di caffè ingerito e l’assunzione di alcool che brucia minerali e vitamine. Anche i dolci fuori pasti devono essere evitati.

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Herbalife e Inter? L’accoppiata vincente!

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  • 15 Novembre 2008

Il club campione d’Italia nello sport preferito dagli italiani e la società leader nel campo della sana nutrizione. Nasce così l’accoppiata tra l’Inter ed Herbalife. Da questa stagione, infatti, Herbalife è diventato lo sponsor ufficiale dei nerazzurri.

Herbalife ed InterUn’accoppiata ufficializzata durante il Leadership Development Weekend svoltosi a Rimini. Per notare questo tandem vincente basta visitare il sito degli undici di Mourinho, o notare le scritte recanti il marchio che campeggiano sulle maglie dei giocatori o negli spogliatoi, inquadrati puntualmente durante i collegamenti post – partita con le pay tv. Una svolta importante per un’azienda che da anni fornisce in Italia ottimi prodotti nutrizionali alla gente intenzionata a perdere chili e a ritornare nel suo peso forma. Fondata nel 1980, Herbalife rappresenta una delle aziende più conosciute per la vendita di prodotti dietetici e della cura del corpo.

I prodotti più richiesti e commercializzati dall’azienda californiana sono Formula #1, Formula #2, Formula #3 e Thermojetics che consistono rispettivamente in bevande proteiche sostitutive del pasto, compresse d’erbe, compresse minerali e multivitaminiche. I prodotti “Formula” in origine erano commercializzati grazie al programma Herbalife’s Slim and Trim Program, lo stesso che oggi prende il nome di Herbalife Cellular Nutrition Health and Weight Management System apportando delle modifiche negli ingredienti dei prodotti. Dietro la scelta dell’Inter c’è qualcosa in più rispetto ad una semplice strategia legata alla sponsorizzazione. Herbalife, come ormai noto, appare come un marchio consolidato in un settore dove le certezze si riducono sempre di più. Chi sa se qualche campione, oltre a portare il nome dell’azienda californiana impresso sulla casacca che indossa quando scende sul rettangolo verde, ne fa anche uso.

Ciò che più conta è una decisione quella del team, che si è aggiudicato il campionato dello scorso anno, di puntare su un logo, sinonimo condiviso di qualità. A detta di alcuni promoter dell’azienda l’Inter avrebbe inserito i prodotti Herbalife all’interno della dieta nutrizionale della squadra. Era il 2 dicembre 1992 quando Herbalife approdò nel nostro Paese. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Articoli per salute a 360 gradi, con un’attenzione particolare al piano dell’alimentazione, hanno caratterizzato il rodaggio italiano della società d’oltreoceano. A dispetto di chi pensava di associare ad Herbalife il luogo comune del prodotto da cestinare, durante la scorsa stagione estiva è giunto il disco verde della formazione di Moratti. Come a dire, che prima di testare un prodotto, non si possono emettere sentenze, perché il giudice se ne pentirebbe. L’importante traguardo è stato festeggiato in casa Herbalife, impegnata in una campagna pubblicitaria, scandita dall’onnipresente principio informativo (tutti devono sapere a cosa possono servire i prodotti reclamizzati), sull’intero territorio peninsulare. E dai frutti di questa campagna arriva la miglior risposta ai detrattori dei prodotti in questione. Un numero su tutti: Herbalife è presente in ben 67 paesi del mondo e la cifra di coloro che ne restano soddisfatti dall’uso aumenta giorno dopo giorno, con tanto di autorizzazioni rilasciate dalle autorità competenti (in Italia c’è il via libera del Ministero della Salute).

Prodotti efficaci che aiutano in modo concreto chi desidera riacquistare uno stile di vita equilibrato e soprattutto sano grazie al supporto di integratori alimentari. Energia e idratazione rappresentano fattori importanti per i calciatori nero azzurri e i prodotti Herbalife sono fondamentali per garantire una performance al top sul campo. La sponsorizzazione intrapresa dall’Inter è divenuta anche un mezzo per i promoter dell’azienda per accreditarsi verso chi non ha mai provato prodotti simili. Inter, uguale garanzia nel segno dell’efficacia degli articoli venduti.

Come già detto, Herbalife sposa le ambizioni dell’Inter targato Mourinho. Dieci gli obbiettivi già raggiunti dal tecnico da quando siede sulla panchina nerazzurra. In primis la vittoria in Supercoppa. Subito dopo il vantaggio sulle concorrenti per lo scudetto. Punto numero tre il recupero degli infortunati storici (vedi Cordoba e Samuel). Da premiare c’è la coesione del gruppo (mai visto così), il clima di fiducia creatosi tra squadra e tifosi, la tenuta difensiva. Da considerare, inoltre, la barriera contro la stampa prevenuta, un modulo rivoluzionario per l’Inter (il 4-3-3) e la coerenza della campagna acquisti.

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Carboidrati, la benzina dell’organismo

Il nome scientifico di quelli che impropriamente chiamiamo “carboidrati” è glucidi. Si tratta di sostanze formate essenzialmente da carbonio ed acqua e contenuti principalmente negli alimenti di origine vegetale. Il valore energetico è abbastanza alto: i carboidrati infatti forniscono in media 4 Kcal per grammo (è il caso dell’amido, contenuto nei cereali) costituendo uno degli elementi più importanti della dieta umana. Vari sono i tipi di carboidrati, classificati in base alla loro struttura chimica. Abbiamo perciò i carboidrati semplici e complessi.

I VARI TIPI DI CARBOIDRATI

I glucidi semplici sono le sostanze che comunemente chiamiamo zuccheri e comprendono monosaccaridi e polisaccaridi. Dal punto di vista nutrizionale, i più importanti sono glucosio, galattosio e fruttosio. Esaminiamoli nel dettaglio.

I monosaccaridi
Glucosio – costituisce la forma in cui deve essere trasformato qualsiasi altro zucchero per poter essere utilizzato dall’organismo umano. Solo il 5% della totalità di carboidrati è rappresentato dal glucosio che circola nel sangue.
Galattosio – è contenuto nel latte ma non vi si trova in forma libera, bensì legato al glucosio.
Fruttosio – è molto abbondante nel miele e nella frutta. Viene metabolizzato dal fegato, che lo trasforma in glucosio.

I polisaccaridi
I polisaccaridi sono formati dall’unione di più monosaccaridi (da 10 unità fino alle migliaia) mediante legami glicosidici. Hanno origine animale (glicogeno) o origine vegetale (amidi e fibre). Analizziamone i più importanti.
Fibre – la più importante è la cellulosa. Il nostro organismo non può trasformarle direttamente in energia ma le fibre sono fondamentali per il nostro benessere poiché regolano l’assorbimento dei nutrienti e difendono l’organismo da diverse patologie. Le fibre sono divisibili in fibre idrosolubili (quando possono essere disciolte in acqua) e non idrosolubili. Le prime riducono la quantità di colesterolo nel sangue, mentre le seconde richiamano liquidi, favorendo l’eliminazione di sostanze dannose.
Glicogeno – è immagazzinato nel fegato e nei muscoli in quanto riserva d’energia. È però presente in quantità molto ridotta negli alimenti, poiché viene quasi totalmente degradato nelle fasi di macellazione degli animali.
Amido – contenuto nei vegetali (principalmente semi e cereali) e nei loro derivati (come la pasta) ma si trova anche in patate dolci, piselli e fagioli. È possibile trovarlo in natura in due forme distinte: amilosio e amilopectina, la quale rende estremamente digeribili gli alimenti.

FUNZIONE DEI CARBOIDRATI

La funzione precipua dei carboidrati è quella energetica. Essi rappresentano infatti la principale fonte energetica, in particolar modo quando sottoponiamo il nostro organismo ad un intenso sforzo fisico. Tuttavia, assolutamente da non trascurare è la loro funzione plastica nella formazione di strutture nervose e acidi nucleici. Una volta trasformati in glucosio, i carboidrati possono prendere tre strade:

  1. Possono essere utilizzati direttamente dalle cellule al fine di produrre energia.
  2. Possono essere trasformati in glicogeno e immagazzinati come riserva energetica in muscoli e nelle riserve epatiche.
  3. Possono essere trasformati in grasso e depositati come tale, se le scorte di glicogeno sono sature.

Qualsiasi componente del nostro organismo necessita di una certa quantità di glucosio. È facile pertanto dedurne l’importanza che i carboidrati svolgono per il benessere del corpo. Persino alcune cellule del sangue utilizzano glucosio come fonte energetica primaria.

ECCESSO DI CARBOIDRATI

Abbiamo visto quanto sia importante assumere regolarmente una certa quantità giornaliera di carboidrati. Ma cosa accade quando tali sostanze sono in eccesso? La dieta dei paesi industrializzati risulta sempre più ricca di grassi (basti pensare alla grande diffusione dei fast food in quasi tutti i Paesi del mondo). Una dieta troppo ricca di grassi può provocare patologie come diabete, carie dentale o persino obesità in forme più o meno gravi.

CARENZA DI CARBOIDRATI

Ma anche una scarsa assunzione di carboidrati è causa di patologie gravi. Recenti studi hanno dimostrato che alla base di varie forme tumorali c’è anche una scarsa assunzione di carboidrati. Lo stesso vale per alcuni casi di ipercolesterolemia, di malattie renali e epatiche. Nei casi più gravi, l’assenza di carboidrati porta il sangue ad acidificarsi (come avviene nel diabetico non curato), cui consegue il coma. Ecco perché è estremamente importante seguire una dieta equilibrata, che preveda un’assunzione bilanciata di carboidrati.

IL PROCESSO DI DIGESTIONE DEI CARBOIDRATI

Il processo di assimilazione dei carboidrati inizia nella bocca, dove diversi enzimi presenti nella saluta inizia a scindere i carboidrati complessi. La digestione prosegue nello stomaco e nel pancreas, ove i succhi pancreatici riducono i polisaccaridi in monosaccaridi.

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